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Corso di Laurea:

Insegnamento:
n Lezione:
Titolo:

INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE


Meccanica delle strutture
13
Determinazione delle reazioni vincolari con il
Principio dei Lavori Virtuali

FACOLT DI INGEGNERIA

LEZIONE 13 Determinazione delle reazioni vincolari con il


Principio dei Lavori Virtuali.
Nucleo
tematico

Lez.

Contenuto

13

Determinazione delle reazioni vincolari con il Principio dei


Lavori Virtuali. Condizioni affinch un sistema sia
staticamente determinato. Esempi.

I vincoli cui alcuni punti di un sistema sono soggetti impediscono ai


punti vincolati di compiere certi spostamenti ed al sistema di assumere
certe configurazioni spostate, realizzando questo impedimento
attraverso lesercizio di forze dette reazioni vincolari. Nelle ultime tre
lezioni stata mostrata lapplicazione delle Equazioni Cardinali della
Statica per la determinazione delle reazioni vincolari. Queste, si
ricorda dalla lezione 3, costituiscono una condizione necessaria e
sufficiente per lequilibrio di un sistema rigido e coinvolgono tutte le
forze esterne ad esso applicate.
In questa e nelle due lezioni successive si utilizzer il Principio dei
Lavori Virtuali per la determinazione delle reazioni vincolari. Questo
principio, si ricorda dalla lezione 4, costituisce una condizione
necessaria e sufficiente per lequilibrio di un sistema (anche non
rigido) e coinvolge solo le forze attive ad esso applicate.
Premessa
Nella lezione 4 stato ricordato il Principio dei Lavori Virtuali:
condizione necessaria e sufficiente affinch un sistema soggetto a soli
vincoli lisci sia in equilibrio nella configurazione C0 che risulti
(a)

= F1 P1 + F1 P1 + ... + Fn Pn = Fi Pi 0

(13.1)

i =1

per ogni configurazione spostata C1 a partire alla configurazione C0,


essendo F1 , F 2 , ..., Fn le forze attive applicate ai punti P1 , P 2 , ..., Pn
del sistema e P1 , P 2 ,..., Pn gli spostamenti virtuali dei punti
P1 , P 2 , ..., Pn nel passaggio del sistema dalla configurazione C0 alla
configurazione C1 ed n il numero di punti del sistema ai quali sono
applicate forze attive.
Si rimarca che la (13.1) per costituire condizione necessaria e
sufficiente per lequilibrio deve essere soddisfatta per ogni
configurazione spostata C1 che pu essere raggiunta a partire da C0
attraverso piccoli spostamenti dei punti del sistema.
Come riconosciuto nella lezione 4, nel caso di sistemi che
possono compiere solo spostamenti reversibili la (13.1) diventa

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Determinazione delle reazioni vincolari con il
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(a)

= Fi Pi = 0

(13.2)

i =1

Nel seguito si considerano sistemi costituiti da elementi rigidi (per i


quali il lavoro delle forze interne attive nullo per ogni elemento
rigido) soggetti a vincoli bilaterali e quindi suscettibili di compiere solo
spostamenti reversibili. Per questo verr utilizzata la forma (13.2) del
Principio dei Lavori Virtuali.
Come gi osservato nella lezione 4, il Principio dei Lavori
Virtuali coinvolge unicamente le forze attive e non le reazioni vincolari;
non pare quindi idoneo alla determinazione di queste ultime. Tuttavia i
vincoli limitano i possibili spostamenti dei punti vincolati attraverso
lesercizio di forze che, per essere esercitate dai vincoli, sono dette
reazioni vincolari. Pu affermarsi che leffetto di un vincolo su un
sistema equivalente alleffetto sul sistema della reazione vincolare
esercitata dal vincolo stesso. Perci sempre possibile pensare di
rimuovere da un sistema un vincolo e di sostituirlo con la sua reazione
vincolare senza che mutino le condizioni del sistema. Questa reazione
pu successivamente essere trattata come una forza attiva e quindi
essere coinvolta nella (13.1) o nella (13.2). Ad esempio per lasta di
figura 13.1a il carrello che vincola il punto A pu essere sostituito con
la reazione vincolare R da questo esercitata sul punto A, come
mostrato in figura 13.1b.
(a)

(b)

B
C
L/2

B
C

R
L/2

L/2

L/2

Figura 13.1.

La struttura di figura 13.1 prima della rimozione del vincolo


isostatica, mentre dopo la rimozione del vincolo una volta labile (ha
un grado di libert) ed quindi suscettibile di assumere configurazioni
spostate identificate da un solo parametro di spostamento. Sostituito il
vincolo con la sua reazione vincolare incognita R , quindi possibile
valutare per quale valore del modulo R di R la configurazione iniziale
C0 del sistema in equilibrio. Per fare questo utilizzando il Principio
dei Lavori Virtuali necessario individuare, a partire da C0 le
configurazioni spostate C1 del sistema e valutare gli spostamenti
virtuali dei punti di applicazione delle forze nel passaggio da C0 a C1.
La generica configurazione spostata C1 del sistema di figura 13.1 pu
identificarsi ad esempio mediante il parametro di spostamento
(figura 13.2), cio mediante la rotazione dellasta AB attorno al punto
B che ne costituisce il centro di rotazione assoluto.
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C0

A
A

B
C

L/2

L/2

L/2

L/2
v(x)

y
z

C1

vA

vC

x
xB

Figura 13.2.

Considerando allora la configurazione spostata C1 identificata da un


valore piccolo ma non nullo di (figura 13.2), nel passaggio da C0 a
C1 ogni punto del sistema compie uno spostamento che, per essere
piccolo e compatibile con i vincoli, uno spostamento virtuale. Di
questi spostamenti (che sono tutti verticali) pu essere tracciato il
diagramma, come mostrato in figura 13.2. Relativamente a questi
spostamenti virtuali la forza F compie il lavoro:

LF = F C = F v C = F

L
2

(13.3)

essendo C lo spostamento virtuale di C nel passaggio dalla


configurazione C0 alla configurazione C1 ed essendo vC la
componente verticale di C ; il lavoro virtuale (13.4) negativo avendo
la forza e lo spostamento la stessa direzione e verso opposto.
Sempre nel passaggio da C0 a C1 la reazione R (considerata come
forza attiva in quanto stato rimosso il vincolo) compie il lavoro

LR = R A = R v A = R L

(13.4)

essendo A lo spostamento virtuale di A nel passaggio dalla


configurazione C0 alla configurazione C1 e vA la sua componente
verticale. Siccome F ed R sono le uniche forze applicate al sistema e
quello considerato lunico spostamento virtuale possibile per il
sistema (a meno dellentit di ), per la (13.2) pu affermarsi che
condizione necessaria e sufficiente per lequilibrio del sistema

L
L = LF + LR = F + R L = 0
2

(13.5)

la quale consente immediatamente di determinare la forza R


necessaria allequilibrio, cio la reazione vincolare del vincolo
inizialmente rimosso:

L
F + R L = 0
2

da cui

R=

F
2

(13.6)

Il procedimento per la determinazione di una componente di reazione


vincolare con il Principio del Lavori Virtuali consiste quindi nella
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rimozione del vincolo che impedisce lo spostamento che fa compiere


lavoro alla componente di reazione incognita (cio il vincolo che
impedisce la componente di spostamento nella direzione della
componente di reazione incognita) con la questa componente di
reazione incognita e nella valutazione del lavoro compiuto dalle forze
relativamente ad una configurazione spostata che fa compiere ai punti
del sistema (ed in particolare ai punti di applicazione delle forze)
spostamenti virtuali. In questo modo nella (13.2) compare la reazione
incognita in quanto questa compie lavoro non nullo per il fatto che
stato consentito lo spostamento del suo punto di applicazione.
Tenendo presente il procedimento delineato e considerando un
sistema costituito da elementi rigidi soggetto a certe forze attive note
F1 , F 2 ,...,F s ed a certi vincoli (figura 13.3), nel seguito ci si pone il
problema di stabilire sotto quali condizioni possibile determinare le
reazioni vincolari R1, R 2 ,...,Rr , cio le reazioni esercitate sul sistema
dai vincoli e, nei casi in cui questo possibile, di determinarle. In altre
parole, ricordando le definizioni date nella lezione 5, ci si pone il
problema di stabilire sotto quali condizioni il sistema staticamente
determinato. Per i sistemi staticamente determinati si mostrano le
operazioni necessarie alla valutazione delle reazioni vincolari
utilizzando il Principio dei Lavori Virtuali. Si considera cio lo stesso
problema discusso nella lezione 10 sulla base delle Equazioni
Cardinali della Statica e lo si affronta sulla base del Principio dei
Lavori Virtuali.
F4

F3
MF3

F2

F3
F5

F1

Figura 13.3.

Bilancio tra equazioni e reazioni vincolari incognite


Si consideri una struttura soggetta alle forze F1, F2 ,...,Fs ed a
vincoli le cui reazioni sono R1, R 2 ,...,Rr . Si noti innanzitutto che la
(13.2) una sola equazione algebrica lineare rispetto alle componenti
delle forze attive nelle direzioni degli spostamenti virtuali
P1, P2 ,...,Pn e quindi consente la determinazione di una sola
incognita quando tutte le altre quantit coinvolte sono note.
Seguendo il procedimento delineato la determinazione di una
componente di reazione vincolare, ad esempio la componente
orizzontale Rjx della reazione R j , richiede la rimozione del vincolo
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corrispondente (cio del vincolo che impedisce lo spostamento del


punto vincolato nella direzione di Rjx) e la sua sostituzione con la
componente di reazione incognita Rjx. Possono presentarsi i seguenti
casi.
-

La struttura isostatica; in questo caso la rimozione di un vincolo


di molteplicit 1 rende la struttura una volta labile e quindi
suscettibile di assumere configurazioni spostate identificate da un
solo parametro di spostamento. Una volta rimosso il vincolo pu
quindi essere identificata una configurazione spostata della
struttura e pu essere valutato il lavoro virtuale compiuto da tutte le
forze applicate e dallunica componente di reazione incognita, Rjx.
Questultima pu infine essere determinata imponendo la
condizione di equilibrio (13.2). Si conclude che una struttura
isostatica staticamente determinata.

La struttura iperstatica con grado di iperstaticit ip; in questo caso


la rimozione di un vincolo di molteplicit 1 rende la struttura
isostatica o iperstatica (isostatica se ip = 1, iperstatica se ip 2). In
entrambi i casi dopo la rimozione di un vincolo con molteplicit
unitaria la struttura non ha gradi di libert, non possibile
identificarne una configurazione spostata, i lavori compiuti dalle
forze applicate non possono essere valutati e non possibile
imporre il soddisfacimento della condizione di equilibrio (13.2).
Quindi la componente di reazione Rjx non pu essere determinata.
Si conclude che una struttura iperstatica staticamente
indeterminata. Si rileva che in questo caso per rendere la struttura
una volta labile e consentire cos lidentificazione di una
configurazione spostata e di spostamenti virtuali dei punti di
applicazione delle forze sarebbe necessario rimuovere ip + 1 gradi
di vincolo e sostituirli con ip+1 reazioni vincolari incognite. In questo
caso lunica equazione (13.2) conterrebbe per ip + 1 incognite che
non potrebbero essere determinate mediante una sola equazione.
Pi precisamente, esistono infiniti valori delle ip + 1 incognite in
grado di soddisfare lunica equazione lineare (13.2).

La struttura labile con grado di labilit lb; in questo caso la


rimozione di un vincolo di molteplicit 1 rende la struttura labile con
grado di labilit pari a lb + 1. La struttura ha allora lb + 1 gradi di
libert ed possibile identificare lb + 1 configurazioni spostate tra
loro indipendenti, nel senso ognuna di queste dipende da lb + 1
parametri di spostamento indipendenti. Rimosso il vincolo quindi
possibile valutare gli spostamenti virtuali dei punti di applicazione
delle forze per ognuna di queste configurazioni spostate ottenendo
lb + 1 equazioni di equilibrio del tipo della (13.2). Queste equazioni
(che sempre sono lineari nelle componenti delle forze e delle
reazioni incognite) devono essere tutte soddisfatte, dovendo
essere nullo il lavoro compiuto per ogni configurazione spostata
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del sistema e costituiscono quindi un sistema lineare con lb + 1. Le


equazioni del sistema contengono una sola incognita che la
reazione vincolare dellunico vincolo che stato rimosso e quindi in
generale il sistema non ha soluzione. Questo significa che il
vincolo non in grado di esercitare una reazione tale da soddisfare
tutte le equazioni (13.2) che possono essere scritte relativamente a
tutte le possibili configurazioni spostate e cio tale da rendere nullo
il lavoro virtuale per ogni configurazione spostata. Si conclude che
lequilibrio del sistema impossibile. Si ricorda ancora che per
aversi una configurazione di equilibrio la (13.2) deve essere
soddisfatta per ogni spostamento virtuale.
Si pu giungere alle conclusioni appena esposte con un
ragionamento alternativo. Si consideri una struttura costituita da n
elementi rigidi tra loro connessi soggetta alle forze F1 , F 2 , ..., F s ed a
vincoli le cui reazioni sono R1 , R 2 , ..., R r . Si immagini di rimuovere tutti
i vincoli dalla struttura e sostituirli con le relative componenti di
reazione vincolare incognite. Queste componenti sono in numero pari
alla somma v delle molteplicit dei vincoli cui la struttura soggetta
(essendo v > r in quanto alcuni degli r vincoli possono essere doppi o
tripli). Rimuovendo tutti i vincoli esterni ed interni ogni asta rigida
libera nel piano e quindi si ottiene un sistema con N = 3n gradi di
libert e quindi suscettibile di N = 3n configurazioni spostate
indipendenti. Nelle condizioni di equilibrio la (13.2) deve essere
soddisfatta per ogni configurazione spostata e quindi lequilibrio deve
essere imposto scrivendo la (13.2) per ognuna di queste 3n
configurazioni spostate. Si ottiene cos un sistema lineare costituito
dalle 3n condizioni (13.2), scritte per ogni configurazione spostata del
sistema. Possono presentarsi i seguenti casi.
-

Il numero v delle componenti di reazione vincolare incognite pari


al numero N = 3n dei gradi di libert e quindi di equazioni (13.2)
disponibili; in questo caso (salvo casi particolari che saranno
discussi in seguito) la soluzione del sistema di equazioni unica e
le v componenti di reazione vincolare possono essere determinate
risolvendo il sistema. Daltra parte si ricorda che un sistema dotato
di v = N = 3n gradi di vincolo isostatico; si conclude che un
sistema isostatico staticamente determinato.

Il numero v delle componenti di reazione vincolare incognite


superiore al numero N = 3n dei gradi di libert e quindi di equazioni
(13.2) disponibili. In questo caso il sistema di equazioni lineari
(13.2) costituito da N = 3m equazioni nelle v > N componenti di
reazione vincolare incognite. Questo sistema ha infinite soluzioni e
quindi non possibile determinare univocamente le reazioni
incognite. Ricordando che un sistema dotato di v > N = 3m gradi di
vincolo iperstatico, si conclude che un sistema iperstatico
staticamente indeterminato.
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Il numero v delle componenti di reazione vincolare incognite


inferiore al numero N = 3m di gradi di libert e quindi di equazioni
(13.2) disponibili. In questo caso il sistema di equazioni lineari
(13.2) costituito da N = 3m equazioni nelle v < N componenti di
reazione vincolare incognite. Questo sistema non ha, in generale,
soluzione. Ricordando che un sistema dotato di v < N = 3m gradi di
vincolo labile, si conclude che per un sistema labile il problema
della determinazione delle reazioni vincolari nelle condizioni di
equilibrio , in generale, impossibile.

Una pi dettagliata discussione del problema pu essere


effettuata sulla base del teorema di Rouch-Capelli.

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LEZIONE 13 Sessione di studio 1


Determinazione delle reazioni vincolari con il Principio dei Lavori
Virtuali.
Nella lezione descritto il bilancio tra numero di reazioni vincolari
incognite e numero di equazioni indipendenti che possono essere
ottenute applicando il Principio dei Lavori Virtuali per la
determinazione delle reazioni vincolari incognite. In questa sessione
viene mostrato quanto descritto nella lezione attraverso un semplice
esempio.
Si consideri la struttura isostatica di figura 13.4a.
B

(a)

F1
E

F2

F1
E

L/2

(b)
1
C

F2

C
yC

L/2
A

A
L/2

L/4 L/4

L/2

L/2

Figura 13.4.

Volendo determinare la componente verticale yC della reazione RC


dellappoggio C necessario consentire al punto C uno spostamento
tale da far compiere lavoro alla componente di reazione yC incognita e
quindi sostituire lappoggio C con un carrello disposto in modo da
impedire la componente orizzontale e consentire quella verticale dello
spostamento di C. In questo modo stato rimosso il vincolo di
impedimento dello spostamento verticale del punto C, che viene
sostituito dalla relativa componente di reazione vincolare incognita yC
(figura 13.4b). La reazione incognita yC compir lavoro relativamente
allo spostamento verticale di C e quindi comparir nella condizione di
equilibrio espressa mediante il Principio dei Lavori Virtuali. La struttura
cos ottenuta ha un grado di libert ( una volta labile), pertanto una
sua configurazione spostata identificata da un solo parametro di
spostamento in funzione del quale sono determinabili gli spostamenti
di tutti i suoi punti. Si considera come parametro di spostamento
indipendente la rotazione 1 dellelemento 1; si fa compiere
allelemento 1 la rotazione 1, arbitraria purch piccola. Possono
allora essere tracciati i diagrammi degli spostamenti (che sono piccoli
spostamenti) orizzontali e verticali applicando i criteri esposti nella
lezione 8. Osservando che A C1 il centro di rotazione assoluto
dellelemento 1, che B C12 il centro di rotazione relativo tra gli
elementi 1 e 2, che il centro di rotazione assoluto C2 dellelemento 2
deve giacere sulla retta r, orizzontale per C e ricordando le propriet di
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allineamento dei centri di rotazione, si ottengono i diagrammi di figura


13.5.
y
B C12

yC12

L/2
F2 D

v(x)

u(y)

F1
uE

yC2

C2

yC

L/2

uD

A C1

yC1
a
xC2

xC1

xC12

vE
2

L/2

L/4 L/4

vC

L/2

L/2

Figura 13.5.

Si determinano preliminarmente con considerazioni geometriche la


distanza a indicata in figura 13.5

3
a= L
8

(13.7)

e la rotazione 2 dellelemento 2 in funzione del parametro di


spostamento assunto

3
3
1 L = 2 L a
4
4

da cui

2 = 21

(13.8)

Considerando i diagrammi di figura 13.5 immediato valutare il lavoro


compiuto dalle forze relativamente agli spostamenti virtuali dei loro
punti di applicazione.
La forza F1 compie il lavoro
LF1 = F1 E = F1 v E = F1 2 (L a ) =
3 5
5
= F1 2 L L = F1 2 L = F1 1L
4
8 8

(13.9)

essendo E lo spostamento virtuale del punto E nel passaggio della


struttura dalla configurazione iniziale C0 alla configurazione spostata
C1 identificata da 1 (figura 13.6). Le componenti uE e vE dello
spostamento E si leggono sui diagrammi degli spostamenti di figura
13.5. Nel presente caso il lavoro compiuto da F1 relativamente alla
componente orizzontale uE dello spostamento di E nullo essendo la
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forza ortogonale a questa componente di spostamento, mentre il


lavoro compiuto da F1 relativamente alla componente verticale vE
dello spostamento di E positivo avendo la forza e la componente di
spostamento la stesso verso.
la forza F2 compie il lavoro

L F2 = F 2 D = F2 uD = F2 1

L
2

(13.10)

essendo D lo spostamento virtuale del punto D nel passaggio della


struttura dalla configurazione iniziale C0 alla configurazione spostata
C1 identificata da 1 (figura 13.6) ed essendo uD la componente
orizzontale di D , che si legge sul diagramma degli spostamenti
orizzontali di figura 13.5.
Infine, la forza y C compie il lavoro
L yC = y C C = y C v C = y c 2 (2 L a ) =
=

(13.11)

13
13
y c 2 L = y c 1 L
8
4

essendo C lo spostamento virtuale del punto C nel passaggio della


struttura dalla configurazione iniziale C0 alla configurazione spostata
C1 identificata da 1 (figura 13.6) ed essendo vC la componente
verticale di C , che si legge sul diagramma degli spostamenti verticali
di figura 13.5.
Gli spostamenti, C = (uC ,v C ) , D = (uD ,v D ) e E = (uE ,v E ) dei punti C, D
ed E relativamente al passaggio della struttura dalla configurazione
iniziale C0 a quella spostata C1 sono rappresentati in figura 13.6.
B

1
F2 D
D

F1
E
E
vE E
uE

C0
2
C1
C=vC

D
vD
uD

yC
C
C

Figura 13.6.

Le componenti orizzontali uE, uD e uC e verticali uE, uD e uC di questi


spostamenti sono rappresentate in figura 13.6 si leggono sui
diagrammi di figura 13.5.
Il sistema in equilibrio quando yC ha il valore che rende nullo il lavoro
virtuale delle forze applicate; la condizione (13.2) per il presente caso
:

5
L 13
L = LF1 + LF2 + L yC = F1 1 L + F2 1 y c 1 L = 0
4
2 4

(13.12)

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dividendo ambo i membri per 1 (che piccolo ma non nullo) e per L


si ottiene lequazione

5
1 13
F1 + F2 y c = 0
4
2 4

(13.13)

e quindi

yc =

5 F1 + 2 F2
13

(13.14)

Si ribadisce che se il modulo di y C ha il valore dato dalla (13.14) il


lavoro virtuale nullo per ogni configurazione spostata a partire dalla
configurazione iniziale C0. Questo in quanto il sistema ha un solo
grado di libert e quindi ogni sua configurazione spostata identificata
da un solo parametro. Avendo assunto 1 come parametro di
spostamento per identificare le posizioni spostate del sistema, due
diverse configurazioni spostate possono al pi differire per il valore di
1 (che comunque deve essere assunto piccolo) e quindi sono
caratterizzate da una diversa entit degli spostamenti ma dalla stessa
forma. Daltra parte, ripetendo immaginando di ripetere il
ragionamento con un altro valore di 1 si otterrebbe ancora la (13.14)
in quanto questa risulta indipendente da 1 (sempre purch assunto
piccolo).
In modo analogo pu determinarsi la componente orizzontale
xC della reazione RC . In questo caso necessario sostituire la
cerniera C con un carrello disposto in modo da impedire la
componente verticale e consentire quella orizzontale dello
spostamento di C in modo che xC possa compiere lavoro per questo
spostamento. Si rimuove quindi il vincolo di impedimento dello
spostamento orizzontale del punto C che viene sostituito dalla
componente di reazione vincolare incognita xC, la quale compir
lavoro per lo spostamento orizzontale di C (figura 13.7b).
B

(a)

F1
E

F2

F1
E

L/2

(b)
1
C

F2

2
C
xC

L/2
A

A
L/2

L/4 L/4

L/2

L/2

Figura 13.7.

La struttura cos ottenuta ha un grado di libert ( una volta labile),


pertanto una sua configurazione spostata identificata da un solo
parametro di spostamento in funzione del quale sono determinabili gli
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Determinazione delle reazioni vincolari con il
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FACOLT DI INGEGNERIA

spostamenti di tutti i suoi punti. Si considera come parametro di


spostamento indipendente la rotazione 1 dellelemento 1 e con
considerazioni analoghe a quanto appena visto si ottengono i
diagrammi degli spostamenti tracciati in figura 13.8.
Si determinano preliminarmente con considerazioni geometriche la
rotazione 2 dellelemento 2

3
5
1 L = 2 L
4
4

2 =

da cui

3
1
5

(13.15)

e la distanza b indicata in figura 13.8

1 L = 2 b

5
b= L
3

da cui

(13.16)

Considerando i diagrammi di figura 12.8 si valuta il lavoro compiuto


dalle forze relativamente agli spostamenti virtuali dei loro punti di
applicazione.

C2

F1

B C12

yC12

1
F2 D

v(x)

L/2

u(y)

yC2

xC

C
uC

L/2
A C1

yC1
xC12

xC1

uD

vE

1
L/2

xC2

L/4 L/4

2
L/2

L/2

Figura 13.8.

La forza F1 compie il lavoro

3
L F1 = F1 E = F1 v E = F1 2 L = F1 1 L
5

(13.17)

la forza F2 compie il lavoro


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L F2 = F 2 D = F2 uD = F2 1

L
2

(13.18)

e la forza x C compie il lavoro

L
L xC = x C C = x C uC = x c 2 + b =

2
13
13
= x c 2 L = x c 1 L
6
10

(13.19)

essendo E , D e C gli spostamenti virtuali dei punti E, D e C


relativamente al passaggio della struttura dalla configurazione iniziale
C0 a quella spostata C1 (figura 13.9).
F1

C0

2
E

F2 D

vE

D
vD
A

E
uE

C1
xC
C=uC

C
C

D
uD

Figura 13.9.

Le componenti orizzontali e verticali di questi spostamenti si leggono


sui diagrammi di figura 12.8.
Il sistema in equilibrio quando xC ha il valore che rende nullo il lavoro
virtuale delle forze applicate; la condizione (13.2) per il presente caso
:

3
L 13
L = LF1 + LF2 + L xC = F1 1 L + F2 1 x c 1 L = 0 (13.20)
5
2 10
dividendo ambo i membri per 1 e per L si ottiene lequazione

3
1
13
F1 + F2 x c = 0
5
2
10

(13.21)

e quindi

xc =

6 F1 + 5 F2
13

(13.22)

Le componenti di reazione xC ed yC avrebbero potuto essere


determinate anche rimuovendo il vincolo C e sostituendolo con
entrambe le componenti della sua reazione vincolare (figura 13.10). In
questo modo sono consentite sia la componente orizzontale che la
componente verticale dello spostamento di C ed entrambe le
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componenti xC ed yC della reazione compiono lavoro relativamente a


queste componenti di spostamento.
F1

(a)

E
F2

F1
E

L/2

(b)

F2

xC

L/2

yC

A
L/2

L/4 L/4

L/2

L/2

Figura 13.10.

Si ottiene un sistema due volte labile, cio avente due gradi di libert,
la cui generica configurazione spostata identificata da due parametri
di spostamento indipendenti. Si considerano come parametri di
spostamento indipendenti le rotazioni 1 dellelemento 1 e 2
dellelemento 2. Scelte arbitrariamente le due rotazioni piccole 1 e 2
si ottengono i diagrammi degli spostamenti di figura 13.11.
u(y)
F1

B C12

yC12

L/2
F2 D
L/2

uB

v(x)

yC

uC

uD

xC

1
yC1

C2
A C1

y
xC2
xC1

xC12
1

x
vE

vB

L/2

vC

L/4 L/4

L/2

L/2

Figura 13.11.

I diagrammi degli spostamenti di figura 13.11 possono essere tracciati


seguendo uno dei procedimenti alternativi: a) si sceglie
arbitrariamente la rotazione 1 dellelemento 1 e si tracciano i
conseguenti diagrammi relativi a detto elemento; successivamente a
partire dalle ordinate che rappresentano gli spostamenti del punto B
(centro di rotazione relativa) si tracciano i diagrammi degli spostamenti
dellelemento 2, che sono rette aventi linclinazione 2 arbitraria
rispetto agli assi di riferimento x ed y; b) si sceglie arbitrariamente la
rotazione 1 dellelemento 1 e si tracciano i conseguenti diagrammi
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relativi a detto elemento; restano cos identificate le ordinate dei


diagrammi che rappresentano le componenti di spostamento di B
relativamente allelemento 1. Successivamente si sceglie
arbitrariamente un centro di rotazione C2 per lelemento 2 sulla retta
contenente AB (i centri di rotazione devono essere allineati); i
diagrammi degli spostamenti dellelemento 2 si ottengono unendo con
segmenti le ordinate che rappresentano lo spostamento di B con le
proiezioni del centro C2 sugli assi di riferimento.
Si osserva che in entrambi i casi la forma di questi diagrammi dipende
da due parametri arbitrariamente scelti; nel primo caso dalle rotazioni
1 e 2; nel secondo caso dala rotazione 1 e dala posizione di C2
sulla retta contenente AB.
Si rimarca che i sistemi delle figura 13.5 e 13.8 hanno un grado di
libert; infatti in questi casi la rotazione 2 stata determinata in
funzione di 1 che il solo parametro ad essere scelto
arbitrariamente. Il sistema di figura 13.11 invece ha due gradi di libert
e le rotazioni e 1 e 2 sono indipendenti e possono essere scelte
entrambe arbitrariamente.
Considerando i diagrammi di figura 13.11 immediato valutare il
lavoro compiuto dalle forze relativamente agli spostamenti virtuali dei
loro punti di applicazione.
La forza F1 compie il lavoro
1

3
L F1 = F1 E = F1 v E = F1 1 L + 2 L
4

(13.23)

la forza F2 compie il lavoro

L F2 = F 2 D = F2 uD = F2 1

L
2

(13.24)

la forza x C compie il lavoro

1
L xC = x C C = x C uC = x c 1L 2 L
2

(13.25)

e la forza y C compie il lavoro


5

3
L yC = y C C = y C v C = y c 1 L + 2 L
4

(13.26)

essendo E , D e C gli spostamenti virtuali dei punti E, D e C


relativamente al passaggio della struttura dalla configurazione iniziale
C0 a quella spostata C1 (figura 13.12).
Le componenti orizzontali e verticali di questi spostamenti si leggono
sui diagrammi di figura 13.11.
Il sistema in equilibrio per i valori di xC ed yC che rendono nullo il
lavoro virtuale delle forze applicate per ogni configurazione spostata,
cio per ogni coppia di valori di 1, 2.
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F1

F2 D

E
vE

D
vD
A

D
uD

C0
C1

uC

2
vC

uE

yC
xC
C

Figura 13.12.

La condizione (13.2) per il presente caso


L = L F1 + L F2 + L xC + L yC =
1
L

3
= F1 1 L + 2 L + F2 1 +
4
2

4
1
5

x c 1 L 2 L y c 1 L + 2 L = 0
2
4

(13.27)

dividendo ambo i membri per L/4 e riordinando si ottiene lequazione


F1 (3 1 + 2 ) + 2 F2 1 2 x c (2 1 2 ) y c (3 1 + 5 2 ) = 0 (13.28)

che deve essere soddisfatta per ogni coppia di rotazioni 1, 2. In


particolare la (13.28) deve essere soddisfatta per gli spostamenti
relativi alla configurazione spostata identificata da 1 0 e 2 = 0; in
questo caso la (12.28) diventa
3 F1 1 + 2 F2 1 4 x c 1 3 y c 1 = 0

(13.29)

Daltra parte la (12.28) deve essere soddisfatta anche per gli


spostamenti relativi alla configurazione spostata identificata da 1 = 0
e 2 0; in questo caso la (12.28) diventa
F1 2 + 2 x c 2 5 y c 2 = 0

(13.30)

Dovendo la (13.2), e quindi la (13.28), essere soddisfatta per ogni


spostamento virtuale, deve in particolare essere soddisfatta per le
configurazioni spostate definite da 1 0 e 2 = 0 e da 1 = 0 e 2 0.
Dovendo dunque la (13.29) e la (13.30) essere contemporaneamente
soddisfatte, dividendo la prima per 1 e la seconda per 2 si ottiene il
sistema

3 F1 + 2 F2 4 x c 3 y c = 0
F + 2 x 5 y = 0
1
c
c

(13.31)

4 x c + 3 y c = 3 F1 + 2 F2
2 x 5 y = F
c
c
1

(13.32)

cio

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risolvendo il quale si trova

xc =

6 F1 + 5 F2
13

yc =

5 F1 + 2 F2
13

(13.33)

Si osserva che la scelta tra le infinite configurazioni spostate che


possono identificarsi assegnando arbitrariamente 1 e 2 di quella
caratterizzata da 1 0 e 2 = 0 e di quella caratterizzata da 1 = 0 e
2 0 del tutto arbitraria ed assolutamente ininfluente sul risultato
finale. Infatti qualunque altra configurazione spostata pu pensarsi
come prodotta da una rotazione 1 non nulla con 2 = 0 seguita da
una rotazione 2 non nulla che avviene mantenendo fissa 1. In altre
parole gli spostamenti dei punti relativamente a qualunque altra
configurazione spostata possono ottenersi come combinazione lineare
di quelli delle due configurazioni spostate considerate.
Conseguentemente le equazioni tipo (13.34) che si otterrebbero
considerando altre due configurazioni spostate sarebbero
combinazione lineare delle (13.35) trovate.
Si consideri ora la struttura iperstatica di figura 13.13a.
B

(a)

F1
E

F2

F1
E

L/2

(b)
1
C

F2

C
yC

L/2
A

A
L/2

L/4 L/4

L/2

L/2

Figura 13.13.

Volendo determinare la componente verticale yC della reazione RC


dellappoggio C e pensando di procedere come appena descritto
necessario sostituire il vincolo con un carrello disposto in modo da
impedire la componente orizzontale e consentire quella verticale dello
spostamento di C ed evidenziare la componente di reazione yC (figura
13.13b). La struttura cos ottenuta non ha un gradi di libert (
isostatica), pertanto non pu assumere configurazioni spostate ed i
punti di applicazione delle forze non possono avere spostamenti
virtuali. Si pu allora pensare di rendere labile la struttura
diminuendone ancora il grado di vincolo. Ad esempio lincastro A pu
essere sostituito da una cerniera (in modo da consentire la rotazione
dellelemento 1) e dalla relativa reazione vincolare, cio da una coppia
di momento zA incognito. Si ottiene cos il sistema una volta labile di
figura 13.14b.

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F1

(a)

E
F2

F1
E

L/2

(b)

F2

C
yC

zA

L/2

A
L/2

L/4 L/4

L/2

L/2

Figura 13.14.

Per questo sistema si considera come parametro di spostamento


indipendente la rotazione 1 dellelemento 1. Possono essere allora
tracciati i diagrammi degli spostamenti orizzontali e verticali figura
13.15. Determinate la distanza

3
a= L
8

(13.36)

e la rotazione 2 dellelemento 2

3
3
1 L = 2 L a
4
4

2 = 21

da cui

(13.37)

pu essere valutato il lavoro compiuto dalle forze relativamente agli


spostamenti virtuali dei loro punti di applicazione.
y

F1

B C12

yC12

L/2
F2 D

v(x)

2
yC2

C2
L/2

u(y)

yC

zA

uD

A C1

yC1
a
xC2

xC1

xC12

vE
2

L/2

vC

L/4 L/4

L/2

L/2

Figura 13.15.

La forza F1 compie il lavoro

L F1 = F1 E = F1 v E = F1 2 (L a ) =
3 5
5

= F1 2 L L = F1 2 L = F1 1 L
8 8
4

(13.38)

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la forza F2 compie il lavoro

L
2

L F2 = F 2 D = F2 uD = F2 1

(13.39)

la forza y C compie il lavoro

L yC = y C C = y C v C = y c 2 (2 L a ) =
=

(13.40)

13
13
y c 2 L = y c 1 L
4
8

e la coppia di momento zA compie il lavoro

L zA = z A 1

(13.41)

essendo E , D e C gli spostamenti virtuali dei punti E, D e C


relativamente al passaggio della struttura dalla configurazione iniziale
C0 a quella spostata C1 (figura 13.16).
B

F1
E

1
F2 D
D

vE E
uE

C0
2
C1
C=vC

vD D
uD

yC
C
C

Figura 13.16.

Naturalmente le componenti orizzontali e verticali di questi


spostamenti si leggono sui diagrammi di figura 13.15.
Il sistema in equilibrio quando yC e zA hanno i valori che rendono
nullo il lavoro virtuale delle forze applicate; la condizione (13.2) per il
presente caso :
L = L F1 + L F2 + L yC + L zA =
5
L 13
= F1 1 L + F2 1 y c 1 L z A 1 = 0
4
2 4

(13.42)

dividendo ambo i membri per 1 si ottiene lequazione

5
1
13
F1 L + F2 L y c L z A = 0
4
2
4

(13.43)

Si osserva che essendo la struttura di figura 13.14b ad un grado di


libert la (13.40) rappresenta il lavoro compiuto dalle forze per ogni
spostamento virtuale in quanto tutte le configurazioni spostate del
sistema possono essere identificate dal solo parametro 1: due
configurazioni spostate possono al pi differire per il valore di 1 che
le identifica, restando caratterizzate dalla stessa forma. Immaginando
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di considerare una configurazione spostata caratterizzata da un


diverso valore di 1 si otterrebbero ancora le (13.40) e (13.41). Si
vede quindi come la (13.41), essendo una sola equazione non
consenta la determinazione univoca delle incognite yC e zA; la (13.41)
ha infinite soluzioni nel senso che per ogni valore di una delle
incognite pu determinarsi laltra. Questo significa che esistono infiniti
valori di yC e zA che soddisfano la condizione di equilibrio del sistema.
Come osservato relativamente allapplicazione delle Equazioni
Cardinali della Statica, per la determinazione univoca delle reazioni
vincolari nel caso delle strutture iperstatiche necessario introdurre
ulteriori equazioni che coinvolgono le deformazioni della struttura. Si
anticipa che queste ulteriori equazioni, dette di congruenza,
consentono di scegliere quella giusta tra tutte le soluzioni equilibrate
rappresentate per il presente caso dalla (13.41). Queste ulteriori
equazioni dipendono dalle ipotesi adottate sul comportamento
meccanico dei materiali di cui le aste sono costituite.
Si consideri infine la struttura una volta labile di figura 13.17a,
la quale, senza rimozione di vincoli, suscettibile di configurazioni
spostate tipo quella di figura 13.17b.
B

F1
E

F2

E
C

L/2
A

A
L/4 L/4

L/2

C1

F2 D

L/2

L/2

F1

C0 B

(b)

vE

uE

vD D
uD

L/2

Figura 13.17.

A queste configurazioni spostate corrispondono i diagrammi di


spostamento di figura 13.18, tracciati con i criteri esposti nella lezione
8.
Si considera come parametro di spostamento indipendente la
rotazione 1. Determinate la rotazione 2 dellelemento 2

3
5
1 L = 2 L
4
4

da cui

2 =

3
1
5

(13.44)

e la distanza b indicata in figura 13.18

1 L = 2 b

da cui

5
b= L
3

(13.45)

si pu valutare il lavoro compiuto dalle forze relativamente agli


spostamenti virtuali dei loro punti di applicazione.
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C2

F1

B C12

yC12

1
v(x)

L/2

u(y)

yC2

F2 D

C
uC

L/2
A C1

yC1
xC12

xC1

uD

vE

1
L/2

xC2

L/4 L/4

2
L/2

L/2

Figura 13.18.

La forza F1 compie il lavoro:

3
LF1 = F1 E = F1 v E = F1 2 L = F1 1 L
5

(13.46)

e la forza F2 compie il lavoro;

LF2 = F2 D = F2 uD = F2 1

L
2

(13.47)

essendo E e D gli spostamenti virtuali dei punti E e D


relativamente al passaggio della struttura dalla configurazione iniziale
C0 a quella spostata C1 (figura 13.17b).
Il sistema in equilibrio quando soddisfatta la condizione (13.2) e
cio, per il presente caso:

L
3
L = L F1 + L F2 = F1 1 L + F2 1 = 0
2
5

(13.48)

dividendo ambo i membri per 1 e per L si ottiene lequazione

3
1
F1 + F2 = 0
5
2

(13.49)

e quindi
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6
F2 = F1
5

(13.50)

Si pu concludere che, assegnate arbitrariamente due forze F1 ed F2


il sistema di figura 13.17a non in equilibrio, quali che siano le
reazioni dei vincoli. Cio lequilibrio del sistema , in generale,
impossibile. Il sistema in equilibrio solo per particolari valori dei
moduli delle forze F1 ed F2 soddisfacenti la (13.48).

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INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE


Meccanica delle strutture
13
Determinazione delle reazioni vincolari con il
Principio dei Lavori Virtuali

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Insegnamento:
n Lezione:
Titolo:

FACOLT DI INGEGNERIA

LEZIONE 13 Sessione di studio 2


Determinazione delle reazioni vincolari con il Principio dei Lavori
Virtuali.
Sono proposte nel seguito alcune osservazioni in merito a quanto
esposto nella lezione e nella prima sessione di studio.
Osservazione 1
Nella discussione presentata nella lezione si fatto riferimento
alla determinazione delle reazioni vincolari senza specificare se
queste fossero reazioni di vincoli esterni o di vincoli interni. Gli esempi
presentati sessione 1 si riferiscono alla determinazione di vincoli
esterni. Sotto le condizioni discusse, il Principio dei Lavori Virtuali
nella forma (13.2) pu evidentemente essere utilizzato per la
determinazione delle reazioni dei vincoli interni. Volendo ad esempio
determinare la componente orizzontale della reazione della cerniera B
della struttura isostatica di figura 13.19a si pu sostituire la cerniera
con un pendolo interno disposto in modo da consentire gli
spostamenti relativi orizzontali ed impedire gli spostamenti relativi
verticali (figura 13.19b) e con la componente di reazione vincolare
incognita, la quale compie lavoro relativamente alle componenti
orizzontali degli spostamenti degli estremi B delle aste 1 e 2, nel
seguito indicati per comodit B1 e B2 rispettivamente.
La struttura cos ottenuta ha un grado di libert ( una volta
labile) ed una sua configurazione spostata identificata da un solo
parametro di spostamento in funzione del quale sono determinabili gli
spostamenti di tutti i suoi punti. Si considera come parametro di
spostamento indipendente la rotazione 1 dellelemento 1 e si fa
compiere allelemento 1 la rotazione 1, arbitraria purch piccola.
B

(a)

F1
E

F2

xB

L/2

B1

(b)

1
C

F2

xB

F1

B2 E

L/2
A

A
L/2

L/4 L/4

L/2

L/2

Figura 13.19.

Possono essere allora tracciati i diagrammi degli spostamenti


orizzontali e verticali applicando i criteri esposti nella lezione 8.
Osservando che A C1 il centro di rotazione assoluto dellelemento
1, che C C2 il centro di rotazione assoluto dellelemento 2, che il
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centro di rotazione relativo C12 tra gli elementi 1 e 2 deve giacere sulla
retta r, verticale per B e ricordando le propriet di allineamento dei
centri di rotazione, si identifica la posizione del centro di rotazione
relativo C12 e si ottengono i diagrammi di figura 13.20.
u(y)
F1

B1 xB
xB B2 E

uB2

F2 D

L/2

uB1

C C2

yC2

uD

v(x)

C12

L/2

yC12

A C1

yC1
xC12

xC1

xC2
vE

1
L/2

L/4 L/4

2
L/2

L/2

Figura 13.20.

Si determina preliminarmente con considerazioni geometriche la


rotazione 2 dellelemento 2

3
5
1 L = 2 L
4
4

da cui

2 =

3
1
5

(13.51)

Considerando i diagrammi di figura 13.20 si valuta il lavoro compiuto


dalle forze relativamente agli spostamenti virtuali dei loro punti di
applicazione.
La forza F1 compie il lavoro

3
L F1 = F1 E = F1 v E = F1 2 L = F1 1 L
5

(13.52)

la forza F2 compie il lavoro

L F 2 = F 2 D = F2 uD = F2 1

L
2

(13.53)

la forza xB applicata allelemento 1 (punto B1) compie il lavoro


L xB1 = x B B1 = x B uB1 = x B 1 L

(13.54)

e la forza xB applicata allelemento 2 (punto B2) compie il lavoro

L xB2 = x B B 2 = x B uB2 = x B 2

L
3
= x B 1
2
10

(13.55)

essendo E e D gli spostamenti virtuali dei punti E e D e B1 e B2


gli spostamenti del punto B pensato appartenente allelemento 1
(punto B1) ed allelemento 2 (punto B2), relativamente al passaggio
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della struttura dalla configurazione iniziale C0 a quella spostata C1


(figura 13.21).

D
vD
uD

F1
E E

B1

B2

vE
uE

C1

F2 D
D

uB1
vB1 B

C0
2
C

uB2
1

B2

vB2=vB1

Figura 13.21.

Naturalmente le componenti orizzontali e verticali di questi


spostamenti si leggono sui diagrammi di figura 13.20.
Il sistema in equilibrio se xB ha il valore che rende nullo il lavoro
virtuale delle forze applicate; la condizione (13.2) per il presente caso
:

L = LF1 + LF2 + L xB1 + L xB2 =


3
3
L
= F1 1 L + F2 1 xB 1 L xB 1 = 0
5
2
10

(13.56)

dividendo ambo i membri per 1 e per L si ottiene lequazione

3
1
3
F1 + F2 xB xB = 0
5
2
10

(13.57)

e quindi

xB =

6 F1 + 5 F2
13

(13.58)

Osservazione 2
Le conclusioni della discussione presentata nella lezione,
relativamente alla possibilit di determinare le reazioni vincolari per
una struttura isostatica, iperstatica o labile, sono le stesse gi ottenute
ragionando sulla base delle Equazioni Cardinali della Statica (lezione
10). Questo deriva dal fatto che, avendo considerato solo sistemi
costituiti da elementi rigidi, nullo il lavoro compiuto dalle forze interne
attive. Nel caso invece di sistemi deformabili questo lavoro non nullo
e va considerato nel bilancio (13.2).

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LEZIONE 13 Sessione di studio 3


Determinazione delle reazioni vincolari con il Principio dei Lavori
Virtuali.
Sono proposte nel seguito ulteriori osservazioni in merito a quanto
esposto nella lezione e nella prima sessione di studio. Queste
osservazioni sono analoghe a quelle discusse nella lezione 10 sulla
base delle Equazioni Cardinali della Statica.
Osservazione 3
Secondo quanto appena esposto, le strutture isostatiche sono
staticamente determinate, quelle iperstatiche sono staticamente
indeterminate, mentre per quelle labili la soluzione in termini di
reazioni vincolari nelle condizioni di equilibrio , in generale,
impossibile. Questo vero per la grandissima maggioranza dei casi di
interesse tecnico ma non pu essere affermato in generale. Si rileva
infatti che il giudizio sulla isostaticit, iperstaticit o labilit di una
struttura dipende esclusivamente dal bilancio tra i gradi di libert e la
molteplicit dei vincoli cui la struttura soggetta e non dalla
disposizione dei carichi, mentre il giudizio sulla determinazione statica
o meno, dipendendo dallesistenza di una soluzione unica di un
sistema costituito dalla (13.2) scritta relativamente ad ogni possibile
configurazione spostata del sistema, dipende anche dalla disposizione
dei carichi. quindi logico attendersi che questi giudizi non siano
sempre perfettamente sovrapponibili. Ad esempio una struttura
vincolata in modo da essere labile pu essere, per particolari
disposizioni di carico, staticamente determinata, come accade ad
esempio alla struttura labile di figura 13.17 quando le forze applicate
sono tali da soddisfare la (13.48). Infatti, supponendo per questa
struttura soddisfatta la (13.48) e volendo determinare la reazione yC si
pu sostituire il carrello con la reazione stessa (figura 13.22b),
ottenendosi il sistema due volte labile gi considerato nelle figura
13.11 e nella figura 13.12.
B

(a)

F1
E

F2

F1
E

L/2

(b)
1
C

F2

C
yC

L/2
A

A
L/2

L/4 L/4

L/2

L/2

Figura 13.22.

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La condizione di annullamento del lavoro delle forze allora ancora


data dalla (13.27) nella quale deve porsi xC = 0, cio

L = LF1 + LF 2 + L yC =
3

1
L
= F1 1L + 2 L + F2 1 +
4
2
4

5
y c 1L + 2 L = 0
4
4

(13.59)

dividendo ambo i membri per L/4 e riordinando si ottiene lequazione


F1 (3 1 + 2 ) + 2 F2 1 y c (3 1 + 5 2 ) = 0

(13.60)

che deve essere soddisfatta per ogni coppia di rotazioni 1, 2. In


particolare, relativamente ad una configurazione spostata identificata
da 1 0 e 2 = 0 la (13.58) diventa
3 F1 1 + 2 F2 1 3 y c 1 = 0

(13.61)

mentre relativamente ad una configurazione spostata identificata da


1 = 0 e 2 0 la (13.58) diventa
F1 2 5 y c 2 = 0

(13.62)

Dovendo la (13.2) e quindi la (13.58) essere soddisfatta per ogni


configurazione spostata, deve in particolare essere soddisfatta per le
configurazioni spostate definite da 1 0 e 2 = 0 e da 1 = 0 e 2 0.
Dovendo dunque la (13.59) e la (13.60) essere contemporaneamente
soddisfatte, dividendo la prima per 1 e la seconda per 2 si ottiene il
sistema

3 F1 + 2F2 3 y c = 0

F1 5 y c = 0

(13.63)

Dalla seconda si ottiene la reazione vincolare

yc =

F1
5

(13.64)

che sostituito nella prima fornisce la gi trovata condizione (12.56)

6
F2 = F1
5

(13.65)

Solo per la particolare disposizione di forze che soddisfa la (13.63)


quindi possibile determinare con la (13.62) la reazione vincolare y C
della struttura labile.
Osservazione 4
I casi di sistemi soggetti a vincoli mal disposti (esempio 6.11)
possono essere facilmente riconosciuti attraverso il Principio dei
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Lavori Virtuali che in questi casi non consente la determinazione delle


reazioni vincolari. Infatti questi sistemi, pur essendo dotati di
molteplicit di vincolo pari al numero di gradi di libert, ammettono
configurazioni spostate senza la necessit di riduzione del grado di
vincolo. Lequazione (13.2) pu quindi essere impostata senza
coinvolgere le reazioni vincolari e, come per la struttura labile di figura
13.17, consente solo la determinazione, se esiste, della particolare
disposizione di forze applicate sotto la quale il sistema in equilibrio,
denunciando cos il fatto che lequilibrio non pu sussistere per una
disposizione di forze generica. Ad esempio, il sistema di figura 13.23a
pur essendo caratterizzato da v = N ammette la configurazione
spostata di figura 13.23b, cui corrispondono i diagrammi degli
spostamenti di figura 13.24.
Fx1 F1

(a)
F1

L/2
L/4
L/4

F2
C

Fx1

(b)

Fx2

Fx2

B
D

E
C1

A
L

F2

L/2

C0

F2

F1

Figura 13.23.
y

Fx1 F1
L/2
L/4
L/4
L/2

Fy1
Fx1

Fx1

C C2

yC1

Fy2

yC12

A C12

A C1

yC1

v(x)
xC12
xC1

Fx2

1
L

xC2

u(y)

vD
L

2
uD
uE

2
L

F2

Fy2

Fx2

Figura 13.24.

Relativamente a questi spostamenti la condizione (13.2) :

L = LF1 + LF 2 =
= Fx1 uD Fx 2 uE + Fy1 v D
3
= Fx1 1L Fx 2 1L + Fy1 1L = 0
2

(13.66)

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essendo nullo il lavoro della componente Fy2 in quanto nullo lo


spostamento verticale del punto E ed essendo la rotazione
dellelemento 2

2 = 21

(13.67)

Dividendo per 1 e per L la condizione di equilibrio si riscrive

3
Fx1 Fx 2 + Fy1 = 0
2

(13.68)

e quindi

3
Fx1 + Fy1 = Fx 2
2

(13.69)

che la condizione determinata nella lezione 10 mediante le


Equazioni Cardinali della Statica. La struttura in equilibrio quando le
forze applicate soddisfano la (13.67). Altrimenti la condizione di
equilibrio non pu essere soddisfatta quali che siano le reazioni
vincolari.
Osservazione 5
Le equazioni (13.2) sono lineari rispetto alle forze applicate, ed
in particolare rispetto alle reazioni vincolari incognite. Ricordando le
nozioni di Algebra Lineare, possono ripetersi esattamente le
affermazioni viste nella lezione 10 relativamente alla possibilit di
sovrapposizione degli effetti.

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