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LA TEOLOGIA DI

ELMAR SALMANN
ELMAR SALMANN

BIOGRAFIA

Elmar Salmann, nato il 12 maggio nel 1948, a Hagen


(Germania)., ha compiuto studi di filosofia, lettere e
teologia a Paderborn, Vienna e Münster. Divenuto monaco
benedettino dell’Abbazia benedettiria di Gerleve
(Westfalia) nel 1973.

Dal 1981 è docente filosofia e teologia sistematica


presso il Pontificio Ateneo S. Anselmo (Roma), alla
Pontificia Universita Gregoriana (Roma), e alla
Hochschule für Philosophie (Monaco di Baviera).

Si occupa di poesia e teologia, ebraismo e fede


cristiana, modernità e cristianesimo. Partecipa a molti
fori e colloqui, anche fuori dell'ambito ecclesiale, tra
cui la Normale di Pisa che è un gruppo di studio su etica
e pubblicita promosso da Mediaset.

Pensatore cristiano, teologo moderno... Conferenziere e


scrittore, i suoi principali studi vertono sul rapporto
fra esperienza umana e simbolismo, cristianesimo e
cultura moderna, mistica e filosofia, teoria della grazia
e psicologia: Attraverso un confronto con filosofi (Kant,
Hegel, Kierkegaard, Nietzsche, Heidegger, Levinas…),
teologi (Tommaso, Rahner, de Lubac, Barth, von Balthasar,
Drewermann, Jüngel…), senza rinunciare alla grazia dei
poeti (Caproni, Montale, Sbarbaro, Borges, Pessoa...).

Salmann fa una relazione brillantissima, evocativa,


capace di toccare molti aspetti, ma di sciogliere pochi
nodi. Il cristianesimo è presentato come la religione del
corpo infranto e viene fatto un excursus nella Scrittura

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e nella tradizione per evidenziare questo aspetto. Alcuni
cenni si hanno anche sull’ambiguità del corpo e sui
tentativi fatti di integrare in teologia la realtà del
corpo che rimane più misteriosa dello spirito.

La teologia salmianna è un tentativo di verificare la


possibilità di uno stile di vita e di pensiero ispirati
al cristianesimo, senza per questo rinunciare ad essere
uomini del nostro tempo. In altre parole: i «misteri»
centrali del cristianesimo possono ancora emergere come
motivi fecondi di cultura in una società come quella
odierna, in cui sembra improponibile la richiesta di
vivere e di pensare secondo i criteri della fede
cristiana? Questa domanda vale ancora oggi e in tutti
paesi del mondo, in un'epoca in cui la globalizzazione
economica sembra essere la nuova religione dell'umanità.
Salmann lancia la sua sfida per uno stile di vita che sia
proprio del cristiano e nello stesso tempo umanamente
valido; e mostra come fare teologia significhi costruire
cultura. La fede: il rapporto tra uomo e Dio, studiato
nei gesti, nei simboli, nel linguaggio che vengono
utilizzati per esprimere l'incessante ricerca della
Verità da parte dell'uomo, e l'offerta di salvezza che
Dio non si stanca mai di porgere all'uomo.

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PUBBLICAZIONI

Anna Katharina Emmerick - ihre mystische Existenz aus


nachmoderner Sicht. 2007. (collaboration avec: von
Clemens Engling, Günter Scholz, Nicole Priesching, Carl
Möller, Wolfgang Frühwald).

Contro Severino. Incanto e incubo del credere. Casale M.


1996.
Cur Deus Homo: Atti Del Congresso Anselmiano
Internazionale Roma, 21-23 Maggio 1998.
(collaboration avec: Paul Gilbert, Helmut Karl
Kohlenberger).

Der geteilte Logos: Zum offenen Prozess von neuzeitlichem


Denken und Theologie. Roma 1992.

Die Vernunft Ins Gebet Nehmen: Philosophisch-Theologische


Betrachtungen. 2000. (collaboration avec: Joachim
Hake).
Emmerick und Brentano: Dokumentation eines Symposiums
der Bischöflichen Kommission "Anna-Katharina
Emmerick". 1983. (collaboration avec: von Wolfgang
Frühwald, Peter Hünermann, Winfried Woesler, Bernd
Wacker, Renate Moering, Hubert Larcher, Basilius Senger,
Clemens Engling, Heinrich Schleiner).

Filosofia E Mistica: Itinerari Di Un Progetto Di Ricerca. Roma


1997. (collaboration avec: Aniceto Molinaro).
La teologia è un romanzo. Milano 2000.
La Teologia mistico-sapienziale di Anselm Stolz. Roma 1988.
(collaboration avec: Gerardo J Bekes, Benedetto Calati,
Anselmo Lipari).

L'Attualità filosofica di Anselmo d'Aosta. Roma 1990.


(collaboration avec: von Carlo Huber, Aniceto Molinari).

Le ragioni della fede. Come credere oggi. 1997. (collaboration


avec: Colzani Gianni; Giustiniani Pasquale).

Le ragioni della fede. Come credere oggi. Milano 1997.

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Mysterium Christi: Symbolgegenwart und theologische
Bedeutung. Festschrift für Basil Studer. Roma 1996.
(collaboration avec: Magnus Löhrer).

Neuzeit und Offenbarung. Studien zur trinitarischen


Analogik des Christentums. Roma 1986.
Passi e passaggi nel Cristianesimo. 2009.

Patrimonium Fidei: Traditionsgeschichtliches Verstehen Am


Ende? Festschrift Für Magnus Löhrer Und Pius
Ramon Tragan. Roma 1997 (collaboration avec: Magnus
Löhrer, Pius-Ramon Tragan, Marinella Perroni).

Presenza di spirito. Il cristianesimo come gesto e pensiero.


Padova 2000.
Scienza e spiritualità. Affinità elettive. 2009.

Wir sehen jetzt im Spiegel rätselhaft: Otto von Simson zum


Gedächtnis. 1996. (collaboration avec: von Reiner
Hausherr, Wieland Schmied, Gottfried Boehm).

Zwischenzeit: Postmoderne Gedanken zum Christsein heute.


2004.

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LE PROSPETTIVE PORTANTI
DELLA TEOLOGIA DI
ELMAR SALMANN

1. La fede non s’intende più da sé. Alla fine dell’evo moderno ci


vuole una rilettura del mistero cristiano ‘da fuori’ che ricostituisce
le sue leggi, la sua fisionomia e salva il massimo della tradizione e
dell’intelligenza odierna: Teologia quale scuola di restauro e di
salvamento.

2. Ogni idea viene sviluppata in una duplice ottica, quella della


teologia fondamentale che esplora il cammino verso una
plausibilità del mistero per la ragione, ne capta la luce esterna, e
della dogmatica che fa vedere la luce intrinseca, l’estetica del
nexus fra i misteri, la logica della rivelazione kenotica. Teo-logia è
l’intreccio fra autoesplorazione del vissuto, della ragione e della
rivelazione.

3. Una tale teologia ha bisogno di molti avvii: Cercare di


conciliare l’impostazione trascendentale (Rahner), e trinitaria-
kenotica (Balthasar), la visione ontologica-classica (dei greci), e
quella drammatica-storica (degli ebrei); la storia quale esegesi
dello spirito (Hegel), e sguardo con-creto-eidetico (Goethe).
In fondo, si domanda sempre: Cosa succede? Cosa è
fenomenologicamente vero in questo contesto? E come un dato
fenomeno interdipende con gli altri, cioè il suo campo più vasto
(strutturalismo)?: Teologia è una scuola del guardare.

4. Tutto gravita attorno ad una ontologia trinitaria con forte


accento pneumatologico. Si cerca di evidenziare il nexus formale e
drammatico fra Trinità, incarnazione, croce, creazione, ontologia
stutturale del Corpo di Cristo, interiorità mistica e psicologica
dell’uomo.

5. Salmann non ‘somministra’ un sistema chiuso, scientifico, ma


stimola nel studioso/studente/lettore che lui trovi una sua sintonia
fra cultura e fede, fra il suo tipo d’intelligenza personale e il mondo
del mistero, nel suo linguaggio. Donde il metodo dei suoi esami:
Ognuno deve e può preparare una sua prospettiva rispetto alla
materia in questione.

6. Una tale teologia ‘sapienziale’ comporta alcune leggi formali:

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a) Nessun fenomeno si esaurisce in sé, s’intende da sé, ma risulta
in sé para-dossale, polare e fa parte di un campo ellittico, e di una
dialettica di vicinanza e distacco riguardo agli altri. Tutto va
riscoperto in vista del suo contrario: La grazia mediante l’abisso
della colpa, la colpa trova la sua misura solo nella grazia... Primo e
ultimo baricentro: Il mistero trinitario, estrema unità ed estrema
diversità delle persone; e la cristologia: La stessa persona si
costituisce mediante due relazioni primordiali. Per questo ci vuole
un tatto squisito che non separa né confonde i fenomeni, ma li
distingue e unisce allo stesso momento, li differenzia. La legge di
Calcedonia contraddistingue l’ontologia e la gnoseologia teologica.
Perciò Salmann muove la sua teologia a spirali, si avvicina al centro
che è già in sé polare da diverse angolature complementarie.

b) Ogni fenomeno è epifanico e simbolico, spiraglio per la


presenza di un intero mondo, e della presenza dell’assenza divina,
punto di trapasso per il Pascha del Logos. Dio appare in ogni cosa,
pensatore... quale presenza del non-aliud, e in questo totalmente
altro. Donde la relatività, la leggerezza e il peso specifico,
l’originalità e la trasparenza di ogni essente. Tutto può essere
sacramento a cui s’ispira, dove spunta la mia libertà. La storia
sacra, la Bibbia è il caso paradigmatico per questo processo, che
cerco di estendere e rintracciare nella storia dello spirito, della
Chiesa.

c) Niente è fisso, tutto si comprende solo in un cammino di


trasformazione permanente verso/nell’amore, l’immagine
primordiale, lo spazio che ci comprende, tutto è processo di
trasfigurazione. La teologia si studia di seguire questo processo, di
renderlo plausibile, di comprendere l’amore che ci comprende.

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IL FIANCO APERTO DELL'UOMO - LE PIEGHE DELL'INFINITO

MOTORI CULTURALI DELLA TEOLOGIA DI ELMAR SALMANN

Alcune categorie per dare una fisionomia all'incrocio tra finito e


infinito, esistenza umana e un possibile riscontro del/col divino o
con alcuni motivi del mistero cristiano che in questo modo
potrebbero comparire - appunto come motivo:

1. Lussureggiante, mitologico, magico – il fascino sinistro


delle metamorfosi: STEFANO D’ARRIGO (HORCYNUS ORCA) – sulla
scia di HERMAN Melville; GESUALDO BUFALINO (CALENDE GRECHE,
soprattutto l’incipit colla poesia ‘Curriculum’ e la descrizione della
nascita; LE MENZOGNE DELLA NOTTE). Si tenga conto del fascino del
SIGNORE DEGLI ANELLI, di HARRY POTTER, dei romanzi di GABRIEL GARCÍA
MARQUEZ, del personaggio ‘barocco-polifrenico’ di FERNANDO
PESSOA, di CEES NOOTEBOOM, (PERDUTO IL PARADISO, gli angeli! IL
GIORNO DEI MORTI).

2. Scettico-laconico-aporetico: Le poesie agnostiche-agonali-


agoniche di EUGENIO MONTALE (Tutte le poesie, Mondadori 1984,
827- 876) e di GIORGIO CAPRONI, nonché di FERNANDO FERNANDO
PESSOA (p.e. UNA SOLA MOLTITUDINE 11 79ss).

3. Scettico-politico-documentario-saggistico: La vita come


saggio sofferto, aperto... LEONARDO SCIASCIA (NERO SU NERO,
CRUCIVERB, DALLE PARTI DEGLI INFEDELI...); CLAUDIO MAGRIS (DANUBIO,
UTOPIA E DISINCANTO, MICROCOSMI, I DRAMMI); GESUALDO BUFALINO
(BLUFF DI PAROLE).

4. Apocalittico: il mondo alla luce fosca del giudizio, ELSA


MORANTE (LA STORIA; ARACOELI); SALVATORE SATTA (IL MISTERO DEL
PROCESSO; IL GIORNO DEL GIUDIZIO). Incommensurabile rimane lo sfondo
di FRIEDRICH DÜRRENMATT. La domanda della teodicea emerge in
modo toccante in: GIOVANNI D’ALESSANDRO (SE UN DIO PIETOSO).

5. Asciuttezza fenomenologico-biografica con uno


spiraglio verso un'altra pietà: LALLA ROMANO (NEI MARI ESTREMI;
L'UOMO CHE PARLAVA SOLO; UN SOGNO DEL NORD); GIUSEPPE PONTIGGIA
(LA GRANDE SERA, NATI DUE VOLTE, PRIMA PERSONA e i suoi saggi...); la
sequenza mitobiografica-musicale delle raccolte poetiche di

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GIUSEPPE UNGARETTI e di LUIGI DALLAPICCOLA, UMBERTO SABA
(p.e. il poema La capra).

6. Malinconico, sguardo dal basso, delirato-titubante:


NATALIA GINZBURG (MAI DEVI DOMANDARMI, sul credere e non credere
in Dio; LE PICCOLE VIRTÙ, LESSICO FAMILIARE); le poesie di CAMILLO
SBARBARO (TRUCIOLI, SCAMPOLI...).

7. Metafisico, sconfinante, enigmatico: i romanzi di


GIUSEPPE. O. LONGO (L’ACROBATA, LA GERARCHIA DI ACKERMANN, DI
ALCUNE ORME SOPRA LA NEVE: eros-morte-matematica, Mitteleuropa); lo
sfondo di FRANZ KAFKA, di DINO BUZZATI; il lato torvo e
incontrovertibile del diritto in SALVATORE SATTA.

8. Gostico-agnostico: ROBERTO CALASSO (LA ROVINA DI KASCH, LE


NOZZE DI CADMO ED ARMONIA); MASSIMO CACCIARI (L’ANGELO NECESSARIO,
ICONE DELLA LEGGE, DALLO STEINHOF).

9. Profetico-sofferto, mistagogico: MARIO LUZI (LIBRO DI IPAZIA,


PER IL BATTESIMO DEI NOSTRI FRAMMENTI); DAVID MARIA TUROLDO e le sue
poesie (CANTI ULTIMI); MICHELE RANCHETTI e le sue poesie (VERBALE,
LA MENTE MUSICALE) nonché i suoi saggi (GLI ULTIMI PRETI; SCRITTI DIVERSI).

Il cristianesimo appare come motivo, orizzonte contestato e


contestualizzato, come miniera, pungolo e fermento, da rileggere in
controluce e a contropelo - che serve a leggere il mondo da parte
sua in controluce. La realtà è come traccia di un Dio passato, i fedeli
come rabdomanti, il paesaggio del mistero, come miniera, scoperta,
che sa arricchire la lettura e la gestione della vita.

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MOTORI TEOLOGICI DELLA CRISTOLOGIA
DI ELMAR SALMANN

Premessa
Salman vede e guarda Cristo quale figura ed evento e quale
rappresentante riflettente e proiettato della conciliazione fra amore
e libertà, finito e infinito. L’assoluto (kenotico) e progetto storico.
Solo in questo contesto soteriologico si lascia individuare la sua
figura. Salman tenta di ricostruire la fisionomia di Cristo attraverso
le diverse “lenti” della cristologia moderna.

1. Cristo, Chi sei nei confronti di Dio?


Cristo nell’ottica della logica epifanica: La figura di Cristo quale
esposizione alienante del Santissimo, e la libertà dell’uomo come
con-dono dell’amore (Balthasar).

2. Chi sei nei confronti degli uomini?


Cristo nell’ottica della logica umana-profetica: la logica della sua
esistenza: Cristo come modello di una libertà liberata e liberante:
(Boff, Schillebeeckx, Küng).

3. Chi sei tu in te stesso? tu che possa fare tutto


Cristo nell’ottica di una logica ontologica trascendentale, e le
leggi di una conciliazione fra natura e persona, infinito e finito nella
struttura intrinseca del mistero della persona del Logos: Logica
dell’incarnazione, Problemi teologici: Verginità… (Tommaso,
Rahner).

4. Cristo, Chi sei per noi?


Cristo nell’ottica di una logica storica-universale. Il senso
escatologico dell’evento cristologico e la storia come processo di
liberazione e amorizzazione, logica della risurrezione (Forte,
Pannenberg, Teilhard).

5. Logica della croce


Cristo nell’ottica di una logica drammatica-trasformatore: La crisi
conflittuale fra Dio e uomo, libertà e amore e lo spunto della
redenzione nel mistero della figliolanza (Balthasar, Moltmann).

6. Logica della missione

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Cristo nell’ottica di una logica pneumatica-universale: Come vaso
e spunto dello Spirito e rappresentante dell’Alleanza (Kasper,
Mühlen, Hegel).

Riepilogo
Principi strutturali del Cristianesimo: Salmann cerca di ricostruire
la teologia, la cristologia attraverso un processo di ricostruzione.
Non esita d’utilizzare ogni forma di arte (musicisti, pittori, poeti...)
per comprendere il mister, per questo non sente vergogna di recarsi
o di chiedere aiuto a ogni forma di cultura!
Parte allo stesso moment, come si fa in teologia, dalla cultura e
dal culto, dalla filosofia e dalla teologia, dai dati umani e dai dati
della rivelazione... mescola tutto ma distinguendo, e distigue tutto
unendo... per riuscire poi a creare un mosaico, un quadro, une
visione brillante, nitida, chiara...

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