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Sessantotto.

Rivoluzione del desiderio e desiderio tradito

Prima aporia del desiderio lacaniano.


Da una parte il desiderio è sfuggente, erratico, eccessivo, deviante – qualcosa che
trascende costantemente le possibilità di governo.
Dall’altra parte il compito etico del soggetto di assumere questa eccentricità, questa
devianza, questa erraticità.
Se si cancella questa aporia come nel sistema capitalista, si finisce per sponsorizzare la
dimensione cinico-materialistica del godimento e si perde di vista la dimensione etica
della responsabilità.

«Chi vi parla è entrato nella psicoanalisi molto tardi, ma è nella psicoanalisi già da
parecchio tempo per dire che presto avrà passato metà della sua vita ad ascoltare vite
che si raccontano, che si confessano. Egli ascolta. Io ascolto. Io non ho niente per poter
misurare il valore delle vite che da quattro settenari ascolto confessarsi dinanzi a me. E
uno degli scopi del silenzio costituisce la regola del mio ascolto e cioè tacere sull’amore»

(La misura del desiderio è infinita)

Il tiranno non sa tacere sull’amore.


L’amore dell’analista è sempre amore per il nome. Tacere sull’amore implica una
presenza reale dell’analista e allo stesso tempo un passo indietro.

Seconda aporia del desiderio lacaniano.


Da una parte il desiderio implica sempre il desiderio dell’Altro, il desiderio di
riconoscimento (esiste una dialettica del riconoscimento).
Dall’altra parte il desiderio, la versione libidica del desiderio, è qualcosa che spinge al di
là dell’altro. C’è qualcosa del desiderio incompatibile con la dialettica della parola.
E’ il desiderio che diventa metonimia pura, metonimia della mancanza essere, pura
consumazione, dispendio, desiderio non dell’Altro ma d’Altro.
Lacan raggiunge il territorio del godimento a partire dalla riflessione del desiderio come
pura metonimia, come pura dissipazione. E’ il punto delle acqua del godimento e del
desiderio si mescolano.

(L’amore è il riconoscimento del soggetto come pura singolarità


L’amore tiene insieme desiderio e godimento.
L’amore è la sola possibilità di supplire all’inesistenza del rapporto sessuale, al non
rapporto.)

Il discorso capitalista pone il desiderio non implicato al godimento ma in alternativa al


godimento. Separare il godimento dal desiderio è ciò che fa il capitalismo.