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19/2/2018 Liguria in "Enciclopedia dei ragazzi"

Liguria

Monti con i ‘piedi’ nel mare

Dal grande e antico sviluppo delle città portuali all’industrializzazione del


Novecento, alla forte presenza del turismo: in Liguria storia, popolamento,
economia dipendono da secoli dal rapporto con il mare, anche se poche
montagne sono suggestive come quelle nell’entroterra ligure. Suggestive, ma
scomode: non lasciano spazio all’agricoltura né alle strade e nemmeno ai porti e
alle città. Oggi la grande crescita industriale si è fermata e la popolazione ha
iniziato a diminuire, ma la Liguria sta tentando la scommessa di un altro tipo di
sviluppo, basato sul turismo e sulla globalizzazione degli scambi economici e
culturali

Mare e montagne a picco

La Liguria è la più marittima e insieme una delle più montuose regioni italiane: una
stretta striscia arcuata che comprende il versante meridionale delle Alpi Marittime
(alte fino ai 2.200 m del Monte Saccarello) e dell’Appennino Ligure – che si
uniscono al Colle di Cadibona – e qualche tratto del versante settentrionale.

Le Alpi Marittime sono formate da rocce molto resistenti, e quindi hanno forme
aspre e dirupate, mentre i monti appenninici (che sono più bassi) hanno preso
forme arrotondate in conseguenza dell’erosione.

Le montagne e i loro contrafforti collinari arrivano fino alla riva del Mar Ligure;
solo in pochi tratti sulla costa si apre qualche breve pianura (intorno ad Albenga e
a sud di La Spezia) e solo qualcuno dei corsi d’acqua ha formato valli di una certa
ampiezza (Valle dell’Arroscia, Valle di Fontanabuona, Val di Vara).

La costa ligure, perciò, è in gran parte alta e rocciosa e ha un aspetto molto


pittoresco, apprezzato da viaggiatori e turisti: famosissimi sono il Promontorio di
Portofino, le Cinque Terre, la Penisola di Lerici e la veduta della costa ligure dal
mare.
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In tutto il litorale, comunque, si aprono piccole baie sabbiose dove sono sorti
moltissimi centri abitati, compresi tutti quelli più importanti della regione, sempre
dotati di un porto più o meno ampio. La facilità di raggiungere il mare e la
difficoltà, invece, di penetrare nell’interno hanno certamente spinto la
popolazione ligure, nel passato, a privilegiare le attività marittime, conservando
pochi rapporti con l’entroterra. Ancora oggi le comunicazioni tra la costa ligure e
l’interno sono faticose.

L’importanza del clima

L’idrografia, il clima e la vegetazione spontanea della ;Liguria risentono


nettamente dell’altitudine e della distanza dal mare. I fiumi liguri sono brevi, data
la vicinanza delle montagne al mare: il più lungo è il Vara (circa 60 km di corso).
Piccoli e poco numerosi sono anche i laghi. Lungo la costa, distinta in Riviera di
Ponente (a ovest di Genova) e Riviera di Levante (a est), il clima è di tipo
mediterraneo, con estati non troppo calde; qui la vegetazione spontanea non è più
molto diffusa, perché è stata sostituita da quella coltivata e da piante ornamentali,
che rendono lunghi tratti delle Riviere molto simili a grandi giardini. Il clima della
costa è piacevole e, con la bellezza dei paesaggi, le Riviere sono tra le prime aree
turistiche frequentate in Europa. Basta salire in quota, però, e le temperature si
abbassano mentre aumentano le precipitazioni, più intense sui rilievi alle spalle
della Riviera di Levante. Sul versante settentrionale dell’Appennino, poi, il clima è
quello dell’area padana, praticamente continentale. Sui monti i boschi sono molto
estesi – più di metà del territorio regionale – ma spesso (come i castagneti) sono
dovuti all’opera dell’uomo. E sempre all’uomo si deve che la fauna selvatica sia
ormai molto scarsa, in terra e anche in mare.

Un popolamento denso e sbilanciato

La Liguria ha un popolamento molto fitto fin dall’antichità; con una differenza


però molto netta fra la costa (oggi quasi tutta urbanizzata e con densità altissime)
e l’interno, dove invece la popolazione è scarsa.

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La regione è stata una delle prime in Italia ad avere un forte sviluppo industriale,
che attirò immigrati da altre parti d’Italia. Il totale degli abitanti aumentò fino agli
anni Settanta (poco meno di 2 milioni di abitanti).

Da allora, invece, la popolazione è diminuita, specie nelle città e soprattutto nel


capoluogo, Genova.

Da una parte, infatti, le grandi aziende (cantieri navali, impianti siderurgici, porto
di Genova) attraversarono una serie di crisi, l’offerta di posti di lavoro diminuì e
l’immigrazione, di conseguenza, si ridusse; dall’altra parte la popolazione ligure
cominciò a invecchiare. Il tasso di natalità divenne il più basso d’Italia mentre il
numero di anziani aumentò; vi si aggiunsero molti pensionati, anche stranieri, che
andavano a vivere sulle Riviere. Data la presenza di tanti anziani, il tasso di
mortalità è il più alto d’Italia. Ma in questo caso non indica cattive condizioni di
vita: al contrario, la Liguria è tra le regioni italiane con il reddito per abitante più
elevato.

Il risultato dei due fenomeni, comunque, è che la popolazione ligure – che vive
quasi tutta nelle città – continua a diminuire.

Una città, tante città

La città principale è ovviamente Genova, grande porto e centro industriale, ma


anche città d’arte e di cultura, dalla lunga e importante storia. La città, ingranditasi
enormemente nel Novecento, negli ultimi decenni ha visto diminuire i suoi
abitanti. Nella provincia sono belle, attive e ricche di storia molte cittadine della
;riviera di Levante: Recco, Camogli, Santa Margherita Ligure, Rapallo e soprattutto
Chiavari e Sestri Levante.

La Spezia si è sviluppata, come città soprattutto industriale e portuale, intorno ai


cantieri navali (l’arsenale) della Marina militare; nei suoi dintorni vi sono alcune
mete turistiche importanti (Lerici e le Cinque Terre) e il grosso centro industriale
di Sarzana.

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Anche Savona ha un porto notevole e attività industriali, è importante per le


comunicazioni terrestri con il Piemonte e poi ha commerci molto sviluppati.
Alassio, Albenga (dal bel centro storico) e Varazze sono altri centri notevoli nella
provincia.

Imperia si formò nel Novecento dall’unione di due cittadine – Porto Maurizio, di


aspetto medievale, e Oneglia – in un’area di produzione di olio e di fiori e dalle
grandi attrattive turistiche; oggi è un centro industriale e commerciale. Nella
provincia, San Remo (famosa per il festival della canzone) è il più rinomato centro
di produzione di fiori in Italia; Ventimiglia e Bordighera sono altre cittadine
popolose e importanti.

Un’economia florida, nonostante la crisi

Al mare è legata quasi tutta l’economia della Liguria. In primo luogo, i traffici
portuali. I porti sono molti, anche se sono ostacolati dalla mancanza di spazio e di
buone vie di accesso. All’attività marittima si collegano anche le costruzioni navali,
il notevole flusso commerciale, le attività bancarie e pure l’industria siderurgica e
petrolchimica e, ancora, i trasporti terrestri, che uniscono i porti con l’entroterra.

Si è già detto dell’importanza economica del turismo, che è un’altra risorsa legata
soprattutto al mare. È bene ricordare, però, che i turisti sono attratti solo dalla
costa. L’interno della regione rimane di fatto tagliato fuori dai flussi turistici, ma
anche dalle vie di comunicazione, dall’industrializzazione, dalla diffusione della
ricchezza: non è quindi strano che si stia spopolando.

Al clima marittimo deve molto anche l’agricoltura, che però ha ormai poca
importanza. Un tempo le colline costiere erano tutte coltivate a vite e olivo, a
prezzo di una faticosa attività di terrazzamento: sui versanti più ripidi si spianava il
terreno in modo da ottenere gradini pianeggianti, rinforzati da muri (e detti
appunto terrazze), su cui si poteva coltivare. Oggi le terrazze sono quasi
abbandonate, ma olivo, vite, fiori e ortaggi continuano a essere coltivati nelle
piane costiere.

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