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Hey Mamma!

VOGLIO LEGGERE!

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INDICE

Indice …………………………………………………..……………….... pag. 1

Introduzione …………………………………………………………….... pag. 2

Le origini dei metodi descritti ....……………………………………..….. pag. 5

Linee teoriche dei corsi ..………………………………………………… pag. 8

Hey Mamma!Voglio LEGGERE! ……………………………….….… pag. 21

Definizione di “Lettura” …………………………………..………….… pag. 22

Obiettivi del corso ………………………………………………………. pag. 23

Materiale e preparazione ………………………………………………… pag. 25

La pratica ……………………………………………………..………… pag. 30

Quando applicare il metodo ….………………………………….….…… pag. 38

Come applicare il metodo …….………………………………….……… pag. 39

Perchè Hey Mamma!Voglio LEGGERE! funziona …………………...… pag. 40

Note e Conclusioni ...………………………………………………....… pag. 41

Bibliografia e Sitografia .……………………………………………...… pag. 45

1
INTRODUZIONE

Carissimi, grazie per averci accordato la vostra fiducia!

Lo scopo di questo breve fascicolo è quello di fornire a genitori ed


educatori strumenti immediatamente utilizzabili ed in linea con i bisogni e le
caratteristiche dei bambini per poterli aiutare a conservare e sviluppare i doni
che la natura ha abbondantemente elargito loro.

Il materiale descritto è il risultato di molte letture relative ai più disparati


metodi educativi per la prima infanzia e non sviluppati nel mondo1. Dopo un
lungo lavoro di approfondimento e di analisi dei risultati, siamo arrivati a
selezionare i punti e le indicazioni di seguito riportate, tenendo ferma l’esigenza
di concisione e chiarezza che ci ha spinto ad eliminare parti teoriche o esercizi
poco utili a chi, come il genitore moderno, vuole dare il massimo per
l’educazione dei figli ma non ha possibilità di tempo o denaro per approfondire
certi temi o per far frequentare istituti particolari ai piccoli.

Il fascicolo è steso in maniera semplice e schematica, con molti elenchi


che cercano di riassumere e rendere evidenti i punti principali da seguire.
Resteremo comunque a disposizione di chi, contattandoci via mail, mostrasse
l’interesse o la necessità di approfondire alcuni aspetti del corso.

1
Tra i molti autori si veda G.C. Giacobbe: “Alla ricerca delle coccole perdute”, Ed. Ponte delle Grazie; T. Buzan:
“Come realizzare le mappi mentali”, Ed. Saggi Frassinelli; G.C. Giacoppe: “Come smettere di fare la vittima e
non diventare carnefice”, Ed. Ponte delle Grazie; E.De Bono: “Creatività e pensiero laterale”, Ed. Bus; P.De
Maria, DVD Apprendimento creativo; R. Stainer: “Educazione del bambino e preparazione degli educatori”,
Ed. Antroposofica Milano; M.Salvo: “Il segreto di una memoria prodigiosa”, Ed. Gribaudo Tempolibero; B.
Abdelilah Bauer: “Il bambino bilingue”, Cortina Editore; D.Goleman: “Intelligenza sociale”, Ed. Bur; Tony
Buzan: “Intelligenza verbale”, Ed. Saggi Frassinelli; C. Bortolato: “La linea del 20”, Ed. Erickson; R.Stainer:
“L'educazione dei figli”, Ed. Antroposofica Milano; Easylife: “Memo Memoria e Metodo”, Fabbri Editor; R.T.
Kiyosaki: “Padre Ricco Padre Povero”, Gribaudi Edizioni; VCD - www.migliorati.org Zio HACK.

2
Nella prima parte del fascicolo verranno fornite alcune brevi notizie sulle
tecniche e sugli studiosi ai quali ci siamo ispirati per il nostro lavoro; nella
seconda parte descriveremo le principali linee teoriche sulle quali sono fondati i
giochi che vi andremo ad insegnare ponendo attenzione soprattutto alle
caratteristiche e necessità dell’apprendimento nell’infanzia; nella terza parte,
finalmente, entreremo nel vivo del corso e descriveremo tutti i passaggi da
compiere per insegnare al vostro bambino a leggere.

Anche se non possiamo assicurare che i giochi proposti abbiano successo


nel 100% dei casi, vi invitiamo a provarli almeno per qualche mese resistendo
alla pigrizia o alla delusione se i risultati tardassero un po’ a venire: abbiamo
visto in prima persona cosa si può ottenere e con quale facilità ed ogni giorno
rimaniamo stupiti dalle nuove conquiste della nostra piccola Elisa.

A questo punto non ci resta che iniziare ed augurare a tutti voi …buona
lettura!

3
I Corsi Hey Mamma!

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LE ORIGINI DEI METODI DESCRITTI

Hey Mamma!Voglio LEGGERE! ed Hey Mamma!Voglio CONTARE! si


basano per la parte teorica su alcune osservazioni ormai note relative al
funzionamento del cervello e sulle indicazioni sul rapporto mente-corpo-azione
di Richard Bandler e della sua Programmazione Neurolinguistica (Pnl). Queste
scoperte (ormai vecchie di decenni) hanno dato un notevole contributo in tutto il
mondo al fiorire di tecniche per il miglioramento delle performance umane sotto
ogni profilo (psico-fisico, sociale, sportivo, lavorativo, ecc…)

Per la parte pratica invece i corsi si basano sui dettami di Glenn


Doman, di Makoto Sichida e di Robert Titzer, tre studiosi che in epoche e
luoghi diversi arrivano a produrre metodi praticamente identici aventi gli stessi
straordinari risultati.

In particolare Glenn Doman2, statunitense, inizia la sua carriera intorno


agli anni '40, dedicandosi al recupero delle capacità fisiche di bambini
cerebrolesi.

Il merito di questo grande studioso è stato quello di cercare di cambiare


l’approccio con il quale queste problematiche venivano affrontate: mentre
fino a quel momento i soggetti con queste deficienze venivano per lo più assistiti
e coadiuvati in ogni attività, Doman cerca il sistema per recuperare e spingere al
massimo possibile i più piccoli residui di funzionalità psico-fisica dei suoi
pazienti attraverso sessioni molto impegnative di fisioterapia e di esercizi per la
stimolazione dei sensi e del cervello.

I successi ottenuti lo portano a fondare nel 1950 gli ”Istituti per il


raggiungimento del potenziale umano” nei quali le tecniche e gli studi che
avevano riportato i risultati migliori con i bambini cerebrolesi vengono

2
Glenn Doman: “Come moltiplicare l'intelligenza del vostro bambino”, Ed. Armandobimbi; Glenn Doman:
“Come sviluppare nel tuo bambino l'amore per la conoscenza”, Armando Editore; Glenn Doman: “Leggere a
tre anni”, Ed. Armando Editore.

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impiegati anche per l’educazione e la crescita dei bambini sani per permettere
loro di raggiungere il “potenziale umano” cioè l’espressione ai massimi
livelli di tutte le naturali capacità e possibilità fisiche e mentali.

Il sogno di Glenn Doman è quello di iniziare quella che lui chiama la


“rivoluzione gentile”: i “nuovi” adulti, cresciuti mantenendo e rafforzando
le loro doti grazie ad un efficace approccio educativo, portati ad un equilibrato
sviluppo fisico e aiutati nella espansione del loro bagaglio culturale e delle loro
abilità intellettuali possono avere gli strumenti adatti a contribuire in
maniera decisa, consapevole e sana alla crescita della società e del mondo.

Makoto Sichida, giapponese, fonda le sue tecniche sulle stesse


osservazioni di Glenn Doman ma spinge oltre il limite al quale pensa che
l’essere umano possa arrivare.

Con le sue tecniche (parzialmente introdotte nei nostri corsi) dice di


riuscire a portare i bambini a risultati incredibili come:

- la foto-lettura (quella VERA, non quella intuitiva e poco utile per la quale ci
sono molti corsi dispendiosi sul web!) grazie alla quale i piccoli possono leggere
libri interi con la velocità di una pagina al secondo!

- lo sviluppo dell'intuito, di capacità psicocinetiche e di preveggenza.

Il nostro lavoro non intende addentrarsi su questi aspetti (sembrano un


po’ troppo anche a noi…), ma vogliamo descrivere l’operato di Sichida per lo
più per farvi comprendere che esistono nel mondo scuole e centri che stanno
dimostrando come non sia molto distante dal vero l’idea che l’essere umano
attualmente usi solo una piccola percentuale delle sue reali possibilità mentali e
fisiche.

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Concludiamo con Robert Titzer3, statunitense, che inizia il suo operato
negli anni '90 dedicandosi soprattutto all’insegnamento della lettura in età
precoce testando con successo le sue osservazioni e i suoi metodi con la figlia
oggi adolescente (che oltretutto, continua a strabiliare per risultati e successi).

3
Robert Titzer: “DVD Your Baby Can Read”;

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LE LINEE TEORICHE DEI CORSI HEY MAMMA!

In questa sezione riportiamo le scoperte degli studiosi prima elencati per


darvi una idea delle caratteristiche cerebrali dei bambini (e non solo!) e dei loro
naturali meccanismi di apprendimento. Proseguendo nello studio dei metodi,
con queste indicazioni coglierete meglio i motivi per i quali i corsi Hey
Mamma! DEVONO funzionare.

• 0 - 7 ANNI: gli anni dell'apprendimento

E’ risaputo ormai che tra 0 e 7 anni di età c'è il periodo che la natura
ha fornito all'essere umano per raccogliere le basi necessarie al suo
sviluppo, alla sua sopravvivenza e alla sua possibilità di contribuire alla
società in cui agisce. In questo breve intervallo il peso del corpo del bambino si
moltiplica di 10 volte, passando dai 3 chili circa alla nascita per arrivare ai 30
chili verso i 7 anni, l'altezza passa dai 40-45-50 centimetri ai 120-130
centimetri: per il resto della vita, non si ripeteranno più tassi di sviluppo così
rilevanti.
Enormi sono poi i cambiamenti che accadono nello sviluppo della mente e
delle capacità cognitive dell’individuo: tra 0 e 7 anni si formano le
connessioni neuronali primarie nel cervello, quelle che andranno a
costituire le reali capacità ed attitudini della persona in età adulta
(semplificando, si può affermare che ogni cosa che un individuo impara,
memorizza, capisce ed elabora, è in realtà un nuovo “circuito” che si crea nel
cervello grazie alla formazione di un collegamento tra neuroni diversi e/o tra
diverse aree del cervello). E’ quindi indispensabile sfruttare questo periodo
per creare quelle che abbiamo chiamato le “autostrade
dell'apprendimento” ossia i circuiti neuronali primari che costituiscono le

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fondamenta delle capacità dell’individuo e che dovrebbero essere in grado
di comprendere tutte le intelligenze della persona, tra le quali quella

Linguistica

Matematica

Visiva

Uditiva

Olfattiva

Gustativa

Tattile

Motoria

Manuale

Affettiva

Passati i 7 anni viene meno la plasticità cerebrale che permette una facile
creazione di connessioni neuronali quindi diventa più complicato e faticoso
acquisire nuove abilità ed imparare cose radicalmente diverse da quelle apprese
entro questo limite.

Ci sono inoltre caratteristiche e abilità cerebrali che, se non vengono


sviluppate e conservate durante l’infanzia, possono venire definitivamente
perse come, per esempio:

1 - la memoria fotografica, cioè la capacità di cogliere attraverso la vista,


in una frazione di secondo, una grande quantità di informazioni, di trattenerla
nella mente e di utilizzarla e richiamarla quando necessario.

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2 - la capacità di acquisizione fonetica e linguistica. Per spiegare
questo punto, si può fare un semplice esempio: a tutti è capitato di conoscere o
di avere notizia di bambini che, nati in famiglie con i genitori provenienti da
nazioni diverse, imparano tranquillamente le due lingue solo per il fatto di
sentirle in famiglia. E' più difficile (...e per alcuni impossibile..) imparare una
seconda lingua da adulti o con i tradizionali sistemi scolastici e a volte persino
studiare per decenni una lingua straniera non permette di averne una sufficiente
padronanza.
Imparare anche più idiomi tra 0 e 7 anni è più semplice perché ci sono delle
caratteristiche cerebrali come per esempio la capacità del cervello (e non solo
dell’orecchio!) di cogliere frequenze sonore ad ampio spettro, che poi vengono
meno.

3 - la naturale abilità matematica della mente umana. L'essere umano


ha capacità di calcolo incredibili, può infatti elaborare in maniera istantanea e
precisa operazioni apparentemente complicate, comprendenti quantità enormi.
Queste abilità sembrano alla portata solo di coloro che normalmente vengono
definiti “geni”, in realtà queste persone hanno solo avuto la fortuna o la
possibilità di NON perdere, chissà per quale ragione o fortunata serie di
circostanze, alcune caratteristiche che sono proprie della mente umana.
Ognuno di noi probabilmente sarebbe potuto diventare un “genio
matematico” utilizzando certe semplici strategie e giochi in età infantile. In
Hey mamma! Voglio CONTARE! focalizza l'attenzione proprio su questo…

4 - Un'altra caratteristica che purtroppo risulta molto limitata in noi adulti


è la capacità di acquisizione e relazione delle informazioni SENZA FILTRI.
Il bambino accoglie tutto quello che i sensi gli forniscono, senza chiedersi
perché, per come, per cosa... Noi adulti invece, tra sensi e mente mettiamo
costantemente delle “barriere” formate dalle nostre esperienze precedenti,

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dalle aspettative per il futuro, dal nostro stato d'animo, dalla relazione con quello
che abbiamo imparato precedentemente, ecc.. Questi filtri mentali cambiano
la nostra capacità di percezione degli stimoli esterni quindi le informazioni
che raggiungono effettivamente la nostra mente non sono altro che una
distorsione della realtà che a volte ci impedisce di fare le scelte giuste, di
capire le cose come stanno, di fare relazioni intelligenti e utili tra quello che
sappiamo e di ASSORBIRE le INFORMAZIONI necessarie all’analisi e
alla gestione della situazione che stiamo vivendo (questo aspetto è
sicuramente più chiaro a chi ha studiato un po’ di PNL).

I bambini sono essenzialmente privi delle suddette barriere e questo li porta ad


essere più capaci di accumulare grandi quantità di dati e di elaborarle in maniera
intelligente e SENZA PREGIUDIZI infatti:

IL VOSTRO BAMBINO IMPARA CON LA STESSA GIOIA A LEGGERE


O A CONTARE, A PARLARE L’ITALIANO O IL GIAPPONESE, AD
APPRENDERE NOZIONI SUGLI ANIMALI O SU QUALSIASI ALTRO
ARGOMENTO…

Questa abilità, con l'aumento della razionalità, con lo sviluppo


dell'emisfero sinistro del cervello, con il delinearsi delle proprie attitudini ed
inclinazioni e soprattutto con l’aumento degli inevitabili condizionamenti
esterni, viene via via meno e solo con certi stratagemmi alla base dei
“corsi/gioco” Hey Mamma! (come la velocità nell’esposizione del materiale
di lavoro, la mancanza di spiegazioni teoriche e l’affidamento alle naturali
capacità intellettuali ed inconsce del bambino) possiamo permettere ai
nostri figli di conservare anche questa splendida caratteristica aiutandoli
ulteriormente a migliorare la qualità del loro futuro.

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5 – se non si adottano certe tecniche educative si rischia poi di perdere la
possibilità di legare l'apprendimento a sensazioni positive e piacevoli. La
mancanza di un approccio ludico e gioioso a certe attività intellettuali in età
infantile e la consueta associazione apprendimento-scuola-fatica, portano molto
spesso i bambini a vedere qualsiasi occasione per imparare o per misurasi come
un peso gravoso o peggio, come una punizione!
Nei corsi Hey Mamma!, il DIVERTIMENTO, la GIOIA e il
PIACERE dello stare con la mamma e il papà sono fondamentali e proprio
grazie a queste peculiarità il bambino si abituerà a vedere la lettura, la
matematica ed in genere l'acquisizione di informazioni come un gioco che
può portare soddisfazione e interesse per la scoperta.
Potete immaginare voi stessi come affrontare la scuola o ogni altra
occasione di apprendere con questo stato d’animo possa fare la differenza per il
successo dei nostri bambini nella loro carriera scolastica, lavorativa e sociale.

• Basse Frequenze Celebrali

Un’altra importante peculiarità da conoscere del nostro cervello è il


legame stato di coscienza – onde cerebrali emesse – capacità di
apprendimento/azione.

Con un elettroencefalogramma si possono stimare e descrivere


graficamente i segnali elettrici che il cervello produce durante la sua attività e si
può notare che in relazione al diverso stato di coscienza del soggetto (stress,
veglia, rilassamento, sonno leggero, sonno con sogno, sonno profondo) si
generano onde di diversa ampiezza definite delta, theta, alfa e beta.

Lo stato in cui si trova la persona e il tipo di onde in cui agisce è in


stretta relazione con la sua capacità mentale, con la sua possibilità di

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accedere alle risorse inconsce, di memorizzare, di richiamare dati, di
elaborare, di immaginare, ecc…

Di seguito, uno schema che illustra il legame tra stato di consapevolezza,


onde cerebrali emesse e risorse a disposizione e degli esempi per cercare di
spiegarvi meglio l’importanza di quanto detto.

L’adulto, nelle attività quotidiane, passa molte volte da un tipo di onde


all’altro ma per lo più si trova in onde beta (sopra i 14 Hz) invece il bambino
durante l’infanzia vive per la gran parte della giornata con basse frequenze
cerebrali o più precisamente, in onde alfa.

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Una persona che parla sta lavorando con frequenze cerebrali beta e ha a
disposizione per le sue attività consce una porzione molto limitata delle sue
risorse cerebrali, pari solamente all’area del triangolino sopra la linea dei 14 hz.

Quando ci si rilassa o si pensa, la frequenza delle onde cala, si entra nelle


onde alfa e le risorse cerebrali a disposizione aumentano (ecco perché é
sempre meglio “pensare prima di parlare!” ;-D) in questo stato, la nostra
memoria è più efficace, i sensi più attivi, si impara più facilmente, si opera
in maniera più opportuna, si è più lucidi e pronti, il corpo si distende, si
respira più profondamente ossigenando maggiormente il corpo, si riducono
gli ormoni dello stress (cortisolo, adrenalina), ecc…

Un altro esempio: a tutti noi a scuola è capitato almeno una volta di studiare
perfettamente una materia e, proprio nel momento fatidico dell’interrogazione, a
causa dell’emozione, sentirsi paralizzati e con la mente vuota. Tutto questo è
accaduto perché si è raggiunta una frequenza cerebrale troppo elevata con una
conseguente limitazione delle capacità mentali così acuta da far diventare
impossibili alcune funzioni evolute come la memoria e l’esposizione orale.

Solitamente, l’“ampliamento delle capacità” dovute al rilassamento e al


conseguente abbassamento delle onde cerebrali è possibile fino al
raggiungimento alle onde theta poi… ci si addormenta quindi, anche se
teoricamente si hanno più risorse inconsce a disposizione, purtroppo non si
riesce ad utilizzarle, se non (sembra) con tecniche molto avanzate di
meditazione.

Incredibilmente poi al nostro corpo e alla nostra mente è sufficiente raggiungere


frequenze delta per pochi minuti durante il sonno per rigenerarsi e ritrovare
freschezza ed energia.

Per concludere, sottolineiamo e ripetiamo ciò che a noi interessa maggiormente


di questo punto: i bambini, agendo a basse frequenze cerebrali, sono per la
gran parte della giornata nello stato ideale per apprendere!

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• Accesso diretto all'inconscio

La possibilità del bambino di agire per molto tempo in onde alfa gli
permette un accesso diretto all’inconscio e alla memoria alla quale può in
ogni momento aggiungere dati e informazioni e dalla quale può pescare
quello che gli serve. Questa particolarità lo aiuta nell’apprendimento di
qualsiasi abilità che avviene in solo 2 passaggi: da inconsapevolmente
INCAPACE a inconsapevolmente CAPACE.

…anche in questa occasione degli esempi banali possono essere utili…

Un bambino molto piccolo non sa cosa sia la lettura quindi è


inconsapevolmente incapace di leggere ma, attraverso le tecniche di Hey
Mamma! Voglio LEGGERE!, senza nemmeno accorgersene, può diventare
inconsapevolmente capace di leggere. In SOLO 2 PASSAGGI VIENE
ACQUISITA L’ABILITA’.

Dopo i 7 anni sfortunatamente non è così semplice e qualsiasi cosa per


essere appresa deve passare quasi sempre attraverso il CONSCIO e la
razionalità aumentando di altri 2 passaggi le fasi per il raggiungimento
dell’abilità.

Per continuare l’esempio precedete, se prima dell’inizio della scuola


primaria il bambino è inconsapevolmente incapace (fase 1) di leggere, nei
primi giorni di scuola capisce consapevolmente di essere incapace (fase 2) di
tradurre alcuni particolari segni grafici in significati. Con molti mesi di
esercizio e fatica l’insegnate inizia ad addestrare il bambino ad un primo
abbozzo di lettura consapevolmente capace (fase 3). In questa fase a “dirigere
l’azione” sono l’emisfero sinistro del cervello, la razionalità ed il conscio che
hanno la caratteristica di essere molto lenti, incapaci di uno sguardo generale ed
intuitivo e adatti all’elaborazione di poche informazioni alla volta (3/7 dati in
parallelo): la lettura qui non può che essere stentata, le parole vengono

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spezzettate in lettere o sillabe e c’è un basso livello di comprensione (non è raro
sentire leggere dai piccoli studenti la parola “mamma” in questa maniera
<“mmm…a…mmm…m…a…> e poi sentirsi chiedere: < cosa c’è scritto
qui???>). Deve passare molto tempo affinché la lettura raggiunga un buon
livello di fluidità, sicurezza e automaticità e l’individuo diventi
inconsapevolmete capace (fase 4) di leggere. Al raggiungimento di questo
traguardo è l’inconscio a gestire tutto in maniera molto più veloce, raffinata
ed efficiente.

Si può affermare, per concludere, che solo quando si diventa


INCONSAPEVOLMENTE CAPACI si è realmente acquisita una
competenza (leggere, contare, suonare, guidare, ecc….) !

• L’apprendimento del bambino, la via naturale.

Ora entreremo in un altro passaggio fondamentale nella comprensione del


funzionamento dei corsi Hey Mamma! infatti parleremo delle vie più efficaci e
sicure per fare in modo che il cervello dei nostri bambini (ma anche di noi
adulti) apprenda e memorizzi dati e informazioni ed acquisisca abilità.

I fattori che aiutano l’apprendimento e la memoria e che dovremmo inserire


sempre nelle attività educative dedicate ai nostri figli sono essenzialmente
questi: EMOZIONE, RIPETIZIONE, ATTENZIONE, GIOCO,
ESPERIENZA, IMITAZIONE, PERSEVERANZA

EMOZIONE: l’essere umano impara e apprende tutto quello gli


procura una forte emozione (positiva o negativa), si ricordano infatti le cose
eccessive, le cose strane e paradossali, le cose dolorose o piacevoli, ecc…

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Per noi naturalmente è fondamentale legare la lettura, la conoscenza e la
matematica a emozioni piacevoli! Questo legame permetterà al bambino in
età adulta di provare piacere e sensazioni positive ogni volta che dovrà
studiare, leggere, risolvere qualche problema o acquisire nuove
informazioni. Purtroppo la scuola molte volte fa esattamente il contrario ed
àncora l'apprendimento e lo studio ad emozioni negative, alla paura, alla
vergogna, ecc… e diventa quindi molto difficile su queste basi, invitare una
persona a fare determinate attività. Molti bambini temono la scuola come la
punizione peggiore solo perché non hanno avuto la possibilità di cogliere la
gioia e l'amore per la lettura o per altre abilità intellettuali.

RIPETIZIONE: per apprendere, soprattutto in caso di mancanza di forti


emozioni, è indispensabile la ripetizione. Ogni informazione che
introduciamo nella mente è un nuovo percorso di segnali elettrici tra
neuroni; facendo in modo che la mente ripeta questo percorso più volte, la
“strada” viene segnata in maniera permanente e i neuroni creano una
connessione stabile. Vi invitiamo, da adesso in poi, a sfruttare questa
informazione e a ripetere ai vostri bambini due o tre volte subito il dato che
volete fargli acquisire e di richiamarlo ancora nei giorni seguenti, aggiungendo
particolari che ne possano aumentare l’impatto emotivo.

Un piccolo esempio: una sera abbiamo spiegato alla bambina cos'era la luna
dicendole: “Ecco Elisa, la luna è in cielo (1). La luna compare di notte, con le
stelle (2). La luna fa tanta luce (3).” Così facendo abbiamo ripercorso il circuito
neuronale della bambina aumentando l’emozione del dato. Ripetendo ancora le
informazioni i giorni successivi, porteremo il termine e l’oggetto “luna” nella
memoria permanente (con il crescere delle capacità di comprensione di Elisa,
non tarderemo a spiegarle che la luna è un satellite della terra, che compie i moti
di rotazione e rivoluzione, ecc…)

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ATTENZIONE: si impara ciò su cui si pone la propria attenzione.
Questa affermazione sembrerebbe ovvia ma anche qui è necessario un piccolo
approfondimento per capire le grandi differenze tra il bambino e l'adulto
relativamente al tipo di attenzione che possono esprimere: entro i 7 anni c’è
una scarsa possibilità di ATTENZIONE ATTIVA e una quasi totalità di
ATTENZIONE PASSIVA mentre negli individui adulti succede proprio
l’opposto.

E’ impossibile “costringere” un bimbo a fare una determinata attività o


gioco per più di qualche minuto e questo semplicemente perché il suo cervello
NON E’ IN GRADO di fornire ATTENZIONE SU RICHIESTA (attenzione
attiva) per lungo tempo.

Questo, che in un primo momento potrebbe sembrare uno svantaggio, è


in realtà lo straordinario mezzo grazie al quale l’apertura mentale dei bambini e
il totale assorbimento nelle informazioni fornite dai sensi diviene possibile: I
SENSI DEL BAMBINO SONO INFATTI PASSIVAMENTE (SENZA
SFORZO O LIMITI) ATTIVI CIOE’ POSSONO CAPTARE
INFORMAZIONI SENZA FILTRI E IN QUALITA’ E QUANTITA’
INCREDIBILMENTE SUPERIORI A NOI ADULTI. (vedi capitolo
precedente)

Per chiarire forse sono utili degli esempi ricorrenti che ci hanno confermato la
validità di queste osservazioni con Elisa e che sicuramente si ripetono anche
nelle vostre case: spesso, guardando delle foto al computer, mentre noi genitori
notiamo solo il soggetto in primo piano o quello che la foto sembra suggerire
come oggetto principale, la nostra piccola evidenzia con enfasi particolari a noi
totalmente sfuggiti come il campanile in lontananza, il suo pupazzo
seminascosto, ecc… ancora, mentre siamo tutti assorti nelle nostre cose (Elisa
compresa!) vediamo la bambina “mollare tutto” per mettersi davanti alla tv ad
ascoltare il Jingle che le piace tanto e che noi non avevamo neppure percepito.

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Elisa (e quindi ogni bambino!) riesce passivamente a percepire stimoli che noi
adulti continuamente filtriamo ed escludiamo autolimitando la nostra capacità di
comprensione, di elaborazione e quindi di giudizio e di azione .

Purtroppo a volte la necessità del bambino di seguire anche fisicamente uno


stimolo sensoriale interrompendo l’attività che sta svolgendo è così forte e
frequente da far pensare al genitore di avere un bambino “distratto” o
“iperattivo”… e non di avere, più spesso, un genio al lavoro!

Nei corsi Hey Mamma! cercheremo di sfruttare le caratteristiche


dell'attenzione del bambino, NON forzeremo MAI l'apprendimento e
adotteremo metodologie adeguate alle sue naturali capacità infatti le
sessioni di studio/gioco dureranno solo POCHI SECONDI!

Per concludere il tema dell’attenzione vi facciamo notare come l'adulto in questo


caso abbia caratteristiche contrarie rispetto ai bambini infatti può fornire
un'attenzione passiva limitatissima, con capacità di apprendimento automatico
scarso e i sensi limitati da filtri razionali, ma ha una capacità di attenzione
attiva molto lunga che gli premette di stare attento per parecchie ore a scuola,
al lavoro o in altre occasioni.

GIOCO: il gioco è un importante mezzo di apprendimento in quanto è


una rappresentazione della realtà semplificata ed edulcorata che il bambino
riesce a gestire e controllare e nella quale può compiere molte volte gesti e
attività che gli permettono di affinarsi a livello motorio, manuale,
linguistico, affettivo, ecc…

ESPERIENZA: acquisire informazioni attraverso l'esperienza diretta è


un sistema efficace perché permette un coinvolgimento di tutti i sensi ed un
maggiore impatto emotivo quindi si riesce ad acquisire l'abilità o
l’informazione in maniera profonda, proficua e permanente.

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IMITAZIONE: una grande percentuale di quello che il bambino
riesce a fare viene appreso copiando ciò che gli succede attorno. Grazie
all’imitazione impara i meccanismi della lingua parlata, la gestualità, le regole di
comportamento, giochi e abilità, attitudini, enfatizza alcuni tratti caratteriali e
percepisce e riproduce, attraverso quelli che sono stati definiti i “neuroni
specchio”, addirittura gli stati d'animo dei soggetti con i quali viene in
contatto (questo accade anche negli adulti).

Tutti sanno come questa tendenza all’imitazione sia spiccata nei bambini e
ciò dovrebbe spingere noi genitori a tenere in grande considerazione
l’ambiente e le persone con cui vivono, senza dimenticare il nostro stato
emotivo quando ci rivolgiamo a loro: rimandiamo qualsiasi attività
educativa ai momenti in cui ci sentiamo più sereni.

PERSEVERANZA: prima di imparare a dire “mamma”, il bambino


riesce a sbagliare migliaia di volte senza preoccuparsene e senza stancarsi di
ripetere la parola ... purtroppo l'adulto si nega la possibilità anche di un solo
errore e rinuncia ad apprendere e ad ottenere risultati piuttosto che intaccare il
suo ego…La perseveranza dei vostri bambini sarà di grande aiuto nel
raggiungimento degli obiettivi dei corsi Hey Mamma!

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Hey Mamma! Voglio LEGGERE!

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DEFINIZIONE DI "LETTURA"

Finalmente ci siamo! Possiamo entrare nella parte centrale di Hey


Mamma! Voglio LEGGERE! e accompagnare insieme i vostri piccoli alla
scoperta della lettura!
Iniziamo il corso focalizzando l’attenzione su cosa importante: il
significato della parola lettura.

La lettura è semplicemente la capacità di tradurre dei simboli grafici


in significati.

Scrivere e leggere non sono altro che degli artifici convenzionali che l’uomo e le
società hanno escogitato per riuscire a comunicare il pensiero attraverso lo
spazio e il tempo.
La scrittura e la lettura “traducono e ricostruiscono” immagini,
sensazioni, concetti, volontà, ecc… attraverso dei simboli quali le lettere
dell’alfabeto, le parole, gli ideogrammi, i pittogrammi, ecc….

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OBIETTIVI DEL CORSO

Nel momento in cui avete deciso l’acquisto di “Hey Mamma! Voglio


LEGGERE!” avete inconsciamente definito l’obiettivo di insegnare al vostro
bambino l'abilità della lettura.
Per chiarire i passi principali da compiere e per dirigere in maniera precisa le
vostre energie, abbiamo qui di seguito sintetizzato gli obiettivi da raggiungere
per permettere a vostro figlio di imparare a leggere senza fatica.

Obiettivo 1 - far comprendere al bambino che alcuni segni grafici (lettere


e parole) hanno un preciso significato.

Obiettivo 2 - far acquisire fotograficamente al bambino più vocaboli


possibile, in modo da comprendere tutte le lettere dell'alfabeto, tutte le
combinazioni tra le lettere e tutti i suoni ad esse collegate.

Obiettivo 3 - dare al bambino la possibilità di riconoscere


autonomamente parole nuove. Prima inizieremo con parole molto brevi, poi il
bambino riconoscerà indifferentemente parole di qualsiasi lunghezza e con
qualsiasi lettera dell'alfabeto.

Obiettivo 4 – iniziare la lettura di frasi facendo comprendere che più


parole insieme hanno un preciso significato e che la posizione delle parole
nella frase è importante. Visualizzando frasi semplici il bambino capirà che
cambiando l'ordine delle parole cambia anche il significato della frase (come
descritto nella introduzione, bisogna affidarsi alla capacità di intuito e
all’intelligenza del bambino, quindi anticipiamo che non occorrerà spiegare
nessuna regola grammaticale o di sintassi).

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Obiettivo 5 - Dopo aver fatto molto esercizio con frasi semplici si potrà
passare alla lettura veloce. Come avete visto nei video, Elisa riesce a leggere
parole in meno di un secondo, il nostro obiettivo sarà quello di arrivare alla
stessa velocità con le frasi in modo da attivare la lettura fotografica di testi
scritti (una pagina in pochi secondi!).

Obiettivo 6 - Stimolare la lettura e l'apprendimento con il piacere.

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MATERIALE

Per realizzare cose straordinarie a volte bastano strumenti semplici infatti,


per mettere in pratica il metodo Hey Mamma!Voglio LEGGERE!, non dovete
fare altro che procuravi il seguente materiale:

- almeno 50 cartoncini in formato A4 da 200/300 grammi di colore bianco

- una forbici

- dei pennarelli colorati a punta grossa, meglio se di colore scuro come il


blu, il nero, il verde, il marrone, il rosso.

Preparazione

Ecco come preparare il materiale :

- tagliate 2/3 cartoncini in 2 fasce da 10 cm x 30 cm circa

- tagliate i cartoncini rimanenti in 4 fasce da 7,5 x 21 cm circa

- scrivete sulle fascette ottenute le parole che vi andremo ad indicare


qui di seguito, avendo cura di scrivere in minuscolo, con un corpo
grande, in maniera chiara e precisa e occupando tutto il foglio (come
sottolineato più avanti, usate all’inizio i caratteri maiuscoli SOLO
per le iniziali dei nomi propri di persona).

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In questo elenco, le parole da scrivere sui cartoncini tagliati

o Gruppo 1 (sui cartoncini più grandi)

Parole ad alto impatto emotivo

mamma (la parola più bella del mondo!!)

papà (la seconda parola più bella…)

Nome bimbo

Nomi fratelli/sorelle

o Gruppo 2 (sugli altri cartoncini)

Parole relative all'IO del bimbo (corpo, vestiario)

naso

occhi

orecchi

bocca

bavaglino

piede

malleolo

scarpette

o Gruppo 3

Parole relative alla famiglia

Nomi propri mamma e papà

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Nomi propri parenti o persone in stretto contatto con il
bimbo

gradi di parentela es. "nonno, nonna, zia, cugino,


nipote, ecc...."

o Gruppo 4

Parole relative al mondo del bambino

cucina

bagno

letto

pavimento

pentola

orsetto

trenino

bambola

biberon

cucchiaio

...

o Gruppo 5 ( da qui si può usare indifferentemente MAIUSCOLO e


minuscolo)

Verbi in qualsiasi tempo, modo, persona...

correre

saltare

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balla

mangiato

guardando

sedette

andrò

baciami

leggo

abbracciare

...

o Gruppo 6

Altro (può essere scritta ogni parola del vocabolario!)

articoli

aggettivi

congiunzioni

ecc…

NOTE:

1 - si è scelto il minuscolo perché permette un riconoscimento più


efficiente e preciso delle qualità specifiche che differenziano ogni lettera
dell’alfabeto e perché il passaggio poi alla lettura di parole e frasi scritte in
maiuscolo o in corsivo risulta più semplice e veloce.

2 - abbiamo visto come scrivere e leggere insieme ogni parola nuova con
la quale si viene in contatto durante la giornata sia un ottimo strumento per

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aumentare il vocabolario, la memoria e la capacità di pronuncia del
bambino… provare per credere!

3 - Per accelerare i tempi per la creazione delle schede (e se non vi divertite


con il decoupage ;-) potete stampare il file allegato Schede di Lettura.pdf

4 - Come ultimo aiuto, per risolvere ogni tipo di problema potete richiedere
il Set "Schede di Lettura" cliccando sul link qui riportato
http://www.bambini-intelligenti.com/schede.html

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COSA FARE IN PRATICA

Eccoci arrivati al clou del metodo con tutte le semplici indicazioni per
conseguire gli obiettivi prima formulati.

1 - Questi segni hanno un significato!

Il primo obiettivo che ci siamo proposti è stato quello di far comprendere al


bambino che precisi segni grafici (le lettere che formano la parola) hanno un
proprio significato.
Come si può mai riuscire in questo con un bambino piccolo? Semplicissimo!

1- prendete i cartoncini mamma e papà

2 - mettetevi davanti al vostro bambino alla distanza di 50/80 cm

3 - fate vedere le scritte al bambino per circa 2/3 secondi, leggendo le


parole forte e chiaro, usando un tono di gioco, scherzoso e divertito (in
questa fase è preferibile che il papà legga la scritta “papà” e la mamma la scritta
“mamma”)

4 - ripetete la lettura delle parole al massimo 2/3 VOLTE nella stessa


sessione

5 - in una giornata eseguire la sessione 2/3 volte (può essere ok dopo i


pasti principali ☺)

6 - gratificate il bambino con gesti di affetto dopo ogni sessione.

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All'inizio il bambino rimarrà un po' stupito vedendo i genitori con i cartelli e
non capirà cosa sta succedendo ma, in pochissimo tempo e con pochissime
ripetizioni, afferrerà che esiste un legame tra i segni grafici scritti e quello
che la mamma e il papà stanno dicendo. Inconsciamente inizierà a
memorizzare le parole distinguendole efficacemente grazie alle sottili
somiglianze e differenze che nota: le sillabe e le lettere dell’alfabeto (Elisa
a 12 mesi distingueva tranquillamente vocaboli molto simili come “mamma”,
“nanna” e “nonna”!).
Dopo qualche giorno di gioco provate a consegnare al piccolo un cartello: vi
accorgerete che senza alcun suggerimento, se è in grado di parlare pronuncerà
la parola giusta oppure si rivolgerà con lo sguardo o con un cenno al
soggetto scritto sul cartoncino e vi accorgerete che per il bambino
E’ PIU’ FACILE LEGGERE CHE PARLARE!!

Anche qui può essere utile ripetersi e fare alcune puntualizzazioni:

1- La sessione di gioco DEVE DURARE POCHI SECONDI. Se il vostro


bambino è molto piccolo, intorno all'anno di età, mostrate i cartelli per al
massimo 7/8 secondi (sarebbe già un tempo lungo); se il vostro bambino ha 3 o
4 anni, siate velocissimi: non più di 2 secondi di visualizzazione a parola.
Queste tempistiche sono più che sufficienti per permettere la visione e la
memorizzazione del vocabolo e danno la possibilità di mantenere alta
l'attenzione e l'impatto emotivo, sviluppando la memoria fotografica. (vedi
video Elisa a 18 mesi). FERMATEVI PRIMA che il bimbo SI STANCHI!

2 - E’ fondamentale chiudere ogni sessione gratificando il piccolo con un


gesto o con una parola affettuosa e di approvazione. Questo
INTERRUTTORE EMOZIONALE serve a fare in modo che il bambino leghi
l’attività ad una sensazione piacevole ed ogni volta che riproporrete il gioco sarà

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felice di mettersi a vostra disposizione (se riguardate i video, vedrete che Nicola
usa come interruttore emozionale semplicemente la parola “bravaa!!!” insieme a
tanti baci e carezze).

3 - Evitate ricompense con cibo, giochi o altro: al piccolo deve bastare il


vostro affetto e la vostra approvazione perché leggere deve venire percepito
come qualcosa di piacevole e non come un lavoro o una fatica da ripagare
materialmente! Sarebbe bello, al contrario, riuscire a far diventare la
lettura il premio più ambito…

4 – Evitate di “interrogare” il bambino continuamente! FIDATEVI


DELLE CAPACITA’ DI VOSTRO FIGLIO e cercate solo raramente di
intuire se riconosce i vocaboli proponendovi in maniera giocosa e rilassata e
gratificandolo con enfasi!

5 - E’ normale poi che all’inizio il bambino, molto attirato dai cartelli, voglia
prenderli in mano e giocarci un po’… BENISSIMO, lasciatelo pure fare!
Ricordate però di evitate che si “abitui” al gioco e fate in modo che la visione
dei cartelli sia sempre una scoperta e un suo grande desiderio… usate la fantasia
per raggiungere questo scopo!

2) Fammi conoscere tutte le parole del mondo!

Dopo 1, massimo 2 settimane con le parole del gruppo 1 si può passare al


conseguimento del secondo obiettivo cioè quello di far memorizzare tutte le
lettere dell'alfabeto, tutte le combinazioni tra lettere e tutti i suoni che
associati. Anche qui si può raggiungere lo scopo in maniera automatica ed
inconscia grazie a semplici mosse e un po’ di pazienza:

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1 - Alle parole del gruppo 1 aggiungete un paio di parole del gruppo 2.
Scegliete per esempio “naso” e “pancia” e, mentre mostrate il cartello e
leggete le parole con le stesse modalità di prima, toccate con un dito il naso e la
pancia del piccolo. Questo naturalmente sarà motivo di grandi risate e
l’occasione per aumentare ulteriormente il piacere del bambino per la lettura.

2 - Ripetete le parole nuove 1 o 2 volte a sessione per 4/5 giorni . (Non


ci sono regole fisse, disciplinatevi in base alla risposta del vostro bambino ma
….siate più veloci di quello che pensate sia corretto fare… FIDATEVI!).

3 - Completato il ciclo di ripetizioni, anche se non siete sicuri che il


bimbo riconosca le parole nuove (ripetiamo: FIDATEVI e NON
INTERROGATELO CONTINUAMENTE!!!), mettete da parte qualche
vocabolo già visto ed estraetene altri. Anche qui non ci sono regole fisse: il
numero di parole nuove può essere variabile... da 1 o 2 in su. (A noi
personalmente è capitato di insegnare ad Elisa anche 20 parole in una sola
giornata). Scegliete i termini in base al vostro istinto, alle preferenze del
bambino o alle occasioni che si presentano: sentitevi totalmente liberi!

4 - Continuate a far vedere sempre più spesso cartelli nuovi fino a


completare tutti i gruppi, diminuendo progressivamente il tempo di
visualizzazione. Se siete partiti con 8 secondi, arrivate a 3 o 4 secondi, se il
vostro bambino dimostra già discrete abilità, potete andare molto più veloci
(vedi video di Elisa a 18 mesi).

3) Voglio fare da solo!

Per raggiungere il terzo obiettivo, cioè l’inizio della lettura autonoma,


accertatevi prima di tutto che il bambino conosca almeno 100 o 120 vocaboli, in

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modo che abbia avuto la possibilità di vedere tutte le lettere dell’alfabeto, le
sillabe e i fonemi.
Per insegnare al vostro bimbo a leggere parole mai viste prima non
occorre fare altro che dargli l’opportunità di farlo mostrandogli un
cartoncino con una parola nuova e osservando come si comporta (….un
genio chi si è inventato sto’ metodo…)

Ecco cosa potrebbe accadere:

1 - Alla vista della parola il bambino potrebbe inventarsi di sana pianta


qualcosa senza nessuna attinenza con quello che vede. Nessun problema!
Limitatevi a leggere la parola correttamente con le solite modalità e usate
l'interruttore emozionale.
2 - In seconda istanza, riconoscendo alcune sillabe e lettere, potrebbe leggere
parzialmente la parola o proferire un vocabolo somigliante tra quelli conosciuti
(a Elisa succedeva molto spesso). Ancora una volta, il compito dell’educatore è
quello di indicare la parola corretta leggendola con enfasi ed usando
l'interruttore emozionale.
3 - In ultima ipotesi il bimbo potrebbe leggere correttamente la parola, alla
prima occhiata. Questo naturalmente sarà un evento da enfatizzare con molta
energia: il vostro bambino ha già compiuto notevoli passi di comprensione.

Gli unici suggerimenti in questo step sono quelli di iniziare con vocaboli di
poche lettere o sillabe e, meglio ancora, con parole già conosciute dal
bambino a livello verbale.

4) Che belle le frasi!

Eccoci alla quarta fase nella quale cercheremo di far capire al bambino che

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più parole messe insieme, in un determinato ordine, hanno un preciso
significato. In realtà raggiungeremo questo obiettivo in maniera automatica,
senza necessità di esempi o esercizi particolari. Al piccolo sarà sufficiente
capire come procede la lettura della frase e, in ogni occasione, solo il fatto di
leggere correttamente gli permetterà di intuire il significato di quanto scritto.

Ecco come fare:

1 - Su un foglio , scrivete in grande una frase semplice con poche parole e


inizialmente usando spesso i nomi delle persone vicine al bambino per
interessarlo maggiormente (es. “Elisa mangia la pasta” o “Il papà bacia Elisa”,
oppure ancora “La mamma scrive parole sul foglio”, ecc…).

2 - Leggete la frase al bambino indicando con un dito come procede la


lettura: da sinistra verso destra e dall'alto verso il basso.
Come gia detto, ci si deve fidare dell’intuito e delle capacità del bambino
quindi non occorre spiegargli nulla: non serve dire “bisogna leggere da
sinistra a destra e dall'alto verso il basso”. Limitatevi a leggere! Il vostro
piccolo farà da solo tutto il resto!

3 - Con il passare del tempo, aumentate la complessità della frase.

4 - Quando vi accorgete che i meccanismi sono stati acquisiti, potete iniziare


a collegare più frasi insieme leggendole anche più volte al giorno con le stesse
modalità che abbiamo utilizzato fino ad ora.

Una variante che noi abbiamo utilizzato spesso in questa fase è stata quella
di scrivere la frase in presenza del bambino. Questo aumenta la curiosità e
l’impatto emotivo per la lettura, evidenzia come si compongono graficamente le

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lettere e le parole e indica l’andamento della costruzione della frase (appunto da
sinistra a destra e in righe successive dall’alto verso il basso)

ARRIVATI QUI, FATEVI I COMPLIMENTI:


AVETE INSEGNATO AL VOSTRO BAMBINO A LEGGERE!

5) Sono velocissimo!

Possiamo fermarci alla lettura normale??? Naturalmente NO! I nostri figli


sanno fare molto di più! Ora è arrivato il momento di aumentare la velocità e
allenare il bambino a cogliere in maniera sempre più veloce e rapida il testo
scritto. Secondo Makoto Sichida si può arrivare a leggere fino a una pagina al
secondo! Per questo obiettivo non serve altro che scrivere una frase intera su un
cartoncino e farla visualizzare per un tempo sempre più breve. All’aumentare
delle capacità del nostro piccolo genio, aumentate la lunghezza delle frasi.
Se volete provare ad arrivare a risultati fantascientifici (NON garantiti ;-) )
cliccate qui http://www.quantumspeedreading.com/

6) Amo Leggere!

L’ultimo obiettivo che ci siamo posti è quello di far scoprire ai nostri piccoli
il legame lettura-apprendimento-piacere: quando un individuo prova gioia nel
fare una attività, riesce a dare il massimo, sente meno la fatica e consegue
risultati migliori.
Anche in questo caso, non è necessario inventarsi nulla di straordinario e le
uniche indicazioni che si possono dare sono le seguenti:
1 - cercate materiale adatto all’età del bambino scegliendo libretti che può
comprendere facilmente, inizialmente con poche parole per pagina e con
scritte grandi, chiare e leggibili per non creare in lui un senso di frustrazione

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dato dall’impossibilità di riconoscere il testo.
2 - cambiate spesso l’argomento e il soggetto dei libri in modo da dargli la
possibilità di aumentare la conoscenza in più ambiti.
3 - LEGGETE SEMPRE INSIEME AL PICCOLO per aiutarlo in caso
di necessità e per fargli sentire la vostra vicinanza e il vostro affetto.
4 - Portatelo spesso in biblioteca o nel reparto libreria dei supermercati: sono
sempre luoghi pieni di colore e molto accattivanti per i nostri piccoli lettori!
5 - Fate diventare ogni occasione per apprendere un emozionante gioco di
fantasia!!

7) Per essere pignoli…

Come “obiettivo aggiunto”, assolutamente opzionale e solo dopo molti mesi


di applicazione del metodo, potete insegnare al piccolo l'alfabeto mostrandogli
le lettere disegnate su dei cartoncini. Ricordate di far apprendere il reale
suono della lettera per esempio, se mostrate la lettera “B” non dite “bi” ma dite
“b” (come “bambino”, “buccia”) altrimenti potreste generare confusione e
spingere a leggere in maniera scorretta (ad esempio “biambino”). Sembra
banale, ma molti genitori che iniziano a insegnare i primi rudimenti della lettura
(a 4/5 anni di età !) si sbagliano proprio in questo. Ricordate di fare esempi per
ogni suono se ci sono lettere che possono essere pronunciate in più modi.

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QUANDO APPLICARE IL METODO.

Per quanto riguarda l’età anagrafica, possiamo rassicurarvi che si può


iniziare Hey Mamma! Voglio LEGGERE! prestissimo, potenzialmente appena
vi accorgete che vostro figlio riesce a distinguere oggetti e persone. Glenn
Doman stesso avverte che più il bimbo avanza con l’età più i risultati possono
tardare ad arrivare anche perché risulta più difficile interessarlo con queste
attività. Nella nostra esperienza possiamo dire di aver iniziato quando Elisa
aveva circa 8 mesi di età, ottenendo in poche settimane i primi successi.

Oltre all’età anagrafica del bambino è indispensabile scegliere il momento


opportuno della giornata nella quale proporre il gioco e riguardo a questo, si
dovrebbero tenere in considerazione i due seguenti suggerimenti:

1 - assicurarsi che sia in un buono stato psicofisico e cioè, semplicemente,


che sia sazio, riposato, attivo e lucido.

2 - aspettare sempre che il bambino sia di buon umore e non


intraprendere MAI l’attività se si dimostra insofferente o stressato. In questi
casi lasciatelo giocare o fare quello che vuole, dopo un po', provate a mettervi a
giocare tra voi genitori: vedrete che in pochi secondi correrà da voi!

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COME APPLICARE IL METODO

E’ importante ora dare alcune indicazioni generali, valide per tutto il


percorso, su come svolgere il metodo/gioco.

1- SIATE VELOCI (forse lo abbiamo già detto??) La prima regola è quella


di NON SUPERARE pochi minuti di attività per ogni sessione di gioco, vi
accorgerete che inizialmente potranno bastare addirittura POCHI
SECONDI. Esagerare con i tempi significa scontrarsi con la capacità di
attenzione del bambino, rischiando di procurargli stress e quindi un possibile
ancoraggio lettura-sensazioni negative e questa è l’unica cosa che vogliamo
evitare, anche a costo di rinunciare ad insegnargli a leggere!

2 - E’ necessario cercare di provvedere un clima sereno e divertente,


evitando luoghi o situazioni in cui il bambino può venire distratto. Per quei
pochi minuti necessari all’implementazione del gioco, spegnete TV e RADIO,
mettete in ordine i giochi, coccolatelo un po’ e proponete la lettura come una
delle più belle attività del mondo!

3 - Per concludere, fin da ora vi invitiamo a cercare in ogni occasione nelle


quali dovrete insegnare qualcosa al bambino, di essere CHIARI, di fornire
indicazioni che è in grado di comprendere, RIPETENDOLE aggiungendo
EMOZIONE e DIVERTIMENTO. Se riuscirete a tenere a mente questi
semplici punti, il vostro bambino acquisirà informazioni e conoscenze in
quantità e qualità molto superiore alla media. Elisa, per esempio, ha imparato i
nomi delle nazioni LEGGENDOLI sul palla-mondo per cercare la Svezia…dove
vive Pippi, o Londra dove ci sono i cuccioli de “la carica dei 101” o l’Australia
dove ci sono i koala… non è più interessante la geografia così??

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PERCHÉ HEY MAMMA! VOGLIO LEGGERE! FUNZIONA

Le ragioni per le quali il metodo descritto funziona vi saranno sicuramente


già chiare. Gli esercizi di Hey Mamma! Voglio LEGGERE! rispettano le
caratteristiche e le possibilità di apprendimento del bambino infatti:

1 – forniscono un alto impatto emotivo all’attività della lettura grazie al


contatto con i genitori, allo spirito di gioco e di divertimento e grazie
all'emozione che le parole mostrate producono. Immaginate per un attimo di
far vedere al piccolo solo una lettera dell'alfabeto, ad esempio la “A”, o la “Z” o
l’“H”: quale stimolo emotivo pensate che il bambino possa ottenere???
Probabilmente NESSUNO! Al contrario, noi indichiamo da subito i vocaboli
in grado di evocare istintivamente le immagini e le emozioni più potenti: le
parole “Mamma”e “Papà”. Pensiamo che non occorra aggiungere altro per far
comprendere la differenza dei due approcci!

2 – tengono conto della necessità di ripetizione delle informazioni per il


rafforzamento dei pattern neuronali che costituiscono la memoria.

3 – assecondano il bisogno di ottenere informazioni con velocità per


permettergli di non superare la sua capacità di porre attenzione attiva.

4 – permettono di imparare a leggere nella maniera più naturale


possibile e cioè per imitazione. Fino ad ora i bambini in tenera età non
hanno potuto leggere semplicemente perché nessuno ha mostrato loro come
si fa!

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NOTE

Siamo ormai arrivati al termine del nostro viaggio insieme, in


quest’ultima parte elencheremo alcuni benefici collegati alla possibilità per il
bambino di leggere ed alcuni suggerimenti ed avvertimenti per sfruttare al
meglio quanto appreso.

1 – Tornando all’esempio precedente, nei video del sito avete potuto vedere
Elisa che grazie al gioco del “palla-mondo”, ha imparato i nomi di molte
nazioni, memorizzandone inconsciamente la posizione, i nomi degli stati
confinanti, ecc... Queste nozioni, oltre ad ampliare il bagaglio culturale della
bambina sono continuamente aggiornate e messe in relazione con altri dati
e, quando per esempio alla tv o su un giornale vede una pubblicità o un servizio
relativo a uno di questi posti, nella sua mente cerca analogie e differenze, crea
legami e aggiunge input alla memoria.

IL VERO SCOPO DELLA LETTURA E’ AUMENTARE IL PROPRIO


“DATABASE CEREBRALE” PER ACQUISIRE MATERIALE DA
ELABORARE PER OTTENERE DATI UTILI ALLA COMPRENSIONE
DI FATTI NUOVI E PER AGIRE CON PIU’ CONSAPEVOLEZZA.

2 - Se il bambino è molto piccolo noterete un netto ampliamento del


vocabolario e un perfezionamento della pronuncia con un conseguente
miglioramento della capacità di esprimere i suoi bisogni e di capire quello
che gli succede attorno o quello che gli dite. Questa maggiore
comprensione reciproca porterà ad una più pronta soddisfazione delle
mutue necessità quindi alla diminuzione di episodi di stress e allo sviluppo
di un clima più sereno in famiglia.

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3 - Se avete la fortuna di conoscere bene una lingua straniera, SFRUTTATE
QUESTA POSSIBILITA’ e usate il metodo per insegnarla ai vostri bambini. In
questo caso possibilmente separate i momenti in qui insegnate le due lingue ed
utilizzate cartoncini di colore diverso.
Glenn Doman afferma che un bambino può imparare senza confusione
fino a 6 lingue!

4 - Non preoccupatevi se a volte il bambino sembra dimenticare alcune


parole o diminuire la sua capacità di lettura di vocaboli fino al giorno prima
conosciuti perfettamente. Probabilmente, visto lo spirito giocoso, in quel
momento non ha voglia di leggere e di farvi capire che conosce le parole. Se
succede, mantenete il clima di divertimento e leggete la parola come d’abitudine
mettendo poi tutto da parte. Non sforzate mai il piccolo, il piacere e la gioia è,
ripetiamo per l’ennesima volta, fondamentale.

5 - Ricordate che i bambini non sono dei robot e quindi NON


ESISTONO tempi medi di raggiungimento degli obiettivi e soprattutto siate
certi che IL GRADO DI INTELLIGENZA DEL BAMBINO NON E’
LEGATO ALLA VELOCITA’ CON LA QUALE IMPARA A LEGGERE:
la lettura rappresenta solo UNA delle sue infinità capacità!
Se il metodo NON dovesse avere successo beh…. pazienza! Forse la
lettura non è tra gli interessi del piccolo o forse ha solo bisogno di più tempo
o di strategie per lui più accattivanti!

6 - Per i bambini più grandi che tendono a essere meno sensibili al gioco si
consiglia di aumentare la velocità (vedi ancora Elisa a 18 mesi!) e mostrare
solo 1 o 2 cartelli per 3 volte al giorno, chiamando i piccoli mentre giocano o
fanno dell’altro (senza quindi forzarlo a dedicarsi esclusivamente alla lettura);
dopo un paio di giorni, per non rischiare di annoiarli, CAMBIATE LE

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PAROLE anche se pensate che non siano state memorizzate!
Potrebbe essere una strategia utile anche appendere le scritte sui mobili della
casa o, se l’attenzione dovesse essere ancora scarsa, tralasciare le parole elencate
nei gruppi e scrivere i vocaboli che per il bambino hanno un maggiore impatto
emotivo (es. i nomi dei suoi bambolotti, dei personaggi dei cartoni preferiti,
degli amici dell’asilo, ecc…); un altro suggerimento potrebbe essere realizzare
o far realizzare un disegno con il soggetto della parola che volete insegnargli
scrivendola poi a fianco.
Infine, un gioco che facevamo spesso con Elisa era spargere i cartelli sul
pavimento e chiederle di cercarne uno… lei rispondeva con molto piacere
esultando di gioia quando trovava la parola esatta (…che non era MAI troppo
nascosta….)
Come avete capito, il segreto è USARE LIBERAMENTE LA FANTASIA ☺!

7 - Un ultimo importante consiglio derivante dall’esperienza diretta nostra


e di quella di altri genitori: vi invitiamo, almeno per i primi mesi, a NON fare
parola con nessuno del percorso che avete intrapreso, né a casa, né al
lavoro, né con gli amici ( e pazienza se così facendo non ci farete pubblicità!).
E’ molto facile subire attacchi e pressioni da chi, nella completa ignoranza
di quello che state facendo, può vedere il vostro impegno come una
forzatura o chissà quale violenza verso il bambino. Vi accorgerete che
soprattutto le persone a voi più vicine vi ostacoleranno insinuando dubbi e
facendo diminuire il vostro entusiasmo. Fidatevi che i risultati che otterrete in
pochi mesi e la gioia che i vostri figli dimostreranno saranno sufficienti a
smorzare qualsiasi critica!... ASCOLTATE QUESTO SUGGERIMENTO!

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CONCLUSIONE

Il nostro viaggio insieme è terminato: Ora tocca a voi!


Ormai avete capito il piccolo grande segreto di Hey Mamma! Voglio
LEGGERE!:

PER INSEGNARE AL BAMBINO A LEGGERE BASTA


MOSTRARGLI RIPETUTAMENTE, VELOCEMENTE
CON DIVERTIMENTO E GIOIA LE PAROLE!

Un metodo più semplice di così probabilmente non può esistere e per noi
è un onore condividere questa scoperta!

Vi invitiamo a raccontarci i vostri successi contattandoci al nostro indirizzo


mail. Se volete potete inviarci qualche video con i vostri bambini che leggono
così da aiutarci a dare un'ulteriore ragione di convincimento della bontà di
quanto descritto agli altri genitori.
Speriamo che abbiate apprezzato questo tentativo di divulgare tecniche che
probabilmente nessuno di voi avrebbe potuto conoscere ed attuare e ci scusiamo
se per alcuni l’estrema semplicità e concisione del fascicolo può essere sembrata
eccessiva. Rimaniamo comunque a disposizione di chiunque abbia necessità di
approfondire i temi trattati.
Attendendo con impazienza i vostri risultati, non ci resta che ringraziarvi per
l'attenzione ed augurare una vita felicissima e piena di soddisfazioni a voi e ai
vostri bambini.
Un Abbraccio!
Nicola, Emanuela, Elisa

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BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

- Alla ricerca delle coccole perdute – (G. C. Giacobbe) - Ed. Ponte delle Grazie
- Come realizzare le Mappe Mentali - (Tony Buzan) - Ed. Saggi Frassinelli
- Come moltiplicare l'intelligenza del vostro bambino – (Glenn Doman) - Ed. Armandobimbi
- Come smettere di fare la vittima e non diventare carnefice – (G. C. Giacobbe)
Ed. Ponte delle Grazie
- Come sviluppare nel tuo bambino l'amore per la conoscenza – (Glenn Doman)
Armando Editore
- Creatività e pensiero laterale - (E. De Bono) – Ed. Bur
- DVD Apprendimento Creativo - www.acmeformazione.it - (P.De Maria)
- DVD Your Baby Can Read - (R.Titzer)
- Educazione del bambino e preparazione degli educatori – (Rudolf Stainer)
Ed. Antroposofica Milano
- Il segreto di una memoria prodigiosa - (M. Salvo) - Ed. Gribaudo Tempolibero
- Il bambino bilingue – (B. Abdelilah Bauer) – Raffaello Cortina Editore
- Intelligenza Sociale - (D. Goleman) - Ed. Bur
- Intelligenza Verbale - (Tony Buzan) - Ed. Saggi Frassinelli
- L'educazione dei figli – (R. Stainer) - Ed. Antroposofica Milano
- Leggere a tre anni – (Glenn Doman) - Armando Editore
- Liberi di Essere (Osho) – Mondadori
- Memo Memoria e Metodo – (Easylife) – Fabbri Editor
- Padre Ricco Padre Povero – (Robert T. Kiyosaki) – Gribaudi Edizioni
- Picture Dictionary Series CD-ROM - www.gentlerevolution.com
- VCD - www.migliorati.org - (Zio HACK)
- www.alessiosperlinga.it
- www.aasp.it/Documenti_folder/Eguchi.html
- www.brainy-child.com
- www.irpue.it
- www.sergiochiodo.it
- www.shichidamethod.com
- www.quantumspeedreading.com

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E’ inutile fare con più quello che si può fare con meno.
GUGLIELMO DA OCCAM
Idatore del “Rasoio di Occam”

Quando ti trovi d’accordo con la maggioranza,


è il momento di fermarti a riflettere.
MARK TWAIN

Copyright
I corsi Hey Mamma! hanno puro scopo informativo e di intrattenimento e sono destinati esclusivamente all'uso
personale.
Gli autori non sono medici e non si intende proporre nessuna terapia: lo scopo di questi prodotti è quello di presentare i
metodi e le tecniche che hanno permesso agli autori di ottenere i risultati evidenziati nei video del sito www.bambini-
intelligenti.com. L'uso delle tecniche descritte è sotto la completa responsabilità dell'utente.

Attuando i suggerimenti descritti dichiari di essere maggiorenne e di aver compreso e accettato quanto sopra descritto.

E' vietata la diffusione del materiale attraverso qualsiasi mezzo.

Hey Mamma! Voglio LEGGERE! www.bambini-intelligenti.com

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