Tesina Alessandro
Tesina Alessandro
1. LA STORIA DEL VINO 2. LA PRODUZIONE DEL VINO 3. EFFETTI DELLALCOL SULLA SALUTE 4 THE WORLD OF WINE 5 LA CHAMPAGNE ET LE CHAMPAGNE 6 GABRIELE DANNUNZIO E IL VINO
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Da quegli anni, il mondo del vino ebbe una svolta commerciale non indifferente: i Paesi del Medio Oriente non furono toccati da questi miglioramenti, ma i paesi del Nuovo Mondo introdussero le tecniche di coltivazione della vite da vino nei Paesi del Sud America, per poi risalire fino in California, dove ancora oggi vengono prodotti vini provenienti da ottimi raccolti. Nell800, inoltre, la produzione del vino raggiunse paesi come lAustralia e la Nuova Zelanda, arrivando a coprire completamente tutto il globo, tanto da diventare un business talmente articolato da renderlo un caso straordinario di globalizzazione. Globalizzazione, che negli ultimi decenni ha subito una fortissima accelerazione in tutti i settori delleconomia domestica e mondiale grazie alla trasformazione di piccole imprese a multinazionali e allaumento dellexport (secondo una statistica del corrente anno, rappresentanti del Vinitaly, la manifestazione enologica che avviene annualmente a Verona, hanno constatato che lexport per quanto riguarda la vendita di bottiglie italiane allestero ha prodotto un fatturato pari a 4 miliardi di euro, corrispondente ad un incremento delle vendite dell11% rispetto agli scorsi anni).
2.2 LA VENDEMMIA
Il primo momento pubblico del ciclo produttivo del vino rappresentato dalla vendemmia. Un tempo eseguita esclusivamente a mano, ora questa operazione, con la difficolt di reperimento di manodopera, spesso viene svolta meccanicamente e pu essere di due tipi: a taglio o a scuotimento. La raccolta meccanizzata affidata ad una macchina, e non alla sapienza di mani abili ed esperte, non permette per di fare una cernita dei grappoli da cogliere, distinguendoli in base al grado di maturazione o all'integrit degli acini.
alcolica, detta pi propriamente 'vinificazione', che in genere dura da un giorno a una settimana, ma pu essere prolungata fino a dieci giorni per vini molto strutturati. durante questo processo che il glucosio contenuto nel mosto si trasforma gradatamente in alcol e anidride carbonica: arrestando la fermentazione prima della completa trasformazione degli zuccheri si otterranno vini amabili e rotondi, con la trasformazione totale degli zuccheri, i vini saranno secchi.
2.5 L'INVECCHIAMENTO
Dentro le botti, a una temperatura di circa 15C, il vino va incontro a fermentazione secondaria e a ulteriore trasformazione dello zucchero residuo. A questo punto, la maggior parte dei vini bianchi comincia a essere pronta per l'imbottigliamento, mentre per i rossi pu iniziare il periodo di invecchiamento, legato anche al disciplinare a cui un vino specifico deve sottostare. In genere l'invecchiamento pu durare fino a 5 anni con variabili che tengono conto della qualit della vendemmia (che cambia di anno in anno), delle zone e dei processi di produzione. Negli ultimi anni si diffusa anche in Italia la pratica di fare passare al vino un periodo di tempo pi o meno lungo in barriques, cio in piccole botti di rovere da 225 litri che, permettendo un maggior contatto del legno con il liquido contenuto, ne arricchiscono il bouquet cedendo aroma e regalando armoniose sfumature di sapore.
2.6 LETICHETTATURA
Nellambito delle direttive comunitarie la tutela della sicurezza e della salute dei consumatori svolge un ruolo essenziale, poich lo sviluppo del mercato unico dipende anche dalla partecipazione attiva dei cittadini/consumatori, che legato allequilibrio tra gli interessi degli acquirenti e quelli dei venditori e tale obbiettivo pi facilmente perseguibile quanto pi i consumatori diventano sempre pi consapevoli dei propri diritti. Letichettatura risponde allesigenza 5
di trasparenza e di correttezza delle informazioni che devono essere fornite al consumatore. Essa ha infatti lo scopo di fornire al consumatore informazioni chiare ed esplicative in merito alla natura, identit, qualit, composizione, conservazione, origine o provenienza e modo di fabbricazione del prodotto che si sta acquistando. Il presupposto che le informazioni contenute nelletichetta non devono indurre il consumatore in errore sulle caratteristiche del prodotto. Le informazioni in etichetta si dividono in obbligatorie e complementari (o facoltative), imponendo regole pi rigorose per letichettatura dei prodotti preconfezionati, destinati immediatamente al consumatore finale, mentre stabilisce regole meno rigorose e meno vincolanti per i prodotti preincartati e sfusi. Tuttavia il 18 gennaio 2011 la Commissione Agricoltura della Camera ha approvato definitivamente il decreto sulletichettatura, che rende obbligatoria lindicazione dellorigine sui prodotti alimentari. Si parte dalla filiera dei suini e del settore lattiero-caseario. Poi si passer a settori pi sensibili e complessi come, ad esempio, quello della pasta. Grazie a ci gli italiani potranno comprare prodotti ancora pi sicuri, perch sapranno sempre da dove essi provengono, contrastando anche lera del falso made in Italy agroalimentare, che danneggia i nostri prodotti tipici e tradizionali. Una legge fondamentale per evitare casi come quello di uova e carne di maiale alla diossina della Germania. Dalle anticipazioni del rapporto Coldiretti/Eurispes emerge che circa un terzo (33%) della produzione complessiva dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati, per un valore di cinquantuno miliardi di euro di fatturato, deriva da materie prime importate, trasformate e vendute con il marchio made in Italy, in quanto la legislazione, sino ad oggi lo consentiva. Ora per vendere in Italia prodotti agroalimentari made in Italy, dunque, diventa obbligatorio indicare su tutti i cibi nelletichetta luogo di origine o di provenienza, dando informazioni chiare e precise ai consumatori su cosa consumano ogni giorno. La legge estende quindi le indicazioni di provenienza anche a pasta, carne di maiale e salumi, carne di coniglio, frutta e verdura trasformata, derivati del pomodoro diversi da passata, formaggi, derivati dei cereali (pane e pasta), carne di pecora e agnello, latte a lunga conservazione, tutti prodotti finora non etichettati da questo punto di vista. Ad oggi, infatti, lindicazione di provenienza era presente solo su carne bovina, carne di pollo e derivati, frutta e verdure fresche, uova, passata di pomodoro, latte fresco, pesce, extravergine di oliva e miele. Ma non solo; anche la pubblicit dei prodotti non potr essere ingannevole: la nuova normativa, infatti, prevede che per i prodotti alimentari le informazioni relative al luogo di origine o di provenienza delle materie prime agricole non debbano indurre in errore il consumatore.
stabiliscono la produttivit per ettaro, la variet di uve ammesse, la zona geografica, il grado alcolico minimo, il tempo dinvecchiamento, ecc..; DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita), hanno limitazioni pi severe dei DOC e in etichetta vengono indicati la sottozona di produzione (comune, frazione, la fattoria, il podere e la vigna).
5 LA CHAMPAGNE ET LE CHAMPAGNE
5.1 LA CHAMPAGNE
Juste au nord de la Bourgogne, le clbre vignoble se prolonge dans une des regions les plus renommes au monde pour la production vinicole, la Champagne. Situe dans le centre-nord de la France, annexe au royaume franais en 1314, cette rgion a t de tous temps une voie de passage et un lieu de rencontre, thtre de guerres et des invasions. En tmoigne un patrimoine historique et culturel riche en cathdrales, abbayes, glises romanes, forts militaires, muses et tranches. partir du XVIe sicle la rgion subit de nombreuses guerres : les guerres de religion, la bataille de Sedan en 1870, ou Napolon III fut battu par larme prussienne, et plus tard, en 1914, la bataille de Marne, qui arrta lavance des troupes allemandes. La nature trs particulire de son sol, associe au climat, vaut a cette rgion un vignoble unique au monde. Le climat y est particulirement favorable, avec des hivers relativement doux et des ts et des automnes souvent lumineux. Le sol argilo-calcaire maintient l'humidit ncessaire au bon quilibre de la vgtation et rendent toute la chaleur, fondamentale pur la bonne maturation de la raisin. Les raisins partir desquels slaborent les vins de Champagne proviennent exclusivement du vignoble champenois trs prcisment dlimit. Pour dcouvrir le champagne et sono terroir, il suffit demprunter la Route Touristique du Champagne. Si le Champagne, roi des vins, a fait la renomme de la rgion, la gastronomie y est la hauteur. Les produit du terroir sont nombreux et de qualit et permettent dlaborer une cuisine rgionale bien varie.
non millsim met au moins 15 mois pour spanouir en bouteille, cette dure tant le minimum requis par la rglementation de lAOC entre le tirage en bouteille et la commercialisation. Champagne millsim : si le produit dune anne prsente des caractristiques ou des qualits exceptionnelles, lassemblage nest ralis quavec des vins de cette seule anne. Linscription de lanne ou millsim est mentionne sur ltiquette et le bouchon de la bouteille. Blanc de blancs : cest un champagne labor exclusivement partir de lassemblage de raisins blancs. Il est considr particulirement fin, lgant et lger. Blanc de noir : il est conu partir des seuls raisins noirs, pinot noir et pinot meunier. Il possde un caractre animal, avec une odeur de cuir, de musc, de petit gibier. Champagne ros : cest un vin obtenu selon deux procdes : soit par macration des baies de raisins noirs dans le mout jusqu obtention de la teinte dsire ; soit par assemblage de jus de ces raisin rouges la cuve. Puissant et fruit il accompagne parfaitement un repas. Cuve prestige : il sagit en gnral, de grands millsimes, certains lgendaires, vendus des prix trs levs. Sa mise en bouteille de luxe souvent richement dcore, contribue en faire une boisson haut de gamme.
decadentismo in Italia. Intanto, per, le pressanti richieste dei creditori lo inducono a stabilirsi a Napoli. Mentre accoglie le novit del simbolismo europeo sposta la sua residenza a Francavilla. La vera svolta avviene nel 1895 quando DAnnunzio conosce lattrice Eleonora Duse e pubblica sul Convito il romanzo Le Vergini delle rocce dove riecheggia il mito del superuomo. Nel 1898 concepisce la tragedia La citt morta, prima di una serie di opere dedicate alla Duse. Con lei, nello stesso anno, si trasferisce nella villa La Capponcina. Anche la sua relazione con la Duse fin ma ne allaccia altre con donne diverse, ma le grandi spese dovute dal suo bisogno del superfluo gli causano il sequestro della Capponcina. DAnnunzio, quindi, si ritira in esilio in Francia ma travolto di nuovo da debiti costretto a fare ritorno in Italia. Sostiene con infiammati discorsi lintervento in guerra dellItalia. Nonostante let si arruola come volontario e prende parte ai combattimenti compiendo coraggiose imprese. Si batte in fanteria compie incursioni aeree, perdendo anche un occhio, e va allattacco delle navi austriache. Nell agosto del 1918 vola su Vienna per lanciare manifesti tricolori sulla citt. lultima delle azioni che producono enorme impressione sullItalia e nel mondo. Nel 1919 deluso dal trattato di pace, organizza una legione di volontari e in nome dellItalia occupa con un colpo di mano la citt istriana di fiume. Qui istituisce un vero e proprio stato dove lui era il dittatore e che dura pi di un anno fino al Natale di sangue quando viene sloggiato con la forza. Dal 1921 risiede nella casa-museo del Vittoriale, sul lago di Garda dove si spegne il 1 marzo 1938.
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Dio d'Italia ci assista. Mi levo dal letto, febbricitante. Ma non possibile differire. Anche una volta lo spirito domer la carne miserabile. Sostenete la causa vigorosamente, durante il conflitto. Vi abbraccio." Gabriele D'Annunzio 11 settembre 1919
Iniziava l'impresa di Fiume. Dannunzio si fece portatore di tutto il malcontento del popolo italiano sulla cosiddetta questione della vittoria mutilata. Allinizio lItalia era nella Triplice Alleanza insieme ad Austria e Germania. Il 26 aprile 1915, il governo e il re alleati dalle promesse di ampliamento territoriale, firmarono in segreto il Patto di Londra. Esso prevedeva lentrata in guerra dellItalia a fianco di Gran Bretagna,Francia e Russia entro un mese, in cambio lItalia avrebbe ottenuto il Trentino e il Tirolo Meridionale (Alto Adige), la Venezia Giulia, lIstria e parte della Dalmazia. Cos il 24 maggio 1915 lItalia dichiarava guerra allAustria. Dopo la fine della guerra gli italiani furono delusi dalla mancata annessione della Dalmazia e della citt di Fiume e i nazionalisti parlarono di vittoria mutilata. Nei giorni successivi all'occupazione, D'Annunzio ricevette il plauso di Benito Mussolini (che per non era stato informato in anticipo dell'impresa,visto i non idilliaci rapporti che intercorrevano fra i due).Il governo italiano rimprover invece il vate, affidando a Pietro Badoglio il compito di risolvere la situazione. Ma Badoglio, grande amico di D'Annunzio, s limit ad impedire che i viveri per i volontari italiani entrassero in citt, inconveniente che risolse Mussolini lanciando una grande raccolta fondi sul giornale di cui era direttore, Il Popolo d'Italia. In pochi giorni raccolse due milioni di lire, che invi a D'Annunzio. Secondo altre fonti, quei soldi a D'Annunzio non arrivarono mai, ma furono intascati da Mussolini per usi politici, come poi egli stesso ammise. Secondo il censimento ungherese del 1910 (dove viene richiesta la lingua d'uso), la popolazione di Fiume era pari a 49.806 abitanti, e cos suddivisa: 24.212 dichiaravano di avere come lingua d'uso l'italiano, 12.926 il serbocroato ed altre lingue, soprattutto ungherese, sloveno e tedesco. I rappresentanti delle potenze alleate si riuniscono a Rapallo. Il 12 novembre viene firmato un trattato che dichiara Fiume stato indipendente e assegna la Dalmazia alla Jugoslavia tranne la citt di Zara che passa all'Italia. Il "poeta soldato" viene invitato ad andarsene da Fiume. Questa volta l'esercito e la marina italiana non potranno piu' mostrarsi compiacenti con D'Annunzio. L'avventura fiumana ebbe termine nel dicembre del 1920, con il Natale di sangue. La politica dannunziana a Fiume, anche per via di tentennamenti e scelte non univoche da parte del poeta, passato su posizioni pi radicali: se l'obiettivo di partenza era il ricongiungimento di Fiume all'Italia, adesso l'obiettivo dichiarato con la progressista Carta del Carnaro era quello di fondare uno stato libero fondato su valori assolutamente diversi e contrastanti rispetto a quelli su cui era fondato il regno d'Italia. Vi furono alcune decine di morti da entrambe le parti negli scontri: Antonio Gramsci difese dalle colonne di L'Ordine Nuovo tanto D'annunzio quanto la Legione di Fiume mentre i dirigenti del Partito Nazionale Fascista dal canto loro elaborarono una mozione di condanna per l'attacco a Fiume, firmata all'unanimit eccetto un'unica astensione: quella di Benito Mussolini. Fiume verr annessa a tutti gli effetti allo stato italiano solo nel 1924, con il contestuale inizio di un processo di fascistizzazione della citt attraverso dure repressioni delle minoranze croate e slave e dei partiti politici di opposizione al regime sia italiani che slavi
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(e con la contestuale distruzione dell'applicazione pratica di coesistenza multietnica che sar una delle cause scatenanti le susseguenti ritorsioni del secondo dopoguerra). A parere di alcuni storici, l'impresa portata avanti da D'Annunzio stata fagocitata ed utilizzata a fini propagandistici dal fascismo. Questo utilizzo potrebbe avere impedito, per motivazioni soprattutto politiche, di porre nel giusto contesto storico la vicenda e di consentirne una sua compiuta analisi. Il processo di fascistizzazione dei fatti di Fiume, tuttavia, viene fatto da taluni coincidere con la promulgazione delle leggi razziali avvenuta a partire dal 1938, leggi attraverso le quali venivano assegnati di diritto beni immobili sequestrati ai giudei anche agli ex-legionari fiumana, o sedicenti tali, nel frattempo diventati aderenti al fascismo. ugualmente indiscutibile che le tecniche di comunicazione di massa adottate dal Comandante (cos veniva chiamato D'Annunzio durante l'impresa di Fiume) ed il metodo per impostare il personale carisma furono copiate dal duce del fascismo, come per esempio luso della camicia nera che era portata dai legionari di Fiume. Eppure i rapporti tra il Vate e Mussolini sono stati sempre condizionati da una reciproca diffidenza e forse anche rivalit. Il futuro duce, forse, aveva paura che dopo limpresa di Fiume, DAnnunzio potesse prendere il potere. Fu lo scrittore pescarese a promuovere lideologia antigiolittiana e antiparlamentarista, che saranno due presupposti ideologici del fascismo, ma molti suoi motivi, come la celebrazione della bellezza della guerra, limperialismo coloniale, lesaltazione della forza e ovviamente il mito del superuomo, saranno sfruttati presso lopinione pubblica per la conquista del consenso. DAnnunzio fu in Italia il massimo responsabile di estetizzazione della politica che allorigine di tutti i totalitarismi novecenteschi. Il linguaggio tribunizio e oratorio del DAnnunzio interventista e fiumano divenne il modello della comunicazione emotiva e diretta che il regime fascista stabil con le masse. Limpresa di fiume diede lesempio di come una piccola fazione di persone potesse sovvertire le istituzioni, alleandosi con gli ambienti militari e industriali pi sensibili agli slogan del patriottismo e del combattentismo. Dopo limpresa fiumana, solo lascesa di Mussolini imped lo sviluppo del sogno dannunziano, quello, cio, di guidare una rivolta nazionale contro il crescere dei movimenti di sinistra e le lotte sociali. Lo scrittore pescarese, per non pu essere semplicemente catalogato come fascista. Negli anni del ventennio egli rimase, per scelta o per necessit, lontano dal centro del potere, emarginato nella sua villa-museo e guardato a vista. Nel 1922 aveva cercato di favorire una pacificazione nazionale convocando al Vittoriale Francesco Saverio Nitti (presidente del consiglio allepoca dellimpresa di Fiume) e Mussolini: ma lincontro fall per una strana caduta dalla finestra dello stesso poeta. Dopo la marcia su Roma, di cui era alloscuro, DAnnunzio fece buon viso a cattivo gioco, accettando il fatto compiuto. I rapporti con Mussolini che lo temeva, rimasero improntati a reciproca diffidenza, vi furono dissapori e rimbrotti, specie per lalleanza con la Germania, che DAnnunzio non accett mai. Egli sapeva che il fascismo voleva sfruttare il prestigio del suo nome, ma passivamente accett di essere relegato ai margini, additato come una gloria della nazione italiana e imbalsamato nella maschera del maestro.
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6.3 IL PIACERE
Ambientato nel 1889, il romanzo Il Piacere si colloca alla fine del periodo trascorso da DAnnunzio a Roma e ne assorbe tutti gli umori e le atmosfere. La vicenda ambientata negli eleganti luoghi mondani della capitale, in cui il giovane scrittore ha vissuto a partire dal 1881, compiendo le esperienze pi diverse e intessendo sempre nuove relazioni e nuovi amori. Nel personaggio del protagonista, il conte Andrea Sperelli si addensano, dunque, le pi pregnanti suggestioni autobiografiche: in Andrea, poeta che si diletta di pittura e di musica, si rispecchia in tutta la sua chiarezza la visione dellesistenza, ispirata ai principi dellestetismo, propria del Dannunzio di questi anni. Il romanzo inizia con lincontro tra Andrea ed Elena, che avviene due anni dopo la fine della loro intensa relazione: la donna si ormai sposata con un ricco lord inglese, Heatfield. Attraverso un lungo flashback, poi sono ricostruiti la loro storia damore e i fatti successivi. Abbandonato allimprovviso da Elena, il giovane ha cercato distrazione nella mondana vita di Roma e ha avuto relazioni con varie donne, suscitando la feroce gelosia di un rivale. Per riprendersi da una ferita riportata in un duello, Andrea costratto a trascorrere un periodo di convalescenza a Schifanoia, presso una cugina, dove conosce Maria. Il giovane intravede in lei la donna/angelo che pu condurlo al riscatto e alla purificazione: ma non riesce a liberarsi del ricordo di Elena e, sempre pi turbato dalla memoria di lei, giunge a pronunciare il suo nome mentre con laltra donna, che, risentita, fugge via. Il romanzo si chiude con una desolante immagine di Andrea, chiuso nella sua solitudine.
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del sentimento e i minimi moti della sensazione; pu definire l'indefinibile e dire l'ineffabile; pu abbracciare l'illimitato e penetrare l'abisso; pu avere dimensioni d'eternit; pu rappresentare il sopraumano, il soprannaturale, l'oltramirabile; pu inebriare come un vino, rapire come un'estasi; pu nel tempo medesimo posseder il nostro intelletto, il nostro spirito, il nostro corpo; pu, infine, raggiungere l'Assoluto. Un verso perfetto e assoluto, immutabile, immortale; tiene in s le parole con la coerenza d'un diamante; chiude il pensiero come in un cerchio preciso che nessuna forza mai riuscir a rompere; diviene indipendente da ogni legame da ogni dominio; non appartiene pi all'artefice, ma di tutti e di nessuno, come lo spazio, come la luce, come le cose immanenti e perpetue. [...]"
D'Annunzio fa un altro paragone tra la poesia e il vino: sempre nel libro secondo, egli dice che il poeta, quando scrive, deve riversare la poesia nella forma metrica che esce fluidamente da lui, come fluidamente il vino viene versato in una coppa.
"[...] Quale gioia pi forte? - Andrea socchiuse un poco gli occhi, quasi per prolungare quel particolar brivido ch'era in lui foriero della inspirazione quando il suo spirito si disponeva all'opera d'arte, specialmente al poetare. Poi, pieno d'un diletto non mai provato, si mise a trovar rime con la sile matita su le brevi pagine bianche del taccuino. Gli vennero alla memoria i primi versi d'una canzone del Magnifico: Parton leggieri e pronti dal petto i miei pensieri... Quasi sempre, per incominciare a comporre, egli aveva bisogno d'una intonazione musicale datagli da un altro poeta; ed egli usava prenderla quasi sempre dai verseggiatori antichi di Toscana. Un emistichio di Lapo Gianni, del Cavalcanti, di Cino, del Petrarca, di Lorenzo de' Medici, il ricordo d'un gruppo di rime, la congiunzione di due epiteti, una qualunque concordanza di parole belle e bene sonanti, una qualunque frase numerosa bastava ad aprirgli la vena, a dargli, per cos dire, il la, una nota che gli servisse di fondamento all'armonia della prima strofa. Era una specie di topica applicata non alla ricerca degli argomenti ma alla ricerca dei preludii. Il primo settenario medceo gli offerse infatti la rima; ed egli vide distintamente tutto ci ch'egli voleva mostrare al suo imaginario uditore in persona dell'Erma; e, insieme con la visione, nel tempo medesimo, si present spontaneamente al suo spirito la forma metrica in cui egli doveva versare, come un vino in una coppa, la poesia. [...]"
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