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Essendo io nata in una famiglia caratterizzata da una forte passione musicale, essa senza

dubbio diventata uno degli aspetti pi importanti della mia vita e ritengo che lo studio
pratico e teorico della musica,

ne mio caso del pianoforte, rappresentino una parte

fondamentale della mia formazione. In questo lavoro di documentazione scolastica ho


voluto quindi analizzare alcuni aspetti per me fondamentali di questa forma d'arte. Innanzi
tutto il ruolo della musica in quanto forma d'arte quello di massima forma di libert di
espressione dell' essere umano, attraverso la musica l'uomo ha la possibilit di esternare gli
aspetti pi intimi e nascosti del proprio essere.
La musica un'arte cos sublime e meravigliosa, di efficacia cos grande sui sentimenti pi
intimi dell'uomo, cos facile a comprendersi interamente e profondamente quasi lingua
universale oltrepassante in chiarezza la stessa evidenza del mondo intuitivo.

Arthur

Schopenhauer, da Il mondo come volont e rappresentazione, 1818


Uno dei pi importanti teorici di questa visione fondamentale dell'arte nella vita dell'uomo
senza dubbio il filosofo tedesco Arthur Shopenhauer (Danzica 1788- Francoforte 1860). Il
pensiero filosofico di Shopenhauer pone come punto fondamentale una visione dualistica
del mondo: il mondo volont e rappresentazione. Alla base della vera essenza del mondo
sta la volont, essa unica, eterna e assoluta. La si pu configurare come un'energia di cui
tutto ci che esiste una rappresentazione. Essa sostanzialmente la volont che spinge alla
vita tutti gli esseri e le cose esistenti. La realt sensibile di cui abbiamo percezione
solamente una manifestazione di questa volont. Essa si oggettiva in modelli eterni e
immutabili che Schopenhauer chiama idee, di cui tutte le cose sono un'immagine
moltiplicata in pi copie. La volont quindi una forza irrazionale che domina il mondo,
compresa l'esistenza degli esseri umani. La consapevolezza di quest'impotenza di fronte alla
volont il fondamento del radicale pessimismo di Shopenhauer: tutto ci che l'uomo crede
positivo in realt un illusione, l'appagamento di ogni desiderio momentaneo. La volont
porta l'uomo a vivere un' esistenza in continua tensione e in continuo bisogno. Dunque la
vita umana caratterizzata da continuo dolore e sofferenza per l'impossibilit di essere
padroni della propria vita. Schopenhauer propone una via di liberazione e di sollievo da
questo stato di dolore: l'arte. Per il filosofo l'arte capace di portare l'uomo alla conoscenza
diretta delle idee e di superare quindi la superficiale conoscenza delle rappresentazioni

terrene. Questo perch l'intuizione artistica oltrepassa l'infinita catena dei rapporti causali tra
i fenomeni del mondo e coglie nelle singole cose l'idea. Tra tutte le forme artistiche
Shopenhauer assegna alla musica un ruolo privilegiato, in quanto egli ritiene che essa sia
indipendente dalle idee stesse. La musica in grado di riprodurre direttamente la volont
universale.
Le idee sono l'oggettivazione adeguata della volont; ora, nello stimolare l'uomo alla
conoscenza delle idee, sta precisamente il fine delle belle arti, le quali realizzano il loro
ideale mediante oggetti particolari[...]. Le arti dunque non oggettivano la volont
immediatamente, ma soltanto per mezzo delle idee. [...]la musica, la quale si spinge fino
alle idee; affatto indipendente dal mondo fenomenico: lo ignora[...]. La musica non
dunque, come le altre arti, una riproduzione delle idee, ma una riproduzione della volont
stessa, una sua oggettivazione allo stesso titolo delle idee. A. Schopenhauer, da Il mondo
come volont e rappresentazione, 1818.
La musica si rivela allora come l'arte dell'interiorit, capace di esprimere l'essenza della
volont e di innalzare la vita dell'essere umano
C' stato per un periodo nella storia in cui questo ruolo dell'arte stato negato, cio durante
il regime nazista.
Nel gennaio del 1933 in Germania sal al potere Adolf

Hitler, leader del partito

nazionalsocialista e dopo solo pochi mesi riusc ad ottenere i pieni poteri e ad istituire un
regime di tipo totalitario. La nascita regime nazista segna la fine di ogni forma di pluralismo
e di libert. Hitler represse ogni possibile opposizione politica mediante la soppressione dei
partiti e dei sindacati appartenenti a schieramenti che non fossero quello nazionalsocialista.
Uno degli elementi costanti della politica nazista fu quello di esaltare la purezza e la
supremazia della razza ariana e distruggere tutto ci che potesse inquinare l'antica tradizione
tedesca. L'arte aveva la funzione di celebrate la forza del regime e non pi quello di
eprimere pienamente l'anima e la volont dell'artista.
Sono certo che pochi anni di governo politico e sociale nazionalsocialista porteranno
ricche innovazioni nel campo della produzione artistica e grandi miglioramenti nel settore
rispetto ai risultati degli ultimi anni del regime giudaico. [] Per raggiungere tale fine,
l'arte deve proclamare imponenza e bellezza e quindi rappresentare purezza e benessere. Se

questa tale, allora nessun' offerta per essa troppo grande. E se essa tale non , allora
peccato sprecarvi un solo marco. Perch allora essa non elemento di benessere, e quindi
del progetto del futuro, ma un segno di degenerazione e decadenza. Dal discorso di Adolf
Hitler durante il congresso sulla cultura, 1935
La musica fu uno degli elementi fondamentali della politica culturale nazista.
Gli attacchi contro i musicisti e i compositori considerati nemici del regime cominciarono
alcuni anni prima della salita al potere di Hitler nel 1933. Le tensioni nacquero gi nel 1926
con numerosi articoli di violento attacco contro artisti di religione ebraica che comparvero
sulle riviste dell'epoca. L'accusa era quella di aver composto un genere di musica lontano
dalla vera e pura tradizione tedesca. Uno degli episodi pi noti quello dell'attacco rivolto
alla nomina del compositore ebreo austriaco Arnold Schoenberg a docente in una classe
all'Accademia di Berlino. Schoenberg considerato il padre della della dodecafonia, metodo
musicale rivoluzionario considerato dai nazisti la negazione della tradizione musicale
tedesca. Inizi quindi una meticolosa politica musicale volta a imporre generi e autori
approvati dal regime, le opere dei compositori ritenuti ostili vennero tolte dai programmi dei
concerti e dalle trasmissioni radiofoniche, inoltre venne messa in atto una vera e prorpia
persecuzione e l' eliminazione di centinaia di musicisti e compositori.
La musica degenerata oggetto degli attacchi nazisti era tutta la musica non ritenuta
appartenente e ispirata alla tradizione musicale tedesca. Rientravano quindi nelle musiche
degenerate la dodecafonia, le canzoni di cabaret berlinese e in particolare il jazz.
Quest'ultimo, in quanto nato tra le popolazioni nere americane, veniva considerato frutto di
una cultura inferiore. In seguito gli attacchi vennero rivolti a quella che essi definivano
musica bolscevica, categoria musicologicamente inesistente ma contestualizzabile in quel
determinato periodo storico. Con la rivoluzione russa del 1917 nacque un messaggio di
liberazione e rivolta anticapitalistica. Essendo il regime nazista fortemente capitalista,
l'attacco alla cosiddetta musica bolscevica simboleggiava la reazione a queste nuove
prospettive frutto della rivoluzione. Una volta distrutti i movimenti socialisti e comunisti il
bersaglio principale del programma di repressione culturale e sociale divennero gli ebrei, si
pass quindi dagli attacchi alla musica bolscevica a quelli alla musica giudaica.
Diventa quindi evidente che i termini utilizzati per etichettare quei generi musicali

considerati degenerati corrispondevano alle esigenze della politica e della propaganda


nazista contro i gruppi sociali ritenuti inferiori e contro i gruppi politici oppositori.
A questo punto necessario capire quale fosse la vera musica nazista. Innanzi tutto noto
che Hitler provava una grandissima ammirazione per il grande compositore tedesco
dell'Ottocento Richard Wagner.
Hitler riteneva che gli epici soggetti narrativi delle opere di Wagner e la magniloquenza
della sua musica fossero perfette per accompagnare congressi e manifestazioni ufficiali del
regime. Spesso nei programmi dei concerti organizzati nei luoghi di ricreazione istituiti dal
regime Wagner compariva come unico compositore eseguito. Inoltre Wagner era stato un
forte sostenitore delle idee antisemite con anche la pubblicazione di un opuscolo di attacco
alla musica giudaica. Altri compositori apprezzati dal regime furono Anton Brickner, Carl
Orff e Richard Strauss, alcuni di loro furono anche coinvolti direttamente nella politica
culturale musicale del regime. In particolare Strauss fu il primo presidente della
Reichmusikkammer, l'istituzione addetta al controllo della vita musicale del regime.
La Reichmusikkamer fu istituita nel novembre del 1933 per volere di Hitler da Joseph
Goebbels, presidente della Camera e della Cultura del Reich. Essa aveva il compito di
organizzare e regolare gli eventi musicali, inoltre aveva il compito di reprimere ogni forma
di tendenza non in linea con il regime. Essa era suddivisa in diversi dipartimenti ai quali non
sfuggiva nulla riguardo la vita musicale nel territorio del Reich:

il dipartimento dei compositori, musicisti e solisti;

il dipartimento degli insegnanti

il dipartimento delle corali e della musica popolare;

la sezione di controllo dei concerti, degli agenti e dei diritti d'autore;

gli editori musicali, fabbricanti e rivenditori di strumenti;

l'organizzazione finanziaria in ambito musicale;

la sezione di controllo delle leggi sulla musica.

Carta di iscrizione alla Reichmusikkamer del 20 ottobre 1939


Episodi di repressione verso musicisti e compositori cominciarono gi nel marzo del 1933.
Molti artisti tedeschi furono costretti all'esilio e la maggior parte fuggirono negli Stati Uniti,
integrandosi nella vita musicale americana. Un aggressione mirata e specifica fu condotta
contro i musicisti ebrei. I nazisti si concentrarono molto su questo attacco diretto, in
particolare perch la presenza nella vita musicale della Germania di artisti ebrei o di origine
ebraica era rilevante sia per quantit che per qualit. La politica seguita dai nazisti si articol
principalmente in cinque direzioni:

le leggi razziali e l'interdizione delle professioni eliminarono l'influenza dominante


degli ebrei nel campo musicale

tutte le esecuzioni di musica scritta da compositori ebrei fu vietata

furono esaltate le tesi antisemite di Wagner in campo musicologico

venne redatto il Dizionario degli ebrei in musica dove furono inseriti tutti i
compositori e i musicisti ebrei o di discendenza ebraica, e anche altri semplicemente
sospetti di esserlo. Essere citati in questa pubblicazione significava subire una serie
di persecuzioni, dal divieto dell'esecuzione di certe opere, all'impossibilit di lavorare
fino all'internamento e alla morte.

la fondazione del Judishe Kulturbund, l'associazione culturale ebraica. Questa


radunava i musicisti ebrei cacciati dal loro posto di lavoro nelle accademie e nei
conservatori. Le orchestre e i gruppi musicali di questa associazione potevano tenere
concerti solo ad altri ebrei e sotto lo stretto controllo del regime per quanto
riguardava i programmi. La Judishe Kulturbund arriv a ad accogliere fino a
180.000 persone tra musicisti e compositori. L'associazione rimase attiva fino al
novembre del 1938 quando, dopo la notte dei lunghi coltelli, la maggior parte di
questi musicisti fu internata e solo una piccola parte riusc a fuggire dalla Germania.

Con l'internamento di migliaia di musicisti la musica divenne una realt rilevante all'interno
dei campi di concentramento, infatti quasi tutti i campi avevano la loro orchestra. Questi
gruppi musicali composti da prigionieri ebrei avevano il compito di esibirsi per i soldati
nazisti e talvolta per i deportati e la loro musica scandiva i momenti della giornata. Ad
Auschwits le orchestre erano addirittura due, una maschile e una femminile. Testimoni
diretti come Primo Levi ricordano nei loro scritti la vita musicale all'interno del campo:
un esercito sfila al passo militare, in ordine chiuso, al suono della banda: perci ci deve
essere una banda anche nel Lager, e la sfilata deve essere una sfilata a regola d'arte [], a
suon di musica. Questo cerimoniale totalmente necessario, totalmente ovvio, da prevalere
addirittura sulla legislazione antiebraica del Terzo Reich: con sofisticheria paranoica, essa
vietava alle orchestre ed ai musicisti ebrei di suonare spartiti di autori ariani, perch questi
ne sarebbero stati contaminati. Ma nei lager di ebrei non c'erano musicanti ariani, n del
resto esistono molte marce militari scritte da compositori ebrei; perci, in deroga alle
regole di purezza, Auschwitz era l'unico luogo tedesco in cui musicanti ebrei potessero, anzi

dovessero, suonare musica ariana: necessit non ha legge. P. Levi, I sommersi e i salvati
L'esercito di cui Levi parla non altro che l'insieme dei prigionieri del campo, costretti a
recarsi ogni giorno al lavoro a tempo di marcia. Il cerimoniale che accompagna i
prigionieri al durissimo lavoro che li attende consiste appunto nella musica. I momenti
musicali all'interno del Lager erano considerati obbligatori dal regime e ci comportava un
attiva e regolare attivit musicale. Inoltre Levi ci mette di fronte ad un altro paradosso, cio
che la musica proibita su territorio tedesco era per permessa all'interno dei campi.
Quando questa musica suona, noi sappiamo che i compagni, fuori nella nebbia, partono in
marcia come automi; le loro anime sono morte e la musica li sospinge, come il vento e le
foglie secche, e si sostituisce alla loro volont. Non c' pi volont : ogni pulsazione
divent un passo, una contrazione riflessa dei muscoli sfatti. P. Levi, Se questo un uomo.
E' terribile pensare a come l'orrore dello sterminio nazista vada a toccarsi con la bellezza
dell'arte.
In alcuni casi la musica fu anche un mezzo dei nazisti per mascherare le terribili realt
all'interno dei loghi di prigionia. Un caso particolare fu quello del campo di Terezin.
Durante un' ispezione della Croce Rossa Internazionale, essa trov le condizioni di vita, il
cibo e gli alloggi accettabili e in particolare apprezz la vivace attivit musicale che si
svolgeva all'interno del campo di prigionia. A Terezin infatti erano stati internati molti
compositori e musicisti ebrei e vi svolgevano regolarmente concerti e spettacoli musicali.
Un altro importante passaggio della politica musicale nazista fu l'istituzione dell'
esposizione Entartete Muzik (musica degenerata) del maggio del 1938 a Dusseldorf. Lo
scopo di questa esposizione era quello di educare il popolo tedesco a riconoscere la musica
proibita in modo da essere ingrado di impedirne la divulgazione. In realt questa mostra
ebbe effetti totalmente opposti a quelli voluti dal regime. Infatti costitu un occasione per gli
appassionati di musica di ascoltare, attraverso le cuffie e le cabine installate dagli
organizzatori, musiche vietate da tempo. Ad esempio opere di Shoenberg, Eisler, Weill,
Hindemit e Schuloff. Il manifesto di questa esposizione rappresentava un musicista nero dai
tratti scimmieschi, con una stella di David sulla giacca e che suona il saxofono, strumento

simbolo del jazz.

Manifesto dell'esposizione Entartete Musik, 1938


Dopo questo episodio del 1938 il regime attu un programma di totale deportazione,
sofferenza e massacro. Alcuni musicisti erano gi riusciti a rifugiarsi negli Stati uniti o in
altri paesi europei. Altri invece subirono la violenza nazista come il musicista ceco Erwin
Schuloff. Nato a Praga nel 1894 da genitori tedeschi di religione ebraica, fu un apprezzato
pianista e un prolifico compositore. Durante la prima guerra mondiale si arruol
nell'esercito austriaco e milit sul fronte russo nel 1917, dove rimase ferito ad una mano.
Usc dalla guerra deluso e cominci a seguire la politica del partito socialista. Musicalmente
cominci a orientare il suo linguaggio verso uno stile post-romantico e innovativo, rimase
affascinato dalla musica americana, in particolare dall jazz e dallo stile atonale della
dodecafonia di Shoenberg. Nel 1930 si iscrisse al partito socialista e si dedic con grande
impegno al marxismo e al comunismo sovietico. Dopo l'occupazione tedesca dei territoro
ceco nel 1938 Schuloff si trov in enorme pericolo essendo un ebreo comunista e
compositore di musica degenerata. Chiese la cittadinanza sovietica per se stesso, la moglie e
il figlio, ma non fece in tempo a scappare e nel 1941 venne arrestato dalle truppe naziste per

essere un cittadino sovietico.

Erwin Schuloff, 1931


Schulhoff fu deportato in un campo di concentramento in Wlzburg, Baviera, dove mor di
tubercolosi nel mese di agosto 1942. Quello di Erwin Schuloff solo uno dei tanti casi della
repressione culturale, politica e razziale della Germania nazista. Centinaia di musicisti e
compositori furono messi a tacere e solo nell'ultimo decennio si sono riscoperte almeno
quelle opere le cui partiture si sono salvate. La ricostruzione della mostra Entartete Muzik
realizzata qualche anno fa in Germania grazie all'opera di diversi musicologi ha potuto solo
in parte dare giustizia alle voci soffocate di quegli artisti.

BIBLIOGRAFIA e SITOGRAFIA
AA.VV., Dizionario dell Musica e dei Musicisti, Torino, Unione Tipografico-Editrice Torinese,
1988
Primo Levi, Se questo un uomo, Torino, Einaudi, 1989, p. 45
Primo levi, I sommersi e i salvati, Torino, Einaudi, 1991, p.87
Francesca Occhipinti, Logos, Milano, Einaudi scuola, 2011 (settima edizione)
http://memoria.comune.rimini.it/binary/rimini_memoria/progetto/LA_POLITICA_MUSICALE_D
EL_NAZISMO.1205827357
http://www.santippe.it/wp-content/uploads/2011/10/Lemusenellinferno
http://orelfoundation.org/index.php/composers/article/erwin_schulhoff/

Liceo Scientifico Statale Lorenzo Mascheroni


Anno Scolastico 2011\2012

LA MUSICA E IL
NAZISMO

Beatrice Morlotti 5^I