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Corso di Laurea:

Insegnamento:
n Lezione:
Titolo:

INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE


Meccanica delle strutture
1
Introduzione al corso

FACOLT DI INGEGNERIA

LEZIONE 1 Introduzione al corso


Nucleo
tematico

Lez.

Contenuto
Introduzione al corso; definizioni degli elementi strutturali;
richiami sulle caratteristiche inerziali delle figure piane.

Le costruzioni dellingegneria civile (edifici, ponti, opere di sostegno


del terreno, ecc.) sono soggette ad azioni esterne in relazione al loro
utilizzo. Queste azioni possono essere di diversa natura, per esempio:
-

forze applicate e carichi distribuiti, derivanti dai pesi degli oggetti


contenuti in un edificio, dal traffico veicolare o pedonale su un
ponte, dal peso del terreno a tergo di un muro di sostegno, dal
vento che investe una superficie ecc.;

gradienti termici, derivanti dalla presenza di punti della costruzione


a temperatura diversa o da variazioni di temperatura rispetto a
quella presente al tempo della costruzione;

spostamenti impressi a punti della costruzione rispetto alla


configurazione iniziale della stessa, derivanti ad esempio da
cedimenti di fondazione, spostamenti di altre costruzioni cui quella
in esame connessa;

accelerazioni alla base, derivanti da eventi sismici.

La parte della costruzione che pensata e verificata come


idonea a sopportare le azioni detta comunemente struttura e gli
elementi che la compongono sono detti elementi strutturali.
Lapplicazione delle azioni esterne produce effetti sulla
struttura che, nei casi pi comuni, sono descrivibili attraverso:
-

spostamenti relativi tra i punti della struttura;


deformazioni degli elementi strutturali;
forze che le varie parti della struttura o degli elementi strutturali si
scambiano mutuamente.

In questo corso sono descritti i fondamenti dei metodi analitici


per la previsione degli effetti sulla struttura delle azioni applicate alla
costruzione, secondo lo schema di figura 1.1.
Schematizzazione,
semplificazione
COSTRUZIONE

Meccanica delle
strutture

STRUTTURA
EFFETTI
AZIONI
ESTERNE
Figura 1.1.

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La previsione degli effetti indispensabile per:


-

formulare giudizi sullidoneit degli elementi strutturali delle


costruzioni esistenti a sopportare con gli adeguati margini di
sicurezza le azioni applicate;

dimensionare gli elementi strutturali delle nuove costruzioni in


modo che siano idonei a sopportare con gi adeguati margini di
sicurezza le azioni applicate.

In questo contesto si fa riferimento ad unaccezione intuitiva del


concetto di sicurezza, che invece sar oggetto di ampi
approfondimenti nei corsi successivi.
Si osserva che la distinzione in una costruzione tra elementi
strutturali ed elementi non strutturali non n immediata n
univoca; questa distinzione tuttavia indispensabile per
schematizzare il problema rappresentato in figura 1.1 tanto da
renderlo sufficientemente semplice da essere analiticamente o
numericamente maneggevole.
Gli elementi strutturali possono essere schematicamente
classificati in base alle loro caratteristiche geometriche in:
1. elementi trave;
2. elementi lastra;
3. elementi tridimensionali.
Definizioni
Si dice elemento trave un solido generato da una figura piana
avente forma e dimensioni variabili con continuit che si muove nello
spazio mantenendosi ortogonale alla traiettoria continua descritta dal
suo baricentro ed avente le dimensioni piccole rispetto alla lunghezza
della traiettoria del baricentro (figura 1.2).

y
x
G
Sezione 1

x
G
Sezione 2

G
G

1
2

Figura 1.2.
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Meccanica delle strutture
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La figura piana che genera lelemento trave si dice sezione


trasversale della trave; la traiettoria percorsa dal baricentro della
sezione trasversale si dice asse della trave.
La sezione trasversale pu cambiare forma e dimensioni
durante i moto del suo baricentro lungo lasse; se ci avviene, la trave
si dice a sezione variabile (figura 1.2), altrimenti si dice a sezione
costante (figura 1.3).

Figura 1.3.

Se lasse della trave contenuto in un piano, la trave si dice


piana (figura 1.4); se lasse della trave un segmento la trave si dice
ad asse rettilineo o asta (figura 1.5).

Figura 1.4.
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Figura 1.5.

Si dice elemento lastra un solido generato da un segmento


che si muove nello spazio mantenendosi ortogonale alla superficie
continua descritta dal suo punto medio ed avente le lunghezza piccola
rispetto alle dimensioni della superficie (figura 1.6).

Figura 1.6.

Gli elementi strutturali la cui geometria non soddisfa le


precedenti definizioni sono detti in modo generico tridimensionali.
Relativamente ad una trave, la figura 1.7 mostra un tipico
esempio del problema schematizzato in figura 1.1: il mezzo che
transita sulla alla struttura (trave) costituisce, con il peso associato alla
sua massa, lazione esterna che la causa, ad esempio, della
deformazione della trave stessa. Lentit di questa deformazione
viene determinata con i procedimenti della meccanica delle strutture.
Causa

Effetto
Schematizzazione
Effetto

Figura 1.7.
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In questo corso sono descritti i fondamenti dei metodi analitici


relativi al problema schematizzato in figura 1.1 ed esemplificato in
figura 1.7 relativamente agli elementi trave piani ed ai sistemi di
elementi trave piani, cio ai sistemi costituiti da elementi trave aventi
tutti gli assi sullo steso piano, tra loro variamente connessi. Si far
particolare riferimento agli elementi trave ad asse rettilineo ed a
sezione costante. Pertanto in questo corso il termine struttura viene
utilizzato per indicare un sistema piano costituito da elementi trave.
Solitamente, ed anche in questo contesto, gli elementi trave vengono
rappresentati mediante una linea che ne rappresenta lasse; si intende
che ogni punto dellasse rappresenta la sezione trasversale che si
ottiene sezionando la trave con un piano ortogonale allasse. I punti
comuni tra due elementi trave vengono in genere chiamati nodi.
(figura 1.8).

A
A

B
B

Sezione A-A

B
C

Sezione B-B

y
x

x
Nodi

Sezione C-C

Figura 1.8.

Gli elementi trave verranno brevemente denominati


semplicemente travi oppure aste. Si precisa tuttavia che nel
linguaggio corrente la dicitura trave in genere riservata ad elementi
trave con asse non verticale, mentre gli elementi trave con asse
verticale sono comunemente detti pilastri.

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LEZIONE 1 Sessione di studio 1


Richiami sulle caratteristiche inerziali delle figure piane
CARATTERISTICHE INERZIALI DELLE SEZIONI
Una trave caratterizzata dalla forma della sua sezione
trasversale e dallandamento della sua linea dasse. La sezione di una
trave una figura piana, relativamente alla quale sono definite alcune
propriet note dal corso di Meccanica Razionale e che vengono nel
seguito brevemente richiamate con particolare riferimento allutilizzo
nella meccanica delle strutture.
Definizione
Data una sezione S di area A ed assunto un sistema di
riferimento (xOy) nel piano della sezione, si chiama baricentro il
punto G del piano di coordinate

xG =

1
x dS
A S

yG =

1
y dS
A S

(1.1)

essendo x ed y le coordinate del generico punto P di S (figura 1.9).


y

Sx = yGA

Sezione

Sy = xGA

yG

x
O

xG

Figura 1.9.

Definizione
Data una sezione S ed assunto un sistema di riferimento (xOy)
nel piano si chiama momento statico della sezione rispetto allasse x
la quantit

S x = y dS
S

(1.2)

analogamente si chiama momento statico della sezione rispetto


allasse y la quantit

S y = x dS
S

(1.3)

essendo x ed y le coordinate del generico punto P di S (figura 1.9).

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Definizione
Date una sezione S ed una retta r nel piano della sezione si
chiama momento di inerzia della sezione S rispetto alla retta r la
quantit

Ir = dr2 (P )dS

(1.4)

essendo dr(P) la distanza del generico punto P della sezione dalla


retta r (figura 1.10).
Sezione

dr(P)

Figura 1.10.

In particolare restano definiti i momenti di inerzia della sezione rispetto


agli assi x ed y di un sistema di riferimento (xOy) del piano:

Ix = y 2 dS

Iy = x 2 dS

(1.5)

essendo, a meno del segno, x la distanza del generico punto P


dallasse y (dx(P) = |y|) ed y la distanza del generico punto P dallasse
x (dy(P) = |x|), figura 1.11.
y
y

Sezione
dy(P)
P

dx(P)

x
O

Figura 1.11.

Definizione
Date una sezione S ed una retta r nel piano della sezione si
chiama raggio di inerzia della sezione rispetto alla retta r la quantit

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Ir
A

r =

(1.6)

essendo Ir il momento di inerzia della sezione rispetto allasse r ed A


larea della sezione S. In particolare restano definiti i raggi di inerzia
della sezione rispetto agli assi x ed y di un sistema di riferimento (xOy)
del piano:

Ix
A

x =

y =

Iy

(1.7)

Definizione
Date una sezione S ed assunto nel piano della sezione un
sistema di riferimento (xOy) si chiama momento di deviazione o
prodotto di inerzia o momento centrifugo rispetto alla coppia di
assi (x,y) la quantit
Ixy = x y dS
(1.8)
S

essendo x ed y le coordinate del generico punto P di S (figura 1.11).


Definizione
Date una sezione S ed un punto O del suo piano si chiama
momento di inerzia polare rispetto al punto O la quantit
IO = dO2 (P )dS

(1.9)

essendo dO(P) la distanza del generico punto P della sezione dal


punto O r (figura 1.12).
P
dO(P)

Sezione
O

Figura 1.12.

Definizione
Date una sezione S ed un punto O del suo piano si dice
matrice di inerzia della sezione relativa al punto O la matrice

[J] = IIx

xy

Ixy
Iy

(1.10)

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essendo Ix ed Iy i momenti di inerzia della sezione rispetto agi assi x


ed y di un sistema di riferimento avente origine in O ed Ixy il momento
di deviazione rispetto alla coppia di assi (x,y).
Si osserva che, assegnata una sezione, ad un punto O del suo piano
possono associarsi infinite matrici di inerzia relativamente agli infiniti
sistemi di riferimento (xOy).
Definizioni
Data una sezione ed un punto O del suo piano si chiamano
assi principali di inerzia della sezione relativi a punto O le coppie di
assi ortogonali (,) passanti per O rispetto alle quali nullo il
momento di deviazione della sezione. Si chiamano momenti
principali di inerzia della sezione relativi al punto O i momenti di
inerzia I ed I della sezione rispetto agli assi ed rispettivamente.
Definizione
Data una sezione S ed un punto O del suo piano si chiamano
raggi principali di inerzia della sezione relativi al punto O i raggi di
inerzia rispetto agli assi principali di inerzia relativi al punto O, cio le
quantit
=

I
A

I
A

(1.11)

essendo I ed I i momenti principali di inerzia relativi al punto O.


Definizione
Data una sezione S ed un punto O del suo piano si chiama
ellisse di inerzia relativa al punto O lellisse avente centro in O e i
semiassi di lunghezza pari ai raggi principali di inerzia relativi al punto
O. Solitamente lellisse di inerzia si rappresenta con il semiasse di
lunghezza sullasse principale e con il semiasse di lunghezza
sullasse principale , come in figura 1.13.

Figura 1.13.
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Osservazione 1
Le definizioni ricordate sono evidentemente casi particolari
relativi a oggetti piani ed omogenei delle analoghe studiate nel corso
di Meccanica Razionale per sistemi continui o discreti di masse.
Osservazione 2
Le coordinate del baricentro dipendono evidentemente dal
sistema di riferimento scelto, mentre la posizione del baricentro
indipendente dal sistema di riferimento scelto, come pu
immediatamente dimostrarsi scegliendo due sistemi di riferimento e
calcolando con le (1.1) le coordinate del baricentro di una sezione
rispetto ad entrambi i sistemi.
Osservazione 3
Tenendo conto della (1.1) e delle (1.2) ed (1.3) si ha
Sy = xG A

Sx = yG A

(1.12)

cio il momento statico di una sezione rispetto ad un asse x o y pari


allarea della sezione per la coordinata yG o xG del baricentro della
sezione stessa (figura 1.9). Come caso particolare, le (1.12)
consentono di affermare che il momento statico di una sezione
rispetto allasse x (o rispetto allasse y) nullo se e solo se lasse x (o
lasse y) contiene il baricentro della sezione (figura 1.14). Inoltre
larbitrariet del sistema di riferimento fa concludere che il momento
statico di una sezione nullo rispetto a qualunque asse passante per
il suo baricentro.
Sezione

y
y

x
G

xG = 0

Sx = yGA = 0

yG = 0

Sy = xGA = 0

Figura 1.14.

Osservazione 4
Dalle definizioni date evidente che il momento statico di una
sezione rispetto ad un asse pu essere positivo, negativo o nullo
dipendentemente dalla posizione relativa tra la sezione e lasse ed ha
le dimensioni di una lunghezza elevata alla terza; il momento di
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inerzia di una sezione rispetto ad un asse invece una quantit


positiva che ha le dimensioni di una lunghezza elevata alla quarta; il
momento di deviazione rispetto ad una coppia di assi pu essere
positivo, negativo o nullo ed ha le dimensioni di una lunghezza elevata
alla quarta; il raggio di inerzia di una sezione rispetto ad un asse
infine una quantit positiva ed ha le dimensioni di una lunghezza.
Osservazione 5
Considerando la sezione S come lunione di n figure piane
S1,S2 ,...,Sn aventi aree A1, A 2 ,..., A n (in figura 1.12 esemplificato un
caso con n = 4) le coordinate del suo baricentro possono essere
espresse come

xG =

1
x dS1 + x dS 2 + ... + x dSn
A S1
S2
Sn

(1.13)

1
y G = y dS1 + y dS 2 + ... + y dSn
A S1
S2
Sn

Applicando la definizione (1.1), le coordinate del baricentro della iesima figura piana Si (i = 1, 2,,n) sono

x Gi =

1
x dSi
A i Si

y Gi =

1
y dSi
A i Si

(1.14)

y
S2, A2
yG2

yG3
yG
yG4
yG1

G2

S3, A3
G3
G

S4, A4

G4

G1
S1, A1

xG1

xG2

xG3 xG

xG4

Figura 1.15.

Quindi le coordinate del baricentro di S possono essere calcolate


come
1
(x G1 A1 + x G2 A 2 + ... + x Gn A n )
A
1
y G = (y G1 A1 + y G2 A 2 + ... + y Gn A n )
A

xG =

(1.15)

o equivalentemente

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1
(S y1 + S y 2 + ... + S yn )
A
1
y G = (S x1 + S x 2 + ... + S xn )
A
xG =

essendo

S x1,S x 2 ,...,S xn

ed

S y1,S y 2 ,...,S yn

(1.16)

i momenti statici di

S1,S2 ,...,Sn rispetto agli assi x e y, rispettivamente.


Le (1.15) e (1.16) sono di grande utilit in quanto spesso una sezione
della quale non nota la posizione del baricentro pu essere
suddivisa in un certo numero di parti delle quali nota la posizione del
baricentro. La posizione del baricentro della sezione si determina
quindi in funzione delle posizioni dei baricentri delle parti in cui la
sezione stata suddivisa.
Osservazione 6
Considerando la sezione S come lunione di n figure piane
S1,S2 ,...,Sn aventi aree A1, A 2 ,..., A n il momento di inerzia della
sezione S rispetto ad un asse r pu esprimersi come la somma dei
momenti d inerzia di S1,S2 ,...,Sn rispetto allasse r, cio
Ir = dr2 (P )dS = dr2 (P )dS1 + dr2 (P )dS 2 + ... + dr2 (P )dSn
S

S1

S2

(1.17)

Sn

Osservazione 7
Se una sezione ha un asse di simmetria il baricentro giace su
questo asse. Questaffermazione si dimostra immediatamente
considerando la sezione costituita dalle due parti in cui la sezione
stessa resta divisa dallasse di simmetria ed applicando la (1.15) o la
(1.16). Evidentemente se la sezione ha due o pi assi di simmetria il
suo baricentro, dovendo appartenere a tutti gli assi, il punto
intersezione di questi.
Osservazione 8
evidente che noto il raggio di inerzia r di una sezione S di
area A rispetto ad una retta r il suo momento di inerzia rispetto alla
stessa retta dato da
Ir = A r2

(1.18)

il che equivale a calcolare il momento di inerzia Ir immaginando la


sezione costituita da un solo punto a distanza r da r nel quale si
immagina concentrata tutta larea della sezione.

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Osservazione 9
Il momento di inerzia polare di una sezione rispetto al polo O
del suo piano il momento di inerzia della sezione rispetto ad un asse
z passante per O ed ortogonale al piano della sezione.
Assunto un sistema di riferimento (xOy) nel piano della sezione
il momento di inerzia polare rispetto al polo O pu esprimersi come
(figura 1.16)

IO = dO2 (P )dS = x 2 + y 2 dS = x 2 dS + y 2 dS = Iy + Ix
S

(1.19)

Sezione
x

P
dO(P)

x
x

Figura 1.16.

Osservazione 10
Si dimostra che noti i momenti di inerzia di una sezione rispetto
agli assi di un sistema di riferimento (xOy) ed il momento di
deviazione della sezione rispetto alla coppia di assi (x,y), il momento
di deviazione rispetto ad una coppia di assi (xy) di un sistema di
riferimento (xOy) ruotato dellangolo rispetto a (xOy) pu esprimersi
come (figura 1.17)
1
Ix 'y ' = Ixy cos 2 + (Ix Iy ) sin 2
2

y'

(1.20)

Sezione
x

x'
y'

y'

x'

x'

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FACOLT DI INGEGNERIA

LEZIONE 1 Sessione di studio 2


Richiami sulle caratteristiche inerziali delle figure piane
Teorema
Data una sezione S ed un sistema di riferimento (xOy) nel
piano, siano Ix, Iy i momenti di inerzia della sezione rispetto agli assi x
ed y e sia Ixy il momento di deviazione della sezione rispetto alla
coppia di assi (x,y). Il momento di inerzia Ir della sezione rispetto alla
retta r passante per O (figura 1.18)

Ir = [J]u u

(1.21)

essendo [J] la matrice di inerzia relativa al punto O, cio

y
y

Sezione

|u| = 1

uy = sin

x
P

ux = cos

x
x

Figura 1.18.

[J] = IIx

xy

Ixy
Iy

(1.22)

ed u il versore della retta r, cio, con riferimento alla figura 1.18


u x cos

u = =
u y sin

(1.23)

Nella (1.21) il simbolo x indica il prodotto scalare ed il simbolo indica


il prodotto tra matrici (righe per colonne). Per la dimostrazione di
questo teorema si rimanda al corso di Meccanica Razionale. Per
esteso la (1.21) si scrive
Ir = Ix cos2 + Iy sin2 2Ixy sin cos

(1.24)

La (1.21) ed equivalentemente la (1.24) sono di importanza


fondamentale in quanto, noti i momenti di inerzia di una sezione
rispetto agli assi di un riferimento (xOy) ed il momento deviazione
rispetto alla coppia di assi (x,y), ne consentono la determinazione del
momento di inerzia rispetto ad una retta r qualunque passante per il
punto O.
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Meccanica delle strutture
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FACOLT DI INGEGNERIA

Osservazione 11
La matrice [J] simmetrica per costruzione; dovendo valere la
(1.21) si conclude che la matrice [J] definita positiva (si ricordi che il
momento di inerzia di una sezione una quantit positiva).
Ricordando i noti teoremi dellAlgebra Lineare si pu affermare che [J]
ha due autovalori reali positivi e due autovettori ortogonali, cio
esistono due numeri reali 1 e 2 e due direzioni e identificate
rispettivamente dai versori v 1 e v 2 tali che

[J] v 1 = 1 v 1
[J] v 2 = 2 v 2

(1.25)

Osservazione 12
Il momento di deviazione rispetto ad una coppia di assi
ortogonali (,) aventi le direzioni degli autovettori di [J] nullo. Di
conseguenza la matrice di inerzia scritta rispetto ad un riferimento
(O) avente gli assi nelle direzioni degli autovettori di [J] ha struttura
diagonale ed ha sulla diagonale principale i momenti principali di
inerzia, cio i momenti di inerzia rispetto agli assi ed .
Si consideri una sezione ed un sistema di riferimento (xOy) nel
suo piano. Siano [J] la relativa matrice di inerzia e 1 e 2 i suoi
autovalori. La direzione dellasse x quella di un autovettore di [J] se
e solo se soddisfatta la (1.25), cio

[J] e1 = 1 e1

(1.26)

essendo
cos 0 1
e1 =
=
sin 0 0

(1.27)

il versore dellasse x. Sviluppando il primo membro della (1.27) si


ottiene
Ix Ixy 1 Ix

I
=
xy Iy 0 Ixy

(1.28)

La condizione (1.26) quindi


Ix
1
I = 1 0 = 1
0
xy

(1.29)

cio

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Ix = 1
Ixy = 0

(1.30)

Analogamente, considerando il versore dellasse y si ottiene


Ixy

= 2 0 = 0
I
1 2
y

(1.31)

e quindi
Iy = 2
Ixy = 0

(1.32)

Si conclude che gli assi del riferimento (xOy) hanno le direzioni degli
autovettori di [J] se e solo se il momento di deviazione rispetto alla
coppia di assi (x,y) nullo:
Ixy = 0

(1.33)

e quindi se e solo se la matrice di inerzia scritta nel riferimento (xOy)


diagonale, cio

[J] = I0x

0
Iy

(1.34)

In questo caso i momento di inerzia Ix ed Iy sono gli autovalori di [J] ,


come evidente dalla (1.30) e dalla (1.32).
Si conclude che data una sezione e scelto un punto O del piano
esistono due assi ed tra loro ortogonali passanti per O rispetto ai
quali il momento di deviazione nullo; questi assi sono identificati
dalle direzioni degli autovettori della matrice di inerzia associata al
punto O e sono, per definizione, gli assi principali di inerzia della
sezione relativi al punto O. I momenti di inerzia rispetto a questi assi
sono gi autovalori della matrice di inerzia associata al punto O e sono,
per definizione, i momenti principali di inerzia della sezione.
Osservazione 13
Rispetto al sistema di riferimento (,O,) con gli assi coincidenti
con gli assi principali di inerzia relativi al punto O la matrice di inerzia
:

[J] = I0

0
I

(1.35)

sicch per la (1.21) il momento di inerzia della sezione rispetto ad una


generica retta r passante per O
Ir = [J] u u

(1.36)

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essendo u il versore della retta r in cui le cui componenti sono


scritte nel riferimento (O), cio (figura 1.19)
cos
u =

sin

(1.37)

Equivalentemente la (1.36) si scrive


2

Ir = I cos + I sin

(1.38)

Questultima relazione fornisce il momento di inerzia rispetto ad una


qualunque retta r passante per O ed inclinata di rispetto allasse
principale di inerzia .
y

u = sin

|u| = 1

u = cos

I()

r
P

x
O

=0

= /2

Figura 1.19.

Al variare di tra 0 e il grafico della (1.38) tracciato in figura 1.19;


questo grafico rende evidente come i momenti principali di inerzia
siano il massimo ed il minimo tra tutti i momenti di inerzia rispetto alle
rette passanti per O. Di quanto affermato ci si pu rendere conto
immediatamente anche annullando la derivata prima e studiando il
segno della derivata seconda della (1.38).
Osservazione 14
Sia data una sezione S ed un sistema di riferimento (xOy) i cui
assi non necessariamente coincidono con gli assi principali di inerzia.
Si valutino i momenti di inerzia della sezione rispetto agli assi x ed y
ed i momento di deviazione rispetto alla coppia di assi (x,y) in modo
da costruire la matrice di inerzia

[J] = IIx

xy

Ixy
Iy

I momenti principali di inerzia sono gi autovalori di


autovalore di [J] se e solo se soddisfatta la relazione

(1.39)

[J] .

un

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[J] v = v

(1.40)

essendo v il corrispondente autovettore. Premoltiplicando entrambi i


membri della (1.40) per la matrice identica

[]I = 01

0
1

(1.41)

si ha

[]I [J] v = []I v

(1.42)

e quindi

[]I [J] v []I v = 0

(1.43)

([J] []I ) v = 0

(1.44)

cio
Per esteso
Ix Ixy v 1
I I v = 0
xy y 2

(1.45)

essendo v1 e v2 le componenti dellautovettore v . Il sistema (1.45) ha


soluzioni diverse dalla banale (v1 = v2 = 0) se e solo se la matrice dei
coefficienti [J] []
I singolare, cio se e solo se il suo determinante
nullo
I Ixy
det ([J] []
I ) = det x
=0
Ixy Iy

(1.46)

e cio:

(Ix ) (Iy )I2xy = 0

(1.47)

od anche

(Ix + Iy ) + IxIy Ixy = 0


2

(1.48)

Questultima unequazione di secondo grado le cui soluzioni sono gli


autovalori di [J] e quindi i momenti principali di inerzia della sezione:

Ix + Iy + (Ix Iy ) + 4Ixy
2

1 = I =

Ix + Iy (Ix Iy ) + 4Ixy
2

2 = I =

(1.49)

La (1.45) relativamente al primo autovalore, I, :

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([J] []I I ) v

=0

(1.50)

essendo v lautovettore relativo allautovalore I scritto nelle sue


componenti rispetto al sistema (xOy). Per esteso:
Ix I Ixy v x
= 0
I

xy Iy I v y

(1.51)

in cui sono state chiamate vx e vy le componenti di v secondo gli


assi x ed y. Le due equazioni lineari rappresentate dalla (1.51) sono
dipendenti avendo imposto la (1.46), quindi consentono solo la
determinazione di vx e vy a meno di una costante. Equivalentemente,
una qualunque delle due equazioni (1.51) consente la determinazione
del rapporto tra le suddette componenti. Utilizzando ad esempio la
prima

(I

I ) v x Ixy v y = 0

(1.52)

si trova
v y
v x

I x I

(1.53)

Ixy

Evidentemente (figura 1 20) questo rapporto la tangente dellangolo


tra lasse x e lasse , cio

I x I

= a tan
I
xy

(1.54)

y
|v| = 1

vy

vx
|v| = 1

Vy

Vx

Figura 1.20.

Equivalentemente, scrivendo la (1.45) relativamente al secondo


autovalore, I

([J] []I I ) v

=0

(1.55)

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si trova il corrispondente autovettore v . Procedendo quindi come


appena descritto, con evidente significato dei simboli (figura 1.20), si
trova

I x I

= a tan
I
xy

(1.56)

Ovviamente per la determinazione degli assi principali di inerzia non


necessaria lapplicazione di entrambe le relazioni (1.54) ed (1.56), in
quanto detti assi sono ortogonali.
Si osserva infine che anche la (1.20) pu essere utilizzata per
lidentificazione degli assi principali di inerzia. Basta ricordare che
rispetto a tali assi il momento di deviazione nullo. Pertanto noti i
momenti di inerzia Ix ed Iy rispetto agli assi di un sistema di riferimento
(xOy) ed il momento di deviazione rispetto alla coppia di assi (x,y) gli
assi principali (,) di inerzia sono identificati da
1
I = Ixy cos 2 + (Ix Iy ) sin 2 = 0
2

(1.57)

e quindi dalle inclinazioni rispetto allasse x del riferimento


2 Ixy
1
= a tan
2
Iy Ix

(1.58)

Osservazione 15
Data una sezione S e scelti due sistemi di riferimento (xOy) ed
(xOy) nel suo piano si ha (figura 1.21)
Ix + Iy = Ix ' + Iy '

(1.59)

essendo Ix ed Iy i momenti di inerzia della sezione rispetto agli assi x


ed y ed Ix ed Iy i momenti di inerzia della sezione rispetto agli assi x
ed y. In altre parole, la somma dei momenti di inerzia invariante
rispetto allorientamento del sistema di riferimento.

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y'

Sezione

y'

dO(P)

x'
x'

Figura 1.21.

Di questo ci si rende facilmente conto osservando che


dO2 (P ) = x 2 + y 2 = x' 2 + y' 2

(1.60)

pertanto

(x
S

+ y 2 dS = Iy + Ix = x'2 + y'2 dS = Iy ' + Ix '

(1.61)

Teorema del trasporto di Huygens-Steiner


Il momento di inerzia di una sezione rispetto ad un asse r pari
alla somma del momento di inerzia della sezione rispetto ad un asse
rG parallelo a r e passante per il baricentro G della sezione e del
prodotto dellarea della sezione per la distanza tra gli assi r ed rG
(figura 1.22).
rG

d
Area A

Figura 1.22.

In simboli:

Ir = IrG + A d

(1.62)

in cui Ir il momento di inerzia rispetto allasse r, IrG il momento di


inerzia rispetto allasse rG parallelo ad r e passante per il baricentro G,
A larea della sezione e d la distanza tra gi assi r ed rG. Talvolta il
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termine Ad2 che il momento di inerzia della sezione pensando tutta


la sua area concentrata nel suo baricentro detto momento di
trasporto.
Per la dimostrazione di questo teorema si rimanda al caso generale
studiato nel corso di Meccanica Razionale.
Teorema del trasporto del momento di deviazione
Il momento di deviazione di una sezione rispetto alla coppia di
assi ortogonali (x,y) di un sistema di riferimento (xOy) pari alla
somma del momento di deviazione rispetto alla coppia di assi (xg,yg)
paralleli a gli assi x ed y e passanti per il baricentro G della sezione e
del prodotto dellarea della sezione per il prodotto delle coordinate di
O nel riferimento (xgGyg), figura 1.23. In simboli
Ixy = Ix gy g + A x O y O

(1.63)

in cui Ixy il momento di deviazione rispetto alla coppia di assi (x,y),


Ixgyg il momento di inerzia rispetto alla coppia di assi (xg,yg) paralleli
ad x ed y e passanti per G, A larea della sezione ed xO e yO sono le
coordinate dellorigine del riferimento (xOy) rispetto al riferimento
(xgGyg). evidente che se gli assi (xg,yg) sono assi principali di inerzia
relativi a G il primo addendo della (1.63) nullo.
Per la dimostrazione di questo teorema si rimanda al caso generale
studiato nel corso di Meccanica Razionale.
yg

Area A
xO

xg

yO

Figura 1.23.

Osservazione 16
La (1.62) che esprime il teorema del trasporto rende evidente
che il momento di inerzia di una sezione rispetto ad un asse r
passante per il suo baricentro il minimo tra tutti i momenti di inerzia
della sezione rispetto a rette parallele ad r.
Osservazione 17
Dal teorema del trasporto Huygens-Steiner discende
immediatamente la relazione tra i momenti di inerzia di una sezione
rispetto a due assi r ed s tra loro paralleli (figura 1.24):
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Is = Ir A dr2 d2s

(1.64)

essendo A larea della sezione e dr e ds le distanze delle rette r ed s


dalla retta rG ad esse parallela e passante per il baricentro della
sezione.
s
ds

rG

dr

Area A
G

Figura 1.24.

Osservazione 18
I teoremi ricordati consentono la determinazione del momento
di inerzia di una sezione rispetto a qualunque asse del suo piano una
volta noti i momenti di inerzia Ix ed Iy rispetto agli assi di un sistema di
riferimento ed il momento di deviazione rispetto alla coppia di assi
(x,y). Infatti, note queste quantit e volendo determinare il momento di
inerzia della sezione rispetto ad un asse r non passante per O e
formante langolo con lasse x possibile calcolare dapprima il
momento di inerzia rispetto allasse r parallelo ad r e passante per O
con la (1.21) e successivamente sfruttare il teorema del trasporto per
calcolare il momento di inerzia rispetto ad r in funzione della delle
distanze tra gli assi r ed r dal baricentro G della sezione con la (1.64).
In alternativa possibile calcolare dapprima i momenti di
inerzia ed il momento di deviazione rispetto agli assi di un sistema di
riferimento (xOy) avente origine O in un punto qualunque dellasse r
mediante i teoremi del trasporto e successivamente utilizzare la (1.21)
per calcolare il momento di inerzia rispetto alla retta r inclinata di a
rispetto a x.
Osservazione 19
Per le definizioni e le considerazioni fin qui svolte sono stati
considerati una sezione ed un sistema di riferimento (xOy) nel suo
piano non avente necessariamente origine nel baricentro della
sezione. Le entit definite, cio momenti di inerzia, momento di
deviazione, matrice di inerzia, assi principali di inerzia, possono
ovviamente, come caso particolare, essere valutate assumendo un

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sistema di riferimento (xGy) avente origine nel baricentro della


sezione. In questo caso si hanno le definizioni seguenti.
Definizione
Si chiamano assi centrali di inerzia gli assi principali di inerzia
relativi al baricentro della sezione, ossia gli assi passanti per il
baricentro della sezione rispetto ai quali il momento di deviazione
nullo. Questi hanno le direzioni degli autovettori della matrice di
inerzia relativa al baricentro della sezione.
Definizione
Si chiamano momenti principali di inerzia baricentrici i
momenti di inerzia della sezione rispetto agli assi centrali di inerzia
della sezione. Questi sono gli autovalori della matrice di inerzia
relativa al baricentro della sezione e sono il massimo ed il minimo tra i
momenti di inerzia della sezione rispetto agli assi passanti per il suo
baricentro.
Definizione
Si chiamano raggi principali di inerzia baricentrici di una i
raggi di inerzia rispetto agli assi centrali di inerzia.
Definizione
Si chiama ellisse centrale di inerzia di una sezione lellisse
avente centro nel baricentro della sezione e semiassi pari ai raggi
principali di inerzia baricentrici (figura 1.25).

Figura 1.25.

Osservazione 20
Se per una sezione S lasse r un asse di simmetria questo
uno degli assi centrali di inerzia della sezione. Naturalmente in questo
caso, nota la posizione del baricentro, nota anche lubicazione
dellaltro asse centrale di inerzia. Questo infatti deve passare per il
baricentro della sezione (per definizione) ed essere ortogonale r (si
ricordi che gli assi principali di inerzia sono tra loro ortogonali). La
verifica di questosservazione immediata; basta verificare che
nullo il momento di deviazione rispetto alla coppia di assi (r,s),

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essendo r lasse di simmetria ed s ortogonale ad r e passante per il


baricentro.

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LEZIONE 1 Sessione di studio 3


Richiami sulle caratteristiche inerziali delle figure piane
Sono proposti nel seguito due esempi da risolvere. La soluzione
commentata proposta nella prossima lezione.
Esempio 1.1
Si determini il momento di inerzia rispetto allasse x, rispetto ad
un asse parallelo allasse x e passante per il baricentro e rispetto ad
un asse contenente una diagonale della sezione rettangolare di figura.
Sia b = 300 mm e h = 400 mm.
y

x
O

Esempio 1.2
Si determinino i momenti centrali di inerzia della sezione di
figura e se ne tracci lellisse centrale di inerzia. Sia a = 100 mm.
y

a
a
a

x
O
a

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