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AMMONIRE I PECCATORI
oppure CORREZIONE FRATERNA

(discutiamo brevemente su queste parole: giudizio - condanna ammonizione correzione


rimprovero )

GuidaDice Giovanni Crisostomo: Come Dio ci perdoner i nostri peccati nella misura in
cui noi
avremo perdonato gli altri, cos anche lui ci giudicher nella misura in cui
avremo giudicato gli
altri. Non dobbiamo,
quindi, n insultare n ingiuriare
coloro che peccano, ma dobbiamo
avvertirli. Non bisogna dirne male e diffamarli,
ma consigliarli. Dobbiamo correggerli con
l'amore, e non insorgere contro di loro con
arroganza.
Dice Pitagora: Se non hai un amico che

ti corregga, paga un nemico perch ti renda

questo servizio.

E stato detto: I veri amici vedono i tuoi errori e ti avvertono; i falsi amici vedono
allo stesso modo i tuoi errori e li fanno notare agli altri.
Canto iniziale

GuidaContinua la rassegna Le Prediche dedicata alle sette Opere di


misericordia spirituale. Ammonire i peccatori. Intervista a mons. Matteo Maria
Zuppi, vescovo ausiliare di Roma e assistente ecclesiastico della Comunit di
Sant'Egidio.
D. - Si tratta di unOpera di Misericordia un po fuori-moda ma che impegna
tutti ad essere
migliori.
R. - In realt una delle opere di misericordia pi utili, qualche volta anche
fondamentali
perch unammonizione pu davvero cambiare la vita delle
persone come il non far
niente pu lasciare, quindi condannare le persone
a quello che stanno facendo, quindi
a farsi del male. Purtroppo per
lammonire non per niente chiaro perch
tendenzialmente se non mi
riguarda se non fa del male agli altri in maniera visibile, io
non faccio
niente. Lammonire significa anche prendersi carico, intervenire su chi si
prende la responsabilit di dire qualcosa agli altri? Lo facciamo molto
poco, lo
facciamo soltanto quando qualcosa di evidente, e lo facciamo in
maniera, potremmo
dire, difensiva non preventiva.
D. - Lammonimento unopera che richiede dunque particolare impegno a
livello di
rapporto personale e crea qualcosa, costruisce?
R. - Non c dubbio, assolutamente, e non solo a livello personale. Una delle
immagini pi
chiare e anche pi belle di ammonimento quella che fece
Giovanni Paolo II ad
Agrigento contro i mafiosi. Giovanni Paolo II era
credibile, lo faceva con compassione,
e quelle sue parole hanno
sicuramente significato qualcosa per chi ascoltava ed era contro la mafia, ma
poi soprattutto per cercare di cambiare il peccatore, perch
lammonimento sempre un gesto di speranza, non di condanna.

D. - Quindi ammonire non condannare e non neanche sinonimo di


giudicare?
R. - Assolutamente no. Giudica molto di pi chi non fa niente. Perch poi non
vero che
non ci accorgiamo. Non diciamo niente e questo il giudizio
peggiore perch si rischia
di lasciar soli. Lesempio pi chiaro Ges. Ges
ammonisce, certo. Ammonisce e ama. Per questo credo che non sia mai una
condanna, anzi un aiuto a capire: ti
voglio bene, per questo ti dico
qualcosa, ti voglio bene per questo non voglio che tu ti
faccia del male.
D. - E anche una responsabilit sociale. Se cos come si potrebbe tradurre?
R. - Caspita se non sociale! Perch non ammoniamo i peccatori? Proprio per
pigrizia, per
quieto vivere, per paura, per indifferenza. Dal punto di vista
sociale questo ha un prezzo enorme. E chiaro che lo pu per dire solo chi lo
vive. Cio io posso aiutare
davvero se sono libero dal male. Questo significa
un impegno civile, mi sembra
evidente. Essendo per in una stagione di
grande individualismo e di grande indifferenza verso il bene comune, verso la
convivenza, ci accontentiamo del quieto vivere, che non mai sufficiente.
D. - Lei parla a una grande platea. Su che cosa vuole puntare?
R. - Innanzitutto che ammonire i peccatori non condannare, non giudicare
ma esattamente il contrario: unopera di misericordia che ci impegna tutti
ad essere migliori e che in realt ci fa essere pi vicini agli altri. Dovremmo
imparare a guardare
con pi interesse e soprattutto a vincere quellidolatria
dellio per cui io allaltro non posso dire niente perch altrimenti sono matto, e
che invece il primo modo per
aiutarlo. Questo mi impegna a parlare, in
maniera efficace, tenera, vicina, credibile,
forte, se serve, in amicizia e con
attenzione. Ges non condanna, non ammonisce i peccatori: curioso
Ges ammonisce i giusti, che non capiscono il loro peccato,
mentre
incoraggia i peccatori, paradossalmente, li incoraggia a essere diversi. Ma la
vera ammonizione di Ges verso i farisei, verso i giusti che non si
rendevano conto del peccato. Ed unammonizione vigorosa perch era lunico
modo che aveva per
provare a superare la loro diffidenza. Ecco quindi se ci
fosse pi impegno ad aiutarci ad essere migliori, questo ferirebbe qualche
orgoglio ma sicuramente ci renderebbe tutti quanti pi attenti a chi abbiamo
vicino.
Tutti Aiutami, Signore Ges, a restare in silenzio ai tuoi piedi, per ascoltare
questa tua Parola e
lasciarmi da essa raggiungere e plasmare.
Solo la tua Parola mette a nudo la verit della mia vita e ne scopre ogni
menzogna.
Questa tua Parola mi giudica, Ges, mi giudica severamente, ma
davanti ad essa non so pi nascondermi, non voglio pi nascondermi.
Scopro con la meraviglia e la gioia semplice di un bambino che, mentre
questa tua Parola
ferisce, risana, perch da essa nasce una vita
nuova.
Scopro che tu correggi chi ami, proprio come fa un padre con il figlio
prediletto.
Scopro che attraverso il tuo rimprovero e la tua correzione tu mi
ammaestri e mi guidi,

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proprio come un pastore il suo gregge.
E scopro ancora che la tua Parola mi attira a s e la sua potenza divina
accoglie quella debolezza mia che non ho nascosto e ne trasforma il male
in bene.
Signore Ges, aiutami ad essere come questa tua Parola.
(Silenzio per meditare)
Guida Il vangelo che ascolteremo un celebre passaggio che ci offre insegnamenti
importanti per la vita
della comunit ecclesiale e, quindi, anche della nostra vita
comunitaria. Ascoltiamo.
1Lett Dal Vangelo secondo Matteo (18,15-20) In quel tempo, Ges disse ai suoi discepoli:
Se il tuo
fratello commetter una colpa contro di te, va e ammoniscilo fra te e lui
solo; se ti
ascolter,
avrai guadagna-to il tuo fratello; se non ascolter, prendi ancora con te una o due
persone,
perch ogni cosa sia risolta sulla parola di due o
tre testimoni. Se poi non ascolter costoro, dillo
alla comunit; e se non ascolter
neanche la comunit, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verit io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sar legato in cielo, e
tutto quello che
scioglierete sulla terra sar sciolto in cielo. In verit io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno daccordo per chiedere qualunque cosa, il
Padre mio che nei cieli gliela conceder. Perch dove sono due o tre riuniti nel mio
nome, l sono io in mezzo a loro.
2Lett Il prestare attenzione al fratello comprende altres la premura per il suo bene
spirituale. E qui desidero richiamare un aspetto della vita cristiana che mi pare caduto
in oblio: la correzione fraterna in vista della salvezza eterna. Oggi, in generale, si
assai sensibili al
discorso della cura e della carit per il bene fisico e materiale degli
altri, ma si tace quasi del
tutto sulla responsabilit spirituale verso i fratelli. Non
cos nella Chiesa dei primi tempi e
nelle comunit veramente mature nella fede, in
cui ci si prende a cuore non solo la salute
corporale del fratello, ma anche quella
della sua anima per il suo destino ultimo.

1Lett La tradizione della Chiesa ha annoverato tra le opere di misericordia spirituale


quella di
ammonire i peccatori. E importante recuperare questa dimensione
della carit cristiana.
Non bisogna tacere di fronte al male. Penso qui
allatteggiamento di quei cristiani che, per rispetto umano o per semplice comodit,
si adeguano alla mentalit comune, piuttosto che mettere in guardia i propri fratelli
dai modi di pensare e di agire che contraddicono la verit
e non seguono la via
del bene. Il rimprovero cristiano, per, non mai animato da spirito di
condanna
o recriminazione; mosso sempre dallamore e dalla misericordia e sgorga da vera
sollecitudine per il bene del fratello. Lapostolo Paolo afferma: Se uno viene
sorpreso in qualche colpa, voi che avete lo Spirito correggetelo con spirito di
dolcezza. E tu vigila su te
stesso, per non essere tentato anche tu. Nel nostro
mondo impregnato di individualismo,
necessario riscoprire limportanza della
correzione fraterna, per camminare insieme verso la
santit. Persino il giusto
cade sette volte, dice la Scrittura, e noi tutti siamo deboli e
manchevoli.
2Lett Per correggere il fratello ci vuole tanto coraggio. Il coraggio di volere il bene a
chi si ama. Il
coraggio di chiamare male ci che male agli occhi di Dio e bene
ci che invece amabile ai
Suoi occhi. Ma si ha come l'impressione che al
coraggio si preferisca il comodo silenzio per non avere fastidi.
Raramente si va dall'altro e gli si dice quello che, dopo sufficiente riflessione, ci
sembra da correggere. Questo richiede infatti coraggio e disponibilit a coinvolgersi

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con l'altro; in altre parole: amore. Certo, anche in questo caso non sempre si spinti
dall'amore. A volte si
rimprovera l'altro spinti da aggressivit, superbia, etc. Per
normalmente meglio parlare apertamente all'interessato, perch questo mette in
moto comunque un confronto, crea e approfondisce un rapporto, anche se di solito
pi facile lusingare con parole di consolazione
che ammonire
1Lett Siamo un solo corpo in Cristo Ges Come il corpo, pur essendo uno, ha molte
membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, cos anche
Cristo. E in realt noi
tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un
solo corpo, Giudei o Greci, schiavi
o liberi; e tutti ci siamo abbeverati a un solo
Spirito... Quindi se un membro soffre, tutte le
membra soffrono insieme; e se un
membro onorato, tutte le membra gioiscono con lui
(1 Cor 12,12-13.26).

2Lett Esse sono carne della mia carne e osso delle mie ossa In un corpo c' una
perfetta solidariet
tra le membra perch tutte sono unite dallo stesso spirito, e
tutte agiscono in comunione
perch legate, in unit dalla stessa solidariet e
amore; e se un membro soffre, le membra soffrono e si uniscono e vanno in suo
aiuto.
Dal momento che lo Spirito che di noi, che eravamo sperduti come un
gregge (Is 53,6), ha fatto un unico corpo, quello di Cristo, la Parola ci raccomanda:
Fratelli, non abbiate alcun
debito con nessuno, se non quello di un amore
vicendevole; perch chi ama il suo simile ha adempiuto la legge.
1Lett Se il tuo fratello commette colpa, va' e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti
ascolta, avrai
guadagnato il tuo fratello.
Se tuo fratello sbaglia, tu va', tu avvicinati, tu cammina verso di lui. Che cosa mi
autorizza a intervenire nella vita dell'altro? Solo questa parola: fratello. Solo se porti il
peso e la gioia
dell'altro, se ne conosci le lacrime, se ne sei fratello, sei autorizzato
ad ammonire. Ci che ci autorizza non la verit, ma la fraternit. I cristiani sono
coloro che fanno la verit nell'amore. Che non separano mai verit e amore. Per non
farli morire. La verit senza amore porta a tutti
i conflitti, alle guerre di religione, ai
"sacri macelli".
D'altro canto, l'amore senza verit sterile, perch amore per caso, fortuito,
senza progetto
n futuro.
2Lett Il fratello un guadagno, un tesoro per te e per il mondo, un talento, una
ricchezza per Dio e
per la terra. Per questo un celebre detto ebraico assicura: chi
salva un solo uomo, salva il
mondo intero. Ci che scioglierete, allora, come Lui
che ha sciolto Lazzaro dalle bende della
morte, e ci che legherete, come Lui che
ha legato a s uomini e donne capaci di scommettere
sull'invisibile e sulla croce,
ci che scioglierete avr libert per sempre, ci che legherete avr
comunione per
sempre. Perch Dio dona eternit a tutto ci che di pi bello hai seminato nel
mondo.
Tutti Vieni in noi, Spirito di comunione, che costruisci la tua Chiesa come un
prezioso tessuto,
in cui ciascuno trova la sua perfetta collocazione, in vista di quel
disegno misterioso e straordinario che nel cuore di Dio. Donaci di poterci
consegnare gli uni agli altri, nella
fiducia, nella gioia che, insieme con
te, stiamo costruendo il Regno.
Vieni, Spirito di comunione, abbattendo in noi tutte quelle barriere
fatte di paura,
presunzione, interessi, rivendicazioni che ci impediscono di
stendere la mano al fratello, alla sorella che ci sta di fronte. Che nessuno
viva per se stesso, ma che la vita divenga
disponibilit
ad entrare in
quel mosaico a cui tu, da tutta leternit, pazientemente stai lavorando.

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2Lett Il discorso di Ges rivolto a tutti i cristiani, per insegnare loro a gestire i
problemi relazionali
che sorgono inevitabilmente nella vita della comunit di
fede.
Si tratta, quindi, della relazione interpersonale interna alla comunit e dei
momenti in cui essa
ferita da una colpa reale e grave di uno dei suoi membri.
1Lett Non rendete a nessuno male per male. Cercate di compiere il bene davanti a tutti
gli uomini. Se
possibile, per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti. Non fatevi giustizia da voi stessi,
carissimi [] . Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il
male con il bene. (Rm 12, 17-19a.21)
2Lett Logica di base e obiettivo: guadagnare il fratello, perch nessuno di noi pu
permettersi il lusso
di perdere un fratello e rimanere "uguale" a prima, senza
perdere una parte della propria vita. Dobbiamo poterci presentare al Signore con
tutti i nostri fratelli.
1Lett Pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il
maggior numero: mi
sono fatto come Giudeo per i Giudei, per guadagnare i
Giudei. [] Mi sono fatto debole per i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto
tutto per tutti, per salvare a ogni costo
qualcuno. Ma tutto io faccio per il
Vangelo, per diventarne partecipe anchio. (1Cor 9, 19.22-23)
2Lett Ges, alzati gli occhi al cielo, disse: "Padre santo, custodiscili nel tuo nome,
quello che mi hai dato, perch siano una sola cosa, come noi. Quandero con loro, io
li custodivo nel tuo nome,
quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di
loro andato perduto, tranne il figlio della perdizione". (Gv 17, 11-12)
1Lett Il procedimento indicato nel vangelo una strategia tesa a questo: guadagnare
un fratello, impedire che si perda, vittima del proprio peccato. Non interessa ottenere
la vittoria giudiziaria
contro di lui, perch, anche se ha palesemente sbagliato
contro di me, egli resta un fratello
prezioso per me.
2Lett Per questo Cristo morto ed ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti
e dei vivi.
Ma tu, perch giudichi il tuo fratello? E tu, perch disprezzi il tuo fratello? Tutti
infatti ci
presenteremo al tribunale di Dio, perch sta scritto: Io vivo, dice il
Signore: ogni ginocchio si
piegher davanti a me e ogni lingua render gloria a
Dio. Quindi ciascuno di noi render conto
di se stesso a Dio. Dora in poi non
giudichiamoci pi gli uni gli altri; piuttosto fate in modo di
non essere causa di
inciampo o di scandalo per il fratello. (Rm 14, 9-13)
1Lett La prima cosa da fare parlare di persona al "colpevole". Poi, in caso di
inefficacia, procedere
con il resto: il dialogo con la compagnia di altri due fratelli e
infine in pubblico con tutta la
comunit serve a cercare di comunicare al fratello che
ha sbagliato che egli comunque un fratello, che non si cerca di colpirlo ma di
aiutarlo, che si vuole "guadagnarlo", che egli im portante per la nostra vita. Bisogna
che lo senta dalle parole, dagli atteggiamenti, dai sentimenti
dei fratelli e sorelle che
gli stanno attorno.
2Lett Se questa serie di tentativi va a vuoto, allora si ricorre all'ultimo e drastico
tentativo
terapeutico: "trattarlo come un pagano e un pubblicano".
L'evangelista Matteo, prima pubblicano, sa bene cosa significa questo per Ges:
essere una persona amata in modo speciale, senza condizioni, amata al di l e al di
sopra dei suoi difetti e
peccati, amata e basta.
1Lett Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma io vi
dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinch siate figli
del Padre
vostro che nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa
piovere sui giusti e
sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale
ricompensa ne avete? Non fanno cos anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai

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vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno cos anche i pagani? Voi,
dunque, siate perfetti come perfetto il Padre vostro
celeste. (Mt 5, 43-48)
2Lett Infatti, ad alcune persone bisogna donare la parola di Cristo, con altre bisogna
essere
semplicemente Cristo stesso; con alcune persone si potr collaborare, con
altre si potr soltanto
amarle, accoglierle come sono, senza mai escluderle,
ricordando che Cristo morto per noi e
anche per loro.
1Lett Lamore del Cristo ci possiede; e noi sappiamo bene che uno morto per tutti,
dunque tutti
sono morti. Ed egli morto per tutti, perch quelli che vivono non
vivano pi per se stessi, ma
per colui che morto e risorto per loro. Cosicch non
guardiamo pi nessuno alla maniera umana; se anche abbiamo conosciuto Cristo alla
maniera umana, ora non lo conosciamo pi cos. Tanto che, se uno in Cristo, una
nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco,
ne sono nate di nuove. Tutto
questo per viene da Dio, che ci ha riconciliati con s mediante Cristo e ha affidato a
noi il ministero della riconciliazione. Era Dio infatti che riconciliava a s il
mondo in
Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della
riconciliazione. (2Cor 5, 14-19)
(Silenzio per meditare)
Tutti Perdonaci, Signore, per tutte le volte in cui, per pigrizia, abbiamo visto
il fratello errare
e Io abbiamo lasciato nellerrore. Perdonaci per quelle volte in cui,
richiamati a correggerci dal male, abbiamo reagito dicendo : Pensa ai fatti
tuoi!. Non capivamo che eri tu a invitarci al bene, che eri tu, vera
sentinella, a scuoterci dalla nostra pigrizia. Fa che almeno la nostra
preghiera, semplice e sincera, ci aiuti a togliere la trave dal nostro
sguardo, s che, purificati e sofferenti, togliamo con amore la pagliuzza che
offende il volto del fratello.
Guida Oggi pare proprio che la correzione non sia pi di moda, lasciando che i figli
crescano senza
pi sentire nella propria inesperta mano, la mano di chi invece
deve essere guida secondo Dio,
ossia i genitori.
E lo stesso capita in tutti i campi. Si ha come paura di creare inimicizia anche
solo facendo
capire che l'amico sbaglia.
Cos facendo si lascia che uno si perda: ed davvero un grave atteggiamento
contro l'amore,
che dovrebbe invece dare una mano, con discrezione, con
dolcezza, come nello stile della
carit, a chi sta perdendosi.
Chi parla al fratello parla la Parola ascoltata da Dio, e se non la dice e il fratello
muore a causa
del suo silenzio perch ha commesso una colpa e non stato
avvertito, gliene viene chiesto conto. Ce lo dice la Parola di Dio. Ezechiele cos parla:
cos dice il Signore:
2Lett "Figlio dell'uomo, io ti ho costituito sentinella per gli Israeliti; ascolterai una
parola dalla mia
bocca e tu li avvertirai da parte mia.
Se io dico all'empio: empio tu morirai, e tu non parli per distogliere l'empio dalla
sua condotta, egli, l'empio, morir, per la sua iniquit, ma della sua morte chieder
conto a te.
Ma se tu avrai ammonito l'empio della sua condotta, perch si converta ed egli
non si
converte, egli morir per la sua iniquit, tu invece sarai salvo." (Ez.33,7-9).
1Lett Ma non ha detto Ges di non giudicare per non essere giudicati? Come pu
allora invitarci a
correggere il fratello che sbaglia? La contraddizione per soltanto
apparente. Ges infatti non
chiede di giudicare il fratello che sbaglia: ma dice va'
e ammoniscilo fra te e lui solo. E cio
chiede di compromettersi con il fratello, di
cercare con lui la verit perduta, di esplorare con lui le vie che rendono davvero

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liberi. Ges raccomanda di essere vicini al fratello che sbaglia, di stargli accanto, e di
non abbandonarlo neppure domani, con lealt e premura.
2Lett Esattamente questa vicinanza ci spaventa e ci preoccupa: perch ci
obbligherebbe a rendere ragione delle cose che noi stessi facciamo; e ci
costringerebbe dunque ad avere un senso una
fede per cui spendere la nostra
vita. Appare invece pi facile vivere senza troppi problemi, e
dunque anche senza
preoccuparci troppo delle persone che ci stanno accanto.
Certo, cos tutto sarebbe pi facile. Ma tutto sarebbe anche pi grigio:
resterebbero soltanto
quell'estraneit e quella convenzionalit dei rapporti che a
lungo andare stanca ed annoia. E
invece abbiamo bisogno di una solidariet
reciproca vera, che ci aiuti nella fatica del vivere. Abbiamo bisogno di cercare
insieme un senso una fede che dia consistenza ai nostri giorni,
e ci faccia uscire
da quell'indifferenza quotidiana che soffoca ed opprime le nostre giornate.
Canto: Cantico dei redenti
Guida Quale miracolo di grazia, di forza, di potenza la presenza di Cristo con noi!
Forse quanti peccati abbiamo contro la unit dei cuori, contro la presenza di
Cristo in mezzo a noi! In genere c' fra di noi un rapporto semplicemente umano,
terreno, secondo tutte le sensazioni istintive di simpatia, antipatia, interesse,
indifferenza, giudizi. Ora noi siamo chiamati a costruire relazioni di tipo spirituale,
divino: non una cosa da niente, non si scherza: c'
Ges, il Signore in mezzo a
noi. Siamo chiamati a costruire una santit dei rapporti. E questo
un compito
veramente grande e importante.
Tutti

Quando due o tre si guardano con piet e verit, l c' Dio.


Quando un uomo dice ad una donna: tu sei carne della mia carne, vita
della mia vita, l c'
Dio, cuore del loro cuore, nodo degli amori, legame
delle vite.
Quando un genitore e un figlio si guardano e si ascoltano con amore, l
c' Dio.
Quando l'amico paga all'amico il debito del reciproco affetto, l c'
Cristo, l'uomo perfetto,
il fine della storia umana, punto focale dei desideri, gioia di ogni cuore,
pienezza delle
aspirazioni, forza che ti fa partire, energia che ti mette in
cammino verso tuo fratello:
se tuo fratello commette una colpa, tu va', esci, prendi il sentiero,
bussa alla sua porta. Dio una strada che ci porta gli uni verso gli altri.
Guida Dice Papa Francesco: Non si pu correggere una persona senza amore e senza
carit. Non si
pu fare un intervento chirurgico senza anestesia: non si pu,
perch lammalato morir di
dolore. E la carit come una anestesia che aiuta a
ricevere la cura e accettare la correzione.
Prenderlo da parte, con mitezza, con
amore e parlagli.
In secondo luogo, bisogna parlare
in verit: non dire una cosa che non vera. Quante volte
nelle comunit nostre
si dicono cose di unaltra persona, che non sono vere: sono calunnie. O se sono vere,
si toglie la fama di quella persona. Le chiacchiere feriscono; le
chiacchiere
sono schiaffi alla fama di una persona, sono schiaffi al cuore di una persona.
Certo quando ti dicono la verit non bello sentirla, ma se detta con carit e con
amore pi facile accettarla. Dunque, si deve parlare dei difetti agli altri con
carit.
La correzione fraterna un atto per guarire il corpo
della Chiesa. C un buco, l, nel tessuto
della Chiesa che bisogna ricucire. E come
le mamme e le nonne, quando ricuciono, lo fanno con tanta delicatezza, cos si deve
fare la correzione fraterna. Se tu non sei capace di farla con
amore, con carit,
nella verit e con umilt, tu farai unoffesa, una distruzione al cuore di
quella
persona, tu farai una chiacchiera in pi, che ferisce, e tu diventerai un cieco ipocrita,
come dice Ges. Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio.. Ipocrita!

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Riconosci che tu sei pi
peccatore dellaltro, ma che tu come fratello devi
aiutare a correggere laltro.
Tutti Del Signore sempre c la croce, la difficolt di fare una cosa buona;
del Signore sempre lamore che ci porta alla mitezza. Non fare da giudice.
Noi cristiani abbiamo la tentazione di farci come dottori: spostarci fuori del
gioco del peccato e della grazia come se noi fossimo
angeli No! E
quello che Paolo dice: Non succeda che dopo avere predicato agli altri, io
stesso venga squalificato. E un cristiano che, in comunit, non fa le
cose - anche la correzione fraterna - in carit, in verit e con umilt, uno
squalificato! Non riuscito a diventare un
cristiano maturo. Che il Signore
ci aiuti in questo servizio fraterno, tanto bello e tanto
doloroso, di aiutare
i fratelli e le sorelle a essere migliori e ci aiuti a farlo sempre con carit, in
verit e con umilt.
3Lett La correzione fraterna non maldicenza, o chiacchiera, o diffamazione. La
correzione serve a sanare non a creare unombra sulla persona con cui si parla, nei
confronti di altri. Non si parla
mai degli assenti, ne in bene ne in male, dice Dietrich
Bonhoeffer in Vita Comune. Si parla con i presenti per aiutarli nella correzione. Non si
accettano mai dicerie su persone: al massimo testimonianze accreditate che
permettano di fare luce sui fatti. Bisogna evitare di fare processi alle persone senza
che possano difendersi. Se vi sono fatti o testimonianze di rilievo, si devono fare
confrontare con linteressato, al fine di fare luce sulla verit quanto pi possibile. La
fama di persone stata uccisa senza che le interessate potessero minimamente dire
la loro,
o addirittura che ne fossero consapevoli! Non si accettino mai
testimonianze che screditano chi
ha un incarico, subito per buone, ma si faccia un
ampio discernimento e si vaglino bene i fatti:
la gelosia e linvidia giocano
sempre brutti scherzi! La correzione fraterna deve servire per ristabilire
la comunione. Senza la comunione e nellerrore la preghiera non passa, lo Spirito
Santo Spirito di amore, pace, gioia, comunione, sincerit, santit
Guida Preghiamo con queste invocazioni e ogni volta rispondiamo: Tu sei buono,
Signore, e perdoni sei pieno di misericordia con chi ti invoca
3Lett Tu sei buono, mi hai donato la vita,
Tu sei buono, mi hai donato la famiglia naturale e quella religiosa,
Tu sei buono, mi hai donato gli amici e le sorelle,
Tu sei buono, mi hai donato la salute,
Tu sei buono, mi hai donato la gioia e la serenit,
Tu sei buono, mi hai donato la natura con le sue bellezze,
Tu sei buono, mi hai donato tutto.
Tu sei immensamente buono, mi hai donato la grazia di diventare cristiana.
Tu sei immensamente buono, mi hai donato Tuo figlio Ges come modello.
Tu sei immensamente buono, mi hai redento dal peccato con la Croce.
Tu sei immensamente buono, mi hai chiamato a vivere vicino a Te.
Come mai potr ricambiare alla Tua bont? Rendimi almeno capace e degna di
lodarti.
(Preghiere spontanee)
Tutti Tu lhai sognata cos la tua Chiesa: non come un tribunale in cui si
pronunciano sentenze inappellabili, non come un tempio in cui tutto procede
in modo ordinato e solenne, non come unazienda in cui importa solo il
rendimento, ma come una famiglia, una famiglia in cui si ascolta e si parla
con ponderazione, una famiglia in cui ciascuno sa di poter contare

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sullaltro, sulla sua ricerca della verit, sulla sua disponibilit al
confronto, sul suo buon cuore e sulla sua pazienza, sulla sua comprensione
benevola.
Tu lhai sognata cos la tua Chiesa, ma noi come labbiamo ridotta,
Signore?
Labbiamo sottoposta alle logiche estranee al tuo Vangelo e lontane
dallAmore: logiche
dellefficacia e della verit, logiche del potere e della
determinazione, logiche di una sapienza
troppo distante dalle strade
della carit.
Tu lhai sognata cos la tua Chiesa: come un luogo di fraternit in cui
non c situazione
spinosa che non possa essere affrontata con rispetto
e con delicatezza, con franchezza e con
semplicit, con un amore
sempre pronto al dialogo.
Fa, o Signore, che regnino sempre e dovunque, il tuo Amore, la tua
Misericordia, il tuo
Perdono e la tua Pace e che ognuno di noi sia capace
di trasmettere questi tuoi doni preziosi
ad ogni fratello che incontra sulla propria strada.
Benedizione
Canto