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Genesi 12 - 50

La seconda parte del libro della Genesi (Gn 12-50) racconta la storia degli antenati del
popolo d’Israele, i patriarchi. È attribuito complessivamente alla tradizione Jahvista. È una
storia familiare che scorre lungo quattro generazioni e in cui i personaggi che ricevono più
attenzione sono Abramo, Giacobbe e Giuseppe. C’è una manifestazione chiara della volontà
di Dio di portare avanti la storia salvifica attraverso Abramo e la sua discendenza. Non
racconta la biografia di Abramo ma racconta episodi che evidenziano il significato religioso
della sua esistenza. Questa si snoda sul filo della sua vocazione e delle promesse fatte da
Dio.

Andiamo avanti con la divisione:


o 11,27 – 25,11: generazioni di Terah, da cui si stacca Abramo e si narra la sua storia
o 25,12-18 : generazioni di Ismaele (figlio di Abramo e della schiava di Sara, Agar) da
qui nasco gli arabi
o 25,19-35,29 : generazioni di Isacco, che introduce le sue vicende biografiche e quelle
dei suoi figli, Esaù e Giacobbe
o 36, 1.9 : generazioni di Esaù, con l’elenco dei suoi figli
o 37-50 : generazioni di Giacobbe, a cui segue la storia di Giuseppe (da qui nascono gli
edomiti) e dei suoi fratelli, i figli di Giacobbe

Nota: 8 e 10 sono due figli esclusi e dal punto di vista del testo fanno da separatori tra i
diversi cicli.
Entriamo nel blocco 7 e vediamo come che struttura ha.
• Chiamata viaggio fino in Egitto 11,27 – 12,20
• Separazione da Lot 13
• I 5 re (Melchisedek) Abramo combatte → ha potere 14
• alleanza 15
• Ismaele 16
• Alleanza circoncisione 17
• Teofania Mamre 18,1-15
• Distruzione Sodoma e Gomorra 18,16-19,38
(nota: il centro delle operazioni di Abramo è Ebron (a sud di Gerusalemme))
• Abimelc (filistei) 20
• Nascita di Isacco 21,1-21
• Abimelec (alleanza) 21,22-34
• Sacrificio di Isacco 22,1-9
• Famiglia di Rebecca 22,10-24
• Morte di Sara 23
• Matrimonio di Isacco 24
• Morte di Abramo 25,1-11

12,1 c'è la promessa (tre promesse)


1. grande nazione
2. grande il tuo nome (famoso)
3. in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra (universalismo salvifico fin dal
principio)
Abramo presente per tre volte la moglie come sorella (Egitto, Abimelec, me ne manca una...)
e in questi episodi il pagano appare più giusto del patriarca.
Ci sono diversi problemi morali con i patriarchi:
• Giacobbe bugiardo con fratelli e zio
• Giuda (due figli nipoti, Giuseppe)
• Figlie di Lot
• Sacrificio di Isacco
• Ruben, Levi
Queste in effetti sono veramente cose immorali, non solo lo appaiono ai nostri occhi, non
sono compendi di morale.
Perché allora succedono queste cose? Non significa che Dio permette l'immoralità ma che
l'uomo è peccatore e nonostante questo Dio può trovare qualcosa di buono (quindi andiamo
al di là della risposta solita che dice facevano queste cose perché la rivelazione è storica e lì
era ancora agli inizi, è vero ma tieni anche la spiegazione di prima).

Melchisedek re di Salem (forse è Gerusalemme, che fu conquistata dagli Israeliti solo con
Davide, prima c'erano i gebusei) il nome può tradursi come re di giustizia mistero assoluto su
chi sia ma nella ricezione è visto con una certa rilevanza → ci sarà una lettura messianica
della sua figura.
Da notare che non è un sacerdote al modo degli ebrei (che avevano sacerdozio ereditario di
sangue).

15 rituale dell'Alleanza il concetto di alleanza nell'AT non è approfondito, le alleanze sono


solo raccontate (cioè non ci sono testi che descrivono legalmente cosa è l'alleanza, noi dopo
abbiamo approfondito molto il concetto). Nell'Antico Testamento non si spiega cosa è ma si
fa vedere come si fa (il modo operativo di fare l'alleanza presente in AT ha delle similitudini
con quello che i trattati hittiti dicono circa il modo di stipulare le alleanze).

16 questo episodio ci urta perché realmente è una immoralità (1° fuga di Agar)

17 nuovo riferimento all'alleanza con la circoncisione; è un segno in più cominciano a


distinguersi → fatto che diventa forte nel Lv (cfr. legge di santità)

18 appaiono tre uomini, è un dato di fatto: Dio si manifesta così, in questo testo, ci sono
molti cambiamenti di soggetto (Signore, uomini, angeli...) ma il testo è comunque
scorrevole; in dettaglio
18,1 il Signore 18,2 tre uomini 18,9 plurale 18,13 Signore, quindi di nuovo
singolare
18,15 singolare 18,16 plurale c'è ambiguità che impedisce di ascoltare
Dio
19,1 angeli ma sono 2 !
Cap 19 : Lot è capostipiti di due futuri popoli: gli Moabiti e gli Ammoniti.

Abramo: fede, promessa. La fede è una risposta alla promessa. La promessa cap.12 : grande
popolo 15, grande nome 17 , e la promessa messianica cioè la benedizione attraverso la sua
discendenza di tutte le nazioni 22. Questa 3 ricevono una ratifica in tre punti del testo: cap 15
– 17 – 22 . Queste 3 capitoli hanno in comune che hanno un rituale dietro: 15 grande popolo,
17 circoncisione, 22 sacrificio d’Isacco. Nome grande significa che Dio allunga il nome di
Abramo. La chiamata divina di Abramo orienta la vita del patriarca e d’ora in poi tutta la
storia della salvezza.

Capitolo 22: sacrificio di Isacco. Dio tentò Abramo: significa che Abramo si trova in una
situazione ove Dio chiede un abominio. Ma Dio ha veramente chiesto quella cosa? Dio tenta,
significa che Abramo si trova in una situazione dove tutto viene da Dio, ma quello che
percepisce Abramo che Dio chiede un abominio. La questione qua è quella del dubbio. La
risposta di Abramo era mettersi in cammino, e non rifiuta. Alla fine si scopre che Dio non
vuol il sacrificio d’Isacco. Si scopre che Egli è fedele, ciò che significa che lui vuol farsi
capire. Il modello della tentazione di Abramo succede sempre, capita in continuazione.
Arriva ciò che è negativo, e cosa faccio? Dico Dio non è fedele !! non, devo continuare a
camminare. Grazia alla sua fede, Dio conferma ad Abramo la promessa della discendenza e
la benedizione (cap.22).
Giacobbe (Isacco): primogenitura, esilio, e ritorno. Questi 3 sono momenti fondamentali
nella storia. La primogenitura in rapporto con la scelta. Dio è fedele significa che noi
possiamo capirlo, si presenta comprensibile ai nostri occhi con coerenza, è nella storia.
La scelta divina implica sempre un scarto, ma non significa e lo scelto è più alto. La
chiamata di Dio non significa che sono il più bravo, ma lui mi ha chiesto di fare un certo
lavoro. Quelli scartati, come Ismaele, Esaù sono anche diventati capi di popoli.
Nel capitolo 16: quando Sara presenta la sua servente hajar al suo marito. Dio promette ma
loro fanno altra cosa. Ma Dio, queste disastri, li indirizza. Ismaele fu ripreso e sarà
capostipite di un popolo. Quindi Dio sa gestire gli scarti.
Esilio: nascita delle tribù, l’origine delle tribù è imbarazzante, perché quattro mamme che
litigano fra di loro... Poi il Ritorno: Israele (cioè un nome di nuovo); la questione del nome
significa che colui che impone il nome ha un diritto di proprietà su colui che riceve il nome.
Giacobbe è il nome della persona. Israele è il nome del capostipite del popolo. I figli di
Giacobbe sono i 12 tribù, i figli di Israele sono tutti insieme. Nel caso di Abramo il nome
sarà una imposizione...
Giuseppe (Giacobbe): Giuda e Tamar cap 38. Vendita e poi Giuseppe in Egitto.
48,1 – 50,14: benedizioni delle tribù, cioè i figli di Giacobbe.
Giuseppe è capostipite del regno del Nord. Giuda del regno del Sud.
Giuseppe non si collega alle promesse. Gli Angeli sono molto frequenti nel libro della
Genesi. L’utilizzo della parola angelo può essere un ricorso retorico per salvaguardare la
trascendenza divina. La scala di Giacobbe viene capita come c’è un collegamento aperto fra
cielo e terra, Dio che vuole comunicare con la terra.
Il pozzo: i pozzi sono importanti in questo contesto culturale perché l’acqua manca. Lì si
cerca moglie... questo fatto culturale e comune viene nello sfondo della storia della
Samaritana.