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Rete di Imprese

“LYKION”

Programma istitutivo
della filiera multiregionale del

(Italian Goji)

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RETE DI IMPRESE “LYKION”

Programma istitutivo della filiera multiregionale del


Goji italiano (Italian Goji)

INDICE

1. Red is good

2. Il mercato dei superfrutti e delle “Goji berries” (bacche di Goji)

3.1 Caratteristiche essenziali del Goji e della sua coltivazione

3.2 Gli investimenti per 1 ettaro di “GOji italiano”.

4. Sintesi del rapporto costi/benefici nella produzione di Goji

5. Il prodotto trasformato: più valore al Goji

6. Il marketing per il “Goji italiano”: comunicare l’innovazione

7. L’innovazione di prodotto

8. La Rete di Imprese ed la filiera multiregionale del “Goji italiano”

- ALLEGATI

A. IL GOJI – Scheda descrittiva del Lycium barbarum (a cura di Fabio Pantusa)


integrata

B. LA RETE DI IMPRESE - Scheda tecnica (per gentile concessione di “Solving srl –


Consulenze Aziendali integrate” – Milano)

C. BIBLIOGRAFIA SCIENTIFICA E DIVULGATIVA UTILE

D. CREDITS

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Documento riservato – Versione 2.3 – Released by IMPRONTA RURALE SRL
SETTEMBRE 2015
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1. Red is good

Il mercato delle produzioni agricole ed agroalimentari con valenza

funzionale e nutrizionale è in forte crescita. Il trend dei consumi di prodotti

nutraceutici (in particolare con funzione antiossidante) utili al benessere

umano, risulta essere in crescita costante per i prossimi 10 anni in Italia, in

Europa, in America (soprattutto Canada ed USA). In una fase dei consumi

alimentari particolare e delle politiche mondiali e comunitari legate al cibo

(lotta all’obesità, lotta alla fame, equa distribuzione del cibo, alimentazione

sana per una migliore qualità della vita) spicca il concetto della dieta a base

dei “5 colori del benessere”.

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Tra questi emerge il “red” in termini di appeal (si ricerca e si consuma tutto

ciò che è “rosso”) in quanto viene considerato di primaria importanza

salutistica; ciò viene sostenuto sia da studi scientifici e clinici sia dai

consumatori sempre più attenti all’alimentazione quale strumento di

benessere. Il mercato inglese, nordamericano e nordeuropeo in particolare,

oltre ad apprezzare tutto quanto sia BIO e “true made in Italy” si orienta

verso i superfrutti ed i frutti rossi in particolare.

A tali prodotti si aggiungono gli oli essenziali e gli estratti di ulteriori piante

erbacee ed arboree con funzioni medicamentose oltre che alimentari. Nello

specifico si fa riferimento alle piante officinali (aromatiche da condimento) già

definite in letteratura “piante da alto reddito”.

In seguito ad analisi di mercato e studi di settore (anche supportati dalla

pressante richiesta da parte della GDO, reale indicatore del trend dei

consumi), si vuole puntare alla coltivazione intensiva di GOJI (Lycium

barbarum) su vaste superfici in Italia (Centro e Sud) ed all’ottenimento e

trasformazione delle bacche (Goji berries) in quanto ritenute produzioni


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agricole ed agroalimentari ad altissimo reddito poiché ad elevato valore

nutraceutico riconosciuto. L’italianità della gamma di prodotti proposta

dalla Rete di Imprese “Lykion”, dal campo al packaging, costituisce

indubbiamente l’ulteriore valore aggiunto, in quanto garanzia di sicurezza

alimentare, di origine e di qualità.

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FOCUS_ Il Goji, pianta della longevità e della salute, bacca della felicità e dell’amore

Le bacche di Goji sono ricche di antiossidanti (in assoluto la pianta più ricca al mondo) e di
principi nutritivi importanti. Lo stesso dicasi di foglie, stelo, radici. In particolare le bacche
di Goji sono ricche di aminoacidi (ben 19 compreso quelli essenziali), vitamine (B1, B, 2,
B3, B, 5, C), minerali (calcio, magnesio, potassio, fosforo), oligoelementi (ferro, zinco,
selenio e tanti altri), carotenoidi (alfa carotene, beta carotene, zeaxantina, luteina),
polifenoli (con grande funzione antiossidante), acidi grassi essenziali, varie sostanze
bioattive. Tra gli zuccheri vi si trovano alcuni polisaccaridi scoperti dal 1994 in poi,
denominati Polisaccaridi del Lycium Barbarum (LBP) che potenziano il sistema
immunitario, neutralizzano i radicali liberi e sono efficaci nella lotta contro i tumori. La
tabella ORAC (Oxigen Radical Adsorbance Capacity) ci dimostra come il Goji abbia la
maggiore capacità di assorbimento ed ossigenazione dei radicali liberi, ovvero il maggiore
potere antiossidante tra molti alimenti e frutti rossi.

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CAPACITA’ ANTIOSSIDANTE di alcuni frutti ed ortaggi
(Tabella ORAC: unità per 100 g di prodotto)
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LE PROPRIETA’ BENENFICHE DEL GOJI


GRAZIE AI SUOI CONTENUTI:
effetto anti-age, capacità antiossidante,
migliora le difese immunitarie e riduce
le allergie, combatte il cancro, aiuta la
crescita, fa bene al cuore, aiuta l’intestino
protegge il fegato, difende l’occhio e mig-
liora la vista, mantiene la pelle giovane,
riduce le infiammazioni, combatte l’anemia,
stabilizza l’indice glicemico, riduce l’appetito,
ritarda la fatica e dà la carica, incrementa
la rigenerazione muscolare, favorisce la
libido e la fertilità, antidepressivo naturale,
stimola il benessere e l’ottimismo

CONTENUTO di elementi e principi nutritivi: confronto tra Goji, frutti ed ortaggi vari

La tabella

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.2. Il mercato dei superfrutti e delle “Goji berries” (bacche di
Goji)

I superfrutti ed i frutti rossi in particolare, stanno diventando prodotto

di largo consumo, essendo fuoriusciti dalla categoria “prodotti di nicchia”.

Il melograno, il ribes, il cranberry (mirtillo rosso americano), i mirtilli, il

mirto rosso, il Goji e più semplicemente gli agrumi a polpa rossa,

nell’immaginario collettivo sono classificati come quei “prodotti buoni

che aiutano la salute tramite l’alimentazione” e diventano

componenti di succhi, barrette energetiche, snack vari, prodotti

disidratati, ecc. Il Goji in particolare si è affermato da alcuni anni sul

mercato come prodotto essiccato (bacche di Goji) e come succo di Goji

proveniente direttamente ed esclusivamente dalla Cina e generalmente

certificato BIO (ma “da agricoltura non UE”).

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L’incremento del consumo di tale prodotto deriva da crescenti azioni

spontanee di marketing (consumo da parte di opinion leader e

personalità del mondo dello spettacolo e dello sport, descrizioni e

promozione su portali web tematici) e inizia dopo il 2012, anno in cui il

Ministero della Salute ha inserito il L. barbarum nell’elenco degli

estratti vegetali impiegabili come integratori antiossidanti (Allegato 1

aggiornato al 16/01/2013). Si ritiene invece che il medesimo prodotto, se di

origine italiana certificata e a marchio BIO “reale” ed a marchio

Vegan, supportato da azioni di marketing importanti, possa avere un

appeal maggiore sui consumatori ed inserirsi in maniera preponderante

sul mercato (GDO, DO, punti vendita bio e selezionati, e-commerce)

sottoforma di prodotto fresco (bacche), prodotto essiccato (bacche

disidratate), succhi (in purezza o in mix), essenze ed estratti anche di altre

parti della pianta (foglie, stelo, radici), alimentazione energetica e

funzionale (snack, barrette, ecc.).

Attualmente la vendita di tali prodotti di origine esclusivamente cinese e

con marchi commerciali italiani, avviene sul web, nei negozi specializzati e

da poco anche nella GDO.

- I prezzi di vendita del prodotto “Bacche di Goji” essiccato in confezioni

da 80 gr, 100 gr, 150 gr oggi oscillano dai 20 euro agli 80 euro al kg a

seconda della qualità del prodotto stesso e del packaging proposto. Una

qualità di per se discutibile vista l’origine attuale (per la quale spesso

vengono miscelate le bacche essiccate di Lycium barbarum con quelle

meno pregiate di Lycium chinense) ed effettuata da pochissimi importatori


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che rivendono in big box a ditte commerciali che riconfezionano il

prodotto essiccato in bustine trasparenti o scure, sigillano ed etichettano

a marchio proprio.

- Il succo di Goji oggi ha un prezzo che oscilla da 20 a 60 euro/litro (se

certificato BIO) a seconda della qualità ovvero della sua purezza.

- Non esiste oggi un parametro di riferimento per la vendita di prodotto

fresco, se non parziale, rispetto ad alcune sperimentazioni della GDO

effettuate recentemente in microaree. Il prezzo è stimabile intorno a 30-

40 euro/kg che diventano anche 50-60 euro/Kg se il prodotto è certificato

BIO o Vegan e soprattutto MADE IN ITALY.

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FOCUS_ Bacche di Goji e derivati: prezzi interessanti, ancora di più se “Italian Goji”

Le bacche di Goji e i loro derivati presentano prezzi di mercato molto variabili a seconda
dell’origine e della loro qualità e certificazione. Il marchio italiano ne incrementerebbe il
valore ulteriormente.

-Bacche essiccate: da 20,00 euro/Kg a 80,00 euro/kg (in conf. da 50 g, 100 g, 150 g, 250 g)

-Succo di Goji (e simili): da 20,00 euro/L a 80,00 euro/L (in conf. da 350 ml, 400 ml, 500 ml)

-Bacche fresche: da 30,00 euro/Kg a 80,00 euro/kg (in conf. da 50 g, 100 g, 250 g)

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3.1 Caratteristiche essenziali del Goji e della sua coltivazione

Il Lycium barbarum, è una pianta arbustiva, a foglia caduca, appartenente

alla famiglia delle solanacee (stessa famiglia di pomodoro e patata) ed ha

un accrescimento molto rapido, proporzionale alle ore di insolazione

annuali. Resiste alle basse temperature (essendo di origine tibetana) ma

non tollera i ristagni idrici nel terreno. Si adatta ad ogni clima e ad ogni

altitudine, ma, per una ottimale produzione, richiede climi temperati-

caldi, terreni soleggiati con esposizione Nord-Sud (analogamente a

quanto necessario per il vigneto) e sciolti, tendenzialmente sabbiosi o

leggermente argillosi (a causa dell’intollerabilità ai ristagni idrici),

disponibilità di acqua. La baulatura sul filare può essere utile in caso di

mancanza di optimum delle caratteristiche del terreno.

La pianta di Lycium barbarum può essere coltivata ad alberello (con

legatura a sostegno ligneo: paletto, canna, cannetta di bambù) ma è

meglio prevedere un impianto a spalliera simile al vigneto, munito di

impianto irriguo a goccia (ala gocciolante o gocciolatori), meglio ancora se

supportato anche dalla possibilità di effettuare la fertirrigazione.

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Tale impianto è ottimale per consentire una raccolta più razionale e

veloce, considerando sia che la maturazione delle bacche avviene in

continuo da luglio-agosto fino a settembre-ottobre sia l’habitus

disordinato dell’apparato fogliare per come si svilupperebbe

naturalmente (o con allevamento ad alberello).

La pianta produce sin dal primo anno dopo l’impianto e può trasformarsi

negli anni in un albero molto longevo. Si suggerisce comunque un sesto

di impianto di 1m x 2,5 m con una conseguente densità di impianto pari a

4.000 piante/ha.

In realtà si è osservato che piante messe a dimora ad aprile già hanno dato le

prime bacche a giugno dello stesso anno, così come quelle piantate a giugno

iniziano ad essere produttive già a settembre: dopo soli 3 mesi dall’impianto !

3.2 Gli investimenti per un ettaro di “Goji Italiano”


Successivamente, verrà definito l’indicatore di redditività aziendale

(Margine operativo Lordo – MOL) relativamente ai ricavi ottenibili dalla

coltivazione Goji di ogni singola azienda all’interno della Rete di Imprese

“LYKION”.

Occorre pertanto definire le tipologie di impianto e gli investimenti

necessari, come indicato di seguito. E’ bene evidenziare che la Rete di

Imprese “LYKION” garantisce l’assistenza tecnica in campo e lungo al

filiera e la formazione specifica dei propri agricoltori associati.

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- Costi di impianto
Si stima un costo ad ettaro di ca. 30.000 euro, se il terreno non necessita di
lavorazioni particolari ed escluso scavo del pozzo. Le voci di costo sono le seguenti:
- n. 4.000 piante (sesto di impianto 2,5 m x 1 m) per un totale di 24.000 euro (6,00
euro/piantina certificata)
- Impianto a spalliera (tipo “vigneto”) con ala gocciolante al primo filo: ca. 6.000 –
8.000 euro (con pali in legno). I costi variano se si utilizzano pali in cemento o in
metallo e se l’ala gocciolante viene collocata al di sotto della pacciamatura con
realizzazione contestuale di baulatura (ca. 800,00 euro/ettaro).

- Fasi di impianto
La piantumazione di 4.000 piante /ettaro certificate con sesto di impianto di 2,5 m
x 1 m, andrebbe anticipata dalla realizzazione dell’impianto a spalliera. Anche se
qualcuno preferisce operare al contrario per permettere alle piante di “assestarsi”:
significa che bisognerà prestare molta più attenzione nella costruzione
dell’impianto con le piante già poste a dimora
Di fatto, in merito al terreno disponibile, occorre:
- presenza di acqua (pozzo)
- terreno libero e senza ombreggiature, possibilmente con esposizione nord-sud,
non argilloso (la pianta soffre i ristagni idrici) meglio tendenzialmente sabbioso;
- la preparazione del terreno va effettuata con una erpicatura media o un
ripperaggio (tramite ripper anzicchè erpice) e, se possibile, si consiglia anche una
baulatura (costituzione del “baule” lungo il filare): oggi si usa per ogni tipo di
coltivazione. Ma non è obbligatorio.
- L’impianto a spalliera va realizzato come per il vigneto: pali di testata e pali
intermedi (ogni 8-10 metri), tre fili in acciaio zincato (il più alto a 1,80 m – 2m
almeno), ala gocciolante (basta un tubo autocompensante da 16 con gocciolatoi)
fissata al primo filo basso, connessa all’impianto di irrigazione.
- Le piantine, poste alle distanze suddette, vanno fissate a cannucce solide (di
bambù o “spontanee” di almeno 2 m, da interrare per almeno 20 cm) tramite
legatura (meglio se con piccola “legatrice automatica”). Alcune aziende
preferiscono non utilizzare la cannuccia ed utilizzare il classico “filo” di sostegno
come si fa con i pomodori (Non dimentichiamo che il Lycium barbarum è
anch’essa una Solanaceaa)

- Fasi colturali, potatura, raccolta.


La fase di impianto deve essere seguita da concimazione o fertirrigazione organica:
la produzione infatti deve essere BIOLOGICA. La pianta è molto rustica e resistente
(al caldo, al freddo, agli stress idrici) e non richiede interventi e cure particolari. Se
piantata da aprile a settembre-ottobre, in pochi mesi, nei climi del sud Italia
raggiunge i 2 m di altezza. Dopo un anno raggiunge i 3 m di altezza. Per cui la
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legatura lungo la spalliera dell’impianto e la potatura (compreso la cimatura) devono
essere orientate ad ottenere le gemme a fiore (e quindi a frutto) in posizione utile
per la raccolta manuale dei grappoli che maturano in maniera scalare: sullo stesso
rametto si trovano fiori, frutti in allegagione e frutti (bacche) maturi. La raccolta può
avvenire pertanto anche ogni 2-3 giorni.
Non si conoscono ad oggi patologie specifiche della pianta. Si riscontra la presenza
di formiche in quanto attirate dalla vegetazione e dal frutto, di larvette di nottue e di
qualche crittogama sulle foglie nelle coltivazioni in serra. Il tutto molto al di sotto
della soglia di intervento.

Fotogallery e di alcuni impianti della filiera del Goji Italiano:

Impianto con pali in cemento, baulatura, fertirrigazione e sostegno pianta col filo (Maropati - RC)

Impianto con pali in cemento, fertirrigazione, senza baulatura, sostegno pianta con canna
provvisoria e filo verticale (Melicucco – RC)

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Impianto con baulatura, pacciamatura e fertirrigazione, sostegno pianta in canna (sesto 2,80 x
0,80). Piante messa a dimora a giugno 2015 con fiore e gemma dopo due mesi: produttive già a
settembre 2015 (Taurianova – RC)

Impianto in serra fotovoltaica di un anno di età (Taurianova – RC)

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FOCUS_ Le Bacche di Goji diffuse nell’antichità anche nella Magna Grecia.

L’utilizzo del Goji sembra essere


stato diffuso nell’antichità non solo
in Cina ed in Asia, nel Caucaso, nel
nord Africa, ma anche in Europa e
nell’antica Grecia. Piante simili o
diverse varietà o specie dello
stesso genere (Lycium spp)
sembrano essere diffuse un pò
ovunque nell’area del
Mediterraneo, forse perché ritenute
da sempre utili nella farmacopea
tradizionale e rurale. In Sicilia è
diffusa la “Spina santa di
barberia”, a Villapiana (CS) sembra
essere stata ritrovata qualche
pianta “spontanea” del genere
Lycium. Certo, è difficile oggi
dimostrare con certezza quanto
asserito, soprattutto a causa di
sinonimie tra piante, di similitudini tra specie vegetali e loro diversa classificazione nei
secoli, di omonimie tra parti di piante e “prodotti medicamentosi”. Alcuni scritti e scoperte
archeologiche possono però supportarci in tale ricerca. Il medico greco Dioscoride
Pedanio (I sec. d.C.) nel suo “De materia medica” parla di Lykion (“pianta di Licia”, regione
meridionale della Turchia). Nell’antica Roma scrive del Lycium e delle sue proprietà
benefiche ed antinfiammatorie sia Aulo Cornelio Celso (I sec. d.C) nel suo trattato “De
Medicina”, sia Plinio il Vecchio (I sec. d.C.) in “Naturalis historia” che a volte lo assimila ad
altre piante officinali o a loro estratti o “succhi” identificati e descritti anche come
componente di colliri o come collirio stesso. Anche Galeno di Pergamo (I sec. d.C) e il noto
Paracelso (XV sec.) parlano del Lycium abbondantemente in termini di effetti benefici e
medicamentosi. Molto interessante la similitudine tra il Lycium o Lykion inteso come pianta
e come bacca tra le cui proprietà vi è anche quella di migliorare la vista e rigenerare gli
occhi ed il “lykion” di Pompei, il contenitore del IV-II sec. a.C. (olletta tronco-conica in
ceramica a vernice nera) con il nome “lykion” scritto in greco (accompagnato da un inedito
ed interessante monogramma) che ne indica il contenuto: “Collirio licio” o semplicemente
“licio”, inteso quale collirio per antonomasia (Giulio Vallarino – “Un inedito contenitore di
LYKION da Pompei” – Archeologia Classica Vol. LIV – n.s 4 -2003”). Una ulteriore
testimonianza della diffusione del commercio anche di prodotti medicamentosi in tutta la
Magna Grecia. Goji compreso.
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4. Sintesi del rapporto costi/benefici nella produzione di Goji

L’impianto razionale a spalliera di 1 ha di Goji (Lycium barbarum) con una

densità di n. 4.000 piante/ettaro e le cure colturali per il primo anno,

presenta un costo medio di 30.000,00 euro (con un massimo di 35.000,00

euro, se il terreno da impiantare necessità di particolari lavori di

preparazione, ad es. livellamento, dicioccamenti o altro). I costi di

gestione successivi ammontano a ca. 7.000 euro/anno. La produzione di

bacche per il primo anno è stimabile in ca. 2t/ha. Già al secondo anno la

produzione può arrivare a ca. 5 t/ha e al terzo anno a ca. 12 t/ha. Il costo

della raccolta è stimabile intorno a 2,5 euro/kg per impianti a spalliera e

fino a 6-7 euro/kg per impianti ad alberello. Il costo relativo a consumi

energetici vari, al personale impiegato e alla voce “imprevisti” è stimabile

intorno ad 0,5 euro/kg. Pertanto si stima un costo di produzione medio di

3-5 euro/Kg per l’agricoltore. Mentre le voci di costo del packaging e dei

trasporti, del marketing e di quanto necessario alla filiera a carico della

Rete di Imprese LYKION, sono stimabili intorno a 2 euro/kg. Si vuole

considerare in questo caso che la RETE DI IMPRESE “LYKION” diventa

soggetto che rileva tutto il prodotto degli associati e lo destina quale

intermediario commerciale alla commercializzazione. Pertanto

considerando un prezzo acquisizione minimo del prodotto fresco da parte

della Rete di imprese “LYKION” pari a 20 euro/kg si stima, a prezzi medi

costanti, un Ricavo minimo di 20 euro/kg pari a 40.000 euro/ha al primo

anno, pari a 100.000 euro/ha al secondo anno, pari a 240.000 euro/ha

al terzo anno e seguenti (a costi e prezzi costanti). Il guadagno per

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l’agricoltore è pertanto assimilabile ad un minimo di ca. 30.000 euro/ha al

primo anno, 75.000 euro/ha al secondo anno, 180.000 euro/ha al terzo

anno.

Si stima un prezzo di vendita finale al pubblico di prodotto fresco (con

certificazioni BIO, VEGAN e con la certificazione del Made in Italy) che può

oscillare tra i 40 e i 50 euro/Kg e la produzione di prodotto essiccato con

le medesime certificazioni con un prezzo di vendita che può arrivare e

superare i 50 euro/Kg. Ciò grazie al fatto che si tratta di prodotto MADE IN

ITALY, il quale presenta certamente un valore maggiore. Nella composizione

del costo di vendita occorre considerare la componente di guadagno del

venditore finale (GDO, GD, ecc.). In ogni caso, l’investimento iniziale

viene ad essere ripagato già al primo anno di produzione e solo in caso

di particolari situazioni agropedologiche e/o climatiche avverse, il break

even point arriva al secondo anno. Occorre inoltre considerare, per la

parte positiva del bilancio, per quanto riguarda la componente agricola:

- i contributi PAC relativi alla coltivazione in regime di Biologico e

al “greening”.

Occorre inoltre considerare, per la componente agricola e per la

componente agroindustriale:

- i contributi agli investimenti da effettuare successivamente (50%

a fondo perduto della spesa ammissibile) che possono scaturire dai

bandi PSR regionali (Piano di Sviluppo Rurale) o dai bandi di Invitalia.

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- i contributi agli investimenti ottenibili dai “Piani Operativi” (50% a

fondo perduto della spesa ammissibile) che si potranno richiedere

tramite OP ortofrutticole esistenti (Organizzazioni di Produttori) o

tramite l’apposita OP da costituire ad hoc dopo il primo anno di

produzione, a partire dagli associati alla Rete di Imprese “Lykion”.

- i contributi agli investimenti ottenibili a valere su progetti di

ricerca nazionali ed europei o di cooperazione internazionale, di

sperimentazione o di innovazione tecnologica (di processo, di

prodotto), di valorizzazione dei sottoprodotti, come ad esempio

“Horizon 2020” ed altri.

- I prestiti a tasso agevolato ottenibili da banche e finanziarie del

settore.

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FOCUS_ La coltivazione del Goji: coltura da altissimo reddito

Le bacche di Goji fresche o essiccate determinano


un reddito aziendale elevato scaturente dalla
coltivazione del Lycium barbarum in Italia.
Considerando il “modulo da 1 ettaro” (con un costo
che va da 28.000 euro a 35.000 euro circa) è
possibile stimare un ricavo lordo per l’agricoltore
che parte da un minimo di 40.000,00 euro al primo
anno fino a superare i 200.000 euro al terzo anno.
Ciò significa che una singola pianta di Lycium ha
una produzione di massima annua dal valore di
ca. 70 euro al terzo anno equivalente a ca. 20
euro/kg di prodotto ! Volendo considerare per confronto un ettaro di Kiwi che determina
un fatturato massimo di 28.000-30.000 euro/anno per ettaro, si deve tenere in conto che il
costo di impianto di 1 ettaro di kiweto varia tra 28.000 e 35.000 euro e che l’entrata in
produzione comincia dopo 3-4 anni. Il ricavo dell’agricoltore varia da 0,50 a 0,80 euro/kg
di prodotto.
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5. Il prodotto trasformato: più valore al Goji

Vengono considerate in questa sede solo gli aspetti generali relativi alle

ipotesi di lavorazione e trasformazione possibile delle bacche di Goji e

della pianta in generale e sulle quali la proponente Rete di Imprese

“LYKION” sta redigendo apposita progettualità.

Il progetto di massima prevede l’acquisto di macchine ed attrezzature da

parte della RdI “LYKION” (o da parte di impresa ad essa aderente), atte

alla produzione/lavorazione/trasformazione di:

- succo (e/o estratto con polpa) di bacca di Goji in purezza o in blend

con: succo di melograno, succo di cranberry, succo di mirto rosso o

di lampone o gelso;

- germogli di Lycium barbarum;

- prodotti ed estratti da bucce, da foglie, da germogli;

- prodotti e sottoprodotti (additivi alimentari, principi attivi per la

farmaceutica, prodotti per la nutrizione ed energetici) derivanti dalle

bucce di bacche di Goji impiegate per il succo.

- bacche di Goji essiccate (in purezza o in mix con altri frutti rossi

disidratati) in packaging innovativi e ad alto valore (servizio)

tecnologico.

- bacche di Goji al cioccolato

L’insieme delle attrezzature necessarie, da collocare in apposito sito


produttivo ha un costo di ca. 600.000 euro.
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Non vengono descritte in questa sede le caratteristiche specifiche del progetto
e le analisi dei rapporti costi/benefici, nonché i ROI e ROE specifici. Dal
business plan specifico, si è stimato un break even point già al secondo anno
dall’entrata in funzione degli impianti.

Occorre inoltre considerare, per tale componente industriale o

agroindustriale:

- i contributi agli investimenti da effettuare successivamente (50%

a fondo perduto della spesa ammissibile) che possono scaturire dai

bandi PSR regionali (Piano di Sviluppo Rurale) o di Invitalia.

- i contributi agli investimenti ottenibili dai “Piani Operativi” (50% a

fondo perduto della spesa ammissibile) che si potranno richiedere

tramite OP ortofrutticole esistenti (Organizzazioni di Produttori) o

tramite l’apposita OP da costituire ad hoc dopo il primo anno di

produzione, a partire dagli associati alla Rete di Imprese “Lykion”.

- i contributi agli investimenti ottenibili a valere su progetti di

ricerca nazionali ed europei o di cooperazione internazionale, di

sperimentazione o di innovazione tecnologica (di processo, di

prodotto), di valorizzazione dei sottoprodotti, come ad esempio

“Horizon 2020” ed altri.

6. Il marketing per il “Goji italiano”: comunicare l’innovazione

L’idea del “Goji italiano” e della “Filiera multiregionale del Goji italiano”

sono alla base dei claim, delle azioni promozionali e delle iniziative di
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marketing in programma. L’attività promozionale da effettuare anche

tramite social network ed App specifiche è fondamentale, anche in

virtù del concetto di “valore nutraceutico” della “pianta della longevità”

da divulgare opportunamente. Numerose sono le iniziative

programmate e pianificabili, volte a promuovere il “benessere

rosso” del Goji e riguardanti la cucina, lo sport, la cultura, l’arte, lo

studio e la ricerca universitaria, sponsorizzazioni varie, produzione di

gadget e merchandising, partecipazione a fiere e ad eventi: “Italian Goji

Cooking show”, “Italian Goji Road Show”, “Italian Goji Red Runner”, “Goji

University contest” e così via. Sono previste anche azioni in favore di

progetti benefici (“charity”) a favore dei bambini (in partnerhip

programmata con UNICEF e Kiwanis International).

La novità assoluta del “sistema Goji italiano” attirerà certamente i

media in genere e le testate giornalistiche sia specializzate che

generaliste, le quali vorranno occuparsi istituzionalmente del “caso del

Goji italiano”. Ciò si rivela in un grande supporto all’attività di

promozione prevista.

Tali attività di comunicazione e promozione si integrano e vanno di

pari passo con la creazione di nuovi prodotti e con il packaging

innovativo previsto.

Il concept di base per al comunicazione ed il marketing si fonda sui

seguenti elementi di riferimento inerenti il Goji ed i suoi derivati:

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- prodotto salutistico di antica tradizione orientale (“la pianta della

longevità” o “della giovinezza”) che diventa italiano (oltre che BIO e

Vegano);

- il prodotto con maggiore quantità di antiossidanti al mondo ora è

anche un prodotto tutto italiano: diventa cioè una “eccellenza italiana”;

- il primo “Goji italiano” dal campo alla tavola, è sinonimo di qualità e di

garanzia in termini di sicurezza alimentare;

- il “made in Italy” si concretizza nazionalizzando un prodotto di origini

asiatiche;

- l’italianità è anche nei colori del prodotto: il “red” della bacca, il

“green” di stelo e foglie;

- un prodotto utile al benessere non si importa ma si coltiva in Italia (e

si esporta);

- la creatività Italiana nel campo del food (e del superfood) si sostanzia

con l’ottenimento di prodotti innovativi e nutraceutici;

- funzione sociale: si offre benessere con un prodotto sicuro, dalla

rintracciabilità certificata e “made in Italy” (ad es. certificazione con il

“marchio unico Nazionale IT”;

- funzione ambientale e socioeconomica: tutti i prodotti connessi alla

filiera del Goji italiano sono eco-friendly, provengono da colture

biologiche, vengono ottenuti in maniera ecosostenibile, aiutano i

territori con aree coltivabili marginali a crescere economicamente,


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sostengono la ruralità e la salvaguardia e tutela del paesaggio agricolo,

consentono anche l’inclusione di aziende piccole e familiari nella filiera

multiregionale del Goji.

Da tutto ciò derivano alcuni slogan promozionali identificabili anche

con eventuali brand di riconoscimento, garanzia e valorizzazione:

“Goji italiano”, “The italian Goji” , “Gojitaly”, “Goji ergo sum”, ecc.

7. L’innovazione di prodotto

L’innovazione di prodotto e di processo è dunque evidente, sia dal punto

di vista della produzione primaria sia per quanto concerne la produzione

di lavorati/trasformati. Ciò è valido sia nei contenuti (prodotto) che nella

forma (packaging) che a loro volta costituiscono essi stessi elementi di

marketing: il web ma anche le etichette e il materiale esplicativo

presente nelle confezioni, ribadiscono le peculiarità del prodotto

suggerendo, nello stesso tempo, varie forme e modalità di utilizzo

alimentare, culinario, salutistico, ecc.

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Pertanto si prevede l’ottenimento della seguente gamma di prodotti

commercializzabili secondo i canali e i prezzi di vendita

precedentemente elencati:

- il prodotto fresco, inteso quale insieme di bacche rosse con picciolo

con peso definito, è confezionabile tal quale in PET alimentare

trasparente con etichetta e/o fondo confezione personalizzati e

“parlanti”: descrizione accattivante, rinvio a siti e App, presenza di

QRcode.

- il prodotto fresco è confezionabile in PET trasparente (con forma

allungata) in cui riporre il rametto di bacche Goji munito di foglie e

stelo. Anche il “verde” oltre al “rosso” è utilizzabile: insalata, foglie

essiccate per infusi, ecc. Grande importanza ancora una volta va

data alla corretta comunicazione ed alla presenza di etichettatura

chiara e descrittiva oltre che innovativa (App, QR code, ecc.).

- il prodotto fresco può essere associato anche ad altri prodotti “red” di

richiamo e/o confezionato in atmosfera controllata naturalmente

con la semplice aggiunta, ad esempio, di “goccia di essenza di

bergamotto DOP”: doppio effetto nutraceutico per un interessante

risultato di innovazione di prodotto - processo e di marketing.

- il prodotto fresco può essere utilizzato per la produzione della

confettura di Goji, del gelato al Goji e della granita di Goji, dello

Smoothie e del Frullato di Goji, di cocktail ed infusi alcolici a base di

bacche di Goji, prodotti unici nel loro genere.


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- il prodotto essiccato può essere commercializzato in packaging

diversi dal solito e più funzionali: confezioni-dispenser in metallo o in

plastica, con funzione descrittiva ma anche con presenza di

immagini accattivanti o derivanti da opere d’arte. Confezioni utili ed

allo stesso tempo collezionabili o trasformabili in “gadget-magnete”

o addirittura personalizzabili dall’acquirente via web.

- Il prodotto essiccato può essere guarnito di cioccolata fondente (Goji al

cioccolato) oppure esso può farcire cioccolato italiano tipico o

europeo (barrette di cioccolato, snack, ecc.) o altri prodotti da forno

e da pasticceria (panettone, brioches, cornetti, ecc.).

- Il prodotto essiccato e/o la buccia derivante dal succo, possono

diventare componenti di snack e di barrette energetiche.

- Il succo puro di Goji può essere imbottigliato in purezza o con altri

succhi di frutta rossa, con l’ottenimento di un prodotto unico e dal

grande mercato disponibile. E’ in fase di studio “Red Trinity”: mix di

succo di Goji, melograno, mirto rosso (o equivalente: gelso,

lampone, ecc.). Analoga sperimentazione può avvenire nel ricco

comparto degli Energy drink. In ogni caso ha grande importanza il

packaging dal punto di vista della funzionalità e della sostenibilità

ambientale (confezioni in vetro, in alluminio) e del marketing

(bottiglie accattivanti, collezionabili e ricercate).

- Estratti vari, additivi alimentari, prodotti e sottoprodotti dal grande

valore nutraceutico oltre che farmaceutico, e quindi dal grande

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valore economico, sono ottenibili dalle bucce delle bacche di Goji,

dai germogli e dalle foglie.

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FOCUS_ Bacche di Goji essiccate secondo l’innovazione italiana per un “Italian Goji”

Anche il prodotto essiccato, comunemente utilizzato, presenta prezzi di vendita


diversi a seconda della qualità: confezioni ermetiche e scure che salvaguardano le
caratteristiche del prodotto, uniformità delle bacche (solo L. barbarum e senza L.
chinense). Nel nostro caso, occorre invece considerare il marchio “made in italy” che
determina certamente maggiore valore al prodotto, correlato eventualmente anche
ad innovazione tecnologica esclusiva. Infatti, un recente studio scientifico
(pubblicato su Chemical Engineering Transaction, vol. n. 44 - 2015) condotto da
ricercatori dell’Università di Salerno, dell’Università del Molise, dell’Università di
Roma “La Sapienza”, ha dimostrato che un pretrattamento abrasivo della bacca
migliora grandemente le caratteristiche qualitative (ed antiossidanti) della bacca
essiccata. Ciò può diventare un aspetto importante per la differenziazione del
prodotto “Goji italiano”. Ulteriori ricerche dell’Università degli Studi “Mediterranea”
di Reggio Calabria stanno
contribuendo alla
caratterizzazione del prodotto
fresco e trasformato in termini
di contenuti di antiossidanti e
nutraceutrici in genere, in
termini di shelf life e quanto
ritenuto utile per la massima
conoscenza del prodotto.

______________________________________________________________________________________________

FOCUS_ Bacche di Goji italiano fresche da consumare “frullate”.

Appare molto interessante osservare come


cambia il gusto del GOJI a seconda che si tratti di
bacca fresca, di bacca essiccata, di confettura, di
succo, di infuso alcolico, ecc. Tra le varie attività di
valorizzazione e commercializzazione effettuate
dalla Rete di Imprese “LYKION”, oltre la
distribuzione del fresco tramite la GDO, è risultata
interessante e molto apprezzata la proposta dello
SMOOTHIE: il frullato di bacche di Goji e ghiaccio.
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8. La Rete di Imprese e la filiera di produzione multiregionale

La Rete di Imprese “LYKION “ costituita ai sensi della Legge n. 33

del 9 aprile 2009 (e smi), risulta ad oggi lo strumento migliore per la

costituzione e gestione della filiera del “Goji italiano” nella sua fase di

start-up. Essa può essere complementare o propedeutica alla

costituzione di specifica OP (Organizzazione di Produttori). Per le

sue caratteristiche flessibili e la possibilità di valorizzare e sostenere

le aziende aderenti nonché di interagire con enti pubblici, enti di

ricerca, consorzi, ecc., è altresì lo strumento adatto per la istituzione

della “Filiera multiregionale del Goji italiano”. Questo ha previsto la

collocazione in rete concreta e fattiva di aziende agricole,

agroalimentari, di servizi, di commercializzazione, di progettazione e

consulenza, di promozione, del turismo, le quali avranno un

obiettivo in comune, certamente innovativo, da raggiungere tramite

l’aggregazione dell’offerta, l’abbattimento di alcuni costi, la

codatorialità lavorativa, il miglioramento economico degli aderenti,

le agevolazioni fiscali e l’accesso al credito, l’utilizzo di contributi

pubblici, la fissazione di prezzi di acquisto e vendita, gli acquisti

collettivi e molto altro ancora. La RdI si chiama “LYKION” (l’antico

nome greco con cui il Lycium ed altre essenze venivano indicate per

la costituzione dei colliri) ed annovera pertanto diverse tipologie di

aziende, tutte volte al raggiungimento dell’obiettivo comune:

produzione innovativa e commercializzazione del Goji italiano e dei

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suoi derivati, sviluppo integrato della filiera anche dal punto di vista

turistico. Tutto ciò si è sostanziato e continuerà ad evolversi nel

tempo proprio nella istituzione della “Filiera multiregionale del Goji

italiano” la quale prevede oltre alla realizzazione di quanto finora

descritto, la costituzione nel medio periodo di OP e soprattutto la

possibilità di effettuare ricerca e sperimentazione in collaborazione

con le Università ed enti di ricerca: studio di specie di Lycium

autoctone, ipotesi di produzione di piante in serra ed in idroponica,

caratterizzazione merceologica dei prodotti a base di Goji,

innovazioni di prodotto e di processo da condividere con gli attori

della filiera ovvero della RdI ed altro.

___________________________________________________________________________________
FOCUS_ La Rete di imprese: strumento flessibile e “leggero”

Il Contratto di rete, che è stato introdotto e


disciplinato dalla Legge 9 aprile 2009, n. 33, è un
accordo tra due o più imprese che si obbligano
ad esercitare in comune una o più attività
economiche rientranti nei rispettivi oggetti sociali
allo scopo di accrescere la reciproca capacità
innovativa e la competitività sul mercato;
Le Reti d’impresa oggi sono la principale
modalità di Riorganizzazione del sistema
imprenditoriale e si sostanziano in forme di
aggregazione che rappresentano una efficace strategia per lo sviluppo delle PMI;
Le PMI che scelgono di partecipare ad una rete possono dar vita a collaborazioni
tecnologiche e commerciali con aziende, per Acquisire maggiore forza contrattuale,
agevolazioni amministrative, finanziarie e per ricerca e sviluppo. Inoltre un importante
vantaggio dell’aggregazione è connesso alla necessità di accrescere la massa critica a
fronte della globalizzazione dei mercati.

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ALLEGATI

A. IL GOJI – Scheda descrittiva del Lycium barbarum (a cura di


Fabio Pantusa) integrata

B. LA RETE DI IMPRESE- Scheda tecnica (per gentile concessione di


“Solving srl – Consulenze Aziendali integrate” – Milano)

C. BIBLIOGRAFIA SCIENTIFICA E DIVULGATIVA UTILE

D. CREDITS della RETE DI IMPRESE “LYKION” e della filiera “GOJI


ITALIANO”

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ALLEGATO A

IL GOJI – Scheda descrittiva del Lycium barbarum (a cura di Fabio


Pantusa) integrata

SCHEDA-TECNICA

DATI PIANTA
Nome Comune: Goji
Nome Botanico: Lycium barbarum
Famiglia: Solanaceae
Origine: Asia
Altri nomi: Go Qi Zi
Wolfberry
Matrimony vine
Pianta dell’eterna giovinezza

DESCRIZIONE DELLA PIANTA Arbusto perenne, rustico, originario delle regioni himalayane dell’Asia, con una
crescita piuttosto vigorosa.
Raggiunge circa due metri di altezza e ha foglie caduche lanceolate di colore
variabile dal verde brillante al grigiastro.
La pianta è autofertile e ha dei fiori viola chiaro con pistilli bianchi.
Dai fiori si sviluppano piccoli frutti rossi di forma ovale che raggiungono la piena
maturazione alla fine dell’estate.
Il Lycium barbarum fiorisce tra Giugno e Agosto.
Una pianta di media grandezza, con apparato radicale consolidato, è in grado di
produrre diversi chilogrammi di frutti. Produttività e qualità delle bacche sono molto
variabili a seconda dell’ambiente di coltivazione.

COLTIVAZIONE

CLIMA E TERRENO: Il Lycium barbarum è una pianta piuttosto rustica, infatti resiste a geli intensi, terreni
salini e a periodi siccitosi. Predilige, però, posizioni soleggiate e terreni di medio
impasto, ben drenati e tendenzialmente acidi, tollerando bene anche terreni più
basici.

IMPIANTO E PROPAGAZIONE: La pianta può essere propagata per seme oppure per talea. Per quanto riguarda la
riproduzione per seme non si hanno molti problemi, infatti i semi hanno alta
germinabilità e germinano in circa dieci giorni. C’è però da considerare il fatto che
dalla semina devono passare dai tre ai cinque anni prima di ottenere piante
produttive ed, inoltre, come in tutte le riproduzioni gamiche, le piante “figlie” possono
presentare caratteristiche presenti nel DNA che solitamente sono peggiorative sia
quali che quantitativamente. Nel caso delle talee invece è sufficiente tagliare delle
talee semi-legnose di 5-10 cm di lunghezza a Luglio-Agosto. La densità di impianto
di Lycium barbarum è di circa una pianta ogni 2-3 m², ma anche sesti inferiori danno
ottimi risultati.

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DURATA DELLA COLTURA: La pianta inizia ad essere produttiva già dal primo anno con incremento produttivo
crescente (al Sud) e stabile dal terzo anno in poi e la coltivazione può durare
moltissimi anni, essendo una perenne.

CURE COLTURALI Fruttifica sui rami giovani e dunque, nel periodo invernale, è opportuno procedere al
taglio di quelli più vecchi a favore delle nuove cacciate.
In primavera, a causa di particolari condizioni atmosferiche, potrebbero verificarsi
degli attacchi di afidi o acari, ma raramente tali da causare seri danni alla pianta.
Come per tutte le piante, le innaffiature vanno curate con attenzione nei primi periodi
dall’impianto. Successivamente si può intervenire anche solamente con irrigazioni di
soccorso. Chiaramente, come per tutte le piante, una razionale irrigazione consente
di ottenere risultati quali-quantitativi diversi.

RACCOLTA: Vengono raccolte le bacche, la raccolta è manuale . Il Lycium barbarum fiorisce tra
Giugno e Agosto. Una pianta di media grandezza, con apparato radicale consolidato,
è in grado di produrre diversi chilogrammi di frutti. Produttività e qualità delle bacche
sono molto variabili a seconda dell’ambiente di coltivazione. La raccolta è scalare ed
avviene da luglio ad ottobre.

UTILIZZO PRATICO

PROPRIETÀ ED IMPIEGO: Frutti (bacche rosse dal sapore acidulo) che possono essere utilizzate fresche
oppure essiccate.

Una ricerca realizzata nel 1999 a Boston presso la Tufts University, ha stabilito un
punteggio per gli alimenti prendendo in considerazione la “Oxygen Radical
Absorbance Capacity” (Capacità di Assorbimento dei Radicali dell'Ossigeno),
conosciuta con l’acronimo ORAC: maggiore è il potere antiossidante dell’alimento,
più alto è il punteggio ORAC assegnato. Se more e mirtilli (piante notoriamente
antiossidanti) ottengono punteggi di circa 2.500-3.500 e melograno di circa 10.000,
alla bacca del Goji viene assegnato un punteggio di ben 30.000. Non sono solo gli
antiossidanti a essere presenti in forma così massiccia: anche l’acido ascorbico, la
comune vitamina C, è superiore a quella contenuta nelle arance. Sono presenti
anche molte altre vitamine tra cui: B1, B2, B6, E, moltissimi amminoacidi, più di venti
oligoelementi, è stato appurato che controlla il colesterolo e migliora il sistema
immunitario.

AUTORIZZAZIONI

COMMISSIONE EUROPEA: Da alcuni anni la Commissione Europea per la vigilanza sulla sicurezza alimentare
ha definito sicuro il consumo di goji come ingrediente alimentare

IN ITALIA: Il Ministero della Salute indica il Goji (Lycium Barbarum L.) nella lista degli estratti
vegetali impiegabili, come integratore “antiossidante” [Allegato 1 al DM 9 luglio 2012

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sulle “Sostanze e preparati vegetali ammessi” (G.U. 21-7-2012 serie generale n.
169)]

SVILUPPO IN CALABRIA

COLTIVAZIONE IN CALABRIA: Attualmente in Calabria e principalmente nella piana di Sibari vengono coltivati ,da
circa 3 anni, con successo oltre 40.000 piante di goji. La varietà coltivata è della
specie Lycium Barbarum, le cui piante madri sono state ottenute tramite un lungo
processo di selezione naturale, partendo da 800 piante diverse, e durante la quale
sono state considerate tre caratteristiche fondamentali per il mercato: grandezza del
frutto, apirenia e gradi brix. Successivamente codeste piante madri sono state
replicate in laboratorio per via meristematica in modo da non perdere le
caratteristiche ottenute.

L’esperienza acquisita da parte di alcune aziende, ha dimostrato che la produttività


della pianta si può ottenere già nel primo anno di coltivazione. Inoltre, grazie alla
mitezza del clima ed al favoloso irraggiamento solare, la pianta non perde
completamente le foglie nei periodi sfavorevoli o lo fa per un arco temporale
brevissimo e ciò permette un accrescimento ed una elaborazione degli elementi
nutritivi per quasi tutto l’anno. Il clima favorevole, oltre alla velocissima entrata in
produzione, permette una fioritura anticipata e continua per quasi 20 settimane; ne
consegue non solo un quantitativo maggiore di frutti rispetto ad altri territori ma
soprattutto un notevole vantaggio competitivo sul mercato. Oltre al clima,
chiaramente, notevole influenza gioca la selezione varietale effettuata in loco.

MERCATO Attualmente la maggior parte della produzione viene venduta sul mercato del nord
Italia come prodotto fresco, riscontrando un notevole interesse da parte del
consumatore finale, abituato ad acquistare le bacche essiccate e di provenienza
incerta. La novità, introdotta nel mercato (2014), delle bacche di goji fresche,
coltivate in Calabria, ha suscitato forte attenzione da parte delle aziende acquirenti
(GdO) creando una domanda che attualmente e si ipotizza per parecchi anni a
venire, non si è in grado di soddisfare, anche perché iniziano ad arrivare richieste dai
mercati svizzeri, tedeschi, francesi e, soprattutto, anglosassoni; questi ultimi sempre
più attratti dal red food. Anche le prime prove di trasformazione (marmellata, canditi,
creme di bellezza) stanno dando risultati più che incoraggianti. Analisi di mercato (sia
in Italia che all’estero) hanno, inoltre, evidenziato che il consumatore di codeste
bacche predilige di gran lunga il prodotto certificato “BIO” ed è disposto a garantire
margini notevoli (oltre il 50%).

Mentre, la ricerca acquisita in Calabria, fino ad oggi, ha portato a coltivare con


successo il Lycium Barbarum (goji) sia in pieno campo che in coltura protetta si sta
procedendo a caratterizzare le piantine individuate e creare nuovi possibili impieghi
per la realizzazione di nuovi prodotti destinati, non solo al settore alimentare, ma
anche a settori industriali differenti come quello cosmetico. Un ulteriore interesse è
dato dalle foglie e dai germogli della, pianta che possono essere anch’esse
impiegate oltre che per l’alimentazione (tè e tisane) come prodotti per la
nutraceutica. Due università italiane stanno già lavorando sulle caratteristiche
nutrizionali e farmaceutiche delle foglie e dei germogli

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HABITAT CALABRESE: Recentemente è
stata rivenuta, in tre
siti diversi, tutti nel
comune di Villapiana
(CS) la presenza di
alcune piante della
famiglia del Lycium.
Una prima analisi
delle piante porta a
pensare che siano
autoctone. Questa
scoperta è in fase di
attenta valutazione
da parte di tecnici e centri di ricerca per valutarne l’attendibilità e la possibilità di
sfruttarne l’opportunità commerciale. Se gli studi in corso dovessero confermare
l’ipotesi, acquisterebbe ancor più valore la creazione di una filiera nel territorio di
Villapiana e paesi contermini (anche per eventuali futuri riconoscimenti di marchi
comunitari).

CURIOSITÀ

STORIA E CURIOSITÀ: La leggenda racconta che nel VII secolo d.C. sulle montagne dell’Himalaya, attorno
ad un pozzo in un tempio buddista vi erano delle piante le cui bacche mature non
consumate, vi cadevano dentro macerando. I Monaci che quotidianamente bevevano
l’acqua del pozzo vivevano in ottima salute e molto a lungo. La relazione di un
medico francese che si recò in quei posti per studiare il fenomeno si chiude
(estremizzando!!) con la frase: “… e il più giovane ha 120 anni”. Il notevole consumo
delle bacche è anche favorevolmente influenzato dalle affermazioni di parecchie star
di livello internazionale del mondo dello spettacolo (soprattutto donne) che
affermano, in diverse interviste, che mantengono la loro forma smagliante e giovanile
anche e soprattutto grazie al consumo giornaliero di codeste bacche fresche.

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ALLEGATO B - LA RETE DI IMPRESE - Scheda tecnica (per gentile concessione
di “Solving srl – Consulenze Aziendali integrate” – Milano)

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ALLEGATO C

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ALLEGATO C - BIBLIOGRAFIA SCIENTIFICA E DIVULGATIVA UTILE

2015 – Dal Sud parte la sfida del Goji italiano - GATTOPARDO n. 7/2 Luglio 2015 – Rivista
periodica edita da GDS-Gazzetta del Sud

2015 – “Le bacche di Goji” – Marcella Valverde – Ed. Giunti Demetra

2015 - “Effect of Abrasive Pretreatment on Hot Dried Goji Berry” in Chemical Engineering
Transaction, vol. n. 44 –Giuseppina Adiletta, Md Rizvi Alam, Luciano Cinquanta, Paola Russo,
Donatella Albanese, Marisa Di Matteo

2014 - “Goji berry fruit (Lycium spp.): antioxidant compound fingerprint and bioactivity
evaluation” - J Funct Foods DOI: 10.1016/j.jff.2014.05.020 - Donno, D., Beccaro, G.L., Mellano,
M.G., Cerutti, A.K., Bounous, G.,

2013 - “Prospettive agronomiche e nutraceutiche del Goji (Lycium barbarum L.) coltivato in
ambiente mediterraneo” – Tesi di Teresa Cascio - Università degli studi di Pisa, Facoltà di
Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-Ambientali, Corso di laurea in Produzioni Agroalimentari e
Gestione degli Agrosistemi

2013 - “Diffusion Profiles of Health Beneficial Components from Goji Berry (Lycium barbarum)
Marinated in Alcohol and Their Antioxidant Capacities as Affected by Alcohol Concentration
and Steeping Time” - Foods 2, 32-42 - Song, Y., Xu, B.,

2012 - La bacca dalle straordinarie virtù terapeutiche - Shalila Sharamon, Bodo J. Baginski – Ed.
Il punto d’incontro

2012 - D.M. 9 luglio 2012 Ministero della Salute - “Disciplina dell’impiego negli integratori
alimentari di sostanze e preparati vegetali (G.U. 21-7-2012 serie generale n. 169) – All. 1
aggiornato al16/01/2013
(http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pagineAree_1268_listaFile_itemName_2_file.pdf)

2012 - “Composition of sugars, organic acids, and total phenolics in 25 wild or cultivated berry
species” - J. Food Sci. 77, 1064-1070 - Mikulic-Petkovsek, M., Schmitzer, V., Slatnar, A., Stampar, F.,
Veberic, R.,

2012 - “HPLC–MSn identification and quantification of flavonol glycosides in 28 wild and


cultivated berry species” - Food Chem. 135, 2138–2146 - Mikulic-Petkovsek, M., Slatnar, A.,
Stampar, F., Veberic, R.,

2012 - “Emerging Fruit Crops. Chapter 4” - K.E. Hummer et al. Division of Agriculture and
Natural Resources, University of California. http://ucanr.edu/datastoreFiles/234-2455.pdf

2011 - “A review of botanical characteristics, phytochemistry, clinical relevance in efficacy and


safety of Lycium barbarum fruit (Goji)” - Food Res Int. 44, 1702-1717 - Amagase, H., Farnsworth,
N.R.

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2011 - “Lycium barbarum L.: dalla tradizione cinese all’impiego erboristico” – Tesi di Francesca
Riccardi - Università degli Studi di Torino, Facoltà di Farmacia, Corso di Laurea in Tecniche
Erboristiche

2010 - “Goji (Lycium barbarum and Lycium chinense): Phytochemistry, Pharmacology and Safety
in the Perspective of Traditional Uses and Recent Popularity” - Planta med. 76: 7-19 - Olivier
Potterat.

2009 - “Lycium barbarum (goji) juice improves in vivo antioxidant biomarkers in serum of
healthy adults” - Nutr Res (New York, N.Y.) pag. 29, 19-25 - Amagase, H., Sun, B., Borek, C.,

2009 - Poisonous plants database for Lycium FDA - US Food and Drug Association.
http://www.cfsan.fda.gov/~djw/plantox.html

2009 – “ Taxonomy of Lycium” - USDA, ARS, National Genetic Resources Program - Grin

2007 - “Goji berries” UK Food Standard Agency. www.food.gov.uk

2007 - “Lycium Fruit: Food and Medicine”, Institute for Traditional Medicine Online Portland,
OR. http://www.itmonline.org/arts/lycium.htm - Dharmananda, Subhuti

2006 - “Wolfberry. Nature’s bounty of Nutrition and Healt” - Booksurge Publishing - Vancouver
Island, British Columbia - Paul M. Gross, PhD Xiaoping Zhang, MD Richard Zhang.

2004 - “Wolfberry festival to be held in Ningxia” - China Daily 2004-07-19.


http://www.chinadaily.com.cn/chinagate/doc/2004-07/19/content_349679.htm

2003 - “Un inedito contenitore di LYKION da Pompei” – Archeologia Classica Vol. LIV – n.s 4 -
Giulio Vallarino

2002 – “Lycium L. wolfberry.” pp 694-696 - F. T. Bonner and R. T. - Rudolf, P. O., and Busing, R. T

1932 - “A monographic study of the genus Lycium of the Western Hemisphere” - Annals of the
Missouri Botanical Garden 19:179–364 - Hitchcock CL.

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ALLEGATO D - CREDITS
_______________________________________________________________________________________

- Documento riservato – Versione 2.3 – SETTEMBRE 2015


Released by IMPRONTA RURALE SRL per Rete di Imprese LYKION

- Foto di: R. Previtera ed altri, fonti web.

- Immagini modificate: fonti web e “Le bacche di Goji” di Marcella Valverde (Giunti-Demetra
edizioni - 2014)

_________________________________________________________________________________________

- “Goji italiano” è un marchio registrato ®

- “LYKION” Rete di imprese, Via Nazionale, 668 – 89018 Villa San Giovanni (RC)

CF: 92093970801 - CCIAA di Reggio Calabria: n. RC-188729

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Dott. Franco Anastasi - Mobile: + 39 347.62.83.578


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La RETE DI IMPRESE “LYKION” aderisce a:

ASSORETI PMI

La filiera del “GOJI ITALIANO” ha ottenuto le seguenti certificazioni:

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