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Isaiae 9, 1-6 hebr.

- Lacto > nella Volgata 219

LACTO > NELLA VOLGATA

In Theologie und Glaube 9 (1917) 545 s. il noto autore del Sa


batier redivivus , Joseph Denk, rileva un errore di traduzione scors
al B. Alberto Magno nella sua omilia in Lue. 11, 17 ( Ein liebens
wrdiger bersetzungfehler des sel. Albertus Magnus). In quelle pa-
role dei Proverbi Fili , si te lactaverint peccatores, ne acquiescas eis
(1, 10), il verbo lacto preso dal dottissimo Alberto nel senso di a
lattare , cio come derivato da lac lactis, non (come realmente
senza dubbio) da lacio, onde allicio = allettare , sedurre. Occasion
dell'errore sarebbe stata, secondo il Denk, la Concordanza della Vol-
gata, composta appunto vivente Alberto Magno dal suo confratell
Ugo da S. Caro con altri 500 Domenicani. Difatti tutte le Concor
danze latine, anche le pi recenti del Dutripon, del Bechis, del Peul-
tier, confondono i due sensi che ha lactar e, dando in una medesima
serie tutti i luoghi ove occorre nella Volgata. Il grande dottore, pens
il Denk, dovette prendere quel testo direttamente dalla Concordanza;
se fosse ricorso al volume della Bibbia, il contesto l'avrebbe prese
vato dall'errore.

Ma il medesimo errore commise un altro, quando certamente la


Concordanza non esisteva ancora, un altro assai pi antico di Alberto
Magno, anzi vicinissimo alle fonti della latinit della Volgata, un con-
temporaneo di S. Girolamo. L'autore del Commentarius in Prophetas
m7iores tres, che va a torto fra le opere di Rufino (PL 21, 959),
autore che il eh. Denk volentieri, penso, conceder all'amico suo, G.
Morin, essere Giuliano d'Eclano (ved. Revue Bnd. 30 [1913],
1-24) cos commenta quelle parole di Osea : Ecce ego lactabo eam
et ducam eam in solitudinem (2, 14): nativitatem synagogae tempus
aegyptiae liberationis appellai ; lactatio quoque cibum mannae videtur
ostendere (1. c. 977 B). Il passaggio dalla schiavit dell'Egitto alla
libert del deserto (interpreta Giuliano) fu come l'atto di nascita della
sinagoga, ossia del popolo israelitico; ed al novello popolo si conve-
niva, come a neonato, il tenero cibo del latte; tale fu per lui la
manna cadutagli dal cielo.
Dunque l'autore, che scriveva quando la lingua latina era an-
cora viva e vegeta, derivava il lactabo di Os. 2, 14 da lac lactis .
Eppure aveva letto il commentario di S. Girolamo ; l'aveva letto per-
ch ne parla nella introduzione (ib. 962 A) e pi ancora perch di
quando in quando ne fa ora velata ora scoperta, ma sempre acerba

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220 Animadversiones

critica, e non rare volte tacitament


larsi ih. 969. 1007. 1009. 1034.
sott' occhio l'autentica spiegazion
qual interpretazione pi autorevo
S. Girolamo la sua propria version
locum paenitentiae, et blandietur ei:
(PL 25 in h. 1.). Vuoisi nulla di pi c
Ma anche i grandi scrittori sono esp
Non sar inopportuno dar qui d
Volg. usa il verbo lactate nell'uno
1. Denominativo da lac: Gen.
Job 3, 12; Eccli. 30, 9; Is. 13, 18
2. Frequentativo di lacio: Prov. 1,
In quest'ultimo luogo ha il senso f
intendemmo dallo stesso S. Girol
senso cattivo di sedurre , ingannare
A questi bisognerebbe aggiunge
nauer nel suo Lexicon Biblicum in q
et phrases (sub h. v.), Job 31, 27 dove l'ebraico ha rifili
e l'odierna volgata laetatum est in abscondito cor meum (*). La corru-
zione di laetatum in laetatum tanto facile ! Essa pur antica, poich
S. Gregorio Magno ne' suoi famosi Maralia in Job gi suppone la
lezione corrotta. Quid nobis innuitur (domanda il grande Pontefice
nel commento a questo luogo) nisi quod magno metu et circumspe-
ctione opus est, ne mens nostra unquam de suis laudibus laeteturf
(PL 76, 223). Ma due commentatori ben pi antichi di S. Gregorio,
anzi contemporanei di S. Girolamo, avevano ancora la bona lezione.
Filippo, il discepolo di S. Girolamo, come lo chiama Gennadio di Mar-
siglia (Vir. ill. 62) cos parafrasa il presente versetto : Non solum in-
quit, quoruncumque idolorum culturis, verum etiam nec horum pul-
critudine ac specie magnorum luminum delectatus sum (in historiam

(i) E cos pure in Ps. 78, 36, versione dall'ebreo, che non fa parte della
Volgata.
(2) nnfc tradotto da S. Girolamo per una met dei casi (13 su 26, tra
cui lob 31, 9, notevole per 31, 27) decipere; per un quarto (6 casi, compresi
Ps. 78, 36 e lob 31, 27) lactare; per il quarto restante in vario modo: Ex. 22,
16; 1er. 20, 7; Os. 7, 11 seducere; lud. 14, 15 blandiri ; Prov. 25, 15 lenire;
Ez. 14, 9 (passivo) errare: lob. 5, 2 (partie.) parvulus . Aggiungansi i due casi
(Gen. 9, 27; Prov. 20, 19), in cui viene da altra radice ed rettamente tra-
dotto dilatare (cfr. i Lessici Gesenius). Di laetari nessun esempio certo,

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Lacto nella Volgata. - . Ez. 7, 23 221

lob commentariorum libri tres ed. Basileae 1527 p. 129 A ; cfr PL 2


750). L'autore poi del commento pubblicato nello Spicilegium Cas
nense 3, 1 p. 333-417, che secondo ogni probabilit ancora Gi
liano di Eclano (cfr A. Vaccari, Un commento a Giobbe di Giu
liano di Eri.), cos volta il medesimo v. in altre parole: Non su
astrorum vel decore vel splendore commotus ut ea deos crederem,
culturae aliquid eis ac venerationis impenderem (1. c. p. 400). N
vorrei giurare che anche la lettura laetatum est non potesse condur
a tali spiegazioni ; ma l'altra laetatum est senza dubbio pi pr
babile.
A. Vaccari S. I.

BZ. 7, 23

ptefifl nfeWt I vecchi commentatori traducevano: fac catenam e


sforzavansi trovarvi un senso tollerabile. Per i moderni un locus
desperatus . Scarcely original dice il Davidson ( Cambridge Bible);
unintelligible.... text corrupt beyond emendation esclama Toy (Sa-
cred Books of the O. T. in hebrew, nota in h. 1.); rein unver-
stndlich ripete Bertholet ( Kurzer Handcomm . in h. 1.); ganz
sinnlos dichiara J. W. Rothstein e salta (Kautzsch, Die heil .
Schrift des A. T.) ; ohne jeden Sinn conferma R. Kraetzschmar
(Handk. in h. 1.) ; die Notwendigkeit zu emendiren ist unumgnglich
conchiude H. Cornill {Das Buch Ezechiel p. 219).
Un senso, acconcio darebbe, secondo il medesimo Cornill, il (pvQjxv
dei LXX (invece di pFHfi ), sebbene non ardisca precisarlo (ib.). Ci
torneremo pi sotto ; qui contentiamoci di notare che nei LXX tutta
la frase suona : xa jcoit] aovai qpvQjxv.
La versione siriaca (Peitto) legge ora in tutte le edizioni (4) :
yoia&jo = et tr ansibunt per later es. Bislacca traduzione ,
o meglio corruzione ! esclama il citato Cornill (1. c. p. 156. 219),
e tiene per indubitato, che l'interprete siro abbia scritto
= e agiranno con violenza (und sie werden gewaltthtig
verfahren , 156). Anzi, aggiunge il critico, (senza o e o) an-
drebbe ancora meglio.

(') Polyglotta Londin. ; Lee ; Urmia ; Mossul ; e nel codice ambrosiano


pubblicato in fotolitografa da A. Ceriani (Milano 1883).

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