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Dott. Prof.

AMATO MASNOVO

IL CONTRIBUTO Dl S. TOMMASO

NELLA COSTRUZIONE GENERALE

DELLE SOMME TEOLOGICHE

Richiamo alcune cose dall'articolo precedente (1). La Somma


teologica di San Tommaso l'esposizione sistematica della dottrina
cattolica di fronte alle avverse dottrine, per mettere in luce la verit
di quella e l'errore di queste. Simili esposizioni, rare in antecedenza,
abbondavano da quando era apparso il Sic et Non di Abelardo. Tra
esse i quatuor libri sententiarum di Pier Lombardo (1110-1160) si ac-
quistarono la maggior fama. Nonostante questa abbondanza, San
Tommaso volle darci anch' egli ed effettivamente ci diede la sua es-
posizione. A ci lo spinsero le ragioni enunciate nel prologo della
sua Somma teologica . Col tempo il materiale di studio era cresciuto
e non ancora se n' era fatto un organismo soddisfacente, in specie
per la giovent : alle questioni utili andavano frammischiate le inu-
tili, l'ordine mancava e le ripetizioni tediavano (2). A questo stato
di cose intende rimediare San Tomaso. Il suo spirito rivolto a dar
un'anima alle disperse membra del passato : rivolto (convien pure
ripeterci) alla semplificazione, alla sintesi, all' unit. - Oggi consta-
tiamo la cosa nella costruzione generale della sua Somma teologica .
Un indizio della indole semplificatrice dello spirito di San Tom-
maso possiamo coglierlo subito e facilmente, raffrontando la tessitura
per cos dire tecnica della sua Somma teologica e di quelle degli im-
mediati e pi illustri predecessori : Alessandro di Hales e Alberto
Magno.

(1) Cfr. Rivista di Filosofia Neo- Scolastica : anno 1916, N. 3.


(2) Alla sovrabbondanza degli argomenti fu gi accennato nel precedente
articolo, come in sede pi opportuna (Cfr. Rivista di Filosofia Neo-Scola-
stica , 1916, n. 3).

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RIVISTA DI FILOSOFIA NEO-SCOLASTICA

Tatti conosciamo la divisione tecnica della Somma Teologica di


San Tommaso : cio dapprima in parti (comprendenti vari trattati
ciascuna), le parti in questioni , le questioni in articoli . Anche Ales-
sandro di Hales divide la sua Somma Teologica in j parti (compren-
denti pur qui vari trattati) e le parti in questioni ; ma poi le questioni
in membri, i membri in articoli , gli articoli bene spesso in paragrafi.
Possono servire di tipo la questione seconda (De cognitione Dei) e
la questione cinquantesima (De nomine operationis videlicet de hoc
nomine Deus) : l'una e l'altra nella prima parte (1).
Alberto Magno nella sua Somma Teologica anche pi compli-
cato del Maestro francescano. Oltre la solita divisione in parti (sem-
pre includenti vari trattati) e delle parti in questioni, Alberto Magno
ci d la divisione delle questioni in membri, dei membri in articoli
degli articoli in partculas, delle particul spesso in subparticul, delle
subparticulce qualche volta in qusita : come ognuno pu osservare

(1) La questione De cognitione Dei divisa in tre membri cos : 1)


De cognitione Dei ex parte cognoscibilis ; 2) De cognitione Dei ex parte
cognoscentis ) 3) De cognitione Dei ex parte medii cognoscendi. Il membro
secondo poi suddiviso nei seguenti quattro articoli : 1) An sola naturali
potentia cognoscibilis sit Deus vel etiam requiratur gratia superaddita -,
2) An Deus cognoscibilis sit nedum a bonis sed et a malis ; 3) An Deus
ratione tantum vel etiam sensu tum interiori tum exteriori cognoscatur ;
4) Si homo in statu innocenti cognosceret Deus per creaturas. Il qual
ultimo articolo si sdoppia in paragrafi cos : 1) An Adam in primo statu
cognosceret Deum per creaturas ; 2) An pariter in eodem statu melius
Deum per rationem cognosceret quam modo per fdein cognoscatur. -
- La questione cinquantesima ha il medesimo procedimento. Dapprima si
divide in tre membri : 1) De significati on e hujus nominis Deus ) 2) An nomen
hoc Deus cuni substantive ponitur, pluraliter inflecti x)0SSit, aut singulare
habeat cum adoptive sumitur : 3) De supposi tione hujus nominis Deus . -
Questo terzo membro genera due articoli : 1) An nomen hocD^ws (ut quidam
arbitrati sunt) pro essentia proprie, ex adjuncto autem cun determinatone
personali et quasi extra propriam rationem pro persona supponat ; 2) An
nomen hoc Deus aeque pro persona ac pro essentia supponat, ut alii quidam
affirmant et quidam negant. Il qual ultimo articolo accoglie nel suo seno
la bellezza di sette paragrafi : 1) An sequatur: Deus genuit Deum ; ergo se,
vel alium ; 2) An haec sit vera Deus genuit alium Deum; 3) An hsec conce-
denda sit Fater genuit se: 4) An sequatur : Deus genuit Deum - ergo ge-
nuit Deum qui est Pater vel Deum qui non est Pater ; 5) An hsec sit con-
edenda : Deus generat et ille non generatur ; 6) An haec sit vera : Deus
generat et ille non est Trinitas ; 7) An haec sit vera : Deus est Trinitas.
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IL CONTRIBUTO DI S. TOMMASO

nella questione decimaquinta (De medio cognoscendi Deuin


vigesiinaterza (De seternitate, seviternitate et tempore, et
tione horum ad invicem) : pertinenti entrambe alla prima
Somma Teologica (1).
Nessuno il quale non veda che Alessandro di Hales e p
berto Magno offrono un tecnicismo macchinoso, di fronte al
splende per semplicit e lucidit il tecnicismo di San Tommaso. Ohe
se i nomi precisi paragrafi, particulae ecc. non provengono da
Alessandro di Hales o da Alberto Magno, basta per la giustezza del
nostro rilievo l'indiscutibile esistenza metodica delle divisioni e sud-
divisioni e sotto-suddivisioni e via via, a cui questi nomi furono ap-
posti.
Ma quello che pi importa che qui pure va detto quanto nella
studio suli' articolo (2) dissi con insistenza : cio che la superiorit
tecnica di San Tommaso sintomo di superiorit concettuale, e la
maggiore semplicit, onde la sua tecnica eccelle, il contrassegno dello
spirito vincente per virt di unit e di sintesi la meta toccata dai
predecessori. - Esaminiamo dunque e confrontiamo presso di San
Tomaso e degli altri maestri medioevali pi significativi la divisione
tecnica iniziale delle loro Somme teologiche, cio la comune divisione
in parti. Vestiamola all'uopo delle opportune forme concrete e distin-
tive.

(1) Mi limito ad esemplificare su la questione decimaquinta. Adunque la


questione decimaquinta De medio cognoscendi Deum si divide in tre
membri : 1) Utrum in cognoscendo Deum sit vel esse possit medium natu-
rali ter -, 2) Quale et quid sit medium in cognitione per gratiam ; 3)... Di questi
membri il primo non da luogo a suddivisioni : vi danno luogo invece il se-
condo ed il terzo. Il secondo si suddivide in due articoli : 1) De medio quod
est vestigium ; 2) De medio quod est imago. I quali due articoli nuovamente
si suddividono in particulae. Per non riuscir noioso, mi limito a ricordare le
suddivisioni del secondo articolo. Questo secondo articolo ha due parti-
culce: 1) De imagine secundum quod est in potentiisj 2) In quo differt imago
in actibus ab imagine quae est in poten tiis. Di queste particul la prima ge-
nera tre subparticulse: 1) Quid sit mens secundum quam inest imago -, 2) De
partibus imaginis, utrum scilicet memoria, intelligentia et voluntas sint partes
ejus ) 3) Qualiter partes imaginis se habeant ad inyicem et ad essentiam
animae. La quale ultima subparticula si suddivide finalmente in due quae-
sita : 1) Qualiter partes imaginis se habeant ad essentiam animae ) 2) Dfr
comparatione partium imaginis ad invicem.
(2) Cfr. j Rivista i Filosofia Neoscolastica : 1916, N. 3.

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RIVISTA DIFILOSOFIA NEO-SCOLASTICA

Poich lo spirito naturalmente divide le cose e assegna a loro


le parti secondo il suo particolar modo di concepirvi P unit e farne
la sintesi, le forme predette ci permetteranno di cogliere e misurare
la diversa virt sintetica e unificatrice di chi le pose in atto.
Pier Lombardo, pigliando lo spunto (alquanto arbitrariamente per
verit) da talune considerazioni agostiniane (1), aveva messo innanzi
nei suoi quatuor libri Sententiarum , che costituiscono la sua
Somma teologica e stettero a base dell'insegnamento teologico me-
dioevale per tanti anni una divisione quaternaria. Veteris ac

(1) Sant'Agostino, propostosi con la sua Doctrina Christiana di addottri-


nare il lettore in fatto di Sacra Scrittura s che valga a comprenderla e a
farla comprendere (Cfr. Prologo), e premessa (L. I, c II) la considerazione
generale che omnis doctrina , vel rerum (cose) est vel signorm (segni e spe-
cialmente parole ), passa, volendo 'riuscire coerente insieme e completo, ad
istruire il lettore e circa le res e circa i signa della S. Scrittura. Questa
trattazione poi egli la divide cos : Hoc opus nostrum quod inscribitur de
Doctrina Christiana, in duo qusedam fuerat prima distributione partitus.
Nam post premium, quo respondi eis qui hoc fuerant reprehensuri, duse
sunt res, inquam, quibus nititur omnis tractatio Scripturarum, modus inve-
niendi quae intelligenda sunt et modus proferendi quae intellects sunt. De
inveniendo prius ; de proferendo postea disseremus . Quia ergo de inveniendo
multa jam diximus et tria de hac una parte volumina absolvimus, Domino
adjuvante de proferendo pauca dicemus, ut, si fieri potuerit, uno libro cuneta
claudamus, totumque hoc opus quatuor voluminibus terminetur (Prologo al
lib. IV).
Adunque il De Doctrina Christiana diviso in due parti : la seconda
De proferendo consta di un libro , la prima De inveniendo di tre
libri. La materia di questi tre libri poi divisa cos : il primo libro tratta
de rebus , secondo che ali sunt quibus fruendum est, alise quibus utendum,
alise quse fruuntur et utuntur. (De Doctr. Chr. L. I, c. III). Soggiunge Santo
Agostino che illse quibus fruendum est beatos nos faciunt. Istis quibus
utendum est tendentes ad beatitudinem adjuvamur et quasi adminiculamur...
Nos vero qui fruimur et utimur, inter utrasque constituti, si in quibus uten-
dum est frui voluerimus, impeditur cursus noster... (De Doctr. Chr., ibidem).
Al secondo ed al terzo libro assegnata la trattazione de signis (cfr. il
Cap. 1 del Libro III) cio del linguaggio scritturale, ne in verbis locutioni-
busque ignotis (homo timens Deum) hsereat (lib. II),... e ut... signis ambiguis
non decipiatur (libro Iti). Basta questa semplice esposizione a far capire la
trasformazione ricevuta dal pensiero di S. Agostino sotto la penna di Pier
Lombardo. Il Medioevo usava di cosi fatti procedimenti, volendo esso in un
modo o in un altro aver per s l'autorit di qualcuno, specialmente di San-
t'Agostino.
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IL CONTRIBUTO DI S. TOMMASO

Novje Legis continenti am diligenti indagine etiam atqtie etiani con-


siderantibus nobis - dice il Magister Sententiarum - previa Bei
gratia innotuit Sacre Paginje tractatores circa res vel signa
precipue versari... Id ergo in rebus considerandum est, ut in eodeni
(Libro de Doctr. Chr.) ait Augustinus, quod res alise sunt quibus
fruendum est, aliae quibus utendum est, alise quae fruuntur et utun-
tur.... de quibus omnibus (rebus), antequam de signis tractemus
agendum est : ac primum de rebus quibus fruendum est, scilicet de
Sancta atque Individua Trinitate (1) . Adunque da Pier Lombardo
tutta la materia del domma cattolico, risultante di cose che non sono
simboli d'altre cose (res) e di simboli come appunto i sacramenti
(signa), viene distribuita [in quattro parti a questo modo: l'ultima
(2) (lib. IY) assegnata ai signa , cio ai sacramenti 5 la prima (lib. I)
alle res quibus fruimur, cio Dio uno e trino, oggetto del nostro gau-
dio ; le intermedie o al soggetto che usa e gode come tra le cose
create, V uomo e l'angelo, i quali occupano infatti (2) la parte pre-
cipua del libro secondo; o ai mezzi (Cristo sopratutto, virt, doni ecc.)
per arrivare all' oggetto beatificante, e goderne, dei quali tratta ap-
punto il libro terzo.
La divisione di Pier Lombardo accettata tal quale da Alberto
Magno (3), che si propone di applicarla e l'applica effettivamente alla

(1) L. I, Dist. 1.
(2) Cos comincia il quarto libro: Samaritanus enim vulnerato appropriane
curationis eius sacramentorum alligamenta adhibuit : quia contra originali*
peccati et actualis vulnera sacramentorum remedia Deus instituit. De quibus
quatuor primo consideranda occurrunt : Quid sit Sacramentum... Sacramentum
est SacrsB rei Signum . Le res quae fruuntur et utuntur sono trattate prima
che non le res quibus utimur, occupando esse in qualche modo il mezzo tra
le res quibus fruimur e le res quibus utimur. Res vero quae fruuntur et
utuntur, dice Pier Lombarbo nella distinzione prima del libro primo, et nos
Burnus quasi inter utrasque (res quibus fruimur, res quibus utimur) consti tuti,
et Angeli Sancti .
(3) Alberto Magno medesimo nel prologo alla seconda parte, dopo aver
detto che ad consideration em creaturarum est transeundum dichiara es-
plicitamente di attenersi alla distribuzione di Pier Lombardo : Librimi ergo
de consideratone creaturarum in duo dividimus, ut primo consideremus de
principio creaturarum secundum quod principium est, secundo de creatis sive
principiatisi.. Sequemur autem or dinem Magisti in Sententiis , quemadmodum
fecimus in prhabitis. E nella prima parte, come introduzione alla questione
XIII , noi leggiamo : Primo ergo de fruibili, hoc est de Mysterio Trinitatis
et Unitatis agendum.... .
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RIVISTA DI FILOSOFIA NEO-SCOLA^TIOA

sua Somma Teologica per quel tanto che di essa noi conosciamo og
gid. Sotto la Q. XII Membr. II, quasi a riassunto e chiusura delle
prime dodici questioni che servono da proemio o introduzione, noi
leggiamo : Recapitulando autem dicimus, quod ex dictis jam patet,
quod tota theologia circa signa et res est : et quod res in tria divi-
duntur, scilicet in res quibns fruendum est , et res quibus utendwm est ,
et res qu utuntur et fruuntur . Et inter res quibus utendum est>
quaedam sunt per quas sicut per formas et dispositiones vel sicut per
instrumenta fruimur et utimur, sicut virtutes quae deserviunt ut in-
strumenta. De bis ergo oportet doctrinam tradere. Et primo de relus in
tribus primis libris et postea de signis et signatis in quarto libro , in
quo ipsa doctrina complebitur .
Orbene : qual' l'unit o 1' uno che la qui accennata divisione
rivela ne' suoi autori? In verit questa divisione, anzich come di-
visione intima del soggetto della teologia, o in altre parole, anzich
come divisione organica e speculativa di una scienza, ci si manifesta
subito come divisione didattico -pratica di un libro funzionante da
testo fondamentale o piuttosto del materiale di esso libro : la santa
Bibbia (1).
Effettivamente non altro che
come si ricava facilmente guard
testo sopracitato Veteris ac N ovse Legis continentiam e all'altre
cos significative, usate per denominare i teologi, sacrae paginae
tracta tores . Ecco dnnque: il teologo tractator sacrae paginae , cio
della Bibbia ; suo soggetto di studio e quindi di insegnamento il
materiale di tutta la sacra pagina , cio la continentia veteris et novae
Legis : continentia guardata dal punto di vista degli elementi interessanti

(1) Nessuna meraviglia che, con s fatto testo, maestro e scolari avessero
a la mano la Doctrina Christiana di Santo Agostino, composta appunto per
giovare il lettore della Sacra Bibbia, e di qui traessero suggerimenti ed ispi-
razione a dividere.
Un'altro rilievo. La Sacra Bibbia fu il testo fondamentale delle scuole
teologiche durante il miglior periodo dal Medio Evo. La sua conoscenza
e dimestichezza venivano presupposte nello studente delle Sentenze e delle
Somme, dove la prova scritturale aveva da valere come semplice richiamo
Solo sul finire del M. E. si guarda con troppa parzialit e fin anche con
esclusivismo alle Sentenze e alle Somme, nonch ai loro prolissi commenti y
trascurando il sacro testo. Allora la storia della teologia somiglia alla storia
del diritto durante l'epoca greve del Bartolismo : trionfa pur troppo il bar-
tolismo^ teologico.

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IL CONTRIBUTO DI S. TOMMASO

ia consecuzione dell'ultimo fine soprannaturale, come insin


ramente qui la parola lex e sopra le parole frui e uti . Nessuna
ulteriore determinazione concettuale viene a togliere il materiale dalla
semplice unit, mi si lasci dire, libraria, o sia pure dall'unit pratico-
estrinseca figlia del predetto punto di vista, per portarlo ad una unit
intima e speculativa figlia dell'oggetto medesimo preso a studiare.
Sicch, la divisione di Pier Lombardo cade su materiale ancora informe
e sta paga di raggrupparlo, a pro' dell' insegnamento, in quattro co-
mode caselle trovate nella tradizione e apprestate da Sant'Agostino
con altro proposito e intendimento.
Passando da Pier Lombardo ad Alberto Magno, conviene rilevare
che ai tempi di Alberto Magno l'intima unit della Sacra Doctrina
- cio del contenuto scritturale riflettente l'assecuzione dell' ultimo
fine - cominciava gi ad essere intra vveduta dai medioevali. Un
sintomo l'abbiamo nel fatto che la Sacra Doctrina viene nominata
correntemente Teologia : nome che in virt della sua stessa etimologi
afferma implicitamente l'intima unit del soggetto nella Sacra Doc-
trina . Tra coloro che intravvedono Alberto Magno medesimo. In
lui particolarmente vivo il bisogno, ignoto a Pier Lombardo, di
affermare e dimostrare l'unit della teologia come scienza. La qual
cosa, tentata a pi riprese (Q. XII, M. II) (1) fino a dedicarvi un
articolo intero (2), mise in luce elementi preziosi : la immedesimazione
del signum con V utile e la concentrazione dell'utile nonch dei fruen-

ti) Recapitulando autem dicimus.... quod tota theologia circa signa et


rea est:.... De bis ergo oportet doctrinam tradere... Signum autem quamvis
propter modu m signandi opposi tum di vidt id circa quod est theologia cum
re ex opposito, tamen secundum substantiam ad rem reduci tur et sub utili
continetur... res autem utilis ad fruibilem, et utens et fruens ad fruibile re-
feruntur .

(2) Summa Tlieol., Pars. 1, Q. III, Membrum II : Utrum theologia


sit 8cientia una vel plures, et qua unitate sit una si una est. - Qui noi
leggiamo :... theologia una est scientia ab unitate format unum facientis su-
bjectum... Jam enim habitm est quod signum refertur ad utile j utile autem
refertur ad fruibile. Dicit enim pliilosoplius quod ubi unum propter alterum
utrobique unum. Et est sensus quod finis et non aliud quam finis inspicitur et
quaeritur et in seipso et in eo quod est ad ipsum : et sic utrobique quaeritur
finis ) et sic in utili quaeritur fruibile, et stat sub forma fruibilis . Ed haec
imitas non est generis nec speciei, sed princi pii : quod simpliciter est in uno
et in aliis secundum modum quo respiciunt in ipsum per analogiam unicuique
determinatam : et talis unitas est primae philosophise et theologiae .

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RIVISTA DI FILOSOFIA NEO-SCOLASTICA

tes e utentes sotto o verso il fruibile (sub forma fruibilis) cio


verso Dio. Il quale diviene cos, proprio secondo l'aspetto soprana-
turale in cui concretamente fruibile, il soggetto unico della teo-
logia, a cui apporta, non pi dall'esterno ma dall'intimo del materiale
studiato, l'unit che le abbisogna per essere scienza. - Purtroppo
questa ultima affermazione, immediatamente dopo la timida discus-
sione conciliatrice De Subjecto Theologise.... (1) , non pu avere
e non ha in Alberto Magno la consapevolezza battagliera e la
risolutezza bastevoli a farne una concezione ben determinata e fe-
conda. Di fatto Alberto Magno non vi trova l'ispirazione e 1' ardire
a ravvivare con novello impulso unificatore il materiale della Sacra
Doctrina, e a romperla con la divisione di Pier Lombardo, figlia
di un concetto dell'unit omai in arretrato e veste impari e malsicura
del nuovo che spunta.
Come Pier Lombardo e Alberto Magno, Alessandro di Hales
adotta per le parti della sua Somma teologica una divisione quater-
naria. Ecco le parole di Alessandro di Hales tolte dal prologo alla
terza parte : Inquisitio (igitur) catholica de his quae pertinet ad fidem
quadripartita est. Prima pars pertinet ad cognitionem subtantise di-
vin Trinitatis et Unitatis ; secunda ad opera divinae conditionis y
tertia ad personam Salvatoris in natura divinitatis et natura huma*
nitatis ; quarta vero pertinet ad sacramenta salutis et opera futur
glorificationis . La divisione dell'Halensis coincide nella sostanza
con la divisione di Pier Lombardo (2). Ci non pertanto significa-
tivo che Alessandro di Hales lasci cadere la formula signa et res r
cara alla tradizione.
Certo non siamo autorizzati per questo ad ammettere nell'Ha-
lensis una visione circa l'unit della teologia pi esatta che non

(1) Summa Th., P. I, Q III, M. I De Subjecto Theologise secundum


quatuor positiones assignatas . Qui Alberto Magno enumera quattro opinioni
circa il soggetto della teologia, una delle quali insegna appunto quod Deus
sit subjectum Sacrse Scripturae, sicut et pernomen signifcatur quo theologia
vocatur } e, pur accordando il diritto di cittadinanza a questa opinione (la
qual cosa segna un passo innanzi), non la presceglie (la qual cosa segna un
arresto). Egli si accontenta di dar opera a conciliare le quattro opinioni merc
distinzioni fra soggetto e soggetto.
(2) Quanto alle parti prima, terza e quarta la cosa di per s manifesta;
quanto alla seconda basti notare che fra le opere di vinse conditionis
primeggiano l'uomo e l'angelo, che sono appunto le res quae fruuntur et
utuntnr del secondo libro di Pier Lombardo.

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IL CONTRIBUTO DI S. TOMMASO

quella di Alberto Magno. Anzi basta il confronto di poche pagine


per avvedersi che presso il domenicano tedesco, come la preoccupazione
dell'anzidetta unit pi intensa, cos l' affrmazione ne pi te-
nace e precisa. Alessando di Haies si preoccupa dell'unit della teo-
logia solo rispondendo ad obbiezioni, n appare dalle sue risposte
ch'egli, affermato l'aspetto soprannaturale onde il teologo riveste il
suo materiale, vada oltre la visione d'un' unit pratica ed estrinseca.
Ad illud vero, quod objicitur de unitate seien tise quae non est rerum
et signorm, respondetur quod hoc est ubi est separata ratio consi-
derations rei et signorm - hic vero non separatur CQnsideratio, cum
sit relatio considerations ad unum quod est reformatio hominis ad
similitudinem Dei seu conformano hominis ad Deum per opus re-
parations a Christo (1) . Cos leggiamo nel Membro III della Q. I,
dove egli tutto, non diversamente in ci da Alberto Magno, nel
conciliare le disparate opinioni vecchie e nuove circa il soggetto della
Sacra Doctrina . Se non che il francescano inglese ha la tempra rea-
listica della sua razza, e sente pi di Alberto Magno il peso di for-
mule, le quali, mentre prestarono buon servizio in passato, sanno
ormai troppo di convenzionale. Perci egli, senza ostentare il propo-
sito, nella pratica se ne sbarazza, adottando la divisione surricordata,
di cui ritarda l'enunciazione, quasi per cautela, Ano al prologo della
terza parte della sua Somma.
*
* #

Alberto Magno, che affina l'unit della Sacra Doctrina o teologia


suggerendone un aspetto soprannaturale non pi esteriore ma intimo,

(1) Sabito dopo leggiamo, a proposito di analoga obbiezione, quest' altra


risposta che merita di venir riportata. Ad illud vero quod objicitur quod
(theologia) est de omnibus quia agit de rebus secundum omnem differentiam,
dicendum est quod etsi agat de omnibus, non tamen secundum rationes dif-
frentes omnium ; sed secundum unam rationem quae est ut homo reparatus
per sacramenta incarnationis (qui est res inter utenda et fruenda constituta)
per utenda perveniat ad fruenda quae sunt Pater Filius et Spiritus Sanctus
incommutabile bonum.... P. I, Q. I, M. III. Questo passo, insieme con quello
citato nel testo, mette in chiara luce che l'unit dell'Halensis proviene da
un punto di vista pratico ed estrinseco. Per questi stessi passi autorizzano
ad escludere l'asserzione di Mattia Aquario (Capreolus : Annotationes super
quatuor libros Sententiarum ; Tomus IV, p. 6) e di coloro che la ripetono :
secondo cui, per 1' Halen sis, il soggetto della Teologia sarebbe Dio sub ra-
tione absoluta , cio Dio, astrazione fatta da ogni particolare aspetto fosse
pur indole soprannaturale.
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RIVISTA DI FILOSOFIA NEO SCOLASTICA

e Alessandro di Haies, che sgombra il terreno dalle formule con-


venzionali, spianano la via a S. Tommaso. Presso di lui la visione
dell'intima unit della S. Doctrina diventa forza viva che compenetra
tutto il materiale teologico e palpita sotto l'organismo di una divi-
sione ternaria, sciolta da ogni impaccio convenzionalistico o pratici-
stico. - Ecco la divisione della Somma teologica di S. Tommaso,
come si raccoglie dalle parole introduttive della Q. II (P. I) della
Somma Teologica medesima : Primo tractabimus de Deo ; secundo
de motu rationalis creatura in Deum (1) ; tertio de Christo qui, se-
cundum quod hpmo, via est nobis tendendi in Deurn . Ognuno av-
verte che per l'autore di questo testo tutto il materiale della Sacra
Doctrina si appunta in Dio, e la sua distribuzione si compie, anzich
dall'esclusivo punto di vista didattico-pratico, da quello intimo-spe-
culativo del soggetto della scienza, contemplato in s (P. 1), e nel
suo nesso effettuale col viatore (rationalis natura: II P.) e con la via
(Christus : III P.) dentro il vigente ordine soprannaturale.
Ci avviene in piena conformit a quanto scritto gi nella
prima questione della Somma teologica sotto l'articolo settimo: Utrum
Deus sit subjectum hujus (theologiae) scientiae . Dal quale articolo
stralcio alcune righe tra le pi significative : Omnia pertractantur
in Sacra Doctrina sub ratione Dei : vel quia sunt ipse Deus, vel quia
habent ordinem ad Deum ut ad principium et fnem : unde sequitur
quod Deus vere sit subjectum hujus scienti... Quidam vero, atten-
dentes ad ea quae in ista scientia tractantur et non ad rationem se-
cundum quam considerantur, assigna verunt aliter subjectum hujus
scienti : vel res et signa ; vel opera reparationis ; vel totum Christum
idest Caput et membra (2). De omnibus enim istis tractatur in ista
scientia sed secundum ordinem ad Deum .

(1) Rilieviamo : nel pensiero di San Tomaso la teologia dominati ca e la


teologia morale non costituiscono due scienze, ma una scienza sola.
(2) Come illustrazione storica riporto questo passo di Alberto Magno
(Summa Teol. : P. I : Q. III : parole introduttorie) : ... Secunda (sententia) est
Hugonis de Sancto Victore in Libro Sententiarum suarum, quae dicit, quod
materia divinarum Scripturarum sunt opera reparationis

In principio autem Glossae Psalter ii dicitur q


divina quod non ad Christum vel Ecclesiam perti
sponsus et sponsa, Christus et Ecclesia subjectum s
est totus Christus integer.
Alia positio est quod Deus sit subjectum... .

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IL CONTRIBUTO DI S. TOMMASO

Adunque non pi presso S. Tommaso, come in Alessandro di


Haies, un timido abbandono di formule senza poi il distacco dalle
manchevolezze sostanziali che quelle formule suppongono e annun-
ciano ; non pi, come in Alberto Magno, una visione inerte che si
adatta al praticismo bonario di Pier Lombardo ; non pi insomma
la mente preoccupata e assorta in vani miraggi di conciliazione de-
stinati a trattenere o ad arrestare.
Invece di tutto questo, una risoluta e sagace opera di elezione
sotto la guida di un intuito sicuro che feconda tutto il materiale della
Sacra Doctrina , liberandolo definitivamente da formule omai superate
e da aridi schemi divisori, rigenerandolo poi in una sintesi vera
dall'organismo rinnovellato. Lo spirito di San Tommaso qui tal
quale ci si rivel nei saggi precedenti (1).

(1) L'unit affermata e attuata nella Sacra Doctrina o Teologia da San


Tomaso non dovette passare presso i contemporanei come un contributo in-
differente, se Aegidius Romnus, che pone in rilievo con predilezione e svolge
e accentua gli insegnamenti del suo grande Maestro, si fa a ragionare intorno
al soggetto della teologia nella questione seconda del terzo quodlibeto (i quod-
libeti erano le dispute solenni) e in un opuscolo a parte. Riporto alcune linee
scultorie dell'opuscolo intitolato De Subjecto Theologise :
Deus ergo absolute sumptus vel Deus in eo quod Deus erit subjectum
in scientia quam habet Deus de seipso. ... sed in seien tia beatorum et in
quacumque alia scientia creata Deus non absolute idest non in ilio pelago
infinitatis nec in eo quod Deus idest ut pelagus infnitatis potest esse su-
bjectum in aliqua scientia creata. Ergo in scientia creata et finita Deus non
potest esse subjectum nisi sub aliqua conditione finitante et contrahente et
specificante : cujus limitationis et specificationis melior modus qui occurrit
nobis est ut requirat glorificatio et beatificatio nostra.
Hoe igitur modo poterit Deus esse subjectum tam in scientia beatorum
quam viatorum aliter tarnen et aliter : quia in scientia beatorum erit Deus
sic subjectnm secundum quod videtur, in scientia vero viatorum erit sic su-
biectuni secundum quod credi tur et audi tur juxta illud psalmi : Sicut audi-
vimu8 (supple in via) sic vidimus in civitate Dei nostri (idest in Patria). -
Gi prima Egidio R. aveva detto, quasi a mo' di compendio : Deus in eo
quod glorificator est subjectum in sacra pagina .

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