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M.

Dorigatti, Adorazione dei magi


Il Messia si rivelato innanzitutto ai poveri e agli umili, ai pastori. Anzi nato in mezzo a loro. Un angelo si
degnato di scendere dal cielo per avvisarli, riempendo di luce divina la loro notte. Sono i puri di cuore, che
vedono Dio per la trasparenza disarmante della loro semplicit. Non cos per i dotti.
Non cos per coloro che non sanno che Dio ha parlato attraverso le Scritture. Non cos per coloro che sono
lontani anche culturalmente dalla rivelazione cristiana. Loro devono fare un lungo cammino. Come i magi,
che sono arrivati a Betlemme dopo un lungo viaggio, intrapreso dopo aver avuto unintuizione, dopo aver
visto una stella.
Ma non basta vedere una stella per decidere di seguirla. Bisogna avere una grande passione per la verit e il
coraggio di fidarsi di un segno poco sicuro rispetto alle certezze della propria ragione. I magi lo fanno, cos
come, nel corso della storia, lo hanno fatto tanti uomini e donne: cercatori di verit che hanno incontrato
Cristo dopo un lungo viaggio dai luoghi pi impervi della loro anima e del pianeta.
Lepifania, la manifestazione di Cristo, per tutti. La predicazione del vangelo attira menti illuminate e colte
di ogni tempo come la stella attir i magi. Ma i magi di ogni epoca saranno sempre preceduti dai pastori.
La Madre Regina del Figlio Re presenta Ges alla vista dei popoli; ma il bambino che lei offre stende le
braccia come fosse crocifisso.
E questo mistero che i magi, sapienti di questo mondo, si sono chinati a contemplare in un bambino,
perch quello che stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che debole per
il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti (1Cor 1,27). Essi hanno trovato Colui che i loro doni gi
prefiguravano: loro che si offre solo ai re, lincenso che si innalza solo a Dio, la mirra con cui si ungono i
cadaveri.
Dal sussidio liturgico CEI