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Articolo 886

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Dispositivo dell'art. 886 Codice Civile

Ciascuno pu costringere il vicino a contribuire per met nella spesa (1) di costruzione di muri di
cinta (2) che separano le rispettive case, i cortili e i giardini posti negli abitati [888]. L'altezza di
essi, se non diversamente determinata dai regolamenti locali o dalla convenzione, deve essere
di tre metri.

Not e

(1) L'obbligo del conf inante di contribuire per met della spesa un'obbligazione propter rem [v.
874 nota ].

(2) Due sono i presupposti per l'applicazione della norma: il primo l'esistenza di un muro divisorio
di case, cortili e giardini negli abitati; il secondo la contiguit di tali immobili. Sono escluse
dall'applicazione dell'articolo le recinzioni che non siano muro in senso stretto.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

422In ordine ai muri di cinta, riconosciuto, in conf ormit del codice del 1805 (art. 559), il diritto di
costringere il vicino a concorrere per met nella spesa di costruzione di essi, quando separano le
rispettive case, i cortili e i giardini posti negli abitati. La loro altezza, in mancanza di regolamenti
locali o di convenzione, rimane f issata in tre metri (art. 886 del c.c.).
Se i f ondi f initimi sono a dislivello, l'onere di contribuzione grava interamente sul proprietario del
f ondo superiore per la parte del muro che va dalle f ondamenta all'altezza del f ondo predetto,
mentre entrambi i proprietari devono concorrere nella spesa per l'altezza ulteriore del muro (art.
887 del c.c., primo comma). Il diverso criterio di contribuzione, gi accolto nel codice del 1865 (art.
560), giustif icato dalla f unzione di sostegno, oltre quella di recinzione, che il muro esercita
rispetto al f ondo superiore.
Per eliminare controversie, il secondo comma dell'art. 887 precisa che, anche nel caso di f ondi a
dislivello, il muro di cinta deve essere costruito per met sul terreno del f ondo inf eriore e per
l'altra met sul terreno del f ondo superiore.
Dall'obbligo di contribuire nella spesa di costruzione del muro di cinta il vicino pu esimersi,
cedendo, senza diritto a compenso, la met del terreno necessario per la costruzione. Egli per
conserva la f acolt di renderlo comune quando voglia; e poich, all'atto della costruzione, ha gi
contribuito con la cessione della met del terreno, pu ottenere la comunione pagando soltanto
la met del valore del muro (art. 888 del c.c.).

Sent enze relat ive a quest o art icolo

Cass. n. 2485/2012

Il proprietario di un f ondo, che innalzi il muro di conf ine sino a portarlo all'altezza di tre metri ex
art. 886 c.c., sopporta per intero le spese di sopraelevazione e non pu pretendere che vi
concorra il proprietario del f ondo contiguo, atteso che quest'ultimo, ai sensi degli artt. 874 e 885
c.c., ha soltanto la f acolt, e non l'obbligo, di entrare in comunione della parte sopraedif icata.

Cass. n. 10709/2003

Poich le norme tecniche di attuazione dei piani territoriali paesaggistici della Regione, che hanno
la f inalit di tutelare interessi generali o urbanistici o di salvaguardia dell'ambiente, non sono
integrative del codice civile, le disposizioni in esse contenute sulle modalit costruttive dei muri di
cinta non sono modif icative delle previsioni di cui all'art. 886 c.c.

Cass. n. 7675/1986

L'art. 886 c.c., prevedendo un obbligo, a carico del vicino, di contribuire per met nella spesa di
costruzione del muro di cinta, norma per sua natura eccezionale e, pertanto, insuscettibile di
applicazione analogica ad altre ipotesi, come quella in cui si tratti di recinzione realizzata con rete
metallica.

Cass. n. 1687/1982

Il limite di altezza per i muri di cinta di propriet comune posto dall'art. 886 c.c. (tre metri, ovvero
altezza diversa determinata convenzionalmente o dai regolamenti locali) concerne soltanto
l'obbligo di contribuzione del vicino e, pertanto, salva l'esistenza di un diritto di servit in f avore
del vicino (di veduta altius non tollendi) o di una convenzione escludente il sopralzo, il singolo
comproprietario ben pu innalzare detto muro oltre il limite pattuito, sopportando per intero le
spese di sopraelevazione, ai sensi dell'art. 885 dello stesso codice, ed osservando la disciplina
delle distanze f ra costruzioni in ipotesi di sopraelevazione oltre i tre metri.

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