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CORSO AVANZATO DI FOTOGRAFIA DIGITALE

DOCENTE: Sara Anfossi

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L’ESPOSIZIONE FOTOGRAFICA

Se avete deciso di intraprendere questo corso, molto probabilmente avete già


dimestichezza con le macchine reflex e siete in grado di utilizzarle per scattare
fotografie nella modalità MANUALE.

Di seguito, viene proposto un breve e sintetico ripasso dei concetti che stanno alla
base dell’esposizione fotografica, al fine di poter poi proseguire il vostro percorso
nel mondo della fotografia con più dimestichezza e sicurezza.

Al termine del ripasso, verrà proposta un’esercitazione.

IL DIAFRAMMA

Il diaframma è una componente fisica delle fotocamere reflex, situato non nel corpo
della macchina fotografica, ma nell’obiettivo.
 


Assomiglia, per forma e funzione, all’iride dell’occhio umano, ed è possibile variare


il diametro della sua apertura al fine di far entrare più luce o meno luce attraverso
l’obiettivo.

Viene identificata attraverso un valore indicato con f/.

Il diaframma può quindi essere:

 Più chiuso
 Più aperto

È importante ricordarsi che:

 A numeri piccoli corrispondono diaframmi aperti


 A numeri grandi corrispondono diaframmi chiusi

f/1 f/1,4 f/2 f/2,8 f/4 f/5,6 f/8 f/11 f/16 f/22 f/32 f/45 f/64

I valori di diaframma indicati sono quelli che si possono definire interi.


Ogni valore è:

 Il doppio di quello precedente


 La metà di quello successivo

ESEMPIO: 2, 4, 8, 16…

L’intervallo tra un valore di diaframma e quello successivo è identificabile con l’unità


di misura fondamentale della fotografia: LO STOP.

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L’OTTURATORE

L’otturatore è una componente fisica delle fotocamere reflex, situato nel corpo della
macchina fotografica.


Assomiglia per forma e funzione ad una tendina.

L’otturatore si trova davanti al sensore (o alla pellicola nella macchine fotografiche


analogiche) e si apre ogni volta che viene azionato il pulsante di scatto.

I TEMPI DI OTTURAZIONE

I tempi di otturazione indicano il tempo totale per cui l’otturatore rimane aperto dal
momento il cui si schiaccia il pulsante di scatto, lasciando così che la luce entrata
dal diaframma colpisca il sensore o la pellicola.

Si esprimono in secondi e frazioni di secondo.

2s 1s 1/2 1/4 1/8 1/15 1/30 1/60 1/125 1/250 1/500 1/1000

I tempi di otturazione indicati sono quelli che si possono definire interi.


Ogni valore è:

 Il doppio di quello precedente


 La metà di quello successivo

L’intervallo tra un tempo di otturazione e quello successivo è identificabile con


l’unità di misura fondamentale della fotografia: LO STOP.

LE COPPIE RECIPROCHE

Una volta trovata la giusta esposizione per la luce che si ha a disposizione, è


importante sapere che se si modifica uno dei due valori che la determinano, sarà
necessario modificare anche l’altro.

Questa operazione è facilitata dall’unità di misura che caratterizza tempi e


diaframmi: lo stop.

 Più luce entra dal diaframma, minore è il tempo per cui dovrà colpire il
sensore

 Meno luce entra dal diaframma, maggiore è il tempo per dovrà colpire il
sensore

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LA SENSIBILITÀ

Quando ci si trova in situazioni di scarsa luminosità, è possibile modificare una


terza variante che andrà ad incidere sull’esposizione: la sensibilità.

SENSIBILITÀ: la capacità di reagire alla luce del sensore digitale o della pellicola.

Più alta è la sensibilità, più forte è l’intensità con cui il sensore digitale o la pellicola
analogica registrano l’impulso luminoso.

I VALORI ISO

La sensibilità viene misurata con la scala di valori ISO (ai tempi della pellicola si
utilizzava il termine ASA, ma i valori sono sempre gli stessi).

100 200 400 800 1600 3200 6400 12800


I valori ISO indicati sono quelli che si possono definire interi.

Ogni valore è:

 Il doppio di quello precedente


 La metà di quello successivo

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ESERCITAZIONE #1

Aiutandovi con la tabella sottostante, che potrete trovare anche in formato


stampabile tra il materiale dato in dotazione con il corso, calcolate la seguenti
esposizione.
La soluzione si trova in fondo alla pagina.

ISO: 100
DIAFRAMMA: 8
TEMPO D’OTTURAZIONE: 1/125

ISO: 400
DIAFRAMMA: 8
TEMPO D’OTTURAZIONE: ?

ISO: 400
DIAFRAMMA: 8
TEMPO D’OTTURAZIONE: 1/1000

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CONTROLLARE L’ESPOSIZIONE NELLE SITUAZIONI PIÙ DIFFICILI

Diaframmi, tempi di otturazione e sensibilità, se ben combinati tra loro, permettono


di calcolare ed ottenere quasi sempre un’esposizione corretta.
Si possono però verificare condizioni di luce particolari o ci si può trovare in
presenza di soggetti dai toni molto chiari o molto scuri, che richiedono degli
accorgimenti particolari.

MODALITÀ DI ESPOSIZIONE

Le fotocamere reflex hanno al loro interno un esposimetro che, oltre a calcolare


l’esposizione quando si scatta in Automatico o con i programmi con priorità, ci aiuta
a regolare l’esposizione quando scattiamo in manuale, fornendo indicazioni
riguardo ad un’eventuale sovraesposizione o sottoesposizione dell’immagine.

L’esposimetro interno delle reflex è in grado di calcolare l’esposizione di una


fotografia in tre diversi modi.
È importante conoscerli per poter selezionare di volta in volta quello più adatto al
tipo di illuminazione ed al soggetto che ci si presenta davanti.

Le tre modalità di misurazione dell’esposizione, che di seguito andremo ad


approfondire dettagliatamente, sono:

 Misurazione spot

 Parziale

 Misurazione valutativa

ATTENZIONE: Su diversi modelli di fotocamere, le modalità di misurazione


dell’esposizione potrebbero essere identificati con nomi diversi.
Il procedimento per la misurazione dell’esposizione però rimane identico.
Inoltre, non tutte le fotocamere dispongo di queste quattro varianti, spesso ne sono
presenti solamente tre.

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MISURAZIONE SPOT

Con attiva la misurazione spot, l’esposimetro interno della fotocamera esegue la


lettura dell’esposizione solo nella zona centrale dell'inquadratura, in un area molto
ristretta.

In inglese infatti, spot significa punto.

Si tratta di un sistema molto preciso, anche se deve essere utilizzato con una certa
pratica e consapevolezza.
Se nell’area inquadrata infatti sono presenti più soggetti illuminati in modo diverso,
l’esposizione sarà calcolata solo il base a quello su cui viene effettuata la lettura,
con probabilità elevate che il resto del fotogramma risulti sovraesposto o
sottoesposto.


In questo caso il fotografo dovrà eseguire una valutazione finale in base alla sua
esperienza.

Alcuni fotografi di mestiere preferiscono impiegare un esposimetro regolato in


"spot" poiché il sistema consente di conoscere esattamente in quale punto della
scena I'esposimetro sta leggendo la luce e regolare in modo più consapevole il
tempo di otturazione ed il valore del diaframma.

Adatta in particolari situazioni di luce, come ad esempio spettacoli teatrali o in pieno


controluce.
Misurando l’esposizione in modo preciso sul soggetto desiderato infatti, la
macchina non verrà ingannata dalla luce o dal buio che lo circonda.

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MISURAZIONE PARZIALE

Impostando la macchina su Misurazione Parziale, l'esposimetro legge la luce su


tutto il campo inquadrato, ma dando molta più importanza alla zona centrale del
fotogramma.

È il sistema più comune nelle fotocamere tradizionali e fornisce letture precise nella
maggioranza delle situazioni. 


Viene utilizzata principalmente quando si hanno soggetti in primo piano con sfondi
chiari o molto luminosi.

ATTENZIONE: È sufficiente che nella scena sia presente una luce molto intensa,
ad esempio il sole alle spalle del soggetto, per alterare la giusta media di
misurazione e portare ad una sottoesposizione dell'elemento meno illuminato.

In questo caso, dovrai correggere l'esposizione aprendo il diaframma o usando un


tempo di scatto più lungo.

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MISURAZIONE VALUTATIVA

La modalità di Misurazione Valutativa, detta anche Matrix, misura l’esposizione


dell’immagine suddividendo idealmente l’area inquadrata in piccoli quadratini, come
a formare una scacchiera, e delimitando tante zone più piccole e ben definite
dell’immagine.

L’esposizione viene poi valutata su ogni singolo quadratino e infine, con un


particolare algoritmo proprietario e diverso per ogni singolo costruttore di
fotocamere.

Le diverse letture, sono poi confrontate con una serie di immagini memorizzate dal
produttore in un database contenuto nei circuiti della fotocamera.

In base all'analisi risultante, viene selezionata la corretta coppia tempo/diaframma.

In linea teorica è mediamente la modalità di misurazione dell’esposizione più


precisa e viene generalmente impostata sulle fotocamere reflex come standard;
tuttavia in alcuni casi, potrebbe non portare al risultato voluto.

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COMPENSAZIONE DELL’ESPOSIZIONE

Oltre alla scelta del metodo di misurazione dell’esposizione, un'altra funzione utile
delle fotocamere reflex per poter controllare al meglio la quantità di luce che andrà
a colpire il sensore, è la compensazione dell’esposizione.

Si tratta di un pulsante che, se premuto, permette di aumentare o diminuire


l’esposizione fino a 3 stop (per alcune fotocamere) o 5 stop (per altri modelli di
macchine fotografiche).

Questa funzione è molto utile soprattutto quando ci si trova a fotografare soggetti in


controluce: impostando una misurazione SPOT ed aumentando l’esposizione (che
verrà quindi presa soltanto sul soggetto), sarà possibile ottenere una fotografia
correttamente illuminata.

Se, al contrario, desiderate ottenere la silhouette del soggetto in controluce, sarà


necessario abbassare l’esposizione.

Questa modalità permette inoltre di correggere piccoli errori di esposizione senza


dover agire su tempi e diaframmi.

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ESERCITAZIONE #2

Viene ora proposta una prova pratica per capire quanto il metodo di misurazione
dell’esposizione possa influenzare il risultato dell’immagine, soprattutto in situazioni
particolari di illuminazione.

Il primo passo da fare è creare un controluce, situazione a rischio per antonomasia.

Posizionate quindi, in pieno giorno, un soggetto davanti ad una finestra illuminata.

Per le prime volte potete impostare la macchina sulla modalità di scatto Priorità di
Diaframmi, in modo da potervi concentrare solamente sulla modalità di misurazione
dell’esposizione senza dover anche pensare alla coppia reciproca da utilizzare.

Se invece vi sentite particolarmente sicuri, utilizzate la modalità Manuale.

COSA FARE

 Fotografate il soggetto posto in controluce con le tre modalità di esposizione


messe a disposizione dalla vostra fotocamera.

 Confrontate le immagini ottenute e valutate quale sia l’immagine in cui il


soggetto e lo sfondo risultano esposti in modo migliore ed armonico tra di
loro.

 Reimpostate la modalità che ha dato il risultato migliore ed , utilizzando la


compensazione dell’esposizione, provate a raggiungere un risultato ottimale.

 Ripetete il procedimento una seconda volta, in questo caso per arrivare ad


ottenere una silhouette ben delineata e senza dettagli del soggetto.

Ovviamente, la scelta su quale delle due immagini finali sia la più appropriata ed
esteticamente migliore, è puramente personale e spetta quindi solo a voi.

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IMMAGINE IN CONTROLUCE CON SOGGETTO ESPOSTO CORRETTAMENTE

IMMAGINE IN CONTROLUCE CON SILHOUETTE DEL SOGGETTO

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IL BILANCIAMENTO DEL BIANCO

La regolazione del bilanciamento del bianco è una delle funzioni base di ogni reflex
digitale; tuttavia esistono metodi per bilanciare il bianco in modo più preciso ed
accurato, garantendo risultati più professionali.

Nel caso in cui utilizziate un programma di post produzione per elaborare i file raw,
saprete certamente che è possibile modificare le impostazioni relative al
bilanciamento del bianco durante la fase di correzione del file.

Per svolgere questa operazione in modo più preciso, è possibile inserire in


un’immagine di prova un cartoncino grigio medio, acquistabile presso i negozi di
fotografia.
Il cartoncino grigio medio è infatti dell’esatto colore che i programmi di post
produzione identificano come tono neutro, e permetterà quindi di ottenere un
bilanciamento del bianco perfetto.

Il procedimento da seguire:

 Preparate il set e sistemate l’illuminazione

 Ponete il cartoncino davanti al soggetto principale

 Scattate un’immagine di prova

 Togliete il cartoncino e scattate l’immagine definitiva

 Caricate entrambe le immagini su un programma di post produzione

 Prendere il bilanciamento del bianco sul cartoncino nella prima immagine

 Copiate la modifica sulla seconda immagine, senza cartoncino

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I FILTRI PER IL BILANCIAMENTO DEL BIANCO

Nella pagina precedente abbiamo visto come sia possibile regolare il bilanciamento
del bianco in modo preciso ed accurato.

Ci sono però situazioni dove neanche il cartoncino grigio medio può venirci in aiuto:
si tratte delle scene illuminate da luci con temperatura colore differente tra loro.

L’esempio più comune sono le immagini scattate in una casa, illuminata con
lampadine al tungsteno, con inclusa nell’inquadratura una finestra.

 La luce della casa avrà una temperatura colore calda (3200 K)

 La luce esterna avrà una temperatura colore fredda (5000 K)

Lo stesso succedere nelle fotografie scattate con il flash in presenza di luci


continua a dominante calda.

Per risolvere il problema, è possibile acquistare dei filtri colorati, detti anche
gelatine, che, posti davanti ad una fonte di luce, sono in grado di cambiare la
relativa temperatura colore e di unificarla a quella di una seconda fonte di luce.

Ne esistono molte tipologie e varietà di colori, per questo è fondamentale


acquistarle solo nei negozi specializzati in fotografia ed essere a conoscenza sia
della temperatura colore della luce che desiderate bilanciare, sia di quella da
eguagliare.

ATTENZIONE: Le gelatine tolgono alcuni stop di luce all’illuminazione cui sono


poste davanti.
È possibile scegliere la densità delle gelatine a seconda dell’effetto desiderato.

Le gelatine, possono infine anche essere utilizzate per colorare la luce ed ottenere
effetti creativi.

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L’ILLUMINZIONE DA STUDIO

Il termine fotografi significa letteralmente Scrittura con a luce.

L’etimologia del termine deve quindi farci subito comprendere quanto, la differenza
tra un fotografo ed un bravo fotografo, non stia nel soggetto o, peggio ancora,
nell’attrezzatura più costosa, ma nella scelta dell’illuminazione.

Le fonti di luce che è possibile utilizzare, sono tre:

 Luce naturale

 Luce continua

 Luce flash

La scelta della fonte di luce dipende principalmente dal fotografo e dal suo modo di
lavorare, per questo è molto importante conoscerne le caratteristiche, i pregi ed i
difetti.

LUCE NATURALE E LUCE AMBIENTE

Prima di iniziare, è necessario chiarire la differenza tra luce naturale e luce


ambiente.

La fotografia in luce ambiente, è quella fotografia che si esegue sfruttando


l’illuminazione presente; la luce ambiente non è dunque necessariamente luce
naturale.

Con luce naturale, invece, si intende solamente la luce del sole.

Luce naturale e luce ambiente sono perciò due cose distinte, ma con un’importante
caratteristica comune: la mancanza di intervento e di controllo da parte del
fotografo sulle condizioni di luce.

Chi scatta in luce naturale o ambiente, opera la scelta di riprendere la scena con i
suoi pregi e i suoi difetti, senza alterare in alcun modo l’atmosfera del luogo ripreso.

LA LUCE NATURALE

La luce naturale è la luce preferita di molti fotografi.

Bisogna tuttavia precisare che scattare il luce naturale è molto meno banale di
quanto si possa pensare, e non sempre purtroppo è possibile effettuare questa
scelta.

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Il sole infatti, a causa del movimento che la terra compie sul proprio asse, cambia
continuamente posizione nel cielo nelle varie ore della giornata.

Il primo effetto di questo cambiamento è la temperatura colore.


La luce naturale ha infatti una diversa temperatura colore a seconda del momento
della giornata in cui si decide di scattare.

ALBA: Luce con dominante calda

MEZZOGIORNO: Luce con dominante fredda

TRAMONTO: Luce con dominante calda

NOTTE: Attenzione! La notte è un momento buio per antonomasia; se decidete


quindi di scattare di notte sarete costretti ad utilizzare una fonte di luce artificiale ed
a regolare il bilanciamento del bianco di conseguenza.

Ricordate inoltre che il bilanciamento del bianco della luce naturale, può essere
influenzato anche dalle condizioni atmosferiche.

Un’altra conseguenza dell’utilizzo di luce naturale, è che il fotografo non può


scegliere l’angolazione della fonte luminosa.
Nonostante sia infatti possibile posizionarsi nella posizione desiderata rispetto al
sole, non è possibile alzarlo o abbassarlo a nostro piacimento.

Il momento migliore del giorno per scattare foto di panorami e altri scenari, è la
cosiddetta "Golden Hour", incantevole momento della giornata in cui il sole emana
una luce morbida e calda.

La Golden Hour va da mezzora prima dell’alba a mezzora dopo. Questo lasso di


tempo di circa 60 minuti, è il momento ideale per catturare il vostro soggetto in tutto
il suo splendore.
Il sole è più basso nel cielo e deve quindi attraversare più atmosfera per
raggiungere il soggetto, producendo ombre lunghe e dolci e toni caldi.

Mano a mano che il sole si muove attraverso il cielo, la terra viene illuminata da
angolazioni diverse.

A mezzogiorno l’illuminazione perpendicolare è molto difficile da gestire, mentre in


altre ore della giornata si può variare l’angolo di incidenza della luce modificando il
punto di ripresa.

Cercate di fare in modo che il sole non si trovi sempre alle vostre spalle: quando la
luce del sole è alle spalle della fotocamera, si ha un’illuminazione frontale e dura,
con ombre tagliate a vivo.

Un’illuminazione laterale, ad esempio, dà più corpo ai dettagli ed alle forme.

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La luce non dovrebbe quindi insistere sul soggetto perpendicolarmente, bensì
lateralmente, affinché possano essere visualizzate dalla fotocamera delle ombre
che lo mettano in risalto.

Quando scatti in pieno sole, monta sempre un paraluce dedicato all’obiettivo che
stai utilizzando, a meno che tu non voglia sfruttare i riflessi generati dalla luce di
taglio.

ESERCITAZIONE #3

Posizionate la fotocamera su di un cavalletto e fotografate lo stesso soggetto in tre


momenti diversi del giorno.

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FILTRO POLARIZZATORE

Il filtro polarizzatore può essere di grande aiuto quando di decide di scattare il luce
naturale.
Il filtro polarizzatore impedisce infatti il passaggio delle onde luminose riflesse
dall'acqua o da altre superfici, eliminando i riflessi bianchi o troppo chiari che
altrimenti rovinerebbero il soggetto.
Allo stesso modo, il cielo viene reso più terso e saturo, bloccando la luce riflessa
del vapore acqueo presente nell'aria.
Il filtro vero e proprio è quasi sempre alloggiato all'interno di un supporto girevole
che, tramite una ghiera, permette di orientare a piacimento il piano di
polarizzazione per ottenere l'effetto desiderato.

ATTENZIONE: Quando acquistate un filtro, sia polarizzatore che altri tipi di filtri,
ricordatevi di controllare sul vostro obiettivo quale sia il suo diametro, al fine di
comprare un filtro della giusta misura.

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LA LUCE CONTINUA

Le luci continue, come indica il nome stesso, emanano luce continuamente ed in


modo costante.

Sono luci continue, per esempio, le normali lampadine che si utilizzano nelle case.

Le luci continue sono molto pratiche, in quanto permettono al fotografo di avere il


pieno controllo sull’illuminazione e sulle ombre generate, che saranno
immediatamente visibili sul soggetto (nel caso del flash invece, vedremo che le
ombre generate possono essere analizzate solo a scatto avvenuto).

Le luci continue utilizzate in fotografia sono generalmente piuttosto potenti e


vengono vendute nei negozi specializzati.

Il fatto di non usare lampadine domestiche, non è dettato solamente dalla potenza
della fonte luminosa però.

Le lampade professionali hanno la possibilità di essere montate su stativi, una sorta


di cavalletto utilizzato nella fotografia di studio, quindi di essere alzate, abbassate
ed orientate con facilità.
Inoltre, le lampade professionali hanno spesso la possibilità di montare filtri ed
accessori, dei quali parleremo più avanti nel capitolo dedicato.

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ATTENZIONE: A parte alcuni modelli particolari ed utilizzati solo in campo
professionale, le luci continue emanano un grandissimo calore, ed è quindi
assolutamente necessario manovrarle con l’ausilio di protezioni.
Va bene anche un guanto da forno!

Per quanto riguarda la temperatura colore delle luci continue, si tratta generalmente
di luci dalla dominante calda (3200 K circa), ma alcuni particolari modelli possono
emanare luce fredda (Lampade Lupo per esempio) o luce Neon, con una
dominante verde.

Di seguito, un esempio di stativo ed alcune luci continue da studio.

Luce continua al tungsteno

Stativo Luce continua Lupo

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LE LUCI FLASH

Le luci flash emettono un lampo di luce estremamente potente e veloce (circa


1/40.000.000 si secondo), in grado di schiarire l scena in condizioni di scarsa
luminosità o addirittura di buio completo.

Il flash è uno di quegli strumenti che suscitano nel fotografo un rapporto di odio e
amore: amore per le possibilità che offre, odio per la difficoltà d’utilizzo.

Le luci flash sono più costose delle luci continue, inoltre non permettono di
visualizzare subito il risultato finale: una volta scoccato il lampo, sul soggetto si
verranno a creare delle ombre prima inesistenti.

La luce flash, al contrario delle luci continue, non ha problemi di surriscaldamento.

Esistono tre diverse tipologie di luci flash:

 Flash integrato

 Flash da slitta

 Flash esterno da studio

FLASH INTEGRATO

Ogni fotocamera dispone di un flash integrato, pronto a sollevarsi qualora le


condizioni di luce siano troppo scarse per permettere la realizzazione di immagini
fotografiche.

Il flash integrato funziona in modalità TTL (Through the Lens).


La macchina fotografica, avendo rilevato la presenza del flash, ne calibra la
potenza in base alla luce ambiente, al soggetto ed in generale all’esposizione
misurata tramite l’esposimetro interno.

I l flash integrato è generalmente poco potente e, fattore fondamentale, non ha la


possibilità di essere inclinato e quindi di dirigere il lampo luminoso verso la
direzione scelta dal fotografo.

Il lampo frontale e diretto tende ad appiattire le immagini e, soprattutto quando si


realizzano ritratti, si tratta di un effetto da evitare completamente.

Il flash integrato è in ogni caso una buona ancora di salvezza quando le condizioni
di luce cono scarse e non c’è altro modo di illuminare la scena.

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Fotocamera con flash integrato alzato

IL FLASH DA STILLA

I flash da slitta sono molto versatili, esistono infatti vari modelli che si differenziano
per potenza luminosa e possibilità di sfruttare determinati automatismi o funzioni
avanzate.

Caratteristica madre di questi illuminatori, è la possibilità di poter essere orientati


secondo diversi angoli, sia rispetto al piano orizzontale che rispetto a quello
verticale.

Si inseriscono sulla fotocamera in un alloggiamento dedicato chiamato, appunto,


slitta.

Slitta di una fotocamera reflex

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Esempio di Flash esterno

ATTENZIONE: Così come gli attacchi per gli obiettivi, anche le slitte delle
macchine fotografiche cambiano da produttore a produttore.
Quando acquistate un flash esterno, assicuratevi di specificare su che modello di
fotocamera lo dovrete utilizzare.

I FLASHESTERNI DA STUDIO

I flash esterni da studio sono vere e proprie unità ad alta potenza, dotate di
trasformatore, elettronica di controllo e sistema di raffreddamento.

Vengono utilizzati prevalentemente in studio per via del peso e delle dimensioni,
non che per la necessità di una presa di corrente.

Sono lampade molto costose e generalmente utilizzate solo in fotografia


professionale.

In loro sostituzione, se si desidera risparmiare, è possibile montare il flash da slitta


su di uno stativo e sincronizzarlo con la fotocamera attraverso un cavo syncro, che
lo farà azionare nel momento stesso in cui si aprirà l’otturatore.

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Pannello di controllo di un flash da studio

Cavo Syncro

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TIPOLOGIE DI ILLUMINAZIONE

Dopo aver esaminato le diverse fonti di luce utilizzabili in fotografia, passiamo ad


analizzare le modalità con cui la luce può essere fatta ricadere sul soggetto o sulla
scena da fotografare.

Vedremo inoltre gli accessori che ci permettono di ottenere gli effetti desiderati con
la fonte di luce che di ha a disposizione.

La luce può ricadere su un soggetto in tre diversi modi:

 Luce diretta

 Luce diffusa

 Luce riflessa

LUCE DIRETTA

La luce diretta è la luce che cade direttamente sul soggetto e viene indirizzata
verso di esso, in tutta la sua potenza.

La luce diretta può ugualmente essere indirizzata attraverso alcuni accessori,


specialmente quando si utilizzano i flash esterni da studio.

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Nell’immagine precedente potete notare parabole e coni, che possono essere
montati sulle luci da studio con lo scopo di far arrivare la luce solo nel punto da voi
desiderato.

Una considerazione a parte meritano le griglie, disponibili in vari diametri e con


diverse dimensioni dei buchi, da montare sulle parabole.
Le griglie danno infatti un effetto concentrico alla luce, del quale potete vedere un
esempio qui sotto.

LUCE DIFFUSA

La luce la diffusa, come luce continua, cade direttamente sul soggetto.

Tuttavia, a differenza dell’illuminazione diretta, la luce diffusa è mitigata ed


ammorbidita da appositi accessori di diffusione, i più famosi e diffusi dei quali sono i
bank, disponibili in varie forme e dimensioni a seconda del soggetto che vogliamo
fotografare.

Esistono anche piccoli diffusori da applicare sui flash a slitta o addirittura sui flash
integrafi delle fotocamere reflex.

Un altro diffusore utilizzato in fotografia professionale è la carta Frost, simile alla


carta da forno.

ATTENZIONE: qualsiasi tipo di diffusore posto tra la fonte di luce ed il soggetto,


toglie stop di luce all’immagine.
Bisogna tenerne conto in fase di esposizione.

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Bank da studio

Bank da studio

Diffusori per flash da slitta

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LUCE RIFLESSA

La luce riflessa non ricade direttamente sul soggetto, ma viene fatta rimbalzare su
altre superfici per essere poi riflessa sul soggetto.

In questo modo la luce diventa più morbida e mitigata, del tutto non invadente.

ATTENZIONE: La luce prende la componente cromatica della superficie su cui


riflette, per questo è molto importante che negli studi fotografici le pareti siano di
colore neutro.

Il principale metodo di riflessione della luce è costituito dai pannelli riflettenti,


disponibili in diverse dimensioni e generalmente in diverse tinte.

BIANCO

Il riflettore bianco non influenza la tonalità della luce e può essere utilizzato per
schiarire i soggetti.

ARGENTO

Il riflettore argento dona alla luce una dominante fredda.

ORO

Il riflettore oro dona alla luce una dominante calda e viene utilizzato, per esempio
nella fotografia di moda e di ritratto per rendere la pelle, appunto, più dorata.

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NERO

Il riflettore nero assorbe la luce.


Si utilizza quindi non per illuminare un soggetto, ma per togliere luce da un punto in
cui non la si desidera.

In questo set fotografico, il soggetto è illuminato con una luce abbastanza frontale.

 Alla sua destra è posizionato un pannello bianco:


il pannello raccoglierà la luce che lo colpirà e la rifletterà sul soggetto, il quale
avrà quindi il lato destro abbastanza illuminato.

 Alla sua destra è posizionato un pannello nero:


il pannello assorbirà la luce che lo colpirà, compresa quella già presente sul
soggetto, e lo renderà più scuro da quel lato.

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I pannelli riflettenti posso essere anche utilizzati per incanalare la luce del sole sul
soggetto.
Sono inoltre pieghevoli e quindi facili da trasportare.

È possibile scattare immagini in luce riflessa anche utilizzando il flash da slitta, o


con l’apposito cartoncino inserito nei modelli più avanzi, o utilizzando il soffitto e le
pareti (bianche!!).

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LUCE CONTINUA VS LUCE FLASH

Adesso che siete a conoscenza delle possibilità che esistono e come possono
essere sfruttate per ottenere i risultati voluti dalle proprie immagini, siete anche
pronti per scegliere quelle che meglio si adattano al vostro stile fotografico.

Non tutti i fotografi infatti utilizzano la stessa fonte di luce; in particolare alcuni
preferiscono la luce flash, altri si trovano meglio a lavorare con le luci continue.

Vi servirà molta pratica ed esperienza per capire cosa faccia realmente per voi, di
seguito un piccolo schema che pone a confronto queste due fonti di luce, sperano
che possa esservi d’aiuto, quando soprattutto le prime volte, vi troverete a scattare
in studio.

Nel prossimo capitolo vedremo infatti come costruire dei piccoli dei casalinghi.

LUCE FLASH
Luce fredda (5500 K)

LUCE CONTINUA
Luce generalmente calda (3200 K)

LUCE FLASH
Lampo molto potente (possibilità di usare tempi brevi)

LUCE CONTINUA
A parità di potenza, tempi più lenti

LUCE FLASH
Necessitano di un collegamento con la fotocamera (slitta o cavo syncro)

LUCE CONTINUA
Non necessitano di un collegamento con la fotocamera

LUCE FLASH
Non si scaldano eccessivamente

LUCE CONTINUA
Emanano molto calore, maneggiare con cautela

LUCE FLASH
Molto costose

LUCE CONTINUA
Più economiche

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COSTRUIRE SET FOTOGRAFICI CASALINGI

Uno studio fotografico, non è, contrariamente a quanto magari alcuni di voi


potrebbero pensare, un luogo con caratteristiche uniche ed ineguagliabili.

Si tratta semplicemente di uno spazio adibito all’allestimento di set fotografici, ma


tutto ciò che serve è l’attrezzatura necessaria a realizzare l’immagine che si ha in
mente ed un pavimento su cui appoggiarle.

CONSIGLIO: Quando decidete di scattare un’immagine, fate prima un piccolo


progetto su carta e cercate degli esempi simili su internet per capire come sono
stati realizzati.
Non fatevi abbattere già prima di cominciare: prima è necessario capire cosa fare,
poi penserete a come farlo!

COSTRUIRE UN SET FOTOGRAFICO DI STILL LIFE

Lo still life è la fotografia di oggetti inanimati, è quindi più facile iniziare da qui: vi
troverete a dover gestire solamente il set, le luci e la macchina fotografica… che
non è poco, ma almeno non avrete altre persone di cui occuparvi.

I set di still life possono inoltre essere di piccole dimensioni, ovviamente a seconda
dell’oggetto fotografato.

Questo faciliterà molto la gestione del set stesso ed il reclutamento delle luci: un
flash da slitta appositamente montato su di uno stativo o una lampada da tavolo
con testa orientabile, potrebbero essere sufficienti ad ottenere il vostro scopo.

La prima cosa da fare, è procurarsi un fondale.


Uscite, andate in cartoleria e comprate un cartoncino sufficientemente grande del
colore desiderato.
Anche i professionisti, infatti, utilizzano fondali di carta.

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Posizionatelo come indicato nell’immagine, creando il cosiddetto limbo.

Montate ora la fotocamera su di un cavalletto: la fotografia di still life si realizza


sempre con l’ausilio di un cavalletto; in questo modo, una volta scelta
l’inquadratura, non dovrete più preoccuparvi dell’aspetto compositivo poiché tutto
rimarrà come l’avete posizionato.

Una volta costruito il fondale, posizionato l’oggetto e posizionata la fotocamera, non


vi resta altro che pensare alle luci.
Ricordate sempre che in fotografia la luce è tutto, si tratta quindi di una scelta molto
importante.

Potete scegliere di lavorare con luce naturale, luce flash o con luce continua, non
dimenticate di regolare il bilanciamento del bianco di conseguenza.

Posizionate la vostra fonte di luce nel punto e con l’angolazione che desiderate.
Prestate molta attenzione a come cade sul soggetto ed alle ombre che crea.
Se ci sono ombre indesiderate, alzate od abbassate la luce fino a farle sparire, ma
non accontentatevi: sono questi i piccoli particolari che rendono un fotografo un
bravo fotografo.

ATTENZIONE: Nel in cui scegliate di scattare in luce naturale, la vostra fonte di


luce risulterà essere una finestra, la quale non è, ovviamente, spostabile.
Prestate quindi attenzione a costruire il set in modo che la luce cada sul soggetto
esattamente come descritto nel vostro progetto.

Come abbiamo visto in precedenza, un metodo molto comodo ed economico per


migliorare un’immagine, sono i pannelli riflettenti.

Non è necessario utilizzare quelli professionali!


Qualsiasi superficie bianca, nera, dorata o argentata, si comporterà nello stesso
identico modo.

Allo stesso modo, potete diffondere la luce utilizzando della carta da forno od una
tenda per la doccia bianca (provare per credere!).

ESERCITAZIONE #4

Nelle pagine seguenti, trovate i esempi di semplici set che potete realizzare con
l’attrezzatura casalinga, economica e reperibile descritta sopra.

Mantenendo uno stesso soggetto ed una stessa inquadratura, allestite il set di volta
in volta secondo quanto indicato: soltanto con la pratica è possibile capire quale
tipo di illuminazione sia quella che più si adatta a voi.

CONSIGLIO: Si tratta di set semplici, ma la concentrazione e la cura dei dettagli


fanno sempre la differenza!

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SET CON PANNELLO RIFLETTENTE BIANCO

Potete sostituire il pannello bianco con un cartoncino, una lastra di polistirolo, un


vassoio di carta bianco ecc…

SET CON PANNELLO RIFLETTENTE NERO

Per creare un pannello nero, è sufficiente dipingere con la tempera nera uno degli
accessori descritti sopra ed utilizzati come pannello bianco.

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SET CON DUE PANNELLI BIANCHI

Per un risultato molto luminoso.

SET CON DUE PANNELLI NERI

Per un risultato più cupo e con caduta di luce ai lati.

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SET CON DIFFUSIONE

In sostituzione di bank o carta frost, potete utilizzare carta da forno od una tenda
per la doccia bianca.

ATTENZIONE: Se decidete di laorare con le luci continue, specialmente quelle


vendute appostiramente per la fotografia, ricordatevi che emanano molto calore,
rischiando di fondere o rendere bolente ciò che vi si pone davanti per diffondere.

CONSIGLIO: Se desiderate ottenere l’effetto riflesso, vi basterà acquistare


cartoncini lucidi.

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COSTRUIRE UN SET FOTOGRAFICO DI RITRATTO

Ora che avete preso dimestichezza con le luci e l’attrezzatura cimentandovi con
soggetti piccoli ed inanimati, è arrivato il momento di scomodare amici e parenti:
siete pronti per realizzare il vostro primo set di ritratto.

La prima difficoltà a cui si va incontro quando si decide di fotografare una persona,


è lo spazio.

Oltre alla necessità di uno sfondo sufficientemente grande e di conseguenza alto,


ricordatevi che i ritratti vanno generalmente realizzati con teleobiettivi: questo
presuppone di scattare ad una certa distanza dal soggetto, ed è quindi necessario
accertarsi di avere abbastanza profondità.

Se non disponete di un muro bianco, ingombro e dotato di queste caratteristiche,


potete optare per l’acquisto di un porta fondali.
Non è necessario acquistare anche i fondali: delle lenzuola ben stirate andranno
benissimo.

CONSIGLIO: Per evitare che si notino eccessivamente le pieghe possono rimanere


sul lenzuolo, scattate con un diaframma non troppo chiuso, in modo da avere una
profondità di campo relativamente scarsa e lo sfondo sfuocato.

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SFONDO BIANCO

Se desiderate realizzare un ritratto su sfondo bianco, ricordatevi che il bianco non


illuminato risulterà essere grigio.
Per ottenere uno sfondo bianco realmente bianco, sarà necessario illuminarlo in
modo omogeneo.

ATTENZIONE: La luce con cui illuminate lo sfondo, non dovrà arrivare di rimbalzo
sul soggetto, che sarà posto quindi qualche metro più avanti.
Se ciò accadesse, potrebbe nascere un controluce non desiderato.

Posizionare il soggetto troppo vicino al fondo, inoltre, causerebbe la possibile


proiezione della sua ombra su quest’ultimo, assolutamente da evitare se non creata
volontariamente.

CONSIGLIO: Per le fotografie di ritratto è più indicato utilizzare un’illuminazione


flash, in quanto permette di utilizzare tempi più brevi e quindi di immobilizzare il
soggetto.

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SFONDO NERO

Al contrario dello sfondo bianco, lo sfondo nero risulterà grigio se illuminato.

Quando si realizza un set con sfondo nero, è quindi necessario evitare di illuminarlo
e soprattutto accertarsi che la luce che illumina il soggetto non lo colpisca.
È possibile evitare che ciò accada posizionando un pannello nero dietro il soggetto
(fuori dall’inquadratura) che assorba la luce in eccesso.

NOTA BENE: Le regole per la realizzazione di sfondo bianco e sfondo nero, sono
ovviamente valide anche per la realizzazione di scatti di still life.

Nel prossimo capito saranno illustrati i principali schemi di illuminazione per il


ritratto.
Nell’applicarli e nel provarli, non dimenticatevi di applicare le regole descritte sopra,
sia per quanto riguarda la luce, sia per quanto riguarda la realizzazione di sfondi.

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RITRATTO: I PRINCIPALI SCHEMI LUCE

La fotografia è un’arte ed un’attività creativa, per questo la scelta di tutte le varianti


che contribuiscono a creare l’immagine, spetta solo al fotografo.

Esistono tuttavia delle regole generali, specialmente per la fotografia della figura
umana, che potranno aiutarvi ad ottenere il risultato desiderato.

CONSIGLIO: Per un effetto più naturale, la luce dovrebbe provenire sempre


dall’alto.

Esistono quattro tipologie di luce che possono essere utilizzate su un set:

 Luce principale

 Luce complementare o di schiarita

 Luce di controluce

 Luce di sfondo

LUCE PRINCIPALE

La luce principale è quella che va a colpire il soggetto illuminandolo.


Può essere utilizzata da sola.

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LUCE COMPLEMENTARE O DI SCHIARITA

La luce complementare, è definita anche luce di schiarita.


Si tratta infatti di una luce a supporto della luce principale, utilizzata per schiarire il
lato del soggetto non illuminato.

Al posto della luce di schiarita, è possibile utilizzare anche un pannello riflettente


bianco, creando un punto luce su di una superficie che altrimenti rimarrebbe in
ombra.

CONTROLUCE

Il controluce viene utilizzato per illuminare le spalle del soggetto e permettergli d


risaltare sullo sfondo.
Utilizzando solamente una luce di controluce, si otterrà una silhouette.

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LUCE DI SFONDO

Le luci di sfondo servono, ovviamente, per illuminare lo sfondo.


Non dovrebbero mai interferire con l’illuminazione del soggetto.

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SCHEMI LUCE: ILLUMINAZIONE PIENA

La luce piena deve illuminare completamente la parte del soggetto rivolta verso la
fotocamera.

Si tratta di un’illuminazione senza particolare caratterizzazione e per questo


utilizzata spesso per i ritratti canonici ed istituzionali.

Alla luce principale possono essere aggiunti una luce complementare, un


controluce o una luce di sfondo.

Immagine: http://www.seust.it

Immagine: http://www.nikonschool.it

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LUCE PIENA

SCHEMI LUCE: LUCE DI TAGLIO

La luce ti taglio illumina la porzione di viso non rivolta verso la fotocamera,


esaltandone la forma.

Si ottiene un’immagine decisa e con molto carattere, non molta adatta a visi
eccessivamente spigolosi, più adatta ai volti maschili.

Immagine: Daniele Musiari

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Immagine: http://www.nikonschool.it

LUCE DI TAGLIO

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SCHEMI LUCE: LUCE REMBRANDT

La luce Rembrandt, prende il nome dal noto pittore olandese che ritraeva
i suoi soggetti come se fossero illuminati da un lucernario posto al di
sopra del essi.


Si contraddistingue per il classico triangolo di luce che viene a crearsi


sotto l’occhio del soggetto.

La fonte di luce è posta sul lato del viso non rivolto verso la
fotocamera.

Crea un effetto psicologico molto romantico, ma contemporaneamente
ricca di una carica emozionale.

Immagine: http://www.dgtales-blog.it/

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Immagine: http://www.nikonschool.it

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LUCE REMBRANDT

SCHEMI LUCE: ILLUMINAZIONE A FARFALLA

Con questo tipo di illuminazione si crea sul soggetto, ed esattamente sotto il naso,
un’ombra che ricorda appunto una farfalla.

La luce principale deve essere diffusa e posta davanti al soggetto, in una posizione
abbastanza alta.


Molto simile alla luce piena, dona comunque più carattere all’immagine.

Immagine: marcocrupifoto.blogspot.com

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Immagine: http://www.nikonschool.it

LUCE A FARFALLA

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SCHEMI LUCE: LUCE RIFLESSA SUL SOFFITTO

Questo tipo di illuminazione è molto facile da realizzare ed è sufficiente


servirsi di un flash da slitta.

Si tratta di puntare la sorgente luminosa sul soffitto, sempre che esso sia
bianco, per poi farla riflettere sul soggetto dall'alto.


Bisogna tuttavia controllare e correggere le ombre che si creeranno sul


viso.

Immagine: http://www.nikonschool.it

LUCE RIFLESSA SUL SOFFITTO

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SCHEMI LUCE: LUCE DIFFUSA

S alla luce piena, con la differenza che la luce principale non è puntiforme ma è
ammorbidita attraverso l'uso di un ombrello o di un bank.


 La luce diffusa è una luce calma, molto adatta ad ammorbidire i lineamenti del
viso e nascondere gli eventuali difetti.

Immagine: http://www.nikonschool.it

LUCE DIFFUSA

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SCHEMI LUCE: LUCE A FESSURA

Ultima, in quanto decisamente estrema, la luce a fessura è simile a quella di taglio,


ma decisamente più esasperata.

La luce illumina solo una parte del viso, lasciando completamente in ombra l'altra.


Si tratta di una luce molto drammatica, con un forte impatto emotivo, non adatta a
visi duri con pelle difettosa o rugosa.

Immagine: Alessia di Iorio

Immagine: http://www.nikonschool.it

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LUCE A FESSURA

ESERCITAZIONE #5

Conoscere la luce non è ,ovviamnete, solo un esercizio teorico, sere anche molta
pratica.

Un’ottimo metodo per imparare a ricnoscere ed utilizzare i vari tipi di illuminazione,


è osservare immagini scattate da altri fotografi e cercare di disegnarne lo schema
luci.

Osservate con attenzione dove cadono le ombre e quali siano le zone illuminate,
cercate inoltre di capire se la luce sia diretta, diffusa o riflessa.

CONSIGLIO: Nelle immagini di ritratto, è possibile intuire molto sul numero ed il


tipo di luci uttilizzate osservando il riflesso delle stesse negli occhi del soggetro.

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RITRATTO: I GRANDI AUTORI

Nell’arte della fotografia, ad una buona conoscenza tecnica è sempre bello poter
affiancare una conoscenza culturale e storica di coloro che ne hanno fatto o ne
stanno scrivendo la storia.

Di seguito, una panoramica di grandi autori del ritratto fotografico, sperando che
possa esservi utile ed invogliarvi ad approfondire la vostra cultura fotografica.

Interessante notare soprattutto, come nelle diverse epoche, il ritratto non abbia
cambiato la sua funzione ed il suo scopo: non si tratta infatti soltanto di immagini
descrittive, ma di fotografie che raccontano storie.

Tuttavia, potrete notare che esistono diversi e quasi infiniti modi di interpretare la
figura umana, certe volte addirittura quasi senza mostrarla.

FELIX NADAR (1820 – 1910)

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LEWIS CAROL (1832 – 1898)

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STEVE MCCURRY

www.lezione-online.it pag. 58
FRANCESCA WOODMAN (1958 - 1981)

www.lezione-online.it pag. 59
AUGUSTE SANDER (1876 - 1964)

www.lezione-online.it pag. 60
DIANE ARBUS (1923 – 1971)

www.lezione-online.it pag. 61
RICHARD AVEDON (1923 – 2004)

www.lezione-online.it pag. 62
IRVING PENN (1917 - 2009)

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ARAKI (1940 – IN VITA)

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IL LINGUAGGIO FOTOGRAFICO

La fotografia rientra nella grande categoria delle arti visive, per questo motivo
è fondamentale rendersi conto che ogni singolo particolare che compone
l’immagine e ogni scelta tecnica, non sono soltanto caratteristiche
dell’immagine, ma trasmettono il suo contenuto ed il suo messaggio.

Esistono infiniti modi di interpretare e fotografare uno stesso soggetto.

Di seguito, vediamo come un soggetto comune come un gatto nero, possa


trasmettere sensazioni diverse a seconda dell’inquadratura e delle scelte
tecniche e compositive.

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Alcuni fotografi progettano le proprie immagini per comunicare un messaggio
od una sensazione precisi, altri costruiscono invece le proprie fotografie
cospargendole di un’aura di mistero, e lasciando che sia l’osservatore a
crearsi una propria storia.

Un elemento che può avere un’estrema importanza ed aiutare a


comprendere un’immagine è, quando presente, il titolo.

Non bisogna infatti fermarsi a pensare che il titolo di una fotografia possa
essere soltanto una sua mera descrizione, magari infarcita con date e luoghi.

Ne è un esempio lampante quest’immagine di Mario Giacomelli, famoso per i


suoi progetti sociali e per le immagini in bianco&nero fortemente contrastate.

ESERCITAZIONE #6

Osservate l’immagine sottostante del fotografo Mario Giacomelli e provate a


raccontare la storia che si cela dietro di essa.
Rimarrete stupiti quando leggerete il corrispettivo titolo datole dall’autore,
indicato in fondo alla pagina.

(Io non ho mani / che mi accarezzino il volto)

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BIANCO&NERO VS COLORI

Alla pagina precedente avrete notato come a volte sia difficile interpretare
un’immagine: un allegro girotondo di giovani preti, si è rivelato essere un
racconto molto più triste di quanto, a primo acchito ci si possa aspettare.

Uno degli elementi che però avrebbe potuto portarvi sulla buona strada, era
l’utilizzo del bianco&nero.

Il bianco&nero infatti non è semplicemente un modo come un altro di


mostrare un’immagine, si tratta di una scelta stilistica ben precisa e dovrebbe
sempre avere delle motivazioni a supporto.

Generalmente, l’utilizzo del bianc&nero comunica:

 Tristezza
 Vecchiaia
 Fatti accaduti molto tempo prima
 Angoscia
 Ecc…

È vero che le regole sono fatte per essere infrante ed i cliché per essere
smentiti, ma la scelta tra colori e bianco&nero non deve mai essere casuale
per un fotografo.
Per scattare in bianco&nero bisognerebbe imparare a pensare in bianco a
nero, a vedere la realtà attraverso la macchina fotografica già tradotta in
scala di grigi.

Lo stesso vale per le immagini a colori, le quali trasmettono solitamente


emozioni e sensazioni ben diverse:

 Contemporaneità
 Vitalità
 Forte legame con la realtà presente
 Ecc…

Nelle pagine seguenti, potrete osservare alcuni esempi di quanto detto:

 Le immagini di David Lachapelle, che senza i colori perderebbero tutta


la loro forza espressiva

 Le immagini di Robert Mapplethorpe, che elimina i colori per


comunicare con le linee e le forme

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DAVID LACHAPELLE

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ROBERT MAPPLETHORPE

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LA FORMA ED IL CONTENUTO

Quando si scatta una fotografia, c’è sempre un soggetto.


Abbiamo però già visto come uno stesso soggetto possa essere interpretato
in modi differenti e quanto le scelte del fotografo influiscano sul risultato
visivo e sulla comunicabilità dell’immagine.

È quindi molto importante rendersi da subito conto di cosa si vuole far


trasparire da un fotografia:

 Alcuni fotografi danno più importanza all’oggetto al fatto in sé,


concentrandosi su di esso e cercando i modo di far trasparire
determinate emozioni e sensazioni.
Senza quel soggetto, la fotografia non potrebbe più essere la stessa.

Prendiamo come esempio la seguente fotografia di Steve Mccurry.


Il ritratto del bambino non è, tecnicamente, perfetto: il soggetto è ripreso
dall’alto, le linee presenti sullo sfondo non sono dritte ed il fuoco non è
incentrato sugli occhi del bimbo ritratto, bensì sulla canna della pistola.

Tuttavia l’immagine è perfetta così come si presenta, in quanto il messaggio


che il fotografo desiderava comunicare è ben chiaro e di facile
interpretazione.

La stessa immagine, scattata in uno studio fotografico, con luci professionali


e con l’utilizzo di un modello, non avrebbe sicuramente avuto la stessa forza
e lo stesso impatto.

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 Altri fotografi invece, preferiscono concentrarsi sulle forme, sulle linee e
sui colori.
In questo caso la comunicabilità dell’immagine è data dalla sua forma,
e non dal suo contenuto.

Ne sono un grande esempio le immagini del fotografo italiano Luigi Ghirri.


I suoi soggetti sono semplici, quasi banali, e fotografati con un altro occhio
rischierebbero di perdere qualsiasi interesse.

Ciò che rende speciali le fotografie di Ghirri è la scelta compositiva.


Con il suo stile, Ghirri era in grado di rende speciale e degno di nota ogni
soggetto, indipendentemente dalla sua natura.

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ESERCITAZIONE #7

Osservate le seguenti immagini e cercate di capire se il centro del messaggio


sia dovuto al contenuto (quindi al particolare soggetto ritratto) o alla forma
(quindi al modo in cui l’autore ha interpretato il soggetto).

ATTENZIONE: Non bisogna confondere la forma con lo stile personale di un


fotografo! Ogni fotografo, sia che si concentri sul contenuto, sia che si
concentri sulla forma, ha un suo particolare modo di porsi nei confronti del
soggetto, che dovrebbe essere unico ed inimitabile.

Crearsi uno stile personale significa mostrare agli altri una propria visione del
mondo che, seppur cambiando soggetto e condizioni di scatto, rimarrà
sempre uguale, sempre vostra.

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ESERCITAZIONE #8

CREARSI UNO STILE PERSONALE

Uno stile personale che vi identifichi come fotografi e vi dia un’identità visiva
è tanto importante quanto difficile da trovare.

Non bisogna accanirsi o forzarsi, lo stile personale deve derivare dalle vostre
scelte tecniche e dal vostro modo di comunicare attraverso le immagini: è un
qualcosa che dovrà venirvi spontaneo, che prima o poi sarà l’ davanti ai vostri
occhi.

Un buon metodo per iniziare a crearsi un proprio stile, è capire che cosa vi
piace e non vi piace nelle immagini professionali che potere vedere nelle
riviste, nei cartelloni pubblicitari ed in rete.

Iniziate quindi a sfogliare riviste di vario genere ed a ritagliare le pagine


contenenti fotografie che vi colpiscono in modo particolare.
Più alto e vario sarà il numero di riviste esaminate, più facile vi sarà
comprendere il criterio che vi porta a scegliere determinate immagini ed a
scartarne altre.

Analizzate infine le fotografie selezionate e cercate di capire che cosa hanno


in comune tra loro.

Potete esaminare:

 La tecnica utilizzata (diaframmi, tempi ecc..)

 La scelta dell’ottica e della prospettiva

 La composizione ordinata, simmetrica, disordinata)

 La pulizia dell’immagine (fotogramma pieno, fotogramma arioso)

 La resa cromatica (bianco&nero, colori, desaturazione ecc…)

 La scelta del soggetto

Tutti gli elementi in comune tra le varie immagini esaminate, dovrebbero


mostrarvi quali siano le caratteristiche che davvero rendono bella una
fotografia ai vostri occhi e che vi piacerebbe inserire nelle vostre immagini.

Non vi resta altro che mettervi all’opera!

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LEZIONI MONOTEMATICHE

L‘ultima parte del corso è dedicata ai vari generi di fotografia.

Affronteremo i più comuni, visionando esempi ed analizzando gli aspetti


tecnici e comunicativi che li caratterizzano.

I temi affrontati:

 Fotografia artistica

 Fotografia commerciale

 Fotografia di moda

 Fotografia di reportage

 Fotografia sportiva

LA FOTOGRAFIA ARTISTICA

La fotografia è un’arte visiva ed una disciplina creativa, che presuppone delle


conoscenze tecniche di base ed una buona dose di fantasia ed intuizione.

Non per questo però, tutti i fotografi possono definirsi artisti.

Un artista è infatti colui che crea delle opere utilizzando la tecnica della
fotografia, con lo scopo di esporle presso mostre e festival e di venderle a
potenziali acquisitori.

Il fotografo artista crea le proprie immagini perché ha qualcosa da


comunicare, e ritiene che il mezzo fotografico sia il più adatto al suo scopo.

Solo in seguito, lo proporrà al pubblico, sperando che qualcuno possa


apprezzare il lavoro svolto ed eventualmente acquistarlo.

Non esistono accorgimenti tecnici particolari da utilizzare nella fotografia


artistica, poiché si tratta di un campo molto vario e soprattutto libero.

È comune infatti, che la fotografia artistica non sia sviluppata con i mezzi che
la tecnologia digitale ci mette a disposizione, bensì attraverso l’utilizzo della
pellicola o delle polaroid.

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MAURIZIO GALIBERTI LAVORA CON IMMAGINI POLAROID

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FRANCO VACCARI, NEL 1936, REALIZZÒ UN PROGETTO CON UNA
MACCHINA PER FOTOTESSERE A DISPOSIZIONE DEL PUBBLICO

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Molti artisti decino invece di puntare proprio sulle potenzialità dei nuovi
mezzi, sftuttando i pixel e l’elevata resa cromatica.

LA FOTOGRAFA GIORGIA RIZZO UTILIZZA LA TECNOGIA DIGITALE


PER INTERPRETARE L’ARTE PITTORICA IN CHIAVE MODERNA

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ATTENZIONE: Non bisogna confondere la fotografia casuale con la
fotografia artistica. Quest’ultima propone sempre un messaggio ed uno
spunto di riflessione!

LA FOTOGRAFIA COMMERCIALE

La fotografia commerciale, all’opposto della fotografia artistica, non nasce da


un’esigenza di comunicare del fotografo, ma dalla richiesta di un cliente
effettivo.

Si inverte quindi l’iter di creazione dell’immagine: prima il cliente sceglie il


fotografo, in base alle sue referenze ed al suo stile personale, poi l’immagine
viene creata secondo le necessità e le richieste di chi la commissiona.

Non ci sono regole tecniche per la realizzazione della fotografia commerciale,


è importante però accordarsi sempre con il cliente riguardo alle modalità di
consegna delle immagini:

 Le immagini destinate alla stampa dovranno avere una risoluzione di


300 dpi

 Le immagini destinate alla pubblicazione sul web dovranno avere una


risoluzione di 72 dpi

In ogni caso, è sempre bene chiedere conferma al cliente delle dimensione e


della risoluzione in cui ha necessità di ricevere le immagini.

La fotografia commerciale può variare dalla comune fotografia su sfondo


bianco per la creazione di cataloghi, a fotografie create utilizzando set
complessi e sfruttando le specifiche conoscenze del fotografo scelto.

Esistono infatti diversi campi di specializzazione all’interno della fotografia


commerciale, ad esempio:

 Still Life

 Moda

 People

 Food

Di seguito, alcuni esempi.

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STILL LIFE COMMERCIALE

www.lezione-online.it pag. 81
MODA COMMERCIALE

www.lezione-online.it pag. 82
FOTOGRAFIA PEOPLE COMMERCIALE

www.lezione-online.it pag. 83
FOTOGRAFIA DI FOOD COMMERCIALE

La fotografia food è, contrariamente a quanto si possa pensare, un campo molto


difficile.

Il cibo infatti non è quasi mai bello quanto buono e tende a non essere
particolarmente appetibile se fotografato.

Per questo motivo, soprattutto a livello commerciale, si utilizzano dei moke-up,


ossia dei modellini finti.
Esiste inoltre una figura, chiamata Home Economist, adibita a preparare il cibo
affinchè venga fotografato.

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LA FOTOGRAFIA DI MODA

La fotografia di moda rappresenta una grande fetta del mercato fotografico e


soprattutto è la più grande aspirazione di molti fotografi alle prime armi.

Tuttavia, bisogna chiarire che la fotografia di moda non è soltanto la


fotografia di abiti.
Per esempio, rientrano in questa categoria tutti gli scatti realizzati agli
accessori moda, come occhiali, portafogli, scarpe ec…

Spesso si parla di fotografia di moda anche riguardo a Still Life di tali oggetti.
Nel caso in cui siano indossati da un modello o una modella, si parla di Still
Life Indossato.

ATTENZIONE: Le fotografie di moda nascondono molti più messaggi


subliminali per il consumatore di quanto si possa pensare, è quindi
importante che tutto il team lavori in modo professionale.

I modelli e le modelle sono persone con esperienza in un preciso campo


lavorativo, e non dovrebbero essere mai sostituiti con “l’amica carina”.

Per realizzare un buona fotografia di moda, sono necessarie alcune figure


professionali, che assieme al fotografo collaborano per la creazione del
progetto e quindi dell’immagine finale:

 Make-up Artist (MUA)


Si occupa del trucco

 Hair Stylist
Si occupa dell’acconciatura

 Fashion Stylist
Si occupa di abbinare i vari abiti e di sistemarli addosso alla modella o
al modello

Esistono inoltre diverse sottocategorie anche nella fotografia di moda, in


particolare uno stilista può chiedere di realizzare:

 Un lookbook

 Un catalogo

 Una campagna

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LOOKBOOK

Si tratta di immagini semplici, su sfondo generalmente bianco, della modella


o del modello che indossano i capi, senza alcun tipo di interpretazione.

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CATALOGHI

I cataloghi hanno, come i lookbook, lo scopo di mostrare l’intera collezione di


abiti ed accessori. Si tratta però di immagini più interpretate, che cercano
spesso di trasmettere i valori dell’azienda produttrice.

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CAMPAGNE

Le campagne pubblicitarie delle aziende di moda, giocano molto sul marchio


e sulla comunicazione visiva, cercando di lasciar trasparire uno stile piuttosto
che uno specifico abito.
Gli abiti sono anzi spesso lasciati in secondo piano e poco visibili.

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LA FOTOGRAFIA DI REPORTAGE

Il reportage è uno dei grandi classici della fotografia.

Si tratta di immagini scattate per raccontare fati realmente accaduti ì,


cercando di non manipolare la verità e di mostrare i fatti da un punto di vista il
più oggettivo possibile.

Il reportage può sfociare nel fotogiornalismo.

CURIOSITÀ: La nascita del fotogiornalismo si deve a tale Roger Fenton, il


quale nel 1855 partì con il suo carro fotografico alla volta della Crimea, per
fotografare l’omonima guerra.

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La fotografia di reportage ha una grande regola di base: la realtà deve essere
mostrata così com’era quando è stata fotografata, non è quindi ammesso
nessun intervento di fotomontaggio.

Un famoso caso di realtà (forse) manipolata, è la fotografia scattata da


Robert Capa durante la guerra civile spagnola al miliziano che muore.
I negativi di quest’immagine sono andati persi e alcuni studiosi sostengono
che si tratti solo di una messa in scena, e non dell’effettivo momento in cui un
soldato viene colpito a morte.

Nonostante le grandi imprese di Capa durante tutta la sua carriera, molti lo


conoscono solo per questo motivo, sottolineando quanto sia importante non
barare nella fotografia di reportage.

Robert Capa – Miliziano morente

Non bisogna tuttavia pensare che la fotografia di reportage sia legata soltanto
alla guerra ed alla cronaca: chiunque scelga di raccontare una storia
riprendendo la realtà, realizza un reportage, il quale può anche avere un
carattere “allegro” o documentaristico.

www.lezione-online.it pag. 90
www.lezione-online.it pag. 91
LA FOTOGRAFIA SPORTIVA

La fotografia sportiva può essere molto appassionante, richiede tuttavia degli


accorgimenti ai quali non si può venire meno.

Innanzitutto, per fotografare uno sport è assolutamente necessario


conoscerlo e conoscerne le relative regole.
Le gare sportive infatti svolgono spesso a velocità elevate e le azioni si
susseguono senza preavviso: un bravo fotografo deve essere in grado di
anticipare ciò che accadrà e trovarsi con l’obiettivo puntato nel punto giusto,
al momento giusto.

L’arte di cogliere l’attimo

La fotografia sportiva è, inoltre parecchio costosa.


Un’altra delle sue caratteristiche fondamentali infatti, è l’utilizzo di teleobiettivi
molto lunghi con diaframmi molto aperti, per permettere la ripresa delle
azioni, che spesso non si svolgono nelle immediate vicinanze del fotografo, e
per sfuocare gli sfondi, spesso confusi e ricchi di elementi.

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ESEMPI DI FOTOGRAFIA SPORTIVA

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