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Struttura delle imposte

p
e sistema
fiscale Italiano
1.
2.
3.
4.
5.
6.

Tipologie di entrate publiche: cosa sono le imposte?


p
Elementi costitutivi delle imposte
Terminologia e definzioni generali
Criteri di ripartizione del carico tributario
Tassonomia delle imposte
Le caratteristiche fondamentali del sistema fiscale
italiano

Universit Ca Foscari, Prof. Michele Bernasconi

Scienza delle finanze lettere Dl-Pas, a.a. 2013-14

Tipologie di entrate publiche: I

Entrate

per beni e servizi offerti a prezzo privato (o di


mercato): obiettivo massimizzazione di profitto attivit molto
ridotta nel comparto pubblico;

Entrate per beni e servizi offerti a prezzo quasi-privato (o di


q
quasi-mercato):
) beni p
prodotti p
per il mercato con Stato che regola
g
flusso di offerta (a tutela di particolari interessi collettivi).
Esempio: offerta legname delle aziende forestali.

Entrate per beni e servizi offerti a prezzi pubblici (tariffe):

beni e servizi di cui Stato vuole promuovere consumo per fini


specifici anche se non sempre evidente esternalit. Sono
offerti a prezzi inferiori a costo marginali (tipicamente, uguali a
costo medio).
medio) Esempio: trasporti pubblici.
pubblici
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Tipologie di entrate publiche: II


Tasse: Entrate per beni e servizi di cui cc richiesta privata ma

con evidenti esternalit (non escludibili). Tipicamente offerti a


prezi inferiore e costo medio con copertura residua a carico di
fi
fiscalit
lit generale
l (imposte).
(i
t ) Esempio:
E
i scuola.
l
(Nel caso in cui richiesta privata sia limitata e emerga elemento
coattivo del prelievo si parla di contributi speciali).
speciali)

Imposte: Entrate pubbliche volte a sostenere offerta di beni e

servizi di interesse generale, spesso indivisibili, ottenute con


prelievo coattivo dai cittadini e volte anche a promuovere
obiettivi redistributivi.

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Alcune definizioni di imposte


Larte
L t d
della
ll ttassazione
i
consiste
i t nello
ll spennare lloca
al fine di ottenere la massima quantit di piume con il minimo
starnazzo possibile.
possibile

Jean-Baptiste Colbert (1619-1683)


Consigliere di Stato
Luigi XIV

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Alcune definizioni di imposte


Le
L ttasse sono una cosa bellissima
b lli i
e civilissima,
i ili i
un modo di contribuire tutti insieme a beni indispensabili
come la salute
salute, la sicurezza
sicurezza, l'istruzione
l istruzione e ll'ambiente
ambiente.
7 ottobre 2007
Tommaso Padoa Schioppa
Mi i t d
Ministro
dellEconomia
llE
i
Governo Prodi

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Elementi costitutivi delle imposte


Presupposto:

situazione di fatto a cui la legge ricollega


obbligo di pagare limposta (es: percezione reddito, acquisto di
un bene, propriet di un bene;...)

Base

imponibile: traduzione quantitativa del presupposto.


Pu essere espressa
p
in termini:
- monetari (imposta ad valorem)
- fisici (o reali) (imposta specifica)

Soggetto passivo: persona fisica o giuridica su cui ricade


lobbligo giuridico (di legge) di pagare limposta (contribuente).

Aliquota:

misura ci che dovuto da contribuente per ogni


unit di base imponibile.
imponibile

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Terminologia e definizioni generali (I)

Imposte dirette/indirette: distinzione (spesso convenzionale)


fondata su indici utilizzati per valutare capacit contributiva:
- indici immediati imposte dirette (es. su reddito o
patrimonio)
- indici mediati
imposte indirette (es. consumi,
trasferimenti, scambi)

Imposte

reali/personali: imposte che colpiscono loggetto


dellimposta
senza
considerare
/
considerando
le
carattersicihe personali del soggetto passivo (ad es. condizioni
di salute, carichi di famiglia)

Deduzioni/detrazioni: abbattimenti consentiti dalla legge della

base imponibile / del debito di imposta (esempi di tax expenditures)


tures).

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Terminologia e definizioni generali (II)

Aliquote legali/effettive: aliquote di legge commisurate a


base imponibile; aliquote effettive determinate da rapporto tra
quanto effettivamente pagato da contribuente (imposta netta)
e base
b
i
imponibile.
ibil

Aliquote
q
medie/marginali:
g
- aliquota media:
- aliquota marginale:

T (Y )
ta
Y
T (Y )
tm
Y

con Y base imponibile e T(Y) imposta dovuta

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Terminologia e definizioni generali (III)

Imposta proporzionale: all


allaumentare
aumentare della base imponibile il
debito dimposta aumenta nella stessa proprozione.
-

se

T ( y)
y) t Y

ta t m

Imposta

regressiva: allaumentare della base imponibile il


debito d
dimposta
imposta aumenta in modo meno che proprozionale.
proprozionale
-

se ta decrescente :

t a tm

Imposta

progressiva: allaumentare della base imponibile il


debito di imposta aumenta in modo pi che proprozionale.
-

se ta crescente :

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t a tm

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Criteri di ripartizione
p
del carico tributario
La ripartizione del carico tributario dipende:
- dalle finalit che si assegnano allimposta
- dalla concezione di equit cui si aderisce
Due criteri fondamentali:

Principio del beneficio (o controprestazione):

Limposta
deve essere commisurata al beneficio che il contribuente
riceve dai beni e servizi pubblici,
pubblici di cui fa liberamente
domanda e ne costituisce il prezzo.

Principio
Pi i i

della
d
ll
capacit
it contributiva:
t ib ti
Li
Limposta
t
devessere commisurata alla capacit contributiva dei
soggetti e cio alla loro capacit di pagarla.
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Principio
p del beneficio (I)
()
Idea classica (tradizione contrattualista che confluisce in
Adam Smith):
- Finalit imposta
p
finanziare offerta beni e servizi p
pubblici
(no obiettivi redistributivi);
- Equit
q
misurata da g
giustizia dello scambio tra ci che si
paga e ci che si riceve in cambio;
- Favorisce trasparenza
p
nelle decisioni di spesa
p
e decisioni
di entrata (argomento importante nel decentramento
fiscale).

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Principio
p del beneficio (II)
( )
Alcuni limiti:
- free riding nel caso di beni non rivali e non escludibili
- lofferta
l offerta dei beni e servizi pu avvenire in una logica
diversa da quella dello scambio volontario (beni
meritevoli,, esternalit);
);
- non possibile avere un prelievo personalizzato per ogni
individuo;;
- non sono sempre disponibili indicatori di beneficio
p
pertinenti.

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Principio della capacit contributiva (I)


Storicamente sviluppato all
allinterno
interno della tradizione
dellutilitarismo sociale nel Regno Unito a partire da et
vittoriana (J. Bentham, J.S. Mill, F.I. Edgeworth).
- La finalit dellimposta non solo il finanziamento
dellofferta di beni e servizi pubblici, ma anche il
fi
finanziamento
i
t di politiche
liti h redistributive.
di t ib ti
- Lequit del prelievo si ottiene mediante lesclusivo
riferimento
if i
t alla
ll capacit
it contributiva
t ib ti del
d l soggetto.
tt

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Principio della capacit contributiva (II)


Aspetti applicativi:
- Individuare un corretto indicatore di capacit contributiva
- Individuare criteri di ripartizione dellonere di imposta in
relazione alla capacit contributiva cos individuata.
In tradizione utilitarista si perviene a nozione di Principio
del sacrificio:
- Indicatore di capacit contribuiva maggiormente
utilizzato il reddito. La rinuncia a reddito per pagare le
i
imposte
t determina
d t
i una perdita
dit di utilit
tilit (sacrificio).
(
ifi i )
- Lonere deve essere ripartito in modo da uguagliare il
sacrificio che deve essere sopportato dai contribuenti.
contribuenti
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Principio della capacit contributiva (III)


Attraverso varie riqualificazioni (misure basate su sacrificio
assoluto proporzionale,
assoluto,
proporzionale marginale) e sviluppi teorici (da
modelli con uguaglianza ex-post dei redditi a modelli
prossimi a flat-tax),
p
), p
principio
p capacit
p
contributiva rimane
riferimento culturale decisivo dei moderni sistemi fiscali,
anche se in parte ambiguo sotto il profilo pratico.

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Principio della capacit contributiva (III)


Attraverso varie riqualificazioni (misure basate su sacrificio
assoluto proporzionale,
assoluto,
proporzionale marginale) e sviluppi teorici (da
modelli con uguaglianza ex-post dei redditi a modelli
prossimi a flat-tax),
p
), p
principio
p capacit
p
contributiva rimane
riferimento culturale decisivo dei moderni sistemi fiscali,
anche se in parte ambiguo sotto il profilo pratico.

Costituzione, articolo 53
Tutti
Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in
ragione della loro capacit contributiva.
Il sistema tributario informato a criteri di progressivit

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Principio della capacit contributiva (IV)


Il principio della capacit contributiva fa salve tre nozioni di
equit:
i.

Equit verticale (Ev): a maggiore capacit deve


corrispondere maggiore imposta;

ii.

Equit orizzontale (Eo): a uguale capacit deve


corrispondere uguale imposta;

iii.

Assenza di riordinamento (no-reranking) (NoR): le


imposte non devono alterare la scala distributiva (sono
precluse tm>100%);

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Il disegno dellimposta personale sul reddito

Aspetti principali:
A.
B
B.
C.

Scelta della base imponibile


Scelta del soggetto passivo unit impositiva
Scelta del scala delle aliquote progressivit

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A. La scelta della base imponibile

Tre possibili di definizioni di reddito:


1. Reddito prodotto
2 Reddito entrata
2.
3. Reddito consumo

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A. La scelta della base imponibile


1R
Reddito
ddit prodotto
d tt
Da legislazione 800
800 concetto sistematizzato da de Viti de
Marco (1934):
Sono sottoposti
p
a tassazione tutti i redditi ottenuti come
corrispettivo della partecipazione a unattivit produttiva:
RP = Yi
(i = lavoro, terra, capitale)

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A. La scelta della base imponibile


1R
Reddito
ddit prodotto
d tt
Da legislazione 800
800 concetto sistematizzato da de Viti de
Marco (1934):
Sono sottoposti
p
a tassazione tutti i redditi ottenuti come
corrispettivo della partecipazione a unattivit produttiva:
RP = Yi
(i = lavoro, terra, capitale)
Problemi specifici
1. Reddito lordo o netto ((ovvero come si devono trattare
costi di produzione)?
- inerenza dei costi (es. attivit promiscue)
- valutazione
l t i
d
deglili ammortamenti
t
ti
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A. La scelta della base imponibile


1R
Reddito
ddit prodotto
d tt
Da legislazione 800
800 concetto sistematizzato da de Viti de
Marco (1934):
Sono sottoposti
p
a tassazione tutti i redditi ottenuti come
corrispettivo della partecipazione a unattivit produttiva:
RP = Yi
(i = lavoro, terra, capitale)
Problemi specifici
2. Quale criterio di territorialit usare?
- principio della fonte
- principio della residenza
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A. La scelta della base imponibile


1R
Reddito
ddit prodotto
d tt
Da legislazione 800
800 concetto sistematizzato da de Viti de
Marco (1934):
Sono sottoposti
p
a tassazione tutti i redditi ottenuti come
corrispettivo della partecipazione a unattivit produttiva:
RP = Yi
(i = lavoro, terra, capitale)
Problemi specifici
3. Problemi equitativi
q
e di elusione fiscale:
- Non vengono tassate plusvalenze nette, n entrate
straordinarie o occasionali
- Incentivi
I
ti i a trasformare
t f
redditi
dditi da
d capitalie
it li iin plusvalenze
l
l
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A. La scelta della base imponibile


1R
Reddito
ddit prodotto
d tt
Da legislazione 800
800 concetto sistematizzato da de Viti de
Marco (1934):
Sono sottoposti
p
a tassazione tutti i redditi ottenuti come
corrispettivo della partecipazione a unattivit produttiva:
RP = Yi
(i = lavoro, terra, capitale)
Problemi specifici
3. Come devono essere trattate le plusvalenze?
p
- Tassate al momento del realizzo (elusioni, lock in
effects)
- Tassate
T
t alla
ll maturazione
t
i
((problemi
bl i equitativi)
it ti i)
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A. La scelta della base imponibile


1R
Reddito
ddit prodotto
d tt
Da legislazione 800
800 concetto sistematizzato da de Viti de
Marco (1934):
Sono sottoposti
p
a tassazione tutti i redditi ottenuti come
corrispettivo della partecipazione a unattivit produttiva:
RP = Yi
(i = lavoro, terra, capitale)
Problemi specifici
4. Doppia
pp tassazione del risparmio
p
in ottica p
pluriperiodale:
p
- il risparmio viene tassato come parte del reddito che lo
ha prodotto
- nell momento
t in
i cuii d ffrutti
tti sotto
tt fforma di risparmio.
i
i
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A. La scelta della base imponibile


1R
Reddito
ddit prodotto
d tt
Da legislazione 800
800 concetto sistematizzato da de Viti de
Marco (1934):
Sono sottoposti
p
a tassazione tutti i redditi ottenuti come
corrispettivo della partecipazione a unattivit produttiva:
RP = Yi
(i = lavoro, terra, capitale)
Problemi specifici
4. Doppia
pp tassazione del risparmio
p
in ottica p
pluriperiodale:
p
1 periodo: T1=tR1 e S = R1 - C1-tR1;
2 periodo: T2=t(R2+rS(1-t))
T1+T2/(1+r)=t[R1+R2/(1+r)+ rS(1-t)/(1+r)]
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A. La scelta della base imponibile


2 Reddito entrata
(Comprehensive income taxation)
Nozione sviluppata da Haigh (1921), Simons (1939).
E pari a ammontare massimo di risorse che individuo pu
consumare in un p
periodo senza ridurre il p
proprio
p p
patrimonio
RE = Wt-Wt-1+Ct
(consumo potenziale)

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2 Reddito entrata
(Comprehensive income taxation)
Nozione sviluppata da Haigh (1921), Simons (1939).
E pari a ammontare massimo di risorse che individuo pu
consumare in un p
periodo senza ridurre il p
proprio
p p
patrimonio
RE = Wt-Wt-1+Ct
(consumo potenziale)

RE = Yi+CGt+AEt
redditi
dditi prodotti,
d tti plusvalenze
l
l
maturate
t t ((capital
it l gains),
i ) altre
lt
entrate

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A. La scelta della base imponibile


2 Reddito entrata
(Comprehensive income taxation)
Nozione sviluppata da Haigh (1921), Simons (1939).
E pari a ammontare massimo di risorse che individuo pu
consumare in un p
periodo senza ridurre il p
proprio
p p
patrimonio
RE = Wt-Wt-1+Ct
(consumo potenziale)
Problemi
P
bl i specifici
ifi i
1. Tassazione plusvalenze al momento del realizzo
- Richiede informazioni non sempre disponibili
- Incentiva pratiche elusive
- Pu determinare effetti di immobilizzo (lock in effects)
e/o problemi di liquidit
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A. La scelta della base imponibile


2 Reddito entrata
(Comprehensive income taxation)
Nozione sviluppata da Haigh (1921), Simons (1939).
E pari a ammontare massimo di risorse che individuo pu
consumare in un p
periodo senza ridurre il p
proprio
p p
patrimonio
RE = Wt-Wt-1+Ct
(consumo potenziale)
Problemi
P
bl i specifici
ifi i
2. Problemi di doppia tassazione del risparmio

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A. La scelta della base imponibile


3R
Reddito
ddit consumo (spesa)
(
)
Nozione sviluppata da lunga tradizione anlgo
anlgo-sassone
sassone
(Hobbes 1651, Mill 1852, Fisher 1942, Kaldor 1955,
Einaudi 1958, Rapporto Meade 1978).
L b
La
base iimponibile
ibil rappresentata
t t d
dall consumo annuale
l
del contribuente
RC = Ct
Il riferimento quindi agli usi del reddito:
il consumo tassato; il risparmio esentato

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A. La scelta della base imponibile


3R
Reddito
ddit consumo (spesa)
(
)
Nozione sviluppata da lunga tradizione anlgo
anlgo-sassone
sassone
(Hobbes 1651, Mill 1852, Fisher 1942, Kaldor 1955,
Einaudi 1958, Rapporto Meade 1978).
L b
La
base iimponibile
ibil rappresentata
t t d
dall consumo annuale
l
del contribuente
RC = Ct
Il riferimento quindi agli usi del reddito:
il consumo tassato; il risparmio esentato
Per definizione, elimina doppia tassazione del risparmio:
1 p
periodo: T1=t(R1-S);
(
);
2 periodo: T2=t(R2+(1+r)S)
( ) [
( )]
T1+T2/(1+r)=t[R1+R2/(1+r)]
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A. La scelta della base imponibile


3R
Reddito
ddit consumo (spesa)
(
)
Nozione sviluppata da lunga tradizione anlgo
anlgo-sassone
sassone
(Hobbes 1651, Mill 1852, Fisher 1942, Kaldor 1955,
Einaudi 1958, Rapporto Meade 1978).
L b
La
base iimponibile
ibil rappresentata
t t d
dall consumo annuale
l
del contribuente
RC = Ct
Il riferimento quindi agli usi del reddito:
il consumo tassato; il risparmio esentato
Problemi specifici
1. Problemi equitativi
q
- Comporta concentrazione del gettito quando consumo
quota pi elevata del reddito: quando si giovani e
quando
d sii vecchi
hi
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A. La scelta della base imponibile


3R
Reddito
ddit consumo (spesa)
(
)
Nozione sviluppata da lunga tradizione anlgo
anlgo-sassone
sassone
(Hobbes 1651, Mill 1852, Fisher 1942, Kaldor 1955,
Einaudi 1958, Rapporto Meade 1978).
L b
La
base iimponibile
ibil rappresentata
t t d
dall consumo annuale
l
del contribuente
RC = Ct
Il riferimento quindi agli usi del reddito:
il consumo tassato; il risparmio esentato
Problemi specifici
1. Problemi equitativi
q
- Tende a ricadere su redditi da lavoro: giusto? (in anni
recenti modello alternativo dual income tax)
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A. La scelta della base imponibile


3R
Reddito
ddit consumo (spesa)
(
)
Nozione sviluppata da lunga tradizione anlgo
anlgo-sassone
sassone
(Hobbes 1651, Mill 1852, Fisher 1942, Kaldor 1955,
Einaudi 1958, Rapporto Meade 1978).
L b
La
base iimponibile
ibil rappresentata
t t d
dall consumo annuale
l
del contribuente
RC = Ct
Il riferimento quindi agli usi del reddito:
il consumo tassato; il risparmio esentato
Problemi specifici
2. Problemi di implementazione
p
p
pratica ((monitoraggio
gg S):
)
- Non esistono molte applicazione concrete di questo
modello: cosa consumo e cosa risparmio?
(N t per
(Nota
che
h contributi
t ib ti previdenziali
id
i li non sono ttassati).
ti)
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Ulteriori aspetti generali nella scelta


del reddito come base imponibile
Due problemi:
- Reddito reale o monetario? (problema del fiscal drag)
- Reddito effettivo e reddito normale?

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B. La scelta della unit impositiva


Due ipotesi estreme:
1.

Reddito familiare
- migliore indicatore di condizione economica in quanto
C e S decisi in ambito familiare
- Impedisce intestazione di comodo allinterno famiglia
per eludere imposte

2.

Reddito individuale
- Ogni individuo ha pieno diritto di propriet su suo
reddito personale
- se tassazione progressiva, tassazione familiare
penalizza scelta di lavoro aggiuntivo in famiglia

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B. La scelta della unit impositiva


Sistemi ibridi:

Che tengano conto delle condizioni familiari


Che attenuino inconvenienti di sistema cumulo
(tassazione familiare) puro.

Tre modelli ibridi:


1.
2.
3
3.

Splitting
Quoziente familiare
Sistema di detrazioni e deduzioni

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B. La scelta della unit impositiva


Benchmark (tassazione individuale)
T1 = T1(Y1) = t1(Y1)Y1;

T2 = T2(Y2) = t2(Y2)Y2

TF = t1(Y1)Y1+ t2(Y2)Y2
1. Splitting (Germania, USA, Svizzera)
TF = t (Y1 + Y2)/2 (Y1 + Y2)
Si attribuisce a ciascuno dei due coniugi
g una media dei
redditi tra i due contribuenti.
Vantaggi
gg rispetto al cumulo puro:
attenuazione progressivit dell imposta sui matrimoni, e dei
disincentivi al lavoro per il coniuge debole.
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B. La scelta della unit impositiva


Benchmark (tassazione individuale)
T1 = T1(Y1) = t1(Y1)Y1;

T2 = T2(Y2) = t2(Y2)Y2

TF = t1(Y1)Y1+ t2(Y2)Y2
1. Splitting (Germania, USA, Svizzera)
TF = t (Y1 + Y2)/2 (Y1 + Y2)
Si attribuisce a ciascuno dei due coniugi
g una media dei
redditi tra i due contribuenti.
Problemi:
Non tiene conto adeguatamente dei carichi familiari, in
particolare relativamente a figli.
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B. La scelta della unit impositiva


Benchmark (tassazione individuale)
T1 = T1(Y1) = t1(Y1)Y1;

T2 = T2(Y2) = t2(Y2)Y2

TF = t1(Y1)Y1+ t2(Y2)Y2
2. Quoziente familiare (Francia)
TF = t (Y1 + Y2)/Q (Y1 + Y2)
Q (il quoziente familiare) direttamente proporzionale al
numero dei componenti della famiglia (N)
Q<N in relazione alle economie di scala.
Vantaggi rispetto a cumulo puro:
Particolarmente generose nei confronti dei problemi della
famiglia
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B. La scelta della unit impositiva


Benchmark (tassazione individuale)
T1 = T1(Y1) = t1(Y1)Y1;

T2 = T2(Y2) = t2(Y2)Y2

TF = t1(Y1)Y1+ t2(Y2)Y2
2. Quoziente familiare (Francia)
TF = t (Y1 + Y2)/Q (Y1 + Y2)
Q (il quoziente familiare) direttamente proporzionale al
numero dei componenti della famiglia (N)
Q<N in relazione alle economie di scala.
Problemi:
gg eccessivamente i nuclei con reddito elevato
- Avvantaggia
- Possibile conflitto tra equit verticale e equit orizzontale
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B. La scelta della unit impositiva


Benchmark (tassazione individuale)
T1 = T1(Y1) = t1(Y1)Y1;

T2 = T2(Y2) = t2(Y2)Y2

TF = t1(Y1)Y1+ t2(Y2)Y2
3. Sistema di detrazioni e deduzioni (Italia)
Tassazione individuale integrata da sistemi di detrazione
per figli o familiari a carico oppure ulteriormente corretto.
Problemi:
- meno attento di altri sistemi a p
problemi della famiglia
g
- poco trasparente nella scelta delle correzioni apportate

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C. La scelta delle aliquote (progressivit)

Quattro tecniche di progressivit:


1. Progressivit per classi
2. Progressivit per scaglioni
3. Progressivit per deduzioni (flat rate tax)
4. Progressivit per detrazioni

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C. La scelta delle aliquote (progressivit)


1 Progressivit
1.
P
i it per classi
l
i
Tutto reddito tassato ad aliquota
q
della classe
Esempio

classi
0-15
15-40
40-

aliquote
q
10%
15%
30%

Reddito lordo
Y

Imposta
p
T=t*Y

Reddito netto
Yn=Y-T

20

3=20*0.15

20-3=17

38

5.7=38*0.15

38-5.7=32.3

42

12 6=42*0
12.6=42
0.3
3

42 12 6=29 4
42-12.6=29.4

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Riordinamento

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C. La scelta delle aliquote (progressivit)


2 Progressivit
2.
P
i it per scaglioni
li i
Ali
Aliquote
t sii applicano
li
per scaglioni:
li i
Esempio

scaglioni
0-15
15-40

aliquote
10%
15%

40-

30%

imposta
T=10%*Y
T=15*10%+(Y-15)*15%
T=15
10%+(Y-15) 15%
T=15*10%+(4015)*15%+(Y-40)*30%

Elimina problemi di riordinamento

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C. La scelta delle aliquote (progressivit)


3 Progressivit
3.
P
i it per deduzioni
d d i i
Flat tax rate
Imposta con aliquota costante e deduzione universale
T = t(Y D)
Esempio con
t=0.3, D=6

No Tax area
0.3

6
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Y
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C. La scelta delle aliquote (progressivit)


3 Progressivit
3.
P
i it per deduzioni
d d i i
Flat tax rate
Imposta con aliquota costante e deduzione universale
T = t(Y D)
0.3
0.2
0.1
0
-0.1

7 10 13 16 19 22 25 28 31 34 37 40 43 46 49

-0.2
-0.3
-0.4

t legale

ta

-0.5
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C. La scelta delle aliquote (progressivit)


3 Progressivit
3.
P
i it per deduzioni
d d i i
Sistemi con diminuzione in somma fissa della deduzione a partire
d un certo
da
t livello
li ll di reddito
ddit
T=0 per YD, T= t(Y D) per D<YD+H; T= t(Y (D-k)) per Y>D+H
T

Deduzione eliminata oltre certo Y=30


t=0.3, D=6, H=24, k=D

0.3

6
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30

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C. La scelta delle aliquote (progressivit)


3 Progressivit
3.
P
i it per deduzioni
d d i i
Sistemi con diminuzione in somma fissa della deduzione a partire
d un certo
da
t livello
li ll di reddito
ddit
T=0 per YD, T= t(Y D) per D<YD+H; T= t(Y (D-k)) per Y>D+H
0.6
05
0.5
0.4
03
0.3
0.2
t legale
t eff marg.

0.1

ta
ta base

0
1 3 5 7 9 11 13 15 17 19 21 23 25 27 29 31 33 35 37 39 41 43 45 47 49 51
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C. La scelta delle aliquote (progressivit)


3 Progressivit
3.
P
i it per deduzioni
d d i i
Sistemi con diminuzione lineare della deduzione a partire da un
certo
t livello
li ll di reddito
ddit (fino
(fi a che
h deduzione
d d i
non sii annulla)
ll )
... T= t(Y (D-kY)) per D/k>Y>D+H; T= tY per Y>D/k
T

Deduzione eliminata con diminuzione


lineare

0.3

6
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30

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C. La scelta delle aliquote (progressivit)


3 Progressivit
3.
P
i it per deduzioni
d d i i
Sistemi con diminuzione lineare della deduzione a partire da un
certo
t livello
li ll di reddito
ddit (fino
(fi a che
h deduzione
d d i
non sii annulla)
ll )
... T= t(Y (D-kY)) per D/k>Y>D+H; T= tY per Y>D/k
0.5
0.45
0.4
0.35
0.3
0.25
0.2
0.15

t legale
t eff marg.

0.1

ta
ta base

0.05
0
1

7 10 13 16 19 22 25 28 31 34 37 40 43 46 49

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C. La scelta delle aliquote (progressivit)


4 Progressivit
4.
P
i it per detrazioni
d t i i
Imposta con aliquota costante e detrazione
T = tY d
Equivalente a sistema con detrazione d=tD
Anche sistemi con progressivit per detrazioni possono
prevedere:
I. diminuzione in somma fissa della detrazione a partire da un
certo livello di reddito
II. diminuzione lineare della deduzione a partire da un certo
livello di reddito

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Le imposte del sistema fiscale Italiano


1.
2.
3.

Imposte erariali dirette


Imposte
p
erariali indirette
Imposte regionali e locali

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1. Imposte erariali dirette


- IRPEF: imposte sui redditi delle persone fisiche
- IRES: imposta sui redditi delle societ
- ISOS: imposte sostitutive sui redditi da attivit
fi
finanziarie
i i

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2. Imposte erariali indirette


A) Imposte sugli affari:
- IVA
- Registro, bollo e sostitutiva
- Assicurazioni
B) Imposte sulla produzione
- Oli minerali
- Gas metano
- Energia elettrica
- Spiriti e birra
C) Monopoli e Lotto
- Tabacchi
- Lotto e lotterie
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3. Imposte regionali e locali


- IRAP: imposta regionale sulle attivit produttive
(introdotta dal 1 gennaio 1998, imposta diretta ma
classificata tra le imposte indirette dalla C.N.)
CN)
- Altre dirette: addizionale comunale e regionale Irpef
(Legge Bassanini n.
n 59 e n
n.127
127 del 1997)
-IMU (eliminata? sostituita? Tares/Tasi? ): imposta
municipale
i i l unica
i suglili iimmobili,
bili imposta
i
t patrimoniale
ti
i l
(sostituisce ICI in vigore dal 1993), ma classificata tra
le imposte indirette dalla Contabilit Nazionale.
- Altre indirette: compartecipazione accisa benzina,
tasse sulle concessioni regionali (tassa automobilistica
regionale), tassa regionale per il diritto allo studio univ.,
tassa speciale per il deposito in discarica dei rifiuti
solidi.
lidi
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Gettito
in mld.

% entrate
tribut. 2011

159,1

34,9

36,9

8,1

17,3

1,6

Iva Imposta sul valore aggiunto INDIRETTA ERARIALE


Iva,

115 6
115,6

25 4
25,4

Imposte sugli oli minerali

INDIRETTA ERARIALE

20,3

4,4

Lotto e lotterie

INDIRETTA ERARIALE

12 8
12,8

28
2,8

Irap, Imposta regionale sulle


attivit produttive

DIRETTA REGIONALE
Indiretta secondo la
classificazione della CN

32,9

7,2

Addizionali regionali e comunali


DIRETTA REGIONALE
Irpef

11,22

2,5

9,1
(23,7 stima12)

20
2,0

Totale 9 principali imposte

405,2

86,5

Totale entrate tributarie

455,5

100,0

Tipologia imposta
IIrpef,
f Imposta
I
sull reddito
ddi d
delle
ll
DIRETTA ERARIALE
persone fisiche
Ires, Imposta sul reddito delle
DIRETTA ERARIALE
societ
Isos, Imposte sostitutive sui
DIRETTA ERARIALE
redditi di capitale

ICI (IMU nel 2012)


ICI,

PATRIMONIALE

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Le imposte sui redditi in Italia


Il disegno
di
d
delle
ll iimposte
t suii redditi
dditi iin It
Italia
li
nasce con riforma del 1974.
Il disegno originale doveva prevedere un modello fondato
su nozione di reddito entrata (income comprehensive)
Tuttavia, fin dallinizio
Tuttavia
dall inizio la forma si caratterizza per varie
eccezioni, e nel tempo il modello si trasformato in
sistema complesso e fortemente ibrido
ibrido.

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Schema delle imposte dirette su redditi e profitti


Imprese
Forma
giuridica

Imposte

Persone fisiche
di
diverse
da imprese

IRPEF su
redditi da lavoro,
fondiari, dividendi* e
altri redditi

Imprese
p
individuali
e societ di
persone

Persone
giuridiche
(societ di
capitali)

IRPEF
su
profitti

IRES
su
profitti

ISOS su redditi
da att.finanziarie
+
DIVIDENDI
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IRPEF
Presupposto: possesso reddito
Soggetti passivi: individui persone fisiche residenti e non
residenti (limitatamente a redditi prodotti in Italia)
Base imponibile: somma di seguenti redditi
A. redditi fondiari
B redditi da capitale (in misura molto limitata)
B.
C. redditi da lavoro dipendente
D. redditi da lavoro autonomo
E. redditi di impresa (no societ di capitale)
F. redditi diversi
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IRPEF
DETERMINAZIONE DELLIMPOSTA
Reddito complessivo
meno Deduzioni tradizionali
= Reddito imponibile
Applicazione della scala delle aliquote

= Imposta lorda
meno Detrazioni
= Imposta netta
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IRPEF
TIPOLOGIE DI DEDUZIONI
a))

Contributi p
previdenziali e assistenziali obbligatori
g
(in particolare quelli versati a fondi pensione da
lavoratori autonomi)

b)

Liberalit (entro limiti stabiliti per legge: clero,


organizzazioni
g
non g
governative, ecc.))

c)

Rendita catastale immobile adibito


ad abitazione principale
p
p

d)

Spese mediche e di assistenza


specifica
p
p
per p
portatori di handicap
p

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IRPEF
Applicazione
SCALA DELLE ALIQUOTE
redditi 2009
Scaglioni
EURO
0 - 15.000
15.000 - 28.000
28.000 - 55.000
55.000 - 75.000
Oltre
75.000

Al.legale
(%)
23,0
27,0
38,0
41,0
43,0

(le aliquote non comprendono laddizionale regionale dello 0,9%,


, , 1.23% da anno dimposta
p
2011))
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IRPEF
TIPOLOGIE DI DETRAZIONI
a)

b)
c)
d)

Detrazioni per fonte di reddito (lavoratore dipendente,


pensionato, pensionato ultra 75 enne, lavoratore
autonomo)
Detrazioni per carichi di famiglia
Detrazioni per oneri personali (19% della spesa)
Detrazioni con finalit incentivanti

Le detrazioni (per tipi di reddito e carichi di famiglia)


presentano andamento decrescente, ma non sempre in modo
lineare.
Si applicano secondo formule particolari.
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IRPEF
PROGRESSIVITA
La presenza di detrazioni decrescenti
e di aliquote progressive
genera
diverse scale di progressivit.
p g
Le principali sono quelle relative ai:
lavoratori
l
t i di
dipendenti
d ti
lavoratori autonomi
percettori di altri redditi

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Aliquota legale e aliquote medie (sul reddito complessivo) lorda e


nette dell'Irpef per alcune tipologie di contribuenti (in assenza di
d d i i ttradizionali
deduzioni
di i
li e di altre
lt d
detrazioni)
t i i)

IRPEF

46
44
42
40
38
36
34
32
30
28
26
24
22
20
18
16
14
12
10
8
6
4
2
0
1

17

25

33

41

49

Aliquota legale

Aliquota media lorda

zalm07_dip

Lavoratore autonomo

57

65

73

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81

89

97

105

113

121

129

137

145

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Aliquota legale (sul reddito imponibile) e aliquote marginali effettive (sul reddito
complessivo), per un un incremento di reddito di 1000 euro,
dell'Irpef per alcune tipologie di contribuenti (in assenza di deduzioni tradizionali)

IRPEF

50
45
40
35
30
25
20
15

Aliquota legale
Lavoratore dipendente
Lavoratore autonomo
Lavoratore dipendente con coniuge e un figlio con meno di 3 anni

10
5
0
0

10

15

20

25

30

35

40

45

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50

55

60

65

70

75

80

85

90

95

100

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Effetti distributivi delle imposte


Studiati attraverso misure di Progressivit

Misure di p
progressivit
g
locali: misure di p
progressivit
g
calcolate con riferimento a dato livello di reddito
Misure di p
progressivit
g
globali:
g
misure determinate su
base di analisi di intera distribuzione

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Misure locali

Liability
yp
progression:
g
misura p
progressivit
g
in senso
stretto, elasticit gettito T(Y) rispetto base imponibile Y
T Y
LP(Y ) Et (Y ),Y

T Y
Y tm
T '
T ta

LP(Y)>1 se imposta progressiva (e tanto pi


progressiva quanto pi alto LP(Y))

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Misure locali

Residual progression: progressivit residuale, misura


variazione
i i
% di reddito
ddit netto,
tt Y
Y-T(Y),
T(Y) rispetto
i
tt reddito
ddit
imponibile, Y:
( y T ) Y
RP (Y ) EY T (Y ),Y

(Y T ) Y
( y T )
Y
(1 T ' )

Y
(Y T (Y )) Y T (Y )
1 tm

1 ta

RP(Y)<1 se imposta progressiva (e tanto pi


progressiva quanto pi piccolo RP(Y))
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Misure locali

Average rate progressivity: Incremento aliquota media


a crescere reddito
ddit iimponibile,
ibil Y
Y:
(T ) YT 'T
Y
ARP (Y )
Y
Y2
t t
m a
Y

ARP(Y)>0 se imposta progressiva (e tanto pi


progressiva quanto pi alto ARP(Y).

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Misure globali

Utilizzano le distribuzione cumulate del reddito per


costruire
t i curve di Lorenz
L
/ di concentrazione:
t i
Ordino i redditi: Y1 ... Yi ... YN
Determino quote cumulate di popolazione:
1 n N
QC ( n )
i;
N i 1

(QC ( N ) 1)

Determino quote cumulate di redditi :


n N
1
QC (Yn )
Yi ;
QC (YN ) i 1

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(QC (YN ) 1)

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Curva di Lorenz / Indice di Gini


QC(YN)

1
0,9
0,8
07
0,7
0,6
0,5
0,4
0,3
0,2
0,1
0
0

0,1

0,2

0,3

0,4

0,5

0,6

0,7

0,8

0,9

QC(N)

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Curva di Lorenz / Indice di Gini


QC(YN)

1
0,9
0,8

Linea di
perfetta
uguaglianza

07
0,7
0,6
0,5
0,4
0,3
0,2
0,1
0
0

0,1

0,2

0,3

0,4

0,5

0,6

0,7

0,8

0,9

La disuguaglianza tanto minore quanto pi vicina la curva


di Lorenz
L
vicina
i i a lilinea perfetta
f tt uguaglianza
li
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Curva di Lorenz / Indice di Gini


QC(YN)

1
09
0,9
0,8
0,7
0,6
0,5

Area A

0,4
0,3
0,2

A
Area
B

0,1
0
0

,
0,1

0,2
,

0,3
,

0,4
,

0,5
,

0,6
,

0,7
,

0,8
,

0,9
,

QC(N)

Indice di Gini: G=A/(A+B)=2A;


I di di Gini
Indice
Gi i tra
t 0 (uguaglianza)
(
li
) e 1 (di
(disuguaglianza)
li
)
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Misure globali

Indice di redistribuzione complessiva:


R GY GY T (Y )

I di di Reynolds-Smolensky:
Indice
R
ld S l
k
RS GY CY T ((Y )

(R=RS se non c riordinamento)

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Misure globali

Indice di Kakwani:
K CT (Y ) GY

Se CT (Y ) GY , K=0 con imposta proporzionale,


Se CT (Y ) GY , K>0 con imposta progressiva.
Relazione tra Kakwani e R:
R K ta (1 ta ) D

dove D misura di riordinamento


riordinamento .
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PERSONE FISICHE (anno d'imposta 2007)


TOTALE

TAB. 1.1.2
DISTRIBUZIONE DEL NUMERO DEI CONTRIBUENTI PER
CLASSI DI REDDITO COMPLESSIVO

CLASSI DI
REDDITO
COMPLESSIVO
(in euro)
zero
da 0 a 1.000
da 1.000 a 1.500
da 1.500 a 2.000
da 2.000 a 2.500
da 2.500 a 3.000
da 3.000 a 3.500
da 3.500 a 4.000
da 4.000 a 5.000
da 5.000 a 6.000
da 6.000 a 7.500
da 7.500 a 10.000
da 10.000 a 12.000
d 12
da
12.000
000 a 15
15.000
000
da 15.000 a 20.000
da 20.000 a 26.000
da 26.000 a 29.000
da 29.000 a 35.000
da 35.000 a 40.000
da 40.000 a 50.000
da 50.000 a 55.000
da 55.000 a 60.000
da 60.000 a 70.000
da 70.000 a 75.000
da 75.000 a 80.000
da 80.000 a 90.000
da 90.000 a 100.000
da 100.000 a 120.000
da 120.000 a 150.000
da 150.000 a 200.000
oltre 200.000
TOTALE

Numero Frequenza

279.626
2.240.025
683.469
560.028
505.932
472.779
439.049
417.658
826.563
2.554.101
2.233.518
3.347.804
2.471.952
4 156 063
4.156.063
6.848.756
5.692.610
1.888.412
2.252.261
1.001.000
1.015.985
301.609
232.578
344.946
131.866
107.462
160.318
112.539
136.343
101.170
70.842
76.202

0,67
5,38
1,64
1,34
1,21
1,14
1,05
1,00
1,98
6,13
5,36
8,04
5,93
9 98
9,98
16,44
13,66
4,53
5,41
2,40
2,44
0,72
0,56
0,83
0,32
0,26
0,39
0,27
0,33
0,24
0,17
0,18

41.663.466

100,00

http://www.finanze.gov.it/stat_complete/persone_fisiche/tabelle.htm

Cumulata

0,67
6,05
7,69
9,03
10,24
11,38
12,43
13,43
15,41
21,54
26,90
34,94
40,87
50 85
50,85
67,29
80,95
85,48
90,89
93,29
95,73
96,45
97,01
97,84
98,16
98,42
98,81
99,08
99,41
99,65
99,82
100,00

PERSONE FISICHE (anno d'imposta 2007)


TOTALE

TAB. 1.2.2
DISTRIBUZIONE DEI REDDITI PER CLASSI DI REDDITO COMPLESSIVO

CLASSI DI
REDDITO
COMPLESSIVO
(in euro)

zero
da 0 a 1.000
da 1.000 a 1.500
da 1.500 a 2.000
da 2.000 a 2.500
da 2.500 a 3.000
da 3.000 a 3.500
da 3.500 a 4.000
da 4.000 a 5.000
da 5.000 a 6.000
da 6.000 a 7.500
da 7.500 a 10.000
da 10.000 a 12.000
da 12.000 a 15.000
da 15.000 a 20.000
da 20.000 a 26.000
da 26.000 a 29.000
da 29.000 a 35.000
da 35.000 a 40.000
da 40.000 a 50.000
da 50.000 a 55.000
da 55.000 a 60.000
da 60.000 a 70.000
da 70.000 a 75.000
da 75.000 a 80.000
da 80.000 a 90.000
da 90.000 a 100.000
da 100.000 a 120.000
da 120.000 a 150.000
da 150.000 a 200.000
oltre 200.000
TOTALE
Reddito Medio

Reddito complessivo
Frequenza
Frequenza

Ammontare

Media

2.240.025
683.469
560.028
505.932
472.779
439.049
417.658
826.563
2.554.101
2.233.518
3.347.804
2.471.952
4.156.063
6.848.756
5.692.610
1.888.412
2.252.261
1.001.000
1.015.985
301.609
232.578
344.946
131.866
107.462
160.318
112.539
136.343
101.170
70.842
76.202

1.026.613
851.436
978.902
1.139.674
1.298.689
1.429.762
1.568.434
3.729.125
14.396.405
15.018.198
29.363.895
27.196.136
56.186.842
119.318.840
129.504.792
51.773.388
71.276.363
37.310.848
45.065.098
15.798.736
13.349.586
22.316.287
9.550.872
8.318.436
13.575.077
10.660.074
14.858.546
13.470.319
12.106.297
29.824.192

0,46
1,25
1,75
2,25
2,75
3,26
3,76
4,51
5,64
6,72
8,77
11,00
13,52
17,42
22,75
27,42
31,65
37,27
44,36
52,38
57,40
64,70
72,43
77,41
84,68
94,72
108,98
133,15
170,89
391,38

41.383.840

772.261.862
18,661

18,66

Ammontare e Media espressi in migliaia di euro


Le frequenze indicano il numero di soggetti che dichiarano comunque la tipologia di reddito,
http://www.finanze.it/stat_complete/persone_fisiche/tabelle.htm

Cumnulata

0,1%

0,1%

0,1%

0,2%

0,1%

0,4%

0,1%

0,5%

0,2%

0,7%

0,2%

0,9%

0,2%

1,1%

0,5%

1,6%

1,9%

3,4%

1,9%

5,4%

3,8%

9,2%

3,5%

12,7%

7,3%

20,0%

15,5%

35,4%

16,8%

52,2%

6,7%

58,9%

9,2%

68,1%

4,8%

73,0%

5,8%

78,8%

2,0%

80,8%

1,7%

82,6%

2,9%

85,5%

1,2%

86,7%

1,1%

87,8%

1,8%

89,5%

1,4%

90,9%

1,9%

92,8%

1,7%

94,6%

1,6%

96,1%

3,9%

100,0%

100,0%
#DIV/0!

Distribuzione Imposta Netta per Classi di Reddito


CLASSI DI
REDDITO
COMPLESSIVO
(in euro)
zero
da 0 a 1.000
da 1.000 a 1.500
da 1.500 a 2.000
da 2.000 a 2.500
da 2.500 a 3.000
da 3.000 a 3.500
da 3.500 a 4.000
da 4.000 a 5.000
da 5.000 a 6.000
da 6.000 a 7.500
da 7.500 a 10.000
da 10.000 a 12.000
da 12.000 a 15.000
da 15.000 a 20.000
da 20.000 a 26.000
da 26.000 a 29.000
da 29.000 a 35.000
da 35.000 a 40.000
da 40.000 a 50.000
da 50.000 a 55.000
da 55.000 a 60.000
da 60.000 a 70.000
da 70.000 a 75.000
da 75.000 a 80.000
da 80.000 a 90.000
da 90.000 a 100.000
da 100.000 a 120.000
da 120.000 a 150.000
da 150.000 a 200.000
oltre 200.000
TOTALE

Frequenza

Ammontare

456.370
195.653
143.906
122.850
103.259
100.169
97.451
190.860
192.559
436.991
2.290.045
2.102.364
3.838.827
6.665.272
5.654.261
1.882.241
2.246.815
998.726
1.013.375
300.832
231.990
344.092
131.577
107.225
159.895
112.221
135.982
100.889
70.677
76.046

33.632
31.306
32.280
35.362
36.113
34.133
37.823
83.652
95.239
189.386
1.042.355
1.799.233
5.442.553
15.351.323
20.791.358
9.318.095
14.387.730
8.495.247
11.333.485
4.290.657
3.757.587
6.543.959
2.901.963
2.572.655
4.301.631
3.481.797
5.017.342
4.738.877
4.432.146
11.841.161

30.503.420

142.450.080

Media

0,07
0,16
0,22
0,29
0,35
0,34
0,39
0,44
0,49
0,43
0,46
0,86
1,42
2,30
3,68
4,95
6,40
8,51
11,18
14,26
16,20
19,02
22,06
23,99
26,90
31,03
36,90
46,97
62,71
155,71

Quota
Imposta

0,02%
0,02%
0,02%
0,02%
0,03%
0,02%
0,03%
0,06%
0,07%
0,13%
0,73%
1,26%
3,82%
10,78%
14,60%
6,54%
10,10%
5,96%
7,96%
3,01%
2,64%
4,59%
2,04%
1,81%
3,02%
2,44%
3,52%
3,33%
3,11%
8,31%

Cumulata

0,02%
0,05%
0,07%
0,09%
0,12%
0,14%
0,17%
0,23%
0,29%
0,43%
1,16%
2,42%
6,24%
17,02%
31,62%
38,16%
48,26%
54,22%
62,18%
65,19%
67,83%
72,42%
74,46%
76,26%
79,28%
81,73%
85,25%
88,58%
91,69%
100,00%

Effetti redistributivi dellIRPEF


Problemi Irpef

Imposta
p
trasformata nel tempo
p a cui sono stati
assegnati nel tempo molteplici obiettivi
Esposta
p
a fiscal drag
g
Soggetta ad elevata evasione

Universit Ca Foscari, Prof. Michele Bernasconi

Scienza delle finanze lettere Dl-Pas, a.a. 2013-14

Redditi da impresa (profitti)


P fitti () definiti
Profitti
d fi iti come:
dove:

= R C AM IP

R = ricavi
C = costi desercizio
AM = ammortamenti
IP = interessi passivi

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Scienza delle finanze lettere Dl-Pas, a.a. 2013-14

Attivit
Atti
it dim
dimpresa
s
pu essere gestita:

Societ di persone
-societ semplice
-in nome collettivo
-in accomandita semplice

Nelle societ di persone il socio


risponde ILLIMITATAMENTE delle
g
sociali
obbligazioni

Universit Ca Foscari, Prof. Michele Bernasconi

Forma individuale
(imprese individuali)
Forma associata (societ)

Societ di capitali

-societ
societ per azioni
-a responsabilit limitata
-in accomandita per azioni

Le societ di capitali, dotate di


personalit giuridica, danno al socio il
beneficio della RESPONSABILITA
LIMITATA: dei debiti sociali risponde
solo
l il patrimonio
i
i sociale
i l
Scienza delle finanze lettere Dl-Pas, a.a. 2013-14

Redditi delle societ di capitali


Problema:
le societ di capitali hanno una capacit contributiva
a tonoma rispetto a quella
autonoma
q ella dei soci che ne detengono il
capitale?
S: Le societ di capitali sono entit separate rispetto agli
azionisti
Profitti tassati autonomamente in capo a societ (e di
nuovo quando sono distribuiti a soci con doppia
tassazione dei dividendi sistema classico)

Universit Ca Foscari, Prof. Michele Bernasconi

Scienza delle finanze lettere Dl-Pas, a.a. 2013-14

Redditi delle societ di capitali


Problema:
le societ di capitali hanno una capacit contributiva
a tonoma rispetto a quella
autonoma
q ella dei soci che ne detengono il
capitale?
No: Anche nelle societ di capitale lonere fiscale deve
ricadere su chi in ultima analisi beneficia finanziariamente
d ll tti it di iimpresa, cio
dellattivit
i i soci.
i
Come tassare in capo ai soci gli utili non distribuiti?
no imposta
i
t societaria,
i t i con ttassazione
i
personale
l pro
quota dei soci (partnership approach)
no imposta societaria,
societaria con tassazione personale delle
plusvalenze/minusvalenze sulle azioni (maturate, per
evitare problemi lock
lock-in-effect/pratiche
in effect/pratiche elusive)
integrazione fra imposta societaria e personale
Universit Ca Foscari, Prof. Michele Bernasconi

Scienza delle finanze lettere Dl-Pas, a.a. 2013-14

Redditi delle societ di capitali


Problema:
le societ di capitali hanno una capacit contributiva
autonoma rispetto a quella dei soci che ne detengono il
capitale?
No: Anche nelle societ di capitale lonere fiscale deve
ricadere su chi in ultima analisi beneficia finanziariamente
dellattivit di impresa, cio i soci.
Come tassare in capo ai soci gli utili non distribuiti?

Attuale scelta in Italia:


Imposta
p
societaria ((IRES)) con p
parziale correttivo p
per
doppia tassazione di utili distribuiti e plusvalenze
azionarie, e con vari regimi (molti sostitutivi - ISOS) di
t
tassazione
i
rendimenti
di
ti fifinanziari
i i

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Scienza delle finanze lettere Dl-Pas, a.a. 2013-14

Redditi delle imprese (profitti)


Imprese individuali e societ di persone:
assoggettate
gg
allIrpef
p con tassazione p
progressiva
g
(partnership approach)
Societ di capitali:
assoggettate allIres con aliquota proporzionale al
27.5% (addizionali nei settori petrolio, gas, energia
eletterica)) e attenuazione doppia tassazione dei
dividendi
Regime di trasparenza fiscale:
1) Societ a ristretta base azionaria possono optare per
sistema di tassazione delle societ di persone (Irpef);
2) Imprese individuali e soci delle societ di persone
possono optare
p
p
p
per tassazione p
proporzionale
p
al 27,5%
(Ires) su redditi mantenuti presso impresa.
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Elementi positivi e negativi che concorrono alla


formazione del reddito imponibile
Componenti positive
Ricavi
Ri
i
Variazione rimanenze
Plusvalenze
Pl
l
patrimoniali
Sopravvenienze
Sopra enien e atti
attive
e
Dividendi e utili
(Irpef/Ires)
Interessi attivi

Componenti negative
Costi
C ti di esercizio
i i
Minusvalenze
Sopravvenienze
S
i
passive
Interessi passivi
passi i
(Irpef/Ires)
Ammortamenti

Se il calcolo del reddito imponibile evidenzia una PERDITA, questa


pu essere portata in deduzione dei redditi di esercizi successivi, ma
non oltre il quinto!
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Gli interessi nella determinazione


reddito di impresa
Interessi attivi: concorrono a formare il reddito per
llammontare
ammontare maturato nell
nellesercizio
esercizio
Interessi passivi ((oneri finanziari):
)
- Irpef: Interessi deducibili secondo percentuale dei ricavi
che concorrono a formare reddito imponibile (R) e
ricavi complessivi (inclusi proventi esenti E)
interessi deducibili = I*[R/(R+E)]
- Ires: interessi deducibili fino a concorrenza degli
interessi attivi. Leccedenza deducibile nel limite
del 30% del risultato operativo lordo (ROL).
(Da 2102 opera ACE allowance for coporate equity che consente
deducibilit del 3% degli aumenti di capitale proprio rispetto a valore
31.12.2010, come strumento per favorire neutralit di strumenti finanziari).
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Tassazione dei redditi dalle attivit finanziarie

- Importante distinguere tra:


1) tipologie di reddito:
interessi
i t
i
dividendi
p
plusvalenze
us a e e da pa
partecipazioni
ec pa o (cap
(capital
a ga
gains)
s)
2) tipologia di percettore
persone fisiche al di fuori di ogni attivit di impresa
soggetto-Irpef che esercita attivit di impresa
societ di capitali

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Percettori

Persone fisiche

Regime fiscale

Interessi
Interessi su titoli pubblici e equiparati
(obbligazioni e titoli similari privati con
scadenza non inferiore a 18 mesi

Tassazione sostitutiva
al 12,5%

Interessi su depositi e conti correnti


bancari e postali
Certificati di deposito e buoni fruttiferi
Obbligazioni
g
e titoli similari privati
p
con
scadenza inferiore a 18 mesi
Accettazioni/cambiali finanziarie

Tassazione sostitutiva
al 20%

Imprese individuali
e societ di persone

Interessi attivi

Concorrono a determinare
reddito di esercizio (bim Irpef)

Societ di capitali
ed enti commerciali

Interessi attivi

Concorrono a determinare
reddito di esercizio (bim Ires)

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Percettori

Persone fisiche

Imprese individuali
e societ di persone

Societ di capitali
ed enti commerciali

Regime fiscale

Dividendi
Relativi a partecipazioni non qualificate in
societ residenti e non residenti

Tassazione sostitutiva
al 20%

Relativi a p
partecipazioni
p
qualificate
q
in
societ residenti e non residenti non in
paesi a fiscalit privilegiata

Inclusi nella bim Irpef


p p
per il
49,72% del loro ammontare

Relativi a p
partecipazioni
p
in societ
residenti in paesi a fiscalit privilegiata

p e
Inclusi nella bim Irpef
integralmente tassati

Distribuiti da residenti e altri soggetti


non residenti non in paesi a fiscalit
privilegiata

Inclusi nella bim Irpef


p p
per il
49,72% del loro ammontare

Distribuiti da societ residenti in paesi a


fiscalit privilegiata

Inclusi nella bim Irpef e


Integralmente tassati

Distribuiti da residenti e altri soggetti


non residenti non in paesi a fiscalit
privilegiata

Esclusi dalla bim Ires per


il 95% del loro ammontare
(pex)

Distribuiti da societ non residenti in


paesi a fiscalit privilegiata

Inclusi nella bim Ires e


I t
Integralmente
l
t tassati
t
ti

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Percettori

Persone fisiche

Imprese individuali
e societ di persone

Societ di capitali
ed enti commerciali

Regime fiscale

Plusvalenze
Partecipazioni non qualificate

Tassazione sostitutiva a 20%

Partecipazioni qualificate in societ non


residenti non in paesi a fisc.
fisc privilegiata

Inclusi nella bim Irpef per il


49,72%
,
del loro ammontare

Partecipazioni qualificate in societ


residenti in paesi a fiscalit privilegiata

Inclusi nella bim Irpef e


integralmente tassati

Participation exemption (non in paesi fisc.


priv; soc. partecipata svolge effettiva
attivit commerciale; partecipazione
iscritta in bilancio tra immobilazioni;
partecipazione per almeno 12 mesi)

Inclusi nella bim Irpef per il


49 72% del loro ammontare
49,72%

Non soddisfano i requisiti per la


participation exemption

Inclusi nella bim Irpef e


Integralmente tassati

Soddisfano i requisiti per la


participation exemption

Escluse da imponibile Ires


per 95% de loro ammontare

Non soddisfano i requisiti per la


participation exemption

Inclusi nella bim Ires e


integralmente tassati

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Scienza delle finanze lettere Dl-Pas, a.a. 2013-14

Imposte erariali indirette (2011)


A) Imposte sugli affari:
- IVA
- Registro, bollo e sostitutiva
- Assicurazioni
B) Imposte sulla produzione
- Oli minerali
- Gas metano
- Energia elettrica
- Spiriti e birra
C) Monopoli e Lotto
- Tabacchi
- Lotto e lotterie
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30,1%
(137,0 mld.)

5,7%
(26 1 mld.)
(26,1
ld )

188,2 mld.
41,3%
delle entrate
tributarie

5,1%
(23 2 mld.)
(23,2
mld )
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Iva
Imposta ad valorem, plurifase sul valore aggiunto (non
cumulativa)

Applicata con il metodo da imposta ad imposta, con obbligo di


rivalsa
Ti =tvVi -ttAAi
(con Ti iva dovuta da impresa i, come differenza tra iva su
vendite e iva pagata su acquisti)

di tipo consumo: ammessa lintegrale e immediata


detraibilit dellIva
investimento

pagata

sugli

acquisti

dei

beni

di

calcolata su base finanziaria


Aliquote: - normale: 22% (da Ottobre 2013)
- ridotta: 10% (elenco comunitario)
- super-ridotta: 4% (beni prima necessit e altri)
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Iva
Si distinguono operazioni:
- non imponibili, effettuate senza il pagamento dellIva ma
per le
l qualili ammessa lintegrale
li t
l detrazione
d t i
d llI pagata
dellIva
t
sugli acquisti (esportazioni e una serie di cessioni
intracomunitarie))
- esenti, effettuate senza il pagamento dellIva e per le quali
non ammessa la detrazione dellIva pagata sugli acquisti,
che grava quindi su soggetto con partita Iva invece che su
consumatore finale (servizi del credito, delle assicurazioni,
servizi sanitari,
sanitari servizi pubblici)
(Regola pro-rata per soggetti effettuano entrambe operazioni)

Problemi
P bl i di coordinamento
di
t internazionale
i t
i
l (Tassazione
(T
i
sulla
ll
base del principio di destinazione, del principio di origine,
direttive comunitarie).
)
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Irap
ap
Imposta
p
particolare
p
del sistema tributario italiano:
Imposta sui redditi non in capo al percettore, una volta
avvenuta
t la
l lloro di
distribuzione,
t ib i
ma nella
ll ffase antecedente
t
d t d
della
ll
loro formazione, in capo a coloro che esercitano unattivit
di produzione e scambio
Limposta
p
si configura
g
come una controprestazione,
p
, in
senso lato, della fruizione dei servizi pubblici, soprattutto locali,
e dei costi causati alla collettivit delle attivit produttive (De Viti
d M
de
Marco)) imposta
i
t diretta
di tt anche
h se CN la
l include
i l d nelle
ll
indirette

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Irap
ap
Finalit
Modificare finanziamento sanit spostando dalle
retribuzioni il carico fiscale del finanziamento dei servizi di
sicurezza sociale
Aumentare il grado di autonomia tributaria delle Regioni
Contribuire
C t ib i a rendere
d
il sistema
i t
fi
fiscale
l neutrale
t l rispetto
i
tt alle
ll
scelte di investimento delle imprese.

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Presupposto: esercizio abituale di attivit diretta alla


produzione o scambio di beni e alla prestazione di servizi
I
Ires

I
Irap

Percezione redditi

Cessione beni e
prestazione servizi

Soggetti passivi

imprenditori individuali, societ, enti


commerciali e non, esercenti arti e
professioni, A.P., enti e societ non
residenti (per il reddito prodotto nel
t it i nazionale)
territorio
i
l )

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Irap
Base iimponibile
B
ibil
Valore aggiunto netto (VAN): valore dei beni e servizi
prodotti al netto dei costi sostenuti per llacquisto
acquisto delle materie
prime e prodotti intermedi e dellammortamento
Metodo calcolo VAN

per differenza

Valore produzione
Costo materie prime/
P d tti intermedi
Prodotti
i t
di

per somma

Somma remunerazioni
fattori produttivi
cdl+interessi+rendite+profitti

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Irap
E
Esempio
i

CDL

1.RICAVI
2.COSTI MAT.PRIME
3.SALARI E STIPENDI
4 ONERI SOCIALI
4.ONERI
5.AMMORTAMENTI
6 INTERESSI PASSIVI
6.INTERESSI

1.000
200
300
120
50
150

7.UTILI ((1-2-3-4-5-6))

180

BIM IRES
METODO per differenza BIM IRAP (1-2-5)
BIM IRAP (7+3+4+6)
METODO per somma
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180
750
750

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Irap
Altre caratteristiche

aliquota 3,9: potere delle Regioni di variare laliquota


l aliquota,
in aumento o diminuzione, fino ad un massimo di un
punto percentuale (4,65% per banche assicurazioni;
1,9% imprese agricole)
imposta dovuta alla Regione nel cui territorio
realizzata la produzione;
se attivit esercitata in pi regioni ripartizione in
proporzione
i
allammontare
ll
t
d
delle
ll retribuzioni
t ib i i

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Irap

Problemi
P
bl i
Problema di concorrenza fiscale tra le Regioni per attirare
base imponibile

Sperequazione della base imponibile dellimposta tra le


R i i
Regioni

Poco p
popolare:
p
p
percepita
p come imposta
p
sui profitti
(piuttosto che su singole componenti di reddito),
parametrata a criteri che non sono di reddito ma di costo:
- in relazione a quanta lavoro limpresa occupa;
- a quanto indebitamento ha;
- inoltre, effetto ottico, secondo cui lIrap sembrebbe
tassare le imprese in perdita!

Molto difficile da sostituire


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