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INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE

Meccanica delle strutture


25
Strutture reticolari isostatiche piane: sezioni di Ritter

Corso di Laurea:
Insegnamento:
n Lezione:
Titolo:

FACOLT DI INGEGNERIA

LEZIONE 25 Strutture reticolari isostatiche piane: sezioni di


Ritter
Nucleo
tematico

Lez.

Contenuto

25

Strutture reticolari isostatiche piane: metodo delle sezioni di


Ritter.

Nella lezione 24 stato introdotto il metodo dellequilibrio dei nodi per


la soluzione delle strutture reticolari isostatiche. Viene ora introdotto
un metodo di soluzione alternativo, detto metodo delle sezioni di
Ritter. Questo metodo particolarmente vantaggioso nei casi in cui
non necessario determinare lo sforzo normale in tutte le aste di una
reticolare, ma solo in alcune di queste.
Metodo delle sezioni di Ritter
Si consideri una struttura reticolare isostatica e si immagini di
avere determinato le reazioni dei vincoli esterni cui soggetta (figura
25.1a).
F
1

2
(a)

L
2
B

3
RB

RA
F

2
(b)

L
2

2
3

3
RB

RA
F
N1

1
2
(c)

2
A

RA

N1

d
N2

N2

N3

N3

2
B
3

RB

Figura 25.1.

2007 Universit degli studi e-Campus - Via Isimbardi 10 - 22060 Novedrate (CO) - C.F. 08549051004
Tel: 031/7942500-7942505 Fax: 031/7942501 - info@uniecampus.it

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Meccanica delle strutture
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Strutture reticolari isostatiche piane: sezioni di Ritter

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Si immagini poi di sezionare la struttura con un piano ortogonale al


piano sul quale giace la struttura modo da separare la struttura in due
parti distinte ed in modo che il piano intersechi lasse di tre aste
(brevemente, tagli tre aste) non concorrenti allo stesso nodo, come in
figura 25.1b. Una siffatta sezione della struttura detta sezione di
Ritter.
Ognuna delle parti in cui la struttura resta divisa dal piano
pensata soggetta solo alle forze applicate ed alle reazioni vincolari
non , in generale, in equilibrio; la condizione di equilibrio viene
ripristinata dalle azioni interne che le aste tagliate dal piano si
scambiavano prima del taglio, e cio in questo caso dallo sforzo
normale di dette aste (figura 25.1c). Le forze applicate ad ognuna
delle due parti in cui la struttura resta divisa dal piano devono
soddisfare le Equazioni Cardinali della Statica. Avendo predeterminato
le reazioni dei vincoli esterni, tutte le forze cui ogni parte di struttura
soggetta sono note tranne i tre sforzi normali delle aste tagliate.
Questi ultimi possono quindi essere determinati mediante le tre
equazioni di equilibrio per i sistemi piani che nel caso della parte di
destra della struttura di figura 25.1 sono
N1 cos 1 N2 cos 2 N3 = RB cos + P

N1 sin 1 + N2 sin 2 = RB sin


N1 d = P L

(25.1)

avendo scelto il punto B come polo ed essendo d = Lcos la distanza


tra il polo B e la retta di azione di N1, cio la retta contenente lasta 1.
Queste equazioni consentono la determinazione degli sforzi normali
N1, N2 ed N3. Si osserva che scegliendo come polo il punto al quale
convergono due delle tre aste tagliate da , nellequazione di equilibrio
alla rotazione non compaiono gli sforzi normali di queste due aste e
lequazione di equilibrio alla rotazione consente la determinazione
dello sforzo normale nella terza asta. evidente come questo
procedimento non sia applicabile a qualunque struttura reticolare
isostatica in quanto non detto che, scelta unasta della quale si vuole
determinare lo sforzo normale, esista un piano che sezioni la struttura
in modo da tagliare tre aste non convergenti allo stesso nodo. Se
questa circostanza si verifica la struttura viene detta ad aste
canoniche.
Gli esempi seguenti chiariscono quanto brevemente illustrato.
Esempio 25.1
Si determini lo sforzo normale nellasta 4 della struttura
dellesempio 24.1.

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La struttura e le reazioni dei vincoli esterni sono gi state


determinate nella lezione 24 e sono riportate in figura 25.2. Si opera la
sezione mostrata in figura 25.2 in modo da tagliare le aste 4, 5 e 7, si
separano le due parti in cui la struttura resta divisa dalla sezione
considerata e si evidenziano gli sforzi normali nelle sezioni delle aste
tagliate. Lequazione di equilibrio alla rotazione rispetto al polo C della
parte di sinistra non coinvolge gli sforzi normali delle aste convergenti
nel nodo C e consente la determinazione dello sforzo normale
dellasta 7:

N7 L = 0

N7 = 0

quindi

(e.1.1)

F
C
L

4
5

3
2

2F
2L

2L
F

C
L

4
5
7

N4

N5

N5

N7

N7

N4

3
2

7
E

F
2F
2L

Figura 25.2.

Lequazione di equilibrio alla traslazione verticale della stessa parte di


struttura fornisce

N5 sin + F = 0

quindi

N5 =

F
= F 5
sin

(e.1.2)

essendo
sin =

1
5

(e.1.3)

Infine, lequazione di equilibrio alla traslazione orizzontale della stessa


parte di struttura fornisce

N4 + N5 cos + N7 = 0

(e.1.4)

e quindi, tenendo conto degli sforzi normali gi trovati:


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N4 = N5 cos =

F5
= 2F
tan

(e.1.5)

essendo

tan =

1
2

(e.1.6)

Gli sforzi normali determinati sono evidentemente gli stessi calcolati


nella lezione 24 con il metodo dellequilibrio dei nodi. altres
evidente che gli stessi sforzi normali avrebbero potuto ottenersi con le
equazioni di equilibrio della parte di destra della struttura.
Esempio 25.2
Si determini lo sforzo normale nellasta 1 della struttura
reticolare di figura 25.3.
F
L
1

Figura 25.3.

La struttura costituita da 13 aste ed ha 8 nodi; la condizione


di isostaticit (24.3) quindi soddisfatta; inoltre la struttura
esternamente isostatica (in vincoli esterni hanno molteplicit totale
pari a 3) e non suscettibile di spostamenti rigidi. La struttura quindi
una reticolare isostatica. Le reazioni vincolari esterne evidenziate in
figura 25.4 si determinano immediatamente e sono

XB = F

XA = 0

XB

YA = 0

(e.2.1)

B
3

L
2

XA A
C
YA

Figura 25.4.

Per la determinazione lo sforzo normale N1 dellasta 1 si opera la


sezione di Ritter di figura 25.4 che taglia le aste 1, 2 e 3, non
convergenti allo stesso nodo.
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Si evidenziano poi gli sforzi normali delle aste sezionate come


mostrato in figura 25.5. Assumendo come polo il nodo C al quale
convergono le aste 1 e 2, lequazione di equilibrio alla rotazione della
parte di sinistra della struttura consente la determinazione di N3:
FL

N3 L 2
=0
2

N3 = F 2

quindi

(e.2.2)

essendo L 2 2 il braccio di N3 rispetto al polo C, cio la distanza


della sua retta di azione dal nodo C.
F

B
N3
3

N3

2
A

C 1

N2

N1
N1

N2

Figura 25.5.

Lequazione di equilibrio alla traslazione verticale della stessa parte di


struttura
N2 N3

=0
2
2

(e.2.3)

da cui, tenendo conto della (e.2.2) si ottiene


N2 = N3 = F 2

(e.2.4)

Infine lequazione di equilibrio alla traslazione orizzontale


N1 +

N2 N3
+
=F
2
2

(e.2.5)

che, tenendo conto di quanto gi determinato fornisce

N1 = F

(e.2.6)

Come verifica si pu controllare che gli sforzi normali determinati


soddisfano le equazioni di equilibrio della parte destra della struttura:
N2 N3

N1 = F F F + F = 0
F
2
2

N2 N3
+
= F + F = 0

2
2

L 2
N3 2 FL = FL FL = 0

(e.2.7)

nella terza delle (e.2.7) i momenti delle forze applicate alla parte di
destra della struttura sono calcolati avendo scelto il nodo D come
polo.
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LEZIONE 25 Sessione di studio 1


Strutture reticolari isostatiche piane: sezioni di Ritter
Sono proposte nel seguito alcune osservazioni in merito alle strutture
reticolari ed in particolare al metodo delle sezioni di Ritter.
Osservazione 1
Sezionando una struttura con un piano disposto in modo da
dividerla in due parti ed evidenziando le forze che gli elementi
strutturali tagliati si scambiavano prima della separazione evidente
che possono scriversi le equazioni di equilibrio relativamente ad
ognuna delle due parti in cui la struttura resta divisa. Queste equazioni
contengono gli sforzi normali delle aste tagliate dal piano considerato.
Nel caso delle sezioni di Ritter si opera scegliendo un piano che taglia
tre aste non concorrenti allo stesso nodo. Se si scegliesse un piano
che taglia tre aste concorrenti allo stesso nodo la condizione di
equilibrio di ciascuna delle parti di struttura risultanti dalla separazione
coinciderebbe con la condizione di equilibrio del nodo e le due
modalit di imposizione delle condizioni di equilibrio (equilibrio dei nodi
e sezioni di Ritter) non presenterebbero alcuna differenza. La figura
25.6 mostra quanto affermato, con riferimento ad una struttura che
sar risolta nel seguito.
F

E
5

3
a
A

N3

N3

N4
N5

N3

2
B

F
3a/2

N4

C
D

4
1

3a/2
D

5
F/3

2
B
F/3

Figura 25.6.

In questo caso lequazione di equilibrio alla rotazione di ognuna delle


due parti di struttura identicamente soddisfatta per qualunque sforzo
normale nelle aste tagliate in quanto le rette di azione degli sforzi
normali delle tre aste hanno un punto in comune, cio il nodo al quale
le aste concorrono. Conseguentemente le due restanti equazioni di
equilibrio, pur dovendo essere soddisfatte, non consentono da sole la
determinazione degli sforzi normali nelle tre aste.
Osservazione 2
Se invece si seziona la struttura in modo da separarla in due
parti tagliando quattro aste evidente che le tre equazioni di equilibrio
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di ognuna delle due parti, pur dovendo essere soddisfatte, non sono
sufficienti a determinare lo sforzo normale nelle aste tagliate.
Osservazione 3
Il procedimento delle sezioni di Ritter non evidentemente
applicabile ad ogni struttura reticolare isostatica, nel senso che non
sempre possibile individuare un piano che divida la struttura in due
parti tagliando tre aste non concorrenti ad un nodo, come chiaro ad
esempio nel caso della figura 25.7.
F
a

a
F

F
a

Figura 25.7.

La separazione della struttura in diverse parti, indipendentemente dal


numero delle aste tagliate, pu tuttavia essere utile per un controllo
dei risultati ottenuti per altra via. Ad esempio sezionando la struttura
dellesempio 24.2 come in figura 25.8 si pu controllare il
soddisfacimento delle equazioni di equilibrio di una delle parti. Ad
esempio, considerando la parte in alto in figura 25.8 si ha

29
9 13
F cos 2
F cos 10 + F = 0

32
32
29
9 13
9
3
11
F sin 2
F sin 10 + F F = 0
F+
32
32
16
4
16
3 11
29
32 F 8 a sin 2 + 4 16 F 8 a = 0

(25.2)

che, tenendo conto delle (e.2.5) della lezione 24, diventano


29
5
9 13
3
F

F
+F = 0

32
29
13
32
11
29
2
9 13
2
9
3
F

F
+ F F =0
F+
32
32
4
29
13 16
16
29
2
3 11
+ F 8 a = 0
32 F 8 a
29 4 16

(25.3)

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3F/4
a

A
1

2
29F/32

11F/16

913F/32

29F/32

a
a

10

7
7

9F/16

913F/32

11F/16

11

10

8
8

9F/16

10

11

2F

6
3F/4
a

Figura 25.8.

Naturalmente il soddisfacimento di queste equazioni non una


condizione sufficiente per affermare la correttezza dei risultati;
viceversa il non soddisfacimento di queste equazioni indica con
certezza la presenza di qualche errore.

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LEZIONE 25 Sessione di studio 2


Strutture reticolari isostatiche piane: sezioni di Ritter
Sono proposti nel seguito alcuni esempi. Si consiglia al lettore di
risolverli in modo autonomo e di utilizzare la soluzione riportata nella
prossima sessione di studio per un controllo dei risultati trovati.
Esempio 25.3
Si determini lo sforzo normale nellasta 1 della struttura
reticolare di figura 25.9.
F
a

a
B
3a/2

3a/2

Figura 25.9.

Esempio 25.4
Si determinino gli sforzi normali nelle aste della struttura di
figura 25.10.

F
5

2L/3

L/3

11

10

7
9

Figura 25.10.

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LEZIONE 25 Sessione di studio 3


Strutture reticolari isostatiche piane: sezioni di Ritter
Sono commentate nel seguito le soluzioni degli esempi proposti nella
sessione precedente.
Soluzione dellesempio 25.3
Per la struttura di figura 25.9 la condizione di isostaticit (24.3)
soddisfatta (7 aste e 5 nodi); la struttura esternamente isostatica
(vincoli esterni di molteplicit totale pari a 3) e non suscettibile di
spostamenti rigidi. La struttura quindi una reticolare isostatica. Le
reazioni vincolari esterne evidenziate in figura 25.11 si determinano
immediatamente e sono

R A = F

RB =

F
3

RC =

F
3

(e.3.1)

Per la determinazione lo sforzo normale N1 dellasta 1 si opera la


sezione di Ritter di figura 25.11 che taglia le aste 1, 2 e 3.
F
a

3
A

RA

C
2

RC
B

RB
3a/2

3a/2

Figura 25.11.

Si evidenziano poi gli sforzi normali delle aste sezionate come


mostrato in figura 25.12.
F

N3
3

N3
N1

N1

a
2

a
C

1
D
2

N2
B

F/3
3a/2

N2

F/3

Figura 25.12.

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Assumendo come polo il nodo A al quale convergono le aste 1 e 3,


lequazione di equilibrio alla rotazione della parte di sinistra della
struttura consente limmediata determinazione di N2:

N2 a cos = 0

N2 = 0

quindi

(e.3.2)

essendo a cos il braccio di N2, rispetto al polo A cio la distanza


della sua retta di azione dal nodo A.
Lequazione di equilibrio alla traslazione verticale della stessa parte di
struttura

F
N3 sin = 0
3

13
F
6

N3 =

da cui

(e.3.3)

avendo tenuto conto della (e.3.2) ed essendo sin = 2 13 (figura


25.11). Infine lequazione di equilibrio alla traslazione orizzontale

N1 + N3 cos = F

N1 =

da cui

F
2

(e.3.4)

avendo tenuto conto della (e.3.2) e della (e.3.3) ed essendo


cos = 3 13 (figura 25.11).
Come verifica si pu controllare che gli sforzi normali determinati
soddisfano le equazioni di equilibrio della parte destra della struttura:
F
13
3
F
+F = 0

6
13
2
13
2
F
F
+ =0

13 3
6

3
F 3
13
3
F 3
F a
Fa + a =
Fa + a = 0
N3 a
3 2
6
3 2
13
13

(e.3.5)

nella terza delle (e.3.5) i momenti delle forze applicate alla parte di
destra della struttura sono calcolati avendo scelto il nodo D come
polo.
Soluzione dellesempio 25.4
La struttura di figura 25.10 isostatica. Le funzioni
trigonometriche degli angoli e indicati in figura 25.10 sono
2
2
1
sin =
10
2
sin =
13

sin =

2
2
3
cos =
10
3
cos =
13
cos =

(e.4.1)

Le sue reazioni vincolari esterne sono rappresentate in figura 25.13.


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F
8

5
2

2L/3

11

L/3

10

F
L

Figura 25.13.

Scegliendo di procedere con il metodo delle sezioni di Ritter possono


considerarsi le sezioni e di figura 25.13. Relativamente alla
sezione si ha (figura 25.14):

N3 + N4 cos + N5 = 0

N4 sin = 0

2
N3 L FL = 0
3

N3 = 2 F = 1.5F

quindi N4 = 0

3
N5 = F = 1.5F
2

2L/3

11

L/3

(e.4.2)

F
5

N5

N5

N4

N4

N3

N3

8
10

7
9

F
L

F
L

Figura 25.14.

Relativamente alla sezione si ha (figura 25.15):

N6 + N7 cos + N8 = 0

N7 sin = F

2
N6 L = 0
3

N6 = 0

F 13
= 1.803F
quindi N7 =
2

N = 3 F = 1.5F
8
2

(e.4.3)

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F
5

2L/3

L/3

10

11
1

N8
7

N7
7

N8

N6

N7
6

N6

F
F

Figura 25.15.

Restano da determinare gli sforzi normali nelle aste 1, 2, 9, 10 ed 11


per i quali si pu procedere con il metodo dellequilibrio dei nodi,
tenendo conto dei risultati gi ottenuti (figura 25.16). Relativamente al
nodo A si ha

N9 = F

(e.4.4)

Relativamente al nodo B si ha

N10 = F

(e.4.5)

Relativamente al nodo C si ha
3

N2 = 2 F = 2.121F
quindi
N11 = 1 F = 0.5F

2
Infine, relativamente al nodo D si ha
3

N2 cos = F

2
N2 sin + N11 = F

10
F = 1.581F
N1 =
2
quindi
N = 3 F = 2.121F
2
2

N1 cos + N2 cos = 0
N sin + N sin = F
2
1

3F/2

3F/2

N2

N10

N11
F

F
5

L/3

N2

11

8
B

2L/3

7
9

10

N9
A

A
F

N1
F

(e.4.7)

F
3F/2

(e.4.6)

F
L

Figura 25.16.
2007 Universit degli studi e-Campus - Via Isimbardi 10 - 22060 Novedrate (CO) - C.F. 08549051004
Tel: 031/7942500-7942505 Fax: 031/7942501 - info@uniecampus.it

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Corso di Laurea:
Insegnamento:
n Lezione:
Titolo:

INGEGNERIA CIVILE E AMBIENTALE


Meccanica delle strutture
25
Strutture reticolari isostatiche piane: sezioni di Ritter

FACOLT DI INGEGNERIA

I risultati appena determinati possono essere controllati verificando il


soddisfacimento delle equazioni di equilibrio relative ai nodi E e G.
Questa operazione lasciata al lettore per esercizio. Si hanno in
definitiva gli sforzi normali riassunti in figura 25.17.
F

F
-1.5F

-1.5F

-F

-F

-2.121F

+0.5F

+1.803F

2L/3

+1.5F

L/3

+1.581F

F
F
L

Figura 25.17.

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