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Introduzione

E cos Phototutorial diventa un e-book...


Il nostro sito partito circa tre anni fa, con l'intento di pubblicare agili articoli rivolti a chi
desiderasse familiarizzarsi con i concetti di base della fotografia. el corso del tempo gli articoli
disponibili sono aumentati, cos come i nostri affezionati lettori. Phototutorial , nel frattempo,
diventato un corso di fotografia di base completo.
Per fare un ulteriore regalo ai nostri lettori abbiamo deciso di raccogliere gran parte dei nostri
tutorial, rielaborarli e farli diventare un agile e-book. In !uesto modo il nostro corso di fotografia
sar" sempre consultabile sul vostro dispositivo mobile.
aturalmente continueremo sempre ad aggiornare il nostro sito, con nuovi articoli e nuovi tutorial, e
gi" abbiamo in programma iniziative che troverete molto interessanti. #uindi continuate a seguirci,
visitando regolarmente il sito $$$.phototutorial.net.
E non dimenticate la possibilit" di diventare nostri amici sui social net$ork. %imarrete cos sempre
aggiornati sulle nostre iniziative.
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#uesto e-book un prodotto gratuito distribuito esclusivamente tramite il sito Internet
Phototutorial.net. +utti i diritti sono riservati. e vietata la duplicazione e la copia anche parziale.
)hi dovesse riscontrare l'illecita diffusione presso altri siti $eb, programmi di sharing, ecc...
pregato di avvisare gentilmente gli autori all'indirizzo e-mail contatti.phototutorial.net.
)orso di fotografia / Phototutorial.net / edizione P0' - 1234
Capitolo 1 La fotocamera
Sono passati quasi duecento anni dallinvenzione dei primi strumenti in grado di registrare
immagini ma si pu dire che la fotocamera costituita dagli stessi elementi basilari di
allora.
Un dagherrotipo del 1839 e una fotocamera digitale mirrorless attuale. Ovviamente, in
quanto alle dimensioni, le proporzioni non sono rispettate.
I componenti essenziali presenti ancora oggi in tutte le macchine fotografiche sono:
Lobiettivo
Lobiettivo un dispositivo ottico costituito da un insieme di lenti di vetro o di plastica in
grado di deviare la luce. Ha la funzione di proiettare limmagine sul piano del sensore o
della pellicola che la registrer.
Elaborazione grafica di un obiettivo igma 1!"#3"" f$!,8 E% &' O (), con lo schema
ottico in sovrapposizione.
!ella sua forma pi" semplice lobiettivo pu essere costituito da un semplice forellino#
chiamato foro stenopeico. $lcuni fotografi amano applicare un foro stenopeico alle refle%
digitali per provare lebrezza della fotografia &primitiva'. I fori stenopeici adattabili alle refle%
sono acquistabili in molti negozi di fotografia# anche on line# per poche decine di euro.
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Un *tappo* a foro stenopeico da usare su una refle+ attuale.
Il dispositivo per la messa a fuoco
Il dispositivo per la messa a fuoco un meccanismo che muove leggermente un gruppo di
lenti allinterno dellobiettivo facendolo spostare di qualche millimetro rispetto al piano del
sensore in modo da &mettere a fuoco' cio far risultare nitido# nellimmagine# il particolare
che interessa al fotografo. !egli apparecchi moderni c un sistema autofocus che si attiva
premendo il pulsante di scatto nella posizione intermedia. (vviamente per le fotocamere
refle% e le mirrorless consentono lintervento manuale sulla focheggiatura# da operarsi
attraverso la rotazione della ghiera di messa fuoco. $nche molte bridge e alcune
compatte# con modalit diverse# consentono di mettere a fuoco manualmente.
Lotturatore
Lotturatore impedisce alla luce di raggiungere il supporto sensibile finch) non viene
premuto il pulsante di scatto. Soprattutto per svolge la funzione di controllare la durata
del tempo durante il quale la luce colpisce lelemento fotosensibile. I tempi di otturazione
sulle fotocamere refle% o mirrorless possono in genere variare da *+ secondi a ,-.+++ di
secondo /,-0+++ per i modelli pi" raffinati1. !aturalmente su questo tipo di fotocamere
anche possibile impostare la cosiddetta &posa 2'# che mantiene lotturatore aperto finch)
premuto il dispositivo di scatto. I tempi vengono impostati tramite una ghiera o dal menu
della fotocamera.
Il diaframma
Il diaframma lapertura regolabile che controlla la quantit di luce che entra nella
fotocamera attraverso lobiettivo.
Il diaframma e lotturatore controllano dunque i due parametri principali che concorrono
alla corretta esposizione: la quantit di luce che raggiunger il supporto sensibile e il
tempo di esposizione alla luce. !aturalmente di due fattori sono in relazione tra loro: per
ottenere la corretta esposizione si pu optare per un diaframma pi" chiuso legato ad un
tempo di esposizione pi" lungo# o ad un diaframma pi" aperto# con un tempo di
esposizione pi" breve.
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Il mirino
3er poter scattare una fotografia necessario poter inquadrare# cio vedere in un mirino
limmagine che sar poi riprodotta nella fotografia. $ttraverso il mirino si visualizza anche
dove cade il punto di messa a fuoco# almeno negli apparecchi a telemetro# in quelli con
mirino refle% e in quelli dotati di mirino elettronico.
Il materiale sensibile
4n tempo era costituito da lastre sensibili alla luce# poi dalle pellicole# oggi costituito dal
sensore elettronico. 5entre la pellicola svolge sia la funzione di acquisire la fotografia che
quella di &memorizzarla'# e deve pertanto essere sostituita in continuazione# il sensore si
limita ad acquisire limmagine# che poi salvata su un supporto elettronico# una scheda di
memoria di tipo flash# mentre il sensore subito pronto a registrare nuove immagini.
Quale macchina fotografica fa per me?
Il mercato della fotografia digitale offre migliaia di modelli. 6ome orientarsi7
8ondamentalmente le macchine fotografiche in commercio possono dividersi in quattro
grandi gruppi: compatte# bridge# refle% e mirrorless.
6ompatte
9ueste fotocamere sono caratterizzate dalle dimensioni molto piccole# spesso tascabili.
:ale caratteristica ne rende comodo e pratico lutilizzo# in quanto molto facile portarsele
dietro in ogni occasione. ;sse sono inoltre molto economiche. $ seconda del modello e
delle offerte dei centri commerciali il loro prezzo varia dagli 0+ ai .++ euro. <i solito si
trovano buoni modelli in una fascia di prezzo che va dai ,=+ ai >=+ euro. La qualit delle
immagini ottenibili con queste fotocamere in genere buona per i principali usi amatoriali.
3urtroppo i tanti vantaggi sono controbilanciati da alcuni svantaggi che ne limitano luso
presso i fotoamatori pi" consapevoli e gli appassionati.
,a fotocamera compatta Ol-mpus (#." i(.
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9uesti svantaggi essenzialmente sono:
,1 la mancanza di controlli manuali che consentano di intervenire direttamente sui
principali parametri della fotografia /ci sono per alcuni modelli di classe elevata dotati di
controlli manuali1?
>1 limpossibilit di utilizzare accessori esterni# in primo luogo obiettivi specifici# poi
aggiuntivi ottici# flash esterni# etc@?
*1 le dimensioni del sensore# troppo piccole per competere# come qualit dimmagine# con
le refle% /le piccole dimensioni del sensore limitano molto anche la possibilit di giocare
con la profondit di campo1.
2ridge
Le cosiddette fotocamere &bridge' si caratterizzano per essere una via di mezzo tra le
compatte e le refle%. 9ueste fotocamere infatti di solito sono dotate di tutti i controlli
manuali necessari ad ottenere gli effetti fotografici desiderati /impostazione del diaframma#
impostazione del tempo di esposizione# impostazione della sensibilit1# ecc@
<i solito anche possibile montare un flash esterno. Infatti anni fa# quando il costo delle
refle% digitali era ancora proibitivo# diversi fotografi professionisti utilizzavano le bridge per
i loro lavori.
Aispetto alla refle% lo svantaggio essenziale che con le bridge non si pu cambiare
lobiettivo. <i solito esse sono dotate di uno zoom che copre le principali focali utilizzate in
fotografia. 5a# per quanto di buona qualit# questo zoom non potr rivaleggiare con i
migliori obiettivi disponibili per una refle%. Inoltre anche le bridge# salvo alcune eccezioni#
sono dotate di sensori molto pi" piccoli di quelli delle refle%. <i conseguenza le immagini#
per quanto di buona qualit# non potranno rivaleggiare con queste ultime. Sempre a causa
del sensore piccolo# non si potr neanche intervenire in maniera creativa sulla profondit
di campo.
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Una fotocamera bridge /i0on 1oolpi+.
!ei confronti delle compatte invece lo svantaggio essenziale che le bridge sono molto
pi" voluminose. Sebbene pi" piccole delle refle%# esse non raggiungono certo le comode
dimensioni tascabili delle compatte.
Aefle%
Le refle% sono le macchine fotografiche pi" utilizzate dai professionisti e dagli appassionati
di fotografia. Sono infatti le fotocamere pi" versatili# quelle che permettono di ottenere la
migliore qualit dBimmagine e di trovare una soluzione a qualsiasi necessit fotografica
possa sorgere. 5ontano sensori molto pi" grandi di quelli delle bridge e delle compatte /le
dimensioni vanno dai >>#= % ,*#=mm del sensore 9uattro :erzi ai classici *C % >.mm del
sensore cosiddetto 8ull 8rame1# e questo consente una qualit dellBimmagine molto
superiore.
,a 1anon 2."&.
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Il nome /refle%1 deriva dal particolare sistema di visione: lBimmagine tracciata dallBobiettivo
viene inviata al mirino attraverso uno specchio inclinato# mentre un sistema di specchi
definito pentaprisma provvede a raddrizzarla. In questo modo possiamo osservare
esattamente ci lBobiettivo inquadra# senza errori.
Il grande vantaggio delle refle% che consentono di cambiare gli obiettivi# e di utilizzare
quindi ottiche specifiche per ciascuna necessit.
5irrorless
LBultima proposta del mercato# per quanto riguarda le fotocamere# sono le mirrorless
/letteralmente Dsenza specchioD1. Si tratta di fotocamere che sono prive dello specchio
refle% e del pentaprisma# essendo dotate solo di mirino elettronico. !el contempo per
hanno mantenuto la caratteristica fondamentale delle refle%: la possibilit di cambiare
lBobiettivo. LBeliminazione del pentaprisma permette di contenere moltissimo le dimensioni.
Le mirrorless sono in genere sensibilmente pi" compatte e leggere delle refle%. Inoltre#
grazie al tiraggio basso consentito proprio dalla scomparsa del pentaprisma e dello
specchio ribaltabile# anche gli obiettivi possono essere molto pi" compatti.
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,a 3u4ifilm %#pro15 una mirrorless di alta classe.
LBimportanza delle dimensioni del sensore
4n fattore di cui bisogna tener conto nella scelta della macchina fotografica la
dimensione del sensore. Sar il sensore# infatti# a catturare limmagine# e pertanto le sue
dimensioni hanno una notevole importanza. Spesso la domanda che il fotografo pi"
esperto si sente fare# quando qualcuno chiede informazioni sulla sua fida macchina
fotografica# magari una refle% di ultima generazione# : &quanti megapi%el ha7'. Lultima
volta che ho risposto &,. megapi%el'# la replica stata# con un pizzico dorgoglio: &anche la
mia ha ,. megapi%el'# e lE linterlocutore ha tirato fuori la sua compatta da taschino.
3robabilmente nella sua mente il fatto che una compatta e una voluminosa refle% abbiano
entrambe un sensore da ,. megapi%el# significa che entrambe possono regalare foto della
stessa qualit. ;bbene purtroppo non cosE. 3er una serie di motivi# una compattina non
pu competere con una refle%. Il pi" importante di questi motivi costituito proprio dalle
dimensioni del sensore. Le fotocamere compatte hanno un sensore molto pi" piccolo di
quello delle refle%.
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,e dimensioni dei sensori a confronto. 6n giallo sono rappresentate le dimensioni del
sensore di una compatta. 1on tutti gli altri colori sono rappresentate le dimensioni dei
sensori dei principali sistemi refle+ esistenti.
9uesto fa sE che i ,. milioni di pi%el di una compatta di ultima generazione siano di
dimensioni estremamente piccole rispetto ai ,. milioni di pi%el# disposti su un sensore di
dimensioni >.mm%*Cmm. I pi%el pi" grandi sono pi" sensibili e quindi garantiscono un
segnale migliore. 3i%el di dimensioni pi" piccole# stipati in un sensore anchesso di
dimensioni molto piccole# tendono a produrre molto rumore. In altre parole# fatti salvi i
progressi tecnologici che intervengono ad ogni generazione di fotocamere# aumentando il
numero di pi%el# ma riducendone la dimensione# si rischia di perdere in rumore tutto ci
che si guadagna in risoluzione.
Inoltre# per ottenere il massimo da tanti milioni di pi%el stipati su un sensore di dimensioni
tanto piccole# sarebbe necessario che lo zoom montato sulla refle% avesse una risolvenza
enorme. 9uesto per si scontra con la necessit di mantenere dei costi accettabili. Infatti
realizzare un obiettivo di gran classe ha dei costi enormi in termini di progettazione e di
materiali utilizzati per costruire le lenti.
2isogna poi tener conto della diffrazione# un fenomeno ottico che colpisce lobiettivo alla
chiusura del diaframma. La luce# per attraversare il diaframma# deve cambiare il suo
angolo di propagazione# e questo porta a ridurre la capacit dellobiettivo di risolvere i
dettagli. 9uando la risoluzione dellobiettivo diventa inferiore a quella del sensore#
limmagine risulta impastata# meno nitida. 9uesto fenomeno viene notevolmente
accentuato dal numero dei pi%el. La risoluzione della fotocamera viene limitata dalla
diffrazione dellobiettivo.
Insomma# al di l della pubblicit# e fatto salvo il progresso tecnologico che consente di
spingersi sempre oltre# in genere gli utenti pi" riflessivi si accorgono che la nuova
compatta da ,> megapi%el spesso fa foto meno nitide della vecchia da = megapi%el# forse
precocemente pensionata.
In altre parole# il vantaggio dei sistemi refle% digitali# rispetto alle compatte# inizia dalle
dimensioni del sensore. Si pu inoltre affermare che# a parit di tecnologia# pi" grande il
sensore# migliore sar la qualit delle immagini prodotte dalla fotocamera.
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(vviamente questa qualit si paga: il costo delle refle% cosiddette 8ull 8rame# con un
sensore di dimensioni pari a quelle della vecchia pellicola >.mm%*Cmm# in genere
parecchio superiore a quello di refle% con sensore pi" piccolo: il 9uattro :erzi delle
(lFmpus e delle 3anasonic# o l$3SGc di 6anon# !iHon# 3enta% e SonF.
Le diverse tipologie di reflex
La fotocamera pi" utilizzata dai fotoamatori che desiderano avere il pieno controllo
creativo sulle proprie immagini sicuramente la refle% digitale. Il mercato offre davvero un
ampio ventaglio di opzioni# tanto che a volte diventa difficile orientarsi. Le refle% in genere
vengono classificate in base ad un non sempre condivisibile criterio di &professionalit'.
$dottando questo criterio sul mercato troviamo:
Aefle% professionali
Aefle% semiGprofessionali
Aefle% entrFGlevel
3roviamo ad orientarci in questo mondo per scegliere la fotocamera maggiormente adatta
a noi.


,a 1&#+, l7ultima refle+ superprofessionale proposta da 1anon.

6osa distingue la refle% professionale dalla entrFGlevel7 3rincipalmente tutta una serie di
caratteristiche che rendono pi" confortevole /si potrebbe dire comodo# semplice1 ottenere
fotografie.
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3roviamo ad elencarle:
9ualit costruttiva: le refle% professionali sono pi" robuste# presentano strutture
interne realizzate in leghe metalliche molto raffinate# nonch) particolarmente
resistenti e leggere.
5olte refle% professionali sono tropicalizzate# sono realizzate cio facendo in modo
che non temano lumidit o luso sotto la pioggia battente /bisogna considerare che
per garantire una tenuta sicura agli agenti atmosferici anche lobiettivo deve essere
tropicalizzato1.
Le refle% professionali sono dotate di mirini a pentaprisma migliori rispetto alle
entrFGlevel# che garantiscono una visione della scena inquadrata pi" ampia e
confortevole# con copertura del ,++I# cio la scena vista nel mirino corrisponde
esattamente a quella che poi sar ripresa in fotografia.
Le refle% professionali poi sono dotate di una doppia ghiera di controllo /una per
regolare i diaframmi# laltra per regolare i tempi1# e di una serie di pulsanti funzione
personalizzabili /che evitano di passare dal menu per molte regolazioni1
Le refle% professionali di solito hanno raffica di scatto pi" rapida# buffer di memoria
pi" ampio# autofocus ed esposimetro pi" sofisticati# otturatore pi" prestante e di
costruzione pi" raffinata# e tante altre piccole e grandi raffinatezze tecniche.
:utto queste cose fanno delle refle% professionali strumenti che assecondano in tutto e per
tutto il fotografo esperto.
Le refle% entrFGlevel sono caratterizzate da una qualit costruttiva inferiore rispetto a quelle
di classe pi" elevata. 4tilizzano ad esempio materiali plastici meno pregiati. 9uesto non
significa che esse siano scadenti# tuttBaltro: solo che essendo rivolte ad unutenza meno
specialistica# che si presume le utilizzer meno intensamente rispetto ad un professionista#
sono pensate un po &al risparmio'. :uttavia non bisogna credere che le refle% entrFGlevel
offrano prestazioni# in termini di qualit delle immagini# inferiori. Le refle% attuali possono
tutte offrire una qualit dellimmagine di altissimo livello.
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,a /i0on &.1"". Una entr-#level molto completa.
Le refle% entrFGlevel# proprio perch) pensate anche per il principiante# hanno inoltre una
serie di funzioni che rendono pi8 facile ottenere buone fotografie anche a chi non
particolarmente esperto. !ello specifico# la presenza di programmi preimpostati# adatti alle
diverse situazioni di ripresa# permette di ottenere buone fotografie pur non sapendo come
interpretare e risolvere una particolare &situazione fotografica'.
<efinire le refle% semiGprofessionali un po pi" difficile. <iciamo che si pongono a met
strada# sia per dotazioni# sia per prezzo# tra le entrFGlevel e le professionali. 3ossiedono
alcune delle caratteristiche delle refle% professionali# ma non tutte.
3er esempio# tutte le refle% semiGprofessionali hanno la doppia ghiera di controllo. Infatti#
tra le dotazioni sopra elencate per le refle% professionali# quella che di cui il fotografo
esperto sentir maggiormente la mancanza# scattando con una refle% entrFGlevel#
probabilmente sar proprio la mancanza della doppia ghiera di regolazione. 9uando si
lavora in manuale o quando si desidera intervenire direttamente sui parametri principali
della fotografia /in primo luogo tempo di esposizione e diaframma1 la possibilit di
controllare direttamente tali parametri# senza dover ricorrere a menu# tasti funzione o
combinazioni di tasti# molto molto importante.
,a 9enta+ :.. 9roposta interessante nel settore delle semi#professionali.

$llora come scegliere la refle% pi" adatta alle proprie necessit7
2isogna valutare attentamente il proprio approccio alla fotografia. Se non si ha molta
esperienza dal punto di vista fotografico# e non si certi di voler dedicare molto tempo ad
imparare# probabilmente la cosa migliore orientarsi su una refle% entrFGlevel. La gi citata
presenza di programmi preimpostati faciliter molto la vita# specialmente allinizio.
<altra parte una refle% semiGprofessionale o professionale# pu essere molto utile come
strumento di apprendimento# in quanto la mancanza dei programmi preimpostati# &obbliga'
ad imparare a cavarsela da soli. !aturalmente per anche se si possiede una entrFGlevel#
se si vuole imparare# basta far finta che tali programmi non ci siano# e decidere di operare
da soli su tempi e diaframmi.
Le refle% entrFGlevel sono ottimi strumenti per iniziare a coltivare la propria passione per la
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fotografia a prezzi che sono accessibili per molti. 9uelle attuali hanno caratteristiche tali#
dal punto di vista delle prestazioni e della qualit delle immagini# da poter accompagnare
un fotoamatore per anni# senza il pericolo di una precoce obsolescenza# come accadeva
fino a qualche anno fa.
In alternativa# se il budget e limitato# ma si orientati su una refle% semiprofessionale# ci si
pu rivolgere al mercato dellusato. 6on un po di attenzione infatti possibile acquistare a
prezzi ottimi fotocamere vecchie di uno o due anni# magari usate pochissimo.
La scelta della mirrorless
La parola mirrorless sempre pi" presente nelle discussioni sui forum di fotografia e nelle
chiacchierate tra fotoamatori. Sono molte le case fotografiche che hanno a listino una o
pi" macchine mirrorless e sono sempre di pi" quelle che decidono di entrare in questa
nuova nicchia di mercato.
Jediamo le caratteristiche principali# i pregi e i difetti di questa recente tipologia di
macchina fotografica destinata# secondo alcuni# addirittura a soppiantare la refle%.
,a amsung /%!"", mirrorless di recente uscita.

9uando si parla di mirrorless in genere ci si riferisce a quelle macchine fotografiche che
hanno queste caratteristiche principali:
assenza di sistema refle%
obiettivi intercambiabili
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sensore di dimensioni e qualit superiori a quello delle compatte /questo non
sempre vero1
6n questa immagine si nota come nelle mirrorless sia assente il sistema a specchio
ribaltabile proprio delle refle+. i pu; anche apprezzare il tiraggio ridotto.
3rincipali vantaggi delle mirrorless rispetto alle refle%
$ssenza di parti meccaniche in movimento: lassenza del complesso specchio ribaltabile#
pentaprisma e oculare assicura assenza di vibrazioni indotte# maggiore silenziosit e
maggiore robustezza. Inoltre lassenza della meccanica pu dare la possibilit ai produttori
di costruire fotocamera con raffiche di scatto elevate.
:iraggio corto: non essendoci la necessit di lasciare lo spazio per lo specchio# il tiraggio
di tali macchine pu essere molto corto. 9uesto d la possibilit di montare sulla
mirrorless qualsiasi ottica progettata per le macchine fotografiche refle% o a telemetro di
qualunque formato: dallB$3SGc# al *=mm# al medio formato. Le ottiche si possono montare
tramite i vari adattatori in commercio anche se# usando ottiche &adattate' si perdono
naturalmente gli automatismi di messa a fuoco ed esposizione. 6on quasi tutte le
mirrorless resta possibile usare lesposizione con priorit ai diaframmi a patto che
lobiettivo che vogliamo adattare sia provvisto dellapposita ghiera o che questa sia
presente sulladattatore.
6ompattezza: una mirrorless pu essere davvero compatta pur mantenendo un sensore
delle dimensioni di quello che si pu trovare su di una refle% $3SG6 o 9uattro :erzi. Se
abbinata ad un obiettivo fisso compatto /spesso detto pancaHe1 le dimensioni si
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mantengono di poco superiori a quelle di una compatta di fascia alta.
,a 9anasonic '%1 col suo obiettivo 1<mm rimane davvero molto compatta.
5irino al ,++I: il mirino elettronico /o il monitor posteriore1 permette di visualizzare il
,++I della scena che verr registrata dal sensore. Inoltre esso sar visibile# seppur con
un po di effetto scia# anche in condizioni di poca luce# situazione in cui il mirino di una
refle% diventa praticamente buio. $ltro vantaggio la possibilit di avere sovrimpresse alla
scena che stiamo inquadrando una moltitudine di informazioni# dallistogramma dei livelli ai
reticoli di aiuto alla composizione allevidenziazione delle zone sovra o sottoesposte.
9uesti ultimi sono vantaggi comuni anche alle refle% che hanno la possibilit di operare in
liveGvieK.
6n questa immagine = evidente come anche con una quantit> di luce molto bassa il
monitor continui a mostrare la scena inquadrata. ,a differenza di luce ambiente nelle due
immagini si deduce, oltre che visivamente, anche dal tempo di esposizione indicato dalla
macchina. /otate anche la quantit> di informazioni fornite a schermo. /aturalmente =
possibile scegliere quali strumenti visualizzare.

3rincipali svantaggi rispetto alle refle%
Il mirino elettronico non sempre presente: sotto luce intensa pu essere difficile usare lo
schermo L6< posteriore. $nche quando presente molti continuano a preferire la
naturalezza di visione di un mirino refle%. 6 da dire che i mirini elettronici sono in
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continuo miglioramento e ne esistono gi di ottima qualit.
(biettivi non abbastanza compatti: gi montando lo zoom standard fornito a corredo la
compattezza della macchina viene vanificata. Se poi si iniziano ad usare zoom luminosi o
teleobiettivi la differenza di dimensioni con una refle% tradizionale si riduce molto.
,a 9anasonic '31 con uno zoom 1<#<!mm. ,e dimensioni dell?obiettivo, specie quando
alla massima estensione, vanificano la compattezza della macchina

Jelocit dellB$8: lautofocus a contrasto presente su queste macchine difficilmente pu
competere con quello delle refle%# specie se si considerano i modelli semiGpro. 6omunque
anche in questo campo si stanno facendo notevoli passi avanti ed esistono gi macchine
mirrorless con un $8 sufficientemente rapido ed affidabile per quasi tutti gli usi.
5ancanza di sistemi professionali: $ncora non esistono sistemi mirrorless che si possano
considerare professionali per qualit e quantit di obiettivi ed accessori. Il numero di
obiettivi di qualit piuttosto limitato cosE come flash e accessori prettamente professionali
come ad esempio il batterF grip.
3er ultimo c da dire che alcuni sistemi mirrorless utilizzano un sensore delle dimensioni
inferiori a quello delle refle% sia $3SG6 che 9uattro :erzi. Aicadono in questa categoria il
sistema !iHon , che ha un sensore da ,L /definito dalla !iHon &6M'1 e il sistema 3enta% 9
che ha un sensore di tipo 65(S bacHGilluminated da ,->.*L. 9uesto in s) non n) un
difetto n) un vantaggio in quanto se vero che la qualit delle immagini si allontana da
quella delle refle% dallaltro canto si pu disporre di un corredo di macchina e obiettivi di
dimensioni davvero tascabili. Se il compromesso tra prestazioni e portabilit sia
vantaggioso sar il singolo fotoamatore a deciderlo in base alle proprie necessit.
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6l sistema 9enta+ @ = molto compatto, ma la macchina usa un sensore delle stesse
dimensioni di quello della maggior parte delle compatte anche se di tipo retroilluminato.
APPENDICE
La tropicaliaione
4na fotocamera si dice tropicalizzata se nella sua progettazione sono stati presi degli
accorgimenti volti a renderla resistente nei confronti di situazioni climatiche difficili # quelle
appunto che si potrebbero incontrare nei climi tropicali# come per esempio altissimo tasso
di umidit# alte temperature# piogge torrenziali# ecc@
La tropicalizzazione di una macchina fotografica consiste essenzialmente nellinserire al
suo interno# nei punti pi" esposti /lungo le fessure di accoppiamento# al di sotto di pulsanti
e ghiere1 delle guarnizioni in gomma o in neoprene# che impediscono allacqua# alla sabbia
e ad altri elementi esterni di penetrare allinterno della fotocamera. Inoltre le fotocamere
tropicalizzate hanno il corpo in magnesio o in lega di magnesio e alluminio# perch) sono
materiali pi" stabili# meno soggetti a deformazioni al variare della temperatura# e quindi in
grado di garantire la tenuta delle guarnizioni nel tempo.
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,?immagine mostra le guarnizioni inserite all?interno di una /i0on &3+ che rendono questa
refle+ tropicalizzata.

Se si prevede di utilizzare la fotocamera in ambienti e situazioni difficili# come quelle che
incontrano i fotografi di natura o di viaggio# ma anche semplicemente sotto la pioggia o su
una spiaggia# a parere di chi scrive si dovrebbe seriamente pensare di acquistare un
modello tropicalizzato.
3urtroppo ci sono due fattori di cui tenere conto. 4no che in genere sono tropicalizzati
solo i modelli di refle% pi" professionali e costosi. Laltro che nessun costruttore che
dichiara la sua fotocamera tropicalizzata fa riferimento alla normativa internazionale# n)
agli standard di tropicalizzazione degli industriali giapponesi# e nemmeno specifica che
tipo di uso consentito e cosa invece da evitare. 9uesto in soldoni significa che se la
fotocamera subisse dei danni causati dallesposizione intensa allumidit# molto
probabilmente tali danni non verranno riconosciuti come riparabili in garanzia.

<etto questo per non c alcun dubbio che una fotocamera tropicalizzata garantisca una
maggior tranquillit quando si fotografa sotto pioggia# neve# in riva al mare /si pensi a
quanto deleterio il sale per le apparecchiature elettroniche1 e in tante altre circostanze.
Aicordiamo che per garantire una reale protezione la refle% tropicalizzata deve essere
corredata anche di obiettivo tropicalizzato. 3articolarmente importante loGring sulla
baionetta di innesto# che consente la protezione nel punto pi" delicato# quello di
accoppiamento tra fotocamera e obiettivo.

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,?o#ring ArossoB sulla baionetta di un obiettivo tropicalizzato.

Lesigenza di avere fotocamere tropicalizzata aumenta man mano che sempre pi" persone
abbinano la fotografia a sport ed hobbF che si praticano a contatto con la natura# dalle
escursioni in montagna ai viaggi in luoghi esotici. Le case produttrici di fotocamere
sembrano andare incontro a tale richiesta del mercato abbassando la fascia di prezzo
nella quale viene offerta questa utile caratteristica.
La 3enta%# per esempio# ha appena presentato una fotocamera# la N*+# che# a fronte di un
prezzo da entrF level# tropicalizzata# resistente quindi a polvere e umidit.

,a 9enta+ :3", refle+ entr- level tropicalizzata.
4nultima avvertenza: tropicalizzazione non significa impermeabilizzazione. La fotocamera
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tropicalizzata non subacquea. !on provate quindi ad immergerla nellacqua perch) le
guarnizioni non reggeranno e la fotocamera si dannegger irrimediabilmente.
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Capitolo 2 Gli obiettivi
La lunghezza focale e il concetto di obiettivo normale
Gli obiettivi vengono denominati in base alla lunghezza focale, espressa in millimetri (mm).
Cos la lunghezza focale? Immaginiamo che un obiettivo sia composto da una sola lente.
a lunghezza focale sarebbe la distanza esistente tra !uesta lente e il piano focale (ossia
il piano del sensore o della pellicola) !uando la lente a fuoco sull"infinito. #oich$
lobiettivo composto da molte lenti, per determinare la lunghezza focale si considera il
centro ottico dellobiettivo, cio lo si considera comun!ue, virtualmente, come una lente
unica. %uindi la lunghezza focale la distanza tra il centro ottico dellobiettivo e il piano di
messa a fuoco.
&i considera lunghezza focale normale per un determinato sistema fotografico, !uella che
corrisponde pi' o meno alla diagonale del fotogramma. (llo stesso tempo, !uesta focale
corrisponde pi' o meno allangolo di campo in!uadrato dallocchio umano, circa )*+),
gradi.
#er esempio, nella classica pellicola formato eica *,mm, detta anche -*,, dalle
dimensioni di .)/*0mm, la diagonale di )*,.1 mm. obiettivo 2normale3 per il formato
eica (oggi comunemente noto come 4ull 4rame) dun!ue il )*mm.
Il Pentax FA 43mm limited f/1,9: l'obiettio !normale! "er eccellenza #ul formato $eica%
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In realt5 per una serie di ragioni, tra le !uali la possibilit5 di adottare uno schema ottico
semplice, lobiettivo normale per il sistema .)/*0mm stato sempre considerato, per
approssimazione, il ,6mm. #er anni, infatti, prima dellavvento degli zoom, il 2cin!uantino3
stato lobiettivo a corredo delle refle/. 7el corso del tempo le case si sono cimentate
nella produzione di lenti da )6mm a ,,mm che, con le necessarie approssimazioni, sono
considerati obiettivi normali sul formato .)/*0.
&i con#iderano "ertanto obiettii 'normali( )uelli che in)uadrano un angolo di cam"o
com"re#o tra i 4*+ e i ,-+.
7e consegue che la focale dellobiettivo 2normale3 cambia a seconda del sistema
utilizzato.
&ulle fotocamere medio formato, !uelle che usano pellicole -.6, il cui fotogramma ha
dimensioni di 0/0cm, viene considerato normale lobiettivo da 86mm.
&ulle refle/ digitali 4ull 4rame, che hanno un sensore delle dimensioni uguali a !uelle del
fotogramma eica, .)/*0mm, il ,6mm continua ad essere lottica 2normale3.
( causa del fattore di cro" dovuto al sensore pi' piccolo, invece, sulle refle/ digitali (#&+c
attuali, il classico ,6mm non pi' un obiettivo normale, in !uanto non si avvicina n$ alla
diagonale del sensore, n$ allangolo di campo in!uadrato dallocchio umano. angolo di
campo di un ,6mm su (#&+c , a seconda dei diversi formati, varia tra i *- e i *. gradi,
allincirca !uello di un 1,+86mm su formato eica. 9iventa pertanto un medio tele, adatto,
ad esempio, per ritratti mezzo+busto o ambientati.
Gli obiettivi considerati 2normali3 su (#&+c sono invece !uelli che vanno da ./mm a
3*mm.
#er !uanto riguarda le refle/ del formato %uattro terzi, sono obiettivi normali !uelli che
hanno una focale compresa tra i .- e i .*mm.
$'obiettio 0l1m"u# 2ui3o .*mm f/.,/ !Panca3e!: un !normale! "er il #i#tema 4uattro
5erzi%
Obiettivi e fattore di crop
#er decenni il sistema fotografico pi' usato stato !uello eica *,mm, detto anche -*,,
che si basa su un fotogramma delle dimensioni di *0/.)mm, oggi adottato dalle refle/
digitali cosiddette 4ull 4rame. #er !uesto motivo, !uando si parla di obiettivi, ci si rapporta
ancora, pi' o meno consapevolmente, a !uel sistema.
&ul sistema eica la classificazione degli obiettivi , con alcune approssimazioni, la
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seguente:
&upergrandangolari: focali da -.mm a .-mm.
Grandangolari: focali da .)mm a *,mm.
7ormali: focali da )6mm a ,,mm.
;edio tele: focali da 06mm a .66mm.
&upertele: focali da *66mm in su.
6imen#ioni dei #en#ori%
( causa del fatto che la maggior parte delle refle/ digitali vendute attualmente ha un
sensore pi' piccolo, necessario rivedere la suddivisione riportata sopra, tenendo conto
del fattore di crop di -,,/ < -,0/ dei sistemi (#&+c e o ./ per il sistema %uattro =erzi.
#er !uesto motivo, !uando si parla degli obiettivi montati su !ueste fotocamere, spesso si
preferisce indicarne anche la focale e)uialente.
#ertanto si legge o si sente dire che un *66mm, montato su una refle/ (#&+c 7i>on (come
per esempio la 9*66), e!uivale a un ),6mm, o che un )66mm e!uivale, sulla stessa
fotocamera, a un 066mm. &ulle refle/ (#&+c Canon il fattore di crop pari a -,0/. %uindi
si dice comunemente che un *66mm e!uivale a un )86mm, e che un )66mm e!uivale a
un 0)6mm. Come si nota, per coloro che usano lunghi teleobiettivi, il sensore (#&+c offre
notevoli vantaggi, in !uanto fornisce un ingrandimento maggiore a parit5 di focale usata.
#er lo stesso motivo, per?, i grandangoli sono penalizzati. @n -)mm, che un
grandangolo di tutto rispetto su pellicola o sensore .)/*0mm, e!uivale solo ad un
modesto .-mm se montato su (#&+c.
Infatti con lavvento del digitale, e la diffusione dei sensori (#&+c, le case hanno prodotto
dei grandangoli che partono da -6mm, e adesso anche da 8mm (e!uivalente ad un -.mm
su (#&+c con fatto di crop -,,/).
&ul sistema (#&+c possiamo pertanto classificare gli obiettivi cosA:
&upergrandangolari: focali da 8mm a -,mm.
Grandangolari: focali da -0mm a .)mm.
7ormali: focali da .8mm a *,mm.
;edio tele: focali da )6mm a -,6mm.
&upertele: focali da .66mm in su.
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Il &igma /71,mm f/4%*7*%, 68 9&:: lo zoom #u"ergrandangolare "i; #"into "rogettato
"er le reflex AP&7c%
#er il sistema %uattro =erzi si usa in genere considerare un fattore di cro" pari a ./, anche
se le proporzioni diverse del fotogramma ():* invece di *:.), dovrebbero portare a fare
alcune considerazioni leggermente diverse che !ui si tralasciano.
#ertanto sul sistema %uattro =erzi gli obiettivi possono essere cosA suddivisi:
&upergrandangolari: focali da 1mm a --mm.
Grandangolari: focali da -.mm a .6mm.
7ormali: focali da .-mm a .1mm.
;edio tele: focali da *6mm a -66mm.
&upertele: focali da -,6mm in su.
(nche per le fotocamere compatte si usa parlare di focali e!uivalenti. &pesso infatti
sullobiettivo, oltre alla focale effettiva (o al posto di essa), indicata !uella e!uivalente nel
formato eica. CosA, per esempio, facile trovare compatte che sullobiettivo riportano la
scritta 2.)+-6,mm e!.3, dove 2e!.3 indica appunto che le focali indicate sono !uelle
e!uivalenti, come angolo di campo in!uadrato, al formato eica .)/*0mm.
Dal grandangolo al teleobiettivo
&i definiscono 2normali3 gli obiettivi che hanno un angolo di campo simile a !uello restituito
dalla visione umana, !uelli che in!uadrano !uindi un angolo tra i ),B e i 06B.
&i definiscono grandangoli gli obiettivi che hanno una lunghezza focale inferiore rispetto
allobiettivo considerato 2normale3 per un determinato sistema, !uelli cio che permettono
di in!uadrare una porzione pi' ampia della scena. &ono pertanto grandangoli tutti !uegli
obiettivi che permettono di in!uadrare una porzione di campo maggiore di ),B.
&i definiscono teleobiettivi gli obiettivi che, avendo una lunghezza focale superiore rispetto
al 2normale3, in!uadrano una porzione di campo inferiore ai ),B, creando !uindi un
ingrandimento rispetto alla visione umana.
e fotografie sotto riportate permettono di farsi unidea delleffetto restituito dalle diverse
lunghezze focali. Csservatele attentamente, consultando anche le didascalie. In
particolare riflettete su come allaumentare della focale diminuisca langolo di campo
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in!uadrato. &i tratta della stessa scena, ripresa a focali diverse.
Grandangolo
$a #cena < ri"re#a con una reflex AP&7c 7 con fattore di cro" 1,*x 7 con un obiettio di
lunghezza focale 1.mm, che #u )ue#to #i#tema re#titui#ce un angolo di cam"o di 99,,+%
$a focale e)uialente #u FullFrame =.4x3,mm> < 1/mm%
A 1*mm =e)uialente #ul FF a ..,*mm> l'angolo di cam"o in)uadrato < di /,,/+%
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A 1/mm =focale e)uialente #u FF .?mm>, l'angolo di cam"o in)uadrato < di ?,,*+%
A .4mm =focale e)uialente #u FF 3,mm>, l'angolo di cam"o in)uadrato < di ,1,.+% &i
tratta di una i#ione leggermente grandangolare%
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7ormali
./mm =focale e)uialente #u FF 4.mm>% $'angolo di cam"o < di *3,/+% Il cam"o
in)uadrato e la re#a "ro#"ettica #ono molto #imili a )uelli della i#ione umana%
3*mm =focale e)uialente #u FF *.mm>% $'angolo di cam"o in)uadrato < di 44,1+% &iamo
ancora nell'ambito dei !normali!%
=eleobiettivi
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?-mm =e)uialenti #u FF a 1-*mm>% Angolo di cam"o "ari a ..,9+% &i tratta di un medio
tele%
-66mm (lunghezza focale e!uivalente su 44 -,6mm). (ngolo di campo pari a -0,.B. Il
classico mediotele.
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.--mm =focale e)uialente #u FF 3--mm>% Angolo di cam"o "ari a /,1+% &iamo nel cam"o
dei #u"ertele%
4--mm =focale e)uialente #u FF ,--mm>% Angolo di cam"o "ari a 4,1+% &iamo nel cam"o
dei #u"ertele%
Gli zoom
&ono definiti obiettivi zoom tutti !uegli obiettivi che permettono di variare la focale
nellambito di una certa gamma di valori. #ur comportando spesso dei compromessi, in
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termini di !ualit5, rispetto agli obiettivi a focale fissa e!uivalenti, gli zoom si sono imposti
sul mercato a motivo della loro versatilit5 e praticit5. Inoltre, grazie allo sviluppo della
tecnologia, oggigiorno anche gli zoom economici offrono sovente una !ualit5 ottica di tutto
rispetto. =anto che attualmente gli obiettivi a focale fissa sono relegati ad applicazioni e
generi fotografici specifici e ac!uistati !uasi esclusivamente dai professionisti e dai
fotoamatori pi' esigenti.

Gli zoom sulle compatte
%uasi tutte le fotocamere compatte e bridge sono dotate di un obiettivo zoom. &i tratta di
obiettivi dalla focale variabile, che vanno solitamente dal modesto grandangolare al medio
tele. Dagionando in termini di focali e!uivalenti, in genere lo zoom delle compatte copre un
range di focali che va dai .)+.8mm in posizione grandangolare ai .66+*66mm in posizione
tele. #oich$ tali fotocamere non offrono la possibilit5 di cambiare lobiettivo, si cerca di
offrire allac!uirente una gamma di focali adatta a coprire tutte le esigenze normali di un
fotoamatore.
$a Pana#onic $umix 6:872&?% 8ome indicato #ul cor"o della fotocamera, e##a < dotata
di un obiettio zoom 1.x che "arte da una focale e)uialente di .*mm% &i tratta )uindi di
un .*73--mm e)uialente% $e focali com"re#e in tale interallo #ono )uelle maggiormente
u#ate dai fotografi% @n obiettio zoom del genere "ermette "ertanto di co"rire la maggior
"arte delle #ituazioni fotografiche%
&ulle fotocamere refle/
e fotocamere refle/, almeno !uelle definite entrE+level, vengono normalmente vendute
corredate con un obiettivo zoom -8+,6mm o -8+,,mm. e focali e!uivalenti di cui si
dispone sono !uindi !uelle comprese tra i .1+.8mm e i 1,+86mm. &i va pertanto dal
moderato grandangolo al modesto medio tele. &i nota immediatamente !uindi che una
refle/ appena ac!uistata per certi aspetti meno versatile di una compatta o di una
bridge.
Foom medio+tele economico
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#er ovviare a !uesto problema le case produttrici spesso offrono dei >it con due obiettivi: il
-8+,6mm classico pi' un ,6+.66mm, !uindi uno zoom medio tele, che amplia moltissimo
le possibilit5 fotografiche.
Il &on1 **7.--mm f/47*,, un tele7zoom economico adatto "er !com"letare il corredo!%
=ali zoom sono ovviamente ac!uistabili anche separatamente e costituiscono un modo
semplice di ampliare la propria gamma di focali, e di conseguenza le possibilit5
fotografiche, spendendo poco. 9i solito il costo di tali zoom si mantiene al di sotto dei *66+
*,6 euro.
Il Ai3on Ai33or ?-73--mm f/4,*7*,, BC% @n obiettio dalla buona re#a che, come indica la
#igla BC, < anche #tabilizzato%
Foom tuttofare
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#er coloro che desiderano corredare la refle/ di un unico obiettivo tuttofare, perch$ magari
non amano cambiare ottica, sono disponibili dei comodi -8+.66mm o -8+.,6mm piuttosto
versatili, anche se spesso con evidenti compromessi in termini di !ualit5 ottica.
Il Ai3on 1/7.-- BC =cio< #tabilizzato>% @n obiettio zoom er#atile, che a dal grandangolo
moderato al tele #"into, "er coloro che non amano cambiare ottica%
&e si desidera ampliare ulteriormente il proprio corredo fotografico e le proprie possibilit5
espressive, sono ovviamente disponibili obiettivi zoom per tutti i gusti. unico limite
costituito dallammontare del proprio budget di spesa.
Gcco alcuni esempi.
Foom grandangolari
Gli zoom grandangolari coprono focali che vanno dagli 8mm ai .)mm, se disegnati per il
sistema (#&+c, e dai -. ai *,mm se disegnati per il sistema 4ull 4rame (.)/*0mm). 9i
solito non hanno una grande apertura, si limitano a fH), perch$ con i grandangoli il rischio
di ottenere fotografie micromosse minore (il tempo di sicurezza, a -6mm, su sistema
(#&+c, pari a -H-, si secondo).
Il &on1 65 1171/ mm f/4,*7*,,: un obiettio zoom che co"re le focali grandangolari%
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Foom normali luminosi
&ono obiettivi che coprono focali tra i -0 e i ,,mm per il formato (#&+c e tra i .) e i 16mm
per il formato 4ull 4rame. &i distinguono dagli zoom che vengono forniti a corredo per
essere molto pi' luminosi. Infatti hanno unapertura fissa, su tutto il range di focali, di fH.,8
mentre gli zoommini a corredo sono fH)+,,0.
Il Ai3on Ai33or AF7& 1?7**mm f/.%/ D IF7E6 6F: uno zoom !normale! lumino#o%
%ual la differenza, allatto pratico? Ieh un obiettivo luminoso, con apertura fH.,8,
permette innanzitutto di bilanciare meglio la profondit5 di campo, sfocando meglio lo
sfondo all"occorrenza, cosa molto utile in molti generi fotografici, come ad esempio il
ritratto. e grandi aperture permettono poi di impostare tempi pi' veloci, minimizzando il
pericolo di mosso. (nche la scena visualizzata nel mirino appare pi' luminosa. Inoltre,
trattandosi di prodotti pensati per unutenza professionale, gli zoom ad apertura fH.,8 sono
in genere progettati per garantire una resa ottica senza compromessi.
Cvviamente !uesti vantaggi comportano anche alcuni svantaggi. Innanzitutto il prezzo. @n
-0+,6 fH.,8 pu? costare dagli 866 ai -,66 euro, mentre un obiettivo >it -8+,, fH)+,,0 costa
circa -66+-,6 euro, spesso anche meno se comprato insieme alla fotocamera. In secondo
luogo le dimensioni e il peso.
Foom medio+tele luminosi
(nche per !uanto riguarda la gamma dei teleobiettivi esistono zoom professionali. Il pi'
classico il 16+.66 fH.,8.
Cvviamente anche in !uesto caso il vantaggio, rispetto ad obiettivi con escursioni focali
simili ma con diaframma fH) o fH,,0, sta principalmente nella luminosit5. =uttavia, dato che
si tratta di obiettivi professionali, nei !uali i produttori riversano il top delle proprie capacit5
progettuali e tecniche, si riscontra in !uesti obiettivi una !ualit5 ottica eccezionale.
Cvviamente tale !ualit5 si paga profumatamente. I prezzi oscillano tra gli 866+J66 euro dei
produttori universali e i .666 euro o pi' dei brand pi' famosi.
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Il 8anon ?-7.-- f/.,/ II% @n medio tele lumino#o #tabilizzato dalla #traordinaria re#a ottica.
I medio+tele luminosi si usano soprattutto per la fotografia di ritratto (nella !uale lampia
apertura di diaframma consente di sfocare lo sfondo e, in generale, un completo controllo
sulla profondit5 di campo), per la fotografia in luoghi poco illuminati, per la fotografia di
cerimonia, senza tralasciare la fotografia di paesaggio e, talora, !uella di animali selvatici.
a differenza di luminosit5 comporta ovviamente una notevole differenza in termini di
dimensioni e peso, come si pu? osservare nella seguente foto. Gli zoom tele luminosi
sono anche piuttosto pesanti.
Foom tele
&ono obiettivi a focale variabile che che coprono le focali lunghe, ad esempio da 86mm a
)66mm, o da -,6mm a ,66mm, poco luminosi (di solito hanno unapertura di diaframma
variabile tra fH, ed fH1,*).
&pesso sono usati dai neofiti per cominciare a praticare generi pi' impegnativi e
specialistici di fotografia, !uale !uella sportiva (si pensi alle partite di calcio, alla vela, alle
gare automobilistiche su pista o a !uelle di motocross), e !uella di animali in natura
(Gildlife).
Il #igma 1*-7*-- f/*7,,3 9&: 0& < uno zoom tele #tabilizzato che "ermette di aicinar#i
con una #"e#a ancora abba#tanza contenuta al mondo dei #u"ertele e a generi fotografici,
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)uali la fotografia di animali #elatici, che richiedono le lunghe focali%
&i tratta di generi fotografici che ben presto richiederanno luso di teleobiettivi a focale
fissa, dallampia apertura, costosi e pesanti, ma per iniziare a prendere confidenza con
essi, magari in attesa di capire se si tratta di un tipo di fotografia che ci interessa davvero,
lac!uisto di uno zoom tele, dal costo e dal peso ancora contenuti, potrebbe essere una
buona soluzione iniziale.
Gli obiettivi macro
@n ramo della ripresa fotografica che risulta sicuramente molto affascinante, sia per chi lo
pratica che per gli osservatori delle foto, !uello che consiste nello spostare il punto di
vista su un microcosmo che ci circonda e del !uale noi siamo spesso inconsapevoli
invasori ma !uasi mai attenti spettatori: !uello degli insetti, dei fiori, delle gocce di rugiada
e di miliardi di altri soggetti troppo piccoli per essere apprezzati compiutamente nella loro <
a volte stupefacente < bellezza ad occhio nudo.
Ca""orto di ri"roduzione circa 1:1%
&tiamo ovviamente parlando della fotografia macro o macrofotografia, cio della ripresa a
distanza ravvicinata che permette di cogliere luniverso alieno che si trova allinterno del
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mondo al !uale siamo abituati.
;olti sono gli strumenti e gli accessori che permettono alla nostra fotocamera divenire
idonea per la ripresa macro. &icuramente per? la soluzione pi' semplice, !uella senza
compromessi, ma anche pi' costosa costituita dall"ac!uisto di un obiettivo macro.
Iisogna fare molta attenzione per?: la scritta macro appare al giorno doggi su molti
obiettivi che non lo sono affatto. I fabbricanti di ottiche, infatti, tendono a largheggiare
piuttosto disinvoltamente, e ad attribuire la !ualifica di macro anche ad obiettivi che
permettono, sA e no, un rapporto di ingrandimento di -:0, -:,, -:). @n noto zoom 16+*66
che viene definito 2macro3, per esempio, permette un rapporto di ingrandimento massimo
di -:) senza lutilizzo di ulteriori accessori. %uesto rapporto significa che, per esempio, un
soggetto di ) mm di lunghezza, verr5 riprodotto con la lunghezza effettiva di -mm sul
sensore. 9avvero ben poca cosa.
Gli obiettivi macro propriamente detti, invece, sono !uelli che consentono un rapporto di
riproduzione -:-. Cio ogni particolare del soggetto verr5 riprodotto esattamente con le
stesse dimensioni sul sensore. (lcuni obiettivi macro si fermano in realt5 ad un rapporto
-:., ma raggiungono il fatidico -:- con una lente close+up o un tubo di prolunga accessorio
appositamente studiato dal produttore, lutilizzo dei !uali non ne pregiudica
significativamente la !ualit5.

&ull'obiettio macro iene ri"ortato il ra""orto di ri"roduzione al )uale #i #ta laorando% In
)ue#to ca#o 1:1%
&e studiamo i cataloghi dei vari produttori di obiettivi scopriamo che gli obiettivi macro
sono nella !uasi totalit5 dei casi obiettivi a focale fissa, con apertura di diaframma
sicuramente buona, ma non eccezionale (si ferma a fH.,8 o a fH*,,), con una lente frontale
che fuoriesce molto dal barilotto !uando si trova alla minima distanza di messa a fuoco.
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Al ma##imo ra""orto di ri"roduzione, come #i ede dalla fotografia, la lente frontale di un
obiettio macro fuorie#ce tanti##imo dal barilotto%
a caratteristica fondamentale di un obiettivo macro !uella di riuscire a mettere a fuoco
su una distanza molto pi' breve rispetto a !uella di un obiettivo normale. &e un ,6mm
normale di solito mette a fuoco ad una distanza minima di circa ), cm di distanza, un
,6mm macro riuscir5 a mettere a fuoco ad una distanza minima di circa -J,, cm.
#er esemplificare altre differenze costruttive tra un obiettivo macro e uno normale,
mettiamo a confronto i dati tecnici di due obiettivi di pari focale, del medesimo produttore:

Caffronto tra le #"ecifiche tecniche di un obiettio da *-mm macro e uno normale

e differenze che saltano subito allocchio sono le seguenti:

Il ,6mm normale molto pi' luminoso, fH-,) contro fH.,8. Ci? avviene perch$ un
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,6mm normale progettato per garantire un ottimo controllo dello sfocato e !uindi
con la possibilit5 di utilizzare un diaframma molto aperto. @n obiettivo macro invece
sar5 usato soprattutto ai diaframmi intermedi o pi' chiusi. Inutile !uindi, in sede di
progettazione, lavorare su grandi aperture che non sarebbero utilizzate e
creerebbero molti problemi ai progettisti per essere gestite.
Il ,6mm macro ha un diaframma che si chiude di ben tre stop in pi': fH), contro
fH-0. (nche !uesto dovuto ad una precisa scelta progettuale. In macrofotografia
infatti la profondit5 di campo sempre poca, e un diaframma pi' chiuso permette di
guadagnare !ualche millimetro di zona nitida in pi'. Inutile invece prevedere tali
diaframmi su un obiettivo normale, dove non sarebbero !uasi mai utilizzati.
Cvviamente il rapporto di riproduzione molto diverso: -:- per lobiettivo macro,
-:1,) per lobiettivo normale.

%uale obiettivo macro conviene scegliere?

Ai3on :icro Ai33or ,-mm f/.,/ macro D E6%
Gsistono in commercio obiettivi macro delle focali pi' diverse: si va dai *,mm ai .66mm.
=utti, come gi5 detto, garantiscono un rapporto di riproduzione che per lo meno di -:..
&u !uale focale indirizzarsi dipende soprattutto dallimpiego che vogliamo farne.
Iisogna infatti tener conto di un fattore importante: minore la lunghezza focale
dellobiettivo, minore sar5 la distanza tra la lente frontale e il soggetto.
%uesto fatto ha due conseguenze importanti:
-. se il soggetto vivo (un insetto per esempio), !ualora la distanza minima della lente
frontale fosse troppo corta, potrebbe spaventarsi e fuggireK
.. una distanza troppo corta tra la lente frontale e il soggetto pu? creare problemi con
lutilizzo delleventuale illuminazione esterna (flash o lampada).
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Aella foto di )ue#to ragnetto #iamo ben oltre il ra""orto di ri"roduzione 1:1% E' #tata
ottenuta con un 1--mm macro montato #u tubi di "rolunga ed < #tata u#ata una fonte di
illuminazione e#terna =il fla#h, montato #ulla fotocamera, con diffu#ore>% $a di#tanza
minima di me##a a fuoco, grazie all'utilizzo di una focale tele, ha "erme##o di non
#"aentare il ragnetto e di aere anche #ufficiente #"azio "er illuminarlo%

#er esemplificare il problema portiamo !ualche dato: con un ,6mm la distanza tra la lente
frontale e il soggetto sar5 di circa 1 cmK se abbiamo un paraluce montato, a seconda della
conformazione di !uesto, la distanza di lavoro scender5 a circa )+, cm. ( !uesto punto
importante precisare che vi una notevole differenza tra la distanza minima di messa a
fuoco, che per un ,6mm macro sar5, come detto prima, di circa -J,, cm, e la distanza del
soggetto dalla lente frontale, in !uanto in fase di lavoro la lente frontale di un macro
fuoriesce moltissimo dal barilotto. (lla minima distanza di messa a fuoco, che corrisponde
al massimo fattore di ingrandimento (-:-), la lente frontale di un ,6mm macro dister5 circa
1 cm dal soggetto.
Con un -66mm invece la distanza di lavoro sale a -) cm, -.+-* con un paraluce montato.
L evidente come la differenza sia notevole: la maggior parte degli insetti non tollerer5 una
distanza di )+, cm, ma una di -.+-* sA. #er gli insetti sarebbe comun!ue meglio utilizzare
un -,6mm o un -86mm, che permettono di raggiungere il rapporto di riproduzione di -:-
rispettivamente a -8 cm e .* cm di distanza dalla lente frontale, abbastanza per garantire
anche la nostra sicurezza rispetto a soggetti pericolosi (vespe, calabroni, vipereM).
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Il &igma AP0 :A8C0 1/-mm f/.,/ 6D 0& 9&:: un'ottica #traordinaria "er la fotografia
di in#etti in )uanto "ermette di mantener#i a una buona di#tanza dal #oggetto%
(nche leventuale utilizzo di fonti di illuminazione esterna risulta parecchio facilitato se
possiamo operare ad una distanza maggiore.
In virt' di !uanto sopra detto, e anche se ho visto delle foto bellissime fatte con dei macro
di focale *,mm, il mio suggerimento di orientarsi su obiettivi macro di focale compresa
tra i ,6mm e i -66mm se pensiamo di fotografare fiori e altri soggetti statici, mentre
-66mm sono davvero il minimo sindacale per fotografare gli insetti, per i !uali le focali
ideali sono !uelle comprese tra i -,6mm e i .66mm.
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@n obiettio molto "articolare, #tudiato da 8anon e#clu#iamente "er la macro% Il 8anon
:P E ,*mm f/.,/ "ermette di raggiungere ingrandimenti fino al *x con effetti #"ettacolari%
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Capitolo 3 Gli accessori
Il treppiede
Senza ombra di dubbio l'accessorio pi importante per un fotografo il treppiede.
Molti fotografi confidano nellefficacia dello stabilizzatore, molti detestano farsi carico del non indifferente peso di un buon
treppiede, ma se volete espandere le potenzialit della vostra attrezzatura, seguite questo consiglio: dotatevi di un buon
treppiede.

uso del treppiede infatti presenta i seguenti vantaggi:
!" semplicemente riuscirete a fare fotografie altrimenti impossibili, ad esempio quelle nelle quali per ragioni estetic#e si
desidera utilizzare dei lung#i tempi di esposizione, come negli esempi sotto riportati:
Questa immagine stata ottenuta utilizzando un tempo di scatto di 2,5 secondi. Un tempo cos lungo necessario per rendere
l'effetto del movimento del mare. Nessuno stabilizzatore potrebbe compensare una tempo di scatto tanto lungo. C' una sola
possibilit! utilizzare un treppiede.
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"l tempo di scatto di # secondi permette di rendere nella fotografia l'effetto dell'ac$ua in movimento. %ncora una volta
indispensabile il treppiede.
$" il treppiede permette di valutare con calma linquadratura. Sotto questo aspetto molto utile: una specie di palestra di
buona composizione. Specialmente allinizio, quando certi automatismi della composizione non sono acquisiti, fermarsi a
riflettere sullinquadratura scelta, osservandola per bene nel mirino o sul live%vie& della fotocamera, permette di ottenere
immagini migliori'
(" spesso ottenere uno scatto interessante significa aspettare il gioco di luce ideale. )apita quindi di posizionare la
macc#ina sul treppiede, scegliere per bene linquadratura, e aspettare c#e arrivi la luce ideale. *ale attesa pu+ durare
anc#e molti minuti, perfino qualc#e ora. Se la macc#ina montata sul treppiede, e linquadratura stata ben pensata in
precedenza, allarrivo della luce ideale saremo pronti a scattare la fotografia senza perdere quei preziosi secondi c#e
potrebbero vanificare la nostra attesa.
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Un tramonto dura poc&i minuti. 'eglio essere pronti e scegliere l'in$uadratura prima, aspettando poi l'attimo giusto con la
fotocamera sul treppiede
,er la scelta del treppiede bisogna tener conto di un solo consiglio fondamentale: non risparmiare- Sulle bancarelle e
anc#e nei negozi di fotografia si vedono treppiedi c#e costano poc#e decine di euro. .on comprateli-
/l treppiede, per essere efficace, deve essere stabile. ,er essere stabile deve essere costruito bene e deve essere anc#e
pesante. 0ifficilmente si trova qualcosa c#e risponde a questi parametri al di sotto dei !12 euro. 3 cui va aggiunto il costo
della testa, c#e nei treppiedi professionali viene venduta a parte.
4n treppiede professionale garantisce l'adeguata stabilit e la sicurezza dell'attrezzatura fotografica. 5a corredato di una 6testa6,
l'accessorio c#e regge la fotocamera e permette di modificare l'inquadratura.
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4n buon parametro per valutare se il treppiede adeguato alle nostre necessit, c#e esso deve pesare pi
dellattrezzatura c#e andr a reggere. 7uesta regola pu+ essere derogata solo nel caso dei modernissimi e costosissimi
treppiedi costruiti in fibra di carbonio con altri materiali ricercati e raffinati. 3d ogni modo i produttori di modelli
professionali indicano il peso c#e un determinato modello di treppiede pu+ reggere.
,er resistere alla tentazione di comprare un treppiede sulle bancarelle, considerate c#e proprio al treppiede affidate la
sicurezza della vostra preziosa fotocamera con lobiettivo montato 8si tratta probabilmente di centinaia di euro, se non
migliaia". 9ssi andrebbero incontro a danni ingenti se il treppiede si rovesciasse. .on proprio il caso di risparmiare sul
treppiede, quindi-
4n treppiede poco stabile inoltre del tutto inutile, perc#: il semplice movimento c#e imprimete con il dito al pulsante di
scatto pu+ generare le vibrazioni c#e porteranno ad una foto mossa.
Una testa base, a tre movimenti, da montare sul treppiede. (a testa dotata di una piastra a sgancio rapido, c&e va montato
sotto la fotocamera, e permette di montare $uest'ultima sul treppiede in poc&i istanti e di staccarla altrettanto rapidamente.
Ma come scegliere il treppiede; 3 quali caratteristic#e prestare attenzione;
Stabilit e robustezza
<ipetiamolo. Siccome alla stabilit del treppiede affidata lintegrit della nostra costosa attrezzatura fotografica, esso
dovrebbe essere davvero robusto. 5i assicuro c#e uno dei momenti peggiori nella vita del fotografo quando vede
cadere a terra la sua preziosa fotocamera, magari con un obiettivo montato del valore di diverse centinaia o migliaia di
euro.
0avvero sarebbe poco saggio lesinare proprio sullacquisto del treppiede. Se abbiamo una refle=, quindi, evitiamo
accuratamente i treppiedi in vendita sulle bancarelle, ed evitiamo anc#e di acquistare marc#i sconosciuti in negozio.
<ivolgiamoci ai poc#i e conosciuti produttori seri, e scegliamo accuratamente il cavalletto fotografico adatto alle nostre
necessit dopo averlo provato o aver c#iesto informazioni c#iarificatrici agli esperti, magari rivolgendoci ad amici
fotoamatori o c#iedendo lumi su uno dei tanti forum on line di fotografia.
.ella scelta del cavalletto possiamo avvalerci dei dati tecnici dic#iarati, presenti sulle broc#ure, sui catalog#i, sulle
scatole e sui siti &eb dei migliori produttori. *ra i dati tecnici viene c#iaramente riportato il peso c#e il treppiede pu+
sostenere.
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Un dato fondamentale nella scelta! il peso massimo caricabile sul treppiede. "n $uesto caso ) *g.
4na vecc#ia regola empirica raccomandava di scegliere un treppiede pi pesante dellattrezzatura c#e dovrebbe
sostenere. a tecnologia e luso di materiali migliori #a permesso di c#iudere un occ#io su questa regola. 3d ogni modo
sempre meglio larg#eggiare, e scegliere un cavalletto c#e dic#iari una >capacit di carico? superiore di almeno il (2@
al peso della refle= e dellobiettivo c#e dovr sostenere.
4n treppiede di generose dimensioni garantir, oltre c#e dal risc#io di improvvise rovinose cadute, anc#e lattenuazione
di quelle vibrazioni c#e provocano il micromosso, con la conseguente perdita di nitidezza della foto.
/noltre, anc#e il numero delle sezioni delle gambe influenza molto la stabilit del treppiede: importante assicurarsi c#e
il cavalletto c#e stiamo acquistando non abbia pi di due snodi, c#e le gambe, quindi, non abbiano pi di tre sezioni.
*rasportabilit
a trasportabilit un fattore molto importante nella scelta del cavalletto, anc#e se purtroppo entra in contrasto con la
caratteristica analizzata prima, in quanto un treppiede stabile di solito anc#e piuttosto pesante, a meno c#e non ci
indirizziamo verso modelli in fibra di carbonio c#e sono fino al (2@ pi leggeri degli altri a parit di capacit di carico. /
treppiedi in fibra di carbonio sono piuttosto costosi ma se dobbiamo portarci dietro il cavalletto durante lung#e escursioni
dobbiamo seriamente considerarne lacquisto, oppure cercare una soluzione di compromesso.
5ersatilit
un elemento molto importante nella scelta del treppiede la sua versatilit. /n particolare si deve prestare attenzione a
due caratteristic#e: la possibilit di montare la colonna in orizzontale e la possibilit di eliminarla per allargare le gambe e
raggiungere unaltezza minima da terra di non pi di !1%$2 cm.

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(a colonna del treppiede.
,ossibilit di montare la colonna in orizzontale
a colonna del treppiede permette di aumentare laltezza massima di lavoro quando le gambe sono completamente
estese.
,er alcuni generi fotografici 8macro in primis, ma anc#e riproduzione di documenti, eccA" importante c#e sia possibile
disporla in orizzontale, come si vede nella seguente immagine:
+ importante c&e il treppiede abbia la possibilit di montare la colonna in orizzontale.
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/n questo modo potremo fotografare con la fotocamera rivolta verso il basso, cosa c#e pu+ capitare pi di frequente di
quanto immaginiate, soprattutto se praticate la fotografia macro.
,er scattare $uesta fotografia il treppiede stato disposto con la colonna in orizzontale.
,ossibilit di eliminare la colonna centrale
3nc#e questa una caratteristica importante, perc#: permette di raggiungere una altezza minima da terra non superiore
ai !1%$2 cm. 7uesta propriet importante soprattutto nella fotografia naturalistica. 4naltezza minima da terra
contenuta, infatti, permette di fotografare gli animali 8ad esempio gli anatidi in un lago" alla loro stessa altezza, cio dalla
prospettiva migliore. .aturalmente fondamentale c#e le gambe del treppiede siano completamente allargabili come si
vede nella foto sottostante.
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+ importante c&e il treppiede abbia la colonna centrale staccabile e le gambe c&e si allarg&ino completamente per garantire
un-altezza minima da terra di poc&i centimetri.
3ltri fattori di cui tener conto nella scelta del treppiede
4n altro elemento da considerare quello dellaltezza massima. 0ovrebbe essere di circa !(2 B !12 cm con la colonna
centrale completamente abbassata. Se vero, infatti, c#e la colonna permette di aumentare laltezza alloccorrenza,
anc#e vero c#e quando essa viene sollevata il treppiede diventa meno stabile. ,er questo motivo meglio acquistare un
treppiede c#e sia abbastanza alto senza ricorrere alla colonna centrale.
,er quanto riguarda la colorazione, non ci sono particolare necessit. Se per+ siamo interessati a praticare la fotografia
di animali in natura, ricordiamo c#e molti fotografi naturalisti suggeriscono lacquisto di treppiedi di colore verde scuro, o
nero, perc#: il colore dellalluminio e specialmente i riflessi del sole su di esso, potrebbero essere percepiti da alcuni
animali e infastidirli.
Molto utile sul cavalletto 8soprattutto se lo si utilizza per riprese video" pu+ essere una bolla di livello.
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.olla di livello sul treppiede.
/nfine due parole sui piedini, anc#e se nei treppiedi professionali sono di solito intercambiabili e quindi facilmente
sostituibili, in quanto i produttori li vendono come accessori. / piedini pi comuni, quelli con i quali sono venduti in genere
i cavalletti, sono in gomma, utili sia in interno 8per non rigare o danneggiare i pavimenti" c#e nella maggior parte delle
situazioni in esterno. 9sistono poi i piedini a punta in metallo, da utilizzare solo allesterno e conficcare nel terreno per
aumentare la stabilit del treppiede. 5i sono poi i piedini doppi, dotati sia di gommino c#e di punta in metallo.
,iedino in gomma.
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,iedino doppio con base in gomma da ruotare per fare all-occorrenza fuoriuscire la punta in metallo.
Scegliere una testa per il treppiede
/ treppiedi professionali o semi%professionali vengono venduti senza testa c#e dovr essere acquistata
separatamente dal fotografo in base alle proprie necessit. 5ediamo quali sono le principali teste per
treppiede in commercio.
*esta a sfera
)ome suggerisce il nome, questo tipo di testa #a un unico snodo a sfera c#e permette di muovere
velocemente la fotocamera in qualsiasi direzione. a testa #a una levetta o una manopola c#e consente di
sbloccarla, collocarla nella posizione desiderata e ribloccarla.
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Una testa a sfera prodotta da Cullmann. ('unica leva presente permette di bloccare e sbloccare la testa. /oto Cullmann.de

5antaggi: immediatezza e velocit nel muovere la macc#ina fotografica sbloccando ununica leva. )ompattezza: se
confrontata con una testa a tre movimenti la differenza di dimensioni evidente.
Svantaggi: sono in genere meno precise delle teste a tre movimenti ed pi difficile ottenere uninquadratura accurata
rispetto a queste ultime. 3nc#e se bloccate tendono ad essere meno stabili e a muoversi pi facilmente dalla posizione
stabilita rispetto alle teste a tre movimenti 8questo, naturalmente, dipende molto dalla qualit e dalla robustezza".
4si consigliati: una testa molto versatile c#e permette di fare un po di tutto. 0iversi fotografi la usano per qualsiasi tipo
di foto, dal ritratto alla macrofotografia. /o personalmente non la ritengo adatta alla fotografia di paesaggio, per la quale
preferibile avere il controllo separato dei tre movimenti, e alla macrofotografia spinta 8ingrandimenti superiori all!:!" per
la quale pi indicata una testa a cremagliera con movimenti micrometrici 8di questo tipo di testa e di altre per usi pi
specifici parleremo in un prossimo tutorial".

*esta a tre movimenti
)on questo tipo di testa si #a la possibilit di muovere la fotocamera indipendentemente su ognuno dei tre assi.
)iascuna delle tre manopole sblocca e blocca uno degli assi.
Una testa a tre movimenti prodotta da .enro.Come si vede, &a una manopola per bloccare e sbloccate ognuno degli assi
indipendentemente. /oto Benro USA
5antaggi: la regolazione separata per i tre assi permette di scegliere accuratamente linquadratura. Si pu+ muovere la
macc#ina fotografica agendo su di un asse lasciando bloccati gli altri, cosa utile, ad esempio, quando si vogliono provare
inquadrature diverse senza cambiare la posizione della linea dellorizzonte o quando si vogliono unire pi foto per
ottenere delle panoramic#e. 4na volta bloccate le manopole pi difficile c#e linquadratura si sposti rispetto a quanto
avviene con le teste a sfera.
Svantaggi: dovendo armeggiare con tre leve, lutilizzo meno immediato e veloce rispetto a quello di una testa a sfera.
Cli ingombri sono maggiori rispetto ad una testa a sfera di portata equivalente.
4si consigliati: si pu+ usare per ogni genere fotografico, specialmente per quelli dove la precisione dellinquadratura
prioritaria rispetto alla velocit operativa: paesaggi, macro, foto di arc#itettura, riproduzione di quadri o documenti.
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)ome scegliere
Se si indecisi nella scelta tra queste due teste pu+ essere utile andare in un negozio di fotografia ben fornito e c#iedere
di poterne provare diverse di entrambi i tipi. /n questo modo sar pi facile capire quale tipo di testa pi adatto al
nostro modo di fotografare.

)aratteristic#e a cui fare attenzione
7uando si sceglie la testa per il treppiede, ci sono alcune caratteristic#e comuni a cui fare attenzione.
,ortata massima
*utti i produttori dic#iarano nelle sc#ede tecnic#e la portata massima delle teste da loro prodotte. Dacciamo attenzione a
scegliere una testa con una portata massima superiore al peso della nostra macc#ina con lobiettivo pi pesante di cui
disponiamo. E bene tenersi un poco larg#i in modo da evitare di far lavorare la testa al limite delle sue possibilit a tutto
vantaggio della stabilit e della sicurezza dellattrezzatura c#e ci monteremo sopra.
Solidit e qualit di assemblaggio
3ssicuriamoci c#e la testa c#e stiamo per acquistare non abbia gioc#i eccessivi, c#e potrebbero tradursi in foto micro
mosse, e c#e sia sufficientemente solida per luso c#e ne faremo. 3ffidandoci a marc#e note, ed evitando le linee troppo
economic#e, non dovremmo aver problemi in tal senso.
Meccanismo si aggancio%sgancio rapido
(a piastra rapida viene lasciata montata sulla fotocamera.
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(a piastra rapida si aggancia e sgancia dalla testa del treppiede tramite un sistema di inserimento e blocco comandato da una
levetta.
7uasi tutte le teste di buona qualit ne sono dotate. /l meccanismo di aggancio e di sgancio rapido consiste in una
piastra da avvitare sotto la fotocamera. a piastra pu+ essere inserita sulla testa del treppiede attraverso apposite
scanalature e incastri ed esservi bloccata attraverso un apposito fermo.
a funzione di questo meccanismo quella di permettere di agganciare e sganciare la macc#ina dalla testa rapidamente
muovendo semplicemente una levetta. /n tal modo si potr, ad esempio, posizionare con calma il treppiede e
agganciarvi la fotocamera solo quando ben stazionato. /noltre, quando dobbiamo spostare il cavalletto possiamo
sganciare la macc#ina fotografica in un attimo e riagganciarla dopo averlo riposizionato, evitando inutili risc#i per
lattrezzatura. )erto la stessa cosa si pu+ fare anc#e senza lo sgancio rapido, ma il dover avvitare e svitare ogni volta la
macc#ina fotografica alla testa del treppiede certamente pi laborioso. Senza uno sgancio rapido probabile c#e, tra
uno scatto e laltro, si finisca per spostare il cavalletto con la macc#ina montata per non ripetere ogni volta la noiosa
operazione di smontaggio e rimontaggio.
)on il meccanismo di aggancio e sgancio rapido, inoltre, sar possibile acquistare varie piastre, una per ogni fotocamera
e per ogni obiettivo di grandi dimensioni del nostro corredo, in modo da avere la possibilit di togliere una fotocamera e
montarne unaltra sul treppiede in poc#i istanti.
E quindi decisamente consigliabile scegliere una testa munita di sgancio rapido e c#e abbia una piastra rapida ben fatta,
c#e si monti con facilit e, sopratutto, c#e si blocc#i in modo sicuro.
Teste particolari o per usi speciali

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*esta a cremagliera
(a 012 3unior, una testa a cremagliera prodotta da 'anfrotto. Notare le manopole la cui ratozione permette il movimento lungo i
tre assi. /oto! 444.manfrotto.com
.elle normali teste a tre movimenti per muoversi lungo un asse si sblocca la relativa manopola e la si blocca
nuovamente una volta raggiunta la posizione voluta. )on le teste a cremagliera, invece, ci si muove lungo gli assi
ruotando le relative manopole fino a raggiungere la posizione voluta senza necessit di bloccare e sbloccare nulla. /l
movimento molto preciso e permette di curare linquadratura con grande accuratezza. Sono provviste anc#e di un
meccanismo c#e permette di sganciare, tramite una g#iera, gli ingranaggi per muovere velocemente la testa e, una volta
ribloccati, correggere con precisione linquadratura usando le manopole c#e permettono il movimento micrometrico.

4si consigliati
a testa a cremagliera consigliata nelle situazioni c#e ric#iedono grande precisione nellinquadratura, per la fotografia
di oggetti statici e dove la velocit operativa secondaria rispetto alla precisione. 4n uso sicuramente indicato per la
macro fotografia ad alti ingrandimenti, dove con una testa senza movimenti micrometrici sarebbe arduo inquadrare con
cura il soggetto e il semplice ribloccare la leva di un asse provoc#erebbe spostamenti significativi nellinquadratura. Si
pu+ usare anc#e per la fotografia in studio o per i paesaggi, se si desidera curare linquadratura in modo maniacale.


*esta gimbal

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Una testa gimbal prodotta da 5riopo. 6a notare la particolare struttura della testa c&e permette il perfetto bilanciamento
dell-obiettivo e movimenti molto fluidi. /oto! 444.triopo.pl
a gimbal una testa molto particolare, lo si capisce gi dallaspetto differente da qualsiasi altra tipologia di testa. /l suo nome
deriva dal tipo di meccanismo utilizzato, denominato per lappunto >gimbal?. 7uesta testa viene usata per teleobiettivi grossi e
pesanti. Fa la caratteristica di permettere di bilanciare il complesso macc#ina teleobiettivo. 4na volta ben bilanciata, la testa
permette di muovere rapidamente lobiettivo per seguire soggetti in rapido movimento. Se di buona fattura, i movimenti sono
fluidissimi, lobiettivo sembra sospeso in aria e il suo peso annullato.

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(e teste gimbal sono ottime per sostenere obiettivi lung&i e pesanti, come $uesto %/ 7 Ni88or )22mm f5.9 di prossima uscita c&e
sar probabilmente lungo pi: di 52 cm e pesante pi: di 5 8g. 6a notare la presenza dell-attacco per il treppiede, condizione
essenziale per l-uso su $uesto tipo di testa. /oto! &ttp!;;444.ni8onusa.com
4si consigliati
a testa gimbal viene usata con obiettivi dalla lunga focale e provvisti di collare con attacco per il treppiede. / generi fotografici per
cui particolarmente indicata sono in pratica gli stessi per i quali si usano lung#i teleobiettivi: la fotografia naturalistica di animali nel
loro #abitat e la fotografia di eventi sportivi.


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*esta video
(a 'anfrotto 521<6=, una testa video di buona $ualit per l-amatore evoluto, ma usata anc&e da professionisti c&e girano video
usando le fotocamere. /oto! 444.manfrotto.com
,erc#: parlare di teste video in un volume dedicato alla fotografia; a risposta semplice, oggi la maggior parte delle fotocamere
offre la possibilit di girare video. 0iverse refle= e mirrorless di ultima generazione permettono di fare riprese video di altissima
qualit e in full F0 8!G$2H!2I2 pi=el". ,er questo sono sempre pi le persone c#e oltre ad essere fotoamatori sono anc#e
videoamatori e usano la medesima attrezzatura sia per fotografare c#e per riprendere video. ,er il videoamatore evoluto, c#e
intende fare video di alta qualit, luso di una testa specifica praticamente dobbligo. 4na buona testa video permette infatti di
ottenere movimenti di camera fluidi, senza scatti. 0iciamo subito c#e esiste una gran variet di questo tipo di teste, si va da quelle
semplici a due movimenti, dal costo di poc#e decine di euro, a quelle pi sofisticate c#e costano qualc#e centinaio di euro, per non
parlare, ovviamente, di quelle professionali da alcune migliaia di euro. e prime, a mio parere, non sono di grande utilit in quanto
non permettono movimenti fluidi. Se devono essere usate solo per riprese static#e tanto vale usare una buona testa fotografica, se
gi la si possiede. e seconde, avendo sui due assi frizioni fluide e regolabili, e una molla di controbilanciamento, permettono di
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fare panoramic#e e movimenti verticali fluidi e senza scatti. /l rovescio della medaglia il prezzo: si parte dai !12J$22K per avere
una testa di discreta qualit, a cui va aggiunto il costo di un robusto treppiede video c#e, dotato di attacco a semisfera, costa grosso
modo il doppio della testa.
Teste a sfera, alcune varianti
5ediamo qui alcune varianti della normale testa a sfera di cui abbiamo parlato sopra.

*esta idrostatica

Una testa idrostatica c&e pu> reggere, in $uesto caso, fino a 19*g. /oto! 444.manfrotto.com
Sono praticamente teste a sfera dotate di sistema di bloccaggio idraulico. Fanno le stesse caratteristic#e delle normali teste a sfera,
ma sopportano caric#i maggiori e #anno un bloccaggio pi sicuro anc#e con macc#ine e obiettivi particolarmente pesanti.
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*esta LoMsticN
5esta ?o@stic8 con impugnatura verticale. Notare la leva facilmente azionabile dalla stessa mano c&e impugna la testa. /oto!
444.manfrotto.com
E una testa a sfera con unimpugnatura, orizzontale o verticale, e uno sblocco a grilletto. Si usa per cambiare rapidamente
linquadratura. *enendo la mano sullimpugnatura a forma di LoMsticN, basta premere la leva a grilletto per sbloccare, reinquadrare e
rilasciare la leva per bloccare di nuovo la testa.
*esta panoramica
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5esta panoramica. 7i vede alla base il meccanismo di rotazione. (e slitte servono per posizionare con cura la fotocamera. /oto!
444.manfrotto.com
)ome dice il nome, un tipo di testa c#e si utilizza per ottenere fotografie panoramic#e composte da diversi scatti uniti tra loro in
post produzione attraverso appositi soft&are. Sono composte da una parte c#e permette la rotazione a (O2P a scatti costanti e una
parte c#e permette di posizionare con cura la fotocamera in modo da mantenere allineati il centro di rotazione col punto nodale del
complesso fotocamera obiettivo.

9sistono naturalmente altre varianti delle teste fin qui viste, ma le loro caratteristic#e non si discostano molto da quelle delle
tipologie a cui appartengono.
)#i necessita di teste cosQ specific#e; E vero c#e con una buona testa a sfera o a tre movimenti ci si pu+ cimentare un po in tutti i
generi fotografici, ma se ci si appassiona ad uno in particolare dopo un po si potrebbe sentire il bisogno di attrezzatura pi specifica
c#e permette di ottenere risultati migliori e pi comodamente. 3d esempio se ci si appassionasse alla macro fotografia e si iniziasse
a fare foto con ingrandimenti spinti, una normale testa a tre movimenti comincerebbe a mostrare tutti i suoi limiti e si inizierebbe a
sentire il bisogno di una testa a cremagliera c#e permette movimenti micrometrici.
/l mio consiglio di iniziare con una testa a sfera o a tre movimenti e, nel caso ci si indirizzasse verso un genere particolare,
affiancarle successivamente una testa pi specifica, continuando ad utilizzare quella base per gli altri generi.
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Cavalletti da tavolo e altri supporti
Sebbene un robusto treppiede sia fondamentale in molti generi fotografici, quando si viaggia per lavoro o vacanza e si preferisce
avere con s: unattrezzatura il pi possibile compatta e leggera 8una fotocamera compatta, oppure una mirrorless o una refle= con
un solo obiettivo", esso potrebbe risultare troppo pesante e ingombrante per portarselo dietro.
,er rispondere a questa esigenza, diversi produttori di accessori fotografici producono supporti estremamente compatti e leggeri,
tanto da poter essere infilati in una borsa o in un marsupio. Si va dai mini treppiedi da tavolo a vari tipi di morsetti da fissare su
ring#iere, pali e simili. 5ediamo le principali caratteristic#e di questi accessori per orientarci nella loro scelta.

*reppiedi da tavolo
)ome intuibile dal nome sono piccoli treppiedi alti poc#i centimetri da appoggiare su di una superficie solida come un tavolo, il
pavimento, un muretto, il tetto di unauto e via dicendo. .e esistono di diversi tipi, dai cavalletti telescopici reperibili per qualc#e
euro dai venditori cinesi, buoni al massimo per reggere una piccola compatta, ai cavalletti prodotti da aziende specializzate, robusti
a sufficienza anc#e per sostenere una refle=, c#e #anno un costo di alcune decine di euro.
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Un treppiede da tavolo sufficientemente robusto pu> sostenete anc&e una piccola refleA. /oto! 444.cullmann.de
,regi
/l pregio maggiore sicuramente quello di essere compatti e leggeri, tanto da riuscire ad infilarli in piccole borse o marsupi
fotografici. Se di buona qualit sono anc#e sufficientemente robusti e stabili.
0ifetti
9ssendo laltezza molto contenuta #anno bisogno di una superficie abbastanza alta su cui essere poggiati, se non abbiamo vicino
un tavolo o un muretto lutilit limitata. 7uelli pi economici non sono in genere molto stabili e robusti, quindi si possono usare al
massimo con una compatta leggera.

Morsetti
Sono dei veri e propri morsetti da fissare a tubi, ring#iere, pali e via dicendo. .e esistono di diversi tipi, alcuni sono molto robusti e
sopportano caric#i notevoli. Sono molto utilizzati anc#e in studio per sostenere flas#, ombrelli e altre attrezzature.
Un morsetto 'anfrotto molto robusto B&a una portata massima di 15*gC con montata una piccola testa a sfera per orientare la
fotocamera.
,regi
Se di buona qualit sono molto robusti e possono sostenere tranquillamente anc#e una refle=. .on #anno bisogno di un piano di
appoggio per essere utilizzati, basta una ring#iera, un ramo o un palo per avere un buon punto di appoggio. *ra i pregi c
certamente la versatilit, oltre c#e per la macc#ina fotografica vengono buoni per fissare altri accessori fotografici, come flas#,
pannelli riflettenti e via dicendo.
0ifetti
Fanno in genere un prezzo superiore ai cavalletti da tavolo e pesano di pi. .ormalmente non #anno una testa a sfera, perci+
bisogner acquistarla separatamente. Molti sono studiati per usi fotografici generici, pertanto potrebbe esserci la necessit di
acquistare a parte lattacco per la macc#ina fotografica.

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*reppiedi snodabili
"l Dorillapod, famoso treppiede snodabile prodotto da 3ob@. /oto! &ttp!;;?ob@.com;gorillapod;
Sono treppiedi di piccole dimensioni con le gambe costituite da snodi. 7uesta particolare costruzione permette di ancorarli a pali,
ring#iere, rami e via dicendo. e sfere #anno una parte gommata c#e permette una buona presa sulle superfici. .e esiste anc#e un
particolare tipo c#e #a le sfere alle estremit delle gambe dotate di magneti per permettere un buon ancoraggio su superfici
metallic#e.
,regi
Sono molto versatili e riuniscono i pregi dei mini treppiedi e dei morsetti: possibile usarli sia appoggiati a superfici piane c#e
ancorati a ring#iere, rami e pali. /noltre le gambe flessibili possono adattarsi a rocce, scogli e via dicendo. .e esistono modelli
robusti a sufficienza per sostenere una piccola refle=.
0ifetti
/ modelli pi grandi, adatti anc#e alle refle=, possono essere piuttosto costosi. a forza di ancoraggio non paragonabile a quella di
un buon morsetto, specie con le macc#ine un po pi pesanti.

Supporti per smartp#one
)on la crescente diffusione di smartp#one dotati di fotocamera, c#e permettono di ottenere fotografie di discreta qualit, diversi
produttori #anno messo in commercio diversi supporti adatti a sostenerli. Si va da accessori a incastro dotati di attacco a vite per
essere fissati su cavalletti e mini treppiedi, a piccoli cavalletti completi di attacco ad incastro. Se si usa spesso il cellulare per
fotografare, magari in sostituzione della compatta, pu+ essere un piccolo accessorio di cui considerare seriamente lacquisto. ,u+
essere utile per foto con lautoscatto, per fare foto nitide quando la luce scarseggia o per girare filmati evitando il mosso.
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Un accessorio, dedicato all-"p&one, c&e viene montato ad incastro sul telefonino ed dotato di un attacco con filettatura standard
per treppiede fotografico. "n $uesto modo possibile montare lo smartp&one su mini treppiedi, morsetti e altri supporti. /oto!
444.8ungl.com
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/l Corillamobile, un cavalletto snodabile dedicato all/p#one. Si usa esattamente come un Corillapod, ma #a un attacco ad incastro
specifico per /p#one. Doto: RobM.com
Il battery grip
/l batterM grip 8o impugnatura supplementare" un dispositivo per fotocamere refle= 8ma anc#e per alcune mirrorless"
c#e svolge essenzialmente due funzioni:
!" aumentare lautonomia energetica della fotocamera'
$" migliorare lergonomia 8facilitando soprattutto gli scatti in verticale".
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Ni8on d#22 con batter@ grip.
7uesto accessorio si presenta come un oggetto sagomato da inserire sotto la refle= utilizzando la filettatura per il
montaggio su treppiede. 3llinterno dellimpugnatura supplementare si inseriscono una o pi batterie e=tra. /l batterM grip
comunica con la fotocamera attraverso un connettore elettrico, c#e si collega ad un connettore presente di solito nella
parte inferiore della fotocamera, protetto da uno sportellino in plastica o in gomma.
.atter@ grip ,entaA. Nella foto sono ben visibili la vite, c&e si inserisce nella filettatura per il treppiede presente nella base della
refleA, e il connettore elettrico per il dialogo con la fotocamera.
Sulla fotocamera, tramite menu, possibile decidere quale batteria sar utilizzata per prima, se quella del corpo
macc#ina o quella inserita nellimpugnatura.
E importante ricordare c#e non tutte le refle= consentono di utilizzare il batterM grip. Molti modelli entrM level, infatti, non
prevedono la possibilit di montare questo optional. Se esiste un batterM grip per il vostro modello di fotocamera il libretto
di istruzioni oppure il sito &eb del produttore lo specific#er, indicando la sigla dellaccessorio da acquistare.
9sistono anc#e batterM grip di produttori universali, ma meglio evitare lacquisto di un accessorio del genere non
originale, anc#e perc#:, se causasse danni alla vostra fotocamera, comprometterebbe la validit della garanzia.

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(a mirrorless El@mpus E'F6 &a la possibilit di montare un batter@ grip dedicato, a conferma della sua vocazione professionale.
3nalizziamo pi nello specifico le caratteristic#e del batterM grip per valutare con maggiore consapevolezza se il caso
di acquistarne uno.

3umentare lautonomia della fotocamera
a funzione principale del batterM grip quella di garantire una maggiore autonomia della fotocamera. E vero c#e
sempre possibile portarsi dietro delle batterie di riserva, ma in alcuni contesti la semplice operazione di cambiare le
batterie potrebbe far perdere una g#iotta occasione fotografica. ,er esempio, non raro, per un fotografo di natura o di
sport rimanere senza energia proprio nel bel mezzo di unazione, mentre stava usando la raffica a tutta velocit. Mentre
si perde tempo a cambiare la batteria della fotocamera lazione spesso bella c#e finita. Se osservate i fotografi di
natura, quindi, e quelli a bordo campo nelle manifestazioni sportive, quasi sempre li vedrete con fotocamere dotate di
batterM grip. aumento dellautonomia energetica garantito da questo accessorio, in molti casi, non #a prezzo-
.on infatti un caso se i modelli professionali di fotocamera spesso #anno il batterM grip inglobato nel corpo macc#ina,
e non venduto separatamente come accessorio. / fotografi professionisti molto semplicemente non possono farne a
meno.
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,er un modello professionale come la Canon 16 'ar8 "= il batter@ grip non un accessorio! fa semplicemente parte del corpo
macc&ina.
3lcuni modelli di fotocamera, inoltre, se dotate di batterM grip, sono in grado di incrementare la velocit e la durata della
raffica, grazie al fatto c#e dispongono di maggiore energia.
/ batterM grip permettono di inserire una o pi batterie di riserva. 3lcuni consentono di utilizzare, tramite un adattatore,
anc#e delle semplici batterie stilo, cosa c#e pu+ risultare utile se si lavora in un posto dove non possibile ricaricare con
facilit le batterie proprietarie della fotocamera. Spesso anc#e nelle zone pi remote del pianeta possibile acquistare
delle batterie stilo e continuare a fotografare.

('adattatore per batterie stilo presente in alcuni batter@ grip.
Migliorare lergonomia
4n altro vantaggio del batterM grip quello di migliorare lergonomia della fotocamera, cio la possibilit di tenerla in
mano comodamente e lavorarci per un lungo periodo di tempo. /nfatti molte macc#ine fotografic#e, specialmente nel
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settore delle entrM level, sono piuttosto piccoline e, sebbene il loro peso ridotto sia in linea generale un vantaggio, le
dimensioni ridotte costituiscono un #andicap per un uso intenso e prolungato, specialmente per c#i #a le mani un po pi
grandi della media.
/l batterM grip favorisce anc#e unimpugnatura pi stabile e sicura.
/ batterM grip sono molto utili soprattutto nellutilizzo in verticale della fotocamera, in quanto sono dotati anc#e di un tasto
di scatto integrato e di una replica dei principali tasti e g#iere%funzione della fotocamera. )osQ possibile impostare i
parametri di scatto 8tempo, diaframma, sensibilit, compensazione dellesposizione" senza essere costretti a innaturali e
scomode contorsioni del polso.
Un batter@ grip per ,entaA *5. "n primo piano si vedono il pulsante di scatto, il pulsante per la compensazione dell'esposizione, il
pulsante per modificare rapidamente la sensibilit e una g&iera di controllo.
7uesta possibilit particolarmente apprezzata dai fotografi c#e usano spesso un taglio verticale, come i ritrattisti e i
fotografi di moda.

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"mpugnatura verticale con il batter@ grip Ba destraC e senza Ba sinistraC a confronto. (a mano destra, $uella le cui dita impostano i
parametri della foto e premono il pulsante di scatto adotta una posizione molto pi: naturale se la fotocamera dotata di batter@
grip.
Svantaggi
o svantaggio principale, anzi unico, del batterM grip c#e fa aumentare il peso e le dimensioni della fotocamera. 7uesto
pu+ portare un maggiore affaticamento durante il trasporto e luso. Molti fotografi preferiscono pertanto rinunciare
allimpugnatura supplementare e portare con s: solo le batterie di ricambio.
4n fattore senzaltro secondario, ma da considerare, c#e il batterM grip rende senzaltro pi difficile passare inosservati.
Magari per qualcuno non uno svantaggio, anzi alcuni fotografi montano il batterM grip esclusivamente per laspetto
professionale c#e esso dona alla loro fotocamera, ma alcuni generi fotografici ric#iedono discrezioneA
Il paraluce
/l paraluce un oggetto in plastica, a forma di cono o sagomato a petali, c#e si monta sull'obiettivo. E buona abitudine
utilizzarlo sempre, anzi prendere labitudine di montarlo sullobiettivo non appena viene tolto il tappo della lente frontale.
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Un paraluce.
/l paraluce assolve infatti due funzioni importanti:
!" proteggere lobiettivo da luci parassite, in particolare quelle laterali, c#e possono far degradare la qualit
dellimmagine ingenerando un fastidioso flare, cio dei riflessi indesiderati tra le lenti dellobiettivo o, pi di frequente una
B talvolta lieve, talvolta pi sensibile B diminuzione della nitidezza e del contrasto'
$" proteggere lobiettivo da urti, agenti atmosferici e ditate.
Molti per proteggere lobiettivo utilizzano un filtro neutro, ma il paraluce, oltre ad essere maggiormente protettivo rispetto
agli urti, #a B al contrario del filtro B un effetto benefico sulla qualit delle fotografie.
/n genere gli obiettivi fotografici vengono venduti con, a corredo, un paraluce dedicato opportunamente sagomato c#e si
monta utilizzando delle apposite scanalature presenti sulla parte anteriore del barilotto. Sono riportate, sia sullobiettivo
c#e sul paraluce, delle tacc#ette c#e aiutano nelloperazione. 4tilizzando le stesse scanalature, il paraluce di solito si
pu+ montare rovesciato sullobiettivo quando questo viene riposto, in modo da risultare meno ingombrante.
,araluce montato sull-obiettivo.
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,araluce montato rovesciato in modo da occupare meno spazio $uando lo si trasporta.
5i sono anc#e obiettivi con paraluce integrato e scorrevole lungo lasse dellottica, c#e si estrae e si ric#iude.

Solo alcuni zoom !I%11mm e poc#i altri obiettivi di classe economica, vengono venduti, per contenere i costi, privi del
paraluce, c#e andr acquistato come accessorio a parte 8il libretto distruzioni dellobiettivo riporta la sigla del paraluce
opzionale da acquistare".
9sistono in commercio anc#e paraluce universali c#e si montano sulla filettatura per i filtri dellobiettivo. 3lcuni sono in
gomma morbida, altri in gomma dura e anc#e sagomati a petalo. Si possono acquistare con poc#i euro su 9%baM o in un
negozio fotografico.
Se decidiamo di acquistarne uno dobbiamo ovviamente assicurarci c#e sia dello stesso diametro della filettatura per filtri
dellobiettivo. Dacciamo anc#e attenzione c#e sia disegnato per langolo di campo coperto dallobiettivo, altrimenti,
specie con obiettivi grandangolari, risc#iamo c#e il paraluce ci entri nellinquadratura.

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,araluce universale a vite c&e si pu> montare sull-obiettivo attraverso la filettatura per i filtri.
,araluce universale in gomma montato sull-obiettivo attraverso la filettatura in posizione Gda lavoroH e in poi ripiegato.
unica controindicazione nelluso del paraluce pu+ essere quella legata alle fotografie con il flas#. *alvolta, specie con il
flas# integrato alla refle= e alle focali grandangolari, si risc#ia c#e il paraluce produca delle fastidiose ombre. /n tal caso
meglio toglierlo.
Come scegliere il flash
,rima o poi arriva per ogni fotografo il momento di scegliere il flas# esterno. 7uello piccolino in dotazione alla propria
refle=, infatti, manifesta ben presto i suoi limiti. 7uali sono questi limiti; /l primo la scarsa potenza. )i si accorge c#e
non si riesce ad illuminare la scena a pi di qualc#e metro di distanza. /l secondo, c#e forse anc#e pi grave, il fatto
c#e il lampo del flas# integrato non pu+ essere orientato: deve per forza essere sparato in direzione del soggetto.
,urtroppo per+ la luce diretta, frontale, molto brutta e innaturale: limmagine appare piatta, in quanto la luce frontale
non d rilievo ai contorni. /noltre si creano forti ombre antiestetic#e dietro il soggetto, e, se si tratta di una persona o di
un animale, pu+ facilmente insorgere il problema degli >occ#i rossi?. ,er ovviare a tutti questi problemi si deve ricorrere
al flas# esterno. E necessario per+ prestare attenzione ad alcuni aspetti per acquistare il flas# giusto, quello adatto alle
nostre necessit.
9cco un elenco delle caratteristic#e da considerare.
)ompatibilit con la propria fotocamera
3l giorno doggi luso del flas# diventato molto semplice, almeno per un utilizzo amatoriale. Mentre un tempo per usare
il flas# bisognava conoscere ed applicare alcune formule, oggi tutte le fotocamere riescono a gestire automaticamente la
luce del lampo. )on i moderni sistemi ** 8*#roug# t#e lens B 3ttraverso lobiettivo", infatti, la fotocamera interrompe
automaticamente il lampo nel momento in cui giudica c#e la luce c#e #a raggiunto il soggetto sufficiente per la corretta
esposizione. a lettura avviene, come dice lacronimo, attraverso lobiettivo: la fotocamera legge la luce riflessa dal
soggetto attraverso un apposito sensore. ,er funzionare in tale maniera, per+, necessario c#e lelettronica della
fotocamera e quella del flas# dialog#ino. /n altre parole il flas# deve essere >dedicato? a quella fotocamera, deve essere
progettato per lavorare con essa.
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Un buon flas&, c&e si pu> definire professionale, della 'etz! il 5) %/F2. 'etz un produttore universale. %ttenzione $uindi a
prendere il flas& nella versione dedicata alla vostra fotocamera.
)ome si fa a sapere se il flas# compatibile con la propria fotocamera; /n genere, salvo rarissime eccezioni, tutti i flas#
di un determinato produttore sono perfettamente compatibili con le fotocamere dello stesso produttore. 7uindi tutti i flas#
.iNon saranno compatibili con le fotocamere .iNon, tutti i flas# SonM saranno compatibili con le fotocamere SonM e cosQ
viaA
/ produttori infatti in genere utilizzano lo stesso protocollo per tutte le fotocamere della casa, anc#e se di tanto in tanto
vengono introdotti novit e miglioramenti. Si deve quindi solo prestare attenzione a c#e non si tratti di un modello di flas#
troppo datato rispetto alla refle=, perc#: magari nel frattempo sono state introdotte cosQ tante innovazioni da rendere
incompatibile, in parte o totalmente, un modello troppo vecc#io. 3d ogni modo prima di acquistare il flas# si dovrebbe
sempre visitare il sito &eb del produttore per verificarne la compatibilit totale con la fotocamera sulla quale andr
montato.
)i sono anc#e produttori >universali? di flas#. *ali aziende 8ad esempio Sigma o Metz" producono flas# compatibili con le
fotocamere di qualsiasi marc#io. Sisogna per+ prestare attenzione ad acquistare la versione di un dato flas# dedicata
alla propria fotocamera . *ale indicazione c#iaramente riportata sulla scatola contenente il prodotto 8in genere c
scritto >per )anon? o >per ,enta=?, eccA", e dovrebbe esserlo anc#e, c#iaramente visibile, sul sito /nternet di un
venditore online. 3nc#e in questo caso vale il consiglio di verificare attentamente, sul sito /nternet del produttore, la
compatibilit totale con la nostra fotocamera.
a potenza e il .umero Cuida
4n altro parametro da considerare nellacquisto di un flas# la potenza. 4n flas# pi potente permetter di illuminare
una scena pi distante. a potenza dei flas# espressa attraverso il .umero Cuida 8.C". /l numero guida dic#iarato
dal costruttore del flas# per una determinata sensibilit 8in 9uropa si usa dic#iarare il .C alla sensibilit di !22 /ST". ,i
elevato il numero guida, pi il flas# potente.
,er esempio, il piccolo flas# integrato della refle= di solito #a .C compresi tra !! e !( ad una sensibilit di !22 /ST. 4n
flas# di buona potenza, semi%professionale o professionale, invece avr un .C compreso tra i U1 e i O2.
4n tempo, quando non esisteva la lettura ** e il flas# >sparava? sempre il suo lampo alla massima potenza e durata,
lunico parametro sul quale si poteva intervenire per ottenere la giusta esposizione era il diaframma. ,er determinare
quale diaframma utilizzare, era fondamentale conoscere il .C del flas# per una determinata sensibilit, perc#: il
diaframma legato al .umero Cuida secondo la seguente formula:
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3d esempio, utilizzando un flas# con .C U2 a !22 /ST, con il soggetto ad una distanza di 1 metri, il diaframma da
impostare sulla fotocamera U2J1 V I, cio fJI.
Sisogna prestare attenzione al fatto c#e se raddoppiamo la sensibilit non raddoppia il .umero Cuida perc#: lintensit
della luce varia in funzione del quadrato della distanza. ,ertanto se vogliamo calcolare il .C ad una sensibilit diversa
dobbiamo usare la seguente formula:
/n pratica, se torniamo allesempio precedente, e passiamo ad una sensibilit di $22 /ST, il nuovo .C sar U2 = Wradice
quadrata di $22 8nuova sensibilit" J !22 8sensibilit data"X, quindi U2 = radice quadrata di $, cio U2 = !,U!U$ V 1O. 4n
flas# con numero guida U2 a !22 /ST avr un numero guida 1O a $22 /ST.
,oic#: alcuni produttori fanno i furbetti e dic#iarano il .C a $22 /ST anzic#: a !22 /ST, teniamo debitamente conto di
questa formuletta.
,ossibilit di orientare la parabola
Siccome, come abbiamo gi detto, la luce diretta molto brutta ed la causa di problematic#e quali leffetto >occ#i
rossi?, fondamentale, nella scelta del flas#, accertarsi c#e la sua parabola sia orientabile in tutte le direzioni. /n tal
modo sar possibile illuminare il soggetto non con la luce diretta, ma con la luce riflessa dalle pareti o da un pannello
riflettente.
,er visualizzare come cambia leffetto della luce del flas# in base alla direzione dalla quale proviene si osservino gli
esempi sotto riportati:
uce diretta
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a luce diretta del flas# appiattisce limmagine, i rilievi c#e formano il viso della bambolina non sono percepibili, la foto
potrebbe essere tranquillamente quella di una masc#era piatta. Se al posto della bambolina ci fosse stata una persona
probabilmente avremmo avuto gli occ#i rossi.
uce laterale
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.ella fotografia riportata sopra la parabola del flas# stata orientata in modo c#e la luce rimbalzasse sulla parete
laterale prima di raggiungere il soggetto. / risultati sono evidenti: lilluminazione appare molto pi morbida, la luce laterale
evidenzia i contorni del viso favorendo limpressione di tridimensionalit, insomma leffetto molto pi naturale. /n questo
caso, siccome la parete era colorata di una leggera tonalit salmone, la luce di rimbalzo a acquisito anc#e una tonalit
pi calda.
,arabola orientata verso una parete alle spalle del fotografo
Se desideriamo illuminare il soggetto con una luce diretta, ma pi morbida possiamo ruotare la parabola del flas# di
!I2P, cio puntarla alle spalle del fotografo, indirizzandola leggermente verso lalto, come mostrato nelle due immagini
seguenti.
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3nc#e in questo caso il risultato sar unilluminazione pi morbida e piacevole ed eviteremo, nel caso di persone ed
animali, il fastidioso effetto >occ#i rossi?.
,arabola orientata verso lalto
4naltra opzione consiste nellindirizzare la parabola verso lalto, verso il soffitto, come mostrato nellimmagine seguente.
Si tratta ancora una volta di un efficace modo per diffondere la luce, ma con unilluminazione come questa, siccome la
parte bassa del fotogramma tende ad essere visibilmente pi scura, conviene c#e il viso stesso del soggetto sia rivolto,
leggermente, verso lalto.
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a possibilit di orientare la parabola su entrambi gli assi , a parere di c#i scrive, la caratteristica pi importante del
flas#, pi importate della stessa potenza, dato c#e con le fotocamere attuali si possono impostare sensibilit piuttosto
alte, e compensare in qualc#e maniera la scarsa potenza del flas#.
Dacciamo un altro esempio di come il flas# indiretto possa migliorare una fotografia.
.ellimmagine qui sotto il flas# diretto #a causato leffetto >occ#i rossi? 8in questo caso sono >occ#i gialli?, ma ci siamo
capitiA" sul gatto.
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/oto ripresa con il flas& in luce diretta.
)on la luce del flas# indirizzata contro la parete, oltre ad ottenere unilluminazione pi diffusa, abbiamo evitato leffetto
>occ#i rossi?.
/oto ripresa con la luce del flas& indirizzata verso la parete.
3ltre caratteristic#e da considerare
.ella scelta del flas# si deve tener conto anc#e di altre caratteristic#e. .e indic#iamo alcune, in ordine sparso.
a parabola zoom motorizzata: il flas#, attraverso la fotocamera, >legge? la focale dellobiettivo montato e si predispone
per coprire con il suo fascio luminoso langolo di campo corrispondente. 9 una funzione molto utile in quanto, con
obiettivi tele, permette di fatto di aumentare la potenza del flas#. ,er inciso va aggiunto c#e alcuni produttori dic#iarano il
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.umero Cuida non per langolo di campo di un 12mm 8su $U = (Omm", ma per il valore di zoommata massima permesso
dal flas# 8in tal modo il .C diventa apparentemente pi alto".
a copertura grandangolare: molti flas# professionali coprono per lo meno langolo di campo di un $Umm 8su formato
$U=(Omm" e, se vi un diffusore integrato 8un rettangolino di plastica semitrasparente c#e si abbassa alloccorrenza
sulla sorgente luminosa", arrivano ad un angolo di campo di !Imm 8su $U=(Omm".
a possibilit di apportare variazioni sulle impostazioni automatic#e o di operare completamente in manuale: quasi tutti i
flas# di un certo livello lo consentono. 3lcune regolazioni inoltre 8ad esempio aumentare o diminuire il valore
dellesposizione di qualc#e stop" si possono apportare dalla fotocamera.
a possibilit di operare in &ireless: funzione molto comoda, consente di lavorare con il flas#, utilizzando tutti gli
automatismi, senza c#e questo sia fisicamente collegato con la fotocamera. a presenza di tale funzione dipende, oltre
c#e dal flas#, dalla fotocamera e, talvolta, dallutilizzo di accessori dedicati. Sisogna consultare il manuale della
fotocamera per vedere se tale funzione attivabile, con quali flas# e utilizzando quali accessori. Se siamo orientati ad
allacquisto di un flas# di un produttore universale dobbiamo accertarci, consultando i dati tecnici, c#e tale funzione sia
attivabile con la nostra fotocamera.
a possibilit di sincronizzare sui tempi rapidi: il tempo minimo di sincronizzazione della fotocamera con il flas#
imposto dallotturatore. *ale tempo di sincronizzazione indicato nei dati tecnici della fotocamera. /n genere si tratta di
un tempo compreso tra !J!22 e !J$12 di secondo. Se impostiamo un tempo pi breve 8ammesso c#e la fotocamera ce lo
consenta", una fascia del fotogramma risulter inevitabilmente scura. /n alcune condizioni, come ad esempio quando si
utilizza il flas# solo per sc#iarire le ombre in pieno giorno, il tempo minimo di sincronizzazione pu+ non essere
sufficiente. *ale problema pu+ essere superato con alcuni moderni flas# dedicati c#e consentono una sincronizzazione
su tutti i tempi di scatto, sacrificando una quota di potenza. Sul libretto della fotocamera indicato se possibile attivare
tale funzione e con quali flas#. Se siamo orientati ad allacquisto di un flas# di un produttore universale dobbiamo
accertarci, consultando i dati tecnici, c#e tale funzione sia attivabile con la nostra fotocamera.
Gli accessori per il flash
9sistono in commercio molti accessori volti a controllare nel migliore dei modi lilluminazione quando si usa il flas#.
4na delle prime necessit c#e insorgono, quando si usa il flas# esterno, quella di posizionare la nostra fonte di luce
nella maniera pi idonea ad ottenere leffetto desiderato. /n altre parole, di solito non la slitta porta flas# della
fotocamera il posto migliore dove montare il flas#. illuminazione diretta e frontale, infatti, non quasi mai la pi
indicata. .ella scelta del flas# potremmo sceglierne uno con la parabola orientabile, c#e consente di far rimbalzare la
luce contro una parete per ottenere unilluminazione pi morbida ed angolata. 7uesta soluzione per+, per quanto
comoda, presenta due svantaggi: la prima c#e con con il lampo riflesso si perde molta della potenza del flas#, mentre
laltra c#eA semplicemente non funziona allaperto, dove non ci sono pareti su cui far rimbalzare la luce.

/l cavetto ** o ,%**
4na soluzione decisamente migliore quindi quella di collegare il flas# alla fotocamera mediante un cavetto ** o ,%
**, c#e consente di mantenere tutti gli automatismi, e c#e viene montato tra la slitta porta flas# e lilluminatore. /n tal
modo potremo disporre il flas# in qualsiasi posizione desideriamo rispetto alla fotocamera, con lunico limite costituito
dalla lung#ezza del cavetto. ,er questo motivo dovremmo acquistarne uno abbastanza lungo. a maggior parte dei
cavetti #a una guaina elastica, a spirale, c#e fa in modo c#e siano abbastanza corti a riposo, ma allungabili in caso di
necessit. *utti i produttori di refle= vendono cavetti ** e ,%** per i flas# come accessori, ma possibile comprarli
anc#e di produttori universali, stando attenti a verificare la compatibilit con la propria fotocamera.
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"l cavetto 55( o ,F55( consente di lavorare con il flas& staccato dalla fotocamera.
/n realt tutti le moderne fotocamere #anno anc#e un sistema di controllo del flas# &ireless, c#e consente di comandare
uno o pi lampeggiatori esterni direttamente attraverso il flas# incorporato nella refle=, oppure con un apposito
accessorio di controllo. 7uesti sistemi rendono in molti casi superato il cavetto **, ma a volte ricorrere al cavetto #a
ancora senso dato c#e se occorre un accessorio di controllo del &ireless 8nei modelli di fotocamera c#e non lo effettuano
tramite il flas# incorporato", esso costa pi del cavetto, e c#e il &ireless potrebbe non funzionare troppo bene se il flas#
posizionato troppo vicino alla fotocamera o dietro di essa. /nsomma il cavetto ** o ,%** ancora un accessorio
abbastanza utile.

a staffa porta flas#
/l cavetto ** consente di utilizzare il flas# senza montarlo sulla slitta della fotocamera, ma tenere con una mano la
fotocamera e con laltra il flas# decisamente scomodo. /n studio si utilizzano stativi per i lampeggiatori separati, ma
allaperto la soluzione pi semplice e pratica costituita dalla staffa porta flas#, la quale consente di assicurare
saldamente il lampeggiatore alla fotocamera e nel contempo di tenerlo decentrato rispetto alla linea obiettivo%soggetto.
a fotocamera viene montata sulla staffa mediante la filettatura per il treppiede.

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Una staffa per il flas& autoFcostruita in alluminio. "n commercio ne esistono decine di modelli dal costo spesso abbastanza
contenuto.
9sistono in commercio diversi tipi di staffe c#e offrono svariate possibilit di configurazione. 9 anc#e possibile realizzare
o fare realizzare da un fabbro una staffa secondo le proprie specific#e, in modo da ottenere un oggetto pienamente
rispondente alle proprie necessit. a staffa molto utile nella ritrattistica allaperto, quando si vuole usare il
lampeggiatore per sc#iarire le ombre del viso, ed indispensabile nella fotografia macro, se non si possiede o non si
vuole utilizzare un flas# anulare.

0iffusori per il flas#
,er rendere pi morbida la luce del flas# si possono utilizzare degli appositi diffusori c#e si montano sulla parabola del
lampeggiatore. .e esistono in commercio svariate tipologie, quasi tutte dal costo contenuto, con le quali possibile
ottenere effetti piuttosto diversi.
4no dei diffusori pi semplici costituito da un semplice parallelepipedo di plastica opaca da incastrare sulla parabola
del flas#, come mostrato nella seguente fotografia:
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"l diffusore montato sul flas& consente di ottenere una luce pi: morbida.
I filtri fotografici: introduzione
/ filtri fotografici si utilizzano per modificare la qualit della luce c#e entra attraverso lobiettivo e va ad impressionare il
sensore o la pellicola. 4tilizzando uno o pi filtri in fase di ripresa, quindi, si pu+ correggere, modificare o trasformare
limmagine c#e si ottiene.

4tili e, in alcuni casi, indispensabili con la fotografia a pellicola, molti filtri sono stati efficacemente sostituiti dai soft&are
fotografici, con i quali facile oggi ricostruire il medesimo effetto. Solo poc#i sono i filtri ancora indispensabili nella
fotografia digitale.
4n consiglio generale, comunque, quello di usare i filtri solo quando servono davvero per ottenere un determinato
risultato fotografico. utilizzo di un filtro, infatti, influenza negativamente la qualit dellimmagine. 4n altro suggerimento
quello di acquistare, per quanto possibile, filtri di buona qualit.
*ipologie
/n commercio si trovano essenzialmente due tipi di filtri fotografici:
i filtri cosiddetti >a vite?, costituiti da un vetro montato su un supporto circolare c#e si avvita direttamente
sullobiettivo'
" filtri circolari si avvitano sull-obiettivo.
quelli cosiddetti >a sistema?, c#e necessitano di un portafiltri da montare sullobiettivo, nel quale si infilano i filtri,
c#e #anno forma quadrata o circolare.
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/iltri da montare tramite portafiltri. "n $uesto caso il sistema Co8in, uno dei pi: utilizzati dai fotografi.
Diltri circolari
/ filtri circolari vanno acquistati dello stesso diametro dellobiettivo sul quale dovranno essere montati. )ome si fa a
sapere qual il diametro dellobiettivo; Si tratta di un dato riportato sullobiettivo stesso, di solito sulla parte frontale,
preceduto dal simbolo Y.
4n obiettivo sul quale scritto Y1$ #a un diametro di 1$mm. 7uindi se vogliamo corredarlo di un filtro dobbiamo
acquistarne uno del medesimo diametro.
)osa possiamo fare se abbiamo obiettivi di diverso diametro; 0obbiamo per forza comprare un filtro per ogni obiettivo;
.o, entro certi limiti possiamo usare degli anelli riduttori. Si tratta di anelli c#e, dotati di filettature di diametro diverso su
ciascuna estremit, consentono di utilizzare un filtro su un obiettivo di diametro inferiore. ,ertanto si pu+ comprare un
filtro del diametro giusto per lobiettivo con la lente frontale pi grande presente nel nostro corredo e utilizzarlo, con anelli
adattatori, su obiettivi con lente frontale pi piccola.
%nello riduttore. Consente di usare i filtri su obiettivi di diametro inferiore. "n $uesto caso si pu> montare un filtro di diametro
9Imm su un obiettivo di diametro 92mm.
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Un filtro polarizzatore di diametro 5)mm montato su un obiettivo con lente frontali di diametro 52mm tramite anello adattatore.
Sistema a portafiltri
3nc#e il sistema a portafiltri si monta con un anello adattatore sullobiettivo. Sul portafiltri poi si inseriscono i diversi filtri.
/l sistema molto pratico e permette di comprare un unico filtro, da utilizzare poi con tutti gli obiettivi. E necessario
acquistare solo un anello adattatore per ciascun obiettivo. Si tratta di una soluzione molto professionale.
/noltre, vantaggio non secondario, il sistema portafiltri permette di utilizzare contemporaneamente pi filtri.
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(-illustrazione tratta da un catalogo della Co8in, mostra la GcomponibilitH e la versatilit del sistema della nota casa produttrice.
a stessa cosa pi difficile, nella pratica, con i filtri circolari, perc#: montandone due o tre luno sullaltro si ingenerano
delle fastidiosissime vignettature, specialmente se sono utilizzati su obiettivi grandangolari.
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"n $uesta foto sono stati montati due filtri circolari in serie su un obiettivo grandangolare di focale 12mm su formato %,7Fc. Come
si osserva il contorno del filtro entra nell-in$uadratura. ,er tentare di ovviare si possono usare i filtri con montatura pi: sottile
denominati slim oppure passare ad un sistema a portafiltri.
,er ovviare almeno in parte a tali vignettature si possono comprare filtri circolari denominati >slim?, i quali #anno uno
spessore pi contenuto.
Il filtro UV e il filtro Skylight
Diltro 45
/l filtro 45 8c#e sarebbe meglio c#iamare filtro anti%45" un filtro c#e assorbe le radiazioni ultraviolette, riducendone gli
effetti negativi sulla fotografia. Si tratta di effetti quasi sconosciuti ai fotografi pi giovani, ma quelli pi attempati
ricorderanno le dominanti blu delle foto scattate in montagna o sulla spiaggia. Tltre alla dominante blu, si riscontrava a
volte, sulla fotografia, la presenza di una >fosc#ia? non rilevata ad occ#io nudo.
*ali effetti erano dovuti alla maggiore quantit di raggi ultravioletti presenti al mare o in montagna, raggi 45 invisibili ad
occ#io nudo c#e per+ venivano, almeno in parte, impressionati sulla pellicola. ,er escluderli bisognava usare un
particolare filtro incolore, neutro, c#e impediva a tali raggi ultravioletti di raggiungere il supporto sensibile. /l filtro 45, per
lappunto.
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"n montagna, a causa dei raggi U=, pu> apparire nelle foto una dominante blu.
(-uso di un filtro antiFU= permette di eliminare la dominante blu.
,erc#: #o usato verbi coniugati allimperfetto; ,erc#: la lunga battaglia contro i raggi 45 stata vinta da decenni. Cli
obiettivi sono stati dotati di rivestimenti speciali c#e assorbono gli 45. a stessa cosa si pu+ dire delle pellicole, dotate
tutte di un efficacissimo strato anti%45. .aturalmente anc#e gli attuali sensori digitali sono dotati di efficaci filtri anti%45.
a dominante blu dellesempio fotografico riportato sopra, infatti, stato ottenuta digitalmente. .ella fotografia originale
non vi era traccia di dominanti, nonostante la foto fosse stata scattata oltre i $222 metri e nelle ore centrali della giornata.
Morale, il sistema obiettivo%sensore oggi come oggi pi c#e sufficiente ad eliminare le dominanti provocate dai raggi
45.
/noltre, qualora dovesse nonostante tutto permanere una lieve dominante, facilissimo eliminarla attraverso la
regolazione dei livelli utilizzando un qualsiasi soft&are di fotosviluppo%fotoritocco.
0i conseguenza il filtro anti%45, a parere di c#i scrive, oggi completamente inutile.
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Diltro SNMlig#t
/l filtro SNMlig#t costituiva unalternativa al filtro 45. Si tratta infatti di un filtro leggermente rosato, c#e veniva usato per
ridurre il colore blu della luce c#e raggiungeva lemulsione, compensando la dominante fredda con la dominante calda
introdotta dalla leggera colorazione del filtro.
,er questo filtro valgono le stesse considerazioni fatte per il filtro 45: anc#e lo SNMlig#t diventato praticamente inutile
con il progresso tecnologico di obiettivi, emulsioni e sensori.
Conviene usare filtri per proteggere lobiettivo
Molti fotografi usano i filtri per proteggere lobiettivo. Su alcuni siti &eb trovate la raccomandazione di usare un filtro 45
oppure uno sNMlig#t a questo scopo, in modo da proteggere lobiettivo da urti, polvere e graffi.
a domanda c#e molti si fanno quindi : conviene lasciare perennemente montato sullobiettivo un filtro al fine di
proteggerne la lente frontale;
9bbene, se siete un po emotivi e se siete preoccupati per lintegrit del vostro obiettivo, usare un filtro di protezione pu+
tranquillizzarvi, ma questa abitudine #a una grave controindicazione.
inserimento di un vetro davanti allobiettivo, infatti, incider negativamente sulla nitidezza dellottica e la nuova
superficie aria%vetro creer riflessi indesiderati. /nsomma, con un filtro montato si rovina un po la qualit delle foto.
Se ne vale la pena dovete deciderlo voi. /n realt basta fare un po di attenzione, e usare sempre il paraluce.
7uestultimo, infatti, un ottimo strumento per proteggere la lente da urti accidentali.
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,er proteggere la lente frontale dell-obiettivo da urti accidentali buona abitudine montare sempre il paraluce.
,er quanto riguarda la polvere, invece, basta pulire lobiettivo con un pannetto in microfibra.
)erto, quando si va a fotografare in spiaggia in una giornata ventosa, o in altre occasioni nelle quali si sa c#e il proprio
obiettivo sar sottoposto al risc#io di contatto con acqua, fango o altri agenti atmosferici, montare un filtro protettivo
potrebbe essere una scelta saggia. Ma in linea generale io considero una pessima abitudine quella di lasciare
perennemente montato sullobiettivo un filtro.
3d ogni modo, se decidete di usare un filtro protettivo, acquistatene uno di buona qualit, evitando quelli da poc#i euro
c#e si trovano online. Se comprate il filtro con lunico scopo di proteggere la lente frontale dellobiettivo, inoltre, non vi
conviene prendere un filtro anti%45, n: uno SNMlig#t, ma un filtro denominato )lear, c#e perfettamente neutro ed
stato creato precisamente con lunico scopo di fungere da lente protettiva.
Il filtro polari!!atore
Diltro polarizzatore.
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/l filtro polarizzatore uno dei filtri pi usati dai fotografi. ,er capire come funziona il polarizzatore e in quali applicazioni
pu+ essere utile dobbiamo ragionare sul fatto c#e la luce c#e raggiunge il nostro apparecc#io fotografico non viaggia con
ununica angolazione rispetto allobiettivo.
4na parte della luce viene deviata, riflessa. Si pu+ pensare subito ad una finestra di vetro, o ad uno specc#io dacqua,
c#e riflette parte della luce creando unimmagine fantasma sulla propria superficie. Ma bisogna dire c#e anc#e le
goccioline di umidit ed altre particelle in sospensione, sempre presenti nellatmosfera, deviano parte della luce,
causando uno sbiadimento dei colori e un effetto fosc#ia. /l filtro polarizzatore composto da due vetri speciali, al cui
interno vi sono dei cristalli c#e orientati in modo da permettere il passaggio solo alla luce c#e #a una determinata
direzione, quella con uninclinazione parallela allasse di polarizzazione del filtro. 3lla luce c#e #a inclinazioni diverse
viene impedito il passaggio. /n pratica, nellobiettivo entra luce da ununica direzione.
/l funzionamento del polarizzatore molto semplice. 4na volta montato il filtro sullobiettivo della macc#ina fotografica
non bisogna far altro c#e ruotarlo, variando lasse di polarizzazione, finc#: i cristalli non saranno orientati in modo da
eliminare la maggior parte della luce parassita. effetto sar visibile nel mirino della refle=.
3nalizziamo quali sono gli effetti prodotti dal polarizzatore.
Dar apparire pi azzurro il cielo e pi saturi i colori

"n $uesta fotografia il contrasto tra il cielo e le nuvole stato esaltato mediante l'uso del filtro polarizzatore. %nc&e l'intensit del
blu stata accentuata dall'uso del filtro.
a presenza di minuscole goccioline dacqua e di altri corpuscoli riflettenti nellatmosfera #a come effetto quello di
sbiadire il colore del cielo, di aumentare leffetto della fosc#ia e di affievolire lintensit dei colori della foto.
/l filtro polarizzatore, eliminando la luce parassita c#e rimbalza in tutte le direzioni, pu+ rendere molto pi vivaci i colori
dellimmagine, con effetti benefici soprattutto sul blu del cielo e sul contrasto con le nuvole.
<iportiamo qualc#e esempio:
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/oto senza filtro polarizzatore.
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/oto con filtro polarizzatore. " risultati sono evidenti! il cielo di un blu pi: intenso. %nc&e la colorazione delle foglie pi:
vivace.
Questa foto stata scattata senza il filtro polarizzatore. " colori sono poco intensi e il cielo appare celeste anzic&J blu. (e
nuvole non risaltano molto.
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('uso del filtro polarizzatore &a reso pi: saturi i colori e &a fatto aumentare il contrasto tra il blu del cielo e il bianco delle nuvole.
/l polarizzatore riduce inoltre leffetto fosc#ia causato dalla luce parassita, c#e comporta una perdita di leggibilit dello
sfondo nei paesaggi.
/oto senza filtro polarizzatore
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/otografia con filtro polarizzatore. Eltre al blu del cielo, molto pi: intenso, e alle nuvole c&e risaltano di pi:, si osservino sullo
sfondo le colline in lontananza! evidente come siano rilevabili molti pi: particolari. ('effetto fosc&ia stato notevolmente
ridotto.
9liminare i riflessi
/l polarizzatore pu+, entro certi limiti, eliminare i riflessi, ad esempio su una vetrina o su uno specc#io dacqua.
(a foto ad una vetrina senza filtro polarizzatore. " riflessi provenienti dall'esterno impediscono di vedere bene il contenuto.
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/oto con filtro polarizzatore! gran parte dei riflessi sono stati eliminati dal filtro. "l miglioramento piuttosto evidente.
.on a caso il filtro polarizzatore molto utilizzato per fotografare il mare, al fine di ottenere immagini come questa, nella
quale il filtro #a eliminato la luce c#e rimbalza sullacqua permettendo di intravedere il fondo:
Utilizzando il filtro polarizzatore, in $uesta foto, stato possibile eliminare i riflessi sulla superficie del mare, in modo da rendere
l'ac$ua trasparente e intravedere il fondo. "l filtro polarizzatore molto utilizzato per realizzare le foto c&e vanno sui catalog&i
c&e pubblicizzano le destinazioni tropicali delle agenzie di viaggio.
Sisogna ricordare per+ c#e il polarizzatore non #a alcun effetto sulle superfici metallic#e, come ad esempio gli specc#i o
le cromature delle auto e delle moto. .on pensate pertanto di usarlo per cancellare la vostra immagine c#e si riflette in
uno specc#io. /l polarizzatore funziona solo con le superfici trasparenti.
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7uale acquistare
/n commercio esistono due tipi di filtri polarizzatori, quelli definiti >lineari? e quelli definiti >circolari?. 3ttenzione a non farvi
fuorviare dalla denominazione. aspetto esteriore simile: un filtro rotondo dotato di filettatura per essere montato
sullobiettivo, con uno spessore maggiore rispetto ad altri filtri perc#: qui i vetri sono due. unica differenza c#e
sullanello vi una scritta >,? per il lineare e >),? per il circolare. 3nc#e il principio di funzionamento lo stesso. / filtri
polarizzatori circolari per+ #anno i cristalli orientati in modo da non creare >interferenze? con le fotocamere c#e #anno un
sensore autofocus o un sensore per leggere lesposizione posto dietro una superficie semitrasparente. Siccome molte
fotocamere moderne adottano soluzioni del genere, luso di un polarizzatore lineare risc#ia di provocare un errore
nellesposizione o una difficolt di messa a fuoco. Se prevediamo di utilizzare il filtro su una refle= digitale, quindi,
conviene acquistare un polarizzatore di tipo circolare, anc#e se costa un po di pi.
Un filtro polarizzatore circolare, denominato KC,(K e un filtro polarizzatore lineare, denominato K,(K. ,er le fotocamere
moderne meglio sceglierne uno circolare, anc&e se non sempre i lineari danno problemi. C&i scrive, per esempio non &a mai
riscontrato inconvenienti usando i polarizzatori lineari su refleA digitali.
4ltime avvertenzeA
effetto del filtro polarizzatore piuttosto variabile in quanto legato soprattutto alla direzione della principale fonte di
illuminazione rispetto al fotografo. Sasta osservarne leffetto nel mirino della refle= mentre lo ruotiamo. Se non ci sembra
c#e la situazione cambi molto, baster cambiare la nostra posizione rispetto al sole, ovviamente cambiando
linquadratura.
/l filtro polarizzatore assorbe parecc#ia luce, di solito almeno un paio di stop, teniamone conto per evitare foto mosse.
Spesso ci tocc#er alzare la sensibilit o utilizzare un treppiede.
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Il filtro "#
/iltri N6.
/ filtri .0, o filtri a densit neutra 8neutral densitM filters", sono tra gli accessori pi utili nella fotografia di paesaggio. .0
un filtro grigio con opacit costante per tutti i colori dello spettro, c#e non altera in alcun modo le caratteristic#e
cromatic#e dellimmagine: si limita solo ad assorbire parte della luce. /n tal modo si possono usare tempi di esposizione
pi lung#i.
4sando uno o pi filtri grigi .0 quindi possibile, anc#e quando c molta luce, ottenere leffetto del mosso dellacqua,
delle nuvole, o comunque di elementi dinamici nellimmagine, contrapposti ad altri elementi del panorama c#e invece
restano statici.
esempio pi diffuso probabilmente quello dellacqua. Se si vuole ottenere il cosiddetto >effetto seta?, si pu+
fotografare quando la luce ambiente fioca, oppure si pu+ utilizzare un filtro .0 o, se necessario, pi filtri .0 montati
luno sullaltro.
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,er ottenere un effetto come $uesto necessario usare un tempo di esposizione variabile tra il mezzo secondo e i due
secondi. %ssorbendo la luce, un filtro grigio N6, permette di impostare tempi lung&i anc&e $uando la luce ambientale troppo
forte.
/ filtri .0 sono disponibili sul mercato con differenti valori di densit, cio con la capacit di assorbire una maggiore o
una minore quantit di luce. *ale densit indicata con un numero. Si vendono filtri con valori di densit $, U, I, !O, ($.
4n filtro con valore di densit $, lascia passare solo met della luce, quindi assorbe uno stop. /n altre parole, se ad un
dato diaframma lesposizione corretta ric#iede un tempo di 2,1 secondi, inserendo un filtro .0$ lesposizione corretta
ric#ieder ! secondo. 4n filtro .0U lascia passare il $1@ della luce, quindi assorbe due stop. ,ertando, per tornare
allesempio precedente, se senza filtro, ad un dato diaframma, lesposizione corretta ric#iede un tempo di 2,1 secondi,
con un filtro .0 U ric#ieder $ secondi.
,rocedendo lungo la medesima scala, un filtro .0I lascer passare solo il !$,1@ della luce con un assorbimento di (
stop. 4n filtro grigio .0!O assorbir U stop, un .0 ($ assorbir 1 stop.
Questa foto stata scattata anteponendo all'obiettivo due filtri grigi! un N6) e un N60, per un assorbimento complessivo di 5
stop. "l tempo di esposizione stato di ) secondi, con una sensibilit di )2 "7E e un diaframma /;22. 7enza l'utilizzo dei filtri
grigi il tempo pi: lungo ottenibile sarebbe stato di 1;25 di secondo. 5roppo breve per ottenere l'effetto del movimento dell'ac$ua.
/ filtri grigi si possono utilizzare anc#e per >eliminare? le persone c#e si trovano davanti ad un monumento o ad un
paesaggio. /mpostando un tempo di scatto di vari minuti, infatti, ci ritroveremo con una foto nella quale gli elementi statici
resteranno perfettamente impressi, mentre quelli c#e si muovono, come appunto le persone, scompariranno
magicamente. / filtri grigi, c#e dovranno essere molto densi in questo caso 8tre o quattro .0 !O in serie", ci
permetteranno di ottenere questo effetto 8bisogna anc#e sperare c#e qualcuno non decida di stazionare davanti al
nostro monumento per qualc#e minuto nella stessa posizione, perc#: in tal caso la sua immagine verr comunque
registrata sul fotogramma".
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Il filtro "# graduato
/ filtri .0 graduati 8graduated neutral densitM filters" sono filtri grigi digradanti, c#e si usano per assorbire la luce solo su
met del fotogramma. a differenza rispetto al semplice filtro ND, quindi, c#e loscuramento riguarda solo met del
fotogramma. /noltre la zona di passaggio dalla parte perfettamente trasparente a quella grigia, inoltre, sfumato, in
modo da apparire pi naturale in fotografia.
Un filtro N6 graduato del sistema Co8in.
Cli .0 graduati sono disponibili, come tutti i filtri fotografici, sia nel formato quadrato per il sistema a portafiltri, sia nel
classico formato circolare c#e si avvita sullobiettivo. Si utilizzano quando c una forte differenza di luminosit tra le due
met del fotogramma. Spesso, infatti, se si include nella scena sia il cielo c#e il terreno, ci si accorge c#e la differenza di
luminosit tale da superare la latitudine di posa del sensore o della pellicola. /n altre parole, in fase di ripresa si deve
decidere se esporre per il cielo, sacrificando tutto quello c#e si trova a livello di terreno, c#e verr >annegato?
nelloscurit, oppure esporre per il terreno, sacrificando il cielo c#e sar inevitabilmente sovraesposto.
,er comprendere lutilizzo del filtro .0 graduato si osservino le seguenti fotografie:
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/oto esposta per il cielo! tempo di scatto 1;9 di secondoL diaframma f;22. Come si vede il colore del cielo viene riportato
correttamente ma gli scogli e il mare in primo piano sono inevitabilmente KaffogatiK nel nero della sottoesposizione.
.ella fotografia riportata sopra il fotografo #a deciso di esporre per il cielo in modo da catturare gli affascinanti colori del
tramonto e la bella nuvola in alto. 7uesto per+ #a portato ad una sottoesposizione del mare e degli scogli in primo piano,
perc#: la parte alta del fotogramma, contenente il cielo, molto pi luminosa di quella inferiore.
Se si vuole salvare la leggibilit degli scogli, invece, bisogna misurare lesposizione sui medesimi, ottenendo un risultato
come questo:
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(a foto esposta per gli scogli in primo piano B$uelli in secondo piano appaiono ancora leggermente sottoespostiC! tempo di
scatto 2,5 secondi, sempre ad f;22. Come si vede i particolari degli scogli sono leggibili, ma il cielo irrimediabilmente
sovraesposto. " bei colori del tramonto sono annegati nel bianco.
/l cielo appare sovraesposto e i bei colori del tramonto sono scomparsi, >annegati? irrimediabilmente nel bianco.
4tilizzando un filtro .0 graduato invece possiamo ottenere un risultato come questo:
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Utilizzando il filtro N6 graduato, con la parte oscurata rivolta verso l'alto, si pu> ottenere un effetto simile a $uesto! cielo e scogli
correttamente esposti.
utilizzo di un filtro graduato permette pertanto di >ridurre? o >comprimere? la latitudine di posa della scena, in modo da
poter esporre correttamente sia il cielo c#e il terreno.
,urtroppo per+ lutilizzo del filtro .0 graduato comporta alcuni compromessi. /l pi grave c#e costringe ad adottare
sempre una >composizione centrale? nella quale cio la linea di demarcazione tra cielo e terra si trova al centro del
fotogramma. )ome sappiamo, invece, molto spesso nel comporre la foto meglio seguire la regola dei terzi.
4n altro problema da non sottovalutare c#e il filtro rende molto meglio se usato dove vi una linea dellorizzonte netta
di demarcazione tra la parte alta e quella bassa del fotogramma 8ad esempio, per lappunto, il mare", mentre se sono
presenti alberi, colline, o un elemento qualsiasi c#e si estenda nella parte alta del fotogramma, leffetto apparir piuttosto
innaturale.
,er questi motivi molti fotografi preferiscono simulare leffetto del filtro .0 graduato in digitale. /n c#e modo; Dacendo
due scatti, su treppiede, e unendoli in seguito con un programma di fotoritocco. /n effetti anc#e le foto esemplificative
sopra riportate sono state scattate con il fine di ottenere >leffetto filtro graduato? a posteriori in post%produzione. /l
risultato , per lappunto, quello mostrato nella terza foto, per la quale, quindi, non stato utilizzato davvero il filtro
graduato.
a simulazione delleffetto del filtro in post%produzione consente un maggior controllo sul risultato finale e di aggirare gli
svantaggi connessi allutilizzo dell.0 graduato. 4na foto come quella riportata sotto, ad esempio, non si sarebbe potuta
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ottenere con lutilizzo del filtro graduato in ripresa: in primo luogo perc#: la linea dellorizzonte rispetta la regola dei terzi,
e poi perc#: gli scogli frastagliati sarebbero apparsi innaturali, per met correttamente esposti, per met scuri.
Una foto come $uesta ric&iede c&e si simuli l'effetto del filtro graduato in postFproduzione.
Sisogna per+ avvertire c#e alcuni fotografi, mentre accettano lutilizzo dei filtri in ripresa, ritengono c#e un processo di
post%produzione tanto spinto esuli da quella c#e si pu+ veramente definire fotografia.
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Capitolo 4 - L'esposizione
La coppia tempo/diaframma: introduzione
Per ottenere buone fotografie necessario saper controllare due parametri fondamentali: apertura del diaframma e tempo
di esposizione.
Il diaframma un dispositivo che si trova allinterno dellobiettivo. In pratica si tratta di unapertura a diametro variabile.
Fondamentalmente il diaframma serve per controllare la quantit di luce che, penetrando attraverso lobiettivo, raggiunge il sensore.
La scala dei diaframmi. A f/2 corrisponde un diaframma molto aperto: passer molta luce. A f/22 corrisponde un diaframma
molto chiuso: passer poca luce.
Il tempo di esposizione viene controllato da un dispositivo interno alla fotocamera che si chiama otturatore. ttraverso lotturatore
noi !oppure lautomatismo della macchina fotografica" possiamo decidere per quanto tempo la luce raggiunger il sensore.
Sulle vecchie reflex a pellicola di qualche anno fa era presente la scala dei tempi.
#ome si vede nella foto in alto, nelle vecchie refle$ era presente una rotella che serviva per selezionare il tempo di scatto
desiderato. %ggi vi comunque una rotella di comando, ma il tempo selezionato viene visualizzato nel mirino della fotocamera.
ttenzione: &''' corrisponde ad un tempo di &(&''' di secondo, )'' ad un tempo di &()'' di secondo, e cos* via:
+)', &(+)' sec.- &+), &(&+) sec.- .', &(.' sec.- & corrisponde ad & secondo.
/ulle moderne refle$ si possono in genere selezionare tempi compresi tra &(0''' sec. e 1' secondi, pi2 la posa 3 !bulb".
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4a posa 3 permette di tenere aperto lotturatore per tutto il tempo desiderato, consente quindi esposizioni lunghe, superiori ai 1'
secondi impostabili normalmente dalle opzioni della fotocamera.
4a quantit di luce !regolata dallapertura del diaframma" e il tempo di esposizione !regolato dallotturatore" determinano la quantit
totale di luce che raggiunge il sensore mentre scattiamo la fotografia. 5ssi sono i parametri fondamentali per ottenere una buona
esposizione.
Per capirlo meglio immaginiamo di voler riempire un bicchiere dacqua.
Pi2 apriamo il rubinetto, meno tempo ci vorr a riempire il bicchiere.
4unica cosa a cui bisogna stare attenti scegliere la giusta coppia apertura rubinetto(tempo di riempimento. /e sbagliamo per
eccesso lacqua si verser, se sbagliamo per difetto il bicchiere rester semivuoto.
llo stesso modo se sbagliamo la coppia apertura del diaframma(tempo di esposizione per eccesso avremo una foto
sovraesposta come quella riportata sotto:
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Fotografia sovraesposta. Il sensore ha ricevuto troppa luce.
/e sbagliamo la coppia apertura del diaframma(tempo di esposizione per difetto avremo una foto sottoesposta come quella sotto
riportata:
Fotografia sottoesposta.Il sensore ha ricevuto poca luce.
4a foto corretta dovrebbe invece presentarsi cos*:
Fotografia esposta correttamente.
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ttraverso la coppia tempo diaframma per6 non si controlla solo la corretta esposizione, ma anche una serie di altri parametri che
influenzano in maniera decisiva lestetica dellimmagine.
La coppia tempo/diaframma: il diaframma
#ome abbiamo visto il diaframma regola lapertura attraverso passa la luce che raggiunge il sensore.
Per comodit, e per poter usare gli stessi parametri per ogni obiettivo, il valore del diaframma non espresso in termini assoluti, ma
in termini relativi, con un rapporto: 7f(8 dove f rappresenta la lunghezza focale dellobiettivo.
d esempio, per un obiettivo da )'mm, se il diaframma dichiarato f(+, significa che il diametro del foro da cui passa la luce, con
diaframma tutto aperto, +)mm. /e invece abbiamo un obiettivo da &''mm, di cui dichiarata lapertura f(+, questo vuol dire che a
diaframma tutto aperto il foro da cui passa la luce sar di )'mm. #9 adesso da esprimere un concetto importante:
indipendentemente dalla lunghezza focale dellobiettivo, a diaframma uguale corrisponde il passaggio della medesima quantit di
luce.
:uindi, ad esempio, se impostiamo un diaframma di f(; su un obiettivo di focale )'mm e su un obiettivo di focale 1''mm,
nonostante i due fori da cui passa la luce siano molto diversi tra loro, essendo quello del 1''mm molto pi2 grande di quello del
)'mm, la quantit di luce che raggiunge il sensore sar esattamente la stessa.
:uesta che segue la scala dei diaframmi:
f(& < f(&,; < f(+ < f(+,0 < f(; < f(),. < f(0 < f(&& < f(&. < f(++ < f(1+ < f(;) < f(.;
d ogni scatto, detto in gergo 7stop8, corrisponde il dimezzamento della quantit di luce che raggiunge il sensore. /e si
7diaframma8, cio si chiude il diaframma dellobiettivo, da f(+ a f(+,0, cio di uno stop, la luce che raggiunge il sensore sar
dimezzata. /e si diaframma di due stop, ad esempio portando lapertura da f(0 a f(&., la quantit di luce che raggiunge il sensore
sar &(; rispetto a prima.
Ad ogni stop di chiusura si dimea la quantit di luce che raggiunge il sensore. In questa scala f/2 rappresenta il diaframma
pi! aperto" f/22 quello pi! chiuso #osservare la dimensione del foro$.
ttenzione perch= spesso i principianti sbagliano su questo punto: trattandosi di una frazione il valore numericamente pi2 alto
corrisponde ad un diaframma pi2 chiuso. Pertanto f(+ designa un diaframma pi2 aperto di f(+,0 o di f(;.
Il diaframma viene selezionato direttamente sulla macchina fotografica, attraverso una rotella di regolazione. Il valore selezionato
pu6 essere visualizzato allinterno del mirino.
>aturalmente possibile selezionare anche valori intermedi. >elle refle$ di solito si possono impostare passi di regolazione di &(+
stop o di &(1 di stop.
Luso del diaframma e il controllo della profondit di campo
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?no dei concetti pi2 importanti da imparare quando ci si accosta alla fotografia quello di profondit di campo. /olo quando si
impara a controllare alla perfezione la profondit di campo attraverso il diaframma, infatti, si inizia a padroneggiare davvero lo
strumento fotografico.
?n obiettivo pu6 mettere a fuoco esclusivamente su un determinato piano. @utto ci6 che si trova sul piano di messa a fuoco
apparir nitido, mentre tutto ci6 che si trova dietro e davanti il piano di messa a fuoco apparir sfocato, ossia poco nitido.
%utto ci& che si trova davanti e dietro il piano di messa a fuoco risulta poco nitido" 'sfocato(.
#i6 avviene perch= un punto che si trova sul piano di messa a fuoco sar riprodotto esattamente come un punto anche nella
fotografia ottenuta, mentre un punto che si trova avanti o dietro il piano di messa a fuoco sar riprodotto come un cerchietto sulla
stessa fotografia.
>ella pratica per6, davanti e dietro il piano di messa a fuoco vi un certo intervallo in cui la sfocatura talmente contenuta da
essere impercettibile: losservatore continua a vedere i particolari dellimmagine come nitidi. :uesto intervallo chiamato profondit
di campo. /i tratta dellintervallo allinterno del quale il cerchio di confusione talmente piccolo da essere comunque percepito
come un punto dallosservatore.
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La profondit di campo" l)intervallo nel quale ci& che si trova avanti e dietro il piano di messa a fuoco continua ad apparire
nitido.
Per capire meglio cosa la profondit di campo, e come avviene gradualmente il passaggio dal piano di perfetta nitidezza al vero e
proprio sfocato si osservi questa foto:
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Le linee illustrano l*estensione della profondit di campo.
Il controllo della profondit di campo sicuramente uno dei concetti fondamentali della fotografia.
4a profondit di campo, infatti, non sempre uguale, bens* variabile in base ad alcuni parametri:
&" 4a percezione personale: entro certi limiti, losservatore dellimmagine pu6 percepire come nitidi dei particolari che sono
leggermente sfocati. Ai solito pi2 si acquisisce l8occhio fotografico8, pi2 si diventa severi nel giudicare limmagine perch= si raffina
la capacit di distinguere, nellimmagine, ci6 che a fuoco da ci6 che non lo . @ale percezione dipende anche dallingrandimento
della fotografia. /u una stampa di piccole dimensioni limmagine pu6 apparire pi2 nitida.
+" 4a lunghezza focale: per semplificare < e molto < la questione, si usa dire che nei teleobiettivi la profondit di campo inferiore
rispetto ai grandangoli.
1" 4a distanza del punto di messa a fuoco dal piano focale: se mettiamo a fuoco un soggetto vicino, a parit di lunghezza focale e di
tutti gli altri parametri, la profondit sar inferiore rispetto a quella che si ottiene mettendo a fuoco un soggetto pi2 lontano.
;" 4apertura di diaframma, di cui parliamo adesso.
Il diaframma e la profondit di campo
Per farla breve, la chiusura del diaframma fa aumentare la profondit di campo. Pi2 il diaframma chiuso, infatti, pi2 i raggi che
colpiscono il sensore saranno perpendicolari ad esso. Pi2 i raggi di luce sono perpendicolari al sensore, pi2 il cerchio di confusione
dei piani fuori fuoco piccolo e si avvicina ad essere percepito come un punto. :uesto restituisce una sensazione di nitidezza.
Per capire cosa accade chiudendo il diaframma, si osservino le seguenti immagini.
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La messa a fuoco + stata effettuata sul palo in primo piano. , stato usato un o-iettivo di focale ./mm a diaframma f/2.
Stessa lunghea focale" ma diaframma chiuso a f/0.
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Stessa focale" ma diaframma chiuso a f/22.
4e tre immagini sopra riportate ben illustrano come la variazione dellapertura del diaframma porti ad ottenere immagini molto
diverse dello stesso soggetto. /ta al fotografo selezionare, in base alla sua esperienza e al suo senso estetico, il diaframma pi2
adeguato a restituire limmagine che vuole ottenere.
Facciamo altri esempi:
Focale ./mm 1 diaframma f/2"3.
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Focale ./mm 1 diaframma f/0.
?n ulteriore esempio:
Focale 24/mm 1 diaframma f/2"0.
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Focale 24/mm 1 diaframma f/0.
Focale 24/mm 1 diaframma f/22.
4e tre immagini della tazzina sono molto utili a dimostrare come con un uso sapiente del diaframma si possano ottenere fotografie
diverse. Per esempio, luso di un diaframma aperto, porta a far sparire le antiestetiche briciole sul tavolo. Biceversa un diaframma
pi2 chiuso restituisce una maggiore impressione di nitidezza generale.
:uando utilizzare un diaframma aperto e quando utilizzare un diaframma chiusoC
In generale, ma non certo una regola, quando si fotografa un paesaggio si desidera che tutti i particolari della scena siano nitidi.
Ai solito quindi si opta per un diaframma pi2 chiuso.

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Foto scattata con una focale di 20mm. L)apertura utiliata + f/3"2" un diaframma a--astana chiuso" che con questa lunghea
focale 1 grandangolo a--astana spinto 1 permette di percepire come nitida praticamente tutta la scena" dalla strada in primo
piano" all)al-ero posto su un piano intermedio" alle nuvole sullo sfondo.
:uando si fa un ritratto, invece, di solito di desidera dare risalto al soggetto. 4o sfondo potrebbe distrarre inutilmente. 5cco quindi la
necessit di usare un diaframma piuttosto aperto, magari abbinato ad una focale medioDtele.
Il diaframma piuttosto aperto" f/2". ad una focale di ./mm" permette di far risaltare i visi in primo piano sfocando lo sfondo.
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4a stessa cosa si pu6 dire per la fotografia di animali. /pesso per dare maggior risalto al nostro amico a quattro zampe preferibile
7eliminare8 lo sfondo, rendendolo cos* sfocato da risultare uniforma e poco invadente, come si vede nella foto sottostante, ottenuta
con un teleobiettivo &)'mm a diaframma f(+,0.
Focale 2./mm" diaframma f/2"0.
La coppia tempo/diaframma: il tempo di esposizione
?no dei concetti chiave che deve apprendere chi si accinge ad imparare a fotografare quello del tempo di
esposizione perch=, insieme al diaframma, il parametro che ha maggiore influenza sulla fotografia che otterremo.
Il tempo di esposizione il tempo durante il quale lotturatore rimane aperto per permettere alla luce di raggiungere il sensore !o la
pellicola, ovviamente".

4a scala dei tempi disponibile sulle attuali fotocamere refle$ la seguente:
&(0''' di secondo < &(;''' < &(+''' < &(&''' < &()'' < &(+)' < &(&+) < &(.' < &(1' < &(&) < &(0 < &(; < &(+ < &E < +E < ;E < 0E <
&.E < 1'E < 3 !bulb"
Per ogni scatto di questa scala, come avviene per la scala dei diaframmi, si parla di uno 7stop8 in pi2 o in meno !si veda il paragrafo
in appendice Il concetto di stop in fotografia". d esempio, se passiamo da &(&''' a &()'' abbiamo aumentato il tempo di
esposizione di uno 7stop8.
/e passiamo da &.E a ;E abbiamo diminuito il tempo di esposizione di due 7stop8.
Ba osservato che molti modelli entrF level hanno come tempo pi2 rapido disponibile &(;''' di secondo. Inoltre, le fotocamere
permettono di impostare anche i valori intermedi, a passi di &(+ e di &(1 di 7stop8.
4a posa 3 !bulb" permette di mantenere aperto lotturatore per tutto il tempo desiderato. Per utilizzare tale funzione necessario
dotarsi di un telecomando, o di un filocomando, esterno. @enere fisicamente premuto il pulsante di scatto per molti secondi, infatti,
causerebbe delle vibrazioni anche se la macchina fosse posta su un robusto treppiede, a scapito della nitidezza della foto.
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>el selezionare il tempo di esposizione bisogna tener conto di un fattore determinante. Il tempo di esposizione fondamentale per
ottenere una foto 7ferma8, oppure 7mossa8.
:uesto vale sia per linevitabile tremolio delle mani che impugnano la fotocamera, sia per il movimento del soggetto stesso.
Pertanto, se impugniamo la fotocamera a mano libera e vogliamo evitare una foto mossa, dobbiamo scegliere un tempo 7di
sicurezza8, cio abbastanza veloce da annullare leffetto del tremolio della mano e del movimento del soggetto.
:uale pu6 essere questo tempo di sicurezzaC Gentre per quanto riguarda il movimento del soggetto si possono dare regole di
valore generale, perch= dipende dalla velocit e anche dalla direzione di quel movimento, per quanto riguarda il compensare del
tremolio della mano qualche suggerimento possibile darlo.
#erto, tutto dipende anche da quanto ferma la mano del fotografo, dalla corretta impugnatura della fotocamera, nonch= dal peso
di essa, tuttavia una regola empirica sempre valida quella del reciproco della lunghezza focale.
In altre parole, se abbiamo un obiettivo da ;''mm, su una fotocamera dal sensore Full Frame !+;$1.mm", il tempo di sicurezza, il
tempo massimo da impostare per avere la ragionevole certezza di avere una foto ferma, &(;'' sec. /e il ;''mm montato su
una macchina a sensore P/Dc, con fattore di crop di &,)$, va considerata la focale risultante apparente, cio .''mm: il tempo di
sicurezza diventa quindi &(.'' sec.
Per fare un altro esempio, con un obiettivo da )'mm montato su una P/Dc con fattore di crop &,)$ !focale equivalente H)mm", il
tempo di sicurezza di &(H) di secondo.
/i osservino le due fotografie sotto riportate:
Lunghea focale effettiva 2//mm su A5S1c 2".x #eq. 4//mm$" tempo di esposiione 2/2. sec. La foto risulta mossa.
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Lunghea focale effettiva 2//mm su A5S1c 2".x #eq. 4//mm$" tempo di esposiione 2/42/ sec. La foto risulta nitida.
# da dire che al giorno doggi tutti i produttori prevedono dei sistemi di stabilizzazione sullottica o sul sensore che permettono di
arrischiare tempi molto pi2 alti rispetto al reciproco della focale. /pesso un buon sistema di stabilizzazione permette di guadagnare
dai + ai ; stop.
La scelta del tempo di esposizione
:uando scegliamo il tempo di esposizione dobbiamo sempre ricordare che ai fini della corretta esposizione esso strettamente
legato allapertura del diaframma.
/i ricordi lesempio del rubinetto:
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A parit di luce" ad una apertura del diaframma maggiore" corrisponder un tempo di esposiione pi! -reve.
cosa serve, per6, scegliere un tempo di esposizione pi2 lungo o pi2 breveC
5bbene, variando il tempo di esposizione, si possono ottenere immagini molto diverse.
Il primo rischio da valutare attentamente il pericolo di ottenere una foto mossa se impostiamo un tempo di esposizione troppo
lungo.
3isogna tener conto che oltre al tremolio della mano, di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente, un altro fattore che rischia di
far venire la foto mossa il movimento del soggetto. @ale movimento, purtroppo, non pu6 essere compensato da alcun
meccanismo. :uindi se desideriamo avere un soggetto in movimento che risulti bello fermo e nitido nella nostra foto, dobbiamo
necessariamente utilizzare un tempo sufficiente a bloccarne il movimento.
/i osservino i seguenti esempi che si basano su un soggetto sempre piuttosto difficile, gli uccelli in volo.
Per bloccare il movimento di un uccello di solito necessario un tempo piuttosto breve:
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6n tempo di 2/7// di secondo + -astato in questo caso per -loccare il movimento di questo gruccione in volo.
Ga forse, anche per trasmettere il senso del movimento, il fotografo potrebbe decidere di usare un tempo di scatto pi2 lungo al fine
di trasmettere dinamicit alla sua fotografia bloccando solo parzialmente il soggetto:
6n tempo di 2/28/ di secondo non -locca completamente il movimento degli uccelli. Si pu& osservare che le anatre in volo
appaiono -en ferme" ma la punta delle loro ali appare mossa. Il fotografo ha ottenuto questa foto con la tecnica del panning"
che consiste nel continuare a seguire il soggetto durante la fase di scatto. In tal modo il movimento oriontale degli uccelli
appare -loccato" mentre le ali" che si muovono dall*alto in -asso" quindi in direione diversa rispetto alla traiettoria seguita dagli
uccelli e dalla fotocamera" appaiono mosse.
%ppure il fotografo potrebbe cercare di sfruttare il movimento per ottenere volutamente unimmagine mossa per motivi creativi, per
esempio per rendere la sua fotografia pi2 onirica o pittorica:
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9on un tempo di 2/0/ di secondo si ottiene un*immagine mossa. Si pu& tentare di utiliare un tempo lungo a fini creativi" per
ottenere un*immagine non convenionale.
I tempi lunghi sono molto usati per trasmettere il senso del movimento dellacqua, come nella foto seguente:
I
l tempo di 2/4 di secondo permette di rendere l*effetto del movimento dell*acqua.
>aturalmente per ottenere effetti simili necessario garantire la stabilit della fotocamera. Aiventa pertanto necessario usare un
treppiede.
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%empo di scatto di 7 secondi. L*acqua del ruscello assume un gradevole effetto satinato. La fotocamera naturalmente era posta
su un ro-usto treppiede.
Per esercitarsi:
D /e possedete una fotocamera che permette di impostare il programma a priorit dei tempi !di solito contrassegnato con I@vJ",
impostatelo e poi variate i tempi con lapposita ghiera. %sservate come la fotocamera varia i diaframmi di conseguenza.
D #on una focale medio tele, intorno agli 0'mm equivalenti, scegliete un soggetto perfettamente immobile e fotografatelo a mano
libera con tempi diversi, che vanno da &()'' di secondo a ; secondi. %sservate attentamente le fotografie ottenute.
D /e avete un treppiede, montateci su la fotocamera e fotografate un ruscello o una fontana con tempi variabili tra &(+''' e 1'
secondi. ?tilizzate un telecomando, uno scatto flessibile o il ritardo di scatto di due secondi per minimizzare il pericolo di vibrazioni.
%sservate attentamente le fotografie ottenute.
La sensibilit
49ultimo parametro fondamentale da padroneggiare per ottenere una perfetta esposizione delle nostre fotografie la
sensibilit del sensore o della pellicola.
#osa si pu6 fare quando abbiamo aperto al massimo il diaframma dellobiettivo ma lesposimetro della fotocamera ci segnala
ancora un tempo di esposizione cos* lungo che rischiamo ti ottenere una foto mossaC 4e soluzioni sono diverse, dal treppiede a un
appoggio di fortuna, alluso del flash.
Probabilmente per6 la soluzione pi2 semplice consiste nellaumentare la sensibilit.
#os la sensibilitC K la capacit posseduta dal sensore o dalla pellicola di lasciarsi impressionare dalla luce. Pi2 alta la
sensibilit della pellicola, minore sar la quantit di luce necessaria a creare limmagine. Per questo motivo, fotografando con le
pellicole, si sceglie un rullino ad alta sensibilit per lavorare in locali chiusi o la sera, quando la luce poca, mentre si sceglie un
rullino a bassa sensibilit quando si lavora allaperto e di giorno, con molta luce.
4e sensibilit sono codificate secondo lo standard I/% )0'':&L0H in questo modo:
3asse sensibilit
I/% +) < I/% )' < I/% &''
Gedie sensibilit
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I/% +'' DI/% ;'' < I/% 0''
lte sensibilit
I/% &.'' < I/% 1+'' < I/% .;''
ltissime sensibilit
I/% &+)'' < I/% );'''
Il menu presente sulle fotocamere per seleionare la sensi-ilit.
%gni salto rappresenta un raddoppio della sensibilit, cio un aumento di uno 7stop8.
/e, ad esempio, lesposimetro ci indica, con una sensibilit di &'' I/%, un tempo di scatto di &(+) di secondo, con diaframma f(;, se
raddoppiamo la sensibilit passandola a +'' I/%, e lasciamo invariato il diaframma a f(;, dovremo usare un tempo di esposizione
di &()' sec. /e passiamo a ;'' I/%, lasciando sempre invariato il diaframma a f(;, il tempo di esposizione corretto diventer &(&''
sec.
:uesto significa che per evitare il mosso, molto spesso basta impostare una sensibilit pi2 alta.
Perch= allora non scegliere direttamente una pellicola veloce ed utilizzare sempre quellaC %ppure perch= non impostare di default
la sensibilit pi2 alta disponibile sulla nostra fotocamera digitaleC
/emplicemente perch= le pellicole di bassa sensibilit, e le basse sensibilit impostabili sulla nostra fotocamera digitale,
garantiscono una maggior risoluzione, una migliore resa dei colori e una 7grana8 inferiore. In altre parole, pi2 bassa la sensibilit,
migliore sar la fotografia.
Per illustrarlo si osservino le immagini riportate sotto. /i tratta di crop al &''M di immagini scattate a diverse sensibilit. ppare
evidente come allaumentare della sensibilit le immagini si deteriorino. Aiventa infatti sempre pi2 visibile il cosiddetto 7rumore
digitale7. ?n fenomeno dovuto al fatto che per ottenere una sensibilit pi2 alta necessario amplificare elettronicamente il segnale
captato dal sensore.
Sensi-ilit: 2// IS:.
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Sensi-ilit: 28// IS:.
Sensi-ilit: 87// IS:.
4e immagini sopra riportate mostrano chiaramente il deterioramento della qualit delle fotografie allaumentare della sensibilit.
Pertanto, anche se i tecnici stanno facendo miracoli nella guerra contro il rumore digitale, e ad ogni generazione le fotocamere
fanno passi da gigante nel contenimento dello stesso, resta sempre valida la regola che se si desidera ottenere la migliore qualit
delle immagini, bisogna impostare basse sensibilit.
Il segreto consiste nel saper giocare abilmente con i tre parametri fondamentali della fotografia: diaframma, tempo di esposizione,
sensibilit, sapendo che spesso dei compromessi saranno inevitabili.
In linea generale, bisogna selezionare una sensibilit pi2 alta solo se abbiamo bisogno di tempi pi2 rapidi, per evitare il mosso o per
congelare lazione.
5er esercitarsi:
1 5rovate a modificare la sensi-ilit lasciando invariato il diaframma: osservate come cam-ia il tempo di esposiione in relaione
alla sensi-ilit seleionata.
1 Scattate la stessa fotografia a sensi-ilit diverse" lasciando invariato il diaframma" poi osservatele attentamente sul monitor per
vedere le differene tra gli scatti.
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Appendice
Cos il triangolo dellesposizione?
Per ottenere una foto correttamente esposta bisogna prendere in considerazione tre parametri: lapertura del
diaframma, il tempo di esposizione e la sensibilit. :uesti tre parametri costituiscono il cosiddetto 7triangolo
dellesposizione8.
Il triangolo dell)esposiione.
%gnuno di essi gioca un ruolo fondamentale nel determinare la giusta quantit di luce che cadr sul sensore, ed ognuno di essi
strettamente connesso agli altri, nel senso che variando uno di questi fattori, se si vuole ottenere la corretta esposizione della
scena, bisogner intervenire anche su almeno uno degli altri due.
?n tempo, con la fotografia a pellicola, pi2 che di 7triangolo dellesposizione8 si parlava di 7coppia tempo-diaframma7. ?na volta
inserita nella fotocamera una determinata pellicola, infatti, non si poteva intervenire con facilit sulla sensibilit. Pertanto gli unici
due parametri sui quali si interveniva per raggiungere il corretto livello di esposizione erano il tempo di scatto e lapertura del
diaframma.
#on il digitale invece si pu6 intervenire sulla sensibilit con la stessa facilit con la quale si interviene su tempo e diaframma. Per
questo motivo ha preso sempre pi2 piede lespressione 7triangolo dellesposizione8.
Il concetto di stop in fotografia
7/top8. >on vi conversazione tra fotografi in cui questa parola non sia pronunciata diverse volte. #oloro che non
conoscono il gergo fotografico restano piuttosto perplessi nel sentire espressioni quali 7avresti dovuto aprire di uno stop8,
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7potevi diminuire la sensibilit anche di due stop8, 7il sensore di quella fotocamera ha una latitudine di posa di otto stop8
!affermazione non troppo corretta < bisognerebbe in questo caso parlare di 75B8 invece che di 7stop8 e, anche se la
questione dibattuta, di 7gamma dinamica8 anzich= di 7latitudine di posa8D ma correntemente usata". >on c dubbio che
una delle prime difficolt che deve affrontare il principiante quella di familiarizzare con il linguaggio specifico del mondo
fotografico.
llora, cosa significa 7stop8 in fotografiaC Golto semplicemente un aumento o una diminuzione della luce che raggiunge il sensore
!o la pellicola" di un fattore due. In pratica 7aumentare di uno stop8 significa raddoppiare la quantit luce che raggiunge il sensore,
7diminuire di uno stop8 significa dimezzare la quantit della luce che raggiunge il sensore. umentare di due stop significa
quadruplicare la luce che raggiunge il sensore, diminuire di due stop significa ridurre ad un quarto la luce che raggiunge il sensore.
/i osservino le fotografie seguenti. /ono distanziate di uno 7stop8 luna dallaltra:
1 2 stop
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1 2 stop
;sposiione corretta
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< 2 stop
< 2 stop
Ga come si fa ad aumentare o diminuire la quantit di luce che raggiunge il sensoreC 5ssenzialmente operando su due parametri:
apertura del diaframma e tempo di esposizione.
Niprendiamo la scala dei diaframmi:
f(& < f(&,; < f(+ < f(+,0 < f(; < f(),. < f(0 < f(&& < f(&. < f(++ < f(1+.
Il diaframma pi2 aperto di un certo obiettivo dato dal rapporto tra la lunghezza focale dellobiettivo e il diametro della sua apertura
f,F(d.
f(&, quindi, in questa scala rappresenta il diaframma pi2 aperto. d ogni successivo scatto la luce che entrer nellobiettivo risulter
dimezzata. /ono considerati obiettivi luminosi, quelli che hanno unapertura di diaframma massima compresa tra f(& ed f(+,0. /i
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tratta di obiettivi professionali e in genere piuttosto costosi. Oli obiettivi rivolti ad un pubblico meno esigente hanno un diaframma
massimo molto pi2 contenuto, di solito da f(1,) a f(),..
:uando si dice che un obiettivo pi2 luminoso di un diaframma rispetto ad un altro significa che un obiettivo dotato di unapertura
di diaframma massima pi2 grande di un stop. d esempio, un obiettivo )'mm f(&,; sar di uno stop pi2 aperto rispetto ad un )'mm
f(+.

4a scala dei tempi presenti comunemente sulle refle$ invece questa:
1' secondi < &) sec. < 0 sec. D ; sec. < + sec. < & secondo < &(+ secondo < &(; di secondo < &(0 di sec. < &(&) di sec. < &(1' di
sec. < &(.' di sec. < &(&+) di sec. < &(+)' di sec. < &()'' di sec. < &(&''' di sec. < &(+''' di sec. < &(;''' di sec. < &(0''' di
secondo.
#ome si nota, al di l di qualche arrotondamento, ad ogni stop si raddoppia o si dimezza il tempo di esposizione, cio va a colpire il
sensore il doppio della luce o la met della luce rispetto al valore impostato in precedenza.
?n discorso a parte va fatto per la sensibilit. Il concetto di stop infatti stato esteso anche a questo parametro. #os* si dice,
comunemente, che passando da +'' I/% a ;'' I/% si aumenta la sensibilit di uno stop, mentre passando da +'' I/% a &'' I/%
la si diminuisce di uno stop. %vviamente per6 in questo caso non aumenta o diminuisce la quantit della luce che raggiunge il
sensore, semplicemente aumenta o diminuisce la capacit del sensore di lasciarsi impressionare dalla luce.
4a scala delle sensibilit, comunemente usata, questa:
I/% +), I/% )', I/% &'', I/% +'', I/% ;'', I/% 0'', I/% &.'', I/% 1+'', I/% .;'', I/% &+0'', I/% +).'', I/% )&+''.

K evidente che, per ottenere la corretta esposizione, possiamo intervenire su qualsiasi dei tre fattori !apertura di diaframma, tempo
di esposizione, sensibilit" menzionati. 4unico limite dato dalle conseguenze che variare luno o laltro parametro ha sulla
fotografia. d esempio, se variamo il diaframma cambieremo la profondit di campo, cio la percezione di nitidezza davanti e dietro
il punto di messa a fuoco. /e variamo il tempo dobbiamo stare attenti a che il movimento della mano o quello del soggetto non
rendano la foto 7mossa8 !a meno che, ovviamente, non si tratti di un effetto voluto e controllato". /e variamo la sensibilit dovremo
stare attenti allinsorgenza del cosiddetto rumore e allabbassamento generale della qualit dellimmagine.
Insomma, nello scegliere il valore di diaframma, tempo di esposizione e sensibilit dobbiamo lasciarci guidare dallesperienza per
ottenere la fotografia che abbiamo in mente.

4e fotocamere attuali, ovviamente, consentono regolazioni pi2 precise di uno stop. /ono infatti possibili !basta selezionarne la
relativa opzione dal men2" variazioni sia dei tempi che dei diaframmi che delle sensibilit a passi di &(+ stop o di &(1 di stop, per
calibrare davvero con la massima precisione lesposizione.
Per fare un esempio, oltre al diaframma f(+,0 e al diaframma f(;, distanziati di uno stop, possiamo selezionare !se abbiamo
impostato la variazione a passi di &(1 di stop" anche i valori f(1,+ ed f(1,). In tal caso, la ghiera che ruotiamo per scegliere i
diaframmi, ad ogni scatto apporter una modifica di &(1 di stop.
I valori che selezioniamo sono riportati nel mirino della fotocamera, come mostra limmagine in basso:
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=el mirino di una reflex troviamo le indicaioni relative al diaframma" al tempo di esposiione e alla sensi-ilit impostati" ed
anche una -arra dell*esposiione.
>el mirino della refle$, attraverso la barra dellesposizione, possiamo anche ricevere delle indicazioni sulla corretta esposizione
suggerita dallesposimetro della fotocamera, e sulle variazioni che stiamo apportando, espresse proprio in termini di stop.
>ellesempio sopra riportato lindice mobile allineato con la tacchetta centrale della barra dellesposizione, stiamo cio seguendo i
suggerimenti dellesposimetro. /e intendiamo sovraesporre la fotografia di & stop e &(1, non dobbiamo fare altro che allineare
!operando su diaframma, tempo di esposizione o sensibilit" lindice mobile con il valore desiderato, come mostriamo sotto:
/imilmente se vogliamo sottoesporre di + stop dobbiamo far coincidere lindice mobile con il valore D+:
>elluso pratico in ambito fotografico si usa sia il termine 7/top8 che il termine 75B8, pur trattandosi di due concetti diversi.
>el prossimo paragrafo vedremo cosa si intende con l9acronimo 5B e perch=, allatto pratico, possibile usare indifferentemente un
termine o laltro.
Il concetto di E !"alore di esposizione o "alore esposimetrico# in
fotografia
In ambito fotografico si usa lacronimo 5B per indicare il Balore di esposizione !e$position value", che una unit di misura della
intensit luminosa espressa in funzione delle diverse possibili combinazioni della coppia tempo(diaframma. :uesta grandezza fu
elaborata da un costruttore di otturatori fotografici tedesco, Friedrich AecPel, attorno al &L)', proprio al fine di riassumere in un
unico valore le diverse coppie tempo(diaframma possibili, e facilitare cos* la vita dei fotografi.
Il Balore di esposizione riferito alla sensibilit di &'' I/% ed definito con la seguente formula, dove la lapertura del
diaframma mentre @ il tempo di esposizione:
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La formula che definisce il valore di esposiione.
?n medesimo valore 5B si pu6 esprimere con diverse coppie tempo(diaframma. Per esempio, se impostiamo un diaframma f(& e un
tempo di & secondo avremo un 5B,'. Ga 5B,' sar dato anche da f(&,; e tempo di + sec., da f(+ e tempo di ; sec., da f(+,0 e
tempo di 0 sec. e cos* viaQ come mostra la seguente tabella dei valori di esposizione 5B per una sensibilit di &'' I/%:
Apertura di diaframma (f/)
Tempo
(secondi)
1 1,4 2 2,8 4 5,6 8 11 16 22 32 45
60 -6 -5 -4 -3 -2 -1 0 1 2 3 4 5
30 -5 -4 -3 -2 -1 0 1 2 3 4 5 6
15 -4 -3 -2 -1 0 1 2 3 4 5 6 7
8 -3 -2 -1 0 1 2 3 4 5 6 7 8
4 -2 -1 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9
2 -1 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10
1 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11
1/2 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12
1/4 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13
1/8 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14
1/16 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15
1/30 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16
1/60 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17
1/125 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18
1/250 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19
1/500 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20
1/1000 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21
1/2000 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22
1/4000 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23
1/8000 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24
>alori di esposiione per una sensi-ilit di 2// IS:.
4a tabella mostra i Balori di esposizione compresi tra D.5B e &15B con le relative coppie tempo diaframma.
#osa significa questa tabellaC Facciamo un esempio. ?na scena ha una luminosit di 0 5B. Per ottenere una fotografia
correttamente esposta potremo scegliere le seguenti coppie tempo(diaframma:
&(+)' sec. < f(&-
&(&+) sec. < f(&,;-
&(.' sec. < f(+-
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&(1' sec. < f(+,0-
&(&) sec. < f(;
e cos* viaQ
:uesto ovviamente non significa che qualsiasi coppia impostiamo otterremo la medesima foto. Impostando coppie
tempo(diaframma diverse otterremo foto diverse, ma tutte correttamente esposte .
3isogna ricordare che il Balore di esposizione rappresenta una effettiva unit di misura della luminosit presente in una scena. d
esempio il valore 5B,' corrisponde a +,) Lux !unit di misura del flusso luminoso che incide sullunit di area, accettato dal
/istema Internazionale". :uesto significa che una scena che ha flusso luminoso per unit di area di +,) 4u$ !corrispondente a ' 5B"
potr essere correttamente esposta utilizzando un obiettivo con diaframma aperto a f(& e tempo di esposizione di & secondo
utilizzando una sensibilit di &'' I/%.
3isogna evidenziare che ogni aumento o diminuzione di & 5B significa che la scena o il soggetto riceve rispettivamente il doppio o
la met della luce. :uesto fa s* che, pur non essendo la stessa cosa !in quanto il valore 5B rappresenta leffettiva luminosit
presente nella scena, mentre la parola 7stop8 si riferisce alla luce che raggiunge il sensore in base ai parametri impostati dal
fotografo" spesso in fotografia lespressione 5B usata come sinonimo di 7stop8 e, allatto pratico, non cambia nulla.
%ra gli indicatori visi-ili nel mirino di una reflex vi + la scala della corretta esposiione che ci dice se i valori di apertura di
diaframma e tempo di scatto impostati ci permettono di ottenere un*esposiione in linea con la luminosit della scena rilevata
dall*esposimetro o se se ne discostano" e di quanto" in termini di ;> o di ?stop?.
lla luce di quanto detto sopra, per6, e solo per amor di precisione, bene puntualizzare che quando si parla della luminosit di
una scena, bisognerebbe usare il termine 5B, mentre quando si parla di correzioni o impostazioni apportate dal fotografo su
diaframma, tempo di esposizione o sensibilit, bisognerebbe parlare di 7stop8.
Per esempio sarebbe pi2 corretto dire che 7una scena presenta una variazione di luminosit tra luci e ombre di H 5B8 !e non di H
stop", mentre, al contrario, sarebbe pi2 corretto dire che in una foto si apportata una 7correzione di R + stop8 !e non di R + 5B".
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Capitolo 5 I controlli sulla fotocamera
In questo capitolo spiegheremo quali sono e come si utilizzano i principali comandi presenti sulle
fotocamere.
La ghiera delle modalit di scatto
La ghiera delle modalit di scatto (o ghiera dei modi) presente su quasi tutte le fotocamere reflex e mirrorless (anche se
ultimamente, specie su queste ultime, tende ad essere sostituita da opzioni accessibili dal menu), ed forse il comando pi
importante della fotocamera in quanto consente di impostare le modalit di esposizione, cio il modo in cui verranno determinati,
dal fotografo o dalla fotocamera, apertura del diaframma, tempo di esposizione e sensibilit, le tre componenti essenziali
dell triangolo dellesposizione.

Le ghiere dei modi sono un po diverse a seconda del costruttore e del modello di fotocamera, ma le opzioni selezionabili e i simboli
che le contrassegnano, sono abbastanza simili e quasi sempre molto intuitivi. !er questo tutorial faremo riferimento alla ghiera dei
modi di una "anon #$%d, ma qualsiasi fotocamera abbiate le opzioni sono molto simili. &ate comunque riferimento al manuale di
istruzioni, dove tutte le modalit di esposizione selezionabili mediante la ghiera sono riportate e illustrate. La ghiera dei modi pu'
essere sostituita, su alcuni modelli, da opzioni di menu o da tasti funzione.
"ome funziona la ghiera dei modi
(ulla ghiera dei modi sono riportate delle lettere o dei simboli grafici che rappresentano le diverse modalit di esposizione. !er
selezionarli basta ruotare la ghiera fino ad allineare il simbolo che rappresenta il modo prescelto ad una tacchetta di riferimento.
)lcune ghiere possono avere un fermo di sicurezza, ad esempio un bottoncino da premere per sbloccarle.
Le diverse modalit di esposizione
*odalit manuale +*,

-elle fotocamere il simbolo +*, rappresenta la modalit manuale. (elezionando questa opzione il fotografo dovr impostare
manualmente, facendosi aiutare dalla scala dellesposimetro presente nel mirino, sia lapertura del diaframma che il tempo di
esposizione. (i veda il paragrafo dedicato alla modalit manuale. -aturalmente il fotografo sceglier anche la sensibilit .(/.
0uesta modalit viene usata dai fotografi che vogliono il completo controllo sullesposizione della scena.
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*odalit a priorit ai diaframmi +)v,

1tilizzando la modalit +)v,, cio la priorit ai diaframmi, il fotografo seleziona lapertura di diaframma, mentre la fotocamera abbina
al diaframma scelto un tempo di scatto adeguato a fornire la corretta esposizione (si veda il tutorial sul !hototutorial Come
impostare i diaframmi). La priorit ai diaframmi molto utile quando si desidera avere il pieno controllo sulla profondit di campo
ed sicuramente una delle modalit di esposizione pi utilizzate dai fotografi. .l fotografo potr decidere se affidare la scelta della
sensibilit alla fotocamera, impostando da menu )12/ .(/, o se impostarla personalmente. -aturalmente in questa modalit sono
attive anche le funzioni di compensazione dellesposizione e di bracketing automatico.
Le -i3on utilizzano per questa modalit il simbolo +),
La ghiera dei modi di una Nikon D3200.
!riorit ai tempi +2v,

(cegliendo la priorit ai tempi +2v, il fotografo si riserva il controllo sul tempo di scatto mentre la fotocamera si occuper di abbinare
al tempo selezionato unapertura di diaframma opportuna a garantire la corretta esposizione. 0uesta modalit si sceglie ogni qual
volta lutilizzo di un particolare tempo di scatto diventa un parametro importante per la riuscita della foto. )d esempio, se vogliamo
congelare lazione di un atleta che corre, imposteremo un tempo rapido, almeno 45$%% di secondo, mentre, nella stessa situazione,
se vogliamo ottenere un effetto panning imposteremo un tempo di 456% di secondo o meno. 1tilizzando questa modalit il fotografo
deve preoccuparsi solo di impostare il tempo di scatto che gli consentir di ottenere leffetto voluto, al resto penser la fotocamera.
-aturalmente il fotografo potr anche decidere se impostare la sensibilit .(/, o lasciare la scelta agli automatismi della macchina
fotografica. .noltre potr usare le funzioni di compensazione dellesposizione e di bracketing automatico.
(ulle fotocamere -i3on la modalit priorit ai tempi indicata con il simbolo +(,.
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*odalit +)7,
(elezionando )uto o &ull8auto +)7, si imposta la modalit completamente automatica. La fotocamera sceglie da sola diaframma,
tempo di scatto e sensibilit. (i veda il paragrafo Lesposizione automatica: modi AUT e !"#"A$. 9 una modalit adatta ai
principianti che non vogliono rischiare di rovinare una fotografia. (e per' si desidera imparare a fotografare bene non utilizzarla.
(ulla ghiera della -i3on la stessa modalit indicata con il simbolo +)uto, e il disegnino della macchina fotografica in verde.

La modalit +!,
La modalit +!, o !rogram, simile alla modalit )uto, ma consente al fotografo di intervenire sulla coppia tempo8diaframma scelta
dalla fotocamera. )d esempio, se la fotocamera imposta la coppia f5: ; 45<$% di sec., muovendo la ghiera di regolazione il fotografo
potr impostare f5$,# ; 45$%% di sec., oppure f544 ; 454<$ di sec., e cos= via> .noltre questa modalit lascia la possibilit di
intervenire sulla sensibilit e di utilizzare le funzioni di compensazione dellesposizione e di bracketing automatico. (i veda il
paragrafo Lesposizione automatica: modi AUT e !"#"A$.

La modalit +-o &lash,

La maggior parte delle fotocamere entr? level attivano automaticamente il flash quando lesposimetro percepisce che nella scena
da riprendere c poca luce. 2uttavia spesso potremmo desiderare di riprendere la scena senza la luce del flash, in luce ambiente,
anche con il rischio di mosso, oppure se abbiamo con noi un treppiede. La modalit +-o flash, impedisce alla fotocamera di attivare
il flash e la costringe ad esporre la foto utilizzando solo la luce presente nellambiente.

. modi +(cene,
(ulle ghiere delle fotocamere entr? level sono presenti dei simboli che rappresentano le principali situazioni fotografiche che
possiamo incontrare, ad esempio ritratto, paesaggio, ripresa a distanza ravvicinata, e cos= via> /gnuno di questi simboli imposta
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un programma adatto alla situazione di ripresa specifica. )nche questi programmi sono adatti soprattutto ai principianti. (i veda il
paragrafo Lesposizione automatica: luso dei modi %&C'(').

-elle fotocamere ad impostazione pi professionale la ghiera dei modi non presenta i modi (cene, dato che un fotografo esperto
difficilmente li utilizzerebbe. 2roviamo invece spesso altri comandi che sulle fotocamere entr? level sono assenti o sono azionabili
solo da menu.
&acciamo alcuni esempi.

La posa +@,

La posa B (bulb).
La posa @ consente di mantenere aperto lotturatore per tutto il tempo deciso dal fotografo. (!er approfondire si veda il tutorial su
!hototutorial La posa *). (e non presente nella ghiera dei modi la posa @ sar comunque selezionabile mediante menu.

. modi user
I modi user.
"ontrassegnati da una +1, o dalla parola 1(9A, si tratta di modalit di esposizione programmabili dallutente. .l fotografo sceglier
le opzioni e le modalit operative e le memorizzer. 0uando selezioner la modalit user la fotocamera si comporter come
richiesto dal fotografo in fase di programmazione.

-on possibile prendere in esame tutte le opzioni disponibili sulle ghiere delle modalit di esposizione dei diversi produttori di
fotocamere. Bi abbiamo indicato le modalit pi diffuse e presenti su quasi tutti i modelli. !er eventuali specifiche modalit presenti
sulla vostra fotocamera vi invitiamo a fare riferimento al libretto di istruzioni.
0uali modalit utilizzareC (e si desidera solo portare a casa una buona foto, senza preoccuparsi troppo, si pu' tranquillamente
ricorrere alla modalit automatica, o ai diversi programmini preimpostati. (e per' si vuole davvero imparare a fotografare e si
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desidera avere il pieno controllo sulle proprie fotografie per ottenere esattamente gli effetti desiderati, bisogna imparare ad usare le
modalit che consentono di impostare personalmente i parametri.
La modalit manuale ovviamente la pi consigliata, ma anche la modalit a priorit dei diaframmi, che consente di controllare la
profondit di campo attraverso il diaframma, e la modalit a priorit dei tempi, che consente di selezionare il tempo di esposizione
adatto a bloccare limmagine o ad usare a fini creativi il mosso, possono dare questo pieno controllo sullimmagine e portare ad
ottenere esattamente la fotografia desiderata.

La modalit manuale
La modalit manuale permette di selezionare il diaramma e il tempo di esposizione desiderati.
In questa modalit si seleziona manualmente sia il tempo di esposizione che il diaframma. Una volta questo era l'unico
modo di operare per ottenere una fotografia: non esistevano i programmi e il fotografo impostava sempre manualmente i
due valori. Poi furono inventati i programmi. Il primo, e il pi utile, fu quello della priorit ai diaframmi. Il secondo fu
quello della priorit ai tempi. La maggior parte dei fotografi esperti di solito utilizza soprattutto l'automatismo a priorit
dei diaframmi. Il motivo semplice. !ssegnando la priorit ai diaframmi facile controllare la profondit di campo.
2uttavia importante imparare ad utilizzare la modalit completamente manuale. 0uesto per due motivi. .l primo che
esercitandosi a scattare foto in manuale si riesce a percepire meglio il funzionamento dellaccoppiata base della fotografiaD quella
tempo5diaframma. .n secondo luogo il saper operare manualmente ci permette di ottenere esattamente la fotografia che
desideriamo, non necessariamente quella che ci suggerisce lautomatismo della fotocamera.
/perate in questo modo. !osizionate la ghiera dei modi su +*, (il simbolo che indica lesposizione manuale).
(elezionate il diaframma desiderato. 1na volta scelto il diaframma, operate con la ghiera dei tempi lasciandovi guidare dalla scala
dellesposizione o dal valore numerico che comprare nel monitor superiore della fotocamera e5o nel mirino. Lesposizione corretta la
si avr quando la scala dellesposizione, presente sul displa? superiore e5o nel mirino avr raggiunto il valore centrale. .l valore di
sovraesposizione o sottoesposizione pu' essere indicato da un numero (si veda la foto seguente).
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+: Impostare la g,iera dei modi su $
-: #,iera di regolazione dei diaframmi
.: #,iera di regolazione dei tempi/ In realt solo i modelli professionali ,anno la seconda g,iera0 1uella per
regolare i tempi/ #li altri modelli utilizzano una sola g,iera per regolare sia i diaframmi c,e i tempi 2si 3eda la
foto 54/ 5i solito i tempi si regolano premendo un pulsante apposito mentre si ruota lunica g,iera pre3ista
6: Il tempo diaframma selezionato
5: Il tempo di esposizione selezionato
7: Il segnale di corretta esposizione 2in 1uesto caso il 3alore indicato 8 90: '; ci indica c,e a3remo una
so3raesposizione di 9/: ';0 per raggiungere il 3alore corretto do3remo 3ariare il diaframma o il tempo di
esposizione fino a c,e il 3alore indicato non sar 9/94/
"ome gi ricordato, le reflex entr? level hanno di solito una sola ghiera per regolare tanto i diaframmi che i tempiD qui sotto una
"anon $$%E.

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La ghiera dei modi di una !anon ""0D.
+: #,iera di regolazione dei tempi e dei diaframmi
-: #,iera di impostazione dei modi: sono 3isibili i di3ersi programmi oltre c,e le posizioni <A3= ed <$= di cui
parliamo in 1uesto articolo/
"on le bridge la modalit operativa praticamente la stessa.
#hiera dei modi e rotella di regolazione tempi$diarammi su una %bridge& 'u(iilm )*000.
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+: la g,iera di selezione dei modi
-: la g,iera di selezione di tempi e diaframmi/
Lesposizione automatica: modi AUTO e PROGRAM
(ulla ghiera dei modi di molte macchine fotografiche sia compatte che reflex sono disponibili molte modalit desposizione. .n
questo tutorial ne prenderemo in considerazione dueD F)12/G e F!A/HA)*G.
.l modo F)12/G, identificato in genere dallicona di una macchina verde o dalla scritta F)12/G sempre colorata di verde, la
modalit completamente automatica. 0uando impostata su questa posizione la macchina non solo gestisce automaticamente
lesposizione, ma sceglie anche la sensibilit da usare, e se usare o meno il flash. (u alcune fotocamere quando si usa questa
modalit, la macchina cerca di capire che tipo di soggetto si sta fotografando e sceglie in automatico la coppia tempo8diaframma
che secondo la sua programmazione pi adatta a quella foto.
#hiera dei modi di una rele+ impostata sul modo %,-./&.
.l modo F!A/HA)*G lavora in modo simile a quello F)12/G per quanto riguarda lesposizione, selezionando in automatico la
coppia tempo8diaframma migliore secondo la sua programmazione, ma lascia al fotografo la facolt di scegliere la sensibilit da
usare e la gestione del flash (che, volendo, pu' comunque essere lasciata in automatico anche in questo modo).
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#hiera dei modi di una 0ompatta impostata su %12/#2,3&.
Eetto questo, c da aggiungere che, anche se per un principiante (che ancora non ha molta dimestichezza con i modi a priorit di
apertura o di tempo) fotografare in questo modo pu' essere semplice e veloce, per chi vuole imparare a fotografare sarebbe meglio
evitare luso di questi modi.
.l motivo sempliceD usandoli lasceremo che sia la fotocamera a decidere, in base ai suoi parametri preimpostati, quale diaframma
e quale tempo utilizzare e non faremo lo sforzo di capire perchI in un dato caso meglio utilizzare una determinata coppia tempo
diaframma piuttosto che unaltra.
.noltre la foto che otterremo verr fuori cos= come la macchina ha deciso e non come noi labbiamo vista. !er questi motivi, se la
nostra macchina ne ha la possibilit, bene imparare a fotografare usando la priorit di tempo o di apertura.
Lesposizione automatica: luso dei modi !"#"$
(u tutte le compatte e su molte reflex, entr? level e non, sono presenti sulla ghiera dei modi un numero variabile di simboli
(su diverse macchine che non hanno la ghiera dei modi, o che ne hanno una semplificata, questi programmi sono accessibili tramite
il menu).
0uesti modi non sono altro che variazioni preimpostate del modo !A/HA)*. *entre in questultimo la macchina cerca di esporre
nel modo migliore per una situazione generica, nei vari programmi F("9-9G la macchina esporr tenendo conto della situazione
scelta.
Eiciamo subito che su di una reflex questi modi sono di scarsa utilit, o meglio, possono essere utili per un neofita, ma il loro uso
sar progressivamente abbandonato man mano che si acquisiranno maggiori competenze fotografiche. (ulle reflex infatti possiamo
personalizzare la scelta di tutti i parametri di ripresa, dal tempo di esposizione al diaframma al bilanciamento del bianco.
)l contrario, su di una fotocamera compatta, che non ha la possibilit di personalizzare tali parametri, questi modi possono essere
utili per forzare la macchina a esporre nel modo voluto.
Bediamo alcuni di questi modi e come possiamo utilizzarli.
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A.2A)22/. .mposta un diaframma molto aperto.J (u alcune macchine regola anche nitidezza e resa dei colori per rendere meglio
lincarnato del viso. 1sandolo forziamo la macchina a scegliere diaframmi aperti, utile per staccare il soggetto dallo sfondo e per
ottenere fotografie con una resa pi morbida dei dettagli.
!)9()HH./. .mposta un diaframma molto chiuso.J (u alcune macchine aumenta la saturazione e il contrasto per far risaltare i
dettagli. Ea usare quando abbiamo bisogno della massima profondit di campo possibile, e di contrasto e saturazione elevati per
esaltare il colore del cielo e della vegetazione e far risaltare i dettagli.
(/HH922. .- */B.*9-2/. .mposta il tempo pi rapido possibile. 1tile quando vogliamo forzare la macchina a usare tempi
rapidi. )d esempio, per congelare il movimento di una persona che corre o di unauto, una bicicletta e via dicendo.
A.2A)22/ -/221A-/. 1sa il flash insieme a tempi di posa lunghi. (i usa quando vogliamo fare ritratti notturni. .l tempo lento
permette di evitare di avere lo sfondo completamente nero, mentre il colpo di flash espone correttamente il soggetto. .mpostando
questo modo bisogna usare il treppiede per evitare foto mosse o FstrisciateG.
0uesti sono i programmi principali. )lcune macchine ne hanno molti di pi, per questi ultimi fate riferimento al manuale distruzioni
della vostra fotocamera. .n genere non sono particolarmente utili, in quanto sono tutte lievi varianti di quelli principali.
J0uesto un aspetto molto relativo su di una compatta, vista la grande profondit di campo tipica di queste macchine con sensore
di piccole dimensioni.
Lesposimetro della %otocamera
Lesposimetro un dispositivo, presente in tutte le fotocamere, che legge la quantit di luce presente nella scena e che ci aiuta,
quindi, ad ottenere la corretta esposizione. 9sistono in commercio anche esposimetri FesterniG, ma essi sono utilizzati oggigiorno
solamente dai professionisti e dai fotoamatori pi raffinati.

-n esposimetro esterno )ekoni0. L4esposimetro esterno 5a posto 5i0ino al soggetto per misurare la lu0e 0he 0ade sullo stesso.
Hli esposimetri possono essere di due tipiD a luce incidente o a luce riflessa. 0uelli a luce incidente leggono, attraverso un sensore,
direttamente la luce che cade sul soggetto. Hli esposimetri a luce riflessa, invece, leggono la luce che viene riflessa dal soggetto.
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Hli esposimetri interni delle fotocamere sono esclusivamente del tipo a luce riflessa. Leggono attraverso lobiettivo (di qui la
denominazione 22L, che significa Fthrough the lensG) la luce che viene riflessa dal soggetto. 0uesto tipo di lettura ha il vantaggio di
tener conto di eventuali filtri, che assorbono parte della luce, montati sullobiettivo. Ei contro ha lo svantaggio, essendo questi
esposimetri tarati sul cosiddetto Fgrigio medioG, di falsare almeno in parte la lettura su soggetti neri o bianchi.
Hli esposimetri del tipo Fa luce incidenteG, invece (quelli FesterniG), non hanno questo problema in quanto misurano la luce che cade
sul soggetto, non quella riflessa dallo stesso. !er' bisogna ricordarsi, se si usano filtri montati sullobiettivo, di tenere conto del loro
fattore di assorbimento.
Lesposimetro interno
(e abbiamo una reflex possiamo utilizzare lesposimetro in due modiD possiamo affidargli in toto ogni decisione riguardante
lesposizione, oppure possiamo assegnargli solo la funzione di guidarci nella scelta della giusta coppia tempo5diaframma.
Lasciamo allesposimetro ogni decisione relativa allesposizione quandoD
4) lavoriamo in modalit !rogram (utilizzando la funzione denominata +!,), o utilizziamo i cosiddetti programmi preimpostati (i
cosiddetti modi FsceneG come ritratto, paesaggi, notturno, ecc>). .n questi casi sar lesposimetro, ovviamente supportato
dallelaboratore della fotocamera, a decidere il tempo di esposizione e il diaframma (si vedano i paragrafiD Lesposizione
automatica: modi AUT e !"#"A$ e Lesposizione automatica: luso dei modi %&C'(')). Aicordiamo comunque che
quando stiamo utilizzando queste modalit (che su molte compatte sono le uniche disponibili), possiamo sempre apportare una
correzione manuale allesposizione attraverso lapposito tasto, o intervenendo da menu (si veda il paragrafoD La compensazione
dellesposizione)K
<) utilizziamo gli automatismi parziali cio la priorit dei tempi +)v,, o la priorit dei diaframmi+2v,, in quanto, una volta impostato
manualmente uno dei due parametri, lesposimetro seleziona laltro in modo da ottenere la giusta esposizione. -aturalmente anche
in questo caso possiamo intervenire sul valore scelto dallesposimetro utilizzando il tasto di correzione dellesposizione.
1tilizziamo, invece, lesposimetro della fotocamera solo come guida quando operiamo in modalit manuale +*, (si veda il
paragrafo La modalit manuale). .n questa modalit impostiamo noi sia il diaframma che il tempo di esposizione, ma nel mirino
appare una scala come questa che ci permette di valutare se stiamo impostando una
coppia tempo5diaframma corretta.
-el mirino si vede un indicatore mobile che indica lo scostamento tra il valore di esposizione ottenuto con la coppia
tempo5diaframma scelto da noi, e il valore percepito come corretto dallesposimetro. 0uando lLindicatore mobile allineato con il
valore zero della scala, come evidenziato nella seguente figura
siamo in linea con i suggerimenti dellesposimetro.
0uando invece ci discostiamo dal valore zero, stiamo impostando una sovraesposizione o una sottoesposizione.
)ottoesposizione di due stop.
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)o5raesposizione di 6 783 stop.

Hli esposimetri delle moderne reflex possono misurare la luce in tre modiD

)ulle rele+ 9 possibile selezionare tre modalit di misurazione della lu0e: spot8 pre5alenza al 0entro8 o matri+.
4) *isurazione spotD
in questa modalit la luminosit misurata solo in unarea limitata al centro del mirino.
<) *isurazione ponderata al centroD
la misurazione avverr dando una certa prevalenza allarea centrale del fotogramma, ma prender in considerazione comunque
tutta larea inquadrata nel mirino.
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6) *isurazione matrix o multi8zonaD
larea del mirino viene divisa in un gran numero di piccoli settori e lesposimetro rileva lintensit della luce in ognuno di essi. Le
diverse letture sono poi raffrontate con una serie di situazioni memorizzate nel computer della fotocamera che, in base allanalisi
risultante, seleziona o suggerisce la corretta coppia tempo5diaframma.
0uale modalit usareC
Eiciamo subito che in una situazione di luce facile, cio abbastanza uniforme, utilizzando le diverse modalit di esposizione
probabilmente non riscontreremo differenze.
.n situazioni di luce difficile, invece, la scelta del corretto metodo di misurazione, pu' fare la differenza tra una foto buona e una da
cestinare.
La luce difficile quella non uniforme, dove cio le diverse aree del fotogramma sono illuminate diversamente. 2ipiche sono quelle
situazioni nelle quali il soggetto riflette una quantit di luce molto maggiore o molto minore rispetto allo sfondo, magari nel
controluce.

!er esemplificare il problema riportiamo una situazione particolareD si doveva riprendere una abazia di colore bianco, peraltro in
quel momento illuminata direttamente dal sole, comprendendo anche il paesaggio intorno, boscoso, e il primo piano, che era
piuttosto in ombra. 1na situazione che presentava una differenza di illuminazione, tra le diverse aree del fotogramma, di almeno :
stop tra le aree illuminate e quelle in ombra>
)bbiamo scattato tre fotografie, con i tre diversi sistemi di misurazione, badando sempre di puntare, al momento della misurazione,
il centro del mirino sullabazia bianca. 9cco i risultatiD
*isurazione spot

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3isurazione dell4esposizione in modalit spot. Dati di s0atto: ,pertura diaramma $;8 )ensibilit I)/ <008 .empo di s0atto 7$<000
se0.
*isurazione prevalenza al centro

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3isurazione dell4esposizione in modalit media ponderata. Dati di s0atto: ,pertura diaramma $;8 )ensibilit I)/ <008 .empo di
s0atto 7$2"0 se0.
*isurazione matrix


3isurazione dell4esposizione in modalit matri+. Dati di s0atto: ,pertura diaramma $;8 )ensibilit I)/ <008 .empo di s0atto 7$2"0
se0.
Huardando i risultati ottenuti si possono fare alcune considerazioniD
4) La lettura spot, con la zona centrale del mirino puntata sulla abazia bianca, ha effettuato la misurazione esclusivamente in quella
piccola area. Lesposimetro ha selezionato un tempo di esposizione di 45M%%% di secondo. .l bianco della abazia ha generato una
leggera sottoesposizione sulla stessa. .l resto della foto notevolmente sottoesposto, in quanto tutte le parti della scena erano
meno illuminate rispetto allabazia, in particolare il primo piano.
<) La lettura matrix e la lettura a prevalenza centrale, in questo caso (ma capita spesso) hanno portato la fotocamera a fare le
medesime scelte. .l risultato una foto che in generale appare molto meglio bilanciata di quella effettuata con lettura spot, ma con
un grosso difettoD labazia molto sovraesposta.
.n realt le differenze di luce nella scena erano cos= ampie da impedire di ottenere una illuminazione corretta per tutti gli elementi
presenti. 0uale foto miglioreC Eipende esclusivamente dal risultato che si desiderava ottenere. !ur essendo molto piccola
labazia bianca tende inevitabilmente ad attirare lo sguardo dellosservatore, e la sua sovraesposizione (come nelle foto < e 6) non
certo gradevole. Ealtra parte anche una foto che presenti labazia correttamente esposta, ma circondata da un paesaggio
sottoesposto non molto bella.
.n realt, si sarebbe dovuto scattare questa foto in una situazione di luce pi equilibrata. ) scopo didattico per', nellambito un corso
di fotografia, queste immagini sono molto utili perchI permettono di riflettere su come si comportano le diverse modalit di
esposizione e su come operare di conseguenza.
0uando usare la modalit matrix
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La modalit matrix cerca di indicare unesposizione che permetta di riprodurre nel migliore dei modi la maggior parte della scena
inquadrata. !er questo motivo va bene essenzialmente quando la luce abbastanza uniforme e non ci sono forti differenze tra il
soggetto e lo sfondo. 0uesto significa che va bene per la maggior parte delle fotografie, ma se ci si trova in una situazione
particolare, come quella illustrata sopra, sar difficile ottenere una esposizione corretta.
.n altre parole uno sfondo molto scuro potrebbe portare alla sovraesposizione del soggetto principale, specialmente se questo
occupa una parte minoritaria del fotogramma e, viceversa, uno sfondo molto chiaro (come avviene nel controluce), potrebbe portare
alla sottoesposizione del soggetto principale.
.noltre, anche in una situazione di luce semplice, siccome lo scopo della modalit matrix quella di trovare una esposizione
FintermediaG che vada bene per tutta la scena inquadrata, il rischio sempre quello di FappiattireG le foto, salvando sia le luci che le
ombre, ma finendo per sacrificare quei giochi di luci ed ombre che spesso rendono una fotografia interessante.
0uando usare la modalit prevalenza al centro
La lettura con prevalenza al centro, o media ponderata, una modalit di esposizione diventata quasi del tutto inutile oggi che i
sistemi di misurazione matrix sono diventati molto affidabili. Ei solito, nella migliore delle ipotesi, tale modalit dar risultati
paragonabili a quelli ottenibili con la matrix. )d ogni modo la modalit di lettura con prevalenza al centro pu' dare buoni risultati
quando il soggetto si trova nel centro del fotogramma e ne occupa unarea importante.
(ia la modalit matrix che quella con prevalenza al centro sono indicate per ottenere unesposizione corretta della scena, almeno
nella maggior parte dei casi, ma non per una interpretazione creativa della scena.
0uando usare la modalit spot
La modalit di lettura esposimetrica spot quella pi affidabile e, se si desidera imparare a fotografare, sarebbe bene imparare ad
utilizzare soprattutto questa. .n tale modalit possibile calcolare lesposizione esclusivamente sul soggetto o sulla parte del
soggetto che ci interessa, escludendo dalla lettura tutto il resto del fotogramma. .n tal modo avremo la certezza che il soggetto della
nostra foto sar correttamente esposto.
0uesto non significa che utilizzando la modalit spot non possiamo tener conto anche di aree marginali del fotogramma. )nzi, con
la lettura spot, se operiamo in manuale, possiamo leggere lesposizione su tutte le aree del fotogramma che ci interessano, capire
quali differenze ci sono in termini di stop, e decidere in piena autonomia quali dati di scatto impostare. )bbiamo cio il pieno
controllo del processo di esposizione. 1n esercizio davvero utile per chi sta imparando a fotografare.
La modalit spot permette di ottenere la corretta esposizione in alcune situazioni di luce non semplici, come ad esempio il
controluce, oppure un soggetto bianco su sfondo in ombra, oppure un soggetto scuro su sfondo molto luminoso, un raggio di luce
che filtra tra i rami, il tramonto, ecc>
&acciamo un paio di esempiD
(oggetto bianco su sfondo scuro
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-na situazione dii0ile per l4esposimetro: la garzetta bian0a 0on uno sondo in ombra= La lettura matri+ e >uella media
ponderata a5rebbero ine5itabilmente portato alla so5raesposizione dell4u00ello. La misurazione spot8 eettuata sul soggetto
bian0o8 ha permesso di risol5ere la situazione.
Aitratto in controluce
2itratto in 0ontrolu0e. La misurazione 0on pre5alenza al 0entro e8 sebbene gli algoritmi siano sempre pi? soisti0ati8 an0he >uella
matri+8 potrebbero portare ad una sottoesposizione del soggetto. La lettura spot in5e0e8 misurando l4esposizione solo sul
soggetto permette di ottenere la 0orretta esposizione.
La compensazione dellesposizione
(ia sulle reflex che sulla maggior parte delle compatte presente un tasto estremamente utileD il comando della compensazione
dellesposizione.
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.mparare ad usarlo fondamentale perchI permette di bilanciare gli errori dellesposimetro.
.nnanzitutto bisogna chiarire che lesposimetro della fotocamera non infallibile. Hli esposimetri sono tarati, infatti, sul cosiddetto
Fgrigio medioG, un grigio che riflette il 4:N della luce.
Il grigio medio o grigio 7;@.
2ale taratura sul grigio medio fa s= che la lettura della luce effettuata dalla fotocamera sia corretta nella maggior parte delle
situazioni. !urtroppo per' quando lesposimetro puntato su qualcosa di bianco, o di nero, la lettura diventa inaffidabile. .l tentativo,
effettuato dallesposimetro di FriportareG il nero al grigio medio, infatti, porta la fotocamera a sovraesporre la foto, cio a riprendere la
scena in maniera troppo chiara. Biceversa, se la lettura viene fatta su una superficie bianca, la fotocamera potrebbe sottoesporre la
scena, cio renderla troppo scura.
!er esemplificare quanto detto si ripresa la medesima scena, una serie di libri, puntando prima lesposimetro verso un libro
bianco, poi verso un libro nero, posti luno di fianco allaltro. . risultati esemplificano bene come lesposimetro offra due letture
diverse della scena, entrambe sbagliate.
'/./ ,. Nello s0attare >uesta otograia lAesposimetro 9 stato puntato 5erso il libro bian0o. Buesto ha pro5o0ato unAe5idente
sottoesposizione.
La fotografia riportata sopra, stata scattata puntando lesposimetro direttamente sul libro bianco. 0uesto ha provocato una
evidente sottoesposizione. !er rendersene conto basta osservare listogramma dei livelli, chiaramente sbilanciato a sinistra. Larea
gravemente sottoesposta, fino alla perdita del segnale, indicata anche da quella spruzzata di giallo che si vede in alto a destra. .n
molte fotocamere, infatti, possibile attivare una funzione che segnala le zone di di grave sovraesposizione e sottoesposizione,
indicate rispettivamente con il colore rosso e il colore giallo lampeggianti.
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'/./ B. Nello s0attare >uesta otograia lAesposimetro 9 stato puntato 5erso il libro nero. Buesto ha pro5o0ato unAe5idente
so5raesposizione.
La fotografia riportata sopra stata scattata invece puntando lesposimetro verso il libro nero. 0uesto ha causato una netta
sovraesposizione, evidente dalla lettura dellistogramma, che segnala unampia zona sovraesposta a destra, e dal rosso
lampeggiante che segnala la zona gravemente FbruciataG.
"ome si poteva ovviareC
"on un po di esperienza e con il comando di compensazione dellesposizione.
Lesperienza ci dir che lesposimetro in una determinata situazione sar sicuramente ingannato.
.l comando della compensazione dellesposizione ci permetter di intervenire rapidamente.
!remuto il pulsante, infatti, si attiver, nel mirino della fotocamera e sul displa? esterno (se la nostra reflex ne dotata), una scala
della compensazione dellesposizione simile a questaD
La scala per la correzione dellLesposizione.
Lunit di misura in FstopG D 74 (F7 4 stopG o F7 4 9BG) vuol dire che si impostata la fotocamera in modo che
fornisca unesposizione alla luce doppia rispetto a quando indicato dallesposimetro. /vviamente 84 (F84 stopG o F84 9BG)
significherebbe che impostiamo unesposizione che la met di quella indicata dallesposimetro, ; < un quarto, e cos= via>
La regolazione della compensazione si effettua attraverso una ghiera posta sulla fotocamera, di solito quella che normalmente
seleziona il diaframma.
2orniamo alle foto dei libri che abbiamo visto prima. "ome si poteva intervenire con la compensazione dellesposizioneC
-el primo caso (&/2/ )), quello in cui puntando lesposimetro sul libro bianco abbiamo ottenuto una fotografia sottoesposta, si pu'
impostare una compensazione di 74 stop. .l risultato sarebbe questoD
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'/./ !: impostando la 0ompensazione dellAesposizione a 6 7 CD8 la s0ena ripresa nella '/./ , 5iene esposta 0orrettamente.
-el secondo caso (&/2/ @), impostando una compensazione dellesposizione a 84, la foto viene esposta correttamenteD
'/./ D: impostando la 0ompensazione dellAesposizione a 6 7 CD8 la s0ena ripresa nella '/./ B 5iene esposta 0orrettamente.
0uando bisogna compensareC
*a quando pu' capitare di dover compensare lesposizioneC Le situazioni sono tante, ed difficile prenderle in considerazione
tutte.
(offermiamoci per' su un caso piuttosto comuneD le foto in presenza di un manto nevoso.
La presenza della neve, con tutto quel bianco, mette in grave difficolt lesposimetro della fotocamera, portando spesso, se ci si
affida allautomatismo, ad ottenere foto sottoesposte, come nel caso seguenteD
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La presenza della ne5e ha ingannato lAesposimetro8 portando ad una orte sottoesposizione.
.n una immagine scattata poco dopo il fotografo ha operato apportando una compensazione dellesposizione di 7%,Ostop, ottenendo
unimmagine decisamente miglioreD
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-na 0orrezione dellAesposizione di 6 08* CD ha portato ad ottenere una otograia 0orretta.
(e invece abbiamo un soggetto scuro lesposimetro della fotocamera pu' essere ingannato in senso contrario, ingenerando una
sovraesposizione. P il caso della foto sottostante, nel quale il nero del gatta ha indotto la macchina fotografica a sovraesporreD
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Il 0olore nero del gattino ha ingannato lAesposimetro della oto0amera portando ad una so5raesposizione.
!er ottenere una foto correttamente esposta si pu' operare sul comando della compensazione dellesposizione, apportando
una leggera sottoesposizione, in questo caso 8%,6 9B si dimostrato un valore sufficienteD
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/perando una 0ompensazione dellAesposizione si 9 impostato un 5alore di E083 CD8 ottenendo una otograia 0orrettamente
esposta.
(u quali parametri interviene la compensazione dellesposizioneC
Eipende dal tipo di ripresa impostato.
(e si sta operando in priorit ai diaframmi +)v,, la compensazione interverr sul tempo di esposizione. .l motivo semplice. (e si
opera in priorit dei diaframmi la fotocamera presume che il parametro fondamentale che interessa al fotografo in quel momento il
diaframma. Lo si lascia decidere quindi al fotografo e la compensazione interviene sui tempi.
Biceversa, se si opera in priorit ai tempi +2v,, la compensazione interverr sui diaframmi.
(e la fotocamera in program +!,, la compensazione interviene sia sui tempi che sui diaframmi.
Le fotocamere pi sofisticate permettono di intervenire, volendo, anche sul parametro della sensibilit.
&l 'rac(eting
La tecnica del brac3eting consiste nelleffettuare una serie di scatti variando i parametri dellesposizione. .n genere si eseguono tre
scatti Fa forcellaGD uno per il valore che lesposimetro suggerisce come corretto, uno in sottoesposizione, laltro in sovraesposizione.
) cosa serve tale tecnicaC ) trovare lesposizione ottimale anche in situazioni difficili che possono ingannare lesposimetro, oppure
quando si in dubbio sul giusto valore dellesposizione o su come interpretare FfotograficamenteG una scena.
Le fotocamere reflex attuali dispongono di una funzione di brac3eting automatico molto utileD si possono impostare valori di
compensazione dellesposizione compresi tra 7< e 8< 9B (alcuni modelli arrivano a Q 69B) a passi di 456 o di R 9B.
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.l comando del brac3eting automatico di solito raggiungibile dal menu oppure dalle funzioni personalizzate della fotocamera,
nellarea dedicata alla modalit di scatto, laddove si seleziona ; per intenderci ; lo scatto singolo o la raffica o lautoscatto, ecc>
Il simbolo del bra0keting automati0o: la unzione 9 selezionabile nel menu Fmodalit di s0attoF. )i 5edono inatti i simboli dello
s0atto singolo8 dello s0atto 0ontinuo8 dello s0atto 0on tele0omando8 e00...
1na volta selezionato il comando dobbiamo scegliere, in termini di 9B ; o stop ; , la FdistanzaG tra gli scattiD nellesempio sotto
riportato stato selezionato un valore di Q 4 9BD
,bbiamo selezionato la modalit bra0keting automati0o8 la oto0amera eseguir tre s0atti8 FdistanziatiF di 7 CD lAuno dallAaltro.
.l risultato su una fotografia potr essere simile a quello delle foto esemplificative sotto riportateD
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La otograia eettuata 0on i 5alori suggeriti dallAesposimetro.
Lo s0atto eettuato a 6 7 CD: una so5raesposizione di uno stop.
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Lo s0atto eettuato a E 7 CD: una sottoesposizione di uno stop.
)lcuni modelli di fotocamera permettono di selezionare anche il numero di fotogrammi, optando per 6, $ o addirittura O fotografie
con valori di esposizione differenti.
(e ne abbiamo il tempo, e le condizioni di luce non sono di semplice interpretazione, possiamo avvalerci di questa utile funzione.
(ceglieremo poi la fotografia che ci convince di pi con calma, davanti al monitor del computer.
(e utilizziamo un treppiede di fronte ad un soggetto statico, come un paesaggio, potremo in seguito utilizzare i fotogrammi per
effettuare una simulazione del filtro grigio -E graduato, oppure per fare un vero e proprio SEA.
)vvertenze
Lavorando in brac3eting, se stiamo fotografando dei paesaggi o eseguendo dei ritratti, conviene utilizzare la fotocamera in priorit
dei diaframmi (modalit ) o )v). .n tal modo la compensazione riguarder il tempo di esposizione e il diaframma rimarr costante
durante gli scatti garantendo il mantenimento per tutti gli scatti della medesima profondit di campo.
(e utilizziamo la fotocamera in modalit program, infatti, la compensazione avverr tanto sui tempi che sui diaframmi, e ci'
provocher un cambiamento della profondit di campo.
/vviamente se la fotocamera impostata in priorit dei tempi il brac3eting automatico varier esclusivamente il diaframma.
2eniamone conto quando decidiamo di fare unesposizione a forcella automatica.
)lcune fotocamere pi dotate di funzioni offrono, oltre al classico brac3eting dellesposizione, anche il brac3eting sulla messa a
fuoco (cio tra uno scatto e laltro viene cambiato il punto di messa a fuoco), sul bilanciamento del bianco, sulla saturazione, sul
contrasto, ecc> .nsomma ci si pu' divertire a fare prove di ogni genere. Lutilit effettiva di tali funzioni per' per lo meno dubbia.
Listogramma dei li)elli
(e avete una fotocamera digitale vi sarete senzaltro accorti di una funzione particolareD la possibilit di rivedere la foto appena
scattata con, in sovrimpressione, listogramma dei livelli.
"os questo istogramma e a cosa serveC
9bbene, listogramma dei livelli indica semplicemente la quantit di pixel presenti nellimmagine per ogni livello di grigio. (i tratta di
un diagramma cartesiano nel quale lasse orizzontale rappresenta i livelli di grigio (da % a <$$), mentre lasse verticale rappresenta
la quantit di pixel presenti su ciascun livello.
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Listogramma dei livelli sovrimpresso allimmagine appena scattata sul monitor della fotocamera.
)nche se non sempre i valori numerici sono indicati sul monitor della fotocamera, dal punto di vista dellosservatore, il bordo sinistro
dellistogramma indica il valore di livello di grigio uguale a %, cio il nero, il bordo destro indica invece il livello di grigio uguale a <$$,
cio il bianco. !ertanto listogramma fornisce una rappresentazione del livello di luminosit dellimmagine.
.nfatti, facendo riferimento allimmagine sopra riportata, il quadrante di sinistra dellistogramma rappresenta le zone in ombra, il
quadrante di destra rappresenta le alte luci, mentre i due quadranti centrali rappresentano i mezzi toni. )nche se non si pu'
generalizzare, in unimmagine ben esposta in genere la maggior parte dei pixel si trova nei due quadranti centrali.
Listogramma pertanto molto utile per capire se limmagine appena scattata correttamente esposta o meno. !er esempio,
osservando la fotografia sopra riportata possiamo ricavare le seguenti informazioniD
4) non ci sono aree sovraesposteD infatti se si osserva la parte destra dellistogramma, si nota che praticamente nella zona delle alte
luci non ci sono pixelD
<) non ci sono aree gravemente sottoesposteD infatti la parte di sinistra dellistogramma, pur presentando evidentemente una gran
quantit di pixel nella zona in ombra, non si estende fino al bordo estremoD
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6) nel complesso limmagine pertanto abbastanza equilibrata, anche se tendente leggermente alla sottoesposizione, in quanto
listogramma comunque chiaramente spostato verso larea sinistra (c da dire che gli esposimetri di molte fotocamere sono tarati
per ottenere una resa simile al fine di evitare il rischio di ottenere foto sovraesposteD infatti molto pi facile, in fase di post
produzione o di stampa, recuperare una foto leggermente sottoesposta rispetto ad una foto sovraesposta)D
Lesempio sopra riportato dimostra come pu' essere utile saper leggere listogramma. .nfatti non sempre sul monitor piccolino della
fotocamera si possono individuare le aree sottoesposte e sovraesposte dellimmagine, nI valutare la stessa immagine con
precisione. Listogramma invece non mente, e con una certa esperienza, se sappiamo leggerlo alla luce della scena che abbiamo
ripreso, e delleffetto fotografico che volevamo ottenere, ci aiuta a valutare con precisione la fotografia appena scattata.
!er chiarirci le idee facciamo un altro esempio. (i osservino attentamente le tre immagini sotto riportateD
La oto 9 sottoesposta: si osser5i l4istogramma spostato de0isamente sul lato sinistro.
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L4immagine 9 esposta 0orrettamente: si osser5i l4istogramma 0on la 0ur5a %spalmata& su tutti i settori8 senza to00are i bordi
estremi.
L4immagine 9 so5raesposta: si osser5i l4istogramma spostato de0isamente 5erso destra.
-aturalmente la lettura dellistogramma va fatta alla luce della scena ripresa.
) volte, infatti, istogrammi che sembrano sbilanciati, possono invece indicare una scena ripresa correttamente.
&acciamo due esempiD
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L4istogramma sembrerebbe rappresentare una oto gra5emente sottoesposta. Nella realt lo sondo nero era 5oluto dal
otograo per e5idenziare il bel 0olore 5erde brillante e la te+ture della oglia. 1ertanto l4immagine 9 esposta 0orrettamente8 nel
senso 0he rispe00hia esattamente 0iG 0he il otograo 5ole5a ottenere. )i osser5i peraltro 0ome la parte della 0ur5a 0he
rappresenta la oglia sia posizionata nell4area 0entrale dell4istogramma8 a dimostrazione 0he >uest4ultima 9 0orrettamente
esposta.
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L4istogramma sembrerebbe rappresentare un4immagine gra5emente so5raesposta. In realt in5e0e 9 stata ripresa durante una
tempesta di ne5e8 >uindi 0on 5aste aree 0ompletamente bian0he8 0he sono 0hiaramente 5isualizzate nella parte destra
dell4istogramma. Il otograo ha sruttato il bian0o diuso per %disegnare& gli elementi 0he 0ompongono il paesaggio8 >uasi 0ome
se si trattasse di in0hiostro nero su oglio bian0o. )i osser5i la presenza di pi+el diusa lungo l4intera s0ala tonale rappresentata
dall4istogramma. Non si tratta pertanto di una 0lassi0a oto %bru0iata&.
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Capitolo 6 Approfondiamo qualche concetto tecnico
importante
Controllare la profondit di campo
Il concetto di profondit di campo fondamentale in fotografia perch il saper controllare perfettamente lestensione del piano di
nitidezza, permette al fotografo di ottenere esattamente limmagine desiderata e assegnare ad essa una valenza estetica oltre che
documentativa. Cerchiamo di comprendere, attraverso questo tutorial, cosa la profondit di campo (PC!, come incide
sullestetica della fotografia, e quali sono i parametri che la influenzano.
Cosa si intende quindi con il termine PC"
#uando con un o$iettivo mettiamo a fuoco un punto che si trova su un certo piano, appariranno accetta$ilmente nitidi anche punti
che si trovano davanti e dietro il punto di messa a fuoco. %i crea qui di una sorta di &fascia di nitidezza' che comprende tutto ci( che
appare nitido allosservatore della foto. #uesta &fascia di nitidezza' prende il nome di &profondit di campo.
)a profondit di campo dipende da un considerevole numero di fattori, tra i quali alcuni sono legati alla percezione dellosservatore
della foto, e quindi difficilmente quantifica$ili. *d esempio un osservatore pi+ esperto e smaliziato capter al primo colpo docchio
quali sono le zone della fotografia &a fuoco' e quelle &non a fuoco', mentre un osservatore non particolarmente esperto difficilmente
ci far caso.

a cosa dipende la profondit di campo"
)a profondit di campo legata essenzialmente a tre fattori,
-.la lunghezza focale.
/.il diaframma.
0.la distanza di ripresa.

In questo paragrafo escluderemo le formule matematiche, limitandoci a descrivere come questi tre parametri influenzano la
profondit di campo.

Profondit di campo e lunghezza focale
)a profondit di campo influenzata principalmente dalla lunghezza focale. Pi+ elevata la lunghezza focale, minore sar la
profondit di campo. #uesto significa che, parlando in generale, i teleo$iettivi hanno una ridotta profondit di campo mentre i
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grandangoli hanno una elevata profondit di campo. *ttenzione per(, la profondit di campo non legata al concetto di teleo$iettivo
o di grandangolo ma proprio alla lunghezza focale in s.
1n o$iettivo da -22mm per il formato aps3c un medio3tele, mentre un o$iettivo -22mm per $anco ottico di grande formato un
grandangolo. 4uttavia a parit di ingrandimento sulla stampa, presenteranno esattamente la stessa profondit di campo.
#uesto il motivo per cui le fotocamere compatte e le $ridge dotate di sensore piccolissimo presentano sempre una profondit di
campo elevatissima. In realt anche utilizzando lo zoom alla sua focale pi+ lunga, tale focale effettivamente talmente corta (per
una comune compatta siamo intorno ai /2mm! da non permettere di giocare con la profondit di campo, in quanto appare tutto
sempre nitido ed difficilissimo staccare il primo piano dallo sfondo. In effetti, questo uno dei principali svantaggi delle compatte
rispetto alle refle5.
Questa immagine mostra come varia la profondit di campo in funzione della lunghezza focale con obiettivi di diversa focale
montati su fotocamera con sensore aps-c utilizzando per tutti il diaframma f/2,8 e la medesima distanza di ripresa.
allosservazione dellimmagine riportata sopra possiamo fare queste considerazioni a $eneficio di chi si avvicinato da poco alla
fotografia (si tratta ovviamente di semplificazioni e chiedo pertanto ai pi+ esperti di perdonarmi!,
-. #uando si desidera isolare il soggetto dallo sfondo (ad esempio nel ritratto! meglio utilizzare una focale pi+ lunga.
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/. #uando si vuole avere sia il primo piano che lo sfondo perfettamente nitidi (ad esempio nella fotografia di paesaggio! meglio
usare una focale pi+ corta.

In questa foto luso del teleobiettivo !focale "##mm$ ha permesso di ottenere una ridotta profondit di campo e quindi di sfocare
lo sfondo in modo da dare risalto al soggetto.
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%uso del grandangolo !focale &2mm$ ha permesso di ottenere una grande profondit di campo, tanto che nella foto appare
nitido sia il primissimo piano, lamanita muscaria, sia lo sfondo.
Profondit di campo e diaframma
Come a$$iamo spiegato nel paragrafo Luso del diaframma e il controllo della profondit di campo la PC, a parit di
lunghezza focale e di distanza di ripresa, determinata dal diaframma scelto.
Per esemplificare questo possiamo far riferimento alla seguente immagine che mostra come varia la profondit di campo, con un
o$iettivo di lunghezza focale 62mm, al variare dellapertura del diaframma,
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%immagine mostra come varia la profondit di campo al variare del diaframma.
Per questo motivo, quando desiderate isolare un soggetto dallo sfondo, come ad esempio nel ritratto, oltre a scegliere una focale
lunga, dovete anche usare un diaframma piuttosto aperto.

Profondit di campo e distanza di ripresa
*nche la distanza del soggetto ripreso dalla fotocamera ha molta importanza sullestensione della profondit di campo. * parit di
lunghezza focale e di apertura di diaframma, la profondit di campo sar pi+ elevata se il soggetto pi+ distante dalla fotocamera.
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'i( il soggetto ) distante dalla fotocamera, maggiore sar la profondit di campo nitido.
#uesto significa che se desiderate staccare $ene il soggetto dallo sfondo dovete essergli a$$astanza vicini (compati$ilmente con le
altre esigenze estetiche!.
Calcolare la profondit di campo
*$$iamo gi visto che saper controllare la profondit di campo un passaggio indispensa$ile per chi vuole davvero imparare a
fotografare. opo aver trattato quali sono i parametri che influenzano la profondit di campo andiamo a considerare, in questo
paragrafo, come si fa a calcolare la PC in ogni situazione di ripresa. )e cose si faranno leggermente pi+ ostiche, ma speriamo di
riuscire a semplificarle a$$astanza.
Cominciamo col dire che non quasi mai necessario conoscere esattamente quale sar la PC che otterremo con determinati
parametri di scatto. 7el novantanove per cento dei casi, anzi, $asta avere solo unidea di massima di quale sar la PC per
scattare in tutta tranquillit. 4uttavia $ene approfondire largomento.
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Il primo concetto che do$$iamo chiarire quello di cerchio di confusione.
Il cerchio di confusione
)a profondit di campo legata, non solo ai parametri menzionati sopra, ma anche allingrandimento della foto su stampa o a
monitor. In una stampa di piccole dimensioni, infatti, possono apparire nitidi dei particolari che invece, quando vengono ingranditi,
risultano evidentemente sfocati.
Per questo motivo nella formula che calcola, sempre approssimativamente, la profondit di campo, che prenderemo in esame tra
$reve, stato introdotto un parametro detto &cerchio di confusione'. #uando si mette perfettamente a fuoco un punto, esso viene
riprodotto nellimmagine come un punto. 8a i punti che si trovano su un piano diverso vengono riprodotti come cerchiolini. 9ino ad
una certa dimensione per( locchio umano non in grado di distinguere il cerchietto e continua a vederlo come un punto. Pertanto
finch i cerchietti vengono percepiti come puntiformi dallocchio umano, quel piano considerato ancora a fuoco. #uando invece
locchio comincia a percepirli come cerchietti, siamo al di fuori del campo di fuoco. )a profondit di campo a$$raccia linsieme dei
piani nei quali i punti vengono ancora percepiti come tali dallocchio umano. Convenzionalmente locchio umano percepisce come
puntiformi tutti i cerchietti aventi un diametro inferiore a 2,/6 millimetri, anche se ovviamente dipende dalla qualit della vista
dellosservatore. *d ogni modo si sta$ilito : quindi, ricordiamolo, si tratta solo di una convenzione : di calcolare il circolo di
confusione per determinare la profondit di campo $asandosi su una stampa convenzionale di /2;/6 centimetri osservata da una
distanza di circa 0/ centimetri (pari alla diagonale del formato di stampa! da un osservatore dotato di normali capacit visive.
Possiamo dire che osservando una stampa di /2;/6 centimetri (<;-2 pollici! da una distanza di circa 0/ centimetri, tutti i cerchietti
di diametro pari o inferiore a 2,/6 millimetri ci appariranno come puntiformi'.
#uanto detto sopra vale per le stampe. %e invece vogliamo individuare il circolo di confusione accetta$ile riferito ai diversi sensori
do$$iamo considerare il numero di ingrandimenti necessario per raggiungere le dimensioni di /25/6cm e dividere per 2,/6 tali
ingrandimenti. *d esempio, se partiamo da un negativo formato /=50>mm (9ull 9rame!, il numero di ingrandimenti per ottenere una
stampa di formato /25/6cm, calcolato sulla diagonale di circa ?,=, che diviso 2,/6 d un circolo di confusione accetta$ile di circa
2,2/@mm (molti utilizzano 2,20mm!. Per il formato *ps3c (7iAon : Canon : %onB!, il circolo di confusione accetta$ile, calcolato
secondo lo stesso metodo di circa 2,2/mm (2,2-@ per l*ps3c Canon!. %i tratta di parametri che, come a$$iamo gi ricordato,
sono frutto di molte convenzioni e approssimazioni. #uindi non meravigliatevi di trovare una certa varia$ilit sui diversi siti Internet
che trattano largomento.
*d ogni modo riportiamo qui il cerchio di confusione generalmente accettato per i principali formati di fotocamere refle5 e
mirrorless,
%istema quattroterzi e micro3quattroterzi, 2,2-6 mm
*ps3c Canon, 2,2-@ mm
*ps3c 7iAon, Penta5, %onB, 2,2/ mm
*ps3C Canon, 2,2/0 mm
9ull 9rame (/=;0>!, 2,20 mm
)a formula per calcolare la profondit di campo
9atta questa premessa sul cerchio di confusione non ci resta che passare alla formula che, mettendo in relazione lunghezza focale,
diaframma, distanza di ripresa e cerchio di confusione, ci permette di calcolare la profondit di campo.
Dccola,
%a formula per calcolare la 'rofondit di campo !'*+$,
-*. ) il diaframma/
-0. ) la lunghezza focale dellobiettivo/
-c. ) il cerchio di confusione/
-d. ) la distanza del soggetto.
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Evviamente, come a$$iamo spiegato, e come mostrato dal sim$olo del &circa uguale' anzich da quello di uguale, la formula
deve essere presa come semplicemente indicativa, perch molto dipende dalla percezione dellosservatore della foto, e perch il
concetto di cerchio di confusione legato ad una convenzione.

Programmi che effettuano il calcolo per voi
%e la formula riportata sopra vi ha spaventati non dovete preoccuparvi eccessivamente. iciamo questo per tre motivi,
-! nel fare le fotografie vi occorre solo una valutazione di massima di quella che sar la profondit di campo risultante dai parametri
che impostate.
/! ci sono programmi on line e app per telefonini e ta$let che calcolano la profondit di campo al posto vostro.
0! potete previsualizzare la profondit di campo che otterrete direttamente nel mirino della vostra refle5 o sul live3vieF.
*nteprima della profondit di campo con la propria fotocamera
#uasi tutte le refle5 e le mirrorless sul mercato permettono di valutare la profondit di campo prima di scattare attraverso la
chiusura del diaframma. Potre$$ero esserci delle differenze a seconda del modello ($asta consultare il manuale per trovare come si
attiva la funzione!, ma quasi tutte le fotocamere hanno nei pressi del pulsante di scatto un comando, col sim$olo del diaframma
stilizzato, denominato &anteprima della profondit di campo', che opera chiudendo il diaframma allapertura di lavoro impostata dal
fotografo e gli permette di osservare nel mirino, o nel live vieF della macchina leffettiva estensione della zona nitida. 4ranne che in
applicazioni davvero particolari, questo comando pi+ che sufficiente a garantire il pieno controllo del fotografo sulla profondit di
campo.
Il comando della previsualizzazione della profondit di campo presente sulle fotocamere refle1 e mirrorless presenta liconcina
del diaframma stilizzato.
Liperfocale
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)a distanza iperfocale strettamente correlata alla di profondit di campo. Come sappiamo, oltre al piano su cui cade la messa a
fuoco, a seconda del diaframma scelto, della focale utilizzata e della distanza del piano di fuoco dalla fotocamera, avremo una zona
che apparir comunque nitida, che viene chiamata profondit di campo.
D$$ene, esiste, ad ogni focale e per ogni diaframma, una distanza di messa a fuoco tale che la profondit di campo si estender
dallinfinito a una zona posta circa a met della distanza di messa a fuoco. #uesta distanza, chiamata iperfocale, coincide anche
con la massima estensione della profondit di campo possi$ile ad una data focale e per quel particolare diaframma scelto.
Evviamente, pi+ le focali sono corte, maggiore sar la profondit di campo nitido otteni$ile e pi+ vicina sar la distanza iperfocale.
)a seguente immagine chiarisce quanto fin qui espresso,

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%immagine mostra come cambia la distanza iperfocale e lestensione della profondit di campo al variare di focale e di
diaframma.
)immagine mostra come cam$ia la distanza iperfocale e lestensione della profondit di campo al variare di focale e di diaframma.
*lla focale di 62mm, con diaframma fG--, la distanza iperfocale sar di ?,>0 metri, mentre la fascia di campo nitido si estender da
circa 0,>6m allinfinito. #uesto significa che $asta mettere a fuoco, usando manualmente lapposita ghiera sullo$iettivo, sulla
distanza di ?,>0 metri e chiudere il diaframma a fG-- per avere un campo nitido che si estende per tutta la fascia mostrata dalla
figura. %e si chiude il diaframma a fG//, invece, la distanza iperfocale diventer 0,<=m e la profondit di campo utile andr da -,>@m
allinfinito.
%e utilizziamo invece un o$iettivo da -<mm diaframmato a fG-- la distanza iperfocale sar di - metro e avremo una profondit di
campo che si estende da 62 centimetri allinfinito. chiudendo il diaframma a fG// e focheggiando sulla distanza di 6- cm
(liperfocale!, avremo una nitidezza che si estende da zero fino allinfinito.
Conoscere, anche approssimativamente, liperfocale molto utile perch consente, se lo desideriamo, di estendere al massimo la
fascia di nitidezza. *d esempio, nella fotografia di paesaggio ha poco senso mettere a fuoco allinfinito e poi chiudere il diaframma
al massimo, perch comunque non si pu( estendere la profondit di campo oltre linfinito. %e desideriamo ottenere la massima
estensione della nitidezza, meglio mettere a fuoco su un piano intermedio, proprio il piano che corrisponde alla distanza
iperfocale.
2ettere a fuoco sulla distanza iperfocale permette di estendere al massimo la profondit di campo. 'u3 essere molto utile nella
fotografia di paesaggio.
Calcolare liperfocale
)a formula che ci consente di calcolare la distanza iperfocale la seguente,

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%a formula per calcolare la distanza iperfocale,
-*. ) il diaframma/
-0. ) la lunghezza focale dellobiettivo/
-c. ) il cerchio di confusione.
9ortunatamente, non necessario fare ogni volta i calcoli, perch esistono dei siti e delle applicazioni per gli smartphone che
permettono di calcolare sia la profondit di campo che la distanza iperfocale, per qualsiasi focale e per qualsiasi diaframma
utilizzato.

4rovare liperfocale utilizzando i riferimenti incisi sullo$iettivo
%ugli o$iettivi a focale fissa sono riportati la scala delle distanze di messa a fuoco e degli utili riferimenti che consentono di
impostare facilmente la distanza iperfocale.

I riferimenti sugli obiettivi a focale fissa permettono di individuare la distanza iperfocale.
%ul $arilotto dello$iettivo, infatti, di solito sono riportati, oltre alla distanza di messa a fuoco, anche delle linee corrispondenti ad
alcune aperture di diaframma. %e avete un o$iettivo di questo tipo vi $aster impostare sulla fotocamera uno dei diaframmi riportati
sul $arilotto (in questo caso ipotizziamo che a$$iate scelto fG//!. opo di che dovrete semplicemente allineare il sim$olo di infinito
con lapertura di diaframma scelta, come mostrato nellimmagine in alto (a!. 1na volta fatto questo avrete scoperto anche la
distanza iperfocale approssimativa per quel diaframma che corrisponde alla distanza di messa a fuoco ($!, e saprete qual il limite
a voi pi+ vicino della profondit di campo che coincide alla tacchetta corrispondente al diaframma scelto (c!. 7el caso della foto di
esempio la distanza di messa a fuoco di 0metri ($! e la PC si estende fino a -,6m circa (c!.
Il Bokeh
8olto spesso si legge questa parola sui forum di fotografia, e per una volta non si tratta di un inglesismo ma di una parola di origine
giapponese. Il suo ingresso nel gergo fotografico avvenuto alla fine degli anni 7ovanta come traslitterazione in lingua inglese della
parola giapponese o che significa &sfocatura'. HoAeh quindi, in gergo fotografico sare$$e semplicemente lequivalente di
&sfocatura', ma in realt, avendo assunto una maggior profondit di significato, vuole definire il contri$uto che le parti fuori fuoco
danno allestetica dellimmagine.
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In definitiva quindi, quando si parla di $oAeh, si discute della qualit estetica dello sfocato (&il $oAeh di questo o$iettivo non mi
convince', &che $el $oAeh c in questa foto'!.
*lla piacevolezza del $oAeh contri$uiscono molti fattori che possono per( riassumersi in due gruppi principali,
-. la progettazione dello$iettivo.
/. la$ilit del fotografo.

)a progettazione dello$iettivo
Ili o$iettivi possono essere progettati per restituire uno sfocato piacevole. 7on tutti gli o$iettivi, infatti, hanno la stessa resa delle
aree fuori fuoco. In generale gli o$iettivi che vengono meglio ottimizzati dai produttori per restituire un $el $oAeh sono i medio tele
da ritratto e i supertele. Proprio nei generi fotografici del ritratto, della fotografia di moda e di cerimonia, nonch nella fotografia di
animali selvatici, infatti, la resa dello sfocato riveste una particolare importanza. *nche nella fotografia macro molto importante la
resa dello sfocato.
I fattori che entrano in gioco in fase di progettazione di un o$iettivo che hanno ricaduta sulla resa dello sfocato sono molteplici, ma
c un aspetto che riveste una notevole importanza. %i tratta della forma del foro del diaframma. In generale, anche se dipende dal
gusto personale, viene considerato tipico del $el $oAeh rendere sfocati e diffusi i punti di luce fuori fuoco. Inoltre, caratteristica del
$uon $oAeh la sfumatura mor$ida e graduale dai piani nitidi a quelli fuori fuoco. D$$ene, per ottenere queste caratteristiche
necessario che il foro del diaframma sia quanto pi+ circolare possi$ile. Per questo motivo gli o$iettivi da ritratto pi+ raffinati sono
contraddistinti da un diaframma con un alto numero di lamelle in quanto pi+ alto il numero di lamelle, pi+ la forma del foro si
avvicina a quella di un cerchio perfetto. 1n diaframma a cinque lamelle, infatti, restituir un foro a forma di pentagono, uno a otto
lamelle, lo restituir a forma di ottagono e cosJ via, avvicinandosi sempre pi+ alla forma perfetta del cerchio. *lcuni produttori
arrivano a proporre lamelle di diaframma opportunamente sagomate per realizzare la forma circolare del foro.
*iaframmi di forma differente influiscono sul bo4eh.
7elle fotografie in alto vediamo il confronto tra un diaframma a sei lamelle, che restituisce un foro a forma esagonale, un diaframma
a otto lamelle, che restituisce un foro ottagonale, e un diaframma ad otto lamelle opportunamente sagomate per restituire un foro
circolare. Il $oAeh migliore dovremmo ottenerlo, ovviamente, con questultimo o$iettivo.
4uttavia i fattori progettuali che intervengono nella resa dello sfocato di un o$iettivo sono tanti e non detto che un o$iettivo con
diaframma a molte lamelle a$$ia poi un $oAeh straordinario. Evviamente, una parte importante giocata anche dal gusto del
fotografo, quindi se$$ene ci siano o$iettivi che vengono considerati dagli esperti il non plus ultra quanto a $oAeh, spesso non vi
altra soluzione che provare un dato o$iettivo che ci interessa e vedere come si comporta.
)a$ilit del fotografo
7ella resa dello sfocato un ruolo molto superiore a quello dello$iettivo lo gioca il fotografo.
*d esempio, a$$iamo parlato della importanza del diaframma circolare ma il fotografo esperto sa che, a tutta apertura, tutti i
diaframmi sono perfettamente circolari. #uindi in alcuni casi si pu( decidere, per avere un $ello sfocato, di scattare a tutta apertura,
mettendosi ad una distanza adeguata dal soggetto, e ponendo questultimo alla distanza giusta dallo sfondo, in modo da avere la
profondit di campo desiderata non operando sul diaframma, che pu( essere lasciato a tutta apertura, ma sulle distanze
fotocamera3soggetto3sfondo (si veda il paragrafo La profondit di campo!.
Il fotografo : controllando il diaframma, la focale scelta, utilizzando un particolare o$iettivo, decidendo quale sfondo utilizzare e a
quale distanza, includendo nellinquadratura punti luminosi o meno, e in mille altri modi : influenza in maniera determinante la resa
dello sfocato. In effetti, una volta apprese le $asi della fotografia ed ottenuti i primi risultati incoraggianti, $isognere$$e cominciare a
lavorare proprio sulla resa delle parti fuori fuoco, perch il $oAeh riveste una grande importanza nellestetica della fotografia.
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5o4eh e ritratto. +ome evidenziato dalla foto in alto le aree fuori fuoco contribuiscono in maniera determinante allestetica della
fotografia. 6pecialmente in alcuni generi specifici, come il ritratto.
7ella foto del bambino qui in alto il passaggio dalle zone a fuoco a quelle fuori fuoco ) sfumato ma, anche a causa della
sovraesposizione dello sfondo, si crea una -doppia linea. intorno alla guancia sfocata non propriamente piacevole.
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%a foto dello stambecco qui sopra presenta un bo4eh non troppo bello. %e aree fuori fuoco sono molto -dure. mentre avrebbero
dovuto essere pi( morbide e sfumate. 6e la resa dellobiettivo ) questa, meglio che lo sfondo sia pi( distante dal soggetto, o il
soggetto pi( vicino alla fotocamera, per ottenere una maggiore sfocatura.
7ella fotografia del gruccione qui in alto si pu3 notare che quando il soggetto ) sufficientemente vicino, la focale utilizzata
sufficientemente tele !in questo caso lobiettivo ) un "##mm$, il diaframma sufficientemente aperto, e lo sfondo sufficientemente
distante, si riesce ad ottenere uno sfondo perfettamente sfocato che d risalto al soggetto.
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5o4eh e macrofotografia. 8nche nella macrofotografia il bo4eh ) importante. Il passaggio dalle zone a fuoco a quelle sfocate deve
essere graduale e sfumato.
%a stessa cosa si pu3 dire per lo still life, dove il passaggio dalle zone nitide a quelle sfocate deve essere sfumato e gradevole,
come un questo caso.
Quale formato: RAW o JPE!
)e fotocamere refle5 (e anche molte $ridge, nonch le nuovissime mirrorless! permettono di salvare le fotografie in diversi formati.
In genere possi$ile scegliere tra il formato KPDI, salva$ile a diverse risoluzioni, e il formato L*M. *lcune fotocamere offrono
anche il formato 4I99.
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Il menu della fotocamera che permette di scegliere il formato dei file. Questa fotocamera consente di selezionare il formato
98: o il formato ;'<=. %>opzione 98:? serve per salvare le fotografie in entrambi i formati.
6e si sceglie di salvare nel formato ;'<= si pu3 decidere anche la risoluzione del file.
#uali sono le differenze tra i formati" #uale conviene scegliere per i nostri lavori"
Per capirlo $ene spendere due parole sui diversi formati.
Il formato KPDI, acronimo di Koint Photographic D5perts Iroup, un comitato I%EGCCI44 che ha definito il primo standard
internazionale di compressione per le immagini a tono continuo, uno standard di compressione completamente aperto e ad
implementazione gratuita, diventato rapidamente il pi+ utilizzato al mondo. Il motivo presto detto, a fronte di una piccola, quasi
impercetti$ile perdita di qualit, i file KPDI sono spesso di dimensioni molto minori rispetto ad altri formati, come il 4I99.
Il formato 4I99, acronimo di 4agged Image 9ile 9ormat, un formato di file grafico $itmap (raster! messo a punto nel -@<? dalla
societ *ldus (che oggi appartiene alla *do$e!. Il 4I99 permette di stoccare le immagini senza perdere qualit, indipendentemente
dalla piattaforma o dalla periferica usata, fino a 0/ $it per pi5el. %i tratta di un formato molto utilizzato che per( presenta un
pro$lema, le notevoli dimensioni dei file.
Il formato L*M (non si tratta di un acronimo, una parola inglese che significa &grezzo'! salva invece il dati prodotti dal sensore
della fotocamera senza ela$orarli. In pratica non viene salvata unimmagine ma tutti i dati che la descrivono e che serviranno poi
per ricostruirla. %iccome si tratta di dati elettronici, possi$ile anche comprimerli fino a portarne le dimensioni a circa -G0
delloriginale, senza alcuna perdita di qualit. Per ottenere limmagine vera e propria sar necessario &sviluppare' il L*M a
posteriori con un apposito programma. #uesta soluzione permette di non perdere alcuna informazione relativa alla nostra fotografia
e nel contempo di mantenere una dimensione dei file ancora a$$astanza contenuta. Na aggiunto che ogni produttore di fotocamera
ha sviluppato un proprio formato L*M proprietario, che pu( essere anche diverso da modello a modello. #uindi, per ottenere
limmagine finale, necessario avvalersi del programma che viene fornito in dotazione con la fotocamera, oppure affidarsi a
programmi di terze parti, che contengono in memoria gli algoritmi per la demosaicizzazione delle immagini di ciascun modello di
fotocamera, i quali vengono costantemente aggiornati man mano che sul mercato appaiono nuove fotocamere. %e cercate di aprire
un file L*M su un computer nel quale non istallato il &programma di sviluppo', non riuscirete in alcun modo a vedere le immagini.
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)a prima differenza importante da evidenziare che salvando in formati diversi si ottengono file di dimensioni molto diverse. Per
fare un esempio, limmagine riportata sopra, scattata con una fotocamera da -> megapi5el, che nelloriginale ha dimensioni di
=@/<;0/>= pi5el, assume le seguenti dimensioni a seconda del formato in cui viene salvata,
L*M /<,= 8H (8egaHBte!
4I99 (a ->$it! @/,- 8H
KPDI (altissima qualit! <,?6 8H
Nantaggi e svantaggi dei diversi formati
KPDI
Nantaggi,
immagine gi pronta.
dimensioni contenute, il che significa che sulla scheda di memoria entreranno pi+ fotografie (per fare un esempio che solo
indicativo, perch dipende dagli algoritmi di compressione, con la mia refle5 da -> megapi5el, su una scheda da < giga possi$ile
salvare circa 606 foto in formato KPDI alla massima risoluzione e qualit, mentre nel formato L*M possi$ile salvarne solo /00!.
%vantaggi,
perdita di qualit dellimmagine.
limitate possi$ilit di intervenire a posteriori per correggere eventuali errori nel $ilanciamento del $ianco e dellesposizione.
ulteriore perdita di qualit ad ogni successivo salvataggio.
4I99
Nantaggi,
immagine gi pronta.
nessuna perdita di qualit.
%vantaggi,
dimensioni del file molto grandi.
limitate possi$ilit di intervento a posteriori per correggere eventuali errori di $ilanciamento del $ianco e dellesposizione (superiori
rispetto al KPDI, ma inferiori rispetto al L*M!.
L*M
Nantaggi,
nessuna perdita di qualit.
possi$ilit di impostare in post3produzione il $ilanciamento del $ianco.
grandi possi$ilit di correzione di eventuali errori nellesposizione.
%vantaggi,
dimensioni pi+ grandi rispetto al KPDI (nella scheda entrano meno foto!.
necessario sviluppare il file a posteriori usando un programma adatto (il che richiede tempo!.
*llora, quale formato usare"
ipende essenzialmente dalle proprie necessit.
%e non si ha il tempo o la voglia di sviluppare i file in post3produzione, il formato KPDI, al giorno doggi garantisce comunque una
qualit altissima. Hisogna per( ricordarsi di effettuare un accurato $ilanciamento del $ianco prima di scattare, specialmente in
situazioni di luce particolari, come la presenza di lampade fluorescenti, che possono ingannare la funzione di $ilanciamento
automatico del $ianco della fotocamera.
Hisogna inoltre ricordare che eventuali errori nella esposizione difficilmente saranno poi recupera$ili in post3produzione.
Per ovviare alla perdita di qualit che interviene sul file ad ogni successivo salvataggio, se si usa un programma di fotoritocco
conviene aprire il file e salvarlo con un altro nome (ad esempio 7E8D9I)DcopB.KPDI!, e poi lavorare su questultimo.
%e si vuole ottenere il massimo dalle proprie fotografie, e si ha il tempo e la voglia di sviluppare i propri file per ricavarne le
immagini, conviene salvare in L*M. In tal modo eventuali errori nellesposizione saranno recupera$ili pi+ facilmente in post3
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produzione. Inoltre, la possi$ilit di regolare il $ilanciamento del $ianco a posteriori, offerta solo dal formato L*M, a mio parere
quasi irrinuncia$ile per chi desidera il massimo della qualit.
Per esemplificarlo si osservi la seguente foto, scattata in L*MOKPDI, opzione che permette di salvare in entram$i i formati.
;peg ottenuto in ripresa.
)immagine riportata sopra il KPDI ottenuto direttamente dalla fotocamera al momento dello scatto, senza apportare modifiche.
Come si vede la fotografia leggermente sottoesposta, anche il $ilanciamento del $ianco automatico non la valorizza
adeguatamente.
%i osservi invece limmagine ottenuta lavorando sul file L*M,
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%>immagine ottenuta dal file 98:, dopo aver modificato il bilanciamento del bianco e corretto la sottoesposizione.
%i apportata una modifica manuale al $ilanciamento del $ianco, ottenendo colori pi+ caldi e pi+ vivaci. %i poi corretta la
sottoesposizione di circa uno stop. )immagine appare pi+ gradevole, il tutto senza perdita di qualit.
Certo, un a$ile grafico potre$$e ottenere un risultato simile con un programma di fotoritocco, ma occorrere$$e molto pi+ tempo di
quello necessario per il semplice sviluppo del L*M, e comunque ci sare$$ero delle notevoli perdita di qualit nel risultato finale.
%a fotocamera segnala il formato scelto sul displa@ e/o nel mirino.
*vrete capito dalle mie considerazioni che io scatto quasi esclusivamente in L*M. Preferisco assicurarmi la massima qualit
possi$ile, anche se poi dovr( perdere un po di tempo in pi+ per &sviluppare' il file. 4rovo tra laltro che la fase di &sviluppo' sia parte
integrante del processo fotografico, e che possa dare molte soddisfazioni.
Inoltre la possi$ilit di salvare in file in L*MOKPDI, sacrificando solo un po di spazio sulla scheda, considerando anche la
capienza delle schede di memoria attuali, permette di ottenere contemporaneamente sia il KPDI pronto per luso, sia il L*M, da
archiviare e da riprendere eventualmente in seguito.
Il "ilanciamento del "ianco
%icuramente spesso ci a$$iamo fatto caso, la luce che a$$iamo a disposizione cam$ia continuamente.
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)a luce del sole a mezzogiorno, quella del sole al tramonto, quella delle lampade al neon, quella delle lampade ad incandescenza,
la luce di una candela, sono tutte diverse. iverse per cosa" Dssenzialmente per la loro lunghezza donda, che ne rende diversa la
tonalit. CosJ la luce a mezzogiorno, in una giornata senza nuvole, quasi perfettamente $ianca, mentre la luce al tramonto ha una
tonalit tra il giallo e larancione. *nche la luce delle lampade ad incandescenza, le classiche lampadine, ha una tonalit arancione,
mentre le lampade fluorescenti hanno tonalit pi+ $ianche.
)e diverse tonalit di colore della luce sono indicate in una scala di temperatura di colore espressa in gradi Pelvin,
%a scala Aelvin.
%i dice che una fonte di luce ha una certa temperatura di colore (il grado Pelvin in realt ununita di misura della temperatura!
perch un corpo nero riscaldato a quella temperatura emette una radiazione luminosa di quel colore.
Per una corretta resa cromatica della fotografia necessario che la fotocamera legga la tonalit della luce presente nellam$iente e
cali$ri correttamente i colori della scena in $ase a questa. Per cali$rare i colori la cosa migliore da fare operare sulla resa del
$ianco, infatti, quando il $ianco correttamente $ilanciato, lo saranno anche tutti gli altri colori. Ci( detto si pu( facilmente
comprendere quanto sia importante il $ilanciamento del $ianco.
%ulle fotocamere si pu( accedere alla funzione $ilanciamento del $ianco attraverso un pulsante dedicato o una voce di menu, di
solito indicati con la sigla QMHR, che sta per Fhite $alance.
*prendo questa voce di menu ci troviamo davanti ad una schermata di questo tipo,
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*nalizziamo alcuni dei sim$oli della schermata, tenendo conto che a seconda del modello di fotocamera essi potre$$ero essere
diversi.
Hilanciamento automatico del $ianco. #uando selezioniamo questa opzione, la fotocamera opera in completo
automatismo. D anche lopzione su cui settata la macchina fotografica di default.
Hilanciamento del $ianco per luce solare. Epzione da selezionare quando si scatta in pieno sole con il cielo limpido.
Hilanciamento del $ianco per lom$ra. a utilizzare quando il cielo limpido ma il nostro soggetto si trova in una zona
dom$ra.
Hilanciamento del $ianco per il cielo coperto. Epzione da selezionare se si sta operando con cielo nuvoloso.
Hilanciamento del $ianco per luci fluorescenti, quelle che, spesso erroneamente, vengono definite comunemente &al
neon'. %iccome sono di diverso tipo, ed emettono luce di lunghezza donda diversa, spesso sotto questa opzione si
apre un ulteriore menu con altre opzioni per selezionare il tipo di illuminazione pi+ simile a quello della luce dellam$iente in cui
operiamo.
Hilanciamento del $ianco per luce ad incandescenza, la classica lampadina, $asata su un filamento di tungsteno, che
d una luce di tonalit gialla (che dal /2-/ non sar pi+ usata nella Comunit Duropea!.
Hilanciamento del $ianco per la luce flash. S lopzione da selezionare se la nostra fonte di luce principale il flash.
Hilanciamento del $ianco manuale. Per regolare manualmente il $ilanciamento del $ianco.
Come effettuare un corretto $ilanciamento del $ianco
i solito meglio lasciare la macchina settata su &$ilanciamento del $ianco automatico' Q*MHR . )e fotocamere moderne, infatti,
hanno una funzione automatica di $ilanciamento del $ianco molto efficiente. ifficilmente s$agliano la temperatura del colore.
Na inoltre considerato un altro fatto, molto facile, una volta impostato un determinato parametro di $ilanciamento del $ianco,
dimenticarselo e non pensarci pi+. #uesto potre$$e portare, se la tonalit della luce cam$ia, ad esempio se da un interno illuminato
da luci al tungsteno, usciamo allesterno, oppure passiamo ad un interno con luce fluorescente, a ritrovarci con un $ilanciamento del
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$ianco completamente s$agliato. In altre parole, se impostiamo un determinato $ilanciamento, do$$iamo poi ricordarci di cam$iarlo
quando cam$ia la fonte di luce. )a mia esperienza mi dice che molto facile dimenticarsene.
Hisogna anche considerare unaltra cosa. %e a$$iamo una refle5, una mirrorless o una $ridge di fascia alta, e salviamo le nostre
immagini in formato L*M, quello in cui i dati prodotti dal sensore della fotocamera vengono salvati senza alcuna ela$orazione,
il $ilanciamento del $ianco si potr eventualmente regolare successivamente, in fase di sviluppo. %alvando in L*M, quindi,
conviene senzaltro lasciare il $ilanciamento sempre su Q*MHR e poi intervenire, se necessario mentre sviluppiamo
limmagine. #uesto uno dei grossi vantaggi che il salvare i file in formato L*M comporta.
%e invece preferiamo salvare i file in formato Kpeg, allora do$$iamo prestare molta attenzione a che il $ilanciamento del $ianco sia
quello corretto in fase di scatto, perch operare a posteriori piuttosto difficile e comporta anche il deterioramento della qualit del
file. Il mio suggerimento in tal caso di fare qualche scatto di prova, usando la regolazione automatica, e, solo nel caso questa non
ci soddisfi, passare alla regolazione manuale. o$$iamo prestare particolare attenzione quando scattiamo in interni, perch al
giorno doggi sono diffuse lampade molto diverse per temperature di luce, e soprattutto le lampade fluorescenti tendono a mettere
in difficolt il $ilanciamento automatico.
Per fare un esempio, si osservi come la seguente foto, scattata con una luce proveniente da una comune lampada a risparmio
energetico possa dar luogo a tonalit diverse.
5ilanciamento del bianco automatico.
5ilanciamento per luce fluorescente calda.
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5ilanciamento per lampada ad incandescenza.
5ilanciamento per luce solare.
5ilanciamento manuale.
Come si pu( notare, il $ilanciamento automatico della fotocamera non riuscito a risolvere perfettamente la situazione. )a stessa
cosa si pu( dire dei tentativi di regolare il $ilanciamento sui valori predefiniti per luce fluorescente, o per lampada ad
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incandescenza, per non parlare del $ilanciamento per luce solare. )unico modo per ottenere una foto cromaticamente corretta
stato quello di passare al $ilanciamento manuale.
Come effettuare il $ilanciamento manuale del $ianco
Per effettuare il $ilanciamento manuale $isogna selezionare la relativa opzione dal menu. Egni fotocamera ha un menu diverso con
tasti di accesso e grafica differenti, quindi la procedura indicata ha solo valore di esempio. D possi$ile che con fotocamere diverse
essa cam$i leggermente. Hisogna pertanto far riferimento al manuale della fotocamera.
'rimo passo, selezionare l>opzione Bbilanciamento del bianco manualeB. +ome si vede ) possibile anche inserire direttamente
la temperatura in gradi Aelvin della fonte di luce.
* questo punto necessario inquadrare qualcosa di $ianco, tipo un foglio di carta o una parete, e premere il pulsante di scatto,
6econdo passo, la fotocamera ci chiede di scattare una fotografia a qualcosa di bianco, ovviamente illuminato dalla medesima
fonte di luce che illuminer poi la scena da fotografare. Canno bene anche una parete o un foglio di carta bianchi.
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)a fotocamera a questo punto ci chieder di dare una conferma al fatto che vogliamo regolare il $ianco proprio sullimmagine
registrata. Hisogner premere un tasto EA o qualcosa di simileT
Derza fase, fotografato qualcosa di bianco il risultato potrebbe essere, come in questo caso, un colore diverso. 7on c>)
problema, basta confermare alla fotocamera che ci3 che abbiamo fotografato ) di colore bianco. 8l nostro o4 infatti la
fotocamera render bianca l>immagine, e da quel momento sar calibrata sul bianco, ovviamente finchE continueremo ad usare
la medesima fonte di luce.
9atto ci( si potr anche correggere in maniera fine il $ilanciamento del $ianco per eliminare eventuali residue minime tonalit di altri
colori.
Quarta fase, se non siamo soddisfatti del bianco ottenuto, possiamo sempre passare ad una regolazione fine da ottenere
attraverso i tasti di controllo della fotocamera !fare riferimento al manuale$.
S comunque utile ricordare ancora una volta che tali regolazioni sono necessarie solo se si scatta in formato Kpeg. %e si scatta in
formato L*M esse sono superflue perch il $ilanciamento del $ianco si potr regolare successivamente, in fase di sviluppo
dellimmagine.
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Capitolo 7 Elementi di composizione
La geometria del fotogramma
Se si desidera migliorare il proprio modo di fotografare bisogna far propri alcuni elementi di composizione fotografica.
Comporre vuol dire disporre gli elementi principali della foto in modo da valorizzarli esteticamente.
Supponiamo che il soggetto della fotografia sia una persona. Di solito la tendenza generale quella di mettere la persona al centro
della foto. Ebbene, raramente questa la soluzione migliore.
Cercher di fornire alcuni elementi di base sulla composizione in fotografia limitando al massimo le spiegazioni tecniche, facendo
piuttosto parlare le immagini.
Una cosa fondamentale da imparare che nellarea della fotografia ci sono delle zone che il nostro cervello considera pi! importanti
di altri. "el gergo fotografico vengono chiamati #punti forti#. $occhio dellosservatore tende automaticamente a iniziare la #lettura%
della fotografia partendo da questi punti forti. "oi fotografi, pertanto, dobbiamo fare in modo che losservatore trovi proprio l&
qualcosa di interessante.
'a come facciamo ad individuare questi punti forti(
Un modo empirico molto semplice quello di applicare la cosiddetta #regola dei terzi#. $a regola dei terzi ) che una
semplificazione del cosiddetto rapporto aureo basato sulla successione di *ibonacci, di cui si parla nel prossimo paragrafo consiste
nel suddividere larea del fotogramma utilizzando delle linee che dividono i lati del rettangolo in tre segmenti uguali. + punti forti si
trovano nel punto di intersezione delle linee.
La regola dei terzi consiste nel suddividere il fotogramma utilizzando delle linee che dividono esattamente in tre parti uguali i lati
del rettangolo. I punti forti si trovano alle intersezioni delle linee.
+n particolare, per noi occidentali che siamo abituati a leggere da sinistra verso destra e dallalto verso il basso, il punto forte pi!
importante quello in alto a sinistra, seguito da quello in alto a destra, quello in basso a sinistra, quello in basso a destra. Cosa
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succede( Che locchio e il cervello inconsciamente si posano su questi punti forti alla ricerca di informazioni importanti che
permettano di decifrare limmagine. +l fotografo abile quindi disporr, in quei punti le informazioni di base, cio gli elementi
dellimmagine che vuole valorizzare.
-ttraverso quei punti passano anche le diagonali del fotogramma. -nche esse sono elementi fondamentali per la composizione.
Nel disporre gli elementi della fotografia si deve tener conto anche delle diagonali.
.roviamo a capire cosa significa tutto quanto abbiamo esposto sopra con degli esempi pratici.
Si prenda ad esempio la seguente foto/
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Gli elementi fondamentali di questa fotografia sono disposti in modo tuttaltro che casuale.
Se si osserva con attenzione limmagine ci si rende conto che gli elementi fondamentali della fotografia sono stati disposti in modo
tuttaltro che casuale.
.er rendersene conto basta osservare limmagine con la griglia sovrapposta/
Limmagine con la griglia dei punti forti sovrapposta
0uali sono i punti forti dellimmagine e dove cadono(
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Ecco i punti che possiamo evidenziare. Si osservi con attenzione il punto del fotogramma in cui cadono:
1 Il muso dellorso in primo piano! quello perfettamente a fuoco! cade quasi perfettamente su punto forte posizionato in alto a
destra"
# Sul punto forte in alto a sinistra cade il centro dellorso che sta andando via"
$ I piedi dellorso in primo piano poggiano sulla linea che divide il fotogramma in terzi"
% La zampa posteriore dellorso che va via & al centro del fotogramma"
' Il muso dellorso che va via & al centro del rettangolo piccolo che si trova in alto a sinistra.
0uelli individuati sono tutti particolari importanti della scena, che si trovano in punti chiave del fotogramma, proprio l& dove il cervello
dellosservatore chiede che ci sia qualcosa di rilevante.
.er leggere dal punto di vista compositivo questa fotografia possiamo per fare ancora altre considerazioni.
Si osservi, ad esempio, come la posizione dei due orsi sia in rapporto con le diagonali.
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La posizione dei soggetti in rapporto con le diagonali.
1 Il muso dellorso punta verso langolo in (asso a sinistra"
# La forma triangolare dellorso e la direzione del suo movimento puntano verso langolo in alto a sinistra.
"aturalmente queste considerazioni sono valide per ogni tipo di fotografia.
Ecco ad esempio una foto di paesaggio/

Sovrapponiamole una griglia/
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Sono qui evidenziati alcuni accorgimenti compositivi attuati dal fotografo
Si osservi come:
1 La linea dellorizzonte sia disposta nelle immediate vicinanze della linea che definisce il terzo superiore del fotogramma"
# La linea della montagna sia sulla diagonale del fotogramma"
$ La (arca! un elemento importante dellimmagine! sia nelle immediate vicinanze di un punto di interesse.
Si osservi anche questa fotografia di ritratto/
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)nche nel ritratto & fondamentale seguire le regole della composizione
Se sovrapponiamo la griglia ci accorgiamo che il fotografo non ha disposto gli elementi a caso/
Si noti come locchio sinistro della ragazza *gli occhi sono sempre elementi fondamentali nel ritratto sia esattamente posto su uno
dei punti forti. La stessa cosa si pu+ dire della (occa. Si osservi inoltre come i capelli davanti al viso scorrano nella direzione della
diagonale! e come sulla linea della diagonale sia disposta anche la spalla destra della modella. Sempre in direzione della
diagonale! verso il (asso! punta lo sguardo del soggetto.
.er concludere alcune considerazioni/
"on necessario che gli elementi portanti dellimmagine cadano esattamente nei punti forti/ sufficiente una ragionevole
approssimazione.
$e regole della composizione, come tutte le regole, possono essere violate. +n genere violare le regole porta ad effetti disastrosi,
nella fotografia come nella vita, ma altre volte, poche volte, sapendolo fare, violando le regole si ottengono risultati straordinari,
nella vita come nella fotografia. 0uindi il mio consiglio 1per quanto riguarda la fotografia, non certo la vita, che non sono affari miei2
quello di imparare le regole, applicarle finch3 non se ne acquisiscono gli automatismi, e poi cominciare a cercare strade
alternative.
$e fotocamere compatte, e oggi anche molte refle4 dotate di live5vie6 permettono di impostare una griglia sul monitor di visione,
questa griglia utilissima per imparare ad applicare le regole della composizione.
$a parola dordine #decentrare%. 7aramente un soggetto, posto al centro del fotogramma, viene valorizzato. "aturalmente, come
gi, evidenziato, a volte si ottiene un risultato migliore violando una determinata regola.
"ello scattare la fotografia sottostante, per esempio, ho valutato, a ragione o a torto, che posizionare la linea dellorizzonte al
centro, rendesse limmagine pi! riposante ed equilibrata, in armonia con la sensazione che in me suscitava la vista di quel tramonto
sul mare dai colori tenui.
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,alvolta la regola dei terzi si pu+ violare: in questa fotografia la linea dellorizzonte & stata posta al centro del fotogramma.
+ mirini di molte fotocamere permettono di selezionare una griglia che aiuta il fotografo nella composizione.
Il monitor di una fotocamera con la griglia che aiuta il fotografo nella composizione.
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.er imparare ad usare efficacemente la regola dei terzi pu essere molto utile, specie nella fotografia di paesaggio, il treppiede.
Con la fotocamera posizionata sul cavalletto, infatti, si ha la tendenza a ragionare maggiormente sulla foto. 'olto utile risulta anche
il live5vie6 delle moderne refle4 digitali che permettono di impostare una griglia che suddivide il fotogramma in un reticolo di nove
rettangoli che seguono la regola dei terzi.
La sezione aurea e la fotografia
$a sezione aurea, o rapporto aureo, ha colpito da molto tempo la fantasia di artisti e cultori di storia dellarte in quanto sembra
essere alla base della composizione in molti dipinti, sculture e opere di architettura. 8ale ricorrenza dimostrerebbe, secondo
molti, una particolare valenza estetica della sezione aurea/ le opere realizzate tenendo conto della sezione aurea apparirebbero pi!
belle e armoniose in quanto il cervello umano sarebbe naturalmente predisposto a trovare gradevole questa particolare
proporzione.
.articolarmente interessante, poi, il fatto che in natura si pu ritrovare questa proporzione in moltissimi elementi del mondo
minerale, vegetale ed animale, dalla forma delle galassie a quella della conchiglia del nautilo, dalla disposizione dei semi di
girasole, alle proporzioni del corpo umano9 8anto che alcuni vedono nella sezione aurea una specie di #firma di Dio%.
-na lumaca di mare! la cui conchiglia! nella forma! si avvicina molto alla spirale aurea.
"aturalmente molti studiosi avvertono che la presunta presenza della sezione aurea in molte opere darte, in realt,, alla prova dei
fatti, non sarebbe confermata, in quanto frutto di approssimazioni e di misurazioni che partono da punti scelti arbitrariamente dai
sostenitori di tale teoria.
'a cosa , nello specifico, la sezione aurea(
Si osservi la seguente figura/
La sezione aurea! ovvero a:c.(:a
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Se si prende un segmento 1c2 e lo si divide in due lunghezze diseguali, 1a2 e 1b2, si ottiene la sezione aurea quando il tratto pi!
lungo, 1a2, sta allintero segmento come il tratto pi! corto, 1b2, sta a quello pi! lungo 1a2.

a/c:b/a
oppure, volendo
a/1a;b2:b/a


7apporto aureo e serie di *ibonacci
+l medesimo rapporto, espresso in termini numerici, uguale a <,=<>?@@A>>BCA>AC>C>D?91essendo un numero irrazionale si pu
continuare allinfinito2.
Evviamente questo significa che/
c : a F <,=<>?@@9
e
a : b F <,=<>?@@9

+l numero <,=<>?@@A>>BCA>AC>C>D?9 definito anche numero aureo ed denominato G.
+l numero aureo pu essere ottenuto, attraverso unapprossimazione via via sempre pi! precisa, se dividiamo tra loro due numeri
consecutivi della serie di *ibonacci.
Com noto, la successione di *ibonacci quella sequenza di numeri interi naturale ciascuno dei quali il risultato della somma dei
due precedenti/
?, <, <, D, @, H, >, <@, D<, @C, HH, >A, 9
Ebbene, una loro propriet, particolare che se dividiamo due numeri successivi della sequenza, pi! i due numeri sono alti, pi! ci
avviciniamo con maggior precisione al numero aureo/ <,=<>?@@A>>BCA>AC>C>D?9
-d esempio/
<CCI>A : <,=<BABBHD9
D@@I<CC : <,=<>?HHHH9
@BBID@@ : <,=<>?DHBH9
=<?I@BB : <,=<>?@B<@9
A>BI=<? : <,=<>?@DB>9
<HABIA>B : <,=<>?@CCC9

$e propriet, matematiche del numero aureo sono notevoli ed interessantissime. .er fare un esempio, il quadrato e ilreciproco del
numero aureo hanno le stesse identiche cifre decimali del numero stesso.
0uindi G al quadrato : D,=<>?@@A>9 mentre <IG : ?,=<>?@@A>9
- motivo di queste particolari propriet, matematiche e del fatto che lo ritroviamo in molti elementi della natura, secondo molti,
questo numero rappresenterebbe la chiave di una misteriosa e quasi magica armonia.
Sono diverse le figure geometriche ottenibili utilizzando il rapporto aureo. "e elenchiamo alcune delle pi! semplici, perch3 possono
avere una certa valenza nella composizione fotografica.
7ettangolo aureo
.artendo da un segmento diviso in due in base alla sezione aurea, possibile costruire il rettangolo aureo semplicemente
disegnando il suo lato minore di lunghezza pari a quella del tratto maggiore del segmento, come si vede nellimmagine sotto
riportata/
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+l rettangolo aureo.
Se, allinterno del rettangolo aureo, disegniamo un quadrato basato sul lato minore, otteniamo un nuovo rettangolo, anchesso
aureo, come si vede in questa immagine/
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Se dividiamo una rettangolo aureo disegnandovi un quadrato costruito sul lato minore *) otteniamo un nuovo rettangolo */!
anchesso aureo.
Spirale di *ibonacci
Se continuiamo questa operazione di suddivisione per ottenere rettangoli aurei sempre pi! piccoli, come mostrato nellimmagine
sottostante/
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0ostruzione di rettangoli aurei sempre pi1 piccoli.
e poi uniamo con quarti di circonferenza gli angoli dei quadrati contigui ai rettangoli aurei, otteniamo una spirale di *ibonacci, che
molto vicina alla spirale aurea, cio alla spirale con fattore di accrescimento b pari al numero aureo G/
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Spirale di 2i(onacci.
$a sezione aurea nella composizione fotografica
'a in che modo la sezione aurea torna utile al fotografo( Essa pu avere una certa importanza nella composizione, cio nella
scelta della disposizione degli elementi principali allinterno della fotografia.
+n realt,, diciamolo subito, fino a poco tempo fa il normale fotografo non ha potuto fare riferimento alla sezione aurea ma si dovuto
accontentare di una sua semplificazione che costituita dalla regola dei terzi. Essa consiste nel dividere idealmente il fotogramma
in nove rettangoli, utilizzando delle linee che dividono i lati del rettangolo in tre segmenti uguali, e nel disporre i punti forti
dellimmagine nelle intersezioni di questi.
"elle immagini in basso mettiamo a confronto una griglia ricavata dalla sezione aurea con la sua semplificazione denominata
#regola dei terzi%.

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Griglia (asata sulla sezione aurea.
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Griglia (asata sulla regola dei terzi! che consiste nel suddividere il fotogramma utilizzando delle linee che dividono esattamente in
tre parti uguali i lati del rettangolo. I punti forti si trovano alle intersezioni delle linee.
$a difficolt, di applicare in fase di scatto la sezione aurea alla fotografia era dovuta al fatto che, fino a poco tempo fa, la maggior
parte delle fotocamere non erano dotate di mirini traguardati che fungessero da guida. Ci si limitava, pertanto, a disporre i punti forti
dellimmagine sul terzo del fotogramma, calcolato approssimativamente, ad occhio, dal fotografo che inquadrava. +n realt, per
alcune refle4 e per quasi tutte le fotocamere professionali a banco ottico e medio formato, erano disponibili, come optional, dei
vetrini speciali che suddividevano il fotogramma in base alla regola dei terzi o, pi! raramente, in base alla sezione aurea.
Eggigiorno i live5vie6 di molte fotocamere sono dotati di linee guida disegnate secondo la regola dei terzi, ed alcune anche
secondo la sezione aurea. "on c dubbio che in futuro sempre pi! macchine fotografiche offriranno questa possibilit,, permettendo
di visualizzare nel mirino addirittura la spirale aurea.
8utto questo sar, molto utile per la composizione. Ji, oggi possibile scaricare per gli smartphone applicazioni che consentono di
vedere in trasparenza, nel mirino, mentre si utilizza la fotocamera, le linee guida per comporre secondo le regole della sezione
aurea.

Una app che vi permette di sovrapporre alla fotocamera del vostro smartphone le linee guida della sezione aurea. Un bellaiuto
per la composizione.
$a sezione aurea nella post produzione
-lcuni fotografi, per curare maggiormente la composizione delle proprie fotografie, le ritagliano in post produzione, per uniformarsi
alla sezione aurea. Kediamo come si pu operare.
+n fase di scatto necessario tenersi #un po larghi%, adottando la regola dei terzi ad occhio come di consueto. +n post produzione si
va poi a ritagliare limmagine operando come vi illustriamo adesso.
.artiamo da una fotografia dove il soggetto, il gruccione, correttamente decentrato/
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La foto di un gruccione dove il soggetto & decentrato.
Con un programma di elaborazione foto che consente lutilizzo dei livelli si sovrappone alla nostra fotografia la gif trasparente di una
griglia basata sulla sezione aurea o della spirale di *ibonacci 1ce ne sono disponibili su +nternet2/
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La spirale aurea sovrapposta alla fotografia del gruccione.
Come si pu notare basta davvero una piccola aggiustatina per far coincidere il punto di partenza della spirale aurea con locchio
delluccello.
L sufficiente quindi ridimensionare la spirale, badando per a bloccarne le proporzioni/
3er avere una composizione (asata sulla spirale aurea (asta ridimensionare la spirale! (loccandone le proporzioni! fino a farne
coincidere linizio con locchio del soggetto.
-desso, se ritagliamo la nostra fotografia, essa avr, una composizione basata esattamente sulla spirale aurea o di *ibonacci, che
parte proprio dallocchio del gruccione, tocca quasi alla perfezione lestremit, della coda delluccello, e va a finire nellangolo
superiore sinistro della fotografia/
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La composizione della fotografia & ora (asata sulla spirale aurea.
-lcuni programmi di fotoritocco hanno integrato le linee guida legate alla sezione aurea, e perfino la spirale aurea nella propria
funzione #ritaglio%. Un esempio .hotoshop, che consente di impostare linee guida basate sulla regola dei terzi, sulla sezione
aurea, sulla spirale aurea e sulle diagonali/

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4uando ritagliamo una foto con 3hotoshop! possiamo selezionare la linea guida legata alla spirale aurea! come in questo caso
*clicca sulla foto per ingrandirla.
Le linee
"ella composizione fotografica uno degli elementi pi! importante di cui tener conto sono le linee. $occhio umano tende
naturalmente ad essere attratto da elementi geometrici. $a linea rappresenta uno degli elementi pi! semplici e quindi di pi! forte
attrazione. "elle cose che osserviamo e fotografiamo spesso le linee sono ben tracciate e definite 1si pensi agli elementi
architettonici, o alla semplice linea dellorizzonte2, altre volte sono solo accennate, appena intuibili nella disposizione degli elementi
della foto e spesso in questultimo caso la bravura del fotografo a valorizzarle pienamente con le scelte compositive.
La linea dellorizzonte & forse quella con la quale pi1 spesso il fotografo si deve confrontare. Scegliere dove posizionare
lorizzonte ha unimportanza fondamentale nella composizione fotografica.
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4uando fotografiamo elementi architettonici! naturalmente! ci troviamo di fronte a linee (en nette da disporre nellinquadratura
*foto di Lorenzo Salinari.
Spesso! specialmente di fronte ad elementi naturali! le linee sono solo accennate! create dalla mente umana che tende ad unire
gli elementi come in questo caso dove gli uccelli in volo sono disposti secondo una linea diagonale *si veda limmagine
seguente.
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La 5linea6 diagonale formata dagli uccelli in volo.
0uando scattiamo una fotografia il rettangolo del mirino rappresenta il piano sul quale le linee saranno disegnate. $o stesso si pu
dire dei bordi della immagine ottenuta. .er questo motivo la valenza estetica delle linee sar, determinata in primo luogo dal loro
rapporto con i margini della fotografia, cio del piano che le racchiude. Dato le fotografie hanno forma rettangolare 1o, al limite,
quadrata2 le linee che assumono una maggiore valenza sono quelle parallele ai due lati o alla diagonale della foto. +n altre parole le
linee orizzontali, quelle verticali e quelle diagonali 1queste ultime specialmente se partono esattamente da uno dei quattro angoli2
sono quelle che maggiormente attirano lattenzione della mente dellosservatore.
$e linee orizzontali
$e linee orizzontali in genere producono una impressione di staticit, e di tranquillit,. 0uesto perch3 istintivamente noi cerchiamo un
piano di appoggio orizzontale, una linea che ci richiami quella familiare dellorizzonte. 0uando, in una foto, individuiamo una o pi!
linee orizzontali, esse ci trasmettono un senso di stabilit,.
Esservando la foto che segue possiamo notare che essa si sviluppa lungo direttrici orizzontali sia negli elementi artificiali 1casa,
ferrovia2, sia in quelli naturali 1nuvole2. +l risultato un paesaggio in cui predomina la sensazione di calma e stabilit,, complici in
questo anche i colori freddi, anche se vivaci, dominanti nella scena 1verde e blu2.
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La composizione in questa fotografia & (asata su elementi che si sviluppano lungo direttrici orizzontali *si veda limmagine che
segue. Il risultato & un senso di calma e tranquillit7.

Lo sviluppo orizzontale degli elementi della foto.
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"aturalmente essendo le direttrici orizzontali cos& importanti nelleconomia della composizione 1particolar modo se una di queste
la linea dellorizzonte2, bisogna meditare molto bene il loro posizionamento allinterno della fotografia, lasciandosi magari guidare
dalla regola dei terzi, come in questo caso/
La posizione della linea dellorizzonte! in particolare! deve essere (en curata. E importante che sia perfettamente parallela al (ordo
orizzontale della foto e che sia posizionata in un punto strategico dellimmagine.

$e linee verticali
"ella composizione fotografica le linee verticali in genere rendono le immagini pi! dinamiche rispetto a quelle in cui prevalgono
elementi orizzontali. 0uesto perch3 le linee verticali vengono istintivamente associate alla caduta per forza di gravit, o al volo.
$e linee verticali sono ovviamente presenti nelle costruzioni umane, ma hanno una estensione verticale paragonabile ad una linea
anche gli alberi e la figura umana. +n genere se il soggetto si estende in verticale si preferir, una inquadratura verticale, se non
altro per riempire il fotogramma. 7icordiamolo quando fotografiamo una persona a figura intera, o degli alberi.
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Spesso quando il nostro soggetto si estende in verticale, uninquadratura verticale consente di valorizzarlo meglio.
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Il susseguirsi di linee verticali parallele tra loro nella fotografia di questi al(eri.
0uando per gli elementi verticali devono essere messi in relazione tra di loro, spesso una inquadratura orizzontale permette di
ottenere risultati migliori, come mostra limmagine che segue/
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I pali della linea elettrica! con estensione verticale! sono messi in relazione tra loro dallinquadratura orizzontale.
"aturalmente anche nella disposizione degli elementi verticali allinterno della foto si deve prestare attenzione. .er esempio, si
dovrebbe prestare attenzione a che gli elementi verticali siano paralleli al margine verticale della fotografia. +noltre, ricordiamo che
anche con gli elementi verticali la regola dei terzi funziona benissimo dal punto di vista della composizione dellimmagine.
In questa fotografia gli elementi sono disposti tenendo conto della regola dei terzi.
$e linee oblique
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Si osservi nuovamente la fotografia dei pali della luce. Se tracciamo una linea che collega i vertici dei pali tra loro, e unaltra linea
che ne collega le basi, ci rendiamo conto che nella fotografia in realt, possibile individuare anche due linee oblique.
Le linee o(lique 5nascoste6 nella nostra fotografia.
0ueste linee oblique, convergendo verso un unico punto 1diventando cio delle diagonali2, trasmettono una sensazione di
profondit, alla foto. +l caso pi! elementare nel quale possiamo notare questo fenomeno quando fotografiamo una strada, come
mostriamo nelle immagini seguenti.
Le linee o(lique! convergenti verso un unico punto! donano profondit7 alla foto *si veda limmagine in (asso.
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Le diagonali convergenti.
$e linee oblique, in generale, trasmettono un senso di dinamicit, pi! accentuato rispetto alle linee verticali. L per questo motivo che
spesso i fotografi preferiscono inclinare la fotocamera quando riprendono un monumento o un palazzo, per far diventare oblique
delle linee verticali, e quindi #movimentare% un po limmagine.
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2oto di Lorenzo Salinari.
+ rapporti tra le linee nella composizione dellimmagine
"aturalmente in una fotografia in genere non ci sono linee di un solo tipo. "ella maggior parte dei casi avremo a che fare con linee
e direttrici verticali, orizzontali ed oblique che dovranno essere armonizzate nel migliore dei modi dal fotografo con le sue scelte
compositive. +n effetti comporre spesso non vuol dire altro che mettere in rapporto tra di loro e con i bordi della fotografia le linee
che riusciamo ad individuare o ad indovinare nella scena che stiamo per fotografare.
Ecco alcuni esempi/
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+n questa immagine, oltre alla linea dellorizzonte, possibile individuare molte altre direttrici, quasi tutte oblique, che danno un
senso di profondit, alla scena.
Le linee individuate nella foto precedente.
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+n questa fotografia il susseguirsi di linee orizzontali, nettamente predominanti nella scena, dona un senso di tranquillit, e
stabilit,. $a scelta di mettere la struttura verticale al centro dellinquadratura, contribuisce alla sensazione di stabilit,. Se si
desiderava un maggiore dinamismo, si sarebbe dovuta spostare la struttura verticale in un punto decentrato 1foto di $orenzo
Salinari2.


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Le linee diagonali della strada donano profondit7 alla scena.
In questa foto & possi(ile 5indovinare6 delle direttrici orizzontali e o(lique anche nella disposizione delle nuvole.
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.ochi elementi grafici, basati su una linea orizzontale e due linee leggermente oblique, nonch3 sullaccostamento di colori
delicati, caratterizzano la composizione di questa foto.
Sovrapponendo a questa immagine la griglia della suddivisione secondo la regola dei terzi si apprezza il modo in cui & stata
curata la composizione.
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Come fotografare elementi di teoria dei colori
.ochi fotografi riflettono su come utilizzare i colori nella fotografia. Dopotutto a differenza dei pittori, che scelgono quali colori
utilizzare e come accostarli, i fotografi, specialmente quelli che si dedicano alla natura e al paesaggio, i colori li trovano gi,
confezionati nella scena che intendono immortalare, e si devono limitare a catturarli/ non cos&(
$a natura la tavolozza dei colori del fotografo. +n questa foto il colore dominante il blu, con piccole spruzzatine di giallo,
arancione, rosso e verde.
+n realt, non proprio cos&. +l fotografo di paesaggio spesso, anche se entro certi limiti, pu decidere quali colori includere, e quali
escludere da una scena, cambiando linquadratura, oppure pu semplicemente riprendere lo stesso panorama in un momento
diverso della giornata, o dellanno. Un paesaggio marino avr, come tonalit, dominante il blu, se ripreso di giorno, il violetto o il
rosso5arancio se ripreso al tramonto. Un campo di grano sar, marrone al momento dellaratura, verde mentre il frumento sta
crescendo, giallo quando il raccolto quasi maturo.
-nche il fotografo, quindi, dovrebbe conoscere qualche elemento di teoria dei colori, visto che il risultato finale, leffetto della
fotografia sullosservatore, dipende anche in buona misura dai colori presenti sullimmagine e dal loro accostamento.

Colori primari, colori secondari e colori complementari
+ colori si dividono i colori primari e colori secondari. + colori primari sono il blu, il rosso e il giallo. Si tratta di colori puri, che non si
possono ottenere mescolando altri colori e che, quando vengono miscelati tra di loro, permettono di ottenere tutti gli altri.
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La ruota dei colori. Sono colori primari (lu! rosso e giallo! sono colori secondari arancio! verde e viola.
'escolando due colori primari otteniamo i colori secondari. -d esempio lunione di blu e rosso genera il viola, lunione di rosso e
giallo genera larancione, lunione di giallo e blu genera il verde. Kiola, arancione e verde sono colori secondari. $a ruota dei colori
mostra quindi i sei colori dello spettro. 8utti gli altri colori non sono altro che variazioni di tonalit, di questi.
+ colori complementari tra di loro sono quelli che si trovano ai lati opposti della ruota dei colori, quindi sono complementari tra loro le
coppie rosso5verde, blu5arancio, viola5giallo. Egni coppia di colori complementari pertanto composta da un colore primario e dal
colore secondario ottenuto mescolando gli altri due primari 1ad esempio la coppia di complementari rosso5verde composta da un
primario, il rosso, e da un secondario ottenuto dagli altri due colori primari, il verde formato dal giallo e dal blu2. 0uando si
accostano i due colori complementari si ottiene il massimo effetto di contrasto possibile.
0omplementari giallo8viola.
0omplementari rosso8verde.
0omplementari (lu8arancio.
.
.
.
Colori primari
+l blu il colore del cielo sereno. *orse per questo motivo quasi universalmente al blu sono associate
sensazioni di tranquillit,, sicurezza, calma e serenit,. Si pensi alla canzone #"el blu dipinto di blu% o, pi!
prosaicamente, al colore dei moduli delle polizze assicurative. +l blu viene usato spesso, nellarte, come colore
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del vestito della Kergine 'aria, per simboleggiarne la serenit, e la purezza 1specie nelle #annunciazioni%2, sovente in
contrapposizione ad un altro indumento di colore rosso che allude alla passione del Cristo.
/eato )ngelico! )nnunciazione. Il mantello della 9ergine & (lu! colore che sim(oleggia la purezza e la serenit7! la veste invece &
di colore rosso! colore che allude alla futura passione di 0risto.
+l blu ovviamente molto presente nelle fotografie, specie quelle di paesaggio, in quanto il colore del cielo e del mare. 0uando il
blu dominante in unimmagine, gli stati danimo associati a questo colore, serenit, e tranquillit,, si trasmettono allosservatore
della fotografia.
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In questa foto il (lu! nelle sue diverse sfumature! & chiaramente il colore dominante! tanto da rendere l:immagine quasi
monocromatica. ;olti osservatori proveranno un senso di tranquillit7 e serenit7 osservando un:immagine come questa.
+l giallo
+l giallo il colore pi! luminoso. Esistono infinite sfumature di blu, dal chiaro allo scuro. 'a il giallo, non
appena diventa pi! scuro si trasforma in unaltra cosa/ un arancione, un giallo5verde. MandinsNO, profondo
conoscitore dei colori, ha scritto che #il giallo ha una tale tendenza al chiaro che non pu esservi un giallo molto scuro% 1Cfr. Pean
Chevalier ) -lain Jheerbrant, Dizionario dei simboli, 7izzoli, D??<, volume +, p. CAA2.
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In natura il giallo & piuttosto diffuso! ad esempio nei fiori o nel piumaggio degli uccelli.
+l giallo il colore della luce e, per estensione, nellarte, della divinit,. Si osservi lannunciazione del Qeato -ngelico/ sono gialle le
aureole della Kergine e dellangelo, cos& come le parole divine pronunciate a 'aria. + bambini scelgono il giallo per disegnare il sole.
$oro una tonalit, di giallo, e quindi questo colore viene associato alla ricchezza e alla sovranit,. +l giallo il colore di molti fiori e
del grano quando pronto per la mietitura, per questo motivo associato alla primavera e, per estensione, alla rinascita. E un
colore che suscita emozioni positive. Si dice che scelgano abiti ed accessori gialli le persone che hanno una forte personalit,, che
stanno bene con se stesse, estroverse, sicure di s3. +l giallo non passa inosservato, infatti , dopo il rosso, uno dei colori pi! scelti
per le auto e le moto sportive.
.er lo stesso motivo sono gialli molti segnali stradali che indicano la necessit, di prestare attenzione 1si pensi al semaforo2.
+n fotografia un particolare giallo, specie se associato a colori meno vivaci 1come il verde o il marrone2 attirer, lattenzione
dellocchio dellosservatore.
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Una ciciarella/ molti uccelli presentano una colorazione, almeno in parte, gialla.

+l rosso
Colore del fuoco e del sangue, il rosso rappresenta lamore, lenergia vitale, la sessualit,, la passione. "ella
tonalit, porpora, per via di una tradizione plurimillenaria, rappresenta il potere.
Sicuramente il rosso il colore che ha la forza psicologica pi! forte. -ttira immediatamente lattenzione. "on a caso i segnali
stradali di pericolo e di divieto hanno questo colore. +n una fotografia un particolare rosso, anche molto piccolo, cattura
immediatamente locchio dellosservatore. Un fattore da tenere sempre presente quando si include qualcosa di questo colore in
unimmagine.
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In una fotografia se & presente un particolare di colore rosso di solito questo tende a catturare l:occhio dell:osservatore.
Colori secondari

+l verde
+l verde il colore della vegetazione e quindi uno dei colori pi! diffusi nella fotografia di paesaggio. .roprio
perch3 onnipresente in natura, ne diventato il simbolo. "ei climi temperati il verde associato allo sciogliersi
della neve e al ritorno della primavera, nei climi mediterranei alla natura rigogliosa e alle stagioni piovose, nei paesi aridi alle oasi e
alla presenza di acqua/ sempre quindi ad un principio vitale e ad un momento di esplosione di vita. .er tale motivo forse il verde
universalmente il colore dellarmonia, della vita che scorre senza intoppi, della tranquillit, e della sicurezza, anche economica 1si
pensi al denaro2, del #via libera% 1come nel caso del semaforo semaforo2.
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-na foto quasi monocromatica sul verde.
.er tale motivo nella fotografia, specie quella di paesaggio, il verde trasmette sensazioni di quiete e pace, anche se in genere
conviene spezzare il verde includendo nellimmagine particolari di altri colori ) magari vivaci ) oppure giocando con grafismi e
variazioni di tonalit,, al fine di evitare una eccessiva monotonia. Spesso i fotografi assegnano al verde il solo ruolo di #sfondo%
rispetto al vero soggetto della foto, come nella foto della cinciarella in alto. +l verde infatti un colore ideale per fare da sfondo, in
quanto considerato quasi da tutti come gradevole e poco invasivo.
Il verde spesso domina nei paesaggi! ma & meglio interromperne la monotonia giocando con grafismi e accostandogli altri colori:
in questa foto al verde in primo piano si contrappone il marrone *colore poco invasivo nello sfondo e il grafismo delle curve
ondulate del terreno.
Qisogna considerare per che la percezione del verde varia non poco a seconda della tonalit,. Un verde brillante evoca sensazioni
positive, mentre un verde pallido viene associato alla malattia, alla decomposizione e alla morte.

$arancione
$arancione composto dal giallo e dal rosso e si presenta con una vasta gamma di tonalit, intermedie tra i
due primari che lo compongono.
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La tonalit7 arancione di una foto scattata al tramonto.
'eno vivace del rosso, comunque un colore che non passa inosservato/ si pensi allabito dei monaci buddisti.
Di solito larancione trasmette sensazioni positive ed associato allenergia, alla gioia e allallegria. Colore intermedio sotto tutti gli
aspetti, per esso valgono molte delle considerazioni fatte per il giallo e il rosso, dei quali figlio. +n natura il colore di alcuni fiori e
frutti, del piumaggio, del becco e delle zampe di diversi uccelli, e di molti tipi di foglie in autunno. Spesso quindi, nella fotografia di
un bosco autunnale, larancione viene percepito come colore dominante.
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L:arancione! nella fotografia di paesaggio! & il colore principe dell:autunno.
*otograficamente parlando larancione, a meno che non si faccia una macro ad un fiore o ad una foglia autunnale, difficilmente sar,
il colore principale di una fotografia, ma va ricordato che un colore piuttosto forte/ pur non essendo incisivo come il rosso, un
particolare arancione tende sempre catturare lattenzione dellosservatore.
L:arancione tende a catturare l:attenzione dell:osservatore! come nel caso del pettirosso di questa foto.

+l viola
+l viola un colore poco diffuso in natura, se si eccettuano alcuni fiori e la colorazione assunta per pochi minuti
dal crepuscolo.
Composto in egual proporzione di rosso e di azzurro% il viola il colore della temperanza, #di lucidit, e di azione riflessa, di
equilibrio tra terra e cielo, i sensi e lo spirito, la passione e lintelligenza, lamore e la saggezza% .1Pean Chevalier ) -lain
Jheerbrant, Dizionario dei simboli, 7izzoli, D??<, volume ++, p. H=?2. "ella simbologia al viola sono associate la solennit,, la mistica,
la modestia, la timidezza, il crepuscolo, la morte intesa come passaggio ad altra vita.
+n genere il viola considerato un colore piacevole e riposante. Qisogna per tener conto del fatto che, se nelle tonalit, pi! brillanti
associato allallegria, nelle tonalit, pi! scure, con una forte presenza di blu, pu essere percepito da alcuni come un colore molto
triste, inquietante e deprimente. Si pensi alluso del viola che fa Edvard 'unch nel celebre #Sera sul viale Marl Pohan%, per non
parlare de #$urlo%.
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Edvard ;unch! Sera sulla via <arl =ohann. La passeggiata al crepuscolo! tipica a(itudine (orghese! viene trasformata in una
processione di fantasmi. I volti assomigliano a teschi giallognoli. L:orrore della scena! il senso di alienazione della figura solitaria!
identificata con il pittore stesso! vengono accentuati dallo sfondo viola. >a notare il contrasto tra le finestre! illuminate in giallo e il
viola dell:atmosfera. 9iola e giallo sono due colori complementari.
+n fotografia il viola raramente il colore predominante di unimmagine, a meno che ovviamente non si fotografino dei fiori di questo
colore, oppure non si scatti al crepuscolo.
Nella fotografia di paesaggio il colore viola diventa protagonista per alcuni minuti al crepuscolo.
Colori caldi e colori freddi
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+ colori sono inoltre suddivisi, in base alle sensazioni che trasmettono, in caldi e freddi. Sono considerati colori caldi il rosso, il giallo
e larancione. Sono considerati colori freddi il blu, il verde e il violetto.
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