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LE FABBRICHE E

DISEGNI

DI

ANDREA PALLADIO
LE TERME

LE FABBRICHE E

DISEGNI

DI

ANDREA PALLADIO
E

LE TERME
NUOVA EDIZIONE ITALIANA FOGGIATA

SULLA

VICENTINE

ni

BERTOTTI SCAMOZZI
AMPLIATA E FORNITA DI NOTE
DAL CAVALIERE

CELESTINO FOPPIANI
PROF. D'ARCHITETTURA NELLA

R.

UNIVERSIT' IH GENOVA

VOLUME SECONDO

GENOVA

GIOVANNI DECAMILLI

EDITORE

MILANO
ANGELO MONTI
LIIIRAIO COEDITORE

TORINO,

1844.

TIPOGRAFIA FONTANA
Con

perni.

INDICE
DEL SECONDO VOLUME

pag.

Prefazione

Tav.

II

IH

IV. Pianta , prospetto

spaccalo

sacome.

suburbana, detta La Rotonda, de marchesi Marzio


fratelli

cortile,

spaccalo.

nella villa di

Fabbrica dei fratelli

Pisani, in

XVI

Monlagnana,

XIV XV.
,

Pianta

XVII. Prospetto

Piogene, in

altro prospetto verso

Pisani, palrizj veneti,

Jlmor

castello del

prospetto

Francesco

pianta.

zio

spaccalo.

Fabbrica

Fabbrica

e nipoti

Godi

23

29

j>

oo

J'

43

in

....

del conte Alessandro

Lonedo

XVIII, XIX. Pianta, prospetto.

Fabbrica de

nobili

Valmarana, a

Lisiera

XX, XXI, XXII.

Pianta, prospetto, spaccato.

Fabbrica

del conte

Bonifazio Pojana, nella sua villa di Pojana

XXIII, XXIV,

XXV.

"

Fab-

Padovano

Lonedo, ora della contessa Violante Godi-Porto

'J

e Gabriele,

IX, X, XI, XII. Pianta, prospetto, spaccalo, altro spaccalo.

XIII ,

Fabbrica

Bagnolo

brica de' nobili Francesco

Capra

V, VI, VII, Vili. Pianta, prospetto principale,


il

alla Prefazione

Note

Pianta, prospetto, spaccalo.

Casa di villa del

conte Pietro Caldogno, nel Finale, luogo del Vicentino

47

Tav.

XXVI, XXVII, XXVIII.


una fabbrica, de

Pianta, prospetto, spaccalo.

Antonio ed

conti

erigersi nella villa delle Ghizzole

XXIX, XXX, XXXI, XXXII.


spaccato.

Palazzo

A'go stino

Disegni di

fratelli

Ragona, da

Pianta, prospetto, spaccato, altro

Gaetano

del conte

Tiene

nella

di

villa

Quinto

XXXIII, XXXIV,

campagna del

XXXV.

Pianta, prospetto, spaesato.

Pianta, prospetto.

59

61

65

69

Fabbrica della conlessa

Tornieri Schio, in Montecchio Precalcino

XXXVIII, XXXIX.

XL, XLI, XLII.

Palazzino in Cricoli
spaccato. Palazzino subur-

Pianta, prospetto.

Pianta, prospetto,

bano del conte Francesco Tornieri

XLIII,

XLIV, XLV.

Pianta prospetto

spaccato.

Fabbrica

...

XLVI, XLVII, XLVIII.

Pianta, prospetto, spaccalo.

XLlX, L,

LI. Pianta

Angelo Marcello,
Note

prospello

spaccalo.

nella villa di Bertesina

73

Palazzino

del conte Girolamo Bissaro, nella villa di Retorgole

del

conte Pietro Caldogno, nella sua villa di Caldogno

51

Casino di

nobile Pietro Cerato, in Montecchio Precalcino

XXXVI, XXXVII.

49

Fabbrica

...

77

del nobile

81

PREFAZIONE

>3e

fosse

messo,

sempre

io

possibile di eseguire le opere al

certamente prima d'ora avrei pubblicato

secondo tomo.

Ma

siccome in un'impresa di

non preveduti accidenti

si

prese

al

comune

destino di quelli che

tre

si

accingono a simili im-

le

il

tempo

della sua

opere loro hanno dovuto


son certo che

giustificazione verr conosciuta per vera e sincera,

potranno agevolmente immaginarsi

incontrare prima di giungere

La venerazione dovuta
onorarono

co' loro

al

a varii

ho dovuto soggiacere

fornir di rami incisi con accuratezza e diligenza

mia

presente

tal sorta, oltre

cio di dover prolungare assolutamente

pubblicazione. Presso a quelli, che

la

il

deve anche dipendere dall'altrui vo-

lont^ e dal lavoro delle altrui mani; cos

anch'io

tempo pro-

al fine

le difficolt

men-

che ho dovuto

dell'opera.

pubblico, e

ai nobili

nomi questa associazione

personaggi che

mi ha obbligato ad

-2accennare
rare che
alla

motivi della mia involontaria tardanza. Mi giova spe-

due tomi, che compiranno

luce con maggior sollecitudine, ed io

potrebbero a ritardarne
Frattanto

che se

il

cortese

che frappor

lettore

compiaccia di

si

riflettere,

fabbriche di Vicenza pubblicate nel primo

le

questa collezione diedero un' idea della


Palladio,

ostacoli

della

pronta esecuzione.

la

mio

non mancher

mezzo quegli

possibile attenzione per tor di


si

presente operai verranno

la

fertilit dell'

non minor meraviglia certamente

gli

tomo

di

ingegno del

recheranno

le

con-

tenute in questo secondo volume, in cui vien dimostrata colla


possibile diligenza

una parte

delle

numerose invenzioni da

lui

ordinate per le fabbriche di campagna.

Nella serie di queste invenzioni


riet egli dividesse

si

ammirer con quanta va-

piani, secondo gli usi di que' tempi, e con

quanta eleganza e nobile semplicit adornasse

loro prospetti

Palladio ebbe quasi sempre in riflesso di alzare le sue fabbri-

Il

che a un

sol

piano nobile posto sopra di un zocco, nell'altezza

del quale disponeva


zini a tetto,

luoghi da servizio, oltre

per cui riserbava

il

ai

granaj

Credo

terzo piano.

usato questa pratica, cio di alzar le fabbriche a


nobile, per renderle pi comode, senza

il

e scendere per lunghe scale, e poi per


de' venti a' quali

o stan-

ch'egli abbia

un

solo piano

disturbo di dover salire

non esporle

vanno soggette , per esser

isolate

agl'insulti

e in luoghi

aperti.

Si osservi inoltre, che di poca estensione quasi sempre sono


suoi prospetti, per conciliare

dente

all'altezza.

ad

essi

una lunghezza corrispon-

Quasi sempre innalz nel mezzo delle

facciate

una loggia , ora sporgente , ed ora incassata , quando ad archi , e

quando con colonne


in tre parti,

ognuna

isolate,

dividendo in questa guisa

delle quali resta

Questa Prefazione essendo quella dell'Opera Vicenlinese

compiuta, mentre

la

nostra Edizione sar di 5 volumi

come

non

si

si

il

prospetto

armonica in se, e propor-

dee far caso della quanlil de' volumi

annunzi nel Programma.

in

cui dice che sar

-3Per render comode queste sae case

zioiiata col tutto.

sovente

vi

aggiunse de' portici estesi ne' fianchi de' prospetti

portandone avanti una porzione, e formando con

talvolta,

un angolo

retto, determinava cos la larghezza, ed

ghezza degli spaziosi

cortili

che stanno dinanzi

Dell'ordine dorico senza basi


tici;

anche

% e bene spesso

triglifi

alle fabbriche.

metope e poneva
,

che sostengono

le teste de' travi principali

portici egli dispose dei

Lungo

economia regolata
in

comodi appartamenti per

dalla

prudenza

lo esigeva

co-

il

alcuni di questi

de'

in

gli ospiti;

alcuni altri pose le scuderie , le abitazioni de' servitori

quando

medesimi por-

una conveniente distanza distribuiva una parte per uso

rurale ^ cio stalle da buoi, fenili, cantine, granaj

purch per

castaidi;

padrone

casa del

Ebbe sempre
la

casa

la

vicinanza

abitazioni per

non apportassero disturbo

alla

a
.

attenzione

di queste adjacenze

con

lun-

la

colonne e nel mezzo degF intercolunnii,

le

perto , le quali riposano in que' luoghi

tici

essi

sovente servivasi in questi por-

tralasciava nei fregi le

solamente sopra

per accennare

la

di cui intercolunnii erano spaziosi, cio del genere areo-

slilos

di villa,

il

nostro Autore nello scegliere

di potere dar loro

del padrone;

una

il

luogo

comunicazione

facile

perch senza incomodo e noja, in

ogni stagione, potesse andar sempre

coperto ad ordinare

al

le

cose sue

Grandissima osservazione, e gran genio

ha dimostrato

egli

nelPadattare le proprie invenzioni ai rispettivi luoghi, ne' quali

Ritrovato

il sito lieto,

ameno, comodo e sano,

sorti di fabbriche si richiedono nella villa

attender air elegante e

si

governare e custodire Ventrate e gli animali della

villa.

Per

a questa, ne questa a quella sia d'impedimento. Palladio,


6

I coperti per

alla casa del

le

case di villa

si faranno

padrone, che in ogni luogo

soli della state gli sieno di

si

dovr compartire

il

sito in

sua.

Due

l'altra

per

quella

n, cap. xrn.

possa andare al coperto

infinite altre

modo che ne

avendo rispetto alt entrate ed agli animali; e in

noja nell'andare a vedere

per riporre al coperto legname ed

lib.

si

comoda compartizion

del padrone e della sua famiglia

luna per Vabitazion

negozii suoi:

cose della villa

acciocch n

il

che

si

sole: oltre che questi portici apportano molto ornamento. Palladio, lib.

le

pioggie

modo
,

congiunti

n gli ardenti

che sar anche di grandissima

guasterebbono per
ir,

cap.

xm.

le

utilit

pioggie e per

il

-4-

si

dovea fabbricare. La graziosa fabbrica della Rotonda press

Vicenza, un chiaro esempi'' d rara invenzione perfettamente ac-

oomodata all'amena sua situazione. Questa fbbrica ha un carattere che unisce

decentemente

gli

ornamenti delle nobili fabbriche

della citt, e conserva quel semplice che tanta diletta in quelle


'.

di villa

Con

la

per S. E.

medesima convenienza
il

egli

signor Francesco Pisani,

ha formalo

patrizi'-

1"

invenzione

veneto, in Monta-

gnana. castello del Padovano. Questa nobile fabbrica porta

un

fronte

carattere,

per una casa di

in

quale a mio giudizio non sarebbe decente

il

ne conveniente sarebbe in una

citt,

di villa,

ch'eretta tosse in un'aperta campagna: imperciocch se l'atrio

decorata convengono a quelle di

e sii archi di cui

ella

le torri, le finestre

senza alcun ornamento,

Ma

le

oit

ti

cornici del prospetto

convertite, loro

non converrebbero.

d'una porta

di

un popolato

brami che

nobile invenziune del nostro Architetto sia artificio-

la

samente adattata

al

luogo e

essendo posta subito fuori

castello, qual e

alla

Montagna na, sem-

cospicua famiglia per cui stata

oretta, e che sia condotta con quella convenienza che richiedevi


nelle fabbriche

suburbane

ornamenti delle case

di citt

cio che sieno conciliati in essa gli


colla

lodevole semplicit di quelle

campagna.

di

Si osserver che quasi tutte le invenzioni del Palladio conte-

nute

questo secondo tomo sono di una mediocre grandezza,

proveniente, cred'io.
disegni.

danna

discreta

L na per ne abbiamo da

Adriano e Marc" Antonio

fratelli

economa
lui

ordin

di chi gli

inventata per

Tiene, nella loro

villa di

Conti

Quinto,

quale di una superba magnificenza, Questa grandiosa inven-

la

zione

'

Se poi

che pu stare

si

al

pari colle fabbriche

volessefire casali pia mobili, sifaranno colle tiririe

quali abbiatmo trattato sopra

de Greci

stabilite

per gli

de Ro-

edifii di citt, delle

YitruTo tradotto e commentato dal Marchese Galiani

lib. ri

cap.

j\.

mani, dimostra
profitto egli

gran genio del Palladio, e

il

ha tratto dalla lettura di Vitruvio, e dalle reliquie

delle fabbriche

romane che

replicatameli te ha esaminate, e con

grande intelligenza tramandate in disegno a

La
parti

magnificenza di questa fabbrica,

cio logge, sale, gallere,

tamenti, cortile, giardini

possono disporre

si

gna ;

conoscere quanto

la

tutti

_,

la

noi.

moltiplicit delle

comodi e ben

ed in

stir-

distribuiti

appar-

fine vastissimi coperti,

in cui

luoghi necessairi all'uso della campa-

una casa

tutte queste parti costituiscono

la

pi grandiosa

fra tutte le fabbriche di villa disegnate dal Palladio.

Quantunque

nostro Autore sia stato studiosissimo di Vitru-

il

primo

vio, e ch'egli abbia dimostrato nel

capitolo decimoterzo

al

condo

precetti di

de' quattro suoi libri

cinque generi degF intercolunnii se-

quell* autore

pure nelle sue esecuzioni

sull'esempio, cred io, degli antichi, giudiziosamente

da que'

formando

ristretti confini,

si

dipart

suoi intercolunnii di regolati

e variati spazii, adattabili alle sue invenzioni e agli usi per

quali erano innalzate le sue fabbriche

signor

d 11

nato Politilo

Tommaso Temanza

'il

nella vita dell'architetto

Fra Francesco Colonna Domenicano, soprannomi-

quale stato l'autore di quel rinomato romanzo che, per opinione del Coute Francesco Al-

garotti, contribu di tanto a risuscitare


sotto riportare, cosi dice:
le

Qui

Poli/ilo

il

vero gusto dell'architettura), in una nota,

accenna un precetto di Vitruvio , ed

colonne del secondo sieno men lunghe

la

la

che negli

quale mi piace di qui


edifizii di

quarta parte di quelle del primo. Poli/do per

questo suo immaginario anfiteatro tal precetto non fu osservato; imperciocch


limi

le

due ordini

ci avverte

colonne di

fatte su le opere degli antichi gli additavano tracce pi sicure.

Le

lui,

che in

tutti e tre gli or-

erano della medesima lunghezza, come sono a un dipresso quelle del Coliseo di Roma. Quindi

che, sebbene fosse attaccassimo a Vitruvio, sapea con tutto ci allontanarsi da

quando

le

si

scorge

osservazioni

vite dei pi celebri Architetti e Scultori

^ eneziani che fiorirono nel secolo xvi, pag. 3-.


Il

predetto signor

Temanza

nella vita

da

lui scritta del nostro Palladio,

timo discernimento, e con giudiziosa critica, tutte


^ arie opere egli ha date alle stampe
tori

\ eneziani

quella per ultimamente pubblicata delle

istruttiva, si

ite degli Architetti e Scul-

di

qualunque

pu giustamente denominare

la

Storia dell'Architettura Veneziana di quel felice

secolo per le belle arti. In essa,


di quegli artefici ingegnosi,

"S

nome

sarebbe sufficiente ad immortalare

Un'opera tanto

ha brevemente esaminate con ot-

e gli accorgimenti di quell'insigne Architetto.

le bellezze

il

il

dotto scrittore eruditamente dimostra

modi da

essi tenuti nel

scrittore.

il

di lei progresso

varii impieghi

disporre, e murare con solidit nella civile e militare

architettura. Considera poi le bellezze delle pi singolari fabbriche, e con giudiziosa critica accenna quegli
arbitrii

gia

le

che alcuno di essi

si

preso, o quelle sviste

sue critiche osservazioni

ali

che mal

si

confanno colla buona architettura; ed appog-

autorit di Vitruvio, all'esempio delle fabbriche antiche, ed in fine alla

-6Se

il

ventare

Palladio ha dimostrata la sua eccellente abilit nellin-

piante delle fabbriche, e nel decorare con eleganza

le

loro prospetti

non minore ingegno ha dimostrato nel dar nuova

forma a case che prima esistevano , e nel superare

e varia
ficolt

che s'incontrano nel dover accordare

nuovo

col vecchio,

con discreta parsimonia, senza offender

e nobilitarne le facciate

convenienza 6

le leggi della solidit e

il

le dii-

Per convalidare questa mia osservazione, basta


grazioso prospetto della fabbrica del

riflettere

al

Conte Francesco Tornieri

disegnata in questo volume*, a quella della Contessa Francesca

Schio in Montecchio Precalcino-,

alla

Alessandro Piovene inLonedo, e

Agostino

fratelli

Ragona

superba loggia del Conte

alla casa de'

Ghizzole ;

alle

il

nuovo

Il

coli' intaglio, si

vedreb-

il

e in

un soggetto per

s difficilissimo ,

nuovo col vecchio.

utilissimo esempio serviranno ai giovani architetti le ridu-

zioni a

nuova forma delle soprannominate fabbriche,

piaceranno di riflettere che

ed

molli

varii pensieri di tanti eccellenti uomini

nel medesimo soggetto

Di

San Petronio in

la facciata di

Bologna, dice che se venissero pubblicati

quale si raccordare

pu

Conte Francesco Algarotti in una sua

da varii architetti per

bero in una occhiata

difficile cosa

Tommaso Temanza, accennandogli

lettera scritta al signor


fatti

Quanto

vecchio, chi ne ha esperienza, lo

col

agevolmente conoscere.

disegni

sono un chiaro

le quali

testimonio della di lui perizia ed ingegno.


sia l'unire

Conti Antonio e

alle circostanze di chi

il

Palladio sapeva uniformarsi

voleva che

le

com-

se si
al

genio

fabbriche fossero da lui

dirette; e che ingegnosamente sapeva ridurre le altrui distribuzioni secondo

il

suo gusto, innestando sempre, ove poneva mano,

ragione, la quale in esso prevale sopra qualunque esempio: spoglio d'ogni parzialit e prevenzione
le

vite de' suoi illustri artefici,

come dovrebbe

Nella vita del Palladio, pare ch'egli

si

delle fabbriche di quel raro Architetto gli


la di lui

semplice ed elegante maniera

descrive

fare ogni dotto e sincero scrittore.

sia esteso

pi che in qualunque altra

forse perch la mltiplicit

ha somministrata pi ampia materia di qualunque altro; o perch

forse

analoga

al

saggio suo

modo

di pensare.

quel nobile e quel semplice che dagl'intendenti viene distinto


e

commendato 7

Per soddisfare all'impegno presomi

col pubblico; oltre alle

fabbriche del Palladio, ho disegnato anche quelle ch'io giudico


della di lui scuola. Il bel casino Cerati in
la casa del
la

Conte Pietro Caldogno, nella sua

fabbrica Bissari in Retorgole

ladio,

ma

Montecchio Precalcino,

non

le

villa di

Caldogno,

credo invenzioni del Pal-

un

bens della di lui scuola, perch hanno

carattere

analogo alla di lui maniera; e perci da molti vengono tenute

per disegni di quel celebre Autore. Io mi lusingo, che se verranno


esaminati con giusta critica

der che non

vi

sempre fornite

Di quanto

disegni eh' io presento

mi

si

accor-

quel grande , e quella correzione di cui vanno

le di lui

invenzioni.

profitto sia riuscita la scuola del Palladio, lo

nifestano le fabbriche da essa provenute.

Un

ma-

chiaro esempio ne

abbiamo presentemente nella persona del nobile signor Ottone


Calderari,

il

quale studiosissimo di Vitruvio, e delle opere del

nostro Autore per semplice suo diletto, ha prodotti de' frutti

maturati col suo singoiar talento.

Con

fabbriche eseguite , e con

invenzioni disegnate egli ha dato delle indubitabili prove della

sua dottrina ed ottimo gusto.

Se

il

tomo da me pubblicato, ed

presente avranno incon-

il

trata l'approvazione degl'intendenti, spero che ne'

due che

re-

stano per terminare questa mia raccolta', essi troveranno maggior


soddisfazione. Il terzo e quarto

Tavole con disegni

tomo conterranno pi

di fabbriche di

campagna,

dell'atrio corintio principiato, vivente

il

di cento

di tempii, di ponti,

Palladio, pel monastero

della Carit di Venezia de' Canonici Regolari; ed in fine dar

disegnate tutte l'opere di questo celebre Architetto che sono ve-

nute a mia cognizione, aggiungendovi anche qualche disegno


inedito.

Vedi

la

noia a pag. 2.

NOTE
ALLA PREFAZIONE

Vedasi intorno a questo proposito

Su questa

nel Teatro olimpico,


3

i8 a nota del tomo

la

dopo quelle

i,

La positura

tonti,

Per, molti, seguendo

mezze scannellature

ai loro lati,

tano.

tetto

e che

Dunque risponderemo

non possono convenire

come

tutti lo

un popolo o

noi, che

buona

alla

come una

di

il

tetto e

dare nei loro intervalli adito

alla luce.

architettura;
triglifi

ma

se questi

non sono

speciale; e quand'anche

gi

li

di parti essenziali, e

due ordini convengono

voglia

si

mancano

parti necessarie

non

specie dell'arte di fabbricare,

una nazione

altro rappresentare che le teste dei travi che so-

egualmente debbano esserlo quelli che

ordini ionico e corintio

gli

accordano, ne seguir che

derato sempre

non potendo

siccome questi sono essenziali

mostrano, leggiamo in Viviani, mostrano, piut-

semplicissima esposizione di Vitruvio, vogliono pure persuadersi e persuadere,

la

sia la significazione dei triglifi,

che chiarissima
il

Teatro olimpico.

i.

de' triglifi e le

tostoch altro, derivare da' pilastrini che servivano a sollevare

stengono

l'atte al

specie d'intercolunnii, detti spaziosi dal greco apato; raro, e tmikog colonna, vedi alla nota 18

nemmeno

come una maniera,

alla

buona

rappresen-

che perci

architettura,

all'ordine dorico, consi-

o meglio

come costume

ammettere che rappresentino

di

essi le teste dei

ad un fabbricato,

si

dovr sempre ritenere che quali vennero usati dopo che l'architettura

giunse ad un gi-ado di eccellenza,

si

riguardarono come meri ornamenti.

travi necessarii

il

Ma

che

loro significato? Certo, che l'idea della loro origine, quale noi l'accennammo,

sti filosofi,

non viene accettata con pace da molti

altri

si

dir,

quando

tutt'altro

bench seguita da alcuni

arti-

tuttavolta noi crediamo di poterla sostenere con buoni

argomenti.

Supponiamo che
trave e l'altro sieno
nelle loro opere

angoli,

i-triglifi

rappresentino

secondo

lo stesso

immaginando che

si

dei travi, e riteniamo con Vitruvio che gli spazii fra

le teste

riempiti di muratura.

stati

Come

nostro Autore

se

pu credere che

si

ne allontanassero poi tanto , con porre

attraversassero due travi da

un angolo

all'altro

un

Greci tanto amanti della verit

triglifi negli

per congiungersi insieme? Aftin-

ch ci avvenisse, sarebbe stato necessario che sopra l'architrave vi fosse un altro trave tanto nella fronte
che nei

lati dell'edifizio

ma

manere spazio da riempirsi


edifici, si

allora le teste dei travi


di

muratura. Dunque

non potevano comparire


Greci facendo che

allontanarono dalla verit del loro significato.

intere , n fra di essi poteva ri-

triglifi si

unissero negli angoli degli

per meritarsi questa taccia,

si

affaticarono tanto da

cangiare perfino divisamento sulla forma del tempio da costruirsi, come fece Ermogene, per evitare
colt delle distribuzioni: e

per conservare inalterabilmente

variassero nelle loro dimensioni, presero

il

triglifi

partito di cadere in

un

all'angolo, e fare

difetto, di

difetto, cio di restringere gli intercolunnii angolari; e tutto ci per


Tom.

minor

non seguire

che

entit s,

la

metope non

ma

pur sempre

vera idea rappresentata


3

Il

le diffi-

le

-10quando considerandoli

dai triglifi,

sentanza dei

seppe, in forza del suo ragionamento

triglifi

menti dei pi celebri

fino ai suoi giorni le

giammai accordare che

cadere in

che a

lati

poich

bero potuto intagliare

in

stesso livello.

Se dunque

come immagini

degl'intervalli che

quali

pilastri,

lasciavano tra di

essi.

non

Vitruvio, chiamavano

ma

se

modo che
modo

non

il

delle colonne.
figlia delle

oggid

travi,
i

ma

si

ad introdurre

tetto, e

il

triglifi della
si

la verit

le

la

quella

luce per

mezzo

che

le

Ma

la

Greci,

si

cos

chiamare

le

le

La-

metope.

appoggiavano semplicemente
quali

le

chiudevano probabilmente con muratura


Questo, e non

un vuoto

altro,

pare

Ed appunto

Grecia a questo proposito.

negli angoli e sopra la

fosse cer-

si

per evitare

met

il

delle co-

congiungessero negli angoli e cadessero sul centro

si

quali ritenevano che la loro architettura

sagace

con cui

questi spazii invece erano cavit,

edifizii le finte finestre.

di far apparire

il

metope erano quelle che rappresentavano

le altre si

scannellature

si

sarebbero trovate

non sieno che

non

fosse

che diedero origine

tangolarmente, e questi saranno

si

ai triglifi.

le

vene di questo

la

che

quale circostanza induco

l'imitazione delle spaccature, a cui soggiacciono

Ora queste scannellature non sarebbero mai

pilastrelli

ma

state praticate nelle teste dei travi,

qui un altro pensiero

facevano di legno , saranno

ci

legni

bens

rotondi anzich squadrati ret-

superficie: e per conseguenza della loro

stati scannellati in tutta la loro

quale prospetto projettato sopra un piano, quando

sorge a maggior prova del nostro

stati al certo

gura, presentavano di fronte alcune scannellature intere, ed alcune dimezzate nei punti, in cui
il

di legno, iscannellarono ogni parte architettonica soltanto in quel senso, secondo

assunto. Questi pilastrelli , finch

uno

pratic) ad

adulterata per inesattezza di tradi-

travi, se queste

con muratura?

fronte e dei lati

osservi che

se fosse stata costrutta di legno

s'infletteva

avreb-

si

dai Greci considerati sic-

quando invece dovevano

letti delle

alcune soltanto, e

veggono in alcuni

si

prime costruzioni

a credere,

Finalmente

nel disseccarsi.

lungo

triglifi,

di vedere di quei saggi artisti della

lonne, essi volevano che

praticava

nostro Autore non avesse troppo vagheggiato la sua maniera

gli spazii

ma

gravissimo difetto rimproverato da "Vitruvio

quale

il

letti delle

otturavano

si

rimanevano aperte,

tutte

tamente

anche

che

si

questo cambiamento di rappresentanze viene confermato dalle voci cava columbara

allo stesso

il

E vero
non

dovevano avere su questo proposito

avrebbe conosciuto che in quella ipotesi era

sull'architrave, e poscia
forse

ci

(come sempre

non erano

triglifi

ma

che fosse di questa guisa, prima d'ogni altro ne somministra

quale idea di cavit potevano presentare

diffatti,

rite-

le diffi-

o pi bassi di quelli

che venne seguita da valenti uomini dopo di lui, non escluso

zione; e facilmente avrebbe conchiuso, che

tini, al dir di

Greci

consideravano siccome rappresentanti finestre; ipotesi senza dubbio erronea, e che viene pie-

li

critico Milizia)

triglifi

quali servissero a sollevare

alti

o sottoporre ai longitudinali.

rappresentazione, ponendo tutti

vedere (che pure semplicissima,

finestre.

riuscire nello stesso piano orizzontale

farli

namente combattuta dal nostro Autore;


di

superare

fine di

Vitruvio. Adottata egli l'opinione qui sopra esposta, combatte con tutta ragione l'ipotesi di

lo stesso

taluni,

si

non potremmo

rappresentassero

credere che

il

fronte fossero pi

triglifi della

delle teste dei travi, la pi semplice idea che

che rappresentassero piccoli

prova

la

deve con ogni diritto ritenere che

si

ma

che formavano l'impalcatura, era ne-

teste dei travi

le

dovevano sovrapporre

si

modo da

quindi non riusciva naturale

presentavano.

travi trasversali

rappre-

la

che aveano stancate

triglifi

che per esprimerla, sudassero a

triglifi, e

dovevano rappresentare

triglifi

quale fissata

allontanassero dalla loro vera significazione, a costo d'incontrare mille

si

cessario, per rappresentare la verit della cosa, che

dei

il

togliere tutti gl'inconvenienti

per superarle. Dunque sar pi sano giudizio

altri difetti

tale effetto loro si

Oltre di che, se

distribuzione delle opere doriche

artisti nella

nessero affatto diversa la significazione dei


colt

vedeva Vitruvio, potevano liberarsi in un punto

li

Greci, tanto saggi in ogni loro opera, fossero persuasi che

che ad un tempo

le teste dei travi, e

difficolt, e di

l'aspetto in cui

sotto

Noi per lodiamo sommamente l'ingegno dell'Architetto Latino,

di tante difficolt.

triglifi si

la

fi-

curva

vollero fare rettangolari, produsse

quella forma che conservano attualmente, cio intagliati con due canali interi e due mezzi. Quindi naturale

che tanto nella fronte, come nei fianchi

dell'edilizio

dovessero questi pilastrelli essere nello

stesso piano

orizzontale.
Si aggiunga, che tali aperture

si

prii

ergevano cupole

erano indispensabili, perch nei templi antichi non

a far l'uffizio di luminari.

Ma

si

praticavano finestre

qui taluno potrebbe rivolgere contro

di noi

nostri pro-

argomenti, e dire, che se quelle aperture erano indispensabili, indispensabili dovevano essere in ogni

maniera
perci

di edifizii, e quindi indispensabili

gli edifizii di

maniera jonica

dovunque

e corintia

triglifi

mancavano

le

metope che

della significazione di

le

rappresentavano; e che

una parte essenziale. Ma

noi

-11.-

ricorriamo a Vitruvio,
i

dentelli, e

sentavano pure piccoli


le

il

correggendo

triglifi

ci

sovveniamo

per

stessi

gli

motivi concludiamo che

che pure

una metopa. Che

con simili

pilastrelli

architettura, poich da

per

l'effetto

una parte

rispondono punto n poco ai


vello della cornice,

lastrelli

n questi esempii

ci

scorger

si

perch

cpiegli architetti vollero

conservare

lato di

un bastione

la

ci

della cittadella di

travi

le

si

non cor-

trovano a

vera rappresentanza di

accenna

la

il

in opere di perfetta

lacunari cominciano al di sopra del fregio, e

un ladro,

pratica di rialzare

la

mancano anche

professore Antolini nelle sue note al Milizia

romana, conficcata nel

antico,

li-

siffatti

porta "Vibia, di an-

Perugia, ove

si

veggono

de' pi-

congeneri.

L 'atrio

il

un tempio

osserva nei templi di Teseo e di Minerva in Atene, che

triglifi,

prova non dubbia che

ornamenti; e dall'altra parte


tica architettura

si

da noi indicato

rappre-

dentelli

esempii nelle costruzioni pi

se si volessero

rozze, basta volgere lo sguardo in molte delle nostre fabbriche rustiche, e


tetto

chiamavano metope, esprimevano

si

di essere stati istrutti dalla storia, che in

tesori sacri, s'introdusse per

rappresentavano finestre, dovevano rappresentarle anche

pilastri, e gl'intervalli fra l'uno e l'altro,

aperture. Finalmente

per derubare

quale dice ; che se

la fallacia della tradizione,

una parte

gi

fu.

delle abitazioni degli Atriati, popoli Etruschi, imitata poscia da'

Romani

nelle

loro, la quale soleva starsi dinanzi al vestibolo.

chiosatori di Vitruvio

non

accordano intorno

si

alla

vera significazione di atrio presso

biliscono abbastanza se atrio e cavedio fossero due cose distinte, od

vuoisi indicare quel luogo aperto e spazioso che

Se in questo non v'era parte alcuna scoperta,

testuggine. Se poi

pioveva dicevasi impluvio; e


II

dio

si

lasciava nel
la

si

si

una

Romani

Per cavedio,

lasciava tra le pareti, e ch'era ad uso

sta-

dice Varrone,

comune

di tutti.

diceva testudinato, dalla somiglianza che presentava colla

mezzo un'apertura perch

vi entrasse la luce

parte superiore da cui pioveva compluvio, l'uno e

la

parte inferiore su cui

l'altro

da pioggia , ecc. ecc.

Galiani pensa che Vatrio non differisca dal cavedio. Concorrono in questa sua opinione Barbaro, Palla-

Scamozzi ed

Ortiz.

Leggiamo

in

Marquez, che anticamente

l'atrio

tanto nei tempi successivi cangiatasi la maniera toscana di fabbricare,

come indica chiaramente Vitruvio


niere di cavedii

la

toscana cio

libro v, tre sole specie di atrii ,


5

sola.

Cio areostilo , diastilo

V. tom.

i,

V. tom.

n 18.
n 18.

stesso,

il

differiva dal cavedio; e che sol-

cavedio fu distinto daYatrio, sic-

quale rei capo in del libro vi, dopo avere distinte cinque

il

la corintia

non

la tetrastila

dandone anche

le

la

displuviata e la testudinala

simmetre.

eustilo, sistilo e picnostilo (V. Teatr.

Olimp. u

18).

ma

stabilisce tosto nel

TI

TA m

II

TJV

FABBRICA SUBURBANA
DETTA

LA ROTONDA
PRESENTEMENTE POSSEDUTA DALLA NOBILE FAMIGLIA

DE' SIGNORI

MARCHESI

MARZIO E GABRIELE FRATELLI CAPRA

J_ja

fabbrica disegnata nelle prime quattro tavole, denominata

la

ladiane. Essa fu inventata dal celebre Architetto, per

nobile Vicentino".
eretta,

Una

monsignor Paolo Almerico


su di cui ella doveva esser

facile deliziosa collinetta,

impegn l'ingegnoso inventore

che, oltre

a ideare un'opera di tale struttura

pregi di solidit e di magnificenza, ha tutto

il

bello che nasce

da una particolar convenienza colla sua situazione. Per procurare


tatori

il

Alz poscia dinanzi


vola
la

I),

ai

il

palazzo d'una figura perfettamente quadrata.

quattro

una elegante loggia,

lati,

e nel

che formano

mezzo

lasci

altrettanti

che danno

a Monsignor Almerico stato Referendario de' due


de'sei-vigi prestati alla

Corte di Roma, dell'insigne

casa; viaggi per varie parti di

Europa;

Sommi

il

sala rotonda,

con decorosa

distribu

comodit le interne parti, che consistono in quattro quarti,


lor ingressi e regressi negli anditi

prospetti [Ta-

vano per una

il

quale circondata da nobilissimi appartamenti

Tom. u

agli abi-

piacer di godere delle belle vedute che le stanno all'intorno, ebbe

l'avvedimento di costruire

Rotonda,

per consenso uniforme dei periti osservatori, una delle migliori opere Pal-

quali

hanno

passaggio dalle logge alla

Pontefici Pio iv e v, e fregiato, in benemei-enza

titolo di cittadino

Romano,

esteso ancora a tutta la sua

indi ristabilitosi in patria diede principio alla Rotonda.

-14Geni appartamento

sala.

composto

di

una camera

proporzione delle camere non di nessuna delle


insegnate; imperciocch sono larghe p. 15 ef, e
altezza stata stabilita

delle tre

medie (1).

di raggio quasi

con

nati

fino alla

maniere dal Palladio

sette

lunghe

un camerino. La

p. 24,

oncie 4 a La loro
.

media proporzionale aritmetica, cio

vlti di queste

camere,

colla

quali sono a conca

camere medesime,

(2),

prima

hanno

sono or-

compartimenti di stucchi e pitture. La cornice d'imposta,

sopra di cui principia

camera

la

terzo della larghezza delle

il

gentili

con

e di

la

vlta, l'undecima parte dell'altezza dal piano della

sommit

di essa cornice.

camerini sono lunghi una lar-

ghezza e mezza; sono involtati a botte, ed hanno egualmente bellissimi e vapartimenti nei vlti, di stucchi e pitture;

riati

terza parte della larghezza del piano (3).

ammezzati, ne' quali s'entra per


periore,

le

Sopra

il

raggio della loro curva la

quattro scale che conducono

per solo fine di potervi passeggiare

stato disposto

presentemente ridotto in

che servono di gran comodo, ed

sufficienti stanzini,
si

piano su-

al

divisione del qual piano opera dell'avvedimento perspicace del

la

fu signor marchese Mario Capra; imperciocch dal Palladio era

non

sono degli

di questi camerini vi

io

credo che

il

varii e

Palladio

sarebbe sdegnato se avesse veduto sotto agli occhi suoi in questa parte

alterata la disposizion della sua fabbrica.

Esaminando
cui riceve

rotonda, io

la sala

lume, un diametro e

il

un pogginolo posto

all'altezza del

ritrovo dal pavimento alla lanterna, da

la

tre quinti.

Gira tutto intorno

secondo piano,

alla

stessa

quale pu servire di

il

grandissimo comodo in occasione di feste da ballo e di accademie. Le pareti


della

medesima

tue, per dir

il

sala

vero

,_

sono dipinte; e

la

mal annicchiate,

col gusto del Palladio.

tribuna riccamente decorata da stae

da ornamenti che mal

Le quattro logge {Tavola

zocco, nella di cui altezza sono contenuti

ed

altri

II)

e forti pilastri

che

sono due diametri e quasi un undicesimo, e


uvio del genere

Le pi

cucine,

belle e

un

dispense,

vlto reale

si

di cui intercolunnii

possono denominare con Vi-

quantunque un poco crescenti

di

due diametri;

proporzionate maniere di stanze, e che riescono meglio, sono sette; perciocch o

ranno ritonde,

e queste di

della larghezza

quadri. Palladio,

sislos,

le

lo sostengono.

Le logge sono d'un semplicissimo ordine jonico,

ti

confanno

sono poste sopra un

tinelli (4), le

luoghi da servigio. Tutto questo piano coperto di

con robustissimi muri

si

rado

o d'un quadro ed un terzo


lib. i,

18.

fa-

o d'un quadro e mezzo , o d'un quadro e due terzi

o di due

cap. xxi.

b Intorno alla sala vi un luogo da passeggiare, di larghezza di quindici piedi e mezzo. Palladio,
paaj

si

o quadrate, o la lunghezza loro sar per la linea diagonale del quadrato

lib.

-15e l'intercolunnio

maggiore poco pi

zione delle colonne di nove diametri


la quinta parte della colonna.

11

scrive l'Autore per quest'Ordine;

due diametri

di

meno

e mezzo.

l'ottava parte; e la trabeazione

la

qual proporzione
I

come pre-

tutto diviso in dodici parti,

non curando per qualche

renza, forse nella esecuzione accaduta. Le finestre sono alte


le

La propor-

due

rende armoniche sommamente col

loro ornamenti, cio gli stipiti,

fregi e le cornici

picciola diffesole larghezze;

tutto.

sono sacomati con

bellissima proporzione. L'altezza del frontispizio posto sopra le colonne

bra un

po' bassa, se attenere

ci

vogliamo

alla

regola quasi universalmente

adottata in questi ultimi secoli, cio di alzarlo nella


parti della sottoposta cornice diritta (5).

Il

sem-

sommit due

delle

nove

Palladio nella presente fabbrica

si

accost piuttosto alla regola adoperata dagli antichi ed a quella insegnataci da

Vitruvio a

mentre elle minore della quinta parte della sottoposta cornice;

(6);

dal che ne risulta


loggia,

che

una proporzione che punto non discorda da quella

n da quella del tutto insieme della fabbrica. Reca meraviglia

frontispizii delle porte e delle finestre

non hanno

zione di quelli delle logge; imperciocch questi,

arrivano

alla

la

della

vedere

il

medesima propor-

come ho dimostrato, non

quinta parte della loro larghezza, e quelli sono

alti

una

delle

quattro parti e mezza.

Meritano riflessione
senza

stipiti.

nessun altro architetto

ornamento

le

finestre dell'atrio, le quali

In una fabbrica
si

sarebbe azzardato di lasciar

e propriet,

le finestre

senzalcun

b
.

Ora non mi rimane senonch accennare


la

sono semplicissime

come questa, ornata con eleganza

fabbrica eseguita e

libri di Architettura.

ch'io credo

le

variet che

si

riscontrano tra

medesima pubblicati dall'Autore

disegni della

Per non dilungarmi soverchiamente, ommetter

poco interessante, riserbandomi in

presentare una esattissima nota di tutte

ci

fine del presente capitolo a

le differenze delle

misure che colla

maggior diligenza ho potuto rintracciare. In primo luogo trovai che


della sala

ne' suoi

minore in esecuzione 8 piedi, oncie 10

di

quanto

l'altezza

Palladio

il

l'ha disegnata; e vidi che questa minorazione caduta nell'Attico, cio in

quella porzione che dal poggiuolo innalzata con la sua cornice d'imposta

per sostenere
Varie sono
tezza.

cupola [Tavola

la
le

Alcuni

III).

opinioni degl'intendenti intorno alla minorazione di quest'al-

la

vorrebbero con

le

misure con cui

il

Palladio

e frontispizii,

quantunque

la

diede

a Lib. in, cap. m.


b L'architetto N. N. disegn
sieno senz'alcun ornamento.

le finestre

negli atrii

con

gli stipiti

in

esecuzione

-16d i segnala, cio dell'altezza di piedi 55 che sarebbe un diametro e cinque

giudicano che nella esecuzione

altri

un diametro

dimostrato,

Non

pu mettere

si

Palladio,

prono

la

dubbio che

in

se

come ho

quale,

la

oncie, sia migliorata.

fosse dell'altezza disegnata dal

sala

la

cupola nell'esterno sortirebbe interamente dai coperti che

co-

la

pomposa mostra. Per non perder

tutto all'intorno, e farebbe di s

necessario di avvertire che

non

se le rimarcate alterazioni di

Palladio, o dai pretesi

ne' suoi libri di architettura

disegno

facil cosa

di

le

miglioramenti

chiaramente

prime invenzioni". Mi
che

alterazioni

lo

del Palladio, pare

Scamozzi dice di aver


che

egli dice di

di messer

fanno poggio

al

le

dir

logge, vi sono statue di

eccellente.
le

non

Parmi dunque che


postevi sui loro

scale, e

arrivata ad intero

termine da non potervisi fare cambiamenti

tal

il

descritta, egli soggiugne: Nell'e-

fabbrica dovesse essere, se

rilevanza. Quali, dir taluno, saranno

mozzi?

una fabbrica, che,

alle scale delle

possa ragionevolmente concludere, che fatte

mento, almeno ad un

aver fatto eseguire

d'altri architetti, alte-

18 parlando della Rotonda,

a carte

Lorenzo Vicentino scultore molto

le statue, la

imperciocch

da esaminare quali sieno

fatte in

brevemente e con chiarezza

di averla

poggi

Scamozzi;

fatte

suo tempo fosse in gran parte eseguita; impercioc-

al

stremit dei piedistili che

mano

dello

resta pertanto

ch nel libro secondo della sua opera

dopo

poter dimostrare con evidenza,

il

misure sieno provenute da modificazioni

questa e di altre fabbriche, ch'erano parti

di

randone

si

meno poche

alcuno degli oggetti che hanno relazione colla presente fabbricalo credo

vista

dal

sua proporzione,

la

e tre quinti,

sesti;

adunque

questa interrogazione credo

si

le

di

compi-

somma

alterazioni fatte dallo Sca-

possa rispondere, che nelle distri-

buzioni delle parti interne certamente lo Scamozzi non poteva por

mano,

poco anche nell'esterno, posto che una o due logge fossero eseguite, mentre
egli sar stato

obbligato a secondare

beazioni. Forse
l'altezza al

troviamo

si

pu supporre che

le altezze delle

la scala

rotonda non fosse arrivata col-

termine stabilito dal Palladio, e che

fra

il

disegno e

la

esecuzione,

sia

colonne e delle loro tra-

la

una

minorazione

di altezza

che

di quelle alterazioni vantate

dallo Scamozzi: oltre di che potrebbero anche essere state di sua invenzione
le

apriture fatte nel mezzo delle quattro scale che

l'inutil

smontano

nelle logge,

a Oltre a disegni delle fabbriche dimostrate di nostra invenzione ne sono alcune altre di

tanza, e finite con nostro ordine,


Sofia,

con

oggetto di presentar pi facile l'entrata ne' luoghi terreni, e renderli

come

eia Rotonda presso Vicenza

gnoria, e Conte Mario fratelli

ma

non poca impor-

dell illustrissimo signor

dell illustrissimo Conte

Procuratore Priuli

in

Padova presso Santa

Odorico Capra Condottiere della Serenissima Si-

con qualche alterazione. Scamozzi, Parte

i, lib.

ni, cap.

xi.

-17con ci pi luminosi". Dello Scamozzi potrebbero essere


qualcuna delle quattro porte maestre che danno ingresso

qualche mutazione; come pure

vi si scorge dall'una all'altra

delle quattro altre porte interne della sala, per le quali

conducono

non sono
gli

al

gli

si

ornamenti di

mentre

alla sala,

va

gli

ornamenti

alle scalette

che

piano superiore ed inferiore imperciocch sacomati certamente


,

sul gusto del Palladio.

questa classe

si

possono

riferire altres

ornamenti della cupola e quelli della balaustrata che ricorrono tutt'intorno

alla sala.

Tali verisimilmente sono le alterazioni introdotte dallo Scamozzi, le quali

per altro non guastano

il

merito di questo palagio, reso celebre per

la

sua

reale bellezza, e per le frequenti e quasi continue visite dei principali signori
di

Europa

e dei pi dotti coltivatori della

buona

architettura.

TAVOLA I. Pianta.
TAVOLA IL Prospetto.
TAVOLA III. Spaccato.

Trabeazione jonica.

B B Capitello e base.
C C Ornamenti di una

TAVOLA IV

Sacome.

delle porte d'ingresso.

DD

Ornamenti

delle porte interne della sala.

EE

Ornamenti

delle finestre.

Cimasa

Cornice

sotto le finestre.
dell' attico.

H H Cornice che sostiene

il

poggiuolo interno

della sala.

a Tutte quattro

le scale

luoghi terreni, e questa

Gabriele

fratelli

cagionavano
ciso

modo

delle porte

Capra possessori

alla bellezza di

della

il

alle

logge, avevano un'apritura nel mezzo, per cui

Rotonda

la inutilit

riguardo

questa fabbrica queste apriture, ebbero

che sono negli anditi e nelle camere

meno

a chi

quali sono di

ne ha formato un disegno tanto ripieno

solo ai veri intendenti dell'arte

ma

si

passava ai

disegno del Palladio. Conosciutane da' signori Marchesi Marzio, e


al
il

comodo,

compreso

lo

sconcerto che

saggio avvedimento di ridurle nel pre-

voluto dal Palladio. Questa loro risoluzione fa sperare che levino eziandio

nati, e molto

non

che conducono

non era secondo

un gusto che

fa

superflui ornamenti

poco onore a chi

di superflue frastagliature, che

gli

ha ordi-

muove nausea

a tutti quelli che sono forniti di una sufficiente dose di senso comune.

-18MISURE ESEGUITE

MISURE NE' DISEGNI DEL PALLADIO


Camere maggiori lunghe

larghe

....
....

Stanzini lunghi

larghi

Anditi larghi

....

26
1

Il

Logge lunghe
Altezza della trabeazione

piedi

piedi

2k

15

l>

10

3-

Hi

12

30

30

13

iO

16

1
I
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II

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t=
B^g^B^pip.

TU

>

-3

--

re

VJ

"""J

==

FABBRICA

DEI FRATELLI PISANI


PATRIZI VENETI

NELLA VILLA

liei
fici

libri del

Palladio troviamo disegnato

Vittore,

fratelli

Marco

BAGNOLO

DI

presente palazzo per

il

e Daniele Pisani.

Questo luogo

magni-

tre

quasi affatto

compiuto: ora posseduto dal N. U. signor Pietro Vittore procurator Pisani,


degnissimo discendente da cos

illustre

famiglia.

posto in Bagnolo,

del distretto Vicentino, ed situato presso ad un fiume,

il

villa

quale somministra

prodotti di quelle terre.

A riserva

di qualche variet nelle grandezze delle parti, egli interamente

uniforme

la

opportunit di trasportare in Venezia

alla pianta

cio

che

ci

ha lasciata f Autore nel libro n, capitolo xm. Le adjacenze,

vastissimi luoghi rurali sono

secondo

il

disegno dellAutore.

forma per comodo

appena

principiati, e

probabile che sieno

di potervi trebbiare e custodire

il

non sono

costrutti

stati ridotti sotto altra

abbon-

riso, prodotto

dantissimo di que fondi.


In tre piani diviso

luoghi inservienti

padroni; ed
partito in

una

il

il

palazzo; in piano terreno per

comodo

al

in

bella forma, e di

una

in esecuzione. Nel lib.


del cortile vi sono
villa.

Le

alla sala
11,

cap.

le stalle, le

un

fabbrica per

xm

egli
i

abitazione del padrone:

terra sette piedi: sotto vi sono

le

altezza uguale alla

Palladio, nella descrizione

una dimensione maggiore

cantine,

ne parla

granari

il

sala di

architrave che serve d'im-

Il

cos:

di quella

Dall'una

che ha

P altra parte

e simili altri luoghi per uso della

colonne dei portici sono di ordine dorico.


/'

altri

piano nobile resta com-

una maestosa proporzione. La sua

posta, sopra la quale riposa la vlta della sala.

Il

due comodi appartamenti. La

sala e in

larghezza, ornata di pilastri dorici, ed ha

di questa fabbrica,

cucine ed

della famiglia; in piano nobile per servigio dei

terzo per granaj o stanzini a tetto.

due logge,

le

pavimento

La parte
delle

di

mezzo di questa

prime stanze

alto

cucine ed altri simili luoghi per la famiglia.

da

La

-22loggia, ed in (ine

pilastri sugli angoli della

terminata sono simili

al

frontispizio col quale ella

il

disegno del nostro Autore.

Nel disegnar questa loggia, avrei formati gT intercolunnj un poco pi larghi,


se

non me

lo avessero

impedito

le

misure della pianta eseguita.

volesse porre in esecuzione la presente loggia secondo

Chiunque

non

del Palladio,

il

disegno

potrebbe riuscirvi senz'alterare sensibilmente la pianta:

imperciocch l'Autore disegn

la sala dalla

parte pi ristretta, cio da quella

che corrisponde verso questa loggia, ed larga piedi 18. La loggia ha


intercolunnj

quello di mezzo disegnato largo 4 diametri;

diametri 2 e |j

mezzane

il

di questi

8 diametri e

I,

delle

loggia secondo

le

due

il

deve corrispondere

quali sono distanti

le

perch

'-,

il

come ho

fatto io,

tolo

xiii.

gradini;
di

egli

le

medesimo

se

ne

alla

dall'altra

la sala

il

nome

che non

ammire-

si

del Palladio. Al-

trovano

si

sia giustificato
,

pianta eseguita.

sue adiacenze,

illustrare

Veramente elleno sono tanto oscure

ma

una

Palladio, dovrebbe

il

per adattargli

cuni non vogliono per perdonargli l'oscurit in cui

quantunque

alle precise

diametro delle colonne di

disegno della pianta che ne ha dato

rebbe un'opera che da s sola potrebbe

secrete,

1'

tre

laterali di

luogo di piedi 18. Chi volesse poi erigere questa

presente palazzo fosse finito con tutte

il

due

verrebbero mezze chiuse, stante che

finestre

ristringere gl'intercolunnj,

Se

finestre

due intercolunnj,

pi larga in quel

non

due

che sono piedi 17 e

Dunque

2 piedi.

mezzo

le

due

nel libro

ii,

scale

capi-

ne discernono

se

questo un difetto perdonabile (10), in grazia delle tante bellezze

questo palazzo, cio di una sala e di una loggia che ha un carattere che

eccita diletto ed

due

ammirazione,

di

due appartamenti comodi

e grandiosi, e di

nobili prospetti se fossero terminati (Tavola 8).

TAVOLA
TAVOLA
TAVOLA
TAVOLA

V. Pianta.
VI. Prospetto principale.

VII. Altro prospetto verso

il

cortile.

Vili. Spaccalo.

MISURE ESEGUITE

MISURE NE' DISEGNI DEL PALLADIO


Camere quadrate

piedi

piedi

Camere

di

una larghezza e mezza

24

25

..7

28

i 1

W2

45

Ripostiglj larghi

Sala larga

..52

stretta

16-^ per

larghe

lunga

per un lato

lunghe

Camere maggiori larghe

Larghezza nella parte pi

...

l'altro

TJX

TX

TX1

TUX

Tn

fe>

*>-

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<=;

.-

-a

t'ite

**

*-

A-

"C

FABBRICA
DI IX. EE. LI SIGNORI

FRANCESCO

ZIO,

ALMO RI FRANCISCO NIPOTI

PISANI
IN

Ola

Eccellenza

il

MONTAGNANA, CASTELLO DEL PADOVANO

Francesco Pisani, Patrizio Veneto, fece disegnare

sig.

la

seguente fabbrica presso ad una porta di Montagnana, e principi anche ad


erigerla;

ma, sorpreso

dalla morte,

non pot

ridurla

al

suo totale compimento.

Posta ella in una bella situazione; ha due strade comuni che ne limitano
la

lunghezza.

Il

Palladio, al quale

non mancavano

giudiziosi ripieghi, indu-

striosamente gitt un arco sopra ognuna delle due strade a guisa degli archi
trionfali,

ed in capo a questi eresse due eleganti

torri, nel

pian terreno delle

quali dispose degli appartamenti e dei luoghi da servigio. Nel secondo piano,
col

mezzo di un attico posto sopra i due archi, form un

gli

appartamenti del piano superiore della fabbrica principale con quelli delle
Oltre di che, vi sono nel terzo piano degli stanzini a tetto,

torri.

sale

a'

quali

per delle scalette a questo fine erette, che danno comunicazione a

tre gli
Il

passatizio (1 1) che unisce

tutti

appartamenti in esse torri contenuti.

corpo principale A, eh'

terreno,
zini e

si

come

si

comprende

un andito, per

il

il

solo che

si

dalla pianta,

quale

si

vede fabbricato, contiene nel piano

un

atrio,

quattro stanze, due stan-

passa in una loggia che ha

il

suo prospetto

-24sopra un giardino [Tav. 9).N

che vanno

vi

sono

scale a

le

lumaca (12),

dall'alto al basso degli appartamenti. L'atrio quasi quadrato,

ha quattro colonne isolate,

modo

piano superiore pi sicuro.

il

stanze maggiori sono quasi lunghe una larghezza e

altezza ricavata

con

la

media proporzionale geometrica

sono quadrate, e per formare


della larghezza,

la

ed

quali di proporzionare l'altezza

l'uffizio delle

render in certo

alla larghezza, e di

Le

capi di questa loggia

ei

due

terzi; la loro

Le

stanze minori

(13).

loro altezza, vi stata aggiunta la terza parte

come insegna l'Autore

sono lunghi due larghezze, meno

la

nel libro

nona

i,

capitolo xxm(14). Gli stanzini

parte,

ed hanno un'altezza

di

due

larghezze. Tutte le stanze, di questo piano sono a vlta; la loggia pi lunga


di

due
Il

larghezze.

piano superiore contiene una grandiosa

all'ultima cornice della fabbrica,

primo piano.

Un

terzo ordine vi ancora, che contiene varj stanzini a tetto, che

servono di grandissimo uso per


soffitti

di legno.

giunge sino

sala, la di cui altezza

ed altrettante stanze, quante ve ne sono nel

Il

Tutti

la famiglia.

due

hano

predetti piani

piano nobile, cio quello di mezzo, ha pure una loggia con

colonne joniche sovrapposta a quella terrena.

Ora che ho terminata la descrizione delle forme


interne, descriver con

adoperate negli

la possibile

alzati interni

ed

chiarezza

e proporzioni di queste parti

ornamenti e

gli

le

proporzioni

esterni.

Per proseguire con qualche metodo, principier dalle colonne doriche


poste nell'atrio,

La imposta,
una

le

quali sono alte 7 diametri e

un quarto,

e sono senza basi.

ossia cornice architravata, sopra di cui principia la vlta, alta

delle undici parti e

mezza

dell'altezza della colonna. Quattro

sono

le

sopra descritte colonne isolate, ed altre otto ve ne sono di mezzo rilievo,


oltre a quattro pilastri posti negli angoli dell'atrio.

proporzione

si

queste vi sono
fatte dal

La

ammirano frapposte

dell' eccellenti statue

Quattro nicchie

colonne ed

alle

rappresentanti

le

ai pilastri;

eli

bella

dentro

quattro stagioni dell'anno,

celebre Alessandro Vittoria scolare del Sansovino.

corpo di mezzo del

facciata di questa graziosa fabbrica viene ornata nel

primo piano da un ordine dorico con


simo ordine sono decorati due archi
i

ornato da un ordine jonico.

colonne senza

basi.

quello di mezzo

Il

colonne di mezzo
(Tavola 10/

rilievo, e del

Il

mede-

secondo piano resta

dorico, che riposa sopra un piccolo zocco, ha

le

Gl'intercolunnj sono di 2 diametri e quasi tre quarti; e

un poco minore

a Si osservi die l'Autore

le

laterali

non

di quattro diametri".

fu scrupoloso nel formare

uietope riuscissero perfettamente quadrale: imperciocch

le

gl'intercolunnj

troviamo

La proporzione

delle

di cos giusti spazii acciocch le

alle oncie

22,

larghe 19 e tre (piarli.

-257 diametri e quattro quinti, e la sua

colonne

corrisponde

tutto l'edifzio,

alla

trabeazione,

la

quale cinge

quarta parte delle medesime. La cornice di

questa trabeazione resta alternativamente convertita,

il

che produce un gra-

zioso effetto.

Del medesimo ordine,


posteriore,

di cui intercolunnj

Si osservino le porte maestre


le sole

diametro sono

e dello stesso

sono

colonne della loggia

le

simili a quelli del prospetto.

che danno ingresso nell'atrio,

le

quali sono

apri ture esterne che in questa fabbrica sieno ornate. Esse sono costrutte

secondo

precetti di Vitruvio". Divise

il

mit della cornice dell'ordine dorico in

mano le

mezza formano

e.

ad esser

parte del

le

due larghezze

alte

terzi della

larghezza degli

lume

al

tre parti e

alla

som-

mezza; due di queste for-

nuovo sono

divise in dodici;

loro maggiori larghezze: esse

dunque vengono

Queste due parti

altezze delle porte.

e cinque

Palladio l'altezza dal suolo

di

e la quarta parte.
stipiti,

basso di esse porte;

lume

Il

quali sono

sopra ristretto due

di

un poco maggiori

ma non sono

rastremati,

della sesta

come

gli

or-

dina Vitruvio (15).


Il

Palladio

non

(Tavola ll.^ma

cornice piana,

vi fece la
vi

pose

suoi sopraornati,

parte dell'altezza di esse porte.

ghezze e

la

undecima

parte.

Le

loro altezze, cio che con

norma
Il

Questa diversit

Il

una

quali sono minori della quarta

secondo ordine, eh'

ed

il

la

vede che

la stessa

ragione fossero determinate

quando

il

finestre.

convertita e ridotta in una fascia.


la

quinta parte di quelle do-

alla

la

trabeazione cor-

quarta parte dell'altezza delle colonne.

Ognun

trabeazione divisa in dodici parti e mezza, tre e mezza delle

quali sono impiegate per l'architrave, quattro per


Il

quanto nelle

prospetto, forma poggio alle

sua proporzione 9 diametri e un sesto, e

la

lar-

jonico, riposa sopra de' piedistalli che sono senza

quando continuata,

risponde perfettamente

due

sola proporzione fossero fissate le altezze

diametro di queste colonne joniche minore

riche;

alte

proporzioni non piace uni-

cimasa ricorre quanto lungo

sono

di

delle rispettive loro larghezze, tanto nelle porte,

basi, la di cui

finestre,

quell'antico Autore

finestre di quest'ordine

versalmente. Alcuni vorrebbero che con


le

come insegna

il

fregio e 5 per la cornice.

nostro Autore ne' suoi precetti stabilisce, che nell'ordine jonico

praornati sieno

maggiori, cio

alti la

la

quinta parte della colonna. In questa fabbrica

quarta parte.

Una

li

so-

trovai

totale contraddizione merita particolare

osservazione.
In un'altra fabbrica del Palladio, che

a Vitruvio j
Tom.

Il

lib. iv

cap.

si

trova in Vicenza,

quale

la

vi.

si

-26primo ionio

descritta nel

di quest'opera", trovai la trabeazione crescente della

quinta parte della colonna. Sopra un ordine dorico egli

mise

vi

di cui trabeazione una media proporzionale aritmetica fra

quinta parte della colonna.


parere intorno a

tale

Non mi

arrischiai in allora d

accrescimento:

ma avendo

jonico, la

il

la

quarta e

pronunziare

il

la

mio

scoperto nella fabbrica pre-

sente una maggiore alterazione, cio che la trabeazione alta la quarta parte,

credo di poter conghietturare nel seguente modo. Queste due fabbriche sono

ugualmente ornate dai due ordini, dorico


giusta

le

quella del jonico

quinta parte.

la

trabeazione jonica

la

sia

due ragioni: prima per


la

e jonico.

regole del nostro Autore, alta

la

La trabeazione

del dorico,

quarta parte della colonna, e

Pu aver dunque pensato

il

Palladio, che

eccessivamente minorata da quella dorica; e ci per


la

diminuzione

un secondo ordine,

di

poi per

diversa proporzione che passa fra la trabeazione dorica, la quale la quarta

parte di una colonna di maggior lunghezza; e la trabeazione di un' altra

colonna minore

Pu anche

il

quale solamente

la

nostro Autore aver avuta in considerazione

angoli, dal vertice de quali

minore

Palladio

della grandezza

pu aver accresciuta

ponendola

al

la diversit de^li

vengono misuratele sopraddette trabeazioni; infal-

cosa essendo che quella che miriamo sotto

libile

risce

quinta parte di essa colonna.

alta la

Con

sua propria.
la

un angolo minore compaqueste avvertenze forse

il

trabeazione jonica, acci non discordasse,

paragone con quella del primo ordine.

Certa cosa , che nelle fabbriche joniche di un solo ordine, o in quelle

ove un ordine pi gentile sovrapposto


segno

tal

la lor

osservazione

trabeazione. Io

come

al

jonico,

non pretendo

un'infallibile scoperta,

non troviamo

di voler

ma

piuttosto

come una semplice

conghietlura, suggeritami dal desiderio di conoscere per quali vie


sia

giunto a perfezionar

diletto si

Avverto per, che

Palladio

in

tunque inventata
finestre di

qualche

altra

sua fabbrica decorata coi medesimi due

non ha tenuto lo stesso metodo: e ne abbiamo un luminoso

esempio nella Basilica

il

il

sue fabbriche con quelle bellezze che con tanto

ammirano.

ordini di questa, egli

Le

le

alterata a

enunciare questa mia

di Vicenza, la pi

superba delle sue produzioni, quan-

nella sua giovent.

questo secondo piano sono

alte

due larghezze

e la sesta parte,

Palladio nel libro primo della sua opera cap. xxv, insegna

le finestre

che siano corrispondenti

alla

il

modo

di

fal-

grandezza delle stanze che devono

illuminare. Indi discende a darne le regole particolari, e le loro proporzioni

a Vedi

il

Palazzo Chiericati, Tav.

\r, Ioni.

i.

-IInel seguente

modo: Di una parte

le finestre

faccio

larghe in luce, e di due

alle.,

aggiuntavi la sesia parte della larghezza: e secondo la grandezza di queste faccio


tulle quelle delle altre stanze.

debbono esser

la sesta parte

altrefinestre pi di

Le finestre

di sopra, cio quelle del secondo ordine,

minori della lunghezza della luce di quelle di

sopra sifaranno, similmente per

lasciatici ne' suoi dottrinali,

Questi precetti

sotto, e se

la seslaparte si devono diminuire.

per dire

il

vero, non

trovano

si

posti in pratica nelle di lui fabbriche. Imperciocch quasi costantemente tro-

viamo

come

pi svelte nei secondi ordini di quello che sieno nei primi,

le finestre

miriamo nel presente

le

Veramente

edifzio.

gione d'una pratica tanto opposta

a'

io

non comprendo

suoi precetti, della quale solo

potrebbe render ragione. Si potr forse

riflettere

che

tutti gli

la

ca-

Palladio

il

ordini primi per

legge di solidit sono costantemente pi robusti dei secondi; e che perci le


finestre
e ci

Si

per mantenere una certa analogia

fra l'ordine e le finestre frappostevi.

pu anche conghietturare, che siccome

dono

tozza di quelle del secondo ordine;

devono avere una proporzione pi

altezza che

rienza una

compariscono all'occhio

veramente non sono. Pu


cognizione (16),

tal

la

dei secondi ordini

prime, cos per un costante

sotto angoli minori di quelli delle

di ottica quelle

le finestre

di chi dal basso le

si

ve-

effetto

guarda di minore

Palladio aver acquistata dall' espe-

il

quale lo abbia avvertito, che minorando

l'al-

tezza delle finestre de' secondi ordini, queste riuscivano troppo basse in con-

fronto delle prime; e perci egli

formando

pu aver

prescelto di

la

proporzione,

prime pi tozze delle seconde. Non so per comprendere, come

le

nel capitolo spettante a questa proporzione egli

Da un ben

non ne abbia fatto alcun cenno.

proporzionato frontispizio vien terminato

questo palazzo,

il

quale

del nostro Autore


la

mutarne

si

pu chiamare una

Tavola 12

il

corpo

di

mezzo

di

delle belle e grandiose invenzioni

La comoda ed armonica

interna disposizione,

semplicit non disgiunta dall'eleganza, la continuazione della trabeazione

dorica che corona

ben intesa unit;


e di ornare

due sopra

descritti archi e le torri

l'idea di lasciar liberi

loro ingressi

passaggi per

le

da cui risulta una

due strade

laterali,

con eleganza, accrescono pregio e nobilt a questo

edifzio.

TAVOLA

IX. Pianta.

TAVOLA

X.

Prospetto.

AA

Ornamenti

B Cimasa

della porta e suo profilo

dei piedistalli.

-28-

TAVOLA

XI.

Trabeazione

e capitello

dell'ordine dorico

esterno.

Spaccato.

TAVOLA XII
f

Altro spaccato.

'

DD

Base e trabeazione dell ordine jonico.

EE

Capitello e cornice architravata delle co-

lonne dell'atrio.

MISURE NE' DISEGNI DEL PALLADIO

MISURE ESEGUITE
27

Atrio quadrato di

piedi

28

26

per

Larghezze delle camere maggiori

Io

28

26

fi

15

IO

10

27

"

Lunghezza

Camere quadrale

Gabinetti

Larghezza della loggia

i i

Lunghezza

28

Trabeazione dorica

Altezza delle colonne joniche

Trabeazione jonica

...

per un lato

pied

16
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6
I

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TU

FABBRICA

GODI IN LONEDO
ORA DELLA NOBILE SIGNORA CONTESSA

VIOLANTE GODI PORTO

li eli' anno 1542

il

sig.

nedo sua villa, sopra una

Andrea Palladio,

di

il

Girolamo Godi nobile Vicentino


collinetta di facile salita,

fece erigere in

Lo-

una fabbrica con un disegno

quale non contava in allora che ventiquattro anni

una

e perci io credo che questa sia

6
;

prime sue invenzioni. La fabbrica

delle

interamente finita, tranne le sue adiacenze. Queste troppo nobili essendo

per una casa che non ha alcun ornamento, consistevano in iscuderie, in por-

con colonne doriche, che con varie direzioni fiancheggiavano

tici

ed in

con portici e fabbriche

cortili

ma

invenzioni, di ugual comodo,


Agiati e grandiosi sono

rurali, alle quali

di

minore

sono

l'edifizio,

state sostituite altre

bellezza.

luoghi da servigio, che restano coperti con sode

volte sostenute da robustissimi muri: la loro altezza contenuta nel zocco della

fabbrica,
le

cucine,

il

quale alto piedi 12, oncie

le

dispense,

necessaria per render


Il

tinelli,

vi

In questo piano vi sono disposte

luoghi per ispremer

comodo un

piano nobile sopra di cui

9.

palazzo di villa per

sono

larghezza e quasi tre quinti

della sua larghezza. Gli archi

parte; e

pilastri

sono larghi

la

La

alti

il

Palladio l'anno i5i8. Vedi

due

loggia lunga

ter-

una

la terza

la

due larghezze, meno quasi un'ottava

parte del

lume

degli archi (17).

seguente iscrizione: Heronjmus Godus Henrici Anloiiii

anno MDXLII.

b Naccpie

signore.

una loggia

sua altezza solamente 15 oncie maggiore

sono

a Nel prospetto di questa fabbrica vi posta


fecit

un

granaj, contiene

razzine scoperte, una sala ed otto stanze (Tavola Z).

uve, ed ogni parte

le

Temanza, Vita

di

Andrea

Palladio.

flius

-30La

lunga poco pi di una larghezza e mezza. Delle stanze, che tutte

sala

hanno

soffitti

ed alcune

piani di legno, aleune sono lunghe quasi

altre

avvicinano

si

La

alle loro larghezze.

sala

un poco minore

tezza

quadrato:

al

ha

soffitto

il

una larghezza

e mezza,

loro altezze sono quasi uguali

le

piano di legno anch'essa;

sua al-

la

della sua larghezza.

Nell'edizione delle opere del Palladio fatta all'Aja per Pietro Gosse l'anno

1726,

Giacomo Leoni non contento

l'architetto

Palladio, ridusse capricciosamente le finestre che

due quadri; quando nel disegno


di

mezzo

quantunque non

sia

del nostro Architetto

dove non

della fabbrica,

cornice che corona

di copiare

danno lume

sono

vi

il

disegno del

(18) ai granaj, di

sono quadrate. Nel corpo


ne ha disegnate. La

finestre, egli tre

fabbrica, la fece ricorrere anche nel corpo di mezzo,

la

disegnata dal Palladio; ed io senza decidere

migliorata questa invenzione, dico che

non

conforme

al

s'egli

abbia o no

disegno dell'Autore.

Ve-

L'architetto N. N. nella edizione delle opere del nostro Autore fatta in


nezia per Angiolo Pasinelli l'anno 1740, pretese di dare
sente fabbrica nel preciso

dodici piedi pi

alta.

modo con

il

disegno della pre-

cui ella stata eseguita: eppure

disegn

la

questo basti per comprovare qual conto far

debba

si

dell'opera di questo Anonimo.


Il

disegno del prospetto, pubblicato dal Palladio, differisce in tante parti dal-

che per poterne con evidenza dimostrar

l'eseguito,

mi

levate (Tavola 14J,


la

risolsi di

fabbrica eseguita, segnata con

del Palladio,

le differenze

le lettere

E E

Tavola 15

quale ho contrassegnato colle lettere

il

possa farne da s

il

che

ho

vi

ri-

porre nella medesima tavola rappresentante

confronto, e rimarcarne

),

anche

il

disegno

P P perch ognuno

le variet.

Non

posso per di-

spensarmi dal farvi sopra qualche osservazione non inutile interamente. Indubitabile cosa

1542, e che
egli la

che

fabbrica stata eretta,

la

altres

l'anno

vero che

pubblic colle stampe di Domenico de' Franceschi in Venezia l'anno

1570, cio 28 anni dopo ch'ella

a Presso
libri

come abbiamo veduto,

Palladio fu assistente alla sua esecuzione".

il

la

stata eretta. Si

pu dunque ragionevolmente

nobile signora contessa Violante Godi Porto, attuale padrona di questo palazzo, conservatisi due

Mss. dove sono registrate tutte

le

spese occorse per l'erezione della presente fabbrica, e dove

si

leggono

varie ricognizioni fatte al Palladio per l'assistenza prestata; alcune delle quali ho creduto di doverle registrare , e sono le seguenti:

26 Agosto i54o diede messer Pietro a messer Andrea Architetto


25 Marzo i54g diedi

al

3 Gennaro i552 diedi

16 Marzo i552 diedi

22 Giugno diedi

24 Marzo
22 Giugno

al

al

Palladio

Palladio

al

al Palladio

Palladio

un

Palladio

crosato

un cechin

uno scudo

Palladio uno scudo

al

L.

uno scudo

un ongaro

6 16

6 19

6 16

i/(

-31supporre che

disegno pubblicato dall'Autore

il

una correzion

sia

idea da lui formata negli anni di sua giovent

e che

della

prima

lunghi studj e

l'acquistata esperienza lo abbiano consigliato a doverla pubblicare purgata

da que'
tali

che

difetti

correggono in et matura. Qualcheduno per trovando

si

inconvenienze

in

questa fabbrica, per salvare

potrebbe imputare cotesti

Ma

dello stabile.

la

riputazion del Palladio,

da quanto sogghigneremo in appresso

vedr che questa

si

supposizione insussistente; e che questa fabbrica, tale qual


dal Palladio,

ed

o dei padroni

difetti all'arbitrio degli esecutori,

Dopo che

eretta sotto la sua direzione.

colla solita sua brevit questo edifizio, egli soggiugne:

il

stata disegnata

Palladio ha descritto
stata questa fabbrica

ornata di pitture di bellissima invenzione da messer Gualtiero Padovano, da mes-

Moro Veronese

ser Battista dal

gentiluomo ,

il

da messer

Battista Veneziano;

che sia possibile , non ha guardato a spesa alcuna, ed ha scelto

Dalla presente narrazione


finita

pi singolari ed

eccellentipittori dei nostri tempi

piutamente

perch questo

quale giudiziosissimo , per ridurla a quella eccellenza e perfezione

si

comprende che la fabbrica a quel tempo

ed ornata nell'interno con

le

era

com-

vaghe pitture che in oggi ammi-

riamo. Queste pitture presentemente esistono ancora fresche e ben conservate.

Esprimono
artefici,

storici e poetici, ne' quali

fatti

senza che vi

si

scopra alcuna mancanza nelle favole o storie rappre-

sentate, n alcun difetto


stato inventore

si

distingue nei comparti, dei quali

Dunque

eseguita conforme

al

si

pu concludere con

potr credere, che anche

differisca dal disegno,

il

Palladio stesso

certezza, che la fabbrica

preciso ed autentico disegno fatto dal nostro Autore.

Se mi viene accordato che questa


si

s'ammira l'ingegno dei predetti

non

la scala

sia

invenzione del Palladio, perch non

maestra che

si

vede eseguita, quantunque

ordinata dall'Autore?

sia quella

Egli la pubblic col predetto disegno, larga quanto lunga la loggia; ed


eseguita di una larghezza uguale all'arco di mezzo di detta loggia.

Le due

terrazzine scoperte che fiancheggiano la scala, e che coi balaustri arrivano alla
dirittura delle

due

danno ingresso

ai

quantunque non

ale della fabbrica

sotto alle quali vi

sono due porte che

luoghi terreni, saranno anch'esse d'invenzion del Palladio,


si

veggano

Tanto lontana trovai

la

ne' suoi disegni.

presente fabbrica dal gusto del nostro celebre

Maestro, ch'io non l'avrei certamente riconosciuta per sua, se prevenuto non

a Palladio,

lib.

b 5 Settemb.
Palladio

li

Palladio

li

n, cap. xv, pag.

65

549 a^ Palladio peravermi fatto il compartimento della camera dietro


diedi ad 22
diedi

a'

Zugno i55o per

4 luglio per

lo

lo

all'orto,

uno scudo

disegno della camera presso la loggia, uno scudo

disegno della sala

un ongaro.

L.

i6

6 16

-32-

ne

fossi stato da' suoi

cui inerito maggiore

ganza da

lui

la

la

le

che formino unit;

sacome del Serbo,

la

esposto

il

di

l'ele-

della

ricerca

si

trovano lega-

stipiti delle

gli

il

porte

una

sola cornice d

quale tiendel gusto dei primi secoli


la

fabbrica.

balaustri della scala e delle terrazze sono le sole pietre saco-

mate in tutto l'interno ed esterno della

il

vi

si

risorgimento dell'architettura, corona interrottamente

Questa cornice e

Ho

fabbriche romane

hanno alcun ornamento. Una

interne ed esterne non

sacoma che imita

male manca

luminosi nelle opere sue posteriori. Indarno vi

di fascie, cornici e zoccoli

il

pu negare che questa fabbrica,

esternamente, come internamente: non

euritma cos

dopo

si

robustezza, abbia del grandioso;

acquistata colle osservazioni delle

quale ha dati saggi

menti

Non

disegni.

mio parere intorno

disegno del Palladio e

la

casa.

Con

da

le traccie

si

riscontrano fra

non pretendo per

fabbrica eseguita. Io

colto precisamente nel segno.

che

alle notabili variet

me

di aver

indicate potranno gl'inge-

gni penetrativi giugnere a quelle condizioni, alle quali la poca mia intelligenza

non ha saputo

arrivare.

Ad ogni modo,

questa fabbrica, qualunque ella

sia, si

rende degna d'osservazione per l'aggiunta di molte parti considerabili, cio


di varie

comodissime strade sostenute da

spesa sopra l'acuminata collinetta, e che

che pi

non poco

soprannominati

dell'architettura, e

vaghezza e

conducono

rende specialmente pregevole

la

luogo. Contribuisce
fatte dai

pilastri e vlte,

il

XIII. Pianta.

TAVOLA

XIV.

m JTr^r
TAVOLA

-MT-rr
XV.

>

deliziosa,

si

l'amenit

del

Tutto ci concorre ad attraervi gl'intendenti

ad ammirare, oltre

TAVOLA

casa suddetta"; e quel

a decorarla l'ornamento delle pitture interne

artisti.

buon ordine che

alla

formate con immensa

vi

qualit della fabbrica, anche

alle

ha sparso

la

la

natura migliorata dall'arte.

Prospetto.

^
Spaccato.

{
(

4_ Cornice che corona


B

Balaustri e sua cimasa.

MISURE NEI DISEGNI DEL PALLADIO


Larghezza della sala

la fabbrica.

MISURE ESEGUITE

piedi

piedi

24

Sua lunghezza

36

Larghezza della loggia

23 7
36 5
1

4 9

17 3

Camere larghe

15 S

23 6

lunghe

a Per rendere questo

sito

picchia spesa. Palladio,

lib.

comodo per V uso

24

24

di villa, vi sono stati fatti cortili e strade sopra vlti con

u, cap. xv, pag. 65.

non

T D

TXV1

rn

T/XVIl.

FABBRICA
DEL NOBIL SIGNOR CONTE

ALESSANDRO PIOVENE
LONEDO

IN

Il prospetto della presente fabbrica, la quale posta sopra di

un

un'amenissima situazione, vien decorato da una elegante

cui disegno

indubitabilmente del Palladio.

Andreas

La

sia di

un archivolto

non

lascia

una porta che d

sua invenzione. Ella posta sopra di un basamento,

cui colonne sono alte 8 diametri e poco pi di

tercolunnii minori sono larghi 2 diametri e

poco meno

La

di tre quarti.

|;

due

loggia
alza

si

jonico, le di

terzi (Tavola l&J. Gl'in-

e quello di mezzo 2 diametri

uniforme

alle regole stabilite

Autore.

Rapportandosi

alle

in questa fabbrica,

voci popolari,

che

non abbiamo d'invenzion

la sola loggia,

la

ganza degl'intercolunnii. Questi non sono del genere


metri e

j,

del Palladio

quale vien riconosciuta per una

delle sue belle produzioni, tanto per l'interna proporzione,

quanto per

E'ustilos,

distinguerne

certamente

le

all'

di 2

l'ele-

cio di 2 dia-

genere riputato perfetto da Vitruvio, dal Palladio e da

quantunque sieno

alla

quale

il

un ordine

la

trabeazione corrisponde alla quinta parte

dell'altezza delle colonne; e la sua divisione


dall'

di

dubbio a credere che

dal suolo piedi 12, oncie 11 e^, ed decorata di

il

tradizione unita alla seguente iscrizione,

Pattadius Architeclus, posta in

ingresso agli appartamenti terreni

loggia,

colle in

altri

ma

diametri e~, non iscompariscono, n l'occhio pu

differenze

le

quali sono tenui in guisa, che sfuggirebbero

occhio del pi esperto osservatore. A

popolare opinione oppor

dente del gusto del Palladio.

si

debba

Infatti

il

me sembra

per

altro,

che

sensato giudizio di qualche inten-

qualcheduno potrebbe dimostrare,

mio

-34credere, che

il

Palladio, forse negli anni suoi giovanili, abbia inventata la

appoggiandosi

pianta e lutto l'alzato di questa fabbrica,

primo luogo

In

si

trova che

la

cio in sala, in istanze, in gabinetti e in


di scala

da

lui

seguenti ragioni.

divisione interna della fabbrica

moltissimo a quelle compartizioni che usava

forma

alle

si

avvicina

Palladio nelle sue invenzioni,

il

due scale

a chiocciola [19) (Tavola 17);

frequentemente usala per risparmiare

il

terreno ed im-

piegarlo in pi utili comodit. Inoltre potrebbe osservarsi che nel prospetto

sono delle parti,

vi

quali

le

palazzo Godi, ora Porto

condo piano, ed
conserva

il

(20),

da modiglioni,

finestre sostenute

loro
le

stipiti, le fascie

Godi.

infine la cornice modiglionata che corona l'edifizio, la quale

carattere della fabbrica Porto.

sia

a credere,

che questa in-

dello stesso architetto che disegn la soprannominata fabbrica

siccome

si

pu supporre che

il

prospetto di quello sia stato dall'Au-

tore regolato nella pubblicazione delle sue opere,

descrivendo quell'edifizio; cos in questa


corretto

sporgenti sotto ad esse

cimase dei poggi delle finestre del se-

Tanta uniformit nelle parti mentovate induce


venzione

del

cio la distribuzione esterna delle finestre, la

proporzione del loro lume

hanno grandissima analoga con quelle

si

come abbiamo

pu credere che

il

dimostrato,

Palladio abbia

solo prospetto della loggia disegnato nella sua giovinezza, sosti-

il

tuendo un colonnato a ci che prima

esisteva.

perciocch indubitabilmente

era di gi eretta secondo

la loggia

Dico

gusto della fabbrica ch'esiste. Ci manifestamente

si

il

solo colonnato;

im-

il

medesimo

comprende

dalla cor-

nice che corona le due ale della facciata, la quale ricorrendo nei fianchi
di essa loggia, viene a

terminar vicino

alle

colonne poste sugli angoli della

medesima, senza che un solo membro di essa


per dimostrare unit e continuazione;

Nemmeno
che forma
sia

il

il

si

uniformi

che produce un

alla

cornice jonica,

effetto cattivo.

l'iscrizione scolpita nell'archivolto della porta posta nel

basamento delle colonne, prova che

il

muro,

solo colonnato della loggia

d'invenzione del nostro Autore, come da molti vien supposto. Niuno

certamente, che legga quella iscrizione senza prevenzion veruna, potr credere che

il

solo colonnato sia del Palladio,

dalla diversit di gusto

Non

che

si

ravvisa fra la loggia e

presumibile che fosse stato inciso

di questa fabbrica, s'egli


loggia.

a Vedasi

la

tavola

xiw

quando

il

nome

ci
il

desumer non voglia

restante della facciata.

del Palladio nel prospetto

non avesse disegnato che

le sei sole

colonne della

-35Quella iscrizione, che presentemente


posta sotto alla scala, in altro

si

tempo era

nell'interno. Questa scala che

presentemente esiste,

vi stata posta in questi ultimi

dell'architetto N. N.

e perci la

lasciare

il

una porta

legge nell'archivolto di

tempi con

ho disegnata solamente

la

direzione

nella pianta, per

prospetto nella sua purit Palladiana. Prima che fabbricata fosse

questa scala esterna,

due

le

scale a chiocciola servivano

per

salire ai piani

superiori.

Posto che queste osservazioni sieno ragionevoli, io spero che non riusciranno
superflue agli studenti della nostr'Arte; imperciocch se altro frutto da esse

non potranno
coltivando

il

ritrarre,

vedranno almeno quali progressi ha

suo bel genio coi lunghi studii, e con

le

fatto

il

Palladio

continue sue medita-

zioni sopra le scelte fabbriche antiche, e a qual grado di eleganza egli

condotte

le posteriori

TAVOLA

XVI.

TAVOLA

XVII.

produzioni del suo nobile ingegno.

Prospetto.

Pianta.

ha

TE

T.7J

tu

/jx

FABBRICA
DEI NOBILI UOMINI

VALMARANA
L1SIERA

Se

il

Palladio

non parlasse

questa fabb.iea eo m e da

di

edificare in Lisiera dal fu sig. Co:

mi

Ini inventata, e fatta

Giovan Francesco Valmarana,

difficilmente

n condan-

sarei determinato a pubblicarla fra la serie delle sue opere;

nabile sarebbe stata la mia esitanza, fondata sopra varie ragioni tolte da moltissimi obbietti difficili a risolversi.
il

Giacomo Leoni

e l'architetto N. N.

dando

disegno di questa fabbrica, pretesero di correggerla, aggiugnendo ed alte-

rando a capriccio alcune

parti, e le loro proporzioni,

procurando

di seguire la

pratica del nostro Maestro; quindi sono accusali giustamente, dagl'intendenti,


d'infedelt. Noi ne

daremo

fra

poco

Io confesso, che se avessi esibilo


il

Palladio

le
il

prove, facendone

la descrizione.

disegno di questa fabbrica

non ne avrebbe riportato grande onore. Dando

la

tal

quale

copia del disegno

stampato dal Palladio, ch' in molte parti diverso dalla fabbrica eseguita, non
avrei operato a
alla

meglio

il

norma

della

massima

ch'io

luogo: se in ci io sia riuscito meglio che


simile, lascio che

colt

mi sono proposta. Per accordare

disegno colla fabbrica, mi convenuto arbitrare in qualche

ne giudichino

che s'incontrano in

solamente eseguita,

e,

periti,

gli altri

ma

che hanno tentato una cosa

quelli a'quali son note le diffi-

simili imprese. Trattasi

come

si

di

una fabbrica

in parte

detto, differente dal disegno pubblicato dal

nostro Architetto; e trattasi di un disegno pieno di errori manifestissimi, nei

a Lib.
Tom.

il.

il,

pag. 53.
io

-38-

numeri che indicano


descrizione che d

quasi impossibile
tali difficolt

parti.

con un esame ragionato

mutazioni ch'io

ini

Oltre di che, confusa molto

la

concepirne un'idea chiara bastantemente. Ben calcolate

il

per l'intiero, sperando

derato, ed

misure delle

le

Palladio di quest'opera; riportandosi alla quale, sembra

il

di

al

mi

possibile,

studiai di disegnarla

avere incontrata l'intenzion dell'Inventore. Nelle

son presa

la libert di farvi,

ho procurato che tutto

sia

sono stato circospetto e mo-

conforme

al

gusto ed

alle

proporzioni,

che ha seguite ed insegnate nelle sue fabbriche e ne suoi precetti

Questa protesta servir

mio metodo

il

di apologia alla

fabbrica Valmarana, render ragione di tutto ci che

la

sembrato degno

quale dovrebbe essere, se fosse stata costrutta giusta

con quali regole

io sia arrivato a

ch'esiste, e dir poi

disegni dell'Autore; e

disegnare quella porzione che doveva essere

perch fosse interamente compita secondo l'idea del Palladio.

Sopra una base

una

alta piedi 1 e

con due appartamenti,

sala

con colonne joniche,


sostenta

un

attico,

la

che

5,

che gira tutto all'intorno della

e nel

mezzo

della facciata s'innalza

di cui altezza di diametri 8 e

si

estende quanto lunga

\.

Un

la loggia,

ritrovasi la presente

la

ma

una loggia

quale contiene

il

un

frontispizio

larghezza di detta loggia. Questo lo stato nel quale

deformata fabbrica. Mi

si

potr opporre, vero, che

Palladio parlando di questo luogo, riferisce che


edificato,

casa, vi

solo architrave

degli stanzini a tetto per uso della famiglia, sopra del quale vi

che comprende tutta

fra

mi

di regolazione.

Descriver primieramente quella porzione di fabbrica

fatta,

Palladio.

il

mia condotta. Descrivendo secondo

al

tempo suo

a ci rispondo, ch'egli lo descrive nello stesso

il

egli era gi

modo

di quelle

sue opere, che appena hanno avuto principio, e che questa era

le

la

maniera ch'egli frequentemente usava nelle descrizioni delle sue fabbriche.

Ora descriveremo, come dovrebb' essere


fosse

compiutamente secondo

sia stato in necessit di farvi

il

il

presente palazzo, se costrutto

disegno dell'Autore, e quali regolazioni io

per correggere un difetto trascorso per inav-

vertenza (per quanto io credo) di chi disegn, o di chi incise

le

sue tavole.

Un quadrilungo di una lunghezza vicina alla linea diagonale del quadrato(2 1)


sarebbe tutto
il

il

terreno occupato dal presente palazzo, se fosse finito (Tavola

1 8);

qual verrebbe ad esser distribuito in due logge terrene lunghe quasi

quattro quadrati (22), in una sala,

la di cui

lunghezza

si

avvicinerebbe ad un qua-

drato ed un quarto, e di due comodissimi appartamenti formati di varie

camere

di diverse

scale, e a

grandezze, figure e proporzioni; oltre a quattro ristrettissime

quattro torri poste sugli angoli della fabbrica. Questa sarebbe

distribuzione interna;

ma

la

dalla parte opposta al principale prospetto, eh'

-3 9 -

mancano

stato eretto,

loggia e le scale ch'erano nella pianta di-

le torri, la

segnata dal Palladio.

Tanto

nel disegno dell'Autore,

appena

tanto ristrette, che

quanto nella fabbrica eseguita,

pu passare una

vi

sono

le scale

deve per

sola persona. Si

credere che ci sia nato per una svista dell'Autore, o piuttosto per un errore

disegn

di chi

presente palazzo.

il

Ma come

potr presumersi che

il

Palladio

abbia formate scale cos ristrette per dover salire a degli appartamenti nobili,
a delle sale e a delle logge?

Sopra della loggia jonica disegnata dal Palladio,

la

quale ha

sua trabea-

la

zione intiera, trovasi un'altra loggia d'ordine corintio, e sopra di questa vi


si

vede innalzato un frontispizio co'suoi acroteri all'antica, e

{Tavola 19). Nello stesso

per togliere
il

le

colonne segnate coi numeri


qual corrisponde

la

riflettendo poi che

colonne

il

Palladio

non era

alla

5,

15 piedi, e

di

colonne

di

la

sua trabea-

l'altezza di

^, e

Ma

queste

ben sapendo che

proporzioni adottate

isolate, risolsi perci di


le

che

due oncie

quinta parte delle colonne.

solito di allontanarsi tanto dalle

anche

sue statue

perch. Nel disegno del Pal-

alte

maggiore di diametri 10 e

diametro due oncie maggiore, per ridur

9 e

il

le

sola differenza

diametro di oncie 17, e che perci

isolate riuscirebbe

dagli Antichi, trattandosi

le

ho disegnata anch'io, colla

mio senso una mostruosit, ho dovuto accrescer

zione di 3 piedi,

il

la

diametro delle colonne corintie, ed eccone

ladio io trovo

il

modo

colonne all'altezza

formare

di diametri

cio della proporzione ordinata ne' suoi precetti. Imperciocch lasciando

colonne di un diametro d'oncie 17,

pi di diametri

5e

j, e

intercolunnii laterali sarebbero larghi

g'

l'intercolunnio maggiore 6 diametri e ^ di larghezza,

che sarebbe inconveniente in una loggia d'ordine corintio. Proporzionando

dunque

il

diametro all'altezza della colonna,

g'

intercolunnii

quantunque

diventino larghi un po' troppo per un ordine gentile, riescono per


sproporzionati; imperciocch

mezzo

di

La descrizion

di

minori non arrivano a 5 diametri, e quello

a 5 diametri e quasi

|.

questa fabbrica

fatta dal Palladio, ,

confusa ed imbrogliata. Imperciocch

ed ha

egli dice,

uno davanti per l'uso del Padrone,

cortili^
i

coperti, nei quali

meno

accomodati sono

come

che questa fabbrica ha due

e l'altro di dietro, ove si trebbia


tutti i

prima,

dissi

il

grano:

luoghi pertinenti alCuso di

villa.

All'opposto nella pianta disegnata troviamo in un de' due prospetti alcune

colonne,

le

quali indicano

nell'altro prospetto,

lonne. Cosa

ma

che

due

portici, cio

supposto da

me

dunque pu credersi?

Io

coperti accennati dal Palladio

il

uno per parte

principale,

non

vi

della facciata;

ma

sono segnate co-

penso che due debbano essere

non appartengono che

cortili;

quello per uso

-40-

di villa; e

che quella

sia la facciata,

che vediamo disegnata nel suo libro coi

due spaccati dei luoghi rurali. Questi spaccati sono


a

Leoni

peri prospetti delle Torri,

il

non

dimodoch

alla nobilt delle altre parti,

correggerne

quali

di

gli

Giacomo

presi da

stati

parve che corrispondessero

suo capriccio, pretendendo di

disegno, v'introdusse un arco con ornamenti dettatogli dal

suo gusto con de'pilastri jonici, e facendovi ricorrere

medesima trabeazione

la

dell'ordine della loggia terrena. Nel secondo piano delle

medesime

fece delle finestre col frontispizio, senza riflettere, che la

torri egli

sua posizione nel

disegno del Palladio non a livello delle finestre nel secondo piano della
casa, e

che queste nel disegno dell'Autore sembrano piuttosto porte che diano

ingresso

granaj, che finestre; ed

ai

delle logge, e le copr

medesimo

infine alz le torri al

con una cupola. Non contento questo rispettabile

Architetto di avere introdotte delle innovazioni nelle torri,


finestre e la porta

fossero adorne a

modo

suo, e perci vi sovrappose a ciascheduna

provazione nel seguente modo. Esse

messo di dire

il

/'

come ho fati

seguire,

non correggere

Giusta

io ;

poich certa cosa

da

lui

non sono

4 diametri, e

cinque, com'egli
state

che quelf autore

N. N. contro

nemmen

egli

li

gli altri laterali

ha disegnati, di

disegnate larghe piedi

soli

2,

che separano

la

le finestre

3 diametri.

pure con

neW

mi

e, se

per-

si presa

si

debba imitare,

la

ma con

altrettanta

necessaria esattezza

cinque intercolunnii

imperciocch quello
\,

non sono

Le quattro

scale

sono
dell'

larghezza di 2 piedi. Nei

alla
,

di

tutti

oncie 9, e quantunque nel disegno

loggia dalle torri

quadrate sotto

la

diametri 3 e

larghe, ponendovi sopra degli ornamenti, che

anche

Leoni;

di uguale larghezza;

Autore, e nella esecuzione esse non arrivino


piccoli spazii

il

ha usata

suo disegno. Doveva prima osservare, che

largo

sua disap-

la critica dell'architetto

il

la

ultimamente delineale

della loggia ch'esiste,

mezzo

state

frontispizj.

idea di un maestro, che avrebbe dovuto pi fedelmente

verit io credo di poter dire, che


nel formare

le

mio sentimento, con troppo ardire di quelf architetto , che

la libert di alterare

ma

sono

torri

Olanda^ con pi adornamenti di quelli che infatti hanno:

in

parve che

gli

che corrispondono sulla loggia del secondo piano, non

Sdegnatosi l'architetto N. N. degli arbitrj del Leoni, manifest

Aja

livello

egli

non

loggia jonica,

disegn
vi

le finestre

pi

possono capire. Fece

quantunque manchino. E

tutte le alterazioni rimarcate, egli pretese di dare

il

disegno di

a Dell' architettura di Andrea Palladio, libro u. ecc. Il tutto riveduto, disegnato, e novamente posto in luce

da Giacomo Leoni Veneziano. Londra, stampato per l'Autore da F. Wans.


b Architettura di

Andrea Palladio

ecc.,

In Venezia, per Angelo Pasinelli, 1740.

con

le

osservazioni dell'architetto N. N. Parte n, capitolo xxix.

-41questa fabbrica nel preciso

mio dovere

manifestare

il

modo con

Palladio, la fabbrica eseguita, e

che

le

mi v'indusse, ma

il

riscontrano fra

della

Non

creduto

disegni del

medesima che sono


censurare

la voglia di

solo genio di riportar fedelmente

stali

le altrui

quali sono

tali

opere del nostro Architetto.

Anch'
nare.

io

mi son preso due

primo

Il

secondo

arbitrii,

egli ,

ma ho

dimostrato

mi credo

la

mi

le torri,

ma

in

come ho

qui accen-

di

diametro

il

il

Il

Palladio nel suo disegno

soltanto gli spaccati de' portici, e

formar nel mio disegno

feci lecito di

dovere

gi detto,

ragione che mi vi obblig.

che siccome non mi par che

pretenda di segnare o mostrar


granaj; cos

quali

quello di avere accresciuto,

delle colonne corintie;

si

disegni

pubblicati da' soprannominati architetti.


fatiche

Ho

cui ella slata eseguita.

le alterazioni

le torri di

quella sim-

metra, e con quegli ornamenti ch'egli era accostumato di praticare in simil


sorta di fabbriche.

TAVOLA

XVIII.

TAVOLA

XIX.

Prospetto.

Pianta.

Base dell'ordine jonico.

Capitello e architrave dell'ordine medesimo.

MISURE ESEGUITE

MISURE NE' DISEGNI DEL PALLADIO


Loggia lunga

piedi

45

piedi

hi IO
7

Inlercolunnii minori

Intercolunnio maggiore

Sala, larga

25

25 IO

32

31

10
2

lunga

Camere maggiori, larghe


lunghe

-j

17

17

..27

27

15

13 10

per l'altro

11

per un lato

12

per

Camere quadrate

Camerini nelle torri

per un lato

l'altro

TXX

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T XXU

II

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*>

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Tf: *:_**.

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?<

FABBRICA
DEL NOBILE SIGNOR CONTE

BONIFAZIO POJANA
NELLA SUA VILLA

fama acquistatasi dal Palladio

Ljsl

Cavalier Pojana a commettergli

sua villa, che


il

nome

pianura,

si

di cui terreni

sono

delle pi

sia

ora pubblicati.

siccome

la

Ma

comprender

siccome

quale ancora mancano

gli

ella

al

chi n'esamini

pure soggiacque

le

al

due camere segnate A.

sangue per renderla

me

destino di quasi tutte

portici

eseguiti;

nulladimeno

io gli

il

le

palazzino,

per

d disegnati come

cose di

le

il

Palladio

".

piano principale di questo vago edilzio,

il

quale alto da terra piedi 5

[Tavola 20), diviso in una loggia, una sala, sei stanze,


scale,

da

tre disegni

che ornar dovevano un giardino, posti da' lati della fabbrica

non sono

ha pubblicati nelle sue opere


11

vasta

nobile famiglia suddetta

ricchezza s'unisce

fabbriche inventate dal nostro Autore, non ne fu eretto se non

principale,

una

di lui famiglia. Ella posta in

fertilissimi, e
la

quale prese

la

questa fabbrica, e quanto sarebbe comoda, se ne fossero

eseguite le adiacenze, lo

villa, e quelli

il

cospicue di Vicenza.

Quanto elegante

al

indusse

disegni per una fabbrica da erigersi nella

ed antichissima

ne possiede per molta estensione,

una

sue belle invenzioni

colle

trova circa venti miglia lontana da Vicenza,

dall'illustre
i

POJANA

DI

due

stanzini, e

due

che riescono incomodissime per l'altezza non ordinaria dei gradini,

cagionata dall'angustia della situazione, nella quale non poteva capirvene un


a

Da un

lato lui

il

cortile

ed

alt/i

detto cor/ile; e nella parte di dietro,

il

luoghi per

le

cose di villa

dall altro

un giardino,

c/te

brolo ed una peschiera; dimodoch questo gentiluomo,

magnifico e di nobilissimo animo, non ha mancato di fare

tutti quegli

ornamenti,

sono possibili, per render questo luogo bello, dilettevole, e comodo. Palladio

e tutte quelle

lib. 11.

cap.

w,

corrisponde a

come

quello eh

comodit che

pai;.

38.

-44rnaggior numero. Queste due scale servono per salire


ai

luoghi terreni,

le

cantine ed

hanno

quali

luoghi da servigio.

altri

La loggia lunga due larghezze


altezza

si

poco meno

Le

terzi; le

sono

alte

un terzo, ed voltata

a crociera (23); la di lei

avvicina ad una media proporzionale geometrica

porzione troviamo

ghezza.

granaj e discendere

ai

vlte, e sono disposti per le cucine, pel-

le

la sala, la

minori sono quadrate, ed hanno tutte

un

sesto.

una larghezza

medesima

la

alta

due

altezza, cio

Tutto questo piano involtato con robusti

Le due Stanze che sono adiacenti,

vlti reali (26).

ed

terzi,

(25) fra la lunghezza e la lar-

stanze maggiori sono poco pi lunghe di

una larghezza

Di bella pro-

quale lunga una larghezza e due

una media proporzionale aritmetica

di

(24).

che comunicano colla

fabbrica principale, esser dovrebbero di altezza minore,

disegno del Palladio, mentre minore ancora

la

come comprendesi

dal

loro altezza esteriore.

Merita di essere osservata l'invenzione di questa elegante facciata, che

pu chiamare una nuova produzione

del fertile ingegno del nostro Palladio.

due

Ella divisa, cio la lunghezza del corpo principale, in quattro parti,

sono

delle quali vi

loggia ha

impiegate nella loggia, e

un arco nel mezzo,

la di

due perle

cui altezza di

fori vicini

sono

arco, per cui

tre

settimi di esso lume.

due larghezze

lume

fori vicini, e

angoli

degli

form un contr' arco,

due
solo

il

il

quale riposa sopra

due

pilastri

Non mi determino

decidere se que' piccoli sfondi circolari posti fra un arco e l'altro sino

d'invenzion dell'Autore, o no;

ed amerei meglio che non

Anche

le finestre di

due larghezze

e la cornice,

sole

lume

sono

mancano

di

che sono schietti, son larghi

delle finestre. Gli sopraornati, cio l'architrave,

quarta parte dell'altezza di esse finestre, e

qualunque lavoro,

XXI

e de'soliti avvoglimenti(27),

che ne rappresenta

la

la

il

fregio

le

men-

come

si

pu

sacoma. Riposa sugli ornati

queste finestre un piccolo zocco, sopra di cui vi un arco di basso rilievo,

di

a Si avverta, che
e

che

le

le finestre della

loro altezze sono eguali,

questa differenza sar


di

crederli aggiunti al suo disegno;

questo prospetto sono singolari. La loro altezza di

alti la

veder nella tavola

ma debbo

vi fossero.

e la sesta parte "; e gli stipiti

sesta parte del

dell'arco:

Palladio che

fabbrica, egli apr

al tutto della

d un' aria grandiosa e soddisfacente.

e le

il

e tre quarti;

ha ingresso nella loggia [Tavola 22), sarebbe riuscito di un'

si

apparenza troppo meschina relativamente

due

Conoscendo

Questa

stanze vicine.

suoi pilastri sono larghi due settimi della larghezza del

si

un

loggia sono larghe piedi 3 oncie

onde non

difetto di esecuzione.

tutte

Le

hanno

la

finestre delle

1,

le

altre

sono larghe piedi 4 onere

proporzione di due larghezze e un sesto,

ma

due stanze adiacenti sono disegnale dall'Autore

grandezza inferiori a quelle del palazzino, e perci della medesima misura

le

ho disegnale anch'io.

-45che apparentemente alleggerisce

il

loro architrave, e quindi

le

rende leg-

giadre.

Da una
minato

cornice modiglionata, che ha nel mezzo

l'edifizio.

non compreso

ma
il

il

il

suo frontispizio, vien

ter-

L'altezza di questa cornice f2 di quella del prospetto,

zocco. Questa cornice

non ha

spezzata nel mezzo. Io credo che cos

la

dovuta

abbia

1'

solita

fatta

il

continuazione,

Palladio

perch

contr'arco della loggia troppo vicino sarebbe riuscito alla cornice conti-

nuata. Egli suppl nulladimeno col frontispizio al fine principale

furono inventate

cornici, cio di difender co' loro aggetti

le

per cui

muri

piogge e dalle nevi.

TAVOLA

XX.

TAVOLA

XXI.

Pianta.

A
B B
C

Prospetto

TAVOLA

XXII.

Cornice principale.
Sopraornati e profilo delle finestre.
Sopraornati della porla sotto

la

loggia.

Sopraornati delle porte interne.

Spaccato.

MISURE NE' DISEGNI DEL PALLADIO


Larghezza della loggia

Lunghezza

Camere, larghe
lunghe

Camere quadrate
Alzato

della

fabbrica sopra

cornice

Larghezza dell'arco

il

zocco

senza

MISURE ESEGUITE

piedi

IO

36
8

30

30

la

'

dalle

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T.*XZIV
r

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'

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in

T.ZZV

CASA DI VILLA
DEL NOBILE SIGNOR CONTE

PIETRO CALDOGNO
NEL FINALE, LUOGO DEL VICENTINO.

Il signor Biagio Saraceno fece formare

un

disegni dal nostro Autore per

palazzino fiancheggiato da portici, ch'egli eresse nella villa detta

Finale;

il

il

qual palazzino presentemente posseduto dal nobile signor conte Pietro

Caldogno.
Il

cano

corpo principale
le

di

questa fabbrica stato eretto {Tavola 23);

e gli altri luoghi da servigio,

portici, le scuderie,

non ebbero nemmen principio; ed


fabbricati che
stituiti.

Una

alle

un

una

sala

terzo; e tutte

in

alle

man-

hanno

Adorna
di

il

il

detto piano,

la

medesima

appresso sono

soffitti

due larghezze

e mezza, e

Termina

il

le

pilastri

la

piano.

sono larghi

la

Le

minori un

vi

sono

le

di tutta la casa.

poco

met del lume

degli

proporzion de' quali

l'altezza della fabbrica

so-

stati

sono quasi tanto

piani. Sotto alle stanze

prospetto una loggia ad archi,

archi [Tavola 24).

altezza, cio

un granajo dell'estensione

villa

occorrenze, o coi

quattro stanze occupano tutto

quanto larghe, ed hanno

cantine; e sopra

meno

vi

luoghi per uso della

stato supplito

prima esistevano, o con quelli che

loggia,

stanze maggiori sono lunghe una larghezza e cinque ottavi, e

quadro

ma

adiacenze per render compiuta l'invenzion del Palladio. Le cucine

una cornice modiglionata,

-48-

Ia

una delle

di cui proporzione

ghezze, e

dell'altezza della fabbrica

parti

sedici

medesima, compresa essa cornice [Tavola

Le

25).

finestre

sono

alle

due

loro stipiti sono la sesta parte di esse.

TAVOLA

XXIII.

TAVOLA XXIV.

Pianta.

\
<

Prospello.
f

TAVOLA XXV.

Comce P rinci Pa ,e

Cimasa del poseio

C Ornamenti.un

delle finestre.

delle finestre.

Ornamenti

delle porte interne.

Spaccalo.

MISURE ESEGUITE

MISURE NE' DISEGNI DEL PALLADIO


Sala larga

piedi

Archi, larghi

Altezza degli archi

28
6
1

piedi

27 6
6

is 2-:

lar-

T XXV1

TE

li

rxxvn

tu

DISEGNI DI UNA FABBRICA


DEI NOBILI SIGNORI CONTI

ANTONIO ED AGOSTINO

FRATELLI RAGONA
DA ERIGERSI NELLA VILLA DELLE GHIZZOLE.

Il Palladio, nel

secondo

una fabbrica da

erigersi per

de' suoi quattro libri d'architettura,


il

sig.

Girolamo Ragona;

disegni di

quali disegni sono

preceduti dalla seguente descrizione: I disegni che seguono sono della fabbrica
del

Girolamo Ragona gentiluomo Vicentino, fatto da

sig.

Ha

(Tavola 26).

pu andare

si

Ghizzole sua

lui alle

villa.

questa fabbrica la comodit ricordata di sopra; cio, che per tutto

al coperto:

il

pavimento

delle stanze per uso del padrone alto

terra dodici piedi: sotto queste stanze vi sono

le

comodit per

la famiglia

da
e di

sopra altre stanze che ponno servire per granai, ed anche per luoghi cF abitarvi,

venendo

l'occasione: le scale principali sono nella facciata davanti della casa

rispondono sotto

portici del cortile

Chiunque legga

siffatta

intieramente terminata,
v'

ha di fabbricato

se

non

descrizione, creder che questa fabbrica, se

sia

".

molto avanzala almeno {Tavola 27); eppure non

non pochi luoghi

terreni.

Dir bene

che

tutti

muri

ancora esterni della casa da erigersi, sono in piedi, e parte degl'interni;

ma

eglino sono muri vecchj, ch'esistevano di una casa fabbricata alla maniera
gotica

ne ho

de' quali l'Autore voleva servirsi,


fatti,

a Palladio,
Tom.

II.

come ho

confrontandoli co' suoi disegni.

lite,

n, cap. xv, pag. 5^.

Il

rilevato dagli esami che

Palladio

adunque uniform

la

50-

propria invenzione

una

loggia e

a ci ch'esisteva,

aggiugnendole solamente nel prospetto,

due camere. Onde, per questa invenzione,

copiarne fedelmente

pianta e

la

il

XXVI.

TAVOLA

XXVII.

TAVOLA

XXVIII.

Pianta.

Prospetto.

Spaccato.

non

feci

che

prospetto dall'Autore, e per maggior

intelligenza dei predetti disegni, formai

TVOLA

altro

anche uno spaccato [Tavola

28).

ir
1

M ^
,(?

, o> ,

1 ,v> ;p) 7j|


/A^iMMSlX

PALAZZO
DEL NOBILE

SIG.

CONTE

GAETANO TIENE
NELLA VILLA

DI OLINTO.

ijuesta fabbrica, disegnata dal Palladio pel conte Ottavio Tiene, veramente

un modello d'una
quale e per

la

campagna comoda

casa di

e grandiosa (Tav ola 29), la

grandezza dell'estensione, e per l'eleganza della struttura po-

trebbe andar del pari colle case degli Antichi

tanto rinomate nelle opere

di Vitruvio e di altri celebri autori.

Ella posta in

una

bella situazione, cinque miglia lontano dalla citt di

Vicenza, fra due fiumicelli,

per

gli

Per una loggia esterna


la

quali fanno ubertosa la campagna, sono proficui

animali, e rendono anche deliziosa

introdurre per ogni dove

con

le

di ordine dorico

medesima simmetra,

la

casa del padrone, potendovisi

acque inservienti a

e del

si

tutti gli usi della famiglia.

entra in un'altra loggia costrutta

medesimo

ordine.

Il

prospetto di questa

seconda loggia volto verso un grandioso cortile, che vien ornato da


altre logge;
si

passa in

una

un

delle quali simile a questa in tutte le sue parti, e

atrio di quattro

colonne (28),

da questo

si

tre

per cui

ha ingresso nella

Fabbrica rurale [Tavola 30).

Le due

altre logge

ad archi, ornate con


logge

si

sono ne' fianchi del medesimo


pilastri dello stesso

cortile,

ordine dorico.

Da

entra negli appartamenti pi cospicui e comodi,

e queste

sono

cos magnifiche

ognuno

de' quali

contiene quanto pu essere utile e decoroso in una fabbrica giudiziosamente

-52una

distribuita; cio,
de' gabinetti,

una

loggia,

una

non

impedito

resta

sono

di queste parti

buon numero

le

le parti di

il

di stanze e di stanzini,

un giardino

galleria, de' peristili (29),

tanto ordine sono disposte tutte


disgregate,

sala,

questo edifizio, che senza essere

libero uso dall'una all'altra.

Le proporzioni

Le stanze maggiori sono quadrate,

seguenti:

Con

e delle dispense.

minori

le

sono lunghe due quadri; e tutte sono involtate. L'altezza di queste piedi
1

e 7 oncie

meno

di

due larghezze;

posta viene ad essere

un semicircolo,

la vlta

una ventesima parte dal piano

e la sua

sommit

alla

di

imessa

imposta.

Le camere maggiori sono

alte

un

della vlta pi lungo 6 oncie della

terzo pi della loro larghezza;

met

quasi ^ dell' altezza presa dal piano alla

della larghezza

sommit

raggio

il

medesima, l'imposta

della imposta. Si avverta

che tutte queste sono semplici fascie senz' alcun membro.


Il

soffitto della sala lo

troviamo piano e

di legno, la di cui altezza

vicina alla media proporzionale armonica fra le

av-

si

due dimensioni, cio lun-

ghezza e larghezza. Fors'egli dovrebb' essere stato a vlto; imperciocch pare

che

la

sua altezza lo richieda.

Magnifica

loggia ad archi; la sua lunghezza 10 oncie

la

larghezze; ella ornata tutto

all'

minore

di

due

intorno con pilastri dorici, ed ha una cornice

architravata, la di cui proporzione l'ottava parte dell'altezza di essi pilastri.

Sopra

di questa cornice principia la vlta, la quale di

Questa loggia ha un'altezza che corrisponde

monica dedotta
altezze

dalle

due dimensioni

(30).

alla

un mezzo

circolo.

media proporzionale ar-

Tanta variet

di

proporzioni e di

cagionano una significante disuguaglianza nel piano superiore, per cui

certamente l'Autore non ha avuto alcun

riflesso,

avendolo disposto, com'egli

dice parlando di questa fabbrica, per salvaroba e luoghi da servitori

Sembra che l'Autore abbia avuto


invenzione

il

costume de'Greci,

giarvi gli ospiti

6
,

le

due comodissime

a Palladio,
6 Viti-uvio,

lib. il,
lib. ii,

la

umana. Con questa mira pu

case, le quali,

uno

aver dise-

egli

quantunque sieno unite

in

un

sol

cap. XV.
cap. x.

proprie particolari, e tutte

le

comodit appartenenti

era questa usanza appresso quei popoli, che venuto

assegnavano un alloggiamento

venivano i forestieri

con questa

libert, in cui sta riposto

soppresso questa fabbrica, dalla destra e dalla sinistra , facevano altre case,

e poi gli

quale era di tener delle case per allog-

acci potessero godere

dei veri condimenti della vita

gnate

il

in mira di voler imitare

ad

un forestiere,

in dette case, e gli

esser Uberi da ogni rispetto,

le

quali avevano le porte

all'abitarvi; e in quelle alloggiavano


il

mandavano

ed esser come

in

i forestieri;

perch

menavano a mangiar

seco,

tutte le cose necessarie al vivere:

onde

primo giorno

lo

casa propria. Palladio,

lib.

n, cap. xi.

-53corpo di fabbrica, sono per tanto lontane l'ima


potrebbero due numerose

due grandiose

municano per

descritte sinora, altri appartamenti vi sono,

parti
le

a tetto, a' quali si


si

veggono distribuite

ed

passa,

si

questo palazzo

minimo

il

sopra degli stanzini

si

in

luoghi

varii

come abbiamo

un

detto, in

atrio

trova

larghezza delle sue ale, cio di

la

colonne

le

quantunque

utili usi rurali; e

apporta

di

al

lungo una larghezza e^ meno 10 oncie, ed

colonne col diametro di 3 piedi;

quegli spazj che restano fra

Unita

quali co-

di quattro colonne. Quest'atrio


le

anche

ascende per delle scale, che nella pianta

Dalla loggia in faccia all'entrata

ha

vi

alle

due logge con colonne. Questi appartamenti possono servire

per alloggiarvi la bassa famiglia; essendovi

dall'Autore

che abitar

dall'altra,

verun disturbo. Oltre

famiglie, senza recarsi

muri,

campagna per

fabbrica di

la

congiunta

ella sia

diametri e.

di

uecessarj

non

casa nobile,

alla

le

disturbo'.

Ora che ho esposto succintamente

distribuzione interna, devo parlare

la

degli alzati, per descriverne le misure e proporzioni:

com' mio impegno,

che riscontratisi

le alterazioni

dopo
fra

di

che accenner,

disegno e

il

la fab-

brica eseguita.

Un

ordine dorico a colonne e a

tutto l'edifzio.

La

isolate; e dello stesso

de' portici rurali

Sopra
e della
i

di

orna esternamente ed internamente

due logge interne sono con

le

coloune

ordine e del medesimo diametro sono ancora quelle

r
.

un zocco

medesima

pilastri

loggia esterna e

alto piedi 5, oncie 3, vien innalzata la fabbrica nobile;

altezza sono.i piedestalli posti sotto alle

colonne delle logge,

quali sono seuz'alcun ornamento. Queste colonne sono alte 9 diametri, e


loro trabeazione minore della loro quarta parte: gTintercolunuii sono

la

mezzo 4 diametri

larghi 2 diametri e |, e sono del genere diaslilos; e quello di

e| (31). Merita

a Avverte

il

riflessione la

proporzione usata dall'Autore per queste colonne

Palladio, che nel presente palazzo

principale corrispondente a tutta la fabbrica

varoba, e per luoghi da

Due

non

che n quella a questa, ne questa a quella

Le grandi tenute possedute

suo disegno

la

la

scala maestra, dicendo: No/i ci alcuna scala

parte di sopra non ha da servire se non per sal-

Vuna per

sorti di fabbriche si richiedono nella villa,

rurale, a quel segno che

vi

perciocch

servitori. Palladio, lib. n, cap. xv.

V altra per governare e custodire Ventrate

l'abitazione del

e gli animali della villa.


sia <f

Per

impedimento. Palladio,

lib.

si

padrone

e della

dovr compartire

n, cap.

sua famiglia,

il sito in

in allora dal conte Ottavio Tiene, fecero ch'io estendessi nella pianta

mi parve corrispondente ad

esse tenute, giacch l'Autore

positiva larghezza: e ci feci, perch vi

si

potesse

il

gli olj e

latticinj,

ed

in fine tutto ci

comodamente custodire

che pu esser

cortile

non ne ha determinata
l'entrate e

utile in

nel

numerosi

animali, tanto necessarii per la coltivazion delle campagne: oltre alle cantine, le abitazioni de' castaidi,

da spremere e custodire

modo

xm.

una casa rurale.

luoghi

-54Sappiamo che

doriche.

di 7 diametri e

mente
e la

tre

ovvero

proporzioni

di otto,

di 9 diametri, cio della

abbia perci minorata


le

colonne, che sono

il

dorico. Pare

avendo

dunque

punto

in

una

all'altezza di

quinta parte della colonna. Si

la

lui

praticata per l'ordine jonico,

non

restassero troppo caricate

per un ordine robusto quale nella sua origine

suo discerni-

ch'egli abbia risolto, cos consigliato dal

la

che nell'ordine dorico essa trabeazione

quarta parte della colonna quando

di 8,

ordin

la

oppur

di 8 e-?; cos

quinta parte.

delle sopraddette

la

colonna

per l'ordine jonico,

Non volendo dunque

il

sia di 7

diametri

quale pi gracile,

trascurare intieramente al-

due proporzioni, egli pu aver preso

il

giudizioso ripiego

formare una trabeazione che non diseordasse n dalla sveltezza della colonna,

n dalla robustezza delle

Non mi
fra

altre parti dell'

mia insufficienza,

la

alterazioni di misure e di proporzioni che

le

di quella

proporzione che da

joniche. Pure dir

con

il

lui fu

egli

abbia formate

le

al

riscontrano

si

di

voler

colonne doriche

ordinata ne' suoi dottrinali per

mio parere, sottomettendolo

di voler ra-

meno

disegni del Palladio, e le fabbriche eseguite; e molto

precisamente stabilire per qual ragione

Non

ordine dorico.

assunsi l'impegno, conoscendo

gionar sopra tutte

per l'ordine jonico \

colonne doriche di una proporzione

trabeazione, perch

la

gracili

stabilito ne' suoi dottrinali,

e^, ovvero

cuna

le

e qui le troviamo giusta-

lui stabilita

quarta e

fra la

formate

dovervi sovrapporre una trabeazione corrispondente; imperciocch

debba essere

egli la

egli

quarta parte della colonna, meno|.

suo costume, cio della da

svelta oltre al

di

alla

che questa trabeazione corrisponde

pu credere, che avendo

mento,

di otto e-?

proporzione da

media proporzionale aritmetica

di

oppure

lor trabeazione corrispondente

Si rifletta

propone per quest'ordine, cio

egli

le

colonnne

giudizio degl'intendenti.

improbabile che l'Autore, prevedendo con l'acutezza del suo ingegno


la

sua esperienza, che

la

fabbrica sarebbe riuscita di una eccedente

lunghezza in proporzion della sua altezza, abbia perci risolto di procurarle


un'aria di sveltezza col gi fissato ordine dorico, formando

le

colonne di una

struttura gracile per quest'ordine. Forse ad alcuno sembrer questa mia

conghiettura un po' troppo azzardosa;

ma

chi vorr riflettervi con attenzione,

converr meco chele colonne, la proporzion delle quali


alla fabbrica

un'aria di tozzo, o di svelto secondo

a Le colonne, se

Ma
i,

si faranno

il

sia alterata,

doneranuo

loro eccesso (31).

semplici, senza pilastri, devono esser lunghe sette teste e mezza, ovvero otto.

se si appoggie ranno ai pilastri

si

faranno con base

e capitello, lunglie 17

moduli e un

terzo. Palladio, lib.

cap. xv.

b Forse potrebb'esservi qualche alterazione nella esecuzione di queste colonne;


rare che

il

Palladio

le

abbia disegnate dell'altezza

di

8 diametri

l\

quinti.

ma non

si

pu per

igno-

-55-

Non

si

pu Ignorare, che mirando una fabbrica

mediocrissima altezza,

non sembri

ella

pendano

al gracile,

il

chi

Se poi questa vien ornata da un ordine

di grand' estensione e di

mira un poco umile e tozza.

la

architettura, le colonne del quale

d'

senso viene traviato dalla prima ributtante impressione;

e riflettendo all'oggetto svelto pi vicino,

trova tra l'uno e l'altro una

si

piacevole proporzione. In simili circostanze non bisogna per richiamare alla

memoria

austeri precetti stabiliti dagli antichi (32).

gli

Questa fabbrica, e qualch'altra che s'incontrer nel corso della presente


Opera, potr servire

che giudicano dall'altezza

di regola a quelli

lonna, o da quella delle trabeazioni, se una fabbrica sia o

non

Palladio. Oltre di che queste osservazioni potranno servire di


stitici architetti,

quali

del proprio sapere,

hanno studiato

credono che

la

debba da una scrupolosa imitazione


I

grandi uomini hanno variato

che loro

trovando

si

la

di

una co-

disegno del

sia

esempio

quegli

loro arte su' soli libri, e contenti

perfezion delle loro invenzioni dipender


delle proporzioni di

le lor

modulazioni

qualche maestro

norma

(33).

delle circostanze

presentarono, accrescendole o diminuendole avvedutamente, e

facili e

spediti

temperamenti

e giudiziose modificazioni (34).

Pare ancora che l'Autore, pel predetto

fine,

abbia diviso

il

prospetto della

sua fabbrica in varii corpi. Egli ha innalzato perci una loggia sporgente,
nel mezzo,

con

le

colonne rotonde e col suo frontispizio.

ha formati con variet d'intercolunnii e dei loro frontispizj


ornati con pilastri di basso rilievo; e col
tutto

il

prospetto.

Da

cos

Da

frontispizj

che

le

Si osservi

facciata resta
e

due
la

la

in-

fabbrica

direzioni tenute dall'Autore


di

condurre

possibile grado di sveltezza e di eleganza, al quale

invenzione

la

questa alternata divisione risulta, che

evidentemente dimostrino, ch'egli ha procurato

venuta senza

corpi

medesimo ornamento vien decorato

riesce in s elegante e graziosa. Io credo

al

altri

e questi sono

opportuna divisione ne siegue, che

compartita in cinque parti, tre delle quali hanno


tera loro cornice a livello.

Due

la

sua fabbrica

non sarebbe mai per-

sopraccennati ripieghi.

poi,

alle

che l'Autore non ha voluto sottomettersi in questa sua

rigorose leggi dagT antichi prescritte intorno agli spazj fra

colonna e colonna; imperciocch troviamo gl'intercolunnii di 4 diametri


di

colonna, di 3 e

ne segue, che

|, di

2 e |, di 4 e

'-;

cosicch da questa diversit di spazj

metope non riescono perfettamente quadrate, essendovene

le

alcune un poco bislunghe;

ma

tanto discretamente per, che

non apportano

alcuna sensazione spiacevole, se non a quelli che vogliono stare attaccati


rigori dell'Arte,
zioni;

ai

quali spesse volte introducono freddezza nelle loro inven-

n altro merito questi

rigidi osservatori, a

mio giudizio,

fan conoscer

-56d'

avere, se non quello di dimostrarsi ostinati nel voler seguire

precetti

degli antichi, senza prima sottomettergli all'esame della ragion regolatrice".

Proseguendo l'incominciato ragionamento, osservo che

due larghezze

nestre di

e quasi la sesta parte, e

hanno alcun ornamento, sono

la

l'altezza delle fi-

loro stipiti,

quali non

quinta parte della larghezza di esse

Si rifletta di

qual nuova maniera

alle finestre

ornamenti semplici e

finestre.

nostro celebre Inventore ha sovrapposti

il

schietti,

regnano dentro

quali

e fuori

dell' edifzio.

prospetti delle

che comprende
quali sono

alti

un arco

fra

II

due logge ad archi hanno ognuno una grandiosa

tutta la

lunghezza di esse logge {Tavola 31),

due larghezze ed una decima parte,

archi delle

loro pilastri, cio

il

pieno

crescono alcun poco della met del lume (36) degli archi.

e l'altro,

Palladio in questo edifzio orn'

delle quali

gli

scala,

ho formate

sacome per

le

le

porte interne con nuove maniere,

intelligenza di chi volesse approfittar-

sene {Tavola 32), essendo queste interamente diverse da quante ne ho esa-

minate nelle sue invenzioni.

Troppo lunga certamente riuscirebbe


se

minutamente accennare

Alle mie

la

descrizione del presente palazzo,

volessi ogni sua parte, e rimarcarne ogni bellezza.

mancanze suppliranno,

io

spero,

disegni che in quattro tavole

presento colla possibile diligenza disegnati ed

Ora mal

cos gran fabbrica


lettere

A segnate

Esaminato

vediamo eseguita,

la

di

qual porzione contenuta dalle quattro

nella nostra pianta.

colla possibile accuratezza

diligenza ogni pi minuta parte, ne feci

con

incisi.

volentieri m'accingo a dimostrare la piccola porzione che

l'alzato interno,

che ho riscontrate

disegnati

fra

questo bel pezzo, e misuratane con


debito riscontro con

il

La

nel libro dell'Autore.

predetti disegni e

la

la pianta, e

variet di misure

fabbrica eseguita, verranno per

brevit dimostrate nel fine del presente capo.

Per disegnare

forme

le

quattro soprannominate tavole, non mi allontanai dalle

e figure de' disegni pubblicati dall'Autore;

a L'intervallo tra triglifo e triglifo la metopa; gli antichi

metope quadrate perfette,

e di far

talvolta sono incompatibili, e

sperazioni. Clie

triglifi

appuntino quanto

perch

sieno a

quadrate, qual dovere l'esige

cadere

si

piombo

i triglifi

grandezze e per

han fatta una legge rigorosissima

incocciato a combinarle

Un poco

dei pi celebri architetti, ecc. ecc. In

le

di far le

a piombo nel mezzo della colonna. Queste due condizioni


,

ha dato

si

travi traverse sostenenti

di pi

il

Roma

soffitto

non sarebbe alcun male,

bero dfettose die per quei rigoristi che voglion difficolt dove non vi
alle vite

le

in assurdi, in ismanie e in di-

delle colonne, ci conveniente alla solidit;

Perch quelle

la loro altezza?

si

per

han da

e le

ma

che

le

metope sien

essere tra loro distanti

metope oblunghe non sareb-

Saggio di architettura che precede

nella stamperia di Paolo

Giunchi KomareK.

ecc. ecc. 1763.

-57misure

tu'

che l'invenzion del Palladio non

non
io

di

dimodoch

attenni rigorosamente alla fabbrica eseguita,

forme,

ma

di misure,

che

resti alterata in

fra

minima

disegno e

il

la

parte.

esecuzione

credo certamente provenienti dall'Autore, mentre non

vi

io

spero

Le

differenze

si

ravvisano,

scorgo muta-

zioni discordanti da' suoi principii.

TAVOLA XXIX.

Pianta.

TAVOLA XXX.
Prospetto.

TAVOLA XXXI.
Spaccato.

TAVOLA

XXXII.

Altro spaccato.

MISURE

INE'

della

Larghezza della

Sua lunghezza

medesima
sala

Base e capitello dell'ordine dorico.

B
C

Ornamenti

D
F F

Ornamenti

E E

Altri

Cornice

dell' attico

delle finestre.

Trabeazione dorica.
delle porte

ornamenti

DISEGNI DEL PALLADIO

Larghezza della loggia ad archi

Lunghezza

A A

....

con loro

di porte

profilo.

con loro

profilo.

MISURE ESEGUITE

piedi

28

piedi

28 10

56

56 10

22

21

Uk

57 10

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V)

GASINO DI CAMPAGNA
DEL NOBILE SIGNOR

PIETRO CERATO
IN

MONTECCHIO PRECALCINO.

Ineleganza della presente fabbrichetta,

supporre d'invenzione del

la fece

nostro Palladio, abbench non siavi alcun documento che ce ne assicuri.

Per proseguire

coli'

incominciato mio metodo,

delle fabbriche della di lui scuola; e a ci

risolsi di porla nel

m'indusse

numero

lo scoprire in essa

quelle parti spiranti grandiosit, che ad onta della picciolezza delle invenzioni,

si

ammirano

nelle fabbriche del nostro Architetto e della scuola sin-

golare che ci ha lasciata.


Il

terreno occupato da questa casa compartito in una loggia, una

tre stanze,

per

la

uno

quale

stanzino,

ascende

si

due
ai

piccioli gabinetti

granaj, e

Per una porta collocata in uno


piano terreno, nel quale

da

servitori. Tutti

vi

si

ed una incomodissima

discende

a'

luoghi terreni {Tavola 33).

de' fianchi della casa,

sono

le cantine, le

piani sono di legno (37).

Le

si

cucine,

ha ingresso a questo

le

dispense ed

loro stipiti

la

luoghi

altezze delle stanze e della sala

sono minori delle loro larghezze. Le porte interne sono


e

sala,

scaletta,

quinta parte del lume di esse.

alte

La porta

due larghezze,

principale, cio

quella che conduce dalla loggia alla sala, un poco diversa dall'altre nella
sua proporzione; imperciocch l'altezza contiene due larghezze e un'undecima
parte.

Per andar

non mi sembra

alle scale si

passa per una porta arcuata senza imposta, che

del gusto del Palladio.

-60-

Da una
mezzo

vi

che hanno
parte, e

loggia di giacile struttura \\en decorato

un
i

due larghezze

arco alto

due

loro

stipiti

sono maggiori della

un

della facciata vi

frontispizio,

gentilizia della famiglia, e

da due fame

(Tavola 35), come pure

sono

La

34).

poggi sporgenti, sono alle due larghezze e quasi


sesta parte del

Una cornice con de' gran mensoloni termina


mezzo

prospetto, nel di cui

il

terzi [Tavola

lo

due

il

lume

la

di essi senza esitanza lo

finestre,

tredicesima

di esse.

l'altezza della fabbrica, e nel

di cui

timpano

di stucco,

ornato dall'arma

eccellentemente lavorate

bassirilievi posti in essa facciata.

semplicit di questo palazzino congiunta colla eleganza e

sua interna distribuzione

Le

Io fecero cos

ammirare

la

dagl' intendenti,

comoda

che molti

riguardano come una delle molte produzioni del

Palladio.

TAVOLA

XXXIII.

TAVOLA XXXIV.
TAVOLA XXXV

Pianta.

Prospetto.

Spaccato.

A
B

Sopraornati delle porte interne.

Cornice.

C C Ornamenti

della porta che d in-

gresso alla

sala.

11

T XXX VI

rxxxvn

FABBRICA
PRESENTEMENTE POSSEDUTA DALLA NOBILE SIGNORA CONTESSA

TORNIERI SCHIO
MONTECCHIO PRECALCINO.

IN

JJa una non


che

il

interrotta tradizione, e da

Palladio fece per

il

monumenti

della sua casa di Pusterla in Vicenza, di cui

Opera,

della presente

cosa

villa in allora

che quantunque

fabbrichetta, ella per


egli

il

non

abbiamo parlato

115, anche due

alla pag.

possiamo ragionevolmente credere, che


Precalcino,

indubitabili rileviamo

nobile signor conte Bernardo Schio, oltre

sia

altri

disegni

tomo primo

nel
a

uno

disegno

al

de' quali,

eseguito in Montecchio

stato

posseduta dal soprannominato conte Schio. Certa


Palladio sia stato l'architetto di cos giudiziosa
interamente

di sua

invenzione

imperciocch

ha dovuto uniformarsi nella distribuzione interna, ad una casa che

come

gi fabbricata,

far cosa grata a'miei

rilevasi dai varii

muri che tuttora

leggitori, descriver in

esistono.

modo

qual

Supponendo

il

d'una casa rustica

una casa per uso

che conteneva

stalle

da bovi,

fenili

portico dinanzi alla medesima,

a Presso
quale

si

fa

gli

il

eredi del conte Bernardo Schio

menzione

di tre disegni nel seguente

e abitazione per

Palladio

si

trova

un inventario

la

villici,

qual comprendeva tutta

di

era costrutta, e a

qual uso destinata fosse questa fabbrica, prima che


in un'abitazione nobile. Ella era

vi era

la

di mobili dal

convertisse

oltre

rurale,

ad un

sua lunghezza.

medesimo

modo: anno i566 23 febbraro, nodaro Alvise

disegno del Palladio della casa di Pusterla. Peni due altri disegni di fabbrica del Palladio.

lasciati, nel

dalle Ore.

Un

-62stanze segnate A, e

Le due

sima figura,

salotto B, indubitabilmente

erano della mede-

sono presentemente (Tavola 36); imperciocch ne' muri,

di cui

che non sono mai

il

intonacati,

stati

veggono delle porte arcuate

si

come

quali sono presentemente otturate

pur

inutili; cos

e tozze, le

delle finestre, la di

cui posizione e figura dimostra per qual ignobil servigio era stata costrutta

questa fabbrica.
Invitato

il

conte Schio dalla bella situazione, a trasformar quella rustica

abitazione in una di proprio uso,

determin,

si

muri che

particolari sue circostanze, a servirsi de'

lunque murator
di cos facile

campagna

di

ma

impresa;

il

fors'

anche consigliato dalle

gi esistevano.

uomo

conte Schio,

discernimento, conoscendo che

di

buon senso

maggior comodo e bellezza, scelse

degli la
di

commissione

dover serbar

assunse

muri

facile

il

di

formare

e di squisito

sua fabbrica quantunque di poca conse-

la

guenza, quando fosse diretta da un architetto di senno,


di

Pare che qua-

all'adempimento

potrebb' essere stalo sufficiente

nostro Palladio fra

il

disegno, con

il

della fabbrica vecchia.

11

la

sarebbe riuscita

gli
i

migliori, e die-

premeditata condizione

dotto e docile nostro Autore

impegno, non isdegnando d'impiegarsi

in

una cosa

di tanto

poco momento, e con alcune maestrevoli linee form l'elegante disegno,

il

quale brevemente andr descrivendo.

Approfittando

l'

ingegnoso Architetto della casualmente ben regolata divi-

sione di ci ch'esisteva, e allargando soltanto alcun poco


la di cui

lunghezza,

come abbiam

detto,

qui, cio nel pian terreno, dispose


servigio.

era

Ma

siccome

la sala

portico, sarebbe

il

comprendeva

cucina e

la

gli

il

portico rurale

tutta la casa vecchia,

altri

necessarj luoghi da

nel piano superiore, lasciandola lunga

riuscita sproporzionata in

s, e

quanto

troppo grandiosa

in

confronto del tutto e delle parti; cos, nelle due testate del portico, egli eresse

due eleganti

torricelle, le quali nobilitano

conveniente

alla

comoda. L'altezza
quali contiene
ciola (38),

un

fabbrica, ed in s

per

la

sufficiente stanzino, a cui

che comunicano con

dono

al

di questi

Ecco

salotto,

due

belle

le

le

si

ascende per

le

la sala
la

pi

casa pi

ognuno

dei

scale a chioc-

piani di essa casa, dal che risulta un

Il

primo piano adunque era impiegato

stanze per servitori.

stanze,

piano medesimo, oltre


appartamenti,

tutti

la famiglia.

cucina, le dispense e

un

prospetto, rendono

di esse torricelle resta divisa in quattro piani,

grandissimo comodo per

sala,

il

pi armonica, e formano

due

Il

secondo contiene una

stanzini nelle torri, che corrispon-

alle altre piccole stanze

che restano

al

servigio

quali sono nelle torricelle medesime.

descritta la facile distribuzione interna di

costrutta con una giudiziosa e discreta parsimonia.

questa casa ch'io trovo

-63Rimane

a dir

qualche cosa intorno

la

negletta casa, abitata solo da

luogo debbo

mento; imperciocch
molto pi bassi

di

veggono

si

quelli

uguale

alla

mai

campagna. In primo

al

suo totale compi-

dimodoch

le

ma

poggi di esse finestre,

porta della sala non

e la

minore una tredicesima parte

quadrati in punto. Io ne disegnai


quelli delle finestre,

una

mensole

due quadrati. La porta

di

gli stipiti

sembrandomi che

con

stata eseguita;

modo

ed

io

non che una

al

al

La

tezza, gli

non

scala esterna

genio dell'Autore, e

indifferenti,

ho pubblicati;

me

di

l'

avvertire

fatte nella

che senza timore

riflettendo, che

mio

la

alle

con

le

al

de-

mai

disegnai

circostanze
giudizio, se

possibile.

al

creduto un indispensabil dovere

pochi e

due

ornamento convenisse

tal

quale non pu certamente convenire,

scala diritta e semplice

piccole aggiunte di ornamenti da


s

alta

medesima proporzione

per non pubblicare un disegno imperfetto,

pi conveniente e adattabile

del prospetto,

Ho

la

cui

dalla uguaglianza di queste proporzioni

parendomi che un

e frontispizio,

la di

reale bellezza. Decorai essa porta co' suoi sopraornati, e

coro, ed insieme all'eleganza della fabbrica.

nel

hanno

quali sono risalienti, dimostrano

qual proporzione debbano avere con la larghezza di esse finestre,

risulti

stanze

sua conveniente altezza, perch' interamente

la

sua larghezza (39). Le stanzine delle torri sono state perfezionate. La

loro stipiti;

altezza

per

presentemente

dalla parte opposta al prospetto,

solamente abbozzata. Le finestre

facciata

alla

stata ridotta

muri

trovi

si

prospetto medesimo;

del

riescono bassissime. La sala ha

che lavorano

villici

non

avvertire, ch'ella

ma

suo prospetto [Tavola 37):

al

proceder con metodo, devo dimostrare in quale stato

di

il

mio

presente facciata: eglino sono

venir tacciato di troppa ardi-

ognuno che scontento

potr a suo talento rintracciar quelli che,

leggitore delle

secondo

il

di

se

ne trovasse,

lui genio, fossero

pi convenienti in una fabbrica, per disegnata dal Palladio.


In una tanto piccola casa, ridotta da una forma rustica ad una figura

comoda

e nobile,

ciata poi,

si

conosce manifestamente

abbench scarsa

torricelle, si

di

ammira quel semplice

dalle sue invenzioni, e che

mezzo

a'

ornamenti,

lo

far

il

ma

genio dell'Autore. Nella facnobilitata dalle

due eleganti

quel grande, che non va mai disgiunto

sempre distinguere onorevolmente

pi ingegnosi architetti.

TAVOLA XXXVI.
TAP OLA XXXVI1.

Pianta,

Prospetto.

Cornice delle

Cimasa dei poggi

torri.

delle finestre.

in

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PALAZZINO
IN

CRICOLI

.Lia fabbrica

discendenti dell'immortale Gio. Giorgio, letterato esimio del secolo

illustri

decimosesto.
tal

presente di ragione de' nobili conti Trissini dal Vello d'oro;

parere,

il

sembra gran

opinione di molti ch'ella

sia

fatto plausibile a chi

la

semplice tradizione, non

ben sapendo che

in cui migliorossi quest'abitazione, cio nell'anno

non

diciotto anni,

non pu indursi

Questi conghietturano invece, che

amor per

le lettere,

seppe unir

credernelo in

a
il

il

le

1536, non contava


s

guaci di un

come

il

lo studio delle belle arti, e

quale

muratore

il

siasi

la

simmetra,

occupato

il

ma come

massimamente

scalpellino, o

seppe stancare, per dir

I quattro libri dell'Architettura di

ineunte aetatefuisset,
Il

tal

guisa,

come servo

f'

stupire

a'

suoi tempi

cos, la scuola de'Fabbricatori nell'e-

Andrea Palladio,

lib.

i.

si

debba un

ad novam formam

omnem operam

et

tal

Proemio.

negli Elogi, a carte 29, dice di lui, che felicioris vitae quietem desiderans, in

aedes suas perantiquas

Tom.

Tommasini,

Palladio; ed in cos abbietti (40) prin-

seguire le numerosissime sue invenzioni. In qual conto tener

Tommasini

grande

fabbricato difforme che gi esisteva. De' se-

vedono sviluppato quel genio maraviglioso che

l'Italia tutta, e

al

parere alcuni credono, che nel lavoro di questa fabbrica, non

Architetto a regolarne

di mastro
cipi!

tal

se

fresca et l'inventore.

celebre Gio. Giorgio,

cognizioni migliori, e dimostrossi peritissimo, abbia in

veramente elegante, corretto

tempo

Palladio nel

dell'Architettura, di cui, per testimonio dello stesso Palladio" e del

possedeva

ma un

invenzione del Palladio;

quale non ha altro appoggio che

splendidiorem redaxt.

Cumque Architectura

pago

Cricoli

studiosissimus ab

impendit, ut omnis hic artis elegantia conspiceretur.


17

-66primo volume

nella prefazione del

sembrami averlo esposto

parere,

di quest'

opera; e volentieri mi dispenso da una inutile ripetizione.


per non estendermi ulteriormente in somiglianti storiche discussioni,

poca

dalle quali

descriver giusta

due

non do

l'elegante fabbrica, di cui

mio uietodo,

il

studenti della pratica Architettura,

gli

non

se

tavole sufficientissime a concretar l'idea dell'intero palagio.

Comoda
una

potrebbero

utilit ritrar

e bella la sua distribuzione interna.

loggia,

ognuno
Tutte

un

andito, per

de'quali

le

composto

camere hanno

quale

il

di

vlti

due

passa alla

si

ma

camere

nobili

gabinetti

loro altezza alquanto

la

pian terreno diviso in

sala,

due appartamenti,

d'un gabinetto [Tavola 38).

a lunette (41), e la loro altezza

piede e cinque oncie della larghezza.

sima maniera,

Il

hanno

minore un

mede-

vlti nella

eccedente; imperciocch

maggiore un piede e cinque oncie della media proporzionale aritmetica


11

(42).

piano superiore viene occupato da una galleria, da una sala e da due ap-

partamenti simili

ai terreni,

piano riserbato per

La elegante

ne'quali vi sono

granaj,

abbench

decorata da due ordini di architettura,

quale ornata

riposa sopra

la loggia,

Questa loggia ha

larghezze e quasi

una

mezzo

del

vano degli archi

jonici

a
.

Il

parte,

primo jonico,

piedistalli,

il

che

second'ordine,

ricorrono quanto lungo

il

torri

secondo corintio,
jonico, del

Il

che non hanno

per quest'ordine

la

propor-

b
.

sono

pilastri

due

ed ha un intercolunnio per banda, nel di


I

pilastri

sono un'oncia minori della met

loro membretti (44) sono larghi

terzo

nel mezzo, l'altezza dequali contiene

finestra arcuata.
;

Il

loro trabeazione in punto la quarta

la

tre archi

la sesta

cui

vi

il

Palladio

il

quasi 8 diametri e mezzo, e

parte.

piani, di legno.

a pilastri senza rastremazione (43) (Tavola 39).

zione di quelli che assegna


alti

soffitti

che vien fiancheggiata da due robustissime

facciata,

ed ambidue sono

a pi nobile uso potesse servire.

due

terzi de'pilastri

corintio, posto anch'egli sopra piedistalli,

che

Prospetto, l'altezza de'quali vien determinata

dall'altezza de' poggi delle finestre; e perci riescono alti solamente la quinta

parte de'pilastri corintii. L'altezza di essi pilastri poco pi di 9 diametri e

mezzo;

capitelli

sono di un

sol diametro,

come

prescrive Vitruvio; e la tra-

beazione maggiore un'oncia e mezza della quarta parte de' suoi


finestre

sono pi basse

la

tredicesima parte di due larghezze (45), e

pilastri.
i

Le

loro stipiti

sono poco minori della sesta parte del lume (46). Le finestre della sala riguardanti

a Vuole

il

Palladio che

piedistalli jonici

caso nostro sarebbe 3 piedi; e qui

II

bretti

nostro Autore insegna, che

un poco minori

della

met

li

si

facciano

alti

quanto

troviamo eseguiti piedi 3 oncie

la

met del lume

pilastri nell'ordine jonico siano la terza parte del

della colonna.

dell'arco,

il

che nel

3.

vano

dell'arco; e

mem-

-67a

ponente, e

le

porte che danno l'ingresso agli appartamenti hanno

un manifesto

ornati sul gusto gotico. Questo


costrutta in quel

modo prima

passa dalla loggia nella sala,

indizio che

della sua rimodernazione.

non corrisponde

alla

La

la

gli stipiti

fabbrica era

porta, per cui

si

mezzana

dell arco della

loggia che le sta in faccia; e ci per cagion, cred'io, di conservare in piedi

un muro,

il

quale arriva a sostenere

spiacevole vista nell' Alzato

non

la

il

coperto; onde, per evitare una cos

ho disegnata; bastando,

mio credere,

ch'io l'abbia dimostrata nella pianta.

Poche sacome ho disegnate, perch poche ve ne sono


distinguer giustamente

sono quasi

XXXVIII.

TAVOLA XXXIX.

si

possano

membri. Le trabeazioni, per una strana economia,

tutte di stucco, e varii

TAVOLA

delle quali

Pianta.

Prospetto.

membri sono

spiegati in pittura.

Base dell'ordine jonico.

Imposta degli archi.

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PALAZZINO SUBURBANO
DEL NOBILE SIGNOR CONTE

FRANCESCO TORNIERI

Jtochi passi lontani da Vicenza, sopra


trova in testa di

un ben

la

strada che conduce a Verona,

si

coltivato giardino l'elegante fabbrica del signor conte

Francesco Tornieri. La tradizione,

il

tempo

in cui ella fu eretta, e la sua

bellezza, la fanno giudicare da' dotti architetti opera del Palladio. Necessario

per altro

il

fondamenta
dell'

riflettere,

al

tempo

che questa fabbrica non fu interamente eretta dalle

del nostro Autore; imperciocch rileviamo, che parte

interno esisteva prima che formato venisse

prospetto,

il

come

luogo

dimostreremo.
Il

pian terreno diviso in una loggia, una

e la scala;
Il

lacunari (47) di legno corniciati.

secondo piedi 12 oncie

6.

Se

il

Il

un camerino

il

piano nobile [Tavola 40).

piani sono in travatura, a

terzo poi destinato per uso di granaj. Tutti

riserva della loggia superiore, la quale


i

quattro stanze,

sala,

ed in altrettante parti distribuito

ha anch'essa

primo piano

il

soffitto

piano,

ma con

alto piedi 9, oncie 3; e

il

Palladio fosse stato l'architetto di questa

fabbrica, ed ella fosse interamente di sua invenzione, alcun potrebbe dire, e

con ragione,

ch'egli

non ha osservato

ne' suoi dottrinali, cio

uguale
piedi

alla

nell'altezza delle stanze

che quelle che sono in travatura abbiano un'altezza

larghezza; mentre qui, bench

16, l'altezza,

come abbiam

le

camere maggiori sieno larghe

detto, solamente piedi

restano troppo basse, rispetto alla loro larghezza.


la

quanto ordina

La

12 e

\;

loggia per, la quale

pi bella parte interna, ha un'altezza maestosa e corrispondente

grandezza.

cosicch

alla

sua

-70-

Sopra

di

un basamento che

zata la loggia, la

gira tutto all'intorno della fabbrica, innal-

di cui lunghezza occupa tutto

il

prospetto interno, abbench

esternamente con l'ingegnoso inganno di due ben simmetrizzate finestre

ella

dimostri di venir fiancheggiata da due stanze. Ella ornata da un ordine


ionico posto sopra

piedistalli, l'altezza de'quali

ed corrispondente quasi
41).

La proporzione

largo tre diametri e

La

insegnamenti

e la sua

Tavola

colonne di 8 diametri e poco pi di due

sono due diametri e quasi quattro

regole del Palladio.

le

quinta parte dell'altezza delle colonne

di queste

terzi; gl'intercolunnii

maggiore

alla

determina quella de'poggi,

due

terzi; le basi e

sesti

e l'intercolunnio

sono secondo

capitelli

trabeazione presso poco divisa conforme

proporzione poco

meno

ai

suoi

della quarta parte della

colonna.

Da due

convenienti portici resta fiancheggiato l'elegante palazzino [Tavola

42), dietro ai quali vi

sono molti luoghi da servigio che ne accrescono

comodo. Le colonne sono

di ordine dorico, la di cui

proporzione

il

sei dia-

metri e cinque sesti; e gl'intercolunnii sono del genere areostilos, parte dei
quali sono larghi quattro diametri e
e

un dodicesimo.

di fabbricato,

un

sesto, e parte di quattro diametri

Io attribuisco la diversit di questi spazj a qualche porzione

che anche qui preesistesse all'esecuzione de'due

perciocch non comprendo in altro modo, contessere


lunnii

la

vi

portici.

Im-

possa negl'interco-

differenza di quattro oncie. Per conoscer poi con quanta decenza

l'Architetto abbia regolata questa fabbrica, basta riflettere alla proporzion

cui altezza minore di sette diametri; e

delle colonne, la di

riescano tozze, sono ci

non

quantunque

ostante convenienti alla rilassatezza degli inter-

colunnii, la maggior eleganza de'quali sarebbe riuscita d'impaccio agli usi


pe'quali sono stati fabbricati

decenza, non
gli

meno che

aggetti di queste

il

la

predetti portici.

comodo, l'Autore

la di lui

Avendo sempre

in mira la

sostitu gli zoccoli alle basi, acci

non fossero d'impedimento

Merita d'essere considerata


in questi portici

al

libero transito.

giudiziosa condotta nell'aver tralasciata

ornata trabeazione, ed aver posto solamente sopra

le

colonne un robusto e schietto architrave di legno". Imperciocch neWareostilos,

di cui intercolunnii

pietra

si

sono maggiori di quattro diametri, o

gli

architravi di

sarebbero spezzati, o quelli di legno incurvati dal sovrapposto peso,

o almeno distrutta sarebbe rimasta l'apparente solidit (48).

a Nelle maniere areostilos non


si

devono ponere

ni, cap.

il.

le travi di

ci

dato l'uso degli architravi di pietra, n di inorino,

ma

sopra

le

colonne

legno continue. Vitruvio tradotto e commentato da Monsig. Daniel Barbaro,

lib.

71-

La semplicit

due

de' predetti

memoria

portici richiama alla

di chi

istrutto dei priucipii della nascente architettura, l'origine degli ornamenti,

con evidenza, che

e dimostra
alle

fabbriche

la

l'indiscreto

vera bellezza, la quale

plicit delle distribuzioni e degli

l'Architetto per aver saputo

abuso de'medesimi

ha

la

sua base nella moderata sem-

N minor lode

ornamenti.

con industrioso

Non
non

tutti

acquistata

la

cui eleganza vien

di

gl'intendenti della nostr'arte.

da porre in dubbio, a mio giudizio, che buona parte della fabbrica

esistesse,

osservi in

come

dissi,

prima che

primo luogo, che

le

il

celebre Architetto la rinnovasse. Si

stanze alla parte dritta della sala

uguali nella larghezza a quelle della sinistra; e che

queste stanze dalla sala medesima, sono pi grossi


inoltre,

si

ridurre ci ch'esisteva

artifizio

buon ordine; erigendovi anche un prospetto,

commendata da

toglie sovente

che

la

La

le sta

scala certamente

dirimpetto,

non potrebbe

muri che separano

uni degli

porta, la quale corrisponde nella loggia,

zana dell'arco maggiore che


della sala.

gli

ed

altri.

Si rifletta

posta nella

non incontra
essere pi

non sono

la giusta

mez-

mezzaria

incomoda, mentre

gradini sono parte diritti e parte a chiocciola. Oltredich, innalzandosi, ella

chiude

la

met

di

una

finestra. Tutti

dunque

gli

accennati inconvenienti

mi

fanno supporre che l'Architetto abbia dovuto uniformarsi a quelle parti di


1

fabbrica eh esistevano.

TAVOLA

XL.

TAVOLA

XLl.

TAVOLA

XLIl.

Pianta.

Prospetto.

Spaccato.

B B

Base e cimasa de' piedistalli.

Trabeazione dell'ordine jonico.

ni

111

ZLIII

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..

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TXLV

\-1V. c^v,

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FABBRICA
DEL NOBIL SIGNOR CONTE

PIETRO CALDOGNO
NELLA SUA VILLA

%/uesto palazzo

fu fatto erigere dal conte

DI

CALDOGNO

Angelo Caldogno, nobile Vicentino,

nell'anno 570. Egli rinomato moltissimo, e perch vien creduto d'invenzion


del Palladio, e perch oltre agli ornamenti d'architettura, fregiato nell'interno

da preziose pitture a fresco,


Caliari, di Gio.

Antonio Fasolo,

opera del gran Maestro,


unisce

il

scelti

monumenti

de'celebri pennelli di Paolo

e di Giulio Carpioni.

Per

lo dice la sola tradizione, a cui,

parere dell'architetto N. N.,

castelli e ville nelle quali

come pu

altro ch'egli sia

non

so

come

vedersi nell'indice delle

si

citt,

sono erette fabbriche di Andrea Palladio, pubblicato

l'anno 1739. Chi sa distinguere quel gusto sublime e particolare che rese

celebre

il

grande Architetto, gusto che, mediante una indefessa osservazione,

rilevasi espresso e costante nelle sue produzioni, sapr facilmente decidere


se possa dirsi

ben fondata

e plausibile la corrente opinione.

Tre piani sono compresi nell'Alzato di questa fabbrica, cio


nobile, ed

un

terzo per camerini.

cucina, le dispense,

le

Il

cantine ed

altri

luoghi da servigio

piano nobile distribuito in una loggia, in una


menti, ed in una terrazza (49), cinta da una
i

si

il

terreno,

il

pian terreno, ch' a vlto, contiene la

sala, in

Tavola 43

).

Il

due comodi apparta-

balaustrata con piedistalli frapposti,

quali sostengono alcune statue; ed aperta nel

mezzo da una

scala,

per cui

discende in un giardino. Le stanze maggiori sono lunghe una larghezza

e la quarta parte, e

sono in travatura,

della sua larghezza.

La

sia

un poco pi

sala

alta delle

la di

cui altezza

lunga una larghezza e

minore due piedi

tre quinti; e

quantunque

camere, riesce ci non ostante bassa in proporzion

-74La lunghezza

della sua grandezza.

larghezze, ed alta

La

due larghezze, meno quasi


ha nel mezzo

facciata principale

rustica,

La

44).

di

lume

non

degli archi

due larghezze;

loro stipiti

parte del vano delle medesime.

la sesta

Osservatisi in questa fabbrica alcuni errori,


ch'ella

composizione

di

esterna della loggia. L'altezza delle

dell'altezza

maggiore una ventunesima parte

sono maggiori

due

parte.

ad archi

la loggia

di

cornice, che gira tutto all'intorno della fabbrica,

una tredicesima parte

finestre

la sesta

di cui pilastri sono larghi quasi la met del

medesimi [Tavola
alta

un poco maggiore

della loggia

un

sia stata eretta tutta in

quali

conducono

tempo, n sotto

sol

la

a sospettare

direzione di

un

solo architetto; e che abbia eziandio sofferte posteriormente delle mutazioni


in alcune delle sue parti: poich ve n'ha di costrutte in guisa diversa dalla
originale. Giudicherassi ragionevole

un

sospetto, tosto che riscontrar

tale

si

sta rimpetto,

due

porte situate fuori delle mezzane de'lati della sala, e l'altezza della sala

non

voglia

una camera un piede pi grande

corrispondente in buona pratica


inoltre, nella pianta, le

due

alle altre

di quella

che

le

sue dimensioni. Si osservino (Tav. 45)

con linee morte,

situazioni disegnate

e contras-

segnate colle lettere A, nelle quali presentemente vi sono due scale a chiocciola

che discendono dall'alto

pu

al

basso degli appartameuti. Questa certamente non

essere la situazion per le scale dall'inventore di questa fabbrica destinata:

imperciocch non avrebb'egli sovrapposti


corniciamenti modiglionati,
si

vedono nell'interno

medesime

che resta coperta,


chiudono.
risulta.

si fa

Ma non
al

due

la

al

il

altrui,

possesso di tutte

alcun tempo dopo

la

una

di

l'altra,

scala, la

le

il

,
al

debbono passare per

Non

le

che

le

stanze vicine

piano superiore, o
la

terrazza scoperta,

necessario d'esser

mae-

architettoniche cognizioni, per intender

scale, le quali

erezion della fabbrica.

due camere segnate B. Sopra

come

suo projetto fuori de' muri che

maggior importanza, ed

mostruosa posizione di queste

dipinta

il

solo inconveniente che da tale alterazione

molestie delle stagioni.

alle varie

strevolmente

loro aggetto. Oltredich, le

il

disturbo di quelli che salir vogliono

che questi, per non recarne


ed esporsi

con tutto

vedere con tutto

altro di

esse scale, ai

finestre ch'erano ornate, la cornice delle quali,

questo

Ne nasce un

soggette sono

delle scale,

scale otturano

muri che chiudono

quali girano tutto all'intorno della fabbrica, e

muro

di

Una prova

una

di ci trovasi nelle

di queste,

che non fu mal

si

vede impresso l'andamento

agli

appartamenti superiori. Io

dirimpetto, manifestamente

qual saliva da'luoghi terreni

certamente furono trasportate

desidero vivamente che queste mie riflessioni, nate non da genio di criticare,

ma

da zelo sincero di promovere

il

vero merito della nostr'arte, e di estirpare

-75al
a'

possibile

pregiudizii che la deturpano, servir possano di eccitamento

giovani architetti, acciocch veglino diligenti

al

momento

di

eseguire

prodotti de'faticosi loro studii.

TAVOLA

XLIII.

Pianta.

TAVOLA

XL1V.

Prospetto.

TAVOLA XLV.

Ornamenti

delle finestre.

Balaustro con sua base, e cimasa.

Cornice che gira tutto

Spaccato.

all'

intorno

della facciata.

Ornamenti

delle porte interne.

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T XLVH

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PALAZZINO
DEL NOBIL SIC CONTE

GIROLAMO BISSARO
NELLA VILLA

Di

questa fabbrica non

DI

RETORGOLE.

pu certamente credere autore

si

il

Palladio;

bench

taluno lo abbia creduto, appoggiando, a non so qual fondamento, un giudizio


cos azzardoso

Ella

non

si

trova neppure indicata nelle sue opere: non

noto alcun documento privato che di essa parli e del suo inventore; e poi

esaminandola da vicino con attenzione, non solo non iscorgesi nel suo
il

ma

gusto di quel grand' uomo,

si

de' tratti ripugnanti a Palladiani principii.

esitanza dalla classe delle legittime

Quindi

, ch'escludendola senza

produzioni del nostro Autore

presento come parto di un qualche genio imitatore, e

pegnai di pubblicare, oltre

alle

ragionevolmente giudicare

si

tutto

trovano anzi in molte delle sue parti

io la

perch m'im-

ci,

opere del gran Maestro, anche quelle che

possono della sua scuola. Oltredich convieni

pensare, ch'ella certo sia stata eretta nel

buon

come sembra che

secolo,

lo

dimostrino alcuni pezzi di eccellenti pitture, che, ad onta dell'intemperie


de'tempi, vedonsi conservate nelle cadenti muraglie, e che furono da'periti

riconosciute per opere di Paolo Caliari, e di Gio. Batista Zilotti


certo fiorirono,

come ognun

anche in considerazione
Palladiana
cos

la

supponendola un

a L'architetto N. N.
11.

ne'tempi per

le belle

arti

nazionale popolar opinione, ch'ella

siccome in gran parte diroccata,

ho voluto preservarla

Tom.

sa,

quali

migliori.

Ebbi

sia

d'invenzion

minaccia una totale rovina,

col disegno, per prevenire

lamenti di quelli che,

capo d'opera, avrebbero certamente accusato

il

ricoglitore

-78non averne conservata memoria. Mi cost per

di

disegni dell'alzato e degli

altro

somma

fatica

trarre

il

quale piantata es-

ornati di questa fabbrica, la

sendo in pessima situazione, soggetta a frequenti inondazioni, fu da molto

precisione la pianta,

ma

per unire

e l dispersi {Tavola 46);

qua

ed

mi

sort di ritrovare parte sepolti,

prospetto di tutto

il

un pezzo di muro; che ancora

a fresco sopra di

membri

restante, servironmi alcuni

il

di corniciamenti, di capitelli, di basi, che


e parte

con

negletta e lasciata senza ripari. Rilevai fra le rovine

tempo interamente

esiste.

il

Con

palagio, dipinto
tali ajuti,

com-

binai senza viziosi arbitrii le parti tutte, con quella simmetra con cui pro-

babilmente furono costrutte

La fabbrica
due

portici,

situata nel

al

tempo

mezzo

di

della erezione.

una vastissima campagna,

quali estendendosi avanti, in linea paralella a'fanchi del palagio,

chiudono un

cortile

quadrilungo {Tavola

Sopra un basamento

luoghi da servigio.

47).

10

allo piedi 11 oncie

e sotto, nell'altezza di esso

Una

basamento,

sala,

posta l'abitazion del

sono

vi

le

cucine,

le

piani

soffitti

La

loro altezza era poco

meno

met

delle colonne, le quali

d'ordine jonico, e rastremate


rilevasi da'capitelli delle

al di

la

si

in

base

si

veggono.

piedi pochi muri, e appena

Queste colonne erano

attica.

sopra, quasi la sesta parte del diametro;

medesime, che

sotterranei. Gl'intercolunnii

3 diametri,

hanno

si

piano

camere maggiori, e un

della larghezza delle

poco pi delle minori. Della loggia esistono

il

altri

Le camere erano

che ancora

e ci rilevasi da'buchi delle travi

coi

padrone,

dispense ed

quattro camere ed una loggia formano

principale, ed altrettanti camerini al di sopra [Tavola 48).

la

e posta fra

il

che

trovano mal custoditi ne' luoghi

possono chiamare del genere

abbench siano minori un ottavo

diastilos,

cio di

di diametro, e l'intercolunnio

maggiore di 3 diametri e 3 quarti.

Non trovando

cosa che potesse indicarmi l'altezza della trabeazione, la

disegnai secondo quella dell'ordine jonico del Palladio. Io ben volentieri


sarei dispensato dal collocar l'attico sopra l'ordine jonico;
ch'egli

non abbia corrispondenza alcuna

perch mi sembra

coll'ordine sottoposto, e perch nella


frontispizio che ha

un

dell'altezza dell'attico stesso, e fa un'infelice figura;

ma

parte di mezzo di esso attico, vi sovrapposto

timpano maggiore

mi

il

vedendolo espresso nellaccennata dipintura di tutto

il

prospetto,

non ho

voluto ometterlo.

Le
con

le

finestre

sono

alte

due larghezze,

sono ornate coi loro

mensole schiette, cio senz' alcun membro.

due

frontispizii, e

portici o, vogliam

dirle barchesse,

sono d'ordine dorico senza base, ledi cui colonne sono

7 diametri ef, e

alte

loro spazii sono 4 diametri e|. Ivi saranno state le scudere,

-79le

cantine e

ma
e

luoghi da servigio,

di queste parti

non

poche fondamenta

muri
a

altri

mio

e le colonne,

si

si

come

le abitazioni de'castaldi e giardinieri:

trovano in piedi che

le

scoprono de' muri maestri

non volendo formare alcuna

colonne di un solo portico,


perci disegnai

medesimi

divisione delle parti interne

capriccio.

Per porre in chiaro


tettura,

ho disegnate

tutto ci
le

sacome

riuscito di poter trovare, e le

che pu soddisfare gl'intendenti d'archidi tutte quelle

ho poste

nelle

pietre lavorate che

due tavole

mi

della facciata e dello

spaccato.

TAVOLA XLVL

Pianta.

AA

TAVOLA XLVIL

TAF OLA

XLVIII.

Spaccalo.

Base e capitello dell'ordine jonico.

Cimasa

Ornamenti

D Capitello

Prospetto.

de' poggi delle finestre.

delle porte sotto la loggia.

dorico delle colonne de' portici.

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LI

FABBRICA
DEL

NOBIL UOiMO

ANGELO

S1GNOU

ARCELLO

NELLA VILLA

DI BERTESINA.

Lj ultima delle fabbriche che inchiudo nel presente tomo, un palazzotto


che

si

trova in Bertesina, villa due miglia lontana da Vicenza,

molti vien creduto d'invenzione del Palladio, e che


niente dalla sua scuola senza conoscerne
Il

piano di questa fabbrica,

quadrati e quasi

un

il

il

quale

altri

il

quale da

giudicano prove-

vero inventore".

un

rettangolo che contiene

due

settimo [Tavola 49), resta compartito in una loggia, la

di cui lunghezza vien formata da

due larghezze

e tre quarti, in

una

sala a

croce e in due appartamenti composti ciascheduno da due camere di diversa

grandezza,

ma

della

medesima

figura, cio quasi quadrate; e di

un gabinetto

lungo due larghezze. L'altezza delle due stanze maggiori, abbench siano
involtate,

La

sala

minore

della loro larghezza; e le altre

ha un vlto rampante

a L'architetto N. N.

si

citt, castelli e ville, nelle

prese

la

(50),

come

si

hanno

pu vedere

le

impalcature.

nello spaccato. Nelle

briga di enunziar questa fabbrica per opera del Palladio nell'indice delle

quali sono erette fabbriche del Palladio.

NOTE
ALLE FABBRICHE

ANDREA PALLADIO
CONTENUTE NEL SECONDO VOLUME

(i) Cio aritmetica, geometrica

primo volume

(2) questa una specie

muovano

disposti

delle quali fu detto pei' esteso nella

sul

seconda delle note del

Teatro olimpico.

composta, che dicesi anche a schifo od a gavetta, il cui intradosso formato

di vlta

di

lati

un quadro

uniformemente una ad una, seguendo partitamente

tutte

normalmente

minore del

il

generano quattro rette costituenti

della superficie cui


si

ed armonica;

quest'Opera, dopo

di

mezzo di cadauna

di tali rette

o d'un quadrilungo, nella ipotesi che


altrettanti archi circolari

un

e della superficie di

altro

od

dittici

quadrato o rettangolo

sommit degli archi suddetti (per maggiori schiari-

gi citato, stabilito parallelamente adesso in


1

menti su questa materia, vedasi l'opera Origine de vlti,

ecc.,

stampata di recente in Torino pel Fontana).

(3) Cio la terza parte della lunghezza che ha la corda o sottesa delle centine. Sei sono le maniere de' vlti,

dice lo stesso Palladio nel suo Trattato di Architettura, a crociera, a fascia, a remenato [che cos chiamano
i

vlti che sono di porzione di cerchio e

hanno difrezza

il

non arrivano al semicircolo

(4) Tinello propriamente quella stanza ove

gente di servizio

sito destinato alla

il

metodo per simmetrizzare

lembo superiore

AD

segna

la

mangiano

della cornice orizzontale: in questo

ed

il

punto dove

EB,

AEB

taglia

sono queste

di i35

ed

si

alla

Generalmente
col quale

raggio

con esso
del

lati

base

terminano

In questo vi

gli

per met inD

fa centro, e

con un raggio

una perpendicolare

la detta

quali

le

mura
,

CF

qui vale

alla

la

Il

Serlio segue

un

rettaB A, rappresentante

indefinita

AEB,

tirate quindi le

nota

corde

AE

sua sommit un angolo

uguali ciascuno a 22

delle facciate dalle

lib.

semicirconferenza;

segnato l'arco circolare

E AD,DBE

3o'.

qualunque ornamento

colonne in su, e forma una ele-

3, cap. 3 pi particolarmente ha dato

si

nome

il

la

Questo finimento
i

fronte di ogni tempio. All'aquila

si

di

Lo

da due cornici o cimase inclinate.

spazio triangolare fu detto timpano.

il

si

sono sostituiti

il

finimento col quale general-

bassirilievi a figura, alludenti alle

tempio.

estese quindi a tutto ci che aveva relazione colle cose di religione, come

tabernacoli,

delle quali

di festoni, di fogliami, ecc.

collocava l'aquila colle ale spiegate, simbolo di Giove, ed era

Deit, in onore delle quali si era eretto

pano

eleva

timpano; che faranno

angoli

de'Grandi

al servizio

egli

ed a piombo del fregio, composta da un muro triangolare

decorava

de' tempii,

o di frontespizio a quell'elevazione triangolare posta sopra la cornice

dell'edificio

si

perpendicolare

Anticamente queste cimase erano adorne

mente

in

CA=CB,

la

persone addette

Divide

frontispizio o frontespizio, dice Randoni,

vazione sul mezzo. "Vitruvio

fasligium

ACB:

inferiormente fino a toccare in

quivi fa centro, e con un

le

che resta compreso dal frontispizio.

l'altezza del frontispizio.

mezza circonferenza

DF, che prolunga


in

rotondi, a lunetta ed a conca,

per mangiarvi.

(5) Cio di qviel tratto della cornice orizzontale


altro

terzo la larghezza della stanza.

le

nicchie,

al riferire del

sepolcri, le a>diculm o cassettine che contenevano

Paserio,

gli

il

sono

le

porte

Dei Lari; nel tim-

Etruschi piantavano tanti chiodi, quante erano

le

persone della

-86famiglia, e ciascuno ne ornava

suo con ghirlande di

il

come

teneva luogo di una tavola o scudo,

corone di lauro e
Presso

gli

modo che

decorava colla testa

si

timpano

il

Medusa, con

di

simili.

un linimento

un

particolare, ed

che per maggior distinzione

si

mettono per finimento de'gran

fabbriche private e pubbliche con

le

come sono

distintivo d'onore;

palazzi.

presso de'moderui

frontespizio,

non eravi

il

ma

pendente,

tetto

le

armi

E perch questa figura di finimento

fosse creduta originata o confusa colla figura del tetto a comignolo, in quelle fabbriche nelle quali

non
il

o piccole focaccie; per

fiori,

quale talora

il

antichi essendo dalle cose sacre, passato l'uso anche di ornare

frontespizio, divenne
gentilizie,

vuol dire,

si

erano coperte a terrazzo. Questa distinzione ha

si

aveva

fatto dire a Ci-

cerone: Hinc majorem honorem consecutus erat,ut haberet pulvinar,simulacrumfasligium,flaminem.V\\\^.


Il

volgo degli Architetti stando alla sola apparenza, ha creduto

il

frontespizio la rappresentazione del tetto,

non un adornamento simbolico. Vitruvio seguendo questa bassa opinione, non ammette l'ornamento

diglioni nelle cornici inclinate de'frontespizj

Cosi non l'hanno intesa


fastidio della legge

bandonarono
gli

la

gli

ma

Architetti romani, forse vivendo ancora Vitruvio stesso,

Vitruviana, e considerando

maniera greca riguardo

frontespizio quale

il

proporzione

la

de'

mo-

vuole che un semplice gocciolatojo e cimasa lo coprano.

ma

ornamento

diedero ancora

ornamenti medesimi che trovansi in quella in piano, come

si

quali

non prendendosi

di consuetudine,

non

solo ab-

alle cornici inclinate di esso tutti

osserva nel frontespizio del tempio di Marte

Vendicatore, fabbricato da Augusto, in quello di Nerone, ed all'esterno del Panteon ristorato da M. Agripp

n
li

impiegare

stettero dallo

si

volesse

frontispizj grandi, piccoli, retti e curvi, tanto all'esterno che

ovunque pareva

decoro, anzich una certa necessit. Dietro questi principj, parrebbe adunque insussistente, presa

il

a rigore, la critica di Milizia e d'altri, contro l'uso de' frontispizj nell'interno delle fabbriche: e tale addiver-

rebbe anche pi,


il

non

se disparato

un vero

profilo di

fosse

che

dire,

il

le

non sieno

tetto displuviato, altro

cornici inclinate de' frontoni, a vece di simboleggiare


state in origine

timpano per

sorrette dalla cornice orizzontale e fulcite dal


asrot

da

Tympani autem

(6)

li

da'Greci

a-ro;, aquila, fossero detti

(Vitr. loc.

cit.

dum

appunto

(7) Vedi la precitata nota 2

primo volume

al

quando

si

eis

una pars

di

quest'Opera, dopo

consti-

Teatro olimpico.

il

soffitte.

fosse studiata

metope,

maggiormente

n,a

dettosi gi nella i8

il

coronae ab

medio cacumine tympani

in

e sulla introduzione di altre

vera espressione di

la

vedi su questo proposito la nota 3 alla prefazione di questo secondo volume

(io) Quadra qui anche bene in parte

credere che

il

est in fastigio altitudo sic est facienda, ut frons

(9) Tutte queste giustificazioni sulla soppressione de' triglifi e delle


varianti, sarebbero state superflue,
(

effigiate in tali strutture

pi verosimile

contra epistylia, columnarumque hipotrachelia ad perpendiculum respondeat.

(8) Cio mezzadi, e qui forse anche meglio

menti

frontoni.

extremis cymatiis tota dimetiatur in partes novem, et ex


tuatur:

le quali

quod

che meri sporti di fabbrica o d'altro,

primeggiarono sempre

destinati a guarentire dalle ingiurie de' tempi le aquile che

siffatti

orna-

).

delle note al ivol.,

dopo

il

Teatro olimpico.

(11) Meglio andito.


(12)

A lumaca,

cap. xxviii

fanno

altrove rotonde

luoghi
diffcili

stretti

da

scale

tali

Palladio nel suo interessante Trattato d'Architettura,

elicali. Il

cos

esprime

si

Le

scale a

lumaca

si

usano, perch occupano manco luogo che

sommo

veggono

della scala

tutti quelli

diametro in tre parti, due sieno lasciate ai gradi, ed una

in parti sette: tre si

daranno

scala della colonna Trajana

alla

colonna di mezzo

nelle

restano al luogo di mezzo. Olii e

le

vacue

si

divide

si

le diritte,

ma

e quattro ai
il

Le ovate ancor

esse

vanno

al

vlti nelle stanze

Vedi Palladio loco citato, e

la

gradi per esser

divise al

tutte le finestre e porte

(i3) Vedi alla seconda delle note

si

si

il

lume

di

modo, die
il

danno

si

ai

diviso

diametro
fatta, la

gradi e due

una pure a lumaca dal chiarissimo


la

quale neiluoghi molto

stretti serve

le

rotonde. Sono molto graziose e belle

ed

in

mezzo ,

sono assai comode.

Teatro olimpico.

faranno aggiunta
al

il

riescono molto lunghi, e va divisa come la

testa dell'ovato

primo volume, dopo


quadre

torti,

medesimo modo die

vengono per

seconda delle note

in questo

gradi; ed in questo modo appunto

usate maniere di scale, n stata ritrovala

benissimo. JXon ha la colonna in mezzo: ed

fanno

si

diametro in quattro parti: due

(i4) Le altezze de

sono alquanto pi

dia alla colonna; ovvero si divider

signor Marc' Antonio Barboro gentiluomo Veneziano di bellissimo ingegno,

sopraddetta.

lib. x,

dicono

che saliscono o cominciano a salire, e

similmente sono da questi veduti. Quelle che hanno la colonna nel mezzo,

da vedere perch

si

Benissimo riescono quelle che nel mezzo sono vacue: perciocch possono avere

sopra, e quelli che sono al

il

che a chiocciola anco

ed altrove ovate: alcuna volta colla colonna nel mezzo ed alcuna volta vacue ; nei

massimamente

salire.

od

cio a chiocciola

parlando di

primo volume

la terza
di

parte alla larghezza della stanza.

quest'Opera, dopo

il

Teatro olimpico.

-87(io)

Lumen autem

hypothyri constitualur

tur in partes tres semis,

et

in partes duodecim et ex

sic,

utiquaealtitudoaedis a pavimento ad lacunaria fuerit, divida-

ex eisduac partes lumini valvarum altitudine constituantur. Haec autem dividatur

eis

quinque

dimidia latitudo luminis

et

lumen ab imo ad sexdecim pedes, antepagmenti

pars luminis contraliatur antepagmenti parte quarta:

fiat in

imo, et in

sexdecim

tertia parte:

pedum ad

summo

contrahatur:sierit

vigiutiquinque, superior

a pedibus vigiutiquinque ad triginta,

si

summa

pars

contrahatur antepagmenti parte octava, reliqua, quo altiora erunt ad perpendiculum videntur oportere collocar i.

Ipsa autem antepagmenta crassa

surnmo suae

fiant in fi-onte altitudine luminis parte

crassitudinis quartadeciina parte (Vitruv.,

(16) Qui certo

clie

il

ha preso un equivoco

Bertotti

lib. iv,

sulla parola ordine usata dal Palladio nel luogo citato

de' suoi dottrinali: leggansi questi attentamente nello squarcio in

architettonico egli intese parlare;

Le finestre

ma

di

puro ordine

duodecima, contrahanturque in

cap. vi).

di piani ; e

vedremo che non bordine

discorso, e

maggiormente chiaro

lo

esprime nelle parole

di sopra, cio quelle del secondo ordine, devono essere , ecc.

Data pertanto migliore interpretazione a


per primo ordine di un edificio,
precitato Bertotti

vedremo

briche fatte; n pi

ci

il

siffatti

composte

tosto

precetti, e

chiamando sull'esempio de'migliori

piano suo principale , non pi


le

il

terreno,

trattatisti,

come suppose erroneamente

discrepanze da lui avvertite tra

il

dottrinali predelti e le fab-

occorrer di vagare in ipotesi meramente speziose.

(17) Anzich lume potrebbe essersi detto pi acconciamente luce.


(18) Qui pure, per altre ragioni, sarebbe forse stato pi esatto

il

dire luce a vece di lume.

(19) Delle scale a chiocciola fu detto qui sopra alla nota 12.
(20) Vedi

la

diciassettesima di queste note.

(21) Cio del quadrato costrutto sul lato minore del quadrilungo di cui trattasi.

(22) Vale a dire quattro volte


(a3)

mento

Ed

lato

il

Le

minore o larghezza comune

alle

logge indicate nel

testo.

ben diverse

dalle Umettate, constano dello incrocicchia-

di quattro segmenti di vlto a botte uguali lutti tra loro o

due a due solamente. Per ispiegazioni mag-

voltata a crociera.

giori in proposito,

(24) Vedi

pu vedersi l'opuscolo Sulla origine

nota seconda

la

volte a crociera,

al

volume primo, dopo

il

delle vlte, ecc. gi citato alla

seconda di queste note.

Teatro olimpico.

(25) Id. come qui sopra alla nota 24.

(26) Cio nonjttizj.

(27) Anzi che sagoma sarebbesi potuto dire fronte o prospetto: vedi

volume ,

note alla prefazione del primo

le

lettera h.

(28) Degli

atrii fu gi detto nella

quarta delle note

alla

prefazione di questo secondo volume.

(29) Sebbene colla dizione peristili, composta dalle voci greche ~im, intorno, e

<7ru).:c,

colonna,

si

pi particolarmente que' colonnati che stanno internamente in giro di qualche cortile o di altro
architettonico, e sebbene

impieghi

l'altra perittri

per indicare

gli edifici attorniati

chiamino

membro

esternamente da colonne; a

rigore di espressione, parrebbe che lo aggiunto di peristilo possa convenire ancora ad una fabbrica con colonnati

verso l'esterno; imperocch

il

per intorno semplicemente, senza

~ipi spiegasi

le distinzioni di

entro o fuori.

(30) Cio dalla lunghezza e dalla larghezza della loggia.

(3i) Questo intercolunnio di mezzo, sarebbe del genere areostilo: vedi


(32) Ritengasi che se

l'arte offre de'precetti, gli offre

nota 18,

la

al

Teatro olimpico.

per guida soccorritrice, non perch ce ne facciamo

ligi

ciecamente.

(33) Anzi che darsi l'aggiunto di

quadrerebbe ad

essi assai

sragionare grandemente, porre in non cale


a'

quegli Architetti

stilici a

meglio quello di

liberali,
i

quali hanno studiato la loro arte su

perch colui che fosse

di tale

soli libri,

numero, non potrebbe, senza

giudiziosi ripieghi e le sagge modificazioni apportatesi dai

Sommi

primordiali precetti dell'arte, ogniqualvolta ebbero giusto motivo di farlo; u mai farsi a credere,

qui dice

il

Bertotti, che la perfezione delle sue invenzioni dipenderebbe da

come

una scrupolosa imitazione

delle

proporzioni di qualche Maestro.


(34) Tutto questo potendo appararsi ugualmente sui libri ed in pratica, smentisce anche pi la stitichezza

che

il

precitato Bertotti volle imputare in quegli Architetti che

(35) Leggasi intorno alla vera espressione

de'triglifi la

hanno studiato

giormente giusto quanto osservasi nello squarcio del Saggio d'Jrchitettura,


(36)

Luce meglio

la loro arte su

nota 3 alla pref. di questo 2vol.,e


ecc. ecc.,

si

soli libri.

trover

che riferisce

di lume.

(3^) Cio in solajo.

(38) Intorno a questa specie di scale

si

disse

precedentemente

nella

dodicesima di queste note.

il

mag-

Bertotti.

-88-

(3o) Le stanze

si

fanno

Se in solavo, i'altezza del pavimento

in vlto o in solavo.

Tratt. d'Ardi.,
la loro larghezza, ecc. ecc. (Pallad.,

C4o) Pare certamente che

quegli Architettore

medesimo

acquistare vero

mur

le

come proseguiva

e che,

a dire l'Autore

alla

prefazione del primo di questi volumi).

Borgnis) sont souvent coupes perpendi-

berceau de plus petites dimensions,

qui sert de support

coupent

la

la

grande vote.

On donne

le

nom

grande et qui en sont rciproquement coupes.

note alla prima parte del gi citato opuscolo sulla orig. de' vlti, ecc.).

le

nota 2

la

par un certain nombre de votes

lunettes ces portions de petites votes qui

(42) Vedi

les annulaires (trovasi scritto in

appuyent tonte leur ouverture sur

Veggansi pure

di esprimersi, abbia dimenticato che l'Architet-

sono meramente dati alla pratica, non hanno mai potuto

si

colle loro opere (vedi la nota

quanto

alla travatura sar

xxm).

et ratiocinatione

quali senza teorica

berceau o

cap.

modo

Bertotti con questo suo

leur axe longitudinal

culairement

lescruelles

de

nome

Les votes

(/{[)

il

come scriveva Vitruvio, exfabrica

tura nascitur

lib. i,

primo volume, dopo

al

Teatro olimpico.

il

come

quadrate, distinte dalle tonde,


(43) I pilastri altro non essendo in sostanza, che colonne
Plinio per lo aggiunto di attiche; standosi in fabbrica in

una

stessa linea

u"ualmente, essere anch'essi rastremati (V. Milizia, Randoni, Antolini,


perch quivi nelle ante non seguivansi punto

ne' loro tempj in antis , fu

leggesi in

con altre tonde, debbono, se ornati

le

ecc.).

Che

se noi

proporzioni e

fecero

Greci

ornamenti delle

gli

colonne che avevano presso, siccome chiaramente pu scorgersi dalle Antichit di Atene di Stuart e Revett
dal Canina, V Architettura de' principali popoli antichi, ecc. ecc.

(44) Cio a dire

le alette.

(45) Poggi, cio poggiuoli.

Puonno

(46)

dirsi

ornamenti essenziali tanto

in certi casi, anche


pilastrelli,

il

delle porte,

che delle finestre,

pongonsi lateralmente all'apertura delle porte o delle

limitare, altra

membratura che

a formare quasi

una

il

sopracciglio, ed

finestre,

onde reggerne

sopracciglio o sopra-

il

limita in altezza la luce delle porte e delle finestre e che concorre cogli stipiti

intelajatura, dalla (piale, aggiuntavi la soglia o limitare, contenuta la luce,o spazio

d'ogni porta e d'ogni finestra. Nel sopraornato

anche un fi -Olitone.

gli stipili

sopraornato. Diconsi stipiti, erte e cardinali que' sostegni apparenti, che, a guisa di

regola

generale che

il

distinguono particolarmente un fregio, un&

si

comic e

solo sopraornato col sopracciglio, senza contarvi

il

vacuo

e talvolta

frontone,

non

abbia di altezza totale, trattandosi d'Ordinanze robuste, oltre alla quarta parte della luce cui soprasta, presa
in altezza: e che negli Ordini dilfeati

non

sia

siccome nel sopr aornalo, il sopracciglio vi

membratura

lo

per

gli

ordini architettonici, a proporzionare

ugualmente in parti quattro

tanto

meno d'un quinto

collo

per

fregio e la cornice che

trattisi di

serj

norma come

siffatta

ha sopra. Divisa per-

di queste parti stabili-

od architrave, tre

fabbricamenti

tale sopracciglio, e di queste,

Scamozzi, in cinque parti uguali l'altezza di

se di eleganti, dividesi,

quattro sono pel fregio, sei

cornice.

la

La

il

serve esso qui pure di

l'altezza di siffatto sopracciglio

scono l'altezza del fregio e cinque quella della cornice, se

medesima, considerata del paro; e

della luce

fa le veci di architrave,

larghezza di fronte dell'erto sempre pari all'altezza del sopracciglio, \z quale

dedotta ugualmente presso de'Trattatisti. Antolini, per esempio,

la

non

quella porta o finestra cui appartiene, trattandosi d'ordinanze doriche, la

propone

Randoni segue

nel ionico; e di

1:7

rapporti di

5 tra

nel corinzio. Milizia

dello stipite nel dorico, la

la

(48)

vendo

il

Bertotti mostrasi qui d'opinione

al testo del

ad encomiare

primo volume

il

iv,

Palladio, l solo dove

di quest'Opera,

cio colle imposte

non

lo
:

per larghezza

quinto della luce presa

sesto, ecc. ecc.


il

Teatro olimpico.

dopo

il

il

e vi).

Ci non

gli

sarebbe certamente avvenuto, se

meritava realmente (V. le note 18, 28, 29, 3o

Teatro olimpico).

(4g) Forse meglio terrazzo.

(5o) Rampanti

sta pel

pienamente diversa da quella esternata nel tomo primo, descri-

mausoleo pel conte Leonardo Porto (

fosse limitato

medesima,

Ponza ripete

dell'altezza della luce

decima nel corinzio. Vitone

e la

Ordine; Durand pel

(47) De' lacunari fu detto alla nota 6 del primo volume, dopo
Il

limiti.

larghezza dello stipite e quella della luce nel dorico; di

propone invece l'ottava parte

novesima nel jonico

in larghezza, costantemente in ogni

vuole per sempre

di \ della luce

per ordinanze corinzie; e, per joniche, di una media proporzionale tra questi due
stesso.

si

prescrive di -s della larghezza della luce di

orizzontali.

FINE DEL SECONDO VOLUME.

si

e 3i latte

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