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JEAN-LOUIS SKA S.I.

Leterna giovinezza di Abramo

Abramo aveva 75 anni quando lasci Carran1 (12,4b). Questa frase segue il discorso divino che va spesso sotto il titolo di Vocazione di Abramo: Il Signore disse ad Abramo: Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicher (12,1). Se il racconto della vocazione di Abramo noto, il fatto che egli inizi la sua carriera in et avanzata non stato abbastanza sottolineato. soltanto uno dei paradossi di questa figura che occupa un posto centrale nella fede di Israele e in quella della Chiesa. Let di Abramo Dio (12,1-3) lancia dunque Abramo in unavventura di cui questi non pu conoscere lesito, mentre gi le ombre del crepuscolo si allungano sulla sua esistenza. A quellet, la maggior parte dei personaggi biblici hanno gi terminato le loro imprese. Gi da molto tempo Giacobbe era tornato dal soggiorno presso lo zio Labano; era padre di una numerosa famiglia e ricco possidente di molte greggi (cfr 30,43)2. Giuseppe era gi diventato governatore dEgitto e aveva salvato la propria famiglia dalla carestia3. Davide era morto, essendo diventato re a 30 anni e avendo regnato 40 anni (2 Sam 5,4-5; 1 Re 2,11). Salomone aveva costruito il tempio di Gerusalemme e molti palazzi. Solamente Mos pu rivaleggiare con Abramo, poich, secondo Es 7,7, luomo di Dio ha 80 anni quando Dio lo chiama a liberare il suo popolo. Merita soffermarsi brevemente sulle date della vita di Abramo perch hanno un valore simbolico. Basta metterle in fila per rendersene conto. Abramo ha dunque 75 anni quando parte verso la terra promessa (12,4). Dopo 10 anni di soggiorno nella terra di Canaan, Sara, che sempre sterile, propone al marito di prendere come seconda sposa la serva Agar (16,3), e il patriarca ha 86 anni alla nascita di Ismaele, il figlio della serva (16,16). Conta 99 anni quando Dio gli annuncia che avr un figlio da Sara e gli chiede di farsi circoncidere (17,1). Ha esattamente 100 anni alla nascita di Isacco (21,5); la nascita ha dunque luogo 25 anni dopo che era giunto nella terra promessa. Il patriarca muore a 175 anni (25,7), 100 anni dopo avere lasciato la patria per insediarsi nel paese di Canaan. Lunit base 100, con le sue suddivisioni, cio 25 e 10, e le date importanti della narrazione sono, per la maggior parte, cifre tonde 4. Tutto ci intenzionale, per sottolineare limportanza degli avvenimenti pi significativi della vita di Abramo.

Articolo apparso in La Civilt Cattolica 2000 III 213-221. Le indicazioni riportate tra parentesi si riferiscono al libro della Genesi. 2 Secondo la cronologia sacerdotale, Esa ha 40 anni quando si sposa (26,34). Giacobbe, suo gemello, ha dunque la stessa et al tempo dellepisodio della benedizione rubata, che segue la menzione del matrimonio. Egli lascia la casa paterna subito dopo tale episodio (28,10) e vi ritorna dopo 20 anni (31,38.41), dunque a 60 anni. Tuttavia le narrazioni danno limpressione che Giacobbe sia pi giovane. 3 Giuseppe ha 17 anni allinizio della propria storia (37,2) e 30 quando diventa governatore dEgitto (41,46). Rivede i fratelli e si riconcilia con loro dopo sette anni di abbondanza e circa due di carestia; dunque ha 39-40 anni quando rivede il padre e i fratelli. 4 Gli esegeti attribuiscono tale cronologia al redattore sacerdotale, che ha scritto verso la fine dellesilio o allinizio del ritorno nella terra promessa (dunque poco prima o subito dopo il 538 a.C.). pi probabile che sullo scrittore sacerdotale abbia influito la cultura mesopotamica, che aveva sviluppato la scienza matematica e che era, essa pure, amante di date e di cifre. Sullet di Abramo si veda anche Gen 18,11.
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Una biografia movimentata Al primo paradosso di unavventura iniziata in et avanzata se ne aggiunge un altro. Lordine inatteso che Dio d (12,1-3) non infatti che la prima di una serie di sorprese. Litinerario del patriarca lontano dallessere uno spostamento senza fastidi da un posto del tutto tranquillo verso un altro altrettanto confortevole. Tuttaltro, poich la biografia di Abramo, a partire da Gen 12,1-3, quasi tanto movimentata quanto quella di eroi molto pi giovani, come, ad esempio, Giacobbe o Davide. Abramo deve dunque vivere in et avanzata una serie di esperienze o di prove proprie della giovinezza. Ci si verifica in due settori importanti: lanziano Abramo cerca una terra (una sistemazione, diremmo oggi) e deve trovare un erede, poich privo di discendenza (11,30). Abbiamo gi parlato della ricerca della terra (cfr 12,1). Dio conferma due volte ad Abramo che la terra promessa proprio quella di Canaan; una prima volta, quando egli giunge a Sichem: Io dar questa terra alla tua discendenza, afferma il Signore apparendogli (12,7); la seconda volta, Dio ripete ad Abramo che la terra promessa proprio quella di Canaan, dopo una serie di peripezie che hanno condotto il patriarca attraverso il Negheb sino in Egitto (12,9-10). Al ritorno, Abramo e Lot si separano (13,5-13): Lot sceglie di andare a vivere nella valle del Giordano (13,10-11), mentre Abramo si stabilisce nella terra di Canaan. in tale momento che Dio fa vedere la terra di Canaan ad Abramo per prometterla a lui e alla sua discendenza (13,14-17; cfr 12,1). In seguito, Abramo andr a stabilirsi a Ebron (13,18). Abramo non ha dunque trovato la terra senza difficolt. Inoltre la terra nella quale Dio lo conduce non libera, ma occupata dai cananei (12,6), ed egli non pu entrarne in possesso immediatamente. Saranno i suoi discendenti che, molto pi tardi, potranno considerare tale terra come veramente la loro (12,7; 13,15; 15,7.16.18). Il testo biblico non dice nulla sulla reazione di Abramo di fronte a questo stato di fatto, ma il lettore pu facilmente capire la gravit della situazione: lantenato di Israele scambia la propria terra non con unaltra, ma con la promessa di una terra, e deve vivere isolato in mezzo a popolazioni straniere. Chi pu dire che nello scambio egli non abbia perduto nulla? Se la ricerca della terra non stata priva di fatica, la questione dellerede non pi semplice. Anche qui litinerario di Abramo atipico: un vegliardo come lui ha, di solito, risolto tutti questi problemi da molto tempo. Ora la questione dellerede uno dei temi che occupa pi spazio nel ciclo di Abramo (Gen 12 25), poich della nascita del figlio atteso, Isacco, si parla solo nel capitolo 21. Prima di arrivare a tale punto, stato necessario mettere da parte vari candidati: Lot, il nipote che accompagna Abramo nel suo viaggio da Ur di Caldea sino a Carran, poi sino a Canaan (11,31; 12,4-5). Quando sceglie di andare a vivere nella valle del Giordano, Lot perde il diritto alleredit (13,10-12.14-17). Dio stesso scarta la possibilit che il servo di Abramo, Eliezer, possa prendere il posto di un erede diretto (15,2-4). Poi Sara cerca una soluzione proponendo ad Abramo di prendere Agar come seconda sposa (16,2). Secondo il diritto dellepoca, il figlio di Agar, serva di Sara, doveva essere considerato come figlio di Abramo e di Sara. Ma il tentativo fallisce e il figlio di Agar, Ismaele, non pu essere considerato come erede (16,1-16). Egli verr allontanato con la madre dopo la nascita di Isacco (21,8.21). Il solo vero erede sar Isacco, la cui nascita pi volte annunciata (15,4; 17,16; 18,10.14), e che nasce infine dopo una lunga attesa (21,1-7)5. nato da pochi anni, quando Dio gli domanda di sacrificarlo. La richiesta divina del tutto incomprensibile in tale contesto. Abramo ha lasciato tutto per trovare un paese gi occupato e che potr essere dato definitivamente soltanto ai suoi discendenti. Ora Abramo ha finalmente una discendenza e Dio gli domanda di offrire quel figlio in sacrificio. Questa volta sembra che Abramo sia costretto a entrare nella notte profonda delloblio definitivo. Non gli rimane nulla. Dopo avere rotto con il suo passato, gli tocca fare il lutto del suo futuro 6. Per il mondo dellAntico
Su questo punto si veda L. R. HELYER, The Separation of Abram and Lot, in Journal for the Study of the Old Testament 26 (1983) 77-88. 6 Cfr T. C. RMER, Qui est Abraham? Les diffrentes figures du patriarche dans la Bible hbraique, in ID. (ed.), Abraham, nouvelle jeunesse dun anctre , Genve, Labor et Fides, 1997, 17. Il nesso tra Gen 12,1 e Gen 22,1-19
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Testamento, infatti, morire senza discendenti significa morire due volte, morire cio senza lasciare tracce. Come si sa, si tratta di una prova che il patriarca supera con successo (22,1). Tuttavia occorre sottolineare il carattere drammatico di tale narrazione, che rimette tutto in questione quando il patriarca sembrava essere giunto alla fine delle sue tribolazioni. Gli avvenimenti non hanno risparmiato il meno che si possa dire Abramo; ma egli come ha reagito a ogni svolta di questo itinerario a zig zag? Anche la risposta a tale nuovo interrogativo sfumata, come cera da aspettarsi. Essa permetter anche di scoprire altri paradossi che attribuiscono un carattere unico alla figura dellantenato di Israele. La docilit intrepida ed eroica di Abramo In alcuni casi Abramo manifesta la propria sorpresa e anche una certa riserva di fronte agli interventi inattesi di Dio. Egli si chiede come Dio possa promettere uneredit a un vegliardo senza discendenza (15,2-3). Quando Dio gli promette una terra, egli chiede un segno (15,7). E quando Dio gli annuncia che Sara gli dar un figlio, egli scoppia a ridere: Ad uno di 100 anni pu nascere un figlio? E Sara allet di 90 anni potr partorire? (17,17)7. Si tratta per di eccezioni. Per lo pi Abramo si mostra docile e obbedisce senza tergiversare alle ingiunzioni divine. Ad esempio, crede alle promesse divine nonostante i dubbi che lo assalgono (15,6; cfr 15,2-3). La docilit del patriarca ancora pi evidente nei due avvenimenti pi drammatici della sua esistenza: la partenza in Gen 12,1-4 e la prova in Gen 22,1-19. In altri casi, meno noti, Abramo si mostra altrettanto docile e flessibile. Si fa circoncidere, lui e tutta la famiglia, quando Dio glielo domanda (17,23-27). Assecondando il desiderio di Sara e seguendo il consiglio che Dio gli d, allontana Ismaele con la madre Agar sebbene attaccato a questo figlio nato da una serva straniera (21,11-14). Il testo biblico insiste in alcuni casi sulla docilit di Abramo e ne fa un modello per le generazioni future. Non c da meravigliarsi, perci, se Abramo diventa un esempio anche per quanti, pi tardi, faranno dellinsegnamento e dellosservanza della Legge uno dei punti capitali dellidentit di Israele. Abramo osserv la Legge dellAltissimo, dir il Siracide (Sir 44,20). Anche alcuni testi della Genesi, spesso tardivi, vedono in Abramo il precursore dellebreo pio (18,18-19; 26,5; cfr 22,15-18). Il testo di Gen 18,18-19 caratteristico al riguardo. Il Signore dice: Abramo dovr diventare una nazione grande e potente e in lui si diranno benedette tutte le nazioni della terra. Infatti io lho scelto perch egli prescriva ai suoi figli e alla sua famiglia dopo di lui di osservare la via del Signore e di agire con giustizia e diritto, perch il Signore realizzi per Abramo quanto gli ha promesso. Questo primo testo fa di Abramo un maestro della Legge, una specie di rabbino ante litteram e soprattutto un Mos prima di Mos. Infatti, come pu Abramo prescrivere ai propri figli di osservare una Legge che non sar proclamata se non molto pi tardi? Il testo anticipa ampiamente gli avvenimenti del libro dellEsodo. Il secondo testo altrettanto chiaro sul ruolo dellantenato di Israele. Il Signore dice a Isacco: Render la tua discendenza numerosa come le stelle del cielo e conceder alla tua discendenza tutti questi territori: tutte le nazioni della terra saranno benedette per la tua discendenza; per il fatto che Abramo ha obbedito alla mia voce e ha osservato ci che io gli avevo prescritto: i miei comandamenti, le mie istituzioni e le mie leggi (26,4-5). Questa volta Abramo non insegna la legge, la osserva fedelmente. Lantenato di Israele dunque il primo a realizzare un modello che sar soprattutto quello del Deuteronomio e della spiritualit che ad esso si ispira.
sottolineato dal fatto che nei due casi lordine divino contiene un certo numero di espressioni identiche: Vattene [...] verso il paese che io ti indicher (12,1) e Va, [...] e offri [tuo figlio] in olocausto su di un monte che io ti indicher (22,2). 7 Nel contesto, questo riso esprime incredulit (vedi il riso di Sara in circostanze identiche in Gen 18,12). Tuttavia la tradizione rabbinica interpreta tale reazione come un segno di allegria: Abramo si rallegrato alla notizia della nascita di un figlio. Giovanni 8,56 riprende tale tradizione quando Ges dice Abramo vide il mio giorno e se ne rallegr. Per il Vangelo di Giovanni, Ges il Figlio promesso ad Abramo, anche lIsacco atteso che ha provocato lallegria di Abramo. JEAN-LOUIS SKA S.I., L'eterna giovinezza di Abramo

Inoltre il testo collega ladempimento delle promesse con la fedelt di Abramo: proprio perch Abramo ha osservato la Legge, le promesse saranno adempiute in favore di Isacco e della sua discendenza. Se Gen 15,6 faceva di Abramo il primo giusto per la fede, Gen 26,4-5 ne fa piuttosto il primo giustificatore mediante le opere. Secondo questo testo, la fedelt di Abramo in effetti una garanzia per tutte le generazioni future8. Altre narrazioni fanno di Abramo un precursore nei grandi mbiti della vita religiosa del suo popolo, soprattutto del popolo dellepoca postesilica. Come abbiamo visto, egli si fa circoncidere con tutta la sua famiglia (17,23-27). Paga le decime a Melchisedech, re e sommo sacerdote di Salem, che rappresenta il futuro sacerdozio di Gerusalemme (14,20b). Offre sacrifici secondo le norme prescritte dalla legislazione tardiva (15,9). Far tutto perch suo figlio sposi una donna della parentela e non una straniera (24). Un piccolo particolare di Gen 18 dimostra come la tradizione biblica abbia voluto sottolineare tale aspetto: quando il patriarca riceve i tre visitatori alle Querce di Mamre (18,1-15), vuole offrire un pasto regale; prega quindi Sara di impastare della farina per preparare focacce (18,6). Il testo della Bibbia ebraica ha due termini per indicare la farina: il primo, pi noto, indica la farina comune; il secondo, molto probabilmente aggiunto da un redattore, indica la farina adoperata nel culto. Si tratta in qualche maniera di una nota esplicativa il cui senso abbastanza chiaro. Il redattore che ha aggiunto questa seconda parola voleva mostrare che, nella preparazione del pasto, Abramo aveva voluto adoperare la farina riservata a Dio nel culto. Aveva dunque ben riconosciuto nei visitatori la presenza di Dio stesso (cfr 18,1.13)9. Tuttavia dobbiamo aggiungere che la docilit e lobbedienza di Abramo non hanno sempre la stessa sfumatura. C una distanza rilevante tra losservanza attenta di certe prescrizioni della Legge e il coraggio necessario per lasciare la propria patria e tutte le sue sicurezze (12,1-4) o il coraggio disperato necessario per sacrificare il proprio figlio. Possiamo aggiungere lepisodio meno noto dellallontanamento di Agar e di Ismaele (21,8-21), che mostra un Abramo lacerato tra laffetto sincero per il figlio e lobbligo di seguire la condotta dettatagli da Sara e da Dio stesso. In ambedue i casi, del resto eccezionali, in cui Abramo deve separarsi dai figli, non solamente docile, ma si mostra eroico. Quando Dio gli chiede di lasciare tutto e di partire a 75 anni, la sua docilit si unisce a unaudacia intrepida. Anche qui, la figura di Abramo fatta di contrasti poco comuni. Abramo, il vegliardo e il saggio Abramo dunque presentato come un modello da seguire. Il fatto poi di essere in tarda et contribuisce molto al suo prestigio. Il vegliardo nella Bibbia un uomo rispettato e raramente contestato: Chi ha i capelli bianchi mostri buon senso, dir il Siracide (Sir 25,46) chi avanti negli anni dia sempre buoni consigli. Come bella la sapienza negli anziani, la capacit di riflettere e di decidere negli uomini importanti. La corona dellanziano la sua esperienza e la fedelt al Signore il vero motivo di gloria 10. Questo giudizio, ampiamente diffuso, si applica senza alcun dubbio alla figura di Abramo come la presentano i testi della Genesi appena citati. Altri personaggi pi giovani, come Giacobbe, Giuseppe o Davide, possono difficilmente godere di un simile prestigio. Giuseppe, ad esempio, presentato come un saggio (41,33.3839)11; ma si tratta di uneccezione alla regola, secondo la quale un re deve ascoltare gli anziani
Gen 22,15-18 va nel medesimo senso: Dio adempir le promesse perch Abramo ha accettato di sacrificare il proprio figlio. 9 Cfr J. L. SKA, Introduzione alla lettura del Pentateuco. Chiavi per linterpretazione dei primi cinque libri della Bibbia, Bologna, Ed. Dehoniane, 2000, 194 s. 10 La Bibbia. Traduzione interconfessionale in lingua corrente , Leumann (TO) - ElleDiCi - Alleanza Biblica Universale 1985, 1.266. 11 la tesi ben nota di G. VON RAD, Josephsgeschichte und ltere Chockma, in Congress Volume. Copenhagen 1953, Leiden, Brill, 1953, 120-127 e in Gesammelte Studien zum Alten Testament , Mnchen, Kaiser, 1958, 272-280. Tesi contestata per diversi aspetti, ma che rimane valida soprattutto per quanto concerne il ritratto di Giuseppe come ministro ideale al servizio del Faraone.
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piuttosto che i giovani. Roboamo preferir fare il contrario e male ne avr (1 Re 12,6-15). Il successore di Salomone rifiuter ogni compromesso con le trib del Nord, secondo il consiglio dei giovani e contrariamente allopinione degli anziani, e provocher cos la ribellione di quelle trib. La saggezza dunque prerogativa propria della tarda et pi che della giovinezza12. Abramo dunque un anziano, che far profittare le generazioni future della sua esperienza e del suo esempio. Ma anche un modello per i pi giovani, perch intraprende molto tardi unavventura che normalmente propria della giovinezza. Rompe i ponti con il passato e scommette sul futuro, un gesto audace che non pu non renderlo simpatico agli occhi delle giovani generazioni, che devono affrontare le medesime sfide. Abramo e Ulisse, Israele e la grazia I vari paradossi della figura di Abramo si ritrovano in fin dei conti nella fede di Israele e senza dubbio per questa ragione il patriarca ne diventato il simbolo pi evidente. Israele nato non da una grande prodezza o da un miracolo straordinario; non il frutto di una grande impresa umana o il risultato di un lungo combattimento condotto con successo; nato da un atto di fede incondizionata basato su una promessa altrettanto incondizionata. Si tratta di una sorta di salto nel buio, di una sfida di cui nessuno pu indovinare il risultato finale. Israele si riconosciuto in quellantenato che prima di lui ha vissuto tutti i rischi che esso ha dovuto rivivere in epoche tormentate della sua esistenza, soprattutto quando lavvenire si faceva incerto. Fu certamente durante lesilio, e forse ancor pi dopo lesilio, quando alleuforia del primo ritorno subentr la delusione. Israele non ha ritrovato lindipendenza, la monarchia davidica non stata restaurata e numerosi conflitti sono scoppiati tra i vari gruppi che vivevano sul territorio 13. Ci voleva una fede simile a quella di Abramo per credere che Israele avesse ancora un futuro nella sua terra. Su questo punto lideale di Israele si distingue piuttosto chiaramente da quello dei greci. Nella grande epopea dellOdissea, lo scopo finale delleroe, Ulisse, di fare ritorno in patria e di ritrovare la propria sposa e la propria famiglia. Lideale dunque quello del ritorno in un mondo noto, quello che gli appartiene di diritto, perch leroe ne il proprietario e il sovrano legittimo. Egli a casa sua. Per Omero la parabola dellesistenza un lungo itinerario, disseminato da prove e difficolt, ma riporta al punto di partenza. Colui che fa ritorno una personalit matura, ricca di una lunga esperienza, che finalmente ha ritrovato se stesso. Lideale di Socrate di conoscere se stesso, secondo il celebre oracolo di Delfo. Nella prospettiva greca lo scopo ultimo dellawentura umana un ritorno a casa dopo un lungo esilio. Se per la Grecia la vocazione quella di un ritorno verso lio autentico, la Bibbia in genere e la figura di Abramo in particolare propongono unimmagine molto diversa della condizione umana: quella della partenza senza ritorno. La vera vita al di l del mondo conosciuto, e il prezzo dellesistenza autentica alto perch comporta il rischio di perdere tutto senza sapere ci che si potr trovare al termine dellavventura. Ulisse ritorna a casa; Abramo se ne va lontano da casa, e definitivamente. Ulisse ritrova il figlio Telemaco; Abramo invitato a sacrificare il proprio figlio; Ulisse ritorna per liberare Penelope dai pretendenti che vogliono sposarla, Abramo se ne va verso una destinazione ignota con una sposa sterile che non gli ha assicurato una discendenza. Allodissea di Ulisse si contrappone lesodo di Abramo: Io sono il Signore che ti ho fatto uscire da Ur dei Caldei per darti in possesso questo paese (15,7) 14.
Ci non fa che sottolineare il valore eccezionale della saggezza di Giuseppe. Altra eccezione Daniele. Nel libro di Giobbe, Eliu contesta questo principio, affermando che la saggezza non il privilegio dei vecchi (32,9), ma tale reazione rimane isolata e si spiega per buona parte con il contesto: Eliu critica larringa degli amici di Giobbe che egli giudica insufficiente. Lopinione comune del resto pi volte affermata nel libro di Giobbe (8,8-10; 12,12; 15,10.18). 13 Su tale periodo cfr P. SACCHI, Storia del Secondo Tempio. Israele tra Vl secolo a.C. e I secolo d.C. , Torino, SEI, 1994. 14 Lespressione riprende volutamente quella che descrive lesodo del popolo di Israele: Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal Paese dEgitto (Es 20,2). Abramo ancora una volta un precursore, poich il suo esodo
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Ulisse trova la sua identit nel mondo del medesimo, mentre Abramo va a cercarla altrove, nelluniverso dellaltro. Non bisogna per forzare troppo la contrapposizione. Per ambedue, infatti, lavventura umana un lungo itinerario. Limportante mettersi in cammino. Ulisse e Abramo ne fanno, ognuno a modo suo, lesperienza. Ma il fatto che Abramo parta per non ritornare mai permette anche di toccare con mano la singolarit della fede biblica; non bisogna perci meravigliarsi che tale singolarit appaia gi come una delle caratteristiche principali del padre dei credenti15.

precede quello del popolo di cui lantenato. 15 Per ulteriori dettagli, cfr, tra gli altri, R. M ARTIN-ACHARD, Actualit dAbraham , Nenchtel - Paris, Delachaux et Niestl, 1969; W. VOGELS, Abraham et sa lgende. Gense 12,1-25,11 , Paris, Cerf, 1996; per le questioni critiche relative al testo biblico di Gen 12 25, cfr J. L. SKA, Introduzione alla lettura del Pentateuco ..., cit., 231 s. JEAN-LOUIS SKA S.I., L'eterna giovinezza di Abramo