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Aurelio Ghersi
IL CEMENTO ARMATO

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DALLE TENSIONI AMMISSmILI

AGLI STATI LIMITE:

UN APPROCCIO

UNITARIO

1SBN 88-7758-612-5 Prima edizione: febbraio 2005 © 2005 by Dario Flaccovio Editore s.r.l. - tel. 091202533 - fax 091227702 www.darioflaccovio.it e-mail info@darioflaccovio.it

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Tutti i diriul di traduzione, di memorizzazione elettronica e di riprodurione sana riservati per tutti i paesi. Nessuna pane di questopuo essere riprodotta in alcuna forma, compresi microfilm e le copie fotostatiche, ne memorizzata tramite alcun mezzo, senza it permesso scritto dell'Editore.

Aurelio Ghersi <1951> II cemento armato : daJle tensloni ammiss'ibili agU'sl~li limite: un approcclo unitario I Aurelio Ghersi. - Palermo: D. Flaccovio, 2005. ISBN 88-7758-612-5. I. Cemeato armato,
69354 CDD-20

CIP - Biblioteca centrale della Regione siciliana •Alberto Bombace n

j :~Slampa: Priulla, Palermo, febbraio 2005

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Premessa .., ,...... 11 15 15 18 20 23

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Capitolo 1 . INTRODUZIONE :................ 1. Dall'arte del costruire alia Scienza e Tecnica delle costruzioni 2. Definizione del modelIo di calcolo ; , 3. Analisi stru tturale ~............................ 4. Verifica delle seaioni
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Capitolo 2 METODI DI VERIFICA. 1. Modello del materiale 2. Modello dei carichi............... 3. Sicurezza strutturale 4. Metodo delle tensioni ammissibili 5. Calcolo a rottura 6. Approccio probabilistico 7. Approccio semiprobabilistico _ 8. Metodo degli stati limite ~ 8.1. Verifiche alia stato limite ultimo 8.2. Verifiche ano stato limite ai esercizlO Capitolo 3 NORMATIV A 1. Normativa tecnica 1.1. Normativa italiana 1.2. Normativa europea 2. Panoramica delle principali nO}mative 2.1. Deereto Ministeriale . 911~!1.66 " . ~J 2.2. Eurocodice 2 2.3. Ellrocodice 3 ·

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3. Azioni e lora valore di calcolo 3.1. Classificazione delle azioni , 3.2. Valori di calcolo per verifiche agli stati limite ultimi 3.3. Valori di calcolo per verifiche agli stati limite di esercizio Capitolo 4 BREVE STORIADEL CALCESTRUZZO (ARMATO) : 1. La preistoria del calcestruzzo .., ,· . 2 . La muratura romana: 1opus caementicium 3. La composizione, da Vitruvio al mix design 4. II calcestruzzo nella rivoluzione industriale 5. II calcestruzzo, i nuovi elementi strutturali e Ie nuove forme 6. Calcestruzzi strutturaIi ad alta resistenza: il futuro (?)

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Capitolo 5 IL CALCESTRUZZO .'" :..:................ 85 1. Aspetti tecnologici 85 2. Comportamento sotto carichi di breve durata , 88 2.1. Re_sistenza a compressione :...... 88 2.2. Resistenza .a trazione , ~ .: ·92. 2.3. Modulo elastico................................................................................... 94 3. Indicazioni di normativa 94 3.1. Limiti di Rck e controlli di accettazione ~~ 94 3.2. Modulo elastico 95 3.3. Resistenza a trazione ,........... 95 3.4. Resistenza a compressione: limiti per TA e SLU 96 3.5. Legame tensioni-deformazioni per SLU ; Q7 4. Comportamento del calcestruzzo nel tempo 101 4.1. Stagionatura e resistenza 101 4.2. Ritiro , 102 4.3. Scorrimento viscoso 106 4.4. Variazione delle proprieta chimiche (carbonatazione) 109 Capitolo 6

L'ACCIAIO-PER CEMENTO ARMATO·ORDINARIO


del materiale 2. Indicazioni di normativa 2.1. Metodo delle tensioni ammissibili 2.2. Verifiche alIo stato limite ultimo 3. Aderenza acciaio-calcestruzzo 3.1. Tensioni di aderenza 3.2. Lunghezza di ancoraggio ; 3.3. Giunzioni per sovrapposizione
1. Caratteristiche

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4. Ricoprimento e distanza tra Ie barre Capitolo 7 FLESSIONE COMPOSTA ~GENERALITA : 1. Simbologia e convenzione dei segni 2. Sistemi di misura 3. La flessione composta nel cementoarmato 4. Comportamento elastico lineare 4.1. Calcestruzzo reagente a trazione (10 stadio) 4.2. Calcestruzzo non reagente a trazione (2° stadio) 5. Comportamento non lineare (3° stadio) 6. Diagrammi limite 7. Deformazioni, tensioni e caratteristiche della sollecitazione Capitolo 8 SFORZO NORMALE :: 1. Modello lineare - calcestruzzo resistente a trazione 2. Modello lineare - calcestruzzo non resistente a trazione .: 2.1. Trazione _ .:.: _. ..~ 2.2. Compressione - verifica della sezione : 3. Progetto di una sezione compressa e prescrizioni di normativa 4. Modello non lineare 4.1. Trazione 4.2. Compressione - verifica della sezione 5. Progetto di una sezione compressa e prescrizionidi normativa 6. Pilastri cerchiati :

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Capitolo 9 FLESSIONE SEMPLICE ; ; 159 1. Modello line are ~calcestruzzo resistente a trazione 159 2. Modello lineare - calcestruzzo non resistente a trazione.. 164 3. Verifica a flessione retta : 164 3.1. Sezione rettangolare ' 164 3.2. Sezioni riconducibili alla rettangolare : ; 172 3.3. Sezione generica · 174 4. Progetto della sezione : ~ 179 4.1. Progetto di sezione rettangolare a semplice armatura : 179 4.2. Progetto di sezione rettangolare a doppiaarmatura 183 4.3. Valori dei coefficienti r ed r' - metodo delle tensioni ammissibili 186 4.4. Indicaziorii progettuali : \ : 188 5. Modello non lineare ~ ..~ " 191

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6. Verifica a flessione retta ~ 6.1. Valeri di f3 e J( per sezione parzializzata 6.2. Sezione rettangolare : _ 6.3. Sezione generic a 7. Progetto della sezione 7.1. ·Comportamento ultimo e duttilita _ 7.2. Progetto di sezione rettangolare a semplice armatura.i... 7.3. Progetto di sezione rettangolare a doppia armatura 7.4. Valori dei coefficienti r ed r' per 10 stato limite ultimo 7.5. Indicazioni progettuali ~ 8. Considerazioni finali Capitolo 10

192 193 197 201 204 204 208 210 211 212 216 219 219 224 227 229 229 239 244 247 252 252 252 254 255 261 264 266 266 268 272 276 280 280 280 282 283 287 305 308

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PRESSO E TENSOFLESSIONE
1. 2. 3. 4. La presso e tensoflessione in una sezione omogenea ~; Modello line are - calcestruzzo resistente a trazione , ." Modello line are - calcestruzzo non resistente a.trazione Verifica a presso 0 tensoflessione retta 4.1. Sezione rettangolare ; ~ 4.2. Sezioni riconducibili alIa rettangolare 4.3. Sezione circolare 4.·4. Sezione generica Domini M-N 5.1. Diagrammi limite e campi di comportamento _ 5.2. Campi di comportamento per modello Iineare del materia-Ie 5.3. Costruzione dei domini M-N 5.4. Domini M-N per sezione rettangolare 5.5. Considerazioni generali e indicazioni progettuali 5.6. Presso e tensoflessione deviata ~ Modello non lineare Verifica a presso 0. tensoflessione retta 7.1. Valeri di f3 e K per sezione tutta compressa ~ ; 7.2. Sezione rettangolare ~ 7.3. Sezione circolare : Domini M-N ~ 8.1. Diagrammi limite e campi di comportamento 8.2. Campi di comportamento per modello non lineare del materiale 8.3. Costruzione dei domini M-N · ; 8.4. Domini M-N per sezio!le rettangolare 8.5. Sezione rettangolare circolare - formule semplificate 8.6. Presso e tensoflessione deviata . . Confronto tra tensioni ammissibili e stato limite ultimo ·

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Capitolo 11 TAGLIO 1. II taglio in una sezione omogenea 1.1. Sezione rettangolare 1.2. Sezione circolare 1.3. Sezione triangolare 1.4. Sezione a doppio T ; 2. Modello lineare - calcestruzzo resistente a trazione 3. Modello lineare - calcestruzzo non resistente a trazione 3.1. Sezione rettangolare : 3.2. Altri tipi di sezione 3.3. Considerazioni sullo stato tension ale 3.4. Limiti a taglio nel metoda delle tensioni ammissibili 4. Modello lineare - armatura a taglio , 4.1. Armatura con sagomati a 45° ;: 4.2. Armatura con staffe e ferri di parete 4.3. Armatura con staffe 4.4. Un approccio unificato 4.5. Minimi di armatura nel metoda delle tensioni ammissibili 5. Meccanismi e modelli di comportamento oltre illimite line are 6. Modello non lineare - resistenza in assenza di armature 6.1. II modello "a pettine" 6.2. Altri contributi alla resistenza del dente 6.3. Prescrizioni della normativa 7. Modello non Iineare - armatura a taglio 7.1. Metodo normale 7.2. Metodo dell'inclinazione variabile del traliccio 7:3. Modello dei campi di tensione 7.4. Traslazione del diagramma dei momenti 7.5. Considerazioni sull'armatura con staffe e ferri di parete 7.6. Minimi di armatura nel metodo degli stati limite 8. Confronto tra stato limite ultimo e tensioni ammissibili ..; Capitolo 12 -.......jt:P~UNZONAMENTO 1. Taglio e punzonamento 2. Modella line are 3. Modello non lineare 3.1. Normativa italiana -: 3.2. Normativa europea 4. Confronta tra stato limite ultimo e tensioni ammissibili

·313 3i3 : 317 318 319 320 322 323 324 327 329 : 332 334 335 338 '340 ~ ·343 ~ 346 : 348 352 352 : 355 357 360 ?60 :.. 365 370 372 .: 374 377 378 383 383 384 386 386 387 393

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Capitolo 13 TORSIONE ~~_ 1. La torsione in una sezione omogenea 2. Torsione per congruenza e torsione per equilibrio 3. Modello Iineare - stato tensionale 3.1. Determinazione dello stato tensionale ; 3.2. Limiti tensionali nel metodo delle tensioni ammissibili 4. Modello line are - armatura a torsione 4.1. Armatura a spirale, a 45° 4.2. Armatura con staffe e barre longitudinali · 4.3. Minimi di armatura nel metoda delle tensioni ammissibili ~ 5. Modello non lineare 6. Torsione e taglio , ~ 6.1. Modello lineare 6.2. Modello non lineare ."

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Capitolo 14 STATI LIMITE DI ESERCIZIO 1. Generalita , 2. Stato limite di fessurazione 2.1. Cornportamento d·iun'asta tesa al crescere dei eariehi 2.2. Ampiezza delle fessure, secondo la normativa 2.3.. Controllo della fessurazione senza ealeolo diretto 3. Stato limite di deformazione 4. Limitazione delle tensioni in esercizio Bibliografia......................................................................................................... Appendice "................................................................................................ E giunti alIa fine ...

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Premessa
Viviamo in un mondo in cui tutto sembra cambiare con rapidita incredibile e la progettazione ·strutturale subisce anch'essa gli effetti di tale evoluzione, Nuove normative sostituiscono quelle a cui' siarno abituati, proponendo. irnpostazioni che ci lasciano disorientati ed imponendo cal. coli sempre pili laboriosi. Nuovi simboli e nuove unita di misura· accreseano la . confusione (il taglio ora e V, non T,. ed il Newton sostituisee il . . . . vecchio chilogrammo). Cer.to la sostanza rimane la stessa, rna che fatica ... .. aggiornarsi! K che incubo pass are da un libra a un altro e trovare approcci e simboli differenti e quasi mai coincidenti con quelli della normativa! "Fortunatamente" i programmi per computer vengono in nostro soccorso, rna diventa sempre pili forte il rischio di delegare tutto a loro, tanto da non capire pili cosa si .sta facendo, E i venditori di software fanno bene il lora· mestiere e rincarano la dose, cercando di convincerci che senzaprogrammi non si puo pili fare niente .. In realta, e vero che i programmi di calcolo sono uno strumento indispensabile, rna e. anche yero ehe essi sana - e devono restare ~ solo uno strumento. E Ie novita, che tanto ci spaventano, sembrano cosi complicate solo perche non Ie conosciamo a fondo. Il metodo degli stati limite e Ie verifiche alIa stato limite ultimo presentano alcune differenz.e .concettuali rispetto al metoda delle t.ensioni ammissibili, rna dal punta di vista operativo eontinuano a seguire Ie stesse .impostazione del passato e sono addirittura pili semplici neUe applicazioni. it anche vero ehe i libri sull'argomento spesso appaiono complicati, pieni di simboli adimensionalizzati rappresentati can lettere greche e di formule lunghissirne; rna spesso chi scrive un libro scientifico tende, anche inconscia'. .

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Premessa

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mente, a mostrare quanta =e:"IDT-8.¥Q e quanto ha approfondito l'argomento, fino ai minimi dettag1i. II -tempofa da filtro e anni di pratica professionale consentono di accantenare tutto quello che non serve e lasciare i1 nueleo fondamentale, semplice e concreto. Questo e avvenuto per i1 metodo delle tensioni ammissibili, che sta per compiere cento anni, ed inizia ora ad avvenire anche per il metoda deg1i stati limite, che e ancora un giovincello. Quando, nel marzo 1995, ho iniziato a tenere il corso eli Tecnica delle costruzioni ho passato in rassegna i testi "classici" e quellipiu recenti, rna alIa fine ho scelto una mia impostazione, che mirava soprattutto a evidenziare l'unitarieta dei diversi metodi di verifica (tensioni ammissibili e stato limite ultimo). Non ho pretese di originalita (tanti colleghi in altre univeraita operano come mee meglio di me) masono rimasto soddisfatto della risposta degli studenti e questa mi confortanell'idea che la mia sia una delle possibili vie da seguire perI'aggiornamento della didattica in questa settore. Fin dal primo anna ho sentito Ia riecessita di lasciare agli studenti qualche traccia scritta di .quallo che andavo insegnando, sotto forma di schemi sintetici degli argomenti principali. Pian piano sono andato organizzando il materiale didattico, fino a dargli 1a veste ehe qui si puo vedere. Sono stati anni intensi, di grande e a volte anche travagliata maturazione. Ricordo ancora il giorno in cui durante una lezione, nel bel mezzo di una dimostrazione sull'armatura a taglio, .mi ·sono:reso canto ehe 10 sviluppo Iogico della 'dimostrazione avrebbe portato a conclusioni ben diverse da queUe che davo per scontate. "The . show . must 'go.on" e in quell'occasione da bravo attore ho portato a termine Ia lezicine sorvoIando un po' Ccon semplici passaggi si arriva aU'espressiortefinaIe ..."), per poi riprendere ii discorso una settimana dopo per esporre, con aria umiIe e pentita, il frutto di numerose ore di Iaceranti riflessioni ,ed .autocritiche. Ricordo i momenti. entusiasmanti, edi fine settimana frenetici, di . riflessione sullapressoflessione, che con 10 stimolo ·e·l'aiuto di Marco . . Muratore hanno portato a: formule di verifica e progetto diuna semplicita sconcertante. E chi ha avuto per Ie maul vecchie versioni, provvisorie, di questo testo si accorgera d.i quarite pagine sulla flessione semplice sono state 'buttate via, quando mi sono reso conto di essere caduto anch'io

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Premessa

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nella trappola della pulizia form ale, ehe porta a for-mule piene di Iettere greche ehe rappresentano quantita adimensinrralizzate, estremamente sintetiche ... ·rna quasi del tutto incomprensihili per ii comune lettore. Certo, un lavoro come questo non puo mai.dirsi pienamente cornpiuto. Rileggo Ie pagi,ne che ho scritto emi verrebbe voglia di modificarle ancora, .di tagliare .qualcosa qui o di aggiungere qualcos'altro li. Sono pero .contento di questa mia insoddisfazione, perche finche si 8 vivi c'e tempo per migliorare, e finche C'8voglia di migliorare si 8 veramentevi- . vi. Prima 0 poi ci runettero mano, rna e arrivato il momenta di congedarsi da queste bozze e pens are ad altro. Per concluders, vorrei ringraziare tantissirne persone. Prima di tutto, i miei studenti, ehe tanto mi hanna insegnato e mi hanno fatto riflettere con le lora domande. Li ringrazio per aver colto ii" mio entusiasrno verso questa materia e per essersi a loro volta appassionati e, spero, anche un po' divertiti nella studiarla. Li ringrazio per 11bei rapporto urnano ehe Si.8 ereato tra noi, per la stirna reeiproea e l'amicizia ehe va al di 13. del rapporto docente-studente. Molti di loro hanno eontr:ibuito i.ndirettamente a questa libro, mettendo a disposizione i loro appunti,· tratti dalle mie lezioni rna conditi di giuste riflessioni a stimolanti dubbi; a rileggendo e commentando Ie pagine di testa che andavo via via scrivendo. Tanti non hanno contrassegnato col loro nome Ie pagine che mi hanna messo a disposizione, e mi spiaee non poterli citare. Ma r'icordo e ringrazio esp~essarnente Calogero Colina, Claudio Cravotta, Carla Bongiorno, Andrea Garofalo e Michele Privitera. Nessuno di loro ha avuto un voto altissimo in Tecnica delle costruzioni, rna 1a stima e l'apprezzamento ehe ho delle persone sono legati alle lora qualita umane, alIa volonta di impegnarsi ed aIle capacita eomplessive, ben pili che all'esito di un esame. Sono poi grato a tutti colora che mi hanno dato una mana nel corso: Nino D'Aveni, Pier Paolo Rossi, Fabio Neri, Bruno Biondi, Edoardo Marino, Sebastiana Costa, Maria Garofalo, Giuliana Mangano, Marco Muratore, Salvo Pantano, Melina Bosco, Anna Lombardo si sono susseguiti nel tempo; il corso di Tecnica delle eostruzioni e frutto anche delle lora idee e del lora i:r:npegno.E cito a parte Antonio Perretti, che ha in cornurie con me una- smisurata passione per la didattica e che su vari argomenti eostituisee un mio punto. di riferimento; non per niente ho affidato

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Premessa

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a lui i! co~:di-s-crivere un intero capitolo del testo; ed e un peccato che ancora.nessuna universita abbia voluto utilizzare stabiImente le sue grandi capaeita, Non pue-mancare un pensiero affettuoso agli amici dell'universita di Napoli, in particolare a Bruno Calderoni, Zila Rinaldi (ora aRoma) e Pietro Lenza, che si sana sentiti unpo' abbandonati da quando sto a Ca, tania rna m; hanna sempre sostenuto e aiutato nella rieerca scientifica; Ie discussioni avute can loro sono state spesso determinanti per chiarirmi Ie idee su vari argomenti (anehe se non sono ancora riuseito a convincere Bruno con Ie mie riflessioni suI taglio). Un "grazie" di euore anehe a Carlo Majorano, grande amico prima aneora ehe grande professionista, ehe ha diseusso a Iungo al telefono con me del tagiio e si e "divorato" Ie pagine della prima edizione del relativo capitolo, fornendomiutili suggerimenti e spunti. In ultimo, ii ringraziamento pili grande a mia moglie Lia, anche per la pazienza con la quale sopporta .il fatto che io lavori a 900 chilometri da casae ehe dedichi tanto tempo allavoro anche nei fine settimana. Vorrei infine dedicare questa mio lavoro ad Aurelio Giliberti. La sua scomparsa ha laseiato un vuoto nel cuore di tutti colora ehe sana stati suoi studenti. Indipendentemente dai riconoscimenti aecademici, la sensibilita strutturale, la eoneretezza, la chiarezza didattica e Ie grandi doti umane che l'hanno contraddistinto hanno plasmato generazioni di ingegneri.

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Capitolo 1 INTRODUZIONE
1. Dall'arte del costruire alIa Scienza e Tecnica deile costruzioni

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L'uomo ha rea1izzato eostruzioni fin da tempi antichissimi. Aleuneopere hanno resistito per migliaia.di anni e destano tuttora 1a nostra ammira-: zione. 8i pensi ad esempio alle piramidi di Giza e ar templi di Luxor in Egitto, ai templi greci, aIle costruzioni civili e religiose romane; 0, an,..· dando a tempi relativamente pili recenti,. alle eattedrali gotiehe con Ie loro mirabili forme slanciate. Nessuna di queste eostruzioni e frutto di un "calcolo", nel senso che diamo noi oggi a tale parola. Le dimensioni degli elementi ed i particolari costruttivi erano infatti dettati da regole empiriche ehe si erano andate via via definendo nel tempo. Queste erano basate sull'esame del comportamento delle strutture realizzate e dei problemi da esse presentati. Ogni dissesto dava origine a modifiche che quando mostravano di essere effieaci venivano incorporate nelle regale eostruttive. 8i e trattato in un certo sensa di una continua sperimentazione dal vera sulle cui basi e stata fondata l'arte del costruire. 11ricordo di tale modo di procedere permane anehe aggi, tanto ehe una costruzione ben realizzata viene detta "fatta a regola d'arte", I primi tentativi di tradurre tali regale in formulazioni niatematiehe risalgono al 17° e 18° secolo. Fu infatti nel 1638 cheGalileo propose Ie prime formulazioni teoriche della resistenza a rottura di travi inflesse mentre altre un seeolo dopo, nel1773, Coulomb cerco di definire quantitativamente la resistenza a rottura di archi in muratura. Il principio eli

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Capitolo 1

elasticita Iineare, destinate ad essere uno dei pilastri della Scienza delle eestruzioni, fu invece formulato da Hooke nel1678. II 190 secolo vide giungere a piena maturita la teoria dell' elasticita, Nel1826 Navier propose un metodo organico per il dimensionamento di strutture, basato sull'ipotesi di comportamento linearmente elastico dei -materiali costitutivi, e intorno al 1855 De Saint Venant formulo il suo noto principio e forni la soluzione del problema della relazione tra caratteristiche della solleeitazione e stato deformativo e tensionale in travi prismatiche. Verso la fine del secolo furono infine sviluppati i criteri eli If ~Iresistenza basati sulia. crisi puntuale del materiale >(R~Jikine, 1875;. '. r. I Mohr, 1882; Tresca, 1871). Parallelamente venne affrontato il problema dena valutazione delle caratteristiche della sollecitazione nellestrutture Iperstatiche. I contributi pili rrlevanti in questa secolo furono quelli rivolti 'alia risoluzione di schemi di travi continue col metodo delle forze: (Clapeyron, 1852~ Mohr, 1860; Bresse,. 1865). ,1\ All'inizio del 20 secolo vennero redattek_prime normative tecniche JL l\(Francia, 1906;· .Italia , 1907) ~chese~endo rimpostaziorledi Navier im" ,ponevano un'analisilineare elastica. Grazie alla Iinearita di comportamento, Il margine di sicurezza tra carico di rottura e carico di esercizio puo essere garantito lavorando in termini di tensioni; cia porto a denominaretale mododiprocedere "metodo delle tensioni ammissibili". Suecessivi.sviluppi portarono ei limit design 0 calcolo a tottuta, finalizzato ana valutazione deliacapacita portante ultima della sezione (anni '40 e '50), aifapproccio probabilistieo, che tiene conto della variabilita dei cariehi e delle caratteristiche dei materiali, e al 'inetodo semiprobabilistico (anni '50 e '60). _~ Per quanta riguarda la risoluzione di schemi iperstatici, nella prima meta del secolo ebbero ampio sviluppo i .metodi Iteratdvicche consentivano I'analisi manuale di telai (Cl.'OSS, i930; Grinter, 1937).11 progredire della teenologiadiede infine impulso alla rnetodologia matriciale, ehe sfrutta in maniera ottimale Ie potenzialita offerte dai ealcolatori elettronici (anni '60 e '·70). II progresso teorico,brevemente delineato nelle pagine precedenti, ha portato ad una chiara indicazione del modo con cui il progettista deve
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affrontare l'esame-di-una- struttura. Il primo problema e quello della definizione di un\m:ad-e-t-lolper schema geometrico, per il materiale e per i 10 carichi. L'ogg.etto reale e sempre abbastanza complesso e nel tradurio in modello matematico e inevitabile fare una serie di semplificazioni; spesso le incertezze sono tali da rendere necessario l'uso di pili modelli limite, per individuare una fascia entre>cui sia compreso il reale comportamento della struttura. Una volta definite 10 schema geometrico e di carico occorre passare ana sua risoluzione, cioe ana ldeterminazione di de7 formazioni e tensioni' (0 di spostamenti e caratteristiche di sollecitazioni); questa fase viene usualmente rlehOininat:alanahsi strutturalel anche se questo terrnine volta utilizzatocon una aceezione piu ampia, Infine oecorre effettuare una\uerificaj per eontrollare che la struttura sia in grado di sopportare Ie azioni che la solleciteranno durante la sua vita. Le tre fasi qui indicate sono riferite alIo studio eli una struttura esistente 0 comunque gia idealmente definita dar progettista. Nel caso di costruzioni ancora da realizzare, un compito preliminare e quello del di.:_ ;nensionamento deglielementi strutturali; questo viene spesso fatto mediante un calcolo che segue Ie linee generali innanzi indicate, rna con model1i estremamente semplificati, anche se neUe situazioni pili comuni e l'esperienza stessa del progettista, eventualmente tradotta in formule semplici e di uso immediate, a suggerire Ie dimensioni da adottare. In tempi ormai lontani tutte Ie problematiehe e le conoscenze teoriehe cit ate erano racchiuse in un'unica disciplina, la Scienza delle costruzioni. Con tale nome e intitolata l'opera di Belluzzi-, che nonostante gli anni trascorsi (la sua prima edizione risale a11941} costituisce tuttora, secondo me, un valido riferimento per numerosissimi problemi di S,.,cienzae. Teeniea delle cQstruzioni. II progressivo aumento dellb conoscenze ha reso necessario la suddivisione in due filoni, per l'appunto Scienza e Tecnica delle costruzioni, che costituiscono nell'attuale ordinamento universitario italiano due raggruppamenti diseiplinari, capeggiati dalle omonime discipline, che includono materie quali Calcolo anelastieo e a rottura, Teoria delle strutture e Dinamica (gruppo Scienza) 0 Costruzioni di ponti, Progetto di strutture e Ingegneria sismica (gruppo Tecnica).

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O. Belluzzi, Scienza delle costruzioni,

4 volumi, Zanichelli, Bologna.

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18 Capitolo 1
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Proprio per la lora origine comune, Scienza e Teeniea delle costruzioni si presentano nel segno di una unitarieta ehe non sempre consente una netta distinzione tra l'una e l'altra. Si puo dire in linea di massima che la Scienza delle costruzioni fornisce Ie basi teoriche generali. Essa ad esempio affronta in maniera esaustiva la teoria della trave, di De Saint Venant, per materiale omogeneo, isotropo, linearmente elastico e sviluppa le relazioni tra caratteristiche della sollecitazione, spostamenti, deformazioni e tensioni. Per quanta riguarda l'analisi strutturale, affronta 10 studio di base dei sistemi isostatici (reazioni vincolari, diagrammi delle caratteristiche eli solleeitazione) e iperstatici (metodo delle forze, metoda degli spostamenti) e fornisce strumenti essenziali quali il principio dei lavori virtu ali e i teoremi di deformazione per sistemi elastiei. La Tecniea delle costruzioni passa ad applieazioni "teeniche" , piu legate alia realta concreta. Ad esempio affronta il problema della non omogeneita del materiale (tipico delcemento armato) e dell'influenza di legami costitutivi G'-E del materiale non linearmenteelastici. Nell'ambito dell'analisi strutturale, analizza .procedimenti numerici specifici per la risoluzione di-schemi strutturali ·pili cornuni. (travi continue, telai a maglie rettangolari) per passare poi all'impostazione generalizzata dell'analisi matrieiale (rna in questa caso la distinzione tra Scienza e Teeniea delle .costruzioni diventa merio netta, perchequesto argomento puo far parte anche del·corso di Teoria delle strutture, del gruppo Scienza), N el corso ill Teeniea vengono inoltre presentati i primi approcci al passaggio da oggetti reali a schemi di eaIcolo. I corsi suecessivi del gruppo Teeniea partono jnvece espressamente dall'esame di oggetti reaIi (ponte, edificio, ecc.) e studiano quali modelli, teorici e tecnici, utilizzare per determinare Ie caratteristiche di solleeitazione e verificare 0 progettare Ie sezioni, nonche tutti i dettagli costruttivi necessari per una corretta esecuzione dell'opera. 2. -Defiriizdone del modello di calcolo La definizione del modelio di caIcolo e il primo passo necessario per analizzare una struttura. Pili precisamente, oecorre definire uno schema

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geemetrieo ed un modello per i carichi, rna anche un legame costitutivo p-eril-materiale nonehe il tipo di analisi da svolgere, Nel passato le potenzialita di calcolo erano molto limitate ed era necessario adottare modelli molto semplici. Ad esempio, Ie travi ed i pila- ,'_;,-U'L stri di un edificio soggetto a soli carichi verticali venivano analizza ti separatamente (con 10 schema di trave continua Ie prime, come singole aste soggette a sforzo assiale i secondi). In presenza di azioni orizzontali si rendeva necessario· ricorrere a modelli pili compIessi, che tenessero canto delle interazioni tra i diversi elementi, rna difficiImente si andava oltre 10 schema di telaio piano. Ovviamente, il progettista era ben consapevole dei limiti del modello utilizzato e cercava di compensarne la grossolanita abbondando nelle sezioni e nelle armature. Con l'avvento dei calcolatori e1ettronici e diventato facile utilizzare modelli anche notevolmente complessi, che ci forniscono indicazioni pili dettagliate sul comportamento delle strutture. Non dobbiamo pero tra:. scurare alcuni rischi connessi a questa evoluzione. Innanzitutto, il p.;a;(:5,blema della modellazione e diventato molto pili rilevante ·proprio perche . molto pili numerose di prima sono le possibilita a disposizione; la scelta. ~e ora pili delicata ed il rischio di adottare un modello non appropriato' e maggiore. In secondo luogo, il computer non commette errori di calcolo rna chi 10 utilizza puo sbag1iare a fornirgIi i dati; tanto .pili ii modelIo e cornplicato tanto maggiore sara, in genere, la quantita di informazioni da fornire e corrispondentemente ,crescera Ia possibilita di un errore. Infine, Ia disponibilita di modelli sofisticati puo generare la falsa convin .. zione di poter -conoscere veramente il comportamento delle strutture; non bisogrra invece dimenticare che anche il pr~gramma di calcolo pin avanzato fornisce solo una vaga immagine della reaIta; perche quest'ultima e sempre molto pili complessa di qualsiasi modello. Qual e allora il modo pili giusto di operare? A costa di sembrare banale, io sono convinto che occorra usare in ogni situazione il modelio piu ~ semplice (tra quelli validi per il caso in. esame) e soprattutto us are solo ~ . modelli di cui si capisca bene il significate ..Contemporaneamente, e importante usare modelli, anche grossoIani, che forniscano immediatamente rordine di grandezza delle soliecitazioni, in modo da poter con" trollare i risultati forniti ..--~--' dai modelli pili "esatti" . ._.
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Capitola 1

3.

Analisi

strutturale

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Un primo aspetto da chiarire nel parlare di analisi strutturale e se e eome il comportamento della struttura-e- influenzato da1 modo in cui Ie t azioni che la cimentano variano nel temp(). In generale, una volta superata 1a fase transstoria di costruzione ,una partedei .carichi ,(ad .esempio il peso proprio deglielementi strutturali) si puo considerare permanente; un'altra parte invece (i cosiddetti sovraccarichi) varia nel tempo, rna in maniera abbastanza lenta. Si parla in questa caso di carichi statici. Ben diverse e I'effetto delle raffiche di vento su elementi deformabili, come antenne e tralicci, 0 del mota del terrene durante un sisma. Si parla in tal caso di carichi dinamici ed una analisi che tenga espressamente conto della rapida variazionedelle azioni nel tempo e detta analisi dinamica. In secondo Iuogo, QeCOrre 'esaminare in che modo il eomportament,o della struttura einfluenzato dalla legge, costitutiva dei m'ateriali di cili sono costitlliti gli eleJ;llenti che 1a co;mpongono. Un legame elastico lineare consente di ipotizzare una analoga. relazione lineare tra azioni e deformazioni. In caso contrario si deve effettuare un'analisi che tenga canto delle non linearita rneeeaniche. Affinche.Ia relazione tra azioni e deformazioni sia effettivamente Iineare e· anche necessario che siano trascurabili gli effetti del secondo ordine, .ovvero che Iospostamento delpunto di applicazione dei carichi non influenzi sostanzialmente I'equilibrio. Quando cia non avviene, 'occorre effettuare un'analisi che tenga eonto delle non linearita geometriehe. Altri termini usati per far .riferimento a questa problema sono: ef~ P-'6~ dai simboli utilizzati per 1a forza assiale e 10spostamento ortogonale all'asse nelle prime trattazioni, oppure effetto instabilizzante dei carichi vertic ali, .perche un caso molto comune e l'incremento di s01lecitazioni flessionali nei pilastri a.causadello sbandamento orizzontale dei traversi su cui sono applicati carichi verticali (fig. 1). - II tipo ill analisi effettuato in assenza di complicazioni di tipo mec<;anico 0 geometrico e denominato analisi lineare. Un aspetto molto importante ~:che in essa valgono it principio di sovrapposizione degli effetti , e di unicita della soluzione. Cio comporta vantaggi operativi tali da rendere questo approccio estremamente conveniente. Si finisce cosi col ri......•..
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Fig. 1·~effetto p~o 0 effetto instabilizzante dei carichi verticali correre ad esso anche in situazioni in cui non sarebbe rigorosamente applicabile. Ad esempio, nel metodo degli stati limite, di cui si trattera pili avanti, che mira a valutare la. resistenza ultima della struttura si usa convenzionalmente un'analisi .lineare .per determinare Ie cara,tteri-:-"/ stiche delia soll~~it~-~ioneindotte dai c;~ichi e si tiene conto dena':r~a~e non Iinearita della legge costitutiva del materiale solo nella fasefinale I di verifica delle sezioni. Per tenere conto delle non linearita meecaniche occorre innanzitutt.o defrnire illegame costitutivo cr-s del materials e Ie eonseguenti relazioni tra momento M e curvatura X per Ia sezione. Ad esempio, per una sezione a doppio T in acciaio (fig. 2) il momento cresce linearmente con Xfino al valore My, che corrisponde alla curvatura Xyper la quale si raggiunge 10 snervanJento nel bordo della sezione:. All'ulteriore crescere di X la tensione nell'ala rimane costante ed il memento cresce di poco, per il contributo della sola anima. Solo col raggiungimento della curvatura Xh per la quale inizia l'incrudimento dell'acciaio nelle fibre di bordo il m01::lleD...to__ riprende a crescere in maniera si@ificativa. L'andamento -del diagramma momento-curvatura si presta ad essere schematizzato con una ~ bilatera, cioe ipotizzando un tratto elastico ed uno perfettamente plastico. Si puo cosi immaginare che, una volta raggiunto il momenta massimo,all'ulteriore crescere del carico il concio_Q.i trave si potradeformare con rotazione relativa tLa_Le_s.J.Le-.iacce-Benza -incremento di momento, come se .fosse presente una cerniera. Si un ano~ I.UAltSf Et.foJS11U ra.suddividere l'analisi di una generic'a struttura in pili fasi lineari. IniftQ..\=E1t4lt zialmente si risolve 10 schema 'di struttura integra .e si valuta .il carico (
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Capitola 1

Fig. 2 - diagramma momento-curvatura

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per il quale si raggiunge il momenta limite nella sezione piu sol1ecitata. Poi si considera uno schema variato, che contiene una cerniera nella sezione plasticizzata e si valuta con esso l'incremento di sollecitazione indotto da un incremento di. carico, sommando i valori del momenta a quelli ottenuti nella prima fase. 8i continua quindia variare 10 schema finche la struttura diventa labile oppure si r~~gi~~~in corrispondenz-a-di _~ una cerniera un valoreo~._.-~.~ relativa tanto elevato--d:a··po-rtare-~ __di rotazion~ . .=_·__ ·_~·_·_·•.--. - -- -·_v .. _·-_" __ •.• ... .. . .... _ " _ alIa sua rottura completa. Nelle diverse fasi oecorre perc controllare ehe ~--~----la rotazione' di ciascuna cerniera eontinui a crescere nello stesso verso; in caso di inversione, infatti, 10 scarico del materiale sarebbe elastica e. la sezione si comporterebbe in maniera monolitica. II termine comunemente utilizzato per indicare questa modello di comportamento della sezione e cerniera plastica, per differenziarlo dalla cerniera reale che consente rotazioni relative in entrambi i versi. Un'analisi siffatta e denominata analisi elastico-perfettamente plastica. _ La figura 3 mostra tin semplice esempio di analisi elastico-perfettamente plastica, Lo schema e queUo di trave continua a due campate di luce uguale, .una volta iperstatica, con carico uniformemente distribuito. Nella prima fase il momento massimo si ha in corrispondenza dell'appoggio centrale. Quando tale valore e raggiunto, l'incremento di carico .agisee su uno schema nel quale le due campate non sono pili continue (nel sense ehe la rotazione degli estremi di trave a sinistra e a destra dell'appoggio centrale non sono pili uguali) e produce quindi solo momento positive. Coinplessivamente si hanno, rispetto all'analisi lineare, valori minori del momentonegativo all'appoggio centrale evalori maggiori del momento positivo in campata. . . ~:.~,: ..'
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Introduzione

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Analisi

Iineare

Analisi non Iineare

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Fig. 3 - analisi lineare e non lineare di una trave continua

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Dai risultati ora mostrati si possono trarre indicazioni utilizzabili anche senza svolgere effettivamente un'analisi elasto-plastica~uandQ i risultati di un'analisi elastica mostrano in una sezione val~ri del momento flettente un po' pili alti del dovlito, e possibile accettarli comunque invocando il comportamento plastico, purche vi sia una sufficiente riserva di resistenza in quelle sezioni nelle quali il momento aumenterebbe ea condizione ehe la sezione abbia sufficiente capacita deformativa plastic a (duttilita). "Questomodo di procedere e sempre stato seguito dagli ingegneri esperti ed e ora codificato nella normativa europea che 10 denomina analisi elastica con ridistribuzione e ne definisce i limiti di applicabilita. rL'analisi elasbco-perfettamehte plastica\e" solo una dei possibili mo-" di per tenere conto delle non linearita meccaniche. Spesso, specie per strutture in cemento armato, il comportamento della sezione e molto lontano da quello che porta al modello di cerniere plastiche. Un'analisi non lineare pili sofisticata potrebbe essere svolta suddividendo ogni asta in conci molto piccoli ed utilizzarido la reale legge momento-curvatura per determinare la relazione coniplessiva tra carichi, caratteristiche della sollecitazione e deformazioni. L'onere numerico di tale impostazione la rende pero, almeno per ora, inadatta ad applicazioni professionali. 4. Ver ifioa delle sezioni

La verifica delle sezioni e l'ultimo passo per esprimere un giudizio sulla sicurezza della struttura. Mi sembra interessante mettere in evidenza come il concetto di sicurezza sia ·variato negli anni.

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Capitolo 1

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Il Belluzzi nella prima pagina del suo testa afferma ehe "La Scienza delle costruzioni studia gli effetti prodotti dalle forze eke sollecitano una eostruzione e determina le condizioni cui devono soddisfare le diverse parti di questa affincke possano sopportare tali [orze" Cinquant'anni dopo, la normativa europea (Eurocodice 2, punta 2:1) fissa, come requisito fondamentale della progettazione, il principio che "Una struttura deoe essere progettata e costruita in modo eke: can accettabile probabilita rimanga adatta all'uso per il quale preuieta, tenendo nel dovuto canto la sua vita pres uppos ia e £Isuo costa; can adeguati livelli di accettabilita sia in grado di sopportare tuUe Ie azioni 0 influenze, .cui possa essere sottoposta durante la sua realizzazione e il suo esercizio, e abbia fLdeguata durabilita in relazione ai costi di manutenzione." Si puo notare una differenza fondainentale tra le due impostazioni. Nella primasi parla di eondizioni da soddisfare per sopportare le £orze, in una visione deterministica di relazione causa -effetto.N ella secondasi passa invece ad un approccio probabilistico (accettabile probabilita, adeguati Iivelli di accettabilita). Inoltre nel prime caso ci sj. preocc_upfLsolo. mentre nel. secondo si ..~evidenzia ~__una duplicita... di _. pro- ... __ · __ della resistenza, , ,... __ ~_._ ... ,_. ._~ ._ .. ~ o_._,_ blemi, legati a fatti quotidiani (rimanere adatta all'uso) ed eccezionali. (sopportare tutte Ie azioni). Queste differenze rispecchiano l'evoluzione di pensiero, cui si e gia accennato nel primo paragrafo e ehe sara oggetto del prossimo capitolo, ehe ha portato al cosiddetto "metodo probabilistico . degli statilj._Il1it~t.~

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Capitolo 2 METODI DI VERIFICA

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Nel capitola precedente si e evidenziato che, per effettuare una analisi quantitativa di una struttura reale al fine di garantirne la sicurezza, e necessario definire un modello per la struttura, per il materiale e per i carichi. Soffermiamoci sulmateriale, prendendo come esempio l'acciaio che e utilizzato sia da solo, .per un'ampia gamma di costruzioni metalliche, che insieme al calcestruzzo neUe costruzioni in cemento armato. La figura 1 mostra un tipico legame costitutivo cr-sottenuto sottoponendo p.na barr;;t metallica ad una prova di trazione. o fu fy
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Fig. 1- diagramma sperimentale tensioni-deformazioni per l'acciaio

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Capitola 2

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Come e ben nota, il legame costitutivo e chiaramente non lineare, perche costituito da un primo tratto elastico lineare che eresee con pendenza @:\(modulo elastico dell'acciaio) fino alla tensione di snervamento _h_jjn Inglese yield strength); da un tratto orizzontale in cui l'acciaio snervato 8i deforma sotto· tensione costante; da un tratto di nuovo crescente rna con pendenza variabile (incrudimento, in Inglese hardening) fino alla tensione massima, 0 di rottura, fu (in Inglese ultimate strength). Oltre tale valore si ha il fenomeno della strizione, cioe una forte riduzione della sezione traversals (la tensione, valutata convenzionalmente come rapporto tra forza applicata e sezione nominale, appare quindi decrescente, rna se si facesse riferimento ana sezione reale risultereb be aneora crescente). Occorre notare che effettuando una prova di trazione

su pili barre di acciaio i d~a~alD:.~i_~tt~~~~~~ifferis?onononlr:~l~~_PI311:, denza del tratto elastico E, rna nei valori della tensione di snervamento fy e di rottura [«. Cia avviene, nonostante l'accuratezza della produzione industriale, anche per barre ottenute dalla stessa colata di acciaio. Nel definire un modello per il materiale occorrequiIidi tener conto in qualche modo sia della nOllllinearita del Iegame costitutivo che delle incertezze sui valori della resistenza. Queste ultime possono essere tenute in conto usando alcuni concetti base della teoria della probabilita, , che qui si richiamano.
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Richiami di teoria delle probobilita


8i definisce variabile aleatoria, qui indicata col simbolo X, ;una variabile che rappresenta il risultato di un esperimento che puo.fornire valori "casuali", intendendo con cio valori non definibili a priori. n generico valore assunto da essa sara indicato col simbolo Xi. Come esempio di variabile aleatoria si puo cita<:» re, nel nostro ambito tecnico, il valore fy della tensione disnervamento fornito da una prova a trazione di una barra di acciaio. Dato un insfeme di n valori casuali Xl ... Xn e possibile suddividerli in un numero rmito di intervalli (classi). Si indica col termin~frequenza il numero di val~ri che ricadono in una classe, mentre con distribuzione di frequenza si inJ;ende l'istogramma che rappresenta i valori della frequenza nelle ·diverse classi (fig.2a). Quando si aumenta l'ampiezza del campione (cioe il numero di valori) si riduce l'ampiezza delle c1assi l'istogramma tende ad una curva continua che viene detta [urczione di densita di probabilita (fig. 2b). L'area sottesa da un tratto di curva; compreso tra i valori Xa e Xb, rappres'enta la probabilita di otte-

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resistenza [MPa] Fig. 2 - tensione di snervamento fornito da una prova a trazione di una barra di acciaio nere un valore compreso in tale intervallo_ L'intera curva sottende un'area unitaria, perche in questo caso l'intervallo comprende tutti i campioni (1 indica il 100% dei campioni). Due parametri molto' importanti per esaminare un insieme di valori casua- ' li sono il valore medio ~ e 10 scarto quadratico medic cr,defmiti rispettivamente da

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Si definisce inoltre come frattile ,il valore al (ij_ sotto del quale ricade una assegnata percentuale dei valori aleatori. Ad esempio, il frattile 5% e il valore al di sotto del quale ricade solo il5% dei valori aleatori, mentre frattile 95% e quello ai di sotto del quale ricade'iI95% dei valori. . Una distribuzione statistica molto utilizzata, sia perche ad essa sonoriconducibili molti fenornenialeatori ehe per Ie proprieta di cui gode, e la distribuzione normale Gaussiana, Ia cui funzione di densita di probabilita ha 'un ca-

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ratteristico aspetto a campana. Questo tipo di distribuzione niera cornpleta se si conoscono (J' e J.l ed ha come equazione p(X)

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Appare evidente che per tener conto delle incertezze sui valori della resistenza si debba utilizzare nelle analisi numeriche il valore corrispondente ad un opportuno frattile. Prendere il valore medio non sarebbe adeguato, perche in troppi casi 1a ~ reale sarebbe minore di quella utilizzata. Di conseguenza si e deciso di far riferimento ad un valore che sia garantito con buona probabilita e si e scelto quindi i1 frattile 5% (COS! solo nel 5% dei casi si avra una resistenza inferiore).[Tale~y_a:Io! (re -derio1:Il;iI:l,ato__.v.alor~G_{L[a_~t~ri$_t_i!::o.e.d_econtra_ddls.tlnt,o-con-ilpedieef.S:__ Pertanto, indipendentemente dal metodo eli verifiea,. si utilizza come riferimento fondamentale per la resistenza del materiale il valore caratteristieo della tensione (in genere, quella di snervarnento per l'aceiaio, \1 (\ quella di rottura per il calcestruzzo).

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2. Model1o dei carichi


Passando ai carichi., si puo notare che alcuni di essi sono intrinseeamente variabili, ad. esempio il carico portato da un solaio (persone ed oggetti). Spesso parliamodi "carico massimo", rna questa dizione e .siouramente impropria perche qualunque valore scegliamo c'e sempre una sia pur piccola possibilita ehe esso venga superato. Questi earichi devono quindi essere necessariamente analizzati in maniera probabilistiea. Altri carichi, Invece, appaiono definiti in maniera apparentemente indiscutibile. Ad esempio, una volta stabilita Ia sezione di un solaio in cemento armato (altezza delle pignatte, spessore della soletta, ecc.) il relativo peso-puc essere determinatoimmediatamente, con precisione. Ma quello ehe noi valutiamo e solo il peso di quello che noi pensiamo debba essere il solaio. Chi ci garantisce ehe nel realizzarlo Ia soletta sara esat;
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tamente di 4 em, come abbiamo previsto? Anehe valori di questa genere, che di solito vengono.denominati ',~nominali"possono variare con una certa aleatorieta (benche coil scarti minori rispetto ai eariehi variabili). Diconseguenza, nelle analisi dobbiamo utilizzare un valore dei ca~ richi corrispondente ad un opportuno frattile. In partieolare, oecorre sce~ glierne uno ehe abbia bassa probabilita. eli essere superato; si usaquindi il frattile 95%- e 10 si denomina valore caratteristico. Anche se non espressamente indicato, sono da intendersi come valori caratteristici sia il valore dei carichi variabili prescritti dalla normativa che i valori nominali dei pesi propri degli elementi strutturali, Solo Ie normative pili recenti sottolineano cia usando il pedice k per contraddistinguere tali valori. 3. Sicurezza strutturale

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Una volta chiarito il significato dei valori usati come riferimento per re~ sistenze e earichi, si eaplsce come non sia possibileutilizzare direttamente tali valori uei caicoli. La possibilita di avere una resistenza minore 0 un carico maggiore, rispetto ai valori usati, comporta un rischio cli "da;nni 0 collasso strutturale non accettabile, perche non sufficientemente basso. Per ora conviene accettare questa affermazione basandosi semplicemente sull'mtuizione: pili avanti, nel paragrafo dedicate "alle analisi probabilistiche, si mostrera come valutare quantitativamente la probabilita ill collasso, in modo da avere una conferma numerica di quanta ora sostenuto. Come ottenere, allora, una adeguata sicurezza strutturale? II modo pili ovvio consiste nell'applicare un coefficiente di sicurezza; rna come e a chi applicarlo puo essere oggetto di discussione ed e, in sostanza, alIa base delle differenze tra i diversi metod} di verifica.

II metodo delle tensioni ammissibili ha avuto un'importanza fondamentale per tutto il 20° secolo. Esso e infatti nato con .le prime normative teeniche, promulgate a inizio secolo, ed e ancora oggi utilizzato dalIa quasi totalita degli ingegneri italiani. Nonostante tanta gloria, il metoda
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Capitolo 2

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sembra pero avviato ad un rapido declino. GliJ£ur,ocodici, norme tecniche europee·, non 10 prendono proprio in considerazione ed anche il de-, creto ministeriale del 1996, pur consentendone ruso, non fornisee indicazloni -aggiornate rna si limit~arinviare a un-decreto precedente. Le resistenze ~~~bi~~~~-< per lafatica ' che comporta il rimettersi a studiare ed il doversi abituare a un nuovo modo di procedere, sono state e sono .ancora molto forti. Cio e testimoniato anche dal. dibattito suscitato dalla nuova norma sismica italiana, emanata come / ordinanza del Presidente. del Consiglio dei Ministri ,) (quindi senza seguire il consueto iter burocratico), 'che esdude del t~tto 1a possibilita di us are il metodo delle tensioni ammissibili. Nonostante alcuriisperino .ancora chetale divieto sia revocato, il fiorire di corsi di aggiornamento per laureati che chiariscono Ie nuove impostaeioni normative rende facile prevedere che tra poehi anni chi non si sara adeguato restera inesorabilmente tagliato fuori dal mercato. Per quanto riguarda ruso del coefficienti di sicurezza, il metodo delle tensioni ~mniissibili si basa sull'idea di controllareche in, nessun punto 10 stato'tensionale superi un valore limite, detto appunto"tensio:.--' ne ammissibile", nettamen£elnf~rloie-a-·q"Ueiio--'dr'rottura. I, valonam'~-ibili delie ·t~nsioru son;-p-;~i-~f~;i~~e-dC~:"ottura·-diViso per un opportuno coefficiente di' sicurez~a, che dipende dal·'mat~riale· partlcola;e,l~ t~n:~io~e a~missibiie (J ~ dell'acciaio e pari a circa i'due terZi della sua tensi~ne di ~~~_~~~~?~, SB::t;'att~ri~tic~ _mentre la ten(yk sione ~I!':~,issi1.?ile ,9:~l~_?J~E?~~~~zzo _qc__ .~ c~c~ un terzo della sua resistegz~. ~1!QiG.a_caratt_~d$ti~~ (fig. 3). l!ck - "- - ------'~'"--,-,-" , _-

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Fig. ~ - tensioni ammissibili per acciaio e calcestruzzo

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Metodi di verifiea

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31

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Un'immediata conseguenza di questa seelta e la possibilita .di ipotizzare che il legame costitutivo Q"-€ del materiale sia linearmenteelastico. Cia consente di effettuare un'analisi lineare e rende applicabile tutti -~----.-------,<--.-i principi studiati nel corso _________...---. di Sci~nza_d_el1e__i.:os_truzioni,_g_s~mdizi01:te._ -che ' ~_._~_L_~~_" __ _,_,~_~__ ·"'_· -II materiaJe sia omogeneo; in particolare, nel caso molto frequerrte di -str-r-u-'t-'tu-r-e-c-o-st-;-i;-;-tUl~·:"';'t=e=dTa-a""'~~t·e possibile utilizzare la monodim:ensionali e
• . . .---..,.~__....!.---~

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teoria ill De Saint Venant, che fornisce agevolmente 10 stato tensionale corrispondente-aIie- e~~atteristiche della sollecitazione ottenute dal calcolo. Data l'entita dei coefficienti di sicurezza assunti, si puo ritenere ehe . -. l'ipotesi di linearita dellegame costitutivo sia verosimile nel valutare 10 stato tensionale iudotta dai cariehi di ·esercizio. II metoda non fornisce (
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iilevante. Ilral?porto_:·t~a carico di coliasso e carico di esercizio nuo ·g_uin-=-_ di essere molto diverso,".in dip_endenza dalla forma della_s_eziQne_:_e-d~ ~ mate:rialeche "...la costituisce. Si pensi ad esempio a sezioni in acciaio, materiale per il qU?-il~· linearita della legge G-E si mantiene fino allo hi snervamento, al quale segue un ampio tratto plastieo con deformazioni a tensione costante. Per una sezione a doppio T soggetta a flessione semplice iI momento ultimo M« e maggiore di circa il 15% rispetto al momento My corrispondente al raggiungimento della tensione di snerva-. mento nelle fibre estreme; la differenza e dovuta al contributo dell'anirna, nella quale 10 stato tensionale puo ulteriormente crescere dopo che l'ala si e snervata.Be la sezione fosse rettangolare (piena) questoeontributo sarebbe pili :rilevante ed il momento ultimo M; sarebbe maggiore del 50% rispetto a My. -==--. -. Nonostante questi limiti, il metodo delle tensioni ammissibili e sicur-amente affidabile. I valori ammissibili delle tensioni sono stati definiti usando coefficienti ben calibrati; inoltre i progettisti esperti adottano semplici regole di "buona progettazione" che aiutano a superare i limiti del metoda e ad evitare grossi errori. A riprova di cia, il comportamento delle strutture ben progettate si ~ sempre rivelato soddisfaeente. Occorre infine osservare che, anche se ii metoda delle tensioni am.- . . missibili tende ormai ad essere considerate come "sorpassato", . l'ipotesi . ..' . ..
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Capitolo 2

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5.

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f--di elasticita lineare rimane comurrque, dal punto di vista didattico, un ottimo punto di partenza per affrontare il problema della verifica delle sezioni. !_:loltrequesta metodologTI.adeve essere applieata in tutte Ie veri· fiche relative agli stati limite di-esercizio, che costituiscono un aspetto non trascurabile del metodo degli stati limite.

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IlCalcolo a rottur'a

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11 calcolo a rottura e stato sviluppato intorno alla meta del XX secolo, con l'obiettivo di valutare la resistenza ultima delle strutture, Nella sua impostazione piu genera Ie esso consiste nella determiriazione del mec-

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di ~ollasso delrinte:a str~~ del ca~ic~ che ~~rta a~-es~-;;;a partire dalla conoscenza del valori delle caratteristiche di sollecitazione che inducono la plasticizzazione e laorattura di ciascuna sezione. Queste .sono ovviamente determinate tene:r;do canto della non linearita del legame costitutivo O"-E del materiale. La verifica di sicurezza consiste quindi nel controllare che il carico agente sulla struttura sia ad~gu,ata-' mente pili basso rispetto al caricodi collasso, cioe nell'applicare il coefficientedi sicurezza ai carichi. In alcune applicazioni, JifL,semE~cem~t2:. si utilizza un'analisi ~ strutturale'lineare e si contralla-che in ogni sezione Ie sollecitazioni inl. dotte da carichi maggiorati mediante un coefficiente di sicurezza siano' minori del va10re di collasso della sezione stessa. Data 1a Iinearita dell'analisi, cia equivale a confrontare le caratteristiche di sollecitazione indotte d~ carichi di esercizio con valori pari a quelli di rottura divisi per il coefficiente di sicurezza. II calcolo a rottura riesce ad ovviare ad alcune critiche rivolte al metoda delle tensioni ammissibili, non ~ esso stesso esente da problemi. In particolare, nel caso di strutture in cemento arrnato' si impone 10 stesso margine d.i sicurezza ad acciaio e.cakestruzzo, ehe offrono invece garanzie ben diverse. Inoltre esso trascura del tutto Ie condizioiri di es_ercizio', hepossono invece presentare problemi di diverse genere. c _ norrnativa italiana non ha mai pienamente recepito questa meLa todo per la verifiea strutturale. E invece interessante notare come' questa approccio ~ce 10.2_tandard nella verifica geotee:nica delle ~n.da-

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Metodi di verifica

33

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_ zioni. Per esse, infatti, si determina il carico limite delp-linto 0 del pal0t¥-t~1 (cioe il carico che porterebbe a collasso il terreno)-e __ si.considera accetta-F' ~ bile un carico pari ad una opportuna frazione di tale valore. ~1tU--AA

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L'approccio probabilistico, sviluppato anch'esso intorno alla meta del XX secolo, mira a valutare la probabilita di coHasso ed a controllare clie essa sia inferiore ad un valore (molto piccolo) eonsiderato aceettabile. Per far cia oecorre innanzitutto conoseere la funzione di densita di probabilita dei carichi e della resistenza del materiali. 8i deve quindi determinare la relazione tra queste funzioni e la probabilita di collasso, tenendo canto della non linearita del legame costitutivo (J-E del 'materiale. Se il metoda di analisi structurale e lineare questa viene fatto separatamerrte per ciascuna sezione; se -e non lineare oecorre farlo globalmente per l'intera struttura. Questo modo di procedere puo essere chiarito con un semplice esempia. 8iconsideri uno -schema isostatico, una mensola can una forza all'estremo (fig. 4), e si faccia riferimento solo alla sezione di incastro,-nella quale il momenta flettente e massimo. In realta questa non e del tutto corretto perche per la casualita della resistenza Ia-rettura potrebbe avvenire in un'altra sezione, meno sollecitata rna pili debole; per semplicita trascuriarno questa eventualita. Immaginiamo che la distribuzione probabilistica della forza F sia gaussiana, con un valore media di 25 kN ed una scarto quadratico media di 10.98 kN. II valore caratteristica e in tal caso Ji'k = 43 kN. La densita di probabilita ipotizzata per il carico Fe mostrata nella fi~ra J5a. /+).64-6 ~

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1= 2.00

Fig. 4 - schema considerato nell'esempio

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34

Capitolo 2
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Fig. 5 - densita di probabilita di carico e momento sollecitante

La-densita di probabilita p(Ms) del momento che sollecita la sezione di incastro Ms (fig.5b) puo essere rieavata immediatamente, poiche il memento e ottenuto moltiplicando la forza per la lunghezza della mensola (l= 2.00 m, che si suppone assegnata in maniera deterministiea). Il suo valore media e quindi 50 kNm, 10 scarto quadratico medio 21.96 kNm, il valore caratteristico e~6.0 ~N~d· e espressa da
.I

1(Ms-SO)2
21.96

p(!'ds) == 0.018173 e

~--_.-

Ipotizziamo ehe l'asta sia un profilato IPE 240 in acciaio Fe360. Faeciamo riferimento alla. tensione di snervamento, che si suppone abbia anch'essa.una distribuzione gaussiana, con valor medio250 MPa, scartoquadratico medio 9.15 MPa, valore caratteristico 235 MPa (fig.6a). II memento resistente puo essere ricavato moltiplicando la tensione di snervamento per il modulo di resistenza plastieo (Wpz:= 366.6 em", ehe si suppone assegnato in maniera deterministica), Il suo valoremedio quindi 91.65 kNm,lo searto quadratieo medio 3.35 kNm, il valore caratteristieo e~=~86 .. ~a 2 funzione densita di probabilita p(M_R) del momenta resistente e mostrata nella figura 6b ed e espressa da .
0.05

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0.03 0.02 0.01

a) resistenza
O.OB

b) momenta resistente

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200

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0.00

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120

MR

[MPa]

[kNm)

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Fig. 6 - densita di probabilita di resistenza e momenta resistente


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Metodi di verifica

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35

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(M -91.65)2
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P(MR) == 0.11898 e

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Occorre ora confrontare il momento sollecitante col momento di rottura. Un approccio possibile sarebbe quello di prendere a caso un valore ~delcarico ed uno della resistenza (eonformemente alIa densita di probahilita) e vedere se la sezione riesce a sopportare Ie sollecitazioni indotte dal carico. Ripetendo questa operazione un numero estremamente grande di volte e conteggiando in quanti casi la sollecitazione supera la resistenza si avrebbe una mdicazione della probabilita di eollasso. Se Ie espressioni analitiche delle funzioni densita di probabilita del momento sollecitante e del momento resistente sono note, 10 stesso risultato puo essere ottenuto pili direttamente. Con riferimento a un generieo valore MI del memento, la probabilita ehe Ms sia uguale aMI, 0 pili preeisamente che sia contenuto· in un intervallo di ampiezza d.M. centrato su MI, e pari al valore della funzione densita di probabilita in !VII moltiplicata per dM, cioe all'area tratteggiata in figura 7. Analogamente la probabilita che MR sia rninore ~i_MI e fornita dall'area sottesa dalla parte della curva densita di probabilita di MR posta a sinistra di MI, che si puo ottenere come integrale di p(MR) esteso da -00 a MI. La possihilita che entrambe Ie condizioni si verifichino e data dal prodotto It!. ~8/L~·. delle due aree e la probabilita di av-exeMR < Ms e· fornita dall'integrale del prodotto delle due aree, cioe dall'integrale doppio ~

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M:LC~t(MR)

dM. ) p(Ms) liMs

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Nell'esempio proposto, effettuando il calcolo si ottiene una probabilita di collasso appena superiore a13%. Tale valore, pur basso, e sicuramente inac~ettabile. Poiche i dati erano ·stati ~celti in ~od~ da .avere un valore .MSk leggermente inferiore a MIlk , si ha con cia una conferma. della necessita di adottare un coeffieiente di sicurezza. "b'approccio probabilistico e comunque un po' troppo complesso per un uso comune. Esistono soluzioni analitiche del problema solo per casi semplici, in particolare in ambito Iineare, mentre la soluzione nurnerica e sempre possibile rna estremamente onerosa. Per questi motivi esso viene utilizzato solo in ambito di ricerca,
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Capitola 2
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-, Probabilita che Ms=Ml

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Fig. 7 - densita di probabilita di momento sollecitante e momento resistente


e valutazione della probabilita di collasso

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11 fatto che la probabilita di c611assosia calcolabile come integrale del .prodotto della due aree innanzi descritte porta ana considerazione, seIDplice ed intuitiva, che essa sara tanto pili bassa quanta pili "disgiun~e" l3aranno Ie due funzioni di derisita di probabilitit. Gill pUGessere fatto confrontando 11 momento sollecitante dovuto a uIl carico corrispondente ad un opportuno frattile, maggiore del 95%, con il momento resistente garantito da una tensione di snervamento corrispondente ad un frattile

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Metodi di verifica

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37

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minore del 5%. Nell'esempie-precedente, se si usa il frattile 0.995 per i carichi e 0.005 per la tensione di snervamento la probabilita di collasso diventa 10-3, mentes se si usano rispettivamente i frattili 0.9998 e 0,0002 la probabilita seende a 10.5• Da questa considerazione nasce un'impostazione ehe e detta og_e.lJ11i.~? p'r-ob-abilistica~perelre=-consente. di. effettuare una verifica ehe abbiauna~valenza--:~probabilistica:.:cma eseguita seguendo .la.stessa __ sia metodologia utilizzata.in:situazioni~'deterministiche~. Allo schema vengono infatti assegnati carichi ben 'definiti (corrispondenti al frattile :grescelto) ed in base ad essi si determinano Ie caratteristiche delhi sollecitazione (con analisi lineare 0 non lineare). Separatamente vengono calcolati i valori limite delle caratteristiche di son~citazione nella seiione, sulla base di valori assegnati della resistenza ed utilizzando un opportune legame co.... stitutivo nonlineare per il materiale. 11confronto tra caratteristiche di sollecitazioni di caleolo e caratteristiche di sollecitazioni limite conserite di esprimere un giudizio sulla sicurezza della struttura (fig. 8),

momenta resistente momenta sollecitante

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M;~Sdjff!@
MSk=Ms(Fk)

, MRk = MR (jk) MSd= Ms (Fk YF) MRd = MR (fil IYM)

momento momento momento momento

dovuto al carico caratteristico Fk di collasso per la resistenza caratteristiea fk , dovuto al carico di caleolo Fk YF . . di collasso per Ia resistenza di calcolo fillYM

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Fig. 8 - verifica semiprobabilistica, mediante confronto tra momento sollecitante e momento resistente di calcolo

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38

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Capitolo 2

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I val~ri del carico e della resistenza da utilizzare sono denominati ualori di calcolo e sono indicati col pedice d (iniziale della parola Inglese design, cioe progetto)_e possono es~~!:~~~.ssi in relazione con i valori ca__ ratteristici mediante opportuni coefficienti. In particoIare, il valore dicalcolo Fe di una azione e ottenuto-amplificando il valore caratteristico Fk mediante un coefficiente yF, mentreil valore di calcolo [« della resistenza e messo in relazione al valore caratteristico tk mediante un coefficiente riduttivo lIYM.

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0=B
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I valori .pili idonei per YF e yM possono essere determinati mediante. analisi probabilistiche. In effetti nurnerosi sono stati gli studi effettuati per ottenere indicazione quantitative, rna i val~ri proposti dalla normativa sono stati definiti anehe in maniera tale da avere una buona concordanza con il metoda delle tensioni ammissibili. 8i noti che a differenza del metodo delle tensioni ammissibili e del ca1colo a rottura, ehe applicano iI coefficiente di sicurezza rispettivamente al materiale e ai earichi, iI metoda semiprobabilistico applica contemporaneamente coefficienti di sicurezza ad entrambe Ie grandezze. Per questo motivo esso e detto anche metoda dei coe-rtif;i!!_ntiparziali.

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II metoda degli stati limite rappresenta 1a formulazione completa del criteria di verifica, alternativo a1 metodo delle tensioni ammissibili, ehe {ntegra l'approccio s.emi.probabilisti~o con verifiche nelle condizioni di esercizio. Si definisce In generale come stato limite uno stato al di 18.del quale la struttura,o una sua parte, non soddisfa pili le esigenze di comportamento per le quali e stata progettata. Occorre distinguere tra situazioni limite completamente diffe~ renti, denominate rispettivamente stato limite ultimoe stato limite di esercizio. Lo stato limite ultimo corrisponde a1 valore estremo della capacita portante (limite di collasso) 0 ad altre forme di ~eilimento~tturale che possono mettere in pericolo la sicurezza ~elle perso:ri~

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Metodi ill verifica

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39

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ribaltamento.o instabilita). Lo stato limite di esercizio e uno stato al di hi del-quale non risultano pill soddisfatti i requisiti di esercizio prescritti; c0rn-prende quindi situazioni ehe cornportano un rapido deterioramentodella struttura (come tensioni di compressione eccessive 0 fessurazione, per il calcestruzzor 0 la perdita di funzionalita (deformazioni 0 vibrazioni eccessive).

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Per garantire una sufficiente sicurezza nei confronti del eollasso sarebbe a rigore necessario esaminare il comportamento della struttura can analisi non lineari, rna cia comporterebbe un onere di calcolo non accettabile per un comune progettista. E quindi prassi c0!llune adottare l'analisi Iineare anehe quando ei si preoccupa della stato limite ultimo. Le normative consentono anche di effettuare, in casi particolari, redistribuzioni del momenta per tener conto in maniera approssimata di un comportamento inelastico globale.. Ovviamente un'analisi non lineare e sempre consentita, rna tale possibilita non e in genere sfruttata, II criterio .di verifica adottato e quello gia definito come metodo semiprobabilistico 0 metoda dei coefficienti parziali. II valore di calcolo della generica azione Fe quindi determinato moltiplicando il valore earatteristico Fn per il eoefficiente parziale YF, mente il valore di calcolo della generiea proprieta f del .materiale (resistenza 0 altro) e ottenuto dividendo il valore caratteristico fk per il coefficiente parziale YM. Nel valutare le caratteristiche limite della sollecitazione in una sezione si utilizza sempre una Iegge costitutiva Q"-E del materiale non lineare.
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8.2. &v.ie'i'ifiche-:allo,~stato~liniite- dt--e-serciziSjr -; Poiche in condizioni di esercizio 10 stato tensionale eben distante d&i valori di rottura, sia la legge costitutiva IT-E del materiale che il metoda di analisi strutturale adottato sono sempre lineari. In quanta ai carichi, utilizzano per essi valori aventi una probabilita di essere superati 'rna ·ore rispetto a quelli utilizzati per Ie verifiche alio stato limite ultimo (e quindi pili bassi). Si distinguono condizioni di ..-.,.~.........._,,__ carico rare, requenti 0 ~ con probabilita di superamento via via mag/'gi--orie valori del carico progressivamente minori.

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Capitolo 2

Confronto tra i diversi rnetodi di verifica

Metoda delle tensioni ammiesibili


si assegna il carico, come valore caratteristico si definisce la resistenza del materiale, come valore ammissibile ridotto rispetto al caratteristico mediante un coefficiente di sicurezza si determinano Ie caratteristiche di sollecitazione, con analisi lineare si determina 10 stato tensionale, con legge costitutiva del materiale lineare si confronta la tensione massima con il valore ammissibile
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simbolicamente
Calcolo a rotiura

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si assegna il carico, come valore caratteristico, ed il coefficients di' sicurezza nei confronti del carico di collasso si definisce la resistenza del materiale, come valore caratteristico si deterrninano i valori ultimi delle caratteristiche di sollecitazione, can legge costitutiva del materials non lineare si determina il carico di collasso, corrispondente ai valori ultimi delle carat .. teristiche di sollecitazione, con analisi non line are si confronta il. valore caratteristico del carico con il valore di collasso diviso per il coefficiente di sicurezza

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simbolicamente
Verifica allo stato limite ultimo - metodo semiprobabilistico si assegna il carico, come valore di calcolo amplificato rispetto al caratteristico mediante un coefficiente di sicurezza si definisce la resistenza del materiale, come valore di calcolo ridotto rispetto a] caratteristico mediante un coefficiente di sicurezza si determinano i valori resistenti delle caratteristiche di sollecitazione, con legge costitutiva del materials non lineare si determinano i valori sollecitanti delle caratteristiche di sollecitazione, con .analisi lineare 0 non lineare si confrontano i valori sollecitanti delle caratteristiche di sollecitazione 'con i ' valori resisten ti

simbolicamente 1. ,
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Capitolo 3 NORMATIVA
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Normativa tecnica

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"Le regole seruono a chi non sa regolarsi". Ho sentito citare pili volte questa frase, attribuita di volta in volta a differenti personaggi, tutti au: torevoli, e non saprei a chi darne realmente la paternita. Come ogni frase presa a se stante, si presta a numerose interpretazioni, anche cOl?-tra:-', stanti. A me piace citarla per ricordare ehe la responsabilita di un progetto e sempre del singolo ingegnere e cia che e veramente importante e la sua capacita di affrontare e nisolvere un problema con la sua testa. Con cia non intendo dire che Ie norrne non contano. Ritengo anzi che la normativa debba essere vista come una guida autorevole, da prendere sempre in considerazione. Essa pero non deve mai essere accettata in maniera acritica: per fare un buon progetto non e sufficiente rispettarla alla lettera, rna occorre a volte integrarla e interpretarla; inoltre ogni norma contiene anche prescrizioni prive di validita generale, la cui applicazione puo essere a volte inutile. Non tutti concordano con questa mia visione della norma. In parti- , colare, per quanta riguarda le norme tecniche italians l'interpretaziane pili cornune e che esse debbano considerarsi cogenti, cioe ehe le regole , applicative in esse contenute devono essere obbligatoriamente rispettate, fin nei dettagli. La frase ehe ho citato all'inizio puo forse essere vista anche come un segno di insofferenza nei confronti di una irnpostazione tanto restrittiva.

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Capitolo 3

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La normativa tecnica eur0:Rea stata invece concepita con una impostazione prestazionale, che privilegia gli obiettivi da conseguire. In essa-vCe unachiara distinzione tra principi, cioe affermaziolll generali,_ requisisti e modelli analitici per j_guali non e ammessa alternativa, e ..regole di a[!plicazione, che hanno pili un carattere orientativo e possono essere sostituite da altre, che consentano di raggiungere gli stessi obiet.tivi. Questo almeno nelle intenzioni del Iegislatore, perche in realta la classificazione fatta per i singoli punti della norma non e del tutto esente da critiche.
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Normativa italiana

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L'attuale normativa italiana e basata su\duelleggi: -(~Wjj~Li1.j_086} Norme per la disciplina delle opere di conglo"'merato cementizio armato, normale e precompresso, ed a struttura metallica; ~,~~Zg{_@3Jij~4~ Provvedimenti per Ie costruzioni con particolari 'iITescrizionf'per Ie zone sismiche.

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Q~es~e_ leg~ ~:fi~isco~~ i .~rin~~pi,gen~~a_l\ affidano al ~ini.st~ro ~ei e

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e precompresso e per le strutture metalliche; per .n cal~~~~, '~s~cu~~(}I?:~_~~,~_~~?~~a~~o ~ delle strutture~---._ in c.a. normalee ... precompresso e per Ie strutture ..... --.-me---------.----'-- .. ,-----------........ --. ~-.-- _- ..~ '.talliche. II decreta del 96 ha sostituito il pre~edente, che nero e rimasto valido per la parte che rig~ard?- \e yeI'ifiche col metodo deUe tensionia'mmissibili. rE.~§~a.riQ_H~~_4~~Q_~_§l~!ititQX1J_SQ_d_~gJi ..EWQG_QdJCi2J~ ,3. ' , Sulla base delle indicazioni della legge 64 sono stati emessi i seguenti decreti: - D.M. 16/1I~~~Norme tecniche relative ai "criteri generali per la verifica di sicurezza delle costruzioni e dei carichi e sovraccarichi"; - '-'---_. __ ._---_.-.-. -....~ Norrne tecniche per Ie costruzioni in zona sismica. __l2._Jyt_16.LlL9fi: --,. __
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Esistono inoltre documenti preparati dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (Istruzioni CNR) che sono solo orientativi e non hanno valore di normativa, anche se in qualche caso i decreti ministeriali fanno espressamente riferimento ad essi. In particolare: CNR 10011/96: Costruzioni in acciaio. Istruzioni per il calcolo, l'esecuzione, il collaudo e la manutenzione; CNR 10022/84: Costruzioni di profilati di acciaio formati a freddo. 1struzioni per l'impiego; CNR 10024/86: Analisi mediante elaboratore: impostazione e redazione delle relazioni di calcolo. In definitiva, per quanta riguarda i metodi di verifica strutturale I'attuale normativa italiana consente queste ~possibi4ta: - ~p{fo-ael!etensioiii ammf§_s.:i~~!i.,_-_!~go!~fiiar 14/21~~_;/X P:1.\'f - [P1etoIlo~degli!-stattlimite,-reg6lato-_-tlal-D:M~-9/1/96;-,X - /ffi:~t~::do~a-e-gli 1iniite:-regolat~~da:gJiEurocodici 2 ErS} con i parastati

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recepimento degli Eurocodici. Cia e stato sottolineato da una_!~~ent_~ norma, che ha suscitato un ampio dibattito, sia per iI contenuto che per il - fatto di essereStat_a~em_~a$i~$_e~~i-§~gjJ.n:ei'lte;--t~~di~l~~~~.Srtratta ..... ... .. -.---"-_ infatti di una ordinanza del presidente del consiglio dei ministri: - O.P.C.M. n. 3274 del 2013/03: Primi elementi in materia di criteri ge. nerali per Ia classificazlOne sIsmica del territorio nazionale e di normative tecniche per Ie costruzioni in zona sismica. Essa contiene innanzitutto i"C:ri~eri .per I'individuazione dellezone sis:r:niche- Individuazione, formazione ed aggiornamento degli elenchi nelle medesime zone" che, introducendo una quarta zona-a bassa sismicita, estendono di fatto a t~tt~~il-te~~ito~io-'~~~i~~-~i~-:-I;bbbligo di ~ispettare_la normativa sismica. Essa poi contiene ''Nor me tecniche per il progetto, la valutazione e l'adeguamento sismica degli edifici", "Norme tec, niche per iI progetto sismico dei ponti", ''Norme tecniche per il progetto sismica delle opere di fondazione e sostegno dei terreni' che ricalcano la ---~---~~'normativa sismica europea (Eurocodice 8), basata sul metoda degli stati limite. Quando, ese, questa norma entrera pienamente in Vigore non sara pili possibile utilizzare]1 metodo-deIieteiJ:~i~ni ammissibili.
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Capitolo 3

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Col proeedere dell'unifieazione europea si e sentito il bisogno di norme teeniehe ehe guidassero i progettisti strutturali in marlj~J'a unica.in.tutti i paesi dell'Unione Europea. Sono COS! nati gli Eurocodiei, ehe stanno mano affiancando lenormative nazionali, conl'obiettivo di sostituirle del tutto. Sono pronti, in fase di completamento, una norma ge-

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EN 1992, Eurocodice 2: Progettazione delle strutture dicalcestruzzo; EN 1993, Eurocodiee 3, Progettazione delle strutture di acciaio: , EN 1994, Eurocodice 4, Progettazione di strutture miste acciaio-calcestruzzo; EN 1995, Eurocodice 5, Progettazionedi strutture in legno; . EN 1996, Eurocodice 6, Progettazione di strutture in muratura; :'\ EN 1997, Eurocodice 7, ~ogettazione geoteenica; ~ EN 1998, Eurocodiee 8,ftQgettaziolle di struttiirein zona sismica; - EN 1999, Euroeodiee 9, Progettazione di strutture in alluminio . . ueste· norme sono ancora nella fas_e-lNV (norme e}M'o-E;~e Q pr.ovvis9-:cie) rna stanno ormai per diventare norme definitive. Esse dovranno venire recepite daigoverni dei singoli stati merribri dell'Unione Europea, che nel farlo '-devono integrarle con doeumento di applicazione nazionale . (NAD, National Application Document). In Italia sono state recepite, al momenta, solo la parte 1.1 dell'-Eurocodice 2 e dell'Eurocodiee 3 (Regole generali e regole per gli edifici). II D.M. 9/1/96 indica infatti, espressamente, ehe e possibile utihzzarle e eontiene i relativi NAD come sezione III della parte I e della parte IL
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2. 2.1.

Panoramica delle pr-lncipafi normative.

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[De_Cf_e_to~_MinEiteri~i"~_.911l9_6·:

Il decreto e stato pubblieato sul supplemento ordinario alia "Gazzetta Ufficiale" n.29 del 5/2/96. Esso e organizzato nelmodo seguente:

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Decreta contiene le formule di rito di approvazione delle norme tecniche riportate in allegato; nell'art.I specifica che e ammesso l'uso del metoda degli stati limite, del metodo delle tensioni ammissibili (secondo Ie indicazioni del D.M. 14/2/92) e delle -norme europee sperimentali Eurocodice 2, parte 1-1 ed Eurocodice 3, parte 1-1; nell'art.Z impone che il progettista adotti in maniera unitaria ed integrale uno (e uno solo) dei metodi citati. Parte generale contiene le considerazioni generali, comuni al cemento armato e all'acciaio; rinvia al D.M. 14/2/92 per quanta riguarda il metodo delletensioni ammissibili; fornisce indicazioni sulle combinazioni delle azioni da considerare per le verifiche agli stati limite ultimi ed agli stati limite di esercizio.
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Parte L /', Simbologia

LCemento

armata normale e precampresso

Sezione I. Prescrizioni generali e comuni fornisce indicazioni su calcestruzzo (par. 2.1), aCCIa.lO cemento armato da norm ale (par. 2.2) e acciaio da cemento armato precompresso (par. 2.3), nonche prescrizioni sul collaudo statico (par. 3) Sezione II. Calcolo ed esecuzione fornisce indicazioni sui metodi per il calcolo d~lle sollecitazioni (par. 4.1), sulle verifiche allo stato limite ultimo (par. 4.2) esulle verifiche alio stato limite di esercizio (par. 4.3); contiene inoltre regol~~atiche di pr_?gettazione (p~. 5),_!!9rmedi.esecuzione (par:--6)e norme complementari relative ai solai (par. 7).
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Sezione III. Eurocodice 2 costituisce il Documento di Applicazione Nazionale (0 NAD, National Application Document) dell'Eurocodice 2 e contiene Ie prescrizioni sostitutive, integrative 0 soppressive da applicare nell'utilizzare tale normativa in Italia. -Parte II. Simbologia Sezione I. Prescrizioni generali e comuni fornisce indicazioni sull'acciaio (par. 2.1-2.3), sulle saldature(par .. 2.4), SU. bulloni e chiodi (par. 2.5-2.7), nonche prescrizioni suI collaudo statico (par. 3) Acciaio

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Capitolo 3

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Sezione II. Calcolo ed eseeuzione fornisee tra l'altro indicazioni sugli stati limite (par. 4.0), sul materiale base (par. 4.1), sulle unioni con bulloni e chiodi (par. 4.2-4.4), sulle unioni saldate (4.5); contiene inoltre norme di calcolo relative alIa verifica di stabilita lp-ar~-5), indieazioni sulle prove su strutture e modelli (par. 6) e regole pratiehe di p"Togettazioneed.i esecuzione (par.-7).
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Sezione III. Eurocodice 3 contiene Ie prescrizioni sostitutive, integrative nell'utilizzazione dell'Eurocodiee 3. Parte III. Parte Iv. Parte V. Manufatti prefabbricati prodotti in serie

soppressive da applicare

Costruzioni composte da elementi in metallo diversi dall'acciaio Norme per travi composte "acciaio-calcestruezo"
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Allegati 1- 7 prescrivono i controlli da effettuare sui diversi materiali.

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L'Eurocodice 2, parte 1-1, e stato approvato dal Comitatd europeo di ~?rm~zazio!.:e ,,(QE~ nel dicembre 1991.come norma europea prOVVIsoria (ENV)- La traduzione ufficiale italiana e stata pubblicata nel gennaio 1993 dall'UNI (ente itaJiano di unificazione). II gia citato D.M. 9/1/96 autorizza l'uso di tale norma e fornisce specifiche prescrizioni integrative, sostitutive e soppressive delle indicazioni contenute nell'Eurocodice stesso; la parte I, sezione III, del decreto costituisce il Documento di Applicazione Nazionale (NAD) previsto dal Comitato europeo di normalizzazione. L'Eurocodice 2 e organizzato nel seguente modo:
Cap. 1. Introduzione indica 10 scopo dell'Eurocodice e riporta la simbologia. Cap. 2. Basi del progetto , riporta i requisiti fondamentali (punto 2.1), le definizioni generali relative a stati limite. azioni e proprieta dei materiali (punto 2.2), Ie combinazioni di carico da usare per verifiche agli stati limite ultimi e agli stati limite di esercizio (punto 2.3), indicazioni sulla schematizzazione 'della struttura e sui metodi di analisi (punto 2.5).

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Cap. 3. ., Proprieia dei materiali fornisce indicazioni sul calcestruzzo (punto 3.1), sugli acciai per armature (punto 3.2), sugli acciai per precompressione (punto 3.3) e sui dispositivi di precompressione (punto 3.4); l'intero capitolo sostituito dai punti 2.1, 2.2, 2.3 e 4.3.4.1 del D.M. 9/1i96.

Cap. 4. Progetto delle sezioni e degli elementi fornisce indicazioni sui requisiti di durabilita (punto 4.1), riporta i dati di progetto per i materiali (punto 4.2), Ie prescrizioni da seguire per gli stati limite ultimi (punto 4.3) e per gli stati limite di esercizio (punto 4.4)_ Cap. 5. Prescrizioni costruitiue fornisce tra I'altro indicazioni sulla disposizione delle ·armature, ancoraggi e sovrapposizioni (punto 5.2) e sugli elementi strutturali(punto 5.4). Cap. 6. Cap. 7. Esecusione e qualita dell'eeecuzione Controllo di qualiia

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Appendici 1-4 riportano ulteriori disposizioni relative agli effetti della deformazione del calcestruzzo dipendenti dal tempo•.all'analisi non lineare, agli stati limite ultimi indotti da deformazioni strutturali, alia determinazione delle deformazioni.

2.3. Eurocodice 3 L'Eurocodice 3, parte 1-1, e stato approvato dal Comitato europeo di normalizzazione (CEN) nell'aprile 1992 come norma europea provvisoria (ENV). La traduzione ufficiale italiana e stata pubblicata nel giugno 1994 dall'UNI (ente italiano di unificazione). II gia citato D.M. 911196 autorizza l'uso di tale norma e fornisce specifiche prescrizioni integrative, sostitutive e soppressive delle indicazioni contenute nell'Eurocodice stesso; la parte II, sezione III, del decreto costituisce il Documento di Applicazione Nazionale(NAD) previsto dal Comitato europeo di normalizzazione. l'Eurocodice 3 e organizzato nel seguente modo:
Cap. 1. Introduzione indica 10 scopo dell'Eurocodice e riporta la sirnbologia. .Cap. 2. Principidi progettazione riporta i requisiti fondamentali (punto 2.1), Ie definizioni generali relative a stati limite, azioni e proprieta dei materiali (punto 2.2), le combinazioni di .carico da usareper verifiche ag1i stati limite ultimi e agli stati .limite di e-

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Capitolo 3
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sercizio (punto 2.3), indicazioni sulla durabilita (punto 2.4) e sulla resistenza al fuoeo (punto 2:5). Cap. 3. Materiali fornisce indicazioni sull'acciaio strutturale (punto 3.2) e sugli elementi di giunzione, come bulloni e chiodi (punto 3.3). Cap. 4. Stati limite di seruizio fornisce principalmente i valori limite degli spostatnenti vertic ali ed orizzontali. Stati limite ultimi Cap. 5. fornisce i valori dei coefficienti parziali YM ed i criteri generali di verifiea (punto 5.1) e indicasionisui metodi di analisi, sulla schematizzazione, sulle imperfezioni e sui problemi. di stabilita (punto 5.2); riporta una classificazione delle sezioni trasversali in base alia capacita eli deformazione plastiea (punto 5.3); fornisce Ie prescrizioni da seguire per verificare la resistenza delle sezioni trasversali (punto 5.4), la resistenza delle membrature all'instabilita (punto 5.5), la resistenza all'instabilita per taglio (punto 5.6), la resistenza dell'aniina 'allefor~e trasversali (punto 5.7), nonche prescrizio;,J:ri specifiche per st'rutture' .~maglie triangolari (punto 5.8) e membrature composte (punto 5.9). Cap. 6. Collegamenti soggetti a carichi statici . fornisce tra l'a1tro i valori dei coefficienti parziali YM da usare nella verifica dei collegamenti. (punto 6.1), una classificazione dei collegamenti stessi (punto 604), indicazioni suicollegamenti bullonati (punto 6.5) e sa1dati (punto 6.6), nonche prescrizionispecifiche per i collegamenti trave-coIonna (punto (6.9) e per i giunti ill base (punto 6.11). Cap. 7. Fabbricaeione e montaggio. riporta indicazioni sulle tolleranze nella preparazione dei pezzi e nelmontaggio Cap. 8. Cap. 9. Progettazione integrate da prove Fatica

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Appendici riportano ulteriori disposizioni, normative 0 informative, relative a problemi specifici; nel documento approvato dal CEN sono state inserite solo Ie appendici B, C, E, F, J, K, L, 'M, Y.

Si tenga presente che le indicazioni qui riportate si riferiscono alia versione ENV. Sono attualmentepronte per entrambi gli Eurocodici Ie versioni EN, da sottoporre al voto dei membri dell'Unione Europea.
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Le problematiche fondamentali relative aile azioni vengono prese in esame nella parte generale del D.M. 9/1/96 e, in maniera un po' pili dettagliata, nei punti 2.2.2 e 2.3 degli Eurocodici 2 e 3. L'entita delle azioni (carichi variabili, neve, vento, variazioni termiche) e defrnita nel D .M. 16/1196:Norme tecniche relative ai "criteri generali per la verifica di sicurezza delle costruzioni e dei carichi e .sovracoariohi". La norma eurorea corrispondente a quest'ultimo e l'Eurocodice 1, non aneora utilizzabile in Italia. 3.1.

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Le azioni vengono distinte principalmente secondo la loro variazione nel telnpo. Si ha: azioni permanenti G ]2esoproprio, carichi fissi azioni variabili Q carichi variabili di E:sercizio, carichi di vento Q di neve', azioni eccezionali A esplosioni, urto di veicoli precompressione P _Quest'ultima e in realta un'azione permanente, rna viene trattata separatamente per ragimri_p...r:atich,e_ ... Le azioni possono pero essere distinte anche in base alIa loro variazione nella spazio. Si ha: azioni fisse se sono applicate in una posizione ben definita (per 'esempio ilpeso proprio) - azioni libere se possono essere applicate in posti diversi, dando luogo a diverse disposizionidi carico (carichi mobili) Si indica col pedice k il valore earatteristico delle azioni (Gk Qk Ak Ph ) ehe viene definito in genere dalle norme e coincide col valore utiJiz., zato uel metodo delle tensioni ammissibili. Per le azioni variabili, oltre ,'al valore caratteristico ~i considerano altri valori, corrispondenti ad una, , robabilita eli superamento via viamaggiore: valoredi combinazione % Qk 'R. valore frequente \jI1 Qk valore quasi permanente \jI2 Qk
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Capitolo 3
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di caleolo del carico ottenuto amplificando il valore caratteristico mediante il coefficiente Cfil. In presenza di pili carichi variabili indipendenti occorre sceglierne uno come pri,ncipale e ridurre gli altri prendendone il val are di combinazione; questa scelta sara ovviamente fatta in modo da massimizzare Ie caratteristiche di sollecitazione ed in caso di incertezza occorrera provare Ie diverse alternative. In maniera simbolica il valore di calcolo del carico e fornito dall'espressione
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La norma italiana prescrive i seguenti valori per i coefficienti parziali di sicurezza del carico: ya 1.4. (1.0 se il suo contributo aumenta la sicurezza) yP 0.9 (1.2 se il suo contributo diminuisce la sicurezza) YQ 1.5 (0 se il suo contributo aumenta la sicurezza) Gli Eurocodici 2 e 3 (punto 2.2.2.2) precisano che per Ie azioni permanenti occorre definire normalmente un unico valore caratteristico__;in = particolaro; il peso proprio di un elemento puo essere valutato in base aIle suedimensioni nominali ed al peso specifico medio del materiale. E necessario definire due valori caratteristici distinti, uno superiore Gk,sup ed uno inferiore Gk.in{, solo nel caso di azioni permanenti caratterizzate da un valore elevato del coefficiente di variazione 0 che sono suscettibili di variazione durante la vita della struttura (per esempio alcuni carichi permanenti addizionali), I val~ri di calcolo ._superiore ed inferiore delle azioni permanenti sono ottenuti mediante il valore massimo e minimo del coefficiente yo (punto 2.2.2.4). E necessario considerare indipendenti la parte favorevo-

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Ie e quella sfavorevole delle azioni perrnanenti, utilizzando quindi valori ill calcolo differenti, solo quando cio e veramente rilevante, in particolare nel caso di verifiche di equilibrio statico (punto 2.3.2.3). In tutti gli al,tri casi, in particolare per travi continue e tel ai, 8i deve applicaTe uno stesso valore di calcolo delle azioni permanenti per tutte Ie parti della struttura (quello che risulta pili gravoso). 8i noti che alcuni autorevoli personaggi suggeriscono di differenziare sempre i carichi permanenti superiore ed inferiors, per massimizzare Ie caratteristiche di sollecitazione. PersonaImente, ritengo estremamente irnprobabile dal punta di vista statistico una tale variazione, almena nei casi quotidiani. Ad esempio, la soletta di un solaio puo avere uno spessore diverso dal previsto (in pili 0 in meno), rna e difficile riscontrarne sensibili variazioni tra una campata e I'altra di uno stesso solaio, Pertanto io seguo Ie indicazioni del punta 2.3.2.3.(2) e, ad esempio, in una trave continua moltiplico il peso proprio ed i carichi fissi per 1.4 in tutte Ie campate, anche quando metto i carichi variabili solo in aicune campate massimizzare i momenti positivi 0 negativi,

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Nelle verifiche agli stati limite di esercizio si possono definire tre cornbinazioni di carico: - combinaziqnerara E( \ ~.e.) ~ {21-~-;;P r 1""1-Z'"t,... =? d. S,L·f,r·f~ LA combinazione frequente -combinazione quasi permanente

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r, = o, +P r, = G
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Si utilizzera l'una 0 l'altra di queste combinazioni in funzione del tipo di yerifica da effettuare e delle indicazioni della normativa. Quando vi e un solo carico variabile, il valore ill calcolo del carico e "definite in maniera univoca. Invece guando vi sono pili carichi variabili , indipendenti oecorre scegliere come carico variabile principale quello che genera Ie massime caratteristich~ di ·,sollecitazione; non sempre e immediato capire quale sia la situazione pili gravosa e in caso di incertezza e necessario provare tra pili alternative.
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Capitolo 3

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Esempio 1. Data un solaio a due campatei.diluce 5.50 me 4.50 m, auente peso proprio glk=2.5 kN 1m2, altri carichi permanenti gw=z. 3 kN 1m2, carichi oariabili (per abitazione) qk=2.0 kNlm2, si detexmitti il valore del massimo momento flettente negativo da usare nel metoda delle.tensioni ammieeibili ed. i oalori da usare nel metoda degli stati limite; per oerifiche allo stato limite ultimo ed agli stati limite di esercizio. II massimo momento negativo all'appoggio centrale si ottiene applicando il carico massimo in entrambe Ie campate. Be si opera col metoda delle tensioni ammissibili si ha (fig. 1) q = 2.5 + 2.3 + 2.0 = 6.8 kN/m2 e risolvendo 10 schema di trave continua si ottiene nelYappoggio centrale

M=-21.9kNm
Per una verifica alIo stato limite ultimo occorre mcrementare. 1" carichi permanenti medianteil coefficiente yg= 1.4 ed i carichi variabili mediant~ il coefficiente 't« = 1.5; Si ha quindi q == 1.4 x (2.5 + 2.3) +1.5 x 2.0 = 9.72 kN/m
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M =-31.3 kNm

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'. massimo momento negativo (ottenuto con analisi lineare) e quindi quasi il Il 45% in pili rispetto al valore ottenuto per Ie tensioni ammissibili. Per quanta riguarda gli stati limite di esercizio, per la combinazione rara si usano i valori caratteristici del carico, quindi gli stessi delle tensioni ammissibili. Per la combinazione frequente e quella quasi permanente occorre invece ridurre il carico variabile, rispettivarnente mediante il coefficiente 'IiI = 0.5 e '1'2 = 0.2, ottenendo cosi per la combinazione frequente q

= 2.5 + 2.3 + 0.5 x 2.0 = 5.8 kN/m

= -18.7

kNm

e 'per quella quasi permanente q = 2.5 + 2.3 + 0.2 x 2.0

= 5.2 kN/m 2

. M =-16.7 kNm

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5.50 4.50

Fig. 2 - carichi del solaio che rendono massimo il momento in campata Esempio 2. Con riferimento ol solaio dell'esempio precedente, si determini il valore del massimo momenta [lettente positiuo nella prima campata da usare nel metoda del!e tensioni ammissibili ed i ualori da usare nel metoda degli stati limite, per uerifiche allo stato limite ultimo ed agli stati limite ,di esercizio.

n massimo

memento positive nella prima campata si ottiene applicando in essa il carico massimo e nell'altra il carico minima, cioe peso proprio ed altri carichi. permanenti. Se si opera col metoda delle tensioni ammissibili si ha (fig. 2) qI =6.8kN/m
2

q2 =2.5+2.3=4.8kNm

e risolvendo 10 schema di trave continua si ottiene come massimo momenta positivo nella prima campata il valore M=16.8kNm Per una verifica alIo stato limite ultimo, il carico massirno nella prima campata e ottenuto incrementando i carichi permanenti e variabili mediante i coefficien-' ti Ys e·'Yq. Nella seconda campata occorre invece considerare i soli carichi permanenti, incrementati di ,,(g. 8i ha quindi
qI

= 9.72 kN/m

..

q2 =1.4x(2.5+2.3)=6.72kN/m

8i noti che l'incremento 't« e stato applicato ad entrambe Ie campate, conformemente alle indicazioni del punto 2.3.. .3.(2) dell'Eurocodice 2. 8i ottiene il mo2 mento M=24.1kNm che anche in questo case e quasi il 45% in pili rispetto al valore ottenuto per Ie tensioni ammissibi1i. Per quanto riguarda gli stati limite di esercizio, i valori per la eombinazione rara coincidono aneora con quelli delle tensioni ammissibili. Per 1a combinazione frequente e quella quasi perrnanente, utilizzando i coefficienti '1'1 = 0.5 e 'V2 = 0.2 si ottiene rispettivamente q] = 5.8 kN/m
2

L L L
t
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q2 = 4.8 kN ! 2 m

M=14.0kNm M=12.4kNm

q2 =4.8 kN/m

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54

Capitolo 3

r' ---.',
Esempio 3. Si consideriloeteseo schema di solaio degli esempi precedenti, can 2, g2k.=2.3 liNl=m2;destinato glk-2.5 kN 1m a copertura non praticabile e quindi can carico variabile Qlk=0.5-kNlm2 e carico da neve Q2k=1.2 kNlm2. Utilizzando Ie regale generali di combinazione dei carichi previste dagli Eurocodici, si determini il valore del mcssimo momento flettente negativo da usare per oerifiche allo stato limite ultimo ed agli stati limite di esercizio.

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D D n Jlll..n realta

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D D

il D.M. 1611/96, relativo ai carichi, indi@espressamentedinoncumu,lare il c~a n.eve ~o~Jili_$~~~aria~ili~ ~n q~es~o es~m?~o10 si fa per mostrare IT criterio generale di combinazione di pru carichi variabili. Poiche i due carichi variabili sono analoghi (entrambi carichi distribuiti) e immediato individuare quale e il pili gravoso, da assumere come carico principale. 8i noti pero che la scelta puo essere diversa a seconda dena combinazione ehe si considera, perche deve tener conto dei coefficienti \1'1 e \1'2, che dipen dono da1 tipo di carico. Verifiche allo stato limite ultimo :it maggiore il carico da neve. 8i ha quindi q =l.4x (2.5 + 2.3) + 1.5x (1.2 + 0.7 x 0.5) =9.05 kN/m Verifiche allo stato limite di esercizio, combinazione :it maggiore il carico da neve. Si ha quindi rara
2

o o o o o o
D
D D

M =-29.1 kNm

q = 2.5 + 2.3 + 1.2 + 0.5 x 0.7 = 6.35 kN/m

.M

= -20.4

kNm

Verifiche allo stato limite di esercizio, combinazione frequente Usando per il primo carico variabile i valori di \I' previsti per abitazione, si ha
. 0/1 qlk

== 0.5 x 0.5 = 0.25 kN m

0/ 2 0/2

qlk q2k

= 0.2 x 0.5 = .0.10 kN/m


=O.OxL2=0.OOkN/m

0/1

q2k

=0.2 x 1.2 =O.24kN/m

Occorre accoppiare un carico con '-1'1 e l'altro con \jI2. E pili gravoso, anche se di poco, considerare come principale il carico da neve. Si ha quindi q =2.5 + 2.3 + 0.24-+ 0.7 x 0.10 = 5.11 kN/m
. 2

M =-16.4 kNrrr
\jI2.

Verifiche olio stato limite di esercizio, combinazione quasi permanente In questocaso entrambi i carichi variabili vanno moltiplicati per quindi

8i ha

q = 2.5 + 2.3 + 0.10 + 0 = 4.9 kN/m

M=-15.8kNm che funge da copertura di di essa agiscono un carico due uniformemenie districarichi e dei coefficienti 'JI.

Esernpio 4. Si consideri una trave ad unica campata, un capannone e sostiene anche un carico sospeso. Su permanente glk e tre carichi uariabili indipendenti, buiti, qu. e qs; ed uno concentrato, Q3/~. 1valori dei

[]

o
D D D D
Normativa

'-

55

sana indicati in figura 3. Si determini ilualore del massimo momenta flettente positivo da usare per oerifiche alto stato -limite ultimo ed agli stati limite di eserctzio. Negli esempi precedenti 1a scelta del cariee-variabile principale e stata immediata, 0 addirittura non necessaria perch€; ne agiva uno solo. II caso inesame e particolarmente complesso, perehe il momento prodotto dai carichi distribuiti e calcolato con espressioni diverse da quelle utilizzate per il carico concentrato. E quindi opportuno prendere di volta in volta uno dei tre carichi variabili come carico principale. Verifiche allo stato limite ultimo Se si considera come carico principale il secondo (dello stesso tipo, rna maggiore del primo) si ha q = 1.4 x 4.0 + 1.5 x (1.6 + 0.7 x 1.0) = 9.05 kN/m F

o
D D

= 1.5 x 0.7 x 11 = 11.6 kN


2

o o o o
[

M = q 12 + F I = 9.05 X 15 + 11.6 xIS = 298.0 kNm 8 4 8 4 Se si considera come carico principale il terzo si ha q = l.4x 4.0 + 1.5 x (0.7 x 1.6 + 0.7 x 1.0) = 8.33 kN/m F

= 1.5 x 11 = 16.5 kN
2

M = 8.33 X 15 + 16.5 x 15 =296.2 kNm

8
II primo valore ottenuto struttura.

e i1 pili

gravoso e verra utilizzato per 1a verifica della -

Verifiche allo stato limite di esercizio, combinazione rara Se si considera come carico principale il secondo si ha q = 4.0 + 1.6 + 0.7 x 1.0 = 6.30 kN/m F=O.7xll=7.7kN M=206.1kNm

L L l

t
0/1=0.5 0/1=0.2 '1'2=0.2 0/2=0 ~

t I i
0/2=0.3

t
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! ! I
Q3k~

I
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gk=4.0kN/m qlk= 1.0 kN/m q2k= 1.6 kN/m

t
LS
0/1=0.6

'1'0=0.7 per. tutti

t
:6-

11 kN

15.00

Fig. 3 - schema geometrico e carichi della trave di copertura

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56

Capitolo 3
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1

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Se si considera-come-earico principale il terzo si ha q = 4:;t)+f).7-x l.6 + 0.7 x 1.0 = 5.82 kN/m

F =-1-1kN
Anche in-questo caso

e pili gravoso ilprimo valore.


\V 2

M == 204.9 kNm
frequente
qlk

Verifiche ello stato limite di esercizio, eombinazione Tenendo canto dei valori di 0/ indicati, si ha
\j11 qlk .,
'1'1

0.5 x 1.0 = 0.5 kN/lli kN/m

= 0.2 x 1.0 = 0.2 kN/m

q 2k

= 0.2 x 1.6 = 0.32

'V 2 q 2k = 0.0 x 1.6 = O.OkN/m

\1'2 Q3k =0.3xll=3.3kN Confrontando i due carichi permanenti, si vede che e pili gravoso, anche se di poco, considerare come principale il secondo, perche \f'2 qlk + \lfl q2k e maggiore di \jIl qlk + '1'2 q2k. Si ha cosi q = 4.0 + 0.2 + 0.32 = 4.52 kN/m

'+' 1 Q3k

= 0.6 x 11 = 6.6 kN

p = 3.3 kN

M == 139.5 kNm

Se ai considera come carico principale ilterzo si ha invece q = 4.0 + 0.2 + 0 = 4.2 kN/m In questa caso e pili gravoso il secondo valore ed ver essere considerato come carico principale. F

= 6.6 kN

= 142.9 kNm

e quindi

il carico sospeso a do-

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Verifiche allo stato limite di esercizio, combinazione quasi permanente In questo-caso tutti i carichi variabili vanno moltiplicati per '¥2. Si ha quindi q = 4.0 + '0.2 + 0 = 4.2 kN/m F = 3.3 kN M

= 130.5 kNm

Esempio 5. Si consideri il portale (telaio ad un piano ed una campata) mostrato in figura 4. Sulla trave agisce un carico permanente gk = 3Q_ kN / m ed un carico uariabile qk = 12 kN / m. Sul trauerso agisee inoltre una forza orizzontale dovuta al vento Fk = 18 kN, ehe pUG essere diretta verso destra 0 verso sinistra. Si valuti il massimo momenio flettente da usare per uerifiche allo stato limite ultimo nelle sezioni piii significative del telaio. In questo caso, ancor pin che nell'esempio precedente, non e possibile indivi'duare a priori il carico principale perche i due earichi variabili gk ed F» provocano momenti flettenti can andamento molto diverso. 8ezione per sezione, puo essere pili gravoso, e quindi da consider are principale, I'uno 0 I'altro dei carichi variabili. 8i puo procedere in pili modi diversi,' equivalenti ai fini del risultato. Quello ehe iopreferisco e risolvere 10 schema separatamente per i singoli cari-

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Normativa

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57

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qk

Momento flettente prod otto"da gs

Ii
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IIII
30x50
/=4,5 m

I-gk

Fk

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30x40

63.4 h=3m

30x40

0 0
D D

Momento flettente prodotto da qd

Momento flettente prodotto da Fd

17.9

9.2

22.6

C
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Fig. 4 - schema, diagramma e valori (kNm) del momento flettente nel portale chi (gd, qs, .Fd) e poi, sezione per sezione, sommarne gli effetti, applicando il co-: efficiente '4'0 e scegliendo il segno di F« in modo da massimizzare il risultato. Una alternativa molto usata consiste nel risolvere 10 schema per pili combinazioni di carico, eonsiderando tutte Ie possibili combinazioni nell'applicazione di \jIO e nella seelta del segno di Fa, e poi, sezione per sezione, individuare quale da l'effetto maggiore. II numero di eornbinazioni puo perc diventare veramente alto; nell'esempio, bisogna considerare gd + qd + 0.7 Fe, gd + qa - 0.7 Fa, gd + 0.7 qd + Fd, gd + 0.7 qd - Fa, rna anehe gd + qd,· gd + Fd, g« - Fe, ga, per tener conto della possibile assenza di un carico, variabile 0 di entrambi. Seguendo la prima via! si e risoIto 10 schema soggetto a tre condizioni di carico: un carico distribuito gd:::: 42 kN/m, un carico distribuito qd:::: 18 kN/m, una forza eoncentrata Fa = 27 kN (fig.4). Le sezioni piu significative, che si prendono in considerazione, sono l'estremo della trave (cha ha 10 stesso momento della testa del pilastro), la mezzeria della campata della trave, il pie de del pilastro. I valori ottenuti con Ie tre condizioni di carico sono riportati in tabella 1. In ciascuna sezione il momenta flettente compiessivo prodotto dai carichi potrebbe essere sia positive che negativo. Oceorre esaminare separatamente entrambe Ie possibilita e si puc procedere come segue. si valuta il massimo contributo che possono dare, separatamente, i carichi variahili al momenta col segno che si sta considerando; ad esernpio, all'estre-

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58

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Capitolo 3

Tab. 1- momenti flettenti nelle sezioni pili significative sezione trave trave

gd
-42.9 63.4 21.5

qd

Fd
17.9 0.0 -22.6

[Icampata

r estremo

Calcolo di M+ qd Fd M+ 0.0 27.2 9.2 17.9 0.0 22.6 -25.0 90.5 50.5

Calcolo di MFd M_!j_d -18.4 -17.9 0.0 -22.6 -73.9 63.4 -1.1

-18.4 27.2 9.2

0.0
0.0

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f piede pilastro

0O

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mo della trave il carico qd non contribuisce al momento positivo (perche e negative), mentre F« puo dare un contributo di 17.9 kNm; entrambi i cariehi possono invece contribuire a1 momento negativo (rispettivamente con -18.4 e -17.9 kNm); si confrontano i contributi per individuare quale e il maggiore; questo si prende interamente mentre l'altro si riduce di \j10; ad esempio,all'estremo della trave vi e solo un contributo per il momento positivo (17.9 kNm) che viene considerato senza riduzioni; per il momento negative, e maggiore il contributo di qd (-18.4 kNm), quindi l'altro (-17.9 kNm) viene moltiplicato per 0.7. Si ha COS!:

estremo trave momento positivo (minimo negativo) M = -42.9 + 17.9 = -25.0 kNm momento negativo M =-42.9 -18.4-0.7 x 17.9 =-73.9 kNm campata trav~ momento positive M = 63.4 + 27.2 momento negative (minimo positive) M = 63.4 kNm piede pilastro momento positi~o momento negative M = 21.5 + 22.6+ 0.7 x 9.2 = 50.5 kNm M =21.5 - 22.6=-1.1 kNm

= 90.SkNm

0 0 0
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Capitolo 4 BREVE STORIA DEL CALCESTRUZZO (ARMATO)


Dal Pantheon alle travi di ghisa armata: l'invenzione di un materiale

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Antonio Perretti
Ogni materiale nuovo provoea, al suo apparire, una forte opposizione da parte degli spiriti imbevuti eli classicismo, inclini ad attrihuire valore esclusivo alle forme ancestrali. II calcestruzzo non sfuggi a tale .regola [... J sono ancora al mondo coloro a cui fu in-: segnato nelle scuole che era dolce pazzia pretenders eli sostituire la nobile pietra con un ripugnante miscuglio chimico, prodotto malsano e meccanico di un'epoca artificiosa, pronta ad adorare qualsiasi succedaneo. E. Torroja; Raziln y ser de los tipos estructurales, Ed. 1957

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1.

La preistoria del calcestruzzo

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II calcestruzzo era impiegato dai romani gia dal secondo seeolo a.C., rna del suo usa consapevole non v'~ datazione certa. Potremmo affermare che, al pari di altri elernenti 0 materiali dell'edilizia, i romani probabilmente sfruttarono un'idea gia diffusa portando al massimo splendore il suo impiego. II calcestnizzo, quello romano, e un prodotto evoluto, perche il suo uso avviene quando, .dal punta di vista concettuale, era gia avvenuto il passaggio dal semplice Iegante aereo (la calee spenta) al composto a piu componenti miscelati in proporzioni ben definite. balla .chimica sono noti i processi che stanno alla base delle trasformazioni che subiscono i carbonati con l'alta temperatura ed i succes-

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Capitolo 4

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sivi processi di idratazione al contatto con l'acqua, tutti fenomeni certamente osservati casualmente e sfruttati .nel tempo dall'uomo, Infatti, cosa c'e di pili casuale delle trasformazioni subite dalle rocce (calcaree) disposte intorno al fuoco e degli effetti provocati sulle rocce cotte, ad esempio dalla pioggia. In termini chimici, con Ia cottura il carbonato di calcio libera, come gas, I'anidride carbonica; rest a l'ossido di calcio ehe a contatto can l'acqua diviene idrossido di calcio 0 calce spenta. Questa, a sua volta, dopo l'impasto reagira nuovamente con l'anidride carbonica atmosferica. Anche l'origine del termine ealee e significativa, probabilmente deriva dal greco cluilihos che indica il ciottolo. Per tali fatti, potremmo dire spontanei, I'inizio della sfruttamento di un processo fisico ha sempre generato dubbi sulla datazione. I primi esempi dell'impiego della malta di calce- risalgono ad oltre dodicimila anni a.C. nell'oriente europeo, in Turchia, dove ad oggi sono stati trovati i pili antichi .reperti di costruzioni in muratura con calee come legante. L'impiego di malta di calce, come legante aereo, can l'aggiunta di sabbia 0 altri inerti e proseguito quasi senza modifiche per 01tre diecimiia anni. La testimoniano reperti archeologici trovati in Egitto, in Palestina, a Troia ed in tutta l'area orientale del Mediterraneo. Fattore' accomunante i reperti e la destinazione d'uso; per diversi millenrri Ia costruzione di murature con malta di calce e stata destinata prevalentemente agli edifici pubblici 0 di culto. Andando alia ricerea dei fatti pili significativi ehe riguardano l'evoluzione della composizione del moderno calcestruzzo, dobbiamo fare un saIto, di altri millenni per giungere alle prime tracce di legante idraulico, I reperti sono attribuiti ai Feniciche intorno all'anno 1000 a.C. scoprirona che la malta di calce prodotta nei millenni precedenti, se confezionata con pietra vulcanica, acquisiva Ia capacita di resistere all'acqua. Anche questa scoperta e avvenuta casualmente in quanto i Fenici utilizzavano la sabbia dell'isola di Santorini, isola di origine vulcanica a sud di Atene. Per tale ragione Ia sabbia non era chimicamente inerte, rna era affine alia pozzolana che qualche seeolo dopa i romani cominceranno ad utilizzareper le lora costruzioni. Questa tecnologia molto semplice ebbe una applicazione in tutti i paesi del Mediterraneo dove fu impiegata per tutte Ie opere idrauliche,
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Breve storia del calcestruzzo (armato)

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cisterne e canali, nei cui ruderi ne sono ancora visibili e resistenti le traCCB. E dunque intorno all'anno mille a.C. che si diffonde tra le popo- ~1xx> lazioni del mediterraneo la coscienza che la malta di calee additivata \\'-1 1 con altri materiali (sabbia vulcaniea, polvere di marmo, argilla ed altro) ~.N!lP~ acquisiva .caratteristiche meccaniche molto pin rilevanti del semplice ossido di calcic cotto a Iegna. Questo avveniva nel vecchio continente, e fino aIle grandi costruzioni dell'Impero Romano non accade pili nulla di rilievo. Qualcosa perc stava accadendo anche nell'estremo oriente. Un altro modo, meno noto, ill impiegare la calee avvenivanel treeento a.C. in Cina, dove, in nuce,e 'ko A c. stata usata in ambito geotecnico: una sorta di~, cioequella \-k- \'U tecnica moderna utilizzata per migliorare le caratteristiche meccaniehe \ OiA dei terreni sciolti, attraverso l'apporto di le.gante e mescolamento ·del terreno ehe funge da scheletro solido. Nella costruzione della muraglia ~fli)W· cinese, in a1cune zone dove Ie caratteristiche del terreno erano partico-. larmente scadenti, prima di realizzare Ie fondazioni fu infatti mescolata . .. ... della calce agli strati superficia1i del terreno per migliorarne Ie earatteristiche medie e quindi per aumentare il carico limite complessivo.

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2.

La muratura romana: l'opus caementici

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Si e detto ehe Ie caratteristiche idrauliche conferite al calcestruzzo dal1a sabbia vulcanica erano note da tempo. Durante l'impero romano il materiale a grana gross a era prevalentemente estratto presso la citta di ~V£U>~ Pozzuoli, da cuiha assunto il nome la pozzolana, materiale piroclastico~ alterato, ehe ha fatto Ia fortuna di questa citta, rna allo stesso modo nel tempo forse e state il principale limite per l'uso dell' opus caementicium nei secoli successivi ana caduta dell'Impero. All'inizio dell'era rornana il calcestruzzo si impiegava eolo per elementi poco sollecitati, ovvero prevalenternente per Ie fondazioni degli edifici pubblici 0 per il culto. Quando, col tempo, se ne apprezzarono le caratteristiche di resistenza, divenne il materiale col quale si riempiva Ia parte interna dei muri, dopo aver costruito i paramenti esterni con. mattoni 0 pietra da taglio, marmo 0 travertine, neUe tante varianti di opus.

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Capitolo 4

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Fig. 1- Pompei: muratura romana -l'opus caemeniieium

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AlIa fine del terzo secolo a.C. comincia a diffondersi questa tipologia di muratura, definita opus caementicium (fig. 1); dunque il calcestruzzo non e usato per la realizzazione di un materiale lapideo artificiale, IDa ~asce co~e parte,.di nuova mur.atura, definibile ~ sacco, ma con il nucle~ -llnterno di materiale molto resistente. Col termine muratura a sacco SI indica, pill in generale, una .muratura nella quale la parte. interna e costituita da materiale poco coerente, caotico, di forma e pezzatura non organizzata, poco legata, di resistenza complessiva molto variabile da punta a punto. Si precisa che, dal punta di vista tecnologico, la parte solida era costituita da frammenti di roccia di sfrido della lavorazione delle pietre da taglio e da scarti di laterizio. Il vero impasto avveniva dopo Ia posa in opera in quanta gli strati entravano in intimo .contatto grazie al costipamento manuale eseguito per strati. Questa operazione certamente nata per eliminare 0 ridurre i vuoti tra i blocchi, era essenziale all'innesco delle reazioni chimiche tra i diversi componenti,reazioni che, nel tempo, portavano Ia miscela ad .avere resistenze ultime simili a quelle dei rnoderni calcestruzzi cementizi. La stabilita del complesso dei paramenti del calcestruzzo fluido, fino all'indurimento, era assicurata dal sistema diatonicon, ovvero di collegamento dei due paramenti murari, che fungevano da casseri a perdere, con elementi lapidei ortogonali. Tale sistema era noto ai greci, anzi probabilmente era di origine greca, laddove pero si adottava per realizzare la muratura a sacco. . . Nello spirito di questa breve storia del calcestruzzo, anche Ie .opere sono esaminate in relazione al contributo dato ana comprensione del

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Breve storia del calcestruzzo (armato)

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Fig. 2 - il Pantheon - prospetto e sezione

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materiale e della statica delle strutture. Pertanto tra tante costruzioni d'epoca romana, emblematico e il Pantheon (fig. 2) che e anche l'opera meglio conservata dell'Impero. , Ne127 a.C. il console~: architetto, genero di Augusto,U?_2 costruisce un piccolo tempio quadrato ispirato nella composizione ,;;tIl' ar- \ f chitettura greca, ilPantheon, in onere di tutti gli dei. L'ingresso esul la- . to sud, presso Ie sue terme nel Campo Marzio a Roma, di fronte a -{In vasto complesso che comprende terme, basilica e giardini. Agrippa pero fu molto sfortunato, poiche il suo tempio fu colpito da fulmini e quasi distrutto dagli incendi conseguenti. Per questa ragione il Pantheon diventa famoso per la sua ricostruzione, avvenuta nel periodo 118-125 d.C. \\e-t\tZo grazie all'imperatore Adriano, anch'egii arehitetto, che incorpora il porct..C tico del tempio di Agrjppa.eapre un nuovo ingresso a nord in quelloche sostanzialmente e visibile oggi. Tra tutte Ie opere progettate, la pili famosa di Adriano da1 punta di vista strutturale e l'enorme cupola di oltre 43 metri di diametro (fig, 3), con un grande foro in sommita, di nove metri di diarnetro, chiamato oculus. Al contrario di tante cup ole sferiche costruite nei seeoli, questa non ha mai avuto necessita di incatenamenti lungo i paralleli, grazieall'organizzazione interna della muratura nello spessore della cupola e ad una geniale intuizione di Adriano. Egli divise Is struttura in una serie ,di strati sovrapposti, ognuno di materiale di peso specifico e spessore decreseente,che diventano pili leggeri e sottiliin sommita. La base e di travertine, l'anello superiore di circa 6 metri di spessore, costituito di travertino e tufo vulcanico; quello successive e pili sottile di tufo e mattoni. Segue un anello di soli mattoni, poi mattonie pietra pomice, e infi-

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Capitolo 4

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Fig 3 - pianta e sezione della cupola

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ne il perimetro dell'oculus eontiene vasi di terracotta vuoti su uno strato di pornice. In conclusione, viste le straordinarie intuizioni di Adriano, appare riduttivo citare il Pantheon solo per l'evoluzione del calcestruzzo. Tuttavia e necessaria questa citazione in quanta e la prima opera della storia nella quale l'uso e il confezionamento del conglomerato appare consapevole anehe nel pili piccolo dettaglio. Ad. esempio le cavita presenti su tutta la superfieie interna, oltre alia funzione estetica, incrementando 1a superfieie specifica, assolvono la funzione di accelerare Ia presa della malta aerea che ha necessita di reagire con l'anidride carbonica atmosferica e quindi di maggiore superficie esposta all'aria. Questo processo non era compreso dal punta di vista chimico, rna da quello fisico risultava loro chiarissimo. Per concludere il discorso sull'opus. caementicium si citano due opere ehe non hanna .necessita di molte descrizioni: il Colosseo e Ia Torre di Pisa. Il.piu grande anfiteatro di Roma (fig. 4) fu fatto erigere daVespasiano nel periodo 69-79 d.C, nella valle compresa tra Palatino Esquilino, nella zona che era stata Ia Demus Aurea di Nerone, una conca lacustre. Volendo esarninare .l'opera solo dal punta di vista del contribute all'impiego del calcestruzzo, e utile descrivere Ie fondazioni: un'opera ciclopica. Esse furono scavate parzialrnente nell'argilla per circa sei metri di profondita e costruite fuori terra per altrettanti .metri. II risultato e una immensa corona ellittica di diametro massimo di 160 m circa; can fondazione superficiale di sezione trasversale rettangolare di soli 60 m di

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Capitolo 4

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Fig 3 - pianta
e sezione della cupola

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ne il perimetro dell'oculus contiene vasi di terrae ott a vuoti su uno strato di pomice. conclusione, viste Ie straordinarie intuizioni di Adriano, appare riduttivo citare il Pantheon solo per l'evoluzione del calcestruzzo, Tuttavia e necessaria questa citazione in quanto e la prima opera della storia nella quale l'uso e il confezionamento del conglomerate appare consapevole anche nel pili piccolo dettaglio. Ad. esempio Ie cavita presenti su tutta la superficie interna, oltre alia funzione estetica, incrementando la superficie specifica, assolvono la funzione di accelerare Ia presa della malta aerea che ha necessita di reagire con I'anidride carbonica atmosferica e quindi di maggiore superficie esposta all'aria. Questo processo . non era compreso dal punta di vista chimico, rna da quello fisico risultava Ioro chiarissimo. Per concludere il discorso sull'opus. caementicium si citano due ope. . . . re che non hanno .necessita di molte descrizioni: il Colosseo e la Torre di Pisa. Ilpiu grande anfiteatro di Roma (fig. 4) fu fatto erigere da Vespasiano nel periodo 69-79 d. C. nella valle compresa tra Palatino Esquilino.. nella zona che era stata la Domus Aurea di Nerone, una conca Iacustre. Volendo esaminare .l'opera solo dal punta divista del contributo all'impiego del calcestruzzo, e utile descrivere Ie fondazioni: un'opera ciclopica. Esse furono scavate parzialmente nell'argilla per circa sei metri di proforidita e costruite fuori terra per altrettanti .metri. II risultato e una immensa corona ellittica di diametro massimo di 160 m circa, con fondazione superficiale di sezione trasversale rettangolare di soli 60 m di

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Fig. 4 ~ semi pianta del Colosseo

base per 13 m ill altezza circa. Le fondazioni sono state realizzate con un conglomerato denominato caementa, ottenuto da inerti di roccia vulcanica molto dura (tefrite). La struttura fuori terra, non necessita di partico·lari menzione in quanta e realizzata con tecnologia classica, con blocchi di travertino e muratura di laterizi pieni, e non presenta nessuna 80stanziale innovazione rispetto a quanto gia descritto in precedenza. LaTorre di Pisa (fig. 5), realizzata con muratura classica, non presenta alcuna innovazione costruttiva, rna si cita per ricordareche per

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Fig. 5 - la torre di Pisa

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oltre un millennio la muratura romana non ha subito modifiehe teenologiehe 0 ehimiehe. Inoltre la torre rappresenta I'edificio col quale di fatto si conclude illunghissimo ciclo dell'architettura romana. La costruzione della Torre, iniziata il 9 agosto dell'anno 1173, si e protratta per oltre due secoli, durante i quali viene incrementato il numero di piani e si tenta di correggere l'asse giapendente, Il declino di un genere architettonico puo essere generato da molti fattori, politici, culturali 0 tecnologici. La pozzolana che aveva rappresentato l'ingrediente essenziale per confezionare il calcestruzzo, dopo essere stata impiegato per uri millennio, forse anche per I'onere del trasporto, della reperibilita e dello scavo di grandi quantita, fu quasi ignorata in Italia fino alla rivoluzione industriale. Quando poi il calcestruzzo fu riscoperto, i teenici tentarono innanzitutto di affrancarsi dalla pozzolana impiegando altri prodotti naturali e di migliorarne lIe proprieta meccaniche con l'aggiunta di prodotti artificiali, come Ie scoriedi ferro, ma tutto eio, e aneora per molto, solo con l'ausilio dell'intuito. 3. La composizione, da Vitruvio al mix design

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II mix design nel nome e una disciplina giovane, nata da qualche decennio, che studia la corretta miscelazione dei componenti del caleestruzzo per esaltarne alcune caratteristiehe; quali resistenza 0 durabilita; rna dal punto di vista storico, e antic a come il calcestruzzo. 8i escluda perc il periodo medioevale nel quale il mix..design rasentava la stregoneria, con l'impiego di latte 0 vino come additivi. 11problema, in nuce, nasce neI200a.C. da Marco Porcio Catone che indica Ie proporzioni ottimali per confezionare la malta aerea, una parte di calee spenta e due di sabbia. Solo due secoli pili tardi, l'onnipresente Vitruvio codifica Ie modalita di cohfezi.oD:amentodella malta e del calcestruzzo con caratteristiche idraulichevSi potrebbe dire ehe per la prima volta si descrive l'importanza dell'assortimento granulornetrico per I'ot.tenimento di un calcestruzzo compatto e .resistente. Le conoscenze tecniche avevano diffusions solo grazie alla trattatistica e per centinaia d'anni furono le corporazioni di artigiani e i maestri d'arte a conservare memoria delle regole del costruire. Per questa moti-

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vo, con la fine dell'impero. romano, nell'oscuro medio evo vanno perse molte regole del costruire romano, e in particolare i vari tipi di opus. Fino alla meta del 1700,. i maestri muratori non sapendo ricreare un prodotto paragonabile al calcestruzzo romano, aggiungono di tutto al conglomerato, dall'aceto allatte, 0 del buon vino locale come fecero per Ie murature del duomo di Vienna iniziato nel XII secolo, completato parzialmente nel1433, rna ultimato solo nel XVIII. Dal1400 al1700 si riscoprono lentamente Ie caratteristiche idrauliehe fornite dalla pietra vulcanica macinata, il cosiddetto trass, e la tecnica di pestare i laterizi cosi come facevano i romani. Solo nel 1755 J. Smeaton, inglese, produsse il primo legante realmente idraulico utilizzando oItre ai componenti classici anche scoria di ferro compresse. Egli ottenne, per la ricostruzione del faro di Eddystone (fig. 6), un Iegante dalla caratteristiche spiccatamente idrauliche, rna senza riuscire aneora a dare una spiegazione chimica del fenomeno. Per la comprensione chimica dei fenomeni si deve attendere fino al 1815, quando per Ia prima volta, il chimico tedesco J. Friedrich, studiando la composizione di murature. storiche, comprese che la cottura ad alta temperatura dei componenti era alla base del fenomeno della presa. Nel1824 nasce il termine Portland grazie ad un maestro d'arte che per realizzare il suo caleestruzzo impiego una originale miscela di argilla e

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Fig. 6 - il faro di Eddystone


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Capitolo 4

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calcare, in perfetta analogia a quanto faeeiamo aneora oggi per la produzione del cemento in polvere. J. Aspdin, suo creatore, 10 batte:&zo-PortLl land-Cement dal nome della localita Inglese dacui aveva prelevato il JUAhmateriale inerte per Ia sua produzione, Con il perfezionamento del sistema di produzione del cemento eon cottura ad alta temperatura, introdotto da un altro Inglese J. Johnson ne11844, nasee il cemento moderno, ehe da questa memento in poi subira solo perfezionamenti nei quantitativi dei componenti ·e nella granulometria.
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II calcestruzzo nella rivoluzione industriale

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La storiadel progresso scientifico e ricea di aneddoti sulla casualita di eventi ehe poi sono stati posti quali fondamenti di importanti scoperte per I'umanita, Dalla caduta di frutti che hanno disturbato il riposino pomeridiano di rlluetri fisici, aIle muffe ehe si sviluppano in laboratorio l'elenco e Iunghissimo,e tra gli aneddoti se ne potrebbe annoverare anche uno per chi si occupa di strutture, quello del giardiniere Joseph Monier, Intorno al 1850, per evitare che i suoi vasi di malta cementizia si ~pessero miseramente, provvide ad inserire una rete metalliea nel getto di malta cementizia (fig. 7). Questo fatto, citato negli scritti di storia del cemento armato, non rende giustizia ad altri personaggi eoevi e soprattutto non rende l'idea della ventata di modernita ehe giungeva Bulla cultura scientifica del vecchio continents nella meta dell'ottocento. Per tale ragione non deve apparire strano se e opinione di chi serive che ei possano trovare Ie origini concettuali del cemento armato nella rilettura della storia degli elementi inflessi in ghisa e in generale delle eo-

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struzioni metalliehe. In partieolare ei si riferisee aIle vicende degli ingegneri inglesi ottocentesehi, eeeezionali progettisti di costruzioni metalliehe; personaggi che inearnavano I'essenza dell'ingegnere ehe, pur in assenza di supporto teorieo, con l'aiuto dell'intuito e della sperimentazione, stava fondando Ie basi della modernaingegneria strutturale. Personaggi ehe can orgoglio ed ironia, nei eonfronti dei eolleghi "teorici" franeesi, amavano definirsi the practical men. Nell'ambiente seientifieo della rivoluzione industriale non an cora globalizzato, Ie nuove idee erano divulgate essenzialmente in Germanin, Inghilterra, Francia e Italia. In un'area .cosiristretta, Ie idee sviluppate dagli ingegneri inglesi per la eomprensione del funzionamento degli elementi strutturali inflessi in ghisa, probabilmente sono state impiegate dai teeniei ehe per primi eercavano di interpretare il comportamento del caleestruzzo. L'antieo materiale eteroresistente era stato riseoperto e reinventato grazie all'introduzione delle armature metalliche. Nelle prime esperienze col calcestruzzo armato e possibile individuare due strade, una prettamente intuitiva ed un'altra, invece, ehe cerca di darsi un supporto teorico .anehe se nonancora evoluto. Per tale ragione, non deve sembrare strano se l'ineipit della storia del calcestruzzo armata potrebbe trovare Ie radiei nella storia delle costruzioni metalliche. Dalla lettura della storia sorge la domanda se le idee per il funzionarnento del eemento armato normale e preeompresso, siano nate insieme alle 0 daUe rieerehe per la eomprensione del funzionamento degli elementi strutturali inflessi inghisa. Il personaggio che ha avuto meno popolarita dei suoi coevi, rna non meno importante, e I'inglese P.W. Barlow, che nel 1847 propose, per la realizzazione di piccoli ponti ferroviari, la prima trave armata della storia. La trave di figura 8 realizzata in ghisa, materiale eteroresistente

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Fig. 8 - trave eli ghisa armata con nastri di acciaio fucinato

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per eccellenza, can bassa resistenza a trazione, nella quale, per ridurre od eliminare la fessurazione, Barlow introdusse in due incavi, nell'ala tesa, delle barre forgiate di ferro dolce. Dunque l'armatura di ferro dolce compensava la fragilita della ghisa e alterava la modalita di collasso; con tale accorgimento il memento ultimo della sezione aumentava del cinquanta per cento circa. Osservando il profilo, notiamo che la posizione, dimensione e modalita di applicazione dei nastri di aceiaio dolce nell'ala tesa del profilo, Ie proporzioni tra ala compress a pili tozza e quindi pill stabile, sono tutt'altro ehe casuali 0 fortuiti. Con questa soluzione si ha finalmente la possibilita di impiegare materiali eteroresistenti anche per realizzare travi inflesse di grandeIuce e non pili solo tozzi pulvini di romana memoria. Anche il sistema di preeompressione e nato negli stessi anni, nel 1845, ad opera di un altro inglese, ~ che realizza traviin ghisa di 30 metri di luce, costruite per conci, nelle quali barre di ferro ad asse rettilineo 0 ad andamento trapezio, presollecitate, annullavano Ie tensioni di trazione nell'ala inferiore (fig.9). Quanto all'impiego di armature metallic he applicate ai materiali non resistenti a trazione, si tenga presente che nel 1770 Rondelet ebbe l'idea di armare 1a muratura con barre metalliche per la costruzione del Pantheon (fig. 10), rna questa invenzione la possiamo inserire tra quelle

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dettate solo dall'intuito, poiche si eben lontani dall'uso consapevole delle armature. Queste rieordano aneora molto Ie cuciture can grappe me: talliche dei blocchi lapidei, come facevano anche i romani: forse-nen e molto nato, rna si stima che nel Colosseo siano state impiegate ben 300 t d.i ferro dolce per realizzare le grappe che collegano i blocchi di travertino. Tornando alla rivoluzione industrials, l'ambiente culturale nel quale si sono sviluppate le nuove tecniche costruttive era gia maturo; il fattore accomunante e stato il ferro, finalmente disponibile a costo relativamente basso ed in diversi formati, utilizzabile per annullare la fragilitit a flessione di qualsiasi materiale eteroresistente e in particolare del calcestruzzo. Pertanto i vasi di Joseph Monier, di malta cementizia armata, appaiono riduttivi di un momento culturale unico nella storia dell'ingegneria; rna soprattutto questa, come altri fatti nati solo dall'esperienza, creerebbero una discontinuita concettuale e ternporale nella sviluppo della teoria e tecnica delle costruzioni che probabilmente non c'e mai stata. Prima di essere utilizzato nell'edilizia, il cementa armato fu unpiegate in settori molto diversi.Il francese J.L. Lambot, avvocato, nel 1848 costrui una barca con una rete metallica ricoperta di malta di cementa, che presento all'Esposizione di Parigi del 1855 (fig. 11). Quarant'anni dopo anche un italiano, C. Gabellini, si cimento nella costruzioni di piccole imbarcazioni in cemento armato. L'avvocato Lambot non si .Iimito alla costruzione di barche; si dedico infatti alia costruzione degli oggetti pili diversi e singolari, tutti erano accomunati solo dalla presenza dell'armatura reticolare, non proporzionata, che doveva assorbire gli sforzi di trazione rilevati probabilmente dalle fessure individuate su prototipi non armati.

Fig. 11 - oggetti jdeati da J. L. Lambot: barche, serbatoi, lastre

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Nel filone empirico si collocano i solai brevettati nel 1854 da un artigiano Inglese W.B. Wilkinson; egli, al fine di realizzare orizzontamenti resistenti al fuoco, ne propose uno nel quale le armature erano costituite da funi metalliche, disposte intuitivamente nelle zone tese, secondo Ie geometria imposta dalla forza di gravita ai eavi (fig.12). Un costruttore edile francese, F. Coignet, nel1854 brevetta gli elementi costruttivi per la realizzazione di solai in calcestruzzo armato (fig. 13) eeon questi l'anno dopo costruisce la prima abitazione in c.a. di ben tre piani. A conferma che questi impieghi erano dettati molto dal ~ l'intuito, si segnala che Coignet, ispirandosi a costruzioni primitive realizzate con terra e paglia, propose anche un calcestruzzo battuto che, posto in opera con la consistenza di terra bagnata, si poteva adattare a tutte Ie superfici. Negli anni seguenti, intorno al 1870, J. Monier, giardiniere rna di grande intuito, brevetto moltissimi dettagli ed elementi costruttivi, tanto da creare quasi un genere: in Germania ed Austria il termine mo-

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nierbau era l'equivalente di strutture in c.a. Si cimento anche nella progettazione di ponti in c.a., rna con risultati meno brillanti, infatti 1a disposizione delle armature appare poco efficace (fig. 14). Tanto nell'acciaio ehe nel cemento armato, rna di pili nel secondo, il fattore tecnologico ed i1 nuovo business preva1gono sugli aspetti scientifici, tant'e ehe esistevano solo prodotti legati al titolare del brevetto piuttosto che 1egati agli aspetti statici ancora poco noti, per cui si privilegia vano gli aspetti prestazionali. Dal punta _ vista della regolamentazione dell'impiego del calcedi struzzo, la prima nazione ad introdurla e la Germania che nel 1877 emana norme per Ie costruzioni in calcestruzzo non armato. I primi regolamenti sull'impiego del c.a. verranno pubblicati solo trenta anni dopo, quando ci saranno i. eontributi teorici alIa comprensione dei meccanismi resistenti, fra cui fondamentali quelli di Morsch. Nel nuovo continente molto importante fu il contributo di un altro avvocato, l'americano Hyatt che, intorno al1875, brevetto molti elementi struttura1i armati con ferri a nastro e tondi ortogonali (fig. 15), affermando, per pubblicizzare i suoi prodotti, che "in calcestruzzo di cementa armato con terri a nastro e terri tondi vengono prodotte lastre, traui e

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volte, impiegando il ferro solo dalla parte in trazione". Hyatt sfrutto le sue invenzioni soprattutto per realizzare travi resistenti al fuoco; all'epoca il problema degli incendi, infatti, era molto sentito sia in America che in Europa. Dal punta -di vista del cosiddetto mix design, il costruttore Coignet, nel 1880, migliora decisamente Ie prestazioni del calcestruzzo; attraverso esperienze di lab oratorio egli perfeziona vari aspetti, quali il rapporto ottimale aequa-cemento, la durata della miscelazione dei componenti, Ia vibratura del calcestruzzo fluido. Le esperienze condotte sul campo in Europa e America erano ormai tali da non dare dubbi sulla resistenza degli elementi in c.a. anche se mancava ancora quasi del tutto il supporto teorico per il calcolo analitico degli elementi strutturali. L'approccio fisico prevaleva anche in relazione ai problemi apparentemente secondari come quello della fessurazione del calcestruzzo. A proposito delle travidi ghisa armate e presollecitate e state citato Stephenson, che nel1846 aveva realizzato un sistema per ridurre Ie tensioni di trazione al lembo inferiore di travi isostatiche inflesse di ghisa, Vent'anni dopo, l'americano J. Jackson elabora il primo procedimento di precompressione del calcestruzzo, rna solo a1 fine di ridurre la formazione delle fessure in zona tesa, non comprendendo a pieno l'effetto di incremento di portanza delle travi post-sollecitate. Purtroppo per Jackson i risultati furano poco soddisfacenti perche ancona dipendenti da mo1ti fattori, quali: 1a mancanza di acciaio ad elevato limite elastico, di apparecehi di aneoraggio efficaei e di calcestruzzo can e1evata tensione di rottura. II diciannovesimo secolo si conclude can tante scoperte e rrcerche: quella suI rigonfiamento del calcestruzzo immerse in aequa e Ia variazione di volume eonseguente a1 fenomeno di presa (Schumann, 1900); Ia deformazione sotto cariehi applieati per Iungo tempo (suceessivamente eompreso e denominato fluage). Nel 1902 M. Koenen pubbliea Principi dei calcoli statici per gli edifici in calcestruzzo e in calcestruzzo armato, opera fondarrientale in quanto sara rielaborata da Emil Morsch ehe I pubblichera Ie basi della teoria del cemento armato (E. Morsch, Eieenbe'Jet'\ tonbau, 1902).

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Dal punta di vista costruttivo, il secolo si conclude con un personaggio molto noto, l'ingegnere francese F. Hermebique, famoso per aver sviluppato un sistema costruttivo per sub-componenti, nei quali ogni elemento strutturale e dotato di armatura (disposta correttamente) con chiaro funzionamento statico. Dal 1890 Hennebique eostruisce strutture con sistemi modulari (fig. 16), sperimentando anche la prefabbricazione; nel 1896 progetta un casella ferroviario interamente prefabbricato, dando . vita a questa nuova tipologia costruttiva. Purtroppo la genialita di Hennebique.€ stata Iimitata dal momento storico in cui ha operate; quando ancora non era stato compreso completamente il comportamento d.i tutti gli elementi strutturali ancora monodirnensionali. Infatti Ia sua opera,

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Fig. 16 - Hennebique: solai e sistemi a telaio brevett~ti, ~bitaz·ion~,ilponte Risorgimento aRoma (1908).
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aLdi·la-del-famoso ponte Risorgimento a Roma, e eonsistita nel perfezionamento dei sistemi a telaio, anche se egli Ii concepi ancora come somma di sistemi a trilite. Questa passaggio attraverso i sistemi monodimm:rsionali era obbligato perche da sempre l'uomo ha impiegato i tronem per Ie sue costruzioni; dopo il legno, anche l'acciaio e stato utilizzato con questa approccio, quindi anche il c.a. non poteva sfuggire a questi aviti modelli mentaIi. II primo a comprendere Ie nuove potenzialita compositive e Auguste Perret (1874-1954), definito "poeta del c.a.", che grazie a strutture intelaiate realizza quell a che a livella arehitettonico sara definita "pianta libera", tanto cara aLe Corbusier; finalmente ci si liberava, daI punta di vista compositivo, dei pesanti ed inamovibili muri portanti e di .tutte Ie strutture spingenti, volte ed archi. In questa direzione la prima opera, Ia pili famosa, e la casa di Rue Franklin, del 1903 (fig. 17), nella quale, con chiara divisione -dei .ruoli tra elementi di decoro e portanti, Perret proietta i telai sulla facciata secondo il principio della "sincerita costruttivaZ', condivisa successivamente da Mies Van der Rohe e Le Corbusier. In definitiva l'opera di Perret, collocata architettonicamente nel protorazionalismo, ha avuto il. merito di aver acquisito all'architettura la tec-' niea del c.a. Le Corbusier, il piu grande architetto del secolo seorso, che in tutte le opere ha usato in maniera sapiente tutte le potenzialita strutturali e

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compositive del calcestruzzofdalla Ville Savoie, 1929, aHa Unite d'Habitation, 1953), non a.casoaveva frequentato 10 studio di A. Perret negli anni 1905-09. Le ,8orbusier nel 1914 progetta una interessante casa modulare Dom-Ino-da costruire in serie, con ossatura intelaiata. standardizzata (fig.1S). Altri segni importanti nella composizione architettonica di Le Corbusier sana i pilotis, ed il cosiddetto tetto giardino, consentiti solo dall'uso del cemento armato. A tal proposito diceva: "risoluere un problema in maniera scientifica significa innanzi tutto distinguere i suoi elementi. In una costruzione si possono senza dubbio separare le parti portanti e non. Al posto delle primitive fondamenta, sulle quali poggiavana setti murari, il cementa armato permette di usare fondamenta puntiformi e al posto dei muri pilastri. I pilotis solleuano la casa dal 'suolo, gli spazi oengono sottratti all'umidita del terreno e hanno luce ed aria. La superficie occupata dalla costruzione rimane al giardino ehe passa sottoalla casa, il giardino e anche sopra la casa, sul tetto". AlIa fine dellS00, tutto quanta ecompreso sul cementa armato puo essere riassunto dalle parole di Torroja: "riel cementa armato, l'acciaio . conferisce struttura fibrosa alla pietra, mentre il caleestruzzo conferisce massa all'acciaio". L'affermazione forse appare ovvia, rna la seconda

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parte di certo ha richiesto molti anni per la completa teorizzazione ed .applicazione. Ci si riferisce aIle strutture bidimensionali sottili, instabili e difficili 0 impossibili da realizzare in acciaio. Infatti, solo nel 1939 R. Maillart realizza la prima membrana in c.a., un guscio a botte alto 12 m e spesso solo 6 em, la "Zementhalle" (fig. 19), purtroppo demolita alla fine della Esposizione Nazionale Svizzera per cui era stata costruita. Fino a questa momento il cementa armato era stato usato come se si trattasse di un materiale tradizionale, come il ferro e il legno, creando strutture fatte di travi e pilastri monodimensionali. Le caratteristiche peculiari del nuovo materiale furono comprese grazie alla genialita dell'ingegnere svizzero Robert Maillart (1872-1940), che non aneora trentenne incontra Hennebique. La sua fantasia, associata alle conoscenze teoriehe del suo maestro, gli consentira di creare nuove forme e soprattutto eli abbandonare il sistema monodimensionale e l'impostazione classic a degli archi. Maillart riflette molto sulle caratteristiche del nuovo materiale ed in particolare, per primo, sulla "continuita" del materiale, ovvero sull'intrinseca iperstaticita degli oggetti realizzati in· calcestruzzo armato. Egli diceva: "il calcestruzzo non cresce

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Fig. 19 - Maillart: Zementhalle, pilastri a fungo


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Capitolo 4

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fatti Maillart nel 1911 succedette ad E. Morsch a1 Politecnico Federale di Zurigo. .____. A conclusione di questa troppo breve eitazione di Maillart, si segna1a che la sua genialita, come spesso e accaduto ai grandi, non e stata compresa, soprattutto dai molti funzionari esaminatori dei suoi progetti i quali boceiavano 0 relegavano i suoi ponti in zone seeondarie perche a favore di forme tradizionali dallasicurezza aneestrale. Nello spirito di questa storia potremmo dire ehe nulla di radicalmente nuovo accadra dopa Maillart, nel senso ehe tutti gli strumenti per la progettazione erano stati ideati. Negli anni successivi ei saranno solo applicazioni eperfezionamenti di quanta gia esistente, in particolare dellemembrane, delle grandi coperture, con varianti legate alla sensibiIita ed ana cultura di origine dei progettisti. Oceorre citare a questa punta solo i eontributi teorici allo studio delle membrane. Innanzitutto quello del tedeseo Dischinger (allievo di Ritter), che forni I'approccio ana1itico allo studio delle superfici curve e in particolare a quelle di rrvoIuzione; 10 studio analitico fu poi esteso alle membrane di forma qualsiasi col contributo deltedesco Finsterwalder. Nello spirito di una storia minima della eomprensione del calcestruzzo armato, ci ai e soffermati solo sui contributi particolarmente originali; infatti, tra i 'tanti progettisti, si e scelto di citare solo quelli che hanno sfruttato il "nuevo" rnateriale per creare nuove forme 0 nuovo linguaggio archi tettonico. Poche Ie opere progettate attraverso una personale interpretazione delle potenzialita delle nuove forme nate grazie all'avvento del c.a., come queUe di E. Torroja (fig.21). Egli diede un contributo fondamentale

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Fig. 21 - E. Torroja: Ippodromo Zarzuela (1935)"Mercato Algericias (1933)

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alla diffusione dei sistemi a guscio, can .opere come 1a tribuna dell'ippodrama La Zarzuela (1935) 0 la copertura del mereato coperto di.Algericias (1933). Malto origina1e l'apera dell'ingegnere spagnolo Felix Candela, che realizzo coperture con gusei di varia forma, grazie alla sua preparazione teeniea e grazie al grande intuito; l'opera pili nota e i1 ristorante Xochimileo a Mantiales (1958) composto da una successione di paraboloidi iperboliei (fig. 22). Contemparaneamente in Italia si affermava una grande figura, quella di Pier Luigi Nervi (1891-1979), con un approceio al nuovo materiale e alle nuove forme ehe potrebbe dirsi rinascimentale. L'approccio intuitivo-empirico era fondamentale, e infatti dai suoi scritti emerge come considerasse ii sup porto matematico quasi un vincolo alla creativitao Opere molto originali sono Ie aviorimesse realizzate intorno al1939. e il Palazzetto della Sport di Roma costruita nel 1957 (fig. 23). Di grande effetto estetico Ie piastre nervate che=Nervi ha realizzato con sistemi semiprefabbricati, nelle quali Ie costole armate sono disposte secondo Ie direzioni principali di flessione.

Fig. 23'- P.L. Nervi: hangar Orvieto (1937), Palazzetto dello Sport di Ro~~ (i957)
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Capitolo 4

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Vicenda scientifica quasiautonoma e quella di un grande ingegnere ttrfrancese, E. Freyssinet (1879.-1962). Egli fu tra i creatori di alcune nuo~\ n ve forme strutturali in architettura agli inizi del noveeento, in quanta fu il primo a usare il cemento armato precompresso, migliorando le prestazioni di alcunielementi struttura1i che assunsero, COS}, dimensioni inaspettate e inimmaginabili frno "ad allora. La possibilita di applicare la , precompressione si presento casualmente a Freyssinet nel1911 in occasione della costruzione del Pont di Le Veurdre (fig.24), una struttura a tre camp ate su archi in calcestruzzo armato di circa una settantina di metri di Iuce ciascuna. Alla fine dei lavori "Ie grandi arcate iniziarono a cedere, evidenziando un probabile errore di progettazione al quale Freyssinet ovvio inserendo dei martinetti idrau1ici per indurre uno stato di coazione e riportare in assetto geometrico le arcate. Tra le sue principali opere c'e da ricordare anche l'hangar dell'aeroporto di Orly (1916), dove uso archi e membrane paraboliche di cemento armato. Con questi personaggi si chiude probabilmente la "stagione della comprensione del calcestruzzo armato", durata quasi un secolo. Tutti i successivi illustri personaggi hanno creato nuovi spazi architettonici, nuovi segni, reinterpretato oggetti e forme, rna dal punto di vista concettuale pili nulla e stato aggiunto, sia per quanta riguarda l'interpretazione dei meccanismi ehe Ie nuove forme strutturali. Calcestruzzi strutturali ad alta resistenza: il futuro (?)

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Nemmeno con.l'ausilio.dei calcestruzzi ad alta resistenza, gia impiegati "ciaun d~Gen"rtio:idoil: 100 )YIPa), si p~tra rivivere un" memento di prosperita e"a:r~ritrisi"~~~op~rag6nabi1e a quello vissut~ nel tr~ntenrii6 1900-30" grazie 3.1calcestruzzo ar~ato. A breve si potranno realizzare

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Fig. 25 - Cesar Pelli: Petronas Twin Towers, Malesia, h = 432 m

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strutture pili snelle, pili efficienti e leggere, si potranno realizzare grattacieli in c.a. piuttosto che in acciaio, come Ie Petronas Twin Towers (fig. 25) di Cesar Pelli in Malesia (1997) 0 addirittura travi senza armatura grazie a calcestruzzi con resistenza maggiore di 200 MPa. Ma un. ealcestruzzo pili resistente non potra, da solo, creare nuove emozioni.. come fu per il primo ponte a membrana irrigidita di Maillart, svuotato, quasi trasparente rispetto ai ponti romani, 0 per il primo edificio intelaiato di Perret. Oggi ehe le strade dell'ingegneria e dell'architettura sono definitivamente separate e ehe 10 iato segnalato anche da P.L. Nervi nel 1940 e divenuto incoimabile, l'auspicio e ehe la moderna ingegneria dei materiali, quella dei super calcestruzzi e dei metalli a memoria di forma, incroci Ia sua strada con quella dei grandi architetti che ne valorizzino le potenzialita creando, magari, an nuovo linguaggio architettomco. In conclusione, senza un linguaggio architettonico, un grattacielo rimarra tale, anche se fatto di calcestruzzo ad alta resistenza. Quindi la speranza per il futuro e ehe gli inguaribili strutturisti non si emozionino mai davanti ad un cuhetto di calcestruzzo, anche quando questo raggiungera i 400 MPa.

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84 Capitolo 4

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Un vivo ringraziamento al prof. Aurelio Ghersi per averrni data ospitalita, nel suo nuovo teste. ed un grazie agli studenti della Facolta di Architettura di 'Siraeusa per essere stati costruttivamente cavie delle roie riflessioni. A.P .
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Capitolo 5 IL CALCESTRUZZO
1. Aspetti tecnologici II calcestruzzo, 0 eonglomerato cementizio (in franeese beton, in inglese concrete), e costituito da un aggregato. eli inerti (sabbia e ghiaia 0 pietri~ seo) legati da una pasta cementizia costituita da acqua e cemento. La cornposizione del ealcestruzzo puo essere abbastanza varia. Solo a Iivello indicative, si puo dire che per ottenere un metro cuba di calcestruzzo di caratteristiche normali occorrono 0.8 m3 eli inerti grossi, 0.4 rn3 di inerti fini, da 3 a 3.6 kN di cemento, da 120 a 180 litri di aequa. comportamento del calcestruzzo studiato, a livello microscopico, dalla meccanica della frattura che mette in relazione il comportamento al crescere del carico e la rottura con i difetti presenti all'interno del rnateriale (microfessure dovute al ritiro, pori capillari, vuoti maggiori dovuti a imperfetta costipazione). Per gli scopi applicativi e pero pili agevole analizzare il calcestruzzo a livello macroscopico e consider arlo nei modelli di calcolo come un materiale omogeneo, con proprieta rappresentative del comportamento medio di un volume sufficientemente"'grande. Le caratteristiche meccaniche del calcestruzzo sono determinate da tutti i suoi componenti: esse variano quindi in funzione della .qualita ,e dosatura di cemento, della percentuale d'acqua, della qualita degli inerti, della granulometria della :riiiSCela, dipendono anc~ da~~ stagionatura. rna -'--I~e" un legante idraulico, costituito essenzialmente da silicati e alluminati dr·caIC1.OCfi:e reagiscono chimicamente con l'acqua (i-

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Capitolo 5

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dratazione). Man mana che la reazione chimica procede, la pasta cementizia fa presa e si indurisce, fino a prendere una consistenza simile alIa pietra. In condizioni normali di temperatura la presa inizia circa un'ora dopo il mescolamento di acqua e cemento e si considera terminata quando l'impasto ha consistenza tale da sopportare una certa pressione (in genere dopo tre 0 quattro ore). L'idratazione, e quindi l'indurimento, - ..-.'-~'--"'''--'--~--'--''''.'--'-'~---''~'-'------.-_....:. continuano pero per lungo tempo. Le caratteristiche meccaniche cui u. sualmente si fa riferimento sono convenzionalmente riferite ad una sta:;_ gionat"IJJ'a. i 2~.:giQUlh .d Per una ---complE~ta_idx_a.tf!.~ione cementa e teoricamente necessadel .. -----.--~---~ .. . ria una q~~~.:t,!!~,~9:~L§.£q:!!~J?.~!t a_.£!K~JLi120% d.eLc._eJ)}.,gmo, in peso (rapI?orto acqua-cemento = 0.20). In realta ne occorre una quantita magglo~er consentire all'acqua un-a mobilita sufficiente a raggiungere tutte Ie particelle di cemento e per garantire una adeguata lavorabilita dell'impasto. II rapporto acqua-cemento e quindi in genere compreso tra .0040 e 0.60. AI erescere di tale rapporto aumenta Ira fluidit~del coropQSto -~~ -'--~~J rna si riduce notevolmente 18. sua resistenza a compressione. ,. .._-- Gli: inerti possono essere naturali (materiali df-c'ava; fluviali, .di , frantoio) oppureartificiali (seorie d'altoforno, eec.). E opportuno che essi abbiano buone earatteristiche meccaniche, superiori a queUe della pasta cementizia; si possono pero utilizzare anehe materiali con basso peso specifieo, come l'argilla espansa, che eonsentonodi ottenere ealeestruzzi leggeri rna di minore resistenza. Gli inerti devono avere una forma regolare, tondeggiante, ed una superficie pulita, priva di impurita ehe potrebbero ritardare l'idratazione riuseire in altro modo dannose. In un ealcestruzzo normale la pasta eementizia e rel~~~g.tQ._pjjl_dE2bole. Diconseguenza, per ottenere un prodotto cornpatto.e di buona resisten~a gir Inertrdevorioessere··~·eli_ass?r.titlcome'"di~e~$i~l:':i,in niod~· che gli elementi piu.piccoli vadano ad oecupare 10 spazio libero tra gli elementi di dimensione maggiore. Numerosi sono gli studi volti a definire la granulometria ottimale (diagramma di Fuller, eee.), rna questa teste non e Ia sede piu adatta per approfondire l'argomento. II caleestruzzo viene normalmente prodotto in impianti di betonaggio, che consentono un accurato controllo della dosatura dei componenti. Il trasporto a pie d'opera viene effettuato mediante .autobetoniere, ehe
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Capitolo5

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fetto di temperature elevate 0 per ridurre i problemi dovuti all'essiecazione in corrispondenza dei giunti di ripresa), Gli aeranti facilitano.I'incorporamento di aria nel calcestruzzo durante l'impasto; si ottiene un .prodotto molto resistente al gelo eben lavorabile; la maggior quantita-di vuoti presenti riduee la resistenza, rna questa puo essere in parte corn-pensato dalla possibilita di ridurre il rapporto acqua-cemento grazie alia maggiore lavorabilita dell'impasto. I plasticizzanti aumentano anch'essi la lavorabilita dell'impasto.

Prova a compressione La resistenza a compressione viene determinata applicando UJ,1a forza di compressione crescente, fino ana rottura, a provini di forma . .cubica 0 ci. . lindrica. La prova puo essere condotta per determinare esclusivamente 11 valore della. resistenza, oppure per tracciare in maniera completa il legame tra tensione e deformazione (fig. 1). In questo ~~cOI).doaso e opc portuno operare a deformazione imposta, applicando spostamenti (non forze) in modo da seguire il tratto decrescente, in cui all;incremento d.i deformazione corrisponde una riduzione della forza applicata !(sofien,ing). L'andamento' tipico del legame tensione-deformazione .e marcatamente non lineare. In effetti, esaminando il comportamento a livello microscopico si possono distinguere tre fasi:
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Capitolo 5

(ehe ha un'altezza almena doppia rispetto alle dimensionidella base) la parte centrale si rompe senza risentire di questa effetto. II rapporto tra resistenza cilindrica e cubica e pari a circa 0.80-0.85; convenzionalrnente si utilizza la relazione Nei calcoli occorre far riferimento al valore caratteristico della resistenza (frattile ·5%),indicate col pedice k. Lo scarto quadratico medio della distribuzione di resistenze dipende dalla qualita del calcestruzzo e dalle modalita di confezionamento. In situazioni ordinarie si puo riteriere, orientativamente, che il valore medio sia legato a1 valore caratteristico daUe relazioni
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mezzo della pietra abrasiva in dotazione della strumento. E' inoltre o~' portuno effettuare periodicamente un controllo della taratura dello strumento, mediante battute su un provino standard, di resistenza nota La prova sclerometrica su una singola superficie consiste in genere nell'effettuazione di ~ tra i valori ottenuti si _ passo ~d il_Eiu alt~per limitare gli errori dovuti a battute s~ zone por0-~ se 0, vice_versa,suogr?ssi in~rti.o in prossimita di bar~e niet~~liche; il va-~t:T( lore medio delle ~ec~ ~t~te .JJJ!!.~~ 0 una elaborazione pIU complessa per eliminate altri valori estremi, fornisee l'indice di rimbalzo dal quale, con una opportuna scala, si rieava Ia resistenza nel punta in esame, Altra indagine non distruttiva e quell a ultr.::sonic~. Questa tecnicaitwvA di analisi si fonda sullo studio della propaga'zioue di impulsi di vibrazio--v L-tt.A SoJ/l et ne meccanica, oude ultrasoniche longitudinali aventi frequenza variabiIe tra i 40 ed i 120 kHz, lunge traiettorie all'interno della struttura da analizzare. La velocita di propagazione dipende dalle caratteristiehe 'del materiale (elasticita, densita, presenza di vuoti, microfessurazioni, etc.), Le prove eonsentono quindi sia 'di valutare il modulo elastico, equindi indirettamento la resistenza, ehe di individuare la presenzadi eventuali imperfezioni esecutive localizzate. Indagini sclerometriche ed ultrasoniche possono anche essere accoppiate, in modo da superare i Iimiti intrinseci nella misura di parametri quali durezza superficiale e velocita ultrasoniche (metodo Sonreb). Un tipo di prova, a volte denominata semidistruttiva, e, quella rli ~{j\.t. pull-out. Essa consiste nell'effettuare col trapano un foro, per inserire ~ello standardizzato, e quindi estrarlo, insieme ad un cono di calcestruzzo, per mezzo di un estrattore. La forza di estrazione dei tasselli e messa in re1azione can 1a resistenza a compressione del calcestruzzo. Infine, 1a prova distruttiva per eccellenza e I'estrazione di carate, cioe di elementi cilindrici, che viene fatta per mezzo di tina carotatrice a C4~ rotazione. II foro prodotto per l'estrazione della carota viene poi richiuso con malta cementizia a ritiro eontrollato. Le carote sana sottoposte a , prova di compressione, come un normale provino cilindrico; la loro dimensione e pero in genere min ore rispetto a quella dei provini usati per ealcestruzzi in fase di getto, sia per i Iimiti della carotatrice ehe per la necessita di evitare eccessivo disturbo alla struttura esistente.
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92
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Capitolo 5

2.2. lResisteni"ilatrazione-"
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La resistenza a trazione e molto mlloTe'di quella a compressione. Esistono tre tipi di prove con Ie quali essa puo essere determinata.
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o o
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Prova a trazione centrata


~ Consiste nell'applicare una forza di trazione crescente, fino alla rottura, a provini cilindrici 0 prismatici (fig.2). Presenta qualche difhcoRa nel collegare il provino alla macchina, problema risolto in genere incollando il provino mediante resine epossidiche. Poiche 10 state tensionale nella .sezione e. uniforms, la resistenza a trazione iet,ax si ottiene come rapporto tra Ia forza che porta a rottura il provino e l'area della sua sezione trasversale.

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D D D

r.: = A

·F

Prova a trazione indiretta (prova brasiliana a splitting test)


Viene effettuata in' maniera analoga alla usuale prova a compressione, rna iI provino, di forma cilindrica,viene disposto coricato nella' macchina, in modo da applicare una compressione lungo due generatrici diarnetralmente opposte (fig. 3). 8i genera in questa modo uno stato tensionale di trazione in gran parte del piano diametra1e contenente il carico. La resistenza a trazione iet,sp si calcola con la relazione 'F' fer,sp =-'-1'
nr'

o
D D D

~
'i J ,

I valori della resistenza a trazione determinati con la prova brasiliana sono quasi uguali a quelli forniti dalla prova a trazione centrata. L'Euxo. . codice 2 (punto 3.1.2.3) suggerisce cautelativamente di valutare la r'esi-

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Fig. 2 ~prova a trazione diretta


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II calcestruzzo

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93

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fct,ax

(
= 0.9

(J

r = raggio della sezione I = lungbezza del-provino

Fig. 3 - prova a trazione indiretta stenza a trazione in funzione di quella determinata brasiliana usando Ia re1azione
fct,sp

mediante la prova

Prova di flessione

Consiste nell'applicare a un provino prismatico semplicemente appoggiato due forze, che generano una sollecitazione di flessione (fig. 4). Se si ipotizza un comportamento elastico lineare, la resistenza a trazione fctfl si puo determinare in funzione del momento provocato dalla forza che porta a rottura il provino, mediante Ia relazione '
fct,fl

o o

= b h2

6M

con

o
o

In realta ilcomportamento del materiale a trazione e nonJineare. II valore calcolato con la formula innanzi indicata e quindi sensibilmente maggiore (dal 50 al 70% -in piu) di quello reale. L'Eurocodice 2 (punto 3.1.2,3) suggerisce caute1ativamente di va1utare la resistenza 'a trazione in funzione di quella determinata mediante la prova di flessione usando Ia relazione
ht,ax

= 0.5 fct,fl

diagramma ideale
IT

diagramma reale o

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C
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Fig. 4 - prova di flessione


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94

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Capitolo 5'

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11 modulo elastico viene-determinato applicando una forza di compressione a un provino cilindrico 0 prismatico e valutando l'accorciamento provocato da un caricopari a circa il 40% di quello di rottura. In questa modo si ottiene in realta un modulo secante; si puo ritenere che il modulo elastico tangente all'origine .sia maggiore di circa il10% del valore cosi determinato.

3. .ilniliEazioiiidi--.---.--.-' .. - .. -.·r_·· ~_·_~_~~ _ ,_ noiiiialiva:;-' '--._,_-_'_.. L._,_. -----.T-~ .•. '.. 3.1.

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0
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La normativa italian a impone di utilizzare come riferimentp il valore caratteristico della resistenza cubica Rck misurata su provini cubici con 28 giorni di maturazione. II par. 5.2 del D.M. 9/1196 definisce i valori minimi e massimi della resistenza caratteristica: non e ammesso ruso di calcestruzzi con Rck . minore di i5 MPa per opere- in cemento armato normale 0 ruinore dl _30 MPa per opere in cemento armato precompresso; quando si usa un Rck > 40 MPa sono richiesti controlli statistici sia preliminari che in corso d'impiego, nonche calcolazioni accurate delle strutture; non .e ammesso considerare una resistenza caratteristica maggiore di 55 MPa. L'allegato 2 dellostesso decreto impone Ie modalita da seguire per il controllo di accettazione del calcestruzzo utilizzata per la costruzione. Occorre effettuare UlY prelievo ogni 100 m3 di getto, realizzando con il calcestruzzo prelevate due provini; la media delle resistenze dei due provini costituisce il valore mediante il quale eseguire i controlh del conglomerato. Usualmente ogni controllo di accettazione e rappresentato da tre provini (quindi si effettua un controllo al massimo ogni 300 m" di getto). Dette Rl, R2, R3 Ie resistenze di prelievo, con R2 s; Rs, se ne calcola ilvalore medio

s. ::;

R
m

= RI

+R2 +R3

IIcontrollo ha esito positivo se sono verificate entrambe Ie disequaglianze

Rm ~

Rck

+ 3.5 MPa

R( ~

Rck -

3.5 MPa
,c,;

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II calcestruzzo

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95

D D

o
o

In alternativa, per costruzioni con volume-di-getto-piu elevato e ammesso un controllo statistico, da effettuare egniT500 rn3 di getto e sernpre con un prelievo ogni 100 rn3 di getto. Indicando con RI il valore minimo, R« il valore medio ed s 10 scarto quadratice.medio dei 15 0 pili prelievi, il controllo e positive se sono verificate entrambe Ie disequaglianze

Rm > Rck + 1.4 s

Rr Z: Rck -3.5 MPa

o o o o o
D C D
C C

. L'Eurocodice 2 considera invece come riferimento prirnario il valore caratteristico della resistenza cilindrica fCk ed individua il calcestruzzo con una sigla che contiene due numeri, ilprimo dei guali indica la resistenza caratteristica cilindrica ed il secondo quella cubica. Ad esempio, la sigla C 20/25 indica che fck = 20 MPa e Rck = 25 MPa. Tale calcestruzK zo equivafe ~tiindi al calcestruzzo classificato in Italia come di classe Rck = 25 MPa. Nell'utilizzare in Italia l'Eurocodice 2 oecorre comunque tenere presente che il documento di applicazione nazionale (NAD) italiano imp one di far riferirnento, come valore base, ana resistenza cubica e di ricavare da questa tutte gli altri val~ri necessari ner.il.calcolo.,., 3.2.

CMQ:g.!iIQ:~~I~~f!~g:/'

II modulo elastico del calcestruzzo e tanto pili alto quanta maggiore e Ia resistenza a compressione. IlD.M. 9/119.6 (par. 2.1.3) consente quindi di
valutare il modulo tangente all'origine E; mediante la relazione

s, =5700 JiC

L'Eurocodice 2 riporta nel capitolo 3 una relazione tra modulo elastico _e resistenza cilindrica.· II documento di applicazione nazionale italiano impone pero ill utilizzare in ogni caso la formula sopra riportata.

o
[

~La resistenza a trazione puo essere messa in relazione con quella a compressione. IID.M~ 9/1/96 (par. 2.1.2) impone le seguenti relazioni ,resistenza media a trazione

fctm

= 0.27
0.7

V Rc/

- resistenza caratteristica

(frattile 5%)fi:)=

L:

L·~·~..
~

Per sezioni.·soggette a fiessione, occorrerebb~ner conto della non line_arita del calcestruzz6 teso·. E nero molt pili agevole ipotizzare che il suo

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96

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Capitolo 5

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o
D D

comporta.mento-sia lineare. Per compensare l'approssimazione di tale approcere=eeeorre usare una resistenza fittiziamente maggiorata. La normativadefinisce quindi - resistenza a trazione per flessione [

f'ik = 1.2 f;

D D

L'Enrocodice 2 riporta nel capitolo 3 formule per il carcolo della resistenza a trazione del calcestruzzo in funzione della resistenza a compressione analoghe rna non coincidenti con quelle previste dal D.M. 9/1/96. 11 documento di applicazione nazionale italiano imp one pero di seguire Ie indicazioni sui materiali._c_o.n.tenuti..Del D M. 911196 anche quando si utilizza l'Eurocodice 2. ~(P.e,( \ fL,uJJ5)

(Cf=--l) I

3.4. (!t~S:!~'tl\_i!~a:ii.:CQmPiii~~iQjie.:Jiiliiti_peli~

o o o o
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C D
D D
<"

t /~
1

Per chi applica il rrietodo delle tensioni ammiss·ibili, il D.M. lL!/2®fOrnisce nel par. 3.1.3 e 3.1.4 Ie espressioni con le quali calcolare valori delle tensioni ammissibili per il calcestruzzo, in funzione della sua resistenza cubica caratteristica Rck. In presenza di ,f1essione?sernplice 0 composta, il valore ammissibile della tensione normale 0, espresso in MFa, e:

CY

ck + --==----

R -15 4

In presenza di taglio 0 di torsione vengono definiti due valori della tensione tangenziale 't, che rappreseIl-tano rispettivamente illimite al di sotto del quale non e necessario caleolare un'arrnatura a taglio 0 torsione e ~~ig~~~)~

ilMw.~F~-~~,~, __ ;~p~~'
75

~~--~i?~~:~_?~~§_~~~~_~~ta: -----~~.~-------:-'.1

Quest'ultimo valore puo essere incrementato del 10% nel caso di presenza contemporanea di taglio e torsione. Quando si applica il metodo degli stati limite oecorre utilizzare nei calcoli la resistenza cilindrica. Secondo il N.AlJnaliano, questa deve essere deter~arra resistenza cubica, con la relazione 0.83 Rck . . 11valore di calcolo e ottenuto dividendo ilvalore earatteristico ·peril coeffieiente di sicurezza parziale del calcestruzz~er tener conto della
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D

II calcestruzzo

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97

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riduzione di resistenza peneffetto-di carichi di lunga durata occorre inoltre ridurre la tensionedi-caleele- a compressione mediante un coefficiente 0.=0.85. 8i deve quindi usare ilvalore afCd=a ick

Yc

Ancfie 1 coefficienti parziali di sicurezza del calcestruzzo sono in parte modificati dal NAD Italiano, rispetto ai valori proposti in sede europea. NeUe verifiche aUo stato limite ultimo si deve infatti usare un coefficien~==~=~""""i'"=-te ye pari a 1.5 per il cementa armato precompresso e 1.6 per il cement2 §::r-_lTI~~'?.,Qrd.i!.lari~ (0 in caso di precompressione parziale)/~¢t]~!K~""@~g~-_J.7 Li:g;NIs1i~~Jttrlljuiiili:'~~J~~~tiig?jrlf6~I~p~~p~,g··y1, v~Je.ffemptE!·'1'41 3.5. c...,~¢game t~nsio!!i-~~fO~!!!~~!Q~i_Jl_~!_ .. ~~J.d $ Si gia fatto notare, con riferimento ai dati sperimentali, ehe la provaa compressione monoassiale mostra che il diagramma tensioni -deformazioni ha un andamento erescente eurvilineo· che raggiunge il massimo Ie per deforrriazioni S~1 prossime a 0.0021. Se la prova e condotta imponendo deformazioni (non carichi) si nota uh successivo tra tto diseenden te, fIno al"valore di rottura\Bcu \ La pendenza di questa tratto e la deformazione di rottura dipendono dalla resistenza massima del calcestruzzo (i materiali pili resistenti sono meno duttili, cioe hanna minori deform a zioni a rottura); ma dipende, soprattutto, dalla eventuale presenza di armature di confinamento (staffe). Numerosi r icercatori hanno proposto formule che esprimono in maniera analitica illegame costitutivo del calcestruzzo. Sargin ha suggerito una espressione molto generale can ed ha fornito indicazioni per collegare i coefficienti A e D ai dati geometrici dell'elemento ed a caratteristiche del calcestruzzo ricavabili speri,-

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La convenzione dei segni usata nel testo considera negativa la tensione eli compressione e la deformazione di accorciamento; tuttavia, per semplicita, in questa capitolo si riporta la formulazionedel legame costitutivo prescindendo dal segno.
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98

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Capitolo 5

1 f
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mentalmente. Kent e Park hanno proposto una legge nella quale il tratto erescente e parabolieo mentre quello deerescente e lineare, con una estensione e pendenza dipendenti dalla quantita di armature di confinamento, e termina can un tratto eostante fino alla e di rottura. L'Euroeodiee 2 suggerisee di utilizzare per un'analisi strutturale non line are 0 plastica la seguente legge (fig. 5)
() e

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J
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L.__
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kll-1l = 1 + (k - 2) 11i. k

! !

con
eel = 0.0022
EcD

= EcD Ecl J,

i
~

o o

= 0.0037 - 0.0008 fern ~ 15 . 40'. modulo tangente all'origine


C
CII

I

1

I· ~
~

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da quella di Sargin, ponendo A=k e D=O. Nella verifiea allo stato limite ultimo delle sezioni trasversali sia l'Euroeodiee 2 (punto 4.2.1.3.3) ehe la norma italiana (par.4.0.2 e 4.2.1.3) impongono l'uso di un diagramma tensioni-deformazioni convenzionale, eostituito da un tratto parabolico ed uno eostante (fig. 6); Ie deformazioni limite valgono ehe
eel'

e derivata

~
-e,

! --II L. _..
i ;
1

= 0.0020
oc

CCII

= 0.0035

o o

fc

,
I

ic=20MPa
eel

o o n
o o

= 0.0022

e cu = 0.0934
0 0 0.001

eel

0.003

ecu

Fig. 5 - legame costitutivo per il calcestruzzo, da utilizzare per analisi non lineari
.. ,:

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II calcestruzzo

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99

fJ..~fcd - - - - - - - - - - - - - -

-~-I-----------I

&I~S%

0+-------~-------4--------+_--4_--~ 0_001 o 0_003 Ceu Ecl

Fig, 6 -:legame costitutivo per il calcestruzzo, da utiIizzare per Ia verifica delle sezioni trasversaIi

La tensione mas sima e pari ad a fed col coefficiente o.-0_85 ehe tiene canto dell'effetto dei eariehi di lunga durata e con
I

fed

ick ;

Ye

yc == L6 per c.a. (1.5 per c.a.p.)"

L'equazione del tratto parabolico si serive


(Jc

= 11 (2 -11) a fcd

C D

L'Eurocodice 2 consente anche rusa di diagrammi semplificati, quaIe guello bilineare (nel Quale il tratto parabolico e sostituito da un tratto lineare che raggiunge il massimo per Ee = 0_00135) oppure l'uso di una distribuzione di tensione' eostante (pari ad a fed) per un'altezza eorrispondente all'SO%della zona compressa.
Esempio LDeterminare il modulo elastico e la resistenza a trazi_one per calcestruzzi di classe Rck = 25, 30, 35 MPa. Per un calcestruzzo di classe
Rck

u
L L L;

s, = 5700 -J25 = 28500 MPa


fc'k = O.7x 2.31

= 25 MPa si ha

L; = 0.27 V 252 = 2.31 MPa


= 1.62 MPa
f cjk = 1.2x 1.62 = 1.94 MPa
In maniera anaIoga si procede per Ie altre classi di caIcestruzzo. I valori ottenuti sono riepiIogati nella tabella 1.
c-: ..: ....• .:-...
.. ~. _ •l '.", ...

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c·· ...:

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... _.. __ ............ ,._. __ ..:.:~ __ .•. _~.

__ ..:.: .... ~_ .. ,....

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D D
D D

100

Capitolo 5

Tab. 1 - modulo elastico e resistenza a trazione del calcestruzzo


Rek Ee {etm {etk

25MPa 30MPa 35MPa Esempio

28500MPa 31220 MPa 33722 MPa

2.31 MPa 2.61MPa 2.89MPa

L62MPa 1.82 MFa 2.02MPa

icfk 1.94MPa 2.19MPa 2.43 MPa

o
D

2. Determinare i valori ammissibili delle tensioni normali e tangenziali per calcestruzzi di classe Rck = 25. 30, 35 MPa. Per un calcestruzzo di classe
Rck

= 25 MPa si ha

o
D D

0e

=6+

25-15 . =8.5MPa
4

_
-

TeO

= 0.4 +

25-15
75 25 -15

= 0.53 MPa

o
D

='1.69MPa 35 1.1 ::CCI = 1.1X 1.69 = L85 MPa


LeI

=1.4+

In maniera analoga si procede per Ie altre classi di calcestruzzo. I valori ottenuti sono riepilogati nella tabella 2. Tab. 2 - tensioni ammissibili per il calcestruzzo
Rck

o
; • ; I

o u

°c
8.50 MPa 9.75 MPa 11.00 MPa

LcO

LeI

1.1 Tel

25MPa 30MPa 35MPa Esempio

O.53MPa O.60MPa O.67MPa

1.69 MPa 1.83MPa 1.97MPa

l.. 85MPa
2.01 MPa 2.17 MFa

3. Determinare i ualori di calcolo della resistenza a trazione e a com-

pressione per opere in cementa armato ordinario con calcestruzzi di classe n» = 25, 30, 35 MPa.
Per un calcestruzzo di classe
fetd
Rck

'·0'-1

= 25 MPa si ha

o
I
i

= fctk

yc

= 1.62 =1.01MPa
1.6 .

iO

f r

J cfd -------

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Icjk
yc

_1.94 -1 •2IMP a 1.6

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