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CONSIGLI PER LA FEDE DI SATORU IZUMI (1980)1

Sommario
Introduzione............................................................................................................................................................ 2
Prefazione ............................................................................................................................................................... 2
L' ATTEGGIAMENTO CORRETTO.............................................................................................................................. 4
CAUSA INTERNA E CAUSA ESTERNA ....................................................................................................................... 6
CAMBIARE IL PROPRIO KARMA............................................................................................................................... 7
DESIDERI PERSONALI............................................................................................................................................... 8
BENEFICI INVISIBILI ................................................................................................................................................. 9
ATTEGGIAMENTO DURANTE GONGYO ................................................................................................................. 10
SE PROPRIO DEVI BERE ......................................................................................................................................... 10
COME DARE UNA GUIDA ...................................................................................................................................... 11
GUIDA SEMPRE NELLA FEDE ................................................................................................................................. 11
FACCIAMO ESPERIENZA ........................................................................................................................................ 12
UNITA’ ................................................................................................................................................................... 13
TROVA LA CAUSA FONDAMENTALE ...................................................................................................................... 14
IL RUOLO DEI RESPONSABILI ................................................................................................................................. 15
IL RUOLO DEL VICE-RESPONSABILE....................................................................................................................... 26
SOSTENETE I RESPONSABILI .................................................................................................................................. 26
L'UNICO SOSTEGNO SICURO E' IL GOHONZON ..................................................................................................... 27
PROGREDIRE OGNI GIORNO ................................................................................................................................. 28
CORREGGERE L' ATTEGGIAMENTO SBAGLIATO .................................................................................................... 28
NON OFFENDERE E NON CRITICARE ..................................................................................................................... 29
LO SCOPO DELLA FEDE .......................................................................................................................................... 31
PREMONIZIONI...................................................................................................................................................... 33
PROBLEMI CON I FIGLI .......................................................................................................................................... 34
ALLEGGERIRE LA RETRIBUZIONE KARMICA........................................................................................................... 34
SOFFERENZE .......................................................................................................................................................... 35
I NOSTRI DESIDERI ................................................................................................................................................. 37
GUADAGNARE LA FIDUCIA DEGLI ALTRI ............................................................................................................... 38
IL PIÙ GRANDE REGALO PER I GENITORI............................................................................................................... 38
LO SCOPO DEL MATRIMONIO ............................................................................................................................... 40

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Nota: siamo nel 1980, e si parla di Nichiren Shoshu perchй non era ancora avvenuta la scissione con la Soka Gakkai.Nel
1990 la Soka Gakkai si и staccata dal clero, di conseguenza le citazioni verso la Nichiren Shoshu adesso non sono piщ
attuali.

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INGREDIENTI PER LA FELICITA’.............................................................................................................................. 42
IL MOVIMENTO DI KOSEN-RUFU .......................................................................................................................... 43

Introduzione

"Incoraggiatore di professione": è cosi che i membri chiamano il signor Satoru Izumi, Vice-presidente
delta Soka Gakkai e Direttore generale del Centro Internazionale della Nichiren Shoshu. Dovunque
egli vada, in Giappone o all'estero, troviamo molte persone che, grazie al suo incoraggiamento, si de-
dicano sinceramente alla pratica e crescono nella fede. Sin dai primi giorni della Soka Gakkai il signor
Izumi si è impegnato a guidare ed incoraggiare i singoli membri, specialmente quelli con gravi
problemi. Insegnando loro a praticare correttamente, li ha portati alla felicita e alla prosperità.

Nato nel 1911, il signor Izumi si laureт nell'attuale Università per gli Studi Internazionali di Tokyo e
nel 1940 divenne un membro della Soka Gakkai (Societа per la creazione di valore), un'organizzazione
laica della Nichiren Shoshu. E’ uno dei pionieri che hanno contribuito a costruire la Soka Gakkai sotto
la guida del signor Makiguchi e dei successivi presidenti, i signori Toda e Ikeda. Oggi la Soka Gakkai
conta molti milioni di membri con organizzazioni in quasi tutti i paesi del mondo.

Guide per la fede è una raccolta di consigli ed incoraggiamenti, dati dal signor Izumi in varie occasioni
formalmente e informalmente. E'stato pubblicato nel 1979 sotto il titolo Shido no Izumi a cura della
Seikyo Press di Tokyo. Una traduzione inglese è apparsa a puntate nel mensile Seikyo Times
dall'aprile 1979 a luglio 1980.

Questa è una traduzione italiana del testo inglese pubblicato nell’80.

Poichè molte delle guide del signor Izumi erano rivolte a membri giapponesi, alcune, conformi alla
mentalità e ai costumi giapponesi, sono state omesse, perché non riguardano i lettori occidentali.
Invece, i punti basilari della fede e della pratica che costituiscono la maggior parte del contenuto di
questa edizione, rispondono a bisogni universali e si possono applicare a situazioni che i credenti di
qualsiasi paese affrontano nella loro pratica quotidiana.

Questo testo offre al lettore una chiave per risolvere i propri problemi e per utilizzare il potere del
Budda che ognuno possiede dentro di se. Nelle sue guide il signor Izumi cerca di far capire ad ogni
membro il giusto atteggiamento della fede per metterlo in grado di conquistare una vera indipendenza
basato sul Buddismo di Nichiren Daishonin.

Ci auguriamo che i lettori usino questo libro come guida alla loro fede e che possano elevare il loro
stato vitale tramite una pratica corretta.

Prefazione

Mi convertii alla Nichiren Shoshu quando avevo ventinove anni. Ero allora nella disperazione più
nera; pensavo che probabilmente non esistesse al mondo un uomo più infelice di me. Ma dopo aver
incontrato il Gohonzon, potei cambiare le mie avversitа in fortuna, proprio come un veleno
trasformato in medicina. Mia madre morм quando avevo solo tre anni. I nonni materni erano ancora
relativamente giovani. Essi avevano adottato mio padre quando aveva sposato la loro figlia unica e
dato che viveva con loro temevano che se si fosse risposato, avrebbero potuto nascere discordie in
famiglia. Allora, mi nominarono loro erede. Da quel momento fui allevato dai nonni. Il nonno era un

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uomo di gran cuore. Per aver fatto dei favori ad alcuni suoi amici, quando mori lasciт grossi debiti.
Tutta la proprietа della famiglia passт in altre mani.

Avevo vent'anni allora, ed ero pieno di risentimento verso tutti e tutto. Perché dovevo essere cosi
sfortunato? La gente diceva che buone cause portano buoni effetti e cattive cause cattivi effetti, ma io
non potevo crederci. Mio nonno aveva sempre condotto una vita onesta e laboriosa; per generazioni un
membro della mia famiglia aveva rivestito la carica di capo della congregazione dei fedeli del tempio
buddista e del santuario shintoista del paese. Mio nonno aveva fatto tutto il possibile per il tempio, per
il santuario, per il paese e per la scuola. Tutto ciт era solo servito a portare la mia famiglia alla rovina.

Non ci sono nè dei, nè Budda, pensavo. Ogni prete buddista o shintoista che conoscevo affermava
che la sua religione era la migliore di tutte, ma secondo me, erano tutti uomini che ricercavano soltanto
i loro interessi. Infatti, come era possibile che ci fossero tante religioni "migliori"? Arrivai infine alla
conclusione che potevo contare solo su me stesso. Più tardi mi resi conto che la mia era una
conclusione sbagliata, derivata dalla religione della mia famiglia, ma allora non ero in grado di capirlo.
"D'ora in poi - mi dissi - risparmierт qualche soldo ogni giorno, anche pochi, non dipenderт che da me
stesso". Cosi iniziai un nuovo capitolo della mia vita. Mi sposai e mi nacque un figlio. Fu una gioia
immensa, ma di breve durata: dopo quattro giorni il bimbo mori. Prima avevo perso la mamma, ora il
bambino. Perché tanta sfortuna? - continuavo a chiedermi. Poi, l'anno seguente mia moglie si ammalт
e dovette ricoverarsi in ospedale. Cosi tutti i miei sudati risparmi sparirono.Ma le mie sfortune non
erano finite. L'anno successivo nacque una bambina affetta da paralisi cerebrale. "Mi rincresce signor
Izumi - disse il dottore - per sua figlia non c'è niente da fare".

Credo che non esista peggiore tortura per un genitore che vedere un figlio ammalato che continua a
vivere senza speranza di guarigione. Se avete problemi con la moglie, potete divorziare, ma non si può
divorziare da un figlio anche se è solo causa di sofferenza. "Se anche mia figlia vive e cresce, non sarà
mai in grado di prendersi cura di se" - pensavo tra me - "Per il suo bene preferirei che morisse. Forse
dovrei toglierle la vita con le mie mani, ma come può un padre fare una cosa del genere?"

Provai tutto il tormento e l'angoscia di un padre con un figlio incurabile. Fino ad allora avevo preso
la vita con la filosofia del: "Sarà quel che sarà". Se, per esempio, perdevo 100 yen, mi consolavo
pensando "Meno male che non erano 1.000!" Se ne perdevo 1.000 dicevo "Fortuna che non erano
10.000". Qualunque cosa mi capitasse la paragonavo a qualcosa di più grave. "Non te la prendere!
Avrebbe potuto succedere di peggio".

Cosi, quando un amico mi parlò della Nichiren Shoshu, in un primo momento mi dissi: "Io non ho
bisogno di nessuna religione. E' vero, ho perduto mia madre, tutta la fortuna di famiglia, ho perduto un
figlio. Ma quel che è stato è stato, non ci si può far niente. Non mi serve una religione".

Tuttavia, la mia bambina paralitica cambiт il mio modo di pensare, non potevo più dire: "Sarà quel
che sarà" o "Non ti preoccupare. Le cose vanno come vogliono andare". Avevo una figlia con una
malattia che i dottori avevano dichiarato incurabile. Avrei tentato di tutto, qualunque cosa.

Poi, anche se mia figlia fosse morta, le avrei potuto dire: "Ho fatto tutto quello che un padre
avrebbe potuto fare per curarti. Ho provato tutte le cure mediche possibili, ho tentato tutto quello che
la gente diceva ti avrebbe fatto bene. Non c'è altro che io posso fare per te. Per favore, rassegnati al tuo
destino".

Il mio amico torna più volte a parlarmi della Nichiren Shoshu e mi spinse a pensare: "Cosa
succede se mi rifiuto di praticare questa religione e mia figlia muore?" Per tutta la vita avrei avuto dei
rimorsi al solo pensiero che se avessi accettato, forse, sarebbe potuta guarire. Non voglio morire con
un rimorso del genere. Decisi di convertirmi per amore di mia figlia.

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La Nichiren Shoshu è il Vero Buddismo di Nichiren Daishonin. Sulle prime non avevo idea del
perché fosse il "Vero" Buddismo, ma non me ne curavo, purchè fosse utile a guarire mia figlia. Ora,
guardando indietro, mi rendo conto che se non fosse stato per la mia bambina paralizzata, io non sarei
oggi quello che sono. Per me è stata ciт che il Buddismo chiama zenchishiki, buona influenza.

La causa diretta della mia conversione fu la mia bambina ammalata. Certo, c'erano state anche altre
cause: divenni orfano a tre anni, a vent'anni persi mio nonno e mi ritrovai pieno di debiti, tutto il
patrimonio familiare fu perso, il mio primo bambino mori dopo quattro giorni e infine mi nacque una
figlia handicappata. Tutte queste disgrazie contribuirono a farmi convertire al Vero Buddismo. Sono
convinto che tutti, mia madre, mio nonno, mio figlio e mia figlia, apparvero in questo mondo per
condurmi al Gohonzon.

Finchè conservate una salda fede, riuscirete sempre a trasformare le difficoltà in felicita, il veleno
in medicina. Avevo toccato il fondo dell’infelicità quando incontrai il Gohonzon. Da allora ho lottato
sulla strada della fede, ascoltando i consigli dei più anziani e sopportando coraggiosamente difficoltà
dopo difficoltà. Oggi mi trovo ad avanzare lentamente ma costantemente ogni giorno, pieno di
immensa gratitudine per il Gohonzon.

Qualunque cosa possa accadere, continuate a recitare Daimoku ed a propagare il Buddismo.

Allora potrete elevare la vostra condizione vitale e vincere l’infelicità. Questo è ciò che significa
sormontare le difficoltà tramite la fede e sconfiggere le proprie debolezze. Questo vi condurrа anche a
costruire una famiglia armoniosa.

Verrà sicuramente il giorno in cui potrete dire con gratitudine: "Se sono cosi felice è perché ho
mantenuto la fede nel Gohonzon". In questo libro sono state tradotte le mie guide sulla fede e sulla
pratica basate sulla mia esperienza di quarant’anni all'interno della Soka Gakkai.

Spero sinceramente che quanto contenuto in questo libro vi sia di aiuto nell'approfondire la vostra
fede e ricevere cosi ancora più grandi benefici dal Gohonzon.

Alcuni consigli fondamentali

L' ATTEGGIAMENTO CORRETTO

Sono stato in varie parti del mondo, e in ogni paese ho sentito la gente esprimere lo stesso
desiderio: "Voglio essere felice". Questo è il desiderio comune a tutta la gente del mondo, ma quando
si arriva a parlare di Buddismo, la religione che può esaudire questo desiderio, molti si lamentano che
è difficile da comprendere o che non viene tradotto sufficiente materiale di studio.

Io rispondo sempre: "L'unica lingua che parlo è il giapponese. Non so come si dice zucchero in
tedesco o in francese, ma ho trovato che lo zucchero è dolce in ogni paese. Non ho dovuto imparare a
dirlo in questa o in quella lingua per scoprirne la dolcezza. Non importa se capite o meno la lingua: è
un fatto indiscutibile che lo zucchero sia dolce". "Naturalmente anche le traduzioni e le spiegazioni
sono importanti e vanno fatte, ma il Buddismo di Nichiren Daishonin è un insegnamento universale ed
il Gohonzon ti darà benefici qualunque sia la tua lingua, in qualunque paese tu viva".

Una volta andai in un certo paese per dare delle guide. Una donna venne da me per chiedere
consiglio. Non sembrava che avesse praticato molto sinceramente. Le era capitato di aver messo da
parte, di nascosto al marito, alcuni soldi avanzati dalle spese di casa. Ma il marito lo aveva scoperto ed
era scoppiato un aspro litigio.

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Per reazione la donna, che aveva un carattere forte e puntiglioso, per un anno intero non aveva
rivolto la parola al marito, nè fatto il bucato o preparato i pasti per lui. Si era messa a recitare un
milione di Daimoku, pregando con l'unico scopo di divorziare. Io la incontrai il giorno dopo che aveva
completato il milione di Daimoku. "Mi hanno detto che in questa religione nessuna preghiera rimane
senza risposta" - disse - "Allora perché la mia non è stata esaudita?"

Io le risposi che vengono esaudite le preghiere che rendono felici, non quelle che rendono infelici.
Che cosa succederebbe se fossero esauditi tutti i desideri, sia quelli buoni che quelli malintenzionati?
Le chiesi:"Dici di aver recitato un milione di Daimoku per ottenere il divorzio, ma quanti Daimoku hai
recitato affinchè anche tuo marito cominciasse a praticare?" Non ne aveva recitato neanche uno.

"Tu pensi che stai soffrendo in questa vita perché hai un marito cattivo, le dissi, ma non è cosi. E’
perché tu hai il karma di soffrire a causa di tuo marito. Dici che tuo marito è cattivo, ma sembra che
non ti renda conto che neanche tu sei stata precisamente una buona moglie per lui". Poi le ricordai la
storia dei fratelli Ikegami vissuti ai tempi del Daishonin. Il padre si era opposto molto duramente alla
loro fede. Considerandolo da questo punto di vista, egli era certamente un cattivo padre. Ma perché i
due fratelli dovettero subire una cosi feroce opposizione da parte del padre? Secondo il Gosho, ciò
accade perché dovevano cambiare il loro destino. L'opposizione del padre aveva il valore di
zenchishiki, buona influenza. Molti si lamentano dei genitori o dei coniugi, ma sono loro che soffrono,
ed il Buddismo considera tutto dal punto di vista dell'individuo: se sei infelice è perché tu stesso, in
questa vita o in una vita precedente, hai creato la causa che provoca l'attuale infelicità. Quelli che si
lamentano e accusano gli altri, non considerano che loro stessi possono aver creato del karma negativo
nel passato. Di conseguenza, non pensano nemmeno

di dover chiedere scusa al Gohonzon per questo o quel motivo, e continuano semplicemente a
prendersela col coniuge o coi genitori.

Alla fine le dissi: "Chiedi scusa al Gohonzon per il tuo comportamento nel passato e prega affinchè
tuo marito inizi a praticare il Vero Buddismo".

La mattina seguente la donna venne a salutarmi all'aeroporto con una macchina presa a nolo. "La
ringrazio per la sua guida di ieri sera" - mi disse. " Quando sono tornata a casa, mi sono inginocchiata
davanti al Gohonzon e ho recitato Daimoku, poi ho cominciato a piangere senza riuscire a fermarmi".

"Sei stata una moglie egoista e una madre sconsiderata" - le risposi. "Se pratichi con fede sincera,
non solo diventerai una buona moglie ed una buona madre ma diventerai anche un elemento prezioso
per il movimento di Kosen-rufu. Quando ritorni a casa, chiedi scusa anche ai tuoi figli".

"Devo chiedere scusa anche ai miei figli?" chiese imbarazzata. Ripetè questa domanda per altre
due volte. Le spiegai che ogni genitore chiederebbe scusa a suo figlio se per sbaglio gli pestasse un
piede. Certamente nessun genitore si rifiuterebbe di farlo soltanto perché si tratta di suo figlio. Ma la
donna ribattè che trovava difficile chiedere scusa ai figli. Allora le consigliai: "Se reciti Daimoku
davanti al Gohonzon e ripensi al tuo passato comportamento, ti troverai a chiedere loro scusa con
molta naturalezza".

La donna promise che si sarebbe sforzata di fare la sua rivoluzione umana e che mi avrebbe
informato dei risultati.

Al mio rientro in Giappone, ricevetti una sua lettera. Riferiva che appena tornata a casa
dall'aeroporto, aveva preparato da mangiare e messo in tavola, ma il marito non aveva neanche voluto
toccare il piatto. Evidentemente non gli aveva ancora chiesto scusa. Come potrebbe un uomo accettare
un pasto da parte di una moglie che non gli parla per un anno, senza prima ricevere delle scuse?

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Scriveva inoltre che non aveva ancora chiesto scusa ai suoi figli, ma che quando aveva raccontato
loro ciт che io le avevo detto, il loro atteggiamento nei suoi confronti era totalmente mutato. La lettera
rivelava la sua ferma volontà di fare una partenza completamente nuova nella fede.

Questo esempio dimostra l'importanza di pregare sinceramente il Gohonzon cosi da poter vedere il
nostro destino da una giusta prospettiva, con la coscienza che la sola chiave per risolvere tutti i
problemi è un cambiamento di noi stessi.

CAUSA INTERNA E CAUSA ESTERNA

Tutti hanno una qualche preoccupazione: alcuni sono angustiati per il loro coniuge, altri per i figli,
altri hanno problemi di salute.

Lo scopo della fede è quello di correggere le cause fondamentali che ci provocano tali sofferenze.
Non riuscirai mai a migliorare la situazione finchè cerchi soltanto di cambiare l'effetto. Come afferma
il Gosho, "Se cerchi di curare la malattia di qualcuno senza conoscerne la causa, riuscirai soltanto ad
aggravare la malattia."

Qualunque sia il problema che li affligge, è sempre un effetto. Un effetto implica invariabilmente
una causa interna ed una causa esterna che hanno agito insieme per produrre quell'effetto.

Una causa interna da sola non produrrа alcun effetto, allo stesso modo una causa esterna da sola.

Supponiamo di avere un seme (causa interna): questo seme non germoglierà (effetto), a meno che
non venga annaffiato (causa esterna). D'altra parte, puoi versare quanta acqua vuoi, non germoglierà
niente se non c'è seme.

Ora. visto che le sofferenze sono un effetto, ci devono essere sia delle cause interne che delle cause
esterne che combinandosi insieme hanno prodotto tale effetto. Molti perт non si rendono conto che la
causa fondamentale giace dentro loro stessi, e vedendo solo la causa esterna, si lamentano degli altri
che agiscono come ostacoli.

Supponiamo che tu soffra perché hai un marito tiranno o un figlio ribelle. Innanzitutto, perché ti è
toccato sposare un uomo simile o generare un figlio ribelle? Questo succede perché "tu" hai il destino
di soffrire a causa di un marito o di un figlio. Fino a che non capisci questo non potrai capire nemmeno
il Buddismo.

La causa della tua sofferenza presente risiede nel tuo passato. Puoi aver causato sofferenza a tuo
marito o a tuo figlio in una vita passata (causa) e di conseguenza nel presente loro ti fanno soffrire
(effetto). Capire ciò è essenziale. Una volta il Presidente Toda cosi spiega il meccanismo di causalità
ad un membro che aveva un figlio poliomielitico. Quell'uomo soffriva a causa del figlio? No, il figlio
era soltanto la causa esterna. L'uomo stesso aveva il karma di avere un figlio malato nella sua famiglia.
Era lui che sentiva il dolore e voleva esserne liberato. Il Presidente Toda gli disse che se avesse
rafforzato la sua fede e la sua pratica avrebbe potuto cambiare il proprio destino e di conseguenza il
suo problema si sarebbe risolto.

Un giorno venne a chiedermi guida una donna il cui marito aveva un cancro. Lei aveva recitato a
lungo e fervidamente davanti al Gohonzon per la sua guarigione, ma fino a quel momento non si era
visto alcun miglioramento.

"Mi sembra di capire che tuo marito non è molto assiduo nella pratica" le dissi. "E del tutto
naturale che tu desideri che tuo marito guarisca, ma pregare per la guarigione di qualcuno che non

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pratica, è come pregare perché una persona che rifiuta di mangiare si senta sazia e soddisfatta. Se
potessimo ottenere benefici senza praticare noi stessi, allora ben pochi di noi praticherebbero
seriamente; potremmo chiedere a qualcun altro di recitare per noi".

"Strettamente parlando, non puoi cambiare il karma di tuo marito. Perт puoi cambiare il tuo karma
negativo di soffrire a causa della malattia di tuo marito. Allo stesso tempo, prega affinchè tuo marito
trovi nella sua malattia il motivo per praticare sinceramente e diventi una persona che possa dare il suo
contributo al Kosen-rufu. Questo deve essere il tuo atteggiamento. Prega sinceramente al Gohonzon,
chiedendo scusa per i tuoi errori passati e promettendo di impegnarti seriamente nella pratica. E'
questo il solo modo giusto di praticare".

Da quel giorno la donna prega sinceramente correggendo il suo atteggiamento sbagliato e le


condizioni del marito cominciarono a migliorare poco a poco. In un mese si era talmente ristabilito che
gli fu permesso di passare a casa i fine settimana. Ogni volta che rientrava in ospedale, il dottore si
stupiva del miglioramento del suo paziente. Il dottore non sapeva, naturalmente, che l'uomo stava
recitando Daimoku e gli chiedeva. "Dimmi, ma che cosa ti danno da mangiare a casa tua?"

In definitiva, questa esperienza dimostra che la chiave per risolvere tutti i nostri problemi sta nel
cambiare il nostro karma negativo.

CAMBIARE IL PROPRIO KARMA

Molte persone che vengono da me per chiedere consiglio, si lamentano della loro infelicità e ne
danno colpa ad altri, al marito, alla moglie, ai suoceri, ai figli, ai responsabili, a quello o a questo,
insomma a tutti tranne che a loro stessi. Praticamente nessuno pensa che le sofferenze siano dovute
alle proprie colpe. Tutti pensano di essere del tutto innocenti. Un problema, di qualunque tipo sia, è un
effetto prodotto dalla combinazione di una causa interna e di una causa esterna. Prendiamo l'esempio
di un bicchiere d'acqua. Supponiamo che nel fondo vi sia un sedimento: se si agita il contenuto; l'acqua
diverrà torbida. In questo caso il deposito costituisce la causa interna e l'atto dell'agitare è la causa
esterna. Supponiamo di avere un marito e una moglie che vivono come cane e gatto. Ciascuno dei due
insiste a dire che l'altro è colpevole della loro discordia. E' come dire: "L'acqua è diventata torbida
perché tu l'hai agitata". Ma in realtà, se non c'è deposito l'acqua rimarrà limpida anche se la si agita a
lungo. La maggior parte di noi non riesce a vedere il deposito ed accusa gli altri di aver agitato l'acqua.
In altre parole, non siamo consci del fatto che la causa dell’infelicità sta in noi e che stiamo
semplicemente sperimentando l'effetto di una causa dopo che è stata attivata da qualcun altro. Cosм in
un litigio, la moglie accusa il' marito e il marito incolpa la moglie. Nessuno incomincia una lite
pensando:"E' colpa mia."

Un giorno mentre il presidente Toda stava dando guida nel suo ufficio a Ichigaya, una donna si
lamenta: "Mia suocera è una donna cattiva e maligna e per quanto io l'abbia pregata, non vuole
cambiare il suo modo di fare" e continua ad enumerare tutti i difetti della suocera. Toda le disse: "Se tu
che sei giovane, non sei capace di correggere il tuo brutto carattere, come puoi pretendere che tua
suocera, che è anziana, cambi il suo". E le spiega esaurientemente la situazione, finchè la donna si rese
conto che non era la suocera la causa fondamentale del problema, ma bensì se stessa. Quando torna a
casa, constata che l'atteggiamento della suocera nei suoi confronti era nettamente migliorato.

Questo principio vale per qualsiasi tipo di problema, non devi biasimare i tuoi amici, i tuoi figli o i
tuoi genitori. Prima di tutto devi cambiare il "tuo" karma negativo. Questo è lo scopo della nostra fede.
Fin quando ti limiterai a lamentarti di tuo marito e dei tuoi figli, non risolverai mai il tuo problema.
Devi prima riflettere sul perché ti fanno soffrire. Supponi di avere un figlio delinquente.
Fondamentalmente è perché hai il karma di dover soffrire a causa di un figlio, questa è la conseguenza
delle cause negative che hai formato nel passato. In secondo luogo, è perché hai un atteggiamento

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sbagliato verso la tua pratica, non riconoscendo la tua responsabilità e dando viceversa la colpa a tuo
figlio. Se cambi il tuo karma negativo d dover soffrire per un figlio , egli cambierа di conseguenza.
Molti genitori incolpano i figli delle angosce che causano loro ma, dal mio punto di vista, spesso gli
accusatori sono più in colpa degli accusati.

Per te la cosa importante è riconoscere che la causa della tua infelicità è il tuo karma negativo e
pregare affinchè cambi. Come afferma il Gosho: "Anche una piccola offesa può destinare una persona
ai sentieri cattivi, se non se ne pente. Ma anche una grande offesa può essere cancellata se c'è
pentimento”.

Devi affrontare con decisione i tuoi problemi e recitare Daimoku sinceramente, chiedendo scusa
per ogni offesa o calunnia commessa in questa vita o in quelle precedenti. Poi devi agire, cioè praticare
per superarli. In questo modo non ci sarà destino o karma che non possa essere cambiato.

Supponi di avere un debito di un milione e di non avere soldi per pagarlo. Se perт ti dicono che
restituendone solo 30.000 o 50.000 il resto del debito ti verrà cancellato, pur ripagarlo con relativa
facilita. Questo è l'esempio che si riporta usualmente per chiarire il principio dell'alleggerimento della
retribuzione karmica. Ciт che hai preso devi restituire. Se ha creato una causa devi riceverne l'effetto.
Tuttavia, tramite benefici della fede puoi sperimentare in forma alleggerita gi effetti del karma
negativo. Sarai allora in grado di superare gli effetti del tuo karma, non importa quanto gravi siano, ed
entrare nella più felice condizione di vita.

DESIDERI PERSONALI

Sono sicuro che ciascuno di voi ha qualche cruccio che lo fa soffrire. La sofferenza sorge quando i
nostri desideri non si realizzano: ci sentiamo felici quando otteniamo quello che desideriamo e infelici
quando non lo otteniamo.

Una volta un responsabile rimprovera un suo membro con queste parole: "Quando sei di fronte al
Gohonzon, non devi pregare per i tuoi desideri personali, devi pregare esclusivamente per la
realizzazione di Kosen-rufu". Qualche tempo dopo quel membro venne da me e mi chiese se quella
guida fosse giusta.

Ebbene, alcuni si preoccupano soltanto dei loro desideri personali e, a questi, bisogna ricordare che
non si deve pregare solo per le cose personali, ma anche per Koserf-Rufu. Altri membri invece hanno
un atteggiamento troppo non curante nei confronti della loro vita quotidiana e pensano che, visto che
pregano per Kosen-Rufu, i loro problemi personali si risolveranno automaticamente. A queste persone
prima o poi vengono dei dubbi: "lo prego sempre per Kosen-Rufu. Perché la mia situazione personale
non migliora?"

Il Presidente Toda ci insegnava cosi: "Supponiamo che tu metta del riso e dell'acqua in una pentola
e poi cominci a recitare Daimoku perché si cuocia. Puoi recitare quanto vuoi, ma non avrai mai del
riso bollito". Con questo esempio voleva confutare l'idea sbagliata secondo la quale i benefici
arriveranno da soli semplicemente recitando, senza fare nessun altro sforzo. Noi recitiamo per ottenere
saggezza, quella saggezza che ci consiglia di accendere il fuoco, e regolare la quantità d'acqua e
l'altezza della fiamma necessaria per avere un riso che non sia nè troppo al dente nè stracotto.

E' vero che dobbiamo pregare sinceramente per Kosen-Rufu, ma se non ci impegniamo seriamente
per i problemi della nostra vita pensando che, grazie a quelle preghiere, la nostra vita migliorerà
automaticamente, ciò difficilmente accadrà.

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Se vogliamo lavorare per Kosen-Rufu, è necessario che la nostra vita poggi su solide basi e
dobbiamo sforzarci al massimo per costruirle.

Perciò, quando ci mettiamo davanti al Gohonzon, dobbiamo pregare sia per il raggiungimento di
Kosen-Rufu sia per risolvere i nostri problemi personali.

BENEFICI INVISIBILI

Ogni tanto mi capita di incontrare delle persone che si lamentano: "Ho recitato tanto, ma non
ricevo benefici". Eppure, se si pratica bene è assolutamente impossibile non ricevere benefici.

Non possiamo giudicare il potere del Gohonzon dal nostro punto di vista che è limitato. Non
possiamo fidarci dei nostri occhi: sono fatti in modo tale che, anche spalancandoli, vedono solo i
piccolissimi benefici e non riescono a percepire quelli grandi. Se, per esempio, ti capita di rimanere
coinvolto in un incidente stradale e te la cavi senza un graffio, ringrazi il Gohonzon con tutto il cuore.
Se invece la tua giornata trascorre tranquilla senza eventi degni di nota e torni a casa sano e salvo, ti
lamenti: "Oggi non mi т successo niente di bello". Cosi siamo fatti noi comuni mortali.

Ancora un esempio: quando guarisci da una malattia, sei felicissimo del beneficio ricevuto.
Quando invece passi cinque o dieci anni senza avere alcuna malattia, non ci fai nemmeno caso e non ti
viene in mente di ringraziare il Gohonzon. Non ti rendi conto che rimanere in buona salute cosi a
lungo è una grandissima fortuna.

In altre parole, abbiamo la tendenza a non apprezzare il potere del Gohonzon a meno che non ci
capiti un incidente, qualche malattia o qualche altra avversità. Quale beneficio e più grande, incappare
in una disavventura e superarla o non

avere alcuna disavventura? Evidentemente il secondo beneficio è più grande.

Nel Buddismo i benefici visibili ma piccoli sono chiamati benefici "cospicui", quelli invisibili ma
grandi sono benefici "incospicui". I piccoli benefici si riconoscono facilmente mentre ci vuole del
tempo per vedere quelli grandi. Che cosa è un beneficio "invisibile"? Cercherт di spiegarlo con un
esempio.

A vedermi adesso forse non lo direste, ma io ero un gran bell'uomo da giovane. Ogni mattina mi
svegliavo e mi vedevo uguale al giorno precedente. Questo è successo per giorni, mesi ed anni, fino ad
oggi. In tutto questo tempo, non c'è stato un solo giorno nel quale abbia notato un cambiamento ap-
prezzabile nel mio aspetto. Eppure oggi sono diversissimo da come ero da giovane almeno per quanto
riguarda la mia testa. Non mi è successo che una bella mattina svegliandomi e guardandomi allo
specchio, abbia improvvisamente scoperto che i miei bei capelli folti erano completamente scomparsi.
(Questo l'ho raccontato per farvi capire come si manifestano i benefici invisibili ma non crediate che
questo sia stato il mio beneficio invisibile!)

Ciт che voglio dire è che se si continua a praticare sinceramente, qualcosa di grande sta
sicuramente succedendo, anche se non ce ne accorgiamo. Se mantieni una fede pura per cinque, dieci,
quindici anni e più, senza che te ne renda conto ti ritroverai in uno stato di felicità quale non avresti
mai neanche immaginato. Questo è il beneficio invisibile.

Capita spesso, che ciт che in apparenza sembra una grande sfortuna, a lunga scadenza si rivela un
grande beneficio. Il potere del Gohonzon - il potere del Budda e della Legge - è assoluto. II fatto di
riuscire o meno ad attivare quel potere dipende dai nostri poteri della fede e della pratica.

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Dite ai vostri membri di continuare a praticare diligentemente senza dubitare mai del potere del
Gohonzon qualsiasi cosa accada e di essere sempre convinti dei grandi benefici che nascono dalla loro
pratica.

ATTEGGIAMENTO DURANTE GONGYO

La posizione che assumiamo mentre recitiamo gongyo è un espressione della nostra fede nel
Gohonzon. Deve essere una posizione dignitosa che sia allo stesso tempo naturale e solenne. Devi
stare con la schiena eretta e guardare con occhi pieni di gratitudine direttamente verso Nam-myoho
renge-kyo iscritto al centro del Gohonzon. Durante le preghiere silenziose, concentrati chinando
naturalmente la testa e tieni le mani unite.

Gongyo e Daimoku costituiscono la base della fede, il mezzo principale per raggiungere il nostro
obiettivo, e cioè il conseguimento della Budditа in questa esistenza e la nostra rivoluzione umana.
Perciт è importante osservare la pratica di Gongyo nel modo più rispettoso e con profonda
convinzione. Tenendo questo a mente per favore, sforzati di migliorare sempre Gongyo.

Quando più persone fanno Gongyo insieme, devono recitare in perfetta armonia con la persona che
guida. Questo è fondamentale dal punto di vista di Itai-Doshin (diversi nel corpo, stessa mente).
Supponi che tutti i membri della famiglia inizino la giornata facendo Gongyo insieme. Se tuo figlio si
unisce al Gongyo in ritardo, diciamo verso la metа, non deve ricominciare dalla prima preghiera, il
potere del Gohonzon è tale che basterà la fervente preghiera del genitore per supplire alla parte che il
figlio ha perduto. Se perт lui ne approfitta e prende l'abitudine di iniziare il Gongyo in ritardo,
naturalmente devi riprenderlo.

Quando tuo figlio arriva verso la fine del gongyo. deve recitare solo la parte finale e terminare con
gli altri, se è ancora molto giovane. Se invece ha quattordici anni o più, deve seguire gli altri fino alla
fine, poi ricominciare da capo oppure recitare Daimoku più a lungo per compensare la parte che ha
saltato.

SE PROPRIO DEVI BERE

Poichè Gongyo è la solenne cerimonia durante la quale siamo alla presenza del Budda originale
Nichiren Daishonin, è irriverente farlo quando si è sotto l'influenza dell'alcool. Tuttavia, può capitare
che, per ragioni di lavoro o altro, non possiamo fare a meno di bere. In tali casi, dobbiamo ricordare
sempre la natura sacra di Gongyo e comportarci nel modo più appropriato alla circostanza.

Se si è ubriachi, è difficile tenere un contegno composto e dignitoso e si rischia di mancare di


rispetto al Gohonzon perciò è meglio limitarsi a recitare tre daimoku o, se possibile, cento o più
daimoku. La mattina dopo fai Gongyo ancora più sinceramente del solito per compensare quello che
hai saltato la sera prima. Se hai i postumi di una sbornia, fai guidare Gongyo a qualcun altro. Ma se,
nonostante abbia bevuto, sei perfettamente lucido e niente ti impedisce di comportarti normalmente,
non ti preoccupare troppo e fai Gongyo nel modo abituale.

C'è però una cosa da evitare, vale a dire un atteggiamento leggero e accomodante del tipo: "Dato il
mio genere di lavoro, non posso fare a meno di bere e quindi non posso fare Gongyo come si deve".
La cosa importante è ricordare sempre che sei un messaggero della Mistica Legge e non lasciarti
andare a bere tanto da non poter fare Gongyo.

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Anche quando non sei in condizioni di fare Gongyo, non devi giustificarti pensando: "Questa sera
non farà Gongyo perché dicono che non si deve quando si è ubriachi", ma devi, a maggior ragione,
chiedere scusa al Gohonzon più sinceramente.

COME DARE UNA GUIDA

Come dare guida ad un membro con dei gravi problemi?

Prima di tutto, tu stesso devi avere una profonda fiducia nelle parole del Gosho "Una grande
sfortuna è sempre seguita da una grande fortuna". Per quanto grande possa sembrarti la "sfortuna" di
un membro, il punto fondamentale è la tua fede in questo principio della Mistica Legge. Se pensi che il
suo problema sia talmente serio da poter non essere seguito da una grande fortuna, significa che non
credi in queste parole. Il Gosho non dice che ciт non valga per una "grandissima" sfortuna.

Se uno dei tuoi membri ha dei problemi gravi, ricordagli questa frase del Gosho e cerca
sinceramente di convincerlo del potere del Gohonzon. La vittoria o la sconfitta dipendono dalla sua
capacità di credere in questo insegnamento. Se ci crede, allora non deve far altro che praticare
esattamente come insegna il Daishonin.

Non esiste alcun problema che non possa essere trasformato in un trampolino per la felicità, nè
alcun veleno che non possa essere cambiato in medicina.

Se una persona fallisce negli affari, potrà risollevarsi se mantiene la fede. Invece, accade spesso
che quando una persona fallisce negli affari si lascia andare e fallisce anche nella fede. Dobbiamo stare
molto attenti a questo punto.

Un'altra cosa fondamentale è cercare di individuare su che cosa fa affidamento ogni membro.
Quando ci succede qualcosa, tendiamo a perdere la testa e a rivolgerci a qualcuno o a qualcosa per
cercare un appoggio.

Giorni fa, una vice-responsabile di gruppo venne da me. Mancava qualche giorno ad una riunione
commemorativa di un anniversario. La donna stava per mettersi a piangere: "Si sta avvicinando il
giorno della riunione, ma il mio responsabile non vuole partecipare alle attività. Io vado ogni giorno a
casa sua per sollecitarlo, ma lui non muove un dito".

Le feci notare: "Tu hai preso il tuo responsabile di gruppo, e non il Gohonzon, come base per i tuoi
sforzi. Rifletti su questo tuo atteggiamento, ti stai appoggiando a qualcosa di diverso dal Gohonzon.
Poi, prega affinchè la tua riunione riesca bene come quelle degli altri gruppi in cui il responsabile ed il
suo vice lavorano in armonia. Mi sembra che tu abbia dimenticato questo spirito".

Se qualcuno dei tuoi membri ha un problema serio, ricordagli che, prima di lamentarsi, deve
recitare e recitare, indipendentemente da ciò che pur accadere o dalla gravita della difficoltà in cui si
trova. Convincilo che soltanto recitando Daimoku potrà trovare il modo di risolvere il suo problema.

GUIDA SEMPRE NELLA FEDE

Alcuni membri dicono: "In questo momento sono troppo occupato. Parteciperà alle attività quando
avrà meno da fare". Molti responsabili hanno la tendenza a simpatizzare con loro e a lasciare le cose
come stanno. Ma questo non significa affatto dare guida. Queste persone sono come qualcuno che ha
una gamba rotta e che, quando gli si consiglia di andare da un medico, risponde: "Non posso andarci

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perché ho una gamba rotta. Andrà quando potrà camminare di nuovo". Non riesce a capire che proprio
perché non pur camminare dovrebbe andare da un medico.

Allo stesso modo, coloro che non possono partecipare alle attività a causa di problemi economici o
di lavoro o di tempo, dovrebbero pregare ancora più fervidamente per superare questi ostacoli e
sforzarsi di partecipare.

Alcuni anni fa conobbi un gioielliere. Sua moglie era un membro entusiasta, ma lui non faceva
alcuna attività. Diceva di essere impegnato con il lavoro tutte le sere fino alle nove o alle dieci. Io gli
dissi: "Dici di essere troppo indaffarato per poter partecipare alle attività. Ma, certamente, avrai diritto
ad almeno un giorno di riposo al mese; tutti gli altri giorni sei occupato. Questa è una ragione di più
perché tu preghi con il desiderio sincero di poterti dedicare completamente alle attività nel tuo giorno
libero. Poi, sforzati di farlo. Questo è l'unico modo di crescere nella fede".

Quando dai guida ai tuoi membri, non limitarti a solidarizzare con loro per i loro guai, ma fai in
modo che cerchino di risolverli facendo appello ai loro poteri di fede e di pratica.

Dopo la nostra conversazione, il gioielliere si rese conto che il suo atteggiamento verso la fede era
sbagliato. Cominciт a partecipare alle attività ogni volta che il lavoro glielo permetteva e adesso è uno
dei maggiori responsabili in un quartiere di Tokyo.

Quando date delle guide, ricordate quanto ho detto.

FACCIAMO ESPERIENZA

Ogni tanto sento qualche membro lamentarsi della propria incapacità di dare buone guide. Per
quanto uno si sforzi, è inevitabile incontrare grandi difficoltà alle prime armi. Nessuno è maestro nella
sua arte sin dall'inizio, cosi come non sempre si diventa bravi solo perché si dispone di molto tempo
per esercitarsi o perché si hanno alle spalle anni di pratica. Il segreto è la volontà di imparare. Prima
bisogna risvegliare questa volontà, poi diventare padroni dei principi fondamentali per dare guide nella
fede.

Puoi incontrare la madre angustiata perché il figlio non vuole andare a scuola o la moglie ansiosa
perché il marito si rifiuta di praticare. Qualunque sia il problema, i principi delle guide sono sempre gli
stessi, una volta imparati, li puoi applicare a qualsiasi situazione. Dare guide è un atto di compassione
ed allo stesso tempo ti aiuta a svilupparti come essere umano.

Un'altra cosa da tenere presente è che non puoi aspettarti di sviluppare la tua fede semplicemente
ricevendo guide, ma devi anche accumulare le tue esperienze personali. Supponiamo che tuo figlio stia
imparando ad andare in bicicletta. Tu puoi spiegargli la tecnica il più diffusamente possibile, ma egli
non l'imparerà mai se non monta sulla bicicletta e non pedala, anche barcollando e facendo molti
ruzzoloni.

Allo stesso modo, qualunque sia la complessità del problema presentato da uno dei tuoi membri, tu
devi aiutarlo ad affrontarlo coraggiosamente e a risolverlo. Ciт costituirа per te un'esperienza preziosa
che potrai applicare fiducioso ad ogni problema di natura simile.

Non pensare mai che un membro con un problema ti sta creando delle difficoltà, ma consideralo un
prezioso "zenchi-shiki "(buona influenza) che può aiutarti a cambiare il tuo destino.

Non scoraggiarti se pochi dei tuoi membri partecipano alle attività. E' importante naturalmente
risvegliare i membri inattivi, ma altrettanto importante è studiare come sviluppare ulteriormente i

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pochi che sono attivi. Mettiamo che nel tuo gruppo ci sono dieci membri dei quali solo tre sono attivi.
In questo caso puoi, per esempio, chiedere ad ognuno di loro di seguire uno dei membri inattivo.
Poichè ora hanno un compito da svolgere, si impegneranno nelle attività con più passione di prima. Se
gli accoppiamenti fra membri non funzionano bene. puoi sempre provare a scambiarli. Ricorri a tutti i
metodi che ti vengono in mente, pur di riuscire a rafforzare il tuo gruppo.

Non sempre le visite a casa dei membri hanno successo. Può capitarti di andare a trovare un
membro che ha smesso di praticare e di tornartene avvilito perché le tue parole sono state vane. Se ti
porti dietro il tuo senso di frustrazione nella visita successiva, sospettando che anche quest'altra
persona non ti darа ascolto, la tua guida mancherà della forza di convinzione necessaria a toccare la
sua vita. Fa appello alla tua fede e scaccia il senso di frustrazione, risoluto a riuscire senza fallo. Tutti
abbiamo qualche problema; la chiave della guida è intuire quale sia il problema e dare
l'incoraggiamento appropriato.

Secondo la mia esperienza, un responsabile che dа guide soltanto durante le riunioni e non va ad
incoraggiare personalmente i membri nelle loro case, rischia di alienarsi la simpatia dei membri per
mancanza di comunicazione. Chi invece si prende cura dei membri visitandoli frequentemente, si
assicura una crescita regolare. Io spero che vi impegnate pienamente nelle attività pregando affinchè
ciascuno dei vostri membri progredisca attivamente verso Kosen rufu.

UNITA’

Tu che sei un responsabile di settore relativamente giovane, che cosa devi fare per assicurare
l'armonia nel tuo settore?

Prima di tutto, devi fare in modo che i membri di ogni gruppo collaborino appoggiando il loro
responsabile. Non devi cercare di interpretare il ruolo di protagonista devi piuttosto assistere i
responsabili di gruppo perché possano svolgere bene il loro compito. Cosi facendo tutti, anche quelli
più anziani, si riuniranno intorno a te.

Quando vai a visitare qualcuno a casa, a volte sarà utile portare con te un responsabile di gruppo o
un membro più anziano. La presenza dei membri anziani è un elemento prezioso per le attività di
settore.

Se sei in difficoltà circa la guida da dare, puoi chiedere ad un responsabile più anziano di
accompagnarti. Devi perт stare attento a non dipendere troppo dai tuoi responsabili, altrimenti tu
stesso non sarai stimolato a crescere e a sviluppare le tue capacità.

Non dimenticare che sei tu l'unico responsabile nelle costruzioni di solide basi per il tuo settore; con
questa coscienza, dai le direttive e i consigli in armonia con i responsabili di gruppo in modo che
coloro che non praticano riprendano a fare Gongyo e a partecipare alle riunioni e che coloro che
nutrono sentimenti ostili verso altri membri cambino atteggiamento.

Essere un responsabile di settore non vuol dire assolutamente che tu possa spadroneggiare sugli
altri responsabili e sui membri. La Soka Gakkai è un'organizzazione nella quale i membri danno e
ricevono guide e incoraggiamento, non si tratta di un organizzazione attraverso la quale puoi esercitare
la tua autorità.

Se un padre vuol farsi ubbidire dai figli facendo valere la sua autorità paterna, i figli faranno
resistenza perché, secondo gli specialisti in pedagogia, i bambini cercano nel padre un consigliere, non
un tiranno. Lo stesso vale nelle relazioni inter personali all'interno di un settore. Devi assolutamente
evitare di far pesare la tua autorità di responsabile nei rapporti con i membri. Anche se le tue parole

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possono non essere arroganti, se hai la tendenza all'autoritarismo, questa si rivelerà nel tuo modo di
agire.

Alcuni dei tuoi membri potranno essere difficili da convincere. Devi perseverare pazientemente a
dar loro consigli, ricordando che proprio grazie a loro tu puoi progredire nella tua rivoluzione umana.

Prendi in considerazione la situazione personale di ciascuno, studia il modo di rendere loro più
agevole partecipare alle attività e consigliali appropriatamente. Allora ti accorgerai che qualsiasi
divergenza con i tuoi membri sarà superata.

TROVA LA CAUSA FONDAMENTALE

Alcuni dei responsabili più giovani della divisione uomini dicono che trovano difficile dare guide,
vuoi perché hanno poca esperienza, vuoi perché molti dei loro membri sono più anziani di loro. Ma
abbiamo davvero bisogno di molta esperienza per dare guide sulla fede? Io credo di no. Naturalmente
è auspicabile avere molta esperienza; ma anche se non l'abbiamo, possiamo comunque dare buone
guide.

Dare una guida sulla fede ad un membro significa dirgli dove, dal punto di vista buddista, risiede la
causa del suo problema e spiegargli come deve affrontarlo, in modo che egli cerchi di risolverlo sulla
base della fede. La maggior parte delle persone attribuiscono i loro problemi a qualcuno o qualcosa al
di fuori di loro. Non si rendono conto di aver creato essi stessi la causa di quei problemi che,
comunque, sono pane del loro karma. In altre parole, non riescono a capire che la prima cosa da fare è
cambiare la loro vita, una vita che ha il destino di soffrire per quei problemi. Da ciт scaturisce la loro
incapacità di trovare la soluzione radicale.

Per dare guida a questo tipo di persone non è tanto necessaria una vasta esperienza, quanto un
ritorno ai principi fondamentali della fede, un ulteriore approfondimento della tua stessa fede. L'unica
via per riuscirci è quella di pregare sinceramente al Gohonzon. Insistere troppo sulla tua mancanza
d'esperienza, vuol dire semplicemente cercare di salvare la faccia nel caso in cui non riesca a dare una
guida eccellente. Devi assumere un atteggiamento più costruttivo, altrimenti non sarai mai capace di
dare buone guide nella fede, a prescindere da tutta l'esperienza che potrai accumulare.

Supponi che venga da noi un membro con una qualche malattia che richiede un intervento
chirurgico, e che ci chieda consiglio sul da farsi. Bene, noi non siamo medici e non siamo in grado di
dirgli se deve sottoporsi all'intervento o meno. Quello che invece possiamo fare è spiegargli la causa
della malattia dal punto di vista buddista.

Il secondo Presidente Toda diceva: "Supponiamo che un membro si ammali. Se la sua fede vacilla
potrà anche non guarire indipendentemente dall'abilita del suo medico. Se al contrario la sua fede si
mantiene salda, la sua salute migliorerà anche se si rivolge ad un ciarlatano". In questi casi, il punto
più importante è far capire alla persona malata che la sua sofferenza scaturisce dalla sua stessa vita e
che l'unico modo di cambiarla radicalmente è di recitare Daimoku.

Quando si tratta di un problema particolarmente complesso, capita a volte anche a responsabili con
molti anni di pratica di vedere soltanto la superficie delle cose e di non percepire la causa
fondamentale. In questi casi dobbiamo evitare di giungere a conclusioni affrettate.

Ho un consiglio da dare ai responsabili più giovani, quelli che sono stati appena nominati. Essi
tendono a pensare che i membri più anziani di loro, adesso stanno "sotto" di loro. Ovviamente sanno
che è sbagliato considerare la loro posizione in termini di un rapporto da superiore a subordinato. Perт
quando dicono che è difficile dare guide a causa della loro scarsa esperienza, lasciano capire che in

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fondo in fondo ora sentono di stare "al di sopra" dei loro membri. Bisogna ricordare che le posizioni
nella Soka Gakkai indicano soltanto responsabilità, non rango nè potere, più la tua posizione è elevata,
più la tua responsabilità è grande. Non fate mai confusione a questo riguardo.

IL RUOLO DEI RESPONSABILI

Vediamo che cosa significa essere responsabile di settore. Come ho giа detto, le cariche nella Soka
Gakkai indicano solo il grado di responsabilità: il responsabile di gruppo, quello di settore, quello di
capitolo, hanno tutti una ben definita responsabilità. Passare dal ruolo di responsabile di gruppo a
quello di responsabile di settore significa semplicemente che devi assumerti una responsabilità
maggiore. Non credere di essere investito di maggior autorità o che il vice-responsabile di settore che
prima era tuo responsabile, sia diventato adesso un tuo "subordinato". Se la pensi in questo modo,
avrai difficoltà a svolgere il tuo compito.

Come responsabile di settore, devi insegnare a tutti i membri del tuo settore la grandezza della fede
nel Gohonzon e devi guidarli verso la felicità. Essi non sono in alcun modo persone al di sotto di te.
L'organizzazione della Soka Gakkai è essenzialmente diversa da quella delle società comuni. Se credi
di essere la persona più importante del tuo settore o credi di poter dare ordini ai membri, commetti un
grave errore.

Ripeto, non pensare di essere al di sopra dei tuoi membri. Pensa invece: "Sono più giovane ed ho
più energia degli altri. Per questo motivo mi hanno assegnato una sfera maggiore di attività". Ogni
posizione comporta una quantità corrispondente di attività: più ampio è il campo d'azione, più grande e
più pesante la responsabilità.

Se hai a che fare con un membro che prima era tuo responsabile e ti senti spiacente per questo, gli
trasmetterai questo tuo sentimento e ciт potrebbe avere un effetto negativo. Devi invece riconoscere le
sue capacità e dargli il modo di valorizzarle al massimo.

Secondo me, essere responsabile di settore non è niente di straordinario: tutto quello che devi fare
è consigliare ogni responsabile di gruppo in base all'esperienza da te acquisita come responsabile di
gruppo; devi semplicemente utilizzare la tua esperienza per sviluppare nel modo migliore ogni gruppo
del tuo settore.

E’ un errore credere che sia tuo dovere dare ordini e direttive. Prendiamo l'esempio di una
famiglia. Ai bambini non piace essere comandati a bacchetta dai genitori. Se una madre parla a sua
figlia gentilmente come una sorella, la figlia accetterà volentieri i suoi consigli. Ma se invece esercita
la sua autorità di madre per costringerla ad obbedire, la figlia si opporrà.

Se tu assumi un atteggiamento autoritario, troverai un'opposizione ancora più forte da parte dei
membri, non riuscirai mai a convincerli se pretenderai che i membri accettino qualsiasi cosa tu dica
solo perché tu sei il loro responsabile. Il terzo Presidente, il Signor Ikeda, soleva dire che dare guida
significa incoraggiare.

Cosa significa in ultima analisi, essere un ottimo responsabile di settore? Significa tirare su molti
responsabili di gruppo di valore. Lo stesso vale per le altre responsabilità, un bravo responsabile di
capitolo è colui che fa crescere bravi responsabili di settore e un bravo responsabile di gruppo è colui
che porta ogni suo membro ad approfondire la fede, la pratica e lo studio. Ci deve essere qualcosa che
non funziona se il responsabile di settore è molto capace, ma nessuno dei suoi responsabili di gruppo
lo è altrettanto. In conclusione, il dovere di ogni responsabile di settore è quello di far crescere ogni
responsabile di gruppo affinchè diventi una guida eccellente, e di aiutare ogni membro del suo settore
a capire profondamente il Buddismo di Nichiren Daishonin.

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Ma purtroppo la teoria è una cosa e la pratica è un'altra. Per esempio, le pubblicazioni della Soka
Gakkai sottolineano ripetutamente l'importanza di fare Gongyo mattina e sera con assoluta regolarità.
Si potrebbe pensare che con tutta l'insistenza sull'importanza di un Gongyo regolare, nessuno lo salti
mai, ma, in realtà, alcuni membri trovano faticoso fare Gongyo. Ciт dimostra come i compiti dei
responsabili di settore e del responsabile di gruppo siano nello stesso tempo importanti e difficili da
svolgere.

Se un maestro si limita a scaricare tutto quello che ha imparato sui suoi scolari, non può aspettarsi
di ottenere buoni risultati. Dovrebbe invece considerare bene il modo migliore di impartire le sue
conoscenze secondo i vari livelli degli alunni e preparare un adeguato programma di studio.

Nello stesso modo, non è consigliabile che il responsabile di settore riversi sui suoi membri, senza
criterio e senza tenere conto delle loro diverse situazioni, tutto ciт che ha imparato dai suoi
responsabili più anziani o attraverso la sua esperienza personale. In un settore ci sono molte persone
che si trovano in situazioni diverse quelli che hanno iniziato da poco, quelli influenzati dal loro
ambiente, quelli le cui famiglie sono contrarie alla fede, quelli troppo occupati per partecipare alle
attività, quelli che nutrono del risentimento verso un responsabile, e cosi via.

Fino a quando penserai che questo o quel membro ti sta rendendo la vita difficile, tu stesso non potrai
crescere. Accetta piuttosto la situazione come un'eccellente occasione per la tua crescita. Prenditi cura
sinceramente di ogni membro, considera i suoi problemi come tuoi, cercane insieme la soluzione ed
incoraggialo. Questa è la tua missione come responsabile di settore, questa è la strada per accumulare
grande fortuna. Spero che siate convinti di tutto questo e realizziate le vostre attività con grande
fiducia. SE UN MEMBRO NON TI ASCOLTA

Genitori e figli sono sempre insieme. Può accadere che tuo figlio, troppo abituato ai tuoi
ammonimenti, non ti ascolti più, mentre continua ad ubbidire al suo maestro di scuola. In questo caso,
faresti bene a chiedere al maestro di parlare con il bambino. In questo modo dimostri compassione per
tuo figlio. Non sgridarlo urlando: "Chi credi che abbia pagato il tuo cibo e i tuoi vestiti fino ad oggi?
Come osi disubbidirmi ed ascoltare una persona che non è nemmeno tuo parente!"

Questo stesso principio si può applicare alle guide individuali. Supponiamo che tu sia un responsabile
di settore. Hai dato guida ad un membro giа due o tre volte, ma egli non ti da ascolto. Più gli parli, più
lui si risente. In questo caso, sarebbe meglio chiedere ad un responsabile di capitolo di parlargli oppure
puoi accompagnarlo dal responsabile più alto. Dimostreresti una mentalità molto gretta se
rimproverassi un membro o un responsabile di gruppo perché ti ha scavalcato chiedendo guida ad un
responsabile più alto di te.

Nei primi tempi della Soka Gakkai, si consigliava ai membri di ricevere guida dai responsabili di due
gradini più in alto di loro. Il responsabile di capitolo doveva consigliare ed incoraggiare i responsabili
di gruppo, il responsabile di settore quelli di nucleo, i responsabili di gruppo davano guida ai membri
del nucleo. Credo che questo principio si possa applicare anche adesso. Ma è importante ricordare che
il responsabile che è stato "scavalcato" deve essere a conoscenza della situazione del membro che
cerca guida da un responsabile più alto, altrimenti potrebbero nascere dei malintesi nei rapporti umani
all'interno del settore.

NON DARE LA COLPA AGLI ALTRI

(Ad una donna angustiata perché il marito non pratica)

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Certamente conosci la storia di quell'uomo che fu preso da folle terrore alla vista di un albero secco.
Era tanto ansioso e trepidante mentre camminava tutto solo nel buio della notte che, vedendo un albero
spoglio agitato dal vento, lo prese per un fantasma. Fu preso dal panico, ma chi causт questo terrore fu
la sua stessa paura. In altre parole, egli fu al tempo stesso l'aggressore e la vittima. Sarebbe stato
inutile far causa all'albero, perché un albero non ha di per sé il potere di incutere paura. Se lo avesse
non potremmo mai ammirare la sua bellezza.

Ho accennato a questa storia per farti capire che la soluzione del problema che ti assilla, dipende solo
dalla tua determinazione.

Al momento sei convinta che se non puoi partecipare alle riunioni è perché tuo marito non pratica.
Ma ti sbagli! Il Buddismo si basa sulla Legge di causa ed effetto e, secondo questa Legge, è a causa
del tuo karma negativo se soffri per tuo marito. Per cambiare questo problema non hai altra alternativa
che affrontarlo coraggiosamente. Proprio perché tuo marito non pratica ancora, tu devi rafforzare la
tua fede per essere in grado il più presto possibile di dedicarti alle attività insieme a lui.

Tu dici che tuo marito è ostinato. Ma questo pur voler dire che tu sei debole. Non intendo dire che
tu debba essere altrettanto ostinata, ma piuttosto che dovresti avere una forte determinazione di
affrontare il tuo destino.

Non portare rancore a tuo marito. Cerca di diventare una moglie che merita la sua fiducia. Prima di
tutto devi cambiare te stessa. Quando avrai deciso di fare la tua rivoluzione umana e di prenderti la
responsabilitа della tua famiglia, tuo marito non potrа fare a meno di riconoscere il grande potere della
Legge Mistica e di prendere fede in essa.

BUONE INFLUENZE

Una cosa che dobbiamo evitare è che la nostra pratica cada nell'abitudine. Dobbiamo rinnovare
costantemente la nostra determinazione mantenendo un atteggiamento sempre fresco e costruttivo nei
riguardi della fede.

Alle volte vi sarà difficile partecipare alle attività perché avete troppo lavoro o difficoltà
finanziarie o perché siete troppo occupate nelle faccende di casa o con i bambini. Ma proprio a causa
di queste difficoltà dovete decidere di recitare Daimoku ancora più sinceramente per sviluppare la
saggezza di Budda e migliorare la situazione.

Un impiegato non pur essere pagato se non va in ufficio e non svolge il suo lavoro. Come vanno le
cose nella tua pratica? Riceviamo il valore di un mese di benefici se facciamo attività per trenta giorni
di fila ed il valore di tre giorni di benefici se facciamo attività solo per tre giorni? Sappiamo bene che
non è cosi.

Probabilmente avete letto nel Gosho la storia della donna che, non avendo soldi, si tagliт i capelli,
li vendette e comprт una piccola quantitа d'olio da bruciare come offerta al Budda. Si alzт un forte
vento che spense tutte le bellissime lampade offerte dai ricchi, ma l'umile lampada della povera donna
continuт a bruciare tutta la notte.

Indipendentemente da quanti impegni di lavoro tu possa avere o dalla gravitа dei tuoi problemi
finanziari, devi decidere di trovare anche soltanto un po’ di tempo da dedicare a Kosen- rufu per
ripagare il tuo debito di riconoscenza al Gohonzon. Questa è la causa migliore per accumulare buona
fortuna.

Facciamo il caso che tu debba lavorare fino a tardi tutti i giorni feriali o che debba stare fuori cittа
per affari sei giorni alla settimana. Molti probabilmente si lascerebbero influenzare dallo stato delle

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cose e sosterrebbero di essere realmente troppo occupati per partecipare alle attività. In questi casi è
importante recitare Daimoku al Gohonzon per riuscire a svolgere nell'unico giorno disponibile
l'equivalente di sette giorni di attività. Cosi facendo, potrete un giorno cambiare la vostra situazione in
modo tale da poter dedicare all'attività tutto il tempo che volete.

E' vero che tutte le cose viventi possiedono la natura di Budda, ma questa non si manifesta se non
viene a contatto con una buona influenza. Nessun seme germoglia se non è coperto di terra: il seme è
la causa interna, la terra è la causa esterna. I due si uniscono per produrre l'effetto: il germoglio. Nel
Buddismo un'influenza esterna che ci aiuta a manifestare la nostra natura di Budda, si chiama
zenchishiki o buona influenza.

Nella vita di tutti i giorni, ci preoccupiamo o soffriamo a causa del nostro marito, dei figli, di
malattie, di difficoltà finanziarie e cosi via. Recitando Daimoku e facendo shakubuku per risolvere
questi problemi e cambiare il nostro destino, queste sofferenze si trasformano in un trampolino per la
nostra rivoluzione umana: tutte le sofferenze e i problemi diventano zenchishiki.

Non lasciatevi scoraggiare dalle difficoltà e non prendetele a pretesto per non partecipare alle
attività, ma consideratele come preziose cause per la vostra crescita. Questo è il modo giusto di
praticare.

INCORAGGIAMENTO SINCERO

A volte dei membri nutrono rancore o antipatia verso altri membri. Per esempio, se la prendono
con il responsabile di capitolo perché è troppo severo, con la responsabile di settore per le donne
perché è troppo assillante. Nessuno vuole essere detestato o farsi dei nemici. Tutti desiderano che si
parli di loro come delle brave persone. Se non vuoi essere criticato dai tuoi membri, continua a parlare
loro gentilmente e a dare guide incoraggianti. Per esempio, vai a trovare un membro e gli chiedi se fa
Gongyo regolarmente. Egli risponde "No. Sono troppo occupato". Allora tu gli dici "Capisco. Per
favore, fai Gongyo quando trovi un po’ di tempo. Arrivederci". Poi fai visita ad un altro membro e lo
esorti a studiare il Buddismo. Egli dice "Non mi piace studiare il Buddismo, né altre cose, del resto".
Tu dici "Capisco. Bè, se dovesse cominciare a piacerti lo studio, ti prego di studiare". Finché parlerai
in questo modo, non sarai mai detestato dai tuoi membri, ma non riceverai neanche benefici. Se vuoi
sinceramente renderli felici, devi parlare loro in vari modi, a volte dolcemente, a volte severamente,
secondo quello che la situazione richiede.

Nei miei primi anni di pratica, non sentivo parlare altro che della teoria del valore e della teoria
degli effetti negativi. Pensavo che la teoria delle punizioni fosse il monopolio della Soka Gakkai. Ma
poi ho scoperto che sono le madri quelle che usano questa teoria più spesso di chiunque altro.
Rammentano sempre ai loro figli gli effetti negativi che riceveranno se non tengono conto delle loro
raccomandazioni.

"Se attraversi di corsa la strada, una macchina ti investirа e ti ucciderа" - "Se mangi troppo ti verrа
un bel mal di pancia" - "Attento alla teiera o ti scotterai".

Guardandoci indietro, vediamo che siamo sopravvissuti senza danni perché le nostre madri ci
avvertivano in continuazione di non fare questo e non fare quello. Se lasci fare ad un bambino tutto
quello che vuole, non sopravviverа. A parte il modo in cui lo fanno, possiamo dire che i genitori
sgridano i loro figli perché vogliono che crescano bene e diventino delle ottime persone. Non li
sgriderebbero per niente, se non avessero a cuore il loro avvenire. Perт, un conto è rimproverare i figli
avendo in mente il loro bene, un conto è sgridarli perché ci sentiamo frustrati o siamo di cattivo
umore. Questo vale anche quando diamo una guida: se non siamo sinceramente preoccupati per la loro
felicità, i nostri membri non prenderanno a cuore le nostre guide anche se usiamo belle parole ed

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argomenti intelligenti. D'altro canto, i membri ne otterranno beneficio se non considerano le guide
superficialmente, comprendendo che vengono date unicamente per la loro felicità.

Quando eravate piccoli, i vostri genitori probabilmente vi davano una buona lavata di capo ogni
tanto e li per li certamente avrete pensato che era ben triste essere un bambino. Adesso che siete
cresciuti e che avete i vostri bambini, sono sicuro che apprezzate veramente i vostri genitori e che vi
dite: "Ora capisco perché mi sgridavano!".

Questo si applica anche ai rapporti fra responsabili e membri. Per esempio, i membri che
brontolano perché i loro responsabili sono troppo severi, dovrebbero capire che essi li consigliano
perché vogliono che siano felici. Il fatto che si esprimano con più o meno tatto è un altro problema.

Un membro pur provare rancore verso il suo responsabile quando riceve una guida severa. Ma più
viene rimproverato severamente, più gli sarà grato quando avrа capito pienamente la grandezza della
fede. Potrai pensare che la tua responsabile di settore della divisione donne è troppo noiosa, ma
quando ti troverai nella sua posizione, ti renderai conto di quanto era sincera. Io non sono stato
un'eccezione. Ho iniziato a praticare solo dopo essere stato violentemente contrario alla fede per
qualche tempo. Quando ho capito quanto è grande il Buddismo, ho rimproverato la persona che me ne
aveva parlato dicendo: "Se tu fossi stato più insistente, avrei potuto praticare molto prima".

Dobbiamo aiutare i nuovi membri a capire la fede prendendoci molta cura di loro, insegnando a
fare Gongyo e studiando il Gosho insieme. Dobbiamo decidere di portare felicità ai nostri membri ed a
noi stessi. La vera felicità consiste nel prendere questa decisione e nel metterla in pratica. Spero che vi
dedicherete a dare guide con gioia e fiducia, avendo sempre la massima premura per ogni membro.

NON CERCARE DELLE SCUSE

Noi comuni mortali troviamo sempre da ridire sugli altri mentre non vediamo i nostri difetti. Per
illustrare questo punto, farт l'esempio di una donna di cui mi hanno parlato.

Ella non aveva mai praticato con entusiasmo. Trovava un'infinitа di scuse per la sua inattività:
perché i genitori non avevano curato la sua educazione, perché si era sposata, perché aveva avuto un
figlio, perché il bambino era ancora troppo piccolo, perché aveva avuto un altro figlio, perché i figli
andavano a scuola, perché doveva lavorare per pagare loro le tasse scolastiche dato che il salario del
marito era basso, perché non stava bene in salute a causa del troppo lavoro e cosi via. Quando i figli
erano grandi, le sue scuse erano: perché si erano sposati, perché avevano avuto dei figli, perché doveva
fare la baby-sitter per loro, eccetera, eccetera.

Non si era mai resa conto che proprio per tutte quelle ragioni, avrebbe dovuto pregare davanti al
Gohonzon ancora più fervidamente per poter partecipare alle attività. Iniziт a praticare quando era una
ragazza ed ora era nonna; tutto questo tempo, ha sempre continuato a dire "per questo" e "per quello".
Eppure non perde occasione per dire agli altri membri che non accumuleranno mai fortuna finché si
lamentano.

E' l'esempio tipico di quelle persone che non riescono a vedere se stesse. Quando sono bocciate ad
un esame, dicono che è perché hanno avuto troppo poco tempo per prepararsi, o perché le domande
non erano nel programma che avevano studiato.

Lo stesso vale per le posizioni nella Soka Gakkai. Supponiamo che tu sia stato nominato
responsabile di settore. Adesso dovrai prenderti cura di molti membri. Se pensi "Oh, quanto sarà duro
per me!" il tuo è un atteggiamento di lamentela. Non credo che nessun responsabile di settore abbia

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preso fede allo scopo di raggiungere quella posizione. La maggior parte probabilmente cominciт a
praticare per risolvere un qualche problema personale. Tuttavia la loro missione era di diventare
responsabile di settore. Se non se ne sentono all'altezza, è una ragione di più per pregare sinceramente
il Gohonzon affinché possano realizzare questa responsabilitа. Questo è l'atteggiamento giusto verso la
fede.

Quelli che tendono a rivangare nel passato sono portati a lamentarsi. Ma non è lamentandosi che
riusciranno a raggiungere l'illuminazione in questa vita o a fare la loro rivoluzione umana. Perciт, se
hai il tempo per lamentarti, faresti meglio a impiegarlo per recitare al Gohonzon. Mantenendo questo
atteggiamento potrai fare una splendida rivoluzione umana e vivere una vita realizzata.

Spero che tutti voi continuerete a praticare per tutta la vita con lo spirito "ricomincio da ora".

NON SMETTERE DI PRATICARE

Nella pratica della fede è importante non lasciarsi influenzare dagli eventi esterni. Ci sono membri
che lasciano la pratica soltanto perché altri membri sono stati coinvolti in un incidente stradale o
hanno perso i loro beni in un incendio. Non è un modo d'agire un po’ sconsiderato? Costoro sembrano
credere che chi pratica il Buddismo non dovrebbe morire, essere ferito, avere un incidente né subire
una perdita di alcun tipo. Se questo fosse vero si creerebbe una terribile confusione nella societа.

Per esempio, i membri della Soka Gakkai non avrebbero bisogno di fermarsi ai semafori rossi
perché non potrebbe capitar loro un incidente o, anche se gli capitasse, non potrebbero mai essere
uccisi.

"Quanti anni hai nonna?" "Trecentosessantacinque".

A sessantacinque anni, il viso di una persona è giа pieno di rughe; che aspetto avrebbe trecento
anni dopo?

I frigoriferi si venderebbero poco. "Anche se mangiamo cibi andati a male, non possiamo
ammalarci perché pratichiamo". Anzi. "Visto che abbiamo fede, non moriremo anche se non
mangiamo. Quindi non abbiamo bisogno di lavorare". E cosi il mondo sarebbe pieno di gente oziosa.
Invece nessuna di queste cose è minimamente vera.

Adesso, alcuni membri protesteranno: "Allora non cambia niente nell'avere fede o non averla?". E'
vero che una casa pur essere distrutta da un incendio, anche la casa di chi pratica. Ma non possiamo
sapere se si tratta di un beneficio o di una perdita solo guardando il fatto immediato. Nessun incidente
pur essere categoricamente definito come beneficio o come perdita, se preso isolatamente.
Invariabilmente ogni fenomeno è potenzialmente ambivalente.

Supponiamo che la casa di qualcuno vada distrutta da un incendio. Li per li non possiamo dire se si
tratta di un beneficio o di una perdita. L'importante è come si svolgeranno le cose dopo questa
disgrazia. Potrа vivere in una casa migliore, oppure sarà ridotto a vivere in una misera capanna?
Dobbiamo aspettare del tempo per capire se quell' incidente è stato un beneficio o una perdita.

Sia i benefici che le perdite vengono suddivisi in tre categorie: maggiori, medi e minori. Scegli una
perdita minore se ti aspetta un beneficio maggiore. Inversamente, evita un beneficio minore se
promette una perdita maggiore. Per esempio, una persona che beve alcool metilico ottiene il beneficio
minore di diventare euforica. A questo beneficio minore perт segue una perdita maggiore, cioè la
perdita della vista. Un ladro potrebbe pensare che gli va bene perché non deve pagare per le cose che
prende, ma più ruba, più a lungo dovrа stare in prigione.

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Purché continuiamo nella nostra pratica, potremmo cambiare qualsiasi veleno in medicina. Non
lasciarti sconfiggere dalle difficoltà né sviare dalle influenze esterne. Invece, rafforza costantemente la
tua fede per poter cambiare qualsiasi persona o qualsiasi situazione in una buona influenza, in un
trampolino per fare un passo avanti verso la felicità.

LE FUNZIONI DEI DEMONI

Le funzioni che hanno l'effetto di salvare gli uomini dalla sofferenza e renderli felici sono chiamate
funzioni del “Budda". Quelle al contrario che tendono a bloccare le funzioni del “Budda" e a portare
infelicità sono chiamate funzioni dei "demoni". Nella nostra vita esistono entrambe queste funzioni:
una parte di noi ci spinge ad agire bene, mentre l'altra ci dice di non farlo, che non ne vale la pena.

Sono sicuro che ricorderai come queste due funzioni hanno lottato una contro l'altra dentro di te
prima di deciderti a praticare il Vero Buddismo: "Comincio a praticare?" "No, meglio di no". Il punto
è quale delle due vince. Conosco un membro che continuт a dibattersi fra "Comincio a praticare?"
"No, meglio di no" nientemeno che per dodici anni!

Poi, una volta superato questo primo ostacolo, va tutto liscio? Non precisamente. Anche dopo aver
preso fede, due voci diverse continuano a parlarti. La sera di una riunione di discussione una dice:
"Andiamo!" mentre l'altra ribatte "Rimani a casa". Nel frattempo comincia a piovere e alla fine decidi
di non andare.

Questi "demoni" non dicono mai "Io sono un demone mandato qua dal Demone del Sesto Cielo".
Sono chiamati demoni appunto perché a prima vista non si possono identificare come tali. Perciт, se
abbassi la guardia, cadrai facilmente loro vittima.

Una volta una coppia venne a chiedermi consiglio. Avevano portato il figlio con loro. Appena
seduti davanti a me, cominciarono a litigare. Il marito disse che sua moglie era un demone ed allora io
gli dissi: "Quindi tu saresti il marito di un demone e questo bambino il figlio di un demone. Non è
cosi?" Naturalmente egli non seppe cosa rispondere.

Nel caso di quell'uomo, né la moglie né il figlio erano colpevoli; la sua propria negativitа era la
causa dei problemi. Con la parola "demoni" nel Buddismo non s'intendono spiriti immaginari o entitа
malvagie come quelli rappresentati nelle illustrazioni dell'inferno, ma piuttosto le funzioni negative
che sperimentiamo nella nostra vita di tutti i giorni. Le funzioni dei "demoni" cessano d'agire quando
le riconosciamo come tali e le vinciamo con la fervente preghiera al Gohonzon.

EVITATE DI FARE ONSHITSU

(Ad un responsabile di settore che si trova in una situazione spinosa perché un suo responsabile di
gruppo ha del rancore verso il responsabile di capitolo)

Noi non siamo diventati buddisti per poter criticare i nostri responsabili. Le critiche non risolvono i
problemi. Immagina che un tuo amico sia in gravi ristrettezze finanziarie: potete discutere quanto
volete sulla sua povertа, né tu né lui diventerete ricchi. La cosa essenziale è che tutti e due pratichiate
il Buddismo per cambiare il vostro karma.

Alcuni responsabili possono mancare di generositа e calore umano, il che suscita una reazione
ostile nei loro membri. Perт non c'è scritto da nessuna parte nel Gosho che, in tali casi, è giustificato
commettere una delle Quattordici Offese. Se tu, per una ragione qualsiasi, nutri disprezzo, odio,
invidia o rancore nei confronti di altri membri, commetti le ultime quattro delle Quattordici Offese:
mancanza di rispetto per i credenti, odio verso i credenti, gelosia per i credenti e rancore contro i
credenti. Ciт ti impedirа di accumulare quella fortuna che altrimenti potresti ottenere con la pratica.

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Devi considerare la tua situazione attuale dal punto di vista della fede, perché la fede è quello che
dobbiamo mantenere tutta la vita.

Dici di essere in difficoltà, preso in mezzo fra il responsabile di capitolo e quello di gruppo. Devi
invece convincerti che proprio questa difficoltà è per te un'opportunitа per crescere. Se invece ti lasci
trascinare dalla situazione e nutri cattivi sentimenti per l'uno o l'altro o per entrambi, subirai effetti
negativi e diventerai infelice. E allora, a che ti serve aver praticato? Dai una guida esauriente in questo
senso al tuo responsabile di gruppo. Pur anche darsi che lui non capisca: allora hai sempre il
Gohonzon al quale rivolgerti recitando Daimoku. Finché ti limiti a lamentarti della situazione, non la
risolverai mai. Non serve a nulla limitarsi a pregare il Gohonzon perché questo o quel membro
corregga i suoi difetti. Sarebbe come dire: "Quel gatto mi da fastidio, mi graffia sempre malamente.
Dovrei tagliargli le unghie". Un uomo che ha paura delle unghie d'un gatto si comporta come un topo.
Se diventiamo cani, non avremo nessuna ragione di aver paura dei gatti, o, meglio ancora, dobbiamo
diventare leoni.

Quello che sto cercando di dire è questo: ognuno di noi sta seguendo la strada dei Bodhisattva
della Terra. Dobbiamo dunque considerare tutte le difficoltà come delle buone influenze ed usarle
come stimoli sforzandoci di fare la nostra rivoluzione umana, elevando lo stato di vita, anche se solo
un po' ogni giorno.

Il terzo presidente Daisaku Ikeda disse una volta, "... Eppure siamo tutti esseri umani. Ci possono
essere dei responsabili che non vi piacciono. Ci possono essere dei membri che non potete sopportare.
Anche se vi si dice che dovete provare simpatia per loro, a volte proprio non ci riuscite. Penso che sia
del tutto naturale non avere simpatia per qualcuno, ma c'è una bella differenza fra l'antipatia e
l’onshitsu (commettere le ultime quattro delle Quattordici Offese). Se rifiuti di praticare con qualcuno
o rifiuti di ascoltare una guida sulla fede solo perché una certa persona non ti piace, questo è
onshitsu..."

Noi non facciamo le attività buddiste a beneficio delle persone che non ci piacciono; le facciamo
per adempiere alla missione che Nichiren Daishonin ci ha affidato. Per questa ragione, dobbiamo
praticare anche insieme a chi non ci piace ed usarli come buona influenza per pulire ulteriormente la
nostra vita e diventare ottimi credenti.

Aggiungerт ancora qualche parola. Quando un membro ha del rancore per un responsabile, pur
darsi benissimo che il responsabile sia in colpa, ma il membro lo è altrettanto. Quest'ultimo tende a
pensare di aver ragione al cento per cento, e che l'altra persona abbia torto al cento per cento.
Sappiamo che questo non è vero. Come ricordo sempre, il Buddismo insegna che un effetto è prodotto
dalla combinazione di una causa interna e di una causa esterna. Finché il membro non riflette sulla
causa interna, la propria tendenza all'onshitsu, e dа la colpa solo alla causa esterna, il responsabile, non
c'è soluzione.

Nichiren Daishonin ci ammonisce severamente contro i sentimenti negativi verso altri praticanti:
"Tutti quelli che mantengono la fede nel Sutra del Loto sono certamente dei Budda, e chi offende un
Budda commette una grave offesa".

Naturalmente i responsabili devono assolutamente evitare di parlare o agire in modo tale da


provocare il risentimento dei membri. Devono rispettare ogni singolo membro ed essere molto sinceri
nei rapporti con loro. Dal canto loro, i membri che tendono a lasciarsi turbare dalle influenze esterne e
a serbare rancore contro il loro responsabile, devono riflettere sulla loro condizione di vita e recitare
Daimoku per elevarla.

Quando una persona capisce che la causa profonda della sua infelicità non risiede altro che in se
stesso e che gli altri sono soltanto influenze esterne, ha fatto il primo passo verso la rivoluzione
umana.
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UTILIZZIAMO LE DIFFICOLTA’

Voglio raccontarvi la storia di una giovane donna di un paese estero. Quando era studentessa
liceale, il padre abbandonт la famiglia. La madre angosciata decise di entrare nella Nichiren Shoshu e
la figlia pur non comprendendo niente di Buddismo, fu talmente colpita dal suo fervore che cominciт a
recitare Daimoku con lei ogni giorno.

Tre mesi dopo, il colpevole tornт. Per di più, per il sincero shakubuku della moglie e della figlia, iniziт
a praticare anche lui il Buddismo di Nichiren Daishonin. Ora sono passati dieci anni, la figlia è
cresciuta ed è diventata un'eccellente responsabile delle giovani donne. Anche la madre è una
responsabile attiva della divisione donne del suo paese.

Ho avuto occasione di incontrare questa ragazza. Le dissi: "Per te, tuo padre è stato zenchishiki,
una buona influenza. Non devi pensar male di lui, ma essergli grata. Se non se ne fosse andato via da
casa, tua madre non avrebbe preso fede nel Buddismo e, se non l'avesse fatto lei, neanche tu l'avresti
fatto. Di conseguenza oggi non saresti quello che sei". E aggiunsi: 'Se tu non avessi incontrato il
Gohonzon, probabilmente avresti incolpato tuo padre di aver reso infelice tua madre e avresti
continuato ad odiarlo per tutta la vita. Invece la fede nel Gohonzon pur cambiare l'odio in gratitudine e
farne una causa per la nostra crescita. In questo risiede la grandezza del potere del Gohonzon". Annuм
con la testa e disse. "Adesso capisco perfettamente". I bei fiori di loto fioriscono in un pantano
fangoso. Immagina di essere uno di quei fiori: dapprima potrai trovare il fango ripugnante, ma,
riflettendoci, capirai che sei potuto crescere e fiorire grazie a quel fango. Allora capirai che non devi
avercela con il fango. Allo stesso modo, se consideri tutte le circostanze, anche le più avverse, come
altrettante buone influenze e mantieni una fede pura e forte, troverai sempre una via d'uscita. Sii
fermamente convinto di questo e sforzati di approfondire ancora di più la tua fede.

GUARDIAMO NOI STESSI

Nei vari luoghi che visito per dare guide personali, incontro molte persone che soffrono di qualche
malattia. Io non ho poteri occulti da guaritore. Quello che do non è un consiglio medico, ma una guida
per la fede perché le persone possano capire la causa delle loro malattie e vincerle.

Siccome la malattia è l'effetto di una causa, prima di tutto le faccio riflettere sulla possibile causa.
Il Gosho afferma. "Il Buddismo è il corpo e il mondo è l'ombra. Quando il corpo è piegato, lo è anche
l'ombra". Pur darsi benissimo che ci sia qualcosa nella loro pratica che ha bisogno di essere corretto o
migliorato. Io aiuto quelle persone a capire cosa è quel qualcosa, a chiedere scusa al Gohonzon e a
decidere di cambiare atteggiamento. Alcuni di loro scoprono di nutrire rancore verso altri membri;
alcuni si rendono conto di aver avuto un atteggiamento di lamentela dicendo sempre "se non fosse per
questo" o "se non fosse per quello". Altri si accorgono di aver recitato ben poco Daimoku. Altri ancora
scoprono che hanno dato la colpa della loro malattia a qualcuno o a qualcos'altro, quando invece la
causa esiste in loro stessi. La chiave di una buona guida sta nel far riflettere le persone sul loro
atteggiamento e nel far prendere loro una nuova determinazione.

Dopo aver ricevuto una guida ti rendi conto di quello che non andava bene e decidi di cambiare
questa cosa. Probabilmente dici: "Starт molto attento d'ora in poi. Farт del mio meglio". Ma cosa ne
fai di tutti gli errori commessi fino ad ora? E' importante che tu chieda scusa al Gohonzon per non
esserti accorto dei tuoi errori. I tuoi vari desideri potranno essere esauditi soltanto con un tale
pentimento e con una ferma determinazione per il futuro.

SEGUIRE SEMPRE I RESPONSABILI

Certamente nessun genitore si sentirebbe completamente soddisfatto e rassicurato soltanto perché


il figlio malato è stato visitato da un eminente medico in un ospedale rinomato. Se cosi fosse, non si

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potrebbe dire che ami veramente suo figlio. Anche se il medico è famoso, naturalmente i genitori si
preoccuperanno ancora per il figlio e ne avranno la massima cura. Il bambino sta meglio? Dovrebbero
dargli cibo più nutriente? E' veramente in via di guarigione? E cosi via. Se il suo stato rimane
stazionario, Io riporteranno in ospedale.

Lo stesso vale per le guide nella fede. Alcuni responsabili pensano che tutto è a posto perché i loro
membri hanno ricevuto guida da qualche responsabile più anziano. Non è affatto cosi. Il responsabile
più vicino ai membri deve seguirli per vedere se hanno afferrato nel modo giusto la guida ricevuta o se
l'hanno interpretata come faceva comodo a loro.

Supponiamo che un malato porti a casa varie medicine che gli sono state prescritte. La sua famiglia
starа attenta che egli le prenda regolarmente e nella dose prescritta. Allo stesso modo, i responsabili
più vicini devono seguire attentamente i membri che hanno ricevuto una guida da responsabili più
anziani. Questo è, fra l'altro, il significato di "considerare ogni singolo membro come un tesoro".

Per i responsabili è importante che i loro membri ricevano guida, ma anche che la ricevano loro
stessi. Per di più, è importante osservare se stanno veramente "cambiando il veleno in medicina",
considerare i loro problemi come fossero propri, e tenerli d'occhio finché non li hanno risolti.

Perciт spesso ci vuole più di un responsabile perché una guida abbia veramente effetto. I migliori
risultati si ottengono quando esiste buona coordinazione e comunicazione fra il responsabile che aiuta
un suo membro a ricevere guida e quello che la dа.

Quando un membro ha ottenuto un beneficio dal Gohonzon, i responsabili dovrebbero


incoraggiarlo a raccontare la sua esperienza nelle riunioni di discussione e a parlarne ad altre persone,
sia membri che non membri. In questa maniera egli pur ripagare il suo debito di gratitudine al
Gohonzon. Più la sua gratitudine è profonda, più riceverа benefici e più avrа esperienze da riferire. In
tal modo quelli che le ascoltano comprenderanno la grandezza della fede. In questo modo il cerchio di
buona fortuna continuerа ad allargarsi.

Non basta rallegrarsi per essere guarito da una malattia o aver superato un problema: devi
ricordarti di mostrare la tua gratitudine al Gohonzon. In questa maniera sentirai una gioia ancora più
grande ed accumulerai ancora maggiore fortuna.

COSA VUOL DIRE "GUIDARE"?

Magari pensi che quando si danno guide personali ci siano innumerevoli punti da tenere presenti,
invece non sono tanti. L'essenziale è che la persona che dа la guida capisca perfettamente lo scopo di
queste guide.

L'equivalente giapponese di "guida" è "shido". "Shi" significa 'sottolineare' e "do" significa


'guidare'. Cosa vuoi indicare e dove vuoi guidare una persona? Naturalmente, mostri quale è lo scopo
della pratica e guidi le persone al Gohonzon, la base della nostra pratica.

Ho conosciuto molti membri che, davanti ad una grave difficoltà, sprofondavano nell'angoscia.
Una cosa comune a tutti è che dimenticano il potere senza limiti del Gohonzon al momento cruciale.
Si lasciano sopraffare talmente dagli eventi che la loro fede vacilla.

Il primo e più importante punto da ricordare nel dare guide personali, è far si che la persona si
renda conto di ciт. In altre parole, bisogna dirgli di non lasciarsi dominare dai fenomeni esterni, ma di
rivolgersi al Gohonzon, la base della loro vita.

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L'uomo è facilmente influenzato e questa sua vulnerabilitа non si pur correggere soltanto con la
disciplina mentale." Quando leggi una tragedia, le lacrime riempiono i tuoi occhi. Quando leggi una
storia comica, scoppi a ridere anche se non lo vuoi. La vita umana, questa entitа misteriosa, manifesta
varie condizioni in risposta ad influenze esterne. Una cartolina non è altro che un pezzo di carta, perт
se contiene una minaccia, il destinatario trema di paura, se è piena di frasi affettuose salta di gioia. Per
questo la cosa importante nella vita è incontrare buone influenze esterne. Se ciт è vero, esiste forse
qualche migliore influenza del Gohonzon, la sorgente della forza per risolvere qualsiasi tipo di
problema?

Per quale scopo un essere umano nasce in questo mondo? In ultima analisi, per diventare felice e
per adempiere alla sua missione. Le foglie di un albero spuntano in primavera, si moltiplicano in estate
e cadono in autunno. E’ cosi che si svolge normalmente la loro vita. Perт, alcune vengono mangiate
dai vermi ed altre no; alcune sono portate via dal vento, altre rimangono sui rami. Allo stesso modo,
benché ogni uomo si sforzi a modo suo di diventare felice, alcuni si ammalano ed altri no, alcuni sono
colpiti da tragedie ed altri rimangono sani e salvi. Che ci piaccia o no, ci sono varie differenze fra gli
esseri umani. Spesso la gente attribuisce tali differenze alla buona o alla cattiva sorte. Il Buddismo no.
Secondo il Buddismo, queste differenze risultano dal karma creato nelle vite precedenti. Noi dobbiamo
soffrire in questa vita per le cause negative che abbiamo formato nel passato.

Tutti vogliono essere felici, ma quando uno, contrariamente alle speranze, fallisce o soffre, potrа
tendere a darne la colpa agli altri o alla societа. E' vero che gli altri o la societа possono essere
responsabili come cause esterne, ma nessun problema pur essere radicalmente risolto se non si
riconosce la causa fondamentale. Quelli che abbracciano il Gohonzon non fanno eccezione. E'
fondamentale far capire ai membri che le cause di tutto ciт che gli capita sono dentro di loro. Ma il
solo rendersene conto non basta: devono cercare di cambiare il veleno in medicina. Pregando
sinceramente il Gohonzon per cambiare il loro destino, possono trasformare il loro karma negativo in
una causa di felicità. Per questa ragione il nostro Buddismo si chiama la Legge Mistica. Tienilo
presente quando dai una guida personale.

SE UN MEMBRO SMETTE DI PRATICARE

Come devi comportarti con quei membri che hanno smesso di praticare? L'unica cosa da fare è
continuare a incoraggiarli pazientemente, con guide adatte alle singole situazioni. Essi non
ricominceranno a praticare semplicemente a causa delle tue parole. Se bastassero le parole, sarebbe
sufficiente registrare su un nastro le guide di un responsabile anziano e farle ascoltare ai membri non
attivi. In tal modo non ci sarebbe bisogno di tanti responsabili. Ma questo naturalmente non
funzionerebbe mai. Perché no? Perché una guida non è fatta soltanto di parole, contiene tutta la
personalitа, la sincerità e l'entusiasmo di chi la dа, compreso, ovviamente il contenuto. Tutte queste
cose manifestano la compassione di una persona. Continua a dare guide con pazienza fino a quando la
tua compassione non farа vibrare la profonditа della vita delle altre persone.

Se fallisci la prima volta, riprovaci. Se ancora non riesci, fagli visita una terza volta, una quarta
volta e cosi via, a intervalli ragionevoli. Egli non sarà commosso tanto dalla frequenza delle tue visite
o dal contenuto dei tuoi discorsi, quanto dalla compassione e dall'entusiasmo con cui cerchi di
risvegliarlo.

I benefici che tu ne riceverai non dipendono dal successo dei tuoi sforzi: fargli visita spesso e
parlargli con sincerità è di per sé l'azione del Budda.

Ci dicono che la guida migliore è quella offerta dal nostro esempio di rivoluzione umana. Certamente
è cosi che dovrebbe essere, ma in realtа noi stessi siamo ancora impegnati nel processo della nostra
rivoluzione umana: se dovessimo perfezionare noi stessi prima di poter dare delle guide agli altri,
dovremmo magari aspettare indefinitamente. Pensate al rapporto fra genitore e figlio: se un genitore

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dovesse essere un esempio perfetto per i suoi figli, quasi nessuno sarebbe idoneo a fare il genitore.
Invece, la fede pur compensare ogni carenza. La tua preghiera fervente e compassionevole per far
praticare i tuoi figli, toccherа i loro cuori. Lo stesso principio si applica alle guide personali. La tua
compassione per un'altra persona e la tua preghiera perché riprenda a praticare, toccherа un punto
sensibile nel suo cuore ed attiverа la sua natura di Budda.

Se pensi che questo o quel membro ti procura un sacco di problemi, stai considerando le cose
superficialmente. Se sei un responsabile di settore, allora tutti i problemi dei membri del tuo settore
sono cibo per la tua crescita. Soltanto affrontandoli coraggiosamente potrai cambiare il tuo destino
creando buone cause ed accumulando buona fortuna. Con questa convinzione, continua a dare guide
affinché il maggior numero possibile dei tuoi membri comprenda la grandezza della fede.

IL RUOLO DEL VICE-RESPONSABILE

Un vice responsabile a qualsiasi livello della nostra organizzazione pur essere paragonato ad un
cuscinetto a sfere in una macchina. In un’automobile, delle sfere d'acciaio vengono interposte dove la
ruota si congiunge all'asse, non sono fissate né sulla ruota né sull'asse e permettono alla ruota di
ruotare in modo efficiente e senza attrito. Cosa succederebbe se una macchina non avesse cuscinetti?
Le ruote girerebbero, ma la macchina non potrebbe andare a grande velocità. Un vice-responsabile,
come il cuscinetto, lavora per creare armonia nell'organizzazione.

Prendiamo come esempio la famiglia. Supponiamo che il bambino non abbia fatto i compiti, che
sia disubbidiente, e che uno dei genitori lo rimproveri. In questi casi, spesso l'altro genitore si
comporta in uno dei tre modi seguenti: 1) si associa al coniuge nel rimproverare il figlio, 2) lo accusa
di essere stato troppo severo e ne nasce una lite, 3) rimane preso fra i due senza sapere cosa fare.

Il punto è se questa persona afferra correttamente la natura della situazione, qui diventano
necessarie una comprensione ed una valutazione esatta. Il non aver fatto i compiti o aver disubbidito è
un problema che concerne il bambino. Che un genitore lo rimproveri moderatamente, oppure con
eccessiva durezza, è un problema che riguarda quel genitore. L'altro deve fare una distinzione precisa
fra i due problemi. Se non lo fa, finirà per comportarsi nei tre modi suddetti. La cosa giusta è invece
dire al bambino: "Magari ha sbagliato a rimproverarti cosi duramente, ma questo è un suo problema.
Non significa che tu abbia ragione. Io gli dirò (o le dirà) di non essere cosi duro, ma dal canto tuo, devi
correggere il tuo comportamento". Un genitore che dà questo tipo di consigli, è un eccellente
"cuscinetto".

Lo stesso vale per la nostra organizzazione. Il vice-responsabile ha un ruolo vitale da svolgere, quello
di creare e mantenere l'armonia fra il responsabile ed i membri.

Spero che i vice-responsabili si sforzeranno di essere magnifici collaboratori che agiscono con la
stessa consapevolezza e lo stesso senso di responsabilità dei loro responsabili e che cercano di guidare
l'organizzazione con saggezza, valutando tutti gli aspetti della situazione.

Per di più, se sostieni il responsabile da buon "cuscinetto", a tua volta sarai ben sostenuto se dovessi
un giorno ritrovarti nella stessa posizione. Questo è il naturale funzionamento di causa ed effetto.

SOSTENETE I RESPONSABILI
Per mantenere l'armonia all'interno dell'organizzazione, è importante prima di tutto sostenere chi ha
una posizione di responsabilità. Questo però non vuol dire che bisogna stare sempre con lui e fare tutto
quello che dice.

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Dare appoggio al responsabile significa anche dare appoggio ad ogni singolo membro. Come ho
già detto prima, non si pur mantenere l'armonia in famiglia se i due genitori si uniscono per sgridare il
figlio, oppure se uno si schiera dalla parte del figlio contro l'altro genitore, o ancora se uno dei due sta
nel mezzo senza sapere cosa fare. Applicando questo alla nostra organizzazione, ne risulta che non
devi unirti al tuo responsabile per rimproverare gli altri membri, né prendere la loro parte per
criticarlo.

Mettiamo il caso che ti capiti di sentire uno dei tuoi membri che critica il responsabile di capitolo.
Non devi rimproverarlo dicendo: "Se critichi un responsabile, riceverai un effetto negativo". E' ancora
peggio se sei d'accordo con lui e dici: "Capisco il tuo risentimento perché la penso esattamente come
te. E' impossibile andarci d'accordo". E non serve nemmeno preoccuparsi soltanto senza sapere che
pesci prendere.

In questo caso puoi dirgli: "Pur darsi che il nostro responsabile ci rimproveri troppo severamente.
Pur darsi che a volte non sia abbastanza tollerante. Questo è un "suo" problema. Ma se tu gli serbi
rancore, questo è il "tuo" problema. In nessun caso devi nutrire sentimenti malevoli nei suoi confronti
o, nei confronti di qualsiasi membro". Poi dagli le giuste istruzioni sul compito che si deve svolgere ed
incoraggialo a mettersi all'opera.

Nello svolgimento delle nostre attività è altrettanto importante mantenere l'armonia all'interno
dell'organizzazione, quanto dare ad ogni singolo membro la possibilità di esprimere al massimo le sue
capacità. In una famiglia, ogni membro ha il proprio ruolo da svolgere. Allo stesso modo, all'interno
dell'organizzazione ogni membro ha un suo proprio ruolo da svolgere. E' importante capirlo ed
integrare i rispettivi ruoli.

L'UNICO SOSTEGNO SICURO E' IL GOHONZON

Una volta venne a chiedermi consiglio una casalinga. Si lamentava perché aveva un marito su cui
non poteva assolutamente fare affidamento. Dopo aver chiuso il negozio di "sushi" che gestiva da
molti anni, aveva tentato un lavoro dopo l'altro ma aveva fallito in tutti.

Questo è quanto io le dissi in sostanza:

Gli uomini non nascono per essere il sostegno delle donne. Perché insisti a dipendere da tuo marito
il quale, a quanto dici, non dà alcun affidamento? Alle volte non possiamo fare affidamento neppure
su noi stessi; come possiamo pretendere di appoggiarci sugli altri? Tuo marito si arrabbierebbe a
sentirselo dire, ma non è un uomo su cui si possa contare.

Anche supponendo che tuo marito fosse una persona degna di fiducia, cosa succederebbe se si
ammalasse o se la sua ditta fallisse? Peggio ancora, cosa succederebbe se morisse prematuramente?
Non avresti nessuno su cui appoggiarti.

L'unico sostegno fidato nella vita è il Gohonzon. Un marito non è qualcuno su cui appoggiarsi, ma
una persona con cui mantenere un rapporto d'amore. Lo stesso vale per i figli: si allevano perché si
amano, non per secondi fini.

Alcuni, quando diventano vecchi, cercano di appoggiarsi ai figli; quando le loro aspettative sono
deluse, si lamentano: "Dopo tutti i sacrifici che abbiamo fatto per tirarli su, si rifiutano di prendersi
cura di noi". Sembra che abbiano allevato i figli non per amore, ma su una base di dare e avere, una
specie di assicurazione per la vecchiaia. Non credo che questo sia l'atteggiamento giusto per dei
genitori.

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Recita al Gohonzon perché tuo marito diventi un membro prezioso per Kosen-rufu e perché i tuoi
figli crescano bene e diventino delle brave persone. Continua a recitare cosi finché le tue preghiere
saranno esaudite. Queste preghiere arriveranno a tuo marito ed ai tuoi figli, apriranno i loro cuori e
faranno si che essi ti proteggeranno. Questo è il vero amore fra marito e moglie e fra genitori e figli.

Lo stesso principio si applica alle relazioni fra membri della Soka Gakkai. La responsabile di capitolo
per le donne dovrebbe cercare di non dipendere dal responsabile di capitolo. Quando i responsabili ed i
membri delle varie divisioni lavorano insieme con il Gohonzon al centro delle loro attività, l'unità e
l'armonia sorgeranno naturalmente nel loro capitolo.

Un uomo che a casa fa il prepotente con tutti, rende la sua famiglia infelice ed ostile. La moglie ed
i figli lo rispetteranno e lo ameranno solo quando egli li proteggerà e assolverà le proprie
responsabilità verso di loro, pregando che possano tutti contribuire al movimento di Kosen-rufu. Lo
stesso vale per un responsabile della nostra organizzazione.

PROGREDIRE OGNI GIORNO

Quando uno studente non è ammesso alla classe superiore, si dice che è stato bocciato. Di un
credente che non progredisce nella fede, si dice che sta indietreggiando. Il Gosho afferma: "Rafforza la
tua fede giorno dopo giorno, mese dopo mese. Se ti rilassi anche solo un po’ i demoni prenderanno il
sopravvento".

Se un membro sta praticando da anni, ma rimane sempre allo stesso livello di fede dell'inizio, in un
certo senso, sta indietreggiando.

Se un bambino piccolo canta una canzoncina, la gente lo applaude "Bravo! Che bambino
intelligente!". Ma se, da grande, non saprà fare altro che cantare la stessa canzoncina, verrà
considerato ritardato e la gente si preoccuperà.

Le cose che meritano lode nella prima infanzia, non vengono necessariamente valutate allo stesso
modo nell'età adulta. Egli potrebbe protestare: "Prima mi lodavate quando cantavo quella canzone.
Perché adesso non mi approvate?" Non capisce che, per quello che riguarda la sua musicalità, non è
cresciuto neanche un po’.

Lo stesso vale per la fede, più una persona ha praticato a lungo, più la sua fede dovrebbe essere
profonda e il suo stato di vita alto. Il secondo presidente Josei Toda diceva: "Non progredire è come
retrocedere". E' un giudizio severo, ma dovremmo tenerlo sempre presente.

Spero che tutti voi lottiate per diventare dei veri seguaci della Legge Mistica, che mantengono una
pura fede ed un forte spirito di ricerca e che si sforzano sempre di superare se stessi.

CORREGGERE L' ATTEGGIAMENTO SBAGLIATO

Quando un responsabile dà una guida individuale, non deve occuparsi solo del problema immediato
della persona, ma deve cercare con tutte le sue forze di aiutarla a correggere l'atteggiamento verso la
fede. Quando sono coinvolte due persone, deve evitare di ascoltare soltanto una delle parti, per non

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essere influenzato dalle sue argomentazioni. Se dai una guida in favore di uno, molto probabilmente ti
attirerai il risentimento dell'altro. Questo renderà il problema ancora più complicato.

Nel corso della nostra rivoluzione umana, ci imbattiamo in vari problemi. Infatti, un seme non pur
germogliare a meno che non sia coperto di terra. Il seme rappresenta la causa interna, la terra è la
causa esterna. Ognuno di noi ha il seme della Budditа dentro di sé che, come il seme di una pianta, ha
bisogno di terra per poter germogliare. Questa terra nel Buddismo viene chiamata “zenchishiki”, una
buona influenza, e pur prendere la forma di una malattia, di preoccupazioni per i figli e anche di
difficoltà finanziarie.

Qui vorrei parlare dei problemi di denaro. Una persona ricca si preoccupa per i soldi che ha prestato,
una persona povera per i soldi che ha preso in prestito. L'importante è se queste persone riescono ad
usare i rispettivi problemi come trampolini per la loro rivoluzione umana. Quando sorgono problemi di
soldi fra i membri, non devi considerare semplicemente da che parte è la colpa, se del creditore o del
debitore. Devi invece dare una buona guida sulla fede perché riflettano sul loro atteggiamento. Di a chi
ha prestato soldi: "A causa della tua debolezza di carattere non sei stato capace di rifiutare e cosi gli
hai prestato dei soldi. In Buddismo questo si chiama 'piccola compassione', qualcosa che sembra
compassione ma in realtà non lo è affatto". A chi ha preso in prestito ricorda: "Devi imparare a
dipendere dal Gohonzon e non dal portafoglio di qualcun altro.

Inoltre, per quanto riguarda te, devi considerare questo problema sorto fra i tuoi membri come
un'opportunità per cambiare qualche aspetto del tuo cattivo karma. Tenerti in disparte non lo fará
scomparire. Un problema simile apparirebbe più avanti in qualche altro aspetto della tua vita. Recita
sinceramente Daimoku per cambiare il "veleno in medicina". Non irritarti e non rimproverare i
membri, ma dà loro le guide appropriate incoraggiandoli in modo che possano rafforzare la loro fede.
Cosi anche tu potrai crescere e accumulare buona fortuna.

A volte un problema finanziario pur prendere proporzioni tali che diviene opportuno rimuovere il
membro dalla sua posizione. Anche in tal caso tieni presente che non si tratta assolutamente di una
misura punitiva e spiega al membro in questione che hai preso questa misura per evitare scompiglio
all'interno dell'organizzazione e per far si che si risollevi più facilmente. Dagli una guida
compassionevole ed incoraggiante affinché rifletta sulla sua fede, reciti Daimoku e possa a suo tempo
riassumere la sua posizione.

Attraverso ripetute esperienze, sia quelli che danno guide, sia quelli che le ricevono potranno
rafforzare la loro fede e fare un passo avanti.

NON OFFENDERE E NON CRITICARE

Un brano del capitolo Kanbotsu (il ventottesimo) del Sutra del Loto afferma "Chiunque proclami
le colpe e gli errori di quelli che credono nel Sutra del Loto che siano vere o no subirà effetti negativi".
Lessi questo brano la prima volta più di trent'anni fa, all'inizio della pratica. Tuttavia, dopo qualche
tempo divenni presuntuoso e polemico, come succede a molti quando la pratica cade nell'abitudine.
Cominciai a mettere in discussione questo brano: d'accordo, non si deve dire che altri hanno agito
male se non è vero, ma se stanno realmente sbagliando o comportandosi male, perché non devo dirlo?
Il brano afferma "Che siano vere o no". E' assurdo, pensavo. Magari l'intento è di proteggere i credenti
del Sutra del Loto, ma non è un eccesso di protezione, un atteggiamento di favoritismo fazioso?

Esposi i miei dubbi al signor Makiguchi, allora Presidente della Soka Gakkai. Citando il Gosho,
egli mi spiegт: "Il punto è se hai compassione o meno. Se fai presenti gli errori di un altro membro
mosso da un sincero desiderio di aiutarlo a correggersi, fai del bene. Se invece lo fai soltanto per

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criticarlo e screditarlo, allora, anche se quello che dici è vero, fai del male". Fui completamente
convinto.

Ci sono due tipi di collera: costruttiva e distruttiva. Se rimproveri tuo figlio perché vuoi che diventi
una brava persona, questa è collera costruttiva. Invece, se lo sgridi quando non ti ubbidisce solo perché
tu sei nervoso e insofferente, questa è collera distruttiva.

Lo stesso vale per i rapporti fra i membri della Soka Gakkai. Non dobbiamo in nessun caso
ridicolizzare chi abbraccia il Gohonzon, né serbargli rancore. In ultima analisi, tutto dipende dal tipo
di sentimento che ti anima.

Procediamo tutti in perfetta armonia, rispettandoci l'un l'altro.

USA BENE IL TUO TEMPO

(ad una donna che dice di essere troppo occupata per partecipare alle attività)

Come gli individui sono diversi uno dall'altro, cosi sono diversi i loro destini e le loro situazioni.
Ci sono bambini malati che hanno bisogno di molte cure, e ci sono quelli sani e facili da educare.
Alcuni mariti sono comprensivi, altri no.

Tu dici di essere troppo occupata dalle faccende dell'associazione di quartiere e della danza
giapponese. Perché fai tutto questo? Certamente perché vuoi contribuire anche in piccola parte al
miglioramento della tua comunità e perché vuoi migliorare te stessa. Perciò non hai altra alternativa
che pregare il Gohonzon cosi da poter impiegare ogni giorno il tuo tempo nel modo migliore fra le
attività della Soka Gakkai e le altre attività che ti stanno a cuore.

Questo non significa che devi dare sempre la prioritа alle attività buddiste, mettere al secondo
posto la tua danza ed al terzo l'associazione di quartiere. Le circostanze cambiano ogni giorno; devi
decidere giorno per giorno cosa viene al primo posto, cosa al secondo posto e cosi via, in modo da
svolgere tutto efficientemente.

Una volta ad una riunione pomeridiana, una madre di famiglia mi chiese consiglio. Poiché il
marito era violentemente contrario alla sua fede, uscendo di casa per venire alla riunione gli aveva
detto che andava a visitare un'amica. Per quella sera c'era in programma anche una riunione di
responsabili di capitolo, ma non ne aveva nemmeno accennato al marito temendo la sua reazione. Era
Responsabile di gruppo, e, se non ci fosse andata, il suo responsabile ci sarebbe rimasto male, ma se ci
fosse andata, sarebbe tornata a casa troppo tardi, il marito avrebbe capito che lei era andata ad una
riunione ed avrebbe fatto una scenata. "Cosa devo fare, -mi chiese- devo partecipare alla riunione dei
responsabili o andare subito a casa cosi mio marito non dirà niente?"

Questa è una di quelle domande alle quali non si sa cosa rispondere. Io le dissi cosi:

"Se ti dicessi di andare alla riunione perché è il tuo dovere come responsabile delle donne del tuo
gruppo, cosa succederebbe? Il tuo corpo sarebbe alla riunione, ma non la tua mente. Tutto il tempo ti
angustieresti pensando "Mio marito ora sarà già a casa. Sarà furibondo quando tornerà. Che scusa
posso inventare?". D'altra parte se ti dicessi: "Visto che non hai avvertito tuo marito, devi tornare
direttamente a casa. La tua famiglia è più importante. Non preoccuparti per la riunione", fisicamente
saresti a casa, ma mentalmente saresti preoccupata perché non stai adempiendo alle tue responsabilità.

"In un caso come nell'altro, il tuo corpo sarebbe in un posto e la tua mente in un altro. E non puoi
nemmeno risolvere il problema rimanendo" a metà strada fra la tua casa e il luogo della riunione.
Come vedi, non posso rispondere alla tua domanda né in un modo né nell'altro".

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"La cosa importante è considerare qual è l'origine del tuo problema: viene dalla tua mancanza di
coraggio, dal fatto che non hai parlato della riunione a tuo marito. Ti preoccupi soltanto delle
conseguenze immediate senza riflettere sulla tua debolezza. Puoi anche dire: “Tengo segreta a mio
marito ogni attività. Se glielo dicessi, mi renderebbe la vita insopportabile", ma questo non è
l'atteggiamento giusto.

"Immagina che ci sia una riunione importante alla quale devi partecipare. Se lo dici a tuo marito,
egli si arrabbierà. Allora ci vai di nascosto. Più tardi lui lo scopre e si arrabbierò terribilmente. La volta
successiva, ci vai ancora più di nascosto. Quando tornerai, sarà ancora più infuriato. E' un circolo
chiuso. In questo modo la frattura fra te e tuo marito diventa sempre più grave".

"Il guaio è che eviti di guardare il tuo karma e ti limiti ad inventare qualche storia per poter uscire
di nascosto. Tu pratichi il Buddismo per cambiare il tuo karma, perciò non cercare di evitare o aggirare
i problemi che ti si presentano nella vita, ma tira fuori il tuo coraggio e affrontali recitando
sinceramente Daimoku per cambiare il tuo karma. A volte pur sembrare la strada più lunga, ma in
realtà è il modo più sicuro e rapido per cambiare la tua vita".

"Prima di tutto, migliora la tua personalità con la pratica, cosi tuo marito rispetterà la tua religione
e alla fine l'abbraccerà lui stesso. Allora digli onestamente che hai una riunione in programma. Se lui
ne fa una discussione, non c'è bisogno che ci vada a tutti i costi. Ma non servirtene come scusa per
trascurare le attività. Piuttosto ricordati del Gohonzon e dell'insegnamento secondo il quale nessuna
preghiera rimane senza risposta. Prega sinceramente il Gohonzon affinché anche tuo marito pratichi.
Allo stesso tempo non trascurare i tuoi doveri di moglie"

LO SCOPO DELLA FEDE

Lo scopo della fede è di diventare felici. La fede ci permette di trasformare ogni problema che
incontriamo in un trampolino per la nostra crescita, cioè di cambiare il veleno in medicina, cosicché un
giorno potremo dire con giusta soddisfazione: "A causa di quel problema sono potuto arrivare alla
felicità attuale”.

Ci sono persone che dicono di non avere preoccupazioni. In realtà le hanno, solo che non ne sono
coscienti. Non esiste nessuno al mondo completamente libero da preoccupazioni. Chiedi ad un
ubriacone se qualcosa lo angustia. Egli risponde: "Niente, assolutamente niente". Secondo lui è l'uomo
più felice della terra, ma sua moglie ed i suoi figli?

La vita umana è sempre accompagnata da vari desideri. "Voglio che mio figlio sia più buono, e sia
bravo in tutte le materie" - "Spero che mio marito ottenga un aumento di stipendio" - "Mia moglie è
sempre nervosa. Vorrei che fosse più gentile con me".

Siamo felicissimi quando i nostri desideri diventano realtà, ma quando stentano a realizzarsi,
cominciamo ad angustiarci per i figli, per il marito o la moglie, per il lavoro, i soldi e cosi via. Ognuna
di queste preoccupazioni è il risultato di una causa passata che si manifesta nel presente. Il Buddismo
ci fa risolvere i nostri problemi modificandone le cause fondamentali. Ci dа il potere di soddisfare i
nostri desideri.

Alcuni membri capiscono immediatamente le guide che ricevono, altri non riescono a capire anche se
sentono la stessa guida più volte. Spiegherт da dove viene la differenza. Alcuni cercano di risolvere i
loro problemi senza il Daimoku e solo dopo che tutti i loro sforzi sono risultati vani, vanno da un
responsabile a chiedere guida. In questi casi spesso considerano il fatto di ricevere guida come un'altra
tecnica o un metodo per risolvere i loro problemi. Visto che tentano tutte le vie al di fuori della
"strategia del Sutra del Loto", non capiscono facilmente ciт che dice loro il responsabile. Invece chi ha

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recitato sinceramente Daimoku, fidandosi del Gohonzon per sormontare la difficoltà, capisce subito la
guida che riceve. Come vedete, la differenza dipende dall'aver recitato abbastanza Daimoku o no.

Un maestro di scuola fa una lezione ai suoi scolari e poi fa svolgere un compito scritto. Alcuni
ottengono un voto alto, un nove, altri solo un tre. Il maestro ha fatto lezione a tutti gli studenti con le
stesse parole e per lo stesso tempo. Possiamo concludere allora che la responsabilità per i diversi
risultati è degli ascoltatori e non di chi ha parlato.

Se qualcuno sapesse come risolvere i problemi che derivano dal karma senza recitare Daimoku al
Gohonzon, andrei subito a trovarlo per chiedergli consiglio. Ma in realtа non ho mai sentito di
qualcuno che abbia ottenuto tali benefici senza recitare Daimoku.

Alla luce della legge di causalità, se soffriamo per i nostri figli, genitori, coniugi o altri, è a causa del
nostro cattivo karma.

Capita spesso nelle riunioni di discussione che una donna mi chieda come fare con il figlio che la fa
soffrire. Cerco di dare guide esaurienti fino a che la donna capisce perfettamente. Subito un'altra donna
alza la mano e dice che anche lei ha delle preoccupazioni a causa dei figli. "Ho appena parlato all'altra
signora su questo punto" le faccio notare. "La stessa guida vale anche per lei". La donna, offesa ribatte
"ma lei ha soltanto un figlio, io ne ho tre!"

I problemi di queste due donne possono essere leggermente diversi, ma sono della stessa natura e
perciт lo stesso principio vale per entrambe. Cercate di diventare dei buoni ascoltatori in modo da
poter applicare le guide che sentite a svariate situazioni. NON CONSIDERARE NIENTE CON
LEGGEREZZA

Quando fallisci o hai un incidente, consideralo come un avvertimento del Gohonzon per farti
riflettere sul tuo atteggiamento nella pratica. Se cominci a lamentarti, ti troverai ben presto in guai
ancora più grossi. Potresti anche arrivare a dubitare della tua fede.

Ma se lo prendi come un severo avvertimento del Gohonzon, puoi riflettere sul tuo atteggiamento
nella pratica e ringraziare il Gohonzon per il fatto che l'incidente non è stato serio. Poi, puoi chiedere
scusa per aver mancato di sincerità fino ad ora, e promettere solennemente di rafforzare la tua
determinazione per Kosen-rufu. E' cosi che si evitano incidenti più seri in futuro. Quando ti succede
qualcosa di negativo, anche di poco conto, se lo consideri rilevante per la tua fede, ne puoi fare una
causa di felicità; al contrario se ti succede qualcosa di serio e non lo consideri rilevante per la fede,
diverrà una causa d'infelicità.

Perciò correggi il tuo atteggiamento nella pratica in modo da considerare anche un piccolo
incidente come qualcosa di significativo e di rilevante. E' cosi che puoi cambiare il veleno in medicina.

I benefici visibili non sono cosi grandi come quelli invisibili. Nel Buddismo, i benefici invisibili
sono quelli veramente importanti. Non nego il valore dei benefici visibili, ma bisogna capire bene
questo punto, altrimenti, potresti illuderti che riceverai sempre benefici visibili e se non ne ricevi,
rischi di perdere fiducia nella tua pratica.

Possiamo capire la differenza fra benefici visibili e invisibili in termini di felicità relativa e felicità
assoluta. Migliorare la nostra vita in senso materiale e fisico è conseguire una felicità relativa. Ma la
felicità relativa, per quanto grande, non ha niente a che vedere con la felicità assoluta. Per questo ci
raccomandano di non lasciarci influenzare dalle cose superficiali nella pratica del Vero Buddismo.
Quando diventi ricco, puoi perdere di vista quel qualcosa di essenziale nella fede e dimenticare la tua
felicità assoluta. Qualunque cosa accada, continua a recitare al Gohonzon. Quando ti senti felice,

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ringrazia il Gohonzon per la tua felicità, quando ti senti triste, prega al Gohonzon per poter cambiare la
tristezza in gioia. In tutti i casi, conta solo sul Gohonzon.

PREMONIZIONI
Alcuni di voi si chiederanno con un senso di frustrazione: "Membri di tutto il mondo ricevono benefici
meravigliosi dal Gohonzon. Leggo esperienze sorprendenti nelle pubblicazioni della Soka Gakkai. Allora perché
la mia preghiera non ottiene risposta?" Non vi preoccupate! Se cambiate atteggiamento, i benefici
cominceranno ad arrivare.

Supponiamo che ti capiti un incidente e che te la cavi con una ferita da nulla. Puoi dire con gioia.
"Poiché pratico il Buddismo, ho potuto evitare un disastro" e ritenerti soddisfatto della tua fortuna.
Questo è un atteggiamento un po’ superficiale nel Buddismo. Certamente è naturale e giusto sentire
riconoscenza per la protezione del Gohonzon. Ma ci sono occasioni in cui bisogna considerare un
incidente, anche se non grave, come un avvertimento del Gohonzon che dice: "Tu hai il destino di
avere questo tipo di incidenti, quindi stai attento. Rafforza ancora di più la tua fede per cambiare il
veleno in medicina". Un piccolo incidente preannuncia spesso una catastrofe. Prendi l'avvertimento del
Gohonzon sul serio e risveglia la tua fede.

Immagina un bambino che poltrisce a letto la mattina. La mamma lo invita varie volte ad alzarsi, ma
lui non lo fa. Alla fine, la madre perde la pazienza e gli intima urlando di alzarsi. Il bambino, mentre è
ancora a letto, si chiede: "Perché mi sgridano cosi? E' una punizione oppure è il mio karma cattivo?"
Credo che a queste domande possa rispondere dopo che si è alzato. Ed è anche privo di senso cercare
di sottrarsi alla sgridata della madre: deve semplicemente uscire dal letto.

E' vero che non ogni malattia od ogni incidente necessariamente vogliono dire che qualcosa non va
nella pratica, comunque è saggio in questi casi riesaminare la tua pratica, migliorarla o correggerla
dove è necessario e rafforzarla ulteriormente.

Qualche tempo fa una donna venne a chiedermi consiglio per la malattia di suo marito. Disse che
una radiografia del torace aveva rivelato un'ombra preoccupante. Egli non praticava bene all'epoca,
ma, dopo questo avvertimento, comincerá a praticare più sinceramente correggendo il suo
atteggiamento. Qualche tempo dopo fece un controllo radiografico e l'ombra non c'era più, con grande
sorpresa del medico. Quando la donna venne da me la prima volta, le dissi che il marito doveva
chiedere scusa al Gohonzon per la sua mancanza di sincerità e che doveva promettere al Gohonzon di
fare del suo meglio per crescere e contribuire a Kosen-rufu.

L'ombra nella radiografia era stata come una sveglia che ci avverte quando la nostra pratica non è
sincera. Ma una volta svegli, cessa di suonare e non ha più ragione di esistere. Nichiren Daishonin dice
che la malattia pur essere un'occasione per crescere nella fede: "Pur darsi benissimo che la malattia di
tuo marito sia la considerazione compassionevole del Budda...". Un piccolo incidente pur essere un
avvertimento. "C'è qualcosa che devi capire. Rafforza la tua fede per trovare di cosa si tratta". In quel
momento è importante che corregga il tuo atteggiamento e che determini nuovamente di sviluppare la
fede. Se terrai ben aperti i tuoi "occhi della fede", potrai risolvere il problema cambiandolo in una
spinta per la tua crescita.

Il fatto che tu pratichi il Vero Buddismo non è una ragione per prendere le cose alla leggera e non
stare in guardia. Se avevi questo atteggiamento incurante, cambialo. Sii severo con te stesso, vivi
saggiamente e ricevi il grande beneficio di diminuire le retribuzioni karmiche. Poi, un giorno, potrai
guardare indietro e dire con gratitudine: "Quella è stata veramente un'esperienza durissima, ma è
proprio grazie ad essa che sono diventato quello che sono oggi".

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PROBLEMI CON I FIGLI

Giorni fa ho ascoltato l'esperienza di una donna il cui figlio era scappato di casa da più di dieci
anni. Questa fuga era stata per lei motivo di grande angoscia. Da due anni il figlio era tornato nella
provincia in cui viveva la madre, ma non si era fatto vedere a casa. Alla madre arrivavano invece le
cambiali degli strozzini con i quali era indebitato. La donna non faceva che lamentarsi dalla mattina
alla sera incolpando il figlio con parole piene di risentimento: "Per colpa sua mi tocca soffrire tanto!"

Un giorno, partecipando ad una riunione di "guide personali" e sentendo parlare un responsabile, la


donna si rese improvvisamente conto che la causa di tutto il dolore che il figlio le procurava stava
esclusivamente nel suo destino. In quell'attimo si penti profondamente di aver nutrito rancore verso il
figlio.

Il Gosho dice: "Anche una piccola offesa pur destinare una persona ai sentieri cattivi, se non se ne
pente. Ma anche una grande offesa pur essere cancellata se c'è pentimento". Perché quella donna
doveva soffrire a causa del figlio? Ciò era dovuto alle cause negative che lei stessa aveva posto nel
passato. Ma lei aveva attribuito ogni colpa al figlio.

In effetti il ragazzo poteva essere stata la causa scatenante della sua sofferenza, ma la causa
fondamentale risiedeva nel karma della donna che, non avendone coscienza, fino a quel momento non
aveva potuto cambiarlo. Adesso finalmente aveva capito.

Da quel giorno la donna cambiт completamente atteggiamento nella fede: recita a lungo Daimoku
chiedendo scusa al Gohonzon per le offese che doveva aver commesso nelle passate esistenze e per il
rancore nutrito contro il figlio. Non passa molto tempo che il figlio torna a vivere con lei e si converti
alla Nichiren Shoshu. Durante una riunione del suo settore, chiese pubblicamente scusa alla madre "Mi
dispiace profondamente per tutti i problemi che ho causato in tutti questi anni". Ed aveva gli occhi
pieni di lacrime mentre prometteva di sforzarsi per cambiare.

Il comportamento di un figlio (o di una figlia) migliorerà se un genitore corregge il proprio


atteggiamento nella fede. Convinciti di questo e potrai cambiare il tuo karma. Finché dai la colpa agli
altri pensando "Se non fosse per lui potrei essere felice", gli altri non cambieranno mai. Piuttosto,
guarda la tua vita e il tuo destino e cambia prima di tutto il tuo atteggiamento. Poi, con tua grande
sorpresa, un cambiamento avverrà nell'altra persona. Questo per il principio di "Inseparabilità della
vita e del suo ambiente".

ALLEGGERIRE LA RETRIBUZIONE KARMICA

Ci dicono che se preghiamo al Gohonzon, tutte le offese vengono cancellate. Alcuni membri
pensano che questo significa che la sola pratica al Gohonzon annullerà immediatamente tutte le colpe
commesse nelle esistenze passate. Se fosse vero, allora uno potrebbe cambiare il proprio cattivo karma
sin dal momento in cui si converte alla Nichiren Shoshu. Questo è impossibile perché, come dice il
Gosho, "il Buddismo è giustizia".

Immaginate che un ladro reciti Daimoku davanti al Gohonzon con il bottino ancora in tasca. Pur
egli cancellare il suo crimine? Assolutamente no! Prima deve restituire le cose rubate al loro
proprietario e poi farsi perdonare per il danno recato. Nel nostro caso, chiedendo scusa al Gohonzon
per le offese passate e dedicandoci all'attività, potremo subirne gli effetti negativi in modo più lieve.
Potremo anche cancellare in questa esistenza gli effetti negativi che in caso contrario ci colpirebbero
magari per molte vite future. Questo è il principio dell'"alleggerimento della retribuzione karmica".
Ricordati che noi stiamo cambiando il nostro destino con la pratica quotidiana di Gongyo e
Shakubuku.

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A questo proposito, il Gosho afferma: "Il Bodhisattva Fukyo non fu insultato e calunniato, lapidato
e bastonato senza ragione. Probabilmente egli aveva offeso la Vera Legge nel passato. La frase "dopo
aver espiato i suoi peccati' indica che proprio perché fu perseguitato, il Bodhisattva Fukyo potè
estirpare i peccati delle sue vite passate".

Tu soffri in questa vita a causa del tuo karma passato. Puoi dire che non hai creato alcun cattivo
karma o non hai mai offeso il Sutra del Loto. Ma in realtà nessuno ricorda cosa ha fatto nelle vite
precedenti. Il solo modo per capire il passato è guardare la tua vita presente: la vita presente è il
risultato del tuo passato. Se soffri, devi considerare che ciò è dovuto al cattivo karma da te creato
offendendo la Vera Legge in passato. Perciò ora devi fare l'opposto e lodare la Legge ed insegnarla
agli altri facendo Shakubuku. Per rimuovere tutto il karma negativo devi praticare molto.
Naturalmente il tuo karma pur essere più pesante di quello di un altro, ma con il potere del Gohonzon,
tutti possono superare le retribuzioni karmiche e cambiare il loro destino.

Recita sinceramente Daimoku con profondo pentimento per tutte le eventuali offese passate e
prometti di dedicarti alla grande causa di Kosen-rufu insegnando agli altri la fede nel Gohonzon.
Questo è il modo per rimuovere il karma negativo.

La preghiera e la pratica attiva sono esattamente come le due ruote di un carro: se manca una delle
due, il carro non andrà avanti di un centimetro. Anche se fai queste attività senza sapere il perché,
riuscirai lo stesso a fare la tua rivoluzione umana, a cambiare cioè il tuo destino.

Se hai capito bene questo, trasforma ognuno dei tuoi problemi in una buona influenza, guarda in faccia
il tuo destino e procedi con gioia e coraggio sulla via della tua rivoluzione umana. GUARIRE DA
UNA MALATTIA

Il secondo presidente Josei Toda diceva: "Non pur esserci una guida specifica per curare la
malattia". Con questo voleva additare un errore che noi responsabili tendiamo a commettere. Curare le
malattie è il ruolo del medico. Il nostro è di dare guide nella fede.

Alcuni responsabili si lasciano trascinare a discutere il trattamento della malattia, trascurando quasi
di dare consigli dal punto di vista della fede. Ciт non offre la soluzione fondamentale a chi è venuto a
chiederci consiglio. Questo vale non solo per le malattie ma anche per altri problemi specifici.

Il Gosho afferma: "Se cerchi di curare la malattia di qualcuno senza conoscere le cause, non farai
che aggravare la malattia". Se non riesci a vedere la causa fondamentale del problema di un membro e
gli dai soltanto consigli generici, allora, lungi dal metterlo in grado di risolvere il problema, lo renderai
ancora più infelice di prima.

Ci sono malattie e malattie. Alcune possono guarire, basta che il paziente usi moderazione, altre
richiedono una cura medica. E' assurdo affidarsi soltanto alla fede e rifiutare di consultare un medico,
ma è altrettanto sciocco dipendere soltanto dai medici e non riconoscere la necessità di cambiare il
proprio karma. Quando la nostra malattia è causata dalle funzioni demoniache che agiscono in noi o
dal karma la cui origine è nel profondo della vita stessa, non pur essere curata dalla medicina. In questi
casi non abbiamo altra scelta se non rafforzare la fede in modo tale da superare la causa e curare la
malattia.

SOFFERENZE

E' naturale anche per noi che pratichiamo il Vero Buddismo incontrare vari problemi nel corso
dell'esistenza. Però, con il potere della fede, possiamo risolverli tutti, e un giorno, guardandoci

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indietro, potremo dire. "A causa di quel problema sono potuto crescere ed ho cambiato il corso della
mia vita". Il Buddismo chiama questo beneficio "cambiare il veleno in medicina".

Una volta ho sentito l'esperienza di un giovane studente in medicina. Prima di praticare il


Buddismo, la madre era costretta a letto dai reumatismi. Il padre era un medico ma non poteva curare
la malattia della moglie. Per di più la coppia litigava dalla mattina alla sera. Quanto deve aver sofferto
il giovane nell'atmosfera tesa e deprimente della famiglia! Questo lo spinse ad entrare nella Nichiren
Shoshu. Poi, uno dopo l'altro, gli altri membri della famiglia lo seguirono. Il risultato fu che la madre
guarм e la famiglia divenne luminosa ed armoniosa.

Era una famiglia benestante. Se ci fosse stato amore fra marito e moglie e se la madre fosse stata in
buona salute, molto probabilmente la famiglia non avrebbe mai preso fede nel Gohonzon. Ma proprio
perché i genitori erano come cane e gatto e la madre era malata, il giovane cercò il Gohonzon ed iniziò
a praticare.

Adesso, sentendo questa esperienza, alcuni di voi potrebbero decidere: "Bene! Da oggi cominceremo a
litigare. Cosi la fede dei nostri figli si svilupperà". Ma non è questo il punto.

Ognuno ha i suoi problemi personali. Una volta ho sentito una vecchia dire: "Ho il karma peggiore
del mondo". Io le chiesi: "Come sa che è il peggiore?" La donna rispose. "Non lo so. Veramente non ci
ho mai pensato". Le chiesi se sapeva quanto fosse grave il karma del suo vicino. Disse di no.
Nell'avversità ognuno pensa di essere la persona più infelice del mondo. Ma più il fango è profondo,
più i fiori del loto che vi crescono sono belli e grandi. Se una persona decide. "Bene, proprio perché il
mio fango è cosi profondo, reciterà più Daimoku degli altri", allora pur cambiare il veleno in
medicina.

Come regola, raccomando di recitare davanti al Gohonzon prima di disperarsi per un problema o di
lamentarsi. Alcuni possono essere preoccupati perché il loro coniuge non fa Gongyo. Ma puoi
lamentarti quanto vuoi, non gli farai abbracciare il Gohonzon con questo. Il Gosho insegna che i
benefici vengono dal recitare Daimoku; non dice da nessuna parte che si ottengono benefici
lamentandosi, anche se ti lamenti un milione di volte.

La chiave per ottenere la felicità sta nel poter sormontare le influenze negative del nostro ambiente
senza lasciarci sconfiggere. Per vincere dobbiamo avere una grande forza vitale. Pensa al grano. Più è
calcato nel terreno, più forti saranno le spighe. E' un processo che assicura un raccolto abbondante. Lo
stesso vale per lo sviluppo umano.

Anche se un seme è di ottima qualità, non germoglierà se è posato su un tavolo e tanto meno darа’
frutti. Pur germogliare soltanto se è sepolto nella terra. Ognuno di noi ha il seme della felicità, in altre
parole, il seme della Budditа. E' coperto dalla 'terra' dei vari problemi che ci spingono a recitare
Daimoku al Gohonzon. Allora il seme germoglierà. La 'terra' serve da buona influenza.

Alcuni possono soffrire a causa del coniuge, del figlio o dei genitori. Ma finché ti limiti a
lamentarti di loro, non risolverai il problema. Determina invece di usare la tua sofferenza come
stimolo per cambiare il tuo karma, come una molla per ottenere l'illuminazione, in altre parole, come
una buona influenza. Poi fai appello al potere della fede e della pratica e recita Daimoku senza
stancarti finché non hai risolto il tuo problema. Solo la fede nel Gohonzon ti permette di farlo. Senza il
Gohonzon è impossibile trasformare la sofferenza in una buona influenza per cambiare il karma
negativo.

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I NOSTRI DESIDERI

Ognuno ha i suoi problemi, secondo il proprio stato di vita. Non c'è bisogno di chiedere agli altri
quali sono i loro problemi: conoscendo la natura dei loro desideri, si pur valutare quanto siano infelici
o felici.

Ogni essere vivente ha un qualche desiderio, ma i desideri variano in grandezza. Supponiamo che
un uomo non abbia di che pagare il suo prossimo pasto. E' un problema urgente. Quanto deve
desiderare i soldi per comprare qualcosa da mangiare! Più il problema è immediato, più sembra serio.

Il presidente Josei Toda diceva: "Voglio aiutare tutte le persone infelici con il Buddismo di
Nichiren Daishonin. Voglio evitare che un'altra bomba atomica cada sul Giappone". Questo era il suo
più grande desiderio ed era anche il problema che lo assillava maggiormente. Quale dei due problemi è
più grande, la preoccupazione di Toda, o il non potersi pagare il pasto? Naturalmente, il primo. In
questo contesto, più il problema di una persona è grande, più alto è il suo stato di vita. Possiamo anche
dire che il problema di ognuno dà la misura della sua felicità.

Anche i Budda hanno problemi. Vogliono rendere felici gli uomini, ma si angustiano perché alcuni
comuni mortali non vogliono accettare il vero insegnamento. Ma il fatto che siano preoccupati non
significa che siano infelici. Sono sicuro che alcuni di voi prima pensavano soltanto ai propri problemi,
ma ora si scervellano per risolvere anche quelli degli altri. Questa è la prova che il vostro stato di vita
si è elevato e che siete diventati più felici di prima.

Siamo felici quando i nostri desideri si realizzano, infelici se non si realizzano. La cosa importante,
quindi, è avere il potere di realizzare i desideri. Tutti vogliono la felicità, ma cosa dobbiamo fare per
averla? I genitori raccomandano ai figli: "Non essere pigro. Quello che conta nella vita è la diligenza".
Quello che dicono è giusto, ma forse che tutte le persone diligenti diventano felici? Molti lavorano con
il massimo impegno, eppure finiscono indebitati fino al collo.

Le persone sposate sono un altro esempio. Credo che nessuno andrà di proposito a pescare la
persona peggiore del mondo e la sposò allo scopo di essere infelice. Ognuno si sarà sposato credendo
di aver scelto la persona migliore del mondo ed avrà fatto tutto il possibile perché il matrimonio fosse
felice. Ma tutte le coppie che si sforzano di raggiungere la felicità riescono ad ottenerla? Tutt' altro!
Parecchi si lamentano: "Questa non è la vita che sognavo". Anche i genitori che si sforzano di aiutare i
figli a diventare delle brave persone, a volte vedono le loro speranze deluse.

Naturalmente, la diligenza è vitale e indispensabile per raggiungere la felicità. Immaginate una


persona che dica: "Voglio far soldi, ma odio alzarmi presto la mattina. E, dato che mi stanco
facilmente, non voglio lavorare sodo". Non diventerà mai ricca. La diligenza però non basta. Ci sono
fattori invisibili come la fortuna ed il karma che solo la fede pur modificare.

Al termine delle riunioni, pur darsi che i responsabili vi avvertano di stare attenti agli incidenti
stradali. Ma si possono evitare tutti gli incidenti solo con la prudenza? Non sempre. Immagina di
vedere una macchina che ti viene incontro. Ti chiedi "Il conducente sarà ubriaco? Avrà la patente? Si
sarà addormentato?" Se sei troppo prudente e continui a guardare qua e la, potrebbe essere più
pericoloso: mentre concentri la tua attenzione davanti a te, un'altra macchina pur sopraggiungere da
dietro.

Io ogni tanto vado all'estero. Prima di partire i miei amici mi dicono di stare attento perché il mio
aereo potrebbe essere dirottato o potrebbe precipitare per qualche guasto. Ma che precauzione mi è
possibile prendere? Se l'aereo precipita, dovrà per forza precipitare anch'io per quanto disperatamente
mi aggrappi al mio sedile!

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Naturalmente ci sono alcuni avvenimenti infausti che possiamo evitare purché siamo attenti e
diligenti. Però la prudenza e la diligenza hanno i loro limiti; ci sono problemi o incidenti che non
possiamo evitare neanche con la massima prudenza e il massimo sforzo. Per questo dobbiamo pregare
al Gohonzon.'

Supponiamo che tu abbia un incidente stradale. La causa immediata pur essere la notte buia, la
pioggia o la fretta di tornare a casa. Ma, in ultima analisi, ciò accade perché possiedi il karma di avere
incidenti. E' dunque vitale pregare davanti al Gohonzon. Questo è quello che ci differenzia da chi non
abbraccia il Gohonzon. La fede nel Gohonzon ci permette di cambiare il karma cattivo, e sviluppando
buona fortuna, ci guida sulla rotta della felicità.

GUADAGNARE LA FIDUCIA DEGLI ALTRI

Forse ricordate l'epoca in cui i sentimenti antigiapponesi divamparono nel Sud-Est asiatico e le
sedi di varie ditte giapponesi furono incendiate dalla folla. Quando visitai quella zona più tardi chiesi
ai membri del luogo se erano state distrutte soltanto aziende di un certo tipo. Mi dissero che non aveva
niente a che fare con il tipo d'azienda. Quando i dimostranti erano sul punto di incendiare certe ditte,
gli abitanti del quartiere li avevano trattenuti dicendo. "I giapponesi che lavorano qui non ci hanno mai
fatto del male". Le ditte che avevano sempre mantenuto buoni rapporti con la gente del luogo e che si
erano guadagnate la loro fiducia non erano state danneggiate.

Questo principio non si applica solo alle ditte giapponesi all'estero, ma anche alla nostra vita
quotidiana. Nelle nostre rispettive comunità, ognuno di noi è considerato un rappresentante della Soka
Gakkai. Se il nostro comportamento ci attira l'antipatia o la disapprovazione della gente sarà
impossibile propagare il Buddismo fra di loro.

Dobbiamo diventare cittadini di buon senso, ben voluti, che godono la fiducia delle persone del
quartiere, della comunità e del luogo di lavoro. Contribuire a Kosen-rufu non è soltanto convertire
nuove persone e impegnarsi nell’attività dell'organizzazione; la nostra stessa esistenza deve costituire
un bene prezioso per Kosen-rufu.

State attenti a non "disonorare il Sutra del Loto" con parole o azioni irragionevoli o provocando
incidenti. Diventate persone eccellenti in modo che tutti dicano di voi: "E' una gran brava persona. Ci
si sente meglio quando c'è lui". Allo stesso tempo, coltivate i vostri rapporti con gli altri, allargate il
cerchio di amicizie e di fiducia nella vostra comunità. Ricordate che Kosen-rufu sta nelle vostre azioni
di ogni giorno.

IL PIÙ GRANDE REGALO PER I GENITORI

Ho visto innumerevoli membri trasformare la loro vita grazie al grande potere del Gohonzon,
dando prove meravigliose della loro rivoluzione umana. Alcuni di loro, dopo essersi dedicati alla
causa del Vero Buddismo, sono morti lasciando un gran vuoto fra gli amici. Ma la cosa più bella e
confortante è vedere che le loro famiglie, hanno superato coraggiosamente il dolore e adesso
continuano ad avanzare sulla strada della felicità.

Voglio parlarvi di una di queste famiglie, due sorelle ed un fratello, che persero i genitori circa
vent'anni fa. Poco prima di morire la madre chiamò ai suo capezzale i tre figli ed espresse l'ultima
volontà: "Non lasciate mai il Gohonzon, qualunque difficoltà incontriate in futuro".

Tutti gli altri parenti si opponevano alla fede e nessuno volle aiutare gli orfani. I tre ragazzi
dovettero sopportare privazioni d'ogni genere, ma seguirono alla lettera il desiderio della madre e
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continuarono a praticare il Buddismo sostenendosi a vicenda. Adesso sono tutti e tre attivi nel
movimento di Kosen- rufu. La figlia maggiore è madre di sette figli, la seconda ne ha tre, il figlio due.
Tutti hanno una famiglia armoniosa e felice. Posso immaginare il volto sorridente della madre.

Il Gosho afferma: "A causa del grande beneficio ottenuto dal reverendo Maudgalyayana con la sua
fede nel Sutra del Loto, non solo egli divenne un Budda, ma anche i suoi genitori arrivarono alla
Budditа". Il Gosho si riferisce specificamente a Maudgalyayana, ma il principio vale anche per noi. Un
figlio che ha deciso di seguire i genitori nell'opera per Kosen-rufu, si dedica alla fede, alla pratica ed
allo studio. Cosi, non soltanto lui arriverà alla Budditа, ma i meriti ottenuti dalla sua pratica ricadranno
anche sugli ascendenti e discendenti. Egli pur portare i suoi parenti alla felicità.

Cosa dа la più grande gioia ad un membro defunto? Che il figlio prosegua la missione per Kosen-
rufu e divenga felice. Questa è la cosa più nobile che un figlio possa fare per il genitore defunto.

"Convincili che non c'è altra strada che recitare Daimoku per cambiare il tuo destino. In questa
maniera potrai guadagnarti la comprensione di tuo marito".

Lo stesso vale per te. Tu vedi soltanto le circostanze superficiali e non guardi il tuo destino.
Ricordati che pratichiamo il Buddismo per cambiare fondamentalmente il nostro destino. Se vuoi
riuscirci, non devi cercare di evitare i problemi: fatti coraggio e affrontali pregando il Gohonzon
finché non li risolvi. Potrà sembrarti che ci vuole tanto tempo, ma in questo modo cambi lentamente
ma sicuramente il tuo destino.

Finché continui a dire che non puoi prender parte alle attività per questa o quella ragione, non farai
progressi. Il tuo atteggiamento è orientato verso il passato, cioè non fai che pensare a come sono state
le cose fino ad ora, non a come dovrebbero essere. Adesso sei troppo occupata per partecipare alle
attività della Soka Gakkai. E' proprio per questa ragione che devi recitare Daimoku fervidamente,
pregando di poter usare il tuo tempo nel modo migliore per poter fare perfettamente tutte le cose che
desideri.

E' a questo che serve la nostra fede, non è vero?

Alle volte dei membri mi dicono: "Questo è il momento di maggior lavoro per la mia azienda. Ci sono
montagne di fatture in scadenza e devo lavorare fino a tardi ogni sera. Comincerт a fare attività non
appena avra’ un po’ di tempo libero". Si comportano come qualcuno con una ferita alla gamba che,
quando lo esortano a consultare un medico, risponde: "Andrà dal dottore non appena potrà camminare
di nuovo". Tutti ridono quando faccio questo esempio, ma se si tratta dei loro affari dicono:
"Comincerà a fare attività quando avra’ sistemato le mie difficoltà finanziarie ed avrà tempo libero". E'
come mettere il carro davanti ai buoi. Se uno non ha abbastanza soldi e non ha tempo libero,
evidentemente ha poca fortuna e poca energia vitale e, precisamente perché si trova in tale situazione
deve dedicarsi alla pratica.

Nel tuo caso particolare, considera sempre come poter svolgere sia le attività della Soka Gakkai che le
altre e recita Daimoku al Gohonzon per trovare la soluzione migliore. Poi agisci con saggezza, come
ogni singolo giorno ed ogni singola situazione richiedono.

LAVORO E ATTIVITÀ

Alcuni membri quando sentono dire che si deve conciliare il lavoro con le attività della Soka Gakkai,
pensano: "Ciт significa che non ci si deve dedicare al cento per cento solo al lavoro o solo alle attività.
Dobbiamo fare tutte e due le cose con un certo equilibrio; questa è la Via di Mezzo del Buddismo".

Ma è un'interpretazione sbagliata.

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Come esempio, racconterà l'esperienza di un responsabile di gruppo. Quando fu nominato responsabile
della divisione uomini si impegnò nelle attività con maggiore energia di prima. Egli dirigeva una
piccola fabbrica con una dozzina di dipendenti. Dopo qualche mese, si accorse che i suoi affari non
andavano bene.

Molti avrebbero deciso di smettere le attività buddiste finché l'azienda non si fosse rimessa in sesto (e
riconosco che possono esserci dei casi nei quali questa è l'unica alternativa). Invece lui guardт più
avanti: decise di darsi da fare al massimo per rimettere in piedi i suoi affari ed allo stesso tempo di non
tralasciare in nessun modo le attività. Recitт sinceramente Daimoku per poter fare tutte e due le cose
nel modo più soddisfacente.

Per prima cosa, divise l'azienda in due settori, produzione e commercio dei quali fino ad allora si era
occupato personalmente. Mise uno degli impiegati a capo della produzione, mentre lui aveva in mano
il lato commerciale. Adottò anche un sistema per calcolare i salari in rapporto alla produttività e cosi
ogni dipendente cominciò a fare il suo lavoro con più entusiasmo. Questa nuova sistemazione si rivelò
molto vantaggiosa. Non solo l'azienda ricominciò a fiorire, ma egli ebbe a disposizione più tempo di
prima per le attività.

Notate bene che egli non scelse fra lavoro ed attività, ma vide aprirsi una nuova strada davanti a lui
quando decise di svolgere con successo tutte e due. Conciliare lavoro ed attività non vuol dire fare
tutte e due a metà, ma fare il massimo per entrambe. Per questa ragione, pensate bene a quello che
dovete fare e recitate con sincerità: allora sicuramente sorgerà in voi la saggezza che vi fará trovare la
soluzione per uscire dalle difficoltà.

LO SCOPO DEL MATRIMONIO

(ad un membro il cui fidanzato non è credente della Nichiren Shoshu)

La cosa più importante è che tu abbia le idee chiare sul perché ti sposi. Molti si sposano sognando
la felicità e si sforzano a modo loro di raggiungerla. Ma diventano tutti felici? Sappiamo bene che la
risposta è no. Perché? Per rispondere a questa domanda, prima dobbiamo riconoscere la causa
fondamentale che impedisce ad una persona di diventare felice. Altrimenti faremmo l'errore di non
riuscire a vedere la foresta per colpa degli alberi.

Un uomo e una donna non si uniscono in matrimonio tanto per essere sposati, ma perché vogliono
essere felici. Da questo punto di vista bisogna vedere se è valida una scelta basata sull'appartenenza o
meno del compagno alla Nichiren Shoshu.

Alcuni membri si sposano con non-membri per il semplice motivo che non trovano nessuno di loro
gradimento fra i credenti. Alle volte questo pur creare loro delle difficoltà per la pratica, ma non
significa che dobbiamo necessariamente scegliere il nostro partner fra i membri. Alcuni responsabili
dicono ai loro membri: "Non è un buon compagno per te perché non pratica", e questo magari senza
saper niente di quella persona! Anche molti membri della Divisione Giovani sembrano fissati nella
semplicistica idea che non devono sposarsi se non con un credente.

Dire superficialmente "Non mi sposerò se non con un credente", equivale a dire "Sposserò
chiunque purché sia un credente". Ma un membro qualsiasi della Nichiren Shoshu è un partner ideale
per il matrimonio? Esaminiamo la questione.

Una volta una giovane donna mi chiese consiglio. Un uomo che non praticava le aveva proposto di
sposarla. Lui personalmente non aveva nessuna intenzione di convertirsi, ma voleva sposarla
comunque. Ogni volta che tornava alla carica, lei lo rifiutava per la semplice ragione che non era un

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credente, ma il pretendente non si arrendeva. Non sapendo più che cosa fare, era venuta a chiedere
guida.

Io le dissi: "Non lo vuoi sposare perché non è un membro. Dunque, prenderesti per marito
qualsiasi uomo, basta che reciti Daimoku al Gohonzon?"

"No, naturalmente" ella rispose.

Le feci allora presenti gli errori del suo modo di pensare. "Supponiamo che un uomo che non
pratica chieda di sposarsi ad una donna che crede nella Nichiren Shoshu. Ella lo rifiuta perché lui non
crede, cosi categoricamente, che alla fine lui accetta di convertirsi. Sollevata e felice, ella acconsente a
sposarlo immediatamente. Ma un momento! Un tale pretendente spesso si rivela essere una persona
non meritevole di fiducia. Pur essersi convertito soltanto come espediente per poterla sposare. Pur
darsi che non tenga a lei, ma soltanto ai suoi soldi o che speri di ottenere un buon impiego grazie alle
relazioni della famiglia di lei. C'è da dubitare che vi sia un secondo fine quando un uomo decide di
entrare nella Nichiren Shoshu in tali circostanze.

"In poche parole, lo scopo del matrimonio è di diventare felici. E' relativamente facile sposarsi, ma
molto difficile vivere felicemente sposati. Alcune persone trovano la felicità nel matrimonio, altre no".
"Ci sono un gran numero di fattori che giocano nella riuscita di un matrimonio; la fede è un fattore
importante, ma non esclude tutti gli altri".

"L'ideale sarebbe far praticare il Buddismo a quest' uomo prima, se è appena possibile. Poi aspetta e
osserva per un anno o giщ di li. Se lo giudichi fidato, se ti piace e se anche i tuoi genitori e i membri
anziani danno la loro approvazione, puoi prendere la tua decisione. Se hai fatto tutti questi passi, ci
sono molte meno probabilità che il matrimonio fallisca.

Nel caso specifico, dopo aver ricevuto la mia guida, la giovane incontrò il suo pretendente e gli
disse: "Sarebbe facile accettare la tua proposta, ma se non saremo felici nel matrimonio, questo sarà a
scapito tuo ed anche mio. Il matrimonio non ha senso se la coppia non pur essere felice. Per capire se
noi possiamo essere felici nel matrimonio, spero che non avrai difficoltà a prendere fede nella
Nichiren Shoshu. Poi, dopo un annetto, se mi saro’ convinta che sei l'uomo giusto per me, accetteró la
tua proposta, se non ne sarà convinta, non lo faro’ . Preferisco rimanere nubile che essere
infelicemente sposata".

L'uomo rimase colpito dalla logica del suo ragionamento e qualche tempo dopo si converti alla
Nichiren Shoshu, prese a partecipare alle riunioni ed alle attività della Divisione Giovani Uomini e in
seguito divenne un responsabile. Tutte le persone vicine alla ragazza approvarono questa unione e lei
stessa la desiderava. Cosi divennero marito e moglie e adesso sono felici.

Alcuni membri hanno un'idea superficiale del matrimonio. Sembrano credere che purché
continuino a praticare bene, incontreranno una persona meravigliosa e automaticamente vivranno
felici per sempre. Invece, non è affatto cosi. Il matrimonio non è sempre sinonimo di felicità. I più
anziani nella pratica devono consigliare i giovani su questo punto.

In generale, un matrimonio felice non dipende dall'età in cui ci si sposa. Prima bisogna che uno sia
perfettamente conscio dello scopo del matrimonio. Anche se desideri ardentemente sposarti subito, se
poi il matrimonio fallisce, le tue speranze saranno frustrate. Devi pregare al Gohonzon per un
matrimonio felice.

I giovani tendono a fidarsi dei loro sentimenti immediati nella scelta del coniuge. E' del tutto
naturale che, essendo giovani, alle volte si sentano insicuri del futuro ed esitino sulla strada da
prendere. La scelta del coniuge fatta in questo stato di insicurezza emotiva, porta spesso ad un
matrimonio infelice. E' qui che divengono importanti i consigli degli anziani.
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Ogni qualvolta un membro mi chiede consiglio sul matrimonio, mi fa ricordare quanti sono i
membri che interpretano male l'insegnamento "Nessuna preghiera rimarrà senza risposta". Devo
correggere il loro modo di pensare sbagliato. E ne spiego il perché.

Immaginiamo che tu sia attratto da una certa persona e che preghi il Gohonzon per poterla sposare.
Se questa persona ti renderà veramente felice, il tuo desiderio si avvererà, se no, la tua preghiera
rimarrà senza risposta.

Spesso questo genere di preghiere assomiglia alle tante cose che un bambino chiede alla madre
secondo il capriccio del momento. La madre, dopo aver riflettuto, dа al bambino quello che chiede
oppure glielo rifiuta.

Il bambino per un po’ frignerà e le terrà il broncio perché non gli ha dato quello che voleva, ma è suo
dovere di madre dare o rifiutare secondo ciò che ritiene meglio per il figlio. Questo è il vero amore
materno, non vi pare? Il fine ultimo della nostra pratica con il Gohonzon è la felicità. Perciò i desideri
che col tempo si dimostrerebbero contrari al nostro interesse, non vengono esauditi.

INGREDIENTI PER LA FELICITA’

Tutti vogliono diventare felici e per questo studiano o lavorano facendo grandi sforzi. Se non gli
importasse niente di essere infelici, non si sforzerebbero. Il punto è se lo sforzo, da solo, ci permette di
raggiungere la felicità. Non tutti quelli che dedicano le loro energie al lavoro hanno successo. Alcuni
falliscono. Altri cercano la felicità nel matrimonio e, dopo sposati, si sforzano perché sia un
matrimonio felice, ma non tutte le coppie trovano la felicità nel matrimonio. I genitori fanno tutto ciò
che possono perché i figli vengano su bene, ma non tutti i figli rispondono alle aspettative dei genitori.
Quindi lo sforzo, anche se è importante, non è l'unico requisito per raggiungere la felicità.

In genere, gli uomini vogliono vivere il più a lungo possibile. Per questo stanno attenti alla dieta e
curano la salute. Ma abbiamo la garanzia di una lunga vita senza malattie se mangiamo nel modo
giusto e curiamo la nostra salute? No.

Nei primi tempi della nostra organizzazione, alcuni membri, benché incoraggiati ripetutamente ad
assistere alle riunioni, a fare Gongyo, ed a studiare il Buddismo, smisero ugualmente di partecipare
ribattendo: "Io devo lavorare, sapete! Mi dite di fare questo e fare quello, ma non è che il Gohonzon
mi dia da mangiare. Un uomo non pur vivere se non mangia". Il signor Toda diceva a questi membri:
"E allora, tutti gli uomini vivono solo perché mangiano tre pasti al giorno? So di un uomo che è morto
nel bel mezzo di un pranzo sontuoso". Il cibo è necessario per sopravvivere, ma una nutrizione
adeguata non garantisce di per sé una lunga vita. Cosi come a volte non possiamo evitare incidenti,
anche se siamo molto prudenti.

Per essere felici, naturalmente dobbiamo mangiare, curare la salute, sforzarci in qualunque cosa
facciamo e stare sempre attenti agli incidenti. Ma questo non basta. Non si pur negare che esistano
aree al di là del nostro controllo, cose che non possiamo evitare anche con la massima prudenza.
Questa è la ragione per cui dobbiamo praticare sinceramente davanti al Gohonzon. Da ciò deriva
l'importanza della pratica e dell'attività per la fede, non una fede egocentrica e superficiale senza
riflessione sul passato e determinazione per il futuro, ma una fede pura e forte da approfondire giorno
dopo giorno.

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IL MOVIMENTO DI KOSEN-RUFU

Tutti gli uomini vogliono diventare felici, ma finché sono dominati dall'egoismo e pensano
soltanto ai propri interessi, non possono ottenere la vera felicità. L'egoismo porta gli uomini a litigare
fra di loro e le nazioni alla guerra. I genitori non possono stare tranquilli se c'è la minaccia di
rapimenti. Anche l'uomo più ricco, non pur vivere tranquillo se il mondo è pieno di imbroglioni, ladri
e assassini. Un paese non pur essere veramente felice se teme di essere attaccato dal suo vicino.

Gli uomini hanno cercato a lungo e invano la felicità collettiva e la pace mondiale. Per realizzarle è
necessario, prima di tutto, che le persone intrappolate in una rete di egocentrismo purifichino la loro
vita. Quando cominceranno ad apparire ovunque persone che hanno purificato la loro vita, si potrà
sicuramente creare la pace mondiale. Le barriere linguistiche e nazionali non sono nulla in confronto
alle barriere dell'egoismo. Purificare la vita umana significa abbandonare il nostro egocentrismo e
pensare agli altri oltre che a noi stessi. Solo cosi potremo ottenere la felicità personale e guidare gli
altri a fare lo stesso, realizzando la pace del mondo.

Per questo motivo, le persone che hanno purificato la loro vita e che pensano non soltanto alla
propria felicità ma anche a quella degli altri, devono essere tenute in gran conto.

Alla fine di Gongyo preghiamo perché i benefici imparziali del Gohonzon si estendano a tutto il
mondo portando pace e felicità a tutta l'umanità e all'universo intero. In altre parole, preghiamo perché
tutti purifichino la loro vita in modo da essere felici e perché la pace regni nel mondo. Finché non ci
sarà pace nel mondo, non potrà esserci pace nel nostro paese né nelle nostre case. D'altro canto, la pace
universale è basata sulla rivoluzione delle famiglie e sulla rivoluzione umana di ogni singolo
individuo. Ciò che importa è quante persone si stanno sforzando per la loro rivoluzione umana.

Dovunque vado, trovo molte persone che cercano il Gohonzon e percepisco con tutto il mio essere
un generale desiderio di pace e di felicità. La cosa essenziale in questo momento, è che non vi
consideriate il centro dell'universo, che pensiate al significato del movimento di Kosen-rufu, riflettiate
seriamente sulla vostra missione individuale e vi impegnate con tutte le vostre forze. Spero che
ognuno di voi diventi una persona di primo grado nel proprio campo.

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