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Corso di Laurea:

Insegnamento:
n Lezione:
Titolo:

INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE


Meccanica delle strutture
20
Determinazione delle caratteristiche di sollecitazione
con il Principio dei Lavori Virtuali

FACOLT DI INGEGNERIA

LEZIONE 20 Determinazione delle caratteristiche


sollecitazione con il Principio dei Lavori Virtuali.

di

Nucleo
tematico

Lez.

Contenuto

20

Determinazione delle caratteristiche di sollecitazione con il


Principio dei Lavori Virtuali. Osservazioni. Esempi.

Le caratteristiche di sollecitazione, introdotte nelle precedenti lezioni


sono state finora determinate utilizzando le Equazioni Cardinali della
Statica. In questa lezione si mostrano i criteri per la determinazione di
dette caratteristiche con il Principio dei Lavori Virtuali.
Impostazione
I vincoli impongono restrizioni agli spostamenti assoluti (vincoli
esterni) e relativi (vincoli interni) dei punti vincolati.
Come visto nella lezione 5, un vincolo interno pu essere anche
considerato come una sconnessione tra gli elementi da esso collegati
pensati inizialmente come un unico corpo rigido. La sconnessione
implica condizioni sulla forza che gli elementi vincolati si scambiano
attraverso il vincolo, cio sulla reazione vincolare. Ad esempio la
reazione vincolare di una cerniera interna ha retta di azione passante
per la cerniera; la reazione di un doppio pendolo interno ha retta di
azione ortogonale alla direzione dello spostamento relativo consentito
dal vincolo. Queste condizioni possono essere imposte attraverso
condizioni sulle caratteristiche di sollecitazione nelle sezioni vincolate.
Si considerino due elementi I e II le cui sezioni estreme A e B
sono collegate da un pendolo interno (figura 20.1). La reazione
esercitata dal vincolo alla sezione A dellelemento 1 una forza R
passante per A ed avente retta di azione ortogonale alla direzione
nella quale consentito lo spostamento relativo tra A e B. Le
caratteristiche di sollecitazione NA, TA sono le componenti della
reazione R nelle direzioni tangente ed ortogonale allasse
dellelemento 1 ed MA il momento di R rispetto al baricentro della
sezione A. Queste caratteristiche devono quindi soddisfare
MA = 0

TA
= tan I
NA

(20.1)

essendo I langolo acuto formato dallasse dellelemento e dalla


direzione della reazione del pendolo. La prima delle (20.1) impone il
passaggio della reazione vincolare per A; la seconda impone che la
risultante R delle caratteristiche di sollecitazione nella sezione A
abbia retta di azione parallela alla reazione del pendolo. Ovviamente
analoghe condizioni devono essere soddisfatte dalle caratteristiche di
sollecitazione NB, TB e MB nella sezione B.
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Tel: 031/7942500-7942505 Fax: 031/7942501 - info@uniecampus.it

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La linea delle pressioni (r in figura 20.1) relativa alle sezioni A e


B la retta di azione della reazione vincolare. Passa quindi per i punti
vincolati ed ha la direzione in cui il pendolo impedisce gli spostamenti
relativi.
TA
r

NA

R
I

B
r

TA

MA=0
A

II

MB=0

II

II

NB

NA

II

NB
TB

TB

Figura 20.1.

Si considerino due elementi I e II le cui sezioni estreme A e B


sono collegate da una cerniera interna (figura 20.2). La reazione
esercitata dal vincolo alla sezione A dellelemento 1 una forza R
passante per A che pu avere retta di azione qualunque. Le
caratteristiche di sollecitazione NA, TA sono le componenti della
reazione R nelle direzioni tangente ed ortogonale allasse
dellelemento 1 ed MA il momento di R rispetto al baricentro della
sezione A. Queste caratteristiche devono quindi soddisfare
MA = 0

(20.2)

La (20.3) impone il passaggio della reazione vincolare per A, mentre


nessuna restrizione imposta ad NA e TA. Ovviamente una analoga
condizione deve essere soddisfatta dalle caratteristiche di
sollecitazione NB, TB e MB nella sezione B.
TA
r

NA

r
R

R
I
II

TA
I

I
A B

MA=0

A
R

II

NA

MB=0

R
NB

II
NB

TB

TB

Figura 20.2.

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La linea delle pressioni (r in figura 20.2) relativa alle sezioni A e


B ha la direzione della reazione vincolare. Passa quindi per la cerniera
e pu avere direzione qualunque.
Si considerino due elementi I e II le cui sezioni estreme A e B
sono collegate da un doppio pendolo interno (figura 20.3). La reazione
esercitata dal vincolo alla sezione A dellelemento 1 una forza R
avente retta di azione ortogonale alla direzione nella quale
consentito lo spostamento relativo tra A e B. Le caratteristiche di
sollecitazione NA, TA sono le componenti della reazione R nelle
direzioni tangente ed ortogonale allasse dellelemento 1 ed MA il
momento di R rispetto al baricentro della sezione A. Queste
caratteristiche devono quindi soddisfare

TA
= tan I
NA

(20.3)

La (20.3) impone che la risultante delle forze applicate alla sezione A


abbia la retta di azione parallela alla reazione del doppio pendolo,
mentre nessuna restrizione imposta alla distanza tra la retta di
azione di R ed il baricentro della sezione A. Ovviamente una analoga
condizione deve essere soddisfatta dalle caratteristiche di
sollecitazione NB, TB e MB nella sezione B.
TA
r

NA

B
r

II

I
A
R

TA

d
I

MA=Rd

B
II

NA

II
MB=Rd
NB
TB

II

NB
R

TB

Figura 20.3.

La linea delle pressioni (r in figura 20.3) relativa alle sezioni A e


B ha la direzione della reazione vincolare. Ha quindi la direzione in cui
il doppio pendolo impedisce gli spostamenti relativi e pu avere
qualunque distanza da A e B.
Si considerino infine due elementi I e II le cui sezioni estreme A
e B sono collegate da un incastro interno (figura 20.4).

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TA
NA

I
II

TA
I

A B

r
R

MA=Rd
R

R
R

B
II

NA

MB=Rd

II

NB
d

TB

NB
R

TB

Figura 20.4.

La reazione esercitata dal vincolo alla sezione A dellelemento 1 una


forza R che pu avere retta di azione qualunque. Le caratteristiche di
sollecitazione NA, TA e MA nella sezione A non devono quindi
soddisfare alcuna condizione. Lo stesso vale ovviamente per le
caratteristiche di sollecitazione NB, TB e MB nella sezione B.
La linea delle pressioni (r in figura 20.4) relativa alle sezioni A e
B la retta di azione della reazione vincolare. Non possono quindi
stabilirsi a priori restrizioni relativamente alla sua posizione.
Nelle lezioni 13 - 15 stato mostrato come il Principio dei
Lavori Virtuali possa essere utilizzato per la determinazione delle
reazioni vincolari nelle condizioni di equilibrio sia nel caso di vicoli
esterni che nel caso di vincoli interni. Le precedenti considerazioni
puntualizzano le evidenti relazioni tra le reazioni dei vincoli interni e le
caratteristiche di sollecitazione. In particolare la figura 20.4 mostra che
componenti della reazione vincolare di un incastro interno secondo le
direzioni normale e tangente alla sezione sono le caratteristiche di
sollecitazione delle sezioni vincolate. Siccome ogni sezione di una
trave pu essere pensata come sede di un incastro interno (lincastro
interno impone gli stessi spostamenti ai punti ad esso collegati) le cui
componenti di reazione vincolare sono le caratteristiche di
sollecitazione e siccome le reazioni di un vincolo possono
determinarsi con il Principio dei Lavori Virtuali, questo strumento pu
essere utilizzato per la determinazione delle caratteristiche di
sollecitazione in ogni sezione. Per determinare una caratteristica di
sollecitazione in un sezione di una struttura isostatica sufficiente
ridurre il grado di vincolo della struttura sostituendo nella sezione
lincastro interno con un vincolo interno che consente lo spostamento
relativo che fa compiere lavoro alla componente di reazione vincolare
(e quindi alla caratteristica di sollecitasione) incognita ed imporre
lequilibrio del sistema attraverso luguaglianza a zero del lavoro
virtuale che le forze compiono relativamente agli spostamenti virtuali
di ogni configurazione spostata del sistema. Si rimarca che utilizzando
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il procedimento delineato per la determinazione delle caratteristiche di


sollecitazione non necessaria la preventiva determinazione delle
reazioni vincolari, operazione che invece , in generale, necessaria
operando con le Equazioni Cardinali della Statica. Gli esempi seguenti
chiariscono il modo di procedere descritto.
Esempio 20.1
Relativamente al sistema di travi di figura 20.5 si determinino le
caratteristiche di sollecitazione nella sezione S, identificata
dallascissa s a partire dallestremo A, con il Principio dei Lavori
Virtuali.
S

E
s
L

L/2

Figura 20.5.

Momento flettente
Si introduce una cerniera interna nella sezione S e si numerano
da 1 a 3 gli elementi rigidi da cui costituita la nuova struttura (figura
20.6a).
A

(a)

E
s
L

L
1

(b)

L
3

L/2
F

M
T
M

M
N

N
T

S
M

F
E

Figura 20.6.

In questo modo le caratteristiche di sollecitazione che possono


sussistere nella sezione S sono solo il taglio e lo sforzo normale. La
configurazione precedente viene ripristinata applicando ad entrambi
gli estremi delle aste che concorrono nella cerniera il momento M
incognito (figura 20.6b) che le aste si scambiavano nella
configurazione originaria che il momento flettente nella sezione S.
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La cerniera impedisce gli spostamenti relativi delle sezioni estreme


delle aste, mentre ne consente le rotazioni relative; la scelta di
introdurre in S una cerniera stata operata per rendere possibile la
componente di spostamento relativo (rotazione) che fa compiere
lavoro alla caratteristica di sollecitazione (momento flettente)
incognita. Si osserva che il momento flettente incognito stato
arbitrariamente applicato con verso positivo, secondo la consueta
convenzione; in questo modo un valore positivo dellincognita M che si
determina imponendo lequilibrio del sistema mediante il
soddisfacimento del Principio dei lavori Virtuali indica che
effettivamente il momento flettente nella sezione S positivo.
La struttura cos ottenuta ha un grado di libert ( una volta labile) e
quindi una sua configurazione spostata identificata da un solo
parametro di spostamento in funzione del quale sono determinabili gli
spostamenti di tutti i suoi punti. Si considera come parametro di
spostamento indipendente la rotazione 1 dellelemento 1; si fa
compiere allelemento 1 la rotazione 1, arbitraria purch piccola. Pu
allora essere tracciato il diagramma degli spostamenti (che sono
piccoli spostamenti) verticali applicando i criteri esposti nella lezione 8
(gli spostamenti orizzontali sono evidentemente nulli). Ricordando le
propriet di allineamento dei centri di rotazione immediato stabilire
che A C1 il centro di rotazione assoluto dellelemento 1, che il
baricentro della sezione S il centro di rotazione relativo C12 tra gli
elementi 1 e 2, che B il centro di rotazione assoluto C2 dellelemento
2, che C C23 il centro di rotazione relativo tra gli elementi 2 e 3 e
che D il centro di rotazione assoluto dellelemento 3. Si ottiene
quindi il diagramma degli spostamenti verticali di figura 20.7.
M

B
1

v(x)

E
E

F
A = C1 1

B = C2
2

C12
1

12

xC12

xC1

C = C23

D = C3
3

xC23 3

vE x

xC2

xC3

s
L

L/2

Figura 20.7.

Per il sistema di travi di figura 20.7 i momenti M applicati agli estremi


delle aste concorrenti nella sezione S sono da considerarsi come
forze attive, in quanto i vincoli che li esercitano sono stati rimossi dal
sistema. Il sistema in equilibrio se il lavoro delle forze attive nullo
per gli spostamenti virtuali dei punti di applicazione delle forze
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relativamente alle configurazioni spostate cui il sistema suscettibile


nel rispetto dei vincoli. Con considerazioni geometriche sul
diagramma degli spostamenti verticali si trovano i moduli delle
rotazioni 2 e 3 degli elementi 2 e 3 in funzione del modulo 1 della
rotazione dellelemento 1

2 =

s
1
Ls

3 = 2 =

s
1
Ls

(e.1.1)

Relativamente agli spostamenti virtuali di figura 20.7 la forza F


compie il lavoro

L F = F E = F v E = F 3

L
1 s
=
F L 1
2
2 Ls

(e.1.2)

il momento M applicato allestremo dellasta 1 compie il lavoro


L M1 = M 1

(e.1.3)

il momento M applicato allestremo dellasta 2 compie il lavoro

L M2 = M 2 = M

s
1
Ls

(e.1.4)

essendo E lo spostamento virtuale del punto E relativamente al


passaggio della struttura dalla configurazione iniziale a quella
spostata (figura 20.7). Il modulo della componente verticale vE dello
spostamento E si legge sul diagramma di figura 20.6. I lavori (e.1.3)
ed (e.1.4) sono positivi in quanto i momenti M hanno verso concorde
alle rotazioni delle aste.
Il sistema in equilibrio per M che rende nullo il lavoro virtuale
delle forze applicate; la condizione di equilibrio pertanto:

L = L F + L M1 + +L M2 =
1 s
s
=
1 = 0
F L 1 + M 1 + M
2 Ls
Ls

(e.1.5)

dividendo ambo i membri per 1 si ottiene lequazione

1 s
s

FL + M + M
=0
2 Ls
Ls

(e.1.6)

e quindi

F
M= s
2

(e.1.7)

Questo risultato coincide con quanto trovato mediante le Equazioni


Cardinali della Statica (esempio 16.2).
Si osserva che, a meno del segno, il lavoro compiuto dai
momenti M applicati agli estremi delle aste 1 e 2 pu determinarsi
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come il prodotto del momento M per il modulo 12 della rotazione


relativa tra le aste (figura 20.7)

12 = 2 ( 1 ) =

s
L
1 + 1 =
1
Ls
Ls

(e.1.8)

Si osserva infine il momento flettente nella sezione S stato


determinato senza la preventiva determinazione delle reazioni dei
vincoli esterni; per contro stato necessario tracciare il diagramma
degli spostamenti della struttura resa labile dalla rimozione di una
componente di spostamento impedita dellincastro interno che si
pensato presente nella sezione S.
Taglio
Si introduce un doppio pendolo interno nella sezione S in modo
da consentire gli spostamenti relativi in direzione ortogonale allasse
della trave delle sezioni tra le quali introdotto il vincolo; questa scelta
operata sulla base della necessit di ridurre il grado di vincolo della
struttura in modo che questa sia suscettibile di assumere
configurazioni spostate per le quali il lavoro compiuto dal taglio nella
sezione S non nullo. Ancora, si numerano da 1 a 3 gli elementi rigidi
da cui costituita la nuova struttura (figura 20.8a).
Le caratteristiche di sollecitazione che possono sussistere nella
sezione S sono solo il momento flettente e lo sforzo normale. La
configurazione precedente viene ripristinata applicando ad entrambi
gli estremi delle aste che concorrono al doppio pendolo la forza di
taglio T incognita (figura 20.8b) che le aste si scambiavano nella
configurazione originaria. Il taglio T incognito viene arbitrariamente
assunto positivo in accordo con il lembo inferiore indicato dalla linea
tratteggiata di figura 20.8b.
A

(a)

E
s
L

L
T
1 S

(b)

L
C

L/2
F

T
T
M

N
T
A

N
T
S

1
S

F
E

Figura 20.8.
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Il doppio pendolo impedisce lo spostamento relativo in direzione


orizzontale e la rotazione relativa delle sezioni estreme delle aste,
mentre ne consente lo spostamento relativo in direzione verticale. La
struttura cos ottenuta ha un grado di libert ( una volta labile),
pertanto una sua configurazione spostata identificata da un solo
parametro di spostamento in funzione del quale sono determinabili gli
spostamenti di tutti i suoi punti. Lequilibrio del sistema viene imposto
mediate il Principio dei Lavori Virtuali considerando le forze di taglio T
come forze attive applicate agli estremi delle aste concorrenti nella
sezione S. Si considera come parametro di spostamento indipendente
la rotazione 1 dellelemento 1; si fa compiere allelemento 1 la
rotazione 1, arbitraria purch piccola. Ricordando le propriet di
allineamento dei centri di rotazione, immediato stabilire che A C1
il centro di rotazione assoluto dellelemento 1, che il centro di
rotazione relativo C12 tra gli elementi 1 e 2 a distanza infinita sulla
retta orizzontale passante per il baricentro della sezione S, che B il
centro di rotazione assoluto C2 dellelemento 2, che C C23 il centro
di rotazione relativo tra gli elementi 2 e 3 e che D il centro di
rotazione assoluto dellelemento 3. Si ottiene quindi il diagramma degli
spostamenti verticali di figura 20.9, per il tracciamento dei quali
necessario ricordare che il doppio pendolo impone uguali rotazioni agli
elementi 1 e 2 (rotazione relativa nulla).
T

F
2

E
E

2
T

s
A = C1

C12

F
C = C23 2

B = C2

D = C3

v(x)
xC23 3

v2
v12

xC1

v1 xC2

vE

xC3

2=1

s
L

L/2

Figura 20.9.

Il sistema in equilibrio se il lavoro compiuto dalle forze attive nullo


relativamente agli spostamenti virtuali che i punti di applicazione delle
forze possono subire in accordo con i vincoli cui il sistema soggetto.
Con immediate considerazioni geometriche sul diagramma degli
spostamenti verticali si trovano i moduli delle rotazioni 2 e 3 degli
elementi 2 e 3 in funzione del modulo della rotazione 1 dellelemento
1
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3 = 2 = 1

2 = 1

(e.1.9)

essendo la prima imposta dal doppio pendolo interno.


Relativamente agli spostamenti virtuali di figura 20.9 la forza F
compie il lavoro

L F = F E = F v E = F 3

L
FL
= 1
2
2

(e.1.10)

la forza T applicata allestremo dellasta 1 compie il lavoro


L T1 = T 1= T v 1 = T 1 s

(e.1.11)

la forza T applicata allestremo dellasta 2 compie il lavoro


L T 2 = T 2 = T v 2 = T (L s )1

(e.1.12)

essendo E , 1 e 2 gli spostamenti virtuali del punto E e degli


estremi delle aste 1 e 2 vincolati dal doppio pendolo relativamente al
passaggio della struttura dalla configurazione iniziale a quella
spostata (figura 20.9). I moduli delle componenti verticali vE, v1 e v2
degli spostamenti E , 1 e 2 si leggono sul diagramma di figura
20.9.
Il sistema in equilibrio per T che rende nullo il lavoro virtuale delle
forze applicate; la condizione di equilibrio pertanto:

L = L F + L T1 + L T 2 =

FL
1 + T 1 s + T (L s )1 = 0
2

(e.1.13)

da cui si ottiene

T=

F
2

(e.1.14)

Questo risultato coincide con quanto trovato mediante le Equazioni


Cardinali della Statica (esempio 16.2).
Si osserva che, a meno del segno, il lavoro compiuto dalle
forze T applicate agli estremi delle aste 1 e 2 pu determinarsi come il
prodotto della forza T per il modulo v12 della componente verticale
dello spostamento relativo tra gli estremi delle aste 1 e 2 afferenti al
doppio pendolo (figura 20.9)
v 12 = 1 (L s ) ( 1 s ) = 1 L

(e.1.15)

Si osserva infine che per la determinazione del taglio nella


sezione S non stata necessaria la preventiva determinazione delle
reazioni vincolari, come invece accade utilizzando le Equazioni
Cardinali della Statica.

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Sforzo normale
Si introduce un doppio pendolo interno nella sezione S in modo
da consentire gli spostamenti relativi delle sezioni tra le quali
introdotto il vincolo nella direzione allasse della trave; questa scelta
operata sulla base della necessit di ridurre il grado di vincolo della
struttura in modo che sia suscettibile di assumere configurazioni
spostate per le quali il lavoro compiuto dallo sforzo normale nella
sezione S non nullo. Ancora, si numerano da 1 a 3 gli elementi rigidi
da cui costituita la nuova struttura (figura 20.10a).
Le caratteristiche di sollecitazione che possono sussistere nella
sezione S sono ora solo il taglio ed il momento flettente. La
configurazione precedente viene ripristinata applicando ad entrambi
gli estremi delle aste che concorrono nel doppio pendolo lo sforzo
normale N incognito (figura 20.10b) che le aste si scambiavano nella
configurazione originaria. Il doppio pendolo impedisce lo spostamento
relativo in direzione verticale e la rotazione relativa delle sezioni
estreme delle aste, mentre ne consente lo spostamento relativo in
direzione orizzontale, sicch lo sforzo normale incognito compir
lavoro non nullo per gli spostamenti orizzontali dei punti vincolati.
A

(a)

E
s
L
N

(b)

L
S

L
C

L/2

1
B

T
M

N
A

N
T

N
1

N
S

F
E

Figura 20.10.

Anche in questo caso lo sforzo normale incognito stato


arbitrariamente applicato con verso positivo, secondo la consueta
convenzione.
La struttura cos ottenuta ha un grado di libert ( una volta labile),
pertanto una sua configurazione spostata identificata da un solo
parametro di spostamento in funzione del quale sono determinabili gli
spostamenti di tutti i suoi punti. Si considera come parametro di
spostamento indipendente la componente orizzontale dello
spostamento del punto E; immediato rilevare che in questo caso A
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INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE


Meccanica delle strutture
20
Determinazione delle caratteristiche di sollecitazione
con il Principio dei Lavori Virtuali

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n Lezione:
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FACOLT DI INGEGNERIA

il centro di rotazione assoluto C1 dellelemento 1, il centro di rotazione


relativo tra gli elementi 1 e 2 a distanza infinita sulla verticale per il
baricentro della sezione S, il centro di rotazione assoluto
dellelemento 2 a distanza infinita sulla verticale per B, il centro di
rotazione relativo C23 tra gli elementi 2 e 3 la cerniera C ed il centro
rotazione assoluto dellelemento 3 a distanza infinita sulla verticale
per D. La generica configurazione spostata del sistema
rappresentata in figura 20.11 e prevede uguali spostamenti orizzontali
di tutti i punti degli elementi 2 e 3 mentre gli spostamenti dei punti
dellelemento 1 sono tutti nulli.
A

A = C1

E
E

C = C23

E
C3

C2

C12

L/2

Figura 20.11.

Per il sistema di travi di figura 20.11 le forze N applicate agli estremi


delle aste concorrenti nella sezione S sono da considerarsi come
forze attive. Il sistema in equilibrio se il lavoro delle forze attive
nullo relativamente agli spostamenti virtuali che i punti di applicazione
delle forze possono compiere in accordo con i vincoli cui il sistema
soggetto.
Relativamente agli spostamenti virtuali di figura 20.11 la forza F
compie il lavoro
L F = F E = 0

(e.1.16)

essendo la direzione della forza ortogonale a quella dello


spostamento. La forza N applicata allestremo dellasta 1 compie il
lavoro
L N1 = N 1= 0

(e.1.17)

essendo nullo lo spostamento 1 dellestremo dellasta connesso al


doppio pendolo.
La forza N applicata allestremo dellasta 2 compie il lavoro
L N2 = N 2 = N u 2 =

(e.1.18)

essendo E e 2 gli spostamenti virtuali del punto E e dellestremo


dellasta 2 vincolato dal doppio pendolo relativamente al passaggio
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della struttura dalla configurazione iniziale a quella spostata (figura


20.11) ed essendo u2 il modulo della componente orizzontale di 2 .
Il sistema in equilibrio per N che rende nullo il lavoro virtuale delle
forze applicate; la condizione di equilibrio pertanto:
L = L F + L N1 + L N2 = N u 2 = 0

(e.1.19)

da cui, essendo u2 non nullo, si ottiene

N=0

(e.1.20)

Questo risultato coincide con quanto trovato mediante le Equazioni


Cardinali della Statica (esempio 16.2).
Si osserva che, a meno del segno, il lavoro compiuto dalle
forze N applicate agli estremi delle aste 1 e 2 pu determinarsi come il
prodotto della forza N per il modulo u12 della componente orizzontale
dello spostamento relativo tra gli estremi delle aste 1 e 2 afferenti al
doppio pendolo
u12 = u 2 u1 = u 2

(e.1.21)

Si osserva infine che per la determinazione dello sforzo


normale nella sezione S non stata necessaria la preventiva
determinazione delle reazioni vincolari, come invece accade
utilizzando le Equazioni Cardinali della Statica.

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Determinazione delle caratteristiche di sollecitazione
con il Principio dei Lavori Virtuali

FACOLT DI INGEGNERIA

LEZIONE 20 Sessione di studio 1


Determinazione delle caratteristiche di sollecitazione con il
Principio dei Lavori Virtuali.
Sono proposti nel seguito alcuni esempi. Si consiglia il lettore di
risolverli autonomamente e di confrontare i risultati con le soluzioni
descritte nella prossima sessione di studio.
Esempio 20.2
Relativamente al sistema di travi di figura 20.12 si determinino
le caratteristiche di sollecitazione nella sezione H, distante L/3 dalle
sezioni B e C, con il Principio dei Lavori Virtuali.
q

qL

G
L/3

L/3
2L/3

L/3

L/2

2L/3

L/3

Figura 20.12.

Esempio 20.3
Relativamente al sistema di figura 20.13 si determinino le
caratteristiche di sollecitazione nella generica sezione Q dellasta EG
con il Principio dei Lavori Virtuali.
F

L
C

E
D

L
Q
H
G
L
A

L/2

L/2

Figura 20.13.

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Esempio 20.4
Relativamente al sistema di figura 20.14 si determinino le
caratteristiche di sollecitazione nella sezione B con il Principio dei
Lavori Virtuali.
F
1

2
D

L/2

C
L/2
A
L

L/2

L/2

Figura 20.14.

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LEZIONE 20 Sessione di studio 2


Determinazione delle caratteristiche di sollecitazione con il
Principio dei Lavori Virtuali.
Sono discusse nel seguito le soluzioni degli esempi proposti nella
precedente sessione di studio.
Soluzione dellesempio 20.2
Momento flettente
Si introduce una cerniera interna nella sezione H, evidenziando
i momenti incogniti applicati agli estremi delle aste concorrenti in H
(figura 20.15b).
qL
q
(a)
G

A
1

qL
H C2

A C1

(b)

B C12

G
qL

2qL/3

G
v(x)
vG

E
qL/3

C
B

qL/3

M M

A
G

2qL/3

H
(c)

M M
2

x1

x12

x2
L/3

L/2

L/3

L/3
2L/3

2L/3

L/3

Figura 20.15.

Si ottiene cos una struttura una volta labile la cui generica


configurazione spostata rappresentata in figura 20.15c insieme al
corrispondente diagramma degli spostamenti verticali, con il consueto
significato dei simboli. Relativamente a questi spostamenti la
condizione di annullamento del lavoro virtuale

L
L = qL 1 M 1 = 0
2

(e.2.1)

da cui si ricava il momento flettente nella sezione H


2

qL
M=
2

(e.2.2)

Questo risultato coincide con quanto determinato con le Equazioni


Cardinali della Statica nellesempio 18.3.
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Taglio
Si introduce un doppio pendolo interno nella sezione H in modo
da consentire solo la componente verticale dello spostamento relativo
degli estremi delle aste concorrenti in H, evidenziando le forze di
taglio incognite applicate agli estremi delle aste (figura 20.16b). Si
ottiene cos una struttura una volta labile la cui generica
configurazione spostata rappresentata in figura 20.16c insieme al
corrispondente diagramma degli spostamenti verticali, con il consueto
significato dei simboli.
qL
(a)
G

(b)

qL

H2

A
B

G
v(x)
vG

qL/3

C
B C12

2qL/3

T H

A C1

qL

C12

(c)

2qL/3

qL/3

2 = 0
1
L/2

x1

x12
L/3
L/3

L/3
2L/3

2L/3

L/3

Figura 20.16.

Relativamente a questi spostamenti la condizione di annullamento del


lavoro virtuale
L
L
L = qL 1 T 1 = 0
(e.2.3)
2
3
da cui si ricava il taglio nella sezione H
3
T = qL
(e.2.4)
2
Questo risultato coincide con quanto determinato con le Equazioni
Cardinali della Statica nellesempio 18.3.
Sforzo normale
Si introduce un doppio pendolo interno nella sezione H in modo
da consentire solo la componente orizzontale dello spostamento
relativo degli estremi delle aste concorrenti in H, evidenziando lo
sforzo normale incognito applicato agli estremi delle aste.
immediato rilevare che nella generica configurazione spostata della
struttura labile che si ottiene tutti i punti tra G ed H traslano
orizzontalmente della stessa quantit, mentre gli spostamenti dei punti
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tra H e E sono nulli. Il lavoro virtuale della forza qL applicata in G


quindi nullo (forza e spostamento ortogonali); conseguentemente
deve essere nullo anche il lavoro compiuto dallo sforzo normale
incognito. Non essendo nullo lo spostamento orizzontale dellestremo
H dellasta 2 si deve concludere che per essere nullo il lavoro
compiuto dallo sforzo normale deve essere nullo lo sforzo normale
stesso.
Soluzione dellesempio 20.3
La generica sezione Q del tratto GE pu identificarsi mediante
la sua distanza t dal nodo G, cio introducendo unascissa t
coincidente con lasse dellasta GE ed avente origine in E.
Momento flettente
Si introduce una cerniera interna nella generica sezione Q,
evidenziando i momenti incogniti applicati agli estremi delle aste
concorrenti (figura 20.17b).
F

C1

T
C

E
D

(a)

(b)

G
L

M
Q C12
M
2

M
N

C
D

L/2

L/2

B C2

B
L

M F

uM
yC1

C1

L
D

E
1

1
12

M
Q
M

1
G

L
2

H
2

(c)

yC12

yC2

2
L
x

Figura 20.17.
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FACOLT DI INGEGNERIA

Si ottiene cos una struttura una volta labile la cui generica


configurazione spostata rappresentata in figura 20.17c insieme al
corrispondente diagramma degli spostamenti orizzontali, con il
consueto significato dei simboli. Si osservi che il diagramma degli
spostamenti verticali non necessario per la soluzione del problema
proposto in quanto la forza F compie lavoro solo per la componente
orizzontale dello spostamento virtuale del punto M ed i momenti
incogniti compiono lavoro solo per le rotazioni delle aste.
Relativamente a questi spostamenti la condizione di annullamento del
lavoro virtuale
L = F 1 (3L y C1 ) + M 1 + M 2 = 0

(e.3.1)

essendo yC1 lordinata del centro di rotazione C1 rispetto al sistema di


riferimento (xAy) indicato in figura 20.17c. Questa ordinata pu
determinarsi sfruttando la similitudine dei triangoli ABC1 e KQC1
(figura 20.17c)
y C1 y C1 L t
=
2L
L

(e.3.2)

y C1 = 2 (L + t )

(e.3.3)

cio
Il modulo 2 della rotazione dellelemento 2 deve soddisfare
2 (L + t ) = 1 (y C1 L t )

(e.3.4)

pertanto
2 = 1

(e.3.5)

avendo tenuto conto della (e.3.2). La condizione (e.3.1) fornisce infine

M=

F
(L 2 t )
2

(e.3.6)

Questo risultato coincide con quanto determinato con le Equazioni


Cardinali della Statica nellesempio 18.4, come pu verificarsi
calcolando mediante la (e.3.6) il momento M(t) agli estremi dellasta
GE, cio per t = 0 e t = L.
Taglio
Si introduce nella sezione Q un doppio pendolo interno
disposto in modo da consentire solo la componente ortogonale
allasse dellasta (cio la componente orizzontale) dello spostamento
relativo dei punti vincolati, evidenziando le forze di taglio applicate agli
estremi delle aste concorrenti (figura 20.18b). Si ottiene cos una
struttura una volta labile la cui generica configurazione spostata
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rappresentata in figura 20.18c insieme al corrispondente diagramma


degli spostamenti orizzontali, con il consueto significato dei simboli. Si
osservi che il diagramma degli spostamenti verticali non necessario
per la soluzione del problema proposto in quanto sia la forza F che le
forze di taglio T compiono lavoro solo per la componente orizzontale
degli spostamenti dei rispettivi punti di applicazione.
La condizione di annullamento del lavoro virtuale
L = F uM T uQ = 0

(e.3.7)

Siccome lelemento 1 trasla in direzione x senza ruotare gli


spostamenti dei punti M e Q sono uguali, quindi il taglio
T =F

(e.3.8)
F

M
L
C

T
Q

L
Q

(b)
B

L/2

C1

B C2

A
C12

y
M

G
(a)

L/2

G
L

M
N

D
t

uM

L
C

D
T
1

Q2
Q

T
G

uQ1
H

(c)

L
yC2

Figura 20.18.

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Questo risultato coincide con quanto determinato con le Equazioni


Cardinali della Statica nellesempio 18.4.
Sforzo normale
Si introduce nella sezione Q un doppio pendolo interno
disposto in modo da consentire solo la componente nella direzione
dellasse della trave (cio la componente verticale) dello spostamento
relativo tra i punti vincolati, evidenziando gli sforzi normali applicati
agli estremi delle aste concorrenti (figura 20.19b).
F

M
L
C

E
C

C12

1
(a)

(b)

A C2

B
L/2

L/2

M
N

D
t

B C2

y
M

uM

L
E

C
Q1

Q2

H
N
(c)

2
L
yC2

xC1

xC2

vQ1
vQ2
L/2

L/2

Figura 20.19.

Si ottiene cos una struttura una volta labile la cui generica


configurazione spostata rappresentata in figura 20.19c insieme ai
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corrispondenti diagrammi degli spostamenti, con il consueto


significato dei simboli. In questo caso sono necessari i diagrammi di
entrambe le componenti di spostamento in quanto la forza F compie
lavoro per la componente orizzontale dello spostamento del punto M e
lo sforzo normale compie lavoro per la componente verticale degli
spostamenti degli estremi degli elementi 1 e 2 concorrenti al doppio
pendolo.
La condizione di annullamento del lavoro virtuale
L = 3 F 1 L 2 N 2 L = 0

(e.3.9)

Siccome i moduli 1 e 2 delle rotazioni degli elementi 1 e 2 sono


uguali, lo sforzo normale

3
N= F
2

(e.3.10)

Questo risultato coincide con quanto determinato con le Equazioni


Cardinali della Statica nellesempio 18.4.
Soluzione dellesempio 20.4
Il momento flettente nella sezione B nullo per la presenza
della cerniera interna. Il taglio e lo sforzo normale possono
determinarsi in modo analogo a quanto visto per i casi precedenti:
necessario diminuire la molteplicit del vincolo interno consentendo la
componente di lo spostamento relativo che fa compiere lavoro alla
caratteristica di sollecitazione cercata. Nei casi precedenti veniva
ridotto il grado di vincolo a partire da un incastro interno e quindi
veniva sostituito un vincolo con molteplicit 3 (incastro interno) con un
vincolo con molteplicit 2 (cerniera o doppio pendolo interni); in
questo caso deve essere ridotto il grado di vincolo a partire da una
cerniera interna, che ha molteplicit 2 e quindi la cerniera interna deve
essere sostituita con un vincolo interno di molteplicit 1.
Taglio
Partendo dalla configurazione di figura 20.14, in cui sono
impediti gli spostamenti relativi tra le sezioni vincolate dalla cerniera B
ed consentita la rotazione relativa tra i due elementi collegati dalla
cerniera necessario introdurre un vincolo interno che consenta gli
spostamenti relativi nella direzione ortogonale a quella delle aste
concorrenti in C, in modo da far compiere lavoro alle forze di taglio
relativamente ad una configurazione spostata del sistema. Si
sostituisce quindi la cerniera B con un pendolo interno disposto come
in figura 20.20a e si evidenziano le forze di taglio applicate agli
estremi delle aste concorrenti. Si ottiene cos una struttura una volta
labile la cui generica configurazione spostata rappresentata in figura

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20.20b insieme al corrispondente diagramma degli spostamenti


verticali, con il consueto significato dei simboli.
F

F
B

C
(a)

L/2

2
D

B2

L/2

(b)

A
L/2

L/2

L
T

1
M

M
N

vB2
N

vD

Figura 20.20.

Si osservi che nella configurazione spostata di figura 20.20b gli


spostamenti di tutti i punti dellelemento 1 sono nulli, mentre tutti i
punti dellelemento 2 si spostano in direzione verticale della stessa
quantit. La condizione di annullamento del lavoro virtuale
L = F v D T v B 2 = 0
(e.4.1)
che, essendo vD = vB2 fornisce il taglio
T =F

(e.4.2)

Sforzo normale
Partendo dalla configurazione di figura 20.14 in cui sono
impediti gli spostamenti relativi tra le sezioni vincolate dalla cerniera B
ed consentita la rotazione relativa tra i due elementi collegati dalla
cerniera necessario introdurre un vincolo interno che consenta gli
spostamenti relativi nella direzione delle aste concorrenti in C, in
modo da far compiere lavoro alle allo sforzo normale relativamente ad
una configurazione spostata del sistema. Si sostituisce quindi la
cerniere B con un pendolo interno disposto come in figura 20.21a e si
evidenziano gli sforzi normali applicati agli estremi delle aste
concorrenti.
B

L/2

B2

N
(b)

C2

(a)

2
D

L/2

F
D 2

D
yC2

C2

C
A

uB2

C
A

L/2

L/2

L
T
M

xC2

2vD

Figura 20.21.
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Determinazione delle caratteristiche di sollecitazione
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FACOLT DI INGEGNERIA

Si ottiene cos una struttura una volta labile la cui generica


configurazione spostata rappresentata in figura 20.21b insieme ai
corrispondenti diagrammi degli spostamenti, con il consueto
significato dei simboli. Si osservi che nella configurazione spostata di
figura 20.21b gli spostamenti di tutti i punti dellelemento 1 sono nulli,
mentre lelemento 2 ruota di 2 attorno al suo centro di rotazione C2.
La condizione di annullamento del lavoro virtuale

L
L
L = F v D N uB2 = F 2 N 2 = 0
2
2

(e.4.3)

che fornisce lo sforzo normale


N=F

(e.4.4)

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LEZIONE 20 Sessione di studio 3


Determinazione delle caratteristiche di sollecitazione con il
Principio dei Lavori Virtuali.
Si propongono alcuni esercizi la cui soluzione lasciata al lettore. Gli
schemi sono gi stessi proposti nelle lezioni 11, 12, 18 e 19, sicch si
suggerisce di controllare la coincidenza delle caratteristiche di
sollecitazione qui determinate con il Principio dei Lavori Virtuali con i
risultati precedentemente determinati.
Esercizio 20.1
Si determinino con il Principio dei Lavori Virtuali le
caratteristiche di sollecitazione nella sezione A della struttura di figura
20.22.
A

L/2

L/2

Figura 20.22.

Esercizio 20.2
Si determinino con il Principio dei Lavori Virtuali le
caratteristiche di sollecitazione nella sezione A della struttura di figura
20.23.
q
L/2
L/2

/4
L

Figura 20.23.

Esercizio 20.3
Si determinino con il Principio dei Lavori Virtuali le
caratteristiche di sollecitazione nella sezione A della struttura di figura
20.24.

2007 Universit degli studi e-Campus - Via Isimbardi 10 - 22060 Novedrate (CO) - C.F. 08549051004
Tel: 031/7942500-7942505 Fax: 031/7942501 - info@uniecampus.it

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Corso di Laurea:
Insegnamento:
n Lezione:
Titolo:

INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE


Meccanica delle strutture
20
Determinazione delle caratteristiche di sollecitazione
con il Principio dei Lavori Virtuali

FACOLT DI INGEGNERIA

L/2

F
L/2

Figura 20.24.

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Corso di Laurea:
Insegnamento:
n Lezione:
Titolo:

INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE


Meccanica delle strutture
20
Determinazione delle caratteristiche di sollecitazione
con il Principio dei Lavori Virtuali

FACOLT DI INGEGNERIA

Esercizio 20.4
Si determinino con il Principio dei Lavori Virtuali le
caratteristiche di sollecitazione nella sezione A della struttura di figura
20.25.

A
L
F
L

L/2

L/2

Figura 20.25.

Esercizio 20.5
Si determinino con il Principio dei Lavori Virtuali le
caratteristiche di sollecitazione nella sezione A della struttura di figura
20.26.
q

L/2

L/2

Figura 20.26.

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