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Peripezie della Valle Stura dal 1900 ad oggi

Relazione (traccia H) eseguita da Fornaseri Paolo

Scaletta:
1. Introduzione: - Presentazione della Valle Stura - Interesse turistico per la valle

2. La storia della valle: Il XX secolo per la Valle Stura 3. Conclusione

Introduzione
Presentazione della Valle Stura: La Valle Stura di Demonte la pi lunga del settore alpino sudoccidentale. Parte dal Colle della Maddalena e si allunga per circa 55 km fino a sboccare sul pianalto cuneese presso Roccasparvera. Nella valle, che separa le Alpi Marittime dalle Cozie Meridionali, scorre il fiume Stura, affluente del Tanaro presso Cherasco. Il fondovalle percorso dalla S.S. 21 che collega la pianura piemontese allAlta Provenza. In gran numero sono le diramazioni per i valloni laterali che partono da questa strada. Alcuni di questi sono molto lunghi e talvolta sono di notevole interesse turistico e paesaggistico.

Il territorio suddiviso in 12 comuni, i quali comprendono a loro volta numerose frazioni. Percorrendo la S.S. 21 si incontrano, partendo da valle: Roccasparvera, Rittana, Gaiola, Valloriate, Moiola, Demonte, Aisone, Vinadio, Sambuco, Pietraporzio, Bersezio e d Argentera, fino ad arrivare al colle della Maddalena. La valle nota fin dallantichit quale naturale collegamento col versante francese. Infatti, la regolare pendenza del fondovalle (che sale dai 631 m di Borgo San Dalmazzo ai 1996 m del Colle della Maddalena in una sessantina di km) fa della Valle Stura una agevole via di transito attraverso la catena alpina. Interesse turistico per la valle: La valle sede dellantico santuario di SantAnna, delle grandiose fortificazioni albertine a Vinadio, dello stabilimento termale ai Bagni di Vinadio, dei centri per lo sci di fondo e della stazione sciistica di Argentera. Questultima in continua crescita, dopo essersi ripresa dalla crisi di met anni 90. Inoltre la Valle Stura di Demonte, grazie al gran numero di itinerari e rifugi, di gran interesse per gli amanti delle escursioni in alta montagna. Lungo la dorsale (confine di stato tra Italia e Francia) che separa la Valle Stura dalla Valle Tine si trovano i gruppi montuosi pi importanti, con altezze che sfiorano i 3000 m di altitudine: da essi si originano verso nord freddi incassati valloni con ripidi canaloni innevati quasi perennemente ed in alcuni casi con piccole formazioni glaciali. Questi valloni secondari, che dalla dorsale alpina principale sboccano nella Valle Stura superiore, riescono cos quanto mai suggestivi per la selvaggia bellezza delle loro testate.

Il ghiacciaio dellUbac

Veduta di Bersezio dal Monte Oserot

Grazie alla sua bellezza naturalistica e alle attrezzature invernali ora la valle ospita un gran numero di seconde case. Tuttavia questa funzione fa parte solo del passato pi recente. Durante lultimo secolo, la valle ha subito innumerevoli cambiamenti: valle molto popolosa agli inizi del novecento e adesso importante centro di vacanza (solo ultimamente rivalutato) ed ancor pi importante valico internazionale per il trasporto gommato.

La storia della valle


Il XX secolo per la Valle Stura: Allinizio del secolo la Stura, era una delle valli pi popolose. I suoi abitanti erano allevatori, contadini, alcuni dei quali, durante la stagione di riposo per tali attivit, lavoravano come minatori, nelle numerose miniere che allora erano attive. Da esse si ricavavano piombo, zinco, rame e ferro. In alcune zone della valle sono anche stati ritrovati minerali contenenti piccole percentuali di uranio. Col XX secolo arriva nella valle il progresso con la fumante vaporiera della linea tranviaria Cuneo Demonte, ma lesultanza per la prima corsa del tramway (3 dicembre 1914) subito spenta dai clamori della prima guerra mondiale. La valle non toccata da eventi bellici diretti, tuttavia subisce un salasso di uomini che lascia moltissimi vuoti in ogni borgata e villaggio. Lemigrazione, stagionale o definitiva, porta via altre forze che nel Nizzardo e nella Provenza trovano le possibilit di vita che la valle non pi in grado di fornire. Lo spopolamento dei villaggi aumenta. Con lavvento della seconda guerra mondiale, gli uomini della valle sono precettati a combattere su assurdi fronti lontanissimi (Grecia, Montenegro, Russia) dai quali ritornano solo esigue schiere di superstiti. E sinfittiscono i nomi sulle lapidi dei caduti in ogni comune. Dopo l8 settembre 1943 la guerra si affaccia anche in Valle Stura con loccupazione tedesca del territorio: combattimenti con i nuclei di resistenza, rappresaglie feroci, distruzioni, incendi di interi villaggi. Il 25 aprile 1945 arriva la fine della guerra, ma la valle stenta a trovare una vocazione al di l di quelle primitive ed essenziali della sussistenza e della difesa. Tuttavia la Valle Stura si risolleva sfruttando la sua predisposizione a valico fra i monti. A questa inclinazione risponde anche la bella statale di fondovalle, ora diventata una scorrevole via di comunicazione tra laera cuneese e la Provenza: recenti lavori di ampliamento, la costruzione di imponenti opere di protezione dalle valanghe, il discusso progetto di un tunnel per il superamento della gola delle Barricate ne hanno fatto una importante arteria per il traffico tra Italia e Francia. Tutto questo grazie alla fondazione, nel 1950, del Consiglio di Valle Stura, per una visione dinsieme della realt socio -economica della vallata, per uno sviluppo programmato, per uneffettiva valorizzazione della gente di montagna.

Ecco le storie dei luoghi pi importanti dellalta Valle Stura, raccontate tramite parole, fotografie e vecchie cartoline: Ecco il Colle della Maddalena ad inizio novecento, molto prima della formazione dellUnione Europea, quando i confini erano muniti di dogana.

Adesso, invece, il transito libero, e ogni giorno centinaia di camion valicano il confine, senza contare i turisti che si servono di questa strada per entrare in Italia, per visitarla, o per comprare superalcolici a prezzi assai minori che nel loro paese dove tali prodotti sono altamente tassati.

Lo dimostra questo piccolo negozietto che non fa altro che vendere Pastis, giusto sul confine.

Questa cartolina invece mostra il Nuovo Rifugio Giovanni Giolitti, appena costruito alle sponde del lago della Maddalena (a 2 km dal confine) intorno al 1910.

Ora, tale costruzione diventata un Bar Ristorante per accogliere i turisti in viaggio.

Questo Grange, situato un po dopo Argentera, in una foto del 1909, quando era abitato da allevatori, da agricoltori, o forse da commercianti che sopravvivevano grazie al passaggio continuo di persone lungo la sterrata per arrivare al colle.

Ora Grange non esiste pi, forse distrutto dallinvasione tedesca nella seconda Grande Guerra, o piuttosto cos malandato a causa dello spopolamento provocato dalle due guerre. Comunque, adesso se ne possono solo pi ammirare i resti, poche macerie delle vecchie abitazioni, una delle quali ancora abitata fino a poco tempo fa, per tutto lanno, da unanziana signora morta questinverno con alle spalle quasi tutto il novecento. Probabilmente rimpiangeva la vita dei vecchi montanari, rifiutava linnovazione. Fatto sta che nessuno mai riuscito a portarla via da l, da casa sua. Un cartello imposta il divieto di visitare le abitazioni dirupate, per proteggere lincolumit pubblica. Infatti le costruzioni potrebbero crollare.

Argentera il pi alto comune della Valle Stura (1684 m), ai piedi della lunga serie di tornanti coi quali la statale si inerpica sino al ripiano del lago e del Colle della Maddalena. Le sue origini si fanno risalire ad epoca romana, come attesta la presenza di lapidi ed altri reperti storici rinvenuti nella zona. Labitato sorge a ridosso di una lunga costa rocciosa che

lo protegge dalle valanghe; sul versante opposto, al di l dello Stura, un suggestivo lariceto si stende sulle ondulate falde della Punta dIncianao. Eccolo in una cartolina del 1925.

Ora Argentera non tanto diverso, forse c qualche casa in pi, per luso estivo. Tuttavia oggi Argentera pressoch disabitato, nessuno pi ci vive dinverno e i dei negozi sono solo pi rimaste le insegne. Destate, Argentera sede di vivaci colonie, e rivive, grazie al gran numero di villeggianti, che in questi ultimi anni, scelgono la valle, per le proprie vacanze.

Labitato di Bersezio sorge a 1624 m sul largo ventaglio detritico formatosi nei secoli in seguito allerosione del Monte Oserot. Fu un tempo importante luogo fortificato, circondato da mura e rocche, delle quali non rimane oggi traccia significativa. Costituito comune nel

1228 con autonomie e diritti riconosciuti dal Marchese di saluzzo, segu le sorti dellalta Valle Stura nella dominazione angioina e nel successivo ritorno al Piemonte.

Negli anni 80, il nucleo abitato si era notevolmente ampliato con sviluppo di unedilizia residenziale legata al sorgere in loco di una importante e frequentata stazione di sport invernali. Tanto che, dai dati dellindagine statistica del romano Banco di S. Spirito, con 22.200.000 lire di reddito annuo pro-capite, Argentera era risultato il comune pi ricco dItalia, secondo appena a Portofino. Nellinverno 87-88 era rimasta una sola famiglia in Argentera, che difficilmente aveva quel reddito. La ridicola notizia, diffusa dal pi ascoltato telegiornale della sera, nasce probabilmente da un balordo equivoco: in dieci anni ad Argentera e nelle sue frazioni (fra le quali anche Bersezio), si sono edificati 76 mila metri

cubici di seconde case, si sono ultimati 150 appartamenti ed altri 250 erano in via dultimazione. Tuttavia questa ondata di entusiasmo fu subito raffreddata da pi inverni senza neve e quindi con gravi perdite per il turismo invernale. Gli impianti sciistici, dopo anni di inattivit, durante la gestione francese, sono stati rinnovati solo due anni fa, e la stazione invernale e ritornata in attivo solo questo febbraio, grazie alle numerose affluenze alla Bersezio che, dopo gli splendenti anni 80 era stata quasi dimenticata. Gli appartamenti da ultimare sono ancora cos, quasi venti anni dopo, e ora servono solo pi a deturpare il paesaggio, perch nessuno a voglia di spendere denaro nellacquistare un fabbricato con procedura fallimentare, per ultimarlo, o quanto meno, buttarlo gi. Ecco le foto di questi caseggiati tanto vuoti e bui quanto inutili.

Ora, per fortuna, Bersezio sembra essere stata riscoperta dai turisti, che durante lestate la hanno affollata, apprezzando le iniziative della Pro Loco, sempre attiva nel promuovere intrattenimenti per i suoi ospiti: Serate di balli occitani, sud americani; serate cinema, con tanto di fiaccolata il 15 agosto.

La seggiovia attiva, ed pronta a portare i villeggianti a 2355 m di altezza.

Da questanno, stata anche aperta unarea di servizio per gli amanti del camper.

Conclusione:
Sperando che gli affari in valle continuino cos e che continui a nevicare, concludo questa relazione che vuole essere anche una pubblicit per la valle stessa.

Fonti:
Valle Stura in cartolina - Una escursione lunga un secolo In Cima nelle Alpi Marittime (vol. II) Centosentieri - La Valle Stura di Demonte