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Tesina Alessandro

Il documento riassume la storia e la produzione del vino. Descrive come l'uomo ha scoperto come fermentare l'uva per produrre il vino e come le tecniche di produzione si sono evolute nel tempo, dalla vendemmia alla fermentazione e all'invecchiamento.

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IL VINO

1. LA STORIA DEL VINO 2. LA PRODUZIONE DEL VINO 3. EFFETTI DELLALCOL SULLA SALUTE 4 THE WORLD OF WINE 5 LA CHAMPAGNE ET LE CHAMPAGNE 6 GABRIELE DANNUNZIO E IL VINO

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1. LA STORIA DEL VINO


Il vino rappresenta un tassello importante della nostra cultura ed economia. Raccontando la sua storia, si narra quella di un intero territorio, a cui la vite profondamente legata, e quella della gente che da sempre la lavora pazientemente. La vitis vinifera, infatti, cresceva spontaneamente gi 300'000 anni fa nelle foreste tra il Mar Caspio e le vette himalayane. Dal Libro della Genesi, si narra che fu No, una volta sceso dallarca ad aver piantato una vigna per ottenere del vino; per i greci, fu Dioniso a scoprire ed apprezzare il vino insieme al suo corteo di baccanti; per la mitologia romana questo ruolo era svolto dal dio Bacco, mentre gli Egizi attribuivano questa scoperta a Osiride, dio dellagricoltura e la consideravano un simbolo di vita e di forza. La coltivazione della vitis vinifera in Italia inizi grazie ai commerci marittimi effettuati da Greci e, in seguito, Fenici nel sud Italia, per poi avanzare nel centro Italia per merito degli Etruschi, che iniziarono a produrre vino utilizzando variet originarie del posto a partire dallOttavo Secolo a.C. Con i Romani, la produzione e il consumo del vino aumentarono, spingendosi fino ai ceti pi bassi della societ; la curiosit, che la gente beveva il prodotto allungato con dellacqua (da qui il verbo mescere, che non indica solamente lazione del versare, ma anche quello di mescolare) e aromatizzato con spezie. Un periodo buio e difficile per il vino avvenne nel III Secolo a.C. con la discesa dei Barbari, quando questi diffusero una bevanda legata alle culture della tradizione nordica: la birra. Essa super i consumi di vino in breve tempo. Solamente i Monaci continuarono a coltivare la vite. Motivo dovuto al fatto che il vino era elemento essenziale per la celebrazione della Messa, ed in particolare dellEucarestia che, a differenza di quanto avviene al giorno doggi, veniva offerto a tutti i partecipanti. Da questo momento, il vino, in quanto bene di particolare pregio, viene conservato nelle cantine e nei seminterrati (prima veniva conservato allinterno della casa o nel solaio). La ripresa del commercio del vino avvenne verso la fine dellanno 1000, quando esso era uno dei beni pi richiesti dalla nascente borghesia, assieme alla lana (ci era dovuto alle scarse condizioni igieniche dellacqua, dovute alle rudimentali tecniche destrazione). Nel 600, il vino fu sottoposto a processi migliorativi dal punto di vista delle tecniche di produzione e di conservazione (motivazione dovuta alla larga concorrenza di bevande come birra, t, caff, cioccolato e distillati in genere che avevano preso piega in quegli anni). Miglioramenti per merito di chimici e biologi come Lavoisier che, nel 1700, riusc a dimostrare che lo zucchero presente nel mosto dell'uva era trasformato in alcol e anidride carbonica, processo a cui si dato il nome di fermentazione; o Gay-Lussac che Nel 1800, formul il rapporto matematico che regolava la trasformazione degli zuccheri in alcol e anidride carbonica. Ma la grande svolta fu per merito di Louis Pasteur per comprendere esattamente cosa fosse la fermentazione e come questa avveniva. Fu infatti Louis Pasteur a dimostrare nel 1854 che la fermentazione era prodotta dall'attivit dei lieviti quando questi si sviluppano in assenza di ossigeno. A Pasteur inoltre, va il merito della scoperta della pastorizzazione, capace di annientare i microrganismi presenti nelle bevande. 3

Da quegli anni, il mondo del vino ebbe una svolta commerciale non indifferente: i Paesi del Medio Oriente non furono toccati da questi miglioramenti, ma i paesi del Nuovo Mondo introdussero le tecniche di coltivazione della vite da vino nei Paesi del Sud America, per poi risalire fino in California, dove ancora oggi vengono prodotti vini provenienti da ottimi raccolti. Nell800, inoltre, la produzione del vino raggiunse paesi come lAustralia e la Nuova Zelanda, arrivando a coprire completamente tutto il globo, tanto da diventare un business talmente articolato da renderlo un caso straordinario di globalizzazione. Globalizzazione, che negli ultimi decenni ha subito una fortissima accelerazione in tutti i settori delleconomia domestica e mondiale grazie alla trasformazione di piccole imprese a multinazionali e allaumento dellexport (secondo una statistica del corrente anno, rappresentanti del Vinitaly, la manifestazione enologica che avviene annualmente a Verona, hanno constatato che lexport per quanto riguarda la vendita di bottiglie italiane allestero ha prodotto un fatturato pari a 4 miliardi di euro, corrispondente ad un incremento delle vendite dell11% rispetto agli scorsi anni).

2. LA PRODUZIONE DEL VINO


2.1 IL VINO, UNA INVENZIONE DELL'UOMO
Il vino un'invenzione dell'uomo, che ha scoperto come interrompere la naturale fermentazione del mosto per impedire la sua trasformazione in aceto. Il vino , infatti, il prodotto della fermentazione alcolica del succo d'uva a opera dei lieviti naturalmente presenti sugli acini. Durante la fermentazione la maggior parte degli zuccheri (glucosio e fruttosio) presenti nel succo degli acini pigiati si trasforma in alcol etilico e in anidride carbonica. In base alla materia prima, ai diversi trattamenti delle vinacce e ai processi di vinificazione si possono produrre vini bianchi, rosati e rossi di differenti gradazioni alcoliche.

2.2 LA VENDEMMIA
Il primo momento pubblico del ciclo produttivo del vino rappresentato dalla vendemmia. Un tempo eseguita esclusivamente a mano, ora questa operazione, con la difficolt di reperimento di manodopera, spesso viene svolta meccanicamente e pu essere di due tipi: a taglio o a scuotimento. La raccolta meccanizzata affidata ad una macchina, e non alla sapienza di mani abili ed esperte, non permette per di fare una cernita dei grappoli da cogliere, distinguendoli in base al grado di maturazione o all'integrit degli acini.

2.3 PIGIATURA E FERMENTAZIONE ALCOLICA


Dopo la vendemmia bisogna procedere alla pigiatura, operazione un tempo effettuata dai contadini che schiacciavano scalzi i grappoli d'uva contenuti nei mastelli e ora compiuta da pigiatrici meccaniche. Il mosto, ovvero il prodotto della pigiatura, viene schiumato dalle impurit pi grosse e viene corretto con sostanze che ne regolano l'acidit e la componente zuccherina. In seguito il mosto viene raccolto in grandi tini aperti, dove avverr la fermentazione 4

alcolica, detta pi propriamente 'vinificazione', che in genere dura da un giorno a una settimana, ma pu essere prolungata fino a dieci giorni per vini molto strutturati. durante questo processo che il glucosio contenuto nel mosto si trasforma gradatamente in alcol e anidride carbonica: arrestando la fermentazione prima della completa trasformazione degli zuccheri si otterranno vini amabili e rotondi, con la trasformazione totale degli zuccheri, i vini saranno secchi.

2.4 FERMENTAZIONE A TEMPERATURA CONTROLLATA


Anni fa era una pratica abbastanza comune quella di procedere alla solfitazione, cio all'aggiunta di anidride solforosa (SO2), allo scopo di eliminare dal mosto i batteri indesiderati e di selezionare i lieviti presenti, in modo da avviare la fermentazione solo con i lieviti pi efficaci. Attualmente, con l'adozione di tecniche di fermentazione a temperatura controllata, l'utilizzo di sostanze aggiuntive al vino stato praticamente eliminato. Vengono utilizzate grandi vasche in acciaio con sistemi di refrigerazione inseriti nelle vasche stesse. Questa fermentazione sotto controllo permette al viticultore di regolarsi in base al tipo di vino che vuole ottenere, inoltre l'utilizzo di vasche chiuse garantisce maggior igiene. L'utilizzo del freddo per chiarificare il vino, permette di eliminare tutti i corpuscoli e le impurit che si trovano nel mosto, in quanto, abbassando le temperature, questi divengono pi pesanti e ricadono sul fondo delle vasche: baster poi avere l'accortezza di non travasare la parte inferiore del liquido per ottenere un prodotto perfetto e sano, senza l'utilizzo di nessun agente intrusivo.

2.5 L'INVECCHIAMENTO
Dentro le botti, a una temperatura di circa 15C, il vino va incontro a fermentazione secondaria e a ulteriore trasformazione dello zucchero residuo. A questo punto, la maggior parte dei vini bianchi comincia a essere pronta per l'imbottigliamento, mentre per i rossi pu iniziare il periodo di invecchiamento, legato anche al disciplinare a cui un vino specifico deve sottostare. In genere l'invecchiamento pu durare fino a 5 anni con variabili che tengono conto della qualit della vendemmia (che cambia di anno in anno), delle zone e dei processi di produzione. Negli ultimi anni si diffusa anche in Italia la pratica di fare passare al vino un periodo di tempo pi o meno lungo in barriques, cio in piccole botti di rovere da 225 litri che, permettendo un maggior contatto del legno con il liquido contenuto, ne arricchiscono il bouquet cedendo aroma e regalando armoniose sfumature di sapore.

2.6 LETICHETTATURA
Nellambito delle direttive comunitarie la tutela della sicurezza e della salute dei consumatori svolge un ruolo essenziale, poich lo sviluppo del mercato unico dipende anche dalla partecipazione attiva dei cittadini/consumatori, che legato allequilibrio tra gli interessi degli acquirenti e quelli dei venditori e tale obbiettivo pi facilmente perseguibile quanto pi i consumatori diventano sempre pi consapevoli dei propri diritti. Letichettatura risponde allesigenza 5

di trasparenza e di correttezza delle informazioni che devono essere fornite al consumatore. Essa ha infatti lo scopo di fornire al consumatore informazioni chiare ed esplicative in merito alla natura, identit, qualit, composizione, conservazione, origine o provenienza e modo di fabbricazione del prodotto che si sta acquistando. Il presupposto che le informazioni contenute nelletichetta non devono indurre il consumatore in errore sulle caratteristiche del prodotto. Le informazioni in etichetta si dividono in obbligatorie e complementari (o facoltative), imponendo regole pi rigorose per letichettatura dei prodotti preconfezionati, destinati immediatamente al consumatore finale, mentre stabilisce regole meno rigorose e meno vincolanti per i prodotti preincartati e sfusi. Tuttavia il 18 gennaio 2011 la Commissione Agricoltura della Camera ha approvato definitivamente il decreto sulletichettatura, che rende obbligatoria lindicazione dellorigine sui prodotti alimentari. Si parte dalla filiera dei suini e del settore lattiero-caseario. Poi si passer a settori pi sensibili e complessi come, ad esempio, quello della pasta. Grazie a ci gli italiani potranno comprare prodotti ancora pi sicuri, perch sapranno sempre da dove essi provengono, contrastando anche lera del falso made in Italy agroalimentare, che danneggia i nostri prodotti tipici e tradizionali. Una legge fondamentale per evitare casi come quello di uova e carne di maiale alla diossina della Germania. Dalle anticipazioni del rapporto Coldiretti/Eurispes emerge che circa un terzo (33%) della produzione complessiva dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati, per un valore di cinquantuno miliardi di euro di fatturato, deriva da materie prime importate, trasformate e vendute con il marchio made in Italy, in quanto la legislazione, sino ad oggi lo consentiva. Ora per vendere in Italia prodotti agroalimentari made in Italy, dunque, diventa obbligatorio indicare su tutti i cibi nelletichetta luogo di origine o di provenienza, dando informazioni chiare e precise ai consumatori su cosa consumano ogni giorno. La legge estende quindi le indicazioni di provenienza anche a pasta, carne di maiale e salumi, carne di coniglio, frutta e verdura trasformata, derivati del pomodoro diversi da passata, formaggi, derivati dei cereali (pane e pasta), carne di pecora e agnello, latte a lunga conservazione, tutti prodotti finora non etichettati da questo punto di vista. Ad oggi, infatti, lindicazione di provenienza era presente solo su carne bovina, carne di pollo e derivati, frutta e verdure fresche, uova, passata di pomodoro, latte fresco, pesce, extravergine di oliva e miele. Ma non solo; anche la pubblicit dei prodotti non potr essere ingannevole: la nuova normativa, infatti, prevede che per i prodotti alimentari le informazioni relative al luogo di origine o di provenienza delle materie prime agricole non debbano indurre in errore il consumatore.

2.7 LETICHETTATURA DEL VINO


Una etichetta da vino una etichetta di identificazione riportata su una bottiglia o altra confezione di vino regolarmente in commercio. Costituisce una sorta di carta d'identit del vino, in quanto contiene tutti gli elementi necessari per identificare il prodotto a cui si riferisce. Il "disciplinare di produzione" l'elemento che caratterizza le categorie IGT, DOC e DOCG: si tratta di un insieme di vincoli qualitativi a cui ci si deve attenere nella produzione di un vino. Il vino si pu classificare in: VDT (Vino Da Tavola), prodotto piuttosto semplice, ottenuto da un uvaggio oppure da un taglio, con uve o vini provenienti da diverse zone geografiche, da variet differenti e da vendemmie differenti. Ci non significa per forza una minore qualit, semplicemente si tratta di vini con meno vincoli produttivi; IGT (Indicazione Geografica Tipica), vini provenienti per almeno l'85% dalla zona geografica di cui portano il nome, possono riportare l'indicazione del vitigno e dell'annata e sono regolati dal proprio disciplinare di produzione (territorio, vitigni, resa per ettaro, titolo alcolometrico minimo, pratiche autorizzate, ecc.); VQPRD (Vino di Qualit Prodotto in Regione Determinata), che sono suddivisi nelle tradizionali denominazioni: DOC (Denominazione di Origine Controllata), hanno rigidit disciplinari di produzioni che 6

stabiliscono la produttivit per ettaro, la variet di uve ammesse, la zona geografica, il grado alcolico minimo, il tempo dinvecchiamento, ecc..; DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita), hanno limitazioni pi severe dei DOC e in etichetta vengono indicati la sottozona di produzione (comune, frazione, la fattoria, il podere e la vigna).

3. EFFETTI DELLALCOL SULLA SALUTE


3.1 ALCOL E NUTRIZIONE
Il vino fa buon sangue: qualcosa di vero c. Tutto cominci nei primi anni 80 quando da unampia ricercar epidemiologica condotta in Europa si era evidenziato un primo dato sorprendente. Si era notato, in pratica, che I francesi di et media, noti per essere grossi consumatori di cibi ad elevato contenuto di acidi grassi saturi e colesterolo (il consumo di formaggio pro-capite in Francia supera, ad oggi, I 22 kg lanno), se confrontati con le alter popolazioni europee e con gli americani, avevano mostrato una netta diminuzione dellincidenza dalla coronaropatia ad esito mortale (infarto acuto del miocardio). Va aggiunto che, in quanto a grosso consumo di grassi, la popolazione francese assimilabile a quella americana che per altro tristemente famosa per la preoccupante incidenza dellobesit e delle sue complicanze cardiovascolari. In ogni caso, gli studi che si sono poi susseguiti hanno evidenziato che la ragione di questa tendenza positiva (denominata il paradosso francese) va attribuita ad alcune sostanze contenute nel vino rosso che svolgono unattivit antiossidante (unazione atta a combattere i danni provocati dai radicali liberi dellossigeno) che di tipo protettivo sia per il cuore sia per la salute in generale. Pi precisamente, la sostanza in questione il resveratrolo che appartiene ad un ampio gruppo di composti chimici contenuti nel vino e nelle bevande alcoliche che derivano propriamente dalluva. Queste sostanze appartengono, a loro volta, alla grande famiglia dei flavonoidi (anche noti come polifenoli) che sono presenti negli ortaggi, nella frutta e anche nelle foglie del t.

3.2 LALCOL COME NUTRIENTE


Lalcol ha un elevato potere calorico, infatti, la combustione di un grammo sviluppa 7 kcal, ma non un buon combustibile perch brucia troppo rapidamente. Le calorie realizzate vengono rapidamente disperse sotto forma di calore che si dissolve in pochi istanti. Se assunto in eccesso rispetto alle esigenze energetiche, lalcol finisce col determinate un vero effetto ingrassante. Tant che nel trattamento dellobesit basta diminuire o eliminare del tutto le bevande alcoliche, per 7

ottenere un primo rapido dimagramento.

3.3 LALCOL COME ANTI-NUTRIENTE


Lalcol provoca gravi disturbi essenzialmente dovuti al danno generalizzato che provoca in primo luogo al livello dellapparato gastroenterico e digestivo. Quindi le quantit raccomandabili sono: non pi di tre bicchieri di vino da ripartire tra i due pasti principali per i maschi, non pi di due bicchieri per le donne, un poco meno per i soggetti anziani. Le manifestazioni pi comuni che si verificano con labuso di alcol a carico dei singoli apparati sono: Effetti sul sistema nervoso centrale: torpore, formicolio e parestesia agli arti, progressiva perdita dellequilibrio nel soggetto. Molti alcolizzati sperimentano difficolt di apprendimento per compromissione della memoria, sia a breve, sia a lungo termine. Nellalcolista possono manifestarsi depressione, ansia, allucinazioni, uditive e illusioni paranoiche. Effetti sul sistema gastrointestinale: lazione irritante locale delletanolo sulle mucose causa esofagiti e gastriti. Altri effetti sono pi seri, come ad esempio la pancreatite acuta o cronica, lepatite alcolica, la degenerazione cirrotica del fegato, il rischio, dieci volte pi elevato, di sviluppare un tumore. Effetti sul sistema cardiovascolare: negli alcolisti si ha un incremento della pressione arteriosa con possibile comparsa di aritmie e insufficienza cardiaca.

3.3 GLI EFFETTI DELLALCOL


La molecola dellalcol molto piccola e solubile in acqua: ecco perch, una volta ingerito, lalcol viene assorbito velocemente. A digiuno la velocit di assorbimento pi elevata, mentre a stomaco pieno pi lenta. Il fegato lorgano che metabolizza la maggior parte delletanolo ingerito, trasformandolo, per ossidazione in acetaldeide. Lacetaldeide una sostanza molto tossica, se non si riesce a smaltirla tutta (perch si bevuto troppo) si accumula proprio nel fegato, che quindi subir i danni maggiori. Lalcol agisce deprimendo il sistema nervoso centrale: diminuisce, cio lattivit dei neuroni e induce tolleranza e dipendenza. Leccessiva ingestione di alcol pu causare: Intossicazione acuta: dovuta allingestione di forti dosi di alcol e si possono avere una serie di sintomi che vanno dalla semplice ebbrezza al coma: ecco le diverse fasi: a) Ebbrezza, euforia, sensazione di benessere, scarso autocontrollo. b) Depressione del sistema nervoso centrale con mancanza di lucidit, torpore, rallentamento ideomotorio, perdita di coordinamento dei movimenti e andatura barcollante. c) Induzione del sonno, al risveglio ci si sente intontiti. d) Depressione respiratoria con perdita di conoscenza e coma. Questeventualit fatale dipende dalla quantit di alcol ingerita ma anche dalla tolleranza del singolo individuo Intossicazione cronica: quando lassunzione di alcol eccessiva e prolungata nel tempo si manifestano, nellarco degli anni, una serie di effetti tossici a carico di tutto lorganismo. Si instaura la dipendenza fisica. Smettere possibile ma comporta il superamento della crisi dastinenza.

4 THE WORLD OF WINE


4.1 DRINKING WINE
Drinking wine has always played an important part in the cultural and agricultural region of the temperate zone of the Mediterranean area where ancient civilization such as Egypt, Greece, and Rome, developed, but it never spread significantly to other cultures. The history of wine is very old. The development of the beverage is linked to the expansion of the Greek empire: the Greeks called Italy the Land of Vines. The romans knew how to age wine: they didnt use earthenware amphorae like the Greeks but barrels quite similar to the ones used today. In the Middle Ages the monasteries grew wine end the church, little by little, came to be identified with wine not only as the blood of Christ, but as the luxury and comfort in this world.

4.1 MODERN WINE


Since Roman times wine had been kept in barrels: bottles had been used only as carafes for serving at table, but late in the 17th century, considered the period in which modern wine were born, wine was kept in a tightly corked bottle, so that not only it lasted much longer, but also its taste improved, too. It was also discovered that different wines aged in different ways and acquired a particular feature know as bouquet. Corked bottles began to change the style of all the best wine in Europe. As a consequence the wine trade boomed. In the past ninety years we seen what we could call wines industrial revolution.

4.2 CHOOSING WINE


Different occasions require different wines: there are wines for aperitifs which are brisk and dry. Every day wines are for meals in the kitchen: they are ordinary wines typical of specific regions. The great wines should never be served except to wine lovers under ideal conditions. They should be drunk from appropriate glasses and with a certain atmosphere. Natural or sparkling sweet wines are served with a sweet course at the end of the meal or on their own as after dinner drinks. The strong dessert wines such as Port, Madeira, Tokay, should not be served with sweet dishes but they are excellent with cheese, apple cakes, and nuts. Wine can be roughly divided into three main categories: still table wines, which may be red, ehite or ros, dry or sweet and all tastes in between; sparkling wines, of which champagne is the best known; and fortified wines to which grape, brandy has been added during the production process, such as madeira, Port and Sherry.

4.3 HOW TO READ A LABEL


The wine label provides information on the contents of a bottle of wine. The label must conform to various regulations, like giving details about the country of origin, contents, alcoholic strength, colour, vintage, and bottler. For high quality wines, a certain amount of optional information is given, such as origin, vineyard, wine maker, cellar name, and so on. Design is important for a wine label since it must above all make the wine look tempting. 9

5 LA CHAMPAGNE ET LE CHAMPAGNE
5.1 LA CHAMPAGNE
Juste au nord de la Bourgogne, le clbre vignoble se prolonge dans une des regions les plus renommes au monde pour la production vinicole, la Champagne. Situe dans le centre-nord de la France, annexe au royaume franais en 1314, cette rgion a t de tous temps une voie de passage et un lieu de rencontre, thtre de guerres et des invasions. En tmoigne un patrimoine historique et culturel riche en cathdrales, abbayes, glises romanes, forts militaires, muses et tranches. partir du XVIe sicle la rgion subit de nombreuses guerres : les guerres de religion, la bataille de Sedan en 1870, ou Napolon III fut battu par larme prussienne, et plus tard, en 1914, la bataille de Marne, qui arrta lavance des troupes allemandes. La nature trs particulire de son sol, associe au climat, vaut a cette rgion un vignoble unique au monde. Le climat y est particulirement favorable, avec des hivers relativement doux et des ts et des automnes souvent lumineux. Le sol argilo-calcaire maintient l'humidit ncessaire au bon quilibre de la vgtation et rendent toute la chaleur, fondamentale pur la bonne maturation de la raisin. Les raisins partir desquels slaborent les vins de Champagne proviennent exclusivement du vignoble champenois trs prcisment dlimit. Pour dcouvrir le champagne et sono terroir, il suffit demprunter la Route Touristique du Champagne. Si le Champagne, roi des vins, a fait la renomme de la rgion, la gastronomie y est la hauteur. Les produit du terroir sont nombreux et de qualit et permettent dlaborer une cuisine rgionale bien varie.

5.2 LA NAISSANCE DU CHAMPAGNE


On commena cultiver la vigne en Champagne au dbut de lre chrtienne et, au Moyen ge, ses vins avaient dj acquis une certaine renomme. Cette caractristique tait considre un dfaut que le vignerons essayent de corriger. Par la suite la mode changea et le mrite de Dom Prignon fut davoir cherche faire de cet inconvnient une qualit suprme. La rcolte du raisin est faite exclusivement la main. Pour viter toute coloration le raisin est immdiatement press. La premire fermentation seffectue normalement comme pur tous les vins. La seconde fermentation alcoolique va dbuter. Le levure incorpore au vin tranquille ce sucre en alcool et en gaz carbonique. Le degr dalcool augmente de 1, 2o- 1, 3o. Le gaz carbonique cre se dissout progressivement dans le vin en provoquent une lent monte de la pression lintrieur de la bouteille. Cest ce gaz qui provoque la pression et le bruit caractristique louverture dune bouteille de champagne. Il y a diffrents types de champagne: Champagne non millsim : il reprsente la plupart du champagne produit, quand la cuve est faite partir de crus et dannes diffrents. Par lajout de vins de rserve le champagne 10

non millsim met au moins 15 mois pour spanouir en bouteille, cette dure tant le minimum requis par la rglementation de lAOC entre le tirage en bouteille et la commercialisation. Champagne millsim : si le produit dune anne prsente des caractristiques ou des qualits exceptionnelles, lassemblage nest ralis quavec des vins de cette seule anne. Linscription de lanne ou millsim est mentionne sur ltiquette et le bouchon de la bouteille. Blanc de blancs : cest un champagne labor exclusivement partir de lassemblage de raisins blancs. Il est considr particulirement fin, lgant et lger. Blanc de noir : il est conu partir des seuls raisins noirs, pinot noir et pinot meunier. Il possde un caractre animal, avec une odeur de cuir, de musc, de petit gibier. Champagne ros : cest un vin obtenu selon deux procdes : soit par macration des baies de raisins noirs dans le mout jusqu obtention de la teinte dsire ; soit par assemblage de jus de ces raisin rouges la cuve. Puissant et fruit il accompagne parfaitement un repas. Cuve prestige : il sagit en gnral, de grands millsimes, certains lgendaires, vendus des prix trs levs. Sa mise en bouteille de luxe souvent richement dcore, contribue en faire une boisson haut de gamme.

6 GABRIELE DANNUNZIO E IL VINO


6.1 LA VITA E LE OPERE
Gabriele DAnnunzio nasce a Pescara nel 1863 compie gli studi presso il collegio Cicognini di Prato e a soli 16 anni gi pubblica i primi versi, raccolti in Primo vere. Gi da ora concepisce il desiderio di un vivere inimitabile e di farsi un nome grande. Nel 1881 si trasferisce a Roma dove frequenta raramente luniversit ma partecipa alla vita mondana della capitale che racconta nelle brillanti cronache scritte per giornali e riviste. Lanno successivo dopo una fuga romantica sposa la duchessa Maria Hardouin di Gallese da cui avr tre figli. Allaccia nel frattempo, per, altre avventure sentimentali e questi saranno gli anni di scandali, di lusso sfrenato, espressione di una esistenza che vuole essere diversa da quella dei comuni borghesi. Nel 1889, il primo romanzo di DAnnunzio, Il Piacere, inaugura il
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decadentismo in Italia. Intanto, per, le pressanti richieste dei creditori lo inducono a stabilirsi a Napoli. Mentre accoglie le novit del simbolismo europeo sposta la sua residenza a Francavilla. La vera svolta avviene nel 1895 quando DAnnunzio conosce lattrice Eleonora Duse e pubblica sul Convito il romanzo Le Vergini delle rocce dove riecheggia il mito del superuomo. Nel 1898 concepisce la tragedia La citt morta, prima di una serie di opere dedicate alla Duse. Con lei, nello stesso anno, si trasferisce nella villa La Capponcina. Anche la sua relazione con la Duse fin ma ne allaccia altre con donne diverse, ma le grandi spese dovute dal suo bisogno del superfluo gli causano il sequestro della Capponcina. DAnnunzio, quindi, si ritira in esilio in Francia ma travolto di nuovo da debiti costretto a fare ritorno in Italia. Sostiene con infiammati discorsi lintervento in guerra dellItalia. Nonostante let si arruola come volontario e prende parte ai combattimenti compiendo coraggiose imprese. Si batte in fanteria compie incursioni aeree, perdendo anche un occhio, e va allattacco delle navi austriache. Nell agosto del 1918 vola su Vienna per lanciare manifesti tricolori sulla citt. lultima delle azioni che producono enorme impressione sullItalia e nel mondo. Nel 1919 deluso dal trattato di pace, organizza una legione di volontari e in nome dellItalia occupa con un colpo di mano la citt istriana di fiume. Qui istituisce un vero e proprio stato dove lui era il dittatore e che dura pi di un anno fino al Natale di sangue quando viene sloggiato con la forza. Dal 1921 risiede nella casa-museo del Vittoriale, sul lago di Garda dove si spegne il 1 marzo 1938.

6.2 LIMPRESA DI FIUME


DAnnunzio non fu solo scrittore e poeta ma anche un grande sostenitore dellintervento in guerra dellItalia. Partecip come volontario alla Prima guerra mondiale con alcune azioni dimostrative navali ed aeree e il volo su Vienna. Il pi clamoroso atto che comp DAnnunzio stato sicuramente il colpo di stato fatto nella citt di Fiume, che oggi fa parte della Croazia. Cos Gabriele D'Annunzio scriveva a Benito Mussolini
" Mio caro compagno, il dado tratto! Parto ora. Domattina prender Fiume con le armi. Il

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Dio d'Italia ci assista. Mi levo dal letto, febbricitante. Ma non possibile differire. Anche una volta lo spirito domer la carne miserabile. Sostenete la causa vigorosamente, durante il conflitto. Vi abbraccio." Gabriele D'Annunzio 11 settembre 1919

Iniziava l'impresa di Fiume. Dannunzio si fece portatore di tutto il malcontento del popolo italiano sulla cosiddetta questione della vittoria mutilata. Allinizio lItalia era nella Triplice Alleanza insieme ad Austria e Germania. Il 26 aprile 1915, il governo e il re alleati dalle promesse di ampliamento territoriale, firmarono in segreto il Patto di Londra. Esso prevedeva lentrata in guerra dellItalia a fianco di Gran Bretagna,Francia e Russia entro un mese, in cambio lItalia avrebbe ottenuto il Trentino e il Tirolo Meridionale (Alto Adige), la Venezia Giulia, lIstria e parte della Dalmazia. Cos il 24 maggio 1915 lItalia dichiarava guerra allAustria. Dopo la fine della guerra gli italiani furono delusi dalla mancata annessione della Dalmazia e della citt di Fiume e i nazionalisti parlarono di vittoria mutilata. Nei giorni successivi all'occupazione, D'Annunzio ricevette il plauso di Benito Mussolini (che per non era stato informato in anticipo dell'impresa,visto i non idilliaci rapporti che intercorrevano fra i due).Il governo italiano rimprover invece il vate, affidando a Pietro Badoglio il compito di risolvere la situazione. Ma Badoglio, grande amico di D'Annunzio, s limit ad impedire che i viveri per i volontari italiani entrassero in citt, inconveniente che risolse Mussolini lanciando una grande raccolta fondi sul giornale di cui era direttore, Il Popolo d'Italia. In pochi giorni raccolse due milioni di lire, che invi a D'Annunzio. Secondo altre fonti, quei soldi a D'Annunzio non arrivarono mai, ma furono intascati da Mussolini per usi politici, come poi egli stesso ammise. Secondo il censimento ungherese del 1910 (dove viene richiesta la lingua d'uso), la popolazione di Fiume era pari a 49.806 abitanti, e cos suddivisa: 24.212 dichiaravano di avere come lingua d'uso l'italiano, 12.926 il serbocroato ed altre lingue, soprattutto ungherese, sloveno e tedesco. I rappresentanti delle potenze alleate si riuniscono a Rapallo. Il 12 novembre viene firmato un trattato che dichiara Fiume stato indipendente e assegna la Dalmazia alla Jugoslavia tranne la citt di Zara che passa all'Italia. Il "poeta soldato" viene invitato ad andarsene da Fiume. Questa volta l'esercito e la marina italiana non potranno piu' mostrarsi compiacenti con D'Annunzio. L'avventura fiumana ebbe termine nel dicembre del 1920, con il Natale di sangue. La politica dannunziana a Fiume, anche per via di tentennamenti e scelte non univoche da parte del poeta, passato su posizioni pi radicali: se l'obiettivo di partenza era il ricongiungimento di Fiume all'Italia, adesso l'obiettivo dichiarato con la progressista Carta del Carnaro era quello di fondare uno stato libero fondato su valori assolutamente diversi e contrastanti rispetto a quelli su cui era fondato il regno d'Italia. Vi furono alcune decine di morti da entrambe le parti negli scontri: Antonio Gramsci difese dalle colonne di L'Ordine Nuovo tanto D'annunzio quanto la Legione di Fiume mentre i dirigenti del Partito Nazionale Fascista dal canto loro elaborarono una mozione di condanna per l'attacco a Fiume, firmata all'unanimit eccetto un'unica astensione: quella di Benito Mussolini. Fiume verr annessa a tutti gli effetti allo stato italiano solo nel 1924, con il contestuale inizio di un processo di fascistizzazione della citt attraverso dure repressioni delle minoranze croate e slave e dei partiti politici di opposizione al regime sia italiani che slavi
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(e con la contestuale distruzione dell'applicazione pratica di coesistenza multietnica che sar una delle cause scatenanti le susseguenti ritorsioni del secondo dopoguerra). A parere di alcuni storici, l'impresa portata avanti da D'Annunzio stata fagocitata ed utilizzata a fini propagandistici dal fascismo. Questo utilizzo potrebbe avere impedito, per motivazioni soprattutto politiche, di porre nel giusto contesto storico la vicenda e di consentirne una sua compiuta analisi. Il processo di fascistizzazione dei fatti di Fiume, tuttavia, viene fatto da taluni coincidere con la promulgazione delle leggi razziali avvenuta a partire dal 1938, leggi attraverso le quali venivano assegnati di diritto beni immobili sequestrati ai giudei anche agli ex-legionari fiumana, o sedicenti tali, nel frattempo diventati aderenti al fascismo. ugualmente indiscutibile che le tecniche di comunicazione di massa adottate dal Comandante (cos veniva chiamato D'Annunzio durante l'impresa di Fiume) ed il metodo per impostare il personale carisma furono copiate dal duce del fascismo, come per esempio luso della camicia nera che era portata dai legionari di Fiume. Eppure i rapporti tra il Vate e Mussolini sono stati sempre condizionati da una reciproca diffidenza e forse anche rivalit. Il futuro duce, forse, aveva paura che dopo limpresa di Fiume, DAnnunzio potesse prendere il potere. Fu lo scrittore pescarese a promuovere lideologia antigiolittiana e antiparlamentarista, che saranno due presupposti ideologici del fascismo, ma molti suoi motivi, come la celebrazione della bellezza della guerra, limperialismo coloniale, lesaltazione della forza e ovviamente il mito del superuomo, saranno sfruttati presso lopinione pubblica per la conquista del consenso. DAnnunzio fu in Italia il massimo responsabile di estetizzazione della politica che allorigine di tutti i totalitarismi novecenteschi. Il linguaggio tribunizio e oratorio del DAnnunzio interventista e fiumano divenne il modello della comunicazione emotiva e diretta che il regime fascista stabil con le masse. Limpresa di fiume diede lesempio di come una piccola fazione di persone potesse sovvertire le istituzioni, alleandosi con gli ambienti militari e industriali pi sensibili agli slogan del patriottismo e del combattentismo. Dopo limpresa fiumana, solo lascesa di Mussolini imped lo sviluppo del sogno dannunziano, quello, cio, di guidare una rivolta nazionale contro il crescere dei movimenti di sinistra e le lotte sociali. Lo scrittore pescarese, per non pu essere semplicemente catalogato come fascista. Negli anni del ventennio egli rimase, per scelta o per necessit, lontano dal centro del potere, emarginato nella sua villa-museo e guardato a vista. Nel 1922 aveva cercato di favorire una pacificazione nazionale convocando al Vittoriale Francesco Saverio Nitti (presidente del consiglio allepoca dellimpresa di Fiume) e Mussolini: ma lincontro fall per una strana caduta dalla finestra dello stesso poeta. Dopo la marcia su Roma, di cui era alloscuro, DAnnunzio fece buon viso a cattivo gioco, accettando il fatto compiuto. I rapporti con Mussolini che lo temeva, rimasero improntati a reciproca diffidenza, vi furono dissapori e rimbrotti, specie per lalleanza con la Germania, che DAnnunzio non accett mai. Egli sapeva che il fascismo voleva sfruttare il prestigio del suo nome, ma passivamente accett di essere relegato ai margini, additato come una gloria della nazione italiana e imbalsamato nella maschera del maestro.

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6.3 IL PIACERE
Ambientato nel 1889, il romanzo Il Piacere si colloca alla fine del periodo trascorso da DAnnunzio a Roma e ne assorbe tutti gli umori e le atmosfere. La vicenda ambientata negli eleganti luoghi mondani della capitale, in cui il giovane scrittore ha vissuto a partire dal 1881, compiendo le esperienze pi diverse e intessendo sempre nuove relazioni e nuovi amori. Nel personaggio del protagonista, il conte Andrea Sperelli si addensano, dunque, le pi pregnanti suggestioni autobiografiche: in Andrea, poeta che si diletta di pittura e di musica, si rispecchia in tutta la sua chiarezza la visione dellesistenza, ispirata ai principi dellestetismo, propria del Dannunzio di questi anni. Il romanzo inizia con lincontro tra Andrea ed Elena, che avviene due anni dopo la fine della loro intensa relazione: la donna si ormai sposata con un ricco lord inglese, Heatfield. Attraverso un lungo flashback, poi sono ricostruiti la loro storia damore e i fatti successivi. Abbandonato allimprovviso da Elena, il giovane ha cercato distrazione nella mondana vita di Roma e ha avuto relazioni con varie donne, suscitando la feroce gelosia di un rivale. Per riprendersi da una ferita riportata in un duello, Andrea costratto a trascorrere un periodo di convalescenza a Schifanoia, presso una cugina, dove conosce Maria. Il giovane intravede in lei la donna/angelo che pu condurlo al riscatto e alla purificazione: ma non riesce a liberarsi del ricordo di Elena e, sempre pi turbato dalla memoria di lei, giunge a pronunciare il suo nome mentre con laltra donna, che, risentita, fugge via. Il romanzo si chiude con una desolante immagine di Andrea, chiuso nella sua solitudine.

6.4 IL VINO NE IL PIACERE


Nell'opera Il Piacere, D'Annunzio affida il compito di raccontare gran parte della vicenda ad un narratore esterno, in terza persona singolare. Egli un narratore onnisciente, sa tutto quello che successo e che succeder, interviene ad integrare il punto di vista dei personaggi, spiega e puntualizza gli avvenimenti e si lascia andare addirittura ad anticipazioni e premonizioni. La vita viene vista come una vita raffinata, svincolata dagli impacci della morale, dedita unicamente ai piaceri e al culto della bellezza; una vita che, in un indissolubile intreccio, mira a costruirsi come un'opera d'arte, che si prefigge la creazione di un capola-voro unico e supremo (ricordiamo che Andrea poeta) e che infine si circonda di oggetti preziosi, descritti con il maniacale puntiglio del colle-zionista. Tutta la realt nel romanzo appare filtrata attraverso lo schermo dell'arte, velandosi cosi di una patina raffinata e antica. Sul piano della poetica, D'Annunzio traduce nelle sue pagine le indicazioni della scuola simbolista; attraverso la sua sensibilit fuori del comune e la sua vigile attitudine contemplativa, il protagonista cerca di penetrare oltre l'apparenza dei fenomeni per cogliere la loro essenza misteriosa, pi profonda e nascosta; e insieme, varcando la loro linea divisoria, individua sottili corrispondenze, impalpabili identit tra gli stati d'animo dei personaggi e gli oggetti e i luoghi. Per quanto riguarda l'ideale di poesia, D'Annunzio ritiene che essa sia lo strumento migliore nell'imitazione della natura: infatti il verso una forma che pu adattarsi a tutto, pu riuscire a descrivere tutto, pu rappresentare tutto, e come tale pu inebriare come un vino.
"[...] Il verso tutto. Nella imitazion della Natura nessun istrumento d'arte pi vivo, agile, acuto, vario, multiforme, plastico, obediente, sensibile, fedele. Pi compatto del marmo, pi malleabile della cera, pi sottile d'un fluido, pi vibrante d'una corda, pi luminoso d'una gemma, pi fragrante d'un fiore, pi tagliente d'una spada, pi flessibile d'un virgulto, pi carezzevole d'un murmure, pi terribile d'un tuono, il verso tutto e pu tutto. Pu rendere i minimi moti

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del sentimento e i minimi moti della sensazione; pu definire l'indefinibile e dire l'ineffabile; pu abbracciare l'illimitato e penetrare l'abisso; pu avere dimensioni d'eternit; pu rappresentare il sopraumano, il soprannaturale, l'oltramirabile; pu inebriare come un vino, rapire come un'estasi; pu nel tempo medesimo posseder il nostro intelletto, il nostro spirito, il nostro corpo; pu, infine, raggiungere l'Assoluto. Un verso perfetto e assoluto, immutabile, immortale; tiene in s le parole con la coerenza d'un diamante; chiude il pensiero come in un cerchio preciso che nessuna forza mai riuscir a rompere; diviene indipendente da ogni legame da ogni dominio; non appartiene pi all'artefice, ma di tutti e di nessuno, come lo spazio, come la luce, come le cose immanenti e perpetue. [...]"

D'Annunzio fa un altro paragone tra la poesia e il vino: sempre nel libro secondo, egli dice che il poeta, quando scrive, deve riversare la poesia nella forma metrica che esce fluidamente da lui, come fluidamente il vino viene versato in una coppa.
"[...] Quale gioia pi forte? - Andrea socchiuse un poco gli occhi, quasi per prolungare quel particolar brivido ch'era in lui foriero della inspirazione quando il suo spirito si disponeva all'opera d'arte, specialmente al poetare. Poi, pieno d'un diletto non mai provato, si mise a trovar rime con la sile matita su le brevi pagine bianche del taccuino. Gli vennero alla memoria i primi versi d'una canzone del Magnifico: Parton leggieri e pronti dal petto i miei pensieri... Quasi sempre, per incominciare a comporre, egli aveva bisogno d'una intonazione musicale datagli da un altro poeta; ed egli usava prenderla quasi sempre dai verseggiatori antichi di Toscana. Un emistichio di Lapo Gianni, del Cavalcanti, di Cino, del Petrarca, di Lorenzo de' Medici, il ricordo d'un gruppo di rime, la congiunzione di due epiteti, una qualunque concordanza di parole belle e bene sonanti, una qualunque frase numerosa bastava ad aprirgli la vena, a dargli, per cos dire, il la, una nota che gli servisse di fondamento all'armonia della prima strofa. Era una specie di topica applicata non alla ricerca degli argomenti ma alla ricerca dei preludii. Il primo settenario medceo gli offerse infatti la rima; ed egli vide distintamente tutto ci ch'egli voleva mostrare al suo imaginario uditore in persona dell'Erma; e, insieme con la visione, nel tempo medesimo, si present spontaneamente al suo spirito la forma metrica in cui egli doveva versare, come un vino in una coppa, la poesia. [...]"

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