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Corso di Laurea:

Insegnamento:
n Lezione:
Titolo:

INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE


Meccanica delle strutture
6
Sistemi isostatici, labili, iperstatici

FACOLT DI INGEGNERIA

LEZIONE 6 Sistemi isostatici, labili, iperstatici.


Nucleo
tematico

Lez.

Contenuto

Bilancio tra gradi di libert e gradi di vincolo: sistemi di travi


isostatici, labili, iperstatici.

Nella meccanica delle strutture si studiano le configurazioni di


equilibrio dei sistemi strutturali; in questo corso ci si riferisce
particolarmente ai sistemi di travi. Questi sono costituiti da travi tra
loro in qualche modo connesse ed in qualche modo connesse al suolo
o ad altri sistemi ritenuti fissi. Le strutture devono essere collegate al
suolo (o a sistemi fissi) in modo che, pensate come costituite da corpi
rigidi, non abbiano possibilit di spostamento. Si vedr nel seguito del
corso che in questo caso il soddisfacimento delle condizioni di
equilibrio della struttura possibile qualunque sia il carico applicato.
Per un sistema piano di travi si descrivono nel seguito le condizioni
che i vincoli cui il sistema soggetto devono soddisfare per impedire
tutte le possibilit di spostamento del sistema steso pensato come
insieme di aste rigide tra loro connesse.
Sistemi labili, isostatici, iperstatici
La generica configurazione di un sistema piano di travi rigide
identificata da un certo numero di parametri indipendenti. Assegnato
un numero ad ognuno di questi parametri la posizione di ogni punto
del sistema (cio la sua configurazione) resta univocamente definita.
Ricordando la definizione data nella lezione 5 i parametri necessari e
sufficienti ad identificare la configurazione del sistema sono detti gradi
di libert del sistema.
In assenza di vincoli esterni una trave rigida ha nel piano 3
gradi di libert. Conseguentemente in assenza di vincoli esterni ed
interni un sistema piano costituito da n travi rigide ha nel piano
N = 3 n

(1)

gradi di libert nel senso che la sua generica configurazione


univocamente identificata dallassegnazione di 3n parametri reali (tre
per ognuna delle n travi).
Assegnata una configurazione iniziale C0 di un sistema di travi
rigide chiameremo configurazione spostata del sistema una
qualunque configurazione C1 che si ottiene a partire dalla
configurazione C0 assegnando certi spostamenti ai punti del sistema
in modo da rispettare i vincoli interni ed esterni cui il sistema
soggetto. chiaro che se il sistema ha N gradi di libert, assegnata la
configurazione iniziale C0 per definire univocamente una
configurazione spostata C1 del sistema necessaria e sufficiente
lassegnazione di N numeri reali che rappresentano parametri di
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spostamento a partire dalla configurazione C0. Questi parametri di


spostamento sono le componenti degli spostamenti dei punti del
sistema rispetto ad un riferimento preventivamente fissato o le
rotazioni degli elementi del sistema.
Per definire una configurazione spostata di un sistema
costituito da n travi rigide non soggette a vincoli sono quindi necessari
N = 3n parametri, essendo il sistema dotato di N = 3n gradi di libert.
Ad esempio la generica configurazione del sistema costituito dalle tre
travi rigide di figura 6.1 non collegate tra loro e non soggette a vincoli
esterni pu essere, ad esempio, identificata dai 9 parametri
indipendenti x1, y1, 1, x2, y2, 2, x3, y3, 3, essendo (xi, yi) le coordinate
di una estremit delle travi e i linclinazione delle travi rispetto allasse
x (i = 1, 2, 3).
Configurazione C1

Configurazione C0

y
3

y3
y2
y1

1
1

(b)
y2 + y2

x3

x2

y1 + y1

2 + 2

1
1 + 1

x1+x1

3 + 3

x
O x1

y3 + y3

(a)

x2+x2 x3+x3

Figura 6.1.

Detta C0 la configurazione di figura 6.1a, una configurazione spostata


C1 del sistema pu essere identificata dai 9 parametri x1, y1, 1,
x2, y2, 2, x3, y3, 3, essendo (xi, yi) gli incrementi delle
coordinate (xi, yi) e i gli incrementi delle inclinazioni i rispetto alla
configurazione iniziale C0.
La presenza di vincoli esterni o interni impone restrizioni a
questi spostamenti: in presenza di vincoli la configurazione spostata
identificata da meno parametri, essendo alcuni spostamenti impediti.
Ad esempio, se nel sistema di figura 6.1 sono presenti una cerniera
esterna allestremo 1 ed una cerniera interna tra le aste 2 e 3, dei 9
parametri visti ne sono sufficienti 5 (figura 6.2.) ed in particolare 1,
x2, y2, 2, 3, dovendo essere x1 = 0, y1 = 0, x2 = x3 e y2 =
y3. Il sistema cos vincolato ha quindi 5 gradi di libert.
Configurazione C0

y
3

y3
y2
y1

2
1

1
1

y3f

y2 + y2
3

y1

1
1

x
O x1

x2

x3

Configurazione C1
x3f = x2 + x2 + L2cos(2+2)
y3f = y2 + y2 + L2sin(2+2)

O x1

3
L2
2
2 + 2

L1
1 + 1
x2+x2

3 + 3

L3
3

x
x3f

Figura 6.2.
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Si osservi che la somma delle molteplicit dei vincoli cui soggetto il


sistema di figura 6.2 pari a 4, due relativamente alla cerniera interna
e due relativamente alla cerniera esterna.
Si verifica facilmente che la presenza di vincoli riduce il numero
di gradi di libert del sistema in ragione della somma delle molteplicit
dei vincoli cui il sistema soggetto. Quindi per impedire al sistema
ogni possibile spostamento, cio per rendere nullo il numero dei suoi
gradi di libert, necessario che questo sia soggetto a vincoli la cui
somma delle molteplicit sia almeno pari al numero di gradi di libert
del sistema pensato non soggetto a vincoli. Si vedr nel seguito che
questa condizione necessaria ma non sufficiente.
Detto N il numero di gradi di libert di un sistema costituito da
elementi rigidi pensato non soggetto a vincoli e v la somma delle
molteplicit dei vincoli esterni ed interni cui il sistema soggetto,
possono presentarsi le seguenti eventualit.
1. N > v: il sistema vincolato conserva g = N - v gradi di libert e
quindi pu assumere configurazioni spostate C1 diverse dalla
configurazione iniziale C0; la molteplicit dei vincoli insufficiente a
bloccare tutti i possibili spostamenti del sistema; in questo caso il
sistema si dice labile; il numero g = lb = N v di componenti di
spostamento o rotazioni non bloccate si dice grado di labilit del
sistema ed il sistema si dice lb volte labile.
2. N = v: il sistema vincolato non ha gradi di libert e quindi non pu
assumere configurazioni spostate C1 diverse dalla configurazione
iniziale C0; la molteplicit dei vincoli strettamente sufficiente a
bloccare tutti i possibili spostamenti del sistema; in questo caso il
sistema si dice isostatico.
3. N < v: il sistema vincolato non ha gradi di libert e quindi non pu
assumere configurazioni spostate C1 diverse dalla configurazione
iniziale C0; la molteplicit dei vincoli superiore al quanto
strettamente necessario a bloccare tutti i possibili spostamenti del
sistema; in questo caso il sistema si dice iperstatico; lulteriore
numero ip = v N di componenti di spostamento o rotazioni
bloccate rispetto a quanto strettamente necessario si dice grado di
iperstaticit del sistema ed il sistema si dice ip volte iperstatico.
Esempio 6.1
Si giudichi sulla isostaticit, labilit o iperstacitit del sistema di
figura 6.3.
B

y
z

x
O

Figura 6.3.
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Il sistema pu essere considerato come costituito dalle due


aste rigide AB e BC e quindi ha, in assenza di vincoli, N = 6 gradi di
libert. Le aste AB ed BC sono connesse nel punto B da un incastro
interno che ha molteplicit di vincolo pari a 3; i vincoli esterni sono la
cerniera in A, con molteplicit pari a 2 ed il carrello in C con
molteplicit pari a 1. La somma delle molteplicit dei vincoli quindi
v = 2 + 1+ 3 = 6

(e.1.1)

Si conclude che il sistema isostatico.


Pi brevemente, il sistema pu essere considerato come costituito
dallelemento rigido ABC e quindi ha, in assenza di vincoli, di N = 3
gradi di libert. In questo caso non si considerano presenti vincoli
interni mentre i vincoli esterni sono la cerniera in A, con molteplicit
pari a 2 ed il carrello in C con molteplicit pari a 1. La somma delle
molteplicit dei vincoli quindi
v = 2 + 1= 3

(e.1.2)

Anche con queste considerazioni si conclude che il sistema


isostatico.
Esempio 6.2
Si giudichi sulla isostaticit, labilit o iperstacitit del sistema di
figura 6.4.
B

y
z

x
O

Figura 6.4.

Il sistema pu essere considerato come costituito dalle due


aste rigide AB e BC e quindi ha, in assenza di vincoli, N = 6 gradi di
libert. Le aste AB ed BC sono connesse nel punto B da un incastro
interno che ha molteplicit pari a 3; lunico vincolo esterno lincastro
in A, con molteplicit pari a 3. La somma delle molteplicit dei vincoli
quindi
v =3+3 = 6

(e.2.1)

Pi brevemente, il sistema pu essere considerato come costituito


dallunico elemento rigido ABC e ha dotato, in assenza di vincoli, di N
= 3 gradi di libert. In questo caso non sono presenti vincoli interni,
mentre lunico vincolo esterno lincastro in A, con molteplicit pari a
3. La somma delle molteplicit dei vincoli quindi
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v =3

(e.2.3)

Anche con queste considerazioni si conclude che il sistema


isostatico.
Osservazione 1
Questi primi due esempi mostrano come la scelta del sistema
relativamente al quale effettuare il bilancio tra gradi di libert e
molteplicit di vincolo non sia univoca. Come in questi esempi tuttavia
il numero di gradi di libert del sistema, risultante del bilancio, deve
ovviamente risultare indipendente dalla scelta effettuata. Di solito pi
conveniente identificare dapprima gli elementi rigidi che costituiscono
il sistema e valutare sulla base di questi il numero di gradi di libert in
assenza di vincoli, anzich considerare le singole aste separatamente.
Esempio 6.3
Si giudichi sulla isostaticit, labilit o iperstacitit del sistema di
figura 6.5.
B

A
y
z

x
O

Figura 6.5.

Il sistema costituito dallelemento rigido ABC e quindi ha, in


assenza di vincoli, N = 3 gradi di libert. I vincoli cui il sistema
soggetto sono lincastro scorrevole in A, con molteplicit pari a 2 ed il
carrello in C con molteplicit pari a 1. La somma delle molteplicit dei
vincoli quindi
v = 2 + 1= 3

(e.3.1)

Si conclude che il sistema isostatico.


Esempio 6.4
Si giudichi sulla isostaticit, labiit o iperstacitit del sistema di
figura 6.6.
C

y
z

O
A

Figura 6.6.
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Il sistema costituito dagli elementi rigidi ABC e CDE quindi


ha, in assenza di vincoli, N = 6 gradi di libert. I vincoli cui il sistema
soggetto sono la cerniera interna in C con molteplicit pari a 2, la
cerniera esterna in A, con molteplicit pari a 2 e la cerniera esterna in
E, con molteplicit pari a 2. La somma delle molteplicit dei vincoli
quindi
v =2+2+2=6

(e.4.1)

Si conclude che il sistema isostatico.


Esempio 6.5
Si giudichi sulla isostaticit, labilit o iperstacitit del sistema di
figura 6.7.
D

y
z

O
A

Figura 6.7.

Il sistema costituito dagli elementi rigidi AB, BCD e DEF,


quindi ha, in assenza di vincoli, N = 9 gradi di libert. I vincoli cui il
sistema soggetto sono la cerniera interna in B, con molteplicit pari
a 2, la cerniera interna in D, con molteplicit pari a 2, la cerniera
esterna in A, con molteplicit pari a 2 e la cerniera esterna in F, con
molteplicit pari a 2. La somma delle molteplicit dei vincoli quindi
v = 2+2+2+2 = 8

(e.5.1)

Si conclude che ha il grado di labilit


lb = N v = 9 8 = 1

(e.5.2)

e si dice che volta labile. In effetti il sistema ha un grado di libert,


corrispondente alla possibilit degli spostamenti di figura 6.8.
D
E

C
C0

y
z

x
O

C1

Figura 6.8.
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Con riferimento alla figura 6.8 si osservi che in effetti il sistema


considerato ha un solo grado di libert, infatti la configurazione
spostata C1 identificata da un solo parametro, ad esempio la
rotazione dellasta AB in funzione della quale possono essere
determinati gli spostamenti di tutti i punti delle aste nel passaggio dalla
configurazione C0 alla configurazione C1. In altre parole, assegnare
una rotazione alla prima asta equivale ad assegnare gli spostamenti
di tutti i punti della struttura; equivalentemente non possibile
assegnare arbitrariamente due parametri di spostamento alla struttura,
cio non possibile assegnare arbitrariamente ad esempio la
rotazione dellasta AB e la componente orizzontale dello
spostamento del punto E e disegnare una configurazione spostata
coerente con entrambi questi due parametri di spostamento senza
violare le restrizioni imposte dai vincoli o la rigidit delle aste.
Esempio 6.6
Si giudichi sulla isostaticit, labilit o iperstacitit del sistema di
Figura 6.9.
D

B
C
y
z

x
O
A

Figura 6.9.

Il sistema costituito dagli elementi rigidi ABC e CDE quindi


ha, in assenza di vincoli, N = 6 gradi di libert. I vincoli cui il sistema
soggetto sono il doppio pendolo interno in C, con molteplicit pari a 2,
la cerniera esterna in A, con molteplicit pari a 2 e lincastro in E, con
molteplicit pari a 3. La somma delle molteplicit dei vincoli quindi
v =3+2+2=7

(e.6.1)

si conclude che il sistema ha grado di iperstaticit

ip = v N = 7 6 = 1

(e.6.2)

e si dice che 1 volta iperstatico.


Esempio 6.7
Si giudichi sulla isostaticit, labiit o iperstacitit del sistema di
figura 6.10.
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E

C
D
y
B
z

x
O
A

Figura 6.10.

Il sistema costituito dagli elementi rigidi ABC, CDEF e BD


quindi ha, in assenza di vincoli, N = 9 gradi di libert. I vincoli cui il
sistema soggetto sono la cerniera interna in B, con molteplicit pari
a 2, la cerniera interna in D, con molteplicit pari a 2, la cerniera
interna in C, con molteplicit pari a 2, la cerniera esterna in A, con
molteplicit pari a 2 e la cerniera esterna in F, con molteplicit pari a
2. La somma delle molteplicit dei vincoli quindi
v = 2 + 2 + 2 + 2 + 2 = 10

(e.7.1)

si conclude che il sistema ha grado di iperstaticit


ip = v N = 10 9 = 1

(e.7.2)

e si dice che 1 volta iperstatico.


Si osserva che la struttura pu anche essere pensata costituita
dalle sole aste rigide AC e CEF per le quali lasta BD pu considerarsi
come un vincolo interno che impedisce gli spostamenti relativi dei
punti B e D nella direzione dellasta stessa. In questo caso il sistema
in assenza di vincoli ha N = 6 gradi di libert ed i vincoli cui soggetto
sono la cerniera interna in C, con molteplicit pari a 2, la cerniera
esterna in A, con molteplicit pari a 2, la cerniera esterna in F con
molteplicit pari a 2 e lasta BD che impedisce solo la componente di
spostamento relativo tra B e D nella direzione dellasta BD e quindi ha
molteplicit pari ad 1. In questo caso la somma delle molteplicit dei
vincoli
v = 2 + 2 + 2 + 1= 7

(e.7.3)

e quindi ha il grado di iperstaticit


ip = v N = 7 6 = 1

(e.7.4)

Si osserva infine che la simbologia utilizzata in figura 6.10


relativamente alle cerniere B e D indica che le cerniere sono disposte
in modo da non interrompere la continuit delle aste AC e CE nel
senso che non possono aversi rotazioni relative tra i tratti AB e BE e
tra i trratti CD e DE.

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LEZIONE 6 Sessione di studio 1

Giudizio sulla isostaticit, labilit, iperstaticit: esempi


Nella lezione sono stati descritti i criteri generali per la formulazione
del giudizio di isostaticit, labilit, iperstaticit di una struttura. Gli
esempi mostrati sono tutti relativi a casi in cui i vincoli esterni sono
disposti in modo che ogni vincolo esterno vincola solo gli spostamenti
assoluti di un elemento strutturale mentre i vincoli interni sono disposti
in modo che ogni vincolo interno vincola solo gli spostamenti relativi
tra due elementi strutturali. Nel seguito, per mezzo di alcuni esempi, si
mostrano le naturali estensioni di questi concetti ai casi in cui i vincoli
esterni ed interni vincolano contemporaneamente pi elementi
strutturali.
Esempio 6.8
Si giudichi sulla isostaticit, labiit o iperstacitit del sistema di
figura 6.11.
D

B
C

y
z

x
O

3
F

2
G

Figura 6.11.

Si osserva innanzitutto che la cerniera nel punto E collega le


estremit di tre aste (ED, EG ed EF, identificate anche come aste 1, 2
e 3) ed impone a queste estremit gli stessi spostamenti.
Conseguentemente impone le seguenti restrizioni agli spostamenti:

E1xE3 x = 0
E1yE3 y = 0

E1xE2 x = 0
E1yE2 y = 0

(e.8.1)

avendo indicato con E1xE3x e con E1yE3y le componenti secondo gli


assi x ed y dello spostamento relativo tra il punto E pensato
appartenente allasta 1 ed il punto E pensato appartenente allasta 3 e
con E1xE2x e con E1yE2y le componenti secondo gli assi x ed y dello
spostamento relativo tra il punto E pensato appartenente allasta 1 ed
il punto E pensato appartenente allasta 2. Restano pertanto bloccati
dalla cerniera interna in E quattro gradi di libert, quindi la cerniera
interna in E, tra gli estremi di 3 aste ha molteplicit di vincolo pari a 4
(si ricordi anche che la molteplicit di un vincolo pari al numero di
equazioni necessario a caratterizzarlo cinematicamente, come
esposto nella lezione 5). In generale, pu affermarsi che una cerniera
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interna che collega n aste di un sistema un vincolo avente


molteplicit
2 (n 1)

(e.8.2)

Questo risultato pu giustificarsi rapidamente immaginando fissa una


delle aste e pensando che la cerniera blocca due spostamenti
indipendenti (le componenti di spostamento in direzione x ed y) per
ognuna delle altre (n 1) aste collegate.
Tornando al sistema di figura 6.11, si hanno i 4 elementi rigidi
ABC, CDE, EH ed EG. Pensato in assenza di vincoli il sistema ha
quindi N = 12 gradi di libert. I vincoli cui il sistema soggetto sono la
cerniera interna in C (collegante due aste), con molteplicit pari a 2, la
cerniera interna in E (collegante tre aste), con molteplicit pari a 4, la
cerniera esterna in A, con molteplicit pari a 2, il carrello in F con
molteplicit pari a 1 e lincastro in G, con molteplicit pari a 3. La
somma delle molteplicit dei vincoli quindi
v = 2 + 4 + 2 + 1+ 3 = 12

(e.8.3)

Si conclude che il sistema isostatico.


Si osserva che la simbologia adottata per il carrello nel punto F
di figura 6.11 indica che lasta EH continua nel punto F, cio in
corrispondenza del punto F non sono consentite rotazioni relative tra i
tratti EF ed FH.
Esempio 6.9
Si giudichi sulla isostaticit, labiit o iperstacitit del sistema di
figura 6.12.
B

y
z

Figura 6.12.

Il sistema costituito dagli elementi rigidi AB, BC, CD e DA. In


assenza di vincoli ha quindi di N = 12 gradi di libert.
Il vincolo in D deve essere considerato sia come cerniera interna
collegante le due aste, e quindi con molteplicit pari a 2, che come
carrello esterno e quindi con molteplicit pari a 1. Gli ulteriori vincoli
cui il sistema soggetto sono la cerniera interna in B (collegante due
aste), con molteplicit pari a 2, la cerniera interna in C (collegante due
aste), con molteplicit pari a 2, la cerniera esterna in A che blocca gli
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spostamenti sia dellestremit dellasta AB che dellestremit dellasta


DA e quindi deve essere considerata con molteplicit pari a 4. La
somma delle molteplicit dei vincoli quindi
v = (2 + 1) + 2 + 2 + (2 + 2) = 11

(e.9.1)

e quindi ha il grado di labilit


lb = N v = 12 11= 1

(e.9.2)

cio una volta labile.


Equivalentemente, il vincolo in D pu essere considerato sia come
carrello esterno che blocca gi spostamenti verticali assoluti
dellestremo D dellasta AD e dellestremo D dellasta DC e quindi,
come vincolo esterno, con molteplicit pari a 2, che come cerniera
interna che blocca gi spostamenti relativi orizzontali tra gli estremi
delle due aste concorrenti (gli spostamenti relativi verticali sono gi
stati considerati bloccati dal carrello esterno) e quindi, come ulteriore
vincolo interno, con molteplicit pari a 1. Evidentemente anche con
queste considerazioni il sistema risulta 1 volta labile.
In effetti il sistema ha un grado di libert, corrispondente alla
possibilit di assumere configurazioni spostate tipo la C1 di figura
6.13, identificata da un solo parametro, ad esempio la componente
orizzontale Bx dello spostamento del punto B, in funzione della quale
possono determinarsi gli spostamenti di tutti gli alti punti.
Bx
B

C1

C0

y
z

By

Figura 6.13.

Esempio 6.10
Si giudichi sulla isostaticit, labiit o iperstacitit del sistema di
figura 6.14.
B

y
z

x
O
A

Figura 6.14.
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Corso di Laurea:
Insegnamento:
n Lezione:
Titolo:

INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE


Meccanica delle strutture
6
Sistemi isostatici, labili, iperstatici

FACOLT DI INGEGNERIA

Il sistema costituito dagli elementi rigidi AB, BC, CD, DA e BD


quindi dotato, in assenza di vincoli, di N = 15 gradi di libert. Il vincolo
in D deve essere considerato sia come cerniera interna collegante le
tre aste, e quindi con molteplicit pari a 4 che come carrello esterno e
quindi con molteplicit pari a 1. Gli ulteriori vincoli cui il sistema
soggetto sono la cerniera interna in B (collegante tre aste), con
molteplicit pari a 4, la cerniera interna in C (collegante due aste), con
molteplicit pari a 2, la cerniera esterna in A che blocca gli
spostamenti sia dellestremit dellasta AB che dellestremit dellasta
DA e quindi deve essere considerata con molteplicit pari a 4. La
somma delle molteplicit dei vincoli quindi
v = (4 + 1) + (2 + 2) + 2 + (2 + 2) = 15

(e.10.1)

Si conclude che il sistema isostatico.


Equivalentemente il vincolo in D pu essere considerato come
vincolo esterno che blocca gli spostamenti verticali assoluti
dellestremo D dellasta AD, dellestremo D dellasta DC e dellestremo
D dellasta BD e quindi con molteplicit pari a 3 e come cerniera
interna che blocca gi spostamenti relativi orizzontali tra gli estremi
delle tre aste concorrenti (gli spostamenti relativi verticali sono gi stati
considerati bloccati dal carrello esterno) e quindi con ulteriore
molteplicit pari a 2, essendo concorrenti tre aste. Evidentemente
anche con queste considerazioni il sistema risulta isostatico.
Si osserva infine che il sistema di figura 6.14 pu considerarsi
come ottenuto da quello di figura 6.12, che stato riconosciuto essere
un volta labile, al quale stata aggiunta lulteriore asta BD che, per il
sistema di figura 6.12 pu essere considerata un vincolo interno di
molteplicit unitaria in quanto impedisce gli spostamenti relativi tra il
punto B ed il punto D nella direzione dellasta BD stessa. Anche con
questo ragionamento si conclude che il sistema isostatico.

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FACOLT DI INGEGNERIA

LEZIONE 6 Sessione di studio 2


Nella lezione e nella precedente sessione di studio il giudizio sulla
isostaticit, labilit o iperstaticit di un sistema di travi formulato sulla
base del bilancio tra i gradi di libert del sistema pensato non soggetto
a vincoli ed la somma dei gradi di vincolo cui il sistema soggetto. Nel
seguito, per mezzo di alcuni esempi si mostra che la condizione di
uguaglianza tra gradi di libert e molteplicit dei vincoli costituisce una
condizione necessaria ma non sufficiente a garantire che il sistema
non pu assumere configurazioni spostate. Sussistono infatti
configurazioni relativamente alle quali, pur essendo soddisfatta la
suddetta condizione, il sistema pu assumere configurazioni spostate.
In questi casi si dice che i vincoli sono mal disposti.
Esempio 6.11
Si giudichi sulla isostaticit, labilit o iperstacitit del sistema di
figura 6.15.
y
z

x
O

Figura 6.15.

Applicando i criteri visiti il sistema dovrebbe essere giudicato


isostatico (N = v = 6). Tuttavia si riconosce che il punto B, pensato
appartenente allasta AB deve spostarsi su una circonferenza di
centro A e raggio AB, mentre il punto B, pensato appartenente allasta
BC deve spostarsi su una circonferenza di centro C e raggio CB;
evidentemente questi spostamenti non possono avvenire senza che si
abbia uno spostamento relativo orizzontale tra gli estremi delle aste
collegate dalla cerniera in C (figura 6.16a). Tuttavia, se si limita
lindagine agli spostamenti piccoli, gli spostamenti degli estremi delle
aste possono considerarsi sulle tangenti alle effettive traiettorie,
pertanto il punto B suscettibile di spostamenti nella direzione
verticale che contemporaneamente tangente alle due circonferenze
(figura 6.16b).
(a)

y
z

x
O

(b)

C
B

C
B

Figura 6.16.

Quello descritto un tipico caso di vincoli mal disposti, nel


senso che, pur essendo la somma delle molteplicit dei vincoli pari al
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numero di gradi di libert del sistema pensato non vincolato, detti


vincoli sono disposti in modo che il sistema conserva ancora
possibilit di piccoli spostamenti.
Come sar chiarito nelle lezioni successive questa evenienza legata
al fatto che i centri di rotazione assoluti (A per lasta AB e C per lasta
BC) ed il centro di rotazione relativa tra e due aste (B) giacciono sulla
stessa retta.
Esempio 6.12
Si giudichi sulla isostaticit, labilit o iperstacitit del sistema di
figura 6.17.
y
z

x
O

c
B

Figura 6.17.

Anche in questo caso il bilancio tra gradi di libert e gradi di


vincolo farebbe concludere che la struttura isostatica. Tuttavia,
nellambito degli spostamenti piccoli, il punto B dellasta AB deve
spostarsi ortogonalmente alla congiungente AB (in realt deve
spostarsi su una circonferenza di centro A e raggio AB) mentre il
punto B dellasta BC deve spostarsi ortogonalmente alla congiungente
BC (in realt deve spostarsi su una circonferenza di centro C e raggio
CB). Siccome la geometria del sistema tale che i segmenti AB e BC
giacciono sulla stessa retta r (figura 6.18) il punto B spostandosi
ortogonalmente a tale retta soddisfa entrambe le conddizioni richieste
(ortogonalit dello spostamento sia ad AB che a BC). In effetti questo
caso, esclusa la geometria delle aste, perfettamente analogo a
quello di figura 6.16.
y
z

x
O

A
A

Figura 6.18.

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Esempio 6.13
Si giudichi sulla isostaticit, labilit o iperstacitit del sistema di
figura 6.19.
A

y
z

Figura 6.19.

Anche in questo caso il bilancio tra gradi di libert e gradi di


vincolo farebbe concludere che la struttura isostatica Tuttavia si
consideri che il punto C dellelemento ABC pu solo traslare in
direzione verticale per la presenza dellincastro scorrevole. Questo
spostamento non impedito dallasta DC in quanto il punto C dellasta
DC pu ruotare attorno alla cerniera D e quindi, nellambito degli
spostamenti piccoli, traslare in direzione verticale (figura 6.20). Come
risulter chiaro nelle lezioni seguenti, anche in questo caso i centri di
rotazione assoluti degli elementi ABC e CD ed il loro centro di
rotazione relativo sono allineati.
A

y
z

x
O

A
D

D
C
C

Figura 6.20.

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LEZIONE 6 Sessione di studio 3


Sistemi isostatici, labili, iperstatici esercizi
Sono proposti nel seguito alcuni esercizi la cui soluzione lasciata al
lettore.
Esercizio 6.1
Si stabilisca se la struttura di figura 6.21 isostatica, labile o
iperstatica.
y
z

x
O

Figura 6.21.

Esercizio 6.2
Si stabilisca se la struttura di figura 6.22 isostatica, labile o
iperstatica.
y
z

x
O

Figura 6.22.

Esercizio 6.3
Si stabilisca se la struttura di figura 6.23 isostatica, labile o
iperstatica. Si valuti come cambia il giudizio eliminando lasta inclinata.

y
z

Figura 6.23.
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Esercizio 6.4
Si stabilisca se la struttura di figura 6.24 isostatica, labile o
iperstatica.

y
z

x
O

Figura 6.24.

Esercizio 6.5
Si introducano vincoli esterni in modo da rendere la struttura di
figura 6.25 una volta labile, isostatica ed una volta iperstatica.
C

y
z

x
O

B
A

Figura 6.25.

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