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LE OPERE DI MISERICORDIA SPIRITUALE

Guida Nel percorso di preghiera e riflessione sulle opere di misericordia, siamo


arrivati alle opere di misericordia spirituale, cio quelle azioni che
riguardano le carenze dello spirito. Scopriremo che ci toccano sia come
operatori che come recettori.
1Lett Un giovane era seduto da solo nell'autobus; teneva lo sguardo fisso fuori del
finestrino. Aveva poco pi di vent'anni ed era di bell'aspetto, con un viso dai
lineamenti delicati. Una donna si sedette accanto a lui. Dopo avere scambiato
disse, inaspettatamente: Sono stato in prigione per due anni. Sono uscito
questa mattina e sto tornando a casa.
Le parole gli uscivano come un fiume in piena mentre le raccontava di come
fosse cresciuto in una famiglia povera ma onesta e di come la sua attivit
criminale avesse procurato ai suoi cari vergogna e dolore. In quei due anni non
aveva pi avuto notizie di loro. Sapeva che i genitori erano troppo poveri
per
affrontare il viaggio fino al carcere dov'era detenuto e che si sentivano
troppo
ignoranti per scrivergli. Da parte sua, aveva smesso di spedire lettere perch non
riceveva risposta.
Tre settimane
prima di essere rimesso in libert, aveva fatto un ultimo, disperato tentativo di
mettersi in contatto con il padre e la madre. Aveva
chiesto scusa per averli
delusi, implorandone il perdono.
2Lett Dopo essere stato rilasciato, era salito su quell'autobus che lo avrebbe
riportato nella sua citt e che passava proprio davanti al giardino della casa
dove era cresciuto e dove i suoi genitori continuavano ad abitare.
Nella sua lettera aveva scritto che avrebbe compreso le loro ragioni. Per
rendere le cose pi semplici, aveva chiesto loro di dargli un segnale che
potesse essere visto dall'autobus. Se lo avevano perdonato e lo volevano
accogliere di nuovo in casa, avrebbero legato un nastro bianco al vecchio
melo in giardino. Se il segnale non ci fosse stato, lui sarebbe rimasto
sull'autobus e avrebbe lasciato la citt, uscendo per sempre dalla loro vita.
Mentre l'automezzo si avvicinava alla sua via, il giovane diventava sempre pi
nervoso, al punto di aver paura a guardare fuori del finestrino, perch era
sicuro che non ci sarebbe stato nessun fiocco.
Dopo aver ascoltato la sua storia, la donna si limit a chiedergli: Cambia
posto con me. Guarder io fuori del finestrino.
L'autobus procedette ancora per qualche isolato e a un certo punto la donna
vide l'albero. Tocc con gentilezza la spalla del giovane e, trattenendo le
lacrime, mormor: Guarda! Guarda! Hanno coperto tutto l'albero di nastri
bianchi.
Tutti

Noi

Convertici a Te, Ges, che sei venuto a chiamare i peccatori e non i


giusti che non hanno bisogno di redenzione. Convertici a Te, in questo
anno giubilare, indetto da Papa Francesco, per aiutare il cammino di
credenti verso la penitenza, la conversione e il rinnovamento spirituale
e morale. Riconosciamo, Signore, le nostre colpe di oggi e tutte quelle
della vita passata, vissuta, molte volte, nell' ipocrisia e nella falsit.
abbiamo bisogno del tuo perdono e della tua misericordia per sentire
quanto grande il tuo amore per noi, e quanto tieni poco conto dei
nostri errori, e delle nostre deviazioni, dalla tua santa legge, o

Signore.
Non abbandonarci, Signore, nella tentazione di poter fare a meno
di Te,
illudendo noi stessi che possibile essere felici e vivere senza il
tuo sorriso e dell'abbraccio della tua paternit infinita. Con il tuo aiuto,
vogliamo sinceramente riprendere il cammino che ci porta a Te,
mediante la Penitenza e l'Eucaristia, sacramenti della nostra continua
rinascita spirituale nel segno della coscienza di quanto poco valiamo se
non siamo ancorati a Te che sei la Via, la Verit e la Vita. Non sia,
Ges,
il nostro pentimento solo e soltanto esteriore o apparente, ma
tocchi le
profondit del nostro essere e le corde di quell'armonia d'amore
che solo tuo puoi ridonarci, Signore. Convertici a Te, con la tua Parola, che

luce ai nostri passi, forza nel nostro cammino consolazione nel


nostro patire. Convertici a Te Signore e abbatti in noi l'orgoglio e la
presunzione di essere giusti come il fariseo al tempio, mentre dovremmo batterci sinceramente il petto, come il pubblicano che non ha avuto
neppure la forza di alzare gli occhi e lasciarsi
illuminare dal tuo
volto,
indegno quale era di avanzare nel tempio, quale segno di
riavvicina- mento a Te. Signore, converti il nostro cuore, la nostra vita, la
nostra
storia. Purifica tutto e lava le nostre colpe nel tuo sangue
prezioso
versato sulla croce per noi. Ges abbi piet di noi e non
abbandonarci
pi nelle nostre illusioni, delusioni e tentazioni, non
abbandonarci nel
peccato, ma donaci labbraccio del Padre dal volto
misericordioso.

1Lett In un'antica cattedrale, appeso ad altezza vertiginosa, c' un imponente


crocifisso d'argento che ha due particolarit. La prima la corona di spine sul
capo di Ges: tutta d'oro massiccio tempestato di rubini e il suo valore
incalcolabile. La seconda particolarit il braccio destro di Ges: staccato e
proteso nel vuoto.
Una storia ne spiega il motivo. Molti anni fa, una notte, un ladro audace e
acrobatico progett un piano perfetto per impadronirsi della splendida
corona d'oro e rubini. Si cal da uno dei finestroni del tetto legato
ad una
corda e oscillando arriv al crocifisso. Ma la corona di spine era fissata
molto solidamente e il ladro aveva solo un coltello per tentare di staccarla.
Infil la lama del coltello sotto la corona e fece leva con tutte le sue forze.
Prov e riprov, sudando e sbuffando. La lama del coltello si spezz e anche la
corda, troppo sollecitata, si stacc dal finestrone. Il ladro si sarebbe sfracellato
sul pavimento, ma il braccio del crocifisso si mosse e lo afferr al volo. Al
mattino i sacrestani lo trovarono lass, sano e salvo, tenuto saldamente (e
affettuosamente da Ges crocifisso.

Tutti O misericordioso, tu non ci hai respinto quando ti abbiamo invocato nel


dolore, ma sei venuto a salvare il tuo popolo nell'ora della redenzione;
sei re e liberi i prigionieri, sei medico e guarisci i malati, sei pastore e
rintracci gli erranti, per chi dispera, sei via della speranza.
Contro di te abbiamo peccato, Signore, chiediamo un perdono che non
meritiamo. Tendi la mano a noi che siamo caduti, tu che al ladro
pentito
apristi il paradiso.
La vita nostra sospira nell'angoscia, ma non si corregge il nostro agire.
Se aspetti, non ci pentiamo; se punisci, non resistiamo. tu che al ladro
pentito apristi il paradiso.
Signore, se ti sdegnerai contro di noi, chi verr in nostro aiuto?
Chi avr piet delle nostre miserie? Hai chiamato a conversione la

cananea e il pubblicano, hai accolto le lacrime di Pietro; accoglie


pietoso
2Lett Dagli scritti del Cardinale Van Thuan.
Ges non ha buona memoria. Sulla Croce durante la sua agonia il ladrone gli
chiede di ricordarsi di lui quando sarebbe entrato nel suo regno. Se fossi stato
io gli avrei risposto, "non ti dimenticher, ma i tuoi crimini devono essere
espiati, con almeno 20 anni di purgatorio", invece Ges gli rispose "Oggi sarai
con me in Paradiso".
Aveva dimenticato i peccati di quell'uomo. Lo stesso avviene con Maddalena e
con il figliol prodigo. Ges non ha memoria, perdona ogni persona, il suo
amore misericordioso.
1Lett Ges non conosce la matematica, lo dimostra la parabola del Buon Pastore.
Aveva cento pecore, una di loro si smarr e senza indugi and a cercarla
lasciando le altre 99 nell'ovile. Per Ges uno equivale a 99 e forse anche di pi.
2Lett Ges poi non buon filosofo. Una donna ha dieci dracme ne perde una
quindi accende la lucerna per cercarla, quando la trova chiama le sue vicine e
dice loro "Rallegratevi con me perch ho ritrovato la dracma che avevo
perduto". E' davvero illogico disturbare le amiche solo per una dracma, e poi
far festa per il ritrovamento. Per di pi invitando le sue amiche per far festa,
spendendo ben di pi di una dracma. In questo modo Ges spiega che c'
gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte.
1Lett Ges un avventuriero. Chiunque voglia raccogliere il consenso della gente si
presenta con molte promesse, mentre Ges promette a chi lo segue processi
e persecuzioni, eppure da 2000 anni constatiamo che non si esaurita la
schiera di avventurieri che hanno seguito Ges.
2Lett Ges non conosce n finanza n economia. Nella parabola degli operai della
vigna, il padrone paga lo stesso stipendio a chi lavora al mattino e a chi inizia a
lavorare il pomeriggio. Ha fatto male i conti? Ha commesso un errore? No, lo
fa di proposito, perch Ges non ci ama rispetto ai nostri meriti o per i nostri
meriti, il suo amore gratuito e supera infinitamente i nostri meriti. Ges ha i
"difetti" perch ama.
L'amore autentico non ragiona, non calcola, non misura, non innalza barriere,
non pone condizioni, non costruisce frontiere e non ricorda offese.
1Lett Vorrei confidare qualche mio sparso pensiero sull'elenco delle cos dette
"opere di misericordia spirituale", che mi pare oggi il pi sbiadito nella
coscienza comune. Come giacciono nei vecchi catechismi, scritti quando
ancora si chiamavano ingenuamente le cose con il loro nome, ci appaiono un
po' ruvide e spigolose. Forse perch la nostra anima, per cos dire, si fatta pi
delicata e irritabile.
2Lett A differenza delle opere di misericordia corporale, dove (di solito, se non
sempre) chi d da mangiare non affamato e chi patisce la fame non in
condizioni di dar da mangiare, qui il benefattore e il beneficiario non sono
adeguatamente distinti. Anzi buona regola non distinguerli affatto: di
queste "opere" siamo tutti destinatari. E' bene quindi che ciascuno di noi si
consideri al tempo stesso "istruttore" e "ignorante", saggio consigliere e
dubbioso, paladino della giustizia e peccatore, capace di consolare e
desideroso di consolazione, chiamato a perdonare le offese e offensore,
deciso ad aver pazienza e sempre sul punto di farla perdere agli altri,
intercessore a favore di tutti presso Dio e bisognoso della preghiera fraterna
di tutti. Solo mantenendoci in quest'ottica possiamo sperare di intraprendere
un esame fruttuoso delle "opere" che ci vengono raccomandate.

Tutti
di

M'inginocchio davanti a te, Signore, per adorarti. Ti rendo grazie, Dio


bont; Ti supplico, Dio di santit. Davanti a te piego le ginocchia.
Tu ami gli uomini e io ti glorifico, o Cristo, Figlio unico e Signore di
tutte le cose. Tu che solo sei senza peccato, per me peccatore indegno,
Ti sei offerto alla morte e alla morte di croce.
Cos hai liberato le anime dalle insidie del male.
Che cosa ti render, o Signore, per tanta bont?
Gloria a te, o amico degli uomini! Gloria a te, o Dio di misericordia!
Gloria a te, o paziente! Gloria a te, che perdoni i peccati!
Gloria a te, che sei venuto per salvare le nostre anime! (Efrem il Siro)

1Lett Il discorso sulle "opere di misericordia spirituale" assume poi una rilevanza e
un'attualit eccezionale, se volto a chiarire quale sia l'indole propria della
solidariet che la Chiesa come tale deve esercitare nei confronti dell'umanit.
Nessun dubbio che l'amore cristiano, suscitato e sorretto dall'Eucaristia,
debba esprimersi anche nell'offrire ai pi sfortunati, per quel che possibile,
un apporto valido perch risolvano positivamente i loro problemi esistenziali
primari e possono godere di uno stato conforme alla loro dignit di persone.
Guai se la Chiesa lo dimenticasse. Ma guai se riducesse a questo la sua azione
nel mondo. Guai a noi se a poco a poco finissimo col pensare alla Sposa di
Cristo come a una sorta di ente assistenziale o come a un surrogato e a un
coadiuvante della Croce Rossa Internazionale.
2Lett Il pericolo di questo inconscio travisamento non oggi irreale, favorito
com' dagli interessi delle potenze mondane e anche dalla nostra
preoccupazione di essere un poco accettati dalla cultura dominante.
Certamente la comunit cristiana va continuamente spronata alla generosit
anche in questi settori: la parola stessa di Ges ad ammonirci in tal senso (cfr.
Mt 25,31-46). Ma di fronte alla sempre soverchiante miseria umana, non deve
nutrire
complessi di colpa non pertinenti. Va detto con molta chiarezza che
direttamente e
per s non tocca a noi risolvere alla radice i problemi sociali:
sarebbe integralismo
pensarlo, sarebbe addirittura il tentativo illegittimo di
affiancarsi alla societ civile,
pretendendone gli stessi compiti statutari e le
stesse responsabilit.
1Lett Alla comunit cristiana tocca - ed dovere amplissimo
ed esigentissimo l'impegno di tradurre ogni giorno la sua fede, secondo
quanto in concreto le
dato, in un'azione di carit che raggiunge i fratelli in ogni loro situazione e in
ogni loro effettiva necessit. Sotto questo profilo, l'indugiare un poco sulle cos dette
"opere di misericordia spirituale" sar forse di qualche
utilit a mantenere nel giusto
equilibrio la nostra visione della presenza
operativa dei cristiani e anzi ricordare ci
che in maniera pi immediata,
inerente alla missione della Chiesa nel mondo.

2Lett Riflessione giudaica sulla Genesi. Il Signore Dio come un re che aveva dei
bicchieri vuoti. Disse il re: "Se io vi metto delle cose calde si spaccano, se le
metto fredde si incrinano. Cosa fece il re? Miscel le cose calde con quelle
fredde, le vers ed i bicchieri non si ruppero. Cos disse il Signore: se creo il
mondo con la misura della compassione, i peccatori saranno molti; se invece
con la misura della giustizia, come potr sussistere? Dunque lo creo con la
misura della compassione e con quella della giustizia: magari resister!".
Tutti

Molto spesso, Signore Ges, ti vorremmo intransigente con gli altri e


con noi comprensivo e misericordioso.
Il giudizio duro e la condanna inappellabile trovano spazio nel nostro
cuore. Non riusciamo a guardare gli altri con i tuoi occhi e il tuo cuore.
Ricordaci il tuo amore per noi, Signore, per donarlo agli altri.
Fa' entrare la salvezza nella casa del nostro cuore, come entrata in
quello di Zaccheo.
La conversione non il pentimento dei peccati, un cambiamento di
vita, un volgersi al bene, come Zaccheo.
Tu che leggi nel profondo posa il tuo sguardo su di noi e donaci la
salvezza. Ridonaci, Signore, la dignit perduta.

1. Essere buono dimenticare se stessi per pensare agli altri.


2. Essere buono perdonare sempre, pensando che la debolezza umana pi
grande della cattiveria.
3. Essere buono avere piet della debolezza altrui, pensando che noi non siamo
diversi dagli altri e che, nelle loro condizioni, forse saremmo stati peggiori.
4. Essere buono chiudere gli occhi davanti all'ingratitudine.
5. Essere buono dare anche quando non si riceve, sorridendo a chi non
comprende o non apprezza la nostra generosit.
6. Essere buono sacrificarsi, aggiungendo al peso delle nostre pene di ogni giorno,
quello delle pene altrui.
7. Essere buono tenere ben stretto il proprio cuore, per riuscire a soffocare le
sofferenze e a sorridere costantemente.
8. Essere buono vuol dire accettare il fatto poco simpatico che pi doneremo, pi ci
sar domandato.
9. Essere buono acconsentire a non avere pi nulla riservato a noi stessi, tranne la
gioia della coscienza pura.
10. Essere buono riconoscere con semplicit che davvero buono solo Dio.
Tutti

Signore, che io non abbia paura dei peccati degli uomini, ma che ami
l'uomo anche con il suo peccato.
Che nessuno dica: "Il male grande e noi siamo deboli e soli. Il mondo
cattivo e ci impedir ogni opera di bene", perch tu ci insegni ad amare
non casualmente e per brevi istanti, ma per sempre e fino alla fine la
tua creazione, nel suo insieme, e in ogni granello di sabbia.
Non permetterci di scaricare addosso agli altri la nostra debolezza e la
nostra pigrizia.

1Lett Dai racconti dei Padri del deserto. Un guerriero dal passato piuttosto torbido
chiese ad un anacoreta se pensava che Dio avrebbe mai potuto accogliere il
suo pentimento.
E l'eremita, esortato che l'ebbe con molti discorsi, gli domand: Dimmi, ti
prego, se la tua camicia lacerata, la butti via?...

No, rispose l'altro: la ricucio e torno ad indossarla.


Dunque, soggiunge il monaco, se tu hai riguardo al tuo vestito di panno,
vuoi che Dio non abbia misericordia per la sua immagine?
Tutti

Non adatto alla vita cristiana chi cerca giustizia contro


qualcuno; Cristo non ha insegnato questo.
Porta con amore le pene degli infermi; piangi sui peccati
dell'uomo; tripudia del pentimento del peccatore.
Non accusare nessuno. Stendi il tuo mantello sull'uomo che cade
coprilo perch nessuno lo veda.

- Ho imparato che nessuno perfetto... finch non ti innamori.


- Ho imparato che le opportunit non vanno mai perse... quelle che lasci andare tu,
le prende qualcun altro.
- Ho imparato che quando serbi rancore e amarezza... la felicit va da un'altra parte.
- Ho imparato che bisognerebbe usare sempre parole buone... perch domani forse
si dovranno rimangiare.
- Ho imparato che un sorriso un modo economico per migliorare il tuo aspetto.
- Ho imparato che bisogna godersi il viaggio e non pensare solo alla meta.
- Ho imparato che meglio dare consigli solo in due circostanze: quando sono
richiesti e quando in gioco la vita.
- Ho imparato che meno tempo spreco e pi cose faccio.
- Ho imparato a godermi le cose!
- Ho imparato ad accettare le sconfitte, le delusioni.
- Ho imparato che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferir.
Per questo bisogna che tu la perdoni.
- Ho imparato che ci vogliono anni per costruire la fiducia, e pochi secondi per
distruggerla.
- Ho imparato che non dobbiamo cambiare amici se comprendiamo che gli amici
cambiano.
- Ho imparato che le circostanze e l'ambiente hanno influenza su di noi, ma noi
siamo sempre responsabili di noi stessi.
- Ho imparato che la pazienza richiede molta pratica.
- Ho imparato che ci sono persone che ci amano, ma semplicemente non sanno
come dimostrarcelo.
- Ho imparato che a volte, la persona che tu pensi ti sferrer il colpo mortale quando
cadrai, invece una di quelle poche che ti aiuteranno ad alzarti.
- Ho imparato che solo perch qualcuno non ti ama come vorresti, non significa che
non ti ami con tutto se stesso.
- Ho imparato che non sempre sufficiente essere perdonato da qualcuno, nella
maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
- Ho imparato che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si sia spezzato, il mondo
non si ferma aspettando che lo ripari.
- ...E dopo tutto ci, avr imparato a vivere?
2Lett Si rotto quel vaso di creta, caduta l'anfora e si spezzata.
Il saggio butta via e distrugge ci che ormai inutile.
Il vaso e l'anfora sono ormai frantumi... Ma Dio raccoglie la polvere,
riprende
in mano l'argilla, la lavora con cura, e dalla creta trae un bimbo, l'Uomo, il
nuovo vero Adamo.
Tutti
la

Noi ti preghiamo, ti imploriamo, con sospiri pieni di lacrime, con tutta


nostra anima, o gloriosa potenza creatrice, Spirito compassionevole,

indistruttibile, increato, eterno, che intercedi per noi presso il Padre


misericordioso con gemiti ineffabili.
Tu proteggi i santi, purifichi i peccatori e li trasformi in templi vivi e
vivificanti, come piace al Padre tuo Altissimo.
1Lett Pasqua Ges che ha detto: Io sono la risurrezione e la vita. una parola che
ti sorprende anche oggi; anche oggi, se credi, rinnova i tuoi giorni.
Pasqua Ges che vince la morte: ogni tipo di morte.
Pasqua gridare con la Chiesa delle origini: "O morte, dove la tua vittoria?".
Pasqua questa certezza: "Noi siamo pi che vincitori" con Cristo Risorto.
Pasqua la forte chiamata a far morire l'egoismo perch risorga l'amore.
Pasqua dunque comprensione e compassione misericordia e perdono
pazienza e longanimit empatia e simpatia accoglienza e dono di te, azzerando
ogni titubanza e paura.
2Lett Pasqua la pietra dell'indifferenza ribaltata dal cuore e gettata lontano,
molto lontano dal tuo vissuto.
Pasqua la primavera dell'umile amore che germoglia in preghiera e promette
i frutti dello Spirito: gioia - soprattutto - e bont.
Risorto ora con Cristo, hai di nuovo il coraggio di sperare cantando la vita
alla sua perenne sorgente che perenne novit.
Pasqua far morire ogni morte perch con Cristo Signore tutta la vita risorga
in fede speranza e carit.
- Ges risorto non smetter di darti amore e capacit di amare, anche quando non
vorrai pi amare e rispettare nessuno, nemmeno te stesso.
- Ges risorto non smetter di sceglierti anche quando non sceglierai pi niente di
vitale e luminoso.
- Ges risorto non smetter di darti vita anche quando non la saprai usare, n la
saprai sfruttare per il bene e la luce.
- Ges risorto non smetter di darti il "camminare" anche quando non avrai pi
voglia di muoverti.
- Ges risorto non smetter di abbracciarti anche quando tu non avrai pi voglia di
abbracciare nessuno.
- Ges risorto non smetter di darti le stelle anche quando non avrai pi voglia di
guardare il cielo e di orientarti.
- Ges risorto non smetter di darti doni anche quando non farai altro che sprecarli
tutti.
- Ges risorto non smetter di darti occasioni e fortune, anche quando non ti
accorgerai delle prime e non benedirai le seconde.
- Ges risorto non smetter di usarti misericordia, anche quando tu farai da giudice
ingiusto dei tuoi simili.
- Ges risorto non smetter di far crescere i fiori, anche quando tu li comprerai di
plastica.
- Ges risorto non smetter di dar luce ai tuoi occhi, anche quando non vorrai
vedere nulla con gioia e gratitudine.
- Ges risorto non smetter di darti le mani, anche quando le userai solo per
sfruttare i poveri e gli innocenti.
- Ges risorto non smetter di darti la capacit di "prendere la mira" anche quando
non la userai per cacciare e mangiare, ma solo per uccidere e devastare.
- Ges risorto non smetter di darti intelligenza, anche quando la userai da sciocco e
da superbo.
- Ges risorto non smetter di darti fiducia, anche quando non l'avrai pi nemmeno
per te stesso.
- Ges risorto non smetter di darti speranza, nemmeno quando tutto ti sembrer

pi brutto.
- Ges risorto non smetter, non smetter mai di amarti e di chiederti se non puoi
amare anche tu un po' di pi con gioia e verit, per la tua felicit e la pace di tutti.
- Ges risorto non smetter mai di volerti bene e non potrai impedirglielo. Tu
proprio non potrai impedirglielo.
1Lett Dio non ti chieder che modello di auto usavi, ti chieder a quanta gente hai
dato un passaggio.
Dio non ti chieder i metri quadrati della tua casa, ti chieder quanta gente hai
ospitato.
Dio non ti chieder la marca dei vestiti nel tuo armadio, ti chieder quanta
gente hai aiutato a vestirsi.
Dio non ti chieder quanto era alto il tuo stipendio, ti chieder se hai venduto
la tua coscienza per ottenerlo.
Dio non ti chieder qual era il tuo titolo di studio, ti chieder se hai fatto il tuo
lavoro al meglio delle tue capacit.
Dio non ti chieder quanti amici avevi, ti chieder quanta gente ti considerava
suo amico.
Dio non ti chieder in che quartiere vivevi, ti chieder come trattavi i tuoi
.
Dio non ti chieder il colore della tua pelle, ti chieder la purezza della tua
anima.
Dio non ti chieder perch hai tardato tanto a cercare la salvezza, ti porter con
amore alla tua casa in Cielo, e non alle porte dell'inferno.
Dio non accusa: ti chiede solo di predicare con l'esempio.
Tutti

Dio di misericordia, fa' che io desideri ardentemente ci che ti piace, lo


ricerchi con prudenza, lo riconosca nella verit e lo compia
perfettamente a lode e gloria del tuo nome.
Aiutami a mettere ordine nella mia vita, fammi conoscere ci che vuoi
io faccia perch lo compia bene per l'utilit e la salvezza della mia
anima. Fa', o Signore, che io venga incontro a te su una strada sicura,
diritta e senza asperit, che conduca alla mta e non mi perda tra
prosperit o avversit.
Che io ti possa ringraziare nella gioia e cercare pazientemente nella
sofferenza. Allontana da me lo spirito di esaltazione o di abbattimento.

2Lett Un uomo and in paradiso. Appena giunto alla porta coperta di perle incontr
S. Pietro che gli disse: "Ci vogliono 1.000 punti per essere ammessi. Le
buone
opere da te compiute determineranno i tuoi punti".
L'uomo rispose: "A parte le poche volte in cui ero ammalato, ho ascoltato la
Messa ed ho cantato nel coro". "Quello fa 50 punti", disse San Pietro.
"Ho sempre messo una bella sommetta nel piatto dell'elemosina che il
sacrestano metteva davanti a me durante la Messa". "Quello vale 25 punti",
disse San Pietro.
Il pover'uomo, vedendo che aveva solo 75 punti, cominci a disperarsi.
"La domenica ho fatto scuola di Catechismo - disse - e mi pare che sia una bella
opera per Iddio". "S - disse san Pietro - e quello fa altri 25 punti".
L'uomo ammutol, poi aggiunse: "Se andiamo avanti cos, sar solo la Grazia di
Dio che mi dar accesso al paradiso".
San Pietro sorrise: "Quello fa 900 punti. Entra pure".
(Preghiere spontanee)

Tutti

Padre nostro invisibile che sei nei cieli sia santificato in noi il tuo Nome
perch tu ci hai santificato attraverso il tuo Spirito Santo.
Venga su di noi il tuo regno, regno promesso agli amanti del tuo
Amore.
La tua forza e le tue benevolenze riposino sui tuoi servi qui nel mistero
e l nella tua misericordia.
Dalla tua tavola inesauribile dona il cibo alla nostra indigenza e
accordaci la remissione delle colpe perch tu conosci la nostra
debolezza.
Noi ti preghiamo: salva coloro che hai plasmato e liberali dal maligno
che cerca chi divorare.
A te appartengono il regno e la potenza e la gloria, o Signore: non
privare della tua bont i tuoi santi.

19. Ti prendo in parola

Giuseppe Impastato S.I.


L'ho capito bene:
Tu non ce la fai a stare senza di me,
desideri ardentemente
abitare nel mio cuore:
esso la casa dei tuoi sogni!
Ti spalanco la mia porta.
Entra. Non degna di te, lo so.
Ma tu non fare lo schizzinoso.
Sei abituato a grotte, mangiatoie e simili.
Bene. Ci siamo. Vieni.
E fammi guardare il mondo,
rendimi capace di vedere le tue meraviglie.
Manifestami i tuoi orizzonti,
affscinami con i tuoi progetti,
scoprimi i desideri del tuo cuore,
mettimi a parte delle tue ambizioni,
fa' combaciare i miei interessi con i tuoi.
Hai detto: "In in voi e voi in me".
Ti prendo in parola, Ges.
Mi hai fatto venire un grande desiderio:
sar io stavolta ad entrare a casa tua.

TESTO
3. Il nome di Ges
suor Chiara Carla Cabras, osc, La preghiera del cuore, dalla riviesta "Ges confido in
Te"
Il nome di Ges libera, salva, guarisce, caccia lo spirito del male, conduce ad ampi
spazi di libert, a nuove ragioni di speranza, a terre inesplorate dell'amore, purifica il
nostro cuore e lo rende nuovo, lo fa passare dalla "sclerocardia" (durezza del cuore)
alla tenerezza e misericordia; rende il cuore docile, malleabile, pronto a fare la volont
di Dio. Il cuore che conosce il nome di Ges sar anche tutto tenerezza e amore,
dolcezza, forza e misericordiosa compassione.
PREGHIERA
4. Invocazione allo Spirito consolatore
San Gregorio di Narek
PREGHIERA
11. Luci di speranza per la famiglia ferita
don Paolo Gentili e Tommaso e Giulia Cioncolini, Preghiera per il Sinodo dei vescovi
sulla famiglia
Signore e Dio di ogni paternit che, con le tue carezze, curi la pecora ferita e lenisci i
suoi dolori con il balsamo della tua Parola, illuminaci affinch sappiamo accogliere, con
il tuo stesso amore, le persone separate ed i fedeli che, nel divorzio, sono passati ad
una nuova unione.
Dai luce ai nostri occhi, affinch possiamo vedere nel dolore delle famiglie spezzate
l'apice dell'incapacit di amare che sperimenta qualsiasi uomo e qualsiasi donna.
Insegnaci, con la Grazia dello Spirito, a discernere le differenti situazioni, con sincera
fedelt alle indicazioni del Magistero, evitando inopportune confusioni e illuminando la
via buona da seguire.
Sostienici per annunciare loro la Verit del Vangelo e essere, nello stesso tempo, segno
della materna tenerezza della Chiesa e delle sue viscere di misericordia.
Fa' che possiamo, come comunit cristiana, divenire locanda per l'umanit ferita, e
accompagnare nel doloroso Calvario le persone separate, condividendo con loro la
fatica del cammino.
Illumina il nostro cuore affinch, stando accanto, possiamo far percepire loro che non
sono sole, e che possono ristorarsi nell'abbraccio dei fratelli, nella presenza feconda
della tua Parola, nella preghiera intima e comunitaria, nelle relazioni umane risanate
da Cristo.
Concedi ai presbiteri, ai religiosi e religiose, agli sposi e alle persone separate, che si
fanno compagni di viaggio per chi vive la separazione ed il divorzio, di educare alla
potenza salvifica di Cristo che sa trasformare una vita distrutta nel profumo della vita
buona del Vangelo.
Guarda con particolare amore ai figli delle famiglie separate, perch possano scoprire
nuovi orizzonti di senso attraverso il dono di s. Accompagna, in questo tempo, la

nostra Chiesa, perch, coniugando Verit e Carit, sia ogni giorno capace di offrire luci
di speranza per la famiglia ferita. Amen.
PREGHIERA
12. Signore, riconciliami con me stesso

Signore, riconciliami con me stesso.


Come potrei incontrare e amare gli altri
se non mi incontro e non mi amo pi?
Signore, tu che mi ami cosi come sono
e non come mi sogno,
aiutami ad accettare la mia condizione di uomo,
limitato ma chiamato a superarsi.
Insegnami a vivere con le mie ombre e le mie luci,
con le mie dolcezze e le mie collere,
i miei sorrisi e le mie lacrime,
il mio, passato e il mio presente.
Fa' che mi accolga come tu m'accogli,
che mi ami come tu mi ami.
Liberami dalla perfezione che mi voglio dare,
aprimi alla santit che vuoi accordarmi.
Risparmiami i rimorsi di chi
rientra in se stesso per non uscirne pi,
spaventato e disperato di fronte al peccato.
Accordami il pentimento
che incontra il silenzio del tuo sguardo
pieno di tenerezza e di piet.
E se devo piangere,
non sia su me stesso
ma sull'amore offeso.
La tua tenerezza
mi faccia esistere ai miei stessi occhi!
Spalanca la porta della mia prigione
che io stesso chiudo a chiave!
Dammi il coraggio di uscire da me stesso.
Dimmi che tutto possibile per chi crede.
Dimmi che posso ancora guarire,
nella luce del tuo sguardo e della tua parola.
41. Contro te abbiamo peccato

Liturgia ambrosiana
O misericordioso, tu non ci hai respinto
quando ti abbiamo invocato nel dolore,
ma sei venuto a salvare il tuo popolo
nell'ora della redenzione;
sei re e liberi i prigionieri,

sei medico e guarisci i malati,


sei pastore e rintracci gli erranti,
per chi dispera, sei via della speranza.
Contro di te abbiamo peccato, Signore,
chiediamo un perdono che non meritiamo.
Tendi la mano a noi che siamo caduti,
tu che al ladro pentito apristi il paradiso.
La vita nostra sospira nell'angoscia,
ma non si corregge il nostro agire.
Se aspetti, non ci pentiamo; se punisci, non resistiamo.
Tendi la mano a noi che siamo caduti
tu che al ladro pentito apristi il paradiso.
Signore, se ti sdegnerai contro di noi,
chi verr in nostro aiuto?
Chi avr piet delle nostre miserie?
Hai chiamato a conversione la cananea e il pubblicano,
hai accolto le lacrime di Pietro;
accoglie pietoso Ges, anche il nostro pentimento
e salvaci, salvatore del mondo.
.
PREGHIERA
59. Misericordia di Dio

Sono venuto da te, Padre,


non ero solo sul ponte della morte,
tuo Figlio Ges mi venuto incontro.
Mi ha donato il suo Spirito.
Mi aspettavo la resa dei conti,
ero pronto a rispondere a mille quesiti,
a dare mille giustificazioni.
Il giudizio durato un istante.
Mi hai chiesto: "Nella tua vita hai amato?"
Ho risposto con verit: "No, Signore!".
Ma lo Spirito mi ha suggerito una frase:
l'ho ripetuta a te, quasi completando la mia:
"Ma mi sono lasciato amare da te!".
Mi hai sorriso,
poi hai detto a Ges
di condurmi nella tua casa.
70. Preghiera al Volto Santo
Bruno Forte
Signore Ges,
tu che sei il volto dell'eterno amore,
tu che hai voluto guardarci con occhi nuovi,
parlarci con labbra nuove,
ascoltarci con orecchie nuove,
tu che hai voluto effondere lo Spirito Santo
come profumo della tua grazia e della tua bellezza

nei nostri cuori e nell'universo intero,


tu che hai voluto toccarci per essere toccato da noi,
e ti sei fatto gustare nel pane della vita,
parla ancora al nostro cuore,
inondalo, e fa' che l'incontro con te
in questo luogo santo,
custode del velo nel quale i fedeli venerano
il tuo Volto di infinita misericordia,
possa essere per tutti quelli che vi giungeranno pellegrini
durante questo anno santo,
il nuovo inizio della storia di salvezza e di amore
a cui chiami i nostri cuori...
E Maria, che contempl il tuo volto per prima
e lo baci con tenerezza di Madre,
lei che segu l'evolversi del tuo volto,
e lo vide chiudere gli occhi sulle braccia della croce,
lei che lo contempl risorto
e ora lo contempla nella gloria,
ci aiuti ad essere quelli che cercano nella verit,
che incontrano nella grazia della santa madre Chiesa,
che riconoscono nei sacramenti, nella carit e nella fede
il tuo volto di Salvatore,
rivelazione dell'infinito amore. Amen!
Fernando Filanti
Padre nostro,
che dimori, giocando nascosto tra la luce e le tenebre, nella parte pi nobile del nostro
cuore, cos come nel profondo degli inferi della nostra miseria.
Fa' che il tuo nome santo si riveli in noi con la pace silenziosa dell'amore e non con le
vuote parole.
Fa' che lentamente e con pazienza, la vita vinca sulla morte senza farle violenza ed il
bene prevalga sul male, accogliendolo come presenza necessaria per trovare il
sentiero che porta al tuo regno.
Fa' che la tua volont trovi spazio nella nostra libert, nelle cose che fanno presente te
nella nostra vita quotidiana dove comunque sei, in modo misterioso, nascosto.
Dacci oggi, la capacit di accogliere i doni che per vie diverse ci vengono offerti e di
riconoscerli come tali, per poterli a nostra volta ridonare.
Perdona la nostra incapacit di vivere pienamente la vita. Tu lo sai, siamo prigionieri di
comportamenti che ci fanno soffrire e che ci rendono incapaci di affrancare, a nostra
volta chi ci vive accanto, da una schiavit fatta di sottili paure.
Aiutaci a chiederti il dono della misericordia, per noi e per gli altri.
Non permettere che la vita sia un peso che non riusciamo a portare e salvaci dal
sentirci incapaci di amare, perch, prigionieri del male.
Amen
75. Ges Risorto non smetter mai di volerti bene
Paolo Spoladore, Tutti ti cercano
PREGHIERA
82. Seminare speranza

Rivista Il Cenacolo
Signore, donami degli occhi
per vederti nudo e affamato,
delle orecchie per ascoltarti
mentre supplichi e implori.
Donami delle mani per curarti
quando sei malato e prigioniero.
Donami un cuore aperto per accoglierti
quando sei straniero e senza tetto
nella casa della fraternit, alla mensa della condivisione.
Donami l'intelligenza per costruire dei ponti,
un cuore per frantumare le frontiere,
l'audacia per denunciare ogni chiusura
e ogni muro di divisione.
Donami forza per il cammino, sostegno nelle tribolazioni,
l'audacia nella profezia.
Donami il coraggio di accorciare le distanze,
globalizzare le solidariet,
riaccendere i sogni,
seminare dei fiori e dei sorrisi,
per un avvenire di speranza.
91. Il perdono cristiano guarisce

Henri Lacordaire
Vuoi essere felice per un istante? Vendicati.
Vuoi essere felice per sempre? Perdona.
Vuoi guarire dal male che hai dentro? Dimentica.
RACCONTO
S. Agostino, scritti
Dimentica, o Signore, dimentica ed abbi piet di me.
Perdona alla mia ignoranza e ai miei grandi difetti.
Non mi riprovare come temerario se, tuo servo inutile e cattivo, senza lacrime e senza
la dovuta riverenza e timore, oso lodarti, benedirti e adorarti.
Voglio amarti, ma non ne sono capace.
Tutta la mia salvezza riposta nella tua grande misericordia.
101. Otto cose che Dio non vi chieder in quel giorno
1.
Dio
non
chieder
che
genere
di
automobile
hai
guidato.
Chieder quante persone hai guidato e che non avevano guida.
2.
Dio
non
chieder
di
quanti
metri
quadri
era
la
vostra
casa.
Chieder quante persone avete accolto favorevolmente nella vostra casa.
3. Dio non chieder notizie sui vestiti che avete avuto nel vostro armadio
Chieder quante persone avete contribuito a vestire.
4.
Dio
non
chieder
quanto
alto
era
il
vostro
stipendio.
Chieder se siete scesi a compromessi per ottenerlo.
5.
Dio
non
chieder
quale
era
il
vostro
titolo
di
studio.
Chieder se avete fatto il vostro lavoro al meglio delle vostre capacit.
6.
Dio
non
chieder
quanti
amici
avete
avuto.
Chieder per quante persone siete stato un amico.

7.Dio
non
chieder
con
quale
vicinato
avete
vissuto.
Lui chieder quale cura avete avuto per i vostri vicini.
8.
Dio
non
chieder
quale
era
il
colore
della
vostra
pelle
Chieder notizie sui vostri sentimenti e del vostro carattere.
Dio vi porter amorevolmente alla vostra casa in Paradiso e non alle porte dell'inferno.
106. Preghiera degli asini
1
Dacci,
Signore,
di
mantenere
i
piedi
sulla
terra,
e
le
orecchie
drizzate
verso
il
cielo,
per
non
perdere
nulla
della
tua
Parola.
Dacci,
Signore,
una
schiena
coraggiosa,
per
sopportare
gli
esseri
umani
pi
insopportabili.
Dacci,
Signore,
di
camminare
diritti,
disprezzando
le
carezze
adulatorie
e
schivando
le
frustate.
Dacci,
Signore,
di
essere
sordi
alle
ingiurie,
all'ingratitudine,

la
sola
sordit
cui
aspiriamo.
Non
ti
chiediamo
di
evitare
tutte
le
sciocchezze,
perch
un
asino
far
sempre
delle
asinerie...
Dacci
semplicemente,
Signore,
di
non
disperare
mai
della
tua
misericordia
cos
gratuita
per
quegli
asini
cosi
disgraziati
che
siamo,
a
quanto
dicono
quei
poveri
esseri
umani,
i
quali
per
non
hanno
capito
nulla
n
degli
asini,
n
di
te,
che
sei
fuggito
in
Egitto
con
uno
dei
nostri
fratelli,
e
che
hai
fatto
il
tuo
ingresso
profetico
a
Gerusalemme,
sulla schiena di uno di noi.
107. La dolcezza di Dio
Luigi Spilla, Emozioni di un uomo, agosto 2005
Tu,
o
Signore,
continui
a
sfogliare
le
pagine
del
mio
romanzo,
e
vi
aggiungi
sempre
parole
di
pace
e
di
perdono;
o
Signore,
costantemente
mi
chiami
e
mi
interpelli
anche
se
non
so
interpretare
la
tua
voce,
anche
se
continuo
a
costruirmi
i miei castelli sulla sabbia.

Tu mi insegui,
mi passi sempre accanto, inosservato...,
e mi sfiori dolcemente con la tua carezza soffice
fino a quando il tuo tenero bacio
non prosciuga l'ultima mia lacrima.
Tu, o Signore, insisti sempre
a voler sottrarre alla morte anche i sordi
i falliti, lo sfiduciato e chiunque si ostina
a non lasciarsi inebriare
dal tuo eterno soffio rigeneratore...
perch, Signore, tu sei la vita che non muore!
117. All'inizio della giornata

San Tommaso d'Aquino, Adattamento di una preghiera recitatata ogni giorno davanti al Crocifisso.
144. Tutto grazia
Racconto rabbinico
Ognuno legato a Dio da una corda. Quando commetti una colpa, la corda si spezza. Ma appena ti
penti, Dio fa subito un nodo e la corda si accorcia: ti avvicini un poco di pi a lui. Cos di colpa in
colpa, di pentimento in pentimento, di nodo in nodo, ci avviciniamo sempre di pi, e si arriva al
cuore di Dio! Tutto grazia... anche i peccati!...
Dr. Raffaele Mezza, Calendario Padre Indovino 2000
Signore ti ringrazio,
quando mi fai capire che anche l'uomo adulto ha bisogno del Padre.
Signore ti ringrazio,
quando mi fai constatare che senza di te il mondo,
anche perfezionato dalle tecnologie, non far mai progressi.
Signore ti ringrazio,
quando mi fai toccare con la mano che l'uomo,
senza la tua grazia rimarr sempre lupo contro l'altro uomo.
Signore ti benedico,
ogni volta che tappi i buchi della mia anima foracciata dai peccati.
Signore ti benedico,
per tutte le volte che colmi le falle delle mie delusioni.
Signore ti benedico,
per ogni volta che, additandomi i veri valori della vita,
tappi i buchi dei miei insuccessi.
Signore ti benedico,
quando riempi col tuo amore i buchi profondi della mia solitudine.
Signore ti benedico,
quando mi mandi il tuo Spirito consolatore
per farmi uscire dalla angoscia.
Signore ti lodo, quando mi sostieni nei miei fallimenti,
ricordandomi che chi possiede te, possiede tutto.
Signore ti lodo,
quando nella mia presunzione di poter fare da solo,
mi affaccio al baratro della disperazione
e tu mi afferri con la tua mano paterna e forte.
Signore ti lodo,
quando la paura del dolore
mi fa rifugiare nelle tue braccia paterne.
Signore ti lodo,
quando infine tapperai il buco della mia morte
riempiendolo della tua vita eterna.
153. Il volto di Ges

Bruno Ferrero, A volte basta un raggio di sole


In Sicilia, il monaco Epifanio un giorno scopr in s un dono del Signore: sapeva dipingere
bellissime icone.
Voleva dipingerne una che fosse il suo capolavoro: voleva ritrarre il volto di Cristo. Ma dove
trovare un modello adatto che esprimesse insieme sofferenza e gioia, morte e risurrezione, divinit e
umanit?
Epifanio non si dette pi pace: si mise in viaggio; percorse l'Europa scrutando ogni volto. Nulla. Il
volto adatto per rappresentare Cristo non c'era.
Una sera si addorment ripetendo le parole del salmo: "Il tuo volto, Signore, io cerco. Non
nascondermi il tuo volto".
Fece un sogno: un angelo lo riportava dalle persone incontrate e gli indicava un particolare che
rendeva quel volto simile a quello di Cristo: la gioia di una giovane sposa, l'innocenza di un
bambino, la forza di un contadino, la sofferenza di un malato, la paura di un condannato, la bont di
una madre, lo sgomento di un orfano, la severit di un giudice, l'allegria di un giullare, la
misericordia di un confessore, il volto bendato di un lebbroso. Epifanio torn al suo convento e si
mise al lavoro.
Dopo un anno l'icona di Cristo era pronta e la present all'Abate e ai confratelli, che rimasero
attoniti e piombarono in ginocchio. Il volto di Cristo era meraviglioso, commovente, scrutava
nell'intimo e interrogava.
Invano chiesero a Epifanio chi gli era servito da modello.
Non cercare il Cristo nel volto di un solo uomo, ma cerca in ogni uomo un frammento del volto di
Cristo.
167. Il messaggio del petalo di rosa
Baba Bedi [Guru Baba Nanak]
Il Maestro dei Maestri, il Grande Guru, traboccava di ricchezza interiore. E siccome la sua anima
traboccava, suo scopo e suo desiderio era di riversare sugli altri l'abbondanza della sua saggezza,
disperdendo le tenebre dell'ignoranza. Ma difficilmente qualcuno accetta di essere l'oggetto si cui si
riversa uno straripamento. Anzitutto, perch tutti credono di essere gi tanto colmi da averne
d'avanzo; e poi, essere "straripati", ossia disturbati, non manca di suscitare un po' di sgomento.
Avvenne cos che un giorno il Grande Guru si rec a visitare il luogo di ritiro dove parecchi monaci
Sufi vivevano in grande concentrazione spirituale. L'arrivo del Maestro suscit grande subbuglio.
"Misericordia", dicevano i monaci, "costui vorr ancora farci imparare qualcosa? Abbiamo gi il
nostro da fare a non dimenticare quello che sappiamo. E poi, qui dentro siamo gi in troppi. Ognuno
vuol dire la sua e si finisce col non capirci niente. Facciamogli dunque comprendere, con qualche
segno che non lo offenda, che il nostro convento al completo, che non c' posto per lui". Perci il

Capo dei Sufi gli fece portare una coppa ricolma di latte, volendo significargli: questo luogo gi
sovraffollato di maestri spirituali, non c' posto per te.
Quando la coppa gli venne presentata, il Grande Guru la osserv, poi sorrise, e, colto un petalo di
rosa, lo depose a galleggiare sul latte.
Il messaggio voleva significare che come il petalo di rosa galleggiava sul latte senza farlo straripare
dalla ciotola, cos anche in quel luogo la sapienza del Maestro poteva trovar posto senza
sconvolgere le coscienze.
Il messaggio fu compreso, e le porte del romitaggio vennero spalancate di fronte all'ospite sacro.
172. Ges non ha buona memoria

175. Un ladro in paradiso


Bruno Ferrero, Il segreto dei pesci rossi
Un ladro arriv alla porta del Cielo e cominci a bussare: Aprite!. L'apostolo Pietro, che
custodisce le chiavi del Paradiso, ud il fracasso e si affacci alla porta.
Chi l?.
Io.
E chi sei tu?.
Un ladro. Fammi entrare in Cielo.
Neanche per sogno. Qui non c' posto per un ladro.
E chi sei tu per impedirmi di entrare?.
Sono l'apostolo Pietro!.
Ti conosco! Tu sei quello che per paura ha rinnegato Ges prima che il gallo cantasse tre volte. Io
so tutto, amico!.
Rosso di vergogna, San Pietro si ritir e corse a cercare San Paolo: Paolo, va' tu a parlare con quel
tale alla porta.
San Paolo mise la testa fuori della porta:
Chi l?.
Sono io, il ladro. Fammi entrare in Paradiso.
Qui non c' posto per i ladri!.
E chi sei tu che non vuoi farmi entrare?.
Io sono l'apostolo Paolo!.
Ah, Paolo! Tu sei quello che andava da Gerusalemme a Damasco per ammazzare i cristiani. E
adesso sei in Paradiso!.
San Paolo arross, si ritir confuso e raccont tutto a San Pietro.
Dobbiamo mandare alla porta l'Evangelista Giovanni disse Pietro. Lui non ha mai rinnegato
Ges. Pu parlare con il ladro. Giovanni si affacci alla porta.
Chi l?.
Sono io, il ladro. Lasciami entrare in Cielo.
Puoi bussare fin che vuoi, ladro. Per i peccatori come te qui non c' posto!.
E chi sei tu, che non mi lasci entrare?.
Io sono l'Evangelista Giovanni.
Ah, tu sei un Evangelista. Perch mai ingannate gli uomini? Voi avete scritto nel Vangelo:

"Bussate e vi sar aperto. Chiedete ed otterrete". Sono due ore che busso e chiedo, ma nessuno mi
fa entrare. Se tu non mi trovi subito un posto in Paradiso, torno immediatamente sulla Terra e
racconto a tutti che hai scritto bugie nel Vangelo!.
Giovanni si spavent e fece entrare il ladro in Paradiso.
RACCONTO
188. Il sassolino
Il potente re Milinda disse al vecchio sacerdote: "Tu dici che l'uomo che ha compiuto tutto il male
possibile per cent'anni e prima di morire chiede perdono a Dio, otterr di rinascere in cielo. Se
invece uno compie un solo delitto e non si pente, finir all'inferno. E' giusto questo? Cento elitti
sono pi leggeri di uno?".
Il vecchio sacerdote rispose al re:
"Se prendo un sassolino grosso cos, e lo depongo sulla superficie del lago, andr a fondo o
gallegger?".
"Andr a fondo", rispose il re.
"E se prendo cento grosse pietre, le metto in una barca e spingo la barca in mezzo al lago, andranno
a fondo o galleggeranno?".
"Galleggeranno".
"Allora cento pietre e una barca sono pi leggere di un sassolino?".
Il re non sapeva che cosa rispondere. E il vecchio spieg:
"Cos, o re, avviene agli uomini. Un uomo anche se ha molto peccato ma si appoggia a Dio, non
cadr nell'inferno. Invece l'uomo che fa il male anche una volta sola, e non ricorre alla misericordia
di Dio, andr perduto".
191. Al posto di Giuda
Lo scrittore Ren Bazin racconta di essere entrato una domenica in chiesa. Il sacerdote stava
commentando la Parola di Dio a dei fanciulli: era il racconto della passione e c'era una grande
commozione nel cuore di tutti. Chiese: "Se noi fossimo stati al posto di Giuda, vedendo Ges
morire con tanto amore, che avremmo fatto?".
Il pi piccolo dei presenti chiese di parlare e con dolce fermezza rispose: "Io, se fossi stato al posto
di Giuda, anzich disperarmi, sarei corso da Ges, gli avrei gettato le braccia al collo e gli avrei
gridato: Ges, perdonami!".

Vorrei confidare qualche mio sparso pensiero sull'elenco delle cos dette "opere di misericordia
spirituale", che mi pare oggi il pi sbiadito nella coscienza comune. Come giacciono nei vecchi
catechismi, scritti quando ancora si chiamavano ingenuamente le cose con il loro nome, ci appaiono
un po' ruvide e spigolose. Forse perch la nostra anima, per cos dire, si fatta pi delicata e
irritabile.
Rileggiamole (ci permettiamo di invertire l'ordine tradizionale delle prime due opere, sulla scorta
del Catechismo della Chiesa Cattolica n. 2447, per facilitare la logica del discorso):
1. Istruire gli ignoranti
2. Consigliare i dubbiosi
3. Ammonire i peccatori
4. Consolare gli afflitti
5. Perdonare le offese
6. Sopportare pazientemente le persone moleste
7. Pregare Dio per i vivi e per i morti
TUTTI DESTINATARI
A differenza delle opere di misericordia corporale, dove (di solito, se non sempre) chi d da
mangiare non affamato e chi patisce la fame non in condizioni di dar da mangiare, qui il
benefattore e il beneficiario non sono adeguatamente distinti. Anzi buona regola non distinguerli
affatto: di queste "opere" siamo tutti destinatari. E' bene quindi che ciascuno di noi si consideri al
tempo stesso "istruttore" e "ignorante", saggio consigliere e dubbioso, paladino della giustizia e
peccatore, capace di consolare e desideroso di consolazione, chiamato a perdonare le offese e
offensore, deciso ad aver pazienza e sempre sul punto di farla perdere agli altri, intercessore a
favore di tutti presso Dio e bisognoso della preghiera fraterna di tutti. Solo mantenendoci in
quest'ottica possiamo sperare di intraprendere un esame fruttuoso delle "opere" che ci vengono
raccomandate.
I NOSTRI COMPITI PROPRI
Il discorso sulle "opere di misericordia spirituale" assume poi una rilevanza e un'attualit
eccezionale, se volto a chiarire quale sia l'indole propria della solidariet che la Chiesa come tale
deve esercitare nei confronti dell'umanit. Nessun dubbio che l'amore cristiano, suscitato e sorretto
dall'Eucaristia, debba esprimersi anche nell'offrire ai pi sfortunati, per quel che possibile, un
apporto valido perch risolvano positivamente i loro problemi esistenziali primari e possono godere
di uno stato conforme alla loro dignit di persone. Guai se la Chiesa lo dimenticasse. Ma guai se
riducesse a questo la sua azione nel mondo. Guai a noi se a poco a poco finissimo col pensare alla
Sposa di Cristo come a una sorta di ente assistenziale o come a un surrogato e a un coadiuvante
della Croce Rossa Internazionale. Il pericolo di questo inconscio travisamento non oggi irreale,
favorito com' dagli interessi delle potenze mondane e anche dalla nostra preoccupazione di essere
un poco accettati dalla cultura dominante. Certamente la comunit cristiana va continuamente
spronata alla generosit anche in questi settori: la parola stessa di Ges ad ammonirci in tal senso
(cfr. Mt 25,31-46). Ma di fronte alla sempre soverchiante miseria umana, non deve nutrire
complessi di colpa non pertinenti. Va detto con molta chiarezza che direttamente e per s non tocca
a noi risolvere alla radice i problemi sociali: sarebbe integralismo pensarlo, sarebbe addirittura il
tentativo illegittimo di affiancarsi alla societ civile, pretendendone gli stessi compiti statutari e le
stesse responsabilit. Alla comunit cristiana tocca - ed dovere amplissimo ed esigentissimo l'impegno di tradurre ogni giorno la sua fede, secondo quanto in concreto le dato, in un'azione di
carit che raggiunge i fratelli in ogni loro situazione e in ogni loro effettiva necessit. Sotto questo
profilo, l'indugiare un poco sulle cos dette "opere di misericordia spirituale" sar forse di qualche

utilit a mantenere nel giusto equilibrio la nostra visione della presenza operativa dei cristiani e anzi
ricordare ci che in maniera pi immediata, inerente alla missione della Chiesa nel mondo.

CONCLUSIONE
Mi rimane da esprimere ancora un pensiero, che valga come conclusione di quanto si detto. Colui
che il vero e perenne protagonista delle opere di misericordia il Signore Ges. Egli si fa presente
nelle nostre chiese sotto i segni eucaristici per dirci che: non c' atto veramente cristiano ed
ecclesiale di attenzione agli altri che non tragga da lui il suo slancio, la sua potenza, la sua
giustificazione; per dirci che non possiamo mai separare neppure mentalmente le nostre iniziative di
solidariet da quell'innamoramento personale di lui, che tutte le ispira e le qualifica; per dirci che il
grande pericolo del cristianesimo dei nostri giorni quello di venire a poco a poco ridotto, magari
per la generosa preoccupazione di accordarsi con tutti, a un insieme di impegni umanitari e
all'esaltazione di valori che siano "smerciabili" anche sui mercati mondani. Egli resta veramente,
realmente, corporalmente in mezzo a noi e ci aspetta, come il grande e vero dispensatore di ogni
misericordia; la misericordia della verit contro le insidie delle ideologie bugiarde; la misericordia
della certezza contro la cultura del dubbio; la misericordia di indicarci dove stia il bene e dove stia il
male contro le molte confusioni in cui siamo immersi; la misericordia della gioia che vince ogni
tristezza; la misericordia del perdono per tutti i nostri sbagli piccoli o grandi; la misericordia di aver
pazienza con noi, nonostante le nostre piccinerie e le nostre inconcludenze; la sua misericordia di
pontefice fedele (cfr. Eb 2,12) che intercede per tutti. All'altare e nel tabernacolo "non abbiamo un
sacerdote che non sappia compatire le nostre infermit essendo stato lui stesso provato in ogni cosa,
a somiglianza di noi, escluso il peccato. Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della
grazia, per ricevere misericordia e trovare grazia ed essere aiutati nel momento opportuno" (Eb
4,15-16). Cos sia in tutta la nostra vita.
Signore, che nella tua benevolenza provvedi alle necessit di tutte le creature,
fa che noi tuoi fedeli dimostriamo realmente il nostro amore per i fratelli che
soffrono la fame, perch, li
berati dal bisogno e dalla miseria, possano servirti nella serenit e nella pace.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Parola di Dio:
Gc 1, 16-27; Mt 7, 21-27
(ascoltare la Parola, per vivere la Parola)
Introduzione:
Mettere la Parola nella pratica
Quando sentiamo queste pagine bibliche noi ci senti
amo subito
impari e ci domandiamo: come posso io mettere in prat
ica la
Parola di Dio? E il nostro dovere ci appare spesso co
me uno
sforzo, quasi titanico, di compiere delle opere di f
are qualcosa di
umanamente impossibile.
Mettere in pratica
la Parola di Dio: solo Ges Cristo ci riuscito!

Io
chi sono mai per credere di poterlo fare? Persino nel
le vite dei
Santi e dei Beati ci sono delle imperfezioni...
Mettere in pratica
la Parola di Dio vuol dire forse molto di pi:
metterla nella pratica
, cio metterla nella vita, lasciare che sia
essa ad agire, ad operare, a formarci, a plasmarci.
Il primo atteggiamento del credente non quello di
fare
qualcosa, ma di ascoltare, di mettersi in ascolto,
come dice la
preghiera (Dt 6, 4-9) degli Ebrei ancor oggi, pi vol
te al giorno.
Isaia (55, 10-11): la Parola che fin dalla creazion
e (Gen 1)
efficace, opera, fa quello che dice.
Una Parola quasi personificata secondo la chiara affe
rmazione
neotestamentaria: la Parola di Dio cresceva e si d
iffondeva (At
6, 7 e 12, 24). San Paolo agli anziani di Efeso, sa
lutandoli per
5
lultima volta (At 20, 32) dice: E ora vi affido a
Dio e alla parola
della sua grazia, che ha la potenza di edificare e d
i concedere
leredit fra tutti quelli che da lui sono santific
ati.
Vera professione di fede nella forza, nellefficacia
, nella potenza
della Parola di Dio (1Ts 2, 13), di un Dio che oper
a nella storia.
Noi sappiamo bene di portare con noi e in noi una gran
de
consapevolezza: la forza della Parola di Dio, con la
sua efficacia
sacramentale. Lo afferma chiaramente anche il Papa B
enedetto
XVI nellEsortazione Apostolica post sinodale
Verbum Domini
(n.
56).

Non dimentichiamo mai quello che i sacerdoti dicono


, quello che
affermano con fede, ogni giorno baciando il libro d
ei Vangeli
dopo la proclamazione del Vangelo nella Messa:
Per evangelica
dicta, deleantur nostra delicta!
(La parola del Vangelo cancelli i
nostri peccati).
Una parola che illumina il cammino, che guida, che por
ta a
salvezza, che ci plasma nella carit.
Non mettere mai in contrapposizione il valore della
Parola e
quello dellEucaristia (le due mense).
INTRODUZIONE

Lettore 1: Sia lodato e ringraziato ogni momento Tutti: Il Santissimo e Divinissimo


Sacramento Lettore 1: Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo
Tutti: Come era nel principio ora e sempre nei secoli dei secoli amen (si ripete tutto 3
volte)
Lettore 1: In questo periodo molti sono i motivi di gioia, di riconoscenza e di preghiera che
vogliamo elevare al Signore.
Vogliamo unirci nella preghiera a tutta la Chiesa universale per limminente sinodo dei
Vescovi sulla famiglia, perch lo Spirito Santo guidi e illumini le menti e i cuori di tutti, per
donare alla famiglia e a tutte le famiglie, nuova vita, forza, misericordia, speranza.
Infine vogliamo ringraziare tutti insieme il Signore per il dono grandissimo dellanno santo
della misericordia, fortemente voluto da papa Francesco come invito a tutti i cristiani a
ripensare la nostra vita come un grande dono di amore da accogliere, vivere e donare.

Lettore 2: Durante il cammino ci lasceremo guidare dalla Parola di Dio e dalle parole di
Papa Francesco che incessantemente ci invita a lasciarci avvolgere dallabbraccio
misericordioso di Dio nostro padre per poter tornare ad amare il mondo attraverso il cuore
di Ges

Lettore 2 Iniziamo la processione con il CANTO che troviamo nel foglietto: BENEDICI IL
SIGNORE ANIMA MIA (N 19)

BENEDICI IL SIGNORE ANIMA MIA


Rit.: Benedici il Signore, anima mia,quanto in me benedica il suo nome;
non dimenticher tutti i suoi benefici, benedici il Signore, anima mia.
1) Lui perdona tutte le tue colpe e ti salva dalla morte; ti corona di grazia e ti sazia di beni,
nella tua giovinezza. Rit.:
2) Il Signore agisce con giustizia, con amore verso i poveri.
Rivel a Mos le sue vie, ad Israele le sue grandi opere. Rit.:
3) Il Signore buono e pietoso, lento all'ira e grande nell'amor;
non conserva in eterno il suo sdegno e la sua ira verso i nostri peccati. Rit.:
4) Come dista oriente da occidente allontana le tue colpe;
perch sa che di polvere siam tutti noi plasmati, come l'erba i nostri giorni. Rit.:
5) Benedite il Signore voi angeli, voi tutti suoi ministri, beneditelo voi tutte sue opere e
domini,
benedicilo tu, anima mia. Rit.:

1
Il SIGNORE MI HA MANDATO... A PROCLAMARE UN ANNO DI
MISERICORDIA

Lettore 3: Dal Vangelo secondo Luca (4, 16-21):


Ges, un sabato, ritorn a Nazaret e, come era solito fare, entr nella Sinagoga. Lo
chiamarono a leggere la Scrittura e commentarla. Il passo era quello del profeta
Isaia dove sta scritto: Lo Spirito del Signore sopra di me; per questo mi ha
consacrato con lunzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a
proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libert gli

oppressi, a proclamare lanno di misericordia del Signore Poi arrotol il volume, lo


consegn all'inserviente e sedette. Gli occhi di tutti nella sinagoga stavano fissi sopra di
lui. Allora cominci a dire: Oggi si adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i
vostri orecchi. Parola del Signore. Lode a te o Cristo

Lettore 4: Dalla lettera di papa Francesco per lanno santo DELLA MISERICORDIA

1.Ges Cristo il volto della misericordia del Padre. [] Chi vede Lui vede il Padre
[]. Ges di Nazareth con la sua parola, con i suoi gesti e con tutta la sua persona
rivela la misericordia di Dio.
2.Abbiamo sempre bisogno di contemplare il mistero della misericordia. fonte di
gioia, di serenit e di pace. condizione della nostra salvezza. []
3.Ci sono momenti (poi) nei quali in modo ancora pi forte siamo chiamati a tenere
fisso lo sguardo sulla misericordia per diventare noi stessi segno efficace dellagire
del Padre. per questo che ho indetto un Giubileo Straordinario della Misericordia
come tempo favorevole per la Chiesa, perch renda pi forte ed efficace la
testimonianza dei credenti. []. La misericordia sar sempre pi grande di ogni
peccato, e nessuno pu porre un limite allamore di Dio che perdona. Nella festa
dellImmacolata Concezione avr la gioia di aprire la Porta Santa. Sar aperta in

questa occasione, (e successivamente in ogni diocesi), una Porta della


Misericordia, dove chiunque entrer potr sperimentare lamore di Dio che consola,
che perdona e dona speranza. [] Ogni Chiesa particolare, quindi, sar
direttamente coinvolta a vivere questo Anno Santo come un momento straordinario
di grazia e di rinnovamento spirituale. [16] Un anno di misericordia: questo
quanto viene annunciato dal Signore e che noi desideriamo vivere. Questo Anno
Santo porta con s la ricchezza della missione di Ges []: portare una parola e un
gesto di consolazione ai poveri, annunciare la liberazione a quanti sono prigionieri
delle nuove schiavit della societ moderna, restituire la vista a chi non riesce pi a
vedere perch curvo su s stesso, e restituire dignit a quanti ne sono stati privati.
[]
Lettore 2: Ripetiamo insieme: Grazie Signore Tutti: GRAZIE, SIGNORE
- Per averci creati a tua immagine
- Per averci donato un cuore capace di amare
- Per la tua pazienza di fronte alla nostra fragilit
- Per le tue braccia sempre aperte verso di noi
- Per averci donato la Chiesa che ci guida e ci accoglie in ogni momento della vita
- Per averci donato il Sacramento della Riconciliazione
- Per averci insegnato a perdonare sempre
- Per averci donato Maria, Madre di misericordia
- Perch sei nostro Padre e non ti dimentichi mai di noi

Lettore 2 Facciamo insieme il CANTO che troviamo nel foglietto: Lode al Signore
N 102 LODE AL SIGNORE

Lodate il Signore dei cieli, lodatelo sempre nell'alto dei cieli della Sua misericordia,
lodatelo angeli, voi tutti Sue schiere, lodatelo Sole, Luna e infinite Stelle
che siete nel cielo, che Vi ha stabilito, create in eterno.

Lodate il Dio della terra, voi Piante e voi Fiori e Pesci nell'acqua, in ogni fiume e in ogni
abisso,
lodatelo Grandine, il Fuoco e la Neve, il Vento che soffia ed obbedisce alla parola,
Montagne e Colline, voi Fiere e voi Bestie, lodatelo Rettili e Uccelli alati.

Perch eterna la Sua misericordia, perch eterno il Suo amore verso noi!

Lodate voi re della terra, e popoli tutti che siete nel mondo e governate ogni nazione,
lodatelo giudici e giovani insieme, i vecchi e i bambini sempre lodino il Suo nome
e sulla Sua terra, risplende di Gloria, risplende d'Amore, Alleluja

2
MISERICORDIA: AMORE VISCERALE:
QUANDO LAMORE TOCCA E INTENERISCE IL CUORE (S. Agostino)
Lettore 3: Dal Vangelo secondo Luca (1,46-55):
Allora Maria disse: Lanima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio,
mio salvatore,
perch ha guardato l'umilt della sua serva.
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro
cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi.
Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per
sempre.
Parola del Signore. Lode a te o Cristo

Dalla lettera di papa Francesco per lanno santo della MISERICORDIA

[] Come desidero che gli anni a venire siano intrisi di misericordia, per andare
incontro ad ogni persona portando la bont e la tenerezza di Dio! A tutti, credenti e
lontani, possa giungere il balsamo della misericordia come segno del Regno di Dio
gi presente in mezzo a noi. [] La misericordia di Dio non unidea astratta, ma
una realt concreta con cui Egli rivela il suo amore come quello di un padre e di una
madre che si commuovono fino dal profondo delle viscere per il proprio figlio.
veramente il caso di dire che un amore viscerale. Proviene dallintimo come un
sentimento profondo, naturale, fatto di tenerezza e di compassione, di indulgenza e di
perdono. Con lo sguardo fisso su Ges e il suo volto misericordioso possiamo cogliere
lamore della SS. Trinit. [] La sua persona non altro che amore, un amore che si dona
gratuitamente. Le sue relazioni con le persone [] manifestano qualcosa di unico e di
irripetibile. I segni che compie, soprattutto nei confronti dei peccatori, delle persone
povere, escluse, malate e sofferenti, sono allinsegna della misericordia. Tutto in Lui
parla di misericordia. Nulla in Lui privo di compassione. [] Ci che muoveva
Ges in tutte le circostanze non era altro che la misericordia, c
Lettore 1: Ascoltiamo, come faceva Ges, le parole dei salmi 146,147 e 136 e
ripetiamo insieme:
Il Signore grande nellamore: Tutti: Il Signore grande nellamore:

1) [] Loda il Signore, anima mia: loder il Signore finch ho vita, canter inni al mio
Dio finch esisto. Rit:
2) Il Signore rende giustizia agli oppressi, d il pane agli affamati, libera i prigionieri,
8
ridona la vista ai ciechi, e rialza chi caduto. Rit:
3) il Signore ama i giusti, protegge i forestieri, egli sostiene lorfano e la vedova, ma
sconvolge le vie dei malvagi. Rit
4) Il Signore3 risana i cuori affranti e fascia le loro ferite. [] il Signore sostiene i
poveri, [] 8 prepara la pioggia per la terra, fa germogliare lerba sui monti, 9
provvede il cibo al bestiame, ai piccoli del corvo che gridano. Rit:
5) 11 Al Signore gradito chi lo teme, chi spera nel suo amore. [] Egli mette pace
nei tuoi confini
e ti sazia con fiore di frumento. Rendete grazie al Signore perch buono, perch il
suo amore per sempre (S 136).. Rit:

on la quale leggeva nel cuore di chi incontrava, e rispondeva al loro bisogno pi vero.

Lettore 1 Continuiamo la nostra preghiera con il canto che troviamo nel foglietto: Il
canto dellamore
N 250 IL CANTO DELL'AMORE

Se dovrai attraversare il deserto, non temere, io sar con te.


Se dovrai camminare nel fuoco, la sua fiamma non ti brucer.
Seguirai la mia luce nella notte, sentirai la mia forza nel cammino, io sono il tuo Dio, il
Signore.
Sono io che ti ho fatto e plasmato, ti ho chiamato per nome.
Io da sempre ti ho conosciuto e ti ho dato il mio Amore
perch tu sei prezioso ai miei occhi, vali pi del pi grande dei tesori, io sar con te
dovunque andrai.
Non pensare alle cose di ieri, cose nuove fioriscono gi. Aprir nel deserto sentieri, dar
acqua nell'aridit

perch tu sei prezioso ai miei occhi, vali pi del pi grande dei tesori, io sar con te
dovunque andrai,
perch tu sei prezioso ai miei occhi, vali pi del pi grande dei tesori, io sar con te
dovunque andrai.
Io ti sar accanto, sar con te, per tutto il tuo viaggio sar con te.
Io ti sar accanto, sar con te, per tutto il tuo viaggio sar con te.

3
L
Lettore 3: Dal Vangelo secondo Matteo (18,21-35)
[21] Allora Pietro gli si avvicin e gli disse: Signore, quante volte dovr
perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?. [22] E
Ges gli rispose: Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette. [23] A
proposito, il regno dei cieli simile a un re che volle fare i conti con i suoi
servi. [24] Incominciati i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di
diecimila talenti. [25] Non avendo per costui il denaro da restituire, il padrone
ordin che fosse venduto lui con la moglie, con i figli e con quanto possedeva, e
saldasse cos il debito. [26] Allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava:
Signore, abbi pazienza con me e ti restituir ogni cosa. [27] Impietositosi del

servo, il padrone lo lasci andare e gli condon il debito. [28] Appena uscito, quel
servo trov un altro servo come lui che gli doveva cento denari e, afferratolo, lo
soffocava e diceva: Paga quel che devi! [29] Il suo compagno, gettatosi a terra, lo
supplicava dicendo: Abbi pazienza con me e ti rifonder il debito. [30] Ma egli non
volle esaudirlo, and e lo fece gettare in carcere, fino a che non avesse pagato il
debito. [31] Visto quel che accadeva, gli altri servi furono addolorati e andarono a
riferire al loro padrone tutto l'accaduto. [32] Allora il padrone fece chiamare
quell'uomo e gli disse: Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perch
mi hai pregato. [33] Non dovevi forse anche tu aver piet del tuo compagno, cos
come io ho avuto piet di te? [34] E, sdegnato, il padrone lo diede in mano agli
aguzzini, finch non gli avesse restituito tutto il dovuto. [35] Cos anche il mio
Padre celeste far a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro
fratello. Parola del Signore. Lode a te o Cristo

E PARABOLE DELLA MISERICORDIA


Lettore 4 Dalla lettera di papa Francesco per lanno santo DELLA MISERICORDIA
(9) Nelle parabole dedicate alla misericordia, Ges rivela la natura di Dio come quella di
un Padre che non si d mai per vinto fino a quando non ha dissolto il peccato e vinto il
rifiuto, con la compassione e la misericordia. [] Dio viene sempre presentato come
colmo di gioia, soprattutto quando perdona. Da una di queste parabole, in particolare,
ricaviamo un insegnamento per il nostro stile di vita cristiano. Provocato dalla
domanda di Pietro su quante volte fosse necessario perdonare, Ges rispose: Non
ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette (Mt 18,22), e raccont la
parabola del servo spietato. Costui, chiamato dal padrone a restituire una grande
somma, lo supplica in ginocchio e il padrone gli condona il debito. Ma subito dopo
incontra un altro servo come lui che gli era debitore di pochi centesimi, il quale lo
supplica in ginocchio di avere piet, ma lui si rifiuta e lo fa imprigionare. [] La
parabola contiene un profondo insegnamento per ciascuno di noi. Ges afferma che
la misericordia non solo lagire del Padre, ma diventa il criterio per capire chi sono
i suoi veri figli. Insomma, siamo chiamati a vivere di misericordia, perch a noi per
primi stata usata misericordia. Il perdono delle offese diventa lespressione pi
evidente dellamore misericordioso e [] noi cristiani non possiamo farne a meno.
Come sembra difficile tante volte perdonare! Eppure, il perdono lo strumento
posto nelle nostre fragili mani per raggiungere la serenit del cuore. Lasciar cadere
il rancore, la rabbia, la violenza e la vendetta sono condizioni necessarie per vivere
felici. [] Ascoltiamo la parola di Ges che ci dice: Beati i misericordiosi, perch
troveranno misericordia (Mt 5,7) la beatitudine a cui ispirarsi con particolare
impegno in questo Anno Santo.

Lettore 2: Ripetiamo insieme: Signore aiutaci a perdonare Tutti Signore aiutaci a


perdonare

1) Ti preghiamo Signore per la nostra comunit, perch regni sempre fra noi la concordia,
la benevolenza e la pace. Preghiamo
2) Ti preghiamo per le nostre famiglie, guarisci o Signore le ferite che a volte ci procuriamo
vicendevolmente, accogli le nostre fatiche e abbi misericordia di noi Preghiamo
3) Ti preghiamo per i nostri ambienti di lavoro. Aiutaci a vivere le nostre relazioni
imparando da te che sei mite ed umile di cuore. Aiutaci ad affrontare le incomprensioni, a
comprendere i nostri colleghi e i nostri superiori, aiutaci a sorridere, a sopportare, a
perdonare. Preghiamo
4) Ti preghiamo Signore, fa che i nostri cuori non si induriscano di fronte ai tanti problemi
che affliggono il nostro paese e il mondo intero. Aiutaci a mitigare i nostri toni accesi, i
nostri giudizi, le nostre posizioni di condanna, ogni nostra rigidit. Preghiamo
5) Ti preghiamo Signore per la nostra madre Chiesa, perch seguendo le ispirazioni
profetiche del nostro papa Francesco diventi sempre pi nel mondo maestra di
misericordia. Preghiamo

Lettore 2: Ed ora, attraverso il canto Beati voi che troviamo nel foglietto, cantiamo le
beatitudini che Ges ci ha raccomandato come modello di vita

N 236 BEATI VOI

Rit. Beati voi, beati voi, beati voi, beati voi.


Se sarete poveri nel cuore, beati voi: sar vostro il Regno di Dio Padre.
Se sarete voi che piangerete, beati voi, perch un giorno vi consoler. Rit.
Se sarete miti verso tutti, beati voi: erediterete tutto il mondo.
Quando avrete fame di giustizia, beati voi, perch un giorno io vi sazier. Rit.
Se sarete misericordiosi, beati voi: la misericordia troverete.
Se sarete puri dentro il cuore, beati voi, perch voi vedrete il Padre mio. Rit.

Se lavorerete per la pace, beati voi: chiameranno voi figli di Dio.


Se per causa mia voi soffrirete, beati voi, sar grande in voi la santit.
Rit. Beati voi, beati voi, beati voi, beati voi. (rip.2 volte + 1 volta solo voci)

Lettore 3: Dal Vangelo secondo Luca (6,36-38)


Siate misericordiosi, come misericordioso il Padre vostro. Non giudicate e non
sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete
perdonati. Date e vi sar dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi
sar versata nel grembo, perch con la misura con la quale misurate, sar misurato
a voi in cambio
Parola del Signore. Lode a te o Cristo

NON GIUDICATE E NON SARETE GIUDICATI

Lett:4 Dalla lettera di papa Francesco per lanno santo DELLA MISERICORDIA
14.Il pellegrinaggio un segno fondamentale nellAnno Santo, perch immagine
del cammino che ogni persona compie nella sua esistenza. [] Esso sar un segno
del fatto che anche la misericordia una meta da raggiungere e che richiede
impegno e sacrificio. [] Il Signore Ges indica le tappe del pellegrinaggio
attraverso cui possibile raggiungere questa meta: Dice anzitutto di non giudicare
e di non condannare. Se non si vuole incorrere nel giudizio di Dio, nessuno pu
diventare giudice del proprio fratello. [] Quanto male fanno le parole quando sono
mosse da sentimenti di gelosia e invidia! Parlare male del fratello in sua assenza
equivale a porlo in cattiva luce, a compromettere la sua reputazione e lasciarlo in
balia della chiacchiera. Non giudicare e non condannare significa, in positivo, saper
cogliere ci che di buono c in ogni persona e non permettere che abbia a soffrire
per il nostro giudizio parziale e la nostra presunzione di sapere tutto. Ma questo non
ancora sufficiente per esprimere la misericordia. Ges chiede anche di perdonare
e di donare. Essere strumenti del perdono, perch noi per primi lo abbiamo ottenuto
da Dio. Essere generosi nei confronti di tutti, sapendo che anche Dio elargisce la
sua benevolenza su di noi con grande magnanimit. 15.

Lettore 1 Meditiamo le parole appena ascoltate ripetendo insieme al coro il canone


con le parole del salmo: Misericordias domini in aeterno can-ta-bo: Canter per
sempre la misericordia del Signore
Canto a canone: MISERICORDIAS DOMINI
Misericordias Domini In aeternum can-ta-bo. (4-5 volte)

5
L
Lettore 3: Dal Vangelo secondo Luca (10,25 37)
[25] Un dottore della legge si alz per metterlo alla prova: Maestro, che devo fare
per ereditare la vita eterna?. [26] Ges gli disse: Che cosa sta scritto nella
Legge? Che cosa vi leggi?. [27] Costui rispose: Amerai il Signore Dio tuo con
tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua
mente e il prossimo tuo come te stesso. [28] E Ges: Hai risposto bene; fa
questo e vivrai. [29] Ma quegli, volendo giustificarsi, disse a Ges: E chi il
mio prossimo?. [30] Ges riprese: Un uomo scendeva da Gerusalemme a
Gerico e incapp nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne
andarono, lasciandolo mezzo morto. [31] Per caso, un sacerdote scendeva per
quella medesima strada e quando lo vide pass oltre dall'altra parte. [32] Anche
un levita, giunto in quel luogo, lo vide e pass oltre. [33] Invece un Samaritano,
che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione. [34] Gli si
fece vicino, gli fasci le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo
giumento, lo port a una locanda e si prese cura di lui. [35] Il giorno seguente,
estrasse due denari e li diede all'albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ci che
spenderai in pi, te lo rifonder al mio ritorno. [36] Chi di questi tre ti sembra sia
stato il prossimo di colui che incappato nei briganti?. [37] Quegli rispose: Chi
ha avuto compassione di lui. Ges gli disse: Va e anche tu fa lo stesso .
Parola del Signore. Lode a te o Cristo

Parola del Signore. Lode a te o Cristo

E OPERE DI MISERICORDIA...per la conversione di tanti


cuori

Lettore:4 Dalla lettera di papa Francesco per lanno santo DELLA MISERICORDIA
In questo Anno Santo, potremo fare lesperienza di aprire il cuore a quanti vivono
nelle pi disparate periferie esistenziali, che spesso il mondo moderno crea in
maniera drammatica. [] [] Apriamo i nostri occhi per guardare le [] ferite di
tanti fratelli e sorelle privati della dignit, e sentiamoci provocati ad ascoltare il loro
grido di aiuto. Le nostre mani stringano le loro mani, e tiriamoli a noi perch
sentano il calore della nostra presenza, dellamicizia e della fraternit. [] mio
vivo desiderio che il popolo cristiano rifletta durante il Giubileo sulle opere di
misericordia corporale e spirituale. Queste sono le opere di misericordia corporale:
dare da mangiare agli affamati, dare da bere agli assetati, vestire gli ignudi,
accogliere i forestieri, assistere gli ammalati, visitare i carcerati, seppellire i morti. E
non dimentichiamo le opere di misericordia spirituale: consigliare i dubbiosi,
insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le
offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i
morti. 19.La parola del perdono possa giungere a tutti e [] non lasci nessuno
indifferente. Il mio invito alla conversione si rivolge con ancora pi insistenza verso
quelle persone che si trovano lontane dalla grazia di Dio per la loro condotta di vita.
[] Questo il momento favorevole per cambiare vita! [] Rimanere sulla via del
male solo fonte di illusione e di tristezza. La vera vita ben altro. Dio non si

stanca di tendere la mano. sempre disposto ad ascoltare, e anchio lo sono, come


i miei fratelli vescovi e sacerdoti. sufficiente solo accogliere linvito alla
conversione e sottoporsi alla giustizia, mentre la Chiesa offre la misericordia. 24. Il
pensiero si volge infine alla Madre della Misericordia. La dolcezza del suo sguardo
ci accompagni in questo Anno Santo, perch tutti possiamo riscoprire la gioia della
tenerezza di Dio. [] Rivolgiamo a lei la preghiera antica e sempre nuova della
Salve Regina, perch non si stanchi mai di rivolgere a noi i suoi occhi
misericordiosi e ci renda degni di contemplare il volto della misericordia, suo Figlio
Ges.
Canto: N190 SALVE REGINA

Salve Regina, Madre di misericordia. Vita, dolcezza, speranza nostra salve!


Salve Regina (2 volte)

A Te ricorriamo, esuli figli di Eva. A Te sospiriamo, piangenti in questa valle di lacrime.


Avvocata nostra, volgi a noi gli occhi tuoi, mostraci dopo questo esilio il frutto del tuo seno,
Ges.

Salve Regina, Madre di misericordia. O clemente, o pia, dolce vergine Maria,


salve Regina!
Salve Regina, sa-alve, sa-alvel

Lettore 1 (o Sacerdote o Diacono): Recitiamo ora Litanie alla Santissima Eucaristia

Signore, piet

Signore, piet

Cristo, piet

Cristo, piet

Signore, piet

Signore, piet

Cristo, ascoltaci

Cristo, ascoltaci

Cristo, esaudiscici

Cristo,
esaudiscici

Padre celeste, che sei Dio

abbi piet di noi

Figlio redentore dei mondo, che sei Dio

abbi piet di noi

Spirito Santo, che sei Dio

abbi piet di noi

Santa Trinit, unico Dio

abbi piet di noi

AD OGNI INVOCAZIONE RISPONDIAMO: NOI


TI ADORIAMO
Santissima Eucaristia

Noi ti adoriamo

Dono ineffabile dei Padre

Noi ti adoriamo

Segno dell'amore supremo dei Figlio

Noi ti adoriamo

Prodigio di carit dello Spirito Santo

Noi ti adoriamo

Frutto benedetto della Vergine Maria

Noi ti adoriamo

Sacramento dei Corpo e dei Sangue di Cristo

Noi ti adoriamo

Memoriale della morte e risurrezione dei Signore Noi ti adoriamo


Memoriale della nostra salvezza

Noi ti adoriamo

Sacrificio di lode e di ringraziamento

Noi ti adoriamo

Dimora di Dio con gli uomini

Noi ti adoriamo

Vero Agnello pasquale

Noi ti adoriamo

Tesoro dei fedeli

Noi ti adoriamo

Rimedio delle nostre quotidiane infermit

Noi ti adoriamo

Farmaco di immortalit

Noi ti adoriamo

Mistero della Fede

Noi ti adoriamo

Sostegno della speranza

Noi ti adoriamo

Vincolo della carit

Noi ti adoriamo

Segno di unit e di pace

Noi ti adoriamo

Sorgente di gioia purissima

Noi ti adoriamo

Sacramento che d forza e vigore

Noi ti adoriamo

Agnello di Dio, che togli i peccati dei mondo,

abbi piet di noi

Agnello di Dio, che togli i peccati dei mondo,

abbi piet di noi

Agnello di Dio, che togli i peccati dei mondo,

dona a noi la
pace

CANTO DI BENEDIZIONE: (solo 2 strofe) N 130 PANE DEL


CIELO

Rit.: Pane del cielo, sei Tu Ges,via d'amore: Tu ci fai come


Te.
1. No, non rimasta fredda la terra: Tu sei rimasto con noi, per
nutrirci di Te, pane di vita, ed infiammare col Tuo amore tutta
l'umanit. Rit.:
2. S, il cielo qui su questa terra: Tu sei rimasto con noi ma ci
porti con Te, nella Tua casa dove vivremo insieme a Te tutta
l'eternit. Rit.:

Sac: PREGHIAMO: Signore Ges Cristo, che nel mirabile


Sacramento dell'Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della Tua
Pasqua, fa' che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo
Corpo e del tuo Sangue, per sentire sempre in noi i benefici della
Redenzione, tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

Benedizione
1. DIO SIA BENEDETTO
Dio sia benedetto
Benedetto il Suo santo Nome.
Benedetto Ges Cristo, vero Dio e vero Uomo.
Benedetto il Nome di Ges.

Benedetto il Suo sacratissimo Cuore.


Benedetto il Suo preziosissimo Sangue.
Benedetto Ges nel SS. Sacramento dellaltare.
Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.
Benedetta la gran Madre di Dio, Maria Santissima.
Benedetta la Sua santa e Immacolata Concezione.
Benedetta la Sua gloriosa Assunzione.
Benedetto il Nome di Maria, Vergine e Madre.
Benedetto S. Giuseppe, Suo castissimo Sposo.
Benedetto Dio nei Suoi Angeli e nei Suoi Santi.

CANTO DI CONCLUSIONE: Madre della Speranza N106


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TESTO

1. Miseria e misericordia
Franoise Mauriac, Souffrance et bonheur du chrtien
Tra l'Agnello di Dio e la miseria non esiste abisso che la misericordia non possa colmare.
miseriamisericordiapeccatoperdonoagnello di Dioredenzionesalvezza

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inviato da Qumran2, inserito il 08/02/2016
TESTO
2. Il vaso di creta
Giuseppe Impastato s.i.
Si rotto quel vaso di creta,
caduta l'anfora e si spezzata.
Il saggio butta via
e distrugge
ci che ormai inutile.
Il vaso e l'anfora sono ormai
frantumi...
Ma Dio raccoglie la polvere,
riprende in mano l'argilla,
la lavora con cura,
e dalla creta trae un bimbo,
l'Uomo,
il nuovo vero Adamo.
Tutto ora sacro.
misericordiacreazionenuova creazioneredenzionesalvezzaperdono

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inviato da Giuseppe Impastato S.I., inserito il 08/02/2016
TESTO
3. Il nome di Ges

suor Chiara Carla Cabras, osc, La preghiera del cuore, dalla riviesta "Ges confido in Te"
Il nome di Ges libera, salva, guarisce, caccia lo spirito del male, conduce ad ampi spazi di libert,
a nuove ragioni di speranza, a terre inesplorate dell'amore, purifica il nostro cuore e lo rende nuovo,
lo fa passare dalla "sclerocardia" (durezza del cuore) alla tenerezza e misericordia; rende il cuore
docile, malleabile, pronto a fare la volont di Dio. Il cuore che conosce il nome di Ges sar anche
tutto tenerezza e amore, dolcezza, forza e misericordiosa compassione.
nome di Gesmisericordiaamorepreghieracuoresperanzagioiavolont di Diotenerezzapurificazione

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inviato da Stefano Molisso, inserito il 03/02/2016
PREGHIERA
4. Invocazione allo Spirito consolatore
San Gregorio di Narek
Noi ti preghiamo, ti imploriamo,
con sospiri pieni di lacrime,
con tutta la nostra anima,
o gloriosa potenza creatrice,
Spirito compassionevole,
indistruttibile, increato, eterno,
che intercedi per noi
presso il Padre misericordioso
con gemiti ineffabili.
Tu proteggi i santi,
purifichi i peccatori
e li trasformi in templi vivi e vivificanti,
come piace al Padre tuo Altissimo.
consolazionesperanzaSpirito Santomisericordia

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inviato da Alessandro Bianco, inserito il 03/02/2016
PREGHIERA
5. Preghiera di Papa Francesco per il Giubileo della misericordia

Papa Francesco, Giubileo dedicato alla Misericordia (8/12/2015 - 20/12/2016)

Signore Ges Cristo,


tu ci hai insegnato a essere misericordiosi come il Padre celeste,
e ci hai detto che chi vede te vede lui.
Mostraci il tuo volto e saremo salvi.
Il tuo sguardo pieno di amore liber Zaccheo e Matteo dalla schiavit del denaro;
l'adultera e la Maddalena dal porre la felicit solo in una creatura;
fece piangere Pietro dopo il tradimento,
e assicur il Paradiso al ladrone pentito.
Fa' che ognuno di noi ascolti come rivolta a s la parola che dicesti alla samaritana:
Se tu conoscessi il dono di Dio!
Tu sei il volto visibile del Padre invisibile,
del Dio che manifesta la sua onnipotenza soprattutto con il perdono e la misericordia:
fa' che la Chiesa sia nel mondo il volto visibile di te, suo Signore, risorto e nella gloria.
Hai voluto che i tuoi ministri fossero anch'essi rivestiti di debolezza
per sentire giusta compassione per quelli che sono nel l'ignoranza
e nell'errore; fa' che chiunque si accosti a uno di loro si senta atteso, amato e perdonato da Dio.
Manda il tuo Spirito e consacraci tutti con la sua unzione
perch il Giubileo della Misericordia sia un anno di grazia del Signore
e la sua Chiesa con rinnovato entusiasmo possa portare ai poveri il lieto messaggio, proclamare ai
prigionieri e agli oppressi la libert e ai ciechi restituire la vista.
Lo chiediamo per intercessione di Maria Madre della Misericordia
a te che vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli.
Clicca qui per la preghiera, con immagine, da stampare.
misericordiaperdonomisericordia di Dio

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inviato da Qumran2, inserito il 17/06/2015
PREGHIERA
6. A Maria, Madre del silenzio
Papa Francesco
Madre del silenzio,
che custodisci il mistero di Dio,
liberaci dall'idolatria del presente,
a cui si condanna chi dimentica.
Purifica gli occhi dei Pastori

con il collirio della memoria:


torneremo alla freschezza delle origini,
per una Chiesa orante e penitente.
Madre della bellezza,
che fiorisce dalla fedelt al lavoro quotidiano,
destaci dal torpore della pigrizia,
della meschinit e del disfattismo.
Rivesti i Pastori
di quella compassione che unifica e integra:
scopriremo la gioia
di una Chiesa serva, umile e fraterna.
Madre della tenerezza,
che avvolge di pazienza e di misericordia,
aiutaci a bruciare tristezze, impazienze e rigidit
di chi non conosce appartenenza.
Intercedi presso tuo Figlio
perch siano agili le nostre mani,
i nostri piedi e i nostri cuori:
edificheremo la Chiesa con la verit nella carit.
Madre, saremo il Popolo di Dio,
pellegrinante verso il Regno.
Amen.
mariapastoripretichiesacomunitapostolatomisericordia

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inviato da Alessandro Bianco, inserito il 16/06/2015
RACCONTO
7. Un baratto
Marie Noel
A 18 anni ho venduto il mio spirito a Dio, come altri vendono la loro anima al diavolo.
Allora ero goffa, brutta, mingherlina, inetta, come il brutto anitroccolo, ma avevo molto spirito...
uno spirito chiaro, vivo, acuto, pungente, che mordeva senza misericordia. Non appena una persona
un tantino ridicola arrischiava di mostrarsi a me, l'acchiappavo al volo e la fissavo con una parola
pungente, come si fissa un insetto su un tappo, con uno spillo. Ci mi divertiva molto e faceva
ridere la compagnia. Ma i miei cugini mi giudicavano cattiva, e mio fratello mi chiamava
vipera. Avrebbe fatto meglio a dire zanzara o vespa. Un giorno, per, ci pensai su e mi vidi tal

quale ero col mio crudele pungiglione. Poteva forse una cristiana accettare di essere cos?
Fui presa dal rimorso.
E una mattina ne parlai con Nostro Signore, dopo la Comunione.
Rinunciare al mio spirito? Cosa mi rimaneva senza di esso? Non avevo bellezza n fascino, niente
che potesse piacere. Sacrificare il mio spirito? Non mi ci potevo decidere. Mi costava troppo. Mi
costava tutto.
Dentro di me, Dio attendeva con aria di rimprovero. Fu allora che mi venne l'idea - forse fu lui ad
ispirarmela - di cedergli il mio spirito dietro ricompensa. Un baratto.
Glielo vendetti. Caro. Senza far prezzi. Dio ricco. Dio giusto. E generoso, anche. Contavo che
me l'avrebbe pagato bene. Una volta concluso il mercato - io negli affari sono onesta - non osai pi
servirmi dell'oggetto che avevo ceduto. Da principio mi sentii legata, impacciata, come colpita da
improvvisa infermit. Le parole mi volavano alle labbra, le inghiottivo gi dette a met. Il che non
era sempre comodo. Ma poi l'abitudine mi venne in aiuto. E diventai poco a poco la piccola, mite
zitella cui nessuno fa caso, n in famiglia fuori... cui nessuno fa caso pi che a un fiammifero
spento. Sono passati vent'anni... Che cosa mi avr dato il Buon Dio, in cambio della mia malizia?
Non la bellezza. Non il fascino. Non l'amore. Non la felicit. Forse il dono della poesia? Ma quello
gi lo avevo, sin dalla prima infanzia.
Ecco. Mi diede il dono di una vista nuova, per cogliere immediatamente, anzich il lato ridicolo, la
bellezza e le qualit delle persone, anche di quelle che non ne hanno. Al punto che oggi io le amo
tanto, anche quando sono ridicole, sciocche e mediocri, da poter giocare di nuovo con la mia
malizia, solo per divertirmi, senza far male a nessuno.
conversionecattiveria

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inviato da Il Patriota Cosmico, inserito il 16/06/2015
TESTO
8. L'operatore di pace
Valentino Salvoldi
L'operatore di pace figlio di Dio:
ama come Cristo, porgendo l'altra guancia a chi lo percuote.
E con gioia testimonia
che la verit senza carit non viene da Dio.
La giustizia senza misericordia non viene da Dio.

La lotta senza contemplazione non viene da Dio.


Perch "Dio amore".
Scarica la raccolta completa di preghiere e testi di don Valentino Salvoldi
operatore di pacepacemisericordiamitezza

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inviato da Don Valentino Salvoldi, inserito il 16/06/2015
TESTO
9. Arcobaleno di pace
Valentino Salvoldi
Arcobaleno di pace sul mondo a Natale:
silenzioso allinearsi di Cristo coi poveri.
Aurora di pace per l'Epifania:
silenzioso allinearsi di Cristo con i peccatori.
Tripudio di pace a Pasqua:
silenzioso allinearsi di Cristo con i non violenti
che sconfiggono il male su una croce.
Scarica la raccolta completa di preghiere e testi di don Valentino Salvoldi
natalepasquaredenzionemisericordiamitezzanon violenza

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inviato da Don Valentino Salvoldi, inserito il 16/06/2015
RACCONTO
confessioneperdonopazienzamisericordia di Dio

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inviato da Il Patriota Cosmico, inserito il 09/06/2015

PREGHIERA
11. Luci di speranza per la famiglia ferita
don Paolo Gentili e Tommaso e Giulia Cioncolini, Preghiera per il Sinodo dei vescovi sulla famiglia
Signore e Dio di ogni paternit che, con le tue carezze, curi la pecora ferita e lenisci i suoi dolori
con il balsamo della tua Parola, illuminaci affinch sappiamo accogliere, con il tuo stesso amore, le
persone separate ed i fedeli che, nel divorzio, sono passati ad una nuova unione.
Dai luce ai nostri occhi, affinch possiamo vedere nel dolore delle famiglie spezzate l'apice
dell'incapacit di amare che sperimenta qualsiasi uomo e qualsiasi donna.
Insegnaci, con la Grazia dello Spirito, a discernere le differenti situazioni, con sincera fedelt alle
indicazioni del Magistero, evitando inopportune confusioni e illuminando la via buona da seguire.
Sostienici per annunciare loro la Verit del Vangelo e essere, nello stesso tempo, segno della
materna tenerezza della Chiesa e delle sue viscere di misericordia.
Fa' che possiamo, come comunit cristiana, divenire locanda per l'umanit ferita, e accompagnare
nel doloroso Calvario le persone separate, condividendo con loro la fatica del cammino.
Illumina il nostro cuore affinch, stando accanto, possiamo far percepire loro che non sono sole, e
che possono ristorarsi nell'abbraccio dei fratelli, nella presenza feconda della tua Parola, nella
preghiera intima e comunitaria, nelle relazioni umane risanate da Cristo.
Concedi ai presbiteri, ai religiosi e religiose, agli sposi e alle persone separate, che si fanno
compagni di viaggio per chi vive la separazione ed il divorzio, di educare alla potenza salvifica di
Cristo che sa trasformare una vita distrutta nel profumo della vita buona del Vangelo.
Guarda con particolare amore ai figli delle famiglie separate, perch possano scoprire nuovi
orizzonti di senso attraverso il dono di s. Accompagna, in questo tempo, la nostra Chiesa, perch,
coniugando Verit e Carit, sia ogni giorno capace di offrire luci di speranza per la famiglia ferita.
Amen.
famigliaseparazioneseparatidivorziodivorziatimisericordia

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inviato da Qumran, inserito il 09/06/2015
PREGHIERA
12. Signore, riconciliami con me stesso

Signore, riconciliami con me stesso.


Come potrei incontrare e amare gli altri
se non mi incontro e non mi amo pi?
Signore, tu che mi ami cosi come sono
e non come mi sogno,
aiutami ad accettare la mia condizione di uomo,
limitato ma chiamato a superarsi.
Insegnami a vivere con le mie ombre e le mie luci,
con le mie dolcezze e le mie collere,
i miei sorrisi e le mie lacrime,
il mio, passato e il mio presente.
Fa' che mi accolga come tu m'accogli,
che mi ami come tu mi ami.
Liberami dalla perfezione che mi voglio dare,
aprimi alla santit che vuoi accordarmi.
Risparmiami i rimorsi di chi
rientra in se stesso per non uscirne pi,
spaventato e disperato di fronte al peccato.
Accordami il pentimento
che incontra il silenzio del tuo sguardo
pieno di tenerezza e di piet.
E se devo piangere,
non sia su me stesso
ma sull'amore offeso.
La tua tenerezza
mi faccia esistere ai miei stessi occhi!
Spalanca la porta della mia prigione
che io stesso chiudo a chiave!
Dammi il coraggio di uscire da me stesso.
Dimmi che tutto possibile per chi crede.
Dimmi che posso ancora guarire,
nella luce del tuo sguardo e della tua parola.
accettazione di sperdonomisericordiaaccettazioneamore di Dio

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inviato da Qumran, inserito il 05/05/2015

PREGHIERA
13. Cristo, volto misericorDioso del Padre
padre Antonio Rungi
Convertici a Te, Ges,
che sei venuto a chiamare i peccatori
e non i giusti che non hanno bisogno di redenzione.
Convertici a Te, in questo anno giubilare,
indetto da Papa Francesco, per aiutare
il cammino di credenti verso la penitenza,
la conversione e il rinnovamento spirituale e morale.
Riconosciamo, Signore, le nostre colpe di oggi
e tutte quelle della vita passata,
vissuta, molte volte, nell' ipocrisia e nella falsit.
Noi abbiamo bisogno del tuo perdono
e della tua misericordia
per sentire quanto grande il tuo amore per noi,
e quanto tieni poco conto dei nostri errori,
e delle nostre deviazioni ,
dalla tua santa legge, o Signore.
Non abbandonarci, Signore, nella tentazione
di poter fare a meno di Te,
illudendo noi stessi che possibile
essere felici e vivere senza il tuo sorriso
e dell'abbraccio della tua paternit infinita.
Con il tuo aiuto, vogliamo sinceramente
riprendere il cammino che ci porta a Te,
mediante la Penitenza e l'Eucaristia,
sacramenti della nostra continua rinascita spirituale
nel segno della coscienza di quanto poco valiamo
se non siamo ancorati a Te che sei la Via, la Verit e la Vita.
Non sia, Ges, il nostro pentimento
solo e soltanto esteriore o apparente,

ma tocchi le profondit del nostro essere


e le corde di quell'armonia d'amore
che solo tuo puoi ridonarci, Signore.
Convertici a Te, con la tua Parola,
che luce ai nostri passi,
forza nel nostro cammino
consolazione nel nostro patire.
Convertici a Te Signore e abbatti in noi
l'orgoglio e la presunzione di essere giusti
come il fariseo al tempio,
mentre dovremmo batterci sinceramente il petto,
come il pubblicano che non ha avuto
neppure la forza di alzare gli occhi
e lasciarsi illuminare dal tuo volto,
indegno quale era di avanzare nel tempio,
quale segno di riavvicinamento a Te.
Signore, converti il nostro cuore,
la nostra vita,
la nostra storia.
Purifica tutto e lava le nostre colpe
nel tuo sangue prezioso versato sulla croce per noi.
Ges abbi piet di noi e non abbandonarci pi
nelle nostre illusioni, delusioni e tentazioni,
non abbandonarci nel peccato,
ma donaci il tuo abbraccio di Padre
dal volto tenero e misericordioso.
Amen.
misericordiagiubileo

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inviato da Antonio Rungi, inserito il 13/04/2015
PREGHIERA
14. Padre Nostro della liturgia Caldea
dal Breviario Caldeo

padre nostro

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inviato da Qumran, inserito il 06/02/2015
PREGHIERA
15. Gloria a te
Efrem il Siro
M'inginocchio davanti a te, Signore,
per adorarti.
Ti rendo grazie, Dio di bont;
Ti supplico, Dio di santit.
Davanti a te piego le ginocchia.
Tu ami gli uomini e io ti glorifico,
o Cristo, Figlio unico
e Signore di tutte le cose.
Tu che solo sei senza peccato,
per me peccatore indegno,
Ti sei offerto alla morte
e alla morte di croce.
Cos hai liberato le anime
dalle insidie del male.
Che cosa ti render, o Signore,
per tanta bont?
Gloria a te, o amico degli uomini!
Gloria a te, o Dio di misericordia!
Gloria a te, o paziente!
Gloria a te, che perdoni i peccati!
Gloria a te, che sei venuto
per salvare le nostre anime!
adorazioneadorazione eucaristica

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inviato da Qumran, inserito il 18/09/2014
PREGHIERA
16. Eccoci o Signore

San Carlo Borromeo


Eccoci, o Signore, davanti a te:
sappiamo di non ingannarci
perch crediamo fermamente
che tu sei qui presente
e ti vediamo con gli occhi della fede.
Non osiamo contemplarti,
ma tu guardaci
con lo sguardo pieno di misericordia
con cui hai guardato Pietro:
siamo davanti a te
con le nostre opere cattive
e il nostro grande peccato.
Come potremo restare davanti a te,
come potremo toglierci le macchie
se tu non le cancelli?
Come diverremo mondi
se tu non ci lavi?
Come guariremo
se tu non ci curi?
O Signore, purificaci dai nostri peccati,
lavaci dalle colpe,
guariscici dai nostri mali
e facci degni di ritornare nella tua grazia.
Amen.
adorazione eucaristicaadorazione

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inviato da Qumran, inserito il 18/09/2014
TESTO
17. Povero fratello Giuda

Primo Mazzolari, Bozzolo, Gioved Santo 1958


Povero Giuda. Che cosa gli sia passato nell'anima io non lo so. uno dei personaggi pi misteriosi
che noi troviamo nella Passione del Signore.

Non cercher neanche di spiegarvelo, mi accontento di domandarvi un po' di piet per il nostro
povero fratello Giuda. Non vergognatevi di assumere questa fratellanza. Io non me ne vergogno,
perch so quante volte ho tradito il Signore; e credo che nessuno di voi debba vergognarsi di lui. E
chiamandolo fratello, noi siamo nel linguaggio del Signore. Quando ha ricevuto il bacio del
tradimento, nel Getsemani, il Signore gli ha risposto con quelle parole che non dobbiamo
dimenticare: "Amico, con un bacio tradisci il Figlio dell'uomo!" Amico! Questa parola che vi dice
l'infinita tenerezza della carit del Signore, vi fa anche capire perch io l'ho chiamato in questo
momento fratello. Aveva detto nel Cenacolo non vi chiamer servi ma amici. Gli Apostoli son
diventati gli amici del Signore: buoni o no, generosi o no, fedeli o no, rimangono sempre gli amici.
Noi possiamo tradire l'amicizia del Cristo, Cristo non tradisce mai noi, i suoi amici; anche quando
non lo meritiamo, anche quando ci rivoltiamo contro di Lui, anche quando lo neghiamo, davanti ai
suoi occhi e al suo cuore, noi siamo sempre gli amici del Signore...
Povero Giuda. Povero fratello nostro. Il pi grande dei peccati, non quello di vendere il Cristo;
quello di disperare. Anche Pietro aveva negato il Maestro; e poi lo ha guardato e si messo a
piangere e il Signore lo ha ricollocato al suo posto: il suo vicario. Tutti gli Apostoli hanno
abbandonato il Signore e son tornati, e il Cristo ha perdonato loro e li ha ripresi con la stessa
fiducia. Credete voi che non ci sarebbe stato posto anche per Giuda se avesse voluto, se si fosse
portato ai piedi del calvario, se lo avesse guardato almeno a un angolo o a una svolta della strada
della Via Crucis: la salvezza sarebbe arrivata anche per lui. Povero Giuda. Una croce e un albero di
un impiccato. Dei chiodi e una corda...
Io voglio bene anche a Giuda, mio fratello Giuda. Pregher per lui anche questa sera, perch io
non giudico, io non condanno; dovrei giudicare me, dovrei condannare me. Io non posso non
pensare che anche per Giuda la misericordia di Dio, questo abbraccio di carit, quella parola amico,
che gli ha detto il Signore mentre lui lo baciava per tradirlo, io non posso pensare che questa parola
non abbia fatto strada nel suo povero cuore. E forse l'ultimo momento, ricordando quella parola e
l'accettazione del bacio, anche Giuda avr sentito che il Signore gli voleva ancora bene e lo riceveva
tra i suoi di l. Forse il primo apostolo che entrato insieme ai due ladroni...
speranzaperdonoconversionepeccatomisericordiarapporto con Diotradimentodisperazionegioved
santo

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inviato da Qumran2, inserito il 21/06/2014
TESTO
18. La misura del tuo perdono
Giuseppe Giovanni Lanza del Vasto
La misura del tuo perdono, a chi ti ha fatto un torto, non sia la condiscendenza. Corri da lui,
rialzalo, abbracciandolo. Con la forza di Dio, abbi amore per lui.

perdonomisericordia

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inviato da Eremo San Biagio, inserito il 14/05/2014
PREGHIERA
19. Ti prendo in parola

Giuseppe Impastato S.I.


L'ho capito bene:
Tu non ce la fai a stare senza di me,
desideri ardentemente
abitare nel mio cuore:
esso la casa dei tuoi sogni!
Ti spalanco la mia porta.
Entra. Non degna di te, lo so.
Ma tu non fare lo schizzinoso.
Sei abituato a grotte, mangiatoie e simili.
Bene. Ci siamo. Vieni.
E fammi guardare il mondo,
rendimi capace di vedere le tue meraviglie.
Manifestami i tuoi orizzonti,
affscinami con i tuoi progetti,
scoprimi i desideri del tuo cuore,
mettimi a parte delle tue ambizioni,
fa' combaciare i miei interessi con i tuoi.
Hai detto: "In in voi e voi in me".
Ti prendo in parola, Ges.
Mi hai fatto venire un grande desiderio:
sar io stavolta ad entrare a casa tua.
rapporto con Dioperdonomisericordiaaccoglienzaapertura

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inviato da Giuseppe Impastato S.I., inserito il 14/05/2014
RACCONTO

20. I due sassi

C'erano una volta due sassi di montagna, due fratelli che si erano staccati dalla parrete rocciosa e si
erano trovati a terra insieme, vicino ad un ruscello. Un giorno decisero di seguire il corso del ruscello
per scendere a valle e vedere la grande citt. Cos si misero di buon sasso... cio, di buon passo, e
rotola oggi, rotola domani, pian piano si dirigevano verso la citt. Uno dei due sassi (il pi furbo dei
due) di tanto in tanto si tuffava nelle acque del ruscello, si fermava un po' a farsi carezzare dall'acqua,
e poi riprendeva il cammino.
"Sbrigati!" gli gridava l'altro, il pi sciocco dei due, "Non vedi che resti indietro? E poi, cosa ti fermi a
fare nell'acqua?"
"Mi levo un po' di polvere di dosso!", rispondeva quello. "Che stupido che sei! Quando esci di qui, e
hai fatto due rotolate sulla terra, sei di nuovo sporco come prima! A che ti serve lavarti, se poi ti
sporchi ancora?".
Ma il sasso furbo non gli dava retta. Rotolava un po', poi si fermava, entrava nel ruscello e si faceva
lavare. Po tornava sul prato e ricominciava a rotolare. E la cosa bella che non rimaneva mai indietro!
S, perch mentre il sasso sciocco, tutto spigoloso e appuntito, faceva una gran fatica a rotolare, e
faceva pochi metri per volta, il sasso furbo diventava pi rotondo ogni volta che entrava in acqua!
Sapete perch? Perch l'acqua, scorrendoli tutta intorno, lo levigava, cio gli levava ogni volta un po'
di pietra di dosso, e lo consumava, cos da renderlo liscio e tondo. Cos, quando usciva dall'acqua, con
poca fatica raggiungeva l'amico sciocco.
Andarono avanti cos per un bel pezzo. E ogni volta che il sasso furbo usciva dall'acqua, si accorgeva
di essere diventato un po' pi piccolo. Entra oggi, entra domani, il sasso furbo stava rimpicciolendo. Il
sasso sciocco, che non capiva, lo scherzava ancora di pi: "Ecco che cosa ci guadagni a fare il bagno
ogni giorno! Se vai avanti di questo passo, fra un po' non ci sarai pi! Quell'acqua ti sta uccidendo, ti
toglie le forze, e non sei pi tu! Ma guardati! Siamo fratelli, figli della stessa montagna! Eravamo
uguali, e ora? Tu non sei che un piccolo ciottolo di fiume! Io s che assomiglio alla grande montagna!
Guarda come sono forte!"
Ma un bel giorno, uscendo dall'acqua, il sasso furbo si accorse che ora risplendeva su di lui una strana
luce. Era un puntino piccolo piccolo, ma luminoso come il sole. E ogni volta che riemergeva
dall'acqua, il puntino luminoso era sempre pi grande. Finch, adagio adagio, tutto il suo corpo aveva
perduto il colore grigio ed era diventato completamente luminoso e dorato.
Erano ormai giunti in citt; il sasso sciocco era identico a quando era partito. Anzi, era ancora pi
incrostato di polvere e di terra. Il sasso furbo era molto pi piccolo, ma tondo e luminoso. Il sasso
sciocco si lamentava:" Non capisco proprio che cosa ti abbia ridotto cos! Sei mio fratello e quasi non
ti riconosco! Ma cosa sei diventato?" (Per era invidioso di quel luccicho...).
In quell'istante pass accanto a loro un signore con una valigetta in mano. Quando vide i due sassi, si
ferm di colpo, si inginocchi a terra, prese il sasso luminoso, apr la valigetta e ne estrasse una lente.
Osserv attraverso la lente quel piccolo ciottolo, e poi esclam pieno di gioia: "Ma una pepita
d'oro!". Subito lo avvolse con cura in un panno morbido, lo mise nella valigetta e si incammin verso

il suo negozio in citt. Era infatti un gioielliere..


...E... l'altro sasso?...
Rimase solo, vicino al fiume, e finalmente cap: "Che sciocco, sono stato... Ma sono ancora in tempo:
mi tuffer nel fiume e mi lascer levigare fino a che tutto il sasso e le incrostazioni si saranno
consumate, e sar anch'io una pepita d'oro...".
Domande per la comprensione e la catechesi:
1. Anche il sasso sciocco era una pepita? (S)
2. Perch il gioielliere ha preso solo il piccolo ciottolo? (Perch era dorato)
3. Perch l'altra pepita era ancora ricoperta di incrostazioni? (Perch non si era mai lavata)
4. Come ha fatto il primo sasso a diventare pepita? (Era entrato tante volte nell'acqua)
5. Cosa rappresenta il fiume? (La misericordia di Dio e il sacramento della Riconciliazione)
confessionericonciliazionecrescitacambiamentomiglioramento

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inviato da Maria Cristina Cattaneo, inserito il 14/04/2014

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PREGHIERA
21. La preghiera del Papa a Maria, Stella del Mare

Papa Francesco, S. Messa a Lampedusa, 8 luglio 2013


O Maria, stella del mare,
ancora una volta ricorriamo a te, per trovare rifugio e serenit,
per implorare protezione e soccorso.
Madre di Dio e Madre nostra, volgi il tuo sguardo dolcissimo
su tutti coloro che ogni giorno affrontano i pericoli del mare
per garantire alle proprie famiglie il sostentamento necessario alla vita,
per tutelare il rispetto del creato, per servire la pace tra i popoli.
Protettrice dei migranti e degli itineranti,
assisti con cura materna gli uomini, le donne e i bambini
costretti a fuggire dalle loro terre in cerca di avvenire e di speranza.
L'incontro con noi e con i nostri popoli
non si trasformi in sorgente di nuove e pi pesanti schiavit e umiliazioni.

Madre di misericordia, implora perdono per noi che,


resi ciechi dall'egoismo, ripiegati sui nostri interessie prigionieri delle nostre paure,
siamo distratti nei confronti delle necessit e delle sofferenze dei fratelli.
Rifugio dei peccatori, ottieni la conversione del cuore
di quanti generano guerra, odio e povert, sfruttano i fratelli e le loro fragilit,
fanno indegno commercio della vita umana.
Modello di carit, benedici gli uomini e le donne di buona volont,
che accolgono e servono coloro che approdano su questa terra:
l'amore ricevuto e donato sia seme di nuovi legami fraterni
e aurora di un mondo di pace. Amen.
accoglienzamigranticaritsoccorsoamore di CristoMaria

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inviato da Paola Maria Teresa, inserito il 23/12/2013
TESTO
22. Torti e ragioni

Bruno Maggioni, Padre Nostro, ed. Vita e Pensiero, 2004, pag 104
I torti e le ragioni costituiscono un intreccio complesso e inestricabile, che solo il perdono pu
risolvere.
perdonotortoragionemisericordiaconflittidialogoriconciliazione

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inviato da Qumran2, inserito il 16/05/2013
RACCONTO
23. Il discepolo e il sacco di patate

10

Un giorno il saggio diede al discepolo un sacco vuoto e un cesto di patate. "Pensa a tutte le persone
che hanno fatto o detto qualcosa contro di te recentemente, specialmente quelle che non riesci a
perdonare. Per ciascuna, scrivi il nome su una patata e mettila nel sacco".
Il discepolo pens ad alcune persone e rapidamente il suo sacco si riemp di patate.
"Porta con te il sacco, dovunque vai, per una settimana" disse il saggio. "Poi ne parleremo".

Inizialmente il discepolo non pens alla cosa. Portare il sacco non era particolarmente gravoso. Ma
dopo un po', divenne sempre pi un gravoso fardello. Sembrava che fosse sempre pi faticoso
portarlo, anche se il suo peso rimaneva invariato.
Dopo qualche giorno, il sacco cominci a puzzare. Le patate marce emettevano un odore acre. Non
era solo faticoso portarlo, era anche sgradevole.
Finalmente la settimana termin. Il saggio domand al discepolo: "Nessuna riflessione sulla cosa?".
"S Maestro", rispose il discepolo. "Quando siamo incapaci di perdonare gli altri, portiamo sempre
con noi emozioni negative, proprio come queste patate. Questa negativit diventa un fardello per
noi, e dopo un po', peggiora."
"S, questo esattamente quello che accade quando si coltiva il rancore. Allora, come possiamo
alleviare questo fardello?".
"Dobbiamo sforzarci di perdonare".
"Perdonare qualcuno equivale a togliere una patata dal sacco. Quante persone per cui provavi
rancore sei capace di perdonare?".
"Ci ho pensato molto, Maestro, disse il discepolo. "Mi costata molta fatica, ma ho deciso di
perdonarli tutti".
perdonomisericordiaaccettazionerancore

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inviato da Qumran2, inserito il 23/02/2013
TESTO
24. Giudizio finale
Olivier Clement
Noi dobbiamo tuttavia pregare che il fuoco del giudizio - cio il fuoco dell'amore divino - consumi
non i peccatori, ma la parte di male che in ciascuno di essi. Cos la divisione fra "capri" e "pecore"
di cui parla la scena del giudizio universale non si farebbe tra due moltitudini di esseri umani, ma
all'interno di ciascuno di loro.
giudiziomisericordiagiudizio finale

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inviato da Qumran2, inserito il 04/01/2013
TESTO
25. Per entrare in Paradiso

Arturo Paoli
Al termine di una vita passata nella santit, come al termine di una vita di delitti, la modalit per
entrare in paradiso una sola: Signore, abbi piet di me, perch sono un peccatore.
pentimentomisericordia di Dioparadisosalvezzaumilt

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inviato da Qumran2, inserito il 04/01/2013
TESTO
26. L'ottava opera di misericordia
Julie Lavergne
Ho trovato un'ottava opera di misericordia: rallegrare le persone tristi!
opere di misericordiagioiaallegria

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inviato da Qumran2, inserito il 14/12/2012
TESTO
27. Le debolezze del prossimo

San Francesco d'Assisi, Ammonizioni, XVIII, 167


Beato l'uomo che sostiene il suo prossimo nelle sue debolezze come vorrebbe essere sostenuto dal
medesimo, se fosse in caso simile.
compassionesolidarietamorefraternitcaritmisericordiamagnanimit

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inviato da Qumran2, inserito il 04/10/2012
TESTO
28. Dio ama ci che perduto

Dietrich Bonhoeffer, Riconoscere Dio al centro della vita


Dio non si vergogna della bassezza dell'uomo, vi entra dentro (...) Dio vicino alla bassezza, ama
ci che perduto, ci che non considerato, l'insignificante, ci che emarginato, debole e
affranto; dove gli uomini dicono "perduto", l egli dice "salvato"; dove gli uomini dicono "no", l
egli dice "s".
Dove gli uomini distolgono con indifferenza o altezzosamente il loro sguardo, l egli posa il suo
sguardo pieno di amore ardente e incomparabile. Dove gli uomini dicono "spregevole", l Dio
esclama "beato".
Dove nella nostra vita siamo finiti in una situazione in cui possiamo solo vergognarci davanti a noi
stessi e davanti a Dio, dove pensiamo che anche Dio dovrebbe adesso vergognarsi di noi, dove ci
sentiamo lontani da Dio come mai nella vita, proprio l Dio ci vicino come mai lo era stato prima.
L egli vuole irrompere nella nostra vita, l ci fa sentire il suo approssimarsi, affinch
comprendiamo il miracolo del suo amore, della sua vicinanza e della sua grazia.
amore di Diovicinanza di Diomisericordia di Diogratuitvicinanza

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inviato da Qumran2, inserito il 23/09/2012
PREGHIERA
29. Rimetti a noi i nostri debiti
Tonino Lasconi, Amico Dio
Tu ci perdoni sempre.
Tu ci dai sempre
la possibilit di essere nuovi
e di ricominciare da capo.
Allora anche noi
dobbiamo perdonare
gli amici che ci lasciano,
a quelli che parlano male di noi,
a quelli che non mantengono
gli impegni presi insieme.
Tu ci perdoni sempre.
Allora nessuno deve mai
chiudere con un fratello.
Mai disperare che il bene
la spunti sui difetti.
Allora mai dobbiamo aspettare

13

che incomincino gli altri.


Tu ci perdoni sempre.
Allora nessuno di noi
deve mai stancarsi
di ricominciare,
di ridare fiducia,
di risalire la china
delle delusioni.
Tu ci perdoni sempre
e non ti stanchi mai di noi.
perdonoriconciliazioneamorefiduciamisericordiaamore di Dioaperturagratuit

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inserito il 23/09/2012
TESTO
30. Ho imparato

Ho imparato che nessuno perfetto... finch non ti innamori.


Ho imparato che la vita dura... ma io di pi!
Ho imparato che le opportunit non vanno mai perse... quelle che lasci andare tu, le prende qualcun
altro.
Ho imparato che quando serbi rancore e amarezza... la felicit va da un'altra parte.
Ho imparato che bisognerebbe usare sempre parole buone... perch domani forse si dovranno
rimangiare.
Ho imparato che un sorriso un modo economico per migliorare il tuo aspetto.
Ho imparato che non posso scegliere come mi sento... ma posso sempre farci qualcosa.
Ho imparato che quando tuo figlio appena nato tiene il tuo dito nel suo piccolo pugno... ti ha
agganciato per la vita.
Ho imparato che bisogna godersi il viaggio e non pensare solo alla meta.
Ho imparato che meglio dare consigli solo in due circostanze: quando sono richiesti e quando in
gioco la vita.
Ho imparato che meno tempo spreco e pi cose faccio.
Ho imparato a godermi le cose!
Ho imparato ad accettare le sconfitte, le delusioni.
Ho imparato che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferir. Per questo bisogna
che tu la perdoni.
Ho imparato che ci vogliono anni per costruire la fiducia, e pochi secondi per distruggerla.
Ho imparato che non dobbiamo cambiare amici se comprendiamo che gli amici cambiano.
Ho imparato che le circostanze e l'ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo sempre
responsabili di noi stessi.
Ho imparato che la pazienza richiede molta pratica.
Ho imparato che ci sono persone che ci amano, ma semplicemente non sanno come dimostrarcelo.

Ho imparato che a volte, la persona che tu pensi ti sferrer il colpo mortale quando cadrai, invece
una di quelle poche che ti aiuteranno ad alzarti.
Ho imparato che solo perch qualcuno non ti ama come vorresti, non significa che non ti ami con
tutto se stesso.
Ho imparato che non si deve mai dire ad un bambino che i sogni sono sciocchezze, sarebbe una
tragedia se lo credesse.
Ho imparato che non sempre sufficiente essere perdonato da qualcuno, nella maggior parte dei
casi sei tu a dover perdonare te stesso.
Ho imparato che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si sia spezzato, il mondo non si ferma
aspettando che lo ripari.
...E dopo tutto ci, avr imparato a vivere?
viveresaggezzavitasenso della vitagratuitmisericordiacomprensioneforza interiore

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inviato da Qumran2, inserito il 23/09/2012
TESTO
31. Incontrare Ges

Henri J. M. Nouwen
Tu cerchi il modo di incontrare Ges. Cerchi di incontralo non solo con la mente, ma anche nel tuo
cuore. Ricerchi il suo affetto, e sai che questo affetto implica tanto il suo cuore quanto il tuo. Ma
rimane in te qualcosa che impedisce questo incontro.
Vi sono ancora tanta vergogna e tanta colpa incrostate nel tuo cuore, che bloccano la presenza di
Ges. Non ti senti pienamente a tuo agio nel tuo cuore; lo guardi come se non fosse un luogo
abbastanza buono, abbastanza bello o abbastanza puro per incontrare Ges.
Quando guardi con attenzione alla tua vita, vedi quanto sia stata afflitta dalla paura. Non riuscirai ad
incontrare Ges finch il tuo cuore rimane pieno di dubbi e di paure. Ges viene a liberarti da questi
legami e a creare in te uno spazio nel quale puoi stare con lui. Egli vuole che vivi la libert dei figli
di Dio.
Non disperarti, pensando di non poter cambiare te stesso dopo tanti anni. Entra semplicemente
come sei alla presenza di Ges. Tu non puoi renderti diverso. Ges viene a darti un cuore nuovo,
uno spirito nuovo, una nuova mente e un nuovo corpo. Lasciati trasformare dal suo Amore solo cos
sarai capace di ricevere il suo affetto nell'interezza del tuo essere.
incontrorapporto con Dioaccettazionemisericordiaperdonoserenitpaura

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inserito il 21/09/2012
TESTO
32. Sopportare le debolezze
Santa Teresa d'Avila
E' una gran virt adattarsi a tutti e sopportarne le debolezze.
sopportazionemisericordiaadattamento

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inviato da Qumran2, inserito il 20/09/2012
PREGHIERA
33. La dignit perduta

Antonio Merico, Vangelo e Vita, Elledici, Leumann 2004


Molto spesso, Signore Ges, ti vorremmo
intransigente con gli altri
e con noi comprensivo e misericordioso.
Il giudizio duro e la condanna inappellabile
trovano spazio nel nostro cuore.
Non riusciamo a guardare gli altri
con i tuoi occhi e il tuo cuore.
Ricordaci il tuo amore per noi, Signore,
per donarlo agli altri.
Fa' entrare la salvezza
nella casa del nostro cuore,
come entrata in quello di Zaccheo.
La conversione non il pentimento dei peccati,
un cambiamento di vita,
un volgersi al bene, come Zaccheo.
Tu che leggi nel profondo
posa il tuo sguardo su di noi
e donaci la salvezza.
Ridonaci, Signore, la dignit perduta.
conversionecambiamentointransigenzamisericordiagiudizionon giudicarecondannare Zaccheo

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inviato da Qumran2, inserito il 20/09/2012


PREGHIERA
34. Dio l a sbirciare il mio ritorno

Marino Gobbin, Lectio Divina sui vangeli festivi per l'anno liturgico C, Elledici 2009
Dio mio,
quando nel cammino verso di te
non ho pi provviste,
non ho altra possibilit
che rivolgermi a te,
ritornare umile sui miei passi.
Quando la colpa mi fa temere il castigo,
la speranza mi offre riparo alla tua giustizia.
Quando l'errore mi confina nel mio tormento,
la fede annuncia il tuo conforto.
Quando mi lascio vincere dal sonno della debolezza,
i tuoi benefici e la tua generosit mi risvegliano.
Quando la disobbedienza e la rivolta
mi allontanano da te,
il tuo perdono e la tua misericordia
mi riconducono all'amicizia.
E tu sei sempre l
a sbirciare il mio ritorno
per stringermi in un abbraccio rigenerante,
aperto ad un futuro unico d'amore.
Possa la tua Parola
calare proficua nel mio cuore
e farmi vivere
per amarti e ringraziarti
ogni giorno della mia vita. Amen.
peccatopentimentoconversionemisericordiaperdono di Diopadre misericordioso

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inviato da Qumran2, inserito il 20/09/2012
RACCONTO

crocifissomisericordiaamore di Dio

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inviato da Andrea Lisci, inserito il 20/09/2012
PREGHIERA
36. Mio Dio eccomi

Antonietta Milella
Mio Dio eccomi.
Signore, quanto vorrei poterti dire cos, quanto vorrei potermi fidare di te al punto da presentarmi
davanti a te cos come sono, senza preparare le parole, senza pensare a come sono vestita, senza
timore di non essere accettata.
Come vorrei, Signore, buttarmi nelle tue braccia con gli occhi chiusi, fare il grande salto, superare
le acque che sotto si muovono e rumoreggiano ostili, incurante dell'abisso che ci separa, senza paura
di essere risucchiata dai gorghi di morte, senza ali che mi sollevino in alto.
Come vorrei Signore potermi affidare completamente a te al punto da dimenticare la distanza e il
vuoto che si apre davanti ai miei occhi.
Sono, Signore, ancora tutta impastata di paura, di pregiudizi, di dubbi, sono ancora troppo
preoccupata di me e di ci che tu potresti dire, fare o pensare.
Signore mio Dio, eccomi davanti a te, questa mattina: i miei vestiti li vedi, sono quelli di cui non
ancora riesco a fare a meno, il mio cuore non ancora si apre stabilmente al tuo amore, le braccia
sono contratte, incapaci ti tendersi verso di te, la mente non riesce ancora a farsi da parte perch il
desiderio di studiarti, capirti possederti troppo grande.
Signore mio Dio eccomi con tutte le imperfezioni di cui sono piena, eccomi con tutte le
contraddizioni che mi porto addosso, mio Dio eccomi con la mia incapacit di vivere la fede in
modo semplice e sereno, mio Dio eccomi anche se non riesco a ritornare bambina, non riesco a
ridiventare piccola come quelli a cui hai promesso il regno dei cieli..
Mio Dio eccomi ancora tanto attaccata alla terra, a questa sponda del mare, cos tanto timorosa di
prendere il largo, abbandonando le reti a terra, le mie sicurezze, lasciando la barca con cui sono
abituata ad andare a pescare da sola, a prendere pesci destinati ad imbandire una mensa alla quale
spesso dimentico d'invitarti.
Mio Dio eccomi, con lo sguardo perso nel vuoto, rivolto al mare che tu mi inviti ad attraversare, a
solcare con la tua barca, incominciando il cammino a piedi nudi, camminando sull'acqua, che pure
si muove e mi ricorda l'insidia che si cela sotto di essa.

Mio Dio eccomi, con la paura a procedere ferma e salda sulla strada che tu mi indichi.
Ti vedo allargare le braccia, ti vedo guardarmi negli occhi, con amore, con autorevolezza.
Mio Dio eccomi: Dio di amore, di misericordia, di giustizia, Dio padre e madre, Dio di tenerezza,
Dio di compassione, Dio buono, Dio che mi stai aspettando, perch smetta di piangere e di avere
paura.
Mio Dio eccomi
affidamentofedefiduciarapporto con Diopauracoraggiolimiti

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inviato da Antonietta Milella, inserito il 20/09/2012
TESTO
37. Essere buono

1. Essere buono dimenticare se stessi per pensare agli altri.


2. Essere buono perdonare sempre, pensando che la debolezza umana pi grande della cattiveria.
3. Essere buono avere piet della debolezza altrui, pensando che noi non siamo diversi dagli altri e
che, nelle loro condizioni, forse saremmo stati peggiori.
4. Essere buono chiudere gli occhi davanti all'ingratitudine.
5. Essere buono dare anche quando non si riceve, sorridendo a chi non comprende o non apprezza
la nostra generosit.
6. Essere buono sacrificarsi, aggiungendo al peso delle nostre pene di ogni giorno, quello delle
pene altrui.
7. Essere buono tenere ben stretto il proprio cuore, per riuscire a soffocare le sofferenze e a
sorridere costantemente.
8. Essere buono vuol dire accettare il fatto poco simpatico che pi doneremo, pi ci sar
domandato.
9. Essere buono acconsentire a non avere pi nulla riservato a noi stessi, tranne la gioia della
coscienza pura.
10. Essere buono riconoscere con semplicit che davvero buono solo Dio.
bontgenerositmisericordiamagnanimitsacrificiosorrisogratuit

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inviato da Don Giuseppe Ghirelli, inserito il 23/08/2012
TESTO
38. Amalo cos come

San Francesco d'Assisi


Non volere che tuo fratello sia cristiano migliore: amalo in ci che esso ... e abbi sempre
misericordia di questi fratelli.
fraternitmisericordia

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inviato da Luca Peyron, inserito il 12/08/2012
TESTO
39. Signore, che io non abbia paura dei peccati degli uomini
Fdor Dostoevskij
speranzaimpegnoottimismopessimismomisericordiaamore

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inviato da Marta Gabellini, inserito il 12/08/2012
TESTO
40. Non accusare

Isacco di Ninive
Non adatto alla vita cristiana chi cerca giustizia contro qualcuno;
Cristo non ha insegnato questo.
Porta con amore le pene degli infermi;
piangi sui peccati dell'uomo;
tripudia del pentimento del peccatore.
Non accusare nessuno.

Stendi il tuo mantello sull'uomo che cade e coprilo perch nessuno lo veda.
misericordiaamore fraternocompassionenon giudicaregiudizio

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inviato da Qumran2, inserito il 05/08/2012

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PREGHIERA
41. Contro te abbiamo peccato

pentimentoperdono di Diomisericordia di Diosalvezzaamore di Dio

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inviato da Anna Barbi, inserito il 05/08/2012
TESTO
42. Perdonare

San Giovanni Crisostomo


Niente ci rende tanto simili a Dio quanto l'essere sempre disposti a perdonare.
perdonomisericordiamisericordia di Dio

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inviato da Qumran2, inserito il 25/07/2012
PREGHIERA
43. Preghiera eucaristica
Antonio Rungi
Ges dolcissimo, mi prostro davanti a te
a conclusione di un cammino eucaristico,

in cui ho compreso sempre pi quanto conta


l'amare te, adorare te, stare vicino a te,
non allontanarsi mai da te, neppure per brevi istanti
della nostra frenetica vita quotidiana.
Ges amabile, ostia santa, ostia d'amore,
fa di me, mediante te, un'ostia vivente
consacrata all'amore,
capace di donarmi a te nell'amore,
un amore capace di prendere totalmente il mio cuore,
capace di donarsi agli altri senza riserve
e senza alcun pentimento di aver
data la propria vita per gli amici,
come tu ci hai insegnato, fino al sacrificio della croce.
Ges adorabile, ostia immacolata, pura e senza macchia
fa' di me, sull'esempio del cuore immacolato di Maria,
un cuore puro ed un'anima pura,
senza falsit, impurit, senza pi macchie di peccato,
senza odio e risentimenti,
ma solo con una grande pace della mente,
del cuore e dell'intelletto.
Ges mite agnello, immolato sull'altare della croce,
per la redenzione dell'umanit,
fa di me uno strumento di perdono e di misericordia
soprattutto quando pi difficile si fa il perdono
nel tuo santo nome.
Ges eucaristia,
mentre ti adoro qui presente
nel santissimo sacramento dell'altare
rinnovando la mia fede in te che sei il Verbo Incarnato
e il Redentore dell'umanit,
fa di tutti noi un cuor solo ed un'anima sola,
nell'immenso amore eucaristico
che fonda la Chiesa come unico popolo di Dio
in cammino verso il banchetto eterno del cielo.
Amen.
eucarestiaeucaristiaoffertasacrificiodono di s

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inviato da Paola Berrettini, inserito il 24/06/2012

TESTO
44. Pasqua

Comunit di San Biagio, Subiaco


Pasqua Ges che ha detto:
Io sono la risurrezione e la vita.
una parola che ti sorprende anche oggi;
anche oggi, se credi, rinnova i tuoi giorni.
Pasqua Ges che vince la morte:
ogni tipo di morte.
Pasqua gridare con la Chiesa delle origini:
"O morte, dove la tua vittoria?".
Pasqua questa certezza:
"Noi siamo pi che vincitori"
con Cristo Risorto.
Pasqua la forte chiamata
a far morire l'egoismo
perch risorga l'amore.
Pasqua dunque comprensione e compassione
misericordia e perdono
pazienza e longanimit
empatia e simpatia
accoglienza e dono di te,
azzerando ogni titubanza e paura.
Pasqua la pietra dell'indifferenza
ribaltata dal cuore
e gettata lontano, molto lontano dal tuo vissuto.
Pasqua la primavera dell'umile amore
che germoglia in preghiera
e promette i frutti dello Spirito:
gioia - soprattutto - e bont.
Risorto ora con Cristo,
hai di nuovo il coraggio di sperare
cantando la vita
alla sua perenne sorgente
che perenne novit.
Pasqua far morire ogni morte
perch con Cristo Signore
tutta la vita risorga
in fede speranza e carit.
pasquarisurrezioneresurrezionesperanzarinascita

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inviato da Marcello Rosa, inserito il 24/06/2012


TESTO
45. E' risorto... non qui...
Carla Zichetti
Dove sei Signore?
Rivelati anche a me.
Ho gli occhi, ma non ti vedo,
odo, ma non ti sento,
ti cerco ma non ti trovo.
Dove sei Signore?
Sono dove tu non vuoi andare,
dove tu non vuoi vedere,
dove tu non vuoi sentire,
dove tu non vuoi perdonare;
non mi trovi perch cerchi solo te,
la tua stima, le tue sicurezze,
le tue soddisfazioni e ricompense.
Mi troverai soltanto quando ti deciderai
a non pensare solo a te, ma a me,
che sono nel posto dove ti ho salvato:
sulla Croce.
Vieni, l troverai me,
la mia misericordia,
la mia e la tua risurrezione.
Ti aspetto e sarai beata.
fedecrocepresenza di Diorisurrezioneresurrezione

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inviato da Carla Zichetti, inserito il 24/06/2012
RACCONTO
46. Il perdono ai peccatori

Dagli Apoftegmi dei Padri del deserto


Un soldato domand un giorno a un anziano se Dio concede il perdono ai peccatori. E l'anziano
rispose: "Ditemi, carissimo, se il vostro mantello strappato, voi lo buttate via?". Il soldato replic:

"No, lo accomodo e continuo a usarlo". L'anziano concluse: "Se voi vi prendete cura del vostro
mantello, Dio non sar misericordioso verso la propria immagine?".
perdonopeccatopeccatorimisericordia di Dio

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inviato da Qumran2, inserito il 08/05/2012
TESTO
47. Passato, presente e futuro
Francesco di Sales
Bisogna abbandonare il passato alla misericordia di Dio, il presente alla nostra fedelt e il futuro
alla divina Provvidenza.
Presentepassatofuturomisericordia di Dioprovvidenza

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inviato da Qumran2, inserito il 21/04/2012
TESTO
48. L'assoluzione del ladrone
Ambrogio di Milano, Inno 9,1-4
Quest il vero giorno di Dio,
radioso di santa luce
nel quale il sangue divino
lav i turpi peccati del mondo,
ridando fiducia ai peccatori,
iluminando la vista dei ciechi.
Chi non libera dal grave timore
l'assoluzione del ladrone
il quale, con un breve atto di fede conquist Ges,
mutando la croce in premio, e, con celere passo,
precedette i giusti nel regno di Dio?
Persino gli angeli rimangono stupiti
davanti a quest'opera,

osservando il supplizio del corpo


e vedendo il peccatore,
con la sua adesione a Cristo,
conquistare la vita beata.
Pasquaresurrezionerisortoperdonomisericordia di Diobuon ladrone

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inviato da Qumran2, inserito il 09/04/2012
RACCONTO
49. L'albergatore di Betlemme

don Davide Caldirola


Mi avete messo dalla parte di cattivi. Da secoli spio la mia statuina nei vostri presepi. La vedo sulla
porta dell'osteria, la faccia truce, lo sguardo severo, il dito alzato in segno di rifiuto; oppure dietro le
porte dell'albergo, china sui profitti della giornata, incurante della coppia di galilei che bussa per
domandare un giaciglio. Forse non avete l'idea di cosa significhi gestire una locanda in un borgo
come Betlemme. Pochi guadagni, lavoro di bassa lega, rogne a grappoli. Clientela non selezionata,
e ladri e farabutti pronti a portarti via i magri ricavi appena giri le spalle. vero: in quel periodo gli
affari andavano bene. Merito della follia di Cesare Augusto, e del suo ordine assurdo di bandire un
censimento. Ma pi degli introiti, ad essere sinceri, crescevano le preoccupazioni. La mia locanda
era invasa da persone di ogni tipo: viaggiatori sconosciuti, gente comune che veniva a farsi
registrare, facce da galera pronte a tagliare la gola per due denari, vagabondi di passaggio, avventori
con pochi soldi e tante richieste. E quella notte io, l'albergatore di Betlemme, semplicemente non ce
la facevo pi. Tutti a pretendere un posto, a gridare ordini, a tirarmi per i capelli, a lamentarsi per la
minestra insipida o il vino annacquato; tutti pronti a darmi addosso perch il servizio era lento, il
letto sporco, il cibo cattivo. Gli uomini bestemmiavano, i bambini gridavano, le donne si
accapigliavano. Altro che notte di stelle e di amore, come cantate nelle vostre canzoni. Era una
bolgia, un inferno. C'erano persone sdraiate sul tavolo della cucina, bestie ed esseri umani buttati
l'uno sull'altro, animali e ragazzi coricati insieme. Non mi restava nemmeno il mio letto, ceduto per
quattro spiccioli all'ultimo avventore, e dormivo in piedi, come un somaro.
E allora ho detto no. Non per cattiveria, non perch Maria e Giuseppe (si chiamano cos, vero?)
erano dei poveracci che non potevano pagare. Semplicemente perch non ce la facevo pi. Cosa ne
sapete voi, che mi avete messo tra i cattivi? Magari - oltre a tutto questo - avevo anch'io una vecchia
madre malata, o una moglie bisbetica con cui bisticciare, o un figlio scappato di casa, o un dolore
sordo nel cuore, una ferita nelle viscere, un rimorso, un fallimento, un rimpianto. Da secoli vedo
che fate come me, del resto. Come me chiudete le porte a Dio, incatenati dai vostri dispiaceri,
schiantati dalla stanchezza della vita, torchiati da pesi che non riuscite a portare, da paure che vi
tolgono la speranza e il respiro. E Dio arriva, e bussa alla soglia. Ma non ce la fate pi, e la vostra
casa rimane chiusa.

Eppure - i vostri vangeli non lo raccontano - eppure non finita cos. Quella notte, quella stessa
notte, mi sono destato di soprassalto. Un rumore, un tuono, un canto: non chiedetemi cos' stato. Ho
aperto gli occhi di colpo, e ho rivisto come in un sogno Maria e Giuseppe che camminavano verso
la stalla che avevo loro indicato. Ho raccolto un paio di coperte, un po' di formaggio, del pane
avanzato. Mi sono messo il fagotto sulle spalle e sono uscito dall'albergo di nascosto, come un
ladro. La capanna era poco distante, avvolta da una luce strana; qualcuno si allontanava nel buio,
verso le colline dei pascoli. Sono entrato quasi di soppiatto e mi sono fermato in un angolo,
nascosto dietro una trave di legno. Ho lasciato le quattro cose che mi ero portato appresso, e sono
caduto in ginocchio. Non so quanto tempo sono rimasto, incantato, a fissare il Bambino. Quel tanto
che basta per capire che io gli avevo detto di no, ma lui mi diceva di s. Che per lui non c'era posto
nel mio albergo, ma per me c'era posto nella sua vita, nel suo cuore, tutte le volte che avrei voluto.
E vorrei dirvi che poco m'importa se nei vostri presepi e nelle vostre recite sar sempre l'oste
cattivo: perch lui non mi vede cos, perch - ne sono sicuro - mi aspetta di nuovo, come quella
notte, ogni notte, ogni giorno, in ogni istante. Siete, siamo ancora in tempo. Non importa se gli
abbiamo detto no. Non importa se l'affanno, la stanchezza, la tristezza della vita ci ha fatto, un
giorno, chiudere le porte a Dio. C' tempo. La sua casa rimane aperta, non ci mander indietro. E
forse cadremo, finalmente, in ginocchio davanti a lui, nel pentimento e nel perdono, in un sorriso di
tenerezza o nella consolazione del pianto.
Buon Natale!
nataleaccoglienzamisericordiaperdono di Dio

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inviato da Qumran2, inserito il 09/04/2012
TESTO
50. Convertitevi e credete al Vangelo

K. Ware, Agenda Missionaria


Pentimento non auto compassione o rimorso, ma conversione, incentrare la nostra vita sulla
Trinit.
Non guardare indietro con disgusto, ma avanti con speranza.
Non significa guardare in basso ai nostri errori, ma in alto all'amore di Dio.
Non significa guardare ci che non siamo riusciti a essere, ma ci che - per grazia divina - possiamo
diventare.
conversionecredereottimismoveritcambiamentosperanzamisericordia di Dio

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inviato da Giuseppe Impastato S.I., inserito il 07/04/2012


PREGHIERA
51. Preghiera dell'omosessuale

frate Angelo De Padova ofm


Padre dell'umanit, come figlio mi rivolgo a te con fiducia: aiutami a sentirmi amato da te, dalla tua
Chiesa, dalle persone a me care e da tutti coloro che mi circondano. Non mi facciano sentire un
verme, un errore della natura, un mostro da nascondere. Donami la forza di accettarmi per come mi
hai creato, di non vivere da ipocrita, nascondendo a me e agli altri la mia tendenza sessuale. Aiutami
a capire che sono anche io tuo figlio prediletto, che Ges morto in croce anche per me. Metti
davanti al mio cammino persone sagge che sappiano consigliarmi, che sappiano aiutarmi ad
accettarmi.
Molte volte, a causa dei pregiudizi e delle paure, sono tentato di farla finita su questa terra, ma poi
sapendo che "tu ami tutte le cose esistenti e nulla disprezzi di quanto hai creato; se avessi odiato
qualcosa, non l'avresti neppure creata" (Sap.21) mi riprendo e vado avanti. Dona ai miei genitori la
rassegnazione e la serenit che sono sempre loro figlio, anche se non potr mai dargli la gioia di
essere nonni, potr donargli l'affetto di un figlio che sa amare e vuole essere amato. Aiutami a non
fare scelte sbagliate, matrimonio o vocazione di copertura, ma a fare scelte vere e libere. Stammi
vicino, fammi sentire la tua infinita misericordia. Ti voglio bene Ges.
libert di sceltaessere amatiaccettarsi

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inviato da Angelo De Padova, inserito il 25/01/2012
PREGHIERA
52. Tu sei esagerato, mio Dio!

Don Angelo Saporiti


Grazie, Signore,
perch tu non ci tieni prigionieri,
ma ci lasci andare,
anche se sai che ci perderemo.
Grazie, perch quando torniamo da te,
tu ci corri incontro,
non ci rinfacci niente,
ma ci butti le tue braccia al collo.
Grazie, Signore,
perch con noi tu hai sempre pazienza

e la tua pazienza gi il segno di una festa.


Grazie, Signore,
perch tu sei esagerato,
sei eccessivo nel volerci bene.
Ma l'amore vero sempre cos.
Come te.
Perch tu sei l'amore
e amandoci ci doni la tua vita.
Amen.
amoremisericordiaperdonopazienzaconversioneconfessionericonciliazioneritornopadre
misericordiosofigliol prodigo

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inviato da Don Angelo Saporiti, inserito il 23/01/2012
PREGHIERA
53. Ringraziamento fine anno (versione lunga)

Tonino Bello
Eccoci, Signore, davanti a te.
Col fiato grosso, dopo aver tanto camminato.
Ma se ci sentiamo sfiniti,
non perch abbiamo percorso un lungo tragitto,
o abbiamo coperto chi sa quali interminabili rettilinei.
perch, purtroppo, molti passi,
li abbiamo consumati sulle viottole nostre, e non sulle tue:
seguendo i tracciati involuti della nostra caparbiet faccendiera,
e non le indicazioni della tua Parola;
confidando sulla riuscita delle nostre estenuanti manovre,
e non sui moduli semplici dell'abbandono fiducioso in te.
Forse mai, come in questo crepuscolo dell'anno,
sentiamo nostre le parole di Pietro:
"Abbiamo faticato tutta la notte,
e non abbiamo preso nulla".
Ad ogni modo, vogliamo ringraziarti ugualmente.
Perch, facendoci contemplare la povert del raccolto,
ci aiuti a capire che senza di te,
non possiamo far nulla. Ci agitiamo soltanto.

Ma ci sono altri motivi, Signore, che, al termine dell'anno,


esigono il nostro rendimento di grazie.
Ti ringraziamo, Signore,
perch ci conservi nel tuo amore.
Perch continui ad avere fiducia in noi.
Grazie, perch non solo ci sopporti,
ma ci dai ad intendere che non sai fare a meno di noi.
Grazie, Signore, perch non finisci di scommettere su di noi.
Perch non ci avvilisci per le nostre inettitudini.
Anzi, ci metti nell'anima un cosi vivo desiderio di ricupero,
che gi vediamo il nuovo anno
come spazio della speranza e tempo propizio
per sanare i nostri dissesti.
Spogliaci, Signore, di ogni ombra di arroganza.
Rivestici dei panni della misericordia e della dolcezza.
Donaci un futuro gravido di grazia e di luce
e di incontenibile amore per la vita.
Aiutaci a spendere per te
tutto quello che abbiamo e che siamo.
E la Vergine tua Madre ci intenerisca il cuore.
Fino alle lacrime.
ringraziamento

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inviato da Qumran2, inserito il 31/12/2011
ESPERIENZA
54. Gli angeli sulla terra

Roxsana Chavez
Era stata una giornata molto faticosa, avevo finito il mio lavoro con i malati e mentre mi preparavo
per tornare a casa, passando per l'UTIC (Unit di Terapia Intensiva Cardiovascolare) vidi una
signora abbastanza giovane che piangeva sconsolatamente era da sola in quel momento, io non
potevo passare indifferente, senza pensare due volte mi avvicinai e le chiesi se potevo fare qualcosa
per aiutarla, mi disse di no: "Mio marito ha avuto un infarto, stato sottoposto ad un intervento e
adesso non mi lasciano entrare per vederlo, vorrei solo sapere come sta".

Mi offrii di entrare nel reparto e chiedere di lui, m'informarono che l'intervento era andato bene ma
che era ancora addormentato, chiesi poi se potevo avvicinarmi e cosi feci, quando mi avvicinai, vidi
che si trattava di un signore molto giovane che non passava i cinquanta, era pieno di tubi come si
di solito dopo un intervento al cuore; mentre lo guardavo lui apr gli occhi e mi chiese "come sto?",
io sorridendo gli risposi "bene", e lui dopo qualche secondo richiuse gli occhi.
Uscendo dal reparto riferii alla moglie quello che mi avevano detto e che per il momento non erano
possibili le visite, la invitai ad avere pazienza e fiducia e me ne andai.
Passati alcuni giorni, io avevo dimenticato l'accaduto, mentre portavo la comunione nel reparto di
cardiologia, ricordai quello che era successo e cosi entrai nella stanza e vide un signore giovane che
parlava allegramente con un altro, era lui! lo trovavo abbastanza bene, mi avvicinai per salutarlo e
lui sorpreso mi disse: sei tu! Allora era vero, pensavo che fosse stato un angelo, tutta di bianco e con
un sorriso mi credevo in paradiso... ci facemmo una risata tutti tre.
Ho la certezza che gli angeli esistono, ma ricordando le parole di quell'uomo mi chiedevo se
esistono gli angeli sulla terra.
La domanda di Javh a Caino "Dove tuo fratello?" ci mette di fronte ad una realt molte volte
non riconosciuta, anzi non accettata per gli esseri umani, ma che senza dubbio dovr rispondere
alla fine dei tempi, in conseguenza ognuno di noi custode di un altro, cio di chi accanto a noi,
e se questo cosi gli angeli sulla terra sono coloro che si prendono questa responsabilit con
coraggio e disinteressatamente, e nella misura in cui noi siamo consapevoli e percepiamo questa
missione che ci stata donata allora diventiamo angeli anche noi.
Gli angeli non possono essere persone qualsiasi, hanno un volto distinto, i gesti sono diversi, le
loro parole parlano di cose che sempre lasciano un tocco speciale nel cuore dell'altro, trasmettono
la pace, la gioia, ma non come quella del mondo, vedono il mondo diversamente da come la
vediamo noi, non si fermano soltanto a contemplare il negativo, anzi lo trasformano e possono
trovare anche nel brutto cose belle e positive che riempiono nostri cuori di speranza.
Gli angeli della terra sono come le api che stanno in ogni luogo ma quando si fermano su
un'anima, lasciano il dolce miele.
Gli angeli vedono il volto di Cristo in qualsiasi persona senza dar peso a colore, razza,
atteggiamento, carattere, simpatia o antipatia, ecc.
Gli angeli non sanno far altro che amare.
Gli angeli sono capaci d'intuire un pericolo e ti guidano con sani consigli perche tu non cada e ti
faccia male, ti dicono tuoi errori in faccia e ti rimproverano quando necessario.
Gli angeli sanno aspettare con pazienza, tolleranza e misericordia che tu possa cambiare per
migliorare tua vita.
Gli angeli sulla terra non temono di perdere il tempo per offrirlo a qualcuno, perch considerano
pi importante il tempo donato che il tempo per loro stessi.
Gli angeli sono accanto a te, certe volte consolandoti, rianimandoti, spesso in silenzio pregando
per te.
Angelo sulla terra sei anche tu quando non pensi a te stesso e piuttosto esci da te per andare
incontro a qualcuno morendo a te stesso. Gli angeli sulla terra sono veri figli di Dio.
protezioneaiutoangelidisponibilit

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inviato da Roxsana Chavez, inserito il 13/12/2011
PREGHIERA
55. Signore Ges, vieni accanto a noi

Tonino Lasconi, www.paoline.it/Vangelo-e-Vita/articoloRubrica_arb1400.aspx


Signore Ges,
vieni accanto a noi!
Come un pastore buono,
prendici in braccio e consolaci.
Parla al nostro cuore,
e scaccia da noi la paura
di camminare sulle tue strade.
Aiutaci a non trattenere per noi
i doni della tua bont,
ma a trafficarli generosamente,
per colmare i vuoti dell'indifferenza
ed eliminare gli inciampi dell'egoismo.
Signore Ges,
aiutaci a vivere
nella santit della condotta
e nelle preghiere,
affinch la misericordia e la verit,
la giustizia e la pace si incontrino
anche nella nostra vita.
avventoattesapastore

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inviato da Qumran2, inserito il 11/12/2011
PREGHIERA
56. Come vorrei che tu venissi

Come vorrei che tu venissi tardi,


per avere ancora tempo di annunciare
e di portare la tua carit agli altri.

Come vorrei che tu venissi presto,


per conoscere subito, alla fonte, il calore della carit.
Come vorrei che tu venissi tardi,
per poter costruire nell'attesa,
un regno di solidariet, di attenzione ai poveri.
Come vorrei che tu venissi presto,
per essere subito in comunione piena e definitiva con te.
Come vorrei che tu venissi tardi,
per poter purificare nell'ascesi,
nella penitenza, nella vita cristiana la mia povera esistenza.
Come vorrei che tu venissi presto,
per essere accolto, peccatore, nella tua infinita misericordia.
Come vorrei che tu venissi tardi,
perch bello vivere sapendo che tu ci affidi
un compito di responsabilit.
Come vorrei che tu venissi presto,
per essere nella gioia piena.
Signore, non so quello che voglio,
ma di una cosa sono certo:
il meglio la tua volont.
Aiutami ad essere pronto a compiere
in qualsiasi tempo e situazione
la tua volont d'amore per noi,
adesso e al tempo della mia morte. Amen.
ndr. Alcune fonti nel web attribuiscono il testo al beato Giovanni Paolo II ma sul sito del Vaticano
non se ne trova traccia.
avventonataleattesavenutavolont di Diovitamorteresponsabilit

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inviato da Qumran2, inserito il 09/12/2011
PREGHIERA
57. Preghiera sul metr
Fernando Filanti

Signore Dio,
Padre buono
dalle viscere materne
colme di misericordia,
abbi piet:
di noi
crocifissi
sul legno dell'anoressia
e della bulimia,
di noi inchiodati
dalla droga e dall'alcool,
di noi con il costato
squarciato
dall'ansia
di non essere amati,
di noi
sepolti dal danaro,
dal successo,
dal consumo,
dal sesso senza amore.
Risuscitaci
come hai fatto con Ges,
in una natura nuova
di figli,
che lasciano
il sepolcro dei bisogni
e camminano
redenti
verso di te,
ricercando
il loro
desiderio profondo.
povert interioreesterioritinterioritbisogno di amore

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inviato da Fernando Filanti, inserito il 06/11/2011
RACCONTO
58. La memoria di Dio

Bruno Ferrero, 365 piccole storie per l'anima, Elledici 2007

Una donna riteneva che Dio le apparisse in visione. And quindi a consigliarsi dal proprio vescovo.
Il buon presule le fece la seguente raccomandazione: Cara signora, lei forse sta credendo a delle
illusioni. Deve capire che in qualit di vescovo della Diocesi sono io che posso decidere se le sue
visioni sono vere o false.
Certo, Eccellenza.
Questa una mia responsabilit, un mio dovere.
Perfetto, Eccellenza.
Allora, cara signora, faccia quello che le ordino.
Lo far, Eccellenza.
La prossima volta in cui Dio le apparir, come lei sostiene, lo sottoponga a una prova per sapere se
realmente Dio.
D'accordo, Eccellenza. Ma qual la prova?.
Dica a Dio: "Rivelami, per favore, i peccati personali e privati del signor vescovo". Se davvero
Dio ad apparirle, costui le riveler i miei peccati. Poi, torni qui e mi racconti cosa avr risposto; a
me, e a nessun altro. D'accordo?.
Far proprio cos, Eccellenza.
Un mese dopo, la signora chiese di essere ricevuta dal vescovo, che le domand: Le apparso di
nuovo Dio?.
Credo di s, Eccellenza.
Gli ha chiesto quello che le ho ordinato?.
Certo, Eccellenza!.
E cosa le ha risposto Dio?.
Mi ha detto: "Di' al vescovo che i suoi peccati io li ho dimenticati".
Dio pi grande del nostro cuore (1 Giovanni 3,20).
peccatoperdonomisericordia di Dio

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inviato da Qumran2, inserito il 08/07/2011
PREGHIERA
59. Misericordia di Dio

Sono venuto da te, Padre,


non ero solo sul ponte della morte,
tuo Figlio Ges mi venuto incontro.
Mi ha donato il suo Spirito.
Mi aspettavo la resa dei conti,
ero pronto a rispondere a mille quesiti,
a dare mille giustificazioni.
Il giudizio durato un istante.
Mi hai chiesto: "Nella tua vita hai amato?"
Ho risposto con verit: "No, Signore!".

Ma lo Spirito mi ha suggerito una frase:


l'ho ripetuta a te, quasi completando la mia:
"Ma mi sono lasciato amare da te!".
Mi hai sorriso,
poi hai detto a Ges
di condurmi nella tua casa.
vita eternagiudiziomisericordiaamore di Dio

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inviato da Stefano Foschi, inserito il 08/07/2011
TESTO
60. Ghiaccio pericoloso
Don Luciano, web
Qualche anno fa ci fu un incidente aereo all'aeroporto "Catullo" di Verona. Lo ricordo ancora adesso, a
distanza di tempo, per la causa che provoc il disastro. L'aereo apparteneva alla compagnia di bandiera
rumena ed era diretto a Bucarest, ma precipit subito dopo il decollo. La causa? Ghiaccio sulle ali. Era
inverno e la ripulitura delle ali dal ghiaccio parte della procedura ordinaria di manutenzione
dell'aereo a terra prima del decollo. Ma, per tagliare le spese, la compagnia aerea si era rifiutata di
pagare per questo servizio. Per quanto possa essere sorprendente, uno strato di ghiaccio sulle ali
aggiunge quel tanto di peso che basta per impedire all'aereo di volare. Interrompe il flusso d'aria che
mantiene l'aereo in volo, e comincia a perdere quota. Per risparmiare un po' di soldi non si fatta
un'operazione di sicurezza indispensabile, lasciando che si formasse del ghiaccio sulle ali - sapendo
che si andava facilmente incontro a un disastro!
Non c' bisogno che ci sia davvero molto ghiaccio sulle ali per provocare la perdita di quota di un
aereo. Non c' bisogno che ci sia molto ghiaccio sulla tua anima perch tu cominci a perdere quota cominci a precipitare spiritualmente.
La Parola di Dio ci indica chiaramente alcuni comportamenti e reazioni che provocano uno strato di
ghiaccio sul tuo cuore. In Efesini 4, 26 e seguenti, l'apostolo Paolo dice: Nell'ira, non peccate; non
tramonti il sole sopra la vostra ira. Basta che si accumuli un po' di ira, di risentimento sul tuo cuore problemi con gli altri che non si vogliono affrontare e risolvere immediatamente - e scatta il pericolo.
Quanto pericolo? Tanto quanto uno strato di ghiaccio sulle ali di un aeroplano. Fa precipitare il tuo
rapporto con Dio e con gli altri. Senti come Dio continua: E non date occasione al diavolo. Una
rabbia che non si vuole risolvere, basta che duri anche solo un giorno, sufficiente per aprire la porta
al diavolo e farti precipitare!
Poi Dio ti parla della manutenzione, ossia ti dice che azioni radicali devi prendere per sconfiggere quei
sentimenti distruttivi: Nessuna parola cattiva esca pi dalla vostra bocca; ma piuttosto, parole buone
che possano servire per la necessaria edificazione, giovando a quelli che ascoltano... Scompaia da voi

ogni asprezza, sdegno, ira, clamore e maldicenza con ogni sorta di malignit. In altre parole, Dio ti
dice di farla finita con quel gelo spirituale che si addensato sulla tua vita! Spazzali via - il
risentimento che hai permesso che crescesse dentro di te... la gelosia... la mancanza di perdono...
l'invidia... la rabbia.
Ma Dio sa bene che non puoi rimuovere il ghiaccio dalla tua anima senza rimpiazzarlo con qualcosa
che d calore. Cos lui ti dice di trattare le persone che ti fanno arrabbiare o ti feriscono, esattamente
nella maniera opposta con cui ti verrebbe spontaneo trattarle. Dio ti dice: Siate invece benevoli gli
uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo.
Le ultime parole sono la chiave di tutto: Siate invece benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi,
perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo. Devi prendere la convinta decisione
di rimuovere tutti i muri fra te e gli altri, trattandoli non come loro hanno trattato te - ma con pazienza
e misericordia. Fino a quando non chiedi intensamente a Dio la grazia di perdonare quella persona... di
trattarla con compassione e gentilezza - continuerai a perdere quota. E alla fine il peso del ghiaccio sul
tuo cuore ti far precipitare.
Sii vigilante in modo che non si formi ghiaccio sul tuo cuore, come successo sulle ali di quell'aereo a
Verona. Non permettere nemmeno per un solo giorno che se ne formi uno strato! Se lo fai, alla fine
quella pellicola di gelo far precipitare il rapporto che hai con qualcuno, il tuo matrimonio, la famiglia,
le attivit, un servizio che stai facendo. Far precipitare il tuo rapporto con Dio. Ed un prezzo troppo
alto da pagare per un sottile strato di ghiaccio!
pace

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inviato da Lisa, inserito il 06/07/2011

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TESTO
61. Misericordia
Claude Geffr

Se Ges nel Vangelo ama di un amore del tutto particolare i peccatori, non certo a causa del loro
peccato, ma perch hanno bisogno di essere perdonati e guariti, perch sono disponibili all'amore di
Dio.
perdonomisericordia di Diomisericordiapeccatoguarigione

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inviato da Qumran2, inserito il 14/06/2011
TESTO
62. Siamo vicini al Venerd santo e alla Pasqua
Dietrich Bonhoeffer
Siamo vicini al Venerd santo e alla Pasqua,
ai giorni delle azioni strapotenti
compiute da Dio nella storia;
delle azioni nelle quali il giudizio di Dio e la grazia di Dio
divennero visibili a tutto il mondo:
giudizio in quelle ore,
in cui Ges Cristo,
il Signore, pendette dalla croce.
Grazia in quell'ora,
in cui la morte fu inghiottita dalla vittoria.
Non gli uomini hanno fatto qui qualcosa,
no, soltanto Dio lo ha fatto.
Egli ha percorso la via verso gli uomini
con infinito amore. Ha giudicato
ci che umano.
E ha donato grazia
al di l del merito.
(11 marzo 1928)
pasquavenerd santomisericordiagrazia

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inviato da Qumran2, inserito il 19/04/2011
TESTO
63. Preghiera e misericordia

Isacco di Ninive
Come uno che vorrebbe mietere avendo seminato nel mare, colui che prega tenendo chiuso il
cuore alla misericordia.
preghieramisericordia

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inviato da Qumran2, inserito il 19/04/2011
TESTO
64. Digiunare

S. Giovanni Crisostomo
meglio vincersi nella lingua che digiunare a pane ed acqua.
digiunoquaresimapenitenzamaldicenzapettegolezzibontmisericordia

Currently /5

Valutazione: 0 voti Signore, che io non abbia paura dei peccati degli uomini, ma che ami l'uomo
anche con il suo peccato.
Che nessuno dica: "Il male grande e noi siamo deboli e soli. Il mondo cattivo e ci impedir ogni
opera di bene", perch tu ci insegni ad amare non casualmente e per brevi istanti, ma per sempre e
fino alla fine la tua creazione, nel suo insieme, e in ogni granello di sabbia.
Non permetterci di scaricare addosso agli altri la nostra debolezza e la nostra pigrizia.

inviato da Qumran2, inserito il 15/04/2011


TESTO
65. Testamento spirituale di frre Christian

Padre Christian de Cherg, Testamento spirituale


Se mi capitasse un giorno (e potrebbe essere oggi) di essere vittima del terrorismo che sembra voler
coinvolgere ora tutti gli stranieri che vivono in Algeria, vorrei che la mia comunit, la mia chiesa, la
mia famiglia si ricordassero che la mia vita era donata a Dio e a questo paese.
Che essi accettassero che l'unico Padrone di ogni vita non potrebbe essere estraneo a questa
dipartita brutale. Che pregassero per me: come potrei essere trovato degno di una tale offerta? Che

sapessero associare questa morte a tante altre ugualmente violente, lasciate nell'indifferenza
dell'anonimato.
La mia vita non ha pi valore di un'altra. Non ne ha neanche meno. In ogni caso non ha l'innocenza
dell'infanzia. Ho vissuto abbastanza per sapermi complice del male che sembra, ahim, prevalere
nel mondo, e anche di quello che potrebbe colpirmi alla cieca.
Venuto il momento, vorrei avere quell'attimo di lucidit che mi permettesse di sollecitare il perdono
di Dio e quello dei miei fratelli in umanit, e nel tempo stesso di perdonare con tutto il cuore chi mi
avesse colpito.
Non potrei auspicare una tale morte. Mi sembra importante dichiararlo. Non vedo, infatti, come
potrei rallegrarmi del fatto che questo popolo che amo sia indistintamente accusato del mio
assassinio.
Sarebbe un prezzo troppo caro, per quella che, forse, chiameranno grazia del martirio, il doverla a
un algerino, chiunque egli sia, soprattutto se dice di agire in fedelt a ci che crede essere l'Islam.
So il disprezzo con il quale si arrivati a circondare gli algerini globalmente presi. So anche le
caricature dell'Islam che un certo islamismo incoraggia. E' troppo facile mettersi a posto la
coscienza identificando questa via religiosa con gli integralismi dei suoi estremisti.
L'Algeria e l'Islam, per me, sono un'altra cosa: sono un corpo e un'anima. L'ho proclamato
abbastanza, credo, in base a quanto ne ho concretamente ricevuto, ritrovandovi cos spesso il filo
conduttore del vangelo imparato sulle ginocchia di mia madre, la mia primissima chiesa, proprio in
Algeria e, gi allora, nel rispetto dei credenti musulmani.
Evidentemente, la mia morte sembrer dar ragione a quelli che mi hanno rapidamente trattato da
ingenuo o da idealista: Dica adesso quel che ne pensa!. Ma costoro devono sapere che sar
finalmente liberata la mia pi lancinante curiosit.
Ecco che potr, se piace a Dio, immergere il mio sguardo in quello del Padre, per contemplare con
lui i suoi figli dell'Islam come lui li vede, completamente illuminati dalla gloria di Cristo, frutti
della sua passione, investiti del dono dello Spirito, la cui gioia segreta sar sempre lo stabilire la
comunione e il ristabilire la somiglianza, giocando con le differenze.
Di questa vita perduta, totalmente mia, e totalmente loro, io rendo grazie a Dio che sembra averla
voluta tutta intera per quella gioia, attraverso e nonostante tutto.
In questo grazie in cui tutto detto, ormai, della mia vita, includo certamente voi, amici di ieri e di
oggi, e voi, amici di qui, accanto a mia madre e a mio padre, alle mie sorelle e ai miei fratelli, e ai
loro, centuplo accordato come promesso!
E anche te, amico dell'ultimo minuto, che non avrai saputo quel che facevi. S, anche per te voglio
questo grazie e questo ad-Dio profilatosi con te. E che ci sia dato di ritrovarci, ladroni beati, in
paradiso, se piace a Dio, Padre nostro, di tutti e due. Amen!
Insc'Allah.

Algeri, 1 dicembre 1993


Tibhirine, 1 gennaio 1994
Testamento spirituale di Padre Christian de Cherg del Monastero di Tibhirine.
Nella notte tra il 26 e il 27 marzo del 1996, sette dei nove monaci che formavano la comunit del
monastero di Tibhirine, fondato nel 1938 vicino alla citt di Mda 90 km a sud di Algeri, furono
rapiti da un gruppo di terroristi. Il 21 maggio dello stesso anno, dopo inutili trattative, il sedicente
Gruppo Islamico Armato ha annunciato la loro uccisione. Il 30 maggio furono ritrovate le loro
teste, i corpi non furono mai ritrovati.
testamento spiritualeperdonopeccatomisericordiaodioislamvitamorte

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inserito il 07/01/2011
PREGHIERA
66. A Dio

Vittorio Gassman
Sempre ti chiamo
quando tocco il fondo,
so il numero a memoria
e ti disturbo come un maniaco
abbarbicato al telefono;
lascio un messaggio se sei fuori.
So che a volte cancelli
a qualche fortunato
il debito che tutti con te abbiamo.
La bolletta falla pagare a me,
ma dimmi almeno
che non farai tagliare la mia linea.
Ti prego, quando echegger
quell'ultimo e dolorante squillo,
Dio-per-Dio!
non staccare: rispondimi!
perdono di Diomisericordia di Diomortericerca di Dio

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inviato da Mario Varano, inserito il 05/09/2010

PREGHIERA
67. Preghiera del Gulag
Michel Evdokimov, La prire des chrtiens de Russie
Perdona tutti noi
benedici tutti
ladri e samaritani
quelli che cadono per strada
e i sacerdoti che passano senza fermarsi
i carnefici e le vittime
quelli che maledicono
e quelli che sono maledetti
quelli che si rivoltano contro di te
e quelli che s'inginocchiano davanti al tuo amore
prendici tutti in te
Padre Santo e Giusto.
perdonomisericordiaperdono di Dio

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inviato da Luca, inserito il 05/09/2010
PREGHIERA
68. Benedetto il bimbo

Efrem il Siro, Inni sulla nativit e sull'Epifania, Paoline Editoriale Libri 2003
Responsorio:
Sia benedetta la tua nascita, mio Signore, che ha innalzato la nostra insipienza.
1.
Benedetto il bimbo, che oggi
ha fatto esultare Betlemme.
Benedetto l'infante, che oggi
ha ringiovanito l'umanit.
Benedetto il frutto, che ha chinato
se stesso verso la nostra fame.
Benedetto il buono che in un istante
ha arricchito
tutta la nostra povert
e ha colmato la nostra indigenza.

Benedetto colui che stato piegato dalla sua misericordia


a prendersi cura della nostra infermit.
2.
Siano rese grazie alla fonte
inviata per la nostra propiziazione.
Siano rese grazie a colui che conged
il sabato compiendolo.
Siano rese grazie a colui che sgrid
la lebbra, ed essa non [pot] rimanere.
Anche la febbre lo vide
e fugg.
Siano rese grazie al clemente
che ha portato la nostra pena.
Gloria alla tua venuta
che ha riportato alla vita gli uomini.
3.
Gloria a Colui che venuto
presso di noi mediante il suo primogenito.
Gloria a quel Silente
che ha parlato mediante la sua voce.
Gloria a quel Sublime
divenuto visibile mediante il suo Levante.
Gloria a quello Spirituale
compiaciutosi
che divenisse corpo il proprio figlio,
affinch, mediante esso, la sua potenza divenisse
tangibile,
e potessero vivere, grazie a quel corpo,
i corpi della sua stessa stirpe.
4.
Gloria a quell'Invisibile
il cui figlio divenne visibile.
Gloria a quel Vivente
il cui figlio mor.
Gloria a quel Grande
il cui figlio scese e si rimpicciol.
Gloria a quella potenza [divina]
che si modellata
una figura della propria maest
e un'immagine della propria invisibilit.
Con l'occhio e l'intelletto,
con entrambi lo vediamo.
5.
Gloria a quell'invisibile

che persino con l'intelletto


non pu essere minimamente toccato
da quelli che lo vogliono scrutare,
e fu toccato, per sua grazia,
in virt della [sua] umanit.
La natura che mai
fu palpata,
fu legata e avvinta per le mani,
trafitta e crocifissa per i piedi.
Di sua propria volont
prese un corpo per coloro che lo afferrarono.
6.
Benedetto, lui che la [nostra] libert
ha potuto crocifiggere poich egli gliel'ha concesso.
Benedetto, lui che anche il legno
ha potuto portare perch egli gliel'ha permesso.
Benedetto, lui che anche il sepolcro
ha potuto rinchiudere perch egli si circoscritto
Benedetto, lui la cui volont
ha condotto
all'utero e alla nascita,
al seno e alla crescita.
Benedetto, lui le cui trasformazioni
hanno dato vita a noi uomini.
7.
Benedetto, lui che ha segnato la nostra anima,
l'ha adornata e l'ha sposata a s.
Benedetto, lui che ha fatto del nostro corpo
una tenda della sua invisibilit.
Benedetto, lui che nella nostra lingua
ha tradotto i suoi segreti.
Siano rese grazie a quella voce,
di cui cantata
la gloria sulla nostra cetra,
e la potenza sulla nostra arpa
I popoli si sono radunati e sono venuti
ad ascoltare i suoi canti.
8.
Gloria al figlio del Buono,
disprezzato dai figli del maligno.
Gloria al figlio del Giusto,
crocifisso dai figli dell'empio.
Gloria a colui che ci ha slegati
ed stato legato al nostro posto.
Gloria a colui che si fatto garante [per noi]

e poi ha pagato il debito.


Gloria al bello
che ci ha modellati a sua somiglianza.
Gloria al limpido
che non ha guardato alle nostre macchie.
9.
Gloria a colui che ha seminato
la sua luce nella tenebra
- fu condannata per le sue azioni odiose,
essa che aveva nascosto i propri segreti
e che ci ha spogliato
dal vestito di sozzura.
Gloria al celeste,
che ha mescolato
il suo sale nel nostro intelletto,
il suo caglio nelle nostre anime.
Il suo corpo divenuto pane
per dar vita alla nostra mortalit.
10.
Siano rese grazie al ricco
che ha pagato il debito per tutti noi
ci che non aveva preso a prestito;
lui sottoscrisse e divenne anche nostro debitore.
Mediante il suo giogo ha spezzato [gettando] via da noi
le catene del nostro predatore.
Gloria al giudice
che fu giudicato,
ma che ha fatto sedere i suoi dodici
per il giudizio delle trib,
e che per mezzo di idioti ha condannato
gli scribi di quel popolo.
11.
Gloria a colui che mai
pot essere misurato da noi.
Il nostro cuore troppo piccolo per lui,
e debole anche la nostra mente.
La nostra piccolezza disorientata
dalla ricchezza dei suoi discernimenti.
Gloria a colui che sa tutto,
e che si sottomesso
a domandare, per ascoltare
e apprendere ci che [gi] sapeva,
per rivelare, con le sue domande,
il tesoro dei suoi benefici.

12.
Adoriamo colui che ha illuminato
la nostra mente con il suo insegnamento,
e che ha tracciato nel nostro udito
un sentiero per le sue parole.
Rendiamo grazie a Colui che ha innestato
il suo frutto nel nostro albero.
Gratitudine verso Colui che mand
il suo erede
per attirarci a s mediante lui,
e per farci eredi insieme a lui.
Gratitudine verso il Buono,
causa di tutti i beni.
13.
Benedetto, lui che non ha biasimato,
poich buono.
Benedetto, lui che non ha guardato altrove,
poich giusto.
Benedetto, lui che ha biasimato tacendo
per salvare con entrambe le cose.
Forte il suo silenzio,
e pieno di biasimo.
Mite la sua forza,
anche quando metteva sotto accusa:
biasim il falso
ma baci il ladro.
14.
Gloria all'operaio
invisibile dei nostri pensieri.
Il suo seme caduto nella nostra terra
e ha arricchito il nostro intelletto.
Il suo prodotto giunto al centuplo,
per il granaio della nostra anima.
Adoriamo colui che si seduto
e riposa,
lui che ha camminato per via,
ed era la via sulla via,
e la porta per chi entra,
per coloro che entrano nel regno attraverso di lui.
15.
Benedetto il pastore divenuto
Agnello per la nostra propiziazione.
Benedetto il tralcio divenuto
coppa della nostra salvezza.
Benedetto il grappolo,

fonte del farmaco della vita.


Benedetto anche l'agricoltore,
lui che divenne
il chicco seminato
e il covone mietuto,
l'architetto fattosi
torre del nostro rifugio.
16.
Benedetto colui che si messo a punto
i sensi delle nostre menti
per cantare sulle nostre cetre
ci che non pu cantare
la bocca di un volatile
nelle sue melodie.
Gloria a colui che vide
quanto ci piaceva
farci simili agli animali
nella nostra ira e nella nostra avidit,
e scese diventando uno di noi,
affinch noi diventassimo celesti.
17.
Gloria a colui che mai
stato bisognoso dei nostri rendimenti di grazie,
ma bisognoso perch ci ama,
e assetato perch ci vuol bene
e ci ha domandato di dare a lui,
perch lui potesse dare a noi molto di pi.
Il suo frutto si unito
alla nostra umanit,
affinch mediante esso fossimo attratti verso colui
che si piegato verso di noi.
Mediante il frutto della radice
egli ci innester nel suo albero.
18.
Rendiamo grazie a colui che fu colpito
e che ci ha salvati per mezzo delle sue ferite.
Rendiamo grazie a colui che ha tolto
la maledizione mediante le sue spine.
Rendiamo grazie a colui che ha fatto morire
la morte mediante la propria morte.
Rendiamo grazie a colui che tacendo
ci ha fatto vincere in giudizio.
Rendiamo grazie a colui che ha gridato
nella morte che ci aveva inghiottito.

Sia benedetto, lui i cui benefici


hanno ridotto a nulla la sinistra.
19.
Glorifichiamo colui che ha vegliato
e ha fatto addormentare il nostro predatore.
Glorifichiamo colui che si addormentato
e ha cacciato via il nostro torpore.
Gloria a Dio,
medico della natura umana.
Gloria a colui che, battezzato,
ha sprofondato
la nostra iniquit nell'abisso
e annegato chi ci annegava.
Diamo gloria con ogni bocca
al Signore di ogni risorsa.
20.
Benedetto il medico sceso
per un'incisione senza dolore
e per sanare piaghe
con una medicazione senza violenza.
La sua nascita il farmaco
che ha clemenza dei peccatori.
Sia benedetto, lui che ha dimorato nell'utero
e l ha edificato
un tempio ove poter abitare,
un santuario ove poter stare,
un abito nel quale risplendere
e un'armatura con la quale vincere.
21.
Sia benedetto, lui che la nostra bocca
non all'altezza di rendergli grazie,
poich troppo grande il suo dono
per chi dotato di parola.
E neppure i sensi sono all'altezza
di rendere grazie alla sua bont.
Quanto pi gli rendiamo grazie,
poca cosa.
Ma poich non c' beneficio
a tacere e patir danno,
renda la nostra debolezza
una melodia di ringraziamento.
22.
O buono, che non pretendi
al di l delle nostre forze,

a quale giudizio sar sottomesso il tuo servitore


quanto a capitale e a interesse,
poich non ha dato quanto poteva,
e ha frodato su quanto doveva?
Mare di gloria,
che non manchi di nulla,
accogli nella tua bont
una goccia di rendimento di grazie,
di cui, per tuo dono, umettata
la mia lingua per renderti gloria.
natale

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inviato da Qumran2, inserito il 03/09/2010
PREGHIERA
69. Nascondimi, Signore
Luigi Rottini
Coprimi con le tue piaghe, Signore.
Nascondi la mia nudit con la veste della tua santa umanit
perch non traspaia la mia umiliante povert.
Il manto della tua misericordia celi,
agli occhi dei miei fratelli, o Signore,
le ferite che mi sono procurato
durante la mia assenza dalla tua casa.
Cibami dei tuoi baci e delle tue carezze,
perch non muoia di tristezza e di veleni di cui mi sono nutrito, stupidamente,
nel campo in cui pascolavo i porci.
Allarga la soglia della tua casa perch possa,
con i bagagli dei miei stracci raccolti durante il cammino del mio ritorno,
oltrepassare ed entrare nell'intimit del tuo amore e del tuo cuore.
Cfr Lc 15,1-3.11-32
perdonoconversioneritornopovertfiglio prodigopadre misericordioso

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inviato da Luigi Rottini, inserito il 03/09/2010

PREGHIERA
70. Preghiera al Volto Santo
Bruno Forte
Signore Ges,
tu che sei il volto dell'eterno amore,
tu che hai voluto guardarci con occhi nuovi,
parlarci con labbra nuove,
ascoltarci con orecchie nuove,
tu che hai voluto effondere lo Spirito Santo
come profumo della tua grazia e della tua bellezza
nei nostri cuori e nell'universo intero,
tu che hai voluto toccarci per essere toccato da noi,
e ti sei fatto gustare nel pane della vita,
parla ancora al nostro cuore,
inondalo, e fa' che l'incontro con te
in questo luogo santo,
custode del velo nel quale i fedeli venerano
il tuo Volto di infinita misericordia,
possa essere per tutti quelli che vi giungeranno pellegrini
durante questo anno santo,
il nuovo inizio della storia di salvezza e di amore
a cui chiami i nostri cuori...
E Maria, che contempl il tuo volto per prima
e lo baci con tenerezza di Madre,
lei che segu l'evolversi del tuo volto,
e lo vide chiudere gli occhi sulle braccia della croce,
lei che lo contempl risorto
e ora lo contempla nella gloria,
ci aiuti ad essere quelli che cercano nella verit,
che incontrano nella grazia della santa madre Chiesa,
che riconoscono nei sacramenti, nella carit e nella fede
il tuo volto di Salvatore,
rivelazione dell'infinito amore. Amen!
volto di Ges

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inviato da Qumran2, inserito il 03/09/2010
TESTO
71. Che cos' un sacerdote? Meditazione dettata in occasione di una prima messa

Karl Rahner, Sul sacerdozio


Nella prima messa si compie un sacrificio tutto particolare dell'eterno rendimento di grazie.
Celebriamo infatti il momento in cui un uomo, consacrato prete di Ges Cristo, compie per la
prima volta ci che d'ora in poi, con sublime, divina monotonia, dovr compiere tutti i giorni della
sua vita...
Come popolo dei redenti in Ges Cristo, noi presentiamo sugli altari della Chiesa il sacrificio della
Nuova Alleanza. Anche in un giorno come questo, non possiamo far niente di pi di quello che
facciamo sempre. Si compie infatti qualcosa che cos alto da non essere suscettibile di reale
accrescimento: si fa presente in mezzo a noi il Signore di tutti i secoli, il cuore del mondo e,
insieme, l'azione del suo amore che muove le stelle e tutto accoglie nella gloria di Dio.
E tuttavia nella prima messa si compie un sacrificio tutto particolare dell'eterno rendimento di
grazie. Celebriamo infatti il momento in cui un uomo, consacrato prete di Ges Cristo, compie per
la prima volta ci che d'ora in poi, con sublime, divina monotonia, dovr compiere tutti i giorni
della sua vita, finch un giorno la sua vita intera sar consumata in quel sacrificio, che egli celebra
ogni giorno e nella cui accettazione soltanto tutta la realt terrena trova la propria accettazione
nell'infinita maest di Dio. Perch celebriamo solennemente questo giorno? Forse che la Chiesa
vuol indurre i suoi fedeli a concedere, per cos dire, anticipati allori ad un giovane, il quale non ha
fatto ancora niente altro che offrire a Dio il suo cuore e la sua vita, mentre sarebbe lecito glorificare
solo il sacrificio interamente compiuto? No, noi non celebriamo un uomo: celebriamo solo il
sacerdozio di Ges Cristo. Celebriamo la Chiesa, tutta la Chiesa di tutti i redenti, i santificati, i
chiamati alla vita eterna: quella di cui noi tutti facciamo parte, sia che siamo preti o 'soltanto'
credenti e santificati. Poich noi tutti apparteniamo all'unico Corpo del Cristo in modo tale che ci
che ad uno viene concesso di grazia, dignit e potenza grazia ed elevazione per tutti, ed in maniera
tale che nel servizio e nella vocazione di uno si manifesta la santa dignit di tutti.
Che cos' un sacerdote?
Egli un uomo
Quando Paolo, nella lettera agli Ebrei, parla del prete, la prima cosa che dice che il prete scelto
fra gli uomini. A tal punto che perfino l'eterno sommo sacerdote Ges Cristo, nato da donna,
soggetto alla legge, pellegrino attraverso la valle di questa realt peritura, volle essere il figlio
dell'uomo, un uomo, trovato in tutto simile a noi. Il prete un uomo. Non fatto, dunque, di un
legno diverso da quello di cui tutti siete fatti: vostro fratello. Egli continua a condividere la sorte
dell'uomo anche dopo che la destra di Dio, attraverso la mano del vescovo, si posata su di lui: la
sorte dei deboli, la sorte di quelli che sono stanchi, scoraggiati, inadeguati, peccatori. Gli uomini,
per, se l'hanno a male, se uno si presenta nel nome di Dio, pur essendo soltanto un uomo: vogliono
messaggeri pi splendi, araldi pi convincenti, cuori pi ardenti. Accoglierebbero volentieri dei
vittoriosi, di quegli uomini che hanno sempre una risposta a tutto e un rimedio per tutto. Terribile
illusione! Quelli che vengono sono deboli, in timore e tremore, uomini che devono anch'essi
continuamente pregare: Signore, io credo, aiuta la mia incredulit! che devono anch'essi
continuamente battersi il petto: Signore, abbi piet di me, povero peccatore! Eppure essi
proclamano la fede che vince il mondo e portano la grazia, che trasforma i peccatori e i perduti in
santi e redenti. Sono uomini quelli che vengono. Vengono e dicono, con la loro povera umanit:
vedete, Dio ha misericordia di uomini come noi; vedete, per i poveri e per gli stolti, per i disperati e
per i moribondi sorta la stella della grazia. Dicono, come messaggeri umani dell'eterno Dio: non

vi adirate contro di noi! Noi sappiamo di portare il tesoro di Dio in vasi di argilla; sappiamo che la
nostra ombra offusca continuamente la divina luce che dobbiamo portarvi. Siate misericordiosi
verso di noi, non giudicate, abbiate piet della debolezza sulla quale Dio ha posato il fardello troppo
pesante della sua grazia. Considerate come una promessa per voi stessi il fatto che noi siamo
uomini: riconoscete da ci che Dio non ha orrore degli uomini. Voi avrete un giorno paura e orrore
di voi stessi, quando avrete sperimentato anche in voi che cosa l'uomo, che cosa c' nell'uomo.
Beati voi, allora, che non vi siete scandalizzati dell'uomo che nel prete. Egli un uomo, affinch
voi crediate che la grazia di Dio pu essere concessa all'uomo, al pover'uomo, cos com'.
Il sacerdote un messaggero della verit di Dio
Nella verit di Dio c' qualcosa di inquietante e insieme di beato. Essa del tutto semplice, e non fa
progressi cos rapidi come la verit degli uomini, che diventano tanto sapienti da arrivare, da ultimo,
alla fabbricazione delle bombe atomiche. Spesso la verit di Dio penetra nei cuori degli uomini,
senza che essi lo sappiano: solo in piccola parte la sua venuta si manifesta, per esempio nell'umilt
silenziosa del cuore, in un'oscura nostalgia dello spirito, nella rassegnazione con cui uno accetta le
tacite e mai autogiustificantesi disposizioni del destino. Ma quando viene, per quanto piccola, con la
forza dello Spirito Santo, essa tutta presente, e vi gi in essa anche l'inizio dell'amore e della vita
eterna. E tutta questa semplice, unica verit di Dio, per mezzo della quale Dio afferma se stesso nel
pi profondo del cuore dell'uomo, la Verit, che presente nel mondo, perch stillata dal cuore
trafitto del Cristo Dio. Perci questa verit vuole farsi carne nella parola umana; vuole penetrare in
tutti i pensieri e le parole degli uomini; vuole divenire il tema permanente di una sinfonia infinita,
che risuona attraverso tutti gli spazi del cosmo; vuole essere spiegata e proclamata; vuole entrare
attraverso le porte dell'udito nel cuore degli uomini; vuole salire e sorgere dal cuore degli uomini,
sua pi intima dimora, per penetrare anche in tutti i settori della vita umana, per essere predicata da
tutti i tetti, per congiungersi, infine, con ogni verit umana, correggendola e purificandola,
salvandola e portandola a compimento. Perci vi sono messaggeri di questa verit, messaggeri
umani. Essi vengono con parole umane, ma queste sono ripiene di verit divina. E dicono una cosa
antichissima e tuttavia non mai ancora compresa: dicono la verit, che sola non avvizzisce, sola non
si logora, sola non si consuma. Dicono Dio: il Dio dell'eterna gloria, il Dio della vita eterna; dicono
che Dio stesso la nostra vita; proclamano che la morte non la fine; che l'astuzia del mondo
stoltezza e miopia; che vi un giudizio, una giustizia ed una vita eterna. Dicono sempre la stessa
cosa, monotonamente, infinite volte. La dicono a se stessi ed agli altri, poich gli uni e gli altri
devono confessare di non aver ancora mai compreso ci che viene predicato: Dio, il Dio vivente, il
vero Dio, il Dio rivelato, Dio, il Padre del nostro Signore Ges Cristo; Dio, che riversa
prodigalmente la propria infinit nel nostro cuore, senza che noi ce ne accorgiamo; Dio, che fa della
nostra spaventosa precariet l'inizio della vita eterna - e noi non vogliamo crederlo. Questo dicono i
messaggeri. Per questo hanno studiato e meditato; tutto questo si sono sforzati, spesso
disperatamente, di far penetrare anche nella meschinit del proprio spirito e nell'angustia del proprio
cuore. Eppure non ci sono ancora riusciti: sono ancora apprendisti di Dio. E tuttavia, Dio ordina
loro di mettersi a parlare di ci che essi stessi hanno compreso soltanto a met. Ed essi cominciano.
Balbettano, sono impacciati, sanno bene che tutto ci che hanno da dire suona cos strano, cos
inverosimile, sulla bocca di un uomo. Ma vanno e parlano. E, oh meraviglia! trovano perfino degli
uomini che, attraverso il loro strano discorso, percepiscono la Parola di Dio; uomini nel cui cuore la
Parola penetra, giudicando, salvando e portando la serenit, la consolazione e la forza nella
debolezza, sebbene siano essi a dirla, e sebbene portino cos male il messaggio. Ma Dio con loro.
Con loro, nonostante la loro miseria e il loro peccato. Essi non predicano se stessi, ma Ges Cristo,
predicano nel suo nome, e sono confusi fino in fondo al cuore per ci che egli ha detto loro: Chi
ascolta voi, ascolta me; chi disprezza voi, disprezza me. Ma egli ha detto proprio cos. E dunque

essi vanno e parlano. Sanno che si pu essere un bronzo sonante e un cembalo tintinnante, e che ci
si pu perdere dopo aver predicato agli altri: ma non si sono scelti da s. Sono stati chiamati e
inviati, e cos devono andare e predicare, opportunamente e importunamente. Vanno per i campi del
mondo e spargono il seme di Dio: sono pieni di riconoscenza quando un poco ne germoglia, e
implorano per s la misericordia di Dio, affinch non ne rimanga sterile troppo per colpa loro.
Seminano fra le lacrime, e per lo pi un altro raccoglie ci che essi hanno seminato. Ma essi lo
sanno: la parola di Dio deve diffondersi dovunque e portar frutto, perch essa la felice Verit di
Dio, la luce dei cuori, la consolazione nella morte e la speranza della vita eterna.
Il sacerdote il dispensatore dei divini misteri
La parola, che Dio ha posto sulla bocca del prete, non una semplice parola generica, che viene
pronunciata nel vago. la parola di Dio, deve perci riguardare anche i singoli, nella loro
individualit originale e nella loro irrepetibile storicit. Deve essere detta a ciascun uomo in
particolare: al mattino della vita, quando egli comincia a creare nel tempo una eternit; nei molti
monotoni giorni del suo pellegrinaggio, in cui egli deve cercare faticosamente se stesso, attraverso
tutte le vallate e gli errori di una vita umana; nella cupa disperazione della colpa; in quel sacro
istante, in cui sembra che, dalla pienezza del tempo che muore, debba venir fuori per sempre il
frutto dell'eternit nella morte. In tali istanti, il prete deve dire la parola di Dio, la parola potente e
creatrice di Dio, la parola che non dice, bens opera, la parola sacramentale: io ti battezzo; io ti
assolvo dai tuoi peccati; questo il mio Corpo. Tali parole, pronunziate nel nome del Cristo, il pret
le dice applicandole alla concreta situazione dell'uomo. Ed esse apportano ci che proclamano,
operano quello che annunziano, perch sono parole di Dio. Grazie a queste parole sacramentali, il
prete , al tempo stesso, l'uomo pi privo di potenza e il pi potente, poich esse non sono
assolutamente pi parole sue, ma parole interamente del Cristo: egli, per, ha il diritto di dirle, di
ripeterle continuamente, di dirle con pazienza e con fede, instancabilmente. Tutte le altre parole, che
egli deve pur dire, nella predica e nell'insegnamento, non sono altro che un'eco, una spiegazione, un
commento, aggiunto alle eterne parole fondamentali della sua esistenza sacerdotale, che egli
pronunzia nell'amministrare i sacramenti, accompagnandole col gesto santo, che utilizza i poveri
elementi della terra per celarvi la beatitudine del cielo, fecondandoli con la parola del Cristo.
Munito dunque della parola efficace del Cristo, egli dispensa i misteri del Cristo, i sacramenti. Gli
uomini, per lo pi, vogliono da lui qualcos'altro: il pane, la soluzione dei problemi sociali, ricette
per poter essere felici su questa terra. Si irritano e si annoiano, se si continua a ripetere loro sempre
soltanto parole, che si devono credere, che producono effetto solo nella divina eternit e il cui
valore non si pu negoziare sui mercati del mondo. Ma il prete continua a ripetere la sua parola, la
parola dei sacramenti. Il loro effetto non si pu provare nei laboratori degli uomini, che vogliono
riconoscere come reale solo ci che si manifesta concretamente. Ma l'effetto c'. E cos, da quella
parola, ha inizio il destino dei figli di Dio, si compie il perdono dei peccatori, si celebra il banchetto
della vita eterna, scaturisce dalle tenebrose profondit della morte la luce che non conosce tramonto.
Col suo dono e con la sua offerta dei misteri di Dio, il prete se ne sta, come uno che sia estraneo al
mondo, agli angoli delle vie, dinanzi ai quali passa in fretta il corteo interminabile degli uomini e
della loro storia, precipitando non si sa bene se verso la morte o verso la vita. Chi si arresta, chi
accetta l'offerta di questo viandante tra due mondi che il prete, costui riceve i misteri di Dio, per
lui si realizza nel tempo l'eternit, dalla morte la vita, dalle tenebre la luce, e si fa manifesta la
presenza di Dio. E colui che ha il potere di penetrare nella situazione sempre unica del singolo
queste parole della presenza e dell'efficacia sacramentale del Dio vivente nello spazio della santa
Chiesa, noi lo chiamiamo il prete.

Al sacerdote affidato il sacrificio


Abbiamo cominciato a parlare dell'opera del prete nel mondo; dobbiamo intraprendere la
trattazione, pi esplicita di quanto finora sia stata, del mistero che nel Corpo della Chiesa
paragonabile al cuore, in quanto apporta al regolare battito del polso dei singoli membri la forza
nutritiva del sangue. Il prete l'uomo a cui affidata l'offerta sacrificale della Chiesa, la ripetizione
liturgica della Cena del Cristo, e poich proprio questo l'aspetto pi intimo e supremo
dell'esistenza sacerdotale, noi celebriamo solennemente l'inizio di tale vita non gi con un battesimo
che egli celebri per la prima volta, o con la parola dell'assoluzione che pronunzi per la prima volta,
bens col sacrificio della messa che egli celebra per la prima volta e noi con lui. Qui, in questo
momento, tutto si raccoglie: gli uomini, la Chiesa, Dio, il Cristo, il sacrificio della Croce, i vivi e i
morti, l'angoscia terrena e la beatitudine celeste. Qui, infatti, il Signore glorioso in mezzo alla sua
comunit: la comunit dei santificati e redenti, che il prete, per mandato ricevuto dal Cristo, con
pieni poteri che provengono dall'alto, e non dal basso, conduce dinanzi al trono della Grazia,
affinch essa comunit offra il Signore, reso presente mediante la parola del prete, come offerta di
tutta la Chiesa, all'eterno Padre, in lode del suo nome e per la salvezza di tutti quelli che celebrano il
sacrificio e in esso sono ricordati con amore e fedelt. Avendone ricevuto facolt dal Cristo stesso,
che ama la sua Chiesa e a lei ha fatto dono del proprio sacrificio, il prete pu celebrare in nome di
tutti, con tutti e per tutti, il sacrificio dell'eterna riconciliazione. E se vero che in questa vocazione
egli stato da Dio sollevato pi in alto di tutti gli altri, anche vero che egli divorato e consumato
al massimo, in un puro servizio di Dio, per gli uomini. Egli acquista, in questo momento, il diritto di
portare il Corpo del Signore e di prendere il calice della salvezza, riempito del prezzo del riscatto
del mondo, non gi per essere lui, il prete, innalzato, bens perch ne venga salvezza per tutto il
popolo di Dio. E ci che, nel giorno della sua prima messa, egli fa', circondato dalla gioia degli altri,
lo far tutti i giorni. Tutti i giorni, nella giovinezza e nella vecchiaia, nelle grigie mattine di ogni
giorno, e nelle ore terribili, che non sono risparmiate a nessuna vita. E sempre questa piccola,
povera celebrazione racchiuder in s il contenuto, e al tempo stesso la soluzione, di tutti gli enigmi
dell'esistenza: il Corpo, che venne immolato, e il Sangue, che fu versato per il perdono dei peccati.
Sempre, tutto ci sar contenuto in questa piccola mezz'ora, perch in essa presente, come il
Sacrificato e il Vittorioso insieme, colui che in s l'unit reale dell'enigma e della sua soluzione,
l'unit della terra e del cielo, l'unit dell'uomo e di Dio, nella celebrazione di quell'istante unico in
cui, sulla Croce, l'estrema lontananza tra loro divenne inseparabile vicinanza.
Conclusione
uomo, il prete, messaggero della Verit di Dio, dispensatore dei divini misteri, capace di rendere
presente il sacrificio unico del Cristo. Sorte felice! Certo, ogni uomo ha da Dio la sua vocazione, la
sorte a lui assegnata dalla eternit, il suo compito anche nel Corpo del Cristo, che la Chiesa. Non
vi esistenza profana, per nessuno. Ma ci che per la maggior parte quasi soltanto la presenza
della divina realt nel profondo della loro pi intima coscienza e nel silenzioso segreto della loro
sfera privata, per il prete, chiamato da Dio, erompe da quella profondit per abbracciare tutta la
estensione della vita. Tutto, in quella vita, Dio deve consumare e ridurre al servizio della sua
signoria onnipotente. Questo il destino del prete: vivere interamente nella manifesta vicinanza di
Dio. Un destino beato e terribile a un tempo. Beato, perch Dio solo la beatitudine; terribile,
perch solo difficilmente l'uomo resiste in mezzo al tremendo splendore di Dio. Nessuna
meraviglia, dunque, che il progetto pi sublime rimanga sempre anche il pi frammentario. Nessuna
meraviglia, che l'alta vocazione nasconda in s anche il pericolo delle cadute estreme: il pericolo
che esser prete voglia dire non dovere esser pi uomo; il pericolo della perdita della piet per gli
uomini, dell'inaridirsi della sostanza umana; il pericolo della fuga lontano da Dio, verso la pi
familiare vicinanza degli uomini; il pericolo del compromesso miserabile, del tentativo di

soddisfare l'altissimo prezzo richiesto dall'esistenza sacerdotale con una mediocrit a buon mercato.
Se si esamina attentamente questo destino beato e terribile del prete, si potrebbe rimanere colpiti, e
quasi ammutolire per lo spavento, in questa festa, perch qui ha inizio ci che nessun uomo, da
solo, pu portare a compimento. Ma noi confidiamo nella grazia di Dio: essa, non gi noi, porter a
compimento ci che ha iniziato. fedele, infatti, colui che ha chiamato il prete, e non si pente dei
doni di grazia che concede. E noi, in questa celebrazione del santo sacrificio, vogliamo pregare per
la Chiesa sulla terra, che Dio mandi operai alla sua messe, perch gli operai sono pochi. Preghiamo
per i nostri preti, che essi comincino nel timore e nella gioia del Signore e perseverino in fedele
servizio sino alla beata fine, che noi tutti attendiamo, e in cui il termine unico e beato di tutte le
vocazioni, nell'infinita celebrazione del sacrificio eterno, in cui il Figlio, e noi in lui, tutto
rimettiamo al Padre, affinch Dio sia tutto in tutti. Amen.
tratto da www.donboscoland.it
sacerdotepretepresbitericleroanno sacerdotale

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inviato da Qumran2, inserito il 03/09/2010
PREGHIERA
72. Padre Nostro
Fernando Filanti
Padre nostro,
che dimori, giocando nascosto tra la luce e le tenebre, nella parte pi nobile del nostro cuore, cos
come nel profondo degli inferi della nostra miseria.
Fa' che il tuo nome santo si riveli in noi con la pace silenziosa dell'amore e non con le vuote parole.
Fa' che lentamente e con pazienza, la vita vinca sulla morte senza farle violenza ed il bene prevalga
sul male, accogliendolo come presenza necessaria per trovare il sentiero che porta al tuo regno.
Fa' che la tua volont trovi spazio nella nostra libert, nelle cose che fanno presente te nella nostra
vita quotidiana dove comunque sei, in modo misterioso, nascosto.
Dacci oggi, la capacit di accogliere i doni che per vie diverse ci vengono offerti e di riconoscerli
come tali, per poterli a nostra volta ridonare.
Perdona la nostra incapacit di vivere pienamente la vita. Tu lo sai, siamo prigionieri di
comportamenti che ci fanno soffrire e che ci rendono incapaci di affrancare, a nostra volta chi ci
vive accanto, da una schiavit fatta di sottili paure.
Aiutaci a chiederti il dono della misericordia, per noi e per gli altri.
Non permettere che la vita sia un peso che non riusciamo a portare e salvaci dal sentirci incapaci di
amare, perch, prigionieri del male.
Amen
preghiera

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inviato da Fernando Filanti, inserito il 30/07/2010
PREGHIERA
73. Preghiera per i bambini della prima Confessione
Anna Maria Spinoglio
Padre, ricco di misericordia,
tu, fin dai tempi antichi
hai fatto un'alleanza con ogni uomo.
A No hai dato un segno del tuo amore,
l'arco in cielo,
impegnandoti a sostenere e ad amare
anche chi si allontana da te;
il tuo figlio Ges si fatto uomo come noi
ed ha sperimentato anche lui la fatica della tentazione
ma ha saputo vincerla affidandosi unicamente a te.
Oggi noi affidiamo a te questi bambini
che si preparano a sperimentare
la bellezza del tuo amore di Padre
nel Sacramento della Riconciliazione.
Manda su di loro il tuo Spirito Santo
perch scoprano con gioia
cosa significhi essere perdonati
e riconciliati con te
e, liberati dal male,
diventino pienamente tuoi figli
cos come tu li hai voluti
nel giorno del loro Battesimo.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
riconciliazione

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inviato da Anna Maria Spinoglio, inserito il 03/03/2010
TESTO
74. Dio nostro Padre

Madre Speranza di Ges, Come un Padre e una tenera Madre


Dio nostro Padre.
Credo che per elevare il nostro cuore a Dio non siano necessari tanti argomenti: ci pu bastare la
convinzione che Dio nostro Padre.
Questa considerazione muove teneramente il cuore a un amore intenso, capace di penetrare tutta
l'anima per molto tempo, disponendola a grandi cose.
Fra tutti i sentimenti, quello che pu rimanere pi a lungo nel cuore e nella mente, fino al punto di
diventare un'idea fissa, il poter chiamare Padre Dio stesso!
Padre il titolo che conviene a Dio perch a lui dobbiamo quanto in noi nell'ordine della natura e
in quello soprannaturale della grazia, che ci fa suoi figli adottivi.
Vuole che lo chiamiamo Padre, perch come figli lo amiamo, gli obbediamo e lo veneriamo, e per
destare in noi gli affetti di amore e di fiducia per i quali otterremo quanto gli domandiamo.
Nostro perch non avendo Dio che un Figlio naturale, nella sua infinita carit, ne volle avere molti
adottivi, per poter comunicare ad essi le sue ricchezze; e perch, avendo tutti lo stesso Padre ed
essendo fratelli, ci amassimo tra di noi scambievolmente.
Dio si chinato verso di noi come il Padre pi amoroso verso suo figlio e ci invita ad amarlo e a
donargli il nostro cuore.
Questo amore egli potrebbe esigerlo per diritto e per forza.
Invece preferisce chiederlo affettuosamente, con dolcezza, perch la nostra risposta sia pi
spontanea e perch ricorriamo a lui con amore filiale.
Che gli uomini conoscano Dio come un Padre buono che si adopera con tutti i mezzi e in ogni modo
per confortare, aiutare e far felici i suoi figli e che li segue e li cerca con amore instancabile come se
non potesse essere felice senza di loro.
Dio Padrepaternit di Diorapporto con Diomisericordia di Dio

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inviato da M. Lucia Lisci, inserito il 10/12/2009
TESTO
75. Ges Risorto non smetter mai di volerti bene

Paolo Spoladore, Tutti ti cercano


Ges risorto non smetter di darti amore e capacit di amare, anche quando non vorrai pi amare e
rispettare nessuno, nemmeno te stesso.
Ges risorto non smetter di sceglierti anche quando non sceglierai pi niente di vitale e luminoso.
Ges risorto non smetter di darti vita anche quando non la saprai usare, n la saprai sfruttare per il
bene e la luce.
Ges risorto non smetter di darti il "camminare" anche quando non avrai pi voglia di muoverti.

Ges risorto non smetter di abbracciarti anche quando tu non avrai pi voglia di abbracciare
nessuno.
Ges risorto non smetter di darti le stelle anche quando non avrai pi voglia di guardare il cielo e
di orientarti.
Ges risorto non smetter di darti doni anche quando non farai altro che sprecarli tutti.
Ges risorto non smetter di darti occasioni e fortune, anche quando non ti accorgerai delle prime e
non benedirai le seconde.
Ges risorto non smetter di usarti misericordia, anche quando tu farai da giudice ingiusto dei tuoi
simili.
Ges risorto non smetter di far crescere i fiori, anche quando tu li comprerai di plastica.
Ges risorto non smetter di dar luce ai tuoi occhi, anche quando non vorrai vedere nulla con gioia
e gratitudine.
Ges risorto non smetter di darti le mani, anche quando le userai solo per sfruttare i poveri e gli
innocenti.
Ges risorto non smetter di darti la capacit di "prendere la mira" anche quando non la userai per
cacciare e mangiare, ma solo per uccidere e devastare.
Ges risorto non smetter di darti intelligenza, anche quando la userai da sciocco e da superbo.
Ges risorto non smetter di darti fiducia, anche quando non l'avrai pi nemmeno per te stesso.
Ges risorto non smetter di darti speranza, nemmeno quando tutto ti sembrer pi brutto.
Ges risorto non smetter, non smetter mai di amarti e di chiederti se non puoi amare anche tu un
po' di pi con gioia e verit, per la tua felicit e la pace di tutti.
Ges risorto non smetter mai di volerti bene e non potrai impedirglielo. Tu proprio non potrai
impedirglielo.
GesCristorisurrezionesperanzarapporto con Diofiducia

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inviato da Maria Teresa Osele, inserito il 08/12/2009
TESTO
76. Beatitudini degli sposi

Beati i poveri in spirito, perch di essi il regno dei cieli (Mt 5,3).
Beati voi coniugi, quando siete capaci di fare grandi rinunzie per amore dell'altro; beati voi, quando,
consapevoli della vostra inadeguatezza di fronte ai problemi della vita, li deponete insieme ai piedi
del Signore.
Beati gli afflitti, perch saranno consolati (Mt 5,4).
Beati voi, quando la prova vi trova uniti, quando la preghiera comune diventa lo strumento per
affrontarla, quando vi lasciate illuminare dallo Spirito per gioire e crescere nella conoscenza del
progetto di Dio su di voi. La sua consolazione sar la vostra forza.
Beati i miti, perch erediteranno la terra (Mt 5,5).
Beati voi, quando non date sfogo alla vostra aggressivit, quando abbandonate il linguaggio

prepotente dell'offesa e della rivendicazione dei meriti, del giudizio o della spartizione fredda dei
compiti e assumete le vesti della mitezza inerme e generosa, della tenerezza ospitale e gratuita, del
dono disarmato di voi stessi.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perch saranno saziati (Mt 5,6).
Beati voi, quando vi lasciate guidare dalla Parola di Dio per distinguere ci che giusto da ci che
non lo , quando lo insegnate ai vostri figli, quando desiderate che a tutto il mondo arrivi il
messaggio di speranza contenuto nel Vangelo. Beati voi, quando la vostra vita diventa
testimonianza viva della Parola che salva.
Beati i misericordiosi, perch troveranno misericordia (Mt 5,7).
Beati voi, quando avrete imparato a perdonarvi, ad accettarvi nella vostra debolezza e fragilit, beati
voi, quando della crisi fate un momento di crescita personale e comune, quando la vostra
riconciliazione diventa pedagogia d'amore per i vostri figli.
Beati i puri di cuore perch vedranno Dio (Mt 5,8).
Beati voi sposi, quando sgombrate gli occhi e la mente dalle lusinghe del mondo e guardate a ci
che essenziale, cercandolo nella Parola di Dio. Beati voi, quando la Parola diventa stile di vita,
quando vi riconosceranno discepoli di Cristo, pur restando in silenzio.
Beati gli operatori di pace, perch saranno chiamati figli di Dio (Mt 5,9).
Beati voi, uniti nel Sacro Vincolo del Matrimonio, quando coltivate la pace nelle relazioni
all'interno della vostra famiglia, beati voi quando, usciti fuori dell'appartamento, sentite
insopprimibile il desiderio di creare ponti, di collegare cuori con l'infinita misericordia di Dio.
Beati i perseguitati per causa della giustizia, perch di essi il regno dei cieli (Mt 5,10).
Beati voi, quando decidete di andare contro corrente e rimanete sordi alle logiche del mondo. Beati
voi, quando mostrate la bellezza del progetto di Dio sulla famiglia e lo sostenete con la tenacia e la
forza che solo il Signore pu dare. Beati voi quando, attaccati da ogni parte, continuate a mostrare
la gioia del mattino di Pasqua.
matrimoniosposicoppiafamigliabeatitudini

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inviato da Antonietta, inserito il 08/12/2009
PREGHIERA
77. Parafrasi del Padre nostro

Padre nostro, che sei al di sopra di tutto come il cielo, fa' che il tuo nome sia glorificato e
riconosciuto santo.
Mostra davanti a tutti che tu solo sei Dio, radunando definitivamente il tuo popolo disperso e
purificandolo dai suoi peccati con il dono del tuo Spirito.
Venga in pienezza la tua regalit, che porta libert, giustizia e pace.

Si compia il tuo disegno di salvezza in cielo e in terra.


Donaci fin d'ora il nostro pane futuro, un anticipo del convito del regno; donaci il pane necessario
per vivere oggi, come agli ebrei nel deserto davi la manna giorno per giorno: confidiamo in te e non
vogliamo affannarci per il domani, per quello che mangeremo o per come ci vestiremo.
Nella tua misericordia perdona i nostri peccati: anche noi siamo pronti a perdonare a chi ci ha fatto
del male.
Non lasciarci soccombere nella tentazione; fa' che mai perdiamo la fiducia in te, cos da non
avvertire pi la tua presenza e sentirci abbandonati.
Liberaci dal potere del maligno, che si oppone al tuo regno e ci da la morte.
Pregare il Padre ci fa sperimentare che siamo figli e ci sollecita a vivere da figli: "Leva, dunque, gli
occhi tuoi al Padre... che ti ha redento per mezzo del Figlio e d: Padre nostro!... D anche tu per
grazia: Padre nostro, per meritare di essere suo figlio".
padre nostrorapporto con Dio

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inviato da Donatella Daria Filippi, inserito il 05/12/2009
PREGHIERA
78. Preghiera per i sacerdoti
Monsignor Kiung, vescovo di Shangai, Preghiera scritta durante la sua prigionia
Dio onnipotente ed eterno,
per i meriti del tuo Figlio e per il tuo amore verso di Lui,
abbi piet dei sacerdoti della santa Chiesa.
Nonostante questa dignit sublime sono deboli come gli altri.
Incendia per la tua misericordia infinita, i loro cuori con il fuoco del tuo Amore.
Soccorrili: non lasciare che i sacerdoti perdano la loro vocazione o la sminuiscano.
O Ges, ti supplichiamo:
abbi piet dei sacerdoti della tua Chiesa.
Di quelli che ti servono fedelmente, che guidano il tuo gregge e ti glorificano.
Abbi piet di quelli perseguitati, incarcerati, abbandonati, piegati dalle sofferenze.
Abbi piet dei sacerdoti tiepidi e di quelli che vacillano nella fede.
Abbi piet dei sacerdoti secolarizzati,
abbi piet dei sacerdoti infermi e moribondi,
abbi piet di quelli che stanno in purgatorio.
Signore Ges ti supplichiamo: ascolta le nostre preghiere, abbi piet dei sacerdoti: sono tuoi!
Illuminali, fortificali e consolali.
O Ges, ti affidiamo i sacerdoti di tutto il mondo, ma soprattutto quelli che ci hanno battezzato ed
assolto, quelli che per noi hanno offerto il Santo sacrificio e consacrato l'Ostia Santa per nutrire la
nostra anima.
Ti affidiamo i sacerdoti che hanno dissipato i nostri dubbi, indirizzato i nostri passi, guidato i nostri

sforzi, consolato le nostre pene.


Per tutti loro, in segno di gratitudine, imploriamo il tuo aiuto e la tua misericordia.
Amen.
sacerdotesacerdozioprete

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inviato da Paola Berrettini, inserito il 10/11/2009
TESTO
79. Maria, donna di parte

Tonino Bello
No, non fu neutrale. Basta leggere il Magnificat per rendersi conto che Maria si schierata. Ha
preso posizione, cio dalla parte dei poveri, naturalmente.
Degli umiliati e offesi di tutti i tempi. Dei discriminati dalla cattiveria umana e degli esclusi dalla
forza del destino. Di tutti coloro, insomma, che non contano nulla davanti agli occhi della storia.
Non mi va di avallare certe interpretazioni che favoriscono una lettura puramente politica del
Magnificat quasi fosse, nella lotta continua tra oppressi e oppressori, una specie di marsigliese ante
litteram del fronte cristiano di liberazione.
Significherebbe ridurre di gran lunga gli orizzonti dei sentimenti di Maria, che ha cantato
liberazioni pi profonde e durature di quelle provocate dalle semplici rivolte sociali. I suoi accenti
profetici, pur includendole, vanno oltre le rivendicazioni di una giustizia terrena, e scuotono
l'assetto di ben pi radicali iniquit.
Sta di fatto, per, che, sul piano storico, Maria ha fatto una precisa scelta di campo. Si messa dalla
parte dei vinti, ha deciso di giocare con la squadra che perde. Ha scelto di agitare come bandiera gli
stracci dei miserabili e non di impugnare i lucidi gagliardetti dei dominatori.
Si arruolata, per cos dire, nell'esercito dei poveri. Ma senza roteare le armi contro i ricchi. Bens,
invitandoli alla diserzione. E intonando, di fronte ai bivacchi notturni del suo accampamento,
perch le udissero dall'alto, canzoni cariche di nostalgia. Ha esaltato, cos, la misericordia di Dio. E
ci ha rivelato che partigiano anche lui, visto che prende le difese degli umili e disperde i superbi
nei pensieri del loro cuore; stende il suo braccio a favore dei deboli e fa rotolare i violenti dai loro
piedistalli con le ossa in frantumi; ricolma di beni gli affamati e si diverte a rimandare i possidenti
con un pugno di mosche in mano e con un palmo di naso in fronte.
Qualcuno forse trover discriminatorio questo discorso, e si chieder come possa conciliarsi la
collocazione di Maria dalla parte dei poveri con l'universalit del suo amore e con la sua

riconosciuta tenerezza per i peccatori, di cui i superbi, i prepotenti e i senza cuore sono la razza pi
inquietante.
La risposta non semplice. Ma diventa chiara se si riflette che Maria non come certe madri che,
per amor di quieto vivere, danno ragione a tutti e, pur di non creare problemi, finiscono con
l'assecondare i soprusi dei figli pi discoli. No. Lei prende posizione. Senza ambiguit e senza
mezze misure. La parte, per, su cui sceglie di attestarsi non il fortilizio delle rivendicazioni di
classe, e neppure la trincea degli interessi di un gruppo. Ma il terreno, l'unico, dove lei spera che
un giorno, ricomposti i conflitti, tutti i suoi figli, ex oppressi ed ex oppressori, ridiventati fratelli,
possano trovare finalmente la loro liberazione.
MariaMadonnamagnificatpovertpoverisconfittadebolidebolezza

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inviato da Federica Mancinelli, inserito il 06/08/2009
PREGHIERA
80. Preghiera a san Giovanni M. Vianney
Guy Bagnard, Vescovo di Belley-Ars
Santo Curato d'Ars, tu hai fatto della tua vita un'offerta totale a Dio per il servizio degli uomini. Che lo
Spirito Santo, per la tua intercessione, ci conduca a rispondere oggi, senza debolezza, alla nostra
vocazione personale.
Tu sei stato un assiduo adoratore di Cristo nel Tabernacolo. Insegnaci ad avvicinarci con fede e
rispetto all'Eucaristia, a gustare la presenza silenziosa di Ges nel Santissimo Sacramento.
Tu sei stato l'amico dei peccatori. Tu dicevi loro: "Le vostre colpe sono come un granello di sabbia
rispetto alla grande montagna della misericordia di Dio". Sciogli i legami della paura che talvolta ci
tengono lontani dal perdono di Dio. Aumenta in noi il pentimento per le nostre colpe. Mostraci il vero
volto del Padre che attende instancabilmente il ritorno del figliol prodigo.
Tu sei stato il sostegno dei poveri: "Il mio segreto molto semplice: dare tutto senza conservare
niente". Insegnaci a condividere con quelli che sono nel bisogno, rendici liberi riguardo al denaro e a
tutte le false ricchezze.
Tu sei stato un figlio affettuoso della Vergine Maria, "il tuo pi vecchio amore". Insegnaci a pregarla
con la semplicit e la fiducia di un bambino.
Tu sei diventato il testimone esemplare dei Parroci dell'universo. Che la tua carit pastorale conduca i
pastori a ricercare la vicinanza con tutti, senza preferenze. Ottieni loro l'amore per la Chiesa, lo slancio
apostolico, la solidit nelle prove.

Ispira ai giovani la grandezza del ministero sacerdotale e la gioia di rispondere alla chiamata del buon
Pastore.
Santo Curato d'Ars, sii tu il nostro intercessore presso Dio. Amen.
sacerdotipretipresbiterianno sacerdotale

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inviato da Parrocchia S. Giovanni M. Vianney - Roma, inserito il 26/06/2009

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PREGHIERA
81. Preghiera per i sacerdoti
Richard Cushing
Dio onnipotente ed Eterno, guarda con amore il volto del tuo Figlio e per l'amore che hai verso di
lui, che il Sommo ed Eterno Sacerdote, abbi misericordia dei tuoi sacerdoti.
Ricordati, Signore, che sono fragili e deboli essere umani.
Rinnova in loro il dono della vocazione, che in modo mirabile fu consolidato per l'imposizione delle
mani dei tuoi Vescovi.
Conservali sempre vicino a te e in cerca di te.
Non permettere che il nemico l'abbia vinta su di loro affinch non abbiano mai la bench minima
mancanza nei confronti di cos sublime vocazione.
Signore Ges, ti prego per i tuoi sacerdoti fedeli e fervorosi,
e per quelli infedeli e tiepidi;
per i sacerdoti che lavorano nel proprio paese
e per quelli che lavorano in terre e missioni lontane,
per i tuoi sacerdoti tentati, per quelli che sentono la solitudine, la noia o la stanchezza,
per i sacerdoti giovani
per quelli che stanno per morire, e anche per le anime dei sacerdoti nel purgatorio.
Ti raccomando i sacerdoti che pi apprezzo:
il sacerdote che mi battezz,
quello che mi ha assolto dai miei peccati,
i sacerdoti alla cui Messa ho partecipato
e mi hanno dato il tuo Corpo e Sangue nella Comunione,
i sacerdoti che mi hanno consigliato, consolato o spronato,
e quelli verso i quali sono in debito per il loro aiuto.
Ges, conservali tutti vicino al tuo Cuore
e d loro abbondanti benedizioni. Amen.

sacerdotepretepresbiterosacerdozio

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inviato da Laura Baravelli, inserito il 26/06/2009
PREGHIERA
82. Seminare speranza
Rivista Il Cenacolo
Signore, donami degli occhi
per vederti nudo e affamato,
delle orecchie per ascoltarti
mentre supplichi e implori.
Donami delle mani per curarti
quando sei malato e prigioniero.
Donami un cuore aperto per accoglierti
quando sei straniero e senza tetto
nella casa della fraternit, alla mensa della condivisione.
Donami l'intelligenza per costruire dei ponti,
un cuore per frantumare le frontiere,
l'audacia per denunciare ogni chiusura
e ogni muro di divisione.
Donami forza per il cammino, sostegno nelle tribolazioni,
l'audacia nella profezia.
Donami il coraggio di accorciare le distanze,
globalizzare le solidariet,
riaccendere i sogni,
seminare dei fiori e dei sorrisi,
per un avvenire di speranza.
speranzaaccoglienzamisericordiacaritamoresolidariet

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inviato da Ester Da Ponte, inserito il 05/06/2009
TESTO
83. Giustizia
Albert Camus

Giustizia senza misericordia non molto distante dalla disumanit.


giustiziamisericordia

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inviato da Maria Coppola, inserito il 05/06/2009
PREGHIERA
84. Preghiera al Volto Santo
Papa Benedetto XVI
Signore Ges,
come gi i primi apostoli,
ai quali dicesti: "Che cercate?",
ed accolsero il tuo invito: "Venite e vedrete",
riconoscendoti come il Figlio di Dio,
l'atteso e promesso Messia per la redenzione del mondo,
anche noi, discepoli tuoi di questo difficile tempo,
vogliamo seguirti ed esserti amici,
attratti dal fulgore del tuo volto desiderato e nascosto.
Mostraci, ti preghiamo, il tuo volto sempre nuovo,
misterioso specchio dell'infinita misericordia di Dio.
Lascia che lo contempliamo
con gli occhi della mente e del cuore:
volto del Figlio, irradiazione della gloria del Padre
e impronta della sua sostanza (cf Eb 1,3),
volto umano di Dio entrato nella storia
per svelare gli orizzonti dell'eternit.
Volto silenzioso di Ges sofferente e risorto,
che amato ed accolto cambia il cuore e la vita.
"Il tuo volto, Signore, io cerco.
Non nascondermi il tuo volto" (Sal 27,8s).
Nel corso di secoli e millenni quante volte risuonata
tra i credenti questa struggente invocazione del Salmista!
Signore, anche noi la ripetiamo con fede:
"Uomo dei dolori, davanti a cui ci si copre la faccia"(Is 53,3),
non nasconderci il tuo volto!
Vogliamo attingere dai tuoi occhi,
che ci guardano con tenerezza e compassione,
la forza di amore e di pace che ci indichi la strada della vita,
ed il coraggio di seguirti senza timori e compromessi,
per diventare testimoni del tuo Vangelo,
con gesti concreti di accoglienza, di amore e di perdono.

Volto Santo di Cristo,


luce che rischiara le tenebre del dubbio e della tristezza,
vita che ha sconfitto per sempre il potere del male e della morte,
sguardo misterioso
che non cessa di posarsi sugli uomini e i popoli,
volto celato nei segni eucaristici
e negli sguardi di coloro che ci vivono accanto,
rendici pellegrini di Dio in questo mondo,
assetati d'infinito e pronti all'incontro dell'ultimo giorno,
quando ti vedremo, Signore, "faccia a faccia" (1 Cor 13,12),
e potremo contemplarti in eterno nella gloria del Cielo.
Maria, Madre del Volto Santo,
aiutaci ad avere "mani innocenti e cuore puro",
mani illuminate dalla verit dell'amore
e cuori rapiti dalla bellezza divina,
perch, trasformati dall'incontro con Cristo,
ci doniamo senza riserve ai fratelli,
specialmente ai poveri e ai sofferenti,
nei cui volti riluce l'arcana presenza
del tuo Figlio Ges,
che vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen!
presenza di Diovolto

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inviato da Sandra Aral, inserito il 02/06/2009
PREGHIERA
85. Preghiera per la Cresima

Signore ti ringrazio perch sto vivendo un momento particolare della mia vita cristiana: il momento
in cui confermer il mio Battesimo nello Spirito Santo.
Il momento in cui so bene che la maturit spirituale dovuta al santo Crisma, far di me stesso una
nuovo missionario pronto per annunciare al mondo della parola di Ges.
Il dono che mi elargisci mio Dio Padre, mio Dio Figlio, mio Dio Spirito Santo, grande e
meraviglioso per la mia piccolezza.
Donami, dunque Signore anche la costanza di custodirlo fortemente nella mia anima e nel mio
cuore, come il tesoro dell'Amore infinito della tua misericordia.
In questo giorno speciale, con l'ausilio perenne della SS. Vergine Maria, la tua Santa Benedizione
scenda su di me e sul mio prossimo.
Amen.
confermazione

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inviato da Pietro Marsiglia, inserito il 02/06/2009
TESTO
86. Sete di risurrezione
Mariangela Forabosco
E' arrivata la Primavera ed ogni anno, in natura, si ripete puntuale il miracolo della rinascita, e tutte
le creature rinnovano in s l'energia vitale per dimostrare e donare, ad un mondo distratto ed
indifferente, la potenza creatrice e amorosa del Creatore.
Passeggiando in giardino, davanti al mistero di una piccolissima gemma che diventa un turgido
bocciolo, quasi geloso di svelare la meraviglia dei suoi petali, mi afferra uno stupore crescente.
C' un giardino, per, in cui non necessario aspettare la primavera per vedere realizzati i miracoli
della creazione ed il " cuore dell'uomo".
Dio ha creato l'uomo e la donna per "sete d'amore", perch, essendo lui amore, non poteva fare a
meno di amare e di essere amato. Ed ecco il miracolo: uomo e donna, creati a sua immagine,
ricevono il suo amore e sono chiamati a diventarne messaggeri e testimoni, per diffonderlo a chi sta
loro accanto e al mondo intero.
Le vite che si donano diventano, cos, veicolo dell'Amore di Dio e vanno a saziare l'incontenibile e
misteriosa sete d'amore delle creature, come un fiore sbocciato e donato sazia la sete di bellezza e di
armonia.
L'uomo, per, non ha accolto il dono dell'Amore di Dio, che significa donarsi, perdonarsi,
compatirsi, comprendersi, ed ha messo al primo posto l'amore per se stesso e per gli idoli creati
dalle sue stesse mani, diventandone schiavo (Salmo 113 B, 4-8). Allora Dio, non potendo fare a
meno di amare l'uomo e di essergli fedele, ha giocato l'ultima carta per salvarlo ed sceso in terra
nella Persona del Figlio, Ges Cristo, facendosi "peccato" ( cfr. 2 Corinzi 5,21 ) lui stesso,
Innocente, per liberare l'umanit dal peccato e dalla morte. Ges, sulla terra, ha camminato con gli
uomini ed ha parlato del Padre che nei Cieli come del "nostro Padre" ( Matteo 6,9 ) che, dalla
creazione, non vuole forzare i figli ad amarlo, avendoli resi liberi di accettare o rifiutare il suo
amore. Il Padre, per, non smette mai di aspettare che i figli tornino per lasciarsi amare da lui, per
poter dire loro parole d'amore e fare festa ( Luca 15, 11-24 )! Gli uomini, ancora una volta, non
hanno saputo e voluto rispondere con l'amore alla richiesta d'amore del loro Creatore e cos l'hanno
ucciso: hanno crocifisso l'amore, pensando di poter togliere di mezzo l'imbarazzante "Rabb " che
parlava di cose troppo scomode per le coscienze: pace, perdono, conversione, riconciliazione,
giustizia, dignit umana, strane beatitudini che fanno "vincere" i poveri, gli ultimi, gli affamati, i
perseguitati..., amore addirittura per i nemici, misericordia, dono totale di se stessi agli altri fino a
perdere la propria vita...
"Il mondo non lo riconobbe" (Giovanni 1,10).

Ognuno di noi c'era, quel venerd che chiamiamo Santo, sul Calvario, ed ognuno di noi, con la parte
del proprio cuore in cui vince l'avidit, la gelosia, l'invidia, la lussuria, il risentimento, la rabbia, ha
battuto i chiodi nelle mani e nei piedi dell'Innocente. "Dio morto", ha scritto qualcuno. Si, Dio
morto facendo suo il peccato e la morte dell'uomo, ma non poteva finire cos, con il buio di quel
venerd e col silenzio di quel sabato. Se Dio fosse morto, tutta la creazione sarebbe morta, io sarei
morta, la primavera sarebbe morta.
No! Dio ha trascinato in s la morte e l'ha distrutta, trasformandola in vita, nella sua vita, che
immortale, incorruttibile (Corinzi 15, 20-27, 53-55). Essendo vero uomo, Ges ha, con la sua
Passione, Morte e Risurrezione, innalzato a s ogni uomo, ogni vita umana (Giovanni 3,14-17)
donando ognuno di noi all'abbraccio misericordioso del Padre, che dalla creazione non aspetta altro
che ritorniamo a lui, bisognosi del suo perdono e, a nostra volta, capaci di perdonare.
La sete d'amore di Dio lo ha portato a farsi lui stesso creatura, affinch nel cuore dell'uomo si
continuasse a compiere il miracolo per cui era stato creato: l'amore vissuto, rinnovato, donato,
gratuito, generoso, spassionato, umile, felice, sofferto, offerto, coraggioso, sorridente, radicale,
ingenuo, totale.
La capacit di amarsi viene solo da Dio e se ci allontaniamo da lui, nostra unica fonte del vero
amore, perdiamo la capacit di amare e accadono le cose che quotidianamente tutti vediamo e di cui
ci lamentiamo. "La societ va male", diciamo, " tutta colpa della societ...".
No, sono io, siamo noi che abbiamo perso il contatto con la fonte della vera vita, diventando schiavi
dei vitelli d'oro che ci siamo costruiti.
L'uomo, per, ha fame d'amore, continua a cercare qualcuno o qualcosa da amare, perch Dio
stesso che ha posto nel nostro cuore il seme del suo amore.
Che fare? Perch non provare a diventare "distributori" consapevoli di amore? Perch abbiamo cos
tanta paura di amare? Perch temiamo di assecondare il nostro bisogno di Risurrezione? Perch non
ci opponiamo alla tentazione di seguire la corrente, che ci invita a privilegiare i pensieri e le scelte
di morte?
Noi cristiani siamo tali perch crediamo in Cristo, il Vivente, il Risorto, Colui grazie al quale siamo
destinati, a nostra volta, ad essere eternamente viventi e risorti: perch, allora, non scegliere di
vivere secondo la Sua Parola, che Parola di vita eterna? (Giovanni 6, 67-69)
Se i genitori, ad esempio, avessero il coraggio di raccontare ai loro figli le meraviglie che ogni
giorno compie in noi l'Amore di Dio, se vivessero la Risurrezione nelle scelte di vita quotidiane, se
trasmettessero loro la Speranza che deriva dalla Risurrezione di Cristo, allora ogni giorno sarebbe
Pasqua, ogni giorno l'amore vincerebbe e non saremmo sconvolti da tante notizie che parlano di
delitti in famiglia, di ragazzi che filmano violenze sui coetanei pi deboli, di famiglie distrutte da
odi e rancori, di stragi del sabato sera...L'elenco non finirebbe mai, ma io propongo che ognuno di
noi, nel suo piccolo, anzich soffermarsi sulle cose negative, faccia l'elenco di tutte le cose belle che
ogni giorno ci vengono donate. Cerchiamo poi di arricchire l'elenco con le cose belle, dettate
dall'amore, che nel nostro quotidiano possiamo fare. Facciamo crescere, nel giardino del nostro
cuore, la parte divina che Dio ha preso da s e ci ha donato.

Scegliamo consapevolmente di soddisfare la nostra "sete di Risurrezione", affinch il Signore,


nostro Dio, possa dirci parole di bene e d'Amore per l'eternit.
risurrezioneamoreparolafamiglia

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inviato da Mariangela Forabosco, inserito il 02/06/2009
PREGHIERA
87. Preghiera per implorare grazie per intercessione di Giovanni Paolo II
www.vicariatusurbis.org
O Trinit Santa,
ti ringraziamo per aver donato alla Chiesa
il Papa Giovanni Paolo II
e per aver fatto risplendere in lui
la tenerezza della tua paternit,
la gloria della Croce di Cristo
e lo splendore dello Spirito d'amore.
Egli, confidando totalmente nella tua infinita misericordia
e nella materna intercessione di Maria,
ci ha dato un'immagine viva di Ges Buon Pastore
e ci ha indicato la santit
come misura alta della vita cristiana ordinaria
quale strada per raggiungere la comunione eterna con te.
Concedici, per sua intercessione, secondo la tua volont,
la grazia che imploriamo,
nella speranza che egli sia presto annoverato
nel numero dei tuoi santi.
Amen.
Giovanni Paolo II

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inserito il 02/06/2009
TESTO
88. Dieci cose che Dio ti chieder

Dio non ti chieder che modello di auto usavi,


ti chieder a quanta gente hai dato un passaggio.
Dio non ti chieder i metri quadrati della tua casa,
ti chieder quanta gente hai ospitato.
Dio non ti chieder la marca dei vestiti nel tuo armadio,
ti chieder quanta gente hai aiutato a vestirsi.
Dio non ti chieder quanto era alto il tuo stipendio,
ti chieder se hai venduto la tua coscienza per ottenerlo.
Dio non ti chieder qual era il tuo titolo di studio,
ti chieder se hai fatto il tuo lavoro al meglio delle tue capacit.
Dio non ti chieder quanti amici avevi,
ti chieder quanta gente ti considerava suo amico.
Dio non ti chieder in che quartiere vivevi,
ti chieder come trattavi i tuoi vicini.
Dio non ti chieder il colore della tua pelle,
ti chieder la purezza della tua anima.
Dio non ti chieder perch hai tardato tanto a cercare la salvezza,
ti porter con amore alla tua casa in Cielo, e non alle porte dell'inferno.
Dio non accusa:
ti chiede solo di predicare con l'esempio.
giudizioesempiomisericordiavita eternasenso della vitavitaimpegnoresponsabilit

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inviato da Don Antonio Sambataro, inserito il 19/05/2009
TESTO
89. Lettera sulla preghiera

Bruno Forte, Messaggio per la Quaresima 2007


Mi chiedi: perch pregare? Ti rispondo: per vivere.
S: per vivere veramente, bisogna pregare. Perch? Perch vivere amare: una vita senza amore non
vita. solitudine vuota, prigione e tristezza. Vive veramente solo chi ama: e ama solo chi si
sente amato, raggiunto e trasformato dall'amore. Come la pianta che non fa sbocciare il suo frutto se
non raggiunta dai raggi del sole, cos il cuore umano non si schiude alla vita vera e piena se non
toccato dall'amore. Ora, l'amore nasce dall'incontro e vive dell'incontro con l'amore di Dio, il pi
grande e vero di tutti gli amori possibili, anzi l'amore al di l di ogni nostra definizione e di ogni
nostra possibilit. Pregando, ci si lascia amare da Dio e si nasce all'amore, sempre di nuovo. Perci,
chi prega vive, nel tempo e per l'eternit. E chi non prega? Chi non prega a rischio di morire
dentro, perch gli mancher prima o poi l'aria per respirare, il calore per vivere, la luce per vedere,
il nutrimento per crescere e la gioia per dare un senso alla vita.

Mi dici: ma io non so pregare! Mi chiedi: come pregare? Ti rispondo: comincia a dare un po' del tuo
tempo a Dio. All'inizio, l'importante non sar che questo tempo sia tanto, ma che Tu glielo dia
fedelmente. Fissa tu stesso un tempo da dare ogni giorno al Signore, e daglielo fedelmente, ogni
giorno, quando senti di farlo e quando non lo senti. Cerca un luogo tranquillo, dove se possibile ci
sia qualche segno che richiami la presenza di Dio (una croce, un'icona, la Bibbia, il Tabernacolo con
la Presenza eucaristica...). Raccogliti in silenzio: invoca lo Spirito Santo, perch sia Lui a gridare in
te "Abb, Padre!". Porta a Dio il tuo cuore, anche se in tumulto: non aver paura di dirGli tutto, non
solo le tue difficolt e il tuo dolore, il tuo peccato e la tua incredulit, ma anche la tua ribellione e la
tua protesta, se le senti dentro.
Tutto questo, mettilo nelle mani di Dio: ricorda che Dio Padre - Madre nell'amore, che tutto
accoglie, tutto perdona, tutto illumina, tutto salva. Ascolta il Suo Silenzio: non pretendere di avere
subito le risposte. Persevera. Come il profeta Elia, cammina nel deserto verso il monte di Dio: e
quando ti sarai avvicinato a Lui, non cercarlo nel vento, nel terremoto o nel fuoco, in segni di forza
o di grandezza, ma nella voce del silenzio sottile (cf. 1 Re 19,12). Non pretendere di afferrare Dio,
ma lascia che Lui passi nella tua vita e nel tuo cuore, ti tocchi l'anima, e si faccia contemplare da te
anche solo di spalle.
Ascolta la voce del Suo Silenzio. Ascolta la Sua Parola di vita: apri la Bibbia, meditala con amore,
lascia che la parola di Ges parli al cuore del tuo cuore; leggi i Salmi, dove troverai espresso tutto
ci che vorresti dire a Dio; ascolta gli apostoli e i profeti; innamorati delle storie dei Patriarchi e del
popolo eletto e della chiesa nascente, dove incontrerai l'esperienza della vita vissuta nell'orizzonte
dell'alleanza con Dio. E quando avrai ascoltato la Parola di Dio, cammina ancora a lungo nei
sentieri del silenzio, lasciando che sia lo Spirito a unirti a Cristo, Parola eterna del Padre. Lascia che
sia Dio Padre a plasmarti con tutte e due le Sue mani, il Verbo e lo Spirito Santo.
All'inizio, potr sembrarti che il tempo per tutto questo sia troppo lungo, che non passi mai:
persevera con umilt, dando a Dio tutto il tempo che riesci a darGli, mai meno, per, di quanto hai
stabilito di poterGli dare ogni giorno. Vedrai che di appuntamento in appuntamento la tua fedelt
sar premiata, e ti accorgerai che piano piano il gusto della preghiera crescer in te, e quello che
all'inizio ti sembrava irraggiungibile, diventer sempre pi facile e bello. Capirai allora che ci che
conta non avere risposte, ma mettersi a disposizione di Dio: e vedrai che quanto porterai nella
preghiera sar poco a poco trasfigurato.
Cos, quando verrai a pregare col cuore in tumulto, se persevererai, ti accorgerai che dopo aver a
lungo pregato non avrai trovato risposte alle tue domande, ma le stesse domande si saranno sciolte
come neve al sole e nel tuo cuore entrer una grande pace: la pace di essere nelle mani di Dio e di
lasciarti condurre docilmente da Lui, dove Lui ha preparato per te. Allora, il tuo cuore fatto nuovo
potr cantare il cantico nuovo, e il "Magnificat" di Maria uscir spontaneamente dalla tue labbra e
sar cantato dall'eloquenza silenziosa delle tue opere.
Sappi, tuttavia, che non mancheranno in tutto questo le difficolt: a volte, non riuscirai a far tacere il
chiasso che intorno a te e in te; a volte sentirai la fatica o perfino il disgusto di metterti a pregare;
a volte, la tua sensibilit scalpiter, e qualunque atto ti sembrer preferibile allo stare in preghiera
davanti a Dio, a tempo "perso". Sentirai, infine, le tentazioni del Maligno, che cercher in tutti i
modi di separarti dal Signore, allontanandoti dalla preghiera. Non temere: le stesse prove che tu vivi
le hanno vissute i santi prima di te, e spesso molto pi pesanti delle tue. Tu continua solo ad avere

fede. Persevera, resisti e ricorda che l'unica cosa che possiamo veramente dare a Dio la prova
della nostra fedelt. Con la perseveranza salverai la tua preghiera, e la tua vita.
Verr l'ora della "notte oscura", in cui tutto ti sembrer arido e perfino assurdo nelle cose di Dio:
non temere. quella l'ora in cui a lottare con te Dio stesso: rimuovi da te ogni peccato, con la
confessione umile e sincera delle tue colpe e il perdono sacramentale; dona a Dio ancor pi del tuo
tempo; e lascia che la notte dei sensi e dello spirito diventi per te l'ora della partecipazione alla
passione del Signore. A quel punto, sar Ges stesso a portare la tua croce e a condurti con s verso
la gioia di Pasqua. Non ti stupirai, allora, di considerare perfino amabile quella notte, perch la
vedrai trasformata per te in notte d'amore, inondata dalla gioia della presenza dell'Amato, ripiena
del profumo di Cristo, luminosa della luce di Pasqua.
Non avere paura, dunque, delle prove e delle difficolt nella preghiera: ricorda solo che Dio fedele
e non ti dar mai una prova senza darti la via d'uscita e non ti esporr mai a una tentazione senza
darti la forza per sopportarla e vincerla. Lasciati amare da Dio: come una goccia d'acqua che
evapora sotto i raggi del sole e sale in alto e ritorna alla terra come pioggia feconda o rugiada
consolatrice, cos lascia che tutto il tuo essere sia lavorato da Dio, plasmato dall'amore dei Tre,
assorbito in Loro e restituito alla storia come dono fecondo. Lascia che la preghiera faccia crescere
in te la libert da ogni paura, il coraggio e l'audacia dell'amore, la fedelt alle persone che Dio ti ha
affidato e alle situazioni in cui ti ha messo, senza cercare evasioni o consolazioni a buon mercato.
Impara, pregando, a vivere la pazienza di attendere i tempi di Dio, che non sono i nostri tempi, ed a
seguire le vie di Dio, che tanto spesso non sono le nostre vie.
Un dono particolare che la fedelt nella preghiera ti dar l'amore agli altri e il senso della chiesa:
pi preghi, pi sentirai misericordia per tutti, pi vorrai aiutare chi soffre, pi avrai fame e sete di
giustizia per tutti, specie per i pi poveri e deboli, pi accetterai di farti carico del peccato altrui per
completare in te ci che manca alla passione di Cristo a vantaggio del Suo corpo, la chiesa.
Pregando, sentirai come bello essere nella barca di Pietro, solidale con tutti, docile alla guida dei
pastori, sostenuto dalla preghiera di tutti, pronto a servire gli altri con gratuit, senza nulla chiedere
in cambio. Pregando sentirai crescere in te la passione per l'unit del corpo di Cristo e di tutta la
famiglia umana. La preghiera la scuola dell'amore, perch in essa che puoi riconoscerti
infinitamente amato e nascere sempre di nuovo alla generosit che prende l'iniziativa del perdono e
del dono senza calcolo, al di l di ogni misura di stanchezza.
Pregando, s'impara a pregare, e si gustano i frutti dello Spirito che fanno vera e bella la vita:
"amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bont, fedelt, mitezza, dominio di s" (Gal 5,22).
Pregando, si diventa amore, e la vita acquista il senso e la bellezza per cui stata voluta da Dio.
Pregando, si avverte sempre pi l'urgenza di portare il Vangelo a tutti, fino agli estremi confini della
terra. Pregando, si scoprono gli infiniti doni dell'Amato e si impara sempre di pi a rendere grazie a
Lui in ogni cosa. Pregando, si vive. Pregando, si ama. Pregando, si loda. E la lode la gioia e la
pace pi grande del nostro cuore inquieto, nel tempo e per l'eternit.
Se dovessi, allora, augurarti il dono pi bello, se volessi chiederlo per te a Dio, non esiterei a
domandarGli il dono della preghiera. Glielo chiedo: e tu non esitare a chiederlo a Dio per me. E per
te. La pace del Signore nostro Ges Cristo, l'amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo
siano con te. E tu in loro: perch pregando entrerai nel cuore di Dio, nascosto con Cristo in Lui,
avvolto dal Loro amore eterno, fedele e sempre nuovo. Ormai lo sai: chi prega con Ges e in Lui,
chi prega Ges o il Padre di Ges o invoca il Suo Spirito, non prega un Dio generico e lontano, ma

prega in Dio, nello Spirito, per il Figlio il Padre. E dal Padre, per mezzo di Ges, nel soffio divino
dello Spirito, ricever ogni dono perfetto, a lui adatto e per lui da sempre preparato e desiderato. Il
dono che ci aspetta. Che ti aspetta.
preghierapregare

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inviato da Qumran2, inserito il 30/04/2009
PREGHIERA
90. Pasqua
Roberto Laurita
Quella pietra che ostruiva il tuo sepolcro
era un autentico macigno
posto l a suggellare la tua sconfitta:
una volta entrato nelle mani della morte,
tu avresti dovuto restarci per sempre, Ges.
Era l'unico modo sicuro
per fermarti veramente:
cos non avresti pi
fatto intendere la tua parola,
cos i tuoi gesti
di guarigione e di misericordia
non avrebbero pi
raggiunto i poveri e i malati della terra.
Immerso nell'oscurit della morte,
spenta per sempre la tua luce,
gli uomini ti avrebbero dimenticato...
Ma al terzo giorno quella pietra
stata ribaltata
e con essa sono risultate vane
la violenza e la cattiveria
scatenate contro di te.
Con essa sono rotolate via
le pretese devastanti di chi
voleva eliminarti dalla faccia della terra.
Ecco perch, Signore risorto,
oggi per noi un gran giorno di festa:
risorgendo da morte
tu mandi in frantumi
l'arroganza dei potenti
e ridesti la speranza dei poveri,

manifesti la forza dell'amore


ed offri ad ogni uomo la tua presenza di grazia.
Tu sei il vivente per i secoli dei secoli!
Pasquarisurrezionesperanza

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inviato da Cristina Catapano, inserito il 09/04/2009
TESTO
91. Il perdono cristiano guarisce

Henri Lacordaire
Vuoi essere felice per un istante? Vendicati.
Vuoi essere felice per sempre? Perdona.
Vuoi guarire dal male che hai dentro? Dimentica.
perdonovendettamisericordiapace interioreaccettazione

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inserito il 25/01/2009
PREGHIERA
92. A Ges Crocifisso
Angelo Comastri
O Ges, mi fermo pensoso
ai piedi della Croce:
anch'io l'ho costruita con i miei peccati!
La tua bont, che non si difende
e si lascia crocifiggere, un mistero
che mi supera e mi commuove profondamente.
Signore, tu sei venuto nel mondo per me,
per cercarmi, per portarmi
l'abbraccio del Padre.
Tu sei il volto della bont
e della misericordia:
per questo vuoi salvarmi!
Dentro di me ci sono le tenebre:

vieni con la tua limpida luce.


Dentro di me c' tanto egoismo:
vieni con la tua sconfinata carit.
Dentro di me c' rancore e malignit:
vieni con la tua mitezza e la tua umilt.
Signore, il peccatore da salvare sono io:
il figlio prodigo che deve tornare, sono io!
Signore, concedimi il dono delle lacrime
per ritrovare la libert e la vita,
la pace con te e la gioia in te.
Amen.
crocerapporto con Diocrocifissovenerd santoconversione

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inviato da Cristina Catapano, inserito il 19/03/2008
PREGHIERA
93. Dio onnipotente, che io possa risorgere con Ges
Adattamento dalla liturgia del sabato dopo le ceneri
Dio onnipotente,
grazie perch hai mandato il tuo divin Figlio Ges
a chiamare non i giusti, ma i peccatori.
Grazie perch tu sei buono, pieno di misericordia
e sempre pronto al perdono.
Gazie perch guardi con bont la debolezza dei tuoi figli,
tra i quali sono pure io con le mie fragilit e miserie;
grazie perch la tua misericordia generosa
e ti rivolgi a me con una clemenza grande;
grazie perch mi difendi dal male
e mi assicuri la tua paterna protezione;
grazie perch tendi il tuo orecchio a me
che sono povero e infelice.
Ho bisogno, ogni giorno e tutto il giorno, della tua piet
perch non muoia nei miei peccati
ma cambi vita e direzione di cammino e viva.
Per questo, fa' che partecipi alla Pasqua del tuo divin Figlio Ges
e con lui io risorga:
almeno da una mia pigrizia e inerzia costante,
almeno da un mio rimando ricorrente,
almeno da un mio ritardo abituale,
almeno da una mia omissione comoda,

almeno da una mia indecisione irresponsabilizzante,


almeno da una mia trascuratezza danneggiante.
Insegnami a camminare sulla tua strada e per la tua strada
con pensieri e azioni conformi alla tua volont.
Ascolta, per intercessione di Maria, la mia preghiera di supplica
e custodiscimi nella fedelt al mio unico Salvatore e al suo Vangelo.
Amen.
risurrezioneresurrezionepasquaconversionequaresimacambiamentoresponsabilit

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inviato da Don Guido Olivieri, inserito il 06/02/2008
PREGHIERA
94. Preghiera per i presbiteri
Tonino Bello, Omelia Messa Crismale
Spirito del Signore,
dono del Risorto agli Apostoli del Cenacolo,
gonfia di passione la vita dei tuoi presbiteri.
Riempi di amicizie discrete la loro solitudine.
Rendili innamorati della Terra,
e capaci di misericordia per tutte le sue debolezze.
Confortali con la gratitudine della gente con l'olio della comunione fraterna.
Ristora la loro stanchezza,
perch non trovino appoggio pi dolce per il loro riposo
se non sulla spalla del Maestro.
Liberali dalla paura di non farcela pi.
Dai loro occhi partano inviti a sovrumane trasparenze.
Dal loro cuore si sprigioni audacia mista a tenerezza.
Dalle loro mani grondi i il crisma su tutto ci che accarezzano.
Fa risplendere di gioia i loro corpi.
Rivesti loro di abiti nuziali e cingili con cinture di luce perch,
per essi e per tutti, lo Sposo non tarder.
Questa preghiera uno stralcio di una preghiera pi ampia allo Spirito Santo.
Clicca qui per la versione 1 della preghiera oppure qui per la versione 2.
sacerdoziosacerdotepretepresbitero

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inviato da Qumran2, inserito il 15/01/2008


RACCONTO
95. Per entrare in paradiso

Un uomo and in paradiso. Appena giunto alla porta coperta di perle incontr S. Pietro che gli
disse: "Ci vogliono 1.000 punti per essere ammessi. Le buone opere da te compiute determineranno
i tuoi punti".
L'uomo rispose: "A parte le poche volte in cui ero ammalato, ho ascoltato la Messa ed ho cantato
nel coro". "Quello fa 50 punti", disse San Pietro.
"Ho sempre messo una bella sommetta nel piatto dell'elemosina che il sacrestano metteva davanti a
me durante la Messa". "Quello vale 25 punti", disse San Pietro. Il pover'uomo, vedendo che aveva
solo 75 punti, cominci a disperarsi.
"La domenica ho fatto scuola di Catechismo - disse - e mi pare che sia una bella opera per Iddio".
"S - disse san Pietro - e quello fa altri 25 punti".
L'uomo ammutol, poi aggiunse: "Se andiamo avanti cos, sar solo la Grazia di Dio che mi dar
accesso al paradiso". San Pietro sorrise: "Quello fa 900 punti. Entra pure".
Smettiamola di voler accumulare i cosiddetti "punti Paradiso": se siamo salvi, prima di tutto per
Grazia di Dio! La stessa Grazia, ci ispiri stupore per un amore cos grande, e desideri buoni, di
vera conversione, di autentica carit, per puro amore di Dio, non per aspettarci un contraccambio
nell'aldil.
grazia di Dioparadisovita eternamisericordia di Dio

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inviato da Chiumino Maria Grazia, inserito il 25/11/2007
PREGHIERA
96. Guidaci verso di Te!
Giovanni di Dalyatha, Qiqajon
Gloria all'abbondanza del tuo inenarrabile amore!
La tua porta aperta, Signore, ma nessuno entra
la tua gloria manifesta, ma nessuno vi fissa gli occhi
la tua luce sorta nelle pupille, ma non vogliamo vedere
la tua mano tesa a dare, ma nessuno prende
tu inciti tramite seduzioni, ma non acconsentiamo
tu sbalordisci con cose terribili miste a misericordia,

ma noi non accorriamo a te.


Dio nostro, buono, abbi piet della nostra miseria.
Creatore nostro, dolce, fascia le nostre ferite.
Padre nostro, ripieno di clemenza, persuaditi
a costringerci ad avvicinarci a te,
visto che noi non vogliamo persuaderti.
Fa' uscire, Signore, la nostra anima,
dalla prigione nella quale ci siamo rinchiusi,
verso la vera luce, anche se noi non vogliamo.
Prevalga su di noi, Signore, la tua forza
e ci faccia uscire dal torpore al quale siamo inclini.
Alza, Signore, da davanti ai nostri occhi
tutti i veli dei quali coperta la vista della nostra anima,
che le impediscono di vedere la tua vera luce.
Che in essa, continuamente senza interruzione,
siamo spogliati, con i volti scoperti
e restiamo nel desiderio di lui
e nella dolcezza della sua bellezza per i secoli dei secoli. Amen.
libertsequelarapporto con Dioconversionepigriziaaccidia

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inviato da Chiara, inserito il 11/11/2007
PREGHIERA
97. Preghiera per i laici

Giovanni Paolo II, Esortazione Apostolica "Christifideles Laici"


O Vergine santissima,
Madre di Cristo e Madre della Chiesa,
con gioia e con ammirazione,
ci uniamo al tuo Magnificat,
al tuo canto di amore riconoscente.
Con te rendiamo grazie a Dio,
la cui misericordia si stende
di generazione in generazione,
per la splendida vocazione
e per la multiforme missione
dei fedeli laici,
chiamati per nome da Dio
a vivere in comunione di amore
e di santit con lui

e ad essere fraternamente uniti


nella grande famiglia dei figli di Dio,
mandati a irradiare la luce di Cristo
e a comunicare il fuoco dello Spirito
per mezzo della loro vita evangelica
in tutto il mondo.
Vergine del Magnificat,
riempi i loro cuori
di riconoscenza e di entusiasmo
per questa vocazione e per questa missione.
Tu che sei stata,
con umilt e magnanimit,
la serva del Signore,
donaci la tua stessa disponibilit
per il servizio di Dio
e per la salvezza del mondo.
Apri i nostri cuori
alle immense prospettive
del Regno di Dio
e dell'annuncio del Vangelo
ad ogni creatura.
Nel tuo cuore di madre
sono sempre presenti i molti pericoli
e i molti mali
che schiacciano gli uomini e le donne
del nostro tempo.
Ma sono presenti anche
le tante iniziative di bene,
le grandi aspirazioni ai valori,
i progressi compiuti
nel produrre frutti abbondanti di salvezza.
Vergine coraggiosa,
ispiraci forza d'animo
e fiducia in Dio,
perch sappiamo superare
tutti gli ostacoli che incontriamo
nel compimento della nostra missione.
Insegnaci a trattare le realt del mondo
con vivo senso di responsabilit cristiana
e nella gioiosa speranza
della venuta del Regno di Dio,
dei nuovi cieli e della terra nuova.

Tu che insieme agli Apostoli in preghiera


sei stata nel Cenacolo
in attesa della venuta dello Spirito di Pentecoste,
invoca la sua rinnovata effusione
su tutti i fedeli laici, uomini e donne,
perch corrispondano pienamente
alla loro vocazione e missione,
come tralci della vera vite,
chiamati a portare molto frutto
per la vita del mondo.
Vergine Madre,
guidaci e sostienici perch viviamo sempre
come autentici figli e figlie
della Chiesa di tuo Figlio
e possiamo contribuire a stabilire sulla terra
la civilt della verit e dell'amore,
secondo il desiderio di Dio
e per la sua gloria.
Amen.
laiciimpegnoresponsabilitlaicato

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inviato da Anna Barbi, inserito il 24/05/2007
PREGHIERA
98. A te Maria
S. Bernardo di Chiaravalle
A te, Maria, fonte della vita, si accosta la mia anima assetata.
A te, tesoro di misericordia, ricorre con fiducia la mia miseria.
Come sei vicina, anzi intima al Signore! Egli abita in te e tu in lui.
Nella tua luce, posso contemplare la luce di Ges, sole di giustizia.
Santa Madre di Dio, io confido nel tuo tenerissimo e purissimo affetto.
Sii per me mediatrice di grazia presso Ges, nostro salvatore.
Egli ti ha amata sopra tutte le creature, e ti ha rivestito di gloria e di bellezza.
Vieni in aiuto a me che sono povero e fammi attingere alla tua anfora traboccante di grazia.
MariaMadonna

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inviato da Qumran2, inserito il 24/05/2007
PREGHIERA
99. Preghiera Giornata Mondiale per le Vocazioni 2006
Benedetto XVI
O Padre, fa' sorgere fra i cristiani
numerose e sante vocazioni al sacerdozio,
che mantengano viva la fede
e custodiscano la grata memoria del tuo Figlio Ges
mediante la predicazione della sua parola
e l'amministrazione dei Sacramenti,
con i quali tu rinnovi continuamente i tuoi fedeli.
Donaci santi ministri del tuo altare,
che siano attenti e fervorosi custodi dell'Eucaristia,
sacramento del dono supremo di Cristo
per la redenzione del mondo.
Chiama ministri della tua misericordia,
che, mediante il sacramento della Riconciliazione,
diffondano la gioia del tuo perdono.
Fa', o Padre, che la Chiesa accolga con gioia
le numerose ispirazioni dello Spirito del Figlio tuo
e, docile ai suoi insegnamenti,
si curi delle vocazioni al ministero sacerdotale
e alla vita consacrata.
Sostieni i Vescovi, i sacerdoti, i diaconi,
i consacrati e tutti i battezzati in Cristo,
affinch adempiano fedelmente la loro missione
al servizio del Vangelo.
Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore. Amen.
Maria, Regina degli Apostoli, prega per noi!
vocazione

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inviato da Qumran2, inserito il 01/05/2007
PREGHIERA
100. Dimentica, o Signore

S. Agostino, scritti
Dimentica, o Signore, dimentica ed abbi piet di me.
Perdona alla mia ignoranza e ai miei grandi difetti.
Non mi riprovare come temerario se, tuo servo inutile e cattivo, senza lacrime e senza la dovuta
riverenza e timore, oso lodarti, benedirti e adorarti.
Voglio amarti, ma non ne sono capace.
Tutta la mia salvezza riposta nella tua grande misericordia.
perdono

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inviato da Oriana Bergamini, inserito il 07/04/2007

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