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Venturelli Odella Bertelli: Diario di Matematica

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Indice
Introduzione De Mari ...
Introduzione Bertelli ...
l
Capitolo I: Aritmetica.
Capitolo II: Rapporti, proporzioni e percentuali
Capitolo III: Monomi e polinomi......
Capitolo IV: Raccoglimenti e scomposizioni.
Capitolo V: Equazioni di primo grado.
Capitolo VI: Rappresentazioni cartesiane: punti e rette..
Capitolo VII: Sistemi di equazioni
Capitolo VIII: Disequazioni di primo grado (o lineari)
Capitolo IX: Radicali aritmetici..
Capitolo X: Equazioni di secondo grado.
Capitolo XI: Disequazioni di Secondo grado..

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Glossario..

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63

Mappe concettuali..

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65

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Introduzione de Mari

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Introduzione Bertelli
I miei pomeriggi sono interamente dedicati allo studio, passo ore sui libri cercando di
memorizzare formule e definizioni che sembrano non riuscire ad entrare nella mia
mente. Quando il giorno dopo mi presento a scuola, per, non ricordo pi nulla
come se nella notte qualcuno mi entrasse nella testa e mi risucchiasse tutto ci che con
tanta fatica avevo studiato. Vengo interrogata, prendo 4 e penso che il tempo e lo sforzo
sono stati inutili(Alice, 14 anni).
Sono abituata a studiare con mappe e formulari e mi trovo molto bene! Il mio
problema che, arrivato a scuola, non tutti gli insegnanti accettano che io utilizzi questi
strumenti. Sono consapevole del fatto che non posso controllare la mia mente perch ci
sono cose che ricordo perfettamente mentre altre non mi entrano in testa; in questa
seconda situazione che ho bisogno delle mie tabelle, senza non riesco a prendere i voti
che vorrei(Marta, 16 anni).
Alcuni miei insegnanti sono bravissimi, spiegano come se fossimo dei bambini, in modo
cos semplice che capisco tutto ma ce ne sono altri con cui non riuscir mai a prendere
la sufficienza perch non riesco a prendere appunti e loro interrogano solo sugli
appunti! Quando scrivono le formule alla lavagna rimango indietro, commetto molti
errori di trascrizione, non capisco per cui alla fine in classe faccio finta di dormire.
Preferisco sembrare svogliato che stupido!(Federico, 15 anni).
Queste sono solo alcune delle tantissime testimonianze di ragazzi che vivono quotidianamente, sui
banchi di scuola e a casa, la frustrazione di un apprendimento che spesso faticano a comprendere ed
a controllare.
Alle ore di studio, alla fatica, alla scelta di non coltivare i propri interessi per poter avere pi tempo
da dedicare ai compiti, non sempre conseguono i risultati attesi; la conseguenza pi normale di
fronte ad una ripetersi dellinsuccesso la scarsa motivazione, la sensazione che i propri sforzi siano
inutili, la perdita dellautostima, la voglia di mollare che porta a direnon ho voglia, io ci rinuncio!.
Come in un circolo vizioso il non ho voglia del ragazzo diventa il intelligente ma non si
applica! dellinsegnante oppure il sei svogliato! Studia e impegnati di pi! del genitore ed il
cerchio si chiude con unimmagine dello studente come di una persona stupida, pigra, inconcludente.
Quando cos, allora, cosa si pu fare?
Facciamo l'esempio dell'aneddoto dell'uovo, attribuito erroneamente a Cristoforo
Colombo. Una volta che i suoi amici lo schernivano dicendo che la scoperta
dell'America era stata in realt un'impresa facile perch, per raggiungerla, era bastato
mettere la prua verso ovest e veleggiare sempre in quella direzione, Colombo chiese loro
se erano in grado di far stare un nuovo dritto su una delle due punte. Gli amici
provarono ma il tentativo fall. Allora Colombo prese un uovo, ne schiacci una punta e
su questa lo fece star ritto. Gli amici protestarono dicendo che per essi valeva la
condizione che l'uovo dovesse restare intatto. Cio essi ponevano dei limiti che in realt
non esistevano. (Edward De Bono, Il pensiero laterale, Bur, Milano, 1969)
Edward De Bono ci insegna a guardare i fatti in unaltra prospettiva, da un diverso punto di vista.
Quindi, in questo caso, se provassimo a ragionare nellottica di una caratteristica di
apprendimento differente per cui diventa necessario intervenire didatticamente percorrendo strade
diverse ed utilizzando strategie rispettose delle caratteristiche di quel ragazzo?
Se lo convincessimo che non vero che non ha voglia ma che in realt non ha pi voglia di vivere
situazioni di insuccesso a scapito della sua autostima e aiutassimo le persone che ruotano attorno allo
studente a comprendere quali sono le modalit pi idonee per valorizzare i suoi punti di forza e
compensare le sue fragilit di apprendimento, allora potremmo rompere un ciclo di impotenza
appresa che non di vantaggio a nessuno.
La letteratura scientifica parla di impotenza appresa soprattutto nellarea matematica per indicare
quel particolare atteggiamento rinunciatario acquisito per effetto di ripetute esperienze di fallimento;
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lapprendimento della matematica risente di numerosi fattori quali le abilit di base, le convinzioni,
il sostegno ambientale, i condizionamenti culturali ma anche luso di strategie, le capacit
metacognitive e la motivazione ad apprendere.
Come possiamo accompagnare i nostri studenti, in particolare quelli che hanno un disturbo specifico
dellapprendimento ma in generale coloro che necessitano di bisogni educativi speciali, a
sperimentare situazioni di successo negli apprendimenti, aumentando il loro senso di competenza di
s e di autoefficacia?
La Legge 170/2010 segna una svolta importante nel mondo scolastico e non solo: essa non si ferma
al riconoscimento dei disturbi specifici dellapprendimento, ma coglie loccasione per riflettere
su una didattica individualizzata e personalizzata che possa garantire a tutti il diritto
allistruzione.
Nel 2011, le Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA
sottolineano questo aspetto affermando chela Legge 8 ottobre 2010, n. 170, riconosce la dislessia,
la disortografia, la disgrafia e la discalculia come Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA),
assegnando al sistema nazionale di istruzione e agli atenei il compito di individuare le forme
didattiche e le modalit di valutazione pi adeguate affinch alunni e studenti con DSA possano
raggiungere il successo formativo [] Per consentire, pertanto, agli alunni con DSA di
raggiungere gli obiettivi di apprendimento, devono essere riarticolate le modalit didattiche e le
strategie di insegnamento sulla base dei bisogni educativi specifici, in tutti gli ordini e gradi di
scuola.
La direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 Strumenti di intervento per alunni con Bisogni
Educativi Speciali e organizzazione territoriale per linclusione scolastica e la circolare
ministeriale n.8 del 6 marzo 2013 segnano un altro passaggio importante nel percorso
dellinclusione in quanto legittimano le scuole ad avvalersi anche per gli alunni con BES degli
strumenti compensativi e delle misure dispensative previste dalle disposizioni attuative della
Legge 170/2010 e ancor meglio descritte dalle Linee Guida del 2011.
La didattica personalizzata restituisce valore sia allinsegnante, come promotore di un
apprendimento significativo realizzato attraverso limpiego di metodologie specifiche, luso di
mediatori didattici (schemi, mappe concettuali, tabelle, ecc.) e strategie calate sui singoli bisogni,
sia allalunno che pu tornare a credere nelle proprie potenzialit.
Il diario di matematica nasce dalla convinzione che individualizzare e personalizzare la didattica
voglia dire offrire a ogni studente ci di cui ha bisogno; partendo da materiale chiaro e facilmente
accessibile sia i docenti sia i ragazzi della scuola secondaria di secondo grado potranno utilizzare
questo strumento come supporto quotidiano nello studio.
Accanto al diario, ricco di spiegazioni sintetiche, definizioni chiare e tabelle, gli utilizzatori potranno
usufruire delle mappe presenti nel volume anche in formato digitale, accedendo ad un sito dedicato
al Progetto (http://www.accademiadellascienza.it/diario).
Le mappe sono validi strumenti per comprendere, per organizzare proceduralmente i contenuti, per
imparare, per essere usate come organizzatori anticipati in grado di affrontare in modo pi efficace le
spiegazioni, per sostenere lo studente nei processi di memorizzazione, per favorire lautonomia.
Le stesse mappe presenti nel volume sono anche scaricabili gratuitamente in versione multimediale,
che cio contengono elementi multimediali che ne arricchiscono il valore didattico.
Le mappe multimediali superano i limiti della tradizionale mappa (limitata a testo ed immagini),
esaltando le potenzialit dello strumento digitale (audio, video, link a pagine web).
La volont di mettere a disposizione materiale in digitale nasce dal desiderio di far sperimentare il
vantaggio di una facile manipolazione in quanto le mappe potranno essere personalizzate, arricchite
e modificate a seconda dei propri bisogni ed alle proprie caratteristiche.
Il computer e in particolare la sintesi vocale rappresentano una grande opportunit per i ragazzi con
DSA; per questo motivo le mappe sono state realizzate con un software Anastasis, Supermappe,
pensato per i disturbi specifici dellapprendimento, in grado di supportare la lettura con le orecchie,
bypassando il problema della decodifica del testo scritto, di modificare velocemente i testi, di
aggiungere immagini e collegamenti di vario tipo (video lezioni, note vocali, appunti digitali, ecc.).
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La sintetizzazione del materiale attraverso tabelle, riassunti, schemi e mappe permetter allo studente
di avere un valido promemoria durante le interrogazioni e le verifiche ed una guida step by step
nellesecuzione di esercizi in cui vengono richieste competenze procedurali.
Se dovessi spiegare come gli strumenti compensativi hanno cambiato il mio modo di
studiare spiegherei le funzioni dei programmi sperimentati partendo da quelli per me pi
utili e interessanti come SuperMappe che permette di creare mappe digitali all'interno
nelle quali si possono aggiungere file audio, video, creare collegamenti con altri file
aggiungendo informazioni senza occupare troppo spazio sulla mappa e di esportare e
trasformare la mappa in documento word. L'utilizzo di questi programmi molto utile e
anche divertente, possibile svolgere attivit che si riusciva a fare solo a mano e la
semplicit degli strumenti di facile comprensione, aiuta a lavorare meglio e a finire
prima. Sfruttare questi programmi a casa tutto a vantaggio di chi li ha, non ci sono
problemi utilizzarli facile e divertente. Gli strumenti informatici sono da usare e l'uso
di essi e delle mappe deve essere incentivato per permettere al meglio ai ragazzi di avere
risultati migliori negli studi(Lorenzo, 15 anni).
In conclusione, il nostro desiderio che le classi possano essere ambienti accoglienti e rispettosi
delle reciproche differenze, ambienti che non operano una selezione ma che si attrezzano per
garantire il diritto allo studio a tutti, anche grazie a strumenti come il diario di matematica.
A tutti i ragazzi che abbiamo la fortuna di incontrare sul nostro cammino

Monica Bertelli

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I - Aritmetica: Operazioni elementari, scomposizioni, mcm e


MCD, frazioni e potenze

Le operazioni
Operazione

Simbolo
1operando 2operando Risultato Neutro Esempio
operatore

Addizione

Addendo

Addendo

Somma

16 24 40

Sottrazione

Minuendo

Sottraendo

Differenza

64 18 46

Moltiplicazione

Fattore

Fattore

Prodotto

14 3 42

Divisione

Dividendo

Divisore

Quoziente

144 : 9 16

Elevamento a
potenza

an

Base

Esponente

Potenza

4 3 4 4 4 64

Ordini nelle operazioni


Ordine

Operazione

Operazioni fra parentesi

Elevamento a potenza

Moltiplicazioni e divisioni

Addizioni e sottrazioni

Simboli

() per
prima
[] per sec onda
{} per
terza

an
oppure
/ oppure :

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Esempio

3 (5 2) 4 10 2
3 12 10 2
1 2 2
23 5 8 5 3
11 4 2 11 8 3

15 3 5 (15 3) 5 12 5 17

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Le divisibilit
Il numero divisibile per

Condizione

Esempio
36 : 2 18

Il numero pari

La somma delle cifre del numero


3, 6 oppure 9

Le ultime due cifre devono essere


divisibili per 4, oppure sono 00.

Lultima cifra del numero 5


oppure 0

La somma delle cifre del numero


9 oppure un multiplo di nove

10

Lultima cifra uno zero

11

18 : 2 9
225 : 3 75
75 : 3 25
176 : 4 44
44 : 4 11
225 : 5 45
45 : 5 9
324 : 9 36
36 : 9 4
700 : 10 70

70 : 10 7
165
Se la differenza tra la somma delle
1 5 6 posto dispari
cifre di posto dispari e quella di
posto pari 0 o 11 o un multiplo di 6 posto pari
11
6 6 0 divisibile per 11

Numeri primi
Sono numeri divisibili solo per se stessi e per 1.
Esempi di numeri primi sono 2, 3, 5, 7. 11, 13, 17, 19, ecc

Scomposizione in fattori primi


Scrivo il numero come il prodotto dei numeri primi che lo compongono.
Se il numero primo, la scomposizione formata solo dal numero stesso.

Esempio 1

Esempio 2

Esempio 3

Scomporre 72 in fattori primi

Scomporre 245 in numeri primi

Scomporre 726 in numeri primi

245 5
49 7

726 2

72
36
18
9
3

2
2
2
3
3

72 2 3 3 2

245 5 7 2

363 3
121 11

726 2 3 112

11 11
1

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mcm minimo comune multiplo

il pi piccolo tra i multipli comuni di due o pi numeri (o elementi).


Per calcolarlo, dobbiamo
Scomporre i numeri considerati in fattori primi
Moltiplicare fra loro i fattori primi comuni e non comuni, presi una sola volta con il massimo
esponente

8 23

Esempio 1

12 2 2 3 mcm 2 3 3 2 72

Calcolare mcm tra 8, 12, 18

18 2 3 2

Esempio 2

15 3 5
35 5 7 mcm 2 2 3 5 7 420

Calcolare mcm tra 15, 35, 20

20 2 2 5

Se due numeri sono primi tra loro, il m.c.m. il loro prodotto

MCD Massimo Comun Divisore

il pi grande tra i divisori comuni di due o pi numeri.


Per calcolarlo, dobbiamo:
Scomporre i numeri considerati in fattori primi
Moltiplicare fra loro i fattori primi comuni, presi una sola volta con il minimo esponente

8 23

Esempio 1

12 2 2 3 MCD 2

Calcolare MCD tra 8, 12, 18

18 2 3 2

Esempio 2

15 3 5
35 5 7 MCD 5

Calcolare MCD tra 15, 35, 20

20 2 2 5

Due o pi numeri si dicono primi tra loro se hanno come MCD 1


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Le frazioni

Sono operatori che restituiscono come risultato una grandezza omogenea a quella data e che
consistono nella divisione tra un dividendo, detto numeratore (N) ed un divisore, detto
denominatore (D).

Operazione
Propriet
invariantiva

Riduzione allo
stesso
denominatore

Addizione/
sottrazione

Moltiplicazione

Divisione

Elevamento a
potenza

Regola

Esempio

Divido o moltiplico per la


stessa quantit
numeratore e
denominatore
Trovo l'mcm dei
denominatori che diventa il
nuovo denominatore. Lo
divido per i vecchi e lo
moltiplico per i rispettivi
numeratori
Si trasformano le frazioni
in equivalenti, si mantiene
lo stesso denominatore e
si sommano (sottraggono)
i numeratori
Se possibile si semplifica a
croce e poi si moltiplicano
tra loro numeratore e
denominatore

8
8:2 4

10 10 : 2 5

Si moltiplica la prima
frazione per l'inversa della
seconda.
Elevo sia N che D allo
stesso indice della
potenza.
Se elevo con indice pari il
risultato sempre positivo,
se elevo con indice dispari
mantengo il segno della
frazione

3 2 3 5 15
:
4 5 4 2 8

1
3

3 1 (12 : 3)

4
12

3 (12 : 4)
12

1 4
12

33
4 9

12
12 12

1 3 1 (10 : 5) 3 (10 : 2) 1 2 3 5 17

5 2
10
10
10
5

10 3 10 3
5 1 5


9 4
9 4 2 3 2 6
3

9
3

49
7
3

33
27
3
3
125
5
5

Una frazione pu essere propria, impropria o apparente


Frazione propria
ND
8

11
Frazione impropria
ND
9
4
Frazione apparente N uguale oppure multiplo di D 12
4
3
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Espressioni in Q

Le espressioni in Q sono sequenze di operazioni algebriche comprendenti tutte le quattro


operazioni fondamentali. I termini possono anche essere espressi sottoforma di frazioni o
di potenze.
1 5
7 1 2 3 3 1
2 4 3 2 12 3 2 : 2 6


3 1 1 8 3 3 1
4 2 12 2 : 2 6


3 1 7 3 2 1
4 2 12 2 3 6


3 7 2 1
8 8 3 6


4 2 1
1 1
1

8 3 6
3 6
2

Frazione generatrice di numeri decimali

1. Numeri decimali finiti: moltiplico numeratore e denominatore per la stessa potenza del dieci
(10, 100, 1000) con esponente pari al numero di cifre a destra della virgola
Esempio
100
3

0,03 0.03

100

100

2. Numeri decimali periodici semplici: per numeratore scrivo tutto il numero senza virgola e
periodo. Come denominatore scrivo tanti nove quante sono le cifre del periodo
Esempi
3 1
86

0, 3

0, 8 6

99

3. Numeri decimali periodici misti: per numeratore scrivo il numero senza virgola a cui sottraggo
tutto ci che precede il periodo e per denominatore scrivo tanti 9 quante sono le cifre del
periodo e tanti zeri quante sono quelle dellantiperiodo
___
Esempi
125 1 124
325 32 293
583 58 525 105

1, 25

99

99

3,2 5

90

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90

5,8 3

90

90

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Potenze e loro propriet

Propriet
Prodotto tra potenze con
egual base

Rapporto tra potenze con


egual base
Prodotto tra potenze con
egual esponente

Regola

Esempio

Mantengo la stessa base e sommo


gli esponenti

23 2 4

a a a

n m

Mantengo la stessa base e sottraggo


gli esponenti

23 4 27
128
53 : 5 4
1
5

a n : a m a n a m a n m

53 4 5 1

Moltiplico le basi e conservo lesponente

2 2 32 (2 3) 2

a n b n ( ab) n

6 2 36
3

Quoziente tra potenze con


egual esponente

Elevamento a potenza

Potenze ad esponente
negativo

Potenze ad esponente
frazionario

a n : b n ( a b) n

12
12 : 6
6
23 8

Mantengo la stessa base e moltiplico


tra loro gli esponenti

(a n ) m a nm

2 34 212 4096

Divido le basi e conservo lesponente

Inverto numeratore con denominatore e


scrivo lesponente con segno positivo

a n

Il denominatore dellesponente lindice


della radice

a
Potenze con esponente pari
a zero

1
an

n
m

3 4

3

2

4
2

9
3

8 3 3 8 2 3 23

3 26 2 2

m an

Qualsiasi numero elevato alla 0 da come


risultato 1

(5) 0 1

( 2) 0 1

Esempio
(3) 2 (3) 0 [(2)13 (2) 9 ] : [(2) 6 ]3
9 1 [(2) 22 ] : (2)18
8 (2) 4
8 16
8

NB: devo rispettare le seguenti priorit tra le


operazioni:
Svolgere i calcoli tra le parentesi
Elevare a potenza
Moltiplicare e dividere
Sommare e sottrarre

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II - Rapporti, Proporzioni e Percentuali


Rapporto
a
b
antecedente e b

il quoziente

della divisione

dove a detto
conseguente.

Proporzione
leguaglianza tra due rapporti

a c

b d

ovvero

a:b c:d

e si legge a sta a b come c sta a d


Nella proporzione distinguiamo i medi, ovvero i due termini al centro b e c e gli estremi, ovvero il
primo e lultimo termine a e d

Una proporzione si dice continua se i medi sono uguali a : b b : c

Propriet delle proporzioni


Propriet

Proporzione
ottenuta

Descrizione

Fondamentale Il prodotto dei medi uguale al prodotto degli estremi

ad bc

Dellinvertire

Scambio lantecedente con il proprio conseguente

b:a d :c

Scambio fra loro i due medi o i due estremi o entrambi


assieme
La somma del primo antecedente e del suo conseguente
diviso il primo antecedente uguale a quella del
secondo antecedente con il suo conseguente diviso il
secondo antecedente
La differenza del primo antecedente e del suo
conseguente diviso il primo antecedente uguale a
quella del secondo antecedente con il suo conseguente
diviso il secondo antecedente

a:c b:d
d :b c:a

Del permutare

Del comporre

Dello
scomporre

a b : a c d : c
a b : b c d : d
a b : a c d : c
a b : b c d : d

Regole delle proporzioni


Tipo proporzione
a:b c:d
a:b b:c

Regola per trovare uno dei termini


ad
bc
bc
ad
a
b
c
d
d
c
b
a
b ac

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Percentuali

La percentuale descrive la grandezza di una quantit rispetto ad unaltra.


Si pu ottenere dividendo le due quantit tra loro e moltiplicando per cento il risultato

N
100 k %
D
Esempio
In una classe di 22 alunni, 10 sono maschi. Qual la percentuale dei maschi? E quella delle
femmine?

maschi
10
100
100 0,45 100 45%
alunni
22

%M

Se i maschi sono 10, per differenza trovo il numero delle femmine ovvero 12

%F

femmine
12
100
100 0,55 100 55%
alunni
22

La variazione percentuale
var %

quantit

finale quantit iniziale


100
quantit iniziale

Esempio: nel 2001 la popolazione italiana era di 56.993.000 persone, nel 2011 di 59.394.000
persone. Qual la variazione percentuale?

var %

59.394.000 56.993.000
100 4,2%
56.993.000

Lo sconto
Per trovare il valore monetario dello sconto, devo moltiplicare il prezzo di partenza per lo sconto
percentuale e dividerlo per cento. Sottraendo questo valore al prezzo iniziale, ottengo il prezzo da
pagare.
Esempio: Ad un vestito in saldo, del costo iniziale di 95, viene applicato uno sconto del 20%. Qual
il prezzo di vendita del vestito?

prezzo

20
20

finale prezzo iniziale prezzo iniziale


95 16 76
95 95
100
100

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III - Monomi e polinomi


Monomi
Un monomio unespressione letterale
formata da lettere e numeri moltiplicati fra
loro. In un monomio non vi sono lettere al
denominatore.

Caratteristiche dei monomi


1
2
3 5
abc

Coefficiente: parte numerica


Parte letterale: lettere
Grado complessivo del monomio: somma di tutti gli esponenti delle
lettere

g 3 5 1 9

Grado del monomio rispetto alla lettera: esponente della lettera

g a 3 g b 5 g c 1

Monomi simili: monomi con la stessa parte letterale, esponenti


compresi

1
a 3b 5c
2

7a 3 b 5 c

Operazioni con i monomi

Operazione
Addizione e
sottrazione

Moltiplicazione

Divisione

Potenza

mcm

MCD

Definizione

Esempio

Se i monomi sono simili il risultato un monomio


con la stessa parte letteraria e con coefficiente la
somma (differenza) dei coefficienti. se i monomi
non sono simili il risultato non pu essere
semplificato
Il prodotto un monomio che ha per coefficiente il
prodotto dei coefficienti e per parte letterale il
prodotto delle parti letterali
Se il primo monomio divisibile per il secondo, il
quoziente un monomio che ha per coefficiente il
rapporto tra i coefficienti e per parte letterale il
rapporto tra le parti letterali

1 2
3
a b a 2b
2
2
1 3 2

a b a 2 b
2

Si applicano le propriet delle potenze a parte


numerica e a parte letterale
un monomio che ha per coefficiente lmcm dei
coefficienti e per parte letterale il prodotto di tutte
le lettere, prese una volta sola con il massimo
esponente
un monomio che ha per coefficiente lMCD dei
coefficienti e per parte letterale solo le lettere
comuni, prese una volta sola con il minimo
esponente

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3a 3b 7a 4
3 7a 3 4 b 21a 7 b
12a 4 b 2 : 10a 2 b
12 4 2 21 6 2
a b a b
10
5
3
2 4
a b
3

2
a4
3

b3

8 12 3
a b
27

3a 3b 5 c ; 6ac 4
mcm 6a 3b 5 c 4
3a 3b 5 c ; 6ac 4
MCD 3ac

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Polinomi
Un polinomio la somma algebrica di due o pi monomi, detti termini del polinomio.

Caratteristiche del polinomio


(ci riferiamo, nella colonna di destra, al polinomio

1 3 5
4
a b c 4ab 5 c 2 a 4 c )
2
5

Grado rispetto ad una lettera: massimo dei gradi di una lettera in un


polinomio

g a 4 g b 5 g c 2

Grado complessivo del polinomio: massimo grado di uno dei suoi


termini

g P 9 grado di

1 3 5
a b c
2

Un polinomio pu essere:
Omogeneo: se i termini sono tutti dello stesso grado
Completo: (rispetto ad una lettera) se i termini presenti contengono
tutte le potenze della lettera dal grado massimo allo zero
Ordinato: se i termini sono ordinati in modo che gli esponenti crescano
o decrescono

2
2a 2 b 3b 3 ab 2
5
1
3x 4 x 2 4 x 3
2

2 y 3 5 y 2 12 y 3

Operazioni tra polinomi


Operazione

Definizione

Esempio

Somma di polinomi

Scrivo i due polinomi tra parentesi


interponendo tra essi il segno +. Dopo ci
sommo tra loro i monomi simili

(m3 n3 ) (m3 mn n3 )

Differenza di
polinomi

Scrivo i due polinomi tra parentesi


interponendo tra essi il segno -. Dopo ci
sommo tra loro i monomi simili

(m3 n3 ) (m3 mn n3 )

Prodotto di un
monomio per un
polinomio

Moltiplico il monomio per tutti i termini del


polinomio

2 x 2 (4 x3 x 3)

Divisione di un
polinomio per un
monomio

Divido tutti i termini del polinomio per il


monomio

(8 x 5 2 x 3 6 x:2 ) : (2 x 2 )

Prodotto tra due


polinomi

Moltiplico tutti i termini del primo binomio per


tutti quelli del secondo.

2m3 mn

2n3 mn

8 x 5 2 x 3 6 x 2

4 x3 x 3

3x 5x 2
3 x 2 6 x 5 x 10
3 x 2 x 10
2a 4 a 3 1 : a 2 1

Con il metodo della divisione latina (in


colonna), eseguo il quoziente, riportando
2a 2 a 2
R a3
anche leventuale resto.
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Divisione tra due
polinomi

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Prodotti Notevoli
Sono particolari tipi di moltiplicazione o di elevazione a potenza tra polinomi, che consentono di
accorciare i calcoli.

Prodotto
notevole
Somma di un
binomio per la sua
differenza
Quadrato di
binomio
Cubo di binomio

Esempio 3

Esempio 2

Esempio 1

Quadrato di
trinomio

Termini
Regola
ottenuti
2

( a b)(a b) a 2 b 2

(a b) 2 a 2 2ab b 2

(a b) 3 a 3 3a 2 b 3ab 2 b 3

( a b c ) 2 a 2 b 2 c 2 2 ab 2bc 2 ac

(a 2b) 2 (a 2b) 2 (4ab 1) 2 (4ab 1)(4ab 1)


a 2 4ab 4b 2 (a 2 4ab 4b 2 ) (16a 2 b 2 8ab 1) (16a 2 b 2 1)
a 2 4ab 4b 2 a 2 4ab 4b 2 16a 2 b 2 8ab 1 16a 2 b 2 1
16ab 2

1 2z

( x 1) 3 ( x 1)( x 2 x 1) 3(1 x)(1 x )


x 3 3x 2 3x 1 x 3 1 3 3x 2
3x 3

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Divisione di un polinomio per un monomio o per un binomio

Dividiamo ogni termine del polinomio per il monomio

(ax 3 2 x 2 y 4bx ) : x
ax 3 : x 2 x 2 y : x 4bx : x
ax 2 2 xy 4b
Quando ogni termine del polinomio multiplo del monomio, la divisione possibile

(6m 4 n 3 p 5 9m 3 n 4 p 3 ) : (3m 3 p 3 )
2mn 3 p 2 3n 4

Divisione tra due polinomi


Imposto la divisone come per i numeri naturali, facendo attenzione a lasciare spazi vuoti in
corrispondenza dei termini nulli
Divido il monomio di grado massimo del dividendo per il monomio di grado massimo del divisore.
Moltiplico il termine trovato per ogni membro del divisore e scrivo i risultati, cambiati di segno, sotto
il dividendo

Esempio
2a 4

a3

2a 4

1
2a 2

a3

2a 2

a3

a2

2a 2

a 2

1
a

2a 2

a 1

2a 2

a 3
Un polinomio si dice divisibile per un altro polinomio quando il resto della divisione zero
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Divisione con il metodo di Ruffini

Si pu applicare quando si deve dividere un polinomio per un binomio del tipo x a .


Il quoziente un polinomio abbassato di un grado.

(c1 x n c 2 x n1 c3 x n 2 ... c) : ( x a )
c1 x n 1 d 2 x n 2 d 3 x n3 ... d r

Esempio
Calcolare il quoziente tra i seguenti polinomi

( x 3 x 2 10 x 8) : ( x 1)

Eseguendo loperazione ottengo il quoziente e il resto che, nel nostro caso, nullo

( x 3 x 2 10 x 8) : ( x 1) x 2 2 x 8

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IV - Raccoglimenti e scomposizioni

Raccoglimento a fattor comune


loperazione inversa della moltiplicazione di un monomio per un polinomio.
Se tutti i monomi, scomposti in termini primi, hanno un fattore comune, posso raccogliere tale
fattore e scrivere lo stesso polinomio come prodotto del fattore comune per i singoli monomi divisi
quel fattore.
Sfruttando il concetto di MCD analizzo se i monomi hanno elementi comuni.

Esempio 1

4a 3 10a 2 12a 4
2 2 a 3 2 5a 2 2 2 3a 4
2a 2 ( 2 a 5 6 a 2 )

Esempio 2

20 x 4 y 30 x 3 y 2 10 x 2 y 3 60 x 2 y
10 x 2 y (2 x 2 3 xy y 2 6)

Esempio 3: Raccoglimento di un binomio

7(a 1) 2b(a 1) 4b 2 (a 1)
(a 1)(7 2b 4b 2 )

Esempio 4: Raccoglimento di un binomio

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(m n) 2 m(m n) 3(m n)
(m n)(m n m 3)
(m n)(3 n)

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Raccoglimento parziale a fattor comune


Nessun fattore comune a tutti i termini del polinomio.
Posso per raccogliere un fattore dai primi due elementi ed un fattore dagli ultimi due

2a 3 2a 2 3a 3
Otteniamo due termini con un fattore, (a 1) , in comune.

2a 2 (a 1) 3(a 1)
Raccogliamo pertanto (a 1) ed otteniamo (a 1)(2a 2 3)

Esempio 1

3ab 6a 2 b 2 2ab
3a (b 2a ) b(b 2a )
(b 2a )(3a b)

4 x 3 16 x 2 16 x 3ax 2 12ax 12a

4 x x 2 4 x 4 3a x 2 4 x 4

Esempio 2

4 x 4 4 x 3a

Come specificato successivamente, x 2 4 x 4 pu ulteriormente essere raccolto


come quadrato di binomio. Pertanto la soluzione sar

Esempio 3

x 2 2 4 x 3a

Non sempre riusciamo a raccogliere la stessa quantit dai primi due e dagli ultimi
due membri; allora raccogliamo dal primo e dal terzo e dal secondo e dal quarto.

2 x 2 5ax 4 x 10a 2 x x 2 5a x 2 x 22 x 5a

Raccoglimento tramite prodotti notevoli

Se individuo un polinomio riconducibile ad un prodotto notevole, provo a ricondurlo alla forma


iniziale

Prodotto notevole

Regola

Esempio

Differenza di quadrati

a 2 b 2 (a b)(a b)

1 2
1
1

x 9 x 3 x 3
4
2
2

Somma/differenza di
cubi

a b (a b)(a ab b )

8 x 3 27 2 x 3 4 x 2 6 x 9
125x 3 1 5 x 1 25 x 2 5 x 1

Quadrato di binomio

a 2 2ab b 2 (a b) 2

9 x 2 12 x 4 3x 2

a 2 b 2 c 2 2 ab 2bc 2 ac

x 2 10 xy 4 x 25 y 2 20 y 4

( a b c) 2

x 5 y 2

a 3 3a 2 b 3ab 2 b 3 (a b) 3

x 3 3 x 2 3x 1 x 1

Quadrato di trinomio
Cubo di binomio

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Scomposizione con il metodo di Ruffini


La scomposizione con il metodo di Ruffini permette di scomporre, qualora lo fosse, un polinomio di
qualsiasi grado in un polinomio di grado pi basso raccogliendo x n
1. Si cercano eventuali divisori del polinomio presi tra i divisori del termine noto
2. Si sostituiscono detti valori al posto della x. Se il polinomio assume valore 0, quel valore il suo
divisore (o zero).
3. il polinomio divisibile per x-(valore)
4. si esegue la divisione secondo Ruffini come visto in precedenza

Esempio
Scomporre x 3 2 x 2 4 x 3
P(1) 0 il polinomio divisibile per (x-1)

Potr scrivere il polinomio come

( x 1)( x 2 x 3) e provare a scomporre il secondo polinomio con Ruffini stesso, anche se


risulter indivisibile.

Esempio
Scomporre x 2 3x 2

P1 1 31 2
2

Esempi con pi scomposizioni


x 3 4 x 2 4 x 16
2

x ( x 4) 4( x 4)
2

( x 4)( x 4)
( x 4)( x 2)( x 2)

16a 4 54a

50a 3 20a 2 2a

2a (8a 3 27)

2a( 25a 2 10a 1)

2a (2a 3)( 4a 2 6a 9)

2a(5a 1) 2

x3 8 2x 2 4x
2

x 6 xy 9 y 4 z

( x 2)( x 2 x 4) 2 x ( x 2)

x 3 y 4 z
x 3 y 2 z x 3 y 2 z

x 2x 2 x 4 2 x
x 2x 2 4

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a 3 3a 2 b 3ab 2 b 3 c 3
a b c 3
3

(a b c )(a 2 2ab b 2 ab ac c 2 )

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Schema riassuntivo

Scomposizione /
Raccoglimento

N Termini

Regola

Raccoglimento comune

ax ay a a x y 1

Differenza di quadrati

a 2 b 2 (a b)(a b)

Somma di cubi

a 3 b 3 (a b)(a 2 ab b 2 )

Differenza di cubi

a 3 b 3 (a b)(a 2 ab b 2 )

Quadrato di binomio

a 2 2ab b 2 (a b) 2

Quadrato di binomio
(segno -)

a 2 2ab b 2 (a b) 2

Somma Prodotto

x 2 sx p ( x x1 )( x x 2 )
Dove s x1 x 2 e p x1 x 2
Ex:

( x 2 8 x 15) ( x 5)( x 3)

x 6 x 3 x 2
2

Raccoglimento parziale

4, 6, 8

3ab 6a b 2ab
3ab 2a bb 2a
(b 2a )(3a b)

Cubo di binomio

a 3 3a 2 b 3ab 2 b 3 ( a b) 3

Cubo di binomio (segno -)

a 3 3a 2 b 3ab 2 b 3 ( a b) 3

Quadrato di trinomio

a 2 b 2 c 2 2ab 2bc 2ac ( a b c ) 2

Verificare la divisibilit per I sottomultipli del


termine noto ed effettuare la divisione di
Ruffini

Scomposizione con Ruffini

N.B. La somma di quadrati a 2 b 2 non scomponibile

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Frazioni algebriche

Una frazione algebrica un quoziente avente una parte letterale al denominatore. Considerando
che un numero non pu mai essere diviso per lo zero, dobbiamo determinare le condizioni di
esistenza della frazione algebrica ponendo il suo denominatore diverso da zero.

x
c.e. : x 1
x 1
2

Semplificazione di frazioni algebriche


Per semplificare una frazione algebrica, devo scomporre numeratore e denominatore in fattori primi
e semplificare, eliminando, i fattori comuni.

x 2 2 x 1 ( x 1) 2
x 1
2
2
3
2
x x
x ( x 1)
x

Operazioni tra frazioni algebriche


Operazione

Regola

Esempio

Somma
(differenza)di frazioni
con egual
denominatore

La somma algebrica di due frazioni con lo


stesso denominatore la frazione che ha
per denominatore il denominatore comune e
per numeratore la somma algebrica dei
numeratore

2 x 5 2x 1

x
x
x
2 x 5 2x 1 x 4

x
x

Somma (differenza)
di frazioni a diverso
denominatore

Dopo aver trovato il mcm dei denominatori e


aver opportunamente moltiplicato i
numeratori, svolgo i calcoli come sopra

3a 2b 9a 2 10b

5 3a
15a
a
b
2ab

a b a b a b2
a (a b) b( a b) 2ab

(a b)(a b)

a 2 ab ab b 2 2ab
1
( a b)( a b)

Moltiplicazione

Il prodotto di due frazioni algebriche, la


frazione che ha come numeratore il prodotto
dei numeratori e come denominatore il
prodotto dei denominatori. Devo per prima
cosa scomporre la frazione.

x 2 x 6x
2

2x
x 1
x( x 1)
6x
3x

2x
( x 1)( x 1) x 1

Divisione

Il quoziente di due frazioni algebriche la


frazione algebrica che si ottiene
moltiplicando la prima per il reciproco della
seconda, con lo stesso meccanismo di
prima.
La potenza di una frazione algebrica la
frazione che ha numeratore e denominatore
elevati a quella potenza

2a 5a 2 2a 18b 2 4b
:

9b 18b 2 9b 5a 2 5a

Elevamento a
potenza

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3x 2
9x 4


( x 1) 2
x 1

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V - Equazioni di primo grado

Le equazioni di primo grado sono nella forma normale ax b 0 ed il loro risultato si calcola
come x

b
2a

In pratica, le equazioni si svolgono tramite le loro due propriet:


1. Somma: Posso sommare o sottrarre eguali quantit da ambo le parti delluguale

ax b b b
Corollario: posso spostare un elemento da una parte allaltra delluguale cambiando il segno
Corollario (2): posso invertire la parte destra con la parte sinistra delluguale
2. Prodotto: Posso moltiplicare o dividere per la stessa quantit tutti i membri dellequazione
(a sinistra e a destra delluguale)

ax b

a
a
Corollario: divido la parte alla sinistra delluguale per il coefficiente dellincognita

Esempio
13 1
4 1

x 4 x 4 0
17 3
17 3

13
52 4
16
x
x
0
51
17 51
17
1
x40
3
1
x4
3
x 4 3 12

Svolgo i calcoli sino ad ottenere la forma classica ax b 0

Applico la propriet della somma; porto -4 a destra, diventa +4


Applico la propriet del prodotto e dividendo per

1
3

(cio moltiplicando per 3) ottengo il risultato

Equazioni determinate, indeterminate e impossibili


Non sempre le equazioni di primo grado forniscono una soluzione.
Quando otteniamo x valore numerico allora lequazione determinata
Quando otteniamo 0 x 0 allora lequazione indeterminata (o sempre verificata o unidentit)
Quando otteniamo ox valore

2 x 12 3 x 4
3

2 x 12 2 x 12
2 x 2 x 12 12
00
Equazione indeterminata

numerico allora lequazione impossibile


3 4 x(1 x ) 2 x 1

( x 1)( x 1) x 1 2
2

3 4 x 4x 2 4x 2 4 x 1

x2 1 x2 2x 1 2

4x 2 4x 2 4x 4x 1 3

x 2 x 2 2x 1 2 1
2x 0

0 2

Equazione impossibile

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0
x0
2

Equazione determinata
NB x 0 soluzione

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Equazioni fratte

Si dicono fratte (o frazionarie) tutte le equazioni che presentano lincognita x al denominatore


Si risolvono come segue:
Calcolo il mcm dei denominatori, moltiplicando opportunamente i numeratori
Discuto il denominatore comune, ponendolo diverso da 0 7 x 0 x 7
Elimino il denominatore e risolvo solamente il numeratore della frazione

4x 2 0 x

1
2

Verifico che il risultato ottenuto sia differente dalla soluzione che annulla il denominatore

4
3
3
2
2
2 x x 2x x 4x 1
2

x0

4
3
3

x2 x 1 x2 x 1 2 x 12 x 1
Esempio 1: Equazione fratta con
raccoglimento e differenza di
quadrati

c.e.

42 x 1 32 x 1
3x

x2 x 12 x 1
x2 x 12 x 1
8 x 4 6 x 3 3x

1
2
1
x
2

8 x 6 x 3x 4 3
x 7
x7

Esempio 2: Equazione fratta con


scomposizione somma - prodotto

x 1
2
x3
2

x 3 x 4x 3 x 1
( x 1)( x 1) 2 ( x 3)( x 3)

( x 3)( x 1)
( x 3)( x 1)

c.e.

x 3
x 1

x 2 1 2 x 2 6x 9
6 x 12
x 2
2x
1
3x 1

2
0
2
x 6 x 9 x 3 x 3x
Esempio 3: Equazione fratta con
quadrato di binomio

c.e.

x0
x 3

2 x 2 x 2 3 x (3x 1)( x 3)
0
x( x 3) 2
2 x 2 x 2 3x 3x 2 9 x x 3 0
3
x
5

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Equazioni a coefficienti irrazionali


Sono equazioni dove compaiono delle radici numeriche. Le incognite non sono mai nel radicando.

Esempio 1

Esempio 2

Esempio 3

(4 2 ) x 2 2 1 0

x 5 5

1 2x 2
x2 2

2 x 2 2( x 2 )

(4 2 ) x 1 2 2
x
x

x 5 5 5 5x

1 2 2

razionaliz zo

(4 2 )
1 2 2

5x

(4 2 )

(4 2 ) (4 2 )

7 2
2

14
2

2 5 x 10
10
x
razionaliz zo
2 5
x

10
2 5

5
5

x 2 4x 4
2( x 2 )

x2 2
2( x 2 )

c.e. x 2

4x 2 4
x

24
4

Equazioni di grado superiore al primo scomponibili


Sono equazioni riconducibili a prodotti notevoli o metodi di scomposizione noti..

ax 2 bx 0 x(ax b) 0

x0
x b a

a 2 x 2 b 2 0 (ax b)(ax b) 0

x b a
xb a

Raccoglimento
Differenza di quadrati
Li risolvo separatamente come sopra

ax 2 b 2 0 x R ax 2 b 2 0 mai

Somma di quadrati
NB sempre maggiore di zero

a 3 x 3 b 3 0 (ax b)(a 2 x 2 abx b 2 ) 0

Somma di cubi
NB: il falso quadrato non risolvibile

a 3 x 3 b 3 0 (ax b)(a 2 x 2 abx b 2 ) 0

Differenza di cubi
NB: il falso quadrato non risolvibile

a 2 x 2 2abx b 2 0 (ax b) 2 0
ax b 0 x b a

Quadrato di binomio

x 2 sx p 0 ( x x1 )( x x 2 ) 0
x x1

x x2

Somma prodotto

a 3 x 3 3a 2 x 2 b 3axb 2 b 3 0 (ax b) 3 0
ax b 0 x b a

Cubo di binomio

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VI - Rappresentazioni cartesiane: punti e rette


Piano cartesiano

Il piano cartesiano formato da due rette perpendicolari chiamate asse delle ascisse (o delle x) ed
asse delle ordinate (o delle y). Il primo per convenzione orizzontale, il secondo verticale.
Gli assi dividono il piano in quattro quadranti, dove si possono rappresentare i punti, contraddistinti
dalle due coordinate: ascissa ed ordinata.
Lascissa di un punto la sua corrispondenza rispetto allasse delle x, lordinata lo rispetto
allasse delle y

Un punto generico sul piano cartesiano

P3;4

Punti particolari del piano: lorigine degli assi


(O), un punto sullasse delle x a ordinata nulla
(A), un punto sullasse delle y ad ascissa nulla
(B)

Disegnare i seguenti punti:

A2;3 B 4;
2

C 2;3 D 6;
2

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I punti nel piano

Distanza
d | x B x A |
tra due
punti
Il segmento giace su
con
una retta parallela
egual
allasse delle x
ordinata

Distanza
d | y B y A |
tra due
punti
Il segmento giace su
con
una retta parallela
egual
allasse delle y
ascissa

Trovare la distanza d tra


A(-3;2) e B(4;2)

d | 3 4 | 7

Trovare la distanza d tra


A(-2;2) e B(-2;4)

d | 2 4 | 2

A(1;1) e B(4,5)

AB

Distanza AB ( xa xb ) ( y a yb )
tra due
Il segmento giace su
punti
una retta qualunque

1 42 1 52

3 1
9
P
; Q ;1
4 4
4
PQ
2

1
9 3
1
4
4 4
2

12 5

4 4

144 25
169 13

16
16
4

A(1;1) e B(4,5)

x a xb
2
y a yb
y
2

x
Punto
medio

1 4 5

2
2
1 5
y
3
2
5
M ;3
2
x

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I triangoli nel piano cartesiano


Calcolo del baricentro di un triangolo

Dati

Le coordinate del baricentro sono

A( x A ; y A )

xB

B( x B ; y B )
C xC ; y C

x A x B xC
3
y y B yC
yB A
3

Verificare che un triangolo sia isoscele


Un triangolo isoscele quando due dei suoi lati sono congruenti.
Calcolo pertanto la lunghezza del lato con la formula della distanza tra
due punti

BC

x A x B 2 y A y B 2
xc x B 2 y c y B 2

AC

xc x A 2 yc y A 2

AB

Verificare che un triangolo sia rettangolo


Dopo aver calcolato i tre lati con la formula della distanza tra due punti.
Se verificato il teorema di Pitagora sui tre lati, il triangolo rettangolo

ipotenusa 2 cateto 2 cateto 2

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La retta

Forma esplicita

Forma implicita

y mx q

ax by c 0

m il coefficiente angolare ed indica linclinazione della retta


q il termine noto ed indica il valore della y quando la x vale 0

a, b e c sono coefficienti
numerici

Bisettrice I e III Quadrante

yx

Bisettrice II e IV Quadrante

y x

y mx
Retta passante per lorigine

Retta generica

m detto
coefficiente angolare

y mx q
q detto termine noto

Asse x

y0

Retta parallela allasse x

yk

Asse y

x0

Retta parallela allasse y

xk

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Disegnare una retta


Se gi non lo , trasformo la retta in forma esplicita y mx q . x la variabile indipendente, alla
quale attribuisco dei valori arbitrari e

y la variabile

dipendente che assume di conseguenza un suo valore.

y 3x 1
x

0
1
2
-1
-2

-1
2
5
-4
-7

Per due punti passa una ed un'unica retta

Dati i punti A(2,1) e


B (1,-1) lequazione
della retta
Retta
passante
per due
punti

y ya

yb y a
x xa
xb x a

1 1
( x 2)
1 2
y 1 2( x 2)
y 1

y 2x 3
Con gli stessi valori
Data y mx q ,
Retta
passante
per due
punti

Retta
passante
per un
punto dato
il
coefficiente
angolare m

sostituisco ascissa e
ordinata dei due punti
ed ottengo due
equazioni che, messe a
sistema, mi forniscono i
valori di m e q

y y a m x x a

A 1 2m q
B 1 m q
q 1 2m

q 1 m
1 2m 1 m
m 2

q 3
Tracciare la retta
passante per A(2,3)
con m -1

y 3 1( x 2)
y 3 x 2
y x 5

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Dal grafico, dedurre la retta


Il coefficiente angolare m che rappresenta linclinazione della retta rispetto allasse delle x e si
calcola come lincremento delle ordinate diviso lincremento delle ascisse m

m0

La retta
sale

y
x

1
ovvero spostandomi sullasse delle x a destra di due
2

unit, salgo di ununit sullasse delle y

m0

m 3 ovvero spostandomi sullasse delle x a destra di


ununit, scendo di tre unit sullasse delle y

La retta
scende

Una retta con coefficiente angolare zero parallela allasse

m0

delle x: la variazione della y, y , zero e pertanto m

Retta
parallela
asse x

0
0
n

perch zero diviso qualsiasi numero da come risultato 0.


La sua formula y k
Una retta parallela allasse delle y ha coefficiente angolare
m perch la variazione della x, x , uguale a zero e

m
Retta
parallela
asse y

0
La sua formula x k
pertanto m

Il termine noto q lintercetta, ovvero il valere del punto dincontro della retta con lasse delle y. Le
rette passanti per lorigine hanno quindi q 0

m 1 q -3

m -3 q 5

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m0 q

3
2

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Rette parallele e perpendicolari


Calcolo del coefficiente angolare
Dati due punti, la retta che passa per essi ha coefficiente angolare m

yB yA
xB x A

Rette parallele

m1 m2

y 2x 3
y 2x 4

Rette perpendicolari

m1 1 m
2

y 2x 3
1
y x1
2

Distanza punto - retta

Data la retta in forma esplicita e il


punto P ( x 0 ; y 0 ) , la loro distanza

data dalla formula

ax 0 by 0 c
a2 b2

Appartenenza di un punto alla retta


Si impone il passaggio della retta per il punto, sostituendo alla x della retta lascissa del punto ed
alla y della retta lordinata del punto
Ex: il punto P(-3; 2) appartiene alla retta r )

y x 5 ? E alla retta s ) 2 x y 3 0 ?

1. Impongo lappartenenza di P ad r 2 3 5 0 0 verificata, P appartiene ad r


2. Impongo lappartenenza di P a s 2(3) 2 3 0

1 0 Non verificata, s non passa

per P

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Esercizio svolto
Richieste
1) Trova lequazione della retta r passante per i punti A 2;3 e B 0;2
2) Trova poi lequazione della retta parallela p e di quella perpendicolare q alla retta data passanti
per C 2;2
3) Determina la distanza tra C e la retta r
4) Calcola infine i punti di incontro tra r, p e q.
Svolgimento
1) Trovo lequazione di r con la formula della retta per due punti y 3

r: y

23
x 2 ottenendo
02

1
x2
2

2A) Trovo lequazione di p . Essendo le rette parallele, utilizzando il coefficiente angolare m

y2

1
x 2
2

1
2

1
x 1
2

2B) Trovo lequazione di q. Essendo le rette perpendicolari, utilizzando il coefficiente angolare

m 2
y 2 2 x 2

y 2 x 6

Devo portare la retta r in forma implicita x 2 y 4 0 da cui ottengo che a 1 b 2 c 4

3) Applico la formula della distanza punto retta

| 21 2 2 4 |
1 4

6
5

6
5
5

4) Per trovare il punto dincrocio, metto a sistema prima r e p e poi r e q

y 2 x 2
Il sistema impossibile ed infatti le rette sono parallele

1
y x 1

2
1

1
y x 2
2 x x 8 5 x 16
2

2
y 2 x 6
16

x 5

y 2
5

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Prova anche tu
Dati due punti, disegna la retta e trovane lequazione

A(4;2) B(2;2)

y 2

A(4;2) O (0;0)

A(3;2) B(5;0)

y x5

1
x
2

Trova lequazione della retta


parallela
e
di
quella Parallela y 2 x 1
a Perpendicolare
4 perpendicolare
r : y 2x 1 passanti per x 2 y 3 0
P(-1;1)

I punti A(2;1) B (0;-1) e C(3;2) S, appartengono tutti


alla retta y x 1
sono allineati?

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VII - Sistemi di equazioni


Due o pi equazioni di primo grado aventi altrettante incognite, delle quali ricerchiamo soluzioni
comuni, sono dette formare un sistema.

Sistemi impossibili e indeterminati


Un sistema pu essere indeterminato (ha infinite soluzioni) quando i rapporti tra tutti i coefficienti
sono uguali; impossibile quando i rapporti tra i coefficienti delle x sono uguali ma diversi da quello
tra i termini noti; determinato quando i rapporti tra i coefficienti delle x e delle y sono differenti.

Sistema
impossibile

a
b
c
Le equazioni sono rappresentate da due
a1 b1 c1
rette parallele

Sistema
indeterminato

Sistema
determinato

a
b
c

ovvero le due equazioni sono
a1 b1 c1
riconducibili a due equazioni uguali, rappresentabili da
due rette coincidenti

a
b

Le equazioni sono rappresentate da due rette


a1 b1
incidenti

Esempio
2 x 6 y 5
calcolo

x 3 y 3

a
2
a1

b
c 5
2

b1
c2 3

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Il sistema impossibile

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Risoluzione dei sistemi


Un sistema si pu risolvere con i metodi della sostituzione, del confronto, della riduzione o di
Cramer. Il fine quello di assegnare un valore alla variabile x ed uno alla variabile y.

Metodo della sostituzione


Dopo aver isolato una delle due variabili da una delle equazioni, sostituisco alla medesima presente
nella restante equazione il valore ottenuto alla destra.

4 x y 10

2 x y 4

Sostituisco la quantit presente al secondo membro della prima


equazione con la y della seconda

y 4 x 10

x 3

Svolgo i calcoli nella seconda equazione e ricavo la x

Sostituisco il valore della x ricavato nella seconda equazione al


posto della x della prima equazione

Isolo la variabile pi semplice (in questo caso la y dalla


prima equazione. NB: Cambio tutti i segni

y 2

x 3

Scrivo il risultato

Esempio 1
In questo caso dovr ricavare unincognita leggermente pi complessa, visto che sia la x che la y di
entrambe le equazioni hanno un coefficiente davanti; dovr pertanto dividere per il coefficiente.

1
10 3 y

2 x 3 y 10

x
x

2
2

8 x 7 y 17 40 12 y 7 y 17 19 y 57 y 3

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Metodo della riduzione


Consiste nel moltiplicare i membri di unequazione o di entrambe in modo che, una volta
unincognita, una volta laltra, vengano ad avere coefficienti opposti.A questo punto, sommando le
due equazioni, annuller un incognita ed otterr il valore della seconda

3 x 2 y 4

1 2 x y 5

Moltiplico i membri della seconda equazione per due per avere i coefficienti
della y opposti

3 x 2 y 4
2 4 x 2 y 10

Sommo membro a membro la prima equazione con la seconda; noto che la


variabile y si annulla.

___________
3

7 x 14
7 x 14 x 2

Risolvo lequazione ad una variabile

A questo punto posso procedere con due differenti modi per ricavare la seconda variabile

Ricavo il valore della x e lo


sostituisco nella seconda equazione

Oppure risolvo con il confronto eliminando le x, dopo


aver moltiplicato per opportuni coefficienti

3 x 2 y 4

2 x y 5

x 2

y 5 4

6 x 4 y 8

6 x 3 y 15
__________ __
/ 7 y 7
y 1

x 2

y 1

Esempio

2 x y 3( y 2) 2 x 4 y 6
3 2 x 4 y 6

2 x 3 y 12 per trovare la x
1
1
4 2 x 3 y 12
3 x 2 y 2
____________

y6

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6 x 12 y 18

8 x 12 y 48
2 x 30
x 15

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Metodo di Cramer
Prevede la risoluzione dei sistemi con il metodo del determinante. Il determinante il risultato
numerico determinato dalla differenza delle diagonali della matrice quadrata generata dai
coefficienti delle incognite (D) oppure delle colonne escludenti le stesse ( Dx e D y )

ax by c

a1 x b1 y c1
D

a1 b1

Dx

Dy

c1

b1

a1

c1

2 x y 2

x 3 y 4
2 1
2(3) 1(1) 6 1 5
1 3

a b1 b a1

c b1 b c1

Dx

2 1
2(3) (1)4 6 4 2
43

a c1 c a1

Dy

2 2
2 4 2 1 6
1 4

Dx
D

Dy

2 2

5 5

6
5

Metodo del confronto


un metodo molto simile alla sostituzione.
1
2
3
4

4 x y 10

2 x y 4

Dato il sistema in forma canonica

y 4 x 10

y 2x 4
4 x 10 2 x 4
x3
y 2

x 3

Isolo la stessa variabile (o comunque una parte uguale) da ognuna delle due
equazioni
Essendo la parte a sinistra uguale per tutte e due le equazioni, eguaglio le
due parti a destra
Sostituisco il valore della x in una delle due equazioni e ottengo il valore della
y

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Incrocio tra due rette


Due rette non parallele e non coincidenti si incrociano in un solo punto.
Per trovare il punto di intersezione delle due rette, devo metterle a sistema.

y mx q

y nx k

Risolvo con uno dei metodi precedenti oppure


graficamente, disegnando le due rette

y 2x 1

y x1
2 x 1 x 1 x 2; y 3 P(2; 3)

Rette parallele

Rette coincidenti

Rette incidenti

2x 3y 4 0 4x 6 y 2 0
2 x 3 y 4 0
3 y 2 x 4

4 x 6 y 2 0
3 y 2 x 1

y 2 x 5 4 x 2 y 10 0
y 2 x 5

y 2 x 5

y 3x 3 y x
y 3x 3 x 3 4

y x
y 3 4

Il sistema impossibile

Il sistema indeterminato

Il sistema determinato

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VIII - Disequazioni di primo grado (o lineari)

Sono diseguaglianze tra due espressioni algebriche nella forma ax b 0 oppure ax b 0 , con
a e b numeri reali.
Mentre la soluzione di unequazione data da uno o pi punti, la soluzione di una disequazione
data da un intervallo, ovvero da un insieme di punti. Come le equazioni, le disequazioni possono
essere di primo, di secondo grado o superiori.
Le disequazioni di primo grado individuano un unico intervallo e, una volta ridotte in forma normale,
si svolgono in maniera analoga alle equazioni di primo grado, utilizzando le loro propriet della
somma e del prodotto
Primo Principio di equivalenza: Aggiungendo ad ambo i membri della disequazione la
stessa quantit, lo stesso valore, la diseguaglianza permane
Secondo Principio di Equivalenza: Moltiplicando o dividendo ambo i membri della
disequazione per la stessa quantit diversa da zero, la diseguaglianza permane a
condizione di:
o Mantenere lo stesso verso se il numero per cui si moltiplica positivo
o Invertire il verso se il numero per cui si moltiplica negativo
Le disequazioni sono caratterizzate dalle seguenti relazioni:
maggiore (>)
minore (<)
maggiore uguale ( )

minore uguale ( )

Esempi
3x 6 0
3 x 6 Applico il primo principio
3
6
x Applico il secondo principio
3
3
x 2 Ottengo la soluzione
Quando cambio il segno allincognita x, devo cambiare il verso della disequazione (da maggiore a
minore o viceversa). Infatti, moltiplicando o dividendo ambo i membri della disequazione per lo
stesso valore negativo (cambiando tutti i segni) la diseguaglianza vale nel senso opposto.
Generalmente si cambia segno quando ho un meno davanti alla x

5 2x 0 x

5
2

Casi particolari
1 0

x R

Sempre verificata 1 sempre pi grande di zero

1 0

x R

Sempre verificata -1 sempre pi piccolo di zero

20

xR

Mai verificata

Un numero positivo non pi piccolo di zero

2 0

x R

Mai verificata

Un numero negativo non pu mai essere pi grande di 0

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Disequazioni di pi fattori
(ax b)(cx d ) 0
If
IIf
If 0
IIf 0

b
x
(ax b) 0
a

(cx d ) 0
d
x
c

(2 x 4)( x 4) 0
Separo i due differenti fattori,
ponendoli entrambi maggiori di
zero. Anche quando il segno
minore, li pongo maggiori di zero.
Risolvo le disequazioni
indipendentemente tra loro.

2 x 4 0 x 2
x4 0 x 4

Disegno le soluzioni in una


tabella, abbinando una linea
continua allintervallo nel quale le
disequazioni sono verificate ed
una linea continua dove non lo
sono
Considero la linea tratteggiata
come un segno negativo e quella
continua come un segno positivo,
per poi moltiplicare i segni.
A fronte di un segno > nella
disequazione risolutiva, scelgo gli
intervalli positivi, mentre in
presenza di un <, scelgo quelli
negativi

d
b
x
c
a

Scrivo lintervallo della soluzione

2 x 4

Disequazioni di grado superiore al primo scomponibili in disequazioni di primo grado

ax 2 bx 0 x (ax b) 0

Raccoglimento

a 2 x 2 b 2 0 (ax b)(ax b) 0

Differenza di quadrati
Li risolvo separatamente come sopra

a 2 x 2 b 2 0 x R a 2 x 2 b 2 0 mai

Somma di quadrati
NB sempre maggiore di zero

a 3 x 3 b 3 0 (ax b)(ax 2 abx b 2 ) 0

Somma di cubi
NB: il falso quadrato sempre >0 se a 0

a 3 x 3 b 3 0 (ax b)(a 2 x 2 abx b 2 ) 0


a 2 x 2 2abx b 2 0 (ax b) 2 0

Differenza di cubi
NB: il falso quadrato sempre >0 e quindi
non mai minore di zero
Quadrato di binomio
NB un quadrato sempre maggiore di zero
a mano che non sia pari a zero

x 2 sx p 0 ( x x1 )( x x 2 ) 0

Somma prodotto (o trinomio caratteristico)

a 3 x 3 3a 2 x 2 b 3axb 2 b 3 0 (ax b) 3 0

Cubo di binomio
Risolvo solamente la base ax b 0

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Disequazioni fratte
(ax b)
0
(cx d )

N 0 (ax b) 0

D 0 (cx d ) 0

2x 3
0
4x 8

b
a
d
x
c
x

Considero separatamente
numeratore e denominatore,
ponendoli entrambi maggiori di
zero, anche quando il verso
minore. Risolvo le disequazioni
indipendentemente tra loro.
Disegno le soluzioni in una tabella,
abbinando una linea continua
allintervallo nel quale le
disequazioni sono verificate ed una
linea continua dove non lo sono

3
2
D0x2

N 0 x

Considero la linea tratteggiata


come un segno meno e quella
continua come un segno pi, per
poi moltiplicare i segni.
A fronte di un segno > nella
frazione risolutiva, scelgo gli
intervalli positivi, mentre in
presenza di un <, scelgo quelli
negativi

d
b
x
c
a

Scrivo lintervallo della soluzione

3
x2
2

Esempi
x 2 (2 x 5) 0

Esercizio 1
Disequazione di pi fattori

1)

x 2 0 x R

2) x 5 2

x5 2

Esercizio 2
Disequazione fratta

x3
0
2 5x
2
N 0x3 x3
5
2
D0 x
5
3
2
x 7 x 2 x 14 0

2 5 x3

x 2 ( x 7) 2( x 7) 0
Esercizio 3
Scomposizione

( x 2 2)( x 7) 0
1) ( x 2 2) 0 x R
2) ( x 7) 0 x 7

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x7
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Sistemi di disequazioni
Si risolvono le equazioni del sistema in modo indipendente tra d loro quindi si prendono,
come soluzioni, gli intervalli comuni ad entrambe.

ax b 0

cx d 0

Riduco il sistema nella


forma standard

b
a
d
2) x
c

Risolvo le equazioni in
maniera indipendente,
mantenendo i rispettivi
versi

1)

3x 1
4 3x 1
9 x 3

x 3 1 ( x 1) 2 x 8

3
1
3
2) x 4

1)

Disegno una tabella per


combinare le soluzioni,
ponendole in ordine
crescente tracciando una
linea continua solamente
nellintervallo dove sono
verificate. Non disegno
linee tratteggiate
La soluzione del sistema
data dagli intervalli dove
entrambe le linee sono
continue

b
d
x
a
c

Scrivo lintervallo della


soluzione

Esempio

3 x 0
2
x 16
x 2 0

Risolvo separatamente le
due disequazioni

1) 3 x 0 x 3 0

2)

1
3

x 2 16
0
x2

Pongo sia numeratore La seconda disequazione verificata per


che
denominatore x 3
maggiore di zero
N 0 x 2 16 0 x R

D 0 x20 x2
La seconda disequazione verificata per

x2
2 x3

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Esercizi svolti

x 22 2x 2 0
x 2 4x 4 2x 4 0
Esercizio 1:
disequazione
di II grado

Esercizio 2:
disequazione
fratta

x2 6x 8 0
x 4x 2 0
I Fattore 0 x 4
II Fattore 0 x 2

x 2 2x 3

1
x 1 x2 1
x 2 x 1 2 x 3 x 2 1 0
x2 1
x 2 3x 2 2 x 3 x 2 1
0
x 1x 1
5x
0
x 1x 1
N 0
x0
D 0 x 1 x 1

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Considero lintervallo caratterizzato dal


segno 4 x 2

Considero gli intervalli caratterizzati dal


segno +
x 1 0 x 1

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IX - Radicali aritmetici

Loperazione di estrazione di una radice loperazione inversa rispetto allelevamento a potenza.

Esempio: 52 25 25 5
Non tutti i numeri, se messi sotto radice, danno come risultato un numero intero; la maggior parte di
essi restituir un numero irrazionale, ovvero con infinite cifre decimali

Esempio: 121 11

40 6,32455532.....

Attenzione! Nel caso di una somma sotto radice, devo svolgere la medesima prima di procedere
allestrazione. Non posso estrarre i singoli addendi della somma!

16 4 20

Attenzione! Non mai possibile calcolare la radice a indice pari di un numero negativo
25 NON ESISTE!!!

Condizioni di esistenza
Nel caso di radici ad indici pari, devo porre il radicando delle radici pari 0 . Se ho pi radici ad
indici pari, metto a sistema le disequazioni corrispondenti.

Esempio 1
2x
c.e. 2 x 0 x 2

Esempio 2
x 1 x 3

Esempio 3
3
5x 7
c.e. x R

x 1 0
c.e.
x 1
x 3 0

Da radicale a potenza frazionaria


Lindice della radice diventa il denominatore della frazione

am a n

Ex: 2 2 2 3

Scomposizione di fattori con i radicali

Individuo una quantit riconducibile al quadrato di binomio spaccando il termine noto in due
opportuni fattori

74 3 34 3 4

Scompongo tramite somma prodotto

4 34 2 3

x2 5 x 5 x 5

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Nome

Propriet

Propriet
invariantiva

np

Radicale di una
potenza

Radice di una radice

n m

Prodotto di radici
con lo stesso indice

mp

Esempio

15

a 35 3 a 7

12

a 3 (a 1) 6 4 a(a 1) 2

8 4 (3 212 ) 2

123

m
n

3 5

a n m a

a n b n a b

2 3 16

7 15 7

3 4 8 4 24

Trasporto di un
fattore dentro e fuori
lindice

an b n a n b

12 2 2 3 2 3

ab m b m a

72 6 2

Quoziente di radici
con lo steso indice

a n a

b
b

6
3
2

Prodotto di radici
con indici differenti

Trovo il mcm (minimo comune multiplo)


degli indici

b
a
Razionalizzazione di
una frazione
(Tolgo la radice dal
denominatore)

a
n

b
n

am

a
b c

b a
a

a n m

a n m

8
8 3

3
3

b n a n m
a

b c

33 6 3 12 39 32

b c

2
2 3 5 2 23 25

3
5
5 3 5 3 52

a( b c )
bc

8
7 3

8( 7 3 )
4

8 2 15
2

a b

a a b a a b

2
2

8 60

8 64 60
8 64 60

2
2

82
82

2
2

Radicali Doppi

a b

( 5 3)

a a2 b a a2 b

2
2

Analogamente svolgo

8 2 15

Esempi di radicali
Radice
quadrata

16

25

36

49

64

81

Valore
numerico

1,41

1,73

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X - Equazioni di Secondo grado


Le equazioni di secondo grado hanno
la caratteristica di avere lincognita di
grado due, cui corrispondono due
soluzioni. Queste non sono sempre
reali e distinte fra loro.

Intere
Le equazioni di Secondo grado sono
quelle del tipo ax 2 bx c 0 .
Le equazioni di secondo grado possono essere, a seconda della presenza o meno dei termini bx o
c, pure ( ax 2 c 0 ), spurie ( ax 2 bx 0 ) o complete. Le pure e le spurie possono essere risolte
con metodi che le assimilano alle equazioni di I grado (vedi schema), le complete con unapposita
formula.

Equazioni pure, spurie e complete


Tipo

Equazione

Risoluzione
x1, 2

Esempio

2a

x 2 7 x 12 0
7 2 4 1 12 1

b b 2 4 ac
2a

x1, 2

7
2

4 ; 3

Risolvibile solo per 0

b 2 4ac
Completa

ax bx c 0

9x 2 4x 2 0

>0 Due soluzioni distinte


=0 Due soluzioni coincidenti
<0 Non esistono soluzioni

25 x 2 10 x 1 0

Formula ridotta

100 4 25 0

x1, 2

b
b
ac
2
2
a

Isolo la x 2 ed ottengo x 2

Pura

ax 2 c 0

x1, 2

c
.
a

metto sotto radice ambo i membri,


ricordandomi di inserire il simbolo
c
a, c discordi
a
Raccolgo una x ed ottengo
x 1, 2

x(ax b) 0
Spuria

ax 2 bx 0

16 72 0
Impossibile

Separo le due equazioni


(Lequazione del prodotto uguale al
prodotto delle equazioni)
x 0
b Sempre possibile
x
a

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Soluzioni
10 0 1

coincidenti
50
5

4x 2 9 0
x1, 2

9
3

4
2

2x 2 5x 0
x( 2 x 5) 0
5
x0 x
2

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Esempio 1
2

Esempio 2
2

Esempio 3

Esempio 4
2

x 5x 6 0

4x 4x 1 0

4x x 1 0

2 x 3x 2 0

52 4 1 6 1

42 4 1 4 0
40
1
x1, 2

8
2

12 4 1 4 15

3 9 16

4
35
1

2;
4
2

x1, 2

5 1
2;3
2

x1, 2

impossibil e

Esempio 5

x 2 3( x 2 2 x )
x

x 9
3
2
6
2
2( x 2) 9( x 2 x) 6( x 9) x

6
6
2
2 x 4 9 x 18 x 6 x 54 x 0
9 x 2 15 x 50 0
9 x 2 15 x 50 0
x1, 2

15 225 1800 15 2025 15 45


5 10

;
18
18
18
3 3

Equazioni risolvibili tramite scomposizione


Scomposizione / Raccoglimento

Differenza di quadrati
(equazione pura)

Quadrato di binomio

Regola

Esempio

a2 b2 0

x 2 25 0
( x 5)( x 5) 0
x1 5

(a b)(a b) 0
a b 0 a b
a b 0 a b

x2 5

a 2 2ab b 2 0

9 x 2 12 x 4 0

( a b) 2 0
ab 0
a b

(3 x 2) 2 0
2
x1, 2
3

x 2 sx p 0
( x x1 )( x x 2 ) 0
Somma Prodotto

( x x1 ) 0 x x1
( x x 2 ) 0 x x2

Dove s x1 x 2 e
p x1 x 2

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( x 2 8 x 15) 0
( x 5)( x 3) 0
x1 5
x2 3

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Regola di Cartesio
La relazione tra i segni dei coefficienti e quelli delle soluzioni delle equazioni di secondo grado
complete con 0 evidenziata dalla regola di Cartesio, secondo la quale ad ogni permanenza di
segno corrisponde una radice negativa e ad ogni variazione ne corrisponde una positiva.

x 2 5x 6 0
25 24 1
0
Esistono due soluzioni distinte entrambe positive perch ho due variazioni di segno 2;3

3x 2 2 x 1 0
4 12 16

1
3

Esistono due soluzioni distinte, una positiva ed una negativa 1;

Equazioni di Secondo grado a coefficienti irrazionali


Esempio 1

Esempio 2

x 2 3x 3 1 0
x1, 2

3 ( 3) 2 4 3 4

2
3 ( 3 2) 2

2
3 ( 3 2)

2
3 ( 3 2)
1

1
2
3 ( 3 2)
2

3 1
2

7 x 2 6x 7 0
x

6 36 28

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2 7
7
7
1
7

68
2 7

3 4
7

7
7

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Equazioni di II Grado Fratte


Unequazione di secondo grado fratta, riconducibile ad una di primo grado, presenta almeno
unincognita a denominatore.
necessario, dopo averli eventualmente scomposti, discutere i denominatori prima di eliminarli.

Esempio 1
x2
2x 2

x
x 1 x

Calcolo mcm tra i denominatori

x( x 1) 0
x0
x 1

( x 2)( x 1) 2 x 2( x 1)
0
x( x 1)

Discuto i denominatori c.e.

x2 2 x x 2 2x2 2 x 2
0
x( x 1)

Elimino il denominatore comune

x2 x 0

x 0 n.a.
x 1

Calcolo le soluzioni e le verifico

Esempio 2
8
4
8 x 2 1 4x 4

0 c.e. x 1
x 1
( x 1)( x 1)
x2 1

x 2 4x 3 0 .

x 1 n.a
x3

Esempio 3
1
1
1
1
3
1
2
3

2
2
x 4 x 3 x 3x x 2 x x
( x 3)( x 1) x ( x 3) x ( x 1) 2
x ( x 1) ( x 1) 2
x3

2
x ( x 3)( x 1)
x ( x 3)( x 1) 2

c.e.

x 1
x 3 x 0

x 2 x x 2 2x 1 x 3

2x 4
x 2
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Equazioni di Grado Superiore al Secondo


Tipo

Equazione
ax 3 bx 2 cx 0
4

ax bx max mbx 0

Scomponibile

.......
.......

Risoluzione Esempio
Raccoglimento
fattor comune,
raccoglimento
parziale,
scomposizione
con Ruffini

x 3 9 x 2 4 x 36 0
x 2 ( x 9) 4( x 9) 0
( x 9)( x 2 4) 0
x 9 0 x 9
x 2 4 0 x 2

2x3 3x 2 8x 3 0
p (1 ) 2 3 8 3 0

Con Ruffini
scomponiamo in

( x 1)(2 x 2 5 x 3)
x 1 x 3;1 2

x 4 13 x 2 36 0
y 2 13 x 36 0

y x2
Biquadratica

ax 4 bx 2 c 0

13 169 144 13 5

y 4; y 9
2
2
x 2 4 x 2 x 2 9 x 3

ay 2 by c 0 y

n pari

x n
Binomia

b
a

ax n b 0
x5 a5

n dispari

3 x 4 81 0
x3 8 0
3

x 82

b
xn
a

Trinomia

y xn

81 4
27
3

Impossibile

8 x 6 35 x 3 27 0
Ax 2n Bx n C 0

x4

pongo

y x3

8 y 2 35 y 27 0
35 361 35 19
27

1;
16
16
8
27
3
x3 1 x 1 x3
x
8
2

ay 2 by c 0 y

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La parabola (cenni)
In questo paragrafo tratteremo solo gli argomenti relativi alla parabola (esclusivamente con asse
parallelo allasse y) propedeutici alla risoluzione delle disequazioni di secondo grado, illustrate nel
paragrafo successivo

Unequazione di secondo grado in geometria analitica rappresenta una parabola nel piano
cartesiano
y ax 2 bx c . Il coefficiente a davanti ad x 2 determina il verso della parabola

Tipo di parabola

Equazione

Parabola con vertice nellorigine

y ax 2
b0
c0

Parabola con vertice sullasse delle


y

y ax 2 c
b0

Parabola passante per lorigine

y ax 2 bx
c0

Parabola generica

y ax 2 bx c

a0

a0

Incrocio con lasse delle x


Eventuali punti di incrocio tra una parabola e lasse delle ascisse sono dati dalla risoluzione del

y ax 2 bx c

sistema delle due equazioni.

y 0

Incrocio con lasse delle y

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Il punto dincrocio con lasse delle ordinate dato dalla risoluzione del sistema delle due equazioni.

y ax 2 bx c

x 0

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XI - Disequazioni di secondo grado

Le disequazioni di secondo grado


si risolvono trovando per prima
cosa le soluzioni dellequazione di
secondo grado associata ad esse.
Queste soluzioni saranno gli
estremi dellintervallo (o degli
intervalli) di soddisfazione della
disequazione. Conviene sempre
rendere positivo il coefficiente
numerico a di x 2 . Si ricorda a tal
proposito che, quando si cambia
un segno nella disequazione, si
cambiano tutti gli altri nonch il
verso della disequazione stessa.

Tabella dei segni

Parabola

3x 2 2 x 1 0

x 2 5x 6 0

Risolvo lequazione omogenea associata per


scomporre con somma prodotto

Risolvo lequazione associata

3x 2 2 x 1 0
1
x1
3

x2 1

1
3

3( x )( x 1) 0

Risolvo con il metodo delle equazioni di pi


fattori

x 2 5x 6 0
x1 2 x 2 3
I due punti sono le intersezioni della parabola con
lasse delle x.
Essendo a 0 disegno la parabola verso lalto

( x 1 3) 0
x 1 3

x 1 0
x 1
Disegno la tabellina dei valori

Essendo il verso minore (e il coefficiente


numerico a di x 2 positivo), scelgo lintervallo

1 3 x 1

Richiedendomi il testo tutti i valori al di sopra delle


x, vado a prendere i valori corrispondenti sullasse
delle ascisse, ovvero x 2 x 3

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DICE Discordi Interni Concordi Esterni (Quando >0)


a

Verso

Concordi

Intervallo

Notazione

>0

>

Si

Esterno

x x1 x x 2

>0

<

No

Interno

x1 x x 2

<0

>

No

Interno

x1 x x 2

<0

<

Si

Esterno

x x1 x x 2

Casi particolari
Si consiglia di porre sempre a 0 cambiando nelleventualit tutti i segni e il verso della
disequazione

Discriminante dellequazione associata

ax 2 bx c 0

ax 2 bx c 0

x x1 x x 2

x1 x x 2

x x1 x x1

mai verificata

x R

mai verificata

0 Due radici reali distinte x1 ; x 2

0 Una radice reale x1

0 Nessuna radice reale

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Glossario
Termine

mcm
minimo comune
multiplo
MDC
Massimo Comun
Divisore
Frazione
(o rapporto)

Esempio

60 2 2 3 5
18 2 3

mcm 2 2 3 5
MCD 2 3 6

2
7

Potenza

Mappa

Pagine

13, 14, 19, 28,


30, 52, 56

13, 19, 24

14, 15, 28

11, 14, 15, 16,


19, 20, 21, 28,
51, 52

Proporzioni

19 : 2 38 : 4

17

Monomio

1
a 3b 5c
2

19, 20, 22, 24

Polinomio
1 3 5
4
a b c 4ab 5 c 2 a 4 c
2
5

Prodotti notevoli

20, 21, 22, 23,


24, 25, 26

(a b)(a b)
( a b) 2

a b 3
a b c 2

21 25, 31

Divisione con
Ruffini
23

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Raccoglimenti

Raccoglimento
comune

a x y 1
Raccoglimento
parziale
3ab 2 a b b 2 a
Scomposizioni

Frazioni
algebriche
Equazioni di
primo grado

Il piano cartesiano

24, 25

a 2 b2
a 3 b3
a 2 2ab b 2

26, 27, 57

x2 x 6x

2x x2 1

28

1
x40
3

29

Distanza tra due


punti
2
2
AB 1 4 1 5

Punto medio
1 4 5
x

2
2

32, 33, 34

La retta

y 3x 1

La Parabola

Sistemi di
equazioni
Disequazioni

y x 2 3x 2

3 x 2 y 4

2 x y 5

35, 36, 37, 38,


45

58

41, 42, 43, 44,


45

> maggiore
< minore
Secondo
grado
2

46, 60, 61

x 5x 4 0

Radicali
3

Equazioni di
Secondo grado

121
125

2 x 2 3x 1 0

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53, 54, 55

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Mappe del diario


Indice delle mappe
Mappa 1: Ordine delle operazioni
Mappa 2: Criteri di divisibilit

Mappa 3: MCD e mcm

Mappa 4: Tipi di frazioni


Mappa 5: Operazioni tra frazioni
Mappa 6 Somma tra frazioni con diverso denominatore
.
Mappa 7: Numeri decimali .
Mappa 8: Propriet delle potenze ..
Mappa 9: Le proporzioni ..
Mappa 10: Monomi e polinomi .
Mappa 11: Prodotti notevoli
.
Mappa 12: Divisione tra polinomi .
Mappa 13: Divisione con Ruffini .
Mappa 14: Raccoglimenti e scomposizioni
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Mappa 15: Frazioni algebriche ..
Mappa 16: Tipi di equazioni

Mappa 17: Risoluzione equazioni di primo grado

Mappa 18: Punti nel piano


Mappa 19: La retta
Mappa 20: Formule della retta
Mappa 21: Figure nel piano

Mappa 22: Sistemi di equazioni


Mappa 23: Risoluzione dei sistemi con sostituzione e confronto
Mappa 24: Risoluzione dei sistemi con riduzione e Cramer
Mappa 25: Risoluzione dei sistemi con il metodo grafico

Mappa 26: Disequazioni di primo grado


Mappa 27: Disequazioni intere
Mappa 28: Disequazioni a pi fattori

Mappa 29: Disequazioni fratte


Mappa 30: Sistemi di disequazioni

Mappa 31: I radicali e le loro propriet


Mappa 32: Le equazioni di secondo grado

Mappa 33: Risoluzione di equazioni complete


Mappa 34: Equazioni intere e fratte

Mappa 35: Equazioni di grado superiore al secondo


Mappa 36: La Parabola ...
Mappa 37: Disequazioni di secondo grado

Mappa 38: Risoluzione con il metodo della parabola


Mappa 39: Risoluzione con il metodo della scomposizione
Mappa 40: Risoluzione con il metodo DICE

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Mappa 1: Ordine delle operazioni


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Mappa 2: Criteri di divisibilit

Mappa 3: MCD e mcm

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Mappa 4: Tipi di frazioni

Mappa 5: Operazioni tra frazioni


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Mappa 6: Somma tra frazioni con differente denominatore

Mappa 7: Numeri decimali


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Mappa 8: Propriet delle potenze


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Mappa 9: Le proporzioni
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Mappa 10: Monomi e polinomi

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Mappa 11: Prodotti notevoli

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Mappa 12: Divisione tra polinomi

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Mappa 13: Divisione con Ruffini


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Mappa 15: e Frazioni algebriche


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Mappa 16: Tipi di equazioni

Mappa 17: Risoluzione equazione di Primo grado


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Mappa 18: Punti nel piano

Mappa 19: La retta


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Mappa 20: Formule della retta


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Mappa 21: Figure nel piano

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Mappa 22: Sistemi di equazioni

Mappa 23: Risoluzione dei sistemi (sostituzione e confronto)


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Mappa 24: Risoluzione dei sistemi (riduzione e Cramer)

Mappa 25: Risoluzione dei sistemi con il metodo grafico


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Mappa 26: Disequazioni di primo grado

Mappa 27: Disequazioni intere

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Mappa 28: Disequazione a pi fattori

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Mappa 29: Disequazioni fratte

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Mappa 30: Sistemi di disequazioni

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Mappa 31: Radicali e loro propriet


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Mappa 32: Le equazioni di Secondo grado

Mappa 33: Risoluzione di equazioni complete


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Mappa 34: Equazioni intere e fratte


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Mappa 35: Equazioni di grado superiore al secondo


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Mappa 36: La Parabola

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Mappa 37: Disequazioni di secondo grado


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Mappa 38: Risoluzione con la parabola


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Mappa 39: Risoluzione con scomposizione

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Mappa 40: Risoluzione dice

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