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2. Conflittualit esteriore o interpersonale quella che si pu cogliere pi facilmente.

. Il primo peccato delluomo e della donna apparso sulla faccia della terra stato proprio questo: Chi stato? stata Eva, stato il serpente Subito il gioco, il passaggio di responsabilit o di scaricamento di colpa, che vuol dire che la radice del male, del problema sempre laltro. Tutti abbiamo questa tendenza, non una cosa strana, prendiamone atto; dentro di noi c una spinta che va in questa direzione. In tutte le cose noi saremo portati a dire: laltro, sapessi! E perch succedono queste cose? E perch laltro, cos e cos, perch quello ha fatto, quello ha detto E soprattutto quando ci sentiamo confortati in questo tipo di analisi o diagnosi, quando le cose sono evidenti. Ma come? Anche un cieco lo vedrebbe, non vedi che laltro che cos, non vedi che la persona. Allora abbiamo delle prove che ci confortano. Anche ammesso che sia evidente, in ogni caso devi pensare: ma quale il mio modo di rispondere alleventuale debolezza dellaltro? vero, laltro un poco di buono. Va bene! Ma tu come hai risposto? Come stai rispondendo? Sei proprio sicuro che non hai messo mano in questa vicenda? Che non dipende niente, niente da te? Prendiamo atto di questa tendenza che abbiamo tutti, di questa tendenza a spostare allesterno regolarmente la radice della conflittualit e soprattutto quando questa conflittualit evidentemente esteriore, interpersonale e dunque facilmente visibile, fatta di parole dette dagli altri, atteggiamenti, difficolt relazionali, sensazione di essere rifiutato, abbandonato dallaltro o gesti di rifiuto di vero e proprio allontanamento dellaltro nei miei confronti, oppure alleanze, conflittualit, antipatie, rivalit, contrabbando di sentimenti, di valori, memorie ferite relazionali, desiderio sottile di vendetta, parole offensive, anche se restano nel cuore, mancanza di perdono, sguardi impediti dalla famosa trave evangelica. Ges anche molto ironico e spiritoso, quando deve usare delle immagini non va per il sottile: una trave davanti allocchio, quanto siete buffi e ridicoli da non accorgervi che guardate la realt con una trave. E con una trave nellocchio pretendete di vedere la pagliuzza, un frammentino, qualcosa di estremamente piccolo che c nellaltro! Mancanza di stima verso laltro, interpretazione negative dellagire altrui, paure, timori vari dellaltro, atteggiamenti difensivi nei suoi confronti, senso di inferiorit con conseguente dipendenza dallaltro. Anche questo conflittualit intellettuale. Non solo la negativit, ma anche la dipendenza indica una realt di conflitto. A volte sottomissione o soggezione. O al contrario senso di dominazione e potere sulla vita altrui, giudizi sospetti, dichiarazioni di guerra, fratelli che diventano ex-fratelli o reali nemici, con regressione squallida alla fase infantile del bambino che gioca alla guerra. Ci riuscite, fratelli e sorelle, ad immaginare quanta energia pu essere sprecata in queste misere operazioni? Mi sono un po dilungato a fare questo elenco, potrebbe essere anche triplicato, ma per dire anche quanta energia sprechiamo con queste nobilissime operazioni! Energia che potrebbe diventare amore verso il povero, energia che potrebbe diventare capacit di penetrazione della Parola. Noi usiamo energia quando facciamo tutte queste operazioni. Uno pu sprecare energie durante tutto il giorno, sprecare energie per vivere invidie, antipatie, aggressioni, sospetti, paure, dipendenze, dominazioni energia sprecata,
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buttata l, buttata via. Lamore per le cose belle energia, ma se tu lenergia lhai buttata via nelle altre operazioni che non sono belle, come fai ad avvertire dentro di te lattrazione per la bellezza, o avere quella intuizione spirituale che ti consente di leggere la Parola? tutto collegato nella nostra vita. Tutto ci che io butto via in maniera cos maldestra sul piano psicologico, appunto, in questo tipo di operazioni, poi mi deprivo di questa energia preziosa. Nel momento in cui avrei bisogno di questa energia, perch amare un povero, una persona che umanamente non mi sentirei attratta di amare oppure, appunto, penetrare la Parola per coglierne il senso profondo o sentire la bellezza dello stare davanti a Dio, tutto questo implica libert di unenergia che consente di sentire lattrattiva per le cose belle, ma se tu questa energia lhai buttata via in modo balordo, in quelle altre operazioni, non puoi pretendere di sentire dentro di te una grande sensibilit spirituale. Tale contrapposizione interpersonale pu essere coperta e volutamente nascosta dalla persona. Sono le nostre operazioni difensive. C questa contrapposizione con laltro, soprattutto la radice di questa contrapposizione uno la pu anche coprire, nascondere, magari illudendosi che tutto sommato va bene. Qual lalibi di ferro che di solito usiamo?: Non gli ho fatto niente di male, lo saluto quando lo incontro Questo infantilismo psicologico, o fariseismo, pensare di essere a posto perch operativamente non gli ho mica ficcato le dita negli occhi. Sono i famosi meccanismi di difesa che noi usiamo molto spesso e cos ci mettiamo la coscienza a posto. In realt dobbiamo capire che ci che conta il cuore e ci che c in esso, dunque, la propria sensibilit. E se nel cuore c il contrasto con laltro, o anche solo la mancanza di stima, questo sufficiente per innescare una conflittualit con laltro e quindi sufficiente per capire dove ti devi lavorare. Pensiamo a questo discorso della stima. Possiamo davvero dire che abbiamo stima per gli altri? Il rapporto sano e autentico quando io faccio regalo a te di una considerazione positiva della tua persona. Molte volte pensiamo: La stima, di lui, di quellaltro s, ma di quellaltro ancora no. Come fosse una sorta di graduatoria, per cui la stima la do a qualcuno e non a tutti. Allora la stima un dono universale o solo per qualcuno? Qui torna il discorso del senso di identit. Se io ho colto dove sta la mia positivit allora posso cogliere dove sta la positivit dellaltro e se io la mia positivit lho colta nel dono damore del Padre, in quella positivit radicale che mi viene dal Padre, nella cosiddetta amabilit oggettiva, allora io questa amabilit radicale la posso cogliere anche nellaltro indipendentemente dal suo comportamento. La stima non legata al comportamento dellaltro. Ti stimo per quello che tu sei e per quello che tu sei chiamato ad essere. Quello che fai pu anche essere oggetto di osservazioni negative, ma io ti stimo per quello che tu sei. Quella stima pu e deve diventare un regalo che io faccio a tutti, per cui ospito nel mio cuore laltro. Farsi dono della stima proprio la radice della pace comunitaria, relazionale, non sono veri i rapporti se non c stima. Se un rapporto non parte della stima finto, falso. finta quella benevolenza.

La radice della conflittualit con laltro va ricercata non tanto perch laltro si comporta in una certa maniera. Questa una maniera molto banale di considerare il rapporto, io sono chiamato a fare dono allaltro della stima come giudizio lucido e limpido sulla sua positivit e questo io lo posso fare solo se io prima ho risolto il problema della stima dentro di me. Vedete come tutto coerente? Se io ho raggiunto questo sguardo che mi consente di cogliermi nella positivit che il Padre mi regala ogni giorno: Tu sei il figlio mio, il prediletto, allora questa stessa operazione la potr fare con laltro. Da l nasce la benevolenza sincera. Qual allora lapporto positivo? Immaginatevi se in noi ci fosse davvero questo atteggiamento di stima? Pensate come laltro lo capterebbe! Ed inevitabile. Laltro capta quello che io ho nel cuore, anche se non se ne rende conto. E dunque questo esercizio della stima reciproca avrebbe effetti estremamente positivi sulla qualit delle relazioni, perch sarebbe un messaggio di positivit che inevitabilmente giunge a destinazioni e che avrebbe effetti e ricadute positive sullaltro e sulla qualit del rapporto. Attenzione a quel sottile fariseismo per cui viviamo rapporti socialmente corretti, nel senso che non gli ho fatto niente di male, contraddetti da ci che sentiamo in cuore per certe persone. A volte anche il modo in cui ci confessiamo proprio la cartina da tornasole, la prova, il test che dice a quale livello di profondit si arriva, come ha raggiunto la verit nel rapporto con se stesso. Ci sono delle confessioni che sono di una banalit unica, che si fermano ai comportamenti o alla trasgressioni, confessioni infantili, ma non nel senso evangelico del termine. Persone che si confessano solo a livello di comportamenti e che ignorano completamente che cosa c nel cuore. Puoi ignorare ci che hai nel cuore? Sentimenti, sensazioni Stimi tutti, accogli nel tuo cuore, non hai sentimenti obliqui? Come fa uno a confessare solo i comportamenti, le cose esterne, oppure confessarsi solo delle trasgressioni, come se la confessione fosse l solamente per cancellare la sozzeria? La confessione per dire: Signore vero, non c stato nessun comportamento esterno trasgressivo, per, nel mio cuore ci sono ancora sentimenti di invidia, di gelosia, di attaccamento a me stesso, di rifiuto dellaltro, di antipatia, di mancanza di stima. Le sento queste cose, ci lavoro sopra, ma Signore, faccio fatica a liberarmi e allora mi confesso, le metto nelle tue mani, purificami. E uno sente il dolore, sente che il suo cuore, che la sua vita amata da Dio non pu rispondere allamore di Dio con il non amore per gli altri. Uno sente il dolore, sente il pentimento, allora siamo di fronte a una confessione forse, ma tante confessioni sono tali solo per modo di dire, al punto che in un ulteriore test uno dice: Perch devo andare a confessarmi, ma c proprio bisogno? Basta una volta ogni Sono tutti segnali che dicono che la persona sta vivendo lontana da s e, dunque, lontana da Dio e lontana dagli altri. triste pensare che questo sacramento sia in crisi, ma se in crisi vuol dire che in crisi il nostro rapporto con noi stessi, non ci conosciamo, non viviamo bene il rapporto con Dio. Lo ripeto fino a stufarvi, finch siamo su questa terra noi abbiamo solo questa possibilit di rapporto con Dio: lesperienza della sua misericordia. E se la confessione in crisi, vuol dire che posso anche vivere senza fare abbastanza esperienza di misericordia. Allora cosa diventa la tua vita, quale annuncio dai, quale luce fai? Ci comporta lattenzione anche a questo sottile fariseismo, per cui viviamo rapporti socialmente corretti che sono per contraddetti da quello che sentiamo in cuore per
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certe persone. Per questo non ci sentiamo in crisi. Ci comporta lattenzione anche ad atteggiamenti opposti. La persona intelligente e che si interroga sui suoi sentimenti. Non so se abbiamo fatto altre volte quella scaletta, i vari gradini che uno pu percorrere nella conoscenza di s. Uno per conoscere se stesso guarda i comportamenti. Sono il primo elemento, quello che faccio, quello che dico. Ma non pu bastare. Una confessione fatta solo di comportamenti una confessione che arriva al punto di essere un sacramento dove c la grazia che interviene, ma la grazia non fa violenza, l c sicuro il dono di Dio, solo che se ti sei fermato qui, a livello di comportamenti cosa volete che combiniamo di cos cattivo: Ho mancato allorario. Sono arrivato in ritardo agli atti comuni.. Non voglio essere banale, intendetemi bene. Ma uno non pu fermare la propria attenzione a se stesso, semplicemente ai comportamenti perch lessere umano non fatto solo di comportamenti. Questo il primo livello. importante perch? Perch i comportamenti ti dicono che se arrivi tardi il comportamento sbagliato ti dice: Qual il rispetto nei confronti dellaltro? Se arrivi tardi c un sottile egoismo dietro a questo. Vai a scoprire, partendo dai comportamenti, qual la tendenza dentro di te che ti rende pagano, che ti fa mettere la tua persona al centro dellattenzione come se gli altri non contassero niente. Comportamenti il primo gradino, poi c un secondo gradino che quello degli atteggiamenti, cio gli stili di azione che ognuno di noi ha. Esempio: quando uno mi attacca, mi offende, ognuno di noi ha imparato a reagire in un modo o nellaltro. Uno reagisce cercando un amico, una spalla a cui appoggiarsi, uno reagisce vendicandosi, un altro pu aver imparato a reagire dicendo: Signore, ti offro la mia sofferenza., per dentro di s lascia che ci sia un sentimento che cresce, che monti sempre pi la panna del sentimento della rabbia e del rifiuto dellaltro. Ognuno di noi ha imparato degli atteggiamenti. su quelli su cui si deve star attenti, ad esempio quando Ges dice: Beati i puri di cuore perch vedranno Dio. Essere puri di cuori un atteggiamento, dov la beatitudine? Nella persona che ha imparato ad avere quello stile di azione e a sperimentare quello stile di azione come fonte di beatitudine, di contentezza. Ecco latteggiamento. Che cosa mi rende felice nella vita? Prima parlavamo della persona che contenta, fa le cose, nessuno lo vede, nessuno sa che lui ha fatto quel servizio, nessuno lo ringrazier, per, lui contento, perch ha imparato a godere dello sguardo del Padre. Che bello! sugli atteggiamenti che mi devo interrogare ancora prima che dei comportamenti. Il chierico che ha creduto di servire un povero come fosse Ges in carne ed ossa, e quando quel povero dice delle parole pesanti contro di lui, il chierico si sentito la rabbia dentro di s. Ma io perch lo facevo? Gli atteggiamenti. Perch sono importanti gli atteggiamenti? Perch l, normalmente, nascono le varie sensibilit, che sono di vario tipo: sensibilit relazionale, quanto io sto attento allaltro. Nella parabola del Buon Samaritano abbiamo gli esempi dei primi due che hanno sviluppato una certa sensibilit che non li rende cos attenti allaltro. Passano di l, vedono il poveraccio, dicono: poverello e vanno avanti diritti perch devono arrivare al tempio in tempo. Arrivano in orario. Il Samaritano, invece, si ferma, cio ha maturato dentro di s, attraverso una serie di comportamenti e poi di atteggiamenti, una sensibilit relazionale che gli fa mettere laltro al centro della vita al

punto di complicarsi lui la sua esistenza, perch probabilmente il Samaritano sar arrivato tardi a qualche altro appuntamento, non lo so. Interrogarsi sulle sensibilit che sono di vario genere. Adesso abbiamo fatto lesempio della sensibilit relazionale, c la sensibilit spirituale, la sensibilit estetica, la sensibilit morale. Interrogarsi su questo. Come sta la mia sensibilit, come sta crescendo? Lattenzione a se stessi, cosa vuol dire? Gradino ulteriore. I sentimenti sono molto utili per capire quello che c nel cuore. Non peccato, uno pu anche sentire unaggressivit, la sente dentro di s, per non la esprime, non la sfoga, non uccide nessuno, per, non basta, la sensibilit mi fa capire quello che c nel cuore. importante che io dia un nome ai miei sentimenti, che io abbia il coraggio di dire: Io sento odio. Devo avere il coraggio di dirlo. Non si pu dominare quello che noi non abbiamo il coraggio di nominare. Dunque devi dargli un nome. Sai che devi lavorarti l. I sentimenti sono la via migliore per arrivare ad un altro punto importantissimo: le motivazioni, cio ci che mi spinge ad agire. l che tu devi interrogarti con molta seriet. Che cosa mi spinge ad agire? Per chi ho fatto questa cosa? Perch ho fatto questa cosa? Se prendiamo lesempio del chierico di prima: per chi ho fatto tutto questo gesto di servizio, se poi alla fine mi sono sentito dentro questo rifiuto della persona perch mi ha insultato con due parole? Ci vuole coraggio. Questa la discesa agli inferi. Il coraggio di scendere agli inferi. limmagine di Ges, che dopo la sua morte di croce scende agli inferi come il Crocifisso Risorto. un battesimo nella morte di Ges e, dunque, anche cammino penitenziale che apre alla confessione. Le motivazioni sono importanti, perch qui che si gioca la maturit della persona. l che devi lavorare, perch devono cambiare le motivazioni. Assume pi rilievo lo scopo della vita credente, e tanto pi della vita consacrata, avere in noi i sentimenti del Figlio, che vuol dire un po tutto questo. Il Figlio che tutto faceva per il Regno dei cieli. Alla fine troviamo la nostra inconsistenza centrale. Ognuno di noi ha la sua inconsistenza centrale, cio quella immaturit, quella debolezza, quella zona della tua personalit, dove tu sei meno libero, meno libero di lasciarti amare. Non peccato di per s, anche se possiamo usare questo termine cumulativo. ancor prima, come una mancanza di libert, qualcosa che tu hai tutto linteresse a scoprire, finch uno non arriva fino in fondo, non ha ancora cominciato la vita cristiana. Se non arriva a dare un nome alle proprie immaturit, la mia vulnerabilit si chiama cos, so che in quellarea sono pi vulnerabile, e non la fine del mondo arrivare a scoprirlo, segno di una persona che vive nella verit e che a partire da quel momento pu iniziare il cammino positivo. Dico ai ragazzi in Seminario: quanti siete, otto, dieci, dodici chi lo sa. Stare in seminario non significa esserci. Uno potrebbe abitare nella casa di formazione senza essere in formazione. Ne abbiamo casi cos. Gente che ha attraversato tutto il periodo formativo e non ha cambiato niente dentro di s. Ha imparato delle cose: ha imparato a suonare la chitarra, ha imparato a fare il catechismo, a gestire gruppi, ha imparato certe dinamiche per annunciare la Parola, diventato efficiente, da applausi, chiaro che va bene, non sto ironizzando, il problema che dentro non cambiato niente. Uno pu imparare un sacco di cose e pu anche riuscire bene, almeno apparentemente, se bene vuol dire: Ma guarda che bravo come riuscito a tradurre bene
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quella parabola in termini giovanili, hai visto i ragazzi come lascoltavano. Uno pu aver imparato queste cose che lo rendono efficiente, senza aver cambiato nulla dentro di s. Sar efficiente, ma non tanto efficace. Efficienza vuol dire la capacit con cui sai esprimere quello che sei chiamato a fare, quindi le prestazioni le sai fare bene, con competenza. Efficacia cosa vuol dire? Trasmettere la grazia che viene dalla Pasqua di Ges. Vuol dire comunicare lamore di Dio, vuol dire condividere la misericordia e questo normalmente il risultato di un cammino che non cos tanto semplice, automatico. Ci vuole pazienza, ci vuole umilt. Capite laccompagnamento personale, non solo questione di vedere un po dallesterno cos capitato Suppone questa familiarit soprattutto con laccompagnatore in questa strada, in questo percorso. un viaggio turistico che oggi non tantissimo propagandato, reclamizzato, a volte si fa fatica a trovare le guide per questo viaggio turistico. Laccompagnamento passa anche attraverso momenti difficili. Se uno si confessa semplicemente a questo livello qui, siamo proprio nella banalit e ad un certo punto uno si chieder che senso ha la confessione e la lascer perdere. Ancora in sintesi potremmo dire che uno dovrebbe sempre star attento a vedere cosa fa, cosa ha fatto, come lo ha fatto con quale atteggiamento interiore, con quale sentimento Pensate la persona che fa le cose per amore, oppure qualcuno che le fa perch c qualcuno che lo vede, o qualcuno che glielo ha imposto. Il come, con quale coscienza, con quale sensibilit. Altra domanda: perch lho fatto, qual la motivazione e infine il per chi lho fatto. Il grande cumulativo punto di domanda che dovrebbe accompagnare ogni operazione di lettura della nostra vita, quello che chiamiamo esame di coscienza, in fondo, e che nessuno pu considerare qualcosa di infantile, altro che infantile, se impariamo a farlo bene, per cui si ha un esame di coscienza e non di incoscienza, fatti allegramente, o solamente ci che negativo, altra banalit. Io posso fare anche il bene con una motivazione sbagliata o senza dire sbagliata, come il chierico di prima che accoglie il povero, gli prepara la minestra, gli lava i piedi e gli fascia le ferite, si becca tutta la puzza del suo corpo e scopre alla fine che dentro di s ha voluto farlo per il Signore, vedendo in lui Ges, per riconosce anche che magari in percentuale minima cera anche una motivazione di autopromozione di se stesso, che lo ha reso poi irascibile quando questaltro anzich dirgli grazie, gli ha detto quelle due parole di insulto. Vedete le persone intelligenti che imparano questo tipo di lettura di s. Allora diventiamo capaci di dire: Signore, aiutami, guariscimi nel cuore, dammi la libert di fare le cose per amore e questo un cammino che durer tutta la vita, perch mai noi impareremo a fare sempre tutto come puro distillato di Vangelo, al cento per cento solo per amore. Tutto questo mi aiuta moltissimo quando io entro in contatto con la conflittualit relazionale perch mi aiuta a capire come io mi pongo di fronte a questa realt e dunque quanto io rischio di aggiungere conflittualit a conflittualit, invece di aiutare a risolvere il problema. Resta importante, come dicevamo, non solo lattenzione ai sentimenti negativi che uno pu provare, ma anche lattenzione ai sentimenti positivi perch anche questi possono essere viziati, venati di egoismo. Anche reazioni che io considero positive, devo interrogarmi: Cosa c dietro? C, davvero, la voglia di costruire una relazione nel nome del Signore Dio o c unalleanza per chiss che cosa.
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Lattenzione deve essere totale. Qualcuno pu dire: Mamma mia, ma cos ci complichiamo la vita! Certo. Il cammino spirituale un lavoro, una fatica, ma vi assicuro che questa la condizione poi per semplificare la vita, perch quando uno impara questa conoscenza di s in questo modo, allora incomincia ad essere libero. E proprio il caso di dire: la verit vi far liberi. Perch uno scopra, chiaro non immediatamente, ci vuole un esercizio, ci vuole unascesi, ci vuole un allenamento. Ma quando uno impara questo come se imparasse in tempo reale, pensate, a due amici che si incontrano e uno sente quel rifiuto, ebbene se ha imparato a leggersi, a leggere se stesso: cosa c dietro questo rifiuto? E capta in tempo reale quello che c nel suo cuore per dire: Non farmi reagire da bambino. il bambino che reagisce solo in base ai sentimenti che prova dentro di s, la persona adulta quella che dice: Questo il sentimento, per, io non voglio far crescere questo sentimento e dunque non lo esprimo in comportamento, anzi, cerco di correggerlo, di modificarlo. Pensate quanto questa abitudine potrebbe eliminare tantissima conflittualit e metterci invece in condizione di vivere rapporti nella verit. Attenzione anche ai sentimenti positivi di simpatia, di amicizia, di relazioni preferenziali che potrebbero avere unambigua motivazione o essere poco trasparenti, soprattutto quando tutto ci suppone una controparte negativa verso altri, quando la positivit verso alcuni sembra quasi supporre la negativit verso altri, l non ci pu essere tanta presenza di Dio, non che generiamo Dio in quei casi, anche in quelle relazioni che consideriamo positive. Resta sempre fondamentale la regola che mi impone di verificare ogni relazione interpersonale per capire da dove viene, che cosa ne allorigine, cosa cerco nellaltro, a cosa mira quellamicizia o quellazione apparentemente positiva. C davvero Dio come suo obiettivo o perch provo quella sensazione positiva o negativa che sia per quella persona? Questo un ottimo esercizio che ti semplifica la vita alla fine. Il problema che vivendo in modo distratto e superficiale ci complichiamo la vita e complichiamo quella degli altri. Se impariamo questa forma di lettura della nostra persona, nella verit e in quella verit che viene da Dio, l la vita ce la semplifichiamo, perch la vita semplificata laddove uno conosce e ha imparato a conoscere le radici del suo agire, del suo essere, del suo amare, del suo correre, del suo innervosirsi, del suo avere esigenze infantili. L si semplifica, perch in quel modo ha tra le sue mani la sua esistenza e quindi la pu meglio orientare verso quelli che sono i suoi autentici obiettivi, senza essere presenza che, invece, contamina. come lo smog, una persona che non si conosce un diffusore di aria infetta, come un avvelenatore dellaria che tutti devono respirare, uno che complica la vita di tutti, della comunit e queste operazioni le abbiamo fatte tutti, l che si complica la vita. Certo, devi imparare, devi fare un po di esercizio. Ci sono palestre dappertutto, gente che corre in bicicletta sullargine, che fa pesi, che fa roccia Tutta questa attenzione per la prestanza fisica, per la dieta, per la regolarit della nostra alimentazione e la vita spirituale? Basta cos? Un po di preghiere al giorno? chiaro, un esercizio che deve essere preciso. Quante volte viene fuori, proprio grazie a questa verifica interiore nella verit, che il conflitto con laltro - come accennavamo prima - dipende da problemi personali o comunque ne contaminato, anche quando ci si trova dinnanzi a evidenti limiti e responsabilit delle persone con cui si convive. Anche in tal caso, uno deve riflettere,
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indagare sul suo modo di agire verso i problemi degli altri, senza presumere di risolverli. Tu fai la tua parte, tu non hai potere sugli altri, nessuno ce lha, importante capirlo questo. Non abbiamo poteri sugli altri. Chi in autorit deve ricordarselo bene, non ha nessun potere sugli altri, semmai il suo un servizio per la crescita, allora cercher di aiutare laltro a fare questo percorso, questo cammino e lo potr fare nella misura in cui lui per primo lo conosce bene quel percorso, conosce tutte le curve, le difficolt di quel percorso, allora diventa una persona che pu aiutare, con tanta discrezione, allora aiuta davvero laltro. Dunque, abbiamo detto, non abbiamo potere sugli altri, semmai su noi stessi, e quello esercitiamolo con intelligenza, ma sempre senza scaricare la colpa sugli altri, specie quando siamo tentati di farlo perch particolarmente evidente la loro responsabilit. Chi scarica la colpa sugli altri tenta in tal modo di coprire la propria impotenza. Molte volte questo il movente delittuoso. Quando noi scarichiamo sugli altri senza guardare noi stessi, come se cercassimo vie che in qualche modo ci dispensino dal confrontarci con la nostra impotenza e debolezza. Mentre quando uno ha gi riconosciuto davanti a Dio la propria debolezza e impotenza, non ha bisogno di ricorrere a queste operazioni balorde. Unaltra cosa che possiamo dire riguarda questa scaletta delleducazione. La prima fase di un processo di crescita leducazione, non la formazione. perch educare vuol dire educare veritatem, tirare fuori la verit. Prima si deve fare questo lavoro: tirare fuori la verit della persona, non subito riempire la persona di forme, di contenuti formativi, perch se la persona vive con uninconsistenza, con unimmaturit che non conosce, evidente che questa immaturit la rende meno capace di sentire, di vedere, di amare, di toccare addormenta i sensi. Linconsistenza come una paralisi, nella zona in cui tu sei meno libero, se tu non stai attento, l inizia come una cellula cancerogena. Cosa fa la cellula cancerogena quando non diagnosticata in tempo? Purtroppo si estende. Esattamente quello che avviene nel campo psichico, se tu la ignori, quella si estende, vuol dire che leffetto dellinconsistenza che ti rende sempre meno sensibile a quello che la tua verit, la tua bellezza, la tua bont e magari ti rende sempre pi attento alle cose che meno contano nella vita, devia la tua sensibilit. Ecco perch importante. Il primo passo nella pedagogia della crescita il servizio educativo, quello che aiuta a tirare fuori la verit. Non ti preoccupare subito di riempire la persona di contenuti, anche perch questa persona li apprende i contenuti, li ripete, non pu farli penetrare dentro, perch dentro il cuore gi occupato. Prima andiamo a vedere come sta il cuore, come stanno i suoi sensi. I miracoli di Ges sono sempre miracoli dei sensi, Ges guarisce i ciechi, d loro la vista, guarisce i sordi, la mano paralizzata, guarisce i piedi, la paralisi, guarisce i sensi. Fa parte della pedagogia intelligente, prima si educa, poi si forma, non facciamo confusione. Eppure, questa norma quante volte disattesa, addirittura qualcuno neanche sa la differenza tra educare e formare! Questo come una norma che dobbiamo seguire anche nella formazione permanente. Ogni giorno della vita io, prima devo fare il percorso in profondit, educativo, e poi comincia il discorso formativo. Ogni volta che io leggo la Parola, devo lasciarmi
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scrutare dalla Parola che mi dice la verit. Ecco, allora, questo esercizio, diciamo cos, di questa attenzione a se stessi, va fatto sempre alla luce della Parola di Dio e in particolare della Parola del giorno e davanti alla croce di Ges, i due fari potentissimi che gettano luce sulla mia vita, che illuminano anche gli angoletti oscuri. Abbiamo bisogno di questi fari di luce che illuminano davvero anche dove noi facciamo fatica a guardarci. Due regole precise: la Parola del giorno, esame di coscienza, sempre le stesse cose. ormai mi conosco, la nostra presunzione, i dotti e sapienti, sono anche questi Noi sappiamo tutto di noi, ci conosciamo gi, invece fai lesame di coscienza di fronte alla Parola del giorno e vedrai che essa avr qualcosa di nuovo da raccontarti, e secondo davanti alla Pasqua di Ges, per un principio evidente: solo lamore che mi fa scoprire il non amore e, dunque, solo lamore di Dio che mi fa scoprire il non amore che c dentro di me. Fai ogni giorno questo esercizio e vedrai che ne guadagnerai tu e passerai attraverso qualche esperienza dolorosa. Bene, se c la scoperta dolorosa buon segno, vuol dire che stai veramente andando in una direzione precisa. Uno provocato a cambiare se ad un certo punto dice: Signore, io sono peccatore! e sente il dolore. Se la persona fa questo esercizio ogni giorno ne guadagna lui nella libert e verit di s e ne guadagna anche la Comunit. Quando uno fa bene lesame di coscienza tutti gli altri lo dovrebbero ringraziare, significa che ha imparato a conoscersi bene ed una benedizione per tutti, perch non contribuir allinquinamento atmosferico comunitario. Anche qui vale la regola della precisione: pi uno onesto con se stesso e ha il coraggio della verit e di dirsi la verit in modo preciso, meglio , perch uno allora sa dove deve stare attento, sa dove deve convertirsi e quante quaresime senza che sia cambiato niente! Invece se oggi ho scoperto questo, il Signore mi chiede di convertirmi qui, qui, dunque, far delle penitenze che si riferiscono a questaerea, non penitenze generiche. Allora tutto coerente nella vita, uno cammina in modo lineare e capisce che il problema non sono gli altri. Quanto dovremmo chiedere perdono agli altri per avere, chiss quante volte, operato con questo meccanismo difensivo, quello dello scaricamento pi elegantemente chiamato della proiezione. Sono io che devo convertirmi senza alcuna pretesa o attesa della conversione altrui. (P. Amedeo Cencini - tratto da registrazione)