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CINQUE ORDINI
DELL!

ARCHITETTURA
CIVILE
DI

MICHEL SANMICHELI
Rilevati dalle fue Fabriche,

V>trHvio

deferirti e public ati con quelli di

Palladio

Scamoz^z^i

Serlio

Allerti

^tgnola

DAL
CO ALESSANDRO POMPEI-

IN

VERONA.

MDCCXXXVPer JACOPO VALLARSI,


Con licenza

de'

superiori.

-P

PROEMIO
'

Architettura , Arte nohilijjtma


che troppo malagevole
rebbe

/'

per efporre

cosi antica

anz^i impoffhil cofa fa-

origin

fua

rintracciarne

tempo determinato ; impercto che fino d allora


ejfa ebbe cominci amento , quando gli Uomini abbofchi e le grotte fi fabricarono e afe per loro abitas come /' eterna Pronjidenz,a ha difpofio di non uniil

bandonando i
Zjione
Pero
.

re

un Uomo

in

folo tutti

fuoi doni

na fociet a compartirli in molti ,


fempre

Uomo

/'

abbifogni

cos

ma

e dividerli

veggiamo

per mantenere
,

accio

che

ejfere in tutte

/'

uma-

aW Uomo
/*

Arti

ScienZje avvenuto, che

non fortijfero in una fola et, e i nafci'


mento per cos dire , e la perfezjione ; ma che prima i ritrovati
nuovi produce n dof , per lo pih rozjZji e manchevoli , pofcia /' ingegno

et industria d' altri

cendo

ora migliorando

perfezjione
ducejfery

Uomini

ritrovati

altrui ora

accref-

a poco a poco , d^ et in et a quella


e compimento , del quale ejfe Arti fon pur capaci , le ri-
Se non f per fatale debole^za dell' umana natura mol-^
,

te

PROEMIO.

i
ie 'Volte accade

che offonganfi

Uomini, onde ne
perturbandofi

fiegue

beli"

ordine

le

guafie idee degli

che incontrinfi alcune et, nelle eguali,

retti giudtz^j

le

Arti

in "vece di rice'uere

il

dovuto

avanzjamento , molto anz^i perdano di quel buono, che in altre etdi acquifiarono ; alle quali infelici -vicende , come vedremo , anche
di cui trattiamo

quefia noftra,

dove
te ,

Uomini

gli

fu

fottopofla

Le

dunque

e afe

primi tempi abitarono, furono di legno

ne'

con roZjZji puntelli fofientate

in vece di que' puntelli

s"

pofcia col procedere

inventarono

le

Colonne

et

dell'

fovra

indi

cofirut-

di!

que legni, che roz^z vi fi ponevano , fi ridulfero in Architravi . Da tali ^rincipj nata /' Arcbitettura molto crebbe ancora nelantiche et con la imitazjione , e perfez^ione di quelle parti ,
le pih
effe

prima di legno

che

chijjmi

Tempi

inalz^ati furono con Colonne ,

parti medefime

le

torno

mo
mo

che a giorni

li

nofiri

origine dell' Architettura

all'

Piedejlalli

pii^

(col dottijfimo Villalpando) attribuirla al

eh' ejfo

fiefia.

con grande probabilit

foffero

da

Sapienz^a,

Tempio ave a Colonne


fi

Di

nobile

Tempio

fatto

co fuoi Capitelli

f voglia^

di Salomo-

indubitata

cofa

"Bafe

qua-

pu congetturare non molto

quelle , che pofcia

s'

con quel-

veggiamo . Tale almeno ind' alcuni f opimone . Foffia-

pero fupporre ejfa origine infinitamente

ne architettato dalla

poich fappiamo che molti anti-

fi formavano;

ufarono prejfo

le

differenti

Greci, I Greci ap-

punto , Naz^ionefra quante furono al mondo la pi ingegnofa , la


pi colta, e la pi nemica d' ogni roZiZ^ez^z^a e barbarie , e che d ogni
e d' oani beli' Arte con razione chiamata da dottifimi
Scienz^a
Idadre , o Nutrice , fi dicono inventori di tre modi a
Uomini
Architettura (che poi Ordini furono nominati,) cio del Dorico ,
del fonico , e del Corintio ; il primo cos detto perche da Dorici ,
,

fecondo perch da Jonici , e 'l terZjO peche da Corintj fu ritropero quefio ultimo non
*vato:
gran parte imitato , come inf
f^^ in
dica il gi lodato P. Villalpando , dall' eccellente Ordine del Tempio
il

di Salomone

E fi come

dopo la Grecia per comune confentimento


i chiunque non fia affatto ali ofcuro dell' antichit , la pi illufire NaZiione , e del mondo pi benemerita furono g' Italiani ,
cos\

Architettura la fua peravendo effa da gli antichi Tofcani ricevuto quell' Ordine

quefii dopo i

fezjone

G^eci deve anche

l'

PROEMIO.

ne^ che chiamafi ^ofcano , e d Romani il Compofito^ che ancor


Romano s* appella; nel quale ejft tutte le grazile e leggiadrie dell*
Corintio accoppiarono* In quefio modo adunque la nofira hellijprna Arte (o Scienz^a , che *vogliam dirla) dopo la prima [u invenzjione acq%ijk , o ricuper nobilt , ornamenio , e perIonico

e del

fezjione

ejfendo fiata divtfa in quefii cinque modi,

la Foefia in molte fpecie dividefi ; li quali cinalla nofira cognizjione fon pervenuti merc le reliquie

comunemente
que Ordini

delle antiche

ni

come

Fabriche

delle quali

confervo, quanto

almeno

fi
Italiani,

cio cori

Ordini nominati

all'

fomma avventura

per

indufiria

e allo

tanto

ftudio de moder-

primi rifiorai ori della nofir Arte , fu fu^ciente, acdilgenti ojfervazjioni da ejfe fi potejfero tali appunto , qua-

gi dagli Antichi inventati furono , / fudetti cinque Ordini ricavare . ^ens deplorabile difavventura fiata , chs dall' ingiurie

li

tempo ci pano fiati rapiti molti antichi Scrittori di quefi' Ar-^


te, che con le loro dottrine, ed ottimi infegn^menti infinito giova'
mento recato avrehbono alia pofierita ; f non che grande compenfo
a quefio danno apportato fu dall' ejfere di tanti a noi rimafo Vitruvio 'Politone , il quale credibile cominciale a fiorire negli andel

ni di

Roma joo

fiotto

/'

Imperio dt Giulio Cefare ,e fot^


dieci famofi libri , a quali dopo

a cui dedic egli qu


fudetti vefiigj dtHe Antiche Fabriche

to Augufio
i

in circa

e debitrice la

buona antica

Architettura del fuo gloriofo riforgimento . Ne dopo Vitruvio mancarono altr ingegni , cbe ne' libri loro quefi' Arte illufirarono ; di
molti ci fono rimafii

meno a

nomi ,

ma

perirono

difpetto della voracit del tempo

dimofira a nofiro profitto

f non

loro fritti;

quali

i loro libri

il

nulla di

Uomini fojfero ,

lo

loro operare in tan-

Fabriche , che ci hanno lafciate anche fuori d' Italia , ma molto


piU' neir Italia fiefifa , nella quale quefia infigne Frofejfione in tal
te

guifa fi confrva , e mantenne il fuo pregio , che per lo fpazjio di


molti ecoli non
nel
fi vide mutar di molto maniera, ne fide .

Ma

declinare

deW Imperio Romano

perdendofi n eli' Italia

l'

antica gran-

cotale funefi a mutaz^ione e decadimento pare ancora foggiacefifero g' intelletti degF Italiani , onde le lettere , e tutte le beldeZj?i,a,

Arti , che prima quivi per tanto tempo mirabilmente fiorirono ,


andarono in difipregio , e furono , per cosi dtre , a [forbite dalla bar-

le

barie

PROEMIO.

[?arie

che allora in quefii

Architettura 'viefe

ftejfa

Faef inondo ; cos che anche la mifera


mifer amente trasformata ogni fuo buon
,

modo firavolto e guafio , corrotto ogni fuo buon ordine , perduta


/' antica
fua grazila e maefik , e introdotta una maniera del tutonde a pena a pena alcun ^efiigio pm di f
Vennero finalmente li Secoli decimoquinto , e de-

to confufa e difordinata

riconofceva .

fiejfa

cimofejlo

cotanto

fcuotendo

tutte

rono

le

gloriof; allora

all' Italia

antica rugine

/'

fu

che

noflr

e fhjiluppando/l dalla barbarie

mifer amente furono

anteriori Secoli
ti

pi nobili facolt

indegni

onde gli

pi belle Ardifcipline a nuova vita richiamainvolti, tutte

r antico fplendore

le

parvero
quivi a nuova luce riforti gli piriti dell' antica Grecia, e di Roma . Per lafci^re pero quanto ai propoflto mio non fi confa , e fola
a quella facolt refiringendomi , di cui ho imprefo a ragionare , a
,

quali reftituito

alle

dignit

quai fegno di perfezjione foffe in que' feliciffimi Secoli inalz^ata /*


Italiana Architettura , ben
pu fcorgere dalle Fabriche di que*
fi
tempi , in ogn' mvia delle quali quafi rtfufcitate le antiche Fabri"
che Greche j e

privo
chit

Romane

fano difcernjmento,

affatto di
.

Ce

lo

ciafcheduno pu ravvifare

dimo/irano ancora

te ci lafciarono

d' ogni gufo

dotti[fimi fer itti

che

non f^

della Anti-

che di quefl* Ar-^

moltt di quelli elevatiffimi jpiriti , de* quali t almeno

pia principali ed infigni, a me par pregio dell' Opera adeffo aU


cuna cofa bre'vsmente accennare, primo di tutti, che mi s offerifca dsgno di ricordamela ,
Filippo di fer Brunellefchi Fio^

de'

ventino

che fior nel cominciare del Secolo decimoquinto , come


quello, che a'vanti a tutti con la diligente offervaZjione^ e fiudio
,

fopra gli antichi EdifiZjj nuovo lume introduffe nell' Architettura , allora affatto barbara', e dopo lui affai pia confider abile
fi refe Leon Battifia Alberti pur Fiorentino il primo de' moderni che
di quefia facolt dotto ed infigne Trattato mand^ffe fuori . Dico
mandaffe fuori , poich fcriffero avanti a lui Antonio Filar ete , e
y

Francefco Sanefe^ per tefiimonian'^a dello ScamoZjZji j che fcritte


a penna confervava le cofioro Opere , quali non m* noto
mai
f
tornando ali* Alberti , fatti egli grandifpmi
fuffero publicate.

Ma

fiudj

fu

le

antiche Opere di

con l'Opere^

Roma ,

conio Jcrivere

alla Patria

fcacciando

la

fua

refiituito

barbarie ^

antico

pregio^

PROEMIO.
preirio

di

qMej'

Arte richiamo

fuoi Tofcani

Delia me defma

Patria fu ancora il celebre J\4ichelagnolo 'Buonaroti ,


re 3 Pittore , Poeta j ed Architetto eccellentijjmo . Ne
parti della Tofcana fenz^a pregio recarono
difiirjfero

tro

Perucci da Siena

"Baldajfare

Cataneo pur da Siena

jiitna degni fono gli otto libri

del quale

quel, che degli Architetti, de

f altre

altri iji

gli

Jdaeftro del Serlio

molto

utili

che ci lafcio;

fra

Sculto-

Pie-

molta

di

Leon Leoni Aretino

Pittori, e de* Scultori ferijfe

fi,

Giorgio

f a Roma , dove tanti


'vefiigi , d' antiche Fabriche confervaronfi , mancati fojfero in que'felici tempi ottimi Architettori , Da Urbino ad e fa vennero 'Bramante , e 'Igran Kafasilo , i quali uniti a Giuliano , e ad Antonio da San

Vafari pure Aretino

Sarebbe maraviglia

Gallo ivi pure cotefi a Profeffione nell' antica grandeZoZ^a


carono . Se nuli* altro rende (f commendabile Giulio

fe epolo di

Rafaello

bafierebbe a farlo

immortale

Romano

dignit collo-

Romano , degno di-

la Villa

che a

Ponte

Antonio Lahacco 3 dal quale egregiamente difegnat e furono le reliquie di molte antiche Fabriche , come nel di lui libro
pu vedere Nella Trombar dia
fi
dm trapti rinomati ne fcelgo da far menz^ione , Sebaftian Serlio 'Bo-

JHolle per Clemente VII* fece inalz^are.

altres fu

lognefe i

Giacomo BaroZjZji da Vignola

ma di queji due v aleni Uo-

mini in altro luogo tratteremo pi diffufamente Ne la Jdarca Veronef , Trevigiana , che voglia dir ffu in quefio fecolo inferiore a quafi
lunque altra Italiana Provincia , merci particolarmente della mia.
Patria , la quale fi come fu tanto benemerita degli altri fiudj con
dar al mondo chi fu fra gli Ocidentali il primo fonte della Greca , e Latina erudiZiione , cio il vecchio Guarino , cos anche ali
.

Architettura don qua/i in un medefimo tempo tre grandi


tori

Uno fu Fra Giocondo

faticofiffimo fiudio

pltne

il

ma

Cofiui

per la

fu

fomma

Uomo

di

adorno di tutte

le

primo , che emenda

fcorrez^ione

maravigliofo
fcienz^e

ed illuftro

ed ofcurita ( come

illufira-

ingegno

e nobili

difci-

Vitruvio priegli fcrifie

ne leggibile , ne intelligibile ; fu anche il primo , che porto in


Francia /' Architettura fiotto il Re Lodovico XIL Fcc^ il Ponte famofo y e 'l Ponte piciolo fu la Senna , ed altre moltijfime
eccsUenti
opere in quel Regno ;
e
fegnalo ancora a Rofi

^^

a Vensz^ia

ed

altrove

Nel tempo
*

della ^uecchiezjZ^a
ciuefio

di

PROEMIO.

IO
fi'/.ejofior)

Va fari ;
de d ci
di

Gio: Alariii

del quale con

gran

lodi

parla

il

poco dopo qaeftt %'enne Michel Sanmichel^ , il quale dieperfe-^ione, che dalli due predetti era flato /coperto . y^nco
e

qiicjlo (rr and'

Uomo

lungamenVicentini, Andrea Pal-

por^rer altrove occafione di pin

fi
altres di

due famofi
come
e Vincenzio Scamoz^zJ . Jacopo San favino, bench nato in T^ofquafii fempre abit in Venezjta , e di molte ottime Fahriche l a-

te rar tonare;

ladio

F alconetto

cana ,
dorno.Gio: Antonio Ruficoni maneggia bene i precetti di Vttruvio . Ne
lafciero di nominare Giufeppe Viola Zanini Padovano, il quale in parte Vitruvio in parte altri fegueno , ci lafeto un buon trattato d' Architettura ; e avanti di lui Ottavio Revefi Vicentino ha anco propofio
un nuovo metodo di mifurare li cinque Ordini , che poi non fu feguitato ^perche da chi far voleffe Opere grandi , troppo fatica e tempo richiederebbe Aia tani altri , che nell Italia avanti il nuovo decadi,

mento

farebbe

il

Arte

in ejfa fegn alarono , troppo nojofa e diffidi cofa


fi
voler qui regijrare ; pero paffandolifatto filenz^io mi rimet-

diqueft^

to a chiunque pongafi a confider are

le

Fahriche d* ogni genere ,ed a

legge-

Degni ancora di ricordanz^a


fono i trattati di due Fr ancefi, Giovanni 'Bullant , e Filiberto de /' Orme , ed altri ancora , che in que' tempi fiorirono , e che fi^ pu con gr art
fondamento congetturare foffero difccpoli del Serlio "Bolognefe , allora
che quefiifu in Francia al fervigto di F r ancefco primo . Notabile cofa , che molti de nominati valenr* Uominifurono altres Pittori eccellenti ;il quale accoppiamento non fi pu a bafianZjddire quanto utiriccheZjZ^e ,
le fia ad un Arte ed all' altra Ora
fi come nel Mondo le
le fortune ,e i dominj non in un tempo folo arrivano al fommo di lor
grandeZjZja ,ninunfoltempo in precipizjio traboccano , ma confer<vandofi il naturale ordine delle cof , a poco a poco e aumento acquifianoy e in diminuzjione decadono; cos le belle Arti ancora nonfubito , come
dicemmo, dall' indufiria degli Uomini laperfez>ione ricevettero , ne dalre

i libri,

che di que tempi

ci fon rimafti.

la trafcur aggine la

rovina

ma a poco a poco dopo il

ritrovamento loro

Per per ijlrana ,e forf non pi intefa


fatalit nelfecolo fuffeguente a quelli ^dicuifavellammo , per lamifera
Italia non fu cos ; perci che tutte le belle Arti , che un fecolo avanti
e

avanz^arono

decaderono

erano quivi nel colmo di lor perfezjione

Romani

riforti tra noi par e ano,

a tale che gli antichi Greci

con ammirazjione, et indi profitto degli


ftra-

PROEMIO.

II

allora , un fecola dopo in tale e (trema, rovina trabalijatefpiche ^en 'vergognofo agt Italiani farebbe ^ato il perderle affat-

ftranierij

reno
to

che ritornata fojfe la roZjZjeZjZ^a de' Secoli Longobardi

fer andole si guafie

qt^tel

e corrotte

divenire

il

che con-

ludibrio dell' altre Naz^ioni

eh' e p^g^io (\uaf tutte le noftre migliori cof in ogni genere

non furono conftderate ^o fi difperfero e fmarrirono , e andarono in


oblivione , a tale che credendo la maggior parte de' nojlri medefimi
JSlazjionali tale fempre effere fiata /' Italta , s' introdujfe ilfatale odio ,
e difpreZjZjO alle cofe nojlre

quelle e[alt and

e la

ftima ed

e celebrando, ci che

afetto

per

le

firaniere

nonfappiamo aver prima

li

in

Stra-

da noi ricevuto , ed imparato Una delle funefte cagioni di queflo


depravamento fu il dcfiderio di cercare , ed introdur novit , per altro
lodevoliffimo , quando ci tentifi da Uomini d' eccellente ingegno , e di

nieri

ambedue

neceffarie

corrompimento

giudiz^io: altrimenti fenz^a quefie due

forte
(e pi della prima la feconda) cagione fempre e di

perfetto difcernimento

d abufi . Come appunto

fiderata vanita d' introdur nuove

forme

il

Jdarino per quefia incon-

di penfare

e parlare nella

Foefia , e ci fent>a quel giudizjio , che fi conviene ir/traprendendo ,


quel gufo n introduce , che poi d fuoi feguaci , i quali (fi come accade) il buono lafciaronoj ed il cattivo acrebbero a dtfimifura, fu

fempre al peggio ridotto; tali nella profejftone di cui trattiamo, il


Cavalier 'Borromino , il Cavalier 'Bernino (che fu per altro ottimo
,

Scultore, (il Rojfi ,ed

Fratelli PoZjZj,

e gli altri loro

coetanei ,po-

a volere di nuovi ornamenti arrichirU da fiabiliti ottimi infegnamenti a deviare cominciarono , e la pratica deformandone , quella cat-

flfi

tiva maniera fparfero nel mondo , che dopo crebbe a maraviglia , e fempre piti dal buono fi dilum , e 7 cattivo ne dilat , end' oggi la mife-

ra Architettura

e in

tante e tante Opere refa gi

Antica infegnata da Vttruvio

ma
ZjO
cio

che quafi

ma

onde gli

bens rivoltato in cent angoli

non pi Architettura
Pi^ non fi vede unpez>cofi

linea retta

un brac-

ed in cento giri fcontorto

di quella Serpe dijfe Virgilio


fi potrebbe addattare ci che
Si ripiega j s' attorce, e firagruppa.

Quafi non fono pi


gonfi

diverfa dall

dijfi

Chinef ,o Grottefico potrebbefi nominare .


di Cornice , o d' Architrave, che continui
,

Cartelle

in ufo

fogliami

le
,

Colonne , dove in lor vece ponche


*

fojengono
2

pefi

gravijjtmi

loro

PROEMIO

IZ

Non

Frontifpiz^j fi ^veggono ^ ^ fi fi
fono in tal futfa ffez^z^ati , o rivoltati in Car-

non cori'vcnrool .

loro

''ueqqono talvolta

pii

che a foglie d' Alberi ivi per accidente nati fi yoffiono rajfiomio^liare . Quanto pochi intagli s' ufano , quanto poche fcanalature ,
tocct

quanto pochi baffi rilievi , che tanto /' occhio dilettano , e che si fovente s" incontrano nelle Italiane Fabriche de' buoni tempi
quanto dir fi potrebbe degli Archi , e di certe nuove curvature , e

Effi pi intorno

di certi nuovi loro ornamenti'-

non

ao-prano

ma

hanno

linee rette, e d' angoli

YCTure

ci

che

fovra

pm

che privi rejlano

tanto

di f fofientano

buona antica maniera a giorni

quello io dico

fu

la fola

centro

fot

centri, o framifchiati fono

necejfario

circolar figura naturalmente fi conviene


la

ad un

In

nofiri fi

mia opinione fondato

di

di quel nervo a
,

che alla loro

fommarare

volte del-

ravvifa

idea

/*

della quale

fare

Ne
al-

cun conto non doverebbefi ,ma lo dico , perch pur troppo tutto ci
da chi non da prevenzjioni accucato confideri le Fabriche d oggi d
pu con gli occhi proprj vedere , e toccar con mano. Se io travegfi
ga , o f parli da vano adoratore dell Antichit , pu la ragione agevolmente manifefiare . La ragione e la maefira che e infegna a
diftinguere

il

buono dal men buono

7 cattivo dal buono

Qual

una cofa fuori di perpendicolo j e fatta a bifida , atta fia a fofienere pi che una pofl:a a
piombo , e retta ? Qual ragione , che un corpo grave e machinafio
fopra una bafe foflenrafi , cio in vece d' allara^arfi quanto pi difende , e f^'^fi pi^i'^ mafpccia , fminuifcafi nel fuo efiremo Che
ragione adunque ci pu perfuadere

gruppi di frutti
cornici
dichi

me ,

adunque

di fori fojlcntino

avi
f quanto

or d' altre

Natura

(rr

cofe , alle
io dico

che

durino fatto il pefo or di


quali fi fot top ongo noi Si giu,

chimera,

f a quello

unifor-

Arte imitata , arrichita


et adornata , ma deformata non mai . Chi dopo aver mirato belle regolate font no
non aver comf Fabriche, potr
paffioney veggendo in altre molti bei marmi di molto valore s malamente impiegati, li quali altro di lodevole non avranno , che la
che la

infegna

la quale

deve

ejfer dall'

loro propria natia bellez^z^a; e quefia

ancora in molti

cafi conofcere

non fi potr , ne difcernere , per efiere quelli ridotti da cotali firavaganzje, e da cotali firane bizjZ^arie in picciole parti, e minuz^z^ati
e con-

PROEMIO.
e

fufi Man fi potrebbe

con

ammirare ahafianz^a

iS
il ([ran

corrazgio d

pratica e poco Jmo de' cinque


Ordini del tignola fenz^a aver veduti , ne ftudiati altri libri , e per

alcuni

, /

(juali

con la fola

fii^pcrjizjial

pih non fu altre regole fondati , che fui capriccio , j" accingono ad
ardue e malagevoli imprefe , che in apprenfione porrebbono chiunque
pi
fojfe affaticato fu buoni libri , e nella pratica efercitato . Non
lo

fi

fanno

cojloro richiederfi

varie dottrine

da Vitruvio

erudizjioni ,

ed

Architetto adorno fia di


verfato nella Storia, non ianaro
che

/'

Geometria ben fondato . Se di


tale apparato muniti fieno tutti gli Architettori d' oggi d , pur troppo con vergogna del nojlro Secolo fi ravvifa in alcune Fabriche che
di grande impegno e fpefa veggiamo inab^are , delle quali f chi fia
della Filofofia

nelC Aritmetica

Architetto fi ricerca , trovafi efiere un Muratore un l'agliapiequalch' altro di poco m.tggiore fiudio , e dottrina. Veramentra,
/'

con la turba di cofioro non deonfi confondere que primi , che cominciarono a dittongarfi dalla buona antica maniera , che fopra ab''

te

per vagheZiZja di no'vita hanno lafciato alquanto i loro indegni trafcorrere> C hanno per fatto con qualche
moderaZjione y e con licenz^e affai pi di quelle ^ eh* oggi d s* ufa*

biamo nominati

nOy condonabili

quali

pr/vi non effendo

de''

precetti e regole deli* arte ^

non operarono fenZjO, ragione^ comepur troppo adeffo accofiumafi. Non


poffo tacere d^ un difegno y che con mio raccapricio yyi occorfo ne*
p affati giorni 'vedere; il qual ribreZjZjO pia mi s^ accrebbe , ailor che
cercando d^ onde 'venifje

lonne if erano

d'

udii rifponderm

Ordine Compofito j

eff^ere

fatto in

Roma

Co-

Capitelli delle quali ^ejiiti

e-

rano d" un folo ordine di foglie y ancor che richeZjZ^a d' ornamenqueW
ti l' Opera per
f rchiedeffe ma perch ci forf avr pffervato
Architetto effere flato ^ ancor che di raro, pfio in ufo da' buoni ^ egli
,*

pi fegndarfi adoperando eie , che meno 1)0 de a praticato


Maquantopoifubit,z^%rroil d lui penfamento per introdur nouit
Fece egli quefle foglie affai pcciole , che Jolo al mezj della Campana arrivavano^ nudo lafdando il rimanente d'effa Campana con grancredette

difilma ofi'efa di

occhio

fano fia per

mirarli Architra-

Cornice erano infieme mirabilmente conpenetrati ; e tutrefio dell' EdifjZj'.o con queflo beli' ordine procedeva. In tale de-

ve j Fregio y
to il

qualunque

plorabile flato ora veggiamo ridotta quefta nobilifilma

Profefilone ,
e fi co-

PROEMIO.

14

come in una mcjfe da z,iz^.^rjia ,


buon orano , che n) e framifchiaro ,

fi

raccoglie

que buoni

cos

che

mal

pure

quel foco di

lolio infefiata

'ui

rawifa

fi

fono

F auriche

qui

fi

ami

fi

confufi nella, cor-

rente moltitudine de^ cattivi quafi confiderati non fono


fciuti*

non

ne cono-

tornare a dietro. Nelle Italiane moderne

lecito

buoni tempi degniffma cofa e d' ejfere


^fi come nelle antiche , avvertita , a qual fcgno ejfe rendanfi pregiahili , non fola
-per gli eccellenti Architetti , che dirigevano , quanto per gli Opera']

che

de'

fapevano con non minor perfezjione

commefft gli

Edifiz^j

Quanto ben

Intagli

che leggiereZjZ^a

condotte

ma

dallo fc arpe ilo nate,

le

efeguire

nobilt

membra

delle

Quanto ben

leggiadria neal'

Cornici

di gettopoffo.no raffemhrare In

che

non

fomma

tutte fi veggono le parti s macjirevolmente lavorate , che rapiti


nel rimirarle avventurofi chiamiamo , e d^ invidia degni coloro ,

La

meraviglia nafce in chiunque


un poco fa dfcernere allora eh* allo guardo / apprefentano non j alo
Italiane Pitture d qualunque fpecte e colture dt que' tempi , com'
che vijfero in quelle et

flejfa

notifimo
n*

ma

altres lavori di bronzeo

quali tale perizjia

s'

di ferro di legno,

ammira, fimetriaj

confujone in penfando , quanto la noflra Naz^ione


altra Citt

Ma per parlare particolarmente della

Italia

pu ritrovarfi

nobilt, che quanto

piacere J prende nel contemplarli , altrettanto dolore

Jia\de caduta.

o d' altro

poi forge

un

Secolo dopo

ma Patria j quali*

che Ja pi apropoftoperfabri-

f J confideri l' abondanz^a e perfeZiione de^ marmi d calce ^


di legnami, e d' ogni altra neceffaria materia ? E per ben fabricare
quanti buoni efemp] fi hanno fiotto agli occhi ? E quanto buon ufo
care,

potrebbe farfi dell amenit

In fatti affai frequennuove Fabriche , e molti lavori di


Ora con qual occhio rimirarj e con

e bellez^Zj^ de' fitti ?

temente qui J veggono fiorgere


pietra J fpedifcono altrove ,
qual cuore da un buon Cittadino pu

tempo
diffi

tanti Jini

marmi

perduti in opere

e tanti

fiojfe^irj di

danari

vedere gtttato

mal' impiegati

cbe in vece d' accreficere

il

quafi

ornamento al noftro

ne vanno anZji fice mando tutto d la belleZjZjCi, ed


il pregio ? Ben di ci
J lamenta il nofiro Marchefie Scipione M^f
fei, nella fua eruditiffima Verona Illuftrata, et odo tutto d lamentar ne chiunque ha buon gujo, e fiano intendimento'-, ma non perf
bellijfimo paefe

ci

PROEMIO.
mKflior amento alcuno fi i/ede

c!J
o(!ji

altra cofa

che

jaft operetta;

ha limolato
s'

Quefla confierAz^ione pui

allo

fcnvere

Uomo

ogni liberale

15

puhlcare quefta

tjital

per la fua

Pa-

e obligato

quando per fna dtfefa ahhifognaffe 5 la propria 'vita , molto pm deve e fudori , e fatiche , e quel
molto
poco il Dator d' ogni bene a lai concedettalento , che
tria a porre anco in pericolo

per ejfa impiegare ; ne fchivar deve d' incontrare molejlie e


contrariet , qualora per giovare al publico gli convenga opporfi
te

ad abufi univerfalmente radicati , e a falfe opinioni comunemente abbracciate . Per tentar di confeguire un fne s) bello , e
perche in tante tenebre , onde con s gran datano ojjfifcati fono W'
non ho faputo miglior me^ZjO
qualche lume trafpiri
intelletti ,
rinvenire , che /' efporre al publico li cinque Ordini prima di
JAichel Sanmicheli , che con ogni maggior diligenz^a ho ricae

'vati dalle
tri
ti

fue Fabriche

poi di Vitruvio

pofcia

al-

d'

cinque, che fopra gli altri in quefla profeffione furono benemeripreffo il Mondo. Non pojfo qui trai afdar e di far giuftiZjia al

Giovane di molta abilit


che grande ajuto nf ha prefitto e

Sig, GaudenZjio Bellini mio concittadino.

nella Scultura

ed Architettura

mifure del Sanmicheli , e ne^ difegni da me intagliati ,


che di mano in mano in que/F Opera farem vedere . La ragione , che
m' ha indotto a trattare prima e pia diffufamente degli Ordini del
ne pi da
Sanmicheli y p 3 che quefi pi non J videro ne' libri
nel cavar

le

furono, onde fovra ejf affai pi a lungo m*


emender j pofcia perch gli Studiofi di quejl* Arte pojjano a loro diletto e giovamento farne paragone , tratteremo pia brevemente anche
Scrittore alcuno efpojli

de^li Ordini di Fitruvio

e d' altri

cinque

difegni de' quali

non

ha molto che uniti furono ne' libri di due Francejt del noflro Secolo
Cambray, e le Blond. Se nelle Figure aquefli mi rajfomiglier ^ reputer per m gloriofo l' e/fere fiato non men di loro nel difegna^le
accurato 5

ma

ne' fottopofi ragionamenti ni convenuto da ejf affai*

allontanarmi i perch troppo fu dalla loro differente l' intenzjion


mia , Primieramente altro non volle il Cambray , che fare con rijlretto

tijjtmi difcorft

prima

tra

antica e moderna Architettura

poi tra

moderni Autori il confronto, il che tutta a puntino dopo fece le


Blond, non in altro dal Cambray variando, che in rifiretteZjZja

mco'

PROEMIO.

i6

ancora maggiore ; la qual fatica poco


dtofo

rarono
re

niente per erudire

ho

io

cercato

un

inefperto

di confe'j^utre

difcgni di que

per fcdtsfare uno jiuQuello , eh' ejjl non cu-

"vale
.

e pereto

Uomini

oltre

f unire

le figi^-

ad e[porr e ho intrapreindujlria maggiore , che mi fu pofjihile , a

<valent

che

fo j ho procurato con /'


comune ammaeflr amento le regole loro ed infegnamenti in queJF
Opera compilare , Pero facendo io quanto i due fopradetti Fran/'
tefi han tralafciato , tralafcio a bella pojia quanto effi un dopo
altro hanno fatto ; cio il confronto ,prima fra le due Architetture
per non imitare le "Blonda che 'va ripetendo , folo pili brevemente
quanto dijfe il Cambray , onde fuo compendiatore pot ria chiamarfi ;
e pofcia il confronto tra quelli Autori , eh" efpongo , reputandolo
fo'verchio anche per

rajfemhrami

un

altra ragione

lo ajfaticarfi

la

quale

che

in dimojlrar con parole ci

vana

cofa

che ciafche-

duno con li difegni davanti agli occhi pu da f fcorgere agevolmente Oltre di che ne Cambray , ne le Xlond fuo feguace d*
Intercolonnj parlano, n di Torte 3 ni di Fineftre
ni di tante altre cof , delle quali come neceffarie a faperfi da un Architet-,

to

noi tratteremo,

M.a f

le

annotaz^ioni,

eh' io

fottoporr

po-

a quelli piaceranno , che fono gi da gran tempo con l' opinione impegnati ne II' Architettura del nojlro Secolo , giudicando effa
con troppo indifcreta afpreZiZ^a da noi con dannarfi , ci non deve

co

punto arrecarmi dal tentare la ftlutevole imprefa , avvegnach


a molti fpiace'volijjjma di combattere la faljt , e l' errore , e difcoprendo per altrui diftnganno la verit ^ procurare ^ per quanto /
,

pub lieo giovamento il quale /' u~


nico fine che in quefe mie fatiche mi fon propojlo Ma forf troppo foverchtamente ci fiam dijfufij onde fubito a ci, di che abbiam
e penderanno le forz^e

mie

ti

premeffo trattare ^ daremo cominciamento

E'

17

DE' CINQUE

ORDINI IN GENERALE,

Delle parti de medefim ,


d

geometrkameme formarli.
e A

UESTI

cinque Ordini , cio Tofcano, Dorico, Jonico, Corintio,


e Compofito, che, come abbiam
detto, danno ornamento, e forma air Architettura , e de' quali

tanto ufo dee farfi nelle ben refono formati tutti con
Fabriche
golate
,
Jc mcdcfime parti, che fono fette; Piedeflallo, Bafe, Colonna, Capitello, Architrave,
Fregio, e Cornice; ma che fono per di fimetria, e di forma tra loro diverfe, avendo

ilTofcano,

il

Dorico, e

cosi

tutti

gli

altri

ancora, e Capitelli, e tutte l'altre parti proprie fue , e da quelle d' un' altr' Ordine differenti. E per cominciare dal fondamento , parleremo prima del Piedeftallo , piede di tutto
r Edifcio, ma piede per, che s' inalza e forge fopra terra , il quale , non come 1' altre
parti, necefTario per fare un* Ordine compitamente perfetto, ma alle volte s' adopera , alle volte fi tralafcia , fecondo leoccafioni, lequali

dal giudiciofo Architetto

fi

devono confide-

Quefio Piedeftallo formato di tre parti ; Baffamento, il quale un' adornamentodi


Cornice; Dado, il quale fi fa lifcio, e non fi
adorna, f non con qualche baffo rilievo, e qualche riquadratura leggiera, negli Ordini per pii
gentili, ed in opere affai nobili.- per ultimo Cimacia, la quale pure una Cornice con lafua
Corona, o vogliam dire Gocciolatojo, per cui
dall' ifigiurie de' tempi difefo refa il corpo, o
fia D.iJo del Picdertallo. Sopra quefta Cimaeia porta la Bafe, la quale come il piede
della Colonna, f il Piedeftallo di tutta l'Opera; le forme poi di quelle Bafi vedrannofi

rare.

a' loro luoghi tutte diftinte. La Colonna


deve efier porta a perpendicolo in piede fopra
la Bafe, elTendo erta fortentamento, e adornamento infieme dell' Edifizio, nel quale collocata. Qiicrta fai rotonda per Io pi, ed alle volte quadrata , ma fempre nella parte inferiore pi groffa che nella fommit,mfegnandoci la natura effcre cosi le piante, e 1' altre
cofe atte a foftenere. Porta querta a fuo luogo, vi fi pjrr in cima il Capitello, il quale

far

come

la terta

modo

e del

fovra

il

corpo degli

Uomi-

I,

Li Capitelli fortengono immediatamente!'


ni
Architrave, il qualealtro non , che una trave porta a traverfo alle Colonne che fono in
piede, e feive per tenerle unite, e per fortenere r altre due parti. Di querte una il Fregio, dove Ci folea fcolpire, ed intagliare ci^
che a queir Edificio apparteneva , alludendovi , one' bartl rilievi, contenenti cofe al propofito adattate , o con caratteri ancora , ed
ifcrizioni; il che quando fi porta , lodevol farebbe anco nelle moderne Fabriche non trafcurare. L' altra pofcia la Cornice, la quale
ferve per riparare co' fuoi Agetti , o Sporti T
opera dalle pioggie, dalle grandini , e dalle
nevi Ora querte fette parti , bench di pochiflmi membri comporte , pure fono tutte
tanto varie, e tanto una dall' altra diverfe ,
quanti fono gli Edifizj che inalzati furono, o
fieno per inalzarfi per fino, che confervifi fu
Sono quefti
la terra I' umana generazione
membri di quattro fpecie; piani, concavi, convert, e mirti di concavo, e di convefso. Per
parlare prima de' piani , tali fono le Corone ,
o fia Gociolatoj, le Fafcie, i LiAelli, i Dentelli , e finalmente l' Intaccature, le quali fervono in certo modo per dividere un membro
.

dall'altro; e

com'

efse

deono fempre

efler li-

fcie, cos porte efsendo fra g' intagli, da tale

vago mefcola mento ne rifulta all'opere ornamento maggiore, e maggiore armonia. Ora
per, che ' Architettura de nortri di, ancor
che s immoderatamente perduta dietro gli adornamenti a tale, che non ha veruna dirt^colt

fagrificare

ad

tutte le regole

erti

dell'

Arte, non fo per qualdertino, ha prefa tale


inimicizia con 1' ornamento dell' intagliare,
che lo ha quafi del tutto fbandito, ne fcgue ,
eh' efclufo quefto, foverchie ancora fieno le
Intaccature; e f pur talora adoprate fi veggo-

no, tanto
tagli

non mai

lifcio,

interrotto

dallo fcabro degl'Indifgurto


,

anzi che vaghezza

pi torto genera ,e confufione Di quefti membri non ho pofta figura alcuna, mentre eflendo a fquadra , difficolt non fi pu avere nel formarli Que' membri poi , che fono concavi
fono due ; le Gufcie , che teoricamente per Io pi
.

fi

for-

,,

CAPITOLI GENERALI.

c8

formano come nella Tavola I. Figura I. ;cd


Cavetti, aciopcrati nelle Bafi Jonica , Corintia ,
Coiti pofita, et Attica, facendofi con due cenfi

come

tri,

membri della terza fpeDi quefta fpecie fono


formano al roverfcio delle
Tondini, (cos
F. 2.,

nella F. 4. I

mio credere la pi efpedita


che fi pcffa adoperare.
Vitruvio 1'
scccnna, dove dicelib. 3. e. 3. (*) Poi dal dF. 9. Qiiefla a

rtguln

Jojira folto

r Ah^co

di quarta fin fminitto

Ovoli,
quali fi
Gufcie, come nella
chiamati quando fien piccioli , ma f pi grandi, detti poi Tori, o Baftoni^ che abbracciano un femicircolo intero, come fi vede nella
F. 3. Li mirti finalmente non fono pi che
due; Gola dritta , e Gola roverfcia , li quali fi

che pervenga all'

gli

veggono difegnati
noni

nella F. 5. e F. 6. Q!_ie/H fo-

membri
Antichi, e eh' ora ripeteremo tutti aflieme: Corona, Lirtello, Fafcja, Intaccature, Dentello ,
ritrovati da' noftri ottimi

Gufcio , Cavetto , Ovolo, Tondi 110, Gola dritta, e Gola reverfcia; e con quefti , che tutti alle quattro dette fpecie riduconfi, fi fanno
tutte le forti di Corniciamenti, che gi mai fi
poflano defiderare. Non mi fembra cofa fuori
di propofito il porre qui ancora la Voluta , di
ufo ne' Capitelli Jonico,

Corintio,
e Compofito, nelle Cartelle, ne' Modiglioni,
e nelle ferraglie degli Archi; fopra la quale,
per eiTere non tanto agevole, mi fermer pi
di quello abbia fatto ne' membri de' Corniciamenti Per fir la Voluta molte regole inventate furono, ma fra tutte una fola ne fceglier, che fra l'altre a meraffembra la pi chiara, facile, et efpedita. Verremo in quella
guifa ad ifchifare ogni confufione, in cui facilmente per la moltiplicit delle cofe fi fuole
incorrere
Fermiufi adunque in primo luogo
li due termini perpendicolarmente con la lin'a
A. B. , che far l'altezza della Voluta, e quella linea dividafi in otto parti eguali , e cominciando dalla fommit a mezza la quinta parte
cui

fa

fi

ftabilifcafi in

Centro C. , intorno
, che non far

quale fi
diametro
maggiore della detta quinta parte, il qual circolo chiamafi 1' occhio della Voluta Si tiri di
poi la linea Orizontale E. F., qual pafll per lo
fuietto centroC: tiratala qualeavremo ledue
linee Perpendicolare, et Orizontale. Indi dentro il Circolo D. formifi un quadrato, il qua'
le fi divider con due diagonali, che poi fi par-

formi

il

Circolo D.

al

in

tifcono in porzioni dodici , come nella F. 7- Da


quelle dodici partizioni avremo dodici porzioni
di Circolo, dette da Vitruvio Tetranti , cio
quarti di Circolo , fermando in ciafcheduna

partizione la punta immobile del CompafTo,


e girando l'altra dalla Perpendicolare alla Orizontale, e dalla Orizontale alla Perpendicolare.

colo

Cosi procedendo fino che s' arrivi al Gir


fi aver T intera
Voluta , come nella

D.

ojni giro

fpazio di mez' occhio


quarta , cF fiotto /'

lo

fin

Abw

ijejfa

Ci promette poi

co.

incominci, e per

s'

cie clViamanfi convelli.

che

be diifufamente fpiegata

nel fine

1'

avreb-

;ma quella parte

dell'

Vitruvio come i difegni , e figure di


tutti
libri con grave danno fi perduta;
onde di ci altro non abbiamo da lui , che
le poche parole fopra citate. Siamo della regola qui polla debitori a Giufeppe Salviati
Pittore, e non ignaro della Geometria, che

Opera

di

nel

1' ha publicata
con le ftampe
(ne m" ignoto , che altri Autori

1552.

forf

riamente interpretando

hanno date
fra

le

parole di Vitruvio

varie regole) quale fu da

Vitru-

Fatta pertanto

una

va-

non indegna eflendo d' aver luoinvenzioni del medefimo Vitruvio

vio penfata

go

le

in quello

modo

la

Voluta con

fola linea, ci refta a fare in quella la

fe-

conda, che afleme con la prima fminuifcafi,


girando al Centro come la prima, e fminuifca ancora il Liflello, o Cimacio della Voluta,
eh' intorno gli

fi

raggira. Qiiefto ficilmente

fi

immobile punta del Compaflb


nel mezo tra un punto, e I' altro de' dodici,
che fono fegnati nel quadrato del Circolo D.
In
femprc per difcendendo verfo il Centro
tal modo s' avr 1' intera Voluta o Cartoccio,
fa

fermando

1'

proprio per

li

Capitelli, Modiglioni, ed altro,

Per compire
di fopra detto.
quello Capitolo ci rimane a dire delle Cartelle, le quali fono fiate dagli Antichi pofle apprelTo le Erte delle Feneftre, Porte, e Camini degli Ordini pi gentili, per adornamento delle loro Cornici; n mai fo ritrovare, che in altri ufi nella buona Architettura
Cartelle s' adopraflero ; bens veggo, che affili
miglior fortuna preflb quella de' noflri giorni
incontrarono, avendo effe aperto ampio campo alla bizzarria degl' ingegni, che innumerabili forme ne ritrovarono, e ridotte I' hanno
come il fale nelle vivande, necefiuio condimento d' ogni pi efquifita e magnifica Opera, con quella fola diverfit, che la dove il
fale con avara mano adoprar {\ dee, effe all'
incontro prodigamente , e fenza difcernimento alcuno fono profufe. Ma per ritornare
onde partimmo, fi formano le Cartelle con
due Volute, una minore, e 1' altra maggio-

come abbiamo

re; r una e T altra fatte con la fuddetta regola , e con una linea fimilc ad una Gola ,
o Onda fi congiungono , come nella F. 8.

Tali ancora fono

Modiglioni

vogliam
dfrli

(*) Tunc

ab (ummo ftib abaco tnceptum in (ngults teirantoru'n pafionilmi dhn'iiiitttum oculi


tur, Jouec in tunJim letraatem > gui eji fub abaco , veniat
.

fpai'ium

minili'

,,

CAPITOLI GENERALI.

22
c'irli

Mcnfoloni

o fiano

tefie delle trivi,

die

nori

n pongono

nelle Cornici degli Ordini nobili, e le Clii.ivi ancora, o Serraglie degli Archi , le qii,i!i fervono di roflentanienco agli Architravi, che vi fpianano (opra, fportaiidoin
fuori con le Voline. Ma perch forf fembie], che tutte le cofe gi dette tali efegucndofi
quali le ho qui
defcritte ,
fieno per rendere r opera povera , e troppo nuda , ecco

Tavole

nelle

II.

III.

mdi,

de'

quali

buoni Antichi fi fervivano per adornare ,


quali tutti fono Intagli parte di bado, e parte di mezzo rilievo , che recano alle Fabriche
orandidima leggiadria, e maefl Io gli ho
i

qui polli in grazia di qne pochi , i quali dcfidera no operar bene, e non gi con la fperanza, che gi' impegnati nella corrotta maniera
de nollri d, ed occupati da prevenzioni arrivino alla diffciliflma prova di fpogliarfene, e
di cangiare opinione. Deefi per avvertire, co-

me nel rimanente di qucft" Opera ho lafciati


Corniciamenti fenza Intagli , i quali in quelle
picciole Tavole gufiate non fi potrebbono , n
diflinguere , anzi pi torto in difegni cos minuti produrrebbono confufione; avendoli folo
i

Tavole faran

porti nel Sanraicheli, le di cui

pi grandi. Dove per gli abbiamo omefl


quale fia il loro luogo , lo andremo nelle annotazioni dimoftrando.

Delle proporzioni generali


modo di m}far are

C A P O

del

I.

Architettura , quali I loro membri ,e''l modo di


formarli con giurta regola , acci non s'operi a
cafo, n fiano quelli , che operano, corretti

che formar fi deve con cerora conviene andai fi pi


,
avanzando, ed a cofe pi rilevanti pnrtiire. Veta regola

e fcienza

dremo per tanto le proporzioni cos generalmente accennandole quali dagli Autori pref,

fono E cominciando da* Picdertalli,


diremo, che querticomprcfi laloroCimacia e
Bartamento, non dovranno eflere pi alti del
terzo della loro Colonna ,n minori della quarcritte ci

ta parte.

Ma

in quella parte

Architetto,
artretto per lo pi dalla necertit de fiti , o d'
altre circortanze,fuole pi che in qualunque
altra, permctterfi libert. Ci vediamo ertere
accaduto negli antichi Tempj, dovei Piedeall'

non doveano mai erter m.aggiori dell' altezza delle Scale, per le quali s'^afcendeva al

rtalli

Tempio ,

e che ora maggiori erano

fecondo

fiti

gli Edifizj.

ci rinco-

tuttod

quale dillcolt molti de' noftri Architetti cercarono liberarfi , facendo le Mcnfe a guifa d' Urna ; quale a mio credere la pii fciocca invenzione, che mal regolati intelletti in pregiudizio d' ogni ragione penfar potcfTero. Ma per
ritornare in via , T altezza della Bafe far fempre mezo diametro di Colonna , e quando dir per r avvenire diametro, intendo la grofTezza della

Colonna da

pie.

Ne* Furti

delle

Co-

lonne aver fi deve tutta l' avvertenza agli Ordini , perch fono tutti fra loro diverfi , alcuni pi nani, (perufar le voci de' nortri Autorij ed altri pi fvelti; ma per dirne ci, che
d' univcrfale pu dirfi , non dovranno qr.crti
mai erter minori di fei diametri . n giungere
a diametri nove. Ne' Capitelli regola generale non fi pu flabilire, perch ci, che?di;n'
Ordine fi conviene , a tutti gli altri non
pu applicarfi
Il
rimanente del fopraornato, cio Architrave, Fregio, e Cornice a mifura degli Ordini ha le fue proporzioni , imperci che negli Ordini pi fedi , Tofcano, e Dorico, per lo pi la quarta parte
della Colonna, e per lo pi la quinta negli
altri tre. Fino a qui abbiamo ragionato delle
pioporzioni, che deono offrvarfi nelle altezze ; ora d' alcune larghezze neceffarie a chi vuol
con giurta fimetria adornare una Fabrica ben
ordinata ragioneremo
E primieramente il
Dado de* Piedertalli non ecceder mai la larghezza del Plinto della Bafe. La Colonna da
capo far fempre minore, che da piedi; ma
non fi pu di quanto minore effer debba affegnar regola generale ; perch vuole Vitruvio,
che quanto pi la Colonna alta, tantomeno (minuifca per la ragione , che quanto
pi le parti dall' occhio s' allontanano, tanto
pi e per un' inganno ottico) picciole apparifcono ; onde regola particolare di querto af.

STabilitofi quali, e quante fiano le pani,


onde fi compongono gli Ordini gi detti d'

ad indovinare ci

veggiamo ;n venire al preicntc negli


Altari, dove le Menfe necertariamente deono
fempre ertere dell' altezza medefima ; dalla
ra

ora mi-

fegneremo in uno de' Capitoli furtegucnti Il


forttto, o grofsezza dell' Architrave non far mai maggiore del cerchio formato dal Collarino della Colonna. Qiierte fono le grofsez.

ze, e larghezze necefsarie tutte .".d efeguirfi;


n chi operar vuole rettamente, pu ad alcuna
contravenire
L* altre ci fi daranno dagli
Sporti, chiamati con altro nome Projetture, o
Agetti , la regola de quali facilirtlma ,eda Vi.

truvio infegnata. Qi^ierta , che quanto alti


farannoi membri, tanto pure avranno di fporto ; trattone le Corone, o Gocciolatoj che n*
avran pi, e le Fafcie , Liflelli , ed Intaccature, che d' a fsain' avran meno. Le fin' ora dete proporte fono le pi univerfali mifure,
zioni

CAPITOLI GENERALI.
zioni, clic

per

Piedeflalli

Bafe

Colonne,

13

il che fpefse fiate ne' feguenti difegni


;
ancora , che obligato mi fono al Modulo di dicciotto parti, avvenuto. Io per ci
flimo non rimanga all' Architetto altra pi ficura regola che quefla nel farle fagome, o

ricerca

me

Capitelli, e Sopraornati fi pofsano brevemente afse"nare. Pafsaremo di poi a vederle minutamente e particolarmente negli Autori eli'
io con r efatezza maggiore , che mi far pof-

filiile,

andr efponendo; e q ne Ite faranno col


mifurate. Ma per non lafciare veruna
cofa, che pofsa riufcire di facile ajuto a chi

vogliam dire Modinature

Modulo

tal regola
ed efatilTima
Credo per , che
n di tal regola n del Modulo pi fervafi la
maggior parte de' viventi Architetti , intenti

cominciafse a porre il piede per qnefta ftudioIl


fa via , diremo ancora cofi fia il Modulo
Modulo altro non che una mifura non fifsa ,
come il Braccio, il Piede, ed altre, ma ideauniformandoli
le, ora grande, ora picciola ,
fia , ali* opera
che
fcmpre , o picciola , o grande
.

dee fare. Formafi in quello modo. Stabilita r altezza, alla quale fi vuole, che arrivi
la fommit delia Cornice, f a cagion d'efempio fi vorr che fia 1' Opcfra Dorica col fuo

che

fi

qualunque cofa

e di

ti ,

minutiffiraa

tica

che

ricerchi lludio

e fa-

ovunque

trafportare

lafciandofi

fenza freno alcuno il loro capriccio trafcorre


a precetti dell' Arte nulla curano d' unifor-

marfi

Degli Intercolonnj
Impoje

^elle

Piedeftallo, divideralTi tutta la altezza in parti


venticinque, ed una di quelle parti far il Mo-

dulo, due de' quali faranno il diametro della


Colonna in fondo Q.uerto Modulo flato adoperato da Vitruvio, e da quafi tutti gli altri Architetti, che fcrifsero dopo lui. Efsopoi
fi divide in parti, o minuti , da alcuni in pi,
da alcuni in meno Poich il Palladio , e Io
Scamozzi lo dividono in trenta minuti , il Vignola negli due Ordini robufti in dodici, e
negli altri in dieciotto. Il Cambray ha ridotti
tutti li calcoli ad una fola maniera di Modulo, divifo in 30 parti; io qui ho altres ridotti tutti gli calcoli de' fette Autori, eh* efpon
go, fimilmente ad una fola maniera di Modulo, ma divifo in parti 18; il che toglier ogni
confufione , e far di gran giovamento a chiunque voglia uno con 1' altro i detti Autori
Vi poi un' altra maniera di
confrontare
compartire i membri, quale a mio credere
pi fottile , e pi efatta , e pi a propofito
pergiullamente efequire i precetti dell' Arte,
e bench pi faticofa , io configlierei chiunque
ad Opere d' impegno, e delicate s* efponga,
a valerfi d' efsa, tanto pi ,che Vitruvio egli
altri migliori nel defcrivere le parti
pi di que,
lla fi fervirono, che del Modulo. Procureremo con un' efempio di chiaramente fpiegarla.
Abbiamo uno fpazio di mezo diametro di Colonna, o vogliam dire d' un Modulo in altezza, nel quale fi deve fare un Capitello Tofcano fecondo il Serlio. Dividefi quello fpazio

qualunqne cofa

a fchifare

Corniciamen-

delli

riufcendo

Air hi ,

,
y

CAPO

e Pilajri

Pone.

e delle

I I

in tre parti uguali, delle quali


fi

dar,

te parti

fotto

all'
fi

Ovolo

divider,

r Ovolo, e

quello cafo

pure come
ta parti

il

una

all'

l'altra, e la terza

una rellandone

le fei

Modulo

al

Abaco
in fet-

Lillello

altre al Collarino.
a nulla ferve

fi voglia o
non potendofi n con

In

dividafi

in dieciotto, o in trenterzi

n con

quarti ritrovare quel giudiffimo punto, che

fi

Intercolonnj
GLiquello
vuoto,

non fono , che


che fi vede tra una
Colonna, e 1' altra nelle Loggie, dove non
fono Archi, ma Architravi piani. La proporaltro

fpazio

zione di quelli

delle

dalla grofsezza

piglia

fi

Colonne, che li racchiudono, la qual proporzione in ogni Ordine diverfi ,c diverfa ancovedr in ogni Autore, di cui fono per ragionare. Ma per affcvnarne una regola generale, dir che quello fpazio non dovr mai
ra

fi

efsere minore d' un diametro e mezo, n mai


maggiore di quattro diametri , fuorch nell*
Ordine Tofcano, quando non fi facciano, come s' accolluma, gli Architravi di legno , che
di quelpofsano, quando gli Architravi fono
ed i Piladi pietra. Ora vediamo gli^Aichi
flri, che pure fervono per Portici, e Loggie;
quali Archi non gis' appoggiano fopra i Cache farebbe errore come diremo
pitelli (il
nel feguente Capitolo degli abufi) ma fopra

allora pofsono far gli fpazj imggiori


lo far

fi

Pilallri quadri,

per altro

propriamente per

inventati

Quelli

elfi

Pilallri s'

non

ufano

Opere folamente malTiccie, e preffo terra; ma nell' Opere ornate, e ne' fiti da
terra elevati s' abbellifcono con Colonne , che

foli,

ma

inanzi

in

vi s'

appoggiano

modo pajono
un terzo fecondo

e per lo pi in certo

in elfi incallrarfi ora


le occafioni

meze, ora

per far folKfpianano. De-

to agli Architravi, che fopra vi


vono tali Pilallri aver proporzione con Ja larghezza della luce dell' Arco ; per la larghezza loro

non

fi

far

della luce fudetta,

parte.

Ma

mai maggiore della met


n mai minore della terza

come che

elfi riflretti

ancora nelle

dette proporzioni riefcono fempre pi larghi


^ ^
delle

CAPITOLI GENERALI.

24

Colonne, che vi s- appog\5ano,cos quelparte pur d' elfi che avanza dall' una e dall'
altra parte tuori del Furto di detta Colonna , dicefi Me mbretto da alcuni, e da altri Aletta,
che ha fopradi f una certa come fpecie di Cadelle
la

pitello, che Impofta fi nomina , la quale in


ogni Ordine diverfa , come pi avanti ne'difegni farem vedere. Qiiefte Impofte reggono
quali altro non fono che Argli Archivolti,
chitravi ripiegati in femicircolo, per Jo pi
'con una Chiave nella mezaria, fatta in forma
di Menfola , che fembra tenerli ferrati , acci I'
lino all' altro avvicinandofi , non minino. Efquanto i memfi Archivolti fi fanno larghi ,
bretti, o poco minori, ma non mai maggiori,
perch i/ loro piede facendoli maggiori, veri

rehbefi a perdere fotto le

Colonne, onde man-

chevoli ed imperfetti potrcbbono raflTembrare.


Hanno parimente per lo pi le membra mede-

fimc, che gli Architravi. La proporzione del


vano o fia luce degli Archi, o eflTi fimo con
Piedcftallo, o fenza , fempre la medefima,
cio che fia due volte alta, quanto effa larga, e la fella parte di pi negli Ordini pi
nobili. Rimarebbonci ora ad efaminarele proporzioni generali delle Porte, e delle Feneitre: ma delle Porte folamente parleremo , imporci che quanto d' effe fi ragioner, parimente alle Feneftre potr applicarfi. Vuole
Vitruvio, e gli altri buoni, che la proporziodelle Porte dall' altezza delle fianze ricavifi , e
che in tre parti e mezza divifa tal proporzione
,

due

d' effe parti all' altezza

Porta

f n' alTegnino

La

d' efTa luce della


larghezza poi avremo

dall' altezza, ofTervandofi pe'r di qual' Ordine


effe Porte fare fi vogliano, (dovendofi per pro-

cedere rettamente ciafcheduna delle medefime


ad uno de' cinque Ordini riferire^ pofciach
le

Tofcane

faranno, Doriche, la larghezmet dell' altezza f /oniche,


o Corintie, o Compofite, far la larghezza
minore la duodecima parte della met dell'altezza
Gli ornamenti fono Erte, o Stipiti,
Architrave, Fregio, e Cornice Le Erte non
deono mai effere minori della fefla parte della
larghezza, n della quinta maggiori. Tale fafi

za loro far la

r e nella proporzione, e ne' membri i' Architrave.


Architrave, Fregio, e Cornice,

non eccederanno mai

la quart^a parte dell' altezza della luce, n mai effer poffono minori
della quinta. Sopra la Cornice far fi fuole
il

Frontifpizio
foli lati

il quale un Triangolo di
,
due
eguali, con due lince retate proclivi,

e pendenti a deftra, e a finifira dell' Edificio.


Sogliono quefii fovraporfi a' Colonnati delle
Loggie, de' Portici , delle Porte, e delle
Feneftre, alle quali gran maell fempre arrecano, e non minore adornamento. L' altezza

la quarta, e la quinta
lunghezza della Cornice, eh' pofla

loro nel m.'z?.o far tra


p.u'te della

onzontalmcnte. Qiielle fin' ora dette fono le


proporzioni , che in rifiretto, e quanto ho fapuco pi efitta e giuftamente ho affegnatoa
Piedeftalli , Bafe, Colonne , Capitelli, Sopraornati , Intercolonni , Archi, Pilafiri, Impofte, e Porte, fecondo la mente di Vitruvio,
e de' fuoi feguaci. Con tutto ci a nulla fcrviranno, quando non fieno dal giudiziofo Architettore ben regolate, che deve con gran diligenza avvertire a' fiti, a' tempi, ed alle cir-

cola nze, che neir operare

gli fi

apprefentano.

vero, non tutti gli Ordini a tutto


fono atti; le Fortezze e le" Torri richiedono
un' Ordine fodo, maffccio, e fenza intagli; i
Tempi, ed i Teatri pi delicatezza, e maggiori adornamenti; e cosi difcorrendo una particolar forma fempre neceflria>a quella forte di Fabriche, che intraprendefi, convenevole.
Quanto ho di ci detto, ancora alle proporzioni appartiene, le quali fecondo r occafioni
variar fi deono, e ad effe propriamente applicare ; il che dal noftro Sanmicheli fiato mirabilmente oflervato,e profondamente intefo,
accendendo egli pi che ad efeguire con troppo fcrupolo le regole dell' Arte, a renderle
addattate al bifogno,onde potefl'ereftar pago,
e contento 1' occhio de' riguardanti; il che
non avrebbe egh certamente ottenuto, f non
folle fl:ato ottimamente fondato nella Profpettiva ad un' Architetto nccciraridma. Ma non
vorrei , che le mie parole o malamente intefe,
o malamente volute intendere, in finiftra parte rivoltandofi porgeffcro anzi preteflo a' coltivatori di quefta facolt di fuggir fatica, e
prenderfi troppa libert d' operare a loro capriccio, trafcurando le regole, che pur dconfi
vaglia

il

fapere profondamente, eifendo tutta diverfa 1'


intenzion mia, che pi torto d'indurii, e d"
impegnarli a rtudio maggiore, moftrando loro
le regole, ancorch giuftamente efeguite,
vagliono poco, quando non fono da un gran
giudizio, prudenza, e fapere maneggiate, e
temperate. Non vorrei dall'altro canto, eh"
erti fui bel principio Ci perdertero d' animo, e

che

riputartero in troppo angurti limiti

rinferrati

udendo, cheTempj, Altari,


Teatri, Archi Trionfali, Portici, e Loggie,
loro intelletti,

Palagi

e quant' altri Edificj

fi

fanno

al

Mon-

avvenire, acci regolati fieno, e meritin lode, deono tutti crtere


ridotti necertaria mente ad unodiquefti cinque
Ordini, di quelle fole poche parti, eh' abC'^ederanno a tropbiamo dette, comporti
po rigorofe Ieg2i fottoporto, anzi aver le-

do, o fieno per

farfi in

datele mani un'Architetto, dovendo ATo ciafcuna Opera fua in cos brevi termini racchiudere

CAPITOLI GENERALI.

^5

^ere, e co li fi naie. Si dir , meglFo .nlloraoperar


gl'ingegni, quando pi funo liberi , n dal
ervil giogo di determinate regole raffrenati;
efTcre troppo vada la mente umana , per vo-

altro fine d'allontanarfcne Ne gi


da ci s'impedifce, che non poflno infinite
Fabriche inalzarfi, tutte fra elle di forme e
d' afpctti diverfiffime, piene di bellezza, e di

lerla in pochi afciutti precetti , dalla rancida


Antichit a noi tramandati, imprigionare; anzi cos appunto de' due fuoi maggiori pregi 1'
Opere d' ingegno privarli, che fono variet,
e novit. Ora per dimoftrare ci non elfer vero, n alcuno di quelli cattivi effetti da quanto ho propello derivare, qui defdero, f in
altro tempo mai, che chi quanto ferivo far
per leggere, ponga da parte le prevenzioni,

grazia

delle quali nulla di maggiore impedimento


per difcoprire la verit, e difvelare nel pro-

afpetto r elfere delle cofe, e fi fpoque' pregiudizi , che il prefente corrotto


guHo negli animi infinu . Qiiattro fono le
principali parti d' un volto umano, nuUadimeno fra quanti videro, efra quanti nafcerannojfra quanti furono , e faran mai per dipingerfi, fu e far fempre variet, n mai due
prio

filo

g!i di

volti,

de' quali

uno

in tutto ali* altro

fia

mile,s' incontreranno. La Mufica

fi-

in quelle

fette voci, che nope chiamanfi , tutta racchiufa, pure quante muficali compofizioni ufciro-

nuove, e tutte fra loro diflimili! Per tramandare a' lontani, ed a' pofteri
utiliffima inveni concetti del noftro animo,

aio vaghilTime,

zione fu la fcrittura, che tutta nell' Alfabeto


comprefa,pure da elTa non fono quante mai
mente umana cadere ifpiegacofc polfjno
te, fenzacheci, che produce un ingegno,
fia mai collretto alle produzioni d' un' altro

qualunque

fempre nuova, e fempre in diverfaguin d* alcuna libert da quefla


;

fa dilettevoli

limitazione viene a privarfi J' Architetto, a.


d* ingegno ,
, s' egli a bafianza fornito fia
giudizio, e (Indio, fempre aprirafl nuovo
cui

campo

di

vi Edificj

minore
quanto

penfare,efeguire, et adornare nuocon fua gran laude, ed utilit non

cos de* vivi

Ora

quante fieno
le parti dell' Architettiira,troveraffi in effe numero affai maggiore, che in quelle, che circofcrivono 1' uman volto, e maggiore ancora ,che
?

fi

le fette d' un' altr'

parti

Ordine

differenti

compo-

vede non effere meno le dette


che trentacinque
Che Uomini dove

flo, quinci

fi

concorrano acutiffuno ingegno ,


perfetto difcernimento, e grandiffimo ftudio
ed efperienza ritrovar poffano uno, o pi Ordini diverfi dalli cinque, che gli Antichi inventarono, e ad elT nulla inferiori , o anche
infieme

non fi niega; ma finch dal


Cielo non difcendano quelli tariffimi intelletti, per giovare al mondo co' ritrovati loro, e
fin che le loro invenzioni non fieno iiniverfalmente dal Mondo ricevute, ed approvate, deve r Architettura tutte le poffibili Fabriche a
que' cinque foli Ordini, eh' ora fono, reftringere, fenza cercare, o per vaghezza d' adorjiamenti, o per defiderio di novit , o per
fitperiori, ci

Ma

de' barbari Secoli defideraffe.

Degli

Ahtift'

CAPO

ricerchi,

nelle note muficali, e nelle lettere dell'Alfabeto; pofciach cinque effendo gji Ordini, e
eiafcheduno di fette parti, tutte d' afpetto dal-

della pofterit.

meglio, che dall' e{^


perienza manifellato , e confermato. Gli
antichi Greci, Tofcani, e Romani, e i moderni Italiani de' buoni Secoli , non mai dagli
fiabiliti Ordini allontanandofi , arricchirono il
Mondo di Fabriche, che con ragione reputate
furono miracoli dell' Arte , e donde immortai fama , e lode univerfale e llabile col variare de Secoli agli Autori ne deriv. AH incontro i prefenti, che tanto da ci, che la
Natura maeftra, e regolatrice dell' Arte e* infegna, deviarono, appunto quelli Ordini, o
non intendendo , o difpregiando, e da effi dilungandofi nelle Fabriche loro, che a* niun de'
cinque ridur fi poffono, hanno quella nobiliffima facolt in uno flato ridotta , che non
farebbe da biafimarfi chi pi tofto la rozez2a

ralTomigliarfi

come

io dico, da nulla

Fin' ora

IV.

atbiatio defcritte le parti

che de^

di
vonfi porre in ufo , e come
ora
Architettore;
quelle fervire il giudiziofo
di quelle parleremo, che devonfi fchifare, e
che introdotte furono, e lafciate dalla barbara maniera , che Gotica s" apella ; poi che di
debbafi

molti abufi della prefente , peggiore forf della Gotica , abbiamo diffufamente nel Proemio
ragionato. Nel medefimo tempo qualch' errore ancora accenneremo, che dagli Scrittori
d' Architettura furono avvertiti nell* Operede'
buoni Autori, particolarmente de* primi , a*
quali debitrice quefl' Arte del fuo riforgin
, e ne' quali , come a quelli , che
tante tenebre fpianarono agli altri la ftrada,

mento
il

non

tolerar qualche

fililo

cofa indifcretiffi-

farebbe, e a quella fimile, in cui pur trop^


p trafcorfero i poflerion Eruditi , che annotazioni fcriffero a qualche antico Autore, nel-

ma

perdonar feppero a' noftri Italiani, che prima di tutti gli altri, riforte a
pena le lettere, gli cementarono. Fra le

le quali nulla

cattive

'

CAPITOLI GENERALI.

16

cattive introduzioni della barbara Architettura

una

fi

il

girar fopra

volti quadrati

Colonne ritonde Archi-

che per elTere

il

affai

commoda

non ofTende molto 1' occhio di chi


non penetra il fondo dell' Arte,vedeG ancora

cofa

e che

a' giorni noftri tutto d praticato , fenz' averfi


confiderazione , che gli angoli delle eftremit
degJi Archivolti non vengono a pofare fui vivo della Colonna , eh' fottopofta ; e che

quanto
co'

fiioi

quadrato del piede

il

canti eccede

il

Archivolto

dell*

cerchio

la

circonfe-

renza della Colonna , tanto pofa in vano ed


in falfo, reggendofi li fudetti canti, non fui
yivo della Colonna, ma fu 1' ala", o vogliam
dire Sporto del Capitello, il quale non fu ritrovato, ne fatto per foftentamento, ma per
femplice Ornato. Qiiefta la ragione, che ci
perfuade a dover ci fchifare , la quale oltre
cffer chiara e manifelta confermafi ancora
dal vederfi , che non mai dagli antichi Architetti Greci, o Romani (lato quello modo
praticato. Il noflio Sanmicheli, come de* primi riftoratori della nollra facolt in tante tenebre abbattutofi,n potendo in un tempo folo togliere tutti gli errori , alcuna fiata in quello inciamp

nulladimeno cadendo in quecon tanta grazia e leggiadria, che quafi gli fi potrebbe condonare, allo vizio

fece

il

vendo per

altro infiniti errori

vati del tutto.

Leon

eftirpati,

Battifta Alberti

e le-

ha benif-

fimo conofciuto quello per errore , ma come


gli tornavano molto bene forf in molte occafioni quefti Archi , volle trovare temperamento e modo di levare ci , che in f aveano di difettofo , coprendofi con la fcorta d'antichi Autori , per da lui non nominati , / quali

(die* egli) meffono fopra

lonne un* altra

luogo per

il

Capitelli delle

Cimafa quadrata

quarto

ed

Co-

grojfa in alcun

in alcun* altro

per

il

quinto

del diametro della fua Colonna; la larghezza' d


queja Cimafa fu uguale con un* ondetta alla maggior larghezza del Capitello
ti

fportarom

tanto

quanto

da
la

capo

Gli Aget-

altezza; i
Archi bebbero fedili piti ejpediti, e piti /{abili. Io non fo
di quali antichi Autori intenda 1' Alberti
,
veggo bene ci da' pochiflnii buoni feguitato
queflo

modo

le tefe

^
,

e gli fpigoli

loro

de

gli

e '1 poco buon' effetto, che ne rifulta, m*


accaduto in Vicenza offervare in un Palazzo,
fatto con difegno dello Scamozzi , dove nella
Stalla vidi quella maniera, la quale f bene
cfeguita, come appunto 1' Alberti l' infegn,
nulladimeno mi fembrava, che d' effa l'occhio
affli mal contento ne rimaneffe. Per togliere
queflo difetto, nuli' altro rimedio cred' io fi
poff^ adoperare, che porre le Colonne a due,
a due, e fopra que/le il loro Architrave, Fregia, e Cornice, o vero (come in tante buo-

ne Fabriche ufato
forma d' Impella

no fopra, e

vede)

fi

le

fui vivo

una Cornice

quali cofe

fodengono

gli

vi

in

fpiana-

angoli de-

non fanno
fopra il rotondo immediatamente della Colonna , ma fopra il vivo degli Architravi , o dell'
gli

Archivolti, che allora forza pi

Impofte, i quali come abbiam detto di fopra,


non effendo,che fpecie di travi, pofle a
traverfo fopra i Fufti delle Colonne, rellano fempre fodi ancora in quella parte , che rimane
Qiiello modo ha
ifolata fuori della Colonna
tenuto girando gli Archi nel Tempio di Bacco fuori di Roma colui , che n' flato il difegnatore; e fra i moderni 1' hanno ufato il
Sanfovino nelle Procurarle di Venezia , il
Palladio nel Palazzo publico di Vicenza, molti Fiorentini Architetti de' buoni tempi, gli
Edificj de' quali pochi anni fono intagli Ferdinando Ruggeri, e altri moltiffimi ,
che
vollero fchifando ogni errore , dare alle lor
Fabriche grazia e bellezza , i quali reputo fovverchio di nominare. Qui parmi udire alcuni
a quella da me condannata maniera affezionati andar dicendo , effer bens vero , che neffuno degli Antichi quello
modo ufaffe
di girare Archi fopra Colonne rotonde, ma
effer vero altres, che neffuno di coloro, che
hanno fcritto, ha mai fatto tanto fchiamazzo
fopra il girar di quelli Archi , n s acerbamente r ha rigettato Chi cos parla , non dee
certamente aver letto, quanto fcriffe il Vafart
altro

dell* Alberti , e nel fuo Proemio


Architettura, n il Serlio, che al 1. 4.
degli Edificj trattando, ne' quali richiedonfi
Archi, cos ne ragiona.
f vorremo con le

nella Vita
dell'

Ma

Colonne fole metterci gli Arcbi fopra , far cofa


falfijfima : percioch i quattro Angoli dell' Arco

fopra una Colonna tonda poferanno fuori del vivo ;


n lo Scamozzi dopo quelli, che nella parte i.
1. 6- cap. 8. fcriffe quelle parole.
Per non dir

d* alcuni groffolani , che nelle Opere loro alle volte


non hanno fatto Jmpofla alcuna ^ facendo pofar i

Ma

piedi dell' Arco fopra a* Capitelli .


non accade pili di ci far parole, dove la ragione,

che di tutto effer deve regolatrice , chiaramente


ripugna, come abbiamo gi dimoftrato. E qui
mi fi porge occafione opportuna per avvertire
un' a'icroerrore, per lo pi dalla ignoranza de'
Stuccatori provenuto , iquali fotto le Volte delle
Stanze pongono certi Corniciamenti fatti modernamente a Gufcie, e a Ghiribizzi , che
niffuno

pu

fa pere

cofa

fiano, e

meno

lo

che li formarono. In tali luoghi altro porre non dovrebbefi, che unImpofta , overo una Cornice con la fua Corona e Scima , altro effe Volte non effendo
che Archi continuati , e infieme congiunti ;
laonde f gli Archi, come abbiam provato,

fanno quegl'

ifieffi,

fopia

..

CAPITOLI GENERALI-

Veggonfi inoltre molte Fabriche,


fori fon troppo angufti, indie
pi facilmente peccarono i buoni , o troppo
ampi , come veggiamo frequentemente ne' noftri
piorni accadere. Ad una via di mezzo attenendofj, ]a quale ottimamente dagli Autori econ
ceree regole afTegnata, 1* uno e l'altro di quefti falli fuggir fi deve j perch! piccioli fori luce baftevole non portano nelle Stanze , n aria l'EftatCjche le rinfrefchi; e ali* incontro
troppo grandi cagionano grandifllmo freddo
i
nel Verno, oltre il danno, eh' apportano alle muraglie , che tanto reftano indebolite Grandifllmo {concerto pure il Palladio dice eflere Io
fpezzare i Frontifpizj delle Porte, e delle Feneftre,aflgnandone quefta forte ragione. E[fendo ("die' egli) ejft fatti per dimoflrare ^ ed ac-

modare

fopra rimpofle, o Cornici s' appoggiano, ne


lgue neccflariamence ancora le Volte fopra
Impelle o Cornici doverfi parimente appoggiare. Ma di tali fconvenevolezze avr iofor-

troppo lungamente fwellato,


il

o accerchiare le Colonne con anelli


o ghirlande, o il tagliarle per il lungo in altra forma, che rotonda o quadrata non fia;
frequentemente ho veil che per non cos
duto accadere; 1* altro poi, dove pi facilmente inciamparono que' primi buoni Architetti, che fono alla
detta brbara maniera
fucceduci, fu 1* abondar troppo negl* intagli,
onde pi tollo confuuone all' Opere, che
inaeft, e leggiadria maggiore ne rifult; il
fafciare

qual

difetto per

noftri avvertire,

parr

foverchio

mentre dubbio non

a'

v"

neJIe quali

di che fcufa
quevedere
s
ampiamente
dilatati
mi fia
quaii
e
ormai
comuni
a
tutti,
difetti,
che
lli
Per troppo non diffoflume fon divenuti
fondermi in avvenire, fra tanti altri pregiudizi, dalla vecchia barbara maniera a noi tramanUno fi il
dati, ora di due foli ragioner
ft

cujare

mo
ti

nel

il

piovere delle Fabriche,

mezzo fecero i primi

dalla

ha, che

tanti

lor

ti

Metope non riefcano fproporche far dovendofielfe Metope qua-

dre , non abbianfi a fare gli fpacj degl' Intercolonnj tanto grandi, che poi non poffano reggere, n i Triglifi pi bislunghi .e.\ convenevole. Cadde in quello fallo il Sanfovino

Venezia, come fu

vato dallo Scamozzi

nella parte

2.

1.

6.

olTer-

cap. 7.

Ma

non minor fallo farebbe, f troppo fcarfa mente fi procedefle: il che a fare alle volte
ci pu coftringere o la troppa fpefa, che apportano gli Sopraornati, mafllmamente per
gli Sporti delle Cornici , o I' anguftia del loco. In fimil calo dee il giudiciofo Architetto aver prontezza d' ingegno , e cangiar pen-

fiero

e nuovi

ritrovando da' fimili

partiti

nelle quali difficolt ed


anguftie non andr mai ravvolgendofi , quando egli voglia (come ragionevole) l'idea

difetti

fvilupparfi;

fua al fito, e

non

il

cafa

valent'

dalla grandine

* )

ha quod
baber* .

fito alla fua idea acco-

non

peteft

in

vtritatt fieri

dalle pioggie

Uuomini v'incapparono,

>

tan-

a ci for-

che fanno in quell'Arte, dice nel I. 4.^ cap.


%. che gli Antichi non lodarono mai, che in
una ftefla Cornice fi poneflero Modiglioni e
Dentelli , perch non ragione- vole , che gli
Aflri , de* quali fono figura i Dentelli, reftino fotio i Canteri, che rapprefentano i Modiglioni
Non approvarono pur mai gli Antichi, che quelli Modiglioni , e quelli Dentelli
fiponellero nelle Cornici de* Frontifpizj; quafar fi deono , perch non
li fchiette perci
mai traverfo a" Grondali , ma fempre verfo efli
piegano gli Afleri, ed i Canteri. In fommaegli
conchiude ('*) non efler lodevole il fingere cofe,
che naturalmente in fatto darfi non poflno
Il
Vignola non vuole, che la Bafe Attica,
la quale a fuo luogo difegnata farem vedere,
fotto altre Colonne , che fotto le Compofite,
fia collocata , dicendo per, che ancora fotto
le Joniche fi potrebbe tolerare ; nulladimeno
da' molti buoni
indifferentemente ancora
Ordini,
altri
trattone il Tofcano,s' afotto gli
1'
una
per
, n 1' altra di quelle
doper N
due ultime cofe poflbno aflblutamente errori
.

chiamarfi , eflndo paflate in tanta licenza,


che quafi nefluno de* buoni f n' attenuto
Ma a bella polla molte cofe forpaflndo, darem fine a quello Capo , lafcindo che molti
altri difetti e difordini fieno dal faggio Archifi

NuUadimeno

Ordine Dori-

nelle Procuratie di

pi con-

f indotti da defiderio di novit, tanto proclive in ogn* Arte ad aprir 1* adito alli difordini
e pregiudicj Vitruvio , primo Maeftro di co-

acci le
fi

col-

ammaejlra-

edificatori

e quelli eh' entrano in

re' quali anco ufando la buona antica maniera potrebbe incori-erfi. Lo Sca mozzi dice, non
doverfi far gli Ornamenti fopra le Colonne
troppo fodi e maflcj , particolarmente negli
Ordini pi delicati, ond' elle Colonne opprefle fi moftrino ed aggravate dal gran pefo, chelor fovrafla. Quello pi che in ogn'

quale cos

traria alla ragion naturale fi pojfa fare^ che fpeZ"


Zar quella parte , che finta difendere gli abi-

giorni

dalle nevi

zionate,

il

necejftt ifleffa : non fo che cofa

pecchmo gli Architetti d' oggi d ,


nemici giurati, come fopra dicemmo, di tutti
g' Intagli , e che da tutte
T opere , per
quanto vaghe efler debbano e gentili, affatto
gli efcludono. Ora a que' difetti pafferemo,

co

in eflb

altro cafo devefi avvertire nell'

*7

tetto

id non futovernnt in ima^nibtts faitim

pojft

certam ratcntm

CAPITOLIGENERALI.

28

tetto confider ti , e quando abbifogni , efamiquali tanti fono, e tanto varj, quani

nati,

ed i cafi, che a
apprefentano, e quante fono le
regole di ben operare, che ci vengono da
Maeilri prefcritte, trafgredire le quali fempre errore dovr chiamarfi Onde verremo fu-

bito ad alcune notizie de' fette Autori

fono

te fono le diverfe occafioni,

le

chi opera

de' cinque

s'

che

fondamento di tutta 1' Opera nolha,


quali , prima di palTare alle modinazioni
il

Ordini, per le ragioni addotte nel


principio dei fufleguente Capitolo, prcmette-

remo

ALCU-

ALCUNE NOTIZIE

DEGLI ARCHITETTL
CHE SONO ESPOSTI IN

Q.UEST'

CAPO

OPERA.

V.

MICHEL SANMICHELL
tutto
conofciamo per efperienza
VEro
che
buona o
opinione,
che
d

in

tiifta

la

fono gli Uomini prefTo il Mondo, molto contnbuifce, acci buono o reo giudicio fi formi
delle loro operazioni, p;irole , e configli j e
fpcire fiate accade, che in Uomo, qualepreffo tutti
li

detti

o luiafi tutti in buon concetto fia, tao fatti i' approvino, che in altro, di

fi abbia, farebbono bia*


incontro; tanto valevoli fono le prevenzioni ad alterare , per non dire
adefso a corrompere, gli umani giudicj,e perch vario afpetto prenda 1' efsere intrinfeco,
ancorch immutabile, delle cofe. Bens pi

cui nulla efti'n:iZone

fimati

e cosi

all'

frequentemente ci fuole avvenire nelle parole, o fatti, che non fieno manifedamente
buoni, n manifefiamente rei , n'illadimeno
ancora a quefti , acci maggiore, o minore imprelTone facciano nell'umane menti, molto
di ior?.^ s' aggiunge dall' efiVre apprezzate o
fcreditate, amate o vero odiofe quelle perfone, dalle quali derivano; perch a cagion d'
efempio una cattiva azione allora far da noi
pi vituperata , quando fappiamo, che da Uomo infame o pure odiato fia provenuta ; e
per lo contrario un configlio, o una iftriizione internamente btiona, che ci venga da chi
prefso noi fia in buon credito, con meno difficolt e utilit maggiore riceveremo
Ci
con fider ndo , neceffaria cofa ho creduto il
qui raccogliere in grazia de' miei Lettori alcune notizie di quegli Autori , che ho prefi ad
illuftrare, e da* quali fono
precetti e le regole ricavate, che fono fpirfe in quell'Opera,
e eh' io fopramodo defidero fiano da viventi e
da futuri Architetti ben intefe apprezzate, e
feguitate, acci 1' opprefsa nofir Arte veggafi
.

finalmente forgere fimile a f ll:efsa,e ricuperare nella nollra Regione, dove fu il Regno
fuo, e pofca nell' altre ancora la fua primiera maeft.

per cominciar

dall'

Autore, che

in primo luogo efponiamo, per la ragione detta nel Proemio, cio da Michel Sanmicheli,

che e nella noflra,

di cui

trattiamo, e nella

fu grande ornamento
nacque efTo in Verona 1'
anno 1484; e da Giovanni fuo Padre, e dal
Zio paterno Bartolomeo, ambidue eccellenti
Architetti a' tempi loro, i principi egli apprefe
di quella facolt. Se il fuocognome veramente
o Micheli, o da San Michele, o Sanmicheli
fofse, lafcier d' inveitigare, e con queft* ultimo , per conformarmi alla maggior parte de*
Scrittori, che lo nominarono, lo chiamer.
Ebbe due Fratelli, d' ottimo talento anch' efll,
Giacomo , che agli fludj delle lettere s' applic, e Don Camillo, che fu Generale de Canonici Regolari Defiderofo Michele d' approtnilitare

Architettura

della Patria noftra

fittarfi

neir Architettura

arda inclinazione

fi

alla

quale da gagli-

fentia fpinto, di fedeci an-

Roma; e quivi fu , dove grandife diligentiflme ofservazioni facendo


fu quelle preziofe reliquie d Antichit, a tal
fegno di perfezione arriv , che un' infigne Mani

fi

port a

fimi ftudj

tematico del noftro Secolo, e d' Architettura


intendentilTimo, come riferifce il Marchefe
Maffei nella P. g. C:ip- 4. della Verona Ilhflratay tal maraviglia prende ne confiderare 1' oche a quanti Architetti
pere del Sanmicheli
furono al Mondo folito d' anteporlo. E di
tanto maggior laude degno il noftro incomparabile Architetto, quanto egli fra primi uno
fu, che facefse ftrada; efsendo per lo contrario ufitato, che poco inanzi pofsano una diffi-

imprefa condurre quelli , che fono i priGrandiffimo fu il grido, ch'egli


fubito alz, a tale che molto lo defiderarono,
e con grofso fti pendio e maggiori promefse lo
invitarono al fcrvigio loro due pi gran Princile

mi

a tentarla.

cipi, che allora fufsero in

Europa,

lo

Impe-

Re

di
rator Carlo quinto, e Francefco primo.
Francia; le quali gloriofe occafioni furono da

non abbandonare

il
fervi gio
Neil' Architettura
Civile molte riguardevoli Opere egli fece, particolarmente fervendo prima il Pontefice Clemente VII., pofcia i Veneziani fuoi Signori,
che fono diffufamente , e con altiflme lodi
raccon-

lui

rifiutate, per

del fuo Principe naturale

NOTIZIE

30
raccontate

-dl

Vafari

che

le

ftim miracoli

dell'Alte, abbench perdutamente appafTionato per la gloria de' fuoi Tofcani. Oltre l'alazzi, e minori Cafe, Altari, Depollti , Capele, Tempi, Monafterj, Ponti, e Porte

anche qua e la , come di mano


in mano richiefti gli erano, infiniti difegni.
E' neceffrio per 1' avvertire, che in quefto
fu il Sanmicheli sfortunatiffimo , che molte
fra 1' Opere fue, che ftate farebbono eccellentiflime,o per varj accidenti, mentr' eflb vivea ,
o per la fiia morte rimafero imperfette, e quel
eh' peggio, molte da altri condotte a fine,
i quali o per ifchifare fpefa , o per poca perizia, o per altre cagioni, ftranamcnte le giiaflarono, o almeno fecero s, che in quelle
parti, dove fupplite efle furono, dall' intensione del primo Autore afTai difl'erenti veniflro a riufcire. Ma per quanto raccolgo dagli
Scrittori, che fanno di lui menzione, pi ammirabile egli fu neir Architettura Militare,
Fra le invenzioni di lui furono i Baluardi con
gli Orecchioni , che un moderno Francefe a f
iteflb attribuire quelli a* Cantoni ,come pure
quelli con le tre pi izze; per li quali ritrovamenti abbandonata reft l' antica maniera de'
Baloardi rotondi , onde prima poco ficure le
Piazze rimanevano dalle ofl'cfe degl* inimici
Fra le tante Opere, con le quali nella Militare
e in molte parti d' Italia , e in Levante fi fedi Citt

lafci

quell'Opera giiidicavafi' Chi non pu fovra


luogo confiderarla , lc-gi>a d , che minutamente ne fcrive il Vafiii, il quaie conchiude
elTcie querta una delle pi feiptndc Opere,
che fiano in Europa e rapprclcnwre la maert e grandezza delle pi famofe Fabriche
,

Romani

fatte dagli antichi

da

lui

fatti fcrive

il

Di

tanti Edificj

detto Vafari; e

tutto fece

fempre con tanta diligenza , e con s huon fondamento^ che ninna della fue fabriche mofir mai
un pflo. Ninna Scrittura di Michele fu veduta
in piiblico; con tutto ci fra Scrittori dal
Maffei con ragione annoverato per due nobili
Trattati , che di lui confervanfi in Venezia al

Magiftrato

me

dell'

Acque. Ragiona

reflringerfi potrebbe

co, che allora non avea


poi

e nell'altro

il
il

in

uno

co-

porto di Malamocfondo , acquiftato

eh" fopra

il

Colmettone

di

Limena,

parla dello flato antico della Brenta, e d'altre belle ed utili cofe.Aflai nobili Ar-

furono anche due fuoi Fratelli CugiMatteo, ePaolo,di cui figliuolo fu Gio;
Girolamo, che da Michele ammaeftrato riufc
nell' una e nell' altra
Architettnra veramente degno difcepolo e nipote di s gran Zio;
della cui morte immatura s gran cordoglio
chitetti

ni,

fcnti

Michele, che grave infermit contraena morte in Verona 1' anno 1559.

done giunfe

fi poflbno lodare a baftanza le forda lui fatte alla Citt di Candia,che


per tant' anni foftenne quel formidabile affedio de' Turchi ; delle quali pi a lungo non parler , avendone gi ragionato in maniera, che

con ineftimabile danno di quefta Profcffione;


f non che grande rifarci mento a tal perdita
refe I' ottima fcuola , clic fu quivi da lui lafciata. Suo parente fu ancora quel Bernardino
Brugnoli, Opera del quale 1' Aitar maggiore di S. Giorgio, di cui fent tanto magnificamente il famofo Daniel Barbaro, che per la pi

non pu defiderarfi,il nollro Marche^


che diref MafFei nel luogo fovracitato
della Fortezza fopra il Lido, alla bocca del

beir Opera, eh' egli giammai vedefle,la giudic,,'cos per r Architettura, come per la perfezione degP intagli , quali non fo f faranno

Porto di Venezia , dovendofi fondare una tal


machina in luogo paludofo , e tutto cinto dal
mare, e per ci da flufT e refluffi cosi berfagliafe; per le quali cofe da molti impoffibilg

flati

gnaI,non
tificazioni

di pi

Ma

mo

mai

dalla

maggior parte de' lavoratori

di

pietre, e forf ancora dagli Architetti, eh' oggi

qui vivono efanainatiI

A-

DEGLI ARCHITETTI,

RleJ.

CAPO

VI.

MAKQO VITRUFIO POLLIONE.


DI

Marco, o Lucio Vitruvio Pollione ,


Principe, e Maeftro degli Architetti,
(cui non pofTo lafciar di replicare che fi dovrebbe il primo luogo, ma ci in queft* Opera per la ragione nel Proemio detta non potea
farfi^ aflai fcarf notizie fi hanno,
e meno
delle Fabriche fue; ma ragionevole cofa il
credere, eh' egli mirabili cofe facefle, degne
cos della grandiflma ftima , in cui prefTo altifllmi Perfonaggi e Roma tutta egli fu, come dell' ingegno e fapsr fuo, che si grande
e fublime ne' di lui libri fi mmifefta. Io quel
poco andr qui regiftrando, che appunto da' libri fuoi ho procurato ricavare, gi che da altri Autori, che bens con grande ftima, ma
fenza contezza darne lo nominarono , come
Pi nio , Servio, e Sidonio Apollinare ,
nulla d' ajuto ci viene fomminiftrato
Vif.

come

dicemmo

fopra
ne* tempi
,
Cefare, che feco nelle guerre il conduceva come inventore e regolatore dell? Machine da guerra; il quale officio, che a' giorni noftri direbbefi ingegnere,
cfercic ancora fotto altri Duci Romani , come fi vede
nvl principio dell'Opera fua. Nel 1. 8. cap.4.
dice , che nel flio albergo ogni giorno , e alla
fua menfa ricevette C. Giulio Figliuolo di
Miifiniflk, che afTieme con Giulio Cefare in
Africa militava; da che fi pu con molta ragione congetturare, che Vitruvio fofie nel Cam-

fe e^li,

di Giulio

po perfona affai accreditata , e avcffe ancora


qualche difiinto grado in quella milizia, f
divenne ofpte fuo un figliuolo di Re confederato de* Romani Morto Giulio Cefare, anche fotto l' Imperio d' Augufto fegu , com"
.

egli lafci fcritto, in altre guerre altri Capita-

ni, cio M. Aurelio, P. Minidio, o, come


afferma il Barbaro leggerfi in alcuni codici , Numidico, oNumidio, e Gneo Cornelio; e per
Io merito, che nuovamente s' aquift, e per
la raccomandazione d' Ottavia forella d' Augufto, molto fu dall' Imperatore beneficato,

quale convien dire , che onorato ftabile ftipendio gli affegnaffe , proteftando Vitruvio
non aver timore alcuno fofse mai per mancarli , onde poter vivere agiatamente. In tale commodo flato ritrovandofi , e veggendofi
il

all'Imperatore da' tanti benefici obligatO,fcriffe i dieci famofi libri d' Architettura, per far
cofa orata ed utile al fudetto Augufto fuo Signore, intento alla cura de" publici e privati Edificj

nel

tempo

che allora fegu


fieno

della
.

celebre univerfal pace,


fu , che fi

Grande ventura

fino alla noftra et confervati ,a


manchevoli delle Figure , dalle quali

tai libri

bench

avrebbe quanto egli va


E' quefta la fola
ne' fudetti libri infegnando
Opera, che fra quante gli Antichi fcriffero
della noftr' Arte a noftri tempi fia pervenu-

cfran chiarezza ricevuto

ta, effendo l'altre con

gran danno

pente,
trat-

N O

3i

1'

trattone quel poco, che dire Plinio c!c!!e proporzioni aoneraii f!e' quattro Ordini. In qiiedie intorno all'
fti dieci libri fi ha tiuto ci,

Architettura fi pu defiderare ; poich nel priino Hbro defcriveegli quale efser debba un'Architetto, che cofa fia Architettura, e quali fieno i fiti da elesse! fi per fabricare. Nel fecondo tratta delIe'Fabriche, e de' varj modi e regole di cofiniirle. Infcgna nel terzo le maniere de' fagri

Tempi

po umano," e

dell'

della fiinetria del Cor,


Ordine Jonico. Indi pafsa

rei quarto a darci regole degli altri tre rdi-

Nel quinto
, Corintio, Dorico, eTofcano.
pone le difpofizioni de' luoghi publici , e primierameate del Foro, indi della Bafilica , dei
Teatro, e di fimili Edificj. Siegue nel fefto a
fpiegare le forme degli Edificj privati. Infegna
nel fettimo la maniera d' adornarli, e di pulirli. L' ottavo poi eCce in tutto da quelle mani

terie, e parla dell'acque, delle loro virt, e


fi nono tratta di Geodel modo di condurle
.

metria, e di varie maniere

Orologi ; e 1
Soverchio
farebbe il volerfi da me adefso dare altre lodi
alla grande e profonda dottrina, che in quelli
dieci libri fi contiene, a' quali ha refa giuftizia il Mondo tutto, venendo 1' Autore da tutti conofciuto per maeltro degli Architetti. Molti
Aujtori, tra quali alcuni ancora non Veronefi, come Giorgio Merula, il Sabellico,ed altri,
affermano effere lui ftato Veronefe , n ragione alcuna v' per credere diverfamente; pofciach quelli, che Romano lo difsero, da niuna ragione efsere ftati molli , e affatto falfamente aver cosi giudicato , npta il Filandro. Ma
quali! probabilit perfuader pofsano a darlo alla mia Patria, troppo biafimevole ardire farebbe il voler io rintracciare, avendone con la
maggiore erudizione che mai Ci pofsa, trattato diffufamente il Marchcfe Maffei nella fua
immortal' Opera della Verona IlhtHrata , al
Tomo fecpndo , parlando d' efso Vitruvio ; al
qual luogo rimetto il Lettore, Fu di picciola
ftatura, e promulg
libri fuoi elTendo gi
vecchio, come feri ve egli medefimo,e di poca
falute Altifllma ftima ne fu fatta in qiie' tempi, che non mai nel giro di molti fecoli fi
fminu. La prima edizione quella di Fioren-

decimo finalmente

delle

d'

Machine

za del 1496; ma il primo, che poncfse mano


a dottamente emendarlo , ed illuftrarlo , fu
un Veronefe , come fopra avvertimmo, cio
Fra Giocondo, che lo diede fuori con figure
in Venezia nel 1511. E' confiderabile perdita,
che fiano perite le fuiche fopra queft* Autore
4I' altri

due Veronefi ,

le

quali

e molto lodate dal dottiamo Conte LodoNogarola in una Epiftola manufcritta al


Barbaro, e citata dal Marchefe Maffei. Uno
di quelli full celebre Bernardino Donato, che
lo tradufse in volgare, e la fua verfione con
erudire annotazioni accompagn. Fu 1' altro

no,

vico

Franct-fco Aligeri, difcendente di

gliuolodcll' elegantiffimo

Francefco pure

V adorn;

il

Dante

tradufse

e d'

Dante,

terzo

fi-

Qiiefto

annotazioni

fudetto Nogarola, che


neffunoegli piabilc
conofcevaalla perfetta intelligenza di Vitruvio.
Marc'Antonio Majoragio fcrivendo contro Gaudenzio Merula fa menzione de' cementi fopra Vitruvio di Bernardino Merula; e Celio Calcae pretella

il

di queft'

Uomo dottiffimo

gnino

una

in

Piftola a

Giacomo Zeglero da

grandiffime iodi alla difefa e critica e dichiarazioni fopra Vitruvio di Rafaello d' Urbino.
Notillimi fono i Comenti di Guglielmo Fi-

landro

gua

fi

e di Daniel Barbaro.

hanno

leverfioni, ed

lare Cefariano, di

In nollra

Comenti

Gio.* Battilla

di

lin-

Ce-

Caporali, e

ch'egli medefimo dopo


averli in Latino fcritti , traduffe affieme col
tefto in Volgare. La pi pregiata edizione fi

del fudetto Barbaro

ftima effere quella d'


uniti fono

farebbe defiderabile
nicare al

Amfterdam 1649., ove


di molti. Molto

comenti, e note
,

che

Mondo quanto

fi

rifolveffe di comii'

ha gi

raccolto

un

gran Letterato d" Italia, cio il Marchc^fe Giovanni Polcni, onore dell' Univerfit di Padova, di cui non fo f neffuno oggi viva, che
meglio lavorar poffa una perfetta edizione di
quefto Autore. Dell' altro Vitruvio, pure ottimo Architetto , e probabilmente Veronefe
come altres di quanto in que' tempi fioriffe
l'Architettura in Verona, copiofapi che qualunque altra Citt fuor di Roma d' ornati Edificj, leggafi il Marchefe Maffei. A me pare,
che per 1' Architettura potrebbe di Vitruvio
dirfi con gran ragione ci, che Qiiintiliano di
Cicerone , e del Bembo difse il Dolce per 1*

eloquenza, cio chefappiano coloro


to confiderabile profitto,

a'

Vitruvio molto piaceranno

que

in tal facolt

ha brama

d' aver fat-

quali gli fcritti di


.

Perloch chiun-

di fegnalarfi,

non

leggere, e di ftiidiare attentamente


quefto grand' Autore, vedendoli manifefto,
che quanti con ottimo difcernimento non votallontanarfi,
lero dagl' infegnamenti di lui

lafci di

Mondo;
s' acquiftarono nel
e per lo contrario da' quelli , che batter vollero diverfa ftrada, ebbe origine, come dice-

immortai gloria

mo,

il

fatale

decadimento.

vedute furo-

CA-

DEGLI ARCHITETTI.

CAPO

VII.

LEON 'BATTISTA AL'BEKTU


DI
non

quefto ammirabile Uomo non tutte le


cofe diremo che abbiam raccolte, per
oltrepafTare la brevit , che ci damo pre-

fcritta

(nonefsendo ora intention noftra

di

ma

folamente per dar credito


come fopra dicemmo, a'que* precetti , che
fam per efporre, dare alcune notizie) rimettendo chiunque volefse pi minutamente faperne a' q u' Scrittori, che di Leon Bactifta
o di propofito, o per qualche occafione trattarono, e particolarmente a Rafaelio Trichet
du Frefne , che accuratamente trafse tutte le
notizie, che di efso Leon Battifta potean averfl , da' Scrittori in buona parte contemporafcriver vite

nei e amici di lui , e dagli propri fuoi fcritti


cos^ ftampati , come inediti
Egli uno fu de*
.

primi
quale

che fufsero dal bel genio ifpirati , il


poco dopo univerfalmente per tutta
Italia le migliori menti infiamm , di fcacciare affatto la barbarie, e da tale infezione
depurar le Scienze tutte; edoppiamente gloriofoei viver dovrebbe nelle memorie degli Uomini, come riftoratore cos delle Scienze, e del,

la polita Letteratura, come dell' Arti pratiche,

e mecaniche. Suo Padre fu Lorenzo Alberti


di nobile e potente Famiglia in Firenze ,
il
di cui Fratello Alberto per le fue virt e per

lo merito, che

Concilio Fiorentino, fu fatto Cardinale dal Pontefice Eugenio IV. Ebbe Leon Battifta altri Fratelli ,
s'

acquift nel

ingegno fublime. Nobiliflima cofa l*


ofservare nel Trattito Delle Commoditd yC delle
incommodt delle lettere , con quzl diligenza fuffero dal buon Genitore qutft fuoi Figliuoli educati , da' quali cos erano in varj ftudj tutte le
ore del giorno diftribuite, che una oziofa non
lafciavano mai trafcorrere. Per parlare folatinti d*

mente

del noftro

Leon

Battifta

era egli cosi

avido di fapere, che d* altro non fapea tener


conto, che di libri, a tale che com' egli afferlafci mai fenza leggere pafsar un
della
fua vita. Quinci egli a faticofo
giorno

ma, non

un

ftudio

vafto ingegno e ad ogni Scienza na-

to accoppiando, in molte e diverfe Arti e difcipline eccellentiflmo riufc . Nelle Quefliolegni Camaldoknfi di Criftoforo Landino fi
^e, che il gran Lorenzo de' Medici per paifare

nojofi ertivi giorni con men faftidio,


nella felva di Camaldoli varj dotti

ragun

che in Firenze s' affaticavano ( fi come'^llora faceafi quafi in ogni Citt d' Itaaflia ) per far riforgere le Lettere nel vero
Donato
Ficino,
petto loro, come Marfilio

Soaaetti

noftro Leon Battifta , Alemanno Rinuccino, Criftoforo Landmo, ed altri


molti famofi in ogni forte d' erudizione
Quanto ne' ragionamenti di tal nobiliffima
Acciaioli

il

conve rfazione ora fopra varie Scienze, ora


fopra luoghi d* antichi Autori fi diftnguefOfe Leon Battifta, lo narr nella fudetta
pera

NOTIZIE

34

pera il Landino. Oltre la Pittura, Scoltura,


Architettura rifplendevano in lui la Fi-

lofofia, le

Matematiche,

Filologia, la Giu-

la

rifprudenza, 1' Oratoria, e la Poefia; e fra 1'


Opere fue , che fon fuori dell' Arti noftre,
almeno le feguenti ricorder .MomuSy Opera,
che vogliono accreditati Scrittori pofTa paragonarfi con tutta

antichit, nella quale egli


con illraordinaria vaghezza e leggiadrifflmo artificio

in

tratta

1'

quattro

della

libri

Filofofia

di vifta i fuoi pregi nella Scoltura, Pittura,


ed Architettura Tra quefte Arti , molto a
quello grand' Uomo del riforgimento loro debitrici , la prima , che da Jui fofl co' fcritti
.

illuftrata

Statua,

il

fu la Scoltura in

un

cui tefto Latino

ancora inedito,

libro intitolato

ma

fu tradotto e ftampato dal Bartoli, la cui


verfione fu cent' anni dopo magnificamente
ftampata in Parigi. Di queft' Opera giudic
il

Bartoli nella Dedicatoria a

Bartoiomeo A-

mannati, che fu

Morale, e particolarmente di ci che s' afpetta a formare un' ottimo e perfetto PrinTrattato di Matematica tradotto da Cocipe
fimo Bartoli, e publicato in Venezia con al-

forf buona cagione, che in proceffo di tempo fi avejfe a fare progrejj tali, quali
fi veggono ejfer fatti ; poich in queflo noflro fecola

Opufcoli, per lo pi morali, del nollro Alberti , f bene 1' Originale Latino non fu mai
flampato. De Jure; altres non mai flampato, ma ftampata la verfione del Bartoli col

lodatifitmi Scultori antichi.

tri

titolo Dello animinifirare la ragione.

De

Caufis

ove fono dichiarati alcuni luoshi


di Cicerone, ftampatoin Bafilea. Ckorographia
Urbis Roma ant'tqti<e ; della qual' Opera vegoafi

Senatoriis

il

i*occiant! n' Scrittori Fiorentini. Lihelhis

logorum, celebratiffimo

po-

eleganza della
Latina lingua, come per la vivacit de' concetti, a tal (gno, che alcuni ad Efopo lo antepofero. L'Originale Latino non fu ftampato,
ma ftampata la verfione del Bartoli Philos

per

1'

doxios

Comedia Latina

da lui nella fua


rima;giovinezza
, nulladimeno cosi perfetta fu
f
che per un fecole e mezzo fu creduta d' Autore antico, e per tale publicata tant' anni dopo
da Aldo il Giovine, e altamente da lui lodata
nella dedicatoria ad Afcanio Perfio Uomodottiffimo; cofa, che non riufc al gran Sigonio,
1' impoftura del quale fu fubito
difcoperta dal
Riccobono , e dal Lipfio In lingua Tofcana
fcrifle tre libri d' Economia^ de' quali atteft
Filippo Valori, cheli confervava manofcritti
fatta

in fua cafa

Dialoghi della

la vita Civile

e Rttflicana

publicati dal Bartoli

un

Republica
,

e del-

della Fortuna

libro d'

Amore , ove

non

fo f con dottrina, o leggiadria maggiore di quel foavifllmo affetto filofof; e nx^&txo del Remedio d' Amore , ambidue publicati
in edizione affai antica nel 147 1. con quelli tiBapiifix .Alberti Poeta laureati de ornare
liberoptimus.
T altro; Opus praclarumde Amoris remedQ\ fecondo 1* ufo di quel tempo,

toli

ove anco all' Opere in noftra lingua prefiffe


erano ifcrizioni Latine. Molte altre cofefcriffe, che inedite recarono la maa^ior parte
,
e fra T altre , molte Poifie Latine", e alcune
Tofcane , e fu fna l' invenzione attribuita al

Tolomei,

di tentare in noftra lingua gli

Efa-

metri, e Pentametri Larini, port'ando il Vafari il principio d' una Epiftola amorofa
dell'
Alberti di quefta maniera Ma non perdiamo
.

7ion fi

ha da avere invidia alle

belliffime

Circa

la

Statue de'

Pittura

fcrif-

ancora tre libri in lingua Latina,


che fon chiamati abfohttijjim nella editione di
Bafilea , replicata pi di cent' anni dopo in
Leida con Vitruvio. Di tal' Opera vanno per
le mani le verfioni del Bartoli, e del Domenichi. Il ritratto, che di f fteflb egli dipinfe, lodato dal Giovio negli Elogj. Altre
Pitture di Leon Battifta fi confervavano dal
fe di quella

famofo Giovanni, e Palla Rucellai. La miPittura, fu


, che fi vedeffe di fua
una Vinegia figurata in profpettiva , e S. Marco , come giudica il Vafari , il quale loda af-

glior cofa

fai

pi in

Leon Battifla

difegni in carta, chele

Pitture; ma nell' une, e negli altri gli fu tolto il pregio, allorch die fuori Rafaello , e tanti incomparabili Uomini nel fecolo fufTeguente.

Parleremo finalmente

ftro intento principale

di ci, eh'

il

no-

cio dell' Architettu-

ra , circa la quale adduremo prima le medefime parole del du Frefne:fOff Battifla Alberti
fu il primo , che tentajfe di ridurre queir Arte alla fua prima purit , e fcacciando la barbarie de*
fecoli Gotici introducejfe in quella

to

il

da

/'

ordine e la pro-

univerfalmente chiamaVitruvio Fiorentino. Per da quanto abbia

porzione

fi

che

tutti fu

mofcritto,non fi ricava eflre flato Leon Battifta il primo affatto, ma bens de' primi. Ci
fu cagione , che Je fue Fabriche , ancorch degne di grandifTima lode, non arrivafferoa quel
colmo di perfezione , che s' ammira in quelle
ftrada
, che gi la
pi difgombrata ritrovarono. Serv egli come
Architetto , il Pontefice Nicol V. ,Sigifmondo
Pandolfo Malatefta Signor di Rimini , e Lodovico Gonzaga Marchefe di Mantova; e
molto ancora fece per li Signori Rucellai. De*
molti Edific) fuoi , come Tempj magnifici
Palazzi, Capelle, Condotti d'acque. Fonta-

degli Architetti fuiTeguenti

ne,

in

Roma,

in

Rimini, e

in

Mantova, e

Fiorenza fua Pania , Icgganfi il Vafari e'idii


Frefne. Di Leon BattiHa fu il difegno , e modello dei famofiffuno Tempio di S. Francefco
in Rimini cominciato nel 144.1 , e terminata
cent'

DEGLI ARCHITETTI.
cent'anni dopo; come

ij moAndrea in

altres di lui fu

dello della belliflima Chiefa di S.

Mantova; ancorch
che

di quefte due gran Fabrid'


finezza
Architettura
per
pi pregiabile

una Capella fatta in


Battifta
pe' Signori Rucellai.
da
Leon
Roma
libri
re
dieci
De
fuoi
adificatoria
,tsnto lodaDe*
ti per la dottrina, e peri* eleganza, flampati in
Italia , in Francia, ed in Germania, e tradotti dal
Bartoli, per edere cos famofi, altro non parler
Fu ancora inventore Leon Battifta di varj utiIl Vafari
Trov Leon Batlifllmi Stromenti
ila dal Vafari giudicata

tifia

mento

quella fimltid'me

il

modo di

e diminuire

le

ter ridurre le

ringrandirle .

ammirabili

per via d* uno Strw

lucidare le profpettive naturali y

figure

il

modo parimente di po-

maggior forma., e
D'altre invenzioni, che chiama

di

cofe

piccole in

Leon

Battifta

parla in

una Pi-

gola a Lorenzo de' Medici il gran Poliziano,


il quale bench perci biafimato, che non fapea lodare alcuno , chiama il noflro Alberti

3$

Uomo

di grandijfimo giudicio , e d* efquifitijfi'


e appreflb dice di lui , che (b) poffedeva qualunque forte di Letteratura, bench
remota y e tutte le difcipline y bench recondite
i
poi avendolo chiamato grande inveftigatore
()

ma dottrina;

delle Antichit

dargli
cofluiy

cui

il

non

faper

come

Ne qui poflo
grand* Uomo , in
unirono tante mirabili qualit,

tacere, che

il

a propofito di

folo

come

e profeflando

venevole

tacere

condegne lodi , dice finalmente (e) di


comedi Cartagine SalufliOyfiimo pi cotf

s*

parlare.
s

trovo

fpeflb i Pittori e d" Architetti


buoni tempi lodarfi da qua* Scrittori
per cognizione delle buone lettere cos ne-

de*

ceflrie a quefte altre pratiche facolt


Et
air incontro dopo il decadimento per Io
pi sforniti eflndo li Profeflbri d' ogni forte
di Letteratura , diedero nell' Opere loro motivo, periftrani errori di Storia , d' erudizione , e d' altro, d* eflere con giuftizia derifi da'
Letterati
.

(i) FJr aarrimi juJlcU , exquifitffimaque doElrns


{ b ) Kulla gtiippe lune bomifttm UtvtYunt quamlibit femott UtS , quomlihet rtccndit Jlfplias .
( e ) <r# e^t dt ilk , at d Cartagififf Solufiiut , tacirt fatiui pvfo , quam ditert .

/>

A^

NOTIZIE

36

CAPO

Vili.

ANDREA PALLADIO.
SI come notiamo
^ Palladio, quale
il

mara/igliofe Tue
cellenti

fi

valore

fa

d'

Andrea

conofcere in tante

Fabnche,e ne

faci fcritti ec-

ignoto quanto alfua vita appartiene,

cos quali affatto

la fua perfona

poich

'1

calla

di ci da* tanti Scrittori e noftri e ftra-

!:ii
onoratilTlma menzione han
poch;{fimo
e quali nulla ho potuto ri,
cavare. L'Opera del Vifu/i , che molto deve apprcv.rarfi , a giudicio mie per due cofe
manchevole. Una la troppa affezione a' fuoi
Tofcani; l'altra, in cui, come nella prima ,
ei non ha colpa , e che fenza comparazione
importa pii, che molti de pi ammirabili
in quelle facolt , i PfofefTori delle quali egli
le vite defcrivendone illuftr, yilfero dopo la

nieri, che di
fatta

di lui

morte, onde

le vite loro

non poteano

aver luogo nella fua Storia

, la qual s' egli avefpotuto fcrivere trenta o quarant' anni dopo , infinitamente pi onorifica alla noftra
Nazione farebbe riufcita . CertifTimo , che
Andrea nacque in Vicenza, ma I" anno in che
nafceffe, da ninno fcrittore per quanto io mi

fe

ricordo, n' dimoflrato. Vof>iiono

fmi negli Elogi,

il

Toma-

MirerinerDizionario,!' eruditiffuno Apoftolo Zfno nella vita , eh' egli


accuratiffma fcriffe di Giovan Giorgio Trinino, che il detto TrifTino fulfe Maeflrod'AnIrea in A'-chitettura; nulladimeno con pace
di quelii valent' Uomini 'ditamente dir efil

fere dalla loro nquefto diverfa V opinion mia.


gi che '1 Trilfino all' altre fue dottrine

Non

aveffe altres accoppiata una gran perizia in


Architettura, ma nominandolo Andrea con
tanta lode nel Proemio del primo libro, e
nulla accennando d* effere flato fuo difcepolo ,
e d' aver mai nulla apprefo da lui , come mai
una tale fconofcenza potria fupporfi in Andrea ,
quale trovo da' Scrittori contemporanei lodatiffimo per buon coflume? tanto pii eh' egli
dovuto avrebbe filmar fua gloria, eh' un Uomo di tanta fama , e di s nobii condizione ,
qual fu il TrifTmo, e da lui chiamato fpkndo-

non

y tal conto aveffe fatto dilu


che non fi foffe fdegnato d' ammaeflrarlo. Ma per dir quanto ho potuto racco-

re di' tempi nojlr


fiinciullo,

gliere di certo del noflro

Andrea

fece egli fin

da' primi anni grandilTimo fludio per intender


bene Vitruvio, ch'egli afferma averfi propoflo per maeflro e guida ; e ancora con faticofo
fludio, com' egli dice, rivolfe i libri dell' Ald*
, e di quanti fino allora aveano fcritto
Architettura. Pofcia confiderando quanto il
modo di fabricare de' Secoli avanti lontano fuffe da* precetti , che in quegli Autori avea letperegrinare per quali
ti e confiderati, volle

berti

tutta r Italia e fuori d' Italia rintracciando le


Ovunque
reliquie della veneranda Antichit
.

a luiriufciva di rinvenirne , fi poneva congrandiffimo fludio e diligenza a farvi fopra mille


ofser'

DEGLI ARCHITETTI.
olTrvaiioni, e a rlfcontrare in effe la pratica
di que' precetti , che avea ftudiati negli Auto-

con quanta ragione, e con


proporzione tutto vedeffe fatto;
quindi amifurareminutiffimamenteecon ogni
accuratezza tutte le parti loro , e a congetturare da quelle, che rimaneano, quale il tutto foffe ft-ato, e ridurlo in difegno. Tutto
quefto egli medefiiro attella in varj luoghi
de* libri Yuoi, e particolarmente nella Dediri, e a confiderare

quanto

bella

enei Proemio

catoria,

po

del

primo

libro.

Donon

pofe ad operare; quiuci


che le F^.briche di que* tempi
tal fegno maravigliofe , f non
prima di s fatti ftudj ad operare gli Architetti s* accingevano; fi come non maraviglia, che parimente allo ftudio degli Architetti corrifpondano le Fabriche de* noftri temftudj

tali

da ftupirfi
riufciffero a

Le

pi.

tante

fi

Opere

di queft'

Uomo,

efln-

do gi notiffime , e celebratifllme, non hanno bifogno , eh' io con altre notizie, e con
altre lodi cerchi d' illuflrarle.

veggonfi

effe

difegni ne'

D* una

libri

fuoi

parte d'
,

da

lui

imparaffe ^ poco a poco


a lafciar da parte gl'i Jlrajii abu/s y le barbare in"
venz'o') e l^ fi^perjlw fp'ft'} i ^ [chifar e leva"
rie., e continue rovine. Scrive poi, che ne' fuoi
tempi vedeva ajfaijjmi di quefia prqfejfioje ftf
dio/i , onde foerava , che '/ modo di fahricare
publicati, accioch

s'

fi avejfe a ridurre tojlo a quel termine


tutte le arti fomina:cnte defiderato ;

che

in

dicendo

che gi fi v:rdevuno ajfaijfime belle Faanche ne' luoghi di minor nome in Italia
Gli ferirti fu^i , che divifi fono in quattro libri, ave.i prima divifi in tre ,
come
fi trae dai Vafari,che non potea dar molte
notizie del Paiiadio, per effere quefti ancora
giovine, quando fece il Vafari di lui menzione. Nel X57C. fegul la prima edizione d'effi libri, che p^i firono
tradotti in Francefe
da Rolando Friart
I Comentarj di Gefare , che molto devono a un' altro Architetto, quale il noiiro Fra Giocondo, che
s dottamente gli emend ed iliuftr, e primo di tutti mife in difegno il ponte fui Rodano, devono a! trt's jjon poco all' induftria
et erudizione dei Palladio. L* edizione di Vepoi

briche
.

nezia del 1575. d' una verfione d'efli Comennome del traduttore, quale fuFrancefco Baldelli, che prima 1' ayea data fuori,
tarj fenza

ma

dopo in moltiffimi luoghi la correffe, e


, accompagnata da
illuHirazioni , e
difegni del Palladio, giovevoli molto per agemiglior

volarne r intelligenza. A quefta fatica fu egli


fpinto , come attefta nella Dedicatoria a

37

dedic Aldo il Giovane l' edizion Aia, dal gran


genio, che nutriva d' illuftrare le memorie
dell' Antichit, delle quali fu s follecito indagatore Fu ancora molto erudito il Palladio
neir Arte antica militare de' Greci e Romani
come fi ricava dal Proemio della fua Edizione
di Cefare, ove dice averne dal Triffino avuti
i principi, che n' era peritiflmo ; il che for.

ha

fatto credere gli foffe effo

maeftro

Proemio

Triffmo (lato

in

Architettura. Meritevole
d* effer ietto, in cui tratta

ladio delle Legioni,


nanze , degli efercizj

dell'

il

detto
Pal-

Armi

militari

, delle Ordie di varie altre

cofe fpettanti all' antica milizia , la fcienza


della quale egli afferma , che non oftante i*

parte almeno,
moderne guerre fa-

artiglieria, egli archibugi in


f

non

in tutto

ancora per

le

rebbe utiliffima
Per bene apprenderla egli
molt* anni con diligente fiudio fopra gli Scrittori Latini e Greci s' affatic. Fu Andrea a.

matiffimoda

tutti, effendo fiato

molto

affabi-

da giovine fu ricevuto nell'Academia Fiorentina del difegno. Ebbe due Figlioli, chiamati Leonida, et Orazio, Giovani
le e gentile, e

di cojiumiy ebellijjime
le

paterne

lettere dotati ,

eh' egli nel-

andava iftruendo. Dell'immaquefti due Giovani, che in due

arti

tura morte di

mefi e mezzo un dopo l'altro mancarono , fi


lagna il Padre nella Differtazione fopra l'antica Milizia, ove dice, che le Tavole
fopra
Cefare della fituazone de' Paefi , delle circonvallazioni delle Citt, de' fatti d' arme, dc^i
alloggiamenti, e di molte altre notabili cofe,
che in que' Comentarj occorrono, furono con
r affluenza fua da que' due Giovani comin
ciate, pofcia da lu profeguite e terminate,
dicendo effere d* efcufazione meritevoli quegli
errori, ne' quali potrebbe effer incorfo,per averea s difficile imprefa applicato un' animo
Nulvinto ed abbatuto da s grave calamit
ladimeno Je Tavole di lui s buone ed utili
fono, che nel nofiro Secolo ricopiate furono
in alcutje edizioni di Cefare ufcite di l da*
monti, fenza che per fi degnaffero quegli
.

Fu egli ftipendxato
di nominarlo
Republica, come fi trae dalto Scamozzi, che dice effere a lui fucceduto. Il medefimo Autore e" infegna 1* anno della morte del
Palladio, che fegui nel 1580. Scrive il Palladio nel Proemio dell' Architettura, che ne'
fuoi tempi erano anche in Vicenza fua Patria moltiffimi Gentil' Uomini illuftri per eccellente dottrina , e per effere dell* Architettura ftudiofifllmi, alcuni de* quali fono ivi
da lui nominati.
Editori

dalla

Giacomo Boncompagno, quel medesimo j cui

CA-

NOTIZIE
Ci

^^'
C A

I X.

VINCENZO SCAMOZZL
L'

Autore , che in quinto luogo poniamo


neir Opera noftra , in cui fecondo la

nollra idea

non

ci

fu poffibile fopra detti Aucronologico , Vincenzo

tori ofTervare ordine

Scamozzi,del quale, come degli altri avanti,


quelli, che verranno appreflb, brevemente qualche notizia accenneremo. Nacque egli
in Vicenza di Genitori convenevolmente for-

di

niti

de* beni di fortuna

qual condizione egli

un luogo dell' Opera fua vuole fia necefsaria ad un Architetto, adducendone gli efempj
degli Architetti Greci e Romani, s perch
in

allevato lia nelle Lettere e Scienze, e per poter refiftere alle moke fpefe degli ftudj e de'
viaggi fruttuofi , come per lo mantenimento
del fuo decoro et onore, e per ifchifare quel-

le (convenevolezze e quelle frette , alle quali


fovente s efpone chi lavora per povert e per
bifogno. Fu egli dunque dal Padre Gian Do-

menico; (che fu
Architetto, e che

Uomo

Letterato, e buon

molto, f ben poco


fu dato in luce , come appare in una Pirtola
di Lodovico Roncone , amico di lui
) porto
fotto Precettori , eh' egli chiam [ertidhijfimi ,
fcrifle

<la'

quali iftrutto fu negli rtudj


Hettere, nella Filofofia , nelle

delle buone
Matematiche
Difcipline, e nel Difegno. Pervenuto a mag-

giore et fi protefta egli , come da' varj luoghi


degli fcritti fuoi fi raccoglie , eflTere fempre fta-

eo amantifllmo della fatica

e non aver per-

donato ad incomodo e difpendj per


folo in Italia

ma

i lontanijfime

gior parte delle Antichit, e

/'

ojjcfvoi'e

non

Regioni la mag-

irhre cofe pi eflima-

da

favj. Moltiflime occafioni gli fi apprefentarono di feryire gran Principi e Signori,


cosi in Italia , come fuori d' efl , e con grandi et onoratifllme provifioni , come narra nel
1.
I. cap. 5.; ma confiderando eflere dura e
difficil cofa ad Uomo ingenuo , e che del fuo
flato fi contenta , il fervire altrui , e chequando fervir fi debba, effere pi convenevole fer*
vire il fuo naturai Principe, che cercar di lontano la fortuna, non volle ad altro fervigio
obligarfi, che a quello della Republica
Nulladimeno chiamato da* Principi in varj importe

tanti cafi di fabricare,


fi

non

ricus di trasferir-

alle Corti loro; quali incontri folo

con

la

condizione di limitato tempo egli s* induceva ad accettare. Qiiefto Autore molto raccomanda ne' libri fuoi un' infaticabile ftudio, af-

fermando che
delle Scienze

in

Uomini

lnza lettere e privi

foinma arroganza lo fperare di

mai divenire eccellente Architetto; percioch


fenza la Gramacica unita alla Erudizione ealla
Storia , come fi potranno bene intendere gli
fcritti non folo degli Architetti, ma ancora,
degli altri Autori, onde fono tanti lumia chi
fa conofcerli

fomminiftrati?E come fervare

la

propriet in ogni force d' Edificjpublici e privati, e come negli Ornamenti alcune allufio

pia

DEGLI ARCHITETTI.
a quella tal forte d* Edificj bene adattare?
Come faperc V origine , i progrefl e i decadimenti dell' Arte fua, onde ricercare , et indi

ni

efaminare fi fappiano e gli Autori ,e le buone


viziofe Fabriche ? Senza Logica e fenza Filofofia come diftinguere il vero dal falfo, e non
lafciarfi ingannare dalle apparenze , e giuftamente ritrovar le invenzioni e con ragione e
con ordine e con certe regole difporle , e ritrovare i principi e le vere cagioni delle cofe?come
ben conofcere la natura e la qualit delle materie per 1' ufo dell* edificare neceflTarie ; e fce-

glierle e prepararle in

me

ben diftinguere

tempo opportuno?

co-

le fpecie de' terreni, delle

pietre, de' minerali, delle piante, et altres la


natura dell' acque , dell* aere , de' venti , e

condur 1' acque fottoefopra terra, e far le machine e gli Stromenti ? Come ben fituare gli
Edificj

e le loro parti agli afpetti migliori del

Cielo; e ben conoscerei Imgbi naturali ed


fidali

arti'

peccanti fuori delle confottanze per oviare

V imperfezione ne' Teatri^ nelle Ba/iliche y e htoghl


^a difpute E fenza 1' Aritmetica come calcolare le importanti fpefe

che

fi

deon

ne-

e fpiegare le ragioni delle mifure,


e ritrovare i metodi ee corrifpondenze , e
rifolver anco per via di numeri alcune difficili
queftioni di Geometria, di cui quanto bifogno
abbia T Architetto cos chiaro, che non accade il dimoftrarlo?Leggafi di quante materie,
che a Dottrine appartengono , tratta particolarmente nel lib. 7. Sopra tutto vuole , che di tai
cofeidrutto fia I* Architetto non come Artefice con la fola pratica, ma come Filofofocon la,
fcienza Fece la prima edizione de'- fuoi ferirti^
ove di tanta variet di cofe tratt nel 1615.
Agoftino Carlo d' Aviler ne tradufl in Frangli Edificj,

fare

39

fono paragonare! Ma tali verit, non meno


che da'difegni ne* fuoi libri, fi fan palefi dalle fue Fabriche d' ogni genere, e in varie parti d'Italia, e in Germania, ove a grand' onore parecchie volte fu chiamato, come tra 1*
altre per far la Catedrale di Salzburg nel 1604
ina particolarmente in Venezia , e Vicenza , e
in altre Citt e molti Territorj dello Stato, dove
affai pi lo Scamozzi oper , edificando Palazzi, Chiefe, Archi , Ponti, Teatri, che faranno fempre da chi fa difcernere e per la maeft,e per gli ornamenti e per la proporzione, e per la leggiadria e grazia ammirati . Solamente il Palazzo Cornare con quel Famofo
Atrio non pu dirfi fenza eccedere un miracolo dell* Arte? Oltre i noti libri dell* Architettura univerfale fece il noftro Scamozzi Difcorfi
fopra le Terme Diocleziane ed Antoniane e
fopra le Tavole del Pittoni Vicentino; de'quali ragiona Lodovico Roncone dando fuori nel
1584. un'Indice econfiderazioni fopra ilSerlio
di Gian Domenico Scamozzi , Padre del noftro

Vincenzo I Difcorfi , de" quali parla il Roncone , faranno probabilmente le fue Antichit di
.

Roma

accennate da Francefco de* Francefchi


Senefe in una lettera al noftro Vincenzo , e
ftampatein Venezia nel 1585. Il Marchefe Maffci nel 2-1. degli Anf. diceche quefto libro dello
Scamozzi V unico , in cui fi/afatto motto dell' intrin-

; e
che in eflb fi toccano cofe non indagate
finora, n intefe da alcuno. Oltre i Viaggi fatti
da Vincenzo feguendo varie volte Ambafciatori
Veneti e particolarmente nel 1599. Pietro Duo*
do alla Corte dell* Imperatore Rodolfo II. viaggi egli , come ricavo da* libri fuoi , per la Spagna , e per la Francia , e come ora dicemmo , per
la Germania , indi per l' Ungaria , e Polonia , e
il
cese
libro 6. ; ma poi Samuello du Ruy accrebaltre Provincie e Regni oltraque* mari, girangiudic
tal*
edizione
be
aggiungendo le cofe, che
do fino a Coftantinopoli , e diligentemente offerad un A rchitetto neceflarie, fcielte dagli altri livando non folo le moderne Fabriche, e i veftigj
bri dello Scamozzi , e ne fece una magnifica edidelle Antiche, ma ogn*altracofa, che ne*Pae{I
zione in Leida nel 17 13. In quella fono ancora
poffa effere oggetto di ftudiofa curiofit . Fu egli
delineate molte Romane Antichit, dellequali
caro a Gregorio XIII.,aMaffimiliano Arcidune* libri dello Scamozzi Ci fa menzione Ingiuftif^
ca d* Auftria fratello dell* Imperator Rodolfo,
limo e fenza ragione alcuna *l giudicio,che dello
Scamozzi forma ilCambray , il qual dice tener
e ad altri Principi grandi , che molto lo favorilui una m^nieva. un poco fece a y e che /; fuoi Or'
rono, e talvolta l'impiegarono, Comes," impara
vati fono mefchini y e triti y e di cattivo gujlo. Per
da* fuoi libri. D'un Teatro, la di cui Scena formava una Citt illuminata con le Cafe parte di
fottofcriverfi a tal giudicio , converrebbe efler
rilievo, parte dipinte, fatto da lui nel 185.,
privo non dir di perizia e fino gufto, ma del fenpaffando per Vicenza 1* Imperatrice Maria d*
fo comune. Offervinfi le fue Cornici, e tutte i"
Auftria , leggafi il Marzari nella Storia Vicenaltre parti di qualunque Ordine fi voglia.
tina pag. 213 Non avendo figli s* addotto un
Qual maeft,qualma(riccio ne* pi fodiQiial
Giovine della Famiglia Gregorj, come dal fuo
gravit infieme e leggiadria e gentilezza n pi
Teftamento ultimamente ftampato fi manifefta.
delicati
Q.iial bellezza e fempre varia negl*
Intagli
E' un fuo depofito in Vicenza nella Chiefa di
Finalmente quali forme graziofe al
fommo, e regolate in tutti gli Ordini fuoi, S. Lorenzo, che moftra T anno della fua morche con quelli" degli Antichigiuftamentefipofi te, qual fegu nel i6i6.

feco ripartimento e diflribuzione dell* Anfiteatro

dice poi

A"

,..

NOTIZIE

C A P O
S

3 ASTIANO

BAftian

Serlio, gran riftoratore della noftr'


Arte in Lombardia, fi f conofcere circa

r anno 15^0. Suo Maeflro

nella

Geometria,

Profpettiva, Pittura, ed Architettura fiiBaldaflare Perucci da Siena , Pittore , ed Architetto infigne, dalla fcuola del quale ufcirono
molti chjarifllmi Uomini nella Pittura , ed
Architettura , e; quel Gio.- Battifta Peloro Architetto, Ingegnere, e Cofmografo cos lodato dal Vafari per grand' Artefice di flromenti

Matematici e

lio,

di Fortificazione.

AncoilSer-

come

molti avanti e dopo lui, fu ftudiofiffmio inveftigatore delle Romane Antichit.


Il terzo fuo libro una bellifllma raccolta d'
antichi Edificj,per la quale dal Marchefe Maffei nel lib. 2, degli Anfiteatri cap. i. chiamato Maeflro e qiiajt modello d' ogi altro. Soggi-

unge poco dopo


diflint a

il

medefimo Maffei; Pofe

cura negli Anfiteatri ,

tati ne' libri j noi quelli di

Pota

avendo

Romay

e datene piante profpctti

egli

rapprefen-

di Verona ^ di

fpaccati , profili ,

Dimor qualche tempo

in Venezia,
ove diede fuori parte de' Tuoi libri ; e per il
quarto libro, il quale fu il primo, eh' egli publicafre,tale benevolenza e grazia preflTo Francefco I. Re di Francia s' acquift , che quel
magnanimo Re, grand' amatore delle Scienze
e belle Arti , per promover le quali tanti Itae parti.

chiam nel fuo Regno, oltre un dono


trecento Scudi d' oro lo volle , e 1' accett

liani

X.

di
al

ERLIO.

fuo fervigio. Tanto

mrra

effo

Serlio nella

Dedica ai medefimo Re del terzo libro ; donde ricavo , che '1 libro , per il quale fu da
quel Re fi largamente rimunerato , e voluto
al fervigio fuo , altro non poteva eflre , che
'1 quarto, avanti a tutti gli altri publicato, e
un anno prima del terzo, come racconta egli
Nulladimedefimo nel libro di Geometria
di
Re
fervigio
quel
meno f bene ricevuto al
.

non fi trasfer fubito in quel Regno, ma ancora qualche tempo in Italia dimor. Quello perci parmi fi pofla ficuramente aflerire,
perch dedicando

al

Marchefe

del

Vado una

edizione del medefimo quarto libro dice qui in


Venezi(iy qual' edizione certamente fu riftam-

pa

come

da

lui

con molte aggiunte arricchita,

nel Fregio e nella Porta Dorica

nel

Trattato della Bafp Jonica , nella Voluta del


Capitello Jonico, nella Bafe e Capitello Corintio, e in varie altre cofe,diche rifcontrando una con 1' altra 1" edizioni fi pu chiarire
Qiiefta riftampa fu nel 1540., (e non 1544*
crede il Fontanini nella Biblioteca Ita-

come

liana,) in Venezia preffo Francefco Marcolini da Folli, quale trovo (offe Uomo infigne,
Intagli celebratiflmo e
chiamato maravigliofo dal Vafari, da' cui pochiflTimo , e fi pu dir nulla , abbiamo del Serbo
Il fudetto Marchefe del VaOojeflendo in Venezia come Luogotenente Generale di Carlo
V. , mole in particolare per g'

DEGLI ARCHITETTI.
V., molto favor et ajut il noftro Serlio, dicendo eflb , che a Cortefia di quel Signore noit
fu di promejfe

n di vane fperaze

di fatnotabile ,

j<?

E'
e di buona fomma di feudi
quanto narra il Serlio in quella PiftoU, nella
quale li mera viglia, come a' tempi fuoi fuflero
ti ,

Uomini

in Italia tanti
devote facolt

cando

bench

eccellentiflimi in ogni h'

mal premiati

premj mancano ancora

mini ingcniofi

Scienze, e

1'

e promofl,

e dice

come

le

poich

fatiche degli

Uo-

che

f le

cofa certa

ajutate

Arti fuflero da' Principi

flati

m.m-

farebbono nel fuo Secolo non fo, ma fuperati. Dicen-

lo eguagliati gli Antichi

do anche altrove,

cio avanti

libro delle

il

An-

al tempo fuo erano


^ che ie belle Arti
ritornate a queir altezza, in che erano a' tempi de* Romani, e de* Greci. Quando il Serlio

tichit

andafle in Francia, m* ignoto


to, che era in Venezia ancora

1540.

Con grande

egli fubito
fi

probabilit

o quafi fubito dopo

folo veggo ceril

Febraro del

pu

fi

dire

in quel

trasferifle all' attuale fervigio del

eh'

Regno

Re

Fran-

41

un luogo

del Serlio , nel quale parlando col


afferma , che alcuni de' fuoi iib: furono da lui terminati />r/- non marcir ne!!' Ozio
quel tempo f che m* avvanzava dopo la folUcitu-

Re

fuo

Opere a me commejfe da voflra MaPromife ancora il Serlio d' illuflrare al-

dine delle
efl-

tres le

Antichit di Francia,

Nime,d'Arles, ed
ragiona brevemente

come

quelle di

molte , delle quali


dottamente nella De-

altre

ma

dicatoria del libro delle Antichit ; e

probabil-

mente avr egli raccolto afTi per fi degna imprefa , o fors* anco quella a buon termine ridotta, ma nulla di ci fu mai, eh' io fappia,
publicato. Ad alcuni pare, che '1 noflro Serlio fia pi nelle regole e ne' precetti accurato
che vago nell'efecuzione ,e che gli Ordini fuoi
ficn pi lodevoli per la finezza dell' Arte, e

per

la

fodezza, che per leggiadria d' ornamen-

ti; la qual cofa in lui,

come

troppo

in

uno

de'

pi

biafimarc ; tanto
pi , che s' egli le cofe tutte, le quali perfettamente adorno pofTon rendere un Edificio di
antichi

farla rigor

il

cefco, che folo fette anni {opravilTe eflendo


morto nel 1547. a Rambollietto.Col die fuori il primo e fecond libro , in un de* quali
tratt di Geometria , fcegliendo da' libri d"
Euclide; e ordinatamente procedendo dopo la
Geometria, fenza la quale la Profpettiva non
farebbe, tratta nel fecondo di Profpettiva. Senza la cognizione di quelle , die' egli , che farebbono gli Architetti indegniffimi di quefto no*
me , e confutatori di pietre , di calcine , e de'
marmi y fenza fperedar conto di ci, che operano, e fempre ad incappare fottopofti in difproporzioni e male corrifpondenze
Dopo quelli
primi due public il quinto libro, dono facendone alla Regina di Navarra , nel quale tratt de Tempi, e al modo antico, e al moderno fecondo il coftume Criftiano. Ivi finalmente promulg il fello , e '1 fettimo , che qualche tempo prima aveva al publico promefli
Scrive egli , che i libri di Geometria , e Profpettiva furono da lui a fine ridotti nella folitudine di Fontanabl, nel tempo che *1 Re

qualunque

fuo Signore era nelle guerre occupato J quali


guerre altro che quelle effere non poflbno ,
che rompendo la tregua mofle quel Re a
Carlo V. , o forf quelle ultime fatte avanti la
pace di Crcfpino Nefllin' Autore , per quanto io mi ricordi ragiona degli Edificj fatti dal
noflro Serlio in quel Regno, nulladimeno io
Sicuramente affermer , ch'egli ivi con molti
fiafi fgnalato,impercioch leggendofi del Re
Fra ncefco, che molte Fabrichefacefle, e magnificamente di rari e preziofi mobili , e di

per cofe antiche fue invenzioni e fantafie; il


che di grandiffimo biafimo renderebbe merite-

Pitture

mente

e di Statue le adornaffe , ragionevolquelle poflbno al Serlio, eh' era fuo Ar-

chitetto, attribuirfi.

Ma ne fa

pi certa prova

fpecie , non adopera ne* fuoi difegnijle va per infegnando ne' fuoi fcritti.Un
grande Autore Francefe,cioilDefgodetznell*

infigne fua

ma,

Opera

degli Antichi Edificj di

Ro-

quali per tant' anni diligentemente offer-

v e mifur , ha fi pu dire per maeflro e


guida prima il noflro Serlio, di cui ragiona
con molta lode, pofcia il Palladio, e Antonio
Labacco Romano. Solo va riprendendo ed emendando nel Serlio alcuni errori di mifure,
parte de' quali pu di leggieri effere dalle
flampe provenuta , e talvolta alcuni altri
sbagli, che devono al Serlio condonarfi, s per
effere flato il primo, che poneffe il piede in s
malagevole fentiero, fi perch non fopra luogo come il Defgodetz, ma folo alcuni anni
dopo fece egli i fuoi difegni in Venezia, dove
in qualche fallo di memoria circa le mifure ed
altro era quafi impoflibile non trafcorreffe- Dal
riprefo altres e notato il

medefimo Autore

non ci abbia comucome fono, ma talora date

Palladio, che alcuna volta


nicate le Antichit

vole

il

Palladio,

s' egli

medefimo non

aveffe

chiaramente manifeflata la cofa qual' , proteftando, che alcune fiate alle antiche ruine a
vea fupplito di proprio ingegno , da ci che
vedea, quali effere doveano altre perdute parti congetturando; la qual fatica j>er egli con
affai maggior laude potea rifparmiare, e maggiore obligo gli

avremmo ,

s'

egli tralafciando

indovinamenti fempre ci aveffe ,


quali appunto reilarono, le Antichit rapprefentate. Non fi pone il ritratto del Serlio, quatali difficili

le

non m'

flato poflbile

il

ritrovare.

A-

NOTIZIE

41

t^

.4

_^

CAPO

XI.

GIACOMO 'BAROZZI DETTO


Coetaneo,

e folo qualche ^nno pi giov^


ne del Serlio Giacomo Barozzi , che
nacque nel 1507. in Vignola, Terra del Bologntfe, onde quel nome forti, che da' Scrittori o;li vien dato comunemente. Suo Padre fu
Mllanefe, bens di nobile famiglia , ma molto
povero, il quale forzato ad abbandonare la

VIGNOLA.

II

furono i difegni fatti per Francefco Guic(fu r infigne Storico) allora Governator di BoIogna , che furono poi mandati a
Firenze, e col da* Maeftri eccellenti di tarfia
jni

ciardini

Patria , parte per civili difcordie, parte per


non avere onde convenevolmente mantenerf,
nella fudetta Terra fi ricover
Veramente
cofa degna di gran meraviglia nel noftro Gia-

lavorati; tra' quali nominato un Fra Damiano da Bergamo dal Vafari , che f bene la
vita di Giacomo non fcrifle, due volte ne f
menzione, una brevemente nella vita di Marc*.
Antonio Bolognefc, 1' altra pi a lungo in
quella di Taddeo Zucchero. Tratto pofcia il
noftro Giacomo, come gli altri Valent* Uo-

como

mini, dal defiderio

, che neir infanzia


reft privo del Padre, eh* egli neir Architettura, e Profpettiva
a s alto grado d'eccellenza arrivafle, fenz' avere in tali Scienze avuti Maeftri e fenz' altro
indirizzo, che di f fteflb , farfi pofcia invent
tore di nuove regole, ed arricchir 1' Arti, che
da nefliino aveva apprefe, di belliflmi ritrovati. Studi in Bologna di Pittura, qual' Arte
non folamente 3 lui fervi per I' ajuto, che ne
riceve 1' Architettura , ma perch con efla il
vitto a f medefimo calla famiglia procacciai
do , agio aveva per attendere ad altri fludj
In tutto quel tempo, che mai potea , cccupavafi in tirar linee, e nella lettura e ftudio
a' Euclide, e di Vitruvio. Fece in fua giovi-nezza molte pregiabiJi cofe in Bologna, come
racconta Ignazio Danti, che a' fuoiCommem

tarj fovra

prenf

la

Profpettiva del noftro

la vita di lui.

Fra

le

Giacomo

ajtre ftimatiffi-

portofl a

Roma

d* inveftigare le Antichit,

dove

il

foftentamento pro-

cacciandofi con la Pittura,

animo

come affermano

il

non

levava mai l*
Vafari , et il Dan-

dallo ftudio et ofTervazione delle jAnticaglie. Si trattenne qualche tempo in Belvedere

ti,

con Giacomo Melinghinj Ferrarese , ottimo


Architetto , al quale non poco ajuto diede in
Opere, e difegni; e pofcia frequentava un*
Accademia d' Architettura, ove trovavanfi
Marcello Cervini , che fu poi Papa col nome
di Marcello I|, Monfignor Maffei , che far
ftato quel Bernardino Ilomo dottiffimo, qua!
fu poi Cardinale, Aleflndro Manzuoli , ed
altri chiarifllmi

como andavano
egli e

molto

profitto per

Uomini, quali il noftro Giain Opere impiegando, ond'


i

utile per lo fuo


li

foftentamento e

fuoiftudj n ritraeva.

f he dalla Francia

ove flava

Avvenne,

al fervigio del

Re

Fran-

DEGLI ARCHITETTI.
Franrefco I. srr'ivaiTc a Roma Francefco Primaticcio Bologncfe, Pittore ecceJJcntilTimo,
il quale a formare in gran parte le Antichit
di Roma, per portarne pofcia le forme in Francia, e gettarne Statue di Bronzo , che all'antiche s' affomigliaflero, volle effeit: dal Vigno]a ajiitato. In Fi-ancia egli poi ritornando, feco al (ervigio di quel Re condiilTe il Vignola,
il quale ivi con grandifl[ma lode s* adoper e
nel gettare di bronzo le dette Statue, e incofe d' Architettura.

fuperabili

Ma

impedimenti

volle fciagura, che in


s*

attraveVfafTero

alla

pi bella occ/one , che ivi gli s' offerifTe di


iarfi onore , e per Ja quale avria potuto in
quel Regno dimortrare a pieno 1' eccellenza
dell' ingegno e faper fuo; poich avendo quel
gran Re una generofa idea di fare un Palazzo , et un luogo di delizie, col quale fuperar
poceffe e per 1' eccellenza ddl' arre e jjer la
magnificenza
pi fontuofi e deliziofi luoghi
da qual fi fia Principe avuti mai per T a dietro; gliene furono, dal Vignola, cui li aveva
commefTi , fatti
difegni , e i modelli , I' efecuzione de' quali dalle note guerre, che di nuovo
inforfero, fu interrotta Per lo che dopo due
anni f ne ritorn il Vignola a Bologna, dove r emulazione, e l' invidia d' altri Valent"
Uomini non leggiere inquietudini gli cagion,
ma pofcia altro non ottenne, che renderlo mal
grado loro pi gloriofo. Ci fu, che dati egli
al Co. Filippo Pepoli i difggni per lo rinova'
inento di S. Petronio, di cui non fi fece altro, furono quefti biafimati per invidia da a'Itri Architetti, che molti altri difegni a quel
Signore offerirono. Ma perch tra que" difegni
i

malfatta u la pi

fu

fimi Edificj in varie parti d* Italia

tal

Fabrica

fece,

come dicemmo

che nella fua maniera detta

tica, quale ora la veggiarao,

fi

di

Go-

rimafe. Altra

imprefad' incredibil fatica fece allora iJ Vignoqual fu il condurre il Canale del Navilio,
,
prima lontano per tre miglia ,fin dentroa Bologna, della qual" Opera dice il Vafari, tio fu

la

legganfi

Vafari, il Danti , e Fiorenzo le Comte,


che nel fuo Gabinetto fra gli Architetti , che
noi efponiamo, folo al Vignola die luogo
Gi tutti fanno efTeie f\ Vignola Ja Cittadella di Piacenza; ma fra molt' altre riguardevoli Opere di lui paffir non fi dee fotco filenzio il Palazzo di Caprarola, lontano da Roma
40. miglia, fatto per io Cardinale A leflandroFarnefe. Meritevoli fono d' efler lette le belle defcrizioni , che ne fecero il Vafari, e *i Danti
di cui quelle parole addurr. Il che ha fatto
ammirarlo da ch'wnque l' ha veduto j per il pii:
artifciofo, t pi compitamente ornato , e comodo
il

Palazzo ^sl Mondo,


veder

meraviglie

le

malto giudicioft

ha

et

da

fiie

con defidero tirato a

e quel che fiegue.

Uomini

lontane parti

Quanto

be-

ne in que' tempi potevano i gran Signori il


lor danaro impiegare
leggafi a cagion d* efempio quanto lodato fia quefto luogo di Ca.'

non folo per le meraviArchitettura, ma per le Fontane ,


Giardini , Profpertive , Pitture, Statue, e
Stucchi, tutto beniffiino adattato , e alludente con belliflme Favo''-, 'Storie , ed altro o
al luogo, o a Signori Farnefi Il libro de' cinque Ordini del Vignola va per le mani di tutti. Dell' altro fuo libro delle regole inventate
da lui di Profpettiva , e dottamente comenprarola dal Vafari,
glie dell'

ma

fi

fui

II.

Uomini dopo lungo e maturo efame quelli del


Vignola per eccellentifllmi fra tutti gli altri
con publica fcrittura furono giudicati Nulla
non

Del

per inrzzo di Berardino Mai tirabuon Poeta Italiano, e gran Matematico di que' tempi, di molti fuoi iodatif-

Filippo

no, che

tate dal

altro

utile, n la ingliore

ritorno a Roma , d' effere ftato in fua vecchiezza chiamato al fcrvigio del Re di Spagna

che tutti erano bellifllmi , era malagevole il


dar fentenza , chiamati furono Giulio Romano ,e Criftoforo Lombardi , da' quali due grand*

dimeno

4?

Danti,

il

medefimo Danti

cos fcri-

ve: invenzione nel vero degna dell' ingegno fuo^


et alla quale nejfmie arriv mai col penfiero pridi lui.

Mori d'anni

65. nel 1573.

Degno

Giacinto, eccellente anch' eflb


nell' Arti del Padre
Itn' altro Barozzi per
nome Francefco fioriva in Bologna appunto
ne' tempi del noftro Giacomo , e fcuflie de'
Conici, emend e correffe Apollonio Pergeo, dall' Ebraico tradulTe in Latino, e di-

figlio di lui fu

lucid

un trattato di Mos Rabioo Narbocoment in parte Mos Rabino E-

nefe, e
siziano

ord-

ORDINE TOSCANO
DEL
C H E L
A N M

CAPO

3 Ofciach

con quefte notizie , che aW^iam


_ raccolte, e fhe dalla memoria de' libri
I
da noi letti ci furono, fuggente, abbiamo in
garte moftrato a' Lettori noftri il merito del
anmicheli, poi di Vitruvio,e degli altri cinque Italiani Autori, onde quanti precetti e regole fi legg -ranno in queft' Opera fono prefi
c polche avanti abbiamo. a baftauza degli Ordini in generale ragionato, egli ormai temp, che in particolare delle parti, e diverfe
modinature de^li ftefs' Ordini, quali in varie
guife dagli fudetti Autori maneggiati furono,
a parlare difcendiamo. E per ci f^re ordina'
tamente, e come quafi dagli Autori tutti fu
praticato, da quell Ordine irrcominciaremo,
pi robufto, e '1 pi
fodo, e che da' Tofcani fu Tofcano denominato. Di quello poco ci Jafci fcrjtto Vitruvio, poich dopo aver diiUntamente dichiarate le proporzioni della Bafe, Colonna, e Capitello, confufmente poi et in breve delle tre
altre parti ragion, cine dell' Architrave ,Fregin, e Cornice. Ma trattandone egli folamen-

eh.' fra tutti gli altri 'I

te

rigijardo agli Edificj rurali, e

dovendo

in tali Edifici fecondo lui qucfte parti farfi di

legno, viene a lafciarci affatto all' ofcuro,coefTer debbano, allorch di pietra fi voglia-*
Jio formare. Quindi nato, che quelle reliquie delle R.omane Fabriche, le quali ci fon
rimafie forf di queft Ordine, da pochi fono
fiate a quell' Ordine attribuite, e da molti per
Tofcane rifiutate, e per elTcrc alquanto alle
Doriche fimili, con le Doriche confufe
E
che ci fia vero.l' Arena di Verona, il Teatro di Pola , la Mole d' Adriano, 1' Anfiteatro

me

di

Nimes,

altre antiche Fabri-

e moJcilTime

che dal Palladio, dal Serlio, e dallo Scamoz fono (late ottimamente a mio giudicio ricevute per Tofcane, da quelle prendendo parie delle fagome, che ne' libri loro fi veggono,
la dove da molti altri si Francefi , come Italiani, non furono tali giudicate. Il Vignola
afferma di non averne fra

le

Antichit di

Ro-

ma

efempio alcuno ritrovato, onde a fuomodo lo va formando; con che d chiaramente


a divedere

Mole

non aver

Adriano

egli

creduto

la

fopradetta

Tofcana. L' Alberti n


pure Io nomina , proponendoci gli altri quattr'
d'

efler

XII.
Ordini foJamentc

Dell' Opinione di quefti


giudico
ultimi
io fon il noftro Sanmicheli,
pofciach veggo, che oltre 1' averlo egli rarif.

lime volte meflb in ufo, per lo pi 1' ha mefcolato col Dorico, ponendo pi volte fotto
Colonne Dorjche la Bafe Tofcana, ed altre
volte fotto Capitelli Dorici Colonne di proporzion Tofcana. Credo per eh* egli dall' opinione preoccupato, che ne' fuoi tempi era
comune, qualora del Tofca no ha dovuto fervirfi, tutto formato 1' abbia di fua invenzio'
ne, n a quel Sopraornato, che nell* Arena
Veronefe Uato dall' ammirabile Marchefc
MafFei ora con tanta fua gloria difcoperto, n
ad alcuno degli altri ponendo mente, che in
Italia e ancora fuori di effa fparfi ne reftarono. Ma qui mia intenzione folo il riferire e
con difegni moftrare, come il Sanmicheli nell*
Opere uie (gi che ferirti fuoi non fi ritrovano) egli altri Autori, che fono per efporre
abbian formati li cinque Ordini ne' libri loro,
e non gi delle antiche Fabriche ragionare ,
che fuori farebbe dell' imprefa nofira, e che
giada' molti con accuratezza ed erudizione maggiore di qello, eh' io far potefl , efeguito fi
vede. Dico adunque, che il Sanmicheli doven-

do

far Colonnati femplici e comporti co' fuoi


ha divifa tutta 1* altezza in vent'

Piedeftalli,

una parte ed un diciottefimo,d' una delle quali ho io formato il Modulo ,


da me divifo in
parti dieciotto, come ho fatto fuccelfivamente
in tutti gli altri Ordini ed Autori , per non
recare o con la di/ifione troppo minuta ,o con

uno dall'
Moduli ho

la diverfit dell'

due
delle

di quelli

Colonne

in

altro confufione-

fondo, del

Di

Diametro
qual Diametro fi

fatto

il

fervircmo fempre per deferi vere le proporzioni


di tutte le parti; offervandofi per , che defcrivendo quelle parti, fempre fi comincier dalle pi baffe, ordinatamente afcendendo fino alMa ci detto per
la fommit delle Cornici
buona regola di chi legge, ritorniamo al San*
micheli, La larghezza della luce degli Archi
far quattro diametri et un duodecimo, e 1*
altezza ottoed un fello, eh' due volte quanto
la larghezza, i Membretti o Alette faranno
mezzo diametro, e cosile Impofleegli Archi.

volti,

quali faranno fchietti e fenza

membro
a leu-

TIV

...

ORDINE TOSCANO.
ne,

cos a qiiefl'

Ordire convcpencicfi

quattro diametri e
luce della Porta , e

un

qu;;(l

teizo

Alta

far

Ja

la larghezza nella met di


qucft' altezza far comprefa
Un diamttroed

un fefo far
un fedo meno

altezza dell' Ornamenio , e


quella del Frontifpizio. Gl'Intercolonnj ,fe avranno gli Architravi di legno,
fi facciano pure larghi a piacimento, pofciach
1'

li noftri antichi Maeftri,


quali a tutto con
ogni accuratezza ebbero riguardo , e ninna cofa
han fenza ragione ordinata , vollero chedi lei

gno

foflcro gli

lrvendo

Architravi di quelV

Ordine

per Edificj rurali , e per elXi paffar dovendo Carri , Aratri, ed altri Ordigni
eflTi

Se per di pietra
aventura gli Architravi , eccedere
non dovranno tre diametri; ma di quello pi
diffufamente parleremo nel Gap. XVIII. , doneceirirj all' ufo di Villa

fieno per

D
E
F
fi

b
e
(

fg
h
r

k
/

Dado

modinatura dell' Ornamento della


Architrave,
Fregio, e Cornice. L'ArPorta,
chitrave alto poco pi di tre ottavi di diametro, avendo cinque membra : una Gola roverfcia , una Fafcia , un Lidello, un' Ovolo , e
r Orlo. Il Fregio ha d' altezza quanto 1' Architrave, e tanto pure avr la Cornice, le
membra della quale faranno fei una Gufcia,
un Liftello , la Corona , un' altro Liftello ,
la Gola diritta, e rOi;lo. L' Agetto quafi
un terzo di diametro. La Bafe far mezzodiametro, con due membra.- il Plinto, e 'J To la

Capitello.

un

Bafe.

un' altro Liftello,

in

Fregro
Architrave,

fi

come Ddi, rhe fararno

Ordine 1' ufBcio de' Picdertalli QiicPii ,


che far fi devono fchietti e nudi , tanto aiti faranno, quanto larghi, onde 1' altezza loro far un diametro e quattro noni. Dentro quello

ro; avendo di fporto poco pii'' d' un fefto di


diametio per parte. Alta fia la Colonna fei
diametri con la Ciiubia e gli Artra^ali, e fi
fminuifca quafi la quarta parte della groffezza
La forma del Capitello , che far mezzo
diametro, molto bella, e molto alla modinatura di quello dell' Anfiteatro di Nimes fi
raflomiglia. Ha otto membra
Collarino,
il

porranno le fagome dell' Importa. Ora


nomi delle
veniamo alle particolari parti ,
quali faranno nella feguente Tavola contraffegnati con quelle lettere,
A Cornice.
ve

re, e rerteranno

quert'

Liftello,

un Tondino , una Gola diritta,


1'
Abaco, una Gola rover-

Ha di fporto poco pi d' un


diametro per parte
L* Architrave
alto mezzo diametro ed un diciottefimo con
tre membra: due Fafcie e 1' Orlo; e cinque
fefti il Fregio. Poco meno di tre noni di diametro J' altezza della Cornice, che ha cinque membra: una Gufcia, un Liftello, la Corona, o Gocciolatojo, una Gufcia , e 1' Orlo.
Ha di fporto poco pi d' otto noni di diametro. L' Architrave, Fregio, e Cornice eccedono d' un mezzo diametro la terza parte ad
Furto della Colonna ; e quando dir Fulto,
efduder Bafe e Capitello , quali non volen-

Piedeftallo.

fcia, e

r Olio.

Orlo.
Scima.

quinto

di

Corona
Cimacio del Fregio.
Orlo o Cimacio dell" Architrave
Fafcie.

Orlo o Cimacio dell* Abaco.


Gola roverfcia.
Abaco
Gola in luogo del Bottaccio.

Aftragsli

Collarino.
A dragali.

Cimbia.

do efcludere dir Colonna. Il Piedeftallo poi,


ovogliamdir Zocco, poco minore della quar-

Toro

ta parte del

Plinto.

In vece

Qiiefte fono le
fudetto Fufto
proporzioni, che dell' Opere Tofcane del Sanmicheli ho io con la maggiore accuratezza ,

to, avanti che foffero Piedeftalli, quali muriper j facendofi Aichi , fi devono divide-

Ora con
che m' ftata poftTibile , rilevate
maggior brevit , come abbiamo promefTo ,
queft* Ordine medefimo fecondo la mente prima di Vitruvio, poi degli altri cinque Autori
pafTeremo a confider re.

di Piedertallo fi fa dal Sanmicheli un


muricciolo, che gira fotto le Colonne continuato, dov' egli adopera Intercolonnj; il che
fi vede in Vitruvio anco gli Antichi aver fat-

cioli

Ordine

ord

^8

'

TOSCANO

N E

non furono Tofcane giudicate , onde queOa maniera di Capitelli all' Ordine Doadattata , come qui apprcffo fi morico fu

Ordine Tofcano d Vtruvo.

CAPO

XIII.

Potrebbe alcmio in altra guifa queluogo interpretare, e dire, come vuol Filandro, che Vitruvio deli* Aflragalo intende, che
va fotto il Collarino, il quale, abench negli
altri Ordini fempre fia parte del Furto, e non
del Capitello, come fimilmente veduto abbia-

ftrer

fto

BEnch

riponga Vitruvio in ultimo luogo

r Ordine Tofcano, noi per pernon alterare il metodo propofto, e a tutti gli Autoquali fiamo ora
ri comune , gli Ordini de'
primo luoqueflo
per unire, e compilare, a
ha fcritn'
egli
go lo riporteremo, e quanto

mo
na

la

Cimbia,

quale in

la

(juefl;'

in efTe un Plinto rotondo vciIuto mai


Qiianto poi debba quefta Bafe aver di rportt>,
da Vitruvio non fpicgato. Al Tninco della
Colonna fon da lui dati diametri fei, volendo
il fminuifca la quarta parte della groffczza da'
pie nella fommit. La medefima altezza, che
ha la ^Oi(cy vuole egli che abbia altres il Capitello , r Abaco del quale tanto largo fia
quanto grofTa la Colonna in fondo. Cinque
fono le membra d' elio Capitello: il Collari-

non aver

no, un Liilello, nn Tondino, un'Ovolo, e


r Abaco. In tre parti il medefimo Capitello
divifo da Vitruvio, che d' una fa il Plinto,
cos adciTo chiamando egli 1' Ab;tco per dinotare con ci dover

tal'

fenza Cimacio ;
o fia Bottaccio;

feconda all'Ovolo,
tln. rcr^i^ (fono parole di Vi-

truvio^

(')

Collarino

/'

con

fchictto

elTcre

ia

Aira;ialOy e

Afdh;

/'

il

checredo io voglia dire, che fottoil Bjcfaccio fi


debba porre oltre l' Anello ancora un Tondino ,
enonl' Anello folo, come intendono il Barbaro, il Palladio, il Serlio, il Vignola, e tant'

La

altri.

me

ragione a

par manifeff.i, poich

folamente (otto il
Bottaccio , detto non avrebbe ft dia la ferz^.
al Collarino con V AJlragoh, e l Anello; ma pi

s'egli avcfTe voluto)' Anello

difegnati

come

non

fareb-

, che
Antonina ,

offervafTe
,

ricevute

cos

qui da m.c di-

fegnato quello di Vitruvio. Ma agi' infegnamenti di Vitruvio ritornando, vuole egli , che
fopra le Colonne ponganfi gli Architravi di
legno, fatti di travi incatenate alTieme . dimoftrando ancora la maniera d'incatenar qucfie
travi , che a motivo di brevit tralafcio di riferire. D' effe travi infegna poi qual debba
e fiere la ^ruifczza , eh' esua 'oliera la S'ofezza

Ordi-

parte della Colonna Il Plinto vuole fia fiuto a fefta, cio non quadrato come tutti gli
altri, ma rotondojfe bene il Serlio fi dilig'^nte oflervatore delle antiche Fabrithe, aiTerma

Aliaco

da tutti

appunto fon

s'

Colonne Trajana
per Tofcane fono

Capitelli delle

le quali

folo parte della Bafe, eflendo negli altri

aff^'gia

be da fprezzaifi, quando non

que, dopo avere degli altri tre Ordini da' Greci inventati ragionato, che la Bafc , alta mezzo diametro, avr tre membra: il Plinto, il

ne

Cimbia parte fempre della ColonOrdine fecondo lui parte

per in quefl'

della Bafe; la qual* interpretazione

to, nel miglior modo, che a noi pofTibile fia,


ci fludieremo d'interpretare. Die' egli adun-

Toro,

effer la

della

Colonna

in

Cima, ma

nulla ftabilifcedel*

altezza loro, dicendo folamente, che

moduli alte

Opera

effcr

devono

dove faranno

('')

tanti

quanti la grandezza dell*

pofle

richieder

Poi

(e)

fopra quefli travi e fopra li mitri y tralafciando di


parlare del Fregio, pone egli certi menfoloni, che fportano la qu<i ra parre s^ altezza
della

Colonna

nelle tefc de' quali vuolefia-

adornamenti. Qiiali per gli adorno


namenti efser debbano, non con altro a noi
lo dimoflra, che con li parola antepagmenia y
quale in queffo luogo vien prefa per ador1:1
namenti. Dice per in altro luogo.* (j adorinfilTt gli

nano gli Front ifpicj loro confiture di terra coita y


dorate alla maniera de' Tofcani ; onde fi dichiara la cola un poco pi , f bene non piena-

mente.

Ma

fi

fufscro altres

pu per avventura credere vi


Corona ,e l'altre parti com-

la

ponenti un'intiera Cornice, f fopra vuol Vitruvio, fenza altro interporvi , fia il Timpano collocato Tralafcia egli parimente di pref.

crivere mifura di quefli

adornamenti

ond' io

interpretarfi in tal guifa quefto luogo nato

difegnata ho la Cornice fenza numero alcuno


di proporzioni. A Vitruvio nella Tavola di
queft' Ordine non fi vedr, come nelle fufseguenti, unito 1' Alberti , che di tal' Ordine

che molte Fabriche

non

tolto la terza al Collarino con


:

L.

4.

7.

(e) Sopra trailer

()

L.

j.

C.

7.

Anello

ove fono

{>) Tertia Hypotrachtlh


(b)

tali

um

Dal non

Capitelli

Afifag/io

Sinr ahiitidinii tneJu'ii

&

tratt,

come

fopra abbiamo accennato

6f Apopfiygt
<]ui a magnitudine cptris pofiulabantur
y

Ut

hiJ'-m.
fupra parietfs
Ornantqtie fgnir fifilibut iii,iuraiii e/trum Fafigia Tufonico more
,

Ordine

'

,,,

ORDINE TOSCANO.

Ordine Tofcano del Palladio

CAPO
ORano

XIV

eh' abbiamo confiderato, quale intorall'Ordine Tofcano fofle l'intenzio-

Ordine Tofcano dello Scamoz^i

di

damenti

del loro

Maeftro Vitruvio non

loro fembr migliore


.

E veramente non

f lo

modo

difco-

che
formanandarono

ftandofi, di proprio ingegno nel

do

quarta parte di tutta l'altezza della Colcn


na. L'altezza del tutto fi divider in parti ditcinove^e mezza, manco un terzodidiciottefmo , e
d'una di quefte fi former il modulo divifo ia
parti dieeiotto, come nella Tavola VII.
la

Vitruvio, rilevandola nel miglior modo


eh' abbiam potuto, da quelle poche parole, eh'
tgli cilafci,pafleremoa confiderare anco quella de' noftri moderni Autori, i quali da' fon-

ne

folo in quefto

ma

negli

Ordini parimente, operarono tutti, come


apparir, con ottima fimetria, e quel chetali
confiderazioni pi profittevoli ed utili render ,
tutti uno dall' aUro diverfi e di proporzione ,
e di forme , ma tutte belle , tutte piene di grazia , tutte compofte con leggiadria , onde far
libero a" Profeffori di queft' Arte ad uno o
all'altro Autore indifferentemente appigliarfi,
C non folo fodisfare al genio , ma anco alli
varj accidenti, che nell' operare occorrono , accomodarfi Poffibile non mi fu , come fopra
abbiam detto, olTervare ordine cronologico , il
che troppo impedita avrebbe 1" intenzionmia,
la qual fu , che que' due Autori , quali pi tra
loro fiano fomiglianti , per maggior comodo
degli Studiofi afleme accoppiare. Ora venen"
do al Palladio, egli due maniere di fagomein
altri

queft'

Ordine

ci

propone; ond'

io quella n'

ho

, che pi elegaiTte ho giudicata, e pi diveifa da quelle degli altri Autori. In vece di


Piedeftallo pone un Dado, come nel Sanmi+

prefa

cheli veduto

abbiamo , che far alto un dia*


metro, e groflo pi della fua altezza quattrd
decimi. La Bafe far mezzo diametro, e avr
due membra; il Plinto, e '1 Toro; lafciando
(diverfamente da Vitruvio ) la Cimbia al Tronco della Colonna, eh' egli fa di fei diametri
fminuendolo ,come prefcrive Vitruvio, la quarta parte nella fommit
Il Capitello pure
la met del diametro , ed ha fette membri.- ii
Collarino, un Liftello, una Gola, uri' altro Liftello, r Abaco , una Gufcia , e
Orlo Lo fporto
unfefto di diametro, L' Architrave, che avr
d' altezza un duodecimo pi di mezzo diametro
far di due Fafcie comporto con l'Orlo. Il
Fregio riftretto, poich queft' Ordine cos
maflcio non richiede intagli , et ha d' altezza fette duodecimi
La Cornice , eh'
di molto belle parti, e affai macftofa e foda
alta due terzi et un diciotrefmo, con fette
membra ; una Gufcia, un Liftello un* Ovolo , la
Corona, un'altro Liftello, la Gola diritta e
l'Orlo Il fuo Agetto fi pareggia all'altezza. L*
Architrave, Fregio , e Cornice fon minori del.

CAPO

XV.

quanto dagli altri diverfo I' Ordine


Tofcano dello Scimozzi il quale molto pi
degli altri Autori ornato lo va formando nella
Cornice, nel Fregio, e nell'altre fue parti. Fa
egli il Piedeftallo alto due diametri meno un*
ottavo, dividendolo in tre parti, Bafamento ,
Dado , e Cimacia Il Bafamento , alto mezzo diametro, fenza membri .Il Dado ha d'altezza un

ECco

diametro , e di larghezza un terzo pi La Cimacia tre otta vi di diametro, avendo di fporto


quali un' otta vo di diametro per parte , con q uattro membra ."una Gufcia, un Liftello , la Corona , e 1' Orlo Qiiefta Corona ne' Piedeftalli tut.

ti

peri' avvenire ritroveremo

do

pofciach eften-

Cimacia quella parte,che dalle acque difende il corpo de Piedeftalli , cos aver deve la
fua Corona e Gociolatojo , come hanno le Cornici, onde tutto l'Edificio riman difefo. La Bafe
alta mezzo diametro non comprendendovi egli
la Cimbia ;et ha di fporto un ferto di diametro
per parte. Due fono le fue membra; Plinto, e
Toro. Il Tronco della Colonna con le Cimbie, e
la

Aftragalo fei diametri , e ancora , quando fi


voglia , fei diametri e mezzo. Si diminuifce un
quarto di diametro, come infegna Vitruvio. Il
Capitello, alto mezzo dia metro, ha fei membra;
il Collarino, un Liftello , un Tondino, un' Ovolo , 1 Abaco, e l' Orlo, o Cimacio Tanto largo f r
r 1* A baco, quanto la Colonna da' pi,ci(;un
diametro,e fuori di queft'Abaeo un poco di fporto avr il fuo Cimacio. Mezzo diametro, e mezzo duodecimo alto l'Architrave, che ha quattro
1'

membra; due

Fafcie,

un

Liftello, e 1 Orlo.

Il

Fregio , comprefa la lifta ,che ferve di Cimacio ,


alto poco pi di due terzi di diametro. Di quefto Fregi o d ice r A u tote f piano , et a diritiura del
mezzo delle Colonne fi mettono certi panuzZ' de*
quali fi pu dire che intendejfe Vitruvio pmlanao
della prima maniera de' Tempj di quefl* Ordine
La Cornice alta quafi due terzi di diametro
con dieci membra una Gufcia , un Liftello, un'
Ovolo , una Gufcia , un Liftello , la Corona , un
Liftello, la Gola diritta , un'altro Liftello, e 1*
Orlo. Il fuo fporto pari all'altrzza II Piedeftallo alto la quarta parte della Colon na,come parimente r Architrave, Fregio, e Cornice. Tutta
1* altezza fi divider in parti vent'una ,e cinque
fefti,e d'una di queftefi former il Modulo divifoin parti dieeiotto, come nella Tavola VII.
OrJin:
:

2E

-^

^Vo

ORDINE TOSCANO.

52

Ordine Tofcano del

dulo divifo
vola Vili.

Serl'to

C A P O XV

diciotto parfi

come

Ta-

nella

I.

Ordine Tofcano del Vignala

Molto

pi fchietto e femplice di quelli , che


abbiamo inanzi veduti , queft' Ordine
Tofcano delSerlio, eflTendo formato di poche
parti, ma grandi e mafllccie. Egli nonpalefa
da quale antica Fabrica 1' abbia prefo , e non
dice pure d' averlo efso inventato. In molte
cofe accordafi con Vitruvp, in molte altre da
lui s'allontana. Fa il Piedeftallo di tre parti,

Bafamento

Dado, e Cimacela , ma

tutto qua-

Da-

dro e fchietto e fenza membri. Vuole


do tanto largo ed alto,quantoIargo'l Plinto
della Bafe , e da ci la proporzione di quefto
Piedeftallo egli nomina quadrata. Il Bafamento e la Cimacia faranno la quarta parte d'eflb
Dado, cio cos l'uno, come l'altra quafi tre
ottavi di diametro. Sopra quefto Piedeftallo far la Bafe alta mezzo diametro , comprefa la
Cimbia. Avr tre membra; il Plinto il Toro,
eia Cimbia. Il fuo fportoin quefto modo fi ritrover. Sia fatto un circolo d'un diametro, e
pofto quefto circolo in un quadrato pur d' un diametro, formifi un'altro circolo, che tocchi l'eftremit degli angoli del quadrato ; e quefto parimente pofto in un altro quadrato, quel quadrato a ppunto , che da quefto circolo rifulter , far
la larghezza e lunghezza del Plinto. Neil' altezza del Fufto '1 Serlio da tutti gli altri diverfo, perch detto Fufto fecondo lui non deve elfer maggiore di cinque diametri, venendo
cos ad elTere fei diametri con Bafe, e Capitello.Qiiefta proporzione die' egli eftere uniforme alla proporzione, che ha il piede umano
col rimanente del corpo, eh* d'elfo la fefta
parte. Una grande utilit da tale proporzione
deriva, cio fodezza e robuftezza maggiore, la
quale pi che in ogni altr' Ordine in quc-fto fi
defidera, comequello, che fotto gli altricollocato. Il Capitello far alto mezzo diametro,
con quattro membra: il Collarino, un Liftello, 1' Ovolo, e l'Abaco. L'Abaco ha di fporto
un'ottavo di diametro per parte, venendo cos
a riufcire quale fi vuole da Vitruvio, cio tanil

la Colonna da piedi.
Architrave , che molto fodo , 1'
altezza mezzo diametro, e due fono le membra: una Fafeia, e 1' Orlo. Eguale 1' altezza del Fregio , un quarto di cui far la Fafeia

to largo, quanto grofsa

Dell'

che ferve diCimacio. La Cornice , alta parimente mezzo diametro, ha tre membra: una
Fafeia, la Corona, et un Bottaccio, che ferve
per Scima L' Architrave, Fregio , e Cornice
fono la met della Colonna. Dividefi turta 1'
altezza in parti diecinove , e due diciottefimi
e mezzo, e d' una di quefte fi former il Mo"
.

CAPO

XVII.

Vignola non aver nelle AnFabrica alcuna ritrovata


d'Ordine Tofcano, da cui ritrar potefse regola certa per formarlo, per fuori di quel poco, che ne lafci feritto Vitruvio , egli fi di-

SI

protefta

tichit di

il

Roma

chiara averlo tutto di propria idea lavorato.


Infatti riefce molto bello, la grazia con la fodezza accoppiando, e ci che fa pi al propofito
noftro, da tutti gli altri differente; imperci

che non credo poterfi ricavare dagli Studiofi


maggior giovamento, che dall' ofservare la diverlu,chepafs3 tra buoni Autori, e le diverfe loro buone maniere, imbevendo con ci la
mente di belle e variate idee, e prendendo facilit di mutar partiti , per adattarfi fecondo
occorre a' fiti, e a tant' altre necelfit, che poffono a chi opera apprefentarfi Ma per venire alle particolari parti di qucft' Autore, il Piedeftallo alto due diametri e un terzo , ed
largo un diametro e tre ottavi. Ha tre parti:
Bafamento , Dado, e Cimacia, Il Bafamento ha due membra; un Zecco, e un Liftello ;
et ha d' altezza un quarto di diametro. Il Dado alto un diametro e cinque fefti, e la Cimacia un quarto , come il Bafamento, della
quale parimente due fono le membra ; una
Gola rpverfcia, e 1' Orlo. La Bafe in tutto
.

all' altre

fomigliante, e avr d' altezza mezzo

diametro con la Cimbia. l Fufto della Colonna far fei diametri , e fi fminuir poco meno d' un quinto di diametro. Alto quanto la
Bafe far il Capitello, che avr cinque membra il Collarino, un Liftello, l'Ovolo,
Abaco, e 1 Orlo.L' Abaco far largo un diame1

tro ed

un

fefto; e pi

mezzo duodecimo di

dia-

Orlo. Mezzo diafar r Architrave, con due membra una


Fafeia, e l'Orlo. L'altezza de/ Fregio, che far fempre fchietto, e fenza intagli , fuperer
d' un duodecimo di diametro 1' altezza dell*
Architrave. La Cornice alta due terzi di diametro, et ha di projettura tre quarti, della quale fei fono le membra: una Gola roverfeia, un
Liftello, la Corona, un' altro Liftello, un Tondino, eun Bottaccio, ch' la Scima come nel
Serlio abbiam veduto. Il Piedeftallo la terza
parte della Colonna ; e 1' Architrave, Fregio,
eCornice fono la quarta parte. Si divide tutta
l'altezza in parti ventidue et un fefto, e d*
una di quefte fi forma il Modulo divifo in
parti dieciotto, come nella Tavola Vili.

metro
metro

far la larghezza dell'

ORDINE TOSCANO.

54

De^J' Intevcoloitnj y Archi ^ et Impoje


cieW Ordine Tofcano.

CAPO

XVIII.

Cinque

m.iniere d'intercolonn) ci fono da


Vicruvio infegnate, che d' efse favellando adoper i nomi Greci , de' quali per efsereormaici comunemente in ufo apprefso tutti gli Scrittori , io parimente fon coftretto fervirmi. La prima chiamafi P^fw^yojjet ha di
larghezza un diametro e mezzo ; la feconda
fikeSyfyloSy et di due diametri. GTIntercolonnj di quefte due prime maniere Vitruvio
chiama vizioj per efsere troppo angufti. Eujy-

chiamata la terza maniera , bench egli in


ultimo luogo la ponga, quale di due diametri et un quarto; et da lui la pi bella ed e-

que duodecimi di larghezza , il che facentfcfi


cos nano e fproporzionato l'Arco rimarrebbe,
che parmi impoflTibile fofhe mai tale 1* opinione d'Autor s grande , e in ogni cofa s regolato. Ma ci pi chiaramente fi manifella mifurando i medefimi difegni, co' quali nonpoffono certamente le fegnate mifure accordarfi ,
altra larghezza in eft non capendo, che di
quattro diametri e cinque duodecimi, fecondo
convenevolmente larga ella
la qual mifura
luce riufcendo, e affai bene alla notata altezza corrifpondendo , fi vede chiaro quella effere fiata dell' A utorc 1' intenzione
Notato
ci, che pur era neceflrio avvertire, le mi.

fure del Palladio profegui remo


za

La larghezun diametro, ed un trentecinque felli


il
che non arriva al,

del Pilaflro

los

fimo pi

legante fra tutte 1* altre reputata. Dafiylos


quarta, eh* di tre diametri; e Tultimas*

efT Archi
I Memfono larghi un terzo, e un declino di
diametro , e gli Archivolti un poco meno
Dall' altezza de' Membtetti quella fi prender delle Impelle, che fporgeranno poco pi d'
un quarto di diametro. Ne propone egli due

la

apella Arcojiylos cio una didanza libera a piacimento; e quella pi, che qualunqu' altra,
, com' egli ancora avverte, all' Ordine Tofcano convenevole, nel quale facendofi (come
abbiam gi detto) gli Architravi di legno, potranno elfi anco in maggior diftanza porti reg-

gere affai bene. Una cofa per notar qui fi de


ve, ed , che quando Loggie fi facciano di
pi Colonne, Io fpacio di mezzo eflere deve-

fempre

degli altri alquanto

maggiore,

cos

per ifchivare, che dalle Colonne occupate non


rimangano le Porte, e gli ornamenti loro,
come perch ci facendofi,! afpetto della medefima Loggia affai pi graziofo verr a riufci
re
Ma per difccndere a' noflri Autori , ri'
trovo, che tutti nel fare gli Architravi di le^
gno della miniera ^irro^j/oj-fi fervi rono. Quando per gli Architravi fi faccianodi pietra , vuole
il Palladio, che non eccedano la maniera Dia'
flylos , cio tre diametri ; come pure adoperano
la medefima maniera Diafylos lo Scamozzi, e
'1 Vignola
fan, con quefta differenza , che li
no ancora di due diametri ed un terzo. Ter
minate le proporzioni degf Intercolonnj, quelle ancora degli Archi di quell'Ordine affegneremo. Vitruvio non parla in luogo alcuno di
.

tali

Archi ornati cqn Colonne,

ma

la de' Portici della Bafilica, della

bens par-

Paleftra

d* altri, de' quali a' noftri

tempi fovcrchio farebbe il ragionare Dal Palladio per cominciando, eg;li vuole la luce d'effi Archi alta fette diametri , e due terzi , ma circa la larghezza, io tengo per certo, che nella prima edizione del Francefchi cadeffe errore, dalla qua.

le

fi

trasfufe ancora nella feconda del

peilo, per cui le

Notanfi

in

medefime

quelle tavole

fci

Caram-

tavole fervirono.

diametri, e cin-

la terza

di

parte della luce d'

bretti

fagome,le quali hanno fette membra per ciafcheduna Nella prima fono una Fafcia , una Gola roverfcia , un Liflello, la Corona , una Gufcia, unLillelIo, e l'Orlo; e nella feconda una
Fafcia , una Gufcia, un Liflello , una Gola
diritt-^ , un Liflello, una Gola roverfcia , e l'Or.

lo.

Veniamo

Autore

la

allo Scamozzi. J^econdo quello


larghezza dtUa luce quattro diame-

ed un terzo; e 1' altezza otto diametri, e


mezzo, ed un trcntefimo di pi. I Pilaflri faran due diametri ed un terzo, cio pi della
met dell' Arco , le Alette due terzi, gli Archivolti poco meno di mezzo diametro, fa egli
la Serraglia dell' Arco alta cinque felli , e larga un terzoet un duodecimo nel pi baffo. Due
Maniere d* Impofle fempre ci propone una
Di
la chiama maggiore, e l'altra minore.
3 uefla fi fervi negli Archi fenza Piedeflallo,
eli' altra, quando pone il Piedeflallo. Ci fu
a mio credere un'ottimo penfamento, perci
tri,

che fcnza Piedeflallo


te far di

minore

il

altezza

Membretto certamenImporta
, onde un'

pi baffa e pi gentile vi fi richiede. Dove all'


incontro ponendovifi Piedertallo , maggiore verr ad effere I' altezza del Membretto, da che
ne rifiilta , che fimilmente pi ricca e pi alta Importa far convenevole- La maggiore
alta poco pi di due terzi, et ha nove membra: due Fafcie ,vna minore, e l'altra maggiore, una Gufcia , un Liflello , una Gola
diritta, un'altro Liflello, la Corona, un' altro Liflello, e r Orlo; ha di fporto un quin-

La minore ha parimente nomembra: unLirtello, e un Tondino, che


fono gli Aftragali del Membretfo , il Collari-.

to di diametro.

ve

no,

ORDINE Tose ANO.

55
o, un LiftelIjUiu GMa diritta, un Liftel- ^lattro dianwtri fieno gli Archi.
Altre Im poJo, la Corona, un'altro Liftello, e V Orlo.
rte non fa che quadre
fenza membra .
, e
Ha d fporto un fedo di diametro, et alta FmaJmente il Vignola fa le Impofte con tre
nove ventefimi.Gli Archivolti fono larghi am-' fole membra: un Liftello, la Corona
1'
, e
bidue, il miggiore qiiafi mezzo diametro, e il
Orlo. Alte le vuole quanto! Membretti , cio
minore un terzo, et un decimo, avendo ammezzo diametro ; ma negli Archi fenza Piebdue le ftefTe membra, che fono quattro.- due
deftallo fa cos li Membretti, come le
ImpoFafcie, un Liftello, e T Orlo. Altri due Aufte , che fono fchiette, alte folo un
quarto di
tori ci reftano a vedere: il Serlio, e '1 Vignodiametro Non ho parlato d' intagli
che a
,
la
Il primo fa li vani degli Archi di due larqueft' Ordine, il quale eflr develifcio e fchiec.

ghcMC,

Pilaftri la

nxet

della

larghezza d'

Archi , e 1 Memhretto I* ottava parte


cio mezzo diametro ; poich vuole, che di
cl

to, farebbono fconvenevoli


tro a' quali

membri

efli

noteremo diftintamente.

Negli altri quatconvengano,

intagli

ORDINE DORICO
DEL
A N M
C H E L

CAPO

XIX.

continuare l'ordine che dalla robuftezPErza maggiorede


Colonne 3J)b.amoprefo,

ro poi

daremoil fecondo luogo ali Ordine Dorico, il


quale dopo il Tofcano di tutti gli altri il pi
malTiccio 'Ipifodo. Di tal* Ordine affai fre-

lamcnteanTaitcmpodopo lui il PeJoponnefo occupato fu da que' popoli, i quali ufciti da' Regioni della Teffaglia come fi legge in Erodoto nel
,
i-einStrabone nel 8., prima di fermare in Peloponnefb l'abitazione e *1 Regno loro, qua e la
peregrinarono, ora altri cacciando, et ora da al-

le

quentemente il noftro Autore fi fervi , che veramentel'ha con grande feliritadoperato. Negare non fi pu , che per Porte di Citt ,. Cortili , e
Loggiee fimili cofe non fia di tutti gli altri il pi
adattato e '1 migliore , eflendo robufto alfieme ed
ornato, pieno di grazia e di maeft in tutte le fue
parti , ma nel Fregio particolarmente, dal quale
molta vaghezza alle Fabriche deriva , con diletto

, del quale parla Vuruvio


, non potea mai
edificarein Argoun Tempio a Giunone, f fo-

tri vinti

e cacciati,

come oltre

Erodoto fi trae da Platone nel

licitato libro d*

Leggi , e da
Tiicidide in un* altro luogo del l. libro , ove
fcrivefoIo6o anni dopo la rovina diTroja ave9. delle

re i Dori la Morea poffeduta


Ma f quelle
genti dal fudetto Doro apellate fuffero Doriche
o Doriefi, trovo in ci difcordi Erodoto, eStra.

infieme e meraviglia de* riguardanti Dell'origine di quell'Ordine , come di tutti il pi antico,


affai malagevole, cofa alcuna ftabilire Vitru.

vio

(")

lo attribuifce a

Doro figliolo d'Elleno e d

Optica Ninfa , Re fecondo lui dell' Achaja e del


Peloponnefo, oggi dette Livadia, e Morea , che
primo di tutti alzando in Argo un Tempio a
Giunone di quefta maniera , in efl il nome traffufe

All'incontro inoftri Italiani Scrittori, fu

molte autorit de' Greci fondandofi, vogliono


che fufletal' invenzione porta inufo da popoli
Dorici in tempi affai lontani da quelli>del Re

grande) e m creder quel Doro Re del Peloponnefo,cch ivi alzato egli aveffe quel Tempio,
onde fecondo lui ebbe il nomel'Odine Dorico,
qual giudico foffe di qitel Tempio pm antico affai In fatti antich.ffimi effere fiati 1 Popoli
,
che Dorici o Doriefi nomati furono da Doro figliolo d' Elleno, ricavo da Tucidide,

il quale dice
genti condotte da Elleno e da' fuoi
Figlioli {i chiamarono foli Elleni , cio Greci , e
che non tutti i Greci con un cognome folo chiamati furono da Omero , ma i foli difcendenti di
coflorojche vennero di Ptiotide con Achille;

nel

che

I. ,

le

ed Erodotto nella Clio nomina come delle pi


antiche di Grecia la gente Dorica e l'Jonica. Che
pofcia Doriefi ftudiofiffimi fuffero d Architettura, fi legge in Stabone nel 14. i*) QiieiDoi

bone. Dice quefli parlando

d" elfo

Doro

e de'

Doriefi e quelli , che a f fopravijfero , cosi da [e


chiamati lafciolli
Et all'incontro afferma Erodoto,che que' popoli folo dopo effer venuti
nel Peloponnefo nominati fuffero Dorici , avendo poche parole avanti fatta gi menzione di
:

Doro

figliol d'

Elleno , che ancora fecondo

lui

veniva ad effere ftatoReloro molto tempo avanti , cio mentr'erano ancora in Teffaglia , ponendofi da Erodoto quel Regno di Doro in

tori , e fcrivendolo apeftamente Strabene, t")


chequell' Elleno era figliolo di Deucalione, ne
fjegue, che non poteva Doro,ilqual vifse molti
, aver regnato in Peloponnefo , n
aver f.ibricato quel Tempio aGiunone, dal
quale vuol Vitruvio, chi: 1' Ordine Dorico a-

fecoii avanti
ivi

vefse il

re a

nome, e r

me

origine. Che che fia di ci, paquafi certo, che s'inventafse il Dori-

co (qualunque fufsc

il tempo, o l'Autore di tal*


invenzione) per lo divin culto, e che il primo
Dorico Edificio fofse un Tempio ficuramente;
s perch molti famofiffimi Tempj de' Greci
leggo in Strabone, in Paufania,ein Vitruvio effere fJati d' Ordine Dorico, s perch ne' Fregi
di quell'Ordine, come fi vede negli antichi mo-

numenti,

fi

fcolpi vano cofe, le quali folo a' Sacrificj

(a)

P'tma iS

(jl)

DeueaUomt fiUam

Dofitafjl nata-, namque Achaja^ V<opontt.foque tota Dorur HtlUnii > <& OptUot
NHpi> Filius regnavit i ifque Ar^ir vetnfto CivitaifJ unonis lemplum adificvil ejutj,emr$i &(. I. 4. e, 1.
(b) Hoc in loco. . . fwnmum judium futi circa Arcbteffor,
{e) Sibique fuptrfiitis a f vocilo! reiquh lib. %,
/iHtiquitut

HilUmm

fuijfe lib,

g.

m'^i'
III I IIIIIIIIIIIII I1 II

iiiii

ii

ii!iiii i iiiffiiiiiiiiiii

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i

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iiiii i iiiiiiiiii

n'

^^^^TTT^

Twwi^^"inp

Tw^*^^

4n'Mi^''v*

"|wr

ORDINE DORICO.

5S

appartenevano, come Patere, teftefpolcon ferti e ghirlande,* le quali


cofe ftate cos farebbono
que' tempi ad un
profano Edificio, come ne' noftri ad un facro
(convenevoli. E veramente chi adefsounaChiefa
di quell'Ordine a fabricare intraprendefse, in.
afsai biafimevole impropriet incorrerebbe, f
crificj

pare di Tori

ne' luoghi al divino e vero culto deftinati cofe


framifchiafse, che olezzino di Gentilefimo. In

quefto pecc Bramante per la libert di que*


tempi, ne' quali troppo amore porta vafi ali*
antichit.

Nulladimeno ilnoftro Autore

nelle

fagre F.:briche h.icongrandifllmogiudiciofchifate tali fcon vene voi ezze fenza togliere alcuna

componimento, come in Verona nel Campanile di S. Giorgio fi pu vedere,

delle grazieal

dove con ottimo fopraornato Dorico ha


inferiore adornata

la

parte

Qiiivi in vece di Patere e te-

Tori ha egli nelle Metope intagliati Calici,


Manipoli, Turibuli , ed altri flromenti , che
ne' noftri facri riti s'adoprano, in guifa tale , che
con grandifltmo diletto e degl' 'Ignoranti e di
quei , che fanno , e tolta fi vede qualunque
impropriet, eapparifccn*!!* Opera tale ornamento e leggiadria, ch'eflTa pu con la bellezza delle antiche Ilare in paragone. Da' Tempj
pafs queft' Ordinead eflere per Teatri, ed Anfiteatri adoperato; pofcia indifferentemente per
ogni forte di Fabriche fu pollo in ufo , ma particolarmente per Arfenali, Zecche, PortediCitt,Moli ed altri fimili Edificj , a nelTuno de*
quali elfo maidifconviene per lefue belle proporzioni e giuda fimetria, e per la robuftezza,
che ha di foftenere fopra f altri Ordini pi dilicati, quali aflai bene fempre col Dorico fi confanno. Far fi polTono di quell'Ordine Colonnati
femplici e com podi ancora, cio con Archi, nelle
quali due forti di Colonnati fempre avvertenza
aver fi deve,che vengano Triglifi a cadere (pra
le Colon ne, come nella Tavola X. fipu vedere.
Negl* Intercolonnj de' Colonnati fempiici, fecondo il Sanmicheli , fi ferver la maniera PycMojylor , e Diaflylos nell' Intercolonnio di mezzo;il che facendofi, giufti caderanno Triglifi fopra le Colonne Il Piedeftallo vuole egli alquanto maggiore della terza parte della Colonna, e r
Archi tra ve, Fregio, e Cornice un diciottefimo
pi dellaquarta parte. La luce degli Archi far
di cinque diametri in larghezza e dieci in altezza ;
fte di

e in queftaguifa refteranno appunto iTriglifi nel

luogo ad

convenevole. Alta una volta pi che


luce della Porta; e la larghezza di
poco ecceder tre diametri.
diametro d' altezza e poco pi far tutto 1' Ornamento, cio
elfi

larga far

la

Un

Architrave, Fr/^gio, e Cornice. Dalla lunghezza della Cornice dee trarfi regola per lo Frontifpizio ; impcrcioch fatte d* effa lunghezza
quattro parti e mezza , da una di quelle par-

Le A letCi former
o Membretti faranno trequarti di diametro,
onde verranno a riufcire a bafianza mallccie. I
Pilaftri faranno larghi mezza la luce degli Archi, e leColoone un quinto d* efla luce. Qiii
parlerei delle Impofte, f pi opportuno luogo
per trattarne non credeflTi il C. 26.dovequantod'
efle fi legger potr con la Tavola rifcontrarfi
Ma ad ima ad una le parti di quefi' Ordine fecondo il Sanmicheli poniamoci ad efaminare. Il
Piedcflello ha tre parti
Ba fa mento, Dado,
eCimacia. Il Bafamentofar mezzo diametro,
con cinque membra; un Zoccolo, due Lifielli,
una Gola diritta , et una Gufcia e far il
fuo fporto poco pid* un fello di diametro Intagliare fi potrei Bono la Gola e la Gufcia; e
cos andremo di mano in mano accennandole
membra , che fi pofTono intagliare, non inten
dendomi per, che intagliar fi debbano tutte le
membra da me fuggerite,ma il giudiziofo Architetto, ora l'uiia andr fcegliendo, ora 1' altra, o a piacer fuo, odovendofi uniformare alla
minore o maggiore richezza dell' opera , che s*
ti

l'altezza del Frontifpirio

te

intraprende. II Dado fchietto ; et grofl


quanto largo il Plinto; e far alto un duodecimo meno di due diametri In elfo Dado
fono difegnati gli fpezzamenti della Porta , Architrave, Fregio, e Cornice. L* Architrave col
.

fuo Cimacio ha d'altezza tre duodecimi e mezJ50 di diametro; ed ha fette membra ; due Fafcie, un Lillcllo, e 1' Orlo, una Gufcia , un
Liftello, ed un Tondino. Il Fregio alto tre
ottavi di diametro, e alta poco meno far la
Cornice. Il fuo fporto due noni e mezzo di
diametro ; et undici fon le membra: cinque Liflelli, unaFafcia, un'Ovolo, due Fafcie da un
Liflellodivife , che fervono per Corona , la Gola
diritta , e l' Orlo La Cimacia del Piedeftallo far minore alquanto del Bafamcnto, ed avr cinque membra: una Gufcia , un Liftello, la Corona, una Gola roverfcia , e l'Orlo. Lo fporto
far duenonie mezzo di diametro. Ancora nella Cimacia intagliare fi potranno, come nel Bafamento, la Gufcia, e la Gola. Gli Antichi a
queft' Ordine non dieder Bafe, comeda' Monumenti ficonofce,iIche grato all'occhio non
nufcendo,fupp!irono buoni Moderni con la
Bafe detta da Vitruvio Attica , o Atticurga Alta quefta mezzo diametro, con fei membra: il
Plinto, il Toro, un Liftello, un Cavetto, un*
e
altro Liftello, '1 Baftone o Tofo fuperiore.
Avr di fporto poco pi di due duodecimi e
mezzo; e fi potranno intagliare il Toro, il Cavetto , e '1 Baftone. Il Tronco della Colonna
avr d'altezza, comprefi gli Aftragalie laCimbia , fette diametri ; ma perch deve adornarfi
e non cos nudo e lifcio rimanere , come nel Tofcanojs'adoprinoper adornarlo le fcanalaturc,
.

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O R D

6o

N E

pi graziofa e regolata maniera


d'adornamento, che intorno ad una Colonna
ufare fi poifa , fconvenevoli effendo tutte l'aile qiialilfono la

come da

noi nel Capitolo dej^li Alntfi s'


dimoftrato. Vari modi di quelle fcanalature rimafcro nelle antiche Fabriche, e fono da Vitruvioinfcgn:ue, onde noi a ciafchedunode'fufleguenti Ordini uno Tempre diverfo ne andrem
ponendo; e in quefta guifa f non tutti, almeno quafi tutti qui raccolti cotali modi verremo
a dimoftrare. Sar il primo , come appunto a
quell' Ordine , che fra tutti '1 pi fodo, fi
conviene, poco cavato; e la forma dell' incavo fi
vedr nella Figura a delira del Piedcftallo, neltrt

quale una punta del Triangolo fervir per


centroal circo lodell' incavo, chedovr toccare
ambedue I' altre punte del Triangolo con le
fue eflremit.Qiiefti canali fono ventiquattro,
come fi ha nella pianta della Colonna , e fono
larghi poco pi d'un duodecimo d diametro,
Ma perdefcrivere le proporzioni generali di q ufle fcanalature (gi che in altro Itiogo non ne
abbiamo ragionato) diremo primieramente,
che non dovranno in una Colonna eflr mai
meno di venti canali , n pi di vent'otto.Opporre mi fi potrebbe, che ne permetta Vitruvio
fin trenradue;il che pufarfi ,lafciandofii pianuzzi: ma co' pianuzzi e tanta quantit di canaii fi vede chiaro , f le Colonne troppo per
cos dire fminuzzate verrebono a rimanere. Avvertir fi deve, che da' canali, f in minor numero fono , e meno incavati , rifulta maggior
fermezza, e f in maggior numero e pi inca
vat', maggior vaghezza e leggiadria; onde pi
numerofi e pi incavati eflTi fieno nelle Fabriche pi nobili e pi adornate, ed all' incontro
la

nelle

men

nobili

meno

incavati e di

numero

minore. Li Pianuzzi, che fono tra canali, farannoo poco pi tl terzo d'elfi canali, o non
mai minori della quarta parte. Diverfe maniere
di quelli canali veggono negli Edificj antichi , e ne' moderni ancora ; /mpercioch parte
per tutta la lunghezza della Colonna, e parte
fon cavati per due terzi fola men te , reflando
la terza

pi balTa parte cos ripiena,

come

dentro fufTe un ballone; il che oltre il difendere li pianuzzi, che fcantonati non fieno e
guaiti, apporta alle Colonne un grandilfimo
adornamento. Qiianto ora abbiam detto, fervira per general regola di tutti gli altri Ordini
ancora, e pafTeremo intanto ad offervare il Capitello, Architrave, Fregio, e Cornice. Otto
fono le membra del Capitello, alto mezzo diametro: il Collarino ( dove fogliono intagliarfi
quattro rofe, le quali fervono ordinariamente
per dillinguere quell'Ordine dal Tofcano, ptendo di leggieri avvenire, che per la troppa

DO K

C O.

fomiglianza
nelli, un'

uno con

Ovolo,

Abaco, una Gola

I*

Di

fcia, e l'Orlo

l'altro confondafi) tre

qucfle

membra

fi

poflono

Gola rovcrfcia La
intagliare
maggior larghezza dell' Abaco, con lo fporto
del io Cimacio , o dir vogliamo dell' Orlo,
un diametro ed un quarto. Mezzo diametro
forma l'altezza dell'Architrave, e tre fono le
membra: due Fafcie e l'Orlo, ajtnmente dctto Tenia, futto il quale a diritto de' Triglifi
facciali un regoletto tanto lungo, quanto lar1'

ghi fono
lequali

Ovolo,

Triglifi

mettono

fi

la

con fei goccie pendenti ,


perpendicolo degli fpigoli

de* canali ne' Triglifi incavati.

Qiielte goccie

da molti fono chiodi nominate, e particolarmenteutili fono per gli Architravi , quali per
quelle goccie (la dove per altro apparirebbono
un poco nudi) rimangono convenevt Imente
adornati
Tre quarti di diametro formeranno
l'altezza del Fregio, ne/ quale fi devono Trii

glifi

e le

Metopc

ripartire. Qiiefii Triglifi

;;1-

non

fignificano e fingono che le tefle de'


Travi, che fporgano fuori del vivo.S*intaoliatro

noinefi due canali interi, e i\e mtiii' ne*


cantoni per far moflra,che in elfi 1' acque
fccH'rendo, dall'ingiuria delle pioggie reftino i
Triglifi ben difefi.Sono elfi alti quanto il Fregio, e larghi mezzo diametro. Di quefia larghezza faccianfi fei p.irti , tre delle quali a* piani

afkgneranno , alli due


mezzo l'altre due, e quella pofcia ,
rimane,
in due parti rompendofi , fra li
che
mezzi
canali
de' lati fi divider- In mezzo
due

rinchiufi fra canali

s'

canali di

a* Triglifi

faranno

zj, ne' quali

s'

le

Metope

intagliano

, cio que'
fpacofe alla Fabrica,

a chi la fa coftruire appartenenti,

come

gi

quello Capitolo. Saranno fempre alte quanroil Fregio, ed altrettunto larghe, dovendo fempre da chi errar non
vuole farfi quadrate. Una difficolt ne rimane, quale , che nelle cantonate , dovcnd( fi
far Loggie con Colonnati femplici, nelle quali femprcunaMetopa,enon un Triglifo, por
fi dee, qualora della folita fua grandezza facciafi
quella Mete pa ,o mezza di qua e mezza di l,
non fi potrcbbono pi allora Colonne fottoporre,o pi fovra la mezzaria delf ultima Colonna
l'ultimo Triglifo perpendicolare non rellerebfi

dific nel principio di

fi fchiver, quando l'ultima


tanto grande fi faccia, quanto lo fpazio,cherelladal Triglifo al vivo della Colonna. (a) Semimetopa fi dice quella da Vitruvio,
(f bene alla met della Metopa non pu ar-

he.

Tal difordine

Metopa

come

infe-

gna Vitruvio,unfol quarto di diametro,

fola-

rivare) quali

Semimetope,

f fieno,

mente a' Pilaftri quadrati , che non fminuifcano, fi deono fovra porre ; ma quando por fi
deb-

(a)

A-

rovc-r-

liem tu txtremit aniulii SemimttopitiJHt imprejfa 4ifidia moduli latitudine. Lib

4.

Gap.

3.

ORDINE DORICO.

62

debbano fovra Colonne, che fminuifcano, allora Tempre la lor grandezza al fovradetto fpazio, eh' dal Triglifo al vivo della

Colonna,

dovr pareggiarfi. Sopra qiieflo Fregio corre


una Fafcia , chiamata Capitello o Ciraacio de*
Triglifi, alto un diciottefimodi diametro. La
Cornice, alta cinque felli di diametro manco

mezzo diciottefimo, avr

dodici

membra .-una

Gufcia , un Liftello , un' Ovolo, un' altro Libello, una Fafcia, (nella quale al diritto fopra i Triglifi fportano i Menfoloni , che propri fon di quell' Ordine, e follengono ilGocciolatojo^ una Gola roverfcia, unLiftello,la

Corona

un' altra Gola roverfcia , un' altro


Gola diritta, e l'Orlo. Nel fofftto del Gocciolatojo fi formano diverfi ripartimenti , ove diverfe cofe s'intagliano a capriccio dell'Architetto, di balTo rilievo per fempre, acci da quelle adornamento e grazia, e
non confufione, all'opera ne derivi. Al diritto de' Triglifi fotto i Menfoloni vuol Vitruvio lib. 4. cap. 4. fi fcolpifcano delle goccie,le
quali fiano fei nella larghezza e dodici nella
lunghezza Qiiefta Cornice avr di fporto affai pi dell" altezza ,
e ci per lo molto
agetto de' Modiglioni , i quali cos ajiitarpof,

Liftello, la

Corona ; il che non folamenacque , e daJle nevi le Fabriche , ma le rende ancora pi adorne e graziofe , e fa parer maggiori le Cornici ; dove al
contrario quando le Cornici poco fportano ,
mozza e con poco garbo l'Opera rimarr. Lo
fparto un diametro e due noni; e fi poflbno
fono a foftener

la

re difende dall'

Ovolo, e le Gole roverfce. AntiGola diritta detta Scima, al dir


Vitruvio lib, 5. cap. 3., tefte di Leoni inta-

incagliare

camente
di

gliare

i\

da qualunque buono Architetto fu praticaDalla men ufitata maniera cominciando,


diremo, che fatte del Tronco tre parti, la
prima parte quanto pi s' inalza , di mano in
mano s' accrefca e fi gonfi, cos per , che
quella gonfiezza maggiore mai non divenga d'
un diciottefimo ed un terzo di diametro. L'ai"
tre due parti poi vadano fminuendo fino alla
zi

ta.

fommit

folcano a diritto de' Modiglioni, dal-

acque fuori fi mandavano; nulladimenocirare volte, ancorch riefca


ottimamente, e dal Sanmicheli, e dagli altri
buoni Moderni fu praticato. Ma efTendoci noi
le quali le raccolte

propofto di neffuna tralafciare di quelle cofe, che da faperfi fono pi neceflrie a chiunque vorr con lode quella bellilTima Profeflone efercitare , ora un penfieroin mente mi cadde, che non avendo ne' Capitoli generali della
diminuzione delle Colonne favellato, fi potreb
be da taluno ragionevolmente giudicar manchevole quell'Operetta, come priva d'una parte, fenza la quale Ilare non pu la buona Ar^
chiterturaj impercioch qual bellezza, e qual
grazia aver potrebbono le Colonne , che con
bella regolata diminuzione dall' Architetto non
fi formaflero? Non iftimo dunque efleie potr
difcaro a' Lettori , fi come non inutile certamente, eh' io qui ne tratti, e parli delle due maniere, con le quali elTadimunuzione e dal Sanmicheli, e da tutti gli altri nollri Autori, an

Colonna, dove

fotto la

Cimbia

fuo raftremamento. In cotal


guifa quella gonfiezza , come dal fovraftante
pefo, onde premute fono le Colonne, cagionata, cofa naturale e propria (a che tutte 1'
Arti tender fempre devono) ralTembrer. L'
altra maniera, che pi comunemente s* adopera, fpiegheremo brevemeiite, dicendo che
fatte , come detto abbiamo , le tre parti , la in'
feriore relli a piombo, e 1' altre due fminuifcano, Qjii forpaflare non fi dee una diligentiflima olTervazione e diverfit, che Io Scamozzi intorno al dividere il Furto in parti vuole fia in ciafchedun' Ordine avvertita, I Fuft
tutti fecondo lui in dodici parti dividendofi ,
tre di quefte parti nelle Colonne Tofcane,
tre e mezza nelle Joniche , e quattro nelle
Corintie a piombo rimaranno. Non da cos
riflretti termini circofcritto nelle Doriche e
nelle Compofite far V operare dell' Architetto , che quel numero di parti , per lafciarle a piombo, elegger , quali fecondo
a quelle proporzioni giudicher pi convenevoli. Quanto pofcia far fi deggia , perch
nelle parti di fopra dilettevole e graziofa riefca

1'

nella

della

far fegnato

la

il

diminuzione, non m' affaticher con altre

parole a dichiararlo , avendo di ci chiara e


diffufamente, e meglio affai di quello, eh' io
far potedl, il Serlio, il Vignola , il Palladio,
e lo Scamozzi trattato ne* libri loro, le regole de' quali per comodo, e profitto de* mici
Lettori nella vicina Tavola fi vedranno efeguite con efatezza Ma non bafia porre tanta
cura e diligenza perch bene diminuifcano 1'
inferiori e fuperiori parti, che Ci deve ancora
trovar modo, come la parte, che fminuifce
con quella, che rella a piombo, o rafirema.fi
all' ingi, congiungafi graziofa men te. Ci facilmente s' otterr, quando formata la parte
inferiore, delle fommit di quelle due linee,
che la racchiudono, fi formi un femicircolo,
in cui terminando la parte inferiore, e la fuperiore cominciando , con leggiadra grazio.

la

unione ambedue congiunte reftino et anno-

date. Efpolla quella dottrina, che pietermetterfi non dovca, per la quale pi opportuno

luogo non ho potuto ritrovare, profeguiremo


lemodinature di quell'Ordine fecondo la mente degli altri Autori.

ORDINE

64

Ordine Dorico di Vtruvio.

CAPO

XX.

Molto

chiaramente e pi difFu fa mente del


coftumt'
da Vitruvio defcritto ij
fuo
Dorico, cui pererporre fecondo la mente fiia,
quanta per me fi pu diligenza ed efatezza
maggiore , non ho lafciato d' adoperare. De'
Piedcialli non parler, gi che Vitruvio non
ci prcfcrive determinata regola per formarne
le proporzioni , Accendo folamente lib. 5. cap.
3. che comporti cfler devono di tre parti, Cimacin , Dado, e Bafamento,e che quello Bafa mento , e quefta Cimacia s' adornano con
Lirtelli , Gufcie , Corone , e Gole , fenza
Ragionando
punto venire alle proporzioni
.

poi de! Podio del Teatro, lib. 5. cap. 7. (il


3uale da molti fi crede lo fteflb , che'l Pieeftallc^ dice eh' eflb Podio alto iia la duode^
cima parte dell' Orcheftra. Per certa regola trovar non fi pu per farne giudi difcgni,
end' io, che prefiflb mi fono di non lavorare
di fantafia ingannando chi legge, ma d'efpor
re con ogni fchiettezzae fincerit la mente degli Automi, quale appunto la trovo nell' opere, o ne'
ftalli

libri

loro,

come pure

n'

ho
ha

tralafciati

efT

altezza

del

Tronco

della

Colonna

fei

Colonne

devela lor diminuzione regolare


peroch nelle Colonne di molta altezza r oggetto all' occhio fi fiT>inuifce, onde
in que' cali necelTaria non tanta diminuzio'
ne, quanta nelle baffe e corte abbifogna.Per
f la Colonna alta fia da quindici fino a venti
piedi , il fuo diametro fi divida in fei parti >
e di cinque di quelle parti fi faccia lagrolfezza di cima, fminuita cos rimanendo la fella
parte. In quelle poi, che fono da venti fino
a trenta, il diametro fi divider in parti fette,
di fei delle quali Ci far la groflezza di cima,
ond' effe fminuifcano un fcttirno di diametro.
Cos in quelle da trenta fino a quaranta il diametro fi divider in fette e mezza ; in quelle
da quaranta fino a cinquanta in otto ; e cos
ordinatamente profeguendo alla maggiore o
minore altezza proporzionatamente la diminudelle

fi

C O.

zione s'adeguer, l CapclJo far mezzo diametro, e avr le membra medefime, che abbiamo nel Sanmicheli vedute ; ma lo fporto
egli non vuole fia pi , eh' un ottavo di diametro; quale fporto dal Barbaro fcarfo e manchevole, e invero non fenza ragione, fu gidicato. Si potranno inragliare il Bottaccio e la
Gola roverfcia. L' Architrave, alto mezzo diametro , avr due membra
una Fafcia , e 1'
Orlo, e pofcia le fue Goccie e '1 Regolctto.
Il Fregio far eguale al defcritto nel Sanmicheli ; ma tre noni e mezzo di diametro alta
far la Cornice, con fette membra: una Gola roverfcia , un Lillello ,
la Corona , una
Gola roverfcia, un' altro Lillello , la Gola
1' Orlo
diritta , e
Tre ottavi di diametro
formino lo fporto della Corona ; e fra quelle
membra fi pofTono intagliare le Gole. L' Architrave, Fregio, e Cornice poco faran minori della quarta parte della Colonna
Tutta 1'
altezza fi divider in parti diecifette, e due noni
d una di quelle fi formei il Modulo divifo
in parti dieciotto, come nella Tavola XIII-

'

Ordine Perico

dell' Alberti

CAPO

Piede-

diametri, e nella fommitla fefta parte della grolTczza da pie dovr fminuire. In'
torno a quelle diminuzioni ci lafcia Vitruvio
un bellifljmo ricordo, il quale fempredovrebbefi porre in ufo. Dice che fecondo 1' altezza

far

P.

tralafciata la dichiara-

zione 1' Alberti, che qui unito con Vitruvio


vedr il Lettore. Come abbiam detto, Bafe
alcuna egli al Dorico non aflegna, deferi vendo in vece 1' Atticurga, della quale io pure
mi fervir , veggendola da quali tutti i buoni
Autori adoperata Ma qui non accade pi favellarne , avendola io gi defcritta nel Sanmicheli.

DO

QUeft*

XXI.

Ordine, che negli altri Autori


il
primo che in quello

fecondo, far

Autore ci poniamo ad efaminare, il quale del


Tofcano non ha trattato. La Bafe, eh' effo adopera, 1' Attica. Aito egli vuole il Fullo
ma nell' altezdella Colonna fette diametri
;

za del Capitello , che fa di tre quarti , ragionevolmente dal Cataneo prima biafimato,

poi dal Cambray, ancorch ne' difegni diquell'


ultimo la mjfura fia di quella minore, che dall'
Alberti

fi

preferi ve

lle fette fon le

D'

menibra

il

effo Capitello queCollarino , una Gola

roverfcia, un Lillello, 1' Ovolo , l'Abaco, una


Gufcia, e 1' Orio.L' Orlo far largo per ogni
parre un diametro et un duodecimo; e di quelle membra fi poffono intagliare 1' Ovolo , e
la Gola. L' Architrave e Fregio fono fimili
a' gi veduti, Quattro felli di diametro fanl*
altezza de-lla Cornice, in cui fono undici membra una Gola roverfcia, un Lillello , un' Ovolo
Modiglioni, un' altra Gola rovefcia, un Lii
llello , la Corona , pur un altra Gola roverfcia
.

un

Lillello

tre

quarti

di

Gola

la

diritta

1'

Orlo

Di

diametro ed un' ottavo lo

fporto di qiie/le membra , tra le quali fi poff )no intagliare l'Ovolo, e jieGole. L' Architrave, Fregio, e Cornice poco eccedono la quarta
partedel Tronco della Colonna. Tutta 1' altezza fi divider in parti diecinove e cinque felli , e

d'una

di quelle

fi

former

parti dieciotto, come nella

il

Modulo

divifoin

Tavola XI II.
Ordine

j
'

1
^

ORDINE DORICO.

Ordine Do/tco del Palladio

CAPO

di quefte

fi

dieciotto,

former

come

il

Modulo

diviro in parti

Tovola XIV.

nella

XXII.
Ordine Dorico dello Scamozv

L*Ordne

Dorico

di queft'

Autorein mol-

te parti a quello di Vitruvio, e del Sanmicheli conforme, onde per non replicare le
dette cofe non molto ora s* eftenderemo. Il
fi
iedcftallo egli fa di tre parti, Bacamento,
Dado, eCimacia.Due terzi di diametro vuole il Bafamento,che avr cinque membra; un
Zocco, una Gola diritta , dueLifteDi, et una
Gufcia. Lo fporto poco pi d'unquartodi
diametro; e intagliare fi potrano la Gola, e
Il Dado alto un diametro ed un
la Gufcia
terzo ; e la Cimacia , che poco pi d' un
terzo di diametro, ha cinque membra: una Gufcia, unLiftello, un'Ovolo, la Corona, e 1*
.

Orlo; tra le quali 1' Ovolo s intaglier


La
Bafe l'Attica, qual non occorre di nuovo
.

dichiarare, perch f nelle p-oporzioni far


diverfa , fi potr tutto conofcere agevolmente da' numeri nella Tavola deferirti
Dolce.

mente

Plinto all'Orlo della Cimaeia del Piedeftallo; cofa con grandiflmo giudizio penfata , e di molto ornamento infieme
attaccafi

il

quale cosi ehafom-

ed

utilit al Piedeftallo

ma

grazia, e difefo refta dall' ingiurie dell' ac-

que , che non

, il

polTono fermar fopra , n


aggiacciandofi offenderlo
Il Fuito della Colonna, f appoggiato a'Pilaftri,fecondoqueft'
Autore, far otto diametri e cinque duodecimi, e
fol fette e mezzo o otto, f ifolato. Lo adorna egli
con ventiquattro canali, nella fommit la decivi

fi

ma parte della

groflezza da pie reftringendolo.

Alto 'I Capitello mezzo diametro, e tutte le


avendo da Vitruvio infegnate, foloinci

})arti

i diftingue,che nel Collarinooltre le Rofe riceve quattro altri fiori parimentedi baffo rilievo. Il fuo fporto poco pi d' un quinto di
diametro. Dell'Architrave e del Fregio , che
a* gi deferirti faranno fomiglianti , altro non
parleremo. Il Capitello de' Triglifi far alto
la nona parte del Fregio , cio la duodecima
d'un diametro. Mezzo diametro ed un duodecimo fanno l'altezza della Cornice, che ha
otto membra runa Gufcia, unLiftello, un'Ovolo, la Corona, una Gola roverfcia, un' altro Liftello, la Gola diritta , e l'Orlo. Il fuo
fporto far dell'altezza maggiore, effendo tre
quarti di diametro , comprendendovifi per il
picciolo fporto del Capitello de' Triglifi. Le
membra, che dar fi poffono agi' intagli, fono
l'Ovolo e le due Gole. Il Piedeftallo alto
quafi la quinta parte del Tronco della Colonna; el' Architrave, Fregio, o Cornice quafi
la quarta parte di tutta la Colonna. Tutta 1*

altezza

fi

divider in parti ventifei

e d* una

CAPO
PArimente

XXIII.

Ordine Dorico dello Scamor*


gi defcritti negli altri Autouniforinafi,onde non molto di tempo ndi
zi

ri

molto

l'

alli

fatica ci far meft'icri nel dichiararlo.

Due dia-

metri e poco pi d'un quarto alto fi vuole da


queft' Autore il Piedeftallo, cL^ in fei parti
divider, due delle quali fi daranno al Bafamento, tre al Dado, e la fefta alla Omacia. Il Bafamento far alto tre quarti di diametro con fei membra; un Zocco, un Baftone, un Liftello, una Gola diritta, un' altro
Liftello, ed una Gufcia. Il fuo fporto poco minore d' un quarto di diametro e atti per
g' intagli fono il Baftone e la Gola.L* altezza del Dado , che far lifcio , e fenra membro
alcuno, da un diametro fi former e da treottavi; come altres da tre ottavi, e non da pi,
come pone le Blond, quella della Cmacia,
che avr fei membra: una Gufcia, unLiftello, un'Ovolo, la Corona jun* altro Liftello,
e r Orlo Il fuo fporto far poco pi d' un quarto di diametro; e non altro, che l'Ovolo pu
fi

La Bafe

l'Attica. Ventifei canaFufto della Colonna, che far fette diametri e mezzo , fminuendofi un quinto di diametro nella fommit; e *1 Pianuzzo

intagliarfi.
li

adorneranno

tra

li

il

canali far d* effila terza parte.

Tre ma-

infegna queft' Autore , la


prima delle quali ha tre Anelli; la feconda
ritien folo 1' Anello inferiore, facendo de'due
fuperioriun Tondino; e la terza al Capitello
niere di Capitelli

uniforma. Neil* altre


Capitello da quelli degli altri Autori
non fi allontana. Lo fporto far tra'l quinto,
e 'i fefto del diametro per parte. L'Arcnitrave
alto quafi trequinti ;nel rimanente, come il
Fregioaltres,daquelIi degli altri non fi diftinu. Sette decimi di diametro fan l'altezza della
ffornice, di cui dodici fjn le membra una Gola
roverfcia, unLiftello, il Dentello, del quale
parleremo r.eir Ordine fuffeguen te, un Liftelnell* Alberti vedutofi s'

parti

il

Corona , una Gola roverfcia , un Liftello,


Gola diritta , e Orlo Il fuo fporto poco pii

lo ,la
la

l'

cinque fefti di diametro; e intagliarli potrebbero le Gole roverfcie , la Gufcia , e I' Ovolo Il

di

Piedeftallo alto

una

CoArchitrave ,Fregio, e

delle tre parti della

lonna e tre quarti; e 1'


Cornice fono la quarta parte. L' altezza tutta fi
divider in parti venticinque e tre duodecimi e
mezzo, e d'una d'effe fi former il Modulo divifo in parti dieciotto,

come nella Tavola XIV.


Ordine

T.XV

ORDINE DORICO.

68

Ordine Dorico del Serlh.

CAPO

XXIV.

ANcora queft'Ordine

pi che da qualun,
qu' yltrode'noftri Autori, fodoe fchietto ferir ofidal Serlio, il quale fempre maiaJIa
gravit pi attefe e aj decoro, che aJla vaghezza e agli ornamenti. Il PiedeftalJo far formato di tre parti rBafamento, Dado, e Cimacia.
Del Bafamento far 1' altezza la quinta parte
del Dado, cio poco pi di cinque duodecimi
di diametro , e non gi un terzo , come mifura le Blond ,e quattro faran le membra ; un
Zocco, un Baftone, un Tondino, ed unLiftellojtra le quali fi potranno intagliare il Baftone , e '1 Tondino
L' altezza del Dado in
quello modo fi ritrover
Fiflata la fua lar.

ghezza a piombo del Plinto della Bafe, fi formi un quadrato; indi tirata in quefto quadrato la diagonale, la lunghezza di quefta far V

appunto d' elfo Dado, la qual proporzione dall' Autore chiamata diagonea. L* altezza della Cimacia pareggier quella del Bafamento fecondo il vero tefto del Serlio, n deve effer minore, come nota le Blond Q^iattro
fon le membra d'ella Cimacia, enon cinque,
come fono dal fudetto Francefe difegnate; un
altezzi

un Tondino, una Gola roverfcia, e


V Orlo. Si potrebbero intagliare la Gola, e
'1 Tondino
L' Autore non ci d regola dello
Lii^ello,

fporto,

ma

altezza,

come abbiamo

pu congetturare

fi

fia eguale all'


difegnato. La Bafe 1'
Attica, il di cui fporto far un quarto di
diametro, alla qual mifura non arriva Cam-

bray , n le Blond Il Tronco della Colonna far fei diametri, adornato da venti canali. Il Ca.

pitello in ci folo far da Vitruvio diflbmigliante , che potr , come ftima il Serlio , la fua projet-

turaarrivarealperpendicoIodelPlintodella Bafe , nella qual cofa verameute ( fia detto con buona pace) parmi alquanto il Serlio eccedefle , n
faprei configliare alcuno ad imitarlo , f bene
afferma egli aver ci nelle antich' Opere offervato.Diffeapertamente l'Autore che corrot-

to fofpettava

tefto di Vitruvio

il

effa projetiura

e per quello egli

ove parlafi d'

una maggiore a

fuo modo ne difegn ; il che far doveafi dal Cambray volendo egli il Dorico del Serlio rapprefentarci

non gi come fece , difegnare una pr,

jettura fecondo

Serlio error

fi

il

tefto di Vitruvio, in cui dal

pretefe.

Ma

torniamo in

via.

L'

Architrave, e '1 Fregio dalli gi defcritti non fi


difcoftano Alta far mezzo diametro e un poco
pi di mezzo diciottefimo la Cornice , che avr
.

fette
la

membra ; una Gola roverfcia , un Liflello

Corona, un' altra Gola roverfcia, un' altro


Gola diritta,el* Orlo ideile quali

Liflello, la

fipolTono intagliare le Gole roverfcie. Il fuo


fporto far quattro fefti, e poco pi di mezzo
diciottefimo. Un quintodella Colorna e poco
pi far r altezza del Piedeftallo, e pi d' un
quarto quella dell'Architrave, Fregio, e Cornice.

Tutta

l'altezza

fi

divider in parti venti-

tre, due terzi, e quafi


di

quelle far

ciotto,

come

il

un diciottefimo, e una
Modulo, divifo in parti die-

nella

Tavola

XV.

Ordine Dorico del Vignala.

CAPO
MOko

XXV.

gentile e leggiadra, e in parte ancola modinatura dell'

ra dall' altre diverfa

Ordine Dorico

Vignola , e degnilTima d'


fanno, come
, che meno
da' pi intelligenti ben ricevuta. Il Piedeftallo far duediametriecinqueduodecimi ,edi tre parti , Bafamento Dado, e Cimacia. Il Bafamento
alto cinque duodecimi di diametro , con cinque
del

e(rere,cos da quelli

membra: Un Zocco, un Plinto, una Gola di, un Tondino, e un Liftello.Ha di fporto


un fefto di diametro; e fi potrebbero intagliare
la Gola, e 1 Tondino. Il Dado ha due diametri d' altezza , e un quarto la Cimacia , che pure
avr cinque membra ; una Gola roverfcia la Corona, un Liftello, una Gola diritta, e l'Orlo.
Tanto far lo fporto,quanta l'altezza; ed intagliare fi potrebbono le due Gole La Bafe , che
dalle altre diverfa, alta mezzo diametro,
ccm lo fporto d'un quinto di diametro e poco
pi, con tre membri: il Plinto,eilToro , e un
Tondino; il fecondo de' quali fi potrebbe intagliateli Fufto della Colonna far lungo fette
diametri, e fminuiraft nella fommit la fefta
parte della fila gi'oftezza. Sar pure, come vuol
ritta

Vitruvio, da venti canali adornato.

Il

Capitello

alto far mezzodiametro,in cifoiamenreda Vitruvio diftinguendofi, che fotto il Bottaccio in

vece di tre Anelli avr un Anello folo ed un


Tondinoalla maniera , che offeivata fu nel Tofcano. Intagliar (i potranno il Tondino, il Bottaccio , e la Gola fopra 1' Abaco L' Architrave
e '1 Fregio , che agli altri fono fimili , non dichiarer. La Cornice alta pi di due terzi di diametro, ha nove membra: un Liftello, un'
Ovolo , una Fafcia , dalla quale nafcoModiglioni , una Gola roverfcia , la
no
Corona ,un' altra Gola roverfcia, un Liftello,
una Gola diritta, e l'Orlo. Il fuo fporto un' intero diametro ; e intagliare fi potranno l' Ovolo,
i

le

Gole

II

Piedeftallo far la terza parte ,e

Architrave, Fregio, e Cornice


della Colonna . Si divider tutta

la
l'

l'

quarta parte

altezza in parti

venticinque, cd'una di quefte fi former il Modulo divifo in parti dieciotto , come nella Tavola

XV.
Degl'

ORDINE DORICO.

70

DegV

, Archi , ed Impofle
Ordine Dorico

CAPO
COnfderato
ticolare

flelli,

la

XXVI.

fcia

gi queft'Ordine in ogni par-

Autore , refta ora , che non

cos di-

/e

tutti infieme circa

o la Diaf'Jos, in che tutti gli Autori


confentono, come detto abbiamo nel CapitoKojylos

XIX.,

acci riefcano ben regolati

Triglifi

e le Metope. Circa le Impofte, da quelle del


Sanmicheli quattro ne abbiamo fcelte, chegraziofe e gentili a noi fembrarono fommamente.
L'altezza della prima crefce un poco di cinque
noni , e qualche poco ancora aggiungendovi
avremo l'.iltezza di-IIa feconda. Tre quarti e
mezzo diciottefimo diede egli d' altezza alla terza, e all'ultima mezzo diametro. Le membra
della prima fon' otto: due Fafcie, due Ovoli,

la

Corona, un

Olio. L' agetto

Liftello,

una Gufcia, e

1'

diametro; e fra
Gufcia s' intaglie-

il

feconda: un
Collarino, una Go-

tre ottavi di

membra gli Ovoli e la


ramo. Undici fono quelle della

le dette

Littello

un Tondino,

e l'Orlo

roverfcia, un' auro Lillello, e Tondino,


una Gola diritta, pure un' altro Liftello , la
Corona, un' altra Gola roverfcia , e l'Orlo. Si
potranno intagliare le Gole, e 1 Tondini: e
Io fporto a due duodecimi e mezzo di diametro non arriver. Otto, come quelle della pri
ma , fono altres le memiira della terza ; due
Fafcie, due Tondini, due Ovoli, una Gufcia,
e 1' Orlo. Lo fporto quafi due felli ; e per
gl'intaglj fervir pofibno gli Ovoli, la Gufcia,
e i due Tondini .La quarta finalmente ha fette membra: un Liftello, un'Ovolo, la Corona , una Gola roverfcia , un' altro Liftello , una
la

Gufcia, e l'Orlo; fra quali per gl'intaglj s' adopreranno 1 Ovolo, la Gola , e la Gufcia Ma
dovendofi fare Archi fecondo il Palladio , la luce d'elfi Archi far minore di due larghezze
quanto far lunga la Menfola o Serraglia dell'
Arco- 1 Membretti faranno poco pi di cinque
duodecimi di diametro, e 1' Archivolto poco
minore del Membretto. Due forti d' Impofte
propone il Palladio, alte poco meno di cinque
.

delle quali

Tondino,

potrebbero in-

fi

due Gole , e l'Ovolo;


e tutto lo fporto fai un quarto di diametro Otto pure fon le membra della feconda,
che un quarto di diametro fporger.' il Collarino, un Liftello, un Tondino, una Gola diritta, un' altro Liftello , la Corona, una Gotagliare

opinioni de' rnedefimi Autori


la formazione degl'In tercolonj, Archi, ed Impoftefi poniamo ad efamin;ire, come fopra abbiamo fatto al fine del
Tofcano, e come faremo in avvenire al fine di
ciafcuno degli Ordini fufleguenti Dovendofi
dunque far Colonnati femplici di quefl' Ordine, adoprafinegl' Intercolonnj la maniera Pyc-

ftintamente

La prima ha otto membra ; due Liun'Ovolo, un'altro Liftello, una Godiritta, un'altro Liftello, una Gola rover-

ottavi.

Intercolonnj
dell'

Io

il

le

la roverfcia, e l'Orlo; fra le quali fceglicre

fi

poflbno per g' intagli le due Gole, e'*! Tondino. Paflando allo Sca mozzi la luce degli
Archi avr di larghezza cinque diametri , ed
un quarto, ed in altezza caler di due quridri
:

quafi

un

terzo

di.unttro

di

flia far alta cinque fefti

uodecimi
alta quafi

mezzo

cinque

fefti

La

Alette

e le

ferra-

fette

L' Impofta maggiore ,


, fporge un quarto di din-

metro, ed ha nove membra; due Fafcie, una


Gola roverfcia , un Liftello, una Goladiiitta ,
un' altro Liftello, la Corona, una Gola roverfcia, e r Orlo; e tutte le tre Gole fi potrebbono intagliare. Cinque duodecimi e mezzo di diametro fanno l'altezza della minore,
che fporgendo poco pi d'un fefto di diametro ha (ette membra tutte fimili a quelle ,
che di fopra alla Gola roverfcia fono nella maggiore. Reftano a vederfi il Serlio, e '1 Vignola. Uuole il primo la luce degli Archi raddoppiata in altezza alla fua larghezza ; e di mezzo diametro ilMcmbict:o,e l'Archivolto. Ha
lafciato egli di porvi Impofta fua , per fervirfi di quella, eh' nel primo Ordine del Teatro di Marcello, della quale come non bifognofa di fpiegazione , per effere cosi nota , altro
non parlando, pafleremo fubito al Vignola,
La luce degli Archi fecondo queft' Autore far di due quadri , e '1 Membretto tre quarti
di diametro. All'altezza dell' Archivolto, che
far mezzo diametro, fi pareggier quella ^ell'
due Ffcie ,
Importa , che avr fei membra
Ovolo,
e l'OrLiftello,
un'
Tondino,
un
un
:

Lo fporto far un terzo dell' altezza; e s'


intaglieranno l'Ovolo, e '1 Tondino. Avvertir debbo, che fenza Piedeftallo gli Archi fa-

lo.

cendofi, acci l'Opere non reftino troppo toz-.


ze e maficcie, fi fminuiranno i Membretti,!'
Impofte, e gli Archivolti a proporzione della

minore

o maggiore

Piedeftallo

1'

altezza

in cui tolto
'

Opere rimarranno

tutti gli Ordini,' e per tutti gli

Ed

il

Qiiefta per

Autori anco-

con 1' efatezza e brevit maggiore, che abbiam potuto,


al fine ^^V Ordin^e Dorico pervenuti
ra far regola generale ,

eccoci

ORDL

ORDINE IONICO
DEL

SANMICHELI
CAPO
XXVII.

quefV Ordine, che


Dorico
SEmaefiofoe
men fodo, ma pi
di

del

delicato, e

non

meo

gentile e pi
per privo di quella gravit,

che per npp.igare i'intel/etto richiedefi , inventori fulTerogl' Ionici dell'Attica, o gli altri Ionici, che paflarono nell' Afia minore in quel
paefe,di cui pu veder/ila defcrizione inStra-

bone

al principio del 14., e in Plinio al lib.5.


cap. 29., difcordia fra gli Scrittori Dice Vitruviolib. 4. cap. i , che molte Colonie dique.

fti Popoli condotte da Ione figliuolo di Xuto,


e di Creufa pafTando nell' Afia minore ivi fabricarono molte c-mplilIlmeCitt, e difcacciando i Carli e Lelegi da Ione loro Duce quelle
Regioneapellaronofonia,dove Templi in onore
de' loro Dii cominci.irono ad inalzare. (") Sopra
quello luogo fcrive il Barbaro effere fuperfluo
idettidi Vitruvioconleautoritdi Plinio, Strabone, e Paufania, e degli altri confermare,
dove pi torto a querti dare autorit fi dovrebbe con le parole di Vitruvio. A me pare, eh'
ivi il Barbaro, agli architettonici precetti ini

tento, felle poco accurato


di Vitruvio

poich l'opinion

non veggo confermarfi, ma bens

dirtruggern affatto dagli altri Scrittori


Per
quanto da loro ritrarre ho potuto. Ione figliolo di Xuto Cqual Xuto fecondo Paufania nell'
.

Achcja uno fu de' Figlioli d'Elleno, di cui padre fu Deucalione; f bene Stefano Bizantino
chiama con altro nome il padre d' Ione nel libro delle Citt) fu Re di querti popoli aflai

tempo avanti, ch'elfi nell' Afia


Scrive Stiabone nel 14., che'l
perarte agl'Ionici nell' Afia, fu

fi

trasferiflero.

primo, eh' iminon Ione , ma


Androclo, che virte molto dopo, ertendo ftato figlio di Codro , Re famolb degli Ateniefi;
e Plutarco in Omero citando Arinotele nella
Poetica vuole, che la Colonia Ionica palfata
neir Afia un'altro figliolo del detto Codro per
,

nome Neleo, a vefle^per

conduttore. Parimente dall' Acaja di Paufania fi ricava ertele fiato


il paflagio di querti popoli
in Afia aflai dopo
Ione, cui erto Paufania chiaramente fcrive effere

morto

in Attica; e

che

gli

difcendenti

d"

Ione ivi ancora molto temp<' l'imperio tennero, fino che difcacciati furono d^gli Achei; il

un luogo d' Erodoquale di quefto Ione


figliolo di Xuto fece alche menzione nella Poche
to

conferma anche

fi

nell*

Euterpe

(^)

df

ij

Che poi quefl' Ordine


porto in ufo in Europa
in quei luogo di Paufania

Vinna^ e nell' Urania.

da quefte genti

fofiT^

vedefi chiarifllmo

Arcadia^ ovf fi parla t antichiflmo


Tempio di Mine'Va Alea, di cui fcrive queft*
Autore, che fuerava quanti erano Tempj in
Peloponncfo , pel qual Tempio eflndo tre ordini di Colorne, quelle del terz' ordine fuori d'eflb Tempio erano Ioniche, ^c) Quelle fonell*

no

da me raccolte,
origine dell'Ionico difcordano

le opinioni degli Scrittori

quali cir-a

1'

moltodiquantofcrive Vitruvio. Nonfi pufenza dolore le rovine di tanti Edificj, che prodigj fu-

ronoJell* Arte,

fatti

dall'ingegnofiflima Grecia,

cheo fi dicono
apertamente, o fi pu congetturare foOtrodi
queft'Ordine, de quali f vertigj alcuni rimaneflero, quanti bellirtmi lumi i rrarrebbono
oltre l'immenf diletto di contemplarli
Ma
'
lafciando
querto vano lamento profeguiremo
incontrare negli antichi Autori,

"

e fi porremo fubito a confiderare l'Ionico nel nortro Sanmicheli,di cui po-

lanortcavia,

che Opere Ioniche s* incontrano, almeno ti'


importanza e grandi , che a lui con certezza
portano attribuirfi Bens veggonfi molti Depofiti ed Altari d'Ordine Ionico
fatti a' tempi , ne' quali egli viveva , cui tengo per certo, che o fuoi foflro, o f non fuoi, almeno di quelli ingegnofi Uomini, che qui non
pochi
fiorirono della fua fcuola ,; poich fono
^
si graziofi , e pieni della di lui maniera , che
nulla pi. Io per non da querte, ma da quelle Opere, che fue fono con ficurczza , le mifure ho traete, che qui deferivo. Divide egli
tutta

altezza in parti ventinove

ciottefimi,

Modulo
to.

Un

d'una

divifo

delle quali

come

il

e fette di-

ho formato

il

foiito in parti dieciot-

Colonna former

terzo in circa della

altezza del Piedertallo

fenza

Zoccolo

il

il

&

(*) ff^

Civitates cum C/irus^


Le/egar ejfcijfenr , eam terr^ regonem a Duce fiio
H'/im: ibi(]ue Tempia Deorum iint/tori/illum conjUuetttes dperum ^ana itdifi.are .

(b)

JoBf apeUaPtrunt i-

Acheorum^ qui lonas (idibus fuh

(e) Atea

ex.'fifrunt &(. Herod lib. Z


Templum Alru! eJifieavh
facile Tempia catera^ qua
extra Tem^'um , Ionico columm fuaf , Paujaniat in Arcadici
i

Minerva

.... teriiui

veius

in PeLpennrfo
.

funt

fi'pere:

ORDINE IONICO.

74
il

un

Arco far maggiore in altezza di due quadri; e


mezzo diametro faranno i Membretti , come

un' altra Gufcia , un Liftello , ed un Battone ; tra quali in Opere aflai delicate fi potrebbero intagliare il Baftone , il Plinto, ed Tondini . Il fuo fporto di poco eccede il terzo dell*

quale vramente del Piedeftallo non parte; e quafi ij quinto del Tronco quella dell*
Architrave, Fregio , e Cornice. La luce dell*

1"
Archivolto , e le Impofte. La|luce delPorta larga fia tre diametri , ed alta fette ;
e d'effe la quarta parte fia l'Ornamento, che

altezza

la

la

pendente avr una Cartella dall' una e dall'


Pi d'un fefto della larghezza faranno l'Erteo Pilaftrate;edue
decimi di lunghezza della Cornice formeran 1'
altezza del Frontifpizio. L'Impofte fi dichia
reranno al Cap. XXXIV. , ove dalia Tavo-

la fettima

la

XXV.

ranno

faran moftrate. G' Intercolonnj fadi quella maniera , che fra le gi (pie-

gate nel Capitolo XXVI. pi torner , non


avendo queft' Ordinedi Triglifi, di Modiglioni, o d'altro veruna obligazione. Ma per difcenderc al particolare delle parti .il Piedeftallo tre ne avr ; Bafamento , Dado , e Cimacia Il Bafamento, alto trequarti di diametro, ha fei membra : un Zocco, il Plinto,
un Toro, un Liftello, una Gola diritta, ed
un* altro Lifielloj de' quali fi poffono intaNella fommit
fliare il Torp , e la Gola
el Dado, alto due diametri e cinque diciottefimi sfaranno li fuoi Aftragali, Entro queflo
Dado del Piedeftallo fono gli fpezzamenti della Porta , l'Architrave della quale ha d* altezza fette duodecimi, ed peto membra; tre Fafcie , tre Tondini , una Gola roverfcia , e 1*
Orlo; tra le quali le pi atte per g' intagli fo.

no

Tondini, e

altro Liftello,

Ventidue canali adornano il Fufto delColonna, che far lungo otto diametri ed
un quarto, e fminuiraflj nella fommit quafi

altres

altra parte della Cornice.

due Tondini un*

Liftello,

parte della groffezza da piedi. IlCapitello degli altri fin' ora dichiarati pi ador-

no, onde riufcendo altres pi diflcile, habifogno di pi diffufa dichiarazione. Secondo


quefto Autore ,che gli fece il Collarino , ha ot-

membra,

e fecondo gli altri folo cinque ;


nelle antiche Fabrichee nell'una, e nell'
altra maniera fi vede
Le otto membra del

to

ma

un Liftello, un
Tondiuo, un Ovolo, una Fafcia , che forma
le Volute, un Liftello, una Gola roverfcia,
e r Orlo. S'intaglieranno il Tondino , 1' Ovolo, e la Gola roverfcia. Alcuni fotto il CiSanmicheli fono

Collarino,

il

Volute intaglianouna
foglia, la quale infieme con l'Orlo fino al centro aggirandofi , ivi forma un fiore , la cui
grandezza pareggia , o eccede di poco 1* occhio
della Voluta. i centro di quefta far il Tondino, intorno al quale avvolgendofi la Fafcia,
e affieme con l'Orlo, come f pieghevole foffe, rattorcendofi , effa Voluta verr formando. Come quefta Voluta fi giri, gi lo vedemmo nel Cap. I., onde rimane ora da vedere ,

macio

nella Fafcia delle

come debba
ch

ci

con

efl al

Capitello attaccarfi; e per-

facilit

maggiore pofla compren-

ho

Gola, Eguale all' altezza


dell'Architrave que|la del Fregio, in cui con
qualche maggiore libert, o per porvi ifcrizio-

derfi da' miei Lettori

ni, o per altro pu

ertremit dell' Abaco cader fi lafci una linea


da Vitruvio chiamata Cateto, dalla quale avremo il centro dell' occhio, che far dove quella linea taglier per mezzo il Tondino. Intor-

la

1*

rchitetto alle varie oc-

cafoni, che gli s'apprefentano,accommodarfi. Poco pi di cinque noni e mezzo l'altezza , e un diciottefimo di pi la projettura della

Cornice. Le membra ffra

glieranno l'Ovolo, e

una Gola

le

le

Gole

quali

s*

inta-

roverfcie) fon

Dentello, un
Liftello, un' altra Gola roverfcia, un' Ovolo,
un' altro Liftello , la Corona , un Tondino,
dodici;

pur un'

Gola

altra

roverfcia

Gola

il

roverfcia,

diritta, e l'Orlo.

un

Liftello, la

La Ci macia, che

fovra

porr, aver dee mezzo diame


tro d* altezza con fette membra il Collarino

il

Piedeftallo

fi

un

, una Gola diritta, un' altro LiCorona, una Gola roverfcia , e 1*

Liftello

ftello, la

Orlo, fra |e quali ali* intaglio fi daranno le


due Gole. L Bafe la fteffa con que* membri medefimi) ch'infegna Vitruvip, nella quale, veramente con gran giudizio e dottrina dagli Antichi comporta,
fi vede la bella malagevole unione di delicatezza e gravit. Ha dieci
membra: il Plinto, wn Liftello, una Gufcia,

offatura,

que

no

la

pianta, e

di tutto formifi

a quefto centro

1'

un

'1

porta la faccia,

profilo.

offatura

circolo

i*

Prima adun-

indi dall'

che del Ton-

girer, dentiocui

dino non fia pi grande, fi


per fegnar la Voluta faccisfi il quadrato, come
Da
nel fudetto Capitolo gi dimortrammo
interponfpazio
all'
altro
un'occhio poi
tanto
gafi, quanta la larghezza della Colonna in
fondo, cio un diametro. Di larghezza eguale
far 1' Abaco fenza gli fporti,chein nove par.

ti fi

divider

cinque delle quali

tre fopra

1*

occhio effendo e due fotto , ferviranno per V


altezza, e quattro per la larghezza della Volu'
ta. Per averpofcia il fianco del Capitello, tro
vifi la pianta B, ove le quattro Volutefaran-

no

fituate, e trovata altres la

anco

C,

ivi facciafi

mezzana

del

fi-

come un nodo, che

finga
fofpefe, le quali in

tener le Volute all' Abaco


quel luogo, come f da quel nodo aggruppate foffero, fi reftringeranno formando dall'

una,

ORDINE IONICO.

una e

come un nappo o biammantino effe di fogliecome

dall' altra parte

chiere. Indi

s'

le quali e
vede nel fudetco profilo
,
infieme .idornano, e quella leggierezza dimoSoftrano , che al propofito convenevole
pra il Capitello far 1* Architrave alto mezzo
diametio , con cinque membra; tre Fafcie,
una Gola roverfcia, e 1 Orlo; tra le quali intagliare sitro non fi potr, che la Gola roverfcia. Ma trattando degli Architravi non fi
dee tralafciare un' infcgnamento di Vitruvio
lib. g. Gap. 3. per adattare 1' altezza alla proporzione delle Colonne, poich non vale dire, che dando ad efl come per lo pi fi vuole
mezza la groflezza delle Colonne , alla grandezza di quefli fempre la lunghezza di quelle
proporzionata corrifponder ; a che ripugna,
che quanto maggiore della Colonna l'altezza, tanto pi l'Architrave dall'occhio noftro
allontanandofi , fugge alla noftra vifta efifminuifce, onde conviene ancora alterarne la proporzione, come delle dimini'zioni trattando
abbiamo avvertito. Ecco per le regole, che *1
Macftro noftro prefciive. Quando da dodici a
quindici piedi far Li Colonna, facciafi l'Archifi

trave di mezzo diametro ; ma quando ella fia


da quindici a venti , fi dovr la fua lunghezza in tredici parti dividere ,d* una di quelle 1* altezza facendo dell' Architrave, 'e poi

da venti a venticinque , dividerafli


in dodici parti e mezza ; e cos profcguendo fi

quella

fia

dee fempre con quefie proporzioni

all'

altezza

Colonne 1' altezza degli Architravi accomodare Stabilita quefta regola, paffremo al
Fregio, il qutlemczzo diametro, f fchietto, e
un quarto di pi far con g' intagli, ovefcoldelle

pire cofe

fi

dovrcbbono all'Edificio, che

s'

ha

convenevoli et adattate. Non ter^


mina eflb nel fondo a fquadia , ma dolcemente in fuori piegandofi con l'eftremit dell' Orlo dell Architrave fi congiunge, in quella maniera ,che le Colonne s'iinifcono alle Cimbie;
il che per fchivarfi deve efTendovi intagli, a*
quali molto di grazia da tale unione fi fceme-

per

mano,

rebbe.La Cornice, alta mezzo diametro e due


noni , ha dieci membra , comprefo il Cimacio
del Fregio: una Gola roverfcia, il Dentello
(che appreffo fpiegheremo ) un' altra Gola ro-

un Liftello , un Ovolo , la Corona ,


,
una Gola roverfcia , un' altro Liftello , la
Gola diritta , e l' Orlo . Sporge mezzo diaverfcia

(a)

ha

quod non

btri

pottfi in viritati fieri j

iJ

un

metro ed
tagliarfi

mo

le

fubito

chiarare

nono
ed stte fono per in
Gole, e 1' Ovolo
Ma paliacome
promefTo
fu
a diora
,
,
;

Dentelli .Qucfti fingonficflcie le tcche ad altri pi gre Ai fovra-

fte de* travetti,

pongonfi ,onde

il

nome venne

perloch riprende Vi truvio

a'

Modiglioni ;
2. il porre

lib. 4. e.

una medefima Cornice Dcn telili e Modinon eflendo naturai cofa , che fotto le
,
travi grofle fieno le picciole, gi che non mai
le maggiori cofe dalle minori ma fempre all' in-

in

glioni

contro d^lle maggiori

minori fon foftenute. Per tale ragionevoliffimo avvertimento


nelle Romane Fabrichc , ancorch s commendabili , talora non fu curato; il che forf cagion
fu, che diceffe Vitruvio , avere i noftri Antichi biafimevole reputato (a) i] far qualunque
cofa, che tale in fatto efler non pofla , quale
buodall' Arte finta fi vede. Ora che direbbero
ni Antichi, f vedeflero fi fovente nelle Fabriche de' noftri tempi l'Arte, chea bello Aule

dio cerca d' eflere non imitatrice ma diftruggitricc della Natura , a cui da qualunque pili
rozzo intelletto fubito effere fi conofce affatto
impoffbile ci, che dall'altra ci viene rapprefentato.' Ma per tornare a' Dentelli, faranno
efl larghi in fronte un duodecimo di diametro, ed ij cavo o fpacio fia l'uno e l'altro un
diciottefimo
Sar qui pregio dell' opera il
trattare d'una regola, che fu da Vitruvio con
ogni avvedimento infc^nata, ma per quanto ho potuto offervare da pochiffimi efeguita .
Qiiefta , che tutte le membra piane degli Architravi, Fregi, Cornici , Timpani , e tutte
quelle, che a' pitelli fovrapongonfi , le quali fon dell'altre pi alte, non fiano a perpendicolo, ma nella parte fuperiore fiano piegate
in fuori la duodecima parte della loro altezza.
In quefta guifa da terra riguardandole , oltre
.

che minore

far lo fcorcio,

che d'effe fatto

fa-

l'ccchio , al quale a
,
perpendicolo fembreianno, interamente appagato ne rimarr. Si dee per avvertire , che in
r dalla linea

vifuale

Opere ,dove grande

altezza

non

richiedefi

co-

me

a cagion d'eftmpio in Altari, Depofiti ,


d altre fimili cofe , nelle quali l' occhio vede

non ha pi luogo tal


,
che anzi cagionerebjbe in Opere tali
?ualche moftruofit.''Ma ormai fia tempo di congli oggetti a fc vicini

regola

iderare,

come

queft'

Ordine maneggiato

fof-

ftrtam rationtm

w-

fe dagli altri Autori.

nm futaverun;

in ima^inibuj

faSium

pojfg

Ordine

77

XX

llllllJ

ii

^^

A^.

p^

Scali.a

ORDINE IONICO.

78

Ordine Ionico di Vitruvio'

CAPO
Qjiedo l'Ordine,

XXVIII.

prima parl Vitrual Dorico , e 1'


ultimo, come dicemnio, al Tofcano. Vuole egli
Ja Bafe Ionica alta mezzo diametro, e largo il
Plinto pi r ooni parte un diametro e tre ottavi ;
ondequ.fi un quinto di diametro far lo fporto
d'efi^i Bife, le membra della quale fono quelle
dieci medeume, cheabbiam vedute neirionic*
delSanmicheli. Qiieda la Bafe pi dirli* altre
gli' Ionico propriii, e in elfo frequentemente e
dagli Antichi e da' moderni de' buoni tempi
collocata .avvegnach alcune fiate in luogo fuo
'

vio

che

di cui

terzo luogo diede

*1

attica s idoperade. Opporre mi fi potrebbe,


ch'iofp.-ndo inutilmente tempo e fatica in defcrivere tante maniere di Bafi, quando rigettate
tutte l'altre oggid trionfa, o con vengafi o no,

r A tticn fola, ma s deformata e guada , che non


pinad Attica, nadaltra,ch.-buonafi.i, potrebbe

Ma

ritorniamo a Vitruvio. Il Fudo


della Colonna, che con ventiquattro canali s'adorner, ha d'altezza otto diametri. Nel Capiri

ferirli.

tello p^i

periti

edendo

difcgai di Vitruvio,
nrligevolecofa l'interpretare la fiia intenzione, e pirticolarmente nella Voluta, Tutte le
,

li

proporzioni di q aedo Capitello altronde non Ci


T^o^ono rilevare , che dalla larghezza dell' Abaco,
in parti ,nove e mezza da lui divifa Da una
.

e mezza di quede parti formafi i' Altezza d' effo


Abaco,equclladelle Volute dall altre otto. Di
quedeottopartiquattrofopraetre faranno fotto l'Occhio: el altra, che rimane, far 1' Occhio, ilquale vedradl dare intorno al Tondino
della Colonna, Otto parti adunque avr I' altezza della Voluta, e fette la larghezza Nelle mem.

bra poi e negl' intagli in tutto fimile quedo


Capitello all'altro gi din 'drato nel Sinmicheli. L'Architrave far, come abbiamdetto,a

proporzione delle F.ibricheo maggiore o minore.


\X<:o ioqun'hodifegnato alto mezzodiametro,
ch'egli prefcrive doverfi alle Colonne di dodici
piedi fovrap.:)rre. Ha elfo cinqne membra: tre

Fafcie, una Gola roverfcia, che pnintagliarfi, e


l'Olio Ma perch non poflibile I' intenzione
di Vitruvioal nodro Modulo accomodare, le me-

defimefiie parole riporter. (*) // C'macio dell*


A^i-hitravc ft dee farcia fettima parte deir altezza
y

ed altrettanto nello [porto. L* altra parte


mno'indodiciparti fi dee dividere ydi

oltre

il

Ci-

tre delle qtta-

prima Fafcia, di quattro la jeconda ,


s* \m2)\ y
far maggiore la quarta parte dell' Architrave,
ma nudo rimanendo, minore la quarta parte,
La Cornice, alta pjco pi di cinque noni, ha no-

li facciafi

la

eP ultima di cinque ,l\-tg\Oy c]UAnAo

()

CmiCfum

ter

ctma

ma

1*

ta

mi

una , tre diciottcfid'una diqucfle fi former il Mo-

altezza ih parti venti

mezzo,

dulo di vifo in dieciotto parti, come nella Tavola

XXI.
Ordine Ionico

dell' Alberti.

CAPO

XIX.

buona parte nella formazione dell* Tonico


INdiverfo
da Vitruvio V Alberti, nella Bafe
particolarmente,

la quale egli

vuole

quella

fia

medefima , che gli altri al Corintio fottopongono. Alta quella mezzo diametro, ed un
ottavo

il

Plinto, che dicci volte far pi

lar-

go ;onde verr la Bafe a fporgere poco pi d'


un fello di diametro Undici fon le membra:
il Plinto, il Toro, quattro
Liftelli , due Gufcie, due Tondini, ed un Biiflone ; e quell*
ultimo, ed il Toro poflbno intagliarli
Otto
diametri formano 1' altezza della Colonna; e
un fediccfimo di tale altezza fa quella del Ca.

pitello, che in tutto a quello di

Vitruvio fomigliante d'altra dichiarazione non ha medieri


Negli architravi vuole eflb pure fi olTervi
quanto da Vitruvio fi prefcrive circa la grandezza della Colonna Uno qui n* abbiamo difegnato fopra una Colonna di venti piedi, che
far d elTa un tredicefimo, cio cinque ottavi
di diametro, avendo fette membra 'due Fafcic,
.

una Gola

roverfcia,

due Tondini, una Gufcia,

e l'Orlo. All'Architrave il Fregio egualmente


alto fovrapongafi , dove cofe inragliate fieno, che
all'antico culto ed a' facrifcj appai teneano ,

Vafi, Coltelli, e tede di Tori,


quali
relle
di pomi e d'altre frutta in
dalle

come Patere,

La Cornice , alta
dieci membra
ha
,
roverfcia,
Gola
una
un Lidello, il Dentello
quale
ho
fchiettodifegnato, perch non in(il
Autore
1
quale proporzioni aver dcbabno
fegna
Dentelli ) un altro Lidello, un Ovoi vani e
lo, la Corona , un' altra Gola roverfcia, pureun Lidello, la Gola diritta, e 1' Orlo, Sporge la Corona tre duodecimi e mezzo; e per
gl'intagli atte faranno le due Gole roverfcie ,
e l' Ovolo. L* Architrave , Fregio, e Cornice
eccedono d* un duodecimo la quarta parte del
gi pendano v.igamente

cinque fedi di diametro

Tronco. Tutta 1' altezza fi divider in parti


ventidue, ed un duodecimo , e una d' effe
far il Modulo divifo in parti dieciotto, come
nella Tavola XXL
Ordine

fepnma pirte fu^ Mtitudimi efi faciendum ..iS inproe^ur/t tamumdem -Tteliqua i'/ ti'dividtnda sfi inpa'lt! duadecimy
es-um trium prima faftia (J faci enda ^ i<curidj quaitnr ^furr)-

Eyip.^lii

&

quinqu*

vemenibi.a .-unaGoIa roveiT^ia ^ un Liflello, il


Der)tcllq,un .litro Liftcjlo, la Corona, un'altra Gola pverfcia , pure un altro Liftello, la
Gola diritta, e l'Orlo. Pi dell' altezza {porger: e agi' i(ig!i dar le tre Gole, Si divider tut-

PI-

ORDINE IONICO.

So

Otdine Ionica del Palladio

CAPO

macia
vuole

XXX.

che ha fette membra ; e non pi ,come


Blond: una Gufcia, un Liflello , un

le

Tondino, un Ovolo,

PaIIadionell'Ionico,daIui formato con gran


leggiadria , vuole il Piede/tallo alto due dia-

IL

metri , equafi due terzi li Bafamento , che fporgeunquarto,equaCtren'ha d* altezza, ha fei


membra; un Zocco, un Baftone , un Liflello,
una Gola diritta, un altro Liileilo, ed una Gu.

lequali fervire frepoflbno per gl'intagli,


Baftone, la Gola, e la Gufcia.Il Dado
un diametro e fette duodecimi i e un terzo la
Cimacia,che ha fette membra runa Gufcia, un
fcia; fra

cio

il

Liftello, una Gola diritta, un altro Liftello, la


Corona, una Gola rcverfcia, e 1' Orlo. Sporge come il Bafamento, e per g' intagli riferba

Gufcia e le due Gole. Non rifiutai] Palladio


Ja Bafe Ionica, ma qui difcgn T Attica, aggiungendo fopra il Toro fuperiore un Tondino
,
che per far parte della Colonna. Otto diametri 'I Fufto; e a quello di Vitruvio fimile
il Capitello. Crefcer pi d'un duodecimo di
mezzodiametro 1* Architrave, che ha fette membra :tre Fafcie, due Tondini ed una Gufcia
,
che fi poflbno in tagliare, e 1 Of lo. Minore dell'
Architrave 'I Fregio, che lafciarfi potr fenra
intagli , quando pi.no eflo non fi faccia ma curvo, qu.- le ncJ difegro del noflro Autore. Da
tre quarti e poco pi J' altezza formafi della Cornice, della qua] dirri fon lemembra una Gu
Ja

la

Corona, una Gola ro-

verfcia, e l'Orlo. Neil' agetto

pili

d*

un

quarto; e fi poflbno intagliare l'Ovolo, e la


Gola. La Bafe l'Attica Il Fufto ha d'altezza otto diapietri, manco mezzo duodecimo,
fminuir la fefta parte della groffezza ; ond'
effo fufto con Bafe e Capitello non pi d'
otto diametri e tre quarti , e agli nove diametri , fecondo le mifure dell* Autre , arrivar
non pu , come falfamente not Camhrfy
feguitato da le Blond. Nel Capitello dagli altri Autori molto loScamozzi s'allontan, che
in tutti gli altri per non bene intenderfi il tefto di Vitruvio pretende errore Egli per un
Capitello apporta , che in parte jmit dall'
.

antico, in parte tolfe da Vitruvio, e nel rimanente di proprio ingegno invent. Efib molto a quello aflbmigliafi , che chiamato dal
Pallatiio e dal Defgodetz Capitello angolare,
dove elfi defcrivono il Tempio della Fortuna
Virile. Non potendo noi qui per l'anguftia del-

Tavola porre la Pianta, quale all'ultima trafferiremo, pi che fi potr chiaramente ci sforze-

la

remo

di moftrarlo con le parole Formafi tifa


pianta in un quadrato d' un diametro ed un
terzo per faccia, nel quale tirate le fue diagonali e diametrali, che incrocciauo , lo divide.

ranno

in otto uguali

parti,

affegnandone

il

, un Liftello , un'Ovolo ,
Modiglioni , una
Gola roverfcia , la Corona , un' altra Gola roverfcia,un Liftello, la Gola diritta, e l'Orlo. Le

centro, onde

Goles'intaglieranno,erOvo]o. All' altezza egu.ile lo fporto,manon minore, come fi vede ne di fegni del Cambray,e le Blond , quali
non s' accordano con quanto mifur , ne con
quanto fcriftc l'Autore, in cui fi leggono que-

della

diametro fi tirino a fquadra,


da' quali s' avranno 1' eftremit delle quattro
corna, le cui punte a' lati del quadrato arriveranno .Indi fatto di quefte corna un triangolo
equilatero, cheair Abaco fegni il centro della
curvatura , compiuta avremo la pianta del Capitello, che ancora con l'Abaco quadro potr fot"
marfi Altro dir non occorre dell'Alzato', che

mo, d'una

tolteleVc Iute gi dichiarateagli altri fi raflomiglia. PafTiamo all'altre parti. L'Architrave, alto fette duedecimi di diametro, ha cinque mem-

fcia

fte parole: Sporge lauto infuori, quanto


grojfa.

Piedeftalloquafila terza parte t Tronco


Colonna ; e l'Architrave , Fregio ,c Coi nice poco pi della quinta Tutta l'altezza fi divider in parti ventifei , cinque fefti, ed un
deci-

Il

delle quali

fi

former

vifo in parti dieciotto, come nella

Ordine Ionico

dello

CAPO
FAre

il

Modulo

di-

Tavola XXlh

Scamo^^i

XXXL

dovendofi l'Ordine Ionico, come infegna loScamozzi, il Bafamento trequarti con fette membra
un Zocco , un Baftone, un Liftello, una Gola diritta , un Tondino, un Liftello, ed una Gufcia, che fi potr intagliare, come altres la Gola, e '1 Baftone. Lo fporro crefce d'un quarto, f bene
le mifure di le Blond il facciano minore affai
Alto 'i Dado un diametro, e tre ottavi laCi:

s*

avr

la

circonferenza della

lonna, Liftello, e Tondino. Pofcia fu

Co-

le dia-

gonali dal centro veifoi quattro angoli per ogni


lato fette ottavi di

bra: tre Fafcie, una

Gola

roverfcia, ci'

f"

rio. Il

Fregio alto fette quindecimi di diametro dall'


Autore, perch non dimofiri debolezza, curvo
non fi vori ebbe. La Cornice, a Ita fette decimi e
non pi , cerne fegna le Blond , ha dieci membra:
cinque Liftelli, tre Gole roverfcie , una Fafcia , i
Modiglioni, la Gola diritta ,e l'Orlo. L'agetto

mez7odiciottefimopi dell'altezza ; e le membra per intagliarfi fono l' Ovolo e le Gole Il Piedcftallo una di tre parti e nuzza, e l'Architrave , Fregio, e Cornice fono un quinto della Colonna. Tutta l'altezza fi divider in parti ventifei, d'una delle quali fi former il Modulo divifo
.

in parti dieciotto

come

nella

Tavola XXII.
Orififie

T.yitn

,.

ORDINE IONICO.

^l

Ordine Ionico del

CAPO

quale terminar dee ncll* occhio della Voluta. Ma in quefta maniera, che
vuole il Serlio, e che nell' ultima Tavola fi
vedr difegnata, non riefce molto rotonda , n
a quello uniforme, che pare voglia Vitruvio
nelle fue parole inferire.Qiianto all'Architrave da Vitruvio non difcorde , n quanto ai
Fregio, fopra cui un Cimaci fei volte meno
jilto fia collocato. Nove membra fono nella
al

Serlo

XXXII.

^T Eir Ordine

Ionico pi che negli altri il


Vitruvioallontanafi , dal quale
alcune cofe togliendo, ed altre di proprio ingegno aggiugnendo,lo altera, e tale il forma ,
3ualeora con diligenza il riporteremo Il Pieeftallo (che nelle Tavole di le Blond apportafi dall' intenzione del Serliodiverfo) fecondo
il folito fi former pur di tre parti , Bafainento, Dado, e Cimacia; e dalla lunghezza del
Dado le altre due la proporzione prenderanno tanto poi largo far dovendofi elfo Dado,
quanto il Plinto della Bafe, e alto la met pi.
Serjio

d.i

fei

alle quali

due

fia quanto l* altitudine del Fregio col [uo Cimacio.


Tutta r altezza fidivider in parti venticinque >

altre par-

una perloBafamento, e l'altra per la CiQuefta proporzione


, s' aggiungeranno
Autore
detta {efquialtera. II Bafamento
dall'
ha fei membra un Zocco , un Baftone, un
Liftello, una Gola roverfcia , un Tondino ,
ed un Liftello. Si polTono intagliare la Gola,
e '1 Baftone.La Citnacia pure ha fei membra:
un Liftello, una Gola diritta, un altro Liftello, la Corona, una Gola roverfcia , e l'Orlo.
Le membra da intagliarfi nel primo fono il
Tondino , e nella feconda le due Gole Circa
la Bafe egli dichiara e commenda qufHa di Vitruvio , rna ne altera molto le prcporzioni
come da' numeri nella Tavola notati fipuri-

Tedici

quali

Non

pitello

un Zocco, un

Blond comprendano gli


mente del Serlo, che in que

e le

fio fcguito fu dal Vignola, Palladio , e Scamozzi

La
dall

Voluta per e

la

regola di formarla, affai

maniera fi far
Cateto altrove gi fpiegato , che

altre diverfa, in quella

Formato

il

la

Gola

roverfcia >

pi torto qii:?dro a lui piiicerebfo perch nell'altezza di quefto Ca-

Aftragali, contro la

Liftello

che s' intaglier, ed un Tondino. Il Dado,


che fotto e fopra ha le fue Cimbie , due diametri e mezzo La Cimacia eguaglia il Bafamento, con cinque membra: un Tondino,

il

Cambray

ci

la, tra'l quale e gli altri

be

XX XI IL

(pediremo dal VignoAutori poca


diverfit. Il Piedertallo ha Bafamento, Dado, e Cimacia. Un quarto di diametro '1
Bafamento, di cui quattro fon le membra;

BRevifllmamente

ed un fcfto, e
fminuir il fefto della grofTezza da piedi Il Capitello a quello di Vitruvio s'uniforma, f non
che l'Abaco, il quale fatto a Gola vogliono
gli altri tutti

il

CAPO

Tronco fette diametri,


quando molto grande non fia,
far

former

Ordine Ionico del Vignola.

Alto

un terzo d' una delle


Modulo diyifo in parti diecome nella Tavola XXIII.

diciottefimi ed
fi

ciotto,

conofccre.

il

t,

macia

Cornice: una Gola roverfcia , un Liftello ,


Dentello , una Gola roverfcia , la Coil
rona , una Gola roverfcia , un Liftello, la
Gola diritta, e l'Orlo. Si poffono intagliare
le Gole Eccedente in vero la projettuta , ma
r intenzione dell Autore fi fa paleie dalle fue
parole: La projettura della Corona col Denticelo

Si divider in parti

numero 6

paffa per lo centro dell'occhio, dividafiin par-

otto dall' Abaco in gi, una delle quali fia


r occhio della Voluta, quattro rimangano fopra r occhio, e tre fotto quella parte , che nell*
occhio comprefa Si divider poi quefto Cateto in fei punti , che con numeri in tal
modo porti fieno contrafegnati. Al primo punti

to di fopra fi ponga il numero i , al fefto il


2, al fecondo il 3, al quinto il 4, al terzo il
5 , ed al quarto il 6; indi fermata una punta
del Compaffo fui numero i , e 1' altra all' eftremit dell'Orlo della Voluta fino al Cateto giraodofi , formifi mezzo cerchio , cosi per
tutti i numeri profeguendo, finch pervengali

un Ovolo, una Corona, una Gola diritta,


e l'Orlo. L'Ovolo, e la Gola s'intaglieranno.
Alle gi fpiegate fomiglia la Bafe, e a quello
di Viti uvio il Capitello. Il Fufto ed otto diamctried unfefto,edi cinqueottavi l* Architrave, in cui fon le membra medefime, che negli
altri gi dichiarati. Della Cornice alta un diametro manco un ottavo dieci fon le membra; una Gola roverfcia, il Dentello, un Li-

un Tondino, un Ovolo, la Corona,


una Gola roverfcia, un Liftello, la Gola diritta, e r Orlo. Il Ino fporto pareggia 1' altezza j e poflbno intagliarfi le Gole, il Tondino, e l'Ovolo. Manca un feffagefimo nello
fporto difegnato dal Cambray ;e le Blond non
ftello,

folamente nello fporto, ma nell' altezza ancora s' ingann, l Piedeftallo ia terza parte
dell' altezza della
1*

Architrave

altezza

Colonna

Fregio

la

quarta fono

e Cornice

Tutta

1*

divider in parti vent' otto e mezza, d'una delle quali fi former il Modulo
divifo in parti dieciotto, come nella Tavofi

la x-s:iii.

De?V

r^_

>

ORDINE IONICO.

84

D^^/' Intercolonnj Archi ed Jmpoje


deir Ordine Ionico.

CAPO

XXXIV.

lo, un Tondino, un Ovolo, la Corona, un


altro Liftello , un altro Tondino, una Gola roverfcia , e l'Orlo; tra le quali s' inta-

Tondini

altezza della terza

1' Ovolo , e la Gola.


mezzo diametro fenza

, e nove fon le membra; un


Liun Tondino, una Gola diritta, un altro Liftello, un'altra Gola diritta , pure un
Lift-lio, la Corona, una Gola roverfcia, el'
Orlo. Sporger tre noni e mezzo; e agl'intagli dar le Gole, e *I Tondino. Alla terza e-

gli Allragali

ftello,

guale d' altezza pur fenza gli Aftragali la


un Liftello ,
quarta , che ha dieci membra
un Tondino, ti Collarino, un altro Liftello^
,

una Gola diritta,


P Orlo Ha d' agettodiienoni;econ *^rinc.jgii dell' Ovolo e della

n Ovolo, un

altro Liftello,

pur un

Liftello

la

Corona ,

riufciiebbc Paffandoal Palladio, ne Colonnati con Archi ed Impofte far la


luce degli Archi due volte altaquanto larga ;e
fra la terza e quarta parte di quefta larghez-

Gola affai graziofa

za

far

il

Pilaftro

terzo di diametro fporoer.

la

membra: un Liftello , una Gola diritun altro Liftello, un Ovolo, la Corona,


una Gola roverfcia, e V Orlo. G* Intercolonni faranno di duediametried un quarto, fecondo la maniera Diaflylos Lo Scamozzi vuol fette duodecimi maggiore di due quadrati la luce
degli Archi; e fa due diametri, ed un fefto i
ta,

principio a quefto Capo con le


quattro Impofte del Sanmicheli , delle
quali nel.'Cap. 19. promefTa abbiamo la fpiegaLa prima [alta mezzo diametro non
zione
comprefi gli Aftragali, ha nove membra; un
Liftello, un Tondino, il Collarino, unnGufcia, un Liftello, la Corona, un altro Libello , la Gola diritta, e 1' Orlo. Lo Sporto
due noni; e la Gufcia, e la Gola s intaglieranno. La feconda alquanto minore e pi gentile, con lo fporto quafi eguale, ha d' altezza
quattro noni, con otto membra: un Libel-

,'

nore
fette

Aremo

flieranno

Poco mifeconda, ma pi maflccia , che s'intaglia, e quafi anco fporge come la prima. Ha

un

quafi

Due

Impofte

leggiadre

infieme e maeftofe egl' infegna La prima


alta poco pi di cinque ottavi e mezzo , noij
comprefi gli Aftragali , ha nove membra;
il Collarino, un Lilello, un Ovolo, un al=
tro Liftello, una Gola diritta, pure un Liftello, la Corona, una Gola roverfcia, e l'Orlo.
Agi* intagli dar T Ovolo, e le due Qoje j e
.

Pilaftri

,con fette duodeciini di fronte per par-

te delia

Colonna -La

Arco, alta

ferraglia dell'

un diametro, tanto

larga nella eftremit,


quanto 1' Archivolto, cos di mano in mano
allargandofi, come porter la linea, che dal

centro dell' Arco fi tirer. Due fono le Impofte , la minore delle qpali alta poco pi di
quattro noni ha fenza gli Aftragali otto membra : il Collarino, un Liftello, un Tondino,

una Gola
na

diritta

una Gola

un

altro Liftello, la

Coro-

Lo

fporto

roverfcia

V Orlo.

fefto ; e s' intaglino le Gole e i TonNella maggire 1' altezza cinque fefti
di diametro j con lo fporto,d' un quarto, edieci
fon le membra ; due Fafcie , una Gola roverfcia ,

d'

un

dini.

un
un

Liftello,

un Tondino, una Gola

altro Liftello, la

roverfcia

1'

Orlo

Corona, un'

eagr

intagli

diritta

altra
fi

Gola

daranno

Gole Due diametri e mezzo |bno g' Intercolonnj. IlSerlio, e'iVignola vogliono am
le

bidue la luce degli Archi doppia in altezza alla


fua largheza, e i Mcmbretti di mezzo diametro , e folo d* un qwario non facendofi Piedeftallo. L' Importa del primo 1* Ionica del
Teatro di Marcello, pofta da lui fenza numeri; e l' Importa del fecondo ha d' altezza mezIO diametro, ed otto membra; due Fafcie,

un

Liftello,

un Tondino, un Ovolo,

rona, una Gola roverfcia, e

un

1*

terze dell' altezza ;e agi' intagli

Qvolo,

Tondino, e

la

Co-

Orlo. Sporge
riferva i^

Gola

Gl'Intercolonnj faranno di due diametri ed un quarto ,


come nel Palladio abbiamo dimoftrato Ma
gi fatte fui' Ionico le dovute oflTervazioni, deglialtri Ordini, che a confiderai" ci rimangono,
tempo di ragionare.
il

la

ord-

Pr^zi

l^l^-zf'JHf


7=;

M^

'

Sann^.M

86

ORDINE CORINTIO
DEL

SANMICHELI
CAPO
XXXV,

quegli Ordini
PEr
quali
gravit e

fin* ora fi

Ja

la

fpariammo,a*

fodezza

particolari

pregi loro, infondono del raaeftofoeperdircos


del f vero, avegnach in uno d' cfll col grave
il gentile fia mefcolato ; onde forf pi dilettevoli riufciranno le offervazioni

che faremo

fermane Vitruvio lib.


da quel Callimaco a

4. cap. 1.
flabilire

dicendo, che

s* incominciarono

e a (iifribttire le fimmetrie e le ragioni dell* Opere Corintie ; nulladimeno egli avea ci negato al principio di quel Capo, ove fcriffe,

che toltone

come

il Capitello , affai dagli altri diverfo, dall' Ionico il Corintio non diftingueafi.
Da quefto dedurre fi potrebbe, che le diverfit nell' altre parti, quali fi vedono nelle Romane Antichit , folo ne' tempi a Vitruvio
fufleguiti cominciaffero da' Romani ad introdurfi. Il vero faper fi potrebbe, f l'et perdonato avefle ad alcunode' tanti Scrittori Greci , che di quefl:* Ordine avran trattato ficuramente , de quali oltre gli Scritti perirono ancora i nomi ; impercioch quelli, de* quali attefta Vitruvio nel belliflmo Proemio del libro
7. aver del Corintio fcritto, furon tutti Romani; come tra gli altri Argellio, che tratt

gemma UfininTimooro m^jeftrevolmente rinfer-

eWe Simmetrie Corintie\e CofTucio Romano,che

rata, alletta ed invoglia con maggior forzala villa e i cuori dp' rigiurdanti.L* invenzione del

fcriffe del

Capitello da V'triivio attiibuita ad un Callimico Staturio, chea cafo in Corinto per


una via pjflamfo , ov' era al ff polcro d' una

niefi Architetti fotto Pififtrato, e

fu gli

ne,

altri

due, de* quali a

tutti delicati

trattare ci rima-

e gentili, ed' ogni leggia-

che quando ritrovafurono, potrebbe dirfi , come d'Anacreonte e del Petrarca diflTero alcuni Interpreti , che
con gli Amori le Grazie tutte, quafi miniftre
dria

ripieni et adorni,

ti

et ajuratrici, a fianco ftavano degi' inventori.


Il

quale adtflTo ad efaminare inVitruvio ad una Vergi, da


frefca et raflbmigliato, che di leg-

Corintio,

il

corni nei eremo

nella di
giadre e ricche vefti le tenere delicate membra ricoprendo vigore accrefce alla naturale bellezza

la

quale tra quegli

ornamenti

Donzella un caneftro d'oblazioni confecrato ,


una radice d' acanto , la quale dal
pefo premuta di quel caneftro da una tavolet-

fiorir vide

ta ricoperto corretta era


bi, che per

ambo

gi prodotti

gam-

crefcevano, ripiegare .
Sar fiato quel Callimaco , che nommato fu
da Paufania nell' Attica per occafione di rammemorare una lucerna d* oro, in cui fempre
ardente durava V ogiio un anno intero, fatta
ad una ftatua di Minerva da qiieflo Artefice,
di cui fcrive

il

lati

mcdefimo Autore fofTe il pri"


marmi ^ e che ad alcuni nel-

tnOj che foraffe


la perizia inferiore, tutti nella diligenza fupe-

r; la qual lode di diligenza a luifu dataancora da Plinio Iib. 54. cap. 8., che Io chiam

cdwmatore di

nendo
li

f frjfo^ cio che non mai pofine alla diligenza ritrovava fmpre che

prendere nell* opere fue. Ora vergiamo, che

folo ne' Cijpitclli, ma ancora" in tutte 1'


altre parti, e per le varie fiiefimmetrie,e per
li diverfi ornamenti molto il Conntio dall' Io-

non

nico, e ddgli

che dopo

il

altri Ordini fi allontana; e pare


racconto di quella iftorietta lo af-

Tempio

('giudicato Corintio )

di

Giove Olimpio, cominciato da quattro Ate-

dopo

dugent'an-

Coffucio con gran diligenza


cfcienza fomma ridotto a perfezione fotto il Re
Antioco; e C. Mucio, ch'edific, eco'fcrit*
ti illufir il Tempio dell' Onore, e della Virt, tenuto dagli Antiquari e dagli Architetti
ni

dall' ifteffo

Ordine Corintio; del quaanco menzione Plutarco nel libro della Fortuna de* Romani. Ma molto pi
certa notizia avremmo, che ne' tempi avanti
per

la

delicatezza d'

le Edificio fece

Vitruvio foffero in ufo pofie


ze di qucfi'

aveffe oltre le

1'

altre differen-

tempo diftruttenon
tante antiche Fabriche di Co-

Ordine,

'1

rinto, delle quali fc abondantiffima foffe quei,

Citt, avanti che diftrutta foffe da L. Mumleggerfi in Paufania ne* Corintiaci y e


in Strabone nell' 8. , le altre ancora , che di
quefi' Ordine per 1' altre Greche Regioni furono edificate Per alcuna rammemorarne ,
che Corintia con fondamento poffa effere giudicata, dicoche prefcrivendo Vitruvio lib. I.

la

mie, pu

quale molti de' fuoi precetti da' libri


che i Tempj
di Venere far fi debbano Corintj , ne heguc,
che di queft' Ordine far fiata una gran parte
almeno di q u' Tempj , che fi legge frequente-

cap.

2.

il

et Edifici della Grecia raccolfe,

mente

Scala.,

,,,

ORDINE CORINTIO.

8S

mente

preffb gli Antichi a quella

due

Dea

fuflero

me

pajono i pi ftnofi: quello antichifllmo in Pafo, che defcritto da Tacito nel z. delle Storie , e nel quale , per dinotarne l' imtnenfa grandezza , pofero
cento Altari Virgilio al i. dell* Eneide y e Stazio al S- della Tehaide'y f bene fopra ci niun
lume fommniftrano li due antichi Scoliafti
Servio, e Lutacio; e un altro in Corinto ,
tnagtiifico fopra modo erccbijjmo , ma che ad ufo
indegno deftinavafi; come raccontano Strabone nell' 8., ed Ateneo nel Jib. 13. cap. 11.
de* fuoi Diunofofifli; quale infame ufo trovo
cflere (lato la prima volta ne' publici Tempj
introdotto da un Solone; come fi ha da Nieandro Colofonio , e da un fragmento di Filemone, citati da Ateneo al Cap. 9. del detto
libro. Di tale iniqua ufanza cagione far flato per avventura il foverchio eccedente lufTo
de* Corinti, che vituperato da Platone nel
Dialogo 3. della Repitblica Ma o Cormtio , come perfuade o^ni ragione a credere di que' podedicati

tra quali

poli celebrati eia' Scrittori tutti per ingegnofflmi ericchiffmi, o Romano fofle il ritrovato
dell' altre parti del Corintio, come pare inferire

fi

pofla da Vitruvio, fu quefto altre paro-

e direm folo, che tropfortunate quefte noftre fatiche,


f con effe indur poteffimo gli Architetti dell'
et noftra (i quali con ornamenti si fregolati
confondono e non dilettano gli animi non che
le

non fpenderemo,

po farebbono

de

g'

intendenti,

ma

degl* ignoranti

fteffi

de" plebei ,che delle cofe giufte ed

armoniche
anco nonfapendo il percn, naturalmente s*
appagano J a confiderare le tante bellezze d'un
Ordine s gentile o fu veftigi delle Romane
Fabriche, tante delle quali, e particolarmente il Panteon , oggi chiamato la Rotonda , fono
Corintie, ofu le Italiane de' bi:oni tempi /frale
quali comincieremo fecondo l'jftituto noftroad
efaminare quelle del noftro San micheli , che
molto frequentemente e con grande felicit
del Corintio fi fervi, in Verona, in Venezia, ed
altrove

come pu

molti de' fuoi


Edifici , onde le fimmetrie e proporzioni abbiam
prefe ,cheadefcrivcre comincieremo. La luce
,

vederfi in

mezzo diametro maggiore


due larghezze, il Pilaftro quafi

degli Archi
tezza di

za parte della larghezza della luce

ed

in alla ter-

Mem-

mezzodiametro, come altres r Archivolto. Le Impoftealluogo, dove fi vedranno dife-

bretti

gnate , trafporteremo G* Intercolonni eccederanno d' un quinto e poco pi due diametri


venendo in tal modo a cadere cinque Modiglioni
fra mezzo a que'duc, che fopra faranno a]le Colonne. Alla fetta parte della Colonna non arriveranno 1' Architrave , Fregio, e Cornice , qualora nei Fregio non fieno intagli e fcolturc
.

ma quando voglia il Fregio fcolpirfi,apropcr.


zione deli' Opera, come altrove avvertimmo,
crefceranno ancor le mifuie La Porta dal Sanmicheii prefaingran partedaun' antica, che Ci
vede circa un miglio ion tana da S poleti, e che poi
fu dal Serlio efaminata ed il]ufirata,e propofta nel lib. 4- per modello delie Porte Corintie
Le proporzioni di quefta Porta in tutto a quelle non fon conformi, che ventilammo nei Csp.
3. ove delie Porte fi ragion; nuiiadimeno potrebbono, e non con molta fatica ,ad efl conformarfi , fenza punto aiterarne le fimmetrie ,s
belle in vero ed eleganti , che in s graziofo e
gentil' Ordine meritarono di trovar luogo. L'
altezza delia luce fupera di mezzo diameuo duelarghezze; e 1' Ornamento d* effa la terza
parte. Un ornamento per s alto fu aJ Sanmicheli ncceflario, per dar luogo nei Fregio
ad una Ifcrizione; onde l'Architetto a piacer
fuo potr , quando voglia, fminuirio, e alia quinta parte dell' altezza della luce cfTb ornamento ridurre, come ne* fpezzamenti della Tavola 26. notato vedr il Lettore, L' altezza poi
del Frontifpizio una fia delie cinque parti, in
cui la lunghezza della Cornice far di vifa. Crea il Piedeftallo, fatta in cinque parti la Colonna, effo da due di quelle far formato
.

parti trenta due


1' altezza ho divifa in
e cinque quvti di diciottefimo , d* una delle quali ho fatto il modulo divi fo conforme il

Tutta

Ho

feguita tale divifolito in parti dieciotto.


fione, per non allontanarmi punto dalie mifure, che nei nolro Autore ho ritrovate; ma
chi taledivifione troppo minuta e confufa re

putaffe, nella feguen te di verfa maniera potr


Il
Zoccolo del Bafaregolandola fodisfarfi
mento potr fare di parti tredici e mezza
folamente, e dividendo allora tutta I* altezza
.

in parti
fte faccia

trenta
il

fiio

e due terzi , d* una di quemodulo. Ora poniamoci a con-

fiderare ogni parte a

nutamente.
tri fin'

Il

membro per membro mi-

Piedcfialio,

come

ora veduti, di tre parti

fi

tutti gli ai-

comporr

Il Bafamen*
Bafaniento, Dado, e Cimacia
dei
quale
to ha fotto un Zoccolo,
, alla nepiacer
fuo 1*
accomodandofi
a
,
ceffit de' fiti
membra
fervirfi.Le
altre
fon
potr
Architetto
una
Gola
un
LiAello,
cinque; un Bgftone ,
diritta, un altro Liftelio, eduna Gufcia;
fra le quali s' intaglino il Bailone , la Gola,
e la Gufcia Tutto lo fporto non arriva a un
quinto di diametro; e 'i Dado un nono minore in altezza di due quadri. Vcdrannofi in
quello Dado gli fpezzamenti delia Porta, cio
Architrave, Fregio, e Cornice. Nell'Architrave aito tre noni e mezzo fon fette membra
due Fafcie con due Tondini , e due Gole roAI
vcrfcie, che s' intaglieranno, e I' Orlo
Fre.

V
^J

-5

ORDINE

90

C O R

Fregio determinata altezza non fi prefcrive ,


che dalle varie occafioni dipende , onde ricever
dee norma il buon giudicio dell' Architetto
Della Cornice 1' altezza un diametro e po'
co pi di mezzo diciottefimo , p dodici fon le
membra ; una Gola roverfcia , il Denteilo ,
un Liftello, \\n Ovolo, i Modiglioni, un'al-

Gola roverfcia , un altro Liftello, la Co'


rona,purunLifteJlo,un Tondino, la Gola di'
ritta , e V Orlo. Di mezzo diametro l' aget-

tra

to; e agi' intagli

Gole

fi

membra

diano fra tante

Ovolo, e '1 Tondi-,


po. Nella Cimacia fono fette membra: una
Gufcia, un Liftello, un Tondino, un Ovolo, la Corona, una Gola roverfcia, e 1 Orlo. Sporge quafi un terzo; e per g' intagli ferba
1' Ovolo, e la Gola
il Tondino,
roverfcia,
le

La

rovcrfcic

1'

Bafe, che gran ricchezza ha

di gentilezza e grazia

non cede

membra

di

con cui perqucft' Ordine cor-?


,

fettamente alla leggiadria di


rifponde Le fue membra fon undici il Plinto, il Toro, un Liftello, un Cavetto, un
:

due Tondini, un

altro Liftello,

altro Liftel-

lo, un altro Cavetto, un Liftello, e '1 Toro


fuperiore Le Gufcie , e li due Tori fi polTo.

no

Tronco di quefte Colonne ha

intagliare. Il

d' altezza otto diametri e

deve adornar
in minor

che o
Nella

di

mezzo

e tutto

fi

Canali, ora in maggiore ora

numero, come

le intraprefe

Fabri'

meno o

pi magnifiche richiederanno.
fola Fig. A due maniere di profondarli
dimoftrer. Ma pafliamo finalmente a trattare del Capitello , che per la gentilezza per 1*

ornamento e per

maeft lungo tratto e 1Ionico, e quanti fin' ora veduti abbiamo , fi


lafcia a dietro
In vece di quattro, fono irj
eflb otto Volute, quattro maggiori negli anTali Vo-;
goli , e nel mezzo quattro minori
la

Iute

me

non
nell'

fotto

1*

Ionico

Abaco immediatamente

ma

Caulicoli nafceranno,

da' certi fiori


i

quali

il

co-?

chiamati

gambo

loro

za.

O.

L' Orlo della campana alto una parte ed

un quarto

di

trentafci del Capitello aggirifi

, che curvo e non quadro cfler


deve, come vcdcfi nella pianta. D'un Liftello, ed un Ovolo compofto fia ilCimaciodell*
Abaco, che tutto poco maggiore della fettima parte del Capitello. In mezzo dell' Abaco
intaglifi un fiore che le fue foglie diffnden-

Abaco

fotto r

ma

1* altezza dell'Afi pofproporzioni


baco dee ricoprire. Le altte
raccogliere
profi^
pianta
fono dalla
e dal
chiaramente. Lo fporto delle foglie fi vede nel

do

tutta

fenza eccedere

profilo, dove il Capitello in angolo difegnato,ed tirata una linea dal finimento del Toadino fin al Corno o fia cantone dell* Abaco
la qual linea non devon mai le foglie o le Volute oltrepaffare
L' Architrave alto mezzo
diametro ha fette membra: tre Fafcie , due
Tondini con una Gola roverfcia , che s' intaglieranno, e l'Orlo. AH' altezza dell* Architrave pari quella del Fregio , eh' io qui
fchiettp e fenza ornamenti ho difegnato ; e
quando eflb tale far vogliafi , perch riefca
.

pi graziofo, non fia tutto a piombo ma fi


pieghi nel terminare, e rivolgafi per atpaccarfi all' eftremo Orlo dell' Architrave. Non efclude per si' intagli e fcolture di cofc all' intraprefa Fabrica convenevoli ; quali per non

confondere e fminuzzare , efCpr devp l' intagliato Fregio alquanto maggiore. Sia la Corfei
di
noni
con undinice
diametro

membra ; una Gola roverfcia , un DenModiglioni,


tello, un Liftello, un Ovolo,
un altra Gola roverfcia , la Corona , pur un
altra Gola roverfcia , wn altro Liftello, la Gola diritta , e r Orlo
L* agetto eccede d* un

ci

diciottefimo 1' altezza; e fra le nominate membra fcielganfi per g' Intagli 1* Ovplo , e le

veggendofi in quefta Cornice MoDentelli contro J' opinione, cooflervato fu , di Vitruvio , potr per avven-

Ma

Gole.

diglioni

me

in mezzo delle foglie nafcondendo adorneranno vagamente tuttala campana del Capitello.
Le due foglie poi , che faranno in qiie* Caulicoli , con r eftremit delle Volute faran congiunte. Sotto Caulicoli in due ordini divife
vedrannofi 1* altre fglie, che otto faran per
ordme, e quelle d' Olivo o di Quercia o d' A-

Autore degno
da Vitruvio biafimate nelle fue Fabriche non isfugg Con qnal
r^ione dunque il noftro Sanmicheli efcuferemo? non con altra certamente , che con 1*
inveterata confuetudine ancora degli antichi
Architetti, i quali nelle ottime Romane Fa-

canjo fecondo

briche ci tanto introduflro e fi frequentemente adoperarono, che Io rendettero fami-

il

dire di Vitruyio imiteranno.

Difcendendo pofcia alle proporzioni , la Campana o fia Fufto del Capitello con I' Orlo ha
a* altezza un diametro intero ;e fi divide in tre
parti. Ne rimane una alle prime foglie, una
alle

feconde , e

la terza alle

Volute , che nel-

medefima guifa girar fi devono , come infcgnato abbiamo nell' Ionico. La piegatura
poi delle foglie fu un quarto della loro altezla

tura parere a molti


di riprenfione, che

il

noftro

cofe

gliare

1*

odiofo nome

d"

abufo di

mano

in

mano

togliendoli, quel credito e quell' autorit, che all' altre regolate co{e fu data,

a poco a poco gli conciliarono.

Dopo il Co-

rintio del Sanmicheli pafliamo fecondo


noftro ^ftituto a quello di Vitruvio.

OrJiw

il

ORDINECORINTIO,

91

difcopririoin alcuni luoghi de'iibrifuoi.

Ordine Corintio di Vitruvo.


r^
A D r
i-.Ai'U

YY YVT
AAAVl.

POcodelCorintioabbiamodaVitruviOjIecui
parole, come dicemmo, inducono a credere
fufTerone'tempidopolui, trattone il Capitello,
le diverfit di queft* Ordine invenzione de' Ro-

mani

Ma f da Vitru vio tolto

trovamento

dell'altre parti

Corintj

il

ri-

fembra che ad

eff

a'

Nel

ir.

dell* iliade chia ma

pi tolto fia dal dottiamo P. Villalpando


nelV Apparato della Citt'f Tempio d Gierufakmfw, fecondo il quale pare la prima Fabrica di
quefl' Ordine fofle il Tempio di Salomone,ch'
egli Corintiocon l'autorit diGiofeffo giudic.
(- ) E f bene il tefto da noi addotto ha la parola
affai

egliTroja, forf intendendo*


fj de'fontiiofi Palazzi e Tempi , che in efla crano^Citt bene edificata; (Oenell' OdilfeadPilazzi ornatifTimi ragion, nelle defcrizioni de*
quali a me par certo di ritrovare Colonne, Fragi , Corniciamenti , Triglifi e Metope ; come a
cagion d' efempio nel 4. libro , dove fa meraviglie Telemaco con Pififtrato figliolo di Neftore
delbellifllmo Palazzo di Menelao, paragonan-

doloalla Reggia di Giove; e nel 7. , dove defcritto inmolti verfiedifFufamente quello d' Alcinoo; e meglio nel 19. dove fi parla di quello d'C-O

Ulifle.Poinel Tempio di Dagone, oveSanfone


per , non eran Colonne ? e f in altre Regioni a-

Z)owK>,dalconteftofivede,ch* ivi non parl il


Villalpando della Cafa del Libano, ma del Tem-

vantiSalomone fiate non

foflero bene architetta

te Fabriche, come potea

Salomone chiamar da

Anziparech'efTointendafofrequelTempo
la prima origine della buona Architettura ; (*)
ondenefeguirebbe,cherOrdinedi tutti pi am
ticofoffe il Corintio, e cheCorintio pi non foff, maGiudaico,echefoIdopoquella Fabrica la
perizia e l' ufo della noflr' Arte a difFonderfi coniinciaffe per l' altre Nazioni Per quanto a me

Tiro e da Sidone peritifllmi Artefici , che fecero


Colonne e Capitelli? Cornei Re Fenicj ed Egiziani tante milliaja d' Operaj mandarono in

pio.

ne pare,

trovo ne* libri rfe'i?e,<f<r'P^r<?^>owm,?G/Vw;;V7, e dovunque del Tempiofi


tratti, onde con fondamento, ch'elfo fofleCorinio nulla

tio,fipolfaflabilire;anzilemifure,cheleggone*
detti luoghi, e in GiofefTo Ebreo 1. 8. e. 3. n
al Corintio , n ad alcun" altro de' noti Ordini
Se poi pi antico princi'
fi poffono ridari-s
pio che da quel Tempio U nobile e regolata
Architettura ivc(re,nn far per afferirlo fondamento fu Tragici e fu ^i altri Poeti Greci , n fu Poeti Latini , ne' quali fi leggono Delubrie Palazzi con Loggie, A trj, e Colonnati e in
Troja,eavutida'vecchj Re Tebani, Argivi, e
Latini pi antichi di Salomone; n che ricavifi
.

da' Scrittori gravi fofle prima di

Salomone

alzata

qualche Piramide Egiziana ; n che altres prima


alcuni famofi Tempj de' Greci , calcolando fu
quanto fcrivono antichi profani Autori, foflero
cominciati ; n che fecondo eO il Dorico e l' Iomeo inventati roflero da poco lontani dilcendenti di Deucalione, bensfalfamente confufo da*
Greci con No , come oltre Ovidio fi vede pi
chiaramente in Luciano nel Dialogo della Dea
J;>/^,maperancorafecoiidopi veri computi

molto
pa(r!,e

Salomone

fi

anteriore. Tutto ci fi forconfiderin folo le autorit, eh' ora ac-

cenner Omero fecondo il Cronico Eufebiano


coetaneo, f non anteriore, a Salomone; pure
che a* fuoi tempi fi fapeffe ben fabricare, mi par
.

Gierofolima ? come tanta fcienza edottrinacra


inguel TirioArchitettocoslodatonellib. j.de
E.e cap. 6. e in quella Pilbla del Re di Tiro , che
fi leggein Eufebio al 9. della Preparazione ? inalmente T ifteffo Villalpando nell. 2. e. 2. di
quel Tomo non chiam , e affai fondatamente,

Uosh primo maeflro

eprecettore dell' Architettura?

L' origine della nollr Arte non par dunque


debba al Tempio Gierofolimitano riferirfi; ma
dettocicosl trafcor rendo , parliamo del Capi'
telloCorintiodi Vitruvio. Altoeffo facciafi un
diametro intero; poi formifi nella fua pianta una
diagonale, che lunga fia due diametri , per mezzo della quale e uguali avremo le quattro faccie,
e giufta la lunghezza dell' Abaco, che curvo di tale lunghezza elfer deve la nona parte, e alto la
fettima di quella del Capitello. Nel rimanente
proceda efio Capitello, come il defcritto nel San'
micheli. Avverto, ch'avendolo 10 difegnato fcondo la mente di Vitruvio, v'ho aggiunto, per
non lafciarlo cos nudo , 1 Architrave , Fregio , e
Cornice Ionica, e la Bafe Attica,

q^^-^^

^^^^^^^-^ ^^//.

CAPO

^/^^^^;

XXXVIL

Ltro dir nOn occorre dell* Alberti, che f-


.zVgul'opinionedi Vitruvio; e folamente nel
Capitello, il quale a quello di Vitruvio fece fimile, e nella Cornice, dove (e non bene^ in
vece di Corona pofe i Modiglioni, dalle firnmetrie Ioniche s* allontan,

Ordine

Domum ^guam ipfemet


Omnem Rom'2norumaut

(Jofcphus )J!xer/7t Corinthta opire fuffeelaboratam. Villal. T. . P. t. ! 5. e- 18


(b)
Gntcoruntarcbite^andi ration>my lut fi qu tj ali a nobilier ^ vfl viwJHer t ab iujus Fa'
brici rat ione ejufque ideit difumptam fuijfe
Villil. T. X. P. l, I. t.C.I).
(e) Sene adifiiata Civitatir. Hotner. Iliados It.
(d) Enimuero tnibi parietes domorurit , puUbraque intergnia ,
AhitgMqui tfab't^ C? c:'umna furCum ttndeHttt i}e. Hoin. Odyf. 19.
f^)

T. y:xvii[

ORDINE CORINTIO.

94..

Ordine Corntio del Palladio.

CAPO

XXXVIII.

NEIfamento

poco minore di due terzi di diametro , ed ha fei membra: un Zocco, un Baftone, un Lillello, una Gola diritta , un al"
tro Liftello,ed una Gola roverfcia .S'intagliano il Baftone, e le due Gole; e lo fportoaun

quarto

di diametro dee pervenire. Alto un diametro e poco pili di fette duodecimi 1 Dado , e non gi un diametro e mezzo , come nota le Blond La Cimacia , che s' inalza quali
tre noni di diametro, e fporge un quarto, ha
fei membra
una Gola roverfcia , un Liftello
un Ovolo , la Corona , un' altra Gola rover.

l'Orlo; potendoli intagliare l'Ovolo,


due Gole. Belliflima la Bafe, la quale

fcia, e
le

all' Attica fomigliante, f non le di membra pi ricca, e fu pera d'adornamento e vaghezza quante fino ad ora vedute abbiamo.
Come di tutte 1' altre, mezzo diametro l'altezza; ed otto fon le membra .'il Plinto, il Toro, un Tondino, un Liftello , una Gufcia,

un

Liilello, un Tondino, ed un Baftone. Il


fuo fporto tre quindecimi di diametro; e le
membra da intagiiarfi fono il Toro e '1 Bacone. Il Fufto della Colonna non arriva ad
otto diametri; e '1 Capitello da quello delSanmicheli n jn div^-ifo
Dell* Architrave alto
quafi due terz? -^tto (bn le membra tre Fa.

fcie, tre

Tondini, una Gt^la roverfcia, e 1'


Orlo; e fi potranno intagliare i Tondini e la
Gola. Il Fregio, che minore di mezzo diametro, non nnifce a perpendicolo, ma finuofo, come abbiamo veduto nel Sanmicheli, Nella Cornice, che s' erge due terzi e mezzo duodecimo, e fporge poco pi, oltre il Cimacio del
Fregio, eh' una Gola roverfcia ed un Liftello, fono undici membra: una Fafcia, un Liflellp, un Ovolo, i Modigliani, una Gola ro, un altro Liftelio , la Corona , una
roverfcia, pur un Liftello, la Gola di-

verfcia

Gola

e l'Orlo. S'intaglieranno le Gole e 1'


Il Piedeftallo il quarto, d'Architrave, Fregio, e Cornice fono il quinto della

ritta,

Ovolo.

Colonna. Tutta T

altezza

fi

ventifette e quattro decimi


li

fi

former

Otto,

come

il

Modulo

nella

Tavola

divider in parti
d'

una

delle

qua-

divifo in parti dieci^

XXXIX.

Ordine Corntio dello Scamo^i,

CAPO

ed un terzo, e fatte d" eflb nove


manco un ottavo ,due faranno per loBa-

tre diametri

parti

Corintio del Palladio l'altezza del Ba

XXXIX.

famento, per la cimacia un' altra, e le altre


tutte, che reftano,peril Tronco. E' dunque
il Bafaraento alto tre quarti , con fette mem-

un Zocco, un Baftone, un Liftello, lina Gola roverfcia, un altro Liftello, una Gufcia, un Liftello, ed un Baftoncino
L' Agetto d' un quarto; e le membra, che ricever
poflbno intaglio, fono i due Baftoni e la Gola
Nel Tronco , che in fondo ha un Liftello
come in cima altres, V altezza di due duodecimi e mezzo oltre due diametri Nelle fronti fai' Autore un riparto con due Liftelii , che
in mezzo prendono una Gola , la quale far
bra:

Non dee tal riparto all' indentro


poich
debolezza cosi moftrerebbe ,
,
ma facciafi rilevato in fuori La Cimacia
tre ottavi , con nove membra una Gola roverfcia, un Liftello, un Tondino, un altro Liintagliata.

incavarfi

ftello, la

luogo il Corintio rifervar volle Io Scamozzi , che di tutti gli altri Ordini il pi gentile ed ornato lo giudic Il Piedeftallo fecondo queft* Autore ha d' altezz*
.

Corona, un Tondino, una Gola


1' Orlo
Tutto lo fporto arriva a

roverfcia, e

duodecimi e mezzo; e per intagliare prendanfi le due Gole e 1' Ovolo. La Bafe belliillma, e quale gi defcritta fu nel Palladio.
Il Fuftos'alzaotto diametri ed un terzo, e di
tre

fopra un ottavo della groflezza da piedi fi fminuifce. Quefto Tronco dall' Autore fi vorrebbe o fchietto, o di fole fcanalature adornato,
com'egli fcrive a chiare notenellaP. 2. l-6.cap.
II. onde leggiadra idea fu quella di le Blond,
che vi pofe le Colonne fpirali , quali ancora
vanameute con un ramo accerchi , adoflando
al povero Scamozzi ci, che appunto da lui fi
conda nna nel detto Capo , e ci , di che non fi vede veftigio alcuno in tutti i libri, e difegni fuoi,
n in quante Fabriche o per vifta o per relazione
fappiamo che furono da lui lafciate Il Capitello
pure, come la Bafe , a quello conformafi del Palladio L' Architrave alto due terzi di diametro ha
.

nove membra: tre Fafcie,dueTondini ,dueGo.


le roverfcie , una Gufcia , e 1 Orlo S' intagliano
i due Tondini , la Gola , eh' tra le Fafcie , e la
Gufcia. Il Fregio fchietto ha d* altezza otto quin*
decimi , ma con g' intagli deve eccedere i tre
quarti Della Cornice, che d'altezza e projettura ha q uattro quinti , tredici fon le membra una
'

Gola roverfcia, un Liftello, un Tondino, un


Ovolo, i Modiglioni, un' altra Gola roverfcia,
un Liftello, la Corona, un LifteliOjpur un'altra
Gla roverfcia, pur un Liftello, la Gola diritta,
e l'Orlo. Le tre Gole roverfcie e 1' Ovolo ammettono l'intaglio. Il Piedeftallo un terzo, e 1*
Architrave

ALrulrimo

|
'

della
ti
il

Fregio, e Cornice fono

Colonna

il

quinto

divider tutta l'altezza in partrenta e due terzi , d' una delle quali fi former
modulo divifo in parti dieciotto, come nella

Tavola

Si

XXIX
Ordine

T XX/X

.^

ORDINE CORINTIO.

96

Ordine Corntio del

,
.

CAPO

Rateando

Corona, pur un altra Gola roverfcia , un altio


Liftello, la Gola diritta, e r Orlo Lo fporto c-

Serl'to

XXXX.

di queft'

Ordine piacque al Ser-

per quello , che fpetta al Capitello , le


di Vitruvio calpeftare, ma
l'altre parti, nelle quali effo e dal parere di Vitruvio e dalle fimmetrie
Ioniche s allontan. Non potendoli il Piedeftallo con le dieciotto parti del Modulo a giulio

medefime veftigia
non gi formando

ftifllma mifura ridurre, da noi

di lui

per fecondo

la

guagli l'altezza, e la fuperi ancora , f fi voglia ;


poichquanto pi fporge la Cornice , tanto apparifce pi nobile e maeftofa. Il Piedeftallo Ila il

come nella T.
Ordine Corintio del Vignala

divifo in parti dieciotto,

libri e difegni indagare


fpiegato. Sia dunque largo

mente, che ne' fuoi

procurammo, far

Plinto della Bafe; e fatte pofciad eflb


Plinto tre parti uguali, indi a quelle tre aggiunte altre due, da tutte quelle parti l'altezza del Dado verr formandoli; la qualepoi divifa in fette parti due altre parti uguali a quelle

quanto

il

Cimacia e '1 Bafamento difpcnfer ; venendo in tal guifa tutto il Piedeftallo a


comporli di nove parti , come pure vedremo
dover farfi della Colonna. Le membra medefime, che quella del Sanmicheli , ha la Bafe,
quale mez/.o diametro, e fporge un quarto,
dalle quali mifure deviando nelle fue Tavole il
Cambray,fu cagione che Ifuopoco felice compendiatore le Blond alteralTe e confondere
fette fra la

tutte le proporzioni del Serliano Piedeftallo.


qui paflar fi dee fotto filenzio un' utilif-

fima regola del noftro Serlio, fu la qualeeformandoh quefta Bafe e in qualunque altro cafo
fi dovr porre dall Architetto diligentiflima offervazione. Oliando fiala Bafe all'altezza incirca del noftro occhio, regolate faranno ed ottime le aflegnate proporzioni; ma f la Bafe in
luogo fuperiore all' occhio de' riguardanti far
collocata , maggiori allora fi facciano tutti que'
membri, che da altri membri verranno per la
diftanza ad eflere occupati. Se poi, come accade, un'Ordine all' altro fovraponendofi , in
maggiore altezza far la Bafe, meno allora numerofe fieno le membra , che quanto di numero fi fminuiranno, altretanto di fodezza maggiore dovran formarfi Il Furto della Colonna
.

abbia fette diametri, come


Nel Capitello s'attenne egli, come dicemmo,
alla dottrina di Vitruvio ; nulladimeno con grandiflima ragione, e per lo diligente ftudio da
quello dell'Ionica.

Antichit, nel tefto di Vitruvio


, e volle non doverfi nell' aftegnata mifura conprender 1' Abaco. L' Architrave, trattine i Tondini aggiunti in mezzo alle
Fafcie, nel rimanente come l' Ionico Il Frelui fatto fn le

fofpett errore

gio un ottavo maggiore dell' Architrave; nella qual mifura gli sbagli del Cambray furono

pontualmente feguiti da le Blond Di due Cornici , eh' egli propone quefta, che fti da me fciel,
ta, ha poco pi diquattrofeft d'altezza , e dieci
membra ; una Gola roverfcia , un Dentello , un'
altra Gola roverfcia , un Liftello , un Ovolo la
.

Colonna

;e quafi il quinto fieno l' AreCornice. Tutta 1' altezza fi


divider in parti vent'ottoe in un ottavo di diciottefimo , d'una delle quali fi former il Modulo

terzo della

chi tra ve. Fregio,

CAPO XXXXL

Qllanto elegante

XXX.

l' Ordine CoVignola ritrovafi

ed ornato

rintio che nel libro del

ipero ,che tanto far per rinfcire a' miei Lettori


dilettevole la dichiarazione, ch'ora intraprendo

Veranienteconfiderando;ch' elfo, libro del Vignola vada tutto d per le mani degli Architetti
de' noftri tempi, fi vede il famofo detto di Medea prelfo Ovidio in loro avverarfi, che con s
belle idee e perfette

modinature fotto

vogliono a bella pofta con

le

zioni di fregolato corrotto gufto

taminare

gli

occhi

irragionevoli inven-

Ma fenza replicare

loro edificj con-

lamenti , alla
quattro diametri,e di due fcfti il Bafamento inquefte cinque
membra compartiti : un Plinto , un Toro, un
Liftello , una Gola diritta , ed un Tondino ; tra
le quali il Toro , !a Gola, e '1 Tondino fi poftbno
intagliare. Il Dado ha nel fondo un Liftello, ed
un altro nella fommit. La Cimacia, che non
.

cofa difcendi:uno.

Il

altri

Piedeftallo

fia di

deveeguagliare, comedifegna le Blond , ma fuperard'undiciottefimo il Bafamento, ha otto


membra un Tondino , il Collarino , un Liftel:

un altro Tondino, un Ovolo, la Corona, una


Gola roverfcia , e l'Orlo. Sporge due noni ; e s'
intagliano l' Ovolo , eia Gola La Bafe e '1 Capilo ,

tello

fono conformi

a quelli del

Sanmicheli ; e

'i

Tronco della Colonna d'otto diametri ed un


terzo. Neil' Architrave di trequarti di diametro
fon otto membra tre Fafcie, due Tondini , due
Gole roverfcie , e l'Orlo. S'intaglieranno i due
.

Tondini

e le

due Gole.

Il

Fregio nell'altezza

, avendo nella fommiTondinoLa Corniced'un


, ed un
t un
diametro intero ha dodici membra una Gola roverfcia, il Dentello, un Liftello, un Tondino,
un Ovolo , Modiglioni , una Gola roverfcia , la
Corona, un* altra Gola roverfcia , un Liftello , la
Gola diritta , e l' Orlo Quanto s' alza , fporge altrettanto non compiefo per quanto fporge il
1"
Cimaciodel Fregio/epergl'intsali fcielganfi
Ovolo, le Gole, e '1 Tondino. L' Architrave,

pareggiafi all'Architrave
Lirlello

.'

Fregio, e Cornice eguaglino la quarta parte della


Colonna , qual proporzione d" un fefto luperatadai Piedeftallo. Tutta l'altezza fi divider in
parri trenta due,

d'una

delle quali

fi

Modulo divifo in parti dieciott come


vola

XXX

formerai!
nella

Ta-

-^

ORDINE CORINTIO

S8

poda; un Liflcllo, un Tondino, il Collari'


no, un altro Liftello,un Tondino, un Ovo"
Io, la Corona, una Gola roverfcia, e l'Orlo. Sporge efla un fefto, e agi' intagli conce-

Dff^r Intcrcvlonn') Archi ed Impofie


cfeir Ordine Corintio.

CAPO

XXXXII.
che a
da
diame d' altezza mezzo

Sanmicheli una
Impofte
FRa
me fembra elegantinfima ho
del

le

fcielta

In elTa
dichiarare
un fefto, ed undici fon le
fporto
di
tro,
.

il Collarino, il Tondino fuperiore, l'Ovolo, e la Gola. Ma negl'Intercolonni una proporzione adopera il Vignola da tutte le proporzioni di Vitruvio molto diverfa , facendoli

de

mem-

bra: unLilklIo, un Tondino, il Collarino,


altro Lilina Gola roverfcia, una Fafcia , un
Ovolo, la Corona, pur un altro Li-

due diametri ed un terzo; il che alla maniera


Enjylof pi , che ad alcun* altra , s' avvicina.
In quell'Ordine per r Architetto a quella potr d: tali proporzioni,

bello, un
bello, la Gola diritta, e l'Orlo. Le migliori
membra per g' intagli fono I" Ovolo, le due
Gole,e'l Tondino. Volendofi poi fecondo U
mente del Palladio far doppj Colonnati, fi
dovr la luce dell' Arco (compr^-ndendovi per l'Archivolto) far due volte e mezza

al-

in

poco pui di tre qua


membra il Collarino 5 un Li ftello,
nove
gali ha
una Gola diritta, un altro LiTondino,
un
ftello, un Ovolo, la Corona , una Gola roverfcia, e r Orlo. L' Agetto d'un quarto ;e

che

gli far

pi a grado,

applicare con libert. Null.-idimeno fi dovr


porre avvertenza , che i Modiglioni delle Cornici

vengano fopra

a cadere
il

Da

le

mez^arie delle Colonne

quefti fin' ora efaminati Autori

Serlio nella luce degli Archi

molto difcor-

de; impercioch quefta, fecondo lui, non folamente none didiie larghezze, o maggiore, ma

in queft'

Ordine

dilettevole riufcire

Una

di

delle fu-

Impofta di;
ce, che la proporzione del Capitello Dorico,
purch dijfferenti fieno le membra , poffa adoperarfi. Ma perch, come molte vlte replicammo,

Tondino, la Gola diritGola roverfcia; accioch


tant' intagli bene 1' Opera

noftraintenzionee del buono invogliare Fabricatori , e con l' efempio del buono fotto gli occhi
ridurli a correggere il viziofo, e perch li poco

Ordine

ftudiofi Architetti d'oggid neftlinacofa dal fu-

facendofi Colonnati femplici


corrifponda
vuole queft' Autore s'adoperi,come nel Porti-

rore di loroinezie intatti) Iafciarono,e per tutte


IcArchitettoniche parti fcorrendocome invafori,

ben farebbe
dette

intagliare quafi la

membra, cio

ta, r Ovolo, e

la

con l'ornamento

di

alla leggiadria e delicatezza


.

met

il

di queft'

Ma

quelle tre parti

'I

Pilaftro

e per

l'

eimpreftipertutto lafciandoi veftigj di lor faccheggio, le bellezze )egrazie, e le regolate fimme


dornVfonepT ricchi i
triedevaftarono,e pofcro in rovina ;ho creduto
larghezze
due
di
dello Sca mozzi. Poco meno
ancora neceflario il difegnare varie forme di BaPilaArchi
Ne'
degli
e mezza effo fa la luce
lauftri, o vogliamdire Colonnette, quali da"
Pallamedefim.i
del
proporzione
ftri ofterva la
nortri Italiani de' buoni fecoli ottimamente inAlctteitj
pi

le
adornarli,
per
vie
dio; ma
ventati , e perfettamente in ufo polli, furono poforma di Pilaftrini , fovraponendovi il Capifcia corrotti e guafti e refi deformi dagli altri Itatello, indi r Impofta Di quefta duefagome,
liani, che dopo viff^ro. In ninno antico Scrittofecondo l'ufo fuo, una maggiore , e minore
re, eh' io fappia , n in alcun frammento d' antil'altra, fono da lui propofte. Alta la prima
ca Fabrica fcorgefi d'elfi veftigio alcuno: onde o
undeci duodecimi con tredici membra due Fanon vi furono, o f vi furono, fin la memoria ne
fcie, tre Tondini, tre LiftcUi, due Gole roper, a talechedenoftri ftudiofifllmi buoni Itaverfcie, una Gola diritta, la Corona, e l'Orliani tutta la lode , che di quefto ritrovato , il
lo. Intaglifi il Tondino, eh' tra le Fafcie ,
tanta grazia e adornamento accrefce alle
quale
con le tre Gole La minore cinque noni, e nel
tutFabriche
, arrichiftro T Architettura, In
rimanente affai fomigliafi alla maggiore G'
laude
gli
Ordini
polTono
elfi
Balauftri
con
ti
Intercolonni fieno d'un diametro e mezzo feadoperarfi io per, come ornate cofe, gli ho vo
condo la maniera Pycnoflyhs. Dopo quefti tre
"

^
..
.
luti a quefto s leggiadro Ordine rifervare. Ma
Archi
un
gli
palfiamo' al Vig/iola , il quale fa
col divino aiuto avendo a baftanza,per quanto
larghezin
di
due
maggiori
altezza
duodecimo
noi polfiamo.jeaquefto cagli precorfi Ordini
d'
elTa
larghezza
Pilaftri
il
terzo
Vuole
i
ze.

co
^^ della Rotonda,

la
_

Pi a
comporti
Colonna'ti

maniera Sijyhs

"

con fopra la Importa tanto alta, quanto fono


larghi Membretti , cio mezzo diametro. Con
gli Aflragali nove fono le membra di tale Imi

fodisfatto', ci

andremo

al fine

delle noftre fati-

che avvicinando, e dell' ultimo fra li cinque Ordini, che degl* Italiani 'i fecondo , palTeremo a
ragionare.

ORD-

TXXXI

Palladio

ICO

ORDINE COMPOSITO
DEL

SANMICHELI
CAPO
XXXXIIL

FCco finalmente a
,

pofTono

quella perfezione, a cui


Uomini un' arte

ritrovati degli

ridurre, la noftra facolt pervenuta, merc 1*


Ordine Compofito o Romano, che alcuni differo Latino e Italico ,dagli antichi Romani inventato, dopo il quale ogn'induftria fin' or fu

vana, ed ogni fatica per aggiungere all' ArchiV


ttettura nuove bellezze; come quelli han fatto
conofcere, che appunto per ci tentare , anzi
che confeguirlo,la ftrada pur troppo aperfero
air errore e al depravamento. In quelV Oidi
ne accoppiate fi fono le bellezze e le grazie
tutte, onde i fuoi l'ingegnofa Grecia adorn,
le Quali con tanta leggiadria e con s mirabil
giudicio da' Romani unite furono e mefcolate, che cofe affatto nuove e tutt* altre dalle
gi ritrovate poterono raffembrare. Ben da ci
non molto inferiori agl'ingegni de' Greci quelde' nofiri Italiani

poflbnogiudicarfi , e certo di maggiore difcernimento ; impercioch a


me pare ficuramente, f non di pi ingegno
almeno opera di giudicio maggiore , un' arte
da altri prodotra cos accrefcere , migliorare,

li

e pulire

che

compimento

creduto efla a quell' altezza e


efler giunta, a cui le forze dell'
fia

umano ingegno
follevarla.

Pare

et induftria gi

mai

d*

efft
y

Nella verfione del qual luogo gravemente il


Caporali inciamp, che nella parola Pulvinari, quale deve intenderfi per Ionici ^ come fopra un altro luogo di Vitruvio dimolra il
Barbaro, equivoc con Pulvinare qual fignifica guanciale, o vero letto maritale, come preffo Giuvenale nella Sat. 7. ,overo Origliere, come prelTo Ovidio nel i. dell' Arte d' amare , o
anche letto confegrato a' Dei , come preflb
Livio nel 22; onde il buon Caporali in vece
d' Ionici tradufie pofli ne' letti. Ma tornando in
iftrada , il fudetto luogo di Vitruvio trapaffato con filenzio dal Filandro, e dal Barbaro,

n fopra vi fecero oflrvazione i noftri vecchi


Architetti per altro intendentifllmi di Vitruvio;e i primi furono, per quanto io mi ricordi,
il Rufconi , e lo Scamozzj , che '1 detto luogo
efaminando s' accorgefiero ivi eflere accennati
i principi, avvegnach molto pianchevoli, del

Compofito Ma dopo fu , che '1 nobiliffimo


Romano Ordine fi {labili e dilat facendo al
.

pofTano

a noi aver difcoperto in quali

li, de*

modo

quel felice fpirito , che di quefi" Or?


primi lineamenti produceffe, non fi pu
in modo alcuno fl:r.bilire; n dove degli Ordini Vitruvio ragion, fece del Compofito menzione alcuna, dal quale anzi per lo naturale
amore di fua Nazione farla dovea pi diffufa
ediftinta; onde fondato indizio far fi pu ,
pofteriore eflere fi^ato a' tempi di Vitruvio un
s fublime ritrovamento. Nulladimeno da un
luogo del lib. 4. Gap. i. fi pu congetturare,
che ancora a', tempj di lui averte il Compofito

come

il

Compofito

acquillalfe grido;

ma

fia fiato

dine

qualche cominciamento , ma picciolo ed imperfetto, n tale, che fare ufo f ne potefle


per l'intero ornamento d* uno Edificio Dice
dunque Vitruvio parlando de' tre generi di Colonne inventati da' Greci;
fono altre forti
di Capitelli che fopra le fleffe Colonne venf^oa
.

Ma

, nominati con varj vocaboli , le proprie firn'


metrie de' quali e le maniere delle Colonne non
pojfiamo nominare; ma ben veggi amo y che i nomi

pofli

pompa di fiie bellezze in BaTempj, Terme, ed Archi Trionfa-

publico magnifica
filiche,

chi

tempi

fon commutati y e tratti da* Capitelli Ca-

Ionici y e Dorici \ P ^e lro fimmetric alla


fottigliezz^ di nuove Sculture furone trafportate .
rinij

quali ultimi , che far doveanfi oltre


magnifici ed ornati, la maggior parte,

da' nofiri eruditiflmi Autori con gran


diligenza ofllervato tu, diqueft'Ordiue fu inalzata. Fuori d' Italia , oltre diverfi vcftigj d'
Archi e di Tempj, quelja Bafiiica in Nimes
fatta in onore di Plofina, che chiamata mirabile

come

da Sparziano in Adriano, fu Compofita,


Scamozzi , che gli avanzi at-

afferifce lo

tentamente confider. Tengo per certo, f


debbo arditamente palefare l'opinion mia, che

Compofito alla fua perfezione arrivafle folamente dopo la morte di Vefpafiano, e quando Tito folo imper a cui qiiell' Arco fu al*1

zato, che di tutte le bellezze ed ornamenti s


pieno di quefi' Ordine il pi^'l nobile efcmplare. Di quefio mio parere indubitata prova
licavo da Plinio, che nel lib. 56. cap. 23. delle Colonne, e degli Ordini favellando omifc
il Romano, di cui taciuto non avrebbe ficuramente, f quando egli ci fcrifle, tale queft'

Ordine

fufle fiato,

qual fu poco dopo

a'

tem"
pi

'ORDINE COMPOSITO.

jri

Tito. Opporre mi fi potrebbe, che 'iColifco, che a' tempi di Vclpafiano il Marchefe
MafiFei nel li. i. Gap. 4. degli Anfiteatri , yrova con giandiirime ragioni fi comiiiciaffe, da
molti valent' Uomini in parte Compofico fu
credulo. Se Compofita foiTe quella gran Fabrica, non capace di fcioglimento farebbe Toppofizione; mail fatto , che s' ingannarono
quelli, che cos d' effa hanno giudicato. Su le
pi

lii

Tavole del Colifeo ne' libri del Serlio, e del


Defgodetz veggo la Bafe Attica , la miiura
Capiteldelle Colonne Corintia, e Corinti
i

li.

CoriMce,
Compofita, nulla farebnoi; impercioch folo a' tempi di

Qiialche dubio rimarrebbe fu

chequando anco
be contro di

ia

forte

Tito effa VI fu porta, fotto cui fu ridotto arine quell'incomparabile Edificio, come non fo-

ma

prova incontrartabilmente il
Da queft' \rco e dall'
fovralodato Maffci
1'
noidea del Compofito
Anfiteatro prefero

lo afferifce

ftrinrtoraton di quella facolt, i quali nella


formazione di quelV Ordine come in due fchiere fi divifero. Quelli , che meglio avvifaronij
e che per efemplare del Compoito fi prooofero il detto Arco, ed altre Antichit , d.-lle
quali nel Capo 46. faremo noi menzione ,
vaghiffiino lo han formato e fopra tutti gli altri pien d'ornamenti, come appunto fi conve-

numero affai maggio-

niva; e qiKft furono in


re,

come

e ne' libri e nelle

Tavole

d'elfi

li-

, e in Edifici d'ogni genere da noi fu offcrva1'


to. Gli altri poi , che ne vollero per idea
Anfiteatro, la cui fommit, non Co con qual
rdine , pi
ragione, giudicarono di quelt'
fodo r han refo e men ornato; e quelli furono in numero affai pi fcarfo , e forf alcuni
foli de' pi antichi, che al rifoigimento de. la

bri

migliore Architettura poneffer mano.Diquefta feconda fchiera fu il noftro San micheli, che
per del Compofito non fece frequente ulo

forparticolarmente nell' Opere delicate ,


marle quali effo pi fovente il Corintio Or^
dine adoper. Nulladimeno alcune fiate egli
fece molto adorno anco queft Ordine; ne' quali cafi le altre parti Corintie ai Capitello ComMa oramai tempo far, che
pofito fovrapofe
paffiamo a defcnvere le Compofite propoizioni, e ad una ad una le parti a confiderarne
Tutta
fecondo la mente del noftio Autore
,

l'altezza

fi

divider in

diciottefimi ed

parti trenta

un quarto, una delie

quindici

quali fervi-

r di Modulo, che fi divider in parti dieciotto fecondo il confueto. Cominciando dal Piedellallo, che veramente formato fu dal Sanmicheli con molta grazia e bellezza , effcr de-

ve fecondo lui maggiore della terza parte; el*


Architrave, Fregio, e Cornice quafi la fcttima parte della Colonna La luce della Porta
.

nella larghezza quattro diametri manco un


duodecimo , ed otto e un nono nell'altezza. Di
queft'altezza non arriva l'ornamento alla quarta parte; ma ben arriva il Frontifpizio alla
quarta parte della lunghezza della Cornice ,
che dal! una e dall' altra parte -avr pendene nel
ti le fue Cartelle, come nell' Ionico
Corintio abbiamo veduto. L' altezza del fudetto Piedeftallo, e ha Bafamento, Dado, e
Cimacia jfupcrar deve tre diametri, e tre quarti. Nel Bafamento alto cinque duodecimi , e
che quafi fporge un quarto , cinque membra
fieno fchictte, cio un Zocco , un Liltello,
una Gufcia, ed altri due Liftelli , e tre da
intagliarfi, Cloe due Tori , e una Gola diritta, il Dado s' alza tre diametri manco un nono; ma in un Ordine tanto delicato , e d' adornamenti si ricco, farebbe ottimo penfamento con qualche riparto

li

all'

abbiamo, arricchirlo,

to

il

infuori,

Come

ciei-

che dal Sanmiclie-

Non

e da tutti gli altri buoni fu praticato.

potrebbe a baltanza cfpnncre , qual giovamento ad un Edificio apportino cotefti iip irti, f a luogo fuo e yiudiciofaiienie fien poCi

rti,

lazzi

quali p.ircicolarincnte in

Ghiefe

di

Pa-

facciate di

e d' altre cofc

dove

piii

richiede copia d* ornati, s bene riefcono


merc d' effi, e con rifparmio di fpcfa

fi

che

ric-

apparifcono gli Edi*


,
^ cagion d' efempio confiderando io uitcj.
verle Fabnche del Territorio Vicentino, dove
Palladio quefti riparti di fiucco mefcol
il

chi

gentili

con

gli

e maeftofi

ornamenti delle pietre

fentia

ra-

pirmi da diletto e da meraviglia, in vcggcndo


quanto effe belle, quanto leggiadre, quanto
adorne con s poca fpefa di chi f couruirle

poterono

riufcire

te

Palladio
neffer

Sarebbe veramente defide-

viventi Studiofi della noftr' Are del


tali fcomparti e del San micheli

rabiie, che

li

e d' altri Autori de' buoni fecoli po-

mente

indi

apprendendo

non pi

con tanta confufione a bifcia et a zitcre


pi
ma
torto ad imitare quefti altri , veggendoli si regolati feguire modeftamente gli adorfarli

namenti

delle Cornici, dell'

tre parti, alle quali vicini

fiffimo rilievo fenza

come

non
appunto per
f far

fi

Erte, e delle

al-

pongono, edibaf-

membro alcuno per lo pi,


pompa alcuna,

voleffero di f

fervirea' Corniciamenti foffer


per dare ad elfi fenz' alcuna vana oftentazione rifalto maggiore. Non mi fu poffibile il difegnare nei
fudetto Dado quefti
fcomparti, per dare in effo luogo agli fpezzamenti della Porta, de' quali ora parler. L'

rna

fatti, e

terzi , con dieci membra ;


Ovolo, un altro Liftello ,
un
un Liftello,
pure
un Liftello, una Gola rouna Fafcia,

Architrave due

verfcia, e l'Orlo; fra le quali intagliarfipof-

fono

QRDINE COMPOSITO.

IC4

fi Frepo ,
fono r Ovolo , e le due Gole
modo
intagliarfi
o^ni
, na la
per
dovrebbe
che
medefima altezza , che 1' Architrave; come altres la Cornice, la quale parimente ha dieci
^

jnembra: un Liftello , un Ovolo , un altro Liftello una Fafcia, i Modiglioni , una Gola rover,

fcia, l2

Corona,purunLiftello,e l'Orlo. Lo

poco maggiore dell* altezza ; ed


te per intagliarfi fono l'Ovolo, e le Gole
fpo.'-to di

ritta s roverfcia.

to

filo,

Ma

per ripigliare

onde per quefta non

ne deviammo,
poco fuperata da quella

l'altezza del
della

il

at
di-

tralafcia-

inutile digrefllo-

Bafamento
Cimacia

di

nella

quale faranno otto membra una Gola roverfcia, unLiftello, un Tondino, una Gola dirirta, un Liftello, la Corona , una Gola roverfcia, e l'Orlo. Sporge quafi quattro duodecimi; e fi potr nelle' due Gole rovefcie e
Pi
nella diritta e nel Tondino intagliare
.*

vaga e pi gentil Bafe non abbiamo fin ora n


in quello , n in altri Autori veduta . Elfa
dall' Attica ha molte parti , ma 1' aggiunta
il Cavetto afrende , e a tutte
accrefce incomparabilmente
i' altre membra
bellezza e leggiadria. L'altezza mezzo diametro, e nove fon le membra: il Plinto, un

de due Tondini fotto e


pi graziofa e adorna

fai

fojija
la

Toro, un Tondino, un altro Libello, un Cavetto, pur un Liftello , un altro Tondino, e '1 Toro fiiperiore. Lo fporto
Liftello,

il

unito a qnello della Cimbia due duodecimi


e mezzo. Pocoquefta Bafe d* intagli abbifogna la quale veramente a me fchietta e lifcia
pi tacerebbe NuUadimeno f intagliare alcuna volta fi volefTe, intagliar fi potrebbero il
Toro e '1 Baftone. Il Tronco alto otto diametri e mezzo s' adorner con ventidue canali , come dimoftra la Figura A., che profonderanno la met della loro larghezza facendo un femicircolo , come pure fi vede nella Figura B.
.

La

larghezza de' canali far quafi un nono di


diametro, e quella de* pianuzzi mezzo duo-

Architetto alle varie occafioni, come tante volte avvertito abbiamo, e a*


varj cah, che fempre nuovi e particolari glifi
poflbno offerire, dovendo egli fempre avere
per guida due cofe in fomrao grado a lui neceffarie, cio Audio e prudenza Nella fommit deve il fudetto Tronco fminuire un nono
di diametro. Il Capitello nelle proporzioni in
tutto al Corintio affomigliafi , ma non cos
nella forma, impercioch trattane la lunghezza della campana, e le aggiunte foglie, poco
dall' Ionico s* allontana, e da quello particolarmente, che al capo 31. nello Scamozz abbiam offervato Neil' Abaco poi e nelle foglie
al Corintio s' uniforma , onde con giufta ragione compofto delle bellezze dell'uno, e dell*
altro fi pu chiamare. Se ad alcuno, in vederlo, fommamenteelfo non piaceffe , colui per
verit non dir d'intelligenza , ma privo di
Neil' Architrave,
fenno potrebbe giudicarfi
che d' altezza mezzo diametro, fon cinque
abbia riguardo

1'

una Gola roverfcia , e 1*


Orlo. Lo fporto d'un nono; e la Gola roverfcia fi pu intagliare. Nel Fregio, che mol-

membra

tre Fafcie,

to da fin' ora veduti differente , in vece d'


Modiglioni ; da' quali per non

intagli fon

, che non
poffano
Metope, o vogliam dire negli fpazj
r uno e 1* altro Menfolone , per maggiore

cosi fono efclufi g* intagli


effi

fra

nelle

Hanno di
vaghezza dell' pera trovar luogo
fporto i detti Modiglioni un terzo di diametro non comprcfo il Cimacio , i} quale per
facilit maggiore degli Studiofi unito abbiamo a' membri della Cornice Quefta Cornice
ha cinque noni d' altezza , e fette membra ;
.

una Gola

un

ritta, e

1'

un Liftello, la Corona ,
un Tondirio, una Gola di^

roverfcia,

altro Liftello,

Orlo.

Lo

fporto della Cornice fuoun intero diametro; e

ri

del vivo far pi d*

fi

potranno in

fcia

'l

intagliare la

effa

Tondino

Ma

Gola rover-

paffiamo agli

altri

Autori

decimo. Nelle fcanalature poi delle Colonne

Ordine

^-X-X^f^

mmwm^^mmmmmmmmkmmmmmm^mmi

ORDINE COMPOSI

loe

poco pi

Ordine Compoffto del Palladio.

CAPO
,

XXXXIV.

che dovrebbe fuccedere

lo,
del

Compofito, come dicemmo, non

trat-

t; el' Alberti, trattone il Capitello in po"


che parole da lui defcritto, non ci lafci cofa
d'importanza; onde fubito pafleremo ai Palladio, che form quell'Ordine, quale fi dovea,
pieno di leggiadria e ricchiffimo d'ornamenti.
Il Piedeftallo fece egli molto pi fvelto del Co-

e lo alz tre diametri ed un terzo. Lo


divife in parti otto, d' una facendo il Bafamento , dell' altra la Cimacia, e 1' altre fei
rintio,

Dado. Nel Bafamento

lafciando al

alto

falfamente difcgnato da

le

e dell' Ionica

veggo mezzo diametro e mezzo


Ma
diciottefimo, con un quinto di fporto
tengo per certo, che uella Tavola del Palladio errore' fia corfo ne' numeri ; impercioch
flrana effendo T aggiunta di quel mezzo diciottefimo, e dall' ordinario ufo lontana, f tale fofle fiata 1' intenzione di lui , n' avrebbe
Alta io

la

certamente addotta ne' fuoi difcorfi alcuna ragione. Io per, quale l'ho trovata ne'
egli

libri ftioi,

tale nella vicina

Tavola

I*

un

altro Liflello,

due Tondini, un

otto diametri, e poco pi d' un quarto; e '1


Capitello quello ftefTo, che abbiam defcritto nel Sanmicheli.
Architrave , eh' due
terzi di diametro, ammette g' intagli in due
Gole roverfcie,in un Tondino, e in una Gu-

pi due Fafcie con

l'

Mo-

Orlo.

'

fporto eguagli 1' altezza


U Piedeflallo la
terza parte della Colonna, e T Ardi itra ve, Fregio, e Cornice fono la quinta .Tutta 1' altezza fi divider in parti trenta, f^i diciottefimi e
mezzo, e d' una di quefte Ci former il Modu.

lo divifo in parti dieciotto,


la

come

Tavo-

nella

XXXY.
Ordine Compofito dello Scamo^Z^

CAPO
TN

molte parti

XXXXV.
Palladio uniforme trove-

al

J remo lo Scamozzi, il quale f bene all' ultimo luogo il Corintio rilerv , nulladimeno
anche il Compofiao form ricchilTimo ed ornatiflmo. Il Bafamento ha tre quarti d' altezza ,
e tre ottavi la Cimacia , e s nell' uno come
nell'altra aggiungendo una Gola roverfcia, che
s' intaglier, fono le membra medefime , che

La Bafe

in quelli del Palladio.

molto

alla bellifllma

ranbmiolia, in ci folamcnte diyerfa , de fotto il Toro fuperiore


non ha Tondino. Otto diametri ed un duodecimo '1 Fuflo; e '1 Capixello da' gi veduti
non diflmile. Alto 1' Architrave quafi due
terzi con otto membra: tre Fafcie , tre Gole
roverfcie, un Tondino, e 1' Orlo.S' intagliano le Gole , e '1 Tondino Il Fregio alzafi
quafi fei duodecimi e mezzo, e nel piede graziofamentecongiungefi all'Architrave. Sbagli
il Cambray nella proporzione della Cornice, e
le Blond in quella ancora della projettura ; dodel Sanmicheli

fi

vendo

cos l'una,

come

l'altra efiere

un poco

fono tre Gole roverfcie, e due Ovoli ; e l'altre


fono quattro Liflelli, tre Fafcie, un Tondi-

di

e'

Liflello,

ha

Liflel-

di fedici

purun Cavetto , un Liflello , ed un Baftone fra


le quali s' intagliano \i due Tori Il Tronco d'

fcia; et

Cornice

ho difemembra :

gnata Di quella Bafe undici fon le


il Plinto, il Toro, un Liflello, un Cavetto,
.

la

cin-

Blond tanto minore di due diametri , crefce di


Nella Cidue diametri quafi un duodecimo
macia, che d' altezza ha poco pi di cinque
duodecimi , fono fette membra un Liflello ,
un Tondino, una Gola diritta, un altro LiAello, la Corona , una Gola roverfcia , e T
Orlo. S' intaglieranno le due Gole; e lofporto a quello del Bafamento fia pareggiato .
Permette queft' Autore fervirfi della Bafe Attica , ma un' altra ancor ne propone aflai migliore, e molto ricca ed ornata, in cui le bellezze s' unifcono dell' Attica

alta

han due Fafcie , un Liflello,


due Gole roverfcie, la Corona, un'altra Gola
roverfcia, pur un Liflello, la Gola diritta, e
r Orlo. Fra tante membra per g' intagli pren1* Ovolo, e i Tondini; e
danfi le Gole,
lo
,

Dado, che

fefti

membra, quali fono un


un Tondino, una Gola roverfcia,

que felli, e che fporge un quarto, s' intaglieranno un Baftone e una Gola diritta, e faranno altre quattro membra un Zocco , un
Liflello, un Tondino, ed un altro Liflello.
Il

cinque

ricca di tredici

diglioni

Vltruvio

di

IO.

0n

meno

di

quattro quinti

membra

E'

ricca cfla

Cornice

fra le quali intagliar fipof-

Gola diritta, e 1' Orlo.


Una parte di tre ed un quarto della Colonna
fa 1* altezza del Piedeflallo ; ed un quinto fa
no,

la

quella

Corona,

dell'

la

Architrave, Fregio, e Cornice.

Tutta l'altezza fi divide in parti ventinove, e


due quinti , e d' una d' effe fi former il Modulo divifo in parti dieciotto, come nella Tavola

XXXV.

Qrdim

T,xxyv

-rt^

si:
vi;

-^gr:

1^

\o

-iti.>o

+1-

-f-

(o

t
k
p

,^

K^.

ORDINE COMPOSITO.

loS

Architrave, Fregio, e Cornice. Tutta 1'


fi divider in parti trentadue, cinque

Ordine Compofito del Serlio

tezza

CAPO

XXXXVI.

ciottefimi e

Modulo

il

POco

nel!"

Ordine Compofito

fi

diffonde

il

le quali parti egli Compofice giudic , fcrivendo


che da' Romani porte furono fopra li Capitelli
da lui bene {limaci Corintj d' effo grande Edifcio, per dimoftraie, che come in guerra efft
trionfarono dell' altre Nazioni , cos 1' Ordine
li
loroquafi trionfatore teneva fotto i piedi gli
Ordini de' Greci; in che giuftamente riprefo
quefto Autore dallo Scamozzi. Quanto a me
non affermo, n afiblutamente niego, che le
dette parti d' elfo Colifeo fen Compofite,ben
ardifco affermare, che non da quell' efempio
folo derivare fi doveano l'idee di quefl' Ordine, il quale cos di tante delle fue bellezze fi
fcemerebbe , ma bens dal nominato Arco di Ti-

to, da quello di Settimio Severo , dal Tempio


di B- eco, dagli due Archi Veronefi, e d'altri ornatidiini monumenti, quali per Compofiti furono dai Serlio fteffo conofciuti , che volle anche
Compofito l'Arco di Coflantino,incibiafimato dalDefgodetz- Ma palfumo alle parti. II
Dado fecondo quello Autore due volte alto, quanto largo il Plmto della Bafe Indi
faccianfi dell'altezza parti otto, una delle qu"
li al Bafamento , un' altra alla Cimacia rimanendo, di tre diametri mteri cffo Dado far formato La Bafe lalleffa ,che vedemmo nel Corintio. Otto diametri e mezzofaran 1' altezza del
Tronco ;e'l Capitello folo nella forma fardal
Corintio differente, ma quelle medefime faranno le proporzioni. Dalla groffezza della Colonna in cima formafi 1' altezza deli' Architrave;
macirca la diminuzione della Colonna nulla qui
dicendofi dall'Autore, s'adoprino pure quelle
regole altrove da effo approvate, che per quelle diminuzioni apportanfi da Vitruvio. All' altezza dell'Architrave uguale quella del Fregio, adornamento del quale fono Modiglioni
fattiaondaefimili nella forma a quelli, che veduti abbiamo nel Sanmicheli Sportano elfi a mii

fura dell' altezza loro, di cui la fefiaparte ICimacie. A quelli Modiglioni fovrafii la Corona,

tanto alta, quanto il Fregio; quale altezza in


due parti dividendofi , una al Cimacio, 1' altra
ad effa Corona dee rimanere. Il fuo fporto fuori de'Menfoloni pareggier l'altezza ;e]o fporto altres del Cimacio dalia mifura dell' altezza fi prender. Il Piedeflallo maggiore del
terzo della Colonna; e maggiori c quinto 1'

fi

former

come

nella

XXXVI.

Tavola.

Serlio, il quale fodo e fchietto lo forma ,


proponendofi per efemplare l'Architrave, Fregio, e Cornice del quarto Ordine del Colifeo,

mezzo, e d'una d'effe

divifo in parti dieciotto,

al-

di-

Ordine Compofito del Vignala

CAPO

XXXXVII.

Compofito del Vignola non punto a


quello de' gi veduti Autori inferiore, ola

_gierezza fua
parti e de'

la grazia

membri

leggiadria delle

voglia confiderarfi.

Il Pie-

medefime proporrioni , che


nel Corintio. Il Bafamento

deflallo conferva le

abbiamo olfervate
ha cinque membra: nn Plinto, un Toro , u
Liftello, una Gola roverfcia,ed un Tondino.
Si poffono intagliare la Gola, e
Toro Nel
Dado fon due Gimbie, una in fondo, e l'altra
nella fommit. Otto fon le membra della Cimacia
un Tondino, il Collarino , una Gufcia, un Liflello, un Ovolo, che pu intagliarfi , la Corona , una Gola roverfcia , che
pur s' intaglia , e Orlo. La Bafe poi fi come
1

1"

nelle proporzioni

cos nelle fue dieci

membra

e negi* intagli accordafi con la Corintia . Il


Tronco parimente al Corintio di quello, e *1
Capitello al Compofito s'uniforma degli altri
Autori. L' altezza dell' Architrave tre quarti , e fette fon le membra ; una Fafcia , una
Gola roverfcia,un altra Fafcia, un Tondino,
un Ovolo, una Gufcia, e I Orlo. Intagliarli
poffono quattro membra.- la Gola, il Tondino, l'Ovolo, e la Gufcia
Di tre quarti
un
Eure il Fregio, in cui fon due membra
alleilo, e un Tondino, che pu intagliarfi ;
come pure in un Ordine s leggiadro intagliarfi dovrebbe il medefimo Fregio, il quale fi.

nifce attaccandofi

dolcemente

all'

Orlo

deli'

Architrave. Della Cornice, che in altezza


un intero diametro, undici fon le membra; un

Dentello, una Gola roverfcia, u


altr' Ovolo, clie col Gocciolatop
continujindo forma una Gola diritta , la Corona, un Tondino, una Gola roverfcia , un
Liflello, la Gola diritta, e 1' Orlo. Lo fporto
eguaglia 1' altezza; e le membra , che (i poffono intagliare , fono gli Ovoli , le Gole , e '1
Tondino. Crefce il Piedeflallo del terzo della
Colonna, e 1' Architrave, Fregio, e Cornice

Ovolo

il

Liflello,

fono

la

un

quarta parte.

mer
nella

il

Modulo

Tavola

Si

divider tutta l'altez-

e d' una d'effe fi ferdivifo in parti dieciotco, come

za in parti trentadue

XXXVI.

Dd'

ORDINE COMPOSITO.

no
Degf

Iritercolonn'j

Archi , ed Impofle

deir Ordine Compofito.

CAPO

XXXXVIII.

trattane V aggiunta di due Fafcie, quelle medefime fon le membra , che ora nella maggiore

abbiamo numerate. Finalmente ne" Colonnati


femplici,d' un diametro e poco pi di due terzi fono g' Intercolonni Ma prima di levar la
mano della tavola, a publico giovamento un'
.

Slamo
dell'

gi pervenuti Ja

Opera noftra,

tar degl* Intercolonnj,

in che

non molto

Dio merc

al fine

folo reftandoci a trat-

Archi

ed

Impofte,

queft* Ordine dal Corintio

vollero gU Autori diflmigliante Dal Sanmicheli cominciando una f'ua Impoftadefcriver,


di cui r altezza mezzo diametro , lo fporto
.

cinque duodecimi , e nove fon le membra il


Collarino, una Gola roverfcia, una Falcia,
;

Corona, un altro Liftello, un


Tondino, la Gola diritta , e 1' Orlo; tra le
quali s' intaglino il Tondmo e le due Gole.

un

Liftello, la

Paflando al Palladio, gli Archi Compofiti hanno fecondo lu due quadri e mezzo in altezza

met della luce d* e0


il volto ; e la
Archi s' alzano i Pilaftri. Due terzi e u trentefimo fono i Membretti , come altres 1' altezza dell* Imporle, delle quali propone 1' Autore una fola forma , che oltre gli A draga li
ha dieci membra: il Collarino, un Lifteilo,

fin fotto

un Tondino, un Ovolo, un altro Liftello',


una Gola diritta, pur un Lill;ello,la Corona ,
una Gola roverfcia , e f Orlo Tutto lo fporto ed' un quarto ;e quattro membra fi poffono
intagliare, cio l'Ovulo, il Tondino, e le
.

Ma

poi dovendofi Colonnati


Intercolonnj fecondo la
maniera Pycnojiylos un diametro e mezzo. Ve-

due Gole.
femplic

ramente

far

faranno

di tal

g'

maniera

io configlierei

gli

Ar-

Ordine alcuna iiataafervirfi, che fottihha le Colonne; ma negli altri


non mai, ne' quali troppo anguft a mio credere gli fpazj riufcirebbono NeJlo Scamozzi
chitetti folo in queft

meno

fvelta,(d' alcune voci , che uftate fono in quefta facolt , fpcro trovar cfcufazionc
preflb gli eleganti Scrittori di noftra lingua )

Archi, che nel Palladio. Vuole


eflb,chedue larghezze e tre quarti di diametro fia r altezza, e che fieno i Pilaftri una parte di due, e due terzi della larghezza dell' Arco, cio che dividendofi in parti otto la luce,
la luce degli

compongano
AH' ufo fuo due maniere prefcrive d' Impelle, una maggiore per gli Archi co'

tre d quelle parti la larghezza

de' Pilaftri.
Piedeftalli

e per gli Archi fenza

Piedeftalli

una minore. Della maggiore 1* altezza un diametro manco un decimo, et imdici fon le membra: due Fafcie, un Liftello , una Gola roverfcia, un Liftello, un Tondino, una Gola diritta, un altro Liftello, la Corona , una
Gola roverfcia, e 1' Orlo. Lo fporto d' un
terzo

altra

I*

e intagliare
altezza

non

fi

pofsono lette Gole. Dell'


mezzo diametro,

[orgafsa

che pare a tutti incognita, difcopriremo, della quale fole fra tutti tratt lo Scamozzi Ili. 6. Cap. 3?. ma perch del leggere,
che del fapere '1 primo fonte , s poco amici fono gli Architetti d'oggid, da ncfsunovien pfta inufoun'utiliflTimaregoIajchevi s'infegna.
Noi per ne tratteremo con qualche diverfit ,
impercioch crediamo ad un metodo afsai pi fadie averla ridotta Occ'orie tutto d, che far fi
debbano nelle Cornici de' rifalti, odirvoglianfi
rifalite, ma per farli, con viene, che l'eftremifieno tagliate,
t delle pietre diagonalmente
e non afquadro, onde infieme fi pofsano efse
pietre congiungere, come fi vede nella Pianta
A. Per mancanza di regola certa inutilmente il
tempo perde e la fatica un Taglia pietre , il quale
una parte di pietra, che troncata efser deve e

altra regola,

afifaticafi Tanamentca lavorare, non facendo efso il detto taglio, f non dopo compiuta la Cornice tutta lunga , come f appunto a
fquadrole fudetteeftremit commettere fi dovefsero. Per rifparmiare dunque una tal vana o-

gettata,

pera fl' lavoratori, facciafi dall' Architetto anche la Sagoma C. con le membra a quelle della
Sagoma B eguali, che fervirdeve per la Cornice,
ma con gli {porti maggiori Acciocch pofcia ritrovinfigiuftamentc quefti maggiori fporti , fi
.

lalcino dalla

fagoma B. cadere

perpendicoli

i.

3.4.,ecoslprofegucndo,fopraiqualifi tiri la
diagonale e. d., che tanto dalla linea ddla
fquadras' allontani, quanto allontanar fi deve il
Z.

taglio diagonale , che fi vede nella pianta A. Indi


trafportando alla Sagoma C.Ie mifurc, dalle quali foprala linea e d. fegnate fono leinterfccazio
ni de' perpendicoli , s* alzino da quefteinterfecatermini degli
zioni altre perpendicolari, onde
1

fporti della

Sagoma everranno ad

aflc-gnarfi.

taglio diagonale, o dir

Quefta la fagoma , che al


vogliamo a quarta buono , fatto fu la pietra non
ancora lavorata applicar fi dee , dietro la quale
fcgnaado ritroveraftl il giufto rifcontro conia
Sagoma A, che all'altra tefta della pietra tagliata a {quadro i lavoratori apprcfenteranno.

Una tal regola non folo per le Cornici diritte,


ma per quelle ancora , che girano circolarmenpu .idoperarfi; e in vero gratiffima a' feguaci della corrente maniera riufcir
dovrebbe, i quali non facendo mai una Cornice, che rettamente profeguifca un braccio, fre^
quentilfimi fono in quefti rifalti , che dagli
antichi e da' moderni de' buoni tempi rare volte ufati , e con buon difccrnimento , armonia
te ofinuofe,

gra-

I
^

TXXX^fU

G.I

ORDINE COMPOSITO.

IIZ

grazia, e gentilezza portavano agli Edificj ; ma


come aecoilumanfi da' viventi , che non gi imitar vogliono, ma caricare e deformare, e non

gi fpargere le grazie con la mano, ma verfarJe col facco, diuonanza arrecano e confufione.

Della

regola

ftefla

alle volte far

obliqui

ora

fi faccia ufo ne' tagli , che


conviene non perpendicolari , ma

prolungando

infognammo

membra

cos le

come

doverfi gli fporti prolungare.

Avvertiamo, che

in quefta ultima Tavola fi


vede nella Figura N.la pianta del Capitello Ionico dello Scamozzi, il quale fu da noi dichiarato al Capo 31; e nella Figura S. la forma del
girar la Voluta fecondo il Serlio, di che abbia-

mo

parlato

al

Capo

jj.

Meglio terminare, checol


zioni fopra quello bellKlmo,

fine delle oflTerva-

geatiliffimo

Or-

dine , non poteva l'Opera noftra , nella quale abbiamo procuraro , per quanto s' eikndono le noHre forze, d' il luftrare la pi bella importante
parte dell' Architettura , cio li cinque Ordini
e con porre avanti gli occhi ottimi efempj ne'
difegni , econ ragionamenti ricavati da' precetti
e dalla pratica di quegli Autori , a' quali la medefima noftra et,chenan li vuole imitare,
per forzata a concedere di comune confenti-

mento le prime Iodi. Veramente

di

molte

altre

Architettoniche cofe a trattateci rimarrebbe,


che agli Ordini appartengono; ma ferebbe un

non

finir mai , fc voleffimo abbracciar tutto , injpercioch volendone una porre , dieci altre fubiio
occorrono, che fembra non dovrebbonfi tralafciaie A cagion d' efempio potrebbonfi fpiegare
lefimmetfie e le forme di quelle Colonne, che
.

nel

Tronco ammettono figure

di

Feminc( ben-

ch fpeflTc fiate ancora di Nafchi) delle quali parla ancor Plinio nel lib. 36. Cap. 5. , e dette Caria
tiii , non da un albcrodi noce , ove fall per paura
d' una rovina un Corodi Vergini, comeal 4. della
Teb. v. 25. fcrifife l'antico Scoliafte di Stazio,
ma da una Citt del Peloponnefo , come fi legge
nell.di Vitruvio,e ne' Mf/m'a di Paufania,
e nel 6. d' Ateneo. Cos parlar potreffimo di
:

duopo avvertire, quando un Ordine


fovra l'altrovuolcollocarfi; equali Ordini pof-

ci, eh'

fonocongiungerfi, e quali n; edimoftrarc le


forme per adornar Tabernacoli o Nicchie, Depofiti, e Camini; e ragionar d' altre non
inutili cofe , delle quali forf ad altro tempo noi
tratteremo, f in qualche modo accetta al publico
varie

queft' Opera riufcendo , ci s'aprir 1' aditodi lavorarla con pi agio , e pi forf compiuta , o per

vero dire,

meno

imperfetta e affai

meno

impoli-

mandarla fuori Ma f d* efla richiefto mi


fofle,fperi io ne rifulter quel fine, per cui la
fcriffi,quale ravvivare la buona Italiana maniera , che s' perduta , e che potrei io rifpondere ?
Che un libro di pochi fogli , e d' Autore non
prima noto, eche nel publico letterario arringo
i primi veftigj ora impreffe, e perci privo di
quell'autorit, che tanto vale preflb 1' umane
menti per difporle a credere alle ragioni , e rice
ta

vere la verit, poffa abbattere pregiudicj quafi univerfali, e cancellare quelle idee, delle quali
fin dalla

prima et imbevuti

intcrnarfi le

gl'intelletti

lafciarono e radicarfi

(particolarmente in breve tempo)


leriufcita.

Onde meta

defidcrj prefcrivendo,

afflu

men

troppo

imprefa
d'impofljbi,

difficile a'

miei

mi baderebbe, che almeno

quefte carte operaff, che chiun?ucoperprofe(Tone,oper inclinazione da tale


acolt non alieno, come altres chiunquedi
la lettura di

fabricare intraprende, fi poneffe ( ma deporta


ogni prevenzione) a feriamente confiderare la
maeft,la vaghezza, le giufte fimmetrie di tutte 1* Italinne moderne Fabriche de' buoni tempi ,
i qualunque fpecie effe fieno, f bene d* Architetto ignoto, e come furono da quegli Artefici in ogni parte efeguite ; e pofcia con le
prefenti (di quelle parlo, e di parlare fempreintefi ,che fono della corrotta maniera^ a parte a
parte le andafle paragonando, Forf da tal confronto affai pi, che da quantcj; io non bene
avr faputo dire, o moftrare , a poco a poco
quel buon effetto nelle Citt Italiane deriver >
ch'io tanto defidcro , non folo per lo ben publico,
che per 1' onore di mia Nazione , che tanto
ne' buoni fecoli s in quefta,(;ome in tutte 1*
altre Ielle Arti per confeffione ancora di molti

Stranieri allora viventi

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fegnalata.

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