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SEMINARIO 16-02-2018

PROGETTAZIONE GEOTECNICA di OPERE di SOSTEGNO

ALCUNI ASPETTI TEORICI, PRATICI E NORMATIVI


Le opere di sostegno sono normalmente costruite per sostenere un fronte verticale
o subverticale di terreno o roccia.

Le modalità con cui si istalla una struttura di sostegno dipendono da:


- materiale a tergo ( e più in generale dal materiale in cui è istallata l’opera di
sostegno)
- profilo originale della superficie topografica
- profilo topografico finale richiesto dal progetto
Le modalità con cui si istalla una struttura di sostegno influenzano l’entità delle
spinte

a) nessuna opera nessuna spinta; è richiesta una resistenza elevata


dell’ammasso (in genere roccioso), il quale si sposta
verso l’esterno finché nell’ammasso non si mobilita una
resistenza sufficiente a sopportare il proprio peso
b) spost. laterali impediti le spinte sull’opera sono pari alle tensioni orizzontali
esistenti nel terreno prima di effettuare lo scavo
c) spost. laterali consentiti le spinte si riducono rispetto alle tensioni esistenti prima di
effettuare lo scavo
d) terrapieno riportato il metodo di costipamento influenza le spinte sull’opera (il
costipamento può produrre pressioni orizzontali sul muro
molto elevate)
SPINTE DELLE TERRE: CONDIZIONE LIMITE
Condizioni iniziali
hp

ha 

c - 

ho vo
Condizione limite passiva - Condizioni limite attiva

decompressione Kp
s.l.a
Ko
Ka
- 
compressione
s.l.p
K= h′/ v′

Karl Terzaghi (anni ‘30) - esperimenti su modelli di dimensioni elevate


Contenitore parallelepipedo riempito di terreno (sabbia asciutta), con lato incernierato alla
base.
Il momento applicato dal terreno al lato incernierato veniva misurato e convertito in una
distribuzione di sforzi orizzontali che è risultata variare linearmente con la profondità
Condizioni di rottura di SLA e SLP

Nel caso attivo , la tensione tangenziale agisce per contrastare il peso del terreno W
(se il terreno è sufficientemente resistente la resistenza mobilitata non raggiunge quella limite e il
fronte è stabile senza parete)

Nel caso passivo , la tensione tangenziale si oppone alla spinta che la parete esercita sul terreno. Nel
caso passivo è richiesto un maggiore spostamento della parete prima che la tensione di taglio massima
possa agire lungo il tratto della superficie di scorrimento più lontana dalla parete.

Per raggiungere SLP sono necessari spostamenti più grandi che per il raggiungimento di SLA.

Quando gli spostamenti della parete sono sufficienti per mobilitare la resistenza al taglio del terreno
l’entità della sollecitazioni applicate dipende ai parametri di resistenza del terreno
Casi ideali

a)

b)

c)
Coefficienti di spinta soluzione di Terzaghi
(ma anche altri metodi analitici)

si ammette :
- Rotazione intorno al piede
- Sia possibile individuare una zona attiva ed una zona passiva
- Opera rigida
- Distribuzione triangolare in ciascuno degli strati presenti (pressione che
varia linearmente con la profondità
- Spostamenti tali da mobilitare intera spinta attiva e una frazione
prefissata resistenza passiva

in realtà:
- Opere raramente rigide (si rifletta sulla differenza tra sistema rigido e
struttura rigida)
- Spesso non c’è rotazione all’estremità inferiore
Significativi scostamenti della distribuzione delle pressioni di
contatto da quelle calcolate
Casi reali
Casi reali
O P E R E D I S O S T EG N O

OPERE DI SOSTEGNO: VARIETA’ DELLE TIPOLOGIE POSSIBILI

Meccanismi di collasso

Giuseppe Scarpelli
O P E R E D I S O S T EG N O

NTC2018 §6.5 Le norme si applicano a tutte le costruzioni e agli


interventi atti a sostenere in sicurezza un corpo di terreno o di
materiale con comportamento simile.
In particolare:
• MURI: opere “per le quali la funzione di sostegno è
affidata al peso proprio del muro e a quello del terreno
direttamente agente su di esso (ad es. muri a gravità, muri
a mensola, muri a contrafforti)”
• PARATIE: opere “per le quali la funzione di sostegno è
assicurata principalmente dalla resistenza del volume di
terreno posto innanzi l’opera e da eventuali ancoraggi e
puntoni”
• STRUTTURE MISTE: opere “che esplicano la funzione di
sostegno anche per effetto di trattamenti di miglioramento
e per la presenza di particolari elementi di rinforzo e
collegamento”

In presenza di azioni sismiche, oltre a quanto previsto nel


presente paragrafo, le opere di sostegno devono rispettare i
criteri di verifica di cui al successivo §7.11.6

Giuseppe Scarpelli
Muri a gravità

I muri a gravità in muratura sono la forma più antica di struttura di sostegno.


Sono strutture monolitiche pesanti, che sfruttano il proprio peso per reagire
alla spinta del terreno.

Si possono realizzare in muratura di mattoni o di pietrame, o in calcestruzzo


non armato

Hanno forma trapezoidale, con uno zoccolo di fondazione poco più largo della
base del muro. Sono convenienti solo per altezze limitate, inferiori a 4÷5 m.
I muri a sbalzo, o a mensola, hanno una forma che
permette di utilizzare il peso del rinterro per equilibrare la
spinta del terreno

Devono essere realizzati in cemento armato per avere la


necessaria resistenza a flessione.
Sono in genere convenienti per altezze non superiori a 6÷8
m, oltre le quali il valore del momento al piede richiede uno
spessore troppo grande e armature troppo onerose.

I muri a speroni costituiscono una variante dei muri a


sbalzo, conveniente per maggiori altezze.

I muri di sostegno, completata la costruzione, devono essere


rinterrati a tergo. Lo spessore del rinterro (backfill) dipende
dalla forma della scarpata provvisoria e dalle caratteristiche
geometriche del muro.
I muri con speroni possono raggiungere altezze di circa Ht=7÷9 m mantenendo un interasse tra questi pari a
i=0,3÷0,5 Ht e comunque sempre minore di 3÷3,5 m.

In questi casi è sempre bene inserire una trave di sommità con una rigidezza flessionale significativa in modo
tale da funzionare come elemento di collegamento e di distribuzione tra i contrafforti nel caso di un eventuale
regime di spinte disuniforme in direzione longitudinale.

E’ sempre bene evitare di realizzare sezioni degli speroni con spessori minori di 20 cm affinché le armature
metalliche possano avere un adeguato ricoprimento.
muri a speroni : varianti

Tipologie più utilizzate in passato

(In qualche caso gli speroni


esterni vengono utilizzati come
interventi di consolidamento di
muri esistenti)
Drenaggio a tergo dei muri

Il rinterro ha un’influenza fondamentale sul comportamento del muro e sulle condizioni idrauliche nel terreno
circostante.
I muri di sostegno si progettano per contenere l’azione del terreno; la spinta dell’acqua ne altera
sostanzialmente le condizioni di equilibrio.

Per evitarla è necessario eseguire il rinterro con materiale granulare permeabile e favorire la raccolta
dell’acqua di drenaggio alla quota di fondazione, con tubi finestrati, o feritoie e condotti di scarico .
Evitare il rischio intasamento
a)
b)

Bisogna garantire la stabilità temporanea con


Un muro di sostegno non può svolgere mezzi d’opera o adatti provvedimenti costruttivi
le sue funzioni finché non sia finito. (a, b, c …)
Gabbioni
Strutture miste

Terre rinforzate
Terre armate
Terre rinforzate con paramento rinverdito

Vedi CAP 12

Clayton et. al, Hevelius (1993)


Progettazione MURI DI SOSTEGNO NTC
STATI LIMITE ULTIMI (Ed  Rd) - (§6.5.3.1.1 NTC2008) 2008

STATI LIMITE DI ESERCIZIO (Ed  Cd) - (§6.5.3.2 NTC2008)


MURI DI SOSTEGNO verifiche in condizioni statiche

NTC
2008
PROGETTO STATICO MURI DI SOSTEGNO
NTC
2018

APPROCCIO 1
DA1.1 A1 + M1+ R1
DA1.2 A2+ M2 + R2

APPROCCIO 2
DA2 A1 + M1+ R3
P RO GET TO STAT I CO DEL L E O P ERE GEOT ECNI CHE NTC
2018
OPERE DI SOSTEGNO: MURI
SLU-GEO
scorrimento carico limite ribaltamento stab. globale SLU-STR

APPROCCIO 2 – A1+M1+R3

Per verifiche STR R3 = 1


Solo DA2
Novità
No EQU per ribaltamento, ma DA2 con
R3 alle sole azioni stabilizzanti

STABILITA’ GLOBALE DELL’INSIEME TERRENO OPERA: R2 = 1,1


RINVIO a ‘Opere di materiali sciolti e fronti di scavo’ APPR.1 – Comb. 2: A2+M2+R2

!!
Attenzione all’effetto dell’eccentricità sul carico limite in fondazione. Tipicamente
occorrono due combinazioni (azioni verticali sfavorevoli e favorevoli)
Giuseppe Scarpelli v. Considerazioni fatte per fondazioni dirette con carico eccentrico
PARATIE

Le paratie hanno il
fondamentale vantaggio di
essere realizzate prima di
eseguire lo scavo potendo
costituire allo stesso tempo
opere provvisionali e definitive
(o quantomeno parte del
sistema di opere definitivo)

La stabilità deve essere garantita in


tutte le fasi costruttive.
Non è sempre vero che la
situazione più gravosa sia quella
finale di maggiore escavo
PARATIE IN C.A. (setti o pali)
PARATIE IN ACCIAIO
(spesso chiamate palancole)
Paratie a sbalzo
Le paratie possono essere vincolate anche solo dall’incastro nel terreno, nel
quale devono penetrare per un tratto sufficientemente lungo sotto il piano di
scavo.

Esempio di paratia in c.a


realizzata a setti
Paratie ancorate e puntellate

Quando, a causa dell’altezza libera di scavo, delle caratteristiche meccaniche


del terreno, o delle condizioni idrauliche, la spinta sulle paratie è troppo elevata
perché possa equilibrarsi con il solo vincolo di incastro al piede, s’introducono
vincoli supplementari di appoggio, per mezzo di tiranti o puntelli disposti in
prossimità dell’estremo superiore (o su uno o più livelli)

Nota fasi costruttive

Fino alla realizzazione del vincolo


(ancoraggio o puntone) la paratia
funziona a sbalzo!
Paratie puntonate

Scelta progettuale da adottare con grande


cautela; preferibile avere due strutture
indipendenti (v. condizioni sismiche). Se
adottata valutare correttamente azioni
trasmesse all’edificio
STRUTTURE DI SOSTEGNO

Le strutture di sostegno hanno la funzione di garantire la stabilità di corpi di terreno


le cui condizioni di equilibrio siano modificate da uno scavo.

Il progetto delle strutture di sostegno è determinato:

• dalle condizioni esistenti durante lo scavo

• da condizioni che si verificano dopo lo scavo e durante la vita dell’opera.

Negli ultimi decenni l’evoluzione tecnologica ha reso possibile la costruzione di opere


in sotterraneo, anche molto profonde, in difficili condizioni geotecniche ed
idrauliche, garantendo la stabilità delle nuove opere e l’equilibrio e la conservazione
delle condizioni preesistenti per l’ambiente circostante
Parentesi tecnologica - Curiosità

Le tecnologie e le fasi costruttive


hanno risvolti importanti per gli
schemi di calcolo da analizzare

Esempi reali recenti e del passato


Linea metropolitana esistente (linea B)
Linea metropolitana in costruzione (linea C)
ROMA - Linea B
ROMA - Linea B

CUT AND COVER


ROMA - Linea C
ROMA - Linea C

Scavo della
metropolitana in
sotterraneo
(galleria),
nonostante basse
coperture e terreni
presenti.
Rispetto al passato
non si sono aperte
trincee di scavo

CONGELAMENTO
METODO TOP DOWN
METODO TOP DOWN

1. SCELTA TIPO DI OPERA di SOSTEGNO (micropali, setti, pali )

2. SCELTA STRUTTURA DI CONTRASTO PROVVISORIA DEFINITIVA O


SEMIDEFINITIVA

3. SCELTA STRUTTURA DI SOSTEGNO DEI CONTRASTI


BOLOGNA – Camerone Salesiani Alta Velocità
BOLOGNA – Camerone Salesiani Alta Velocità
BOLOGNA – Camerone Salesiani Alta Velocità

Posizione e spostamento
dei puntoni

Avanzamento dello scavo


sotto i puntoni
BOLOGNA – Camerone Salesiani Alta Velocità
BOLOGNA – Pozzo Via Rimesse

Linea Ferroviaria BO-AN-BA

Pozzo di accesso di Via


Rimesse

Attuale Linea Ferroviaria FI-BO

Progettazione : Italferr
Progettazione di variante esecutiva delle strutture:
ing. Massimo Guerrini
Consulenza geotecnica:
prof. ing. Giovanni Calabresi
con la collaborazione di:
prof. ing. Luigi Callisto
prof. ing. Sebastiano Rampello
BOLOGNA – Pozzo Via Rimesse
Linea lenta FI-
Sezione BO

Linea A.V. FI-BO

Pianta
BOLOGNA – Pozzo Via Rimesse

Realizzazione della terza sottomurazione


BOLOGNA – Pozzo Via Rimesse
Soluzione originale Variante realizzata

Dettaglio
BOLOGNA – Pozzo Via Rimesse

Modello numerico: spostamenti radiali Monitoraggio: convergenze a quota 51.3 m s.l.m.


BOLOGNA – Pozzo Via Rimesse

ULTIMA FASE DI SCAVO


Chiusa parentesi …
Torniamo a noi!
P R O G E T TO S TAT I C O PA R AT I E

§ 6.5.3 Verifiche di sicurezza (SLU)


Nelle verifiche di sicurezza devono essere presi in considerazione tutti i meccanismi di stato limite ultimo,
sia a breve sia a lungo termine. Gli stati limite ultimi delle opere di sostegno si riferiscono allo sviluppo di
meccanismi di collasso determinati dalla mobilitazione della resistenza del terreno, e al raggiungimento
della resistenza degli elementi strutturali che compongono le opere stesse.
§6.5.3.1.2 Paratie
Per le paratie si devono considerare almeno i seguenti stati limite ultimi, accertando che la condizione
(6.2.1 [Ed  Rd]) sia soddisfatta per ogni stato limite considerato:
SLU geotecnico (GEO) e idraulico (UPL e HYD)
- collasso per rotazione intorno a un punto dell’opera (atto di moto rigido);
- collasso per carico limite verticale;
- sfilamento di uno o più ancoraggi;
- instabilità del fondo scavo in terreni a grana fine in condizioni non drenate;
- instabilità del fondo scavo per sollevamento;
- sifonamento del fondo scavo;
- instabilità globale del complesso opera di sostegno-terreno;
SLU strutturale (STR)
- raggiungimento della resistenza strutturale della paratia.
- raggiungimento della resistenza in uno o più ancoraggi;
- raggiungimento della resistenza in uno o più puntoni o di sistemi di contrasto;
GEO STR UPL/HYD

Giuseppe Scarpelli
P R O G E T TO S TAT I C O PA R AT I E

Approcci verifiche SLU

GEO STR UPL/HYD

STABILITA’ GLOBALE DELL’INSIEME TERRENO OPERA: A2+M2+R2

Tutte le VERIFICHE GEO/STR: APPROCCIO 1 – Combinazione 1: A1+M1+R1


Combinazione 2: A2+M2+R1

Verifiche UPL/HYD vedi § 6 . 2 . 4 . 2 ( s o l l e v a m e n t o e s i f o n a m e n t o )

Giuseppe Scarpelli
P R O G E T TO S TAT I C O PA R AT I E

Le verifiche a SLU richiedono che le azioni di progetto o i loro effetti (Ed) siano
minori o uguali alle resistenze di progetto (Rd),

Ed ≤ Rd
dove :
Ed = E (FFk, Xk/M, ad) or Ed = E E (Fk, Xk/M, ad)

Rd = R (F Fk, Xk/M, ad)/ R


Per le opere di sostegno flessibili

Approccio progettuale 1 (DA1):


Combinazione 1 (DA1.1) A1 + M1+ R1
Combinazione 2 (DA1.2) A2 + M2+ R1
QUALCHE RICHIAMO AI METODI DI CALCOLO DELLE PARATIE
METODO DELL’EQUILIBRIO LIMITE

Tale metodo considera il terreno come un mezzo rigido perfettamente plastico, la paratia come un
elemento infinitamente rigido e le pressioni LIMITE statiche agenti sull’opera sono raggiunti anche
con spostamenti infinitesimi della parete.

PROGETTO DI PARATIE A SBALZO


Le assunzioni fatte dal metodo dell’ equilibrio limite portano, ad una indipendenza del valore delle pressioni rispetto alle
modalità con cui la parete sviluppa i suoi movimenti (es. rotazioni e/o traslazioni) e ad una distribuzione delle pressioni
lineare.
Il metodo convenzionale di calcolo per paratie a sbalzo prevede che la stabilità del muro si garantita dalla resistenza passiva
che si sviluppa a valle del tratto infisso della parete. Nei metodi dell’ equilibrio limite, la parete per mobilitare la spinta attiva e
passiva, si suppone subisca una rotazione attorno al punto O di Fig.
La distribuzione teorica delle pressioni che deriva da tale cinematismo è rappresentata nel seguito:.

Figura Andamento della distribuzione teorica delle pressioni nei metodi LEM
La distribuzione di pressioni di cui prima ha però dei limiti. Infatti nel brusco passaggio tra una zona attiva ed una passiva
bisogna ammettere una inversione di tensioni principali.
Negli anni sono state proposte diverse semplificazioni del problema, e quella proposta da Blum è sicuramente una delle più
diffuse.

METODO DI BLUM (1931)

Blum propose di sostituire la spinta passiva agente a monte della struttura con una forza concentrata, applicata a 0,2d’ dal fondo della paratia.

Il problema risulta staticamente determinato poiché si hanno:


due incognite:
•La profondità di infissione d’
•La risultante R
due equazioni di equilibrio:
•Alla traslazione orizzontale
•Alla rotazione attorno al punto di applicazione di R
Imponendo l’equilibrio alla traslazione orizzontale si ricava la risultante R, e imponendo l’equilibrio alla rotazione attorno al punto di applicazione di R
(ricordiamo che in Blum R agisce a 0,2d’ dal fondo della paratia) si ottiene la profondità di infissione d’.

La profondità di infissione totale d sarà ottenuta incrementando del 20% d’: d=1,2d’.

Si ricorda che l’equilibrio alla rotazione fornisce una equazione di terzo grado che va risolta per tentativi assumendo come soluzione il primo valore positivo.
FATTORE DI SICUREZZA NEL PROGETTO DI PARATIE

In letteratura, in passato, vengono proposti diversi metodi per includere nel progetto delle paratie un certo margine di sicurezza
rispetto alla condizione limite

Aumento della profondità di infissione


Questo costituisce uno dei metodi più semplici per garantire un certo fattore di sicurezza.
In questo approccio la profondità di infissione si ricava con i metodo limite (coefficiente di sicurezza pari all’unità) poi si moltiplica la
profondità ricavata con LEM con un fattore di sicurezza FS=1,2÷2; d=(1,2÷2)d’

Coefficiente di sicurezza sui coefficienti di spinta passiva


La profondità di infissione e calcolata a seguito di una riduzione della resistenza passiva ottenuta dividendo appunto la resistenza di un
opportuno coefficiente che solitamente varia tra 1,5 e 2.

Coefficiente di sicurezza sui parametri di resistenza passiva


Questo approccio raccomandato dal rapporto CIRIA 54 (1974) e dall’ Hong Kong Geoguide 1 (1982) prevede prima di calcolare Kp di
ridurre i parametri del terreno dividendoli per un opportuno coefficiente di sicurezza.
tan 𝜑 tan 𝛿 𝑐′
𝜑′𝑑 = tan−1 ( 𝐹 ) ; 𝛿𝑑 = tan−1 ( 𝐹 ) e 𝑐′𝑑 = 𝐹
dove F= 1,5÷2 a seconda dell’attendibilità con cui sono stati determinati i parametri geotecnici

Coefficiente di sicurezza su tutti i parametri di resistenza efficaci


In questo approccio proposto da Burland et al.(1981) e da Potts e Burland(1983) si pratica una riduzione della resistenza a taglio sia in
tan 𝜑 𝑐′
zona attiva che passiva. In metodo risulta conservativo. 𝜑′𝑑 = tan−1 ( 𝐹 ) e 𝑐′𝑑 = 𝐹 dove F=1,5

Nelle recenti norme tecniche Italiane ed Europee si propone l’uso di coefficienti parziali di
sicurezza
PROGETTO DI PARATIE ANCORATE

Il metodo dell’ estremo libero (Tschebotarioff, 1973)


schematizza la paratia come un corpo rigido capace di
ruotare attorno al punto di ancoraggio.

Le ipotesi alla base del metodo sono:


• Paratia infinitamente rigida rispetto al terreno
• Ancoraggio assimilabile ad un vincolo
• Spinta attiva completamente mobilitata lungo l’intera
altezza dell’ opera Figura Schematizzazione del metodo dell'estremo libero

Fasi del progetto: Si ricorda che poiché la profondità di infissione


• Si valuta la spinta attiva a monte dell’ opera costituisce un incognita del problema essa può
• Si valuta la spinta passiva a valle dell’ opera determinarsi (dall’equilibrio alla rotazione attorno al
• Si impone l’equilibrio alla rotazione attorno al punto di punto di ancoraggio) solo per tentativi
ancoraggio, da cui si ricava la profondità di infissione d
• Si impone l’equilibrio alla traslazione orizzontale da cui si L’equilibrio alla rotazione attorno al punto di
determina il tiro sull’ancoraggio ancoraggio da luogo ad una equazione di terzo grado
• Si calcola l’andamento del taglio sulla paratia con incognita “d”
• Si calcola il valore del momento flettente massimo in Ad3+Bd2+Cd+D=0
corrispondenza della sezione dove è si annulla il taglio.
• È consigliato aumentare la profondità di infissione di un dove A,B,C,D sono coefficienti noti.
20% del valore calcolato se si sono utilizzati i parametri Come valore d di primo tentativo si può assumere
caratteristici del terreno un valore di 0,4h con h altezza di ritenuta.
Esempio su multistrato con terreni attritivi-coesivi (c’, ′), assenza di sovraccarico

bR1

Mrib = S1xbS1+ S2xbS2+ S3xbS3 +S4xbS4+ S5xbS5


Mstab =R1xbR1+ R2xbR2+ R3xbR3
• CALCOLO DELLE SPINTE (INTRODUCENDO SOLUZIONI ANCHE DIVERSE DA
QUELLE DI RANKINE)

• EFFETTO DEL COSTIPAMENTO NEL CALCOLO DELLE SPINTE


ANALISI LIMITE: SPINTE DELLE TERRE
Condizioni iniziali
hp

ha 

c

ho vo

Condizioni limite attiva - Condizione limite passiva

decompressione Kp
s.l.a
Ko
Ka
- 
compressione
s.l.p
ANALISI LIMITE: SPINTE DELLE TERRE
Lo stato di sforzo è mostrato nel piano di Mohr

Si osserva:
- lo sviluppo dei piani di scorrimento nella zona attiva e passiva
- il cambiamento dello stato di sforzo per gli elementi A e B
- lo spostamento () necessario per mobilitare la condizione limite attiva e la
condizione limite passiva
ho= Kovo ho= ho+ u

ha = -2c Ka + Kavo ha = ha+ u


hp = +2c Kp + Kpvo hp = hp+ u

Ka <Ko< Kp

Ko = 1-sin′ Ka =(1-sin′)/(1+sin′)
Kp =(1+sin′)/(1-sin′)=1/Ka
Spinta delle terre
Teoria di Rankine (1857)

Condizioni limite attive



'
f T
c'

A 0 ha' ho' F vo' 



'
f T
c'

A 0 ha' ho' F vo' 


Condizioni limite passive

'
f T

c'

A 0 ho' vo' F hp' 


Teoria di Coulomb (1776)

Con le seguenti ipotesi:

1. assenza di attrito tra parete e terreno,


2. parete del muro verticale,
3. superficie del terrapieno orizzontale,
4. terreno omogeneo, incoerente e asciutto
5. superficie di scorrimento piana.

le espressioni trovate coincidono con quelle determinate da Rankine

1  sen   
Ka   tan 2  45  
1  sen  2

1  sen   
Kp   tan 2  45  
1  sen  2

Nella formulazione di Coulomb, le ipotesi di partenza, ad eccezione di quella di superficie di


scorrimento piana possono essere rimosse, a costo di una soluzione analitica più complessa.
Per determinare il valore della spinta attiva, SA (limite inferiore dell’equilibrio)
supponiamo di traslare gradualmente la parete verso l’esterno fino a produrre la
rottura del terreno.
La rottura si manifesta, nell’ipotesi di Coulomb, con il distacco di un cuneo di
terreno ABC che scorre verso l’esterno e verso il basso su una superficie di rottura
piana e inclinata di un angolo sull’orizzontale, incognito. Il cuneo ABC trasla nella
posizione A’B’C’.
H/tan
B C
SA
B' C'

W
H

W R '
SA
R '

A
A'

Per determinare il valore che corrisponde alla condizione di equilibrio limite attivo , e
quindi determinare SA, occorre fare la ricerca di massimo della funzione che può essere
condotta per via grafica o numerica. In questo modo è possibile ricavare il valore critico
dell’angolo che risulta essere:
  
 crit   45  
 2
Teoria di Coulomb (1776) metodo basato sull’ equilibrio delle forze in gioco.

• parete di altezza H inclinata di un angolo sulla verticale;


• terrapieno omogeneo e incoerente, delimitato da una superficie inclinata di un
angolo sull’orizzontale;
• presenza di attrito tra parete e terreno, con coefficienti di attrito ;
• superficie di scorrimento piana

Condizioni limite attive

cos 2     
Ka 
sen   sen     
2

cos 2  cos    1  
 cos     cos     
Teoria di Coulomb (1776)

Condizioni limite passive

Metodo basato sull’equilibrio


globale, inquadrabile
nell’ambito del teorema
cinematico, conduce a stime
che rappresentano un limite
superiore quindi non
cautelativo per la stima della
resistenza passiva

cos 2     
Kp 
sen   sen     
2

cos 2  cos    1  
 cos     cos     
Condizioni di stato limite attivo

Effetto della scabrezza del muro


sulle direzioni principali

Cerchio di Morh SLA


nel caso di muro scabro

Cinematismo di rottura:
effetto della scabrezza
Condizioni limite passive

Cerchio di Morh SLP


nel caso di muro scabro

Cinematismo di rottura:
effetto della scabrezza
Coefficienti Ka,Kp
Coefficienti Kp

(Lancellotta 2002)

Soluzione consigliata
ATTRITO MURO/ TERRENO ≠ 0

Da Ricordare
Nel calcolo della resistenza passiva, se si assume /2 va
considerata la non planarità della superficie scorrimento.

Cioè:

Coulomb (1776)
(se si adotta Coulomb non prendere un valore maggiore di /3)

Lancellotta (2002), Sokolowskii (1965,)Caquot and Kerisel


(1948),

Rankine (1857), sempre cautelativo perché assume  = 0


SPINTE DOVUTE AL COSTIPAMENTO
Rullo di peso 5-10 t circa

Ip: infinitamente largo (rispetto dim cuneo)

Incremento di tensioni orizzontali proporzionali


a quell verticali secondo K0
Ip: all’atto della rimozione del carico del rullo le
condizioni di deformazione trasversale
risultano impedite
Costipamento di terrapieni granulari
Broms, 1971

Kr= coeff. di spinta a riposo


nella fase di scarico
Broms, 1971
Ingold, 1979
NTC
2008

Tiro

APPROCCIO 1
DA1.1 A1 + M1+ R1
DA1.2 A2+ M2 + R2
STATIC DESIGN ACCORDING EC7

ESEMPIO NTC 2008

Tiro=130 kN/m

Mmax= 389 kNm/m

d =3.11 m

H = 8m
ha = 1 m

k = 18 kN/m3
k = 30°
Nell’esempio mostrato si è
l.m.m. ipotizzato e calcolato un
ancoraggio a piastra
Criteri per il posizionamento della piastra di ancoraggio

Spinte sulla piastra


Criteri per il
posizionamento
dell’ancoraggio a
bulbo

La linea 1 rappresenta il piano delimitante il cuneo di del terreno a tergo della paratia

la linea 3 rappresenta il piano passante per il piede della paratia

la linea 4 rappresenta la distanza minima secondo Peck.


P R O G E T TO S TAT I C O PA R AT I E

NTC
2018 Tiro

Paratia ancorata - SLU

Novità Sovraescavo d

(RIPRESA DA
EC7)

Considerare sovraescavo pari al minore tra:


- d= 10% H per opere a sbalzo
- d= 10% (H-ha) per opere ancorate
- d= 50 cm

APPROCCIO 1
SLU 1.1 A1 + M1+ R1
Giuseppe Scarpelli SLU 1.2 A2+ M2 + R1
P R O G E T TO S TAT I C O PA R AT I E

Paratia – Stabilità globale


§6.5.3.1.2 Paratie
...
La verifica di stabilità globale del complesso opera di sostegno-terreno deve essere effettuata secondo la Combinazione 2 (A2+M2+R2)
dell’Approccio 1, tenendo conto dei coefficienti parziali riportati nelle Tabelle 6.2.I e 6.2.II e 6.8.I.

APPROCCIO 1 – Comb. 2: A2 + M2 + R2

Metodi:
- metodo delle strisce - metodo FEM con c- reduction
Punti plasticizzazione

Giuseppe Scarpelli