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AMO

(1922)

Di solito cos

A ogni uomo nato di donna stato concesso lamore,


ma tra impieghi,
entrate
e il resto,
giorno per giorno
sinaridisce il terreno del cuore.
Sul cuore infilato il corpo,
sul corpo la camicia.
E come se non bastasse
Un tale
un idiota -
ha fabbricato i polsini
e ha intriso damido lo sparato.
Verso la vecchiaia, ci si ripensa di soprassalto
La donna si trucca.
Luomo si sbraccia come un mulino, metodo Muller.
Ma tardi.
La pelle si copre di rughe.
Lamore fiorisce un po,
fiorisce un po
e saggrinza.

Bambino

Io damore sono stato dotato a sufficienza.


Fin dallinfanzia
addestrano
la gente alla fatica.
Io, invece,
scappavo sulla riva del Rioni
sempre a zonzo
senza voglia di fare un accidenti.
Si arrabbiava la mamma:
Mascalzone!.
Il pap minacciava con la cinghia.
Ma io,
ricco dun biglietto falso da tre rubli,
giocavo con la soldataglia a tre fogliette sotto lo steccato.
Senza il fastidio delle scarpe,
senza il fastidio della camicia,
mi cocevo alla calura di Kutaisi.
Voltavo al sole ora la schiena,
ora il ventre,
fino a quando qualcosa mi cantava alla bocca dello stomaco.
Il sole si stupiva:
Tant piccolo non lo vedi neanche,
eppure,
ce nha, di cuore!
E quanto si d da fare con quel cuore!
Come fa
questo soldo di cacio
a trovare dentro di s
tanto posto per me,
per il fiume,
e per queste rocce chilometriche?

Adolescente

Per i ragazzi c un sacco di roba da studiare.


Sinsegna la grammatica a scemi e a sceme.
A me, invece,
mhanno scacciato dalla quinta classe.
Hanno preso a sbattermi nelle prigioni di Mosca.
Nel vostro
Piccolo mondo
Di appartamenti
crescono ricciuti poeti
per celebrare le camere da letto.
Che ci trovi in quelle liriche da cani pechinesi?
A me, per esempio,
ad amare
lhanno insegnato
nelle carceri di Butyrki.
Che mi importa della nostalgia per il per il bosco di Boulogne
e dei sospiri davanti ai panorami marini?
Io, ecco,
minnamorati
dallo spioncino della cella 103,
di fronte allIimpresa di pompe funebri.
Chi vede tutti i giorni il sole
dice con sufficienza:
Cosa saranno mai quei quattro raggi!
Ma io
per un giallo riflesso
sopra un muro
avrei dato allora qualunque cosa al mondo.

La mia universit

Conoscete il francese.
Sapete dividere.
Moltiplicare.
Declinare a meraviglia.
E allora, su, declinate!
Ma dite,
siete capaci
di cantare assieme a una casa?
La lingua dei tram la capite?
I pulcini duomo
appena con un po di penne,
pongono mano ai libri,
ai quinterni dei quaderni.
Io imparavo lalfabeto dalle insegne,
sfogliando pagine di ferro e di latta.
Loro prendono la terra,,
la rapano,
la scorticano
e insegnano,
riducendola tutta a un mappamondo.
Ma io
imparavo la geografia coi fianchi,
non per niente
mi buttavo a terra
per dormire!
Gli Ilovajskie agitano problemi scottanti:
Era davvero rossa la barba di Barbarossa?.
Facciano pure!
Io non frugo in sciocchezze polverose.
A me basta conoscere ogni storia di Mosca!

Scelgono di studiare Dobroljubov (per odiare il male),


ma hanno contro la famiglia,
e mugola tutto il casato.
Io
mi sono abituato
sin dallinfanzia a odiare i grassi,
sempre pronti
a vendersi per un pranzo.
Ben istruiti,
sapprestano
a piacere alle signore,
e pensierini tintinnano nelle loro piccole fronti di bronzo.
Ma io
parlavo
soltanto con le case.
Miei soli interlocutori, i serbatoi dacqua nelle strade.
Con labbaino intento ad ascoltare,
i tetti afferravano le parole che gli anciavo nelle orecchie.
E poi,
cicalavano
della notte
e luno dellaltro
dimenando la loro lingua banderuola.

Adulto

Per gli adulti gli affati.


Tasche gonfie di rubli.
Amare?
Prego!
Per un centinaio di rubli.
Ma io,
senza dimora,
le manacce
ficcate
nella tasca sfondata
bighellonavo con tanto docchi aperti.
notte.
Voi indossate labito migliore
e riposate lanima sulle mogli o sulle vedove.
Me, invece,
Mosca mi soffocava tra le sue braccia
col suo anello senza fine delle Sadovye.
Nei vostri cuori,
negli orologi,
fanno il loro tic tac le amanti.
In estasi le coppie nelle alcove damore.
Io il selvaggio palpito delle capitali
Seguivo,
sdraiato su Piazza della Passione.
Sbottonato sul petto,
Col cuore quasi di fuori,
maprivo al sole e alle pozzanghere.
Entrate con le passioni!
Venite con gli amori!
Ormai non pi in mio potere controllare il cuore.
Conosce dove hanno di casa il cuore, gli altri.
Nel petto, lo sanno tutti!
Per me invece
impazzita lanatomia.
Sono tutto cuore,
mi batte dappertutto.
Oh, quante,
di sole primavere,
hanno spinto in ventanni dentro il mio incendio!
Quel carico non consumato insopportabile.
E non insopportabile cos,
tanto per fare un verso,
ma letteralmente.

Che cosa n venuto fuori

Pi di quanto era possibile,


pi di quanto fosse necessario
come
un incubo poetico in sogno,
quel groppo del cuore crebbe come montagna:
una montagna damore,
una montagna dodio.
Sotto il peso,
le gambe
traballavano.
Tu lo sai
se io
sono ben piantato,
eppure mi trascino ridotto a unappendice cardiaca
curvo per tutta la larghezza delle spalle.
Mi gonfio col latte dei versi,
non riesco a spargerne fuori;
non c chi ne voglia, pare, e di nuovo mi gonfio.
Mi ha spossato la lirica,
nutrice del mondo,
iperbole
del prototipo di Maupassant.

Chiamo

Presi a sollevarlo come un atleta,


lo portai come un acrobata.
Come si chiamano gli elettori ad un comizio,
come i villaggi
negli incendi
si chiamano con campane a martello,
io chiamavo:
Eccolo!
Ecco!
Prendete!
Quando
una simile mole ansimava
senza badare a niente,
in mezzo alla polvere,
in mezzo al fango,
in mezzo alla neve accumulata,
le dame
via da me
filavano come un razzo.
Per noi ci vorrebbe qualcosa di pi piccolo,
qualcosa come un tango.
Non ce la faccio pi,
ma lo porto lo stesso.
Vorrei scrollarmelo di dosso,
ma so
che non lo lascer!
Gli archi delle costole non reggono al peso.
Scricchiola la cassa toracica per lo sforzo.

Tu

Poi sei venuta tu,


e t bastata unocchiata
per vedere
dietro quel ruggito,
dietro quella corporatura,
semplicemente un fanciullo.
Lhai preso,
hai tolto via il cuore
e, cos,
ti ci sei messa a giocare,
come una bambina con la palla.
E tutte,
signore e fanciulle,
sono rimaste impalate
come davanti a un miracolo.
Amare uno cos?
Ma quello ti si avventa addosso!
Sar una domatrice,
una che viene da un serraglio!.
Ma io, io esultavo.
Niente pi
Giogo!
Impazzito dalla gioia,
galoppavo,
saltavo come un indiano a nozze
tanto allego mi sentivo,
tanto leggero.
Impossibile

Da solo non ce la faccio


a portare un pianoforte
(figurati poi
una cassaforte).
E se non una cassaforte,
e non un pianoforte,
come ce lavrei fatta,
dopo averglielo ripreso, a portare il cuore?
I banchieri insegnano:
Siamo ricchi sfondati, noi.
Se le tasche non bastano,
c posto nella cassaforte.
Ho rinchiuso
dentro di te
lamore,
tesoro nascosto dentro il ferro,
e me ne vado in giro
felice come un Creso.
E magari,
se proprio mi va,
prender un sorriso,
o mezzo,
o ancor meno,
e in allegra compagnia
ne spender in met notte
per una quindicina di rubli di spiccioli poetici.

E cos anche con me

Le flotte: anche loro convergono verso il porto.


Il treno: anche lui corre verso la stazione.
E io verso di te a maggior ragione,
perch io amo,
mi sento proteso e attratto.
Il cavaliere avaro di Puskin scende
a godersi nel sotterraneo i suoi beni e a frugare.
Cos io
a te ritorno, amata.
Mio questo cuore,
e io godo di quanto mio.
Voi tornate a casa tutti lieti,
a raschiarvi di dosso
la sporcizia, radendovi e lavandovi.
Cos io,
tornando a te.
Forse
non vado a casa mia io,
quando vengo da te?
Il grembo terrestre attende i terresti.
Noi volgiamo alla nostra meta finale.
Cos io
verso di te
tendo inesorabilmente:
anche appena separati,
anche appena abbiamo finito di vederci.

Conclusione

Niente canceller via lamore,


n i litigi
n le distanze.
meditato,
provato,
controllato.
Alzando solennemente i versi, dita di righe,
lo giuro:
amo
dun amore immutabile e fedele.