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L.

BUSQUET

Le catene
muscolari
Volume III


La Pubalgia
Ttru Nl.1zione italiana dalla ltru fram-ese:
rhisla e aggiornata

EDITORE l\1ARRAPESE - ROMA


Le catene
muscolari
Volume ID

L
a terza edizione dell'opera che L. Busquet ha dedicato al
trattamento della pubalgia, è stata aggiornata e debita~
mente integrata soprattutto con l'aggiunta dei capitoli
sulla pubalgia nella pratica del tennis e del golf, e dal punto di'
vista terapeutico, c6n la presentazione di esercizi isometrici che
permettono, in casi particolarmente dolorosi, di ottenere un rapi-
do effetto sedativo sulle inserzioni muscolari, sui tendini e sulle
guaine dei muscoli.
La lunga e nutrita esperienza dell'Autore (oltre 8.50 casi tratta~
ti) e l'efficacia del suo metodo consentono di prevedere un recupe~
ro concreto in 3 o 4 settimane per le pubalgie croniche e in 1 o 2
sedute per quelle di natura traumatica.
Il suo approccio terapeutico si basa su di una rigorosa osserva-
zione della biomeccanica articolare e del gesto, fondandosi stille
normalizzazioni articolari e sulle autoposture; atte a stabilire l'ef-
fetto di queste normalizzazioni. V Autore a ragione sottolinea
l'importanza dei consigli dietetici indispensabili per accelerare il
recupero dello sportivo, seguito poì - sotto la guida del terapista -
dalla ripresa dell'attività.
Questo libro si riVolge anzitutto ai terapisti, ma dovrà essere
consigliato anche agli allenatori e ai giocatori; i primi comprende~
:ranno meglio le esigenze di adattamento dell'allenamento, gli altri
le ragioni del trattamento che viene loro proposto. L'Autore, su
richiesta di molte squadre francesi e italiane, ha regolarmente
confermato il valore preventivo e terapeutico del metodo. ,

Léopold Busquet dirige il Corso di Formazione «Le Catene


Muscolari» e, come osteopata, è membro della Commissione dello
Stadio di Tolosa.

Prezzo di vendita
ISBN 88-7449-256·1 € 40,00
L.BUSQUET

·.· . · catene
("uscolari
Volume III


"{,;>'_'.' ,'

_'"-:'_fitaUawm dalla terza francese


j-1>1$1• e •ggiornala
DELLO STESSO EDITORE
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Manuale pratico iH<1Strato di Turavla Fisi<a l!i!SI cleme11bri ta:n1du, della l•rnpla manuale e dell'nstoopatia
Uo vnl. d, 208 pp..con 66 ili. ili.. EJ. febbnim 1998. L 60.00ù Un vol. di 288 pp., f.to grande, wn 242 ili.. Rist. 1998. L 80.000
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M. BIE'!F,IIT
La Fascia - Anaiomi• - Topogn,fi• • Ft~okigil,. Plolologi• PH. E. SO\JCMRD
ll «l'omp~ge» - 1hU.men!<H!cllo Fosci• La re,pirario11t
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Léopold Busquel D.O. • M.R.O. (F)
Direttore del Corso d(Formazione «Le Catene Muscolari»

LE CATENE MUSCOLARI
VoL III
LA PUBALGIA
Prefazioni di
Jean-Michel Larqué e Pierre Villepreux

Terza edizione italiana ,dalla terza francese


riveduta e aggiornata a cura del
Prof. Paolo Raimondi

EDITORE MARRAPESE- ROMA


1998
Léopo!d Busquct - Lcs chaìnes musculaires
Tome m. La pubalgie - Troisième édition revue et actualisée
© Éditlons Frison-Roche, Paris, 1993, 1997
ISBN 2-87671-275X (3a edizìone)
2-87671-11 l-7 (2a edizione)

© 1998 by Editore Marrapese


di Alberto Marrapese & C. snc
Viale Cesare Pavese, 41 O
00144 ROMA

'fotti l: diritti riservati

È vietata la riproduzìone, se anche


sotto forma dl ciclostile o di fotocopia,
del testo e delle illustrazioni

Il serviziofotografìco è stato realizz.aro da:


Jean-Vincent Min.eo (Pau)

L'Editore ringrazia il Prof Paolo Raìmondì


per la collaborazione prestata gratuitamente
alla cura del!' edizione italiana dell'opera
SOMMARIO •

Pag.
Presentazione all'edizione italiana .............. ,.................................... 9
Prefazione (J.M. Larqué) .................................................................. 11
Prefazione (E Villepreux) ................................................................. 13
Introduzione ................................... .,."········"'····--···"············· ............. 17
Definizione .................................................... ,m,,,............................. 19
Richia11UJ anatomico ........................................................................ 20
~Fisiologia del pube ................................................. " ................ ,....... 22
Tn situazione statica ...................................................................... 23
In situazione dinam-ica .......................................................... ....... 24
Riassunto del ruolo fisiologico del pube in situazione dinamica. 32

LA PUBALGIA TRAUMATICA..................................................... 39
Trattamento della pubalgia traumatica ............................. ."........ 42
L'osteopatia .............. :............................................................... 42
La terapia manuale ........................................................... .-........ 44
La fisioterapia ............................. ., .................................... :....... 44
I cataplasmi ....................................................................... : ....... 44
Le fasciature contenitive ........................................................... 44
L'agopuntura ..................................................................... : ....... 46
L'omeopatia ....... :...................................................................... 46
La fisioterapia - L'aromaterapia ................................................ 47
Anti..infiammatori - Infiltrazioni: ..................................... :........ 47
I raggi laser............................................................................... 47

LA PUBALGIA CRONICA ...................................................... ........ 50


Studio critico ....................... ,.............................................:........ 51
Gli ischio-tibiali ................................................................ :....... 61
1. Con1pensi statici ............................................................-........ 63
Compensi dìnamici ........................................................... '........ 72
Pubalgia nella pratica del gioco del calcio e del rugby............. 72
Primo compenso: limitazione dell'angolo di spinta ...........-........ 75
6 Sommario

Pag.
Secondo compenso: :fle'>Sione del ginocchio ............................. , ,'77
Terzo compenso: flessione del ginocchio d" appoggio ............... 79
Richiamo anatomico degli addominali·····"······································· 83
-Paitecìpazione dei grandi retti......................................................... 85
Partecipazione degli obliqui ............................................................ 89
Pubafgìa nella pratica del tennis..................................................... 96
fose stotirn .................................................................................... 97
Fase dinamica................................................................................ 99
Sollecitazione delle cerniere vertebrali ........ ..... 109
Sollecitazioni specifiche del pube ............ ., ............................. 111
Pl!balgia nella pratica del golf ........... "'........................................... 116
Trattamento della pubalgia cronica ................................................ 119
I. Trattamento chliurgìco ............................................................. 120
IL Trattamento a1traverso le catene muscolari ... ., ........................ 122
J Test di mobilifrì ......................... .. ............................ 122
Test di flessione in posizione eretta: Test degli ischio-tibiali .: ... 122
Test di flessione in posizione eretta: Test del qnadrato dei lombi 126
Test di flessione in posizione eretta: ischio-tibiali+ quadrato dei
lon1bi ............................................................................. ., ..... 127
Test di Oessìone in posizione seduta o Test del quadrato dei lombi 128
Test di flessione in posizione sdraiata deglì ischio-tibiali ........... 129
Test di flessione in posizione sdraiata del quadrato dei lombi .... 132
Test di mobilità degli psoas .................... ,,. ............................. 140
Test degli adduttori ............................................................... 141
L'animorbidimento ................ ., .............................. ,......... ,.......... :···· 142
Trattamento isometrico ................................................................ ,.. 143-
Trnttamento con le posture eccentriche ............................................. 146
Postura della catena posteriore .................... , .................................... 147
Postura dello Psoas ......................................................................... 151
Postura degli Adduttori····································"···········,,, ............... 151
Postura degli Addominali ................................................................ l 51
Osservazioni importanti .................................................................. 155
m. Trattamento osteopatico articolare ........................................ 156
Test differenziali delle lesioni sacro-iliache .............. ,....... ., ..... 156
Test di flessione in posizione eretta ........ ._,,. ................ ,...... 156
"lèst di flessione in posìzìone seduta , ...................................... 157
Sommario 7

Pag.
Le lesioni iliache .................................................................. l59
Ossa iliache anteriori e posteriori ........................................... 161
DiJgnosi di iliaco anteriore ...................................................... 16 l
Riduzione iliaca anteriore .............................................. ,..... .. 163
Variante per i soggetti fassi ................................................... 164
Diagnosi di iliaco posteriore ................................................... 167
Rìduzione iliaca posteriore ..................................................... 168
Variante per i soggetti lassi ....... m,. ......................................... 169
Test di Downing .................................................................... 17 l
I. Test di allungrunento ... ................................................... 17 l
H. Test di accorciamento .................................................... 172
Diagnosi di un iliaco in aperturn o in chiusura ..................... « .. 177
Diagnosi di iliaco superiore ..................................................... 178
Le lesioni del sacro ....... --.......................................... , ............... 1.81
I - Test di flessione in posizìone seduta ............................... 183
TI - Test del rimbalzo .......................................................... 183
Manipolazioni osteopatiche indirette del sacro ................... --.... 189
1. Sacro in torsione S/S o D/D .................................................. 189
2. Sacro in torsione D/S o S/D .................... -. ....... "' ................ 190
3. Sacro in Oessione Do S ....................................................... 191
4. Sacro in estensione D,o S ................ ,............ ,.................. ; .... 192
Variante .............................................................................. : .... 193
Le lesioni pnbicbe ............ .- ..................................................... 194
Manipolazioni Osteopaticbe ............................... ,.................... 196
Pube in posizicine di superirnità .......................................... 196
Pube in posizione di'inferiorità ........................................... 196
Decoattazione della sinfisi .................................................. 196
IV. Trattamento del terreno .......................................................... 200
1. La nutrizione ......·................................................................... 200
Die1'etica ............................................................................... 200
Oligo-elementi ........... ,........................................................... 201
Vitamine ............................................................................... 205
2. L'eliminazione ...................................................................... 206

CONCLUSIONE .............................................................................. 211


Bibliografia ...................................................................................... 215
Dello stesso Autore e Editore

COLLANA «LE CATENE l\truSCOLARI»


diretta da LÉOPOW BUSQUET

Le catene muscolari ~ Voi. I


n Tronco e la colonna cervicale
Un vòl. di 136 pp., 78 ill.,Ed. 1994, L. 65.000

Le catene muscolari ~ Voi. H


Lordosi ~ Cifosi ~ Scoliosi
e Deformazioni toraciche
Un voi. di 200pp., 184 ill., Ed. 1993, L. 65.000

Le catene muscolari - Voi. III


La Pubalgia J• ed. itaL dalla 3" francese
Un vol. di 220 pp., 182 ili., Ed. 1998, L. 70.000

Le catene muscolari - Voi. IV


L'arto inferiore
Un voL di 240 pp., con 330 ill. in bicolore,
Ed. 1996, L. 80.000

L. BUSQUET
Osteopatia craniale
Un voi. di 500 pp., 512 ill. in bicolore,
Ed. marzo 1998, L. 125.000
Presentazione all'edizione italiana

Nell'ambito sportivo, una delle diagnosi più controverse cht il


medico è costretto a fare è la pubalgia, non tanto per il riconoscimento
dei segni quanto per l'individ~àZi0;1e delle cause responsabili dei sin~
tomi accusati dal paziente.
Quas~_sei:11pre frt pu,,~_algi_q__f ..CQB§ftfg[_q;[{LYJL.tmuma ..dipendente da
impatti violenti o d;a _ung _sforzo muscolare intenso e q':!_qs_(rtwi_è,__ L:onsi-
derata come risttJt,ante di _ec_ce~s_ive_tt:nsi_(Jni muscolm:La livelfq_pubico;
tensioni che influiscono sulla branca muscolare pubica e molto spesso
cau:çate da ì'pèràllénàinei'itò d{àlcù.111 i,ìiùcCJlt ifàà'uhO_sguilibrio fun-
zionale delle :/Oi-zé'iòcaiizzdt~
.. . . suiza sinfisi
. pubica. ·
'{_aJU:,or?,f,. nel lavoro degli art_i)nhrifff:i in semipiegamento (disci~
pline !>porti ve quali calcio, rugby, scherma e altre), inducono la musco-
latura inserita sul pub~ ad u7i'eccesSf;,~- te~;fone tendine~- deii; ..~;iene
nu1s_cof,ari_ di~Cif~- f?JiiiJ}r,ette: .. . .. . . . . . ... . . . . .
Nel suo testo Busque(affronta_ìl problema df!l(g_p/Jb(tlgia al di fuori
di una visione della iérapia-f~;,;-i(l~;z;gf~a, .so_tfer'!H!JJ:.ifgsf.sul tratta-
mento oS~'!__(J_PGt_ù;o che, generalmente, è un trattamento incomprensibile_
per il medico.
Affrontare l'argomento pubalgia sotto l'aspetto osteopatico, a
nostro modo di vedere, non è poi così incomprensibile: la,_ç_onc_rçtizm-
zione scientifica dei punti frigger, delle disfunzioni miofasciali, delle
c&q·;;;·· m-1~:;:c:.P_lari haf!n_o_ "f{àùéS/(}""ìneq"ùiv;;abili r;ù~';_to:nF C_èif!/ve
df!_t{g.__p_uJ?.t:1.!f_i_q._.Eon il trattm7"!(!n_t_q_ __"f1!_a_'!_ÌP(l]gtfvo in alt,er!}__g_tjya n quello
farmacologico.
[J.1,1.:~gur_t.pmpone nella prima parte del volume un bilandç, R~!f.Q.~
muscòlare palp~_ti_vo e prosegue con il trat!amento_rnp._rJipQ.(_qtiv.o.vew. e, .
proprio.
·. Il testo è stmtturato in maniera tale che il lettore possa ritomare ad
avere memoria di alcuni fondamentali principi antomici e cinesi()logi-
ci, seguiti dal trattamento della pubalgia traumatica e cronica.
10 Le catene muscolari

Successivamente l'autore evidenzia e chiarisce i vari tipi di analisi


motorù.1.
La parte semiologica è ampiamente illustrata e commentata e si
conclude con una piccola. ma importante, nota sul!' alimentazione rife-
rita all'apporto delle sostanze oliio-minerali e vitaminiche perché,
anche l'educazione alimentare fa pane della riabilitazione del soggetto
«portatori'!> di pubalgia.

Prof. Paolo Raimondi


Cultore di Ortopedia e Traumatologia
Facoltà di Medicina e Chirurgia - Univ. L'Aquila
Docente ISEF - L'Aquila
PREFAZIONE

Sfortunatamente, per quanto riguarda il gioco del calcio, in genere


sl ragiona, a l)reve tçrm\w;. Lo stesso gra'fl·de\~;h;c[P·i·~ è dfre che
l'incontro più importante di tutta la propria carriera è quello che prossi-
mamente verrà disputato.
Ciò per far capire l'aspetto incerto della carriera di un giocatore o di
un allenatore per il quale l'ayy,:mixe.a volte dipende da un solo risultato
positivo o negativo, a meno ché fiòn sia anche in funzione dell'opinione
soggetùvà: di un qualsivoglia dirigente.
Quando si.è.aJlen.?t()JC, è spesso hnr9ssibile rimanere.. attenti, aver
cura .di s.é, effettuare un turno di servizio. Ogni energia viene gèttata al
«suolo», senza alcun possibìle calcolo, qualche volta a scapito del futu-
ro. Mantenere, ricompensare, gesiire un gruppo di professionisti costa
caro, molto caro. È d'uso contare .i bt1dgçt~ d.Lm1,,,,,el,ub qualunque in
miliardi di centesimi. È 'qlliùdi praticamente e finanzialiamente·impos-
sibile pagare sostitntì di lusso, Il rendimento è la parola d'ordine. La
le~.i.9ne è un flagello. Per H_gipc<?.tore, la minfrr;_a i.nattività può__cauii'iitè
un grave·pretgiìidiziò. È così che spesso si è vìsiO 'Hfofafl.' perdere i1
posto·e--·;;·òìì'i1tfa";~lo mai più in segllito ad un lieve incidente. I dirì~
genti poi non sono mai molto soddisfatti di pagare un ~<pro» che sta in
panchina.
Infine, per l' aUenatore che tenta di mantenere il _proprio collettivo e
per chi il cambiamento è sinonimo di debolezza.
Tra tutte queste forze che procedono in modo disordinato, ì1 terapi-
sta non ha sempre un ruolo facile. La sua opinione, pur qualificata, è
spesso interpretata male da persone impazienti e incompetentL
Una migliore comprensione, l'instaurazione di un dialogo tra il
campo tecnico e ìl settore medico, pub solo migliorare la dinamica del
gruppo. Fra le indisponibìlità che colpiscono i giocatori di calciò, la più
diffusa è senza alcun dubbio quella detta «~alatt~a.,degJ(adduttorh
12 Prefazione

Il moltiplicarsi degli incon_tri, l'evoluzjone alternata, s,u, terreni


bag»8.ti'. poi '.àsciùtti, Ùn recupero insuffic,i~nte, una preparazj9,rie_atleti-
ca malamenie condotta,_ tutto' ciò concorre ad un'aCc_C,leraz_ione_e ad un
accrescimento dell' affe,zi,o_ne.
È evidente che l'opera, di cui ho l'onore di scrivere la prefazione, si
indirizza primariamente agli specialisti. ma nelle sue grandi linee, la
sua lettura da parte degli allenatori permetterà una migliore sensibiliz-
zazìone del problema.
A tale titolo, quest'opera trova anche un posto nella biblioteca dei
tecnicì.

JEAN-MJCHEL LARQUÉ
Glornalìsta a «Onze» e TFJ
bX-capitano dell'Équipe de France
Ex-capitano del Saint-Etienne
PREFAZIONE

I casi di pubalgia, da alcuni anni, sono aumentati in maniera inquie-


tante.
La pubalgig_._è certamente sempre esistita, ma il riposo era "di solito
la medicina più prescritta. Duf..S:l:\l_cgqr(i;::_(:ji_._?1I~ti: i ça,lciaJor_i __~U.T!lg?i-
.sti erano principalmente .colpifròa--quesCaffczjone. Il gioco dei piedi.
èhe sono costretti a praticare. procura loro forti squilibri. ·a···iiVCùò"éièJ
~-~~-i.no _che implica. te_nsiCJ!?i m_us.Còfol{Ifll_~-q-~ç··~·-;~~ffiàie..(:ti'é ·iflciùcono
con:ipensi nefasti,
LEO BliSQUET è l'osteopata pi_ù_seguito negli ambienti sportivi fran-
ç_ç_si: ..i ris{1Jtati Òtténuti su gr~c~tori
famosi nel campo del rugby hanno
avuto un· enorme risonanza.
Personalmente, nella mia Società Sportiva, lo stadio di Jblo.s.a, ho
assistìto a guarigioni efficaci e rapide. ìl che per il giocatore è di impor-
tanza vitale così come per la Società Sportiva.
Oltre alla qualità della sua diagnosi e del trattamento da seguire.
LEO BrsQ1.1F:T, questo raffinato p_sicolngo, sa ,,comunicarc·,~-con.jl
paziente per renderlo disponibile nei confronti"'~i'ella cura. .
Confidenza redproca unita a un trattamento adeguato fanno sì che i
-<,miracoli». quando avvengono. non siano per caso.

PlERRE V!LLEPREUX-
Pmjessorc di Educa;,ìone :Fisica
Allenatore allo stadio di Tolosa
(Campione di Francìa 1985-86-89; I'
Alle,wtore della squadrafrancCse di Rugby 1I'
f'
l
I
I
14 Prefazione
Commento sulla mia opera precedente ...

La prima edizione di quest'opera risale al J.984. Con quattordici an-


nì di prospettiva, la pratica di ogni glorno mi ha confermato l'interesse
e l'esauezza del!'analisi fotta nella prima edizione.
- Il mondo sportivo ha avuto un'evoluzione delle proprie prepara-
zioni sìa oer qualità sia per intensità.Lo. stretching
. . eJe i;;:atç:ne mvs.colari
occupan9 l!n. r,o~tçtnotevo!e.
· · - Da qualche anno è apparsa una nuova ,,razza}> di sportivi predi-
sposti, all,a,p,u_baJgia: «gli ossessi,vì d.egH add,()!t!itiali». ·-- · ·
In effetti, questo lavoro troppo intenso degli addominali provoca le
P!:'.ba].gi~.Pl'.ggjp[,l.: ..,., ,.,.,..,.,,,... ,,.. ., .. ., ...,.... .... . . .
Tale analisi verrà sviluppata in questa edizione così come la pubal~ i,. '
gia dei giocatori di tennis.
Tra !a_ s.econda e la terza edizione, da un esame d(S's'q;;p~_bal.g:i.e,
'
risulta una pubalgia di rara evenienza ma di una certa !fiJiV.it~_neJ. Qal-
1.erini. Nonostante.. 1.u.1a, gr,ande. el.,1sticità, con gli ·'<ié~~.t:h<?.Dì:; si ha
u115r·~~t.().~.!D.cazfon9 ..Q~.gE ,~!!?,r~!5?.!..Ì e J..a.pubaJgia 'che ne consegue
sarà evidenziata all'csa.me radiografico da una spina otturatrice.
Ringrazio il giornale l'Equipe per aver messo i proprì archivia mia
disposizione, così come Robert LEGROS e Presse-Sport che mi hanno
gentilmente fornito tutte le foto dì soggetto sportivo dì quest'opera.
La ricerca e !a realizzazione di questovolumesonostatefelicemen·
te portate a termine grazie alla preziosa collaborazione del mio collega
e amico Bernard QUEF.
Introduzione

A chi si indirizza quest'opera?


In prìmo luogo agli sportivi e agli aììenatori e poi ai vari terapisti
che si occupano di «gestire la salute» dei loro pazienti.
Lo scopo di questo libro è quello di dimostrare che una pub::!lgia
può richiedere. pm:eçchì ;i.11.nt._prima-. ,ai. ave,re)~. ·miD}ni'a. rriaUifèSiaziollè
dolorosa.
n trattame11to è.soprattutto preventivo; prima di tutto spetta all_'?He:
natore .e.~ììO_~_pÙrtivo_ §teSs.ò,' à"cOùd'ìzione di insegnargli a conos·C~rsi
bene. Non si dovrebbero più vedere pubalgie gravi nei nostri ambulato~
rL Se questo, nonostante tutto, succede, si tratta di una negligenza col-
pevole dovuta a carenze da parte nostra.
Lo studio della gestualità dello sportivo attraverso le catene musco-
lari ci permett_e_ di ~à.J.utàr~_ 1a ·cgrfè'tià ili'11.i,I.Q'ne: o il sovraffaticamento di
qu_este siesse catene. Que~t_()_ sovra:ffaticameJJtO, s~wpxe it,1(19lo_re all'ini-
zio, presto si manifesterà con contratture, scro~d, alterazioni articolari
(patologia.artrosìca, meniscale, discale)/
Lo studio delle Ct:t.~-~-e,,_"!IlilSC.OJ.?Xi ci pe,nnett,;_Jj._i PJ()J?l.'lm}!i:.~!e
u11.' aziolle pféVCì:J._ti"Va· Che si riyela particolarmente importante al _gtomo
d'~ggi _iieù~ __~c_u_o1e1 _negli _ambienti sP:c,ftivi P~i:- gJovanr·ne(C~i.fri cli
addestramento.
Il.tennis. per esempio, sport particolarmente esigente verso il_ c!ng()-
lo scapolare, la cololltla vertebrale e_il bacino, è praticato· sempre più
p1:~;;;-~Cèfiùù1té· e sempre Prh'TU·te~·s·àme-nte-. ,. - - ----
·e
·Qua1Uiùì"u·e err_o~e_guailt,i=i_ùJ.o 4!-!_antita_t~vo .1i all.~J1~mento può
avere__ g1'.:1:':'.~ssime ri_p~cu"sSioni sull'avvenire__ sp911Jy:()_.. de,l ra~a_z;ro, ma
anche sul 1,uO 'àCcrescimynto e sul suo b~nessere g~p.er_a_l~_., _t
Cìi.ppioCcio _b_iomecanicq_ ,;i_eU'_ç,st~_opg._ta pennette di Jli_u_t_are_ glt_allç;-
natori che si sentono troppo scoperti di fronte a tanta responsabilità.
Tra la F~~~.'.'t?.ne e la Sociè.~__?.t<?Etiva che richiedono un massimo
di efficacia e l'ambiente sanitario che interviene solo alla comparSa dei
sintomi, l'~Je,ga,t_Qrç, malgrado tutta la sua competenza, non può essere
sicuro di non cadere in certi eccessi o in cerli errori.
18 Introduzione
-~------------

Anche perché certi sintomi dolorosi possono scatenare diagnosi fal-


samente allarmistiche mentre a1tri, al contrario, possono essere trascu-
rati perché sono solo l'infima parte visibile di un fenomeno ben più
grave.
Questo libro sulla pubalgia non vuole essere un'esposizione accade-
mica, ma un vero e proprio invito per il lettore a seguire la ricerca
costante di un operatore sanitario di fronte ai problemi posti dai suoi
pazienti.
Nella pratica, è più importante poter dispo1Te d'ingegnosità e di ela-
sticità mentale che di ricette.
La libe1tà di azione del terapista in rapporto alla teoria resta una
delle chiavi dell'efficacia del suo lavoro.
Quanti bei discorsi ben fatti sono entusiasmanti ad ascoharsi e come
ci si sente disarmati di fronte ad un malato la cui logica biomeccanica
non corrisponde alle grandi teorie.
I progressi maggiori sono frutto degli insuccessi; e così è meglio
restare in attesa di fronte alle complessità e all'intelligenza che gover-
nano il corpo umano. Qualunque sia il valore del nostro lavoro non ser-
virà che a comprendere solo un pochino meglio un essere che funziona
da migliaia di anni senza che nessuno abbia mai potuto completarne 1a
fine!
DEFINIZIONE
La pubalgia è l'espressione dei sintomi localizzati a livello del pube,
con irradiazioni dolorose verso gli adduttori, verso gli addominali e le
arcate crurali.
Queste irradiazioni non sono sempre costanti, secondo la gravità
della pubalgia. Non verranno trattati nel presente testo i dolori a livello
pubico provocati da una patologia vescicale, prostatica, ecc.
La diagnosi di pubalgia è solo una constatazione, ma non spiega in
alcun modo la causa. Dovrei anzi dire «lè cause,;.
In effetti sotto questa etichetta di pubalgia, si può nella mia pratica
distìnguere due categorie:
- le pubalgìc traumatiche
- le pubalgie croniche.
Poiché le cause sono diverse, i trattamenti saranno senz'altro adattatì ai
bisogni che ii corpo «verbalizza>) ed esprime, attraverso il dolore.
Prima di prendere in consìderazionc la fisiopatologia del pube,
ricordiamo qualche cenno anatomico e il suo ruolo fisiologico.

Foto 1
.-·:J",

, ,P\

RICHIAMO ANATOMICO

...
;

Il pubr comprende tre parti (Fig. 1):


1) U.n. s_egmei:1to ori.??_On.taje, situato al di sopra del foro otturatorio,
chiamato" BRANCA ORIZZONTALE o CORPO DEL PUBE.
2) Una la~ina qua.dri_latera s.ihl,ata 9avanti al foro otturatorio, vicino
alla linea mediana appiattita dall'avanti all'indietro, che è la LAMJNA
QUADRILATERA DEL PUBE.
3) Un segmento allungato situato al di sotto e all'indietro della
lamina quadrilatera. È questa la BRA.i"\!CA DISCENDENTE DE1., POBt.
H nmrgh_l_è st1peri~1'C:"d(!ll_t.tb.r;;1,nca. orizzontale .d.el puJ,e e_ il margine
inferiore della branca discendente si riuniscono a formare l'_?!lgolo del
pube:
La façci_a sagittale dell'angolo del pube forma una superficie artico-
lare leggermente èO"rièava a grande asse obliquo in basso e all'indietro.
QE,(!St_a s_uperfic_i.e__artiçolarç e la sua omologa del pube, opposta, si arti-
colano con le.fàèce laterali convesse del nucleo fibroso interpubico,
L' aitìcolazione è rinforzata (Fig. 2):
- In avanti: dal legamento anteriore molto spesso: le sue fibre sono
trasversali e s'intreccia.no con le fibre oblique delle espansioni dei
grandi retti interni e adduttori. medi.
-All'indietro: dal legamento posteriore.
- Al di sopra: dal legamento superiore.
- Al di sotto: dal legamento inferiore o legamento arcuato sottopu-
bìco le cui fibre si confondono latefalinente con le espallsioni terminali
degli adduttori medi e dei retti interni:.
Continuando questo richiamo anatèimico, possiamo subito fonnula-
re 1a seguente osservazione: i1,_pube 'è. una zona molto rìnforr.,ata in
modo particolare sul piano capsulo·-fogal:Ueùto.sò' é' tè:ri.diiiò~muscòfafe.
llpube nòii sembra' essere una zona di debolezza anatò1Uica.
Richiamo anatomico 21

S.1.A.S,

S.I.P.S.
BRAr.lCA ORIZZOr.lTALE
MARGlr.lE SUPERIORE
Ar.lGOlO OEL PtJBt
LAMlr.A QUAORILATI:RA

~-==-><::'.'.-::::~ MARGlr.lE lr.FERIORE


BRANCA O!SCENDEr.!TE

Fìg. 1 - Ostenlogia

GRANDI RETTI

LEGAMENTO ANTERIORE

LEGAMENTO POSTERIORE

;_;:,..-- LEGAMENTO INFERIORE -,.L~

GRANDE RETTO

GRANDE OBLIQUO

AOOUTIORE MEDIO
RITTO INTI:RNO

Fig. 2 - Piano capsulo-legamentoso e tendino-muscolare _


,., ." . ·, (,, ' ,' .
"'
/f ... ,

FISIOLOGIA DEL PUBE

Ad un lettore profano questo capitolo può sembrare complesso. In


questo caso è meglio che legga il riassunto finale.
I movimenti fisiologici del pube sono da considerare nell'unità :funzìo-
naJe rappresentata dalla cintura pelvica: sacro + ossa iliache (Fig. 3).

SECONDO
KAPANDJI

Fig. 3 - li cingolo pelvico


Fisiologia del pube 23

IN SITUAZIONE STATICA (fig. 4)


tt pube ha un ruolo di minore importanza.
·-· LfòJop:~ ch{'._"yanno. '\!ersojlJiassg e che si applicano ~JJLb!lç}_Do
s'irradiano dalla colonna vertebrale attraverso il sacro, sulle articolazio-
ni sacro-iliache, per scaricarsi in parte sulle cox9;(e1ngra,\i (anca) e in
parte a livello del pube.
·..:.. Al 'contrario, le forze ascendenti provocate dall'appoggio dei piedi
al suolo risalgono lungo il femore fino alla coxo femorale e una parte
tennina a livello del pube.
- Lo studio delle trabccole ossee confenna queste direzioni.

In statica l' articolazione.p!!bica assorbe ..u..n_q par/e. del_le forze dovu-


te alla gravità. n rii,i_C{eò fillt"Os7i' gTac·;;··;; ;u.oto di un disco t~jrapubico
veriicalizzafo (Cfr. note'Coffi{)lementari Voi. IV). ...

Fig. 4 - Tensioni statiche


24 Le catene muscolari
·---------

IN SITUAZIONE DINAMICA
STRATCHA, nel 1938, dimostrava con un gioco di aste, di curso1i fis-
sati al sacro e ad un osso iliaco, che si potevano registrare degli sposta-
menti dell'articolazione sacro-iliaca.
ILU al NATlONAL CoLLBGE l)[ Chicago ha provato la mobilità di
quest'articolazione durante la deambulazione, aiutandosi con dei reperì
metallici intrn-articolari di cui seguiva il movimento radioscopicamente
e che sono stati confermati dalla radiocinematografia.

Fig. 5- Forza ascendente: posterloriwnione iliaca


,,,.,--"'
''<\//(}/\ . .:~> '\; ':'·,'.<"

Durante il !cammino\ il piede a] suolo trasmette una forza reattiva


ascende~·t;;·"ch'è rTappìica alivello dell'articolazione coxo-femorale
(:Fig. 5). L'articolazJone sacro-iliaca, essendo Jn arretramento, fa sì che
ciò, a Hvello dell'ala iliaca, si traduca con un movimento di posterioriz-
zazione.
Il peso del tronco trasmette una forza discendente sul disco 1 :' :Ls-s
che tende a orizzontaHzzare il sacro (Fig. 6) .

••
I
''
''•

'

Fig. 6- Forza discendente: oriz::.ontalizzazione del sacro


26 Le catene muscolari
·-----------------·-·---

Sotto l'effetto .d.i. quest? due influenze, ascendente e discendente, si


registra un a_i_\(}.~tanal11eriw .della,pu,i1i?)~j'ériof_é,_:~if.sàc'ro ·c11·e· Si SP?:~!a
v~.rs_o. I: jn.di.etr.o...ç.. dcli<: tubs;,rgsità.-·i~chia.t.ic.<1...c.!;ie si.. spo!it?.JXtiv~ll.~.Ì:
L'apertura dell'angolo 'i.schio-coccigeò;walorizza il rnolo dei grandi e
piccoli legamenti sacro-isctii'itìci (Fl'g. 7).
Questi legamenti assorbono le forze discendenti e .a:rcendenti allo
scopo "d.! .fJTe.S·e YV'ài--è "la j{~t'olo f;ia de li' arti colazione sacro-iliaca. . .
Benché qu.~§t.i.:Jç'gJiì\~flJCs!.~rli;>Jò.~tani, p.er ·1, importanza del loro ruo·-
lo, si devono considerare come propri dell ';nticolazio.nq. sacro-iliaca
(Fig. 8). Quafunque struttura cq!!'µettiva: lf;g.~.1:1).\t!JtO, tendìne, guaìna o
aponeurosi è abbondantemente provvista di recettori sensitivi,

Fig. 7 · For;e ascendenti e discendenti assorbire dai legamenti sacro·ischiatir:i


Fisiologia del pube ·27

Fig. 8 - Le1;amen1i sacro·ìschiatir:i

e
Q~_çg_ta cqnJ>tal;<1Zi@tJWJ.ltRmi.S? mostra che Ieì~Jn!~P!!~-- f'.ibi:o~e- f?,~te
per ass.orbire dell~_for,:,;~_non accetteranno di essere stirate aldilà di una
tensione massima fisiologica.
Ogni ylemçn_t_9_:_ legamento, aponeurosi ecc. possie_qe 1.?. ~~a,.pr_op_ria
tensione fisiologica i~ fiìiizf_~~e jie1I9_·3p~~s9re_ e de Ha densità dei suoi
tessuti. Al dì là d(q-µes_ta,_ sqgli_à .dUen.$.i_Q_pg, i recettori sensitivi inviano
infomaziòni di stiramento e nocicettive. Queste-1:UfOi:iiiàZIOì:i'CSCfttena~
no tmffièdiat~~nte ]>,èr ;ià_ nri~s_Sà Una risposta muscoi;~~-.-QUCSt'iììtì-
ma obbedisce alla legge del_ n_on_ J.01{ù:e.·_pì;i ·p:rofegge'fo i legamenti
sacro-lschiatici. · ··
Nel mio prossimo libro su «te cate_1)~ rnuc_olari .r!:e{l'.qr__tq__inferiore>>
svilupperò il ruolo di questi elementi connettivi che abbiamo preso
l' ,[ìbitudine. di riunire sotto il nome-di Jascill. Il tessuto connettiv_() . _e,:_1_!0-
neamente chiamato «~C!_~t~AZ.{l...QQ.].J.tra)) è fofa_tti l'elem_en_to_più imp_or~
tante per assicurare la coordinaz_ione motorìa. La qÙalità dei movirrienti
28 Le catene muscolari

del bacjno_è_ 49-yuta alla qualità strutturale e propriocettiva delle fasce,


pòiéhé i m_m;coll s_Òno semplici motori. _, . .... - · ...
Nell'appoggio monopodalico, statico o-dinamico,.le forze che si
.
• t
\

applicano su questi leg'.an;_ell_f( diy~_n_tano m()ltO importanti, la loro


riJ
messa in tensione aumenta, il pfratnù!_gle che s'inserisce su questo setto
fc
fibroso è implicato in modo attivo con una contrazione riflessa.
di
- Questa contrazione è regolata nella sua inten;;itfl,..dalla messa in ten-
sione più o meno importante del grande legamento sacro-ischiatico1
- Riassumendo, durante:_-(appogg"iP mòn6_J)()_g_?JipO;··daiÌ~ parte pt
dell'appoggio al suolo (Fig. 9/S:i registrà la s"Cgllente cinesiologia: Cl

Fig. 9 -Appoggio monopodalico


Fisiologia del pube 29
~~~~~~~~~~~~~~~·

• un sacro che si orizzontalizza -


o un osso iliaco che si posteriorizza
Dalla parte dell'arto inferiore sospeso, il peso di questo segmento si ) /; ·
ripercuote come forza discendente su\l' ala iliaca, ,intorno aHa coxo-
femorale e a 1Jàftfrit-aà--qì.iè'stà':· L'~i(?:~QI~ç:a_·___s~bEC'é così un movimento
di__antfri_or_i_z_za_7:iQ!l!:: (Fig. l O).
Dm:ft_nte la deamb_u_l??i.011e, con i movimenti di anteriorizzazione-
posterior.iZiiZiO-~e·. 'i~ branca pubica si i_11nalza_ e s·i jiQQàsSa. Là b1'an- .,.--·
ca opposta Compie il mo'Vim'éntcì· inverSo.

Fig. 10 -Appoggio monopodale sinistro


30 Le catene muscolarì

Oltre a movimenti di anteriorizzazione-posteriorizzazione,


Kapandji mostra nella sua opera che la nutazioneoorizzontalizzazio-
ne del _sacro SÌ accompagna alla chfiiS'iirii"degirmac:r (Fi'g. 11}:"'
Questa ch·;~~·~~a. ùT~ca si c.òmP1e·rnh.frfrò"iid--ùll"aS;~ ·~he congiunge
l'articolazione sacro-iliaca all'indietro e il pube in avanti.
Durante il movimento la cresta iliaca si avvicina alla linea mediana
del corpo, mentre !a tuberosità ischiatica se ne allontana.

Fig. I l - Chiu:mra del bacino


Fisiologia del pube 31
-----------------~--~--

La_J:ont1pflulazJ9_!ff, invece, è accompagnata dall'apertura iliaca


(fig.12): la cresta iliaca, posta al dj sopra dell'asse, si allontana men-
tre la tuberosità ischiatica, al di sotto dell'asse, sì avvicina.
Questi movimenti dì apertura- chiusura eserciterebbero un'influenza
sul pube durante !a deambulazione?
A questo punto de!l'analisi si potrebbe pensare che la dimostrazio-
ne diventi troppo difficile. Ma, affinché la fisiologia del pube sia sem-
plice ed equilibrata, bisogna tenere conto di queste influem.e.

Fig. ! 2 · Apertura del bacino


32 Le catene muscolari
~~~~~~~~~-

RIASSUNTO DEL RUOLO FISIOLOGICO


DEL PUBE IN SITUAZIONE DINAMICA
-· Dal lato dell'appoggio a! suolo {Fig. 13):
@ l'ala iliaca si posteriorizza;

• la branca pubica si innalza.


- Dal lato in sospensione:
® l'ala iliaca si sposta anterio1mente;

® la branca pubica si abbassa.

L'articolazione.del pube subisce dei movimenti di scivolamenJo


superiori ed in.J'eriori (Fièg. 14.e 15). Ma questi movimenti di scivola-
mento si accompagflano ad un n_wvime.ntq_ç1Jorf;,ice v,erpc,aie.

ANTERIORE

Fig. !3 - Mm•imenti iliaci·pube


Fig. 14 -Appoggio morwpoda/e sìnisrro

Fig. 15 - Appoggio monopodale destro: nwvimento a forbice del pube


34 Le catene muscolarì
·~~~~~~~~~~~~~~

Questa mobilità fisioloe:ica dovrà essere limitata, il suo eccesso è


fonte di deterioramento capsulo~legamentoso del pube.

SECONDO KAPANDJI

••••

Fig. 16 - Chiusura iliaca: pinze11amento polare superiore del pube


F'isiologia del pube _35
---------------~. -----

Nel capitolo precedente mi sono occupato dei movimenti di apertu~


ra e chiusursa iliaca {Figg. 16 e t 7).

SECONDO KAPAlllJI

Fig. 17-Apertura iliaca: pinzettamento polare infe1iore del pube


36 Le catene muscolari
·~~~~~~~~~~~~

Durante la deambulazione, poiché 1a·coxo-femoràle, dal lato dell'ap- '


e
poggio al suolo,è in'POsizione esterna rispetto all'asse teso dalla sacro-
iliaca a! pube, questa ala iliaca viene in chiusura.
Questa influenza si aggiunge a!ta posteriolizzazione iliaca indotta dal-
la spinta esercitata sui!'rutico!azlonc coxo-femora!e che è in posizioneante-
rìore rispetto alla sacro-iliaca: posteriorizzazione + chiusura.
Dal lato opposto, invece, poiché l'arto è in sospensione, il peso dà una
risultante verso i! basso. Di conseguenza, per lo stesso motivo, si verifica
n
l'abbassamento della coxo-femora!e:
- in rap·po'i'tò alfiaSsc di apertura-chiusura, la risultante è l'apertura;
·- in rapporto al] 'asse di antcriorizzazione-posteriorizzazione, la risul-
tante è !'anteriorlzzazione.
Bilancio= anteiiorizzazione + apertura
!,
Quando si confronta i! movimento del !e due branche pubiche, poste-
V
riorizzazione + chiusura con anteriorizzazione + apertura, ci si accorge che

V
d

Fìp:. 18- Arto inferiore in appoJ;gio. chiusura iliaca+ posterioriuazione


Fisiolortia del pube 37

il movimento a forbice viene annullato. La branca ascendente ruota an-


che verso _il _çentmdel pu:t,_eJchiusura), e fa branCà ··aiscCiidenle. ftiota
anche.verso il centro del ptlbe..(àpertura).
Il nucleo fibroso ha una fonna biconvessa che risponde alla fisio-
logia SiùUsOi'dàlifderp'libè {èi di \fn"dlsc·b -Vefti"cali"zz·atò). · · ···
L'equilibrio funzionale delle tensiOfti de'ì Pube \ii'eiii-fèOsì preservato.
Così né!la dea1'flbn'l"azìone o n"e!la· còrsa, il pube non ha movirricnti
a forbice. _ .
:o;:µ buon equilibrio dell:?ss_oci_azione elevazionM::hiusura, abbassa-
mento-apertura, dipende l'affida:l,ilità dell'articoìazlorie pubica.
La p_u_tJa_lg(a..de_r_iw:rà sfa diii blocco di..questç_rmicolrgìone con per-
dita della mobilità, sia dal soy_:pffgJ.icamento-.con-eccessi.di mobilità.
·- :... Là: Pèf_dit;';l, di m~g~t_à__t_\)~.Ù!! del pube è dovuta ad _l!_f,! trau_m~.
- La .pen:HJ!!.9:L-nmb.ilit{!. par7;i_ale è in relazione con tensioni musco~' ·
lari le cui cause vanno ricercate, tanto.stil piàno.parieta1e che su quello
viscerale. __ .. _____ ,
Ad esempio,;ll11 giocàtOfé"dCUa--naziòifalefran'CèSe di ca1d(;}, presen-
tava una pubalgia origlrìàta"da"ìirià "Sìgrii.bìdite: Questa Pat~1og·ta induce-
va un parametro costante di chi}t~:':1:ra sotto. l_'_effettodel binomio obliqui
dell'addome (dQ!2rLqQQ2gi/p~!i)-ad·aut{Ot_i_ (t~_l11.fri·ff~) .-- -.-

Fig. 19. Arto inferiore i11 so.1pe11siorw, apertura iliaca+ anteriorìzzazione


38 Le catene muscolari

L'eccesso di mobilità del pube può essere la conseguenza:


- di un trauma (oppure di un parto)
~ ;:ftèllsi'ofii muscolari.
In pratica è opportuno distinguere due sorte di pubalgie:
, ,·'--; La PUBALGIA TRAUMATICA
\::.. La PUBALGIA CRONICA
LA PUBALGIA TRAUMATICA

La puba}gi,a,_si,,rj_srnntnt.sp~sso negli -~porti.vi.


IfCal~i8.Jme sembra più abitualmente colpito: seguono il rugbista, il
giocatore di ~9ckey, e infine possiiuno tròvaù~ akuni casi néfjUUOKas e
molto più raramente nei giocatori di golf.
Poiché la frequenza delle pubalgie è più elevata nei calciatori, nei
rugbisti e nei giocatori di tennis, in questo volume si troveranno nume-
rose immagini fotografiche realtive a questi sport, ma 1' analisi che ne
deriva può essere senz'altro trasposta alle altre attività sportive.
La pubalgi_a.traumatica compare in seguito ad un traum,a delJa _Sinfi-
si pub,iq\: _-FOf_~nat~~-e,nte·ìi traUm,à_ dii_'eito -è ll101t0-1'filo'.-e per questo si
· ris-Còntrano in "gellère due altre possibilità:' - -· - - -

I
• ·'J - La PRIMA (Fìg. 20): in seguito ad una caduta sui piedi, le forze di ,\
p~esa di çgntatto col suolo J}OS_S()U~-~s;~re·as1mrrtètriche, in ffiOdCtChe
una branca pubica sì"può· innalzai-e °p"iti -deli"3.ìtta, -cOmportando un
a
rooviUlèllìO-- fQ;bice del pube còll -st1faffiélltò·d~i legamenti pubici, -
associato o no al blocco della branca pubica superiormente.
- La SECONDA (Figg. 2'!, 22): la perdita di appoggio al suolo o un
ffiovimento contrastato ct~ opp.osizioùe ·sufJ;àrtO ·in·te-r:iorè, provocFièran-
no una brusca tensione degli adduttori. . --
s·tteSs ·può·
QuèifrO' détèiiOràrè -i tegar=o.enti o le inserzioni muscolari
che ìTit"efeSSfillo _ii.p11M. ·
·"Tale "lesione può essere completata da una _trazione verso il basso
della branca pubica che si blocca in posizione inferiore.
40 Le catene muscolari
----

Fig. 20- Appoggio in ricezione monopodale:


influenza nella superiorità della branca pubica
La pubalgia traumatica 41
----~--""--------~-

Fìg. 2t - Sollecitazione della loggia degli adduttori

Fig. 22 - Sollecitazione della lofa:;ia de1;/ì adduttori


42 Le catene muscolari

TRATTAME.NTO DELLA PUBALGIA


TRAUMATICA

1. L'osteopatia

In primo luogo bisogna verificare che il bacino abbia una coffetta


mobilità, perciò i test di mobilità delle sacro~iliache, del pube, della
colonna lombare e dell'arto inferiore sono d'importanza capitale (v.
Tabella in Fig. 23).

NORMALlZZAZIONl PUBICHE -
NORMALIZZAZIONI ILIACHE
NORMALIZZAZIONI COLONNA VERTEBRALE
NORMALIZZAZIONI ARTO INFERIORE
TERAPIA MANUALE: RIFLESSO TERAPlA-VÒGLER
ELETTROTERAPIA- ULTRASONI- LASER
TRATTAMENTO CATAPLASMI
FASGATIJRE CONTENTlVE MORBIDE
AGOPUNTURA
OMEOPATIA
FITOTERAPIA-AROMATERAPIA
ANTI-INF!AMMATORl
INFILTRAZIONI
RIPOSO

Fig, 23- Riasmnta del possibile trattamento nella pubalgia da trnuma


La pubalgia traunwtica _43

Possono verificarsi due possibilità:


1) Perdita della mobilità.
2) MantenlffiéfltO--d~Ù~-mobilità
--- .. . '" ---- --- . . . ·-. . . .
..
l) Se c'è perdita di mobilità, bisogna tassativamante normalizzare
questa_mobilità articolare. Il blocco di _uno d_ei livellì sopi:a __citati può
altCl"are fo_" biÒmèècaflica dd bacino e far comparire diversi dolori cròni~
ci che_ rèsistono aqU~un(lue trattamento.ant;:i,lgicg_:,

1 test di mobilità e le manovre di normalizzazione saranno presi in


esame nel capitolo del trattamento della pubalgia cronica.
È attualmente molto importante comp~~~-de~e·C-he J.~.5'.o!f!?-I.!Ei>:!.tamen-
to antalgìco che cerchi di mascherare una DTSFU}.'Z!ONE MECCANICA è
caricò df consegue~~z·e--p~;r il futuro di uno sportiv~. -- . ---- . . -- . . .
- In un })Dino foin})0',''Ui1.friìtfa.in"ento·an.tà1gifo, sia manuale, energe-

tico o clinico, può nascondere il cto!Ofè. perinettefe--aiF'atfeì-.a di èon-
sefVaie ~Ila flli,zione soddisfac6nt6 llOòOSi:ante la IèSione articola.Te. -
....:·To··sporlf,./tf"làsT:Cfà il ·vòS'tio amblllatorfo molto soddisfatto -del
trattamento ricevuto:
- Ma molto presto questo periodo senza dolore viene seguito da
dolori di diversa natura, locali o a distanza.
- Il giocatore torna a consultarvi dicendo: «Stavo davvero bene, ma
dopo qualche tempo i dolori sono ricomparsi. Rffaièffiì:" trattailleiito
dell'ul1ima volta, perché ha (hì.tO degi"COhifui risultati». Pur_t,:oppo i
risultati sperati !lOfl__s_i _ J?:re.s.~n!_~no _pj~ __questa volta.
·i)oiché l'aiiicolazione non era in 'bUon·a. posizione funzionale, si è
rapidamente àéfeifoiiitti:--E"J)efCfo riòffilafo ·Che fa"'"i:ipe-ùzione dei le tec-
niche antalgfohè'"(:n1ànuali o chimiche) non arrivi più a dominare i1 .
fenomeno doloroso.

2) se non c'è p_erdita di mobilit~.

- Questo è il caso in cui ogni operatore sanitario potrà lodarsi di


aver ottenuto dei buoni risultati. · · -- ·
- È talmente vero che, se si consiglia iì riposo assoluto, la natura
risolve da sola questo problema. Però, è anche vero che gli sportivi di
alto livello vogliono accelerare il-massimo recupero.
- Poiché il bacino del nostro paziente non ha disfunzioni meccani-
che, sì possono utilizzare tutte le terapie che mirano ad accelerare la
rigenerazione dei tessuti colpiti e secondariamente a recare sollievo al
nostro paziente-.,·\,.·· '" ·· ; , :. , ,:. , , ,,
- Il dolore· fa parte del lingll,ag~o. 4.etcç,rpo e_ ì;leve. essere .ri,.spetta-
to, ÙÙ éffCito. e no~ u·na ca~;a. La
sua scomparsa deve seguire un
mi~ti'òiàffièrifò e non un mascherameìitO·;·· . -....--......--.,............. ,........... "v""·-~ ..... _

2. La terapia manuale
~/~assaggio riflesso - massaggio trasversale profondo
-Vogler
Queste tecniche sono efficaci per il drenaggio e la stimolaziox1.t!_ger-
minatìva del per_i.ostio':· .. -,--... · · .. · .............., .........._.....

3. La fisioterapia
- elettroterapia
- ultrasuoni
- onde magnetiche
Questi mezzi..associano all'effetto antalgico un miglioramento degli
a
scambi ii~i'e'fto dèùCss'uii. · . . - .

4. I cataplasmi
L'utilizzazione di apparecchiature estremamente sofisticate ci fa
dimenticare le qualità insostituibili di certi impacchi in caso di problemi
a livello muscolare:
:'.(argilla
':!.. foglie dì cavolo, ecc.

5. Le fasciature coutenitive
Le fasciature contenitive specifiche permettono una ripres.11... m()J.to
più preçoce C,OJJJJn massimo di sicurezza. · · · · · .. · .........
Propongo il seg~ent·~·i;·;ndagg;o 24): iFiii.
\ {
\·l·

Fig. 24 - Fasciatura contenitiva Ja parie

] . Si fa un bendaggio circolare della coscia, quanto più possibile per


tenere s:,-f'actàiìttOft'····-···-·--·····,,...,,.......... _. •·- ·· · · · ·
e ...""""'-
2. S'focrocia la linea centrale risalendo dal.pube verso l'ala_iliaca_
OpPOSta.
· .. · 3. Si fa il giro del bacino all'indietro restando al di sotto dell'ala iliaca
\'.J:l)?,OSta. ~'-"''"" " . .... . . " . . . .
4. Si discende sul pube verso la coscia opposta.
5. Sì fifliSce con ~na fasciatura circolare sulla çoscia nella suà parte
pi.ù alta.
Questa fasciatura, ol~.9,_z.F..3!:1.4~t!9Ji, consrlida l'inserzione degli
obliq:i:ti.ful_le.:ll'cat.~ _cr,urali _e deì grandi r.e~ti _su_l pube.. >
Questo bendaggio deve essere COQfezionato almeno un'ora pr,i,m;i
della gara per non essere più avvçr:tit.9/. -""""·-------............... " ........ ""' -
. È opportuno che soggèuò
il iù'dossi direttamep.tç .sull~J;i_e!_ly _qru;ol.-
lant su cui va confezionata 'ùiia:-.t'à'iièì'iiufa"è:Ci'rilein:itf~à. . Quando la fascia-
tl.'i'ià"è comPièhì,"sTta'.fifià--~Oll"ì~"fb;biCi Ia·pa;t~
bassa del conant al ru
sotto delle bende su daSèunit ·c·osda:" · ·' --- ··'"· ........... · ....,................. ..
DOp~) fa)~~~-:":~.~ ·co~.t_e~~~?~"i:i?f~:".~--~f~, .Dm2. ~,g~ f?çilmente.
46 Le catene muscolari

Fig. 25 - Fasciatura contenitiva 2" parte

li. L'agopuntura
È un'alleata di.grande.1-1tilità per la sua semplicità di applicazione
cturarite i tratt~~~~·ti d'urg~nza. ÈfficaciS.Sinia nella maniPOfaZfone-ener-
getica, deve essere ben condotta soprattutto nelle fasi che precedono
gli sforzi.

7. L'omeopatia
Sfortunatamente non sj è,,ancora diffusa, ..coxoe .l'agopuntur;'l,. JJ!}l
mondèr'sporti;o éd ·è·~;; danno. I suoi effetti sul corpo dinamizzato
dello sportivo
,, . sèiòo
. 'di 'riotévole
. . . . . efficaaa. Sé'n'fa èltéùfbtrngenL
,, .
La pubalgia traumatica 47

Agendo sui sintùmi per mezzo del miglioramento del terreno, è que-
sta la terapia medica più adatta per rispettare il potenziale delle forze
interne Jell'atrèTu.' .. · · · · ·

8. La fitoterapia - L'aromaterapia
Due medicine dolci, naturali, da utilizzare nello stesso senso
dell'omeopatia.

9. Anti-infiammatori - Infiltrazioni
- Come tutte 1e cose mollo
zione.
·""""""'' ._...--
efficaci, sono da utilizzare
---- con modera-
,.

deve riservare la loro utilizzazione nei tri.umi semplici, senw


disfunzione meccanica, in caso di una gara sporliVà abb'àStàfizii.""impor-
tante da giustificare questo' fiìa'S~·hef.UtlìéHto dfdòlòte:,' · ...... .
.. · · ·t·'. A JiftL Li i<
0 ·,:,i z-: ·\·Ani.:\"
Hl. I raggi laser (Foto 2-3-4)
. •... ·--···=····"'""""

I raggi laser hanno deH1::J?X?P.'t~t~ 0 J?jQS.(l,!:r!9l~.t_!J.(S.~.C,.}~.~ .o... ~~~te


messe in evidenza sugli animali in Russia. A livello cellulare, gli effetti
sono in ra-pporto con l'assorbimento. di, ({paf!i;·;iìe';~~driu~·e·:··1 ·raggnaser
hanno ù"rtaZJ.Oiie .anti~infiaffiillàiOri'a'- aÌÌ.ti-infettiVi'éd ··élltrofica a.- . livello
·--.. ~·· -- ,--""' ..... '"'"""""" ....- .....!,., ... ,............ ... - ............·.. -·~,.,,... ... ... . .... .
~J.!.tl.J.1Y!J.§.,k,,Qç!~~tgN~l:!g}~. e.nd~!?.f!.n~:
Poiché i raggi laser appartengono all'infrarosso, hanno inoltre delle
proprietà antalgiche ed antispastiche {vedere i lavori del prof. MESTER
in clinica umana). - "=·
L'operatore dovrà essere in grado di controllare correttamente i
parametri di frequnza, di ritmo, d'intensità e di durata per evitare even-·
tuali irritazioni dei tessuti.
N.B.: In questa terza edizione devo riconoscere i risultati deludenti del laser che
non hanno C()nfermato i lavori sopra citati. Da tre anni utilizzo i! laser solo in
via eccezionale in dolori ossei dì natura traumatica.
48 Le catene muscolari

Foto 2 - Trattamento deì punti del pube e arcate crurali

Foto 3 ~ Punti degli adduttori


La pubalgia traumatica 49
-----------~-------

Foto 4- Punti del ginocch[o


LA PUBALGIA CRONICA

Se la pubalgia da traumi trova le sue cause a livello del pube e intor~


no ad esso, la,Pt1.R_alg!it9f.QJ}~ça ci presenta utl J?.1!:~~--«Xlttjnw» di uno
schema funzionale sovverti_to. Il pube, non. è in alcun modo la causa
dellà"jiilb?iljjìa: "Ogn:r'iT,\lltamento perciò condotto a questo livello sarà
illusorio ed effimero.
Le catene muscolari del tronco e degli arti inferiori ci offrono il filo
conduttore dell'analisi della pubalgia cronica.

Alcuni insuccessi nella mia pratica ambulatoriaJe mi hanno spinto a


studiare in un'ottica diversa questa fase grave de,lla pubalgia e di pro-
porne con successo una spiegazione ed un trattamento.,

Allo scopo di rimettere in discussione la mia tecnica terapeutica, ho


voluto studiare le varie recensioni dei lavori scientifici che sono rias-
sunti negli articoli che seguono.
Ilì
:i
'I F

La pubalgia cronica 5]

STUDIO CRITICO

Cile cos'è? Come viene? Come guarisce?


Risponde uno specialista
LA PUBALGIA, MALATTIA
DEL CALCIATORE MODERNO
Trésor, Guillou, Ruty, Larios, Ti- uri. '.illfimnm,;izi()l!f .<k.l..p!f!:,e. Il pube è la
gana, Pecout, Jouve. Non. si tratta di parte inferiore _delle os,l'a_ ili'?ch_e e per-
una selezione in vista della designazio- cib··ra1 livello della parte bassa del
ne del campione dell"ultimo trimestre, bacino. Sottoposta._q_Jrazi9,n~.ffllUsçolari
ma più semplicemente dì un elenco che vanno in direzioni diverse, 'artico-
(esclusivamente francese e non lìmita- lazione si muove e coinvolge dall'alro
to) d,U::ajciatori che hanno dovu_to __af~~ in basso i muscoli add~{f;;~f ,Ìi(;/10·.;;;"1~
dare al bisi"illl' dèJ chirurgo l'incarico· di 1;·;ù~"ti ·;;~g·1;··spOriìVt e····4aJ_-b'àSSo in
giiarifli d~ questà moderna malattia che alto i muscoli addominali e obliqui che
è Jà_· Pu.~;i\giU_. --- _ ·· · si t~ovano dalla parte dell'addoine»
Sono cùn{5"ii)mi che la pubalgia ha La pubalgia è q_ueITT:o. Si manifusta 001i
fat;o un rom~Ù-so ingresso nel mondo un dolore al momento in CUi Sl colpisce
~jlortivo, sOprattu110 in quello dèl cal- 1apana;· -q~tfaìidO 'Sf!Iè.f\'~IfP.~r,~:. ili__
cio. Nou che la pubalgia fosse in passa- movìmenti di..es:lens.fone _($a_lti), di
lo sconosciuta, ma pen:bé non richiede- sprint, e questo d2,l9~,:, __s).g~()JI pattite
va necessariamente un intervento chi-
dal piccolo .~~5..!.~?. . ~l:.i.l:!~~lli.? .~~!./a
rurgico la cuì frequenza dopo di. allora cùscia. La pubalgia si svela con molta
non è più cessata di aumentare. fàd"iii.à con la radiqg.rqfi!),.,perché
Per saperne di più su questa affezione ]' ìmmagine fa app;rire i:.~i:,iJ,-~. 9'~_!
dei tempi moderni France-Soirl' si è muscolo.
rivolta ad un illustre specialista di medi- , .. ---
cina ortopedita, il Dott (.. ... )*. PERCHÈ OGGI C'È UNA PUBALGIA
Il medico si è fallo un vero e proprio PER TUTTI O QUASI
dovere di smitìz:,:are il «male» allo Mb'NTRE FINO A IBRl NESSUNO
scopo di ricollocarlo nel suo ambiente LA CONOSCEVA?
naturale che non è certo quello della
sala operatoria. «Non è conctto affermare che ieri
nessuno conosceva la pubalgia, È al
CHE COS'È LA PUBALGIA? contrario questa una delle affezioni esa-
minate e analizzate dai medici .~portivi
«La pubalgia - spiega il Dott. da un notevole numero di anni. la sùa
(.. ..)*, come dice il sua nome, è comparsa in forze nell'universo dei cal-

*Ndr - Il nome del medico non viene riportato.


52 Le catene muscolari

datori - e praticamente soltanto nel :e_reventivi e !]?,.tnrali. In medicina, l'inter-


loro universo - si spiega a causa della ven1o deve essere fuJtìmo rifugio. La
formidabile intensificarfone dello sfor- moda dilagante degli interventi oostitnL~ce
zo pretesa dal calciatore, durante la una soluzione di comodo. È inutile
gara e l'allenamento. Tempo addietro, i nasconderlo: per ragioni di lucro, i medici
giocatori colpiti daj,IA.Pìihiìlg\u,qfo.YU~' sono sottoposti a molte sollecitazioni a
nò--éssere-·clì~àti. c·o_n_p __ri_po_s_o __I_n ogni
favore dell'intervento.
caso, erano meòò espùsti e perciò meno ·"Si f!ref~risce limitare ad alcune settima·
colpiti dalla malattia. Oggi il ri1mo fre- ne la dumtad'indisponihi!iùi del calciato-
netico imposto ai calciatori ha ridotto la re pìuttosto che metterlo a ripaso e
possibilità d1 queste pause». somministrargli le cure appropriale.
Ma è meglio sapere che le esigenze
L'OPERAZIONE COSTITUfSCE LA del calendario non sono sempre com-
TERAPIA IDEALE PER I SOGGETI'I patibili con una preparazione preven-
COLPITI DA PUBALGIA? tiva dell'atleta».
«Certamente no, anche se non pre-
senta il minimo p~_ic()l_µ e anc!ie se tec- QUESTA PREVENZIONE IN CHE
nléameÌ11è· e.ssa si risolve con un friiér- COSA CONSISTE?
vento benigno; riè trriiiin~tiiz"àiit; né
mutilante, "poiché, per esempio, al con- «Per ridurre al minimo o annullare i
trario dell'appendicectomia o della rischi dell'intervento, bisogna sot1rnr-
meniscectomia, la pubalgia non implica re-- .il. .soggetto
......, ...,alla
.........~mal;Ìiia.
"""""'"'"
Ora, fa
alcuna ablazione. Si·nmfa· sòlab:ieiiiè" di pubalgia non è in nesun modo una
if"rìTO_iiif.èi J.ii._"rire,t_e_ .~A,Q:qm j1gil.e, e fatalità. È ì1 risultato di nna ..1:attiva
musc_ol_are_ Je:q.~ fas~:?;1(:.. l).!}CJl.9. ç_j;ie i pr_e_p_ara_;io=:ne - o di una preparal:ìOiié
sa_rt_i_çl)j_a_manq,µna .pfoga. In Jill:_:ye,
bisogna .. restringere i tessuti alterati.
ìusufficienté"'- allo sforzt èìiè 'si" pre-
,"ìé!i"dé tiaìfO'" sp·oì:tiv ò-_---·sr~iìmenta__ n
Il dolore di cui si lamentano gli ~pe-
ritm~--9-_el gj.9_co, __ il vol1:!1:11~--~e_c_nico, la
rati è di ordÌne cutaneo. Non è grave,
preparazione fisica. ma non si fa nulla
ma JU~lto intenso. Le d~nne, per esem-
- o "pocbisshrio ·_:___ pei-la preP;~;~io~~ ..
pio, "éhé"s{ faì-ùìò operare perì cuscinetti
di gra.~so, conoscono bene questo pro· muscolare. Un po' corri"è'"iif"S(foSSei'o
blema ,:li sensibilità esacerbata della "h;Vd~i"ate delle nuove tecniche archi-
cute. L'ìmportanza _d_e_!Jç _cicatrici? Si tettoniche, mettendo a disposizione
spiega cOri YObb'i(g~ di ra.iii)ùlliete le dei costruttori soltanto legno e niente
zone da operare". altro. Bisogna s,._,,gupp~_r_e _un.. n:eto_(i,o
scien_tifi_c_o _di__prepar_a;d9~e ..vrns.c.olare
ALLORA PERCHÉ OPPORSI affinché il muscolo pos~.a tolle_r~!.':' . 19
ALL'INTERVENTO SE, TUTIO sforzo violento e unifonne_çh!è',_.gli
SOMMATO, È COSÌ SEMPLICE vieÙe rlchie"sto. ·.. . ..
E SENZA PERJCOLO? . È. irÌ-;p~;tante dunque dedicare
«Semplicemente perché la pubalgia molto più tempo di quanto ora si fac-
può e deve essere C(}m_lj_attJlta.,co11.mezzi-- cia a questa ricerca degli esercizi più
La pubalgia cronica 53

adatti e alla loro applicazione. Questo


implica una stretta collaborazione tra
l'autorità tecnica (allenatore, prepara-
tore fisico) e rautori1à medica (medi-
cì, chinesiteraP,,i~ti).

L'INTERVENTO COSTifUISCE
UNA GARANZIA
Dr IMMUNIZZAZIONE CONTRO
UN RITORNO DELLA PUBALGIA?

«Niente affatto. Ve l'ho gìà detto.


non si tratta di un'appendicite. Se il
soggetto non viene educato in modo
~1Ìifo!J'iiìe, con UliO ii'f()!'.Z(i' Ìnfràt',;"dei
muscoli inte;~-s;;tc se·,"Uù1l\:01ui"iUàri-
to, non sl prendono tutte le precauzioni Appartengo alla Commissione Cen·
per preparare il suo organismo 11 una trale Medica della Federazione e devo
successione dì sforzi che sorpassano di dire che noi faccìamo dì tutto per far
gran lunga quelli che sono richiesti ad entrare nello spirito e nelle abitudini
un individuo che non pratichi attività queste nozioni di preparatione, Spero
sportive, sarà nuovamen1e esposto al che cì riusciremo, anche se in questa
tischio della pubalgia. materia, come in molle altre, l'approc-
Non credo di affonnare un'assurdità cio medico è lento e che Comunque
dicendo che dei cadetti, dei giorni nostri, ogni soggetto costituisce un caso com-
darebbero i punti agli atleti di prima plesso in sé.
gmndez7J1 di un quarto di secolo fa tanto U giorno in cui i metodi generali di
sono stati e continuano ii.d essere fanta- preparazione, e percìò di prevenzione,
stìci i progressi nella resistenza, nella saranno stati messì a punto, adattati e
dura1a e nella tecnica. Orbene, i cadetti adottati, si parlerà di pnhalgia come
non sono affato sottoposti ad ona prepa- oggi si parla di dinosauri: con tenerezza
razì one muscolare molto dive.sa da ma senza paura, e k cicahici di Larios
quella degli amdani. per la buona ragio- o di Tlgana saranno soltanto di interes-
ne empi1ica e mai sistematica. se aneddotico e swrico».
54 Le catene muscolari

«LE PUIIALGIE»
PUBALGIA: da pube"' (confronta- essenziale di sostegno de,lla ..cofonna
re il dizi(lnario più vicino) e algia :::: vérlebi'àlé (l''fpeYfoi'dOs\''cosl frequente
dolore. La pubalgia è molto di moda nel giocatore di tennis, ha còme tratta"
negli ambienti sportlvi. Se ne parla mento numero urlo una buona condotta
molto, spesso senza cognizioni di di rinforzo muscolare degli addominali)
causa, il che permette a chiunque di e perciò anche del bacino e del tronco:
consigliare il suo trnttame11to o il suo sono dei veri e propri.sm.ldxiu.atori
chirurgo. deù'a"COiOllilìì'ìòmb;;/~ dçi flessori del
11 termine di pubalgia è adoperato nel Jronco.
linguaggio conente per designare qua- Qli adduttori - custodi delle vergini -
lunque dolore colpisca la regiorie pubi- permettono di serrr,ar(:l .le c.osce (adduz·
ca. Terreno vasto e vago che può com- zione), ~i [U.Q.tarle (rotazione) e_sono
prendere lesioni anatomiche di varia utilizzati al massimo negli sport come il
grnvità. cakio, il te.nnis, la 'danzi,' ì'.t;cherma
Le cose si semplificano con qualcl1e (paJ1.enza, scatto, passo di danza, ~altel-
ricordo di ana1omia: il pube è la parte li, ecc.).
inferiore delle o~sa del bacino (ossa
iliache) che si riuniscono sulla linea
mediana per formare un'artkolazione -
la sinfisi pubica - molto particolare
perché non è mobile, dillo che le due
ossa sono collegate tra loro molto soU"
damente (fibro"cartagine, legamenti,
aponeurosi). Sulla superficie ossea vici"
no alla sinfisi s'inseriscono numerosi
tendini. È qui che comincia la pubalgia-
story. Infatti questa zona pubica è una
cei;niera, un ;® 'i;:ì'OCC:V)ìi:' OViiCs~p~;
vediamo l'addome, il troncù eja colon-
na ver1eb~:a·1e, al di sotlÒ gìi arti inferio-
"tl:'Il 'pi,lbe riceve co.~L4ç:L,iq\dLn}. .çl)e
vengon(l dài(alt(ì' (mu:Ìcoli grandi retti
dell'addome, obliqui e 1rnsversi) e dal
basso. (particolarmente gli adduttori
della coscia) (vedi schema).

I RADDRIZZATORI DEGLI
«INCURVATI»

l muscolì addominali hanno un ruolo


La pubalgia cronica 55

Così una pubalgia si può manifestare in tenn)rnon è u.np_sport C()!llpl.:.,_to: 1i_i:i_for-


una sòfferelÌii sfa"'de1ràffiç"o1aiioU.e ·qd ..... '
za insufficientemente .. i muscoli
.. . " . " addo-
.
p11be Si~so (per movimento a forbice, per minali e sottopone la colonna vert(lbr,ale
esempio, quando una gamba è più corta a dura pr_ova: movimenJL.a~i.mmetricì e
dell'altra o in caso di appoggio di un solo ifl' lòf~·i.on~, iperl;;·;;:i",;si nel servizio e
piede), sia_rlegli..addomiiwli, sia,,d~gli d~;:;~ì'e b :miash. Vice;efsa. i giocatori
adduttori della coscia, sia ancnra addiritiu- dT t~fliiiS .. ha~~o di solito magnifahe
ra una ~;~bhlaziòtl'e di tutti e tre., gambe. Si trova così realizzata la famo·
mi è'JeITle"nti Ché i'àvorEiCOUO'ìa com- sa triade: addominali deboli + iperlor-
parsa della pubalgia sono: dosi + adduttori potcnli, che costituirà
- gli sport in cui i _:m,içxotraumi.sono la sfortuna di molti giocatori.
ripetuti: calcio, !!'<nnis, soprattutto da Nel corso di una pubalgia, la radio·
quando è i;!J\lenuto prn,fessjmrnle e si grafia può res1are_ per .molto.tempo nor-
pratica in gìovane età. intens;i,mente e male poi, con un certo rjt_ardo sui segni
;u· teITèni dùrl; · -" ...... ,. ..... l1riild, cmnpaiorÌ~ 9_,:'-1,le_)e_~i<:w.i.che
· - qmindò e\!: «conflitto,, tra, addomi- vengono, se ce n'era bisog_!Jsi~.a .c~1_t1fer-
nali insufficientì e adduttori potenti. Gli mare la diagnosi e a testimoniare
1.Jlli_ !i;anò Qebolmè·1;1e.. ;erso l'~lto, gli l'imflortanza deÙU malatti-'.l. Queste
altri potentemente verso il basso: il rui9!Jlii"ìitr,idiogmficii·é· Sò!lo_c: altronde
confronto è ineguàle, compare.la. s_o_ffe., des1inate a regredire totalmente o quasi
renza e..viene rise1Jtita si_a .ll.. Ji.vello deì q~;nao·fo.-'j.iùb'àtgia-guariséè_ - - - -
mnscoli stessi che diventano duri e ... Il 'trÌÌ.ttamentQj!.i..ii.n'.a'..{!ubalgia è
dolentì, sia a livello dei !_oro tendì.ni e prinià <lf tiitiù'ì.J ·;iroso. AsteU-;;10iìè tOfa-
delle loro ins.1:r.zi_qqi.pssee. le daÙ~ ·;p~~-r~·sp<J';;'s'abile, pei- cit"eà 2~4
Non complichiamo troppo le cose: mesi, e qiieSfo-ii·on-_t),~dl!aiì'·cne_·di.ìràii'ti:"
tuttavia, è obbligatorio sapere anche tale-periodò (:i"ii.;attività forzata si debba
che i tendini degli addominali delìtnita- rieducare <lokeffié~-té .::_·;..sé_ry7,a_,9_olore
no p~~pr'io 'sOJ}fa' 'ù''p'iibe'"i.iii" ori'fhfo, - "fà éOfonna vertebrale, che si debba
chiàmat(l orifizÌÒ }.n'g_\lj~?ii,' eh~ Può 4.(1 ricercare uÌl · difetto_§,l,t_tico (gamba più
umi parte e~s.ere la sede di_ un,'_e_r,nia.. e corta: Z_()J):1)'i"à-). o del!' a.r.!Jc_olazjone
dall'altra lascia pa~sare il éordo.ne sper- dell'anca e che, pa.,iàtii-Ja ,fl,ls:e ..a~\l1a, si
matico. Questo spi,ega;. , pf6{:'eda. al rinfoùO -pfO,iressi.vo dei
1) Che ogni dolore della regione pubi- muSCçli_addominali e deglì.ac!d11ttori A
ca non è"nCé"éSSàfl'arrìèrilé Una· ~,banale questo riposo sì a~sociano J .f;mnaci
pubalgia», ma può essere una vera ernia. allti~iùfia'mlliatori (le infiltrazio1ù sÒn~
2) Che i dii'e elemenii.;;ì':poS'SOno asSài""i-aiàilièilte indicale nelle pubal-
associare.. gie). farmaci antalgici, decontratturanti
3) Che l_a pubalgia si può manifestare muscoi;~c·,·à;:!i~ioni di Vafia· n.at1Ìi-a.
con dolori che s'i1mdiano allo scro'to. chiÙc~i_te,rapia, lavOro in pÌsçiÒa.
s'è malgrado una ripresa p-rogre~siva
e assistita e misure preventive realmen-
LA TRIADE SFORTUNATA te efficaci (riedi.i"èiiZicme..d_orSo~l.ombare,
rìSè'iìld'àirì'eÌJ.to sempre rigoro~amertte
Abbiamo già scritto più volte ..,::he il eseg't!ltò, rinforzo dei muscoli addomi·.
56 Le catene muscolari
·---·-------·-~---

~---cc-~·---------·----~
nali, sedute di ammorbidimento e di sti- di riprendere un allenamento reale sin
n:uneh1o) la pubalgia dovesse recidiva- <l\11 secondo mese e di poter tornare a
re. &i deve prendere in considerazione gareggiare dopo 3-4 mesi».
l'intervento chirurgico. Ne esistono di
molti tipi. I rb1lta1i il più delle volte
wno ecççd]enti e pcrmNtono alratlcta Do.tX
--··~-4----------·---~
n
lj
!i

La pubalgia cronica 57

Tu un primo momento mi sono uniformato a questi svariati consigli. J


risultati non furono più .incoraggianti e molti punti cominciavano ad
appari1mi illogici.
Prima constatazione
11 pube può esssere considerato un punto debole? (Fig. 26).
Se si osserva lo schema suna foè;li-zÌ'aziO~~"delle f~rze sulla sinfisi
pubica è Iecito__ dubitame. I grand"i fé'ft{ '±. g1~<!~9.L2l?Jici~i, "! ·pìCCò'iì "Obli-
qui,' g:11· addy_t_tori, i retti j11ffii1.i[''ìfPiramidale. deH' ad(j:qme, finiscono
tuJti_ iml_pub_e.c.qui s'.intrecciano con le .iòiò.fib;e .terminali.
Le catene muscolari dirette e crociate del tronco e deglì arti infe1iori
si concentrano su questo anello e lo rinforzano.
Seconda constatazione
Addominali deboli? ...
È quello che pensavo anch'io fino al giorno in cui ho avuto l'occa-
sione di trattare ROBERT PARAREMBORDE per una pubalgjaJibelle a qua-
lunque trattamento e alle infiltrazioni.
Eravamo nel 1978 e questo g_l_2_cato(e.,_it1t,~E.-!.1..:l:?:.i_on._aJ.e, eletto miglior
pilone del m9n.do.,nel..1983, aveva deciso di interromp_:~..1~.:=:.~':?':?- _s_eor-
tiva"i,èf un 'insopportabi_le sofferen:1..a alla colQri,QaJ{)iiìbare__e al, pube.
Prima deUa partita FRANCfA-INGHILT_f:..AAA fu ÌnVi?!9 _a .4are)!_:_ç9_lpo
d'inizio· ~l_nib,()1k<Lfff_"§nf1'.iiti1:Iiji'_'9-1 __rµgby. n sempuCe gesto ru _sp:i,ngere,
soÌÌÒ. l' effeuo del dolore, l' obb1igò ad aggrapparsi a1!e'iP3.i:iti (foì ·suo vici-
no pçr non caq~re.' -- . .. .. .
Addominali deboli?._.,..
La potenza ,l1lt1SC6lare ·di un__ simìle_atl_çt~. era de,c_i_same_nle Contro
qU{:'.StÙ ditO.
Qualche tempo dopo, un giocatore della nazionale dì calcio è venuto
a consultarmi per una ~UI,aigfa acutà.}
Secondo scossone ~iù(ffiiltidéC'"'~lassiche; avevo davanti a me un
at~eta ecce?:i.?..~3!_m~nte_Alll::-"!?.~9~.2.s.o, .\
VtstOC'ii'e giocavà....llella squadra più famosa di Francia per l' esperien-
za dei suoi allenatori, non potevo trovm:e _(life.t_t_o al\µno µ_i;!lla_slJa..Ptt}P?~
rl)-zione fisica. Egli stesso distrÙ~s-e "iè" mie ultime iUus_i9ni quando mi
aù~ùfièiò._cìle ogni giorno si fa,ç_yy11,_ µ_Il_?:_ri:i_eiz_'_ò,ff;t_ià_"J]i_µctdorn.inali .per
conto suo, oltre all'allenamento coI)_~_ttivo, e questo da più di Qk.d
anvìiI::Actdominali deboffO--tiOPJJO'fOiti?
58 Le catene muscolari

e
e

GRANDE
OBUOUO

PICCOLO OBLIQUO
'
PIRAMIDALE
(
e

r
r

ADDUTTORI

r
RffiOlNTERNO
e

'
2
(
Fig. 26 - Focalizzazione delle forze sulla sinfisi pubica

Terza constatazione
Ormai prossimo ad abbandonare il concetto classico di pubalgia da s
debolezza addominale, mi rimaneva un ultimo dubbio: s
Perché il chirurgo trO,V?.Jlelkinserz.ioni.rnµsçoJari deboli? ..... Deboli r
_per insuffiCiei:i:ia· ·o d.Cboli per eccesso dì lavoro?
Può essere concepita una PUbiì'gi'a"da s;~;O.lfariqçyn_:_'}-f?) (il sovraf~
I
fatìcamento comporta un'usura delle inserzioni)/.'\-- · ·
··--... ----- -------- .....
"
La pubalgia cronica 59

Le çiltene muscolari rette e incrociate del tronco e degli arti inferiori


converg~-1)0 SU -(ii.ì'C"Sfo aneffO. Là cOITetta fisiologia def pube dipe'ride
ctall' equilibrio funzionale di questè-Ca-tene.·-- - . -- - -- - - -- -
Un'eçs~sSivà t1:DSig_11.ç in una o più catene può affaticare il tendine
termina.le e-~-Slli·;~e l'anello pubico per eccessiva__m_ohi[ii_~."- ··.. · .....
.. ---"" -- . .. . . ·-· .... ---------- --- .. .

Quarta constatazione
Per~_h(i _Q;rnzatori che-sollecitano al massimo il pube soffrono meno di
pubalg_i_a cronica? Segnaliamo qualche raro· cascfdf pubalgia nei danzato-
ri a·c·ausa cte11:1_pe_11onla__9-_~gE.,.s,gµ.reJgrJ.. ----
so1ò--1a ·pubalgìa da trauma li può cogliere di sorpresa, per mancanza
dì riscaldamento o per un appoggio scorretto.
La risposta è semplice: lavora_rio .trlo.l_t()_ i_11_ S\ioltezza e le loro catene
musco!ari_.__ soprattutto a live_l_l(tdell'arto inferiore, non pres_~_ntano alcu-
na re,trazione. . . . . ... -.-....._, __ . .. . _
·viceversa i -c~!ciato_ri)i rugbìs_ti(},gi()c_atçiri _di __ tenni;/'e gli séiàtò"i1_:·.
lavorano molto in s~miflesslùne·: -· .. · ...... ----
Questa setniflessfone '8.ef'iifiocçhio fa lavorare in modo importante e
relativamente èosià"ntè. ìl ClY.?tjfiçi_p_jte:_rr1-;i,gli isçhio-ti_biali.. fini_scono per
avere un lavoro qualitatìvam"ente molto più importante. Difatti, !_L_ginoc- ·
chio in serniflessione __è meno stabile che nellll.___p_çi_s_i_z:i_o~<?.9.'~-st.~_ilsi()Fè"frì
cUì "s"i ..V'éi{ùèà i3. slabì!izzaziotlè.--Questa 'dbllinuzione dei ruolo di conten-
ziorie. dei ·ìeg·f1;;:;~~-ti-- ~;-~~~--~;~pensata -dal'··;.·;;oi'O"à"ttl~ò ·;;i"e8ù" isd.;io-tibiak
Questi muSCOffàgiscono nella statica del gfrlcic"Chkì" come· rCdìflL ..... ,,
--Poid1é--~il!_~!Li'.1.~.s_c_2!Lùm~i::LSSQJii:i_\Ia_ µ_ri•i pàrte -~--~ll_'_~tr<t. del piatto
tibiale. associano al!a flessione nei diversi grp.d_l__l_a__rotazi9:n~ eJ.:..?.9.9.o-_a(IQ.\k
Zio ne· !i&esSaila ·pe-r-!'ecupera[i ·e·~;;n·servate.r
equilibrio-del ginocchio.
Questi muscoli agiscono per «treni di impulsi,, motori.
Questo lavoro a intermìttenza ha come risultato quello di valorizzare
it volume di questi muscoli e la loro vasomotricità. Non c'è perciò da
stupirsi se calciatori e sciatori, sempre in appoggio sul quadricìpi.te,
svihiJ)j)ano· d"egli. ìSòuò-Ti°ài~u
. . .. --- ...robusti e corti foèrrilffosSio-
. .voluminosi,
ne) per- assicurarsi la- stabilità d~l__gi_ngcç_ll_i()_._,
Gli l:ù:hto Tibùiì('e ·gli -Addominali sàrebbero sotto accusa per la
pubalgia? (Fig. 27)
È questo che nel prosieguo vogliamo dimostrare,
60 Le catene muscolari
="'-------------------~----~

6
l
I

I
s
G
H
I
o
T
I
B
I
A
l
I

BICIPITE

CAPO CORTO

SEMIMEMBRANOSO " - - - -

Fig. 27 - Gli is,:hìo·tihiali: legamenti attivi del ginocchio, fon/e principale della
pubalgia cronica
La pubalgia-cronica 61

GLI ISCHIO-TIBIALI

- Gli ischio-tibiali comprendono:


- il semimembranoso
- -il semitendinoso
- il capo lungo del bicipite
- il capo breve del bicipite

Capo, hmgo__de] _bicipite KFig. 28)


Si origina, con il ~emit~.?~i1:.?:.o, dalla tu~ero_si!4_is_chiatica.
__ .,'- .,.., ,/-''"
,···
CaP? bi:eve _d~l bk_ipite_\
Si origina dal labbro esterno della linea aspra.
Inserzione disiàiè···co~~~~--c-~n-i'i"C·ap{tiungo sulla testa del _perony
con d.Cffé"e"spansforii sulla tuber5>sità es_tema della tibia-· e ·1·, apD_n~w,.:osi
della gaillba.

Si~;i~-i-~~ dalla tuberosità ischiatica.


S';rn·;e;i* sulla faccia-·-. interna della
\' . .
tibia a Iive11Q della Zi!mpa d'oca.
. ..

Semimembranoso
Si_01i__gfoa _d?lii.&cltlo.
Termina:
- per mezzo di un tendine diretto
sulla faccia posteriQf©]~_I}~j'~:~~~:çsità tìbia_ly_ illt1:erna
- per meizò_ dfù~ te"!fi_n,_e__ r:ifJ!'§J<t:::.::·--·--""--'"""
sulla faccia interna della tu[lerosi_tà_ inte_niRdçlJél tibia
62 Le catene muscolari

~ con un rendine ricorrente


chi~·mato legameÌÙÒ. P~Ì,Ìiteo obliqu9.,:Questo si porta in alto e in
fuori per fondersi con il guséfo Coridùoid~o esterno e col sesamoide e~
sterno (cfr. voL TV, spiegazione della terminologia).
Gfi ISCHIO-T!BtAL! in retrazione eccessiva provocano mediante il
gioco delle catene muscolari dei compensi statici e dinamici.

Rrno INTERNO

SEMITENDINOSO ---le--/

SEMIMEMBRANOSO ---1--/

Fig. 28 - lschio tihiflli eslemi e intemi


La pubalgia cronica 63

1. COMPENSI STATICIJfig, 29)


.. /
i, r.
. -._ J\iÀ,,'), !>"'-' .-.·-.,- . :/
Poiché gli ischio-tibiali S-OW?.f.Q,fti, possono recuperarè 'Ùfl··Jùflhfiii.é" d.(, .-
lunghezza;· ............... .
- a livello delle inserzioni bas~~.per JJ1~_zzo_di_un flexum del ginoc~·,.
chio;
... ~ a livel.lo dell'inserzione superiore, abbassando la tuberosità ischia-
tica e sposìàtÌdo P.o.SterioI'riii:iiifè f"àTà'iliaca. -.

Fig. 29 ~ Compensi statici sull'ano Ìt\feriore


64 Le catene
_::_:__:=_::_ muscolari
__ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ .....- -

A UveHo del gi:nocchfo

Quali sono le conseguenze di tali compensi? (Fig. 30).


"{la'ttàZloht; del bicìpite lungo e co1;1_0 _s_µUaJ;e.;;Ja_del perone può sca-
tenarè ·una sellsibilità -~elJCgfUnell_t{ µt;_i:9qg{):ti_~iali. Ii.Coi.PO, che obbe-
disce alla legge del comfort, cercherà di assumCi·è"'ima posizione antal-
gica, facilitando la r9!~_7:,i,Qtl!:;,,~Sterna de_~Ja__ ~ì_'?,i?,,~SJtl'O ìlJ~mgre, offrendo
così un piccolo Alimento di lunihCZZa e d( comodità pj_A1,w_ capi,del
bl.dpite. · ,,.,

FLESSIONE
DEL
GINOCCHIO

'
ROTAZIONE

Fig. 30- lf!flUen.J/1 statica degli ischio tibiali sul gin(lcchio


La pubalgia cronica 65

Tal:YsQÀ\;l,. ._pe1}'J. quest9 . rn1J1penso è insqff'i.ciente e si riscontra la com-


parsa di una tendinite sulla faccia esterna del ginocchio con una testa
del_p_en:me che STjjù_ò_bl_()Cé'fil_è}!U!()~~~rìòìl_~~~iioflé -(Ì?ig. 31 ).
Il qnadi·O- clinico somiglia molto ad una lesione del menisco esterno:
dolore all'interlinea articolare estema, diffiCo1tà ad estendere il gfooc . .
chio, difficoltà a piegarlo per posizione posteriore della testa del _pero-
ne, dolori_:nel movimento _9:l_f9I~.~LQJ}:';jl,.ç;Lg_i:gg~çh.!2.,..
- A questo stadio, il tratt3:rn_ento preventiv_q_ c_o_nsis.te nel riaHineare il
ginocchio -att:1:àverSo il riéquilib~iO delÌe- Catene mus-co-lari .- - -
-·La·c-aUSi pè:dl 'rOO'rr,élltò -no~"ta.iiVCù~ 'del 1l1~niSCO.

Fig. 31 - Roiazione della tibia sotro il perone


66 Le catene muscolari

Tuttavia, il grado di rotazione impresso alla tibia provoca un manca-


to allineamento del movimento dei condili femorali in rapporto all'asse
delle glene tibiali (Fig. 32).

Fig. 32 - Modifica deff'allineamento dei condilìfemorali e delle glene tibìali

In queste condizioni, i menischi sono in posizione critica e i condili


femorali hanno tutta la posSfbilltà: 4J .USU.f-af.ff,ò'idfrOillj;iy}:fr._ .. · ..
·Ptiil"darsi ·clìe..qiiaICuiiO"dj.ì~!~ :·.JLciò..che-sto--p~ s·~rivere. .
Net settembre del l 979'. RoLAND BERTRANNE,' 56 volte selez10nato
per la Nazionale Francese ;ehne a consultarmi ·per un'artrosi avanzata
del ginocchio destro, che gli impediva qualunque attività sportiva.
, .Dl:\. due_ anni, dolori al ginocchio sempre .. più ·vioJ:enti--gJi.. avevano
comportato prima la meniscectomia esterna, u.n anno .dopo.la.meniscec-
La pubalgia croflica 67

tomia interna, e un anno dopo ancora un idrarto che faceva seguito, ad


ogni sforzo, anche minimo. ---
Lé rad.ioir'afie ·çQ~fermano un'mtrosi gravissima del piatto tibiale
estemo con_riduzione dell'interlinea.
- Dut: mesi dopO _suajJò"iriii. v_isi!a, giocò contro la Romania, Due
anni dopo batteva__il recor_d QeHeJi9lezioni (70), cinque anni dopo, pren-
deva uria iiValslì sportiva. ·
DoPò uti; illlarù.J:16Si -c~~pleta avevo la certezza che la cau;;a della _s_ua
artrosi del ginos~ç,.bi(?;~troY,rv.~_aJiy~1.10, a_~11~::spa1J~:. j" - --
In effetti, nel ·'l 97~~--llvèva ripoJia_t(} _ùn tr_aurn,a molto grave con frattu-
ra della ..davkOl:a:·r'iUssazio_,1_e_ J_çll_a ;,pajla. · ·.... ·· ·· · ·- ·
Questo trau.m.~--q~l__ç_i_p.golQ... sv.a129_la:r~,.,Per il gioco delle cat_ene
m1;1_sc_o_hil1, ha modificato 1_,t__statiç_zy. _del }.?_gçJQ'.9--(Vèdì ·c:àf~tia ~~scolare
del tronco).
Un an[!_O çlopojl giocatore in--causa·ha cominciato a soffrire di lom-
baj.gfi, poi dLsçi~~lgja,..assoclate a _contratture degli.ischi~ti:11!,lii. -- ·
Un rumo dopo, è comparso up. dolori;,_ sull_a _faccia_esterna d~l gin_qc-
chio (vedi sopra, effetto della tensione degli ischio-tibiali sul ginoc-
drio).
PQis;Q.équesto dol_oreµer~, co_s~te,Ju . OP!.nlctQ.Jll.m.~.nj,_sço e5tei:no, ma
dato che la rotazione della tibia non venne presa in considerazione, il
movimentO·--·sl"~i-aggra:v-ato--pr~;ocaùdO-"ìàv·~~~parsa· di -~U doi ore· SUna
fàèdà "intef~a- dei giìi"O:è-~_foo_ (z_<lfup"à d'Oca}:'" - ....... _, _______ ------------ - .....
Ta.. ni.eiili;C_èctù.nria" interÙ.a non dette il miglioramento sperato.. .
Lii fOiazio~~ ·c1.eìfa"'tìbia"Sèitto-IffeIDO.;i:tiì"à_--·ge~(!:raici·un Vé!9 _ç.,proprio
avvitàmentoaerg1.noCChlO'...aìì"iiièiiiiiidiiiè~i~IlS-ioni 'iiitra-·artfcolari.
"ìì""Cò·q;o1ià messo· anòfiùn opera il suo uitiffiO. COillp.enso·: t.iCfoif.tr..o. ->··
L' idi~fftè"'Utf fèrit'àtivo ·m::n '6ig'aiiTSln0 _ ci"~:·t~1iéfe'a"bà:ifi(;- gli :itiit_tfe
un surriscaldamenf{i"délì'':iitiC01izlO·n.e~···· · · ......................... ... .. · .. ..
Diinostrando 'il 'llleccanismo -Ì~sioÙàJ.e dalle spalle fino al ginocchio,
si è potuto recupera~~'fillmeamènto--oeii~--iiené-tihtatrn_çrcontrònti
dei condili femorali; poiché il ginocchio non ei:a pìù avvitato e com-
p;;~-~o, '"fld;artrò è --;comPàrso perché nOn serViviì più. . --
Due anni dopo il trattamento, anche le "ràdiOgrafie e;ano migliori di
quelle del 1979.
Ecco, attraverso un caso di vita vissuta, resa immaginaria,J'.influen:
za parassita che.possono avere gli ischio-tibiali sul ginocchio.
68 Le catene muscolari

H..tr.attatl1:e1}t_q"_proposto non può evitare l'incidente meniscale, ma


può risolvere preventivamente le disfunzioni che rendono più vulnera-
blÌi ì' rrieniscli'i. · · · · · .. ·- · · · · ·· ...". .,.,..........
àimpor!ante che uno sportivo sappia gestire l'affidabilità e la longe-
vità delle sue ginocchia,

A livello dell'_ala iliaca (Fig. 33)

La C_()_JJ.seguenza.de11areti:aziqne_ ç!.eglio ischio-tibiali è l' abbassamen-


to delle tuberosità,ischi_atiche, · .. ····

POSTERIORIZZAZIONE
ILIACA

ADDOMINALI

TENSIONI
GOXO FEMORALI
ADDIJITORI

Fig. 33 - Influenze statiche degli ischio-tibialì sul bacino e sugli adduttori


' \,.•/_'o, ,'. ---"- '. .. '
la pubalgia cronica 69

Le ali iliache sono in posteriorizzazione la quale s'instaura con la


coppl.à. fochiò-tibìe:·àddòrùi_t\~lL Gli àddo.minali sono implicati in un
Jà\loro statico. · ·· ·
Questa poste1iotizzazione intorno alla coxo-femorale provoca ln..sti-
ramento degli adduttori.
·QueSif ultimi, in 'fole posizione di stiramento, mal sopportano un
ulteriore allungamento o un lavoro eccessivo.
Ben presto>&nll"paio'no a_queSiOYi;~iI9 cl_e,llt;,~~triulli:; e delle tendi,niti.
QtifiSt'i"CO~trattUt:a·.{;1. ·st1r;~èr{t:; ;·on de~e essere assolutarn;nte
scio,lJ;,. e dfStesa~';;~~tecniche manuali, fisi;;i~~~Pich~ ~-·;1;;·ntici-ìe.'
'"Un__similq trattamento può r~c.11r§9_l_Hev_q al vo_stro Paziente per poco,
ma (luesta distensione, queS_io_ margine di allungamento degli adduttori
ottenuto artificialmente verrà recuperato dagli ischio-tibiali e dagli
addominali, ponendo gli actdllttori i~ 1;·;· pò-SfZiollè 'df' aggra~an;~nto,
La contrattura ,/Vlttiffià;;· deiù:' ~ctdiìùòl{ ·anche· e·s·sr
se· Sòllò Ìa sede
deì dolore, non deve far dimenticare che la causa si trova a livello delle
retrnzio!~i __dggli . ìschio-tibiali e q~_i__ gr~1.<!faetti . (~~ntratture ;~VTiiCè"ìitt»·;·
quindi che non provoc~o dolore). _
Si d_ev~_ott~_ne_rç, .. umtçt,{$ituk.t2.Il_e degI{'adctUù~fikon un margille di
allu'n~aine,nto_5?Jte.Jm!Q__ sgglL_i_sç_hìp::tlffii.lLé'. a'.dlliitiiiilliIC

A lìvello dell'anca (Fig. 33)


Le tensioni in accorciamento degli ischio-tibiali e la tensione in
allungariìèfi.tò'"deg1r--àddUtfori dann~ una fTiìilTiiiite di comp_r§_ssione
della ca-vìiii COìi!Oidea-- .~Uiia·t"esta"j~marale. - - ,.__ _. - -........
-L'3,ftfC?!~iiinY.:,çI~ll'..?J1c1t.Veili,à--iTS·uo-~;:. ~~--~:~___c.
0111gr.9m.e.sso. da que-
sto sovraccarico funzionale... ·
sarebbe inté"r~~sante far~ delle statistiche sugli sportivi anziani, 20 o
30 anni dopo l'abbandono dell'attività agonistica. Si potrebbero trarre
numerosi insegnamenti per far evolvere e per correggere l'allenamento
dei loro successori.

A livello degli ischio~t:ibiaU ,,--,, ... .. ,


....... ,_,_,·,'"\
,.,X>S"-'°'''-'"''~·,,,,,><,'·' ,.,,,,, ,.,.,,
0

Questi_muscol_i_priJ.1c_i_pa_li_ dell() ,.~.?~e.ma _sono abituati a lavorare in· · ·


accorciamento e perdono l'abitudine di lavorare in allungamento.
70 Le catene muscolari

Sono anche predisposti a numerose.contratture, stira111enti, lacerazio-


ni, dolori delle guaine e dei tendini. -- ,..

A livello deHa colonna lombare (Fìg. 34)


La catena pos_teriore degli _arti inferiori. tende a posterior:izzare le ali
iliache e.a raddrizzare così la colonna lombare.· .........,......................
· Nefillio lavòf(f"U-. 'é"iiiètlè itlùSèàlà-i-tdél' {r(Jf!~·o e della colonna cer-
vicale* ho parlato in dettaglio del molo capitale svolto dalla lordosi
lombare per la mobilità degli arti inferiori.. le
U soggetto _si pppo_f\_CJl,Hll,_ ~fO_IJlp:ars_i:,, __della lor_do2,i ...e"" __ mettendo in
azione 1vari mvscoU, la ricostituisée. m
. q~;dràt; . d.~-i- l~mbì:"'~ Ùno dei muscoli che
-'Il . agisce sulla Irn:dosi
.. . ... .. .. . ··- .
lom-

\ l'
\ '
il

eh

di

le:
de

CO
di:
Fig. 34- Riassunto dei compensi sull'arto inferiore, i{ bacino e la colonna

* L. Busquél, l..e catene muscolari del tronco e della colonna cen,icale, Marrapese
Editore, Roma, 1983
"'
..,<
'

La pubalgia cronica 71

bare, come la corda sulla curvatura dell'arco. Più la corda è tesa, più
..·''l"liièo s'incurva.
Lo psoas-iliaco è il secondo muscolo associato al. quad,rato dei lombi
che àiiiiiéri'tid'a'fordosL .. _. "
Questo èòtifliitò "mù.scolare a lungo tennine provoca un eccesso di
compressioni intervertebrali e discali con affaticamenfi:tloffiòiié'" e
<l()foi,La:j.foiiii:'Gff . .a·~,;·o;t.1.ZZa!Qff)I.itè."à'fl" .(i'é_.''..éuQ~fii.~(~~·ti.~·~ tari
posteriori subiscono. i;;ompressio11.i..e:s&-gerate.
ta.' colonna, così sOyraffaticala, è soggetta a blo.cc.11 _vç.rt~bt:ali. ~.
lesioni discall.
Ii. t~tt~· é'òl1tribuisce alla ..compar,?i;l. . l!e.11'..art;rosi .lombo.-sacrale J:;he.. si
manifesterà
",
qualche
....... anno dopo" ·la cessazione
" " " .... " ........ _" deH'at.tività
. ago.n!Btica.
" . "

A livello sac:ro..m.aco (Fig. 7) .L.

Altro punto importante che può essere vittima di questo schema, è


\\pàrtfoòi'azioiìe'
, ..,..
sacro·:rn:àèà.
""'"""•' ""' .,,.,,..,,.,,n·''N-.~·"""
Da u.ru~~9,.~:li:,1,]U§~~t}.Pç~..t.~J_i:1J~.',?§JÉ.t!.2!t?&~.?Jw1e e, dall'altro,
il sacro esegue la lordosi lombare orizzontalizzandosi.
Si arriva nei casi estremi ad un ayvit_ament9. §(gll.est.a articolazìonè
che tende a bloccar~i.JJsd . an.chilosàfsL · ·· ..
La malUPOl'à.ziÒÙe del bacino è del tutto illusoria perchè ci troviamo
di fronte a lesioni dovute a sovratensioni.
La s.enì~JillUliPQliizT.9Jl.~.)-1Qi'. i)i;r!P}1::ed.ire le recidive di queste
lesioni <<fusibili»: il..Prnb.1.ema non è a liveUQ](i~fij~ibili\,)·; ma à liVellÒ
dei circuiti muscolari che presepJ:anQ"§9Vra{e,JlliÌ_O_ni. . -
L'apertura note-Vole dell'angolo sacro-ischiatico mette a dura prova .i
legamenti sacro-iliaci.\
Non ci mefii.Vi'g1:fo.;o se questi pazienti presentano punti_detti,.!sda-
tici» a)iyç!In . .dei.,glutei. con cont:.raHur.e. . de,iJJ:J..~.s.c:çUJ?.i.rm:ni9#Ii.
Che dobbiamo fare per questi punti? Dobbiamo far allentare queste
contratture? Lascio a voi la r:isposta... Attenzione a non aggravare la
disfunzione!
Abbiamo fatto così un excursus di tutti i compensi statici provocati
d,all' acc_Clrciame!l!O delle. c~t~l1~. .P<l,:S.Ì:~:f!2D:.........
Ogni paziente non accumula l'insieme di questi compensi, ma per un
medico accorto i vari test di mobilità. dimosu·ru.1.0...chesonu.ht.entL
72 Le catene muscolari

2. COMPENSI DINAMICI

PUBALGIA NELLA PRATICA


DEL GIOCO DEL CALCIO E DEL RUGBY

Sul piano dinamico, la fase di tiro è fa più caricaturale.


Ho avuto la fortuna dì poter lavorare negli archivi fotografici del
giornale «L'Equipe». Grazie a degli amici fotografi ho potuto fare delle
ricerche sull'evoluzione gestuale degli sportivi affetti da pubalgia.
Molti anni prima della pubalgia, si possono percepire compensa7ioni
messe in evidenza soprattutlo dalla fase di tiro.
La corretta fisiologia dell'anca necessita di una corretta fisiologia
degli ischio-tibiali.
Nella flessione dell'anca, il ginocchio descrive un arco di cerchio il
cui raggio è costituito dal femore e il cui centro è situato a livello
dell'anca.
Durante questo movimento gli ischio-tibiali descrivono lo stesso
arco di cerchio, ma con un punto d'inserzione diverso del centro della
curva.
Lo schema «DISTANZA lSCHIO-TIBIALI E FLESSlONE DEL!.: ANCA})
mostra che ne risulta un allungamento notevole di questi muscoli (Fig.
35).
Ecco due fotografie (Foto 5 e 6) che mostrano una buona fisiologia
degli ischio-tibiali.
La gamba d'appoggio e la gamba di spinta sono tese.
L'angolo di flessione dell'anca è notevole.
Più la catena posteriore è morbida, più il movimento dell'anca è
libero. Questa libertà assicura al giocatore un buon «tocco della palla},
con un gesto sciolto, economico ed efficace.
Guardando queste due immagini, sl può essere sicuri che i due gio-
catori non avranno grossi problemi per due anni, ma attenzione se non
riescono a conservare questo prezioso capitale...
La pubalgia cronica 73
--------·-·----------------~-------"

SECONDO
KAPANDIJ

Fìg. 35 - Dlftanza
ischio-tibiali
e.flessione
dell'anca

Foto 5 - Buona fisiologia degli ischio-tibiali


74 Le catene muscolari

Foto 6- Buona fisiologia degli ischio-tibiafi


La pubalgia cronica 75

Primo compenso:
Limitazione dell'angolo di spinta
(Foto 7 - Fig. 36)

Questo tiro fa parte della varietà di gesti tecnici utilizzati dallo spor-
tivo. È la ripetizione sistematica di questo gesto che diventa sospetta.
L'allenatore o il terapista deve procedere ai test di mobilità.

Foto 7
76 Le catene muscolnri

Fig. 36- Primo compenso dinamico. limitazione dell'aniolo di spinta


La pubalgia cronica 77

Secondo compenso:
Flessione del ginocchio
(Foto 8 Fìg. 37)
H

Tra le dJfferenti. fasi del gioco, la traiettoria del pallone può costrin-
gere il giocatore ad assicurare una spinta piuttosto intensa.
Dato che i muscoli postetiori mancano di elasticità, lì difende con
una flessione del ginocchio.
La figura 38 illustra in sintesi l meccanismi del primo e·del secondo
compenso. Due posizioni dell'arto inferiore per la stessa tensione degli
ischio-tibiali.

Foto 8
78 Le catene muscolari

Fig, 37 - Secondo
compenso
dinamico:
{kssione
del ginocchio

Fig. 38-
Primo
e secondo
compenso
La pubalgia cronica 79

Terzo compenso:
Flessione del ginocchio d'appoggio
(Foto 9 - Fig. 39)

Questo compenso viene usato quando i! giocatore deve assicurare una


spintu intensa. con il ginocchio teso su un pallone relativamente alto.
- Voglio di nuovo precisare che la varietà delle situazioni ìn una gara
possono indurre un giocatore qualunque ad utilizzare questa tecnica di
tiro. ma il ricorso regolare a questa posizione deve richiamare !'atten-
zione dell'allenatore. .
Ln fle.ssione dell'nnca. aginocchìo teso. è !imitata (v. compenso n.
I}: tale conmcnso utilizza la flessione del ginocchiod'appoggio,percui
i! bascu!amento perrnc!le relevazione che manca, senza che gli ischio-
tibia!i sian<} maggiOrrnente sollecttàti. ·

Foto 9
80 Le catene muscolari
-----~

-.. Sulla foto, noterete una fasciatura sul terzo inferiore della coscia"
Guy Laporte aveva avuto un notevole successo con i suoi tiri in rete
durante la partita Francia-Tnghilterra.
Incoraggiato da questa ottima partila, preparò fa pmtita internaziona-
le successiva imponendosi un'ora di «gioco di pìedh, ogni giorno.
fl suo entusiasmo non fu condiviso dai suoi ìschio-tìbiati, come ho
spiegato prima.
Il capo lungo e quello breve de1 bicipite furono i primi a manifestare
il sovraffaticamento con un dolore alla testa del perone.
-· La parte superiore del perone, essendo leggermente mobile, si è
spostata all'indietro, bloccandosi posteriormente e instaurando
un'infiammazione del legamento peroneo-tibiale anteriore.
-----·--··-----

Fig. 39 - Terzo compenso: flessione del ginocchio d'appoggia +


redutamenM degli addominali
La pubalgia cronica_ 81
~--~-"--~ ·---

Le tre fotografie successive mostrano la degradazione della qualità


fisiologica del tiro tra g1i annì '65 (Foto 10) e '80 (Foto 11) nello stesso
giocatore.

Foto 10- Buona fisiologia dell'anca·.

Compenw n. 1 Compenso n. 3
Foto 11
82 Le catene muscolari

Quello che soprattutto bisogna sottolineare in questo terzo compenso


è la partecipazione degli addominali (Foto 12).
Poiché il tiro non può approfittare dell'oscillazione libera e completa
dell'anca, si assiste ad una mobilizzazione muscolare sempre più
importante.
Il soggetto sembra sedersi sul ginocchio d'appopggio e bascula il
tronco ail'indietro: gli addominali partecipano al sollevamento delle
branche pubiche, in questo movimento allalenante.
I mediani di apertura della squadra gallese utilizzano spesso questo
stile di disimpegno (Foto 15).
Facciamo un rapido richiamo anatomico sugli addomina.1.L

Foto 12 ~ Gli addominali inducono la retroversione del bacino e permettono un tiro


con. una minima flessione dell'anca paragonata all'anca d'appoggio
~~~~~~~~~~~~~
La pubalgia cronica 83

Richiamo anatomico degli addominali


(flg. 40)

I grandi retti

Formano due colonne su11a parte antero-mediane dell'addome.


- Le loro inserzioni supeliori si originano sulla sa, fr\ 7a costolae
sulle cartilagini costati così come sull'appendice xlfoidea.
- L'inserzione inferiore più stretta avviene sul margine superiore del
pube, sulla sinfisi pubica e confonde te sue espansioni con quelle degli
adduttori del lato oppos10.

I trasversi

Gli addominali, nella parte profonda, s'inseriscono sulle apofisi tra~

GfiANDl RETTI
GRANDI OBLIQUI
TRASVERSO
PICCOLI OBLIQUI

Fìg. 40- Gli addominali, seconda fonte di pubalr-:ia cronica


84 Le catene muscolari
·~~~~~~~~~~~~~~~

sverse delle vertebre lombari. Le fibre muscolari che ne partono oriz-


zontalmente raggiungono la parte ante1iore dell'addome per finire con
una larga banda fibrosa sulla linea mediana.
Questa aponeurosi passa dietro ai grandi retti nei 2/3 superiori, e in
avanti nel terzo inferiore (V. spiegazione in Le catene muscolari, Vol. I).

I piccoli obliqui

- Piano intermedio dei muscoli dell'addome. Inserzioni sull'ala ilia-


ca - la parte interna deH' arcata crurale; le fibre muscolari finiscono:
-in alto sulla 12a, 11a, e 5a costola e appendice xifoide;
- al centro sulla linea alba;
- in basso con un tendine congiunto con le fibre del trasverso sul
pube e sulla sinfisi pubica.
li tendine limita l'orifizio del canale inguinale (sede dei punti dolo-
rosi più frequenti).

I grandi obliqui

- Formano lo strato più superficiale - inserzioni superiori sulle sette


ultime costole. Le fibre muscolari si dirigono verso la linea mediana in
basso, formando verso la parte mediana un'aponeurosi che prende
parte alla formazione della guaina dei grandi retti.
- Le fibre finiscono sulla linea alba e nella parte inferiore sul pube e
sulla sinfisi pubica. Associano delle espansìoni verso gli adduttori del
loro lato e del fato opposto.
- Le fibre che scaturiscono dalle ultime costole :finiscono sull'arcata
crurale.

I piramidali dell'addome

- Muscoli triangolari ad apice superiore e base inferiore, rinforzano:


- fa linea alba nella sua parte inferiore,
- e 1a sinfisi pubica.
La pubalgia cronica 85
----··---. - - - - - - - - - - - - - - - ~ - - - - -

Partecipazione dei grandi retti


(Foto 13 - Fig.41)

- Sulla fotografia e lo
schema nella pagina
seguente si nota che il
giocatore ha difficoltà ad
alzare la gamba che deve
calciare (compenso n,
2). La prutecipazione dd
grandi retti. dell'addome
è necessaria.
~ Ma perché questi
addominali possano sol-
levare il pube, bisogna
anche che siano relativa-
mente fissati a livello
delle loro insL'tZioni su-
perirni
- Da qui il tentativo
di irrigidire il cingolo
scapolare :contraendo ì
trapezi, gli sternoclei-
domastoidèi (collo rien-
trato nelle -spalle), i pet-
torali (spalle rien1rnte in
avanti), le catene mu-
scolari, degli arti supe-
riori {estensione dei go-
miti, estensione delle

Foto 13
84 Le catene muscolari
·~~~~~~~~~~~~~~~~

sverse delle vertebre lombari. Le fibre muscolari che ne partono oriz-


zontalmente raggiungono la parte anteriore dell'addome per finire con
una larga banda fibrosa sulla linea mediana.
Questa aponeurosi passa dietro ai grandi retti nei 2/3 superiori, e in
avanti nel terzo inferiore (V. spiegazione ìn Le catene muscolari, Vol. I).

I piccoli obliqui

- Pìano i11ten11edio dei muscoli dell'addome. Inserzioni sull'ala ilia-


ca - la parte interna dell'arcata crurale; le fibre muscolari finiscono:
-- in alto sulla 12a, 11a, e 6a costola e appendice xifoìde;
- al centro sulla linea alba;
- in basso con un tendine congiunto con le fibre del trasverso sul
pube e sulla sinfisi pubica.
11 tendine limita l'orifizio del canale inguinale (sede dei punti dolo-
rosi più frequenti).

I grandi obliqui

- Formano lo strato più superficiale - inserzioni superiori sulle sette


ultime costole. Le fibre muscolari si dirigono verso la linea mediana in
basso, formando verso la parte mediana un'aponeurosi che prende
parte alla formazione della guaina dei grandi retti.
- Le fibre finiscono sulla linea alba e nella parte inferiore suì pube e
sulla sinfisi pubica. Associano delle espansioni verso gli adduttori del
loro lato e del lato opposto.
- Le fibre che scaturiscono dalle ultime costole finiscono sull'arcata
crurale.

l piramidali dell'addome

- Muscoli triangolari ad apice superiore e base inferiore, rinforzano:


- la linea alba nella sua parte inferiore,
- e la sinfisi pubìca.
La pubalgia cronica 85
-------

Partecipazione dei grandi re!li


(Foto 13 - Fig.4 l)

- Sulla fotografia e lo
schema nella pagina
seguente si nota che il
giocatorè ha difficoltà ad
alzare la gamba che deve
calciare (compenso n.
2). La partecipazione dei
grandi retti dell'addome
, è necessaria
- Ma perché questi
addominali possano sol-
levare il pube, bisogna
anche che siano relativa-
mente fissatì a livello
delle loro inserzioni su-
periori.
- Da (fui il tentativo
di irrigidire il cingolo
scapolare contraendo i
trapezi, gli sternoclei-
domastoidei (collo rien-
trato nelle spalle), i pet-
torali (spalle rientrate in
avanti), le catene mu-
scolari, degli arti supe- -
rioti (estensione dei go-
miti, estensione delle

Foto 13
86 Le catene muscolari

dita, presa ad anello indice-pollice). Poiché il tiro è frontale, la posizione


delle spalle è simmetrica.

La partecipazione
degli addominali in
realtà induce il solleva-
mento del bacino, nella
.sua parte pubica, ma
anche l'abbassamento
delle spalle e una cifosi
lombare.

- Il punto neutro intor-


no a cui si svolge que-
sto movimento è l' om-
belico.

Ir
Fìg. 41 - Partecipazione
dei grandi retti.
Reclutamento del dngolo
scapolare come J.OIUJ di
relativa fissità
La pubalgia cronica 87

Queste nuove foto (Foto 14 - Fig, 42) ci mostrano un posìzìonamen-


to diverso del braccio. L'antepulsione e la retropulsione delle braccia
hanno il fine di dare, in posizione di elevazione, una relativa fissità ai
ounti d'inserzfone dei grandi pettorali (doccia bicipitale dell'omero). I
grandi pettorali possollù così fissare la gabbia toracica per le inserzioni
alte degli addominali.
- Sullo schema ho cerchiato ìe mani per ben evidenziare che la contra-
zione delle dita non è casuale.
- Questa foto dimostra la dissociazione del movimenti di ciascuna
branca del pube.
- Dal lato della gamba che calcia, il grande retto solleva, contraen-
dosi la branca pubica corrispondente.
- Ma dal lato dell'appoggio al suolo, la contrazione notevole del
quadricipite, del retto interno delì' adduttore, impedisce a questa b:rnr1ca
pubica di innalzarsi malgrado fa contrazione del grande retto. Que-
st'ultimo, dal lato dell'appoggio al suoìo, può solo abbassare la gabbia
toracica e la spalla omolaterale.

Foto 14
88 Le catene muscolari

- Si comincìa a percepire il sovraffaticamento che gli addominali


impongono al pube quando ad esso si richiede di compensare una lim-
taz.ionc di flessione dell'anca.

Fig. 42- Dissociazione della branca sinistra e di quella destra del pube
La pubalgia cmniCa 89

Partecipazione degli obliqui


(Foto 15 - Fig. 43)

Tl soggetto qui sotto raffigurato non presenta gravi altcrazìoni, ma ho


scelto questa foto perché illustra bene il gioco degli obliqui, doè la
catena crociata:
- psoas-iliaco lato del calcìo
- piccolo obliquo lato del calcio
- grande obliquo opposto
- gran dentato opposto
- gran pettorale opposto
(v. Catene muscolari del tronco),

- Sì può vedere, su questa foto, l'arrotolarsi del tronco dovuto al


sistema retto (grandi retti) ma anche ia controrotazione dei cingoli che
avviene automaticamente con l'entrata in gioco della catena crociata.

Foto 15
90 Le catene muscolari

''
'

)Y
~
'

Fig. 43 - Reclutamento delle catene rette crociate


La pubalgia cronica 91

- Ecco un'altra foto che illustra il lavoro delle catene crociate addo-
minali. Il braccio sinistro a candeliere non è casuale: la doccia bicipita-
le che serve da punto di relativa fissìtà.
- Il punto neutro, intorno al quale si svolge questo movimento, è
sempre l'ombelico (Foto 16 ~ Fìg. 44).

Fig. 44 - La doccia bicipita/e


sinistra serve
da punto di relativa.fissità
92 Le catene muscolari
~~~~~~~--~~~~~-

-L'entrata in gioco degli addominali retti e obliqui provoca movimenti


.fisiologici ben tollerati dal pube nella misura in cui il movimento
dell'anca è sufficientemente libero (Foto 17).

Questi movimenti rappresentano il sollevamento e la chiusura della


branca pubica,

Foto l 7 - Controrotm;ione dei cingoli scapolare e pelvico


La pubalgia cronica 93

Se il lavoro del pube viene valorizzato per compensare una restrizio-


ne delle catene muscolari posteriori ecco cosa succede:
- si aniva al ,<tiro di destrezza» (Foto 18 - Fig. 45)
- fornisco la qualifica di ~<tiro di destrezza» poiché le catene musco-
lari hanno accumulato ogni compenso possibile. La sovratensione è
tale che il pube si danneggia rapidamente.
Analizziamo lo schema seguente:
a) Dal lato della gamba dì appoggio:
- La gamba al suolo è tesa.
- Il quadricipite fissa iì pube in posizione bassa.
- Il grande retto, avendo la sua inserzione bassa fissa, al momento
della contrazione, può solo abbassare la spana dal lato della gamba di
appoggio.
b) Dal lato della gamba che calcia:
- H grande retto solleva la branca pubica inducendo un movimento a
forbice del pube,

Foto 18
94 Le catene muscolari

- Il lavoro del grande retto nella sua parte bassa è imporlantissimo, e


la spalla dello stesso lato è situata lontano indietro e in alto.
- Più la posizione della spalla sì allontana dall'inserzione bassa dei
grandi retti e più il lavoro di questo muscolo sul pube diventa rilevante.
Gli obliqui nel sistema della catena crociata partecipano al solleva-
mento dell'ala iliaca dal lato del tiro.

Fig. 45 - Il «tiro di destrezzµ»: movimento a forbice del pube


La pubalgia cronicà 95

Questo comporta:
- All'estremità superiore: il ravvicinamento de!la spalla opposta,
verso !a gamba in azione.
- All'estremità inferiore: la chiusura iliaca descritta ne!!a fisiologia
de! pube (Fig. 45}.
Questo movimento di chiusura forzata ìnduce un pinzettamen-
10 del polo superiore del nucleo fibroso che sì aggiunge al movimento a
forbice verticale. Si comprende facilmente che il nucleo fibroso si dete-
riora con rapidità a! punto di non permettere la minima mobilità senza
che compaiano intensi dolori.
- Il movimento di chiusura forzata si compie con fa complicità del
piccolo obliquo che s'ìnserisce sull'arcata crurale. Il sovraffaticamen~
to di queste inserzioni non sarebbe forse la 'i_piegazione dei dolori in··
guinali e delle ernìe iniziali che si riscontrano nei soggetti che pure han-
no un cingolo addominale in buone condizioni muscolari? L'ernia inguina-
le non sarà la logica conseguenza di una debolezza delle inserzioni di sovraf-
faticamento e non dainsufficienza? A questo non dimentichiamo di aggiun-
gere Ie vari azioni di pressione molto importanti a lì ve!! o addominale, dovute
agli sfo17,i respiratori che si hanno nelle ernie iniziali.
Esiste un ultimo movimento-trucco.
~ Poiché i ·ampiezza della flessione dell'anca diminuisce sempre più è
tuttavia il giocatore deve preservare un'ampiezza nella battuta, per con,
servare !a sua potenza. Poiché la bai istica di flessione è insufficiente,
cerca di compensarla negli altri due piani dello spazfo con un'adduzio-
ne e una rotazione a fine di t"1ro.
Gu,ll"date come la gamba e il braccio sono posti perpendicolar-
mente al tiro alla fine dello 'stesso.
Riassumendo. sì riscontra lavoro smisurato degli addominali e
degli adduttori. nonostante essi vengano accusati di insufficienza.
L'eccesso di utilizzazione di questi elementi muscolari provoca:
- la suscettibilità di questi muscoli: contrazioni, stiramenti, lacerJZioni;
- l'infiammazione: tendinite, la trazione del tendine sul periostio
diventa eccessiva e la tendiriite si prolunga in una periostite. L'iperva-
scolarizzazione così scatenata può alterare la fissazione del caldo e
rarefare le sporgenze ossee del pube. L'immagine radiologica pre·senta
così delle lacune con un contorno osseo irregolare (Foto 40).
- Si è così arrivati all'ultimo stadio della pubalgia: le soffetenze
instaurate da parecchi mesi obbligano il giocatore a cessare ogni attività,
96 Le catene muscolari
------------------------~-

PUBALGIA NELLA PRATICA DEL TENNIS

Nella pratica del tennis, ritroviamo un 'importante sollecitazione del


pube.
La sinfisi pubica è il h1ogo d'incontro:
t/ delle tensionì muscolari che derivano dalla battuta alla palla e
dall'arto superiore.
ti' delle tensioni muscolari che derivano daH' appoggio.
- Il tennìs richiede un lavoro dd pube che è fisiologico e ben vissuto
nella maniera in cui le catene muscolari sono ben sciolte.
In questo caso, il giocatore ha un buon appoggio, un tocco di palla
facile e una velocità totale.
- Tuttavia, l'allenatore e il giocatore devono tenere sol.lo controllo i
muscçli che vengono valorizzati con questo sport. Gli anni di pratica
hanno rinforzato la potenza di tali muscoli a discapito della loro elasti-
cità conttibuendo a mantenere nelle catene muscolari del soggetto delle
maglie <<raccorciate>>.
- Poiché l'attività del giocatore è intensa, una patologia iniziale si
instaura con:
& contratture e stiramenti su questi muscoli raccorciati: «vincitori
dello schema funzionale»
Il' ISCHIO-TIBIALI
o' PICCOLO PETTORALE
~ tendiniti sulle parti delle catene muscolari in cui si esercitano
sovratensioni con maglie muscolari molto tirate. Da questo stato deriva
il deterioramento delle inserzioni muscolari (dete1ioramento per ecces-
so di lavoro e non per insufficienza).

Muscolì stirati: « Vittime dello schema funzionale»


- RETl'O ANTERIORE DELLA COSCIA
-GRANDI RETTI DELL'ADDOME
- OBLIQUI - ARCATA CRURALE
-- PIRAMIDALE DEL!} ADDOME
-ADDUTIOR!
Analizziamo ora come s'instaurano queste alterazioni muscolari.
La pubalgia cronica 97
-~---------- - - - - - - - - - -

Lafnto 19 mostra il lavoro valorizzato del piano posteriore


(ischio-tibiali -tricìpìte ).
G!i ischio-tibiali funzionano in breve nella semiflessione al momen-·
!o della fase statica di attesa.

Foto 19
98 Le catene muscolari

Questa semiflessìone richiede un lavoro propriocettivo notevole che


è la preparazione alla distensione.

'\
J ~·
I
I

o
""' \"

Fig. 46 -Attesa in semiflessione


La pubalgia cronica 99

Fase dinamica
Le.foto 20 e 21 mostrano la partecipazione degli ischio-tibiali, al fine di
assicurare ìa stabilità del ginocchio nello spostamento in semifiessione.

Foto 20
100 Le catene muscolari
-···--·-----------------

Questo lavoro qualitativo è intenso e conforta gli ischio-tibiali in una


funzione di raccorciamento (Figg. 47-48, Foto 21 ).

Fig. 47 · Spostamento in semiflessione


La pubalgia cronica 101

FolO 21

Fig. 48 - Lavoro degli ischio-tibiali per la stabilità


l 02 Le catene muscolari

Le figure 49 e 50 riassumono i sintomi che possono derivare dalla


retrazione degli ischio-tibiali.

S.I.A.S.
·,

RETRAZIONE ISCHIO-TIBIALI

•.,
ASCENSIONE DELLA SPINA·ILIACA
ANTERO-SUPERIORE

TENSIONE H DEL REYIO ANTERIORE

ROTAZIONE DEL GINOCCHIO


-··->- MEN!SCHI

WlDINlTE DEL GINOCCHIO

Fig. 49 - Influenze della retrazione degli ischio-tibiali sull'arto inferiore

RETRAZIONI
ISCHIO-TIBIALI


ALLUNGAMENTO· ADOUlTORI
CONTRAlTURE
TENDINITI


ALLUNGAMENTO
DEL GRAl'JDE LEGAMENTO SACROSCIATlCO


SCIATALGIA

LORDOSI LOMBARE


lOMBO-,SCIATICHE

TENSIONI QUADRATO DEI LOMBI


PSOAS

PUBALGIA
Fig. 50 - Influenza
della retrazione
de[;li ischio-tibiali
su{ bacino e su!fa
colonna
La pubalgia cronica 103

La foto 22 mette in evidenza le influenze che vengono dall'alto.


-A1 momento del servizio, la battuta della pana sl effettua all'estre-
mità dell'arto superiore.
- Il piccolo e il grande petlorale sono i muscoli motorì dì questo
gesto.

Foto 22
104 Le catene muscolari
-------·---·-·----------- - - - -

-Affinché questi muscoli siano efficaci a livello del braccio, bisogna


che la foro inserzione costale sia relativamente fissa. Lo sono con il
lavoro degli addominali e in questo gesto incrocia1'o, gli obliqui sono
sollecitati in modo paiilcolare.

GRANDE PETIORALE

PICCOLO PETIORALE

ADDOMINALI -.,,
OBLIOlJ!

ARCATA FEMORALE++

Fig. 51- U.w della catena crociata che unisce la spalla destra con l'anca sìnistra
Foto 23
106 Le catene muscolari ,

GRANDE PETTORALE

PICCOLO PETTORALE

'
J
J
J
J
J

'•
GRANOfRETII
''
'J
ADDUTTORI
'''
'''
•'
'

• •
'
'''
'''
''
t

Fig. 52- Focalizzazifme delle forze del pube


La pubalgia cronica t 07

La foto 24 è il seguito del gesto al servizio, con la converge11za delle


forze sull'addome.

Foto 24
I 08 Le catene muscolari

Fig. 53 "Fine del servi:io odi smash sollecitazione++ del pube


La pubalgia cronica 109

Sollecitazione delle cerniere vertebrali (foto 25)


La torsione
del tronco solle-
cita la cerniera
dorso-lombare.
Questa zona
governa la mobi-
lità della lordosi
lombare e può
determinare la
qualità del tono
degli psoas-iliaci.
Questa zona
dorso-lombare
diventa fragile
quando gli ischto-
ti.biali, -il quadra-
Foto 25 to dei lombi e lo
psoas -sono re-
tratti.
Da etti la fre-
quente compar-
sa, in un tale sog-
o getto, di lombo-
CERNlt!'IA sciatalgie e di
DORSO-LOMBARE --......
disturbi della di-
QUADRATO gestione.
DEI LOMBI
La lesione
della cerniera
·dorso-lombare
determina, at-
traverso i mmi
cutanei, dolori
proiett?J:i a livello
Fig. 54 . li rovescio: fa catena crociara posteriore. sacro-iliaco e do-
Sollecitazione della caniera dorso-lombare lori alf' ano.
1J O Le catene muscolari
·------

Il rovescio con-
ferma il notevole
lavoro della cernie~
ra dorso-lombare.
La catena crociata
profonda, gran dor-
sale-psoas, viene
sollecitata.
Uno psoas trop-
po forte e troppo
corto imprime un.a
lordosi lombare con
trazione in avanti
dei dischi sui quali
s'inserisce.

Foto 26

GRAN DORSALE -

~ PSOAS ILIACO
IIOOllITORE -

Fig, 55 - Relazione
gran dorsale-psoas-
add111tori
La pubalgia cronica 111

Sollecitazioni specifiche del pube (foto 27)

Foto27' ·

Fig. 56 - La retrazione degli adduttori fonte di so11ra.ffarimmen10 del pube


J l 2 le catene muscolari

Sollecitazioni specifiche del pube (foto 27)

La tendenza ad una grande_ escursione di alcune situazioni di gìoco


mètte a dura prova i! pube.
- Il pube registra delle sollecitazioni nella parte superiore e apertura
da un lato, in quella info1iore e chiusura dall'altro lato.
- Più !e tensioni ischio-·tibìali-adduttori -sono squilibrate nelle catene
muscolari, più le forze presenti a livello del pube accentuano la mobì-
lità dello stesso.
L"eccesso di mob1htà sbocca neHa puoaigia con

@ deteriornmcnto de!!e inserzioni


® deterioramento dell'articolazione del pube che è confermato dalla
radiografia

L'artropatia di frequente riscontro nella pubalgia cronica, non è la


causa, ma la logica conclusione dl un sovmffaticamento articolare.
È un concetto, questo, da tenere ben presente, dato che il trattamen . .
to che ne deriva avrà mia strategia differente.
Dtì notare infine che !'lpermobi!ità articolare che induce una pubal-
gia genera secondariame11te delle contratture muscolari per «congelare,>
questa articolazione (identica logica per la periartdte scapolo-omerale
e la spalla congelata).
- - - - -La
-~ ______
- .... cronica 113"
puhalgia

La foto 28 rappresenta una delle fasi di gioco in cui le sollecitazioni


che vengono dal braccio e quelle dagli arti inferiori s'incontrano inten-
samente a livello del pube.
Questa sollecitazione fisiologica diventa patologica se te catene
muscolari che s'incrociano a livello del pube non hanno elasticità.
In effetti, questa perdita di elasticità impone un margine superiore di
mobiHtà del pube cos'! come la sua normale ampiezza, fisiologka .

Fo10 28
1 I 4 Le catene muscolari

--· -~

Fig. 57 - li pube punto d'incontro delle influenze che vengono da{lli arti superiori
e da quelli inferiori
·~~~~~~·~~~~~~~·~~.
La pubalgia cronica 115

CONCLUSIONI
Queste foto specifiche del tennis dimostrano che ritroviamo uno
schema dì pubalgìa parallelo a quello descritto nei giocatori di pallone.
La pubalgia non è altro che l'espressione tenninale di un funziona-
mento generale degenerato da retrazioni dì alcune catene muscolmi
La PUBALGIA può essere prevista molti anni prima che appaiano:
- contratture
- tendiniti (ginocchio - retto anteriore- adduttore)
- lOmbo-sciatalgie
- punti detti di debolezza degli addominali
-pelia1triti della spalla, nevralgie cervico-brachiali
- «tennis-elbow))
-dolori della colonna cervico-dorsale, dorso-lombare.

E, se la salute del giocatore non è stata ben amministtata, l'ultìmo sta-


dio di questa evoluzione è la PUBALGIA.
1 I 6 Le catene muscolari

PUBALGIA NELLA PRATICA DEL GOLF

Questo sport presenta una gestualità che dissocia la mobilità delle


branche pubiche.
Le influenze che provengono dal braccio e quelle dall'appoggio sul
terreno sono in contraddizione a livello del bacino.
Il giocatore di golf deve mantenere bene la buona mobilità del cingo-
lo suipolare e del bacino per conservare un fluido e facile movimento.
In questo modo preserva ogni sovraffaticamento del pube.
La pubalgia si riscontra molto meno frequentemente nel gioco del
golf che nel tennis, nel calcio o nel rugby. Al contrario, i! golfista deve
tenere sotto controllo la cerniera dorso·lombare per evitare nevralgie ai
nervi addominali genitali.
In questo caso, il paziente presenta dolori a livello del basso ventre,
del!' ano e qualche volta deì testicoli.
La semplice liberazione della colonna vertebrale è la soluzione a
breve termine di questi mali. Il trattamento delle catene muscolari è
necessario per stabilizzare nel tempo questo problema di forma recidi-
vante.
Mi viene spesso posta la domanda se li golf fa bene alla colonna ver-
tebrale. Risponderò semplicemente di sì.
n movimento del golf, sinusoidale, è uno dei più naturali, almeno per
!a colonna.
Di contro, la pratica del golf metterà in evidenza delle colonne che
hanno una scarsa mobilità e che necessitano di un trattamento, sia per
ottenere la fluidità del gesto, che il «comfort» fisico. Il golf, in tal sen-
so, è uno sport rivelatore e non aggressivo, come viene spesso-a torto
- presentato.
La pubalgia cronica 117

Flg. 58 - Il golf necessita dì una buonn scioltezza di ogni catena muscaù:Jre


118 Le catene muscolari

Foto 29
La pubalgia cronica 1I 9
----

TRATTAMENTO DELLA PUBALGIA


CRONICA

Abbiamo di fronte uno sportivo molto spesso scoraggiato. Da mesi


gli sono stati praticati trattamenti di diverso tipo, senza risultato.
Ancor prima di cominciare un trattamento, è importante fare un
bilancio esatto e spiegargli la causa logica del suo problema.
Resto sempre sorpreso nel constatare la fiducia che ci vlene accordata
da una persona quando capisce la spiegazione dei suoì vari sintomi, col-
legati nel tempo, attraverso un'analisi biomeccanica e fisiopatologica.
Disgraziatamente, si visita i1 paziente in uno stadio avanzato.
E allora, bisogna operare?
120 Le catene muscolari
---·--- ----·-------

1. TRATTAMENTO CHIRURGICO

L'intervento s'impone nei casi troppo avanzati. Ma in questi casi


abbiamo un'enorme responsabilità della cattiva gestione della salute
del paziente; _che è mTivato a questo punto estremo.
L'intervento, anche se giustificato, rin.forza solo il pube, senza t:atta-
re le cause della malattia.
Le forze eccessive che persistono nei circuitì muscolari causernnno
altre lesìoni:
- a livello del pube, che bisogna dl. nuovo operare;
- a livello delle vertebre lombari con un pmbabile intervento del
disco;
- a livello di gravi strappi muscolari, che bisogna operare. La sovra-
tensione nelle catene muscolari può far «saltare» un qualsiasi «fusibi-
le». Ogni paragone con calciatori francesi è solo una pura coinci.den~
za... ,
~- a livelìo delle ginocchia, dei rnenischi;
~ a livello della velocità: l'operazione rinforza, ma poiché vi sono
tensioni, lo sportivo appare più legato nei movimenti, meno spontaneo,
più pesante, meno sciolto, più goffo.
Questi problemi possono porsi a breve termine ma, a lungo ternùne,
non bisogna meravigliarsi di vedere comparire una gonartrosi o una
coxartrosL
Le catene muscolari cì permettono di denunciare questi meccanismi
patologici e soprattutto di prevenirli (Fig. 59)
La pubalgia-cronica 121
- - - - - .........~~--~-- - - - - ~ ·

TRATTAMENTO

NORMALIZZAZIONE DELLE STRUTTURE

ARTtCOLAR! MIOTENSIVE
(CATENE MUSCOLARI}

R!PR!ST!NO DELL'EQU!UBA!O FUNZIONALE


DEL PUBE

Fig . 59
122 Le catene muscolari

2. TRATTAMENTO ATTRAVERSO
LE CATENE MUSCOLARI

Si tratta del trattamento vero e proprio poiché la causa iniziale è il


lavoro in semiflessìone che valorizza muscoli posteriori.
Questo capitolo è semplificato il più posibile per poter essere facil-
mente messo in pratica da giocatori e allenatori.
Poiché i muscoli dell.a catena posteriore hanno sviluppato la loro
forza a scapito della loro capacità di allungarsi si usano test di mobilità
allo scopo di mettere in evidenza queste restrizioni funzionali.

I TEST DI MOBILITÀ

Tesi di flessione in posizione erel!a (T.RE.):


Test degli ischio-tibiali (Fig. 60)

Fig. 60-
T.F.E.:
ischio-tibiali+
L'operatore sanitario o l'allenatore si mettono dietro il soggello e gli
chiedono di piegarsi in avanti come se volesse toccare i piedi con le mani.
- Il test è negativo se il soggetto può toccare -i piedi senza che la sta-
tica delle ginocchia o delìa volta plantare venga modificata.
- Questo test è positivo (Foto 30):
1) Se il soggetto non sì tocca fa punta dei piedL
2) Se la statica del ginocchio viene modificata: il ginocchio può assu-
mere una posizione di flessione + valgo o varo, associati a rotazioni.
3) Se la statica della volta plantare viene modificata (Foto 31):
- il piede si porta in inversione appiattendo apparentemente la volta
plantare (Fig. 61);
- il piede si porta in eversìone dando una falsa apparenza ·di piede
cavo.
4) Se la statica del ginocchio e del piede sono modificate contempo-
raneamente (Foto 32 e 33).
In questo caso, bisogna guardare le dita dei piedi e ci sì accorgerà
con S?rpresa che il loro asse è modìficato.

Foto 30 - Nel 7'.F.E.:.flessione delle ginocchia


I 24 Le catene muscolari

Foto 31 - Nel T.F.E. ossen,azione delle i,ofle plantari

RI

'

Fig. 61 - Rotazione
dell'asse tibiale:
PJEDÈ PIATTO PIEDE CAVO influenza sulla volta
plantare
La pubalria cronica 125

Foto 32-
La rota::.ìone interna
del gfoocchio induce
il piede piatto

Foto 33 -
La rotazione esterna
del ginocchio induce
il piede cavo
126 Le catene muscolari
=::...:======------~-------------
Tesi di flessione in posizione eretta (T.F.E.):
Tesi del quadralo dei lombi (Fig. 61)

- Questo test è positivo quando la colonna lombare resta in lordosi o


appiattita durante la flessione in avanti.
~ Poiché la retrazione maggiore è a livello lombare, gli ìschio-tìbiaJì
sono sollecitati in contrazione eccentrica, provocando una tendenza al
recurvato del ginocchio,

-
Fig, 61 - T.F.E.: quadrato dei lombi+ posizione eretta o lordosi lombare.
Tendenza al recurvato delle gilwcchia. Piede cavo
La pubalgia cronica 127

Test di flessione in posizione eretta (T.F.E.):


Ischio-tibiali + Quadrato dei lombi (Fig. 62)

- La retrazione di questi muscoli posteriori è spesso associata.


- Gli ischio-tibiali obbligano con la loro retrazione il ginocchio a flet-·
tersi.
- H quadrato dei lombi impone alla curva del tratto lombare una lor-
dosi o un appiattimento.
Questo test di flessione in posizione eretta serve anche per mettere in
evidenza le lesioni iliache.

Fig. 62 - T.F.E.: ìschùHibiali + quadrato dei lombi +


Posizione eretta o lordosi lombare, flessione del ginocchio -
Tesi di flessione in posizione seduta (T.F.S.)
o test del quadrato dei lombi (Fig. 62 bis~ Foto 34)

- Al soggetto seduto su. uno sgabello con le manì incrociate dietro !a


nuca, si chiede di piegarsi in avanti serrando le ginocchia tra i gomiti. In
questa posizione, !'influenza degli ischio-tibiali sul bacino è annullata.
Si può esaminare più facilmente il quadrato dei lombì.
- Questo test è negati-
vo se la curva della co-
lonna dorso-lombare pre-
senta un arrotondamen-
to omogeneo senza con-·
cavità laterale.
- Questo test è posi-
tivo se la colonna dor-
so-lombare presenta un
appiattimento o una con-
cavità.
- Questo test di fles-
sione in posizione seduta
è anche utiliz7..ato per met-
tere in evìdenza sia le-
sioni sacrali che lombari.
Foio 34

T.F.S.: NEGATIVO POSITIVO

Fig. 62 bis - Quadrato dei fombi


Tesi di llessione in posizione sdraiala (T.F.S.)
degli ischio-tibiali (Fig. 63)

Il paziente è in decubito dorsale. L'operatore solleva i suoi piedi per


portare le gambe quasi in verticale.
- Questo test è negativo: se il soggetto sopporta la posizione degli
arti inferiori a 90° a ginocchia estese. piedi alla stessa altezza e anche a
90° !ispetlo alle gambe.
- Questo test è positivo: se i! soggetto non raggi.unge i 90° senza che
!e ginocchia o le volte plantari si deformino.
"" Si può avere una retrazione bilaterale degli ischio-libiali: i segni
sono allora sin1metrici (fig. 63).
a) Il soggetto tollera le gambe a 90°, ma porta il ginocchio in flessione.
b) il soggetto vuole estendere le ginocchìa, ma solleva i glute.i (Fig. 64)
e) Il soggetto accumula il flesso del ginocchio e il sollevamento del
bacino (Foto 35).
Si può avere una retrazìone asimmetrica (Fig. 65 ): dal ·iato della
retrazione più significativa il gluteo si stacca per primo dal plano quan-
do il soggetto estende le ginocchia, L'arto inferìore ha il tallone più alto
(foto 36).

a b

Fig. 63 - frsl di flessione in postura .rnpi11a (J"FS)


Fig. 64 ~
lschio-tibiali +
Sollevamento
del bacino
Cifosi lombare

Foto. 35 ~ lschio·tibiali ++ Flessione delle ginocchia - sollevamento del bacino -


cifosi lomho-sacrale
La pubalgia cronica 131
- - - - - - - - - - - ----------------

~
I

Fig. 65 - Ischio"
tibiali +
a sinislm

Foto 36 ~ Ischio"
tibiali +
a sinistra
132 Le catene muscolari

Test di flessione in posizione sdraiata ('f.F.S.)


del quadrato Ilei lombi
- La posizione del test è la stessa.
- Questo è considerato negativo se il soggetto tollera che le sue
gambe siano a 90° con la colonna lombare appiattita al suolo.
-Questo test è positivo se i due quadrati deì lombi sono retratti.
- La colonna lombare non è in contatto con il suolo quando si solle-
vano le gambe (Foto 37) .
... A 90° le ginocchia vengono a trovarsi in recu.rvato e in rotazione
interna (Fig. 66).
- U soggetto ln posizione eretta presenta una lordosi lombare (Fig. 67).
La 1ensione del quadrato dei lombi induce il bacino in antiversione.
Il risultato sugli ischio-tibìali è uno stiramento che si può manifestare
con un recurvato delle ginocchia.

Foto. 37 ~ Test di.flessione in posizione supina: T.F.S. baci/IO sul terrena + lordosi
lombare/ quadrato dei lombi +
La pubalgia cronicl1 133
~~~~~~~~

ROTAZIONE INTERNA

Fig. 66 - Quadrato dei lombi +


lor&,si lombare
I' ginocchia in recurvato
I ' rotazione interna dei condili
\

t.
\
Fig. 67 - Quadrato dei !òmbi +
antiversione del bacino _
tendenza al recurvato
134 Le catene muscolari ~~~~~~~~~~

Se uno dei quadrati dei lombi è più retratto dell'altro, il soggetto


allora tollera che le sue gambe siano aperte a 90", ma il bacino appog-
giai o al suolo si sposta lateralmente verso il lato retratto (Fig. 68).
In posizione eretta si nota una tendenza in recurvato più marcata su
una delle ginocchia.
Spesso, il quadrato dei lombi e gli ischio-tibiali sono associati nei
loro compensi simmetrici e asimmetrici.

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Fig. 68 - Quadrato dei lombi + a sinistra
La pubalgia cronica 135

Ja possibilità (Foto 38)

Se l'insieme deìla catena posterio-


re, quadrato dei lombi + -ischio-tibiali
è retratto, il sollevamento dei due arti
inferiori, oltre alle deformazioni delle
ginocchia e della pianta del piede,
determinerà un bacino elevato rispetto
al suolo e una colonna lombare che
rimane in lordosi (Fig. 69).
In posizione eretta il soggetto pre-
senta un'iperfordosi con flessione
delle ginocchia (Fig. 70).
QUADRATO DEI LOMBI+

ISGHIO·TIBIALI +

Fig. 70

Foto 38 - Ischio-tibiali = Flexum


delle ginocchia + sollevamemo
del bacino. Quadrato dei lombi:
lordosi lombare
136 Le catene muscolari
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_ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _La pubalgia cronica l 37

2a possibilità (Foto 39)


L'ischio-tibiale da una parte è in perdita di mobilità con il quadrato
dei lombi opposti. In questo test il bacino solleva il gluteo da11a parte
dell'ischio-tibiale troppo corto che, in questa posizione, dà una falsa
gamba lungg e si sposta orizzontalmente dal lato opposio (quadnito dei
lombi) (Fìg. 71).

Foto 39 - lschio-1ibiali a sinistra


138 Le catene muscolari

In posizione eretta (Fig. 72) il soggetto presenta una falsa gamba


gamba corta dal lato dell'ischio-tibiale retratto (osso iliaco posteriore e
concavità lombare dal lato opposto).

_1a possibilità (Foto 38)


Le retrazioni monolaterali e dalla stessa pmte sono più rare. Il gluteo
si solleva e il bacino compie una traslazione orizzontale datlo stesso
lato,

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Fig. 71 - Falsa gamba corta a desta


in decubito dorsale: sollevamento a Fig. 72- Falm gamba corta a destra in
desta, spostamento a sinistra. posizione eretta
La pubalgia cronica 139

In posi:done eretta (Fig. 74), il soggettop presenta una falsa gamba


corta e una concavità lombare dallo stesso lato. Questo schema sfida
ogni legge d'equilibrio.
Due sono le cause:
- una lesione vertebrale lombare che impedisce il compenso statico
vertebrale verso il lato oppos1'o;
- una lesione v_lscerale che detennina questo atteggiamento antalgi-
co. Perché il corpo squilibri fino a questo punto la legge deHa statìca,
bisogna che la lesione osteopatica vertebrale o viscerale sia davvero
notevole. Non si può perciò sperare di scardinare questo schema se non
si risolvono le lesìoni osteopatiche.

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Fig. 73. l.,chio-tibiali a destra e quadralo Fig. 74 - ll riequilibrio, mm può attuar-


dei lombi a destra si perché vi sono du(' lesio11i primarie
140 Le catene muscolari

Tesi di mol>llità degli psoas

Lo PSOAS non può restare indifferente alle modificazioni della


colonna lombare. Vedremo nel volume sull'arto inferiore che il suo
ruolo per lo più di rotazione interna dell'anca può essere lordosizzante
o cifosizzante della colonna lombare.
Questa risultante sulla colonna lombare varia se lo psoas lavora in
1·elazione con il quadrato dei lombi (lordosizzante) o se lavora in rela-
zione con gli addominali {cifosizzante).
Se è più retratto monolateralmen'te, instaura una concavità su questa
fordosi o su questa cifosi.
ll soggetto è sdraiato sul dorso, flette un ginocchio sul bacino, lo
serra contro se stesso con le due mani ed estende la gamba opposta
(Fìg,75),
La colonna lombare è messa ìn cifosi dalla flessione di un'anca.
Così fissata, pennette di paragonare, inve1tendo l'anca flessa, la capa-
cità dell'altra gamba di allungarsi. L'allungamento dipende dallo psoas
che si può così testare.

Fig. 75 - Test delfo p.mas


La pubalgia cronica 141
·-~~~'-----

Tesi degli aclclultori (Fig. 76)

Con il soggetto in decubito dorsale, a gambe flesse, piedi al suolo,


divarìcare un ginocchio lateralmente, separatamente o insieme.
- Altra variante (Fig. 77): con il soggetto seduto, gambe flesse, piedi
uniti, lasciare cadere un ginocchio lateralmente, separatamente o insieme,

Fig. 76 - Test degli


addurrori in posi·
zione sdraiata

Fig. 77 - Test desdì


adduttori in posizione
seduta
142 Le catene muscolari

L'AMMORBIDIMENTO
Ora che abbìamo fatto un bilancio dei principali gruppi muscolarì,
come dobbiamo trattarli?
È appurato che lavorano troppo. Dobbiamo rinforzarli? Certamente no ...
Lo scopo del trattamento è quello di recuperare la caratteristica di
aUungamento di questi differenti muscoli e di rinforzare i loro tendini e
ì loro punti d'inserzione.
Glì esercizi di ammorbidimento alternativi classici non possono ottene-
re questi scopL In effetti, lo stiramento intenuittente valori.zza solo la rea-
zione in contra1ione concentrica del muscoio. Anche se il soggetto si sot-
topone a questi esercizi con una totale distensione muscolare, il tempo, di
stirarnento è troppo breve per sperare di poter rimodellare la guaina del
muscolo. Jnoltre, la trazione periodica sulle fibre tendinee e sul periostio
può solo favorire le reazìoni infìammalorie con accentuazione della fragi-
lità tissutale e della decalcificazione della trama ossea (Foto 40).

Foto40
·~~~~~~~~~-
La pubalgia cronica 143

La chiave del trattamento si trova:


I) nel lavoro isometrico
2) nel lavoro di posture eccentriche.

TRATTAMENTO ISOMETRICO
È stato aggiunto a questa seconda edizione dell'opera, perché per-
mette nei casi molto dolorosi di ottenere rapidamente un effetto sedati-
vo sulle inserzioni muscolari, sui tendini, sulle guaine dei muscoli.

I~ Lavoro isometrico degli adduttm.·i

Foto41

Le ginocchia tendono ad avvicinarsi, i gomiti vi sì oppongono.


1O" di contrazione dolce.
1O" di riposo.
Ripetere 10 volte.
144 Le catene muscolari

:n - Lavoro ]smn.etrko degli abduttod

Poto42

Le ginocchia tendono a Wvaricarsi, i gomiti vi si oppongono.


10" di contrazione dolce.
1O" dì riposo.
Ripetere 1Ovolte.
La pubalgia cronica 145

Ul - Lavoro isometrico dei grandi retti

Foto 43

Foto 44

Le punte delle dita non sorpassano la rotula per evitare il lavoro


degli psoas.
10" di contrazione dolce.
10'1 di riposo.
Ripetere 10 volte.
146 Le catene muscolari

IV ~ Lavoro isometrico degli obliqui

Foto45

n gomito effettua la' metà del moVimento, U ginoéchfo Òpposto


l'altra metà:
JO" di contrazione dolce.
10" di riposo.
Ripetere 1Ovolte, alternando sinistra e dèstra

TRATTAMENTO CON LE POSTURE


ECCENTRICHE

Poiché fa seguito al lavoro isometrico, è sicuramente meglio soppor-


tato dal paziente e il recupero diventa più rapido.
La pubalgia cronica 147

È importante a questo punto, in certi casi, avere sia il bilancio ormo-


1wle che una panoramica dei denti.
- J muscoli messi in tensione per alcuni minuti in maniera costante
si stancano e allentano la loro eccessiva tensione. A partire da questo
momento, la guaina del muscoli può essere allungata e il muscolo può
recuperare fa sua lunghezza.
Il soggetto riscontra un netto miglioramento della propria velocità
durante gli ailenamenti.
La costante tensfone sul tendine stimola la ricostruzione del connet-
tivo.
La costante tensione sull'osso diventa un fattore di reazione germi-·
nativa del periostio con fissazione del calcio. L'immagine radiografica
conferma il tutto con meno radiotrasparenza sui margini det pube,

I - Postura deUa. catena posteriore


(Quadrato dei lombi, ischio-tibiali, tricipite, volta plantare)
(Fig. 78 - Foto 46)

Foto 46
148 Le catene muscolari

-Con il soggetto in decubito dorsale, gambe a 90°, piedi e caviglie a


90°, mento retratto, l'occipite fissa la posizione di messa ln tensione
desiderata (Foto 46).
- La colonna lombare e il bacino appiattiti, ben allineati.
-· Le ginocchia in asse
- Le volte pfantari sono ricostituite attraverso la flessione delle dita
dei piedi (Foto 47).
- Questa è, sicuramente, la posizione ideale verso la quale bisogna
tendere (fig. 78).

Fig. 78 · Postura del piano posteriore (Mbforcs)


La pubalgia cronica 151
----------------·-----·--------~~-

n - Postura dello psoas


(Fig. 79 - Foto 49)

- n soggetto poggia un piede perpendicolare al bordo del tavolo.


- La gamba opposta tesa ha il ginocchio appoggiato su un tavolinetto.
- I1 torace del soggetto non è posto sulla tavola, solo le clavicole si.
trovano in contatto con quest'utltima.
- La gamba anteriore, con la sua flessione, assicura la rettili:neizza-·
zione del tratto lombare,
- La gamba posteriore, con la sua estensione, provoca la postura
eccentrica deHo psoas.
- Durata: da 2' a 3' per ciascuno psoas.

Hl - Postura degli adduttori


(Fig. 80 - Foto 50)

- Soggetto seduto con le gambe allungate in avanti, la spalla appog-


giata su uno sgabello o una tavola.
- Il soggetto deve restare ben diritto. Regola la tensione degli addut-
tori facendo arretrare più o meno il ginocchio interessato.
- Durata; da 2' a 3' da ogni lato.

IV - Postura degli addominali


(Fig. 81 • Foto 51)

Le inserzioni basse degli addominali hanno anch'esse bisogno di


essere rinforzate da questa postura.
- Il soggetto è in decubito dorsale di traverso su una tavofa.
- Le gambe tese, piedi a contatto con ìl suolo con i talloni.
- Le braccia sono sul prolungamento del tronco.
- mani dietro la nuca
- braccia 'tese.
- Durata: da 3' a 5'.
152 Le catene muscolari

Fig. 79 - Postura ddlo psoas

Foto 49
La pubalgia cronica 153
- - - - - - - - - - - - - ~ ~..~ . ~ -

Fig. 80- Postura degli addutt,Jri

Foto 50
154 Le catene muscolari

Fig. 81 · Postura degli addominali

Foto 51 · Questa postur.i può essere engidta anche su di un pallone di 65 cm


""""""" ___________, _____
La pubalgia cronica
""-·-155
156 Le catene muscolari
·~~~~~~~~--~~~~~~~

HI. TRATTAMENTO OSTEOPATICO


ARTICOLARE

'fF-ST DJFFERENZIALI DELLE LESIONI SACRO-ILIACHE


(Lesioni iliache - Lesioni sacrali)

<> Test di flessione in posizione eretta ('f.F.E.) (Foto 52)


Il paziente si presenta in piedi, con le ginocchia estese, i piedi divari~
cati paralleli sotto le articolazioni coxofemorali.
L'operatore si dispone dietro di lui, l'osserva all'altezza delle
S.LP.S.*, appoggia le sue manì orizzontalmente sul punto culminante
delle creste iliache,e così può valutare un'eventualedifferenzadialtezza.
Pone i suoi pollici sotto le SJ.P.S. e chiede al soggetto dì fareun'an-
tiflessione** completa come per toccare le punte dei piedì con le dita.
L' emibacino portatore di una lesione iliaca è caratterizzato da un mo-·
vimento balistico di una delle SJ.P.S. molto più significativo di quello
dell'altro lato (Foto 53).

Foto 52 - T.F.E.

~ S.l.P.S. "'Spine iliache postero-superiori


*"' Antiflcssione ~ flessione anteriore
La pubalgia cronica 157
--------·-------------

Foto 53 .. Movimenti delle SJ.P.S.

~ Test di flessione in posizione seduta ('f.F.§.) (.Foto 54)


Il pwJente è seduto su uno sgabello, con i piedi poggiati appiattiti sul
suolo. L'operatore si dispone dietro dì lui, poggia i propri pollici sotto le
S.LP.S. e chiede al soggetto di eseguire un' anti.flessione massima del busto.
Il lato del bacino portatore di una lesione sacrale è caratterizzo da
un movimento balistico di una delle S.l.P.S. molto più importante di
quello dell'altro lato (Foto 55).
In posizione seduta fa flessione del tronco interessa di preferenza iI
sacro in rapporto alle iliache. L'uso dei muscoli degli arti inferi.ori, in
questa posizione, evìta ì'lntervento vicariante di altri muscolì.
NOTA: Ciascuna di queste due prove deve avere una certa trasparen-
za sull'altra, cioè a dire che in uno dei test si deve ritrovare un innalza-
mento, anche minìmo, daJlo stesso lato che ne11'a1tro test si innalza con
chiara evidenza.
Se questo non si riscontra è perché i test sono stati eseguiti male,
oppure sono stati vicariati da tensionl muscolari monolaterali, o ancora
non ci sono lesioni a livello sacro-iliaco.
Quest test ci permette quindi di obiettivare il lato della tensione e il
genere di lesione.
158 Le catene muscolari
---------------""""""""""~-

Foto 54 - T.F.S.

Foto 55 ~ Movimento delle S.!.P.S.


La pubalgia cronica 159
--"--"----------~--~----

LE LESIONI ILIACHE

Possiamo, al momento attuale delle ricerche a questo livello, citare


le lesioni che interessano le ìliache:
- ILIACO ANTERIORE(Fig. 83)
-· IUACO POSTERIORE
- CHIUSURA ILIACA (Fig. 1 l)
- APERTURA ILIACA (Fig. 12)

La tradizione osteopatica cita anche !'iliaco in superiorità (Fig. 82),


ma nel volume IV vedremo quale confusione è stata fatta a questo li-
vello. In questo libro, tuttavia, presenteremo ancora la correzione _pro-
posta dagli americani e dagli inglesi, benché sia da riprendere fo consi·-
derazlonc.

S.I.A.S.

S.I P.S.

ILIACO IN SUPERIOf\lTÀ ???

Fig. 82 • I tre punii alfi


160 Le catene muscolari
"-------

I
•••
I
I .I

I
I
I
I
La pubalgia cronìca 161
.~-·--·-----~-~------------

Ossa mache anteriori e posteriori

Le forze contrastanti si concentrano a lìvcllo dell'ari'icolazione


sacro~iliaca con una predominanza della forza ascendente che provoca
una perdita della mobilità parziale o totale dell'osso iliaco sul suo emi-
sacro, immobilizzandolo in anteriorizzazìone o in posteriorizmzione -in
funzione della posizione nel.ìa quale si trova al momento della perdita
di assorbimento delle forze presenti..

Poiché rneo si blocca ìn anteriorizzazione 1ispetto aI suo asse d-i


rotazione (Zagfass), quando l1 soggetto è in decubito, la sua ca.vità coti-
loidea si abbassa verso 11 piano del tavolo, si proietta verso i piedi e
compaiono un certo numero di segni diagnostici i.n rappo1to aU'al1ro
lato non bloccato.
-S.LA.S.* + bassa (verso i piedi) (Foto 56)
- Arto inferiore + lungo (Foto 57)
-SJ.P.S. + alta (verso la testa) (Foto 58)

Foto - 56 - Messa in evidenza dctlc S.l.A.S.

* S.l.A.S. = Spina ili~ca anteto-~uperiorc


l 62 Le catene muscolari

Foto 57 "Messa in evidenza della lunghezza degli arti inferiori

Foto 58 - Mtssa in evidenza deffe S.l.A.S.


La pubalgia cronica 163
·-----

Test di Downing: Accorciamento = O o< Allungarnentto dell'arto


inferiore (v. oltre).
Radiografia in antera-posteriore sotto carico: l'esame radiografico
non rappresenta da solo un elemento dJagnostico sufficiente, ma serve a
completare l'esame clinico palpatorio che riunisce gli elementi diagno-
stici obiettivi.
- Osso iliaco più all'o e piD stretto
- Branca pubica più bassa
- Foro otturatorio più grande

Riduzione maca anteriore (Foto 59)

Posizione del paziente: in decubito, con 1e mani incrociate dietro lu


testa, l'atto inferiore dal lato leso s'incrocia con l'altro.
Posizione del!' operatore: dal lato opposto alla lesione, ta mano cefa-
lica tiene il cingolo scapolare del paziente in posizione verticale e
l'immobilizza con un appoggio sulla :scapola e sul dorso del soggeto,
poi con la mano caudale si appoggia ampiamente sulla S.I.A.S. del Iato
colpito e la mette in tensione spingendota verso il piano del tavolo, poi
riduce la lesione con un gesto brusco e breve, diretto verso il basso con
un leggero movimento rotatorio.

Foto 59
164 Le catene muscolari

Variante per i soggetti lassi (Foto 60)

Posizìone del paziente: supino sul lato opposto alla lesione, la gamba
superiore flessa a 90°, gamba sulla coscia a 90°, coscia sul tronco.
Posizione dell'operatore: egli si pone nello spazio lasciato libero
dalla gamba del soggetto; con la sua mano caudale, si appoggia
sull'ischio come per tirarlo verso di sé e, con la mano cefalica, si
appoggia sulla S.LA.S. come a respingerla: aiutandosi con il proprio
tronco, mette in flessione forzata la coscia sul tronco e successivamente
con le sue mani compie un gesto come per svitare una valvola, ripeten-
do più volte queslo movimento.

Foto - 60
La pubalgia cronica 165
---··---·""""--·--·-------

Iliaco anteriore [ es. : Sin rn.fote:nsiva]

Paziente: sdraiato sul lato destro.

Operatore: di fronte al soggetto, mette il piede sinistro del paziente


sulla sua ansa, con la mano destra prende contatto a livello del solco
sacrale leso, flette l'arto :inferiore del pazfonte sul suo tronco fino al
blocco motorio (cioè finché i1 sacro si sposta).
a) In questa posizione domanda aJ paziente, di spingere rapidamente
con il ginocchio contro resistenza verso l'alto, cioè in abduzione.
_ Da ripetere 3 o 4 volte, ripetizioni intercalate da una nuova ricerca
del blocco motorio (Foto 61).
b) Successivamente, far effettuare per 3 o 4 volte una spinta contro
resistenza con il ginocéhlo verso il bàsso, cioè .in adduzione (Foto
62).
e) Terminare la manipolazione chiedendo al soggetto di tentare
l'allungamento dell'arto inferiore contro la resistenza delJ'opera-
tore. Da ripetere 2 o 3 volte (Foto 63).

Foto 61
166 Le catene muscolari

Foto 62

Foto 63
Diagnosi di iliaco posteriore

Se l'i]eo si blocca in posteriorizzazione al suo asse di rotazione,


quando il soggetto è in decubito, si verifica una risalita della cavità
cotiloidea, un appiattimento dell'angolo formato da una parte deìl'arti-
colazione sacro-iliaca e dàll' acetabolo, e dall'altra parte dall'acetabolo
e dal ginocchio, provocando cos11a comparsa di un certo numero di
segni diagnostici in rapporto all'altro lalo non bloccato.
- S.I.A.S. più alta (verso Ja testa) (Foto 64).
- S.tP.S. più bassa (verso il piede) (Foto 65).
·-· Arto inferiore più corto.
Test di Downing: a1lu11gamento dell'arto inferiore = O o < accorcia~
mento
Radiografia in antero-posteriore sotto carico: stessi segni di prima.
- Iliaco più basso e più largo
~ Branca pubica più alta
, ~ Foro otturntorio più piccolo

Foto 64 - Messa ìn evidena delle S.JAS.


168 Le catene muscolari

Foto 65 - Messa in eviden;:a della S.l.P.S.

Riduzione iliaca posteriore (Foto 66)


Posizione del paziente: supino suI lato opposto alla lesione, legger-
mente stirato sul suo asse, con l'arto inferiore del lato leso piegato,
gamba sulla coscia, coscia sul tronco, in modo da avere la punta del
pie<le nel cavo popliteo opposto.
Posìzione de!l' operatore: di fronte al paziente, mette il ginocchio flesso
del paziente tra le sue gambe divaricate, con la coscia del paziente a 90°
con il proprio tronco a circa 30° con 1' orizzontale: 1' operatore si appoggia
con il tallone della mano caudale dietro la SJ.P.S. deU'osso maco da
ridurre, con le dita girate verno di sé, poi cerca di mettere in tensione il
livello sacro-iliaco combh1ando i seguenti movimenti:
- rotolamento del bacino verso se stesso,
- so]levamento del ginocchìo verso la testa del paziente,
- controspinta in tensione del cingolo scapolare verso il piano del
tavolo.
Quando la messa in tensione è ben centrata sul livello sceìto, con un
gesto brusco e breve si pratica la riduzione a Jivel1o della SJ.P.S. in
direzione del ginocchio piegato del paziente.
La pubalgia cronica 169
-----·~·-··----------------~·

Foto 66

Variahte per i soggetti lassi (Foto 67)


Posizione del paziente: in decubito prono, in atteggìaniento decontratto.
Posizione dell'operatore: di fronte aI paziente dal iato opposto alla
lesione, mette il tallone della mano cefalica dietro la SJ.P.S. e con la
mano caudale prende l'arto inferiore dal lato colpito oscillando
dall'ìntemo all'esterno; lo solleva abbastanza da portarlo in adduzione
e mettere cosi in tensìone l'mticolazione sacro-ilìaca:. La manovra di
riduzione compie con un gesto secco e breve con la mano cefalica
all'infuori e in basso, verso i piedi.

Ufaico posteriore [es.: D in miotensiva (Foto 68)j

Paziente: allungato sul dorso, la gamba de] lato co]pito che pende
fu01i deUa tavola
Operatore: dal lato della .lesione (a destra) mette la mano cefalica
sulla S.tA.S. del lato sano e con la mano caudale st appoggia sul terzo
infero~anteriore della coscia del lato colpito, ricercando verso il basso
la barriera motoria. Poi chiede al soggetto di flettere l'anca contro resi-
stenza dal lato leso. Rìpetere 3-4 volte, tra un movimento e l'altro,
della ricerca del nuovo limite motorio.
170 Le catene muscolari
·----------------------

È, da notare che questa manipolazione spesso blocca la regione lomba-


re bassa in caso di lesione secondaria ad una posteriorizzazione dell'ileo.

Foto 67

Foto 68
~~~~~~--~~~~
La pubalgia cronica 171

TAVOLA DI PRorocOLW DIAGNOSTICO DELLE LES!ONl ILIACHE

TEST di flessione in pos. eretta+ + TEST di flessione in pos. eretta++


TEST di flessione in pos. seduta+ TEST di flessione in pos. seduta+
S.IAS. + bassa SJ.A.S. + bassa
SJ.P.S. + bassa S.LP.S. + alta
Arto inferiore + corto Arto inferiore + lungo
Downing: Downing:
ALL =O,< ACC. ACC=O<ALL

+
ILEO POSTERtoRE

Il.,EO ANTERIORE

Test di Downi:ng
Questo test serve a obiettivare le diverse lesioni -iliache in anterioriz-
zazfone o in posteriorizzazione e a fare la differenza fra ìl deficit totale
o il deficit parziale di mobilità degli ilei suì sacro.
Per eseguire questo test, si utilizza la messa in tensìone dei legamentì
dell'anca e della capsula articolare, per tendete a mobilìzzare, tanto in
avanti che indietro, le articolazioni sacro~iliache. Le limitazioni di questi
movimenti o le loro esagerazioni ci forniscono informazioni preziose.

l. TEST DI ALLUNGAMENTO (foto 69)


Questo test tende ad anteriorlzzare l'ala ilìaca, quindi a obiettivare
nn possibìle blocco in posteriorizzazione.

Manovra: Adduzione+ Rotazfone esterna

Addu:dcm.e: messa in tensione del Legamento di Be1tin, apertura


dell'articolazione sacro-iliaca.
Rotazfone esterna: messa in tensione++ dei Legamento di B.ertin.
Anteriorizzazione dell'ileo.
fisiologicamente: allungamento= 15-20 mm
Patologicamente: = Oo inferiore aU' accorciamento
Se= O....................................."""""""'···· Ileo posteriore primario
Se< Accorciamento............... ,.. ............... fleo posteriore secondario
172 Le catene muscolari

Foto 69

IL TEST Dl ACCORCIAMENTO (Foto 70)


Questo test tende a posteriorizzate l'ala iliaca, quindi a obiettivare
un possibile blocco in anteriorizzazione.

Manovra: Abduzione+ Rotazione interna


Abduzione: Tensione del legamento ischio-femorale,
Rotazione interna: Aumento ischio-femorale.
Postetiorizzazione dell'ileo.
fìsiologicamente: accorciamento= 15-20 mm
Patologicamente:= Oo inferiore a11'allungamento
Se= O...................................... " ............... Ileo anteriore primario
Se < Accorciamento................................. Ileo anteriore secondario
Nota (Foto 71):
Tra un test e ì' altro, annullare l'effetto prodotto con una flessione
massù:na della gamba suila coscia e della coscia sul tronco. Questi test
devono essere effettuati bilateralmente ìn modo da fare una diagnosi
differenziale tra le due ossa iliache.
Foto 70

Foto 71
174 Le catene muscolari

ESEMPI:
l. ILEO POST. DESTRO
ALLUNG. DESTRO= O< ACCORC. DESTRO
ALLUNO. DESTRO= O< ALLUNO. SINISTRO
ALLUNO. SlN!STRO = ACCORC. SINISTRO
2. ILEO ANT. DESTRO
ACCORC. DESTRO= O< ALLUNO. DESTRO
ACCORC. DESTRO = O< ACCORC. SINISTRO
ACCORC. SINISTRO= O< ALLUNO. SlN!STRO
3. ILEO POST. Bilaterali motfologici o traumatici
ALL bilat = O
} Traumatici
ACC. Dx ::::: OACC. sin.
ACC. Dx = ACC. sin.
} Morfologici
ALL. bilat < ACC. bilat
4. ILEO ANT. Bilaterali motfologici o traumatici
ACC. bilat = O
ALL. Dx = ALL sin. } Traumatici
ALL Dx= ALL. sin.
ACC. hilat. < ALL bilàt. } Motfologici
5. !PERMOBILITÀ
ALL bilat. ::::: 20 mm Morfotipo fluorico
ACC. biiat. = 20 mm. Donne con iperlassità
Post. destra
6. TORSIONE ILIACA { Ant. sinistra
ALL. Dx = Oo < ACC. Dx e ALL. sin.
ACC. sin. = O o < ALL. sin, e ACC. dx
7. PSEUDOROTAZIONE DEL BACINO: arti asimmetrici
.ALL. dx= ALL. sin. e ACC. dx= ACC. sin.
ALL. dx = ACC. dx e ALL. sin. e::: ACC. sin.
Lesione primitiva a livello de1Ja colonna lombare
D 12-L4 ........... PSOAS
Questo test di Downing è particolarmente importante per la com-
prensione della biomeccanica del bacino.
Lapubalgiacronica :175

o Prima possibilità: l'iliaco si blocca in posizione di posteriorizzazione


- i test di posizionamento conformano
- i test di mobilità confennano
- il Downing = O

LA LESIONE ILIACA è detta PRIMITIVA

® Seconda possibilità: l'iliaco funziona in posteriorizzazione, I giochi


deì compensi muscolari portano l'iliaco a funzionare preferenzialmente
in posteriorizzazione (Figg. 84, 85). Questo funzionamento abituale dà
un 'impronta alle strutture che si rnanìfesta a livello dei. test:
- i test di posizione si traducono in iliaco posteriore
- i test di mobilità danno un iliaco posteriore
- il Downing fa comparire unicamente la limitazione di mobilità.

La LESIONE ILIACA è detta SECONDARIA


O COMPENSATORIA

@ Terza possibilità: l'iliaco posteriore compensatorio è bloccata in ante-


riorizzazione (o inversamente).
Nel caso in cui un iliaco posteriore, compensatorio, subisce un trau-
ma che lo sblocca in anteriorìzzazione nella sua posteriorizzazione fun-
zionale:
- i test di posizione mostrano un iliaco posteriore
- i test dì mobilità confermano la lesione iliaca senza poterla definire
- il Downing definisce 1a lesione traumatica in anteriorizzazione.
L'iliaco è bloccato in anteriorizzazione nella sua posteriorizzazione.

Si tratta di una perdita di compenso. Sul piano sintomatico il


dolore è molto vivo perché ogni compenso a scopo antalgico è il1'ealiz-
zabile e la statica del paziente è particolarmente disturbata perché la
sua organizzazione generale è deficitaria.
176 Le catene muscolari

ADDDMINAU
SISTEMA RETTO

ISGHIO-TISIAI..I

Fig, 84 - Iliaco
posteriore
compensatorio

QIJAORATODEI
LOMBI

QUADRICIPITE

ADDUTTORI

Fig. 85 - Jlìaco ante-


riore
compensatorio
La pubalgia cronica 177
-----------~--·-------

11 T.F.E. ci dimostra che l'ileo è leso (foto 52).


11 soggetto è in decubito dorsale. Si misura l'allonta!lamento delle
SJ.AS. nei confronti della linea alba (Foto 72).
Ogni allontanamento della S.LAS. dal lato TEE. segnala un'apertu-
ra iliaca.
Ogni avvicinamento della SJ.A.S. dal lato T.REsegnala una chiusu-
ra iliaca.
L'esame della mobitità primitiva dcll'ilfaco completa tale diagnosL

Foto 72- Messa in


evidenza delfo
distanza della
SJ.A.S. nei confronti
della linea alba
178 Le catene muscolari

Chiusura maca (Foto 73)


Paziente: ìn decubito supino.
Operatore: si pone dal lato deila lesione e poggia la sua mano cefali-
ca sulla S.I.A.S. del lato opposto, mentre l'altra mano pone l'arto infe-
riore dal ìato colpito ìn flessione, coscia sul tronco, gamba sulla coscia,
piede sulla tavola e gìnocchio in abduzione massima secoudo il limite
motorio; poi con la stessa mano affena il terzo inferiore della gamba
così come il coilo del piede; porre quindi il gomito sulla faccia interna
del ginocchio deì soggetto, in modo da fare esercitare un'adduzione
dell'anca contro resistenza per poi rilasciarla e trovare ìa nuova
ampiezza di abduzione possibile.
Ripetere questo movimento quattro volte e in due serie, poi termina-
re allungando l'arto sulla tavola, mantenendo l'abduzione e la rotazione
esterna.

Apertura maca (Foto 74)


Paziente: in decubìto supino.
Operatore: si pone dal lato della lesione, }a mano cefalica, con il
palmo verso l'alto, scivola sotto le pelvi e va ad «uncinare» la S.LP.S.
del Iato colpito. La mano caudale afferra il piede e flette la coscia sul
tronco a 90° così come la gamba sulla coscìa. Poi, con un appoggio
esterno della spalla, colloca l'anca in adduzione massima e -rotazione
interna. In seguito, far eseguire un'abduzione contro resistenza, mante~
nendo una trazione sulla S.LP.S. con la mano cefalica e poi fare rila-
sciare e raggiungere il nuovo limite motorio.
Far ripetere quattro volte in due serie, terminare allungando r arto
inferiore sulla tavola e mantenendo l'adduzione e rotazione in tema.

Diagnosi di iliaco superiore (Fig. 83)


Al T.F.E. risulta il lato colpito:
Si riscontrano i 3 punti alti
J. ala iliaca
2. SJ.A.S.
3. S.LP.S.
Inoltre il soggetto presenta il grande legamento sacro-ischiatico rila-
sciato.
r
La pubalgia cronico 179

Fotù 73

Fotù 74
] 80 Le catene muscolari

N.B.: L'autore presenta in questo contesto 1e tradizionali referenze


ammesse per diagnosticare un iliaco superiore. Nella sua opera «Les
cha/nes muscolaires du membre inferieur», torna dettagliatamente su
questa lesione e dimostra che i tre punti alti possono definire un'altra
posizione iliaca funzionale.

Uiaco superiore (Foto 75)


(Lavoro di distensione del quadrato dei lombi e dello psoas)
Paziente: disteso prono.
Operatore: ai piedi del paziente, nell'asse deU'mto inferiore del lato
colpito. Mettere quest'arto in abduzione a 20° fino al momento in cui si
sente che l'ileo {(Si libera>f dal sacrn, e successivamente mettere in ten-
sione per poi eseguire un «trust~>* verso di sé con un gesto secco e
breve,. Ripetere il«trust>} se sarà necessario.
Questo trattamen1n diretto si può concepire solo con il riequilibrìo
delle influenze muscolari suH' ala ilìaca,

Foto 75

*Trust"' movimento rapidissimo di breve ampiezza articolare


LapubaÌgiacronica 181

Le lesioni del sacro

w Il sacro pu(; compiere dei. movimentì intorno ad un asse orizzont,1.-


le che passa a livello dì S2, dei movimenti di flessione (nutazìone) e di
estensione (contronutazione) (fiig. 86).
e Intorno all'asse obliquo sinistro, teso da11a parte superiore della
superficie articolare sinistra del sacro alla parte inferiore della superfi-
cie destra; il sacro può fare:
-una torsione antedore S/S (sinistra/sinistra): la faccia anterìore del
sacro guarda a sinistra su un asse obliquo sinistro;
·-· una torsione posteriore D/S (destra/sinistra): la faccia anteriore del
sacro guarda a destra su un asse obli.quo sinistro D/S.
® Intorno all'asse obli.quo destro il sacro può fare dei movimenti di:
- torsione anteriore D/D (destrn"destra)
- Torsione posteriore S/D

I1 sacro è sollecitato in torsione nella deambulazione quando !e ali


iliache si dispongono alternativamente in anteriorizzazione e in poste-
riorizzazione.

Questi movimenti di flessione, estensione, torsione, sono movimenti


fisiologici, nonostante il sacro possa fissarsi in una di queste posizioni.
La lesione del sacro viene diagnosticata con vari test
182 Le catene muscolari
------------------

ASSI DI:

ROTAZIONE

TORSI ON È
.,,,. .. "

ASSILE
FLESSIONE
ESTENSIONE
ZAGl.AS
II..IACO
RESPIRATORIO

,_
TORSIONE

'

''
A"
''
'

'
ASSE
RESPIRATOfllO
ZAGLAS ' 'ìa--

• ~~ TORSIONE
'
'
\

Fig. 86 - L 'asw dì mobilità del sacro


La pubalgia· cronica 183
~~~~~~~~-

I -Test di flessione in posizione seduta (T.F.S.) (Foto 76)

La spina iliaca postero-superiore che ha il movimento maggiore


significa il lato della lesione del sacro.

II - Thst del rimbalzo (Foto 77)

ll paziente: è prono
L'operatore: posto lateralmente, sovrappone le palme delle mani
sulla colonna lombare. ·
Dopo avere apprezzato la profondità della mobilità della colonna lom-
bare in lordosi durante un'inspirazione-espirazione, l'operatore, all'inizio
de1l' espiraZione del soggetto, coi°npie una leggera estensione dei gomiti
non superando la profondità della mobiiità lombare in lordosi.
Se la lordosi si lascia comprimere:
- il test è depressivo;
- la lesìone è anteriore= FLESSIONE o
TORSIONE ANTERIORE S/S -- D/D

Se la lordosi lombare resiste, torna indietro:


- il test è resistente;
- la lesione è posteriore = ESTENSIONE o
TORSIONE DIS o S/D.

A. rii éaso di leSione anteriore = RIMBALZO DEPRESSIVO, si


possono avere più lesioni:
Laflestione: su un asse orizzontale
-· SOLCO SACRALE INCAVATO (Foto 78)
- A.I.L (Angolo infem-faterale) + INF. e POST. (Foto 79) dal
lato T.EA. .
La torsione anteriore: SIS o D/D sull'asse OBLIQUO.
- SOLCO INCAVATO dal lato T.F.A.
- A.I.L. + INF. E POST. dal lato opposto T.F.A.
184 Le catene muscolari
------

Foto 76 - T.F.A. "' messa ìn evidenza della S1P.S.

Foto 77 - Test di rimbalzo


La pubalgìa cronica 185
"----"-----. --

Foto 78 - Messa in evìdenw del solco sacrale

Foto 79 - Messa in eviden;a degli A.IL (angoli infem-l.atfm/i)


186 Le catene muscolari
=--------~--------------~

R In caso di lesione posteriore = RIM:BALZO RESISTENTE, si.


possono avere varie lesioni:
- L'estensione (asse orizzontale)
- SOLCO SACRALE PIENO dal lato T.EA (Foto 80).
-AJ.L. + ANT. e SUP. dal lato T.F.A.

- La torsione posteriore: D/S o S/D (asse obliquo So D)


- SOLCO PlENO dal lato T.F.A.
-A.I.L. + ANT. e SUP. dal lato opposto T.EA. (Foto 81)

Foto 80 - Profondità del solco sacrale


La pubalgia cronica 187
-----~ ~-

FO\o 81
Messa in evidenza degli A.IL (anf{oli infero-laierali)

LE LESIONI DEL SACRO:


'f.F.A. ++
TEST DEL RIMIIALZO

DF.,PRESSIVO RESISTENTE

+
LESìONI ANTERIORJ
+
LESIONI POSTERiOR[

t
SOLCO CAVO dal lato T.F.A.
+
SOLCO PIENO dal lato T.F.A.

+
A.J.L. INF. e POST.
i
AJ.L. ANT. e SUP.

I
LatoT.EA,
\
Lato Oppo.~to T.EA.
I
La!o T.F.A.
\
Lato opposto T.F.A.

FLESSIONE TORSIONE ANT. FLESSIONE TORSIONE ANT.


, 188 Le catene muscolari
C:CC-'C.~------------~------

- Il sacro può essere coinvolto in lesioni che riguardano l'occipite


(Pig_ 87)
- Si avrà l'occasione dopo di sviluppare questa relazione cranio-
sacrale durante un altro tema come «I_a scoliosi dì origine cranica».
- Poiché il calciatore è un giocatore di <<testa~>, sì trovano spesso
ripercussioni di lesioni cranio-occipitali a livello del bacino e viceversa,
-- n soggetto può presentare:
-vertigini
- nausea
- cefalea
- disturbi oculari
Fortunatamente i nostri pazienti non presentano tutti questi disturbi...

-- I
OCCIPITE

SACRO

Hg. 87 - Relazioni occipite - dura madre - sacro


La puhal{?ia cronica 189
---------'--

Manipolazioni osteopaticl!e indirelle del sacro


] . Sacro in torsione S/S o D/D fes. S/S: (Foto 82)
Paziente: prono, bracci.o sinistro lungo il corpo.
Operatore: in piedi dal lato opposto all'asse di torsione, (a destra),
imbraccia gli arti inferiori del soggetto subito al di sopra della faccia
anteriore del ginocchio e li solleva per Ie due caviglie, iiunisce gli arti
inferiori; opera un movimento a «manovella», in modo da disporre il
bacino del paziente sul suo lato sinistro, con gli atti inferiori flessi sul
tronco e gambe sulla coscia, con il torace del soggetto che resta il più
possibile nella posizione distesa primitiva.
C on al sua mano destra, l'operatore prende contatto a livello di L5 -
Sl (se il pazìente è di statum elevata, l'operatore può collocare la sua
niano a livello della' scapoìa del soggetto, e con la mano sinistra si
appoggia al maHeolo superiore, con gli arti. inferiori del soggetto
appoggiati sulla sua coscia sinistra, cerca poi, con una flessione degli
arti inferi mi sul tronco, la messa in tensione a livello di L5 ·· S l.
La riduzione si realizza con una spinta ver1icale ascensionale dei
piedi del paziente contrn resistenza; questo movimento deve essere
ripetuto 3 o 4 volte, intercalato da una nuova ricerca del blocco motorio

Foto 82
190 Le catene muscolari
---"----··-----

per mezzo dì una spinta verticale discendente, senza sforzo, eseguita


dall'operatore. Un riposo di I o di 2 minuti viene osservato tra una
se1ie e 1' altra (se è possibile, far camminbare il soggetto).

2, Sacro in torsione D/S o S/D [es. D/S: (Foto 83)]


Paziente: disteso sul fianco sull'asse di torsione (asse sinistro), con l'arto
inferiore sìnistro allungato sul tavolo, anetrato rispetto a quello destro.
Operatore: di fronte al soggetto, cerca di mettere in tensione il tratto
L5 - S2, con la mediazione del tronco e con l'aìuto dell'arto superiore
sinistro del paziente, immobilizzando questa posizione raggiunta con il
proprio arto superiore destro, cerca di concentrare una tensìone spin~
gendo 1' arto inferiore sinistro in estensione; immobilizza questa nuova
posizione con i.1 suo arto superiore sinistro che circonda il bacino e la
massa g1utea-gambe del soggetto, pennettendo così alla sua mano cefa-
lìca di appoggiarsi sulla faccìa anteriore della scapola destra del sog-
getto. Quindi fa scivolare la sua mano caudale fino alla faccia esterna
del ginocchio destro del paziente che pende fuori del margine del piano
del tavolo e chiede al paziente di eseguire una spinta verticale ascen-
dente dell'arto inferiore destro contro resistenza.
Esercizio da rìpetere 3-4 volte, intervallato dalla ricerca del nuovo
lìmite motorio e, tra ciascuna serie, da un riposo di 1 o 2 minuti (se è
possibile far camminare il paziente).

Foto 83
La pubalgia cronica 191

3. Sacro in flessione D o S [es. D (Foto 84)]


Paziente: prono, con l'arto -inferiore destro in abduzione di 15° e in·
rotazione intema.
Operatore: dal lato della lesione, dispone <<il tallone» della sua mano
destra sulla faccia posteriore dell' AI.L. e chiede al soggetto d'inspirare
profondamente e di mantenere tale inspirazione; nel!o stesso tempo
l'operatore segue il movimento del sacro attraverso -il suo punto di con-
tatto e durante l'espirazione mantiene fermamente e verticalmente
dalI' alto in basso la posizione deU' A.I.L. ottenuta con l'inspirazione.
Questa manovra deve essere ripetuta 3-4 volte, intercalata da un
riposo tra ogni serie di 1 o 2 minuti (se è possibile far cam.mminare il
paziente).

Foto 84
i 92 Le catene muscolari
~~~~~~~~~~·

4. Sacro i:n estensione D o S [es. D (Foto 85)]


Abbastanza raro, è il più delle volte conseguenza di un'atipìa di rela-
z.ione articolare di L5 -S l., da controllare con una radiografia.
Paziente: prono.
Operatore: Prende contatto con il suo osso pisiforme sinistro a livel-
lo posteriore e sottoarticolare del sacro, dal Iato della lesione (destra),
poi con la mano cefalica consolida questo contatto a tivetlo del polso
della sua mano sinistra e rkluce la lesione con un breve e bmsco «trust,,
verticale diretto verso ìl piano del tavolo e leggermente verso la testa
del soggetto.

Foto 85
La pubalgia cronica 193

Variante (Foto 86):

Paziente: in decubito dorsale.


Operatore: dal lato opposto alla lesione .
.!° tempo: l'operatore pone le spalle del paziente verticalmente in
rapporto alla tavola, mfronte a ]ui.
2" tempo: con la mano distale, fa punto fisso sulla S.lA.S., che tiene
ferma sulìa tavola.
3° tempo: Con la mano cefalica, arrotola le spalle e la coìonna, fino
al sacro e finisce con un «trust)).

Foto 86
194 Le catene muscolari _____________ ________ "

LE LESIONI PUDICHE (Foto 87)

La lesione pubica può essere primitiva e associata a una lesione di


adattamento sacro-iliaca. La lesione pubica può essere secondaria a una
lesione sacro-iliaca.
,_ La lesione pubica primitiva è messa in evidenza da una perdita dì
allineamento delle branche sinistra e destra (Foto 88).
~ Alta palpazione, l'operatore nota uno scarto a gradini.
~ Due lesioni : Pube in posizione di superiorità
Pube in posizione di inferiorità.
Dato che la lesione pubica non lascia indifferente l'articolazione
sacro-iliaca, si ha un T.F.E. - (test di flessione in posizione eretta che
segnala una lesione iliaca)- lievemente positivo dal lato leso (Fig. 91).
- Si. mantiene la posizione deBa branca dal lato del T.EE.
- In caso di lesioni pubiche secondal'ie, si trova all'esame una limita~
zione, o un'esagerazione della mobilltà del pube con o senza dislivello
delle branche orizzontali.
- I test in questo caso privilegiano la lesione ileo-sacrale.

Foto 87 - Messa in evidenza dei bordi superiori delle branche pubiche


La pubalgia cronica 195

Foto 88 - Messa in evidenzd dei bordi superiori del pube

Foto gg·
Pube in posizione
di inferiori1à
196 Le catene muscolari

Manipolazioni osteopati.che
Pube in posizione di superiorità (Foto 89)
Paziente: supino, l'arto inferiore dal lato leso pende fuori dalla tavola.
Operatore: dal lato della lesione, di profilo, e pone la sua ma.no che
si trova verso il soggetto sulla SJ.A.S. del lato opposto, incrocia le
caviglie sopra l'arto inferiore del soggetto posto all'esterno della tavo~
la, la sua mano esterna prende contatto con la faccia anteriore del
ginocchio. Quindi chiede di elevare la gamba tesa contro resistenza, poi
di rilasciarla e ricercare la nuova escursione passiva e ripetere 4 volte
per 2 serie.
Pube in posizione d'inferiorità (Foto 90)
Paziente: supino.
Operatore: si dispone sul lato opposto della lesione e fa flettere com-
pletamente la gamba sulla coscia e la coscia sul bacino del lato malato,
passa il suo braccio cefalico al dì sopra dell'arto leso ed afferra il mar-
gine della tavola.
Così il ginocchio del paziente si trova a livello dell'ascella dell'ope-
ratore, la cui mano caudale si pone a pugno contro l'ischio dello stesso
lato e nell'asse longitudinale; far estendere l'arto inferiore contro resi-
stenza, poi rilasciare e mettere a punto la nuova ampiezza articolare
passiva e ricominciare; tipetere 4 volte in 2 serie.

Decoattazione della sinfisi


Paziente: supino.
1° tempo: Ginocchia flesse serrate, piedi sul tavolo (Foto 91).
L'opel'atore tiene ferme con 1e sue braccia le ginocchia serrate del
soggetto poggiate contro il suo addome. Chiede poi al paziente di diva-
ricare le gambe rapidamente col massimo della forza, poi di rilasciarsi.
Ripetere 4 volte questo sforzo.
2° tempo: ginocchia divaricate al massimo, con piedi uniti (Foto 92).
L'operatore tiene ferme con le rna.ni la posizione acquisita, poi chie-
de di chiudere rapidamente e fortemente le gambe contro resistenza,
poi rilasciare. Ripetere 4 volte.
Durante questa manipolazione si può osservare un rumore dì decoat-
tazione della sìnfisi.
Lo pubalgia cronica 197

Foto 89

Foto 90
! 98 Le catene muscolari

Foto91

Foto 92
La pubalgia cronica 199
-------------------

L'osteopata non si lìmita all'esame del bacino. Si completa con


l'esame della colonna dorso-lombare e degli arti inferiori.

- Fino ad ora abbiamo preso in considerazione solo il trattamento


biomeccanico della pubalgia;
- Ma per affrettare i risultati occorre trattare la qualità del terreno:
ossa, articolazioni, legamenti, aponeurosi, muscoli.

Questa qualità dipende da due fattori:

L LA NUTRIZIONE
2. L"ELIMINAZ!ONE
200 Le catene muscolari

rv. TRATTAMENTO DEL TERRENO

1. LA NUTIUZIONE

n corpo vi ricava:
- gli elementi che assicurano la qualità delle sue strutture.
- l'energia che serve ad animare l'apparato locomotore del nostro
sportivo.
Le perfo:rmances dell'atleta sono legate aH' apporto alimentare.
La nutrizione può essere errata:
-· per eccesso o errori dt combinazioni alimentari;
- per carenza di alcuni elementi:
oligoelementi
sali minerali
vitamine.
Le Società Sportive importanti hanno da molto tempo assegnato un
ruolo essenziale alla dieta degli atleti secondo le fasi riferite prima
dello sforzo, dello sforzo, del recupero.
Consiglio ai lettori sprovveduti di consultare libri sulle combinazioni
degli alimenti.
Saranno sorpresi degli eJToti che facciamo ln tutta tranquillità.

Dietetica

Nel casi di pubalgia o di tendinite, ecco 1e correzioni alimentari che


consiglio.

Alimenti proibiti:
-Alcool
- Insaccati
- Zucchero (marmellata, pasticcini, sciroppi, bibite gassate)
- Caffè ~ Tè - Eccitanti
- Cioccolato
-Agrumi: limoni, arance, mandarini, pompelmi
La pubalgia cronica 201

-Fragole
- Aceto - condimenti - Insalate
-- Interiora
- Funghi Vegetali troppo ricchi
-Asparagi
- Acetosella
- Spiuaci
- Pomodori - Concentrato
} di acido ossalico
e di prodotti.
di fermentazione

Alimenti toHemti
-Carne rossa (1 o 2 volte alla settimana)
- Formaggio (non fermentato).

Alim.elltl permessi
- Farinacei
- Cereali integrali
-Legutni
-Pesce++
- Carni bianche: Poilame
(Attenzione ai trattamenti con 'ormoni).
- Frutta - Frutta secca
- Mandorle - Nocciole - Noci.

Oligo~elementi

- L'alimentazione può essere completata da composti mineraU.


L'equilibrio ruinerale è primordiale. Infatti la sostanza vivente, ani-
male e vegetale, è composta da 13 elementi chimici di baSe necessari
alla costmzione della vita: ossigeno-idrogeno-carbonio (componenti
dei glucidi~lipidi e protidi) - azoto-calcio-potassio-sodio-magnesio-
zolfo-cloro-fosforo-silìcio e ferro. -
Accanto a queste sostanze vitali si collocano numerosi elementi con-
tenuti in piccolìssime quantìtà in rapporto ai primi e che hanno un
ruolo fondamentale di catalizzatori: sono g:li oligo-elementi (dal greco
oligos, che significa «poco»),
202 Le catene muscolari

Normalmente, una nutrizione equilibrata, che proviene da terreni


vari e soprattutto sani, fomisce all'organismo la gamma completa degli
oligo-elementi. È tuttavia provato che la polluzione dei suolì e
dell'acqua (insetticidi, funghicidi, diserbanti, ecc... ), può rendere i cata-
lizzatori inadatti alla loro attività biologica, causando uno squilibrio
minerale - soprattutto in magnesio - e che si ritrova lungo tutta la cate-
na alimentare fino all'uomo.
Animali nutriti unicamente con alimenti di sintesi che comprendono
tutti gli elementi possibili, soffrono di gravi disturbi che portano alfa
morte. Gli animali di controllo, nutriti in modo identico ma con
aggiunta di piccol.e quantità di prodotti marini che offrono un appo1to
equilibrato di oligo-elementi, non soffrono di alcun disturbo né di
carenze. La presenza di questi oligo-elementi, allo stato naturale e sem-
plicemente sotto forma di tracce, è dunque assolutamente necessaria
alla crescìta e alla vita.
L'azione di catalisi si definisce, in biologia, con l'azione di elementi
ponderalmente molto deboli: i catalizzatori che, con la loro semplice
presenza, aiutano lo svolgimento delle reazioni bi.o-chimiche. Un'altra
caratteristica dell'azione degli oligo-elementi è la loro mancata integra-
zione alle reazioni cui presiedono, cioè a dire che si ritrovano intatti
alla fine della reazione; si eliminano quotidianamente attraverso le
secrezioni: sudore, urina, feci o con la lattazione.
I liquidi che costituiscono l'ambiente interno dell'uomo hanno la
stessa composizione qualitativa di quella dell'acqua di mare, e più par-
ticolarmente, per quanto concerne gli elementi minerali e gli oligo-ele~
menti. Crescita, vita e salute sono state ridate a un gran numero di bam-
bini gracili nelle colonie marine senza alcun'altra fonna di terapia.
L'apporto degli oligo-elementi rende grandi servizi nel maggior
fenomeno della nostra civilizzazione: la fatica, con le sue conseguenti
turbe funzionali diverse e la vecchiaia: questi sono caratterizzati dal
rallentamento generale dei metabolismi cellulari.

Che cos'è un olig<M~lemento?

Gli oligo~elementi sono dei costituenti pondera1mente minori, che le


ricerche moderne hanno permesso di scoprire accanto ai costituenti
La pubàlgia 203
-···-·--··------------~-: ___
maggiori ì quali, fino ad al1ora, erano considerati come gli :unici ele~
menti necessari alla formazione e all'equilibrio degli organi'ìmi vegeta-
li ed animali (protidi, grassi e zuccheri).
L'organismo appare come un'organizzazione oligru:chica nella quale
masse enormi di elementi passivi sono dominate da un piccolo numero di
elementi catalizzatori. Gli oligo-elementi sono indispensabili ai processi
catalitici degìi scambi di cui i! nostro organisrDo è sede permanente.
La catalisi è l'azione che esercitano alcuni elementi in seno alle rea-
zioni fisico-chimiche per ì' effetto della loro semplice presenza. Essi
d'al.tronde non vi pmtecipano effettivamente poiché si trovano intatti
alla fine delle reazioni.
l catalizzatori. sono delle sostanze che, per fa loro semplice presenzà,
senza peraltro partecipare esse stesse, forniscono reazioni che senia le
quali non sarebbero potute avvenire, o che avrebbero necessità di con-
dizioni tutte differenti e spesso molto difficilmente realizzabilì.
Nel corso del metabolismo energetico (sforzo), gli alimenti de1Ia cel"
lula possono essere ossidati.
a) Con l'ossigeno (processo di ossidazione), ciclo dì Krebs, che
presuppone un perfetto .funzionamento enzimatico (1) (2). È questa fa
via più economica. Per uno stesso sforzo, una fatica molto lieve, quindi
un apporto modesto.
b) Senza ossigeno (processo di fermentazione) o glicolisì, chiamata
anche via dei pentosì. Attraverso questa via, lo stesso sforzo consuma
12 volte l'energia di riserva e provoca fatica e senso di fame molto più
precocemente.
Dl conseguenza, compaiono due dei mali della v:lta moderna: fatica e
appetito eccessivo e, in particolare, gusto smodato per i grassi. e gli
idrati di carbonio. Bisogna comprendere che questo bisogno istintivo

(1) Funzione enzimatica"" qualità de! rendirnemo, perciò facilità nello sforzo. Es.: un moto,-
r" mal regolato consuma di più, rende meno e si sporca subito.
(2) L'ossìgeno si produce coni! passaggio del ~anguenei polmoni. dove sì ricarica d'ossi-
geno, Se fate uno sforzo. la respirazione divenia più frequente perché e' è un· ossida~ione e quin-
di bisogno dell'appo1to di ossigeno.
Perché questo ossigeno faccia effetto, devono inte1venire le funzioni enzimatiche che pos-
sono essere migliorate dall'apporto di oligo-clementi.
204 Le catene muscolari

proviene da una disfunzione metabolica dovuta ad una carenza generaliz-


zata di oligo-elementi, fattori indispensabiH delle funzioni enzimatiche.
GLI ELEMENTI MINERALI ricavati dall'ambiente marino sembrano, per
la loro armoniosa sinergia, ricoprire un ruolo di biocatalizzatori, di rie-
quilibratori dell'organismò.
Così consiglio di prendere certi composti a base di alghe e di conchi-
glie, molto facilmente assimilabili dall'organismo.

Tabella I

RUOLO DI ALCUNI OLIGO-ELEMENTI

Calcio Ruolo: Costituzione e mantenimento dell'osso. Regol more delr e-


e, quilibrio del sistema nervoso. Necessario alla coagulazio-
ne del sangue.
- Fissacione~ Dipeudente dal foSfuro, dalle vimnùne D2 e C, dal fluoro,
dal magnesio, dal rame.
Fabbisogno: 0,40-2 grldie secondo l'età e il peso.
Cobalto Ruolo; Concorre alla fonnazione dell'emoglobina. Necessario al-
Co 1a fissazì<me del ferro. Si trova essenzialmente nel pan-
creas.
Rame Ruolo: Fonnazìone dell'o,;so. Vita cellulare (indispensabile). Ne-
Co cessarlo alla fissazione del ferro. Concorre alla formazio-
ne dell'emoglobina. Si trova nel sangue e nel fegato.
F=o Ruolo: Costituente delr emoglobina. Favorisce il transito inlestina-
fo le. Indispensabile all'azione (Hcerti enzimi.
Fluoro Ruolo: Metabolismo del calcio con il fosforo per le ossa e i tendi-
F ni. Favorisce la qualità dello smalto deì denti.
Iodio Ruolo: Inilispensablle al fonii.onamento della tiroide.
l
Magnesio Ruolo: Fattore di crescita. Tonico generale. Regolatore cellulare.
Mg Equilibrante psichlco del sistema vago-simpatico.
Aumenta le reazioni di difesa dell'orgiurismo.
!<"abhisogmi: 500 mg/die circa.
Manganese Ruolo: Costituente di diversi sistemi enzimatici. Regolatore ghian-
Mo dolare impl>rtante nella crescita. Attività nel metabolismo
degli zuccheri, dei gr;t%i e dei prutidi. Accelew. le combu-
stionL Aiuta la fissazione dei minerali, del fen-o e delle vita-
mine.
La pubalgia cronica 205
------------~·····---~~~---=

segue Ruolo di alcuni oligo,elementi

Nickel Fabbisogno: 0,2·0,3 mgfkg/die ne] bambino. Agisce in sinergia con il


N rame e il cobalto. Si trova soprattutto nel fogato, nei
muscoli e nel sang~::;____
-----
Fosforo Ruolo: Stimola la funzìone pancreatica Entra nella composi7ione
p di numerosi grassi. di zuccheri e di protidi. Controlla
l'equilibrio calcico dell'ambienìe imemo. par1ecipa alla
formazione delle ossa e del sangue.
PotaS&io Ruolo: Tonico muscolare: stimola i movimenti in\estinah. · - -
K Gioca un ruolo basilare nell'equilibrio dei liquidi tissulari.
- - ~ -- - --
Sodio Ruolo: Alcalinizzante dell'ambiente umornle_ Interviene in nume·
N, rosi organici.
Zinco Rnolo: Interviene nella fonnazione dei globuli ematici. Gioca un
Zn ruolo nel fom:ionameuto del pancreas e di certi proeessi
enzimatici. Agisce ìn sinergia con le vitamine.
~- -.....
Alluminio Ruolo: Regolatore del ritmo del sonno.
Al
--~--~
Rom Ruolo: Favorisce il sonno.
B
Litio Ruolo: Equilibrante psichico.
Li
-
Bromo Ruolo Sedativo del sistema nervoso.
B,

L'alimentazione può essere completata dalle:

Vitamine
La parola «vitamina,, è stata coniata nel 1910 da FUNCK, dopo che
ebbe isolato dall'involucro del riso una sostanza cristallina che previe-
ne e guarisce il beri-beri.
Egli assegna a questa sostanza il nome di runina vitale, da cui pro-
viene il termine di vitamina.
206 Le catene muscolari

LE VITAMINE sono delle sostanze indispensabili al buon funziona-


mento dell'organismo. Agiscono come cataJizzatori indispensabili per
innescare i fenomeni necessari alla vita: assimilazione, accrescimento,
mantenimento della funzione vitale, energia...

Tabella Il
VITi\.]\/(JNE

k Accrescimento e vista. Resìstem:a alle infezioni.


B-Bi: Vitamìna del sistema nervoso, del metabolismo, dei glucidi.
BrB3: Vitamina dell'energia e dei crampi muscolari.
84: Vitamina dei globuli bìartch\.
B5-Bs: Vitamina della pelle e dei capelli.
B6: Regolarizza il metabolismo degli aminoacidi e delle proteine.
Bi Regolarizza i dìsturbi dig%tivi.
B9: Antianemica.
B11: Vitamina dcli' ap1ietito.
B1z: Coadiuva la formazione dei globuli rossi.
B1f Vitamina anti-affaticamento degli sportivi.
C; Serve alla difesa dell'organismo.
J): Vitanùna dello scheletro.
E, Vitamina della fecondità.
F: Vitamina anti-eczematica.
K-P: Vitamine anti-emorragiche.

2- L'ELIMINAZIONE

Prima di apportare per mezzo della digestione gli elementi nutritivi


capaci di migliorare la qualità del teueno, bisogna spesso far precedere
questa fase da un periodo di eliminazione.
Eliminazione di eccesso di elementi nutritivi, ma anche ellminazio~
ne di tossine accumulate durante sforzi intensi e prolungati, per esem-
pio dopo la Coppa del Mondo o un torneo.
La fitoterapia, con tutta la gamma di piante che propone, costituisce
un insieme sinergico naturale molto ben accetto dal corpo umano.
La pubalgia cronica 207
·~~~~~~~~~"-

In caso di pubalgia, utilizzo frequentemente la seguente combina-


zione:

- Riscaldare un litro d'acqua. Spegnere


prima che bolla.
- Lasciare in infusione 3 cucchiai da mine-
stra della miscela per 1O'
Ortica bianca+ Asperella
- Filtrare
- Mettere in un thermos e bere in più ripre-
se durante il giorno,
- Vo:rtica bianca contiene ormoni vegetali, secretina, clorofilla,
vitamine e molti sali. minerali.
L'ottica ha un'azione diuretica accompagnata da una notevole eli-
minazione di acido urico, dì prodotti clorurati e di urea. È un buon
depuratore del tessuto connettivo.
Grazie alla sua ricchezza di secretina, stimola le secrezioni gastri-
che, intestinali e pancreatiche mentre queste a loro volta stimolano la
peristalsi intestinale.
Per i1 suo elevato contenuto di clorofilla, xantofilla, ferro e vitamina
C, l'ortica accelera l'ematopoiesi.
- L'Asperella stimola le funzioni renali e i metaboliti grazie al suo
tenore di acido salicilico.
Favorisce 1a cicatrizzazione fibrosa e la fissazione del calcio.

ALTRE TISANE NOTEVOLI PER LA LORO AZIONE ANIHNFIAMMATO!UA

- Barba caprina (fiori e foglie).40 g -Riscaldare l'acqua. Spegnere


-Ribes nero (foglie) ............... 20 g prima dell'ebollizion·e. Utilizza-
-Frassino......... " ..................... 10 g re un cucchiaino da caffè per
- Fragola (foglie) .................... 10 g tazza.
-Camomilla............................ 15 g -Bere 3 o 4 tazze d:i tisana al
- Lauro................................... 5 g giorno tra i pasti.
208 Le catene muscolari

'f:rSANA AD EFFETTO COLERETICO E COLAGOOO

-Scorza di ontano ........... JO g - Preparare un infuso di un cucchiaino


-· Radice di soffione ....... " 20 g da tavola della miscela per una traz~
- Agrimonla epuratoria.... 30 g za d'acqua.
- Foglie di menta .......... .., 40 g - Bere una tazza prima di ogni pasto,

L'osteopata può anche aiutare lo sportivo, facilitandone le funzioni


ormonalì.
- ]nfattì la sua pratica a livello della colonna, del cranio (Foto 95)
delle fasce, permette con le tecniche dolci, un'azione sui surreni e
sull'ipofisi, vero e proprio <<direttore dell'orchestra» degli ormoni (v.
tabelle delle corrispondenze m e IV)
- Quando si conosce l'azione fondamentale degli ormoni sulla qua-
lità dei tessuti connettivi, particolarmente coivolti nella pubalgia, non si
può trascurare questo approccio che gli americani da molto tempo
hanno messo in rilievo.

Foto 95 "Trattamento osteopatico del cranio


La pubalgia cronica 209

Tabel1111 :m

RAPPORTI ORGANl·VERTEBRE

Cl Cervello, Occhi
C2 Occhi, orecddc, cervello
C3 Naso, diaframma
C4 Cuore
es Faringe, tiroide
C6 Cuore, tiroide
C7 Tiroide, laringe, cuore, cervello, surrenali. brncda

DI Bracda, laringe, cuore


D2 PolmonL occhi, cuorè
03 Polmoni, cuore
D4 Circolazione in generale, cuore. cervello. stomaco
05 Cervello, cuore, stomaco
D6: Stomaco, cuore, fegato
1)7 :Fegato, pancreas, milza, !rt:ontaro
08 Milza, pancreas, fegato, intesth:ii
1)9 Fegato, milza, surreni
DIO Rene, pancreas. fegato, occhi
Dli Cistifellea, testicoli o ovaie, fegato, renl
012 Reni, ure(eri, prostata, testicoli o ovaie

LI Reni, prostata, organi genitali, cervello


L2 Vescica, appendice
L3 Ovale o testicoli
14 Ovaie o testicoli, gambe
L5 Gambe, 11tero, retto
Sacro--<:occige Utero, retto, vescica, vagina, cervello
210 Le catene muscolari

Tabella IV

RAPPORTI ORGANI-VERTEBRE

Disturbo o dolore Vertebre

Appendice L2 (a destra)
Arti inferiori !A,LS
Alti superiori C6.C7,D1
Bronchi DI.D2
CerveUo atlante "" a$se = C7
Circolazione generale D4
Cistifellea Dll
a,- C3, C4, D2. D3. D4, D5. D6
Diaframnia C3, C4.C5
Faringe es, C6.DI
Fegato D6, D7, D8, D9. 010
Inte5tino crasso D8,L1, L2
Intestino tenue Dil, Dl2
Laringe C4,C7,D1,D2
Milza D7,D8
Naso C3
Occhi Cl, C2, C3, C4
Orecchie C2,C3
Organi genitali LI
Ovaie D!2, L31U
Pancreas D8 :<
Polmoni D2,D3,D7
Prostata D!2
Reni DU,Dt2,Ll
Retto U, L5 Sacro-coccige
Surreni C7,D9
Testicoli Dl2,L3
Tiroide es, C6, C7, D2, D3
Uteru L5, sacro
Vescica 12, sacro
Conclusione

n trattainento deUa pubalgia proposto in questo volume è stato speri-


mentato su più dì 300 casi.
Peunette d'intraprendere un recupero concreto in 3-4 settimane per
le pubalgie croniche, in l-2 settimane per le pubalgie traumatiche.
Vengono escluse da questo bilancio 1e pubalgie attualmente molto
rare dove le degenerazioni anatomiche necessi1'ano prima di tutto di una
chimrgia riparatrice.
Possono essere sufficienti due consultazioni presso l'operatore per
affrontate le cause della pubalgia. In questo contesto non tengo conto
del trattamenti fisioterapici che il giocatore può fare con l.'équipe medi-
ca della sua società o della sua città.
- n primo consulto consiste nel fare il bilancio del soggetto per adat-
tare il trattamento al suo caso.
Il trattamento di manipolazione viene fatto sin dall'inizio per riequi-
librare la colonna, il bacino r. gli arti inferiori.
Mettere immediatamente a posto le auto-posture è particolarmente'
importante per stabilizzare le normalizzazioni articolari che m)n devo-
no essere ripetitive. Le auto-postùre devono essere fatte ogni giorno dal
soggetto per tre settimane; questo rigore è -indispensabile per rendere
efficace il trattamento mllscolare.
L'operatore deve fare un 'analisi dettagliata e dì ogni bilancio biolo-
gico e chiedere .in particolare i bilanci ormonali.,
Al momento di questa prima visita, non si deve dimenticate di dare
diete corrette indispensabili per accelerare il recupero del giocatore.
Quando si è esperti in questi due trattamenti, si può giudicare fo sta'"
dio della pubalgia e, in alcuni casi, perrnettere al paziente di continuare
-la sua pratica sportiva quando è costretto dalle competizioni. Il. tratta-
mento di molti sportjvi di alto livello è stato fatto mentre i giòcatOri
pal'tecipano alle fasi finali di un campionalo nazionale o internazionale.
Nel casi gravi, lo sportivo deve essere fermato, ma mai essere inesso
in riposo assoluto.
212 Le catene muscolari

Chiedo al paziente di fare to-15 minuti di footing al gìorno, non di


più. Gli concedo la possibilità di alternare la deambulazione e la corsa
lenta se la pubalgia è sensibile.
Questo footing quotidiano sembra anadare d'accordo con 11 riposo
spesso consigliato; in realtà, quest'attività molto moderata permette
l'accelerazione dei risultati. Il riposo completo, nei casi cronici, può far
scomparire i dolori, ma poiché le cause non sono mai state trattate, sin
dalla ripresa, i sintomi sono sempre presenti,
Il secondo consulto viene programmato 8 giorni dopo per verificare
la stabilità e il buon posizionamento del nostro trattamento. Se un
paziente ci consulta dall'estero o da una regione lontana, possono esse-
re sufficienti 4 giomì fra le due sedute per abbreviare il suo soggiorno
nella nostra città.
Quando il paziente vi lascia, programmate la ripresa della sua atti-
vità giorno per giorno. Faccio un piano di riallenamento in tre settima-
ne e chiedo al giocatore di telefonarmi frequentemente per gestire al
più presto la sua ripresa. Una dolce contenzione ha la sua importanza
per assistere la ripresa dell'attività, per evitare di perder tempo e per
permettere al giocatore di essere nel pieno possesso dei suoi mezzi in
34 settimane<
Non dimenticate di avvertire il vostro paziente che alla ripresa intensa
della corsa, può risentirsi uno o più dolori forti, qualche volta folgoranti,
nel basso ventre, come se tutto il lavoro fosse messo in discussione.
1n realtà, 24 ore dopo, il soggetto non è più affetto da dolori, il suo
stato si è ancor più liberato delle aderenze che hanno ceduto al momen~
to della brutale comparsa dei dolori.
Vi dovete assicurare di sorvegliare il paziente finché non ha total-
mente ripreso la sua attività.
Bisogna in particolare far condividere il vostro programma di rialle-
namento dall'inquadramento tecnico delle società per evitare riprese
troppo intense o troppo rapide.
Solo dominando tutti questi elementi potete confennare, nella vostra
pratica, il buon fondamento di questo metodo.
- Durante mm conferenza in Italia davanti a medici della prima divi-
sìone del Calcio mi sono resto conto di fronte alla loro reazione che
l'analisi fatta con questo metodo si rivelava molto importante perché il
parere medico ebbe tutto il suo valore nel reclutamento dei giocatori.
La pubalgia cronica 213
--~

Nell'attuale mondo sportivo, il giocatore rappresenta un capitale che


si deve gestire e mantenere nel pieno possesso dei suoi mezzi.
Per ogni sportivo, la sua salute è un capitale che va ben al di là dei
valori materiali, che deve apprendere a gestire perché lo sport tanto
vantato nei giovani non faccia di loro dei <<bmtti vecchi»
- Conclude11do quest'opera, mi accorgo che non ho potuto sviluppa+
re molte idee.
- Infatti è difficile trasmettere con le parole la pienezza di un vissu . .
to, di una pratica.
- Come mi sono augurato nell'introduzione, spero di aver permesso
al lettore di acquisire non delle verità, ma uno spirito di analisi e di
ricerca che faciliti il suo ruolo di allenatore o di terapista.
- L'approccio biomeccanico permette di prevedere le deformità e il
sovra:ffaticamento prima che diventino patologici.
- I.: allenamento che tiene conto deH' entità del corpo umano, che si
basa suUa conoscenza e sul rispetto delle leggi fisiologìche, è il miglior
trattamento preventivo.

' ' '


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