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Esistono tre momenti che si possono individuale nellopera di Lacan rispetto alle psicosi.

Il
primo momento imperniato intorno al discorso eziologico dove possiamo ritrovare una
critica al riduzionismo della biologia. Un secondo momento quello strutturalista: la
forclusione del Nome-del-Padre produrr la psicosi, lesclusione del piano simbolico sar
prevalente.
Da ultimo Lacan individuer, a partire di una rottura prodotta nei registri del nodo
borromeo, il momento in cui si installer la psicosi; la cosiddetta clinica borromea o
clinica dei nodi. Questi tre momenti sono per da leggersi come tre momenti logici che
coesistono nella clinica Lacaniana. Quello che cambier sar piuttosto la rilevanza data
nel corso del tempo dallo psichiatra e psicoanalista francese al Simbolico in relazione con
il Reale e allImmaginario nella struttura psichica.
In questo breve scritto si intende dare una presentazione sebbene didascalica di alcuni di
questi passaggi logici prendendo a riferimento le psicosi sino a giungere a descrivere la
cosiddetta psicosi ordinaria. Questo concetto testimonia non solo limportanza che la
Scuola lacaniana riserva alle psicosi ma anche della continua ricerca in questo campo
essendo questa una concettualizzazione nuova per la clinica psicoanalitica.
Nel Seminario III specificatamente dedicato alle psicosi, e in una fase iniziale del suo
insegnamento,

Lacan

riprende

le

operazioni

Freudiane

di Bejahung,

Verdrangung eVerwerfung per stabilire le differenze tra nevrosi e psicosi nella sua
costituzione. Per Freud laBejahung, laffermazione, la decisione primaria in cui il giudizio
di attribuzione prende la sua origine un sostituto dell'unificazione, unificazione che
appartiene

all'Eros.

Freud

lo

pone

come

precedente

necessario

della Verneinung (denegazione), che si oppone alla Bejahung primaria e costituisce come
tale ci che espulso.[1]
Lacan spiega la Bejahung come loperazione fondante una simbolizzazione originaria per
mezzo della quale i significanti si iscrivono nel registro del simbolico: [] unammissione
nel senso del simbolico, la quale pu far difetto.[2]
La Verdrangung, sulla scia di Freud, il meccanismo della rimozione. Rimozione
propriamente detta mediante la quale il resto dei significanti della catena (S 2) sono attratti
verso linconscio a partire dalla rimozione originaria esercitata sullS 1, costitutivo

dellapparato psichico nella nevrosi. Affinch i significanti possano essere rimossi


necessario che siano stati inscritti nel simbolico: Ci che cade sotto la rimozione fa
ritorno, giacch rimozione e ritorno del rimosso non sono che il diritto e il rovescio di una
medesima cosa. Il rimosso sempre l, e si esprime in modo perfettamente articolato nei
sintomi e in una moltitudine di alti fenomeni[3] e ancora ci che avviene quando
qualcosa non quadra a livello di una catena simbolica.[4]
In questo senso Lacan spiega che la rimozione una operazione che agisce nel simbolico
e il ritorno del rimosso, che si esprime in forma articolata nel simbolico, insiste sulla catena
significante.
Sempre nello stesso passaggio citato poco sopra Lacan prosegue: Per contro, ci che
soggiace alla Verwerfung ha una sorte completamente differente.[5] La Verwerfunf la
preclusione (la forclusion in francese). Facendo una lettura di Freud, Lacan recupera il
termine per spiegare che Freud teorizzava il meccanismo della psicosi come rifiuto per
opporlo al meccanismo nevrotico della rimozione nella nevrosi: Quando, allinizio della
psicosi, il non-simbolizzato riappare nel reale, ci sono delle risposte da parte del
meccanismo dellaVerneinung, ma sono inadeguate.[6] La prima differenza che stabilisce
Lacan che mentre la rimozione opera nel registro del simbolico, la preclusione o
forclusione, trattandosi di un rifiuto dellordine del reale: La distinzione essenziale
questa: lorigine del rimosso nevrotico non si situa al medesimo livello di storia nel
simbolico dellorigine del rimosso di cui tratta nella psicosi, anche se c il rapporto pi
stretto dei contenuti.[7]
Ma come opera la forclusione? Si tratta di un rifiuto di un significante particolare, il Nomedel-Padre. Di che cosa si tratta quando parlo di Verwerfung? Si tratta del rigetto di un
significante primordiale nelle tenebre esterne, [].[8] Nella psicosi quindi non
c Bejahungdel Nome-del-Padre ma c comunque la simbolizzazione originaria dal
momento che lo psicotico un essere parlante e come tale abita il linguaggio. In questo
senso la forclusione come rifiuto implica che un significante non accede alliscrizione
simbolica. Il simbolico lo rifiuta e quindi, se questo avviene, non pu esservi la rimozione.
Quindi quello che non si pu iscrivere nel simbolico, ci dice Lacan, ritorner
necessariamente nel reale. Nel seminario terzo Lacan teorizza questo quando tratta le
allucinazioni.

In altre parole nella nevrosi le formazioni dellinconscio (lapsus, sintomi, etc.) manifestano
un ritorno del rimosso nel simbolico. Rimosso che opera articolato nella catena
significante. Nella psicosi questa articolazione alla catena significante non possibile
quindi il ritorno, se cos si pu dire, dal reale. Il meccanismo in opera sar dunque non la
rimozione ma la forclusione del Nome-del-Padre.
Continuiamo adesso sempre riferendoci alle psicosi straordinarie (schizofrenia e
paranoia) che, come vedremo, possono essere chiamate cos a partire dalle cosiddette
psicosi ordinarie.
Il termine schizofrenia posteriore alla psicoanalisi (a differenza della paranoia) e
possiamo indicare il 1911 come un anno fondamentale per tale concetto. lanno del testo
di Breur La demenza precoce e il gruppo delle schizofrenie, del lavoro di Freud sul caso
Schreber e dellopera di Jung sulla libido. Ma se esisteva una certa vicinanza tra la
psichiatria classica e la psicoanalisi cos non si pu dire oggi. La psichiatria infatti si trova
pi vicina piuttosto alla neurobiologia, cosa che conduce a trattamenti basati quasi
esclusivamente a terapie farmacologiche piuttosto che su una clinica fondata sui
meccanismi di produzione delle psicosi. Riguardo alla schizofrenia vi sono quindi profonde
differenze tra psichiatria e psicoanalisi. Differenze riguardanti la diagnosi, la lettura degli
eventi che precedono lo scatenamento e la direzione della cura.
Nella psichiatria attuale la schizofrenia diagnosticata, seguendo la logica dei manuali
diagnostici, in raggruppamenti sintomatici pi che in relazione a una certa entit clinica.
evidente come tre sono in questo caso gli assi principali: sommatoria, tempo e differenza.
In altri termini si controlla se vi sono un certo numero di sintomi che devono persistere per
un certo lasso temporale. Poca importanza avr la causa se non apporta dati per una
interpretazione

neurologica

(alterazioni

morfologiche

celebrali),

neurobiologica

(modificazioni a livello dei neurotrasmettitori) o genetica.


Per la psicanalisi la logica da adottare quella che fa riferimento a due assi: quello della
struttura e quello della posizione soggettiva ed entrambi profondamente articolati con il
meccanismo causale in gioco. Per la diagnosi da una parte prenderemo in considerazione
i fenomeni elementari,[9] fenomeni che non si sottomettono a nessuna significazione e
dallaltra la posizione di quel particolare soggetto nel transfert, cio la posizione del
paziente in relazione allanalista. Per individuare quali siano i fenomeni di struttura che
possiamo incontrare dobbiamo pensare al soggetto come costituito da una struttura a tre

registri: immaginario, simbolico e reale. Questi tre registi si trovano annodati secondo la
logica del nodo borromeo: i tre nodi sono articolati in una forma tale per la quale se se ne
scioglie o si annulla uno gli altri due si separano. Nella psicosi il nodo simbolico non
mantiene questo schema, sciolto, e quindi il nodo dellimmaginario destrutturato e il
reale non pu essere legato, tenuto direi. Si produce un quarto annodamento che Lacan
chiama il Sinthomo. Nello specifico della psicosi lassenza di presa del simbolico
determina in questo quarto annodamento il tentativo di mantenere una certa coerenza e
allo stesso tempo un tentativo di supplire a questa mancanza attraverso il delirio che sar
una compensazione immaginaria, una risorsa per supplire alla mancanza del Nome-delPadre.
Lo scioglimento dei tre registri produce tragiche alterazioni. Il primo riferimento alla
particolare relazione che lo psicotico ha con il linguaggio, lo stesso Freud dice che lo
schizofrenico tratta le parole come se fossero cose. In altri termini tratta il simbolico come
il reale. Per un soggetto ci che fa di un organismo un corpo il simbolico, mancando
questo il corpo si spezzetta ed ecco per esempio le numerose mutilazioni che possono
ricorrere in pazienti schizofrenici. Lanello del registro immaginario si sgancia dal suo
ormeggio, si emancipa dagli altri due producendo determinati effetti come per esempio i
fenomeni di frammentazione corporea. I neologismi, le allucinazioni, la parola piena di
significato o vuota di senso, il maneggio particolare degli affetti, sono fenomeni tutti che
possiamo spiegare come tendenza allindipendenza dei tre registi.
Per oltre a questa logica, che spiega la causa, che potremmo dire significante, dei
fenomeni delle psicosi, non dobbiamo perdere di vista che ci che distingue la psicanalisi
dalla scienza positivista: la posizione soggettiva. Detto altrimenti si tratta di definire quale
sia la relazione del soggetto con ci di cui soffre e che la diagnosi delle psicosi per la
psicoanalisi avviene nel transfert. necessario relazionarsi a un altro per giungere a una
diagnosi.
Consideriamo brevemente adesso la paranoia oltre alla schizofrenia
Lacan fin dal suo articolo del 1931,[10] differenzia i disturbi schizofrenici e le psicosi
maniaco-depressive dalle psicosi paranoiche, facendo di queste ultime un punto cardine
della sua riflessione sulle psicosi. Gi nella sua tesi di specializzazione Lacan fa della
paranoia una strategia finalizzata ad identificare il godimento con il luogo dellAltro. Ed
attraverso la paranoia che Lacan reperisce il tempo inaugurale di istituzione dellidentit.

LIo, infatti, si struttura come fondamentalmente paranoico, ovvero vincolato e asservito


alla propria immagine in quanto immagine dellaltro. Ecco quindi che la struttura della
paranoia esemplifica in modo mirabile un concetto cardine il soggetto dipende nel suo
essere dal campo dellAltro. E infatti il godimento identificandosi al luogo dellAltro da vita a
fenomeni nei quali lAltro a perseguitare il soggetto. Freud e Lacan ci offrono quindi una
doppia lettura, una legata a una fissazione narcisistica e laltra alla proiezione difensiva. La
particolarit della proposta lacaniana sta nel diverso statuto attribuito alla paranoia. Se gi
la schizofrenia marcata dalla frammentazione del corpo, il delirio paranoico offre al
soggetto psicotico un possibile trattamento, una consistenza di fondo che eviti il rischio
della frammentazione.
Un ultimo passaggio da dedicare alle cosiddette psicosi ordinarie. La creazione del
significante di psicosi ordinaria ha come data di riferimento quella del 1998 ad Antibes.
[11]Prima di questa vi furono altri due momenti: il prima il lavoro del 1996 ad
Anger[12] sugli effetti di sorpresa[13] mentre il seconda di Arcachon, nel 1997, affronta il
tema dei casi rari e considerati inclassificabili, che resistono a classificazioni strutturali, a
categorie cliniche ordinate a partire dalla presenza o dallassenza del Nome-del-Padre.
Casi questi che anche in assenza di disturbi del linguaggio paradigmatici della psicosi
suggeriscono una diagnosi di questo tipo, sebbene la confusione con un quadro di
normalit fosse possibile. Del resto gi nel Seminario III Lacan ci dice che diventa
possibile considerare la psicosi fuori dallo scatenamento e dal delirio.[14] Il lavoro
condotto negli anni precedenti port Jacque-Alain Miller, proprio nella conversazione di
Antibes a coniare lespressione psicosi ordinaria: ordinaria come ordinarie sono le vite
dei soggetti che non soffrono degli stessi problemi invalidanti di chi invece pu essere
ricondotto con maggior certezza a una diagnosi di psicosi, a questo punto e per
contrapposizione, definibile come straordinaria. Ma attenzione, la nuova nozione non
deve essere intesa come una scorciatoia per la diagnosi l dove e quando non si riesce a
definirne una. Miller mette in guardia da un suo uso disinvolto come rifugio dellignoranza
o dellostentazione. Inoltre Miller non la presenta come una categoria diagnostica ma
piuttosto come una qualit, variante diagnostica allinterno delle psicosi, come un
sintagma. In altri termini si puntualizza con forza che siamo in presenza s di un ambito
preciso ma pur sempre allinterno di quello delle psicosi.
Non quindi una etichetta da attaccare ai casi inclassificabili della clinica. Quello che
stata in un primo tempo la funzione di questa nozione fu una sistematizzazione della

ricerca nel campo delle psicosi. Come ci dice Eric Laurent in un intervento dal titolo le
psicosi ordinarie a Buenos Aires[15] si tratta di un programma di ricerca e che continua ad
esserlo, pi di una categoria quindi, una categoria sintomatica.
Lo spostamento importante che la sua introduzione ha apportato, utilizzando le parole di
Guy Briol, quello dato del passaggio da una clinica dicotomica, bipolare, nevrosipsicosi, a una clinica della continuit. Proseguendo sulla scia del ragionamento di Briol
importante sottolineare come la clinica che la connota poco florida, si presenta con pochi
sintomi, piccoli disturbi del linguaggio, piccole idee di megalomania, qualcosa che si vive
come vuoto, come se fosse la clinica della normalit. Ci che maggiormente pu
richiamare la nostra attenzione , nello specifico, lo sforzo di apparire normale, come
diceva Jean Pierre Deffieux sono soggetti psicotici con un vestito da nevrotici. Sempre
Briol: Ci che spiega la psicosi ordinaria una grande variet di annodamenti (psicosi
non scatenate, ). Non si tratta di ci che vediamo in ospedale, ha pi a che veder con
qualcosa che cigola, con qualcosa che, in riferimento a una frase di Lacan, ha a che
vedere con il punto pi intimo del sentimento della vita del soggetto, come se mancasse
una facilit per muoversi, per pensare, per vivere i sentimenti, la relazione con gli altri,
qualcosa che non totalmente bloccato ma che cigola.[16]
Ma da tutta questa faccenda si apre un problema clinico perch effettivamente
conosciamo lidentit psicopatologica di un soggetto quando ha una crisi, la prova del
nove la crisi. Invece, le psicosi ordinarie non hanno grandi crisi, ma dallaltra parte ci
danno lidea di quali siano stati i rimedi che hanno usato per non avere la crisi, quale
annodamento, quale tappo ha inventato il soggetto per non scatenarsi. Quindi quando
leggiamo della psicosi ordinaria abbiamo sempre tre denominatori comuni: una
sintomatologia piccola o discreta, una pseudo normalit e il servire come tappo, ci che
evita qualcosa di peggiore.[17]
Per identificare alcune coordinate minime si pu far riferimento a un interessante articolo
di Alexander Stevens che fornisce alcune caratteristiche sulla psicosi ordinaria quando
non si davanti a scatenamenti evidenti: Il primo una precipua registrazione del
soggetto sullidentificazione immaginaria. Questo il caso quando il soggetto trova il suo
modo di far legame sociale e le modalit di identificazione esclusivamente o
principalmente sullasse immaginario. [] Una seconda caratteristica che potrebbe
indicare una psicosi ordinaria un senso di vuoto nella vita interiore del soggetto. [] il

soggetto dice di non pensare a niente e che non incontra che il vuoto nei suoi pensieri. []
In terzo luogo, troviamo anche qualche fenomeno sul corpo. Questo esplicito nei
fenomeni ipocondriaci - che a volte precedono momenti di innesco delle psicosi []
Quarto, ci sono diverse declinazioni da fare sul girovagare, se si tratta di vagare in citt o
di peregrinazioni soggettivi. Sappiamo che molti senzatetto rientrano in questa categoria.
E i nostri colleghi che lavorano negli istituti per tossicodipendenti possono testimoniare
che questa la forma di errare che accompagna spesso i tossici spesso un segno di
psicosi che coperto da questa scelta di godimento. [] importante fare la diagnosi
corretta perch da ci dipende la direzione del trattamento. Ma c' qualcosa di ancora pi
importante che la diagnosi di struttura che quello di individuare il punto di capitone che
stabilizza un soggetto e il suo sentimento di vita. I sintomi che servono a questo equilibrio
devono essere rispettate in particolare per il soggetto psicotico, perch sono quelli che
impediscono l'insorgenza della psicosi.[18]
[1] J. Lacan, Risposta al commento di Jean Hyppolite sulla Verneinung di Freud, in Scritti,
vol. 1, Einaudi, Torino 1974, p. 379
[2] J. Lacan, Il seminario, Libro III, Le psicosi (1955-1956), Einaudi, Torino 2010, p. 15
[3] Ibid, p. 16
[4] Ibid, p. 97
[5] Ibid, p. 16
[6] Ibid, p. 100
[7] Ibid, p. 17
[8] Ibid, p. 173
[9] Concetto che Lacan mutua da Clrambaut sebbene questultimo ne avesse una
concezione pi meccanica.
[10] J. Lacan, Struttura delle psicosi paranoiche (1931), La Psicoanalisi, N. 39, pp. 10 24 (2006)

[11] J. A. Miller, La psicosi ordinaria. La convenzione di Antibes, Astrolabio Ubaldini, Roma


2000
[12] J. A. Miller, Il conciliabolo di Angers. Effetti di sorpresa nella psicosi, Astrolabio
Ubaldini, Roma 1999
[13] A questo proposito Emmanuel Fleury scrive: Che cos' essere sorpreso per un
soggetto psicotico? Un caso clinico ci permetter di mostrare che per un verso sorpreso
colui che catturato o dominato, per un altro verso sorpreso ci che, dovendo
rimanere nascosto, stato scoperto. Ibid, p. 45
[14] A. Zenoni, La psicosi al di l del padre, Franco Angeli, Milano 2001, p. 17
[15] 27 gennaio 2006
[16] Guy Briol, La psicosis ordinaria es una psicosis, relazione tenuta presso la Facultad
de Ciencias Polticas y Sociologa de la Universidad de Granada il 29 novembre 2009
[17] Jos Mara lvarez, Il sintomo nella psicosi, Relazione tenuta presso lIstituto
freudiano di Milano il 22 settembre 2012
[18]A. Stevens, La psychose ordinaire, Paris 2012- www.causefreudienne.net