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GUIDA ALL’APPRENDIMENTO

Novembre 2014

GUIDA ALL’APPRENDIMENTO Novembre 2014

INDICE

INTRODUZIONE

1

CONCETTI GENERALI

2

Creazione di un nuovo progetto

2

Apertura di un progetto

2

Inserimento di una nuova struttura in un progetto

2

Rendere corrente una struttura

2

Definire le proprietà di un elemento

3

MODELLAZIONE STRUTTURALE

3

Inserimento nodi e pilastri usando un file DXF/DWG

3

Inserimento travi di elevazione e vano ascensore

6

Inserimento

travi

di

fondazione

10

Inserimento solai ed assegnazione dei carichi

11

Calcolo struttura con metodo FEM

15

Inserimento platea di fondazione

18

Definizione dei nuclei

19

Visualizzazione dei risultati

20

APPROFONDIMENTI

23

Generazione di un

serbatoio

23

Uso e modifica del sistema di riferimento

25

Come effettuare una mesh in modo corretto

30

Concetto e definizione di nucleo

37

Rigidezza torsionale elementi bidimensionali

41

Elementi bidimensionali e piani rigidi

45

Inserimento di una platea

48

Schematizzazione aree a sbalzo

53

Impalcati rigidi non orizzontali

54

Sollecitazioni negli elementi bidimensionali e sistemi di riferimento

62

Calcolo senza interazione suolo-struttura

66

Struttura con giunto in elevazione e fondazione unica

67

Vincoli aste nelle strutture in acciaio

69

MODELLAZIONE GEOTECNICA

71

Inserimento di una colonna stratigrafica

71

Caratterizzazione geotecnica

72

Modellazione e verifica delle fondazioni superficiali

74

Modellazione e verifica delle fondazioni profonde

75

Analisi del singolo palo

77

PROGETTAZIONE ARMATURA

79

Progettazione

automatica armature

79

Progettazione interattiva armature travi

79

Progettazione interattiva armature nuclei e pareti irrigidenti

83

Progettazione interattiva armature solette e platee

84

Progettazione interattiva armature plinti

88

Progetto di un plinto collegato ad una struttura

88

Progetto di un plinto indipendente dalla struttura

90

Progettazione interattiva armature solai

91

Progettazione interattiva armature sezioni

93

Progetto di una sezione con sollecitazioni automatiche

94

Progetto di una sezione con sollecitazioni manuali

95

Progetto di una sezione con sollecitazioni integrate

97

APPROFONDIMENTI

99

Inserimento in una platea di zone di armatura con orientamento diverso

99

Progettazione interattiva di una platea con zone a diverso spessore

102

PROGETTAZIONE COLLEGAMENTI IN ACCIAIO

105

Progettazione interattiva unioni reticolari in acciaio

105

Progettazione interattiva collegamenti struttura intelaiata

106

STRUTTURE IN MURATURA

107

Calcolo e verifica struttura in muratura

107

Verifica interattiva meccanismi locali di collasso

111

GESTIONE DISEGNI ESECUTIVI

112

Assemblaggio tavole

112

INTRODUZIONE

I NTRODUZIONE

Prima di iniziare l'esame del presente tutorial consigliamo di leggere il manuale d'uso, con particola-

re riferimento ai capitoli "Uso del programma" e "Modellazione struttura".

Questo tutorial illustra la realizzazione completa di una struttura attraverso le singole fasi che porta-

no a:

definire un progetto;

modellare una struttura;

calcolare le sollecitazioni e gli spostamenti;

modellare il terreno di fondazione;

modellare e verificare gli elementi di fondazione;

progettare le armature in automatico ed in interattivo;

progettare i collegamenti di strutture in acciaio in interattivo;

calcolare e verificare strutture in muratura;

ottenere i disegni esecutivi.

A tale scopo è stata predisposta una cartella di progetto ESEMPI, in cui l'utente può salvare la strut-

tura nel corso dell'apprendimento e trovare le strutture EDICA, EDICA_P, ES3, EDIACC, EDIACC2, EDIGEO, ASP e EDIMUR, che sono il risultato finale delle esercitazioni presenti nel tuto-

rial. L'utente può far riferimento a tali strutture sia per effettuare eventuali confronti lungo lo svol- gimento del tutorial sia per analizzare alcune fasi del tutorial senza dover eseguire la modellazione della struttura.

Il percorso di apprendimento si articola in tre fasi: modellazione, progettazione e gestione dei dise-

gni esecutivi. Ogni fase o parte di essa dovrà essere eseguita in sequenza per rispettare la succes- sione delle operazioni di introduzione dei dati ed ottenimento dei risultati. Ogni fase si articola attra- verso l'analisi dapprima degli aspetti principali e successivamente dell'approfondimento dei punti più

significativi. Inizialmente mostreremo come modellare una struttura ed affronteremo in senso generale il pro- blema dell'inserimento della geometria. ModeSt non prevede un metodo standard di inserimento da- ti. Si può arrivare alla modellazione della struttura seguendo strade diverse ed ogni utente è libero

di conformarsi a quella a lui più congeniale. Proseguiremo con il calcolo delle sollecitazioni e degli

spostamenti con il metodo degli elementi finiti (FEM) e l'analisi dei risultati. Approfondiremo la fase

di modellazione strutturale con l'inserimento di una struttura meno comune come un serbatoio, illu-

streremo alcuni suggerimenti per l'uso di ModeSt ed alcune problematiche inerenti la meshatura de-

gli elementi bidimensionali e sul calcolo agli elementi finiti.

Proseguiremo con la modellazione del terreno di fondazione definendo la colonna stratigrafica, asso- ciandovi le prove in sito e verificando sia le fondazioni superficiali che quelle profonde. Per quest'ul-

time progetteremo interattivamente l'armatura di un palo. L'esercitazione proseguirà con la progettazione, automatica ed interattiva, dell'armatura di una tra- ve, di un nucleo e di una platea. Continueremo con la progettazione interattiva dell'armatura dei plinti, sia collegati ad una sovrastruttura sia caricati dalle sole reazioni vincolari (caso classico di strutture prefabbricate), dei solai, delle sezioni e delle unioni delle reticolari e dei telai in acciaio. Approfondiremo la fase di progettazione con l'uso della progettazione interattiva delle solette/platee per inserire ferri disposti secondo direzioni diverse in due zone della stessa platea per concludere con la progettazione di una platea con spessori diversi. Continueremo con il calcolo e la verifica di una struttura in muratura per poi passare ad illustrare la verifica interattiva dei meccanismi locali di collasso. Concluderemo il tutorial illustrando come effettuare l'assemblaggio delle tavole tra i disegni esecutivi prodotti in automatico da ModeSt e quelli prodotti manualmente dall'utente con Ms-Cad.

In tutti gli esempi si ipotizza di avere impostato nelle opzioni di ModeSt, apribili cliccando sul bottone

nelle opzioni di ModeSt, apribili cliccando sul bottone del menu dell'applicazione e poi sul bottone Opzioni
nelle opzioni di ModeSt, apribili cliccando sul bottone del menu dell'applicazione e poi sul bottone Opzioni

del menu dell'applicazione e poi sul bottone Opzioni , come unità di misura i "daN" per le forze ed i "m" per le lunghezze e tutte le altre opzioni con i valori di default.

1

CONCETTI GENERALI

C ONCETTI GENERALI

Creazione di un nuovo progetto

Per creare un nuovo progetto si può utilizzare uno dei seguenti modi:

Dal bottone del menu dell'applicazione

modi:  Dal bottone del menu dell'applicazione selezionare Nuovo e poi Progetto , quindi assegnare un

selezionare Nuovo

bottone del menu dell'applicazione selezionare Nuovo e poi Progetto , quindi assegnare un nome al progetto.

e poi Progetto

dell'applicazione selezionare Nuovo e poi Progetto , quindi assegnare un nome al progetto. Con il Tasto

, quindi

assegnare un nome al progetto.

Con il Tasto di scelta rapida Ctrl+N e quindi assegnare un nome al progetto. Viene creato un file, nella cartella di lavoro, con il nome prescelto ed estensione MPR ed una cartella con lo stesso nome in cui verranno memorizzati tutti i file relativi. Ov- viamente è comunque possibile memorizzare i file in qua- lunque locazione del disco rigido o della rete. Ad esempio creando un progetto di nome LACASA nella cartella di lavoro PROGETT, verranno creati:

la cartella LACASA

il file LACASA.MPR

  la cartella LACASA  il file LACASA .MPR Apertura di un progetto Per aprire

Apertura di un progetto

Per aprire un progetto si può utilizzare uno dei seguenti modi:

aprire un progetto si può utilizzare uno dei seguenti modi: selezionare  Dal bottone del menu

selezionareaprire un progetto si può utilizzare uno dei seguenti modi:  Dal bottone del menu dell'applicazione

Dal bottone del menu dell'applicazione

selezionare  Dal bottone del menu dell'applicazione Apri e poi Progetto , quindi selezionare il file
selezionare  Dal bottone del menu dell'applicazione Apri e poi Progetto , quindi selezionare il file

Apri e poi Progetto , quindi selezionare il file con estensione MPR nella cartella del progetto.

Con il Tasto di scelta rapida Ctrl+A e quindi selezio- nare il file con estensione MPR nella cartella del pro- getto. Ad esempio avendo creato un progetto di nome LACASA, nella cartella di lavoro PROGETT, è sufficiente selezionare il file LACASA.MPR

Inserimento di una nuova struttura in un progetto

Per aggiungere una nuova struttura al progetto si può utilizzare uno dei seguenti modi:

Dal bottone del menu dell'applicazione

modi:  Dal bottone del menu dell'applicazione selezionare Nuovo e poi Struttura nel pro- getto ,

selezionare Nuovo

bottone del menu dell'applicazione selezionare Nuovo e poi Struttura nel pro- getto , quindi assegnare un

e poi Struttura nel pro-

selezionare Nuovo e poi Struttura nel pro- getto , quindi assegnare un nome alla struttura. 

getto

, quindi assegnare un nome alla struttura.

nel pro- getto , quindi assegnare un nome alla struttura.  Cliccare sul bottone del pannello

Cliccare sul bottone

del pannello Progetto e quindi assegnare un nome alla struttura.

Per ogni nuova struttura vengono create due cartelle che conterranno i disegni esecutivi: una con lo stesso nome ed estensione GDB per i database grafici interni a ModeSt ed una priva di estensione per i file DXF. Per inserire nel progetto file o strutture già esistenti in altri progetti si può utilizzare uno dei seguenti modi:

in altri progetti si può utilizzare uno dei seguenti modi:  Dal bottone del menu dell'applicazione
in altri progetti si può utilizzare uno dei seguenti modi:  Dal bottone del menu dell'applicazione
in altri progetti si può utilizzare uno dei seguenti modi:  Dal bottone del menu dell'applicazione

Dal bottone del menu dell'applicazione selezionare Importa e poi Struttura , quindi selezionare il file con estensione GEO nella cartella del progetto.

Con il Tasto destro sul nome del progetto nell'albero del progetto Inserisci Struttura, quindi selezionare il file con estensione GEO nella cartella del progetto.

Rendere corrente una struttura

Una volta aperto un progetto (vedi Apertura di un progetto) per rendere corrente una struttura si può utilizzare uno dei seguenti modi:

2

1. Selezionare il nome della struttura nell'albero del progetto e cliccare sul bottone

Progetto.

del progetto e cliccare sul bottone Progetto . del pannello 2. Con il Tasto destro sul

del pannello

2. Con il Tasto destro sul nome della struttura nell'albero del progetto Corrente.

3. Con il Tasto destro sul nome del progetto nell'albero del progetto Struttura corrente e quindi selezionare il nome della struttura.

Definire le proprietà di un elemento

La definizione delle proprietà degli elementi (sezione, tipo di muro/elemento bidimensionale, vincolo nodale, ecc.) può essere effettuata nei seguenti modi:

Dal gruppo Definizioni della scheda Modellazione cliccando sul bottone Proprietà elementi

Modellazione cliccando sul bottone Proprietà elementi e poi sul bottone dell'elemento da definire, quindi sul

e poi sul bottone dell'elemento da definire, quindi sul bottone "Nuova" o "Inserisci". Ad esempio, per definire una sezione cliccate dal gruppo Definizioni della scheda Modellazione sul

dal gruppo Definizioni della scheda Modellazione sul bottone Proprietà elementi e poi sul bottone Sezioni
dal gruppo Definizioni della scheda Modellazione sul bottone Proprietà elementi e poi sul bottone Sezioni
dal gruppo Definizioni della scheda Modellazione sul bottone Proprietà elementi e poi sul bottone Sezioni

bottone Proprietà elementi e poi sul bottone Sezioni aste , quindi premete sul bottone "Nuova" e specificate nella finestra di dialogo i dati richiesti.

Dal pannello Proprietà correnti cliccando sulla ri- ga dell'elemento da definire e quindi sulla voce del menu a discesa. Ad esempio, per definire una se- zione cliccate dal pannello Proprietà correnti sul- la riga "Sezione" della sezione "Aste", quindi sul menu a discesa (rappresentato in figura) cliccate sulla voce "Nuova sezione asta" e specificate nella finestra di dialogo i dati richiesti.

Dalla Linea di comando digitando il nome del comando. Ad esempio per definire una sezione digitate DESE nella linea di comando e specificate nella finestra di dialogo i dati richiesti.

MODELLAZIONE STRUTTURALE

di dialogo i dati richiesti. M ODELLAZIONE STRUTTURALE Inserimento nodi e pilastri usando un file DXF/DWG

Inserimento nodi e pilastri usando un file DXF/DWG

Una volta lanciato ModeSt aprite il progetto ESEMPI (vedi Apertura di un progetto), create una nuova struttura chiamandola EDIF (vedi Inserimento di una nuova struttura in un progetto) e posizionatevi in vista piana premendo sulla voce "Vista piana" degli Strumenti di visualizzazione. L'inserimento della geometria della struttura viene effettuato utilizzando il file relativo al disegno ar- chitettonico che, trasformato in "lucido", costituirà la base di costruzione della struttura. La conver- sione dei file in formato DXF o DWG (sia bidimensionali che tridimensionali) in lucidi può essere ef- fettuata dal gruppo Lucido della scheda Modellazione cliccando sul

gruppo Lucido della scheda Modellazione cliccando sul bottone Lucido e poi sul botto- ne Trasforma .
gruppo Lucido della scheda Modellazione cliccando sul bottone Lucido e poi sul botto- ne Trasforma .

bottone Lucido e poi sul botto- ne Trasforma . In questa struttura la conversione del file PIANTA.DWG è già stata effettuata ed il lucido è già stato associato al progetto, quindi è sufficiente visualizzare il lucido nella finestra di modellazione cliccando dal gruppo Lucido della scheda Modella-

cliccando dal gruppo Lucido della scheda Modella- zione sul bottone Lucido , sele- zionando la voce
cliccando dal gruppo Lucido della scheda Modella- zione sul bottone Lucido , sele- zionando la voce

zione sul bottone Lucido , sele- zionando la voce "Visualizza" e clic- cando poi sul nome del lucido PIAN- TA.LUC. L'inserimento dei nodi della struttura normalmente avviene aggiungendo i nodi indicando le coordinate o i punti del lucido in cui inserire i nodi, ma

3

può avvenire in modo più veloce aggiungendo le aste e aggiungendo i muri/elementi bidi- mensionali che inseriscono, oltre ai nodi, anche gli elementi strutturali (pilastri e muri/elementi bi- dimensionali) per i quali però occorre aver già definito le sezioni dei pilastri e dei muri/elementi bi- dimensionali. La definizione del numero e delle quote degli impalcati, non necessarie per la creazio- ne automatica dei nodi superiori degli elementi, consentono comunque di velocizzare l'inserimento degli elementi strutturali. La definizione delle proprietà degli elementi può essere effettuata in vari modi, nel nostro esempio adotteremo sempre il metodo che utilizza i bottoni della barra multifunzione. Per conoscere le altre metodologie si veda il paragrafo Definire le proprietà di un elemento. Definite quindi 3 impalcati cliccando dal gruppo Definizioni della scheda Modellazione sul botto-

gruppo Definizioni della scheda Modellazione sul botto- ne Proprietà elementi serisci", digitate le quote

ne Proprietà elementi

serisci", digitate le quote degli impalcati pari a 3, 6 e 7.59 m e premete il tasto "OK" per uscire dalla finestra di dialogo. Definite una sezione da utilizzare per i pilastri cliccando dal gruppo Definizioni della scheda Model-

, quindi premete tre volte sul tasto "In-

e poi sul bottone Impalcati

tre volte sul tasto "In- e poi sul bottone Impalcati lazione sul bottone Proprietà elementi e
tre volte sul tasto "In- e poi sul bottone Impalcati lazione sul bottone Proprietà elementi e

lazione sul bottone Proprietà elementi e poi sul bottone Sezioni aste , quindi premete sul bottone "Nuova" e specificate:

Membratura: Pilastro Verifica prevista: Cemento armato Criterio di progetto: 1 (Pilastri rettangolari po- co armati) Sezione: Rettangolare Dati: B=0.30, H=0.30 Materiale: 1 (Calcestruzzo) Commento: Pilastro 30x30

e premete due volte il tasto "OK" per uscire dalle

finestre di dialogo. Verificate come, nella casella di riepilogo a di- scesa relativa alle sezioni delle "Aste" del pan- nello Proprietà correnti, la sezione appena de- finita sia stata automaticamente resa corrente. Attivate una scatola di visualizzazione più piccola premendo sulla voce "BOX sul piano" degli Strumenti di visualizzazione. Attivate il disegno del numero dei nodi cliccando dal gruppo Disegno della scheda Modellazione

cliccando dal gruppo Disegno della scheda Modellazione sul bottone Numeri proprietà e selezionando
cliccando dal gruppo Disegno della scheda Modellazione sul bottone Numeri proprietà e selezionando
cliccando dal gruppo Disegno della scheda Modellazione sul bottone Numeri proprietà e selezionando

sul bottone Numeri proprietà e selezionando "Numero" nella sezione "Nodi". Tenendo presente che il vostro obiettivo è quanto riportato in figura, per poter inserire i nodi solo nei punti del lucido selezionate l'opzione "Usa nodi esistenti/lucido" nella sezione Ricerca punti del pannello Parametri modellazione/Ms-Cad ed iniziate ad aggiungere i pilastri cliccando dal gruppo

e quindi cliccando nel punto in basso

a sinistra del lucido (nodo 1 in figura).

Inserimento della scheda Modellazione sul bottone Aste

nel punto in basso a sinistra del lucido (nodo 1 in figura). Inserimento della scheda Modellazione

4

Procedendo verso l'alto, continuate ad inserire i pilastri in corrispondenza del punto in basso a

Procedendo verso l'alto, continuate ad inserire i pilastri in corrispondenza del punto in basso a sini- stra del vano finestra (nodo 5 in figura) e osservate che il filo fisso del pilastro appena inserito non è corretto. Annullate l'operazione fatta cliccando sul bottone nella Barra di accesso rapido oppure con il tasto di scelta rapido Ctrl+Z. Nella sezione "Aste" del pannello Proprietà correnti impo- state il filo fisso asta corrente 33 cliccando sulla casella di rie- pilogo a discesa "Filo fisso", si aprirà un menu sul quale clic- cherete in modo da avere il risultato rappresentato in figura. Inserite nuovamente il pilastro cliccando dal gruppo Inseri-

nuovamente il pilastro cliccando dal gruppo Inseri- mento della scheda Modellazione sul bottone Aste e
nuovamente il pilastro cliccando dal gruppo Inseri- mento della scheda Modellazione sul bottone Aste e

mento della scheda Modellazione sul bottone Aste e clic- cando poi nello stesso punto di prima. Completate l'inserimento dei pilastri procedendo in senso orario lungo il perimetro e poi all'interno del lucido (selezionando prima il punto a sinistra del vano ascensore) tenendo conto che potete pro- seguire sia impostando di volta in volta il corretto filo fisso prima dell'inserimento, che utilizzando un prefissato filo fisso per modificarlo alla fine dell'inserimento. Se utilizzate il secondo metodo, potete modificare successivamente il filo fisso dei pilastri cliccando sulle aste e dal pannello Proprietà elementi selezionati modificare il filo fisso selezionandolo nell'elenco del "Filo fisso" oppure clic- cando dal gruppo Modifica della scheda Modellazione sul bottone FF aste e poi sull'asta.

Il filo fisso come qualsiasi altra

proprietà dell'asta può anche essere modificato facendo tasto

destro sull'asta Proprietà. Numerate automaticamente i nodi cliccando dal gruppo Mo- difica della scheda Modella- zione sul bottone Numera

e poi sul bottone Nodi

Definite un'altra sezione da uti- lizzare per i pilastri cliccando dal gruppo Definizioni della scheda Modellazione sul bot-

gruppo Definizioni della scheda Modellazione sul bot- . tone Proprietà elementi poi sul bottone Sezioni aste
gruppo Definizioni della scheda Modellazione sul bot- . tone Proprietà elementi poi sul bottone Sezioni aste
gruppo Definizioni della scheda Modellazione sul bot- . tone Proprietà elementi poi sul bottone Sezioni aste
gruppo Definizioni della scheda Modellazione sul bot- . tone Proprietà elementi poi sul bottone Sezioni aste
.
.
gruppo Definizioni della scheda Modellazione sul bot- . tone Proprietà elementi poi sul bottone Sezioni aste

tone Proprietà elementi

poi sul bottone Sezioni aste , quindi premete sul bottone "Nuova" e specificate: Mem- bratura Pilastro, Verifica pre- vista Cemento armato, Mate- riale 1 (Calcestruzzo), Criterio

e

specificate: Mem- bratura Pilastro, Verifica pre- vista Cemento armato, Mate- riale 1 (Calcestruzzo), Criterio e 5

5

di progetto 1 (Pilastri rettangolari), Sezione Rettangolare, Dati B=0.30 H=0.50, Commento Pila- stro 30x50; premete due volte il tasto "OK" per uscire dalle finestre di dialogo. Tenendo presente che il vostro obiettivo è il modello in figura, modificate alcuni pilastri inseriti asse- gnando la sezione appena definita. A tal fine, nel pannello Selezioni impostate come tipo di selezio- ne "Aste" e "Aggiungi alla selezione", quindi selezionate le aste in corrispondenza dei nodi 2, 3, 4, 6, 7, 10, 11 e 12 cliccando su di esse. Quindi nel pannello Proprietà elementi selezionati seleziona- te dalla casella di riepilogo a discesa "Sezione" la sezione 2 (Pilastro 30x50).

a discesa "Sezione" la sezione 2 (Pilastro 30x50). Deselezionate tutto cliccando sul bottone del pannello

Deselezionate tutto cliccando sul bottone del pannello Selezioni. Definite un'altra sezione, utilizzando la procedura prima illustrata, specificando: Membratura Pila- stro, Verifica prevista Cemento armato, Materiale 1 (Calcestruzzo), Criterio di progetto 1 (Pila- stri rettangolari), Sezione Rettangolare, Dati B=0.50 H=0.30, Commento Pilastro 50x30 e preme- te due volte il tasto "OK" per uscire dalle finestre di dialogo. Assegnate la sezione appena definita. Selezionate le aste in corrispondenza dei nodi 1 e 9 cliccando su di esse e nel pannello Proprietà elementi selezionati selezionate dalla casella di riepilogo a di- scesa "Sezione" la sezione 3 (Pilastro 50x30).

a di- scesa "Sezione" la sezione 3 (Pilastro 50x30). Deselezionate tutto cliccando sul bottone del pannello

Deselezionate tutto cliccando sul bottone del pannello Selezioni. Definite un'altra sezione, utilizzando la procedura prima illustrata, specificando: Membratura Pila- stro, Verifica prevista Cemento armato, Materiale 1 (Calcestruzzo), Criterio di progetto 1 (Pila- stri rettangolari), Sezione Rettangolare, Dati B=0.60 H=0.30, Commento Pilastro 60x30 e preme- te il tasto "OK" per uscire dalla finestra di dialogo. Assegnate la sezione appena definita. Selezionate le aste in corrispondenza dei nodi 5 e 8 cliccando su di esse e nel pannello Proprietà elementi selezionati selezionate dalla casella di riepilogo a di- scesa "Sezione" la sezione 4 (Pilastro 60x30).

a di- scesa "Sezione" la sezione 4 (Pilastro 60x30). Deselezionate tutto cliccando sul bottone del pannello

Deselezionate tutto cliccando sul bottone del pannello Selezioni. Attivate una scatola di visualizzazione più grande premendo sulla voce "Togli BOX" degli Strumenti di visualizzazione e posizionatevi in vista prospettica premendo sulla voce "Prospettiva" degli Strumenti di visualizzazione. Attivate il disegno del numero delle aste cliccando dal gruppo Disegno della scheda Modellazione

cliccando dal gruppo Disegno della scheda Modellazione sul bottone Numeri proprietà e selezionando

sul bottone Numeri proprietà e selezionando "Numero" nella sezione "Aste". Numerate automaticamente le aste cliccando dal gruppo Modifica della scheda Modellazione sul bottone Numera e poi sul bottone Aste . Salvate la struttura cliccando sul bottone nella Barra di accesso rapido.

cliccando sul bottone nella Barra di accesso rapido . Inserimento travi di elevazione e vano ascensore
cliccando sul bottone nella Barra di accesso rapido . Inserimento travi di elevazione e vano ascensore

Inserimento travi di elevazione e vano ascensore

Per svolgere le operazioni descritte nel presente paragrafo è indispensabile che sia stato completato quanto riportato in quello precedente e non siano state cambiate le impostazioni di default (vedi In- troduzione). Per continuare l'esercizio, è necessario che abbiate aperto il progetto ESEMPI (vedi Apertura di un progetto), reso corrente la struttura EDIF (vedi Rendere corrente una struttura), attivato il dise- gno del numero dei nodi e delle aste (vedi Inseri- mento nodi e pilastri usando un file DXF/DWG). È altresì necessario che sia visualizzato il lucido ed abbiate attivato una scatola di visualizzazione più pic- cola in vista piana (vedi Inserimento nodi e pilastri usando un file DXF/DWG). Nella sezione "Aste" del pannello Proprietà correnti impostate il filo fisso asta corrente 33 (vedi Inseri- mento nodi e pilastri usando un file DXF/DWG). Definite un elemento bidimensionale cliccando dal gruppo Definizioni della scheda Modellazione sul

bottone Proprietà elementi

cliccando dal gruppo Definizioni della scheda Modellazione sul bottone Proprietà elementi e poi sul botto- 6

e

poi

sul botto-

6

cliccando dal gruppo Definizioni della scheda Modellazione sul bottone Proprietà elementi e poi sul botto- 6

ne Tipi muri/bidimensionali , quindi premete sul bottone "Nuova" e specificate:

Spessore: 0.25 Tipologia: Flessionale Utilizzo: Nucleo Criterio di progetto: 1 (Armatura orizzontale con risvolti di estremità) Materiale: 1 (Calcestruzzo) Commento: Ascensore

e premete due volte il tasto "OK" per uscire dalle finestre di dialogo.

Verificate come, nella casella di riepilogo a discesa relativa alla tipologia del "Muro/Bidimensionale" del pannello Proprietà correnti, l'elemento appena definito sia stato automaticamente reso corren- te. Effettuate un ingrandimento intorno al vano ascensore cliccando sul bottone nella Barra di ac- cesso rapido, selezionando col cursore grafico una finestra intorno al vano ascensore. Lo zoom può essere effettuato anche facendo scorrere la rotellina del mouse centrando il cursore sulla zona da in- grandire. Per poter inserire i nodi solo nei punti del lucido selezionate l'opzione "Usa nodi esistenti/lucido" nel- la sezione Ricerca punti del pannello Parametri modellazione/Ms-Cad. Aggiungete i muri cliccando dal gruppo Inserimento della scheda Modellazione sul bottone Muri , selezionando i nodi in senso antio- rario partendo dal punto in basso a destra del vano ascensore (nodo 14 in figura) fino ad arrivare al risultato ri- portato in figura. Completato l'inserimento, disattivate la visualizzazione del lucido cliccando dal gruppo Lucido della scheda Mo-

del lucido cliccando dal gruppo Lucido della scheda Mo- dellazione sul bottone Lucido e sizionatevi sul
del lucido cliccando dal gruppo Lucido della scheda Mo- dellazione sul bottone Lucido e sizionatevi sul
del lucido cliccando dal gruppo Lucido della scheda Mo- dellazione sul bottone Lucido e sizionatevi sul
del lucido cliccando dal gruppo Lucido della scheda Mo- dellazione sul bottone Lucido e sizionatevi sul
del lucido cliccando dal gruppo Lucido della scheda Mo- dellazione sul bottone Lucido e sizionatevi sul

dellazione sul bottone Lucido

e

sizionatevi sul primo impalcato pre- mendo sulla voce "POIM 1 a 3.00" degli Strumenti di visualizzazione. Definite le sezioni da utilizzare per le travi cliccando dal gruppo Definizioni della scheda Modellazione sul botto-

poi sul bottone Nasconde e po-

Modellazione sul botto- poi sul bottone Nasconde e po- ne Proprietà elementi e poi sul bottone
Modellazione sul botto- poi sul bottone Nasconde e po- ne Proprietà elementi e poi sul bottone

ne Proprietà elementi e poi

sul bottone Nasconde e po- ne Proprietà elementi e poi sul bottone Sezioni aste , quindi

sul bottone Sezioni aste , quindi premete sul bottone "Nuova" e specificate: Membratura Trave, Verifica prevista Cemento armato, Materiale 1 (Calcestruzzo), Criterio di progetto 1 (Travi in spessore), Sezione Rettangolare, Dati B=0.80 H=0.24, Commento Trave 80x24 e premete il tasto "Applica"; definite un'altra sezione con Membratura Trave, Verifica prevista Cemento armato, Materiale 1 (Calcestruzzo), Criterio di progetto 2 (Travi ricalate), Sezione Rettangolare, Dati B=0.30 H=0.40, Commento Trave 30x40 e premete il tasto "Applica"; allo stesso modo definite un'ulteriore sezione con Membratura Trave, Verifica prevista Cemento armato, Materiale 1 (Cal- cestruzzo), Criterio di progetto 3 (Cordoli), Sezione Rettangolare, Dati B=0.30 H=0.30, Com- mento Cordolo 30x30 e premete il tasto "Applica"; definite un'ulteriore sezione con Membratura Trave, Verifica prevista Cemento armato, Materiale 1 (Calcestruzzo), Criterio di progetto 1 (Travi in spessore), Sezione Rettangolare, Dati B=0.45 H=0.24, Commento Trave 45x24 e pre- mete due volte il tasto "OK" per uscire dalle finestre di dialogo. Numerate automaticamente i nodi cliccando dal gruppo Modifica della scheda Modellazione sul

bottone Numera

. Aggiungete le aste cliccando dal gruppo Inserimento della scheda Modellazione sul bottone Aste e quindi cliccando sui nodi 111-116, 114-107 e 107-103. Nel caso in cui i nodi siano allineati l'inserimento di tutta una travata o comunque di una serie di aste allineate può essere effettuato più rapidamente specificando semplicemente il primo e l'ultimo nodo. Per utilizzare questo metodo occorre che sia attiva l'opzione "Ricerca nodi intermedi". Tale op- zione si attiva dal gruppo Inserimento della scheda Modellazione cliccando sulla freccia a destra

della scheda Modellazione cliccando sulla freccia a destra e poi sul bottone Nodi del bottone Aste

e poi sul bottone Nodi

cliccando sulla freccia a destra e poi sul bottone Nodi del bottone Aste . Continuate l'inserimento
cliccando sulla freccia a destra e poi sul bottone Nodi del bottone Aste . Continuate l'inserimento

del bottone Aste . Continuate l'inserimento delle travi di bordo e di spina cliccando dal gruppo Inserimento della

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bottone Aste . Continuate l'inserimento delle travi di bordo e di spina cliccando dal gruppo Inserimento
scheda Modellazione sul bottone Aste e quindi cliccando sui nodi 101-109, 109-112, 112-104, 104-101 e

scheda Modellazione sul bottone Aste e quindi cliccando sui nodi 101-109, 109-112, 112-104, 104-101 e 102-110. Nel pannello Selezioni impostate come tipo di selezione "Aste" e "Aggiungi alla selezione". Selezio-

"Aste" e "Aggiungi alla selezione". Selezio- nate le travi di bordo cliccando sul bottone del pannello

nate le travi di bordo cliccando sul bottone del pannello Selezioni e descrivendo una finestra che racchiuda i nodi 109 e 112. Nel pannello Proprietà elementi selezionati selezionate dalla ca- sella di riepilogo a discesa "Sezione" la sezione 6 (Trave 30x40) per assegnarla alle travi di bordo.

sezione 6 (Trave 30x40) per assegnarla alle travi di bordo. Deselezionate tutto cliccando sul bottone del

Deselezionate tutto cliccando sul bottone del pannello Selezioni. Continuate, con la procedura prima illustrata, selezionando il gruppo di elementi con una finestra che racchiuda i nodi 101 e 109, 104 e 112 ed assegnate la sezione 7 (Cordolo 30x30) alle travi di bordo.

assegnate la sezione 7 (Cordolo 30x30) alle travi di bordo. Deselezionate tutto cliccando sul bottone del

Deselezionate tutto cliccando sul bottone del pannello Selezioni. Nella sezione "Aste" del pannello Proprietà correnti impostate il filo fisso asta corrente 11 (vedi Inserimento nodi e pilastri usando un file DXF/DWG) e rendete corrente la sezione 5 (Trave 80x24) selezionandola dalla casella di riepilogo a discesa "Sezione". Inserite la trave cliccando dal gruppo Inserimento della scheda Modellazione sul bottone Aste e quindi cliccando sui nodi 108-105. Attivate una scatola di visualizzazione più grande e posizionatevi in vista prospettica premendo ri- spettivamente sulla voce "Togli BOX" e sulla voce "Prospettiva" degli Strumenti di visualizzazio- ne. Generiamo un altro impalcato copiando tutte le aste e tutti i muri. A tal fine, nel pannello Selezioni impostate come tipo di selezione "Tutti gli elementi" e "Aggiungi alla selezione" e quindi selezionate

e "Aggiungi alla selezione" e quindi selezionate tutti gli elementi cliccando sul bottone del pannello
e "Aggiungi alla selezione" e quindi selezionate tutti gli elementi cliccando sul bottone del pannello

tutti gli elementi cliccando sul bottone del pannello Selezioni. Dal gruppo Modifica della

scheda Modellazione cliccate sul bottone Copia e indicate come punto di riferimento un nodo alla base di uno qualsiasi dei pilastri e come secondo punto il nodo di testa dello stesso pilastro. Effettuate la numerazione automatica dei nodi cliccando dal gruppo Modifica della scheda Modella-

zione sul bottone Numera

. Effettuate la numerazione automatica delle aste cliccando dal gruppo Modifica della scheda Model- lazione sul bottone Numera e poi sul bottone Aste .

lazione sul bottone Numera e poi sul bottone Aste . e poi sul bottone Nodi Deselezionate
lazione sul bottone Numera e poi sul bottone Aste . e poi sul bottone Nodi Deselezionate

e poi sul bottone Nodi

Numera e poi sul bottone Aste . e poi sul bottone Nodi Deselezionate tutto cliccando sul
Numera e poi sul bottone Aste . e poi sul bottone Nodi Deselezionate tutto cliccando sul
Numera e poi sul bottone Aste . e poi sul bottone Nodi Deselezionate tutto cliccando sul
Numera e poi sul bottone Aste . e poi sul bottone Nodi Deselezionate tutto cliccando sul

Deselezionate tutto cliccando sul bottone del pannello Selezioni. Per inserire un'area a sbalzo a livello del primo impalcato di lunghezza 1.5 m, attivate una scatola di visualizzazione più piccola e posizionatevi in vista piana premendo rispettivamente sulla voce "BOX sul piano" e sulla voce "Vista piana" degli Strumenti di visualizzazione. Nel pannello Selezioni impostate come tipo di selezione "Nodi" e nella sezione Ricerca punti del pannello Parametri modellazione/Ms-Cad deselezionate l'opzione "Usa nodi esistenti/lucido", se- lezionate l'opzione "Griglia" ed impostate "Dim. griglia" pari a 1.5. Per poter inserire il balcone, spostate la struttura verso l'alto tenendo premuto il tasto centrale del mouse e spostandovi verso l'alto. Copiate i nodi cliccando dal gruppo Modifica della scheda Modellazione sul bottone Copia e se- lezionate i nodi 102 e 103, indicate come punto di riferimento il nodo 102 e spostandosi verso il bas- so cliccate nel primo punto in basso della griglia. Durante la copia potete controllare la distanza dal punto di riferimento attraverso la quota che compare a lato del cursore. Facciamo notare che impo- stare la dimensione della griglia agevola l'inserimento degli elementi nella posizione desiderata. Nella sezione "Aste" del pannello Proprietà correnti rendete corrente la sezione fittizia -1 selezio- nandola dalla casella di riepilogo a discesa "Sezione" e nella sezione Ricerca punti del pannello Pa- rametri modellazione/Ms-Cad selezionate l'opzione "Usa nodi esistenti/lucido". Inserite le aste cliccando dal gruppo Inserimento della scheda Modellazione sul bottone Aste e quindi cliccando sui nodi 102-117, 117-118 e 118-103. Per approfondimenti sulla modellazione delle aree a sbalzo potete fare riferimento al paragrafo Ap- profondimenti - Schematizzazione aree a sbalzo. Procedete alla modellazione della copertura. Posizionatevi sul secondo impalcato premendo sulla vo- ce "POIM 2 a 6.00" degli Strumenti di visualizzazione. Attivate una scatola di visualizzazione più grande e posizionatevi in vista prospettica premendo rispettivamente sulla voce "Togli BOX" e sulla voce "Prospettiva" degli Strumenti di visualizzazione. Nel pannello Selezioni impostate come ti- po di selezione "Aste" e "Sostituisci alla selezione".

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. Nel pannello Selezioni impostate come ti- po di selezione "Aste" e "Sostituisci alla selezione". 8
. Nel pannello Selezioni impostate come ti- po di selezione "Aste" e "Sostituisci alla selezione". 8

Nella sezione "Aste" del pannello Proprietà correnti rendete cor- rente la sezione 2 (Pilastro 30x70) selezionandola dalla casella di rie- pilogo a discesa "Sezione" ed inse- rite i pilastri cliccando dal gruppo Inserimento della scheda Model-

lazione sul bottone Aste

quindi cliccando sui nodi 206 e 207, continuate ad inserire i pila- stri con sezione 4 (Pilastro 60x30) cliccando sui nodi 205 e 208. Modificate il filo fisso dei pilastri appena inseriti. Selezionate prima il pilastro soprastante e dal pannel- lo Proprietà elementi seleziona- ti cliccate sulla riga "Filo fisso", quindi sul menu a discesa cliccate sulla voce "Copia da un'asta" e cliccate sul pilastro sottostante. Ri- pete l'operazione per gli altri pilastri fino ad arrivare al modello raffigurato. Per completare il vano ascensore, attivate una scatola di visualizzazione più piccola e posizionatevi in vista piana premendo rispettivamente sulla voce "BOX sul piano" e sulla voce "Vista piana" degli Strumenti di visualizzazione e aggiungete le pareti cliccando dal gruppo Inserimento della scheda Modellazione sul bottone Muri selezionando i nodi 214-216, 216-215 e 215-213. Attivate una scatola di visualizzazione più grande e posizionatevi in vista prospettica premendo ri- spettivamente sulla voce "Togli BOX" e sulla voce "Prospettiva" degli Strumenti di visualizzazio- ne. Proiettate i nodi dell'ultimo livello del vano ascensore sul piano della falda di copertura cliccando dal gruppo Modifica della scheda Modellazione sul bottone Strumenti e poi sul bottone Proietta nodi e quindi cliccate sui nodi 209, 305 e 306 per definire il piano di proiezione e successivamen- te sui nodi 313, 314, 315 e 316 da proiettare e premete "Invio" per terminare l'esecuzione del co- mando. Nella sezione "Aste" del pannello Proprietà correnti impostate il filo fisso asta corrente 11 (vedi Inserimento nodi e pilastri usando un file DXF/DWG) e inserite una trave con sezione 6 (Trave 30x40) tra i nodi 308 e 305. Definite una nuova sezione cliccando dal gruppo Definizioni della scheda Modellazione sul botto-

gruppo Definizioni della scheda Modellazione sul botto- e ne Proprietà elementi e poi sul bottone Sezioni
gruppo Definizioni della scheda Modellazione sul botto- e ne Proprietà elementi e poi sul bottone Sezioni

e

Definizioni della scheda Modellazione sul botto- e ne Proprietà elementi e poi sul bottone Sezioni aste
Definizioni della scheda Modellazione sul botto- e ne Proprietà elementi e poi sul bottone Sezioni aste
Definizioni della scheda Modellazione sul botto- e ne Proprietà elementi e poi sul bottone Sezioni aste
Definizioni della scheda Modellazione sul botto- e ne Proprietà elementi e poi sul bottone Sezioni aste

ne Proprietà elementi e poi sul bottone Sezioni aste , quindi premete sul bottone "Nuo- va" e specificate: Membratura Trave, Verifica prevista Cemento armato, Materiale 1 (Calcestruz- zo), Criterio di progetto 3 (Cor- doli), Sezione Rettangolare, Dati B=0.40 H=0.20, Commento Cor- dolo 40x20 di copertura e premete "OK" per uscire dalla finestra di dia- logo. Completate l'impalcato di copertura inserendo le travi, con la sezione appena definita, tra i nodi 209-305, 305-201, 210-306, 306-202, 203- 307, 307-314, 316-211, 204-308 e

308-212.

Effettuate la numerazione automa- tica delle aste cliccando dal gruppo Modifica della scheda Modella- zione sul bottone Numera e poi sul bottone Aste .

delle aste cliccando dal gruppo Modifica della scheda Modella- zione sul bottone Numera e poi sul
delle aste cliccando dal gruppo Modifica della scheda Modella- zione sul bottone Numera e poi sul
delle aste cliccando dal gruppo Modifica della scheda Modella- zione sul bottone Numera e poi sul
delle aste cliccando dal gruppo Modifica della scheda Modella- zione sul bottone Numera e poi sul

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Numerate automaticamente gli elementi bidimensionali cliccando dal gruppo Modifica della scheda Modellazione sul bottone Numera e poi sul bottone Muri/Bidimensionali . Le travi che si innestano nella parete del vano ascensore, come ad esempio la trave dai nodi 211- 216, presentano una zona di collegamento troppo esigua per ipotizzare un sufficiente grado d'inca-

stro. Più realistico invece è pensare di realizzare in quella zona un vincolo interno di tipo cerniera. A tale scopo modificate il vincolo interno di estremità delle suddette travi, posizionandovi su un piano verticale parallelo all'asse X globale premendo sulla voce "PVX" degli Strumenti di visualizzazione

e cliccando sul nodo 307.

Attivate una scatola di visualizzazione più piccola e posizionatevi in vista piana premendo rispetti- vamente sulla voce "BOX sul piano" e sulla voce "Vista piana" degli Strumenti di visualizzazione. Selezionate l'asta 306 cliccando su di essa e nel pannello Proprietà elementi selezionati selezio-

nate dall'elenco "Vincolo" il vincolo asta 2 (Inc+Cer) per assegnarlo all'asta. Selezionate le aste 106 e 206 cliccando su di esse e nel pannello Proprietà elementi selezionati selezionate dall'elenco "Vincolo" il vincolo asta 3 (Cer+Inc) per assegnarlo alle aste. Salvate la struttura cliccando sul bottone nella Barra di accesso rapido.

cliccando sul bottone nella Barra di accesso rapido . Inserimento travi di fondazione Per svolgere le
cliccando sul bottone nella Barra di accesso rapido . Inserimento travi di fondazione Per svolgere le
cliccando sul bottone nella Barra di accesso rapido . Inserimento travi di fondazione Per svolgere le

Inserimento travi di fondazione

Per svolgere le operazioni descritte nel presente paragrafo è indispensabile che sia stato completato quanto riportato in quello precedente e non siano state cambiate le impostazioni di default (vedi In- troduzione). Per continuare l'esercizio, è necessario che abbiate aperto il progetto ESEMPI (vedi Apertura di un progetto), reso corrente la struttura EDIF (vedi Rendere corrente una struttura), attivato il di- segno del numero dei nodi (vedi Inserimento nodi e pilastri usando un file DXF/DWG). È altre- sì necessario che abbiate attivato una scatola di visualizzazione più piccola in vista piana (vedi Inse- rimento nodi e pilastri usando un file DXF/DWG), impostato come filo fisso corrente delle aste 11 e vi siate posizionati sull'impalcato 0 (vedi Inserimento travi di elevazione e vano ascenso- re). Le fondazioni saranno realizzate con travi su suolo elastico alla Winkler; occorre quindi assegnare al- le aste di fondazione un vincolo su suolo elastico e ai nodi di fondazione un vincolo compatibile con tale schematizzazione, bloccando gli spostamenti lungo X, Y e la rotazione intorno a Z. Nel pannello Selezioni impostate come tipo di selezione "Nodi" e "Aggiungi alla selezione". Selezio-

"Nodi" e "Aggiungi alla selezione". Selezio- nate tutti i nodi visibili cliccando sul bottone del

nate tutti i nodi visibili cliccando sul bottone del pannello Selezioni e quindi nel pannello Pro- prietà elementi selezionati selezionate dalla casella di riepilogo a discesa "Vincolo" il vincolo no- dale 3 (El. sew 110001). Definite un vincolo asta cliccando dal gruppo Definizioni della scheda Modellazione sul botto-

gruppo Definizioni della scheda Modellazione sul botto- ne Proprietà elementi e poi sul bottone Vincoli aste

ne Proprietà elementi e poi sul bottone Vincoli aste , quindi premete sul bottone "Nuova"

e specificate:

Vincolo: Su suolo elastico Coeff. di sottofondo: 2500000 Commento: Trave su suolo elastico

e premete due volte il tasto "OK" per uscire dalle fine-

stre di dialogo. Verificate come, nella casella di riepilogo a discesa re- lativa a "Vincolo" della sezione "Aste" del pannello Proprietà correnti, il vincolo appena definito sia sta- to automaticamente reso corrente. Definite una nuova sezione (vedi Inserimento travi di elevazione e vano ascensore) specificando:

Membratura Trave, Verifica prevista Cemento ar- mato, Materiale 1 (Calcestruzzo), Criterio di pro- getto 4 (Travi di fondazione), Sezione T, Dati B=0.30 H=0.70 b=1.00 h=0.30, Commento Trave di fondazione. Premete due volte il tasto "OK" per uscire dalle finestre di dialogo. Aggiungete le travi di fondazioni cliccando dal gruppo Inserimento della scheda Modellazione sul

dal gruppo Inserimento della scheda Modellazione sul bottone Aste e quindi cliccando tra i nodi 1-4,
dal gruppo Inserimento della scheda Modellazione sul bottone Aste e quindi cliccando tra i nodi 1-4,

bottone Aste e quindi cliccando tra i nodi 1-4, 4-12, 12-9, 9-1, 10-2 e 8-5 ed aggiungetene un'altra tra i nodi 3-7, 7-14 e 16-11. Effettuate un ingrandimento intorno al vano ascensore cliccando sul bottone nella Barra di ac-

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nodi 3-7, 7-14 e 16-11. Effettuate un ingrandimento intorno al vano ascensore cliccando sul bottone nella
nodi 3-7, 7-14 e 16-11. Effettuate un ingrandimento intorno al vano ascensore cliccando sul bottone nella

cesso rapido, selezionando col cursore grafico una finestra intorno al vano ascensore. Nel pannello Selezioni impostate come tipo di selezione "Aste" e "Aggiungi alla selezione". Selezio-

"Aste" e "Aggiungi alla selezione". Selezio- nate le travi sotto il vano ascensore cliccando sul bottone

nate le travi sotto il vano ascensore cliccando sul bottone

Proprietà elementi selezionati selezionate dalla casella di riepilogo a discesa "Sezione" la sezione 10 (Trave di fondazione). Continuate assegnando il vincolo asta alle travi sotto il vano ascensore se- lezionando dalla casella di riepilogo a discesa "Vincolo" del pannello Proprietà elementi seleziona- ti il vincolo asta 30 (Trave su suolo elastico).

Effettuate la numerazione automatica delle aste cliccando dal gruppo Modifica della scheda Model-

del pannello Selezioni e nel pannello

lazione sul bottone Numera

Salvate la struttura cliccando sul bottone

bottone Numera Salvate la struttura cliccando sul bottone e poi sul bottone Aste . nella Barra

e poi sul bottone Aste

la struttura cliccando sul bottone e poi sul bottone Aste . nella Barra di accesso rapido
la struttura cliccando sul bottone e poi sul bottone Aste . nella Barra di accesso rapido

. nella Barra di accesso rapido.

Inserimento solai ed assegnazione dei carichi

Per svolgere le operazioni descritte nel presente paragrafo è indispensabile che sia stato completato quanto riportato in quello precedente e non siano state cambiate le impostazioni di default (vedi In- troduzione). Per continuare l'esercizio, è necessario che abbiate aperto il progetto ESEMPI (vedi Apertura di un progetto), reso corrente la struttura EDIF (vedi Rendere corrente una struttura), attivato il di- segno del numero dei nodi e delle aste (vedi Inserimento nodi e pilastri usando un file DXF/DWG). È altresì necessario che abbiate attivato una scatola di visualizzazione più piccola in vi- sta piana, disattivato la vista tridimensionale e vi siate posizionati sul primo impalcato (vedi Inse- rimento travi di elevazione e vano ascensore). In ModeSt per solaio deve intendersi un'area di carico delimitata da aste, reali o fittizie, lungo tutto il suo perimetro. Ne consegue che, per inserire un solaio nella zona circostante il vano ascensore, è necessario aggiungere un'asta di sezione fittizia 0 che ne delimiti il confine. A tal fine nel pannello Proprietà correnti selezionate dalla casella di riepilogo a discesa "Sezione" la sezione 0 e inserite l'asta cliccando dal gruppo Inserimento della scheda Modellazione sul bottone Aste e quindi cliccando i nodi 113-114. Prima di inserire i solai nella struttura bisogna definirne la tipologia cliccando dal gruppo Definizioni

definirne la tipologia cliccando dal gruppo Definizioni della scheda Modellazione sul bottone Proprietà elementi
definirne la tipologia cliccando dal gruppo Definizioni della scheda Modellazione sul bottone Proprietà elementi

della scheda Modellazione sul bottone Proprietà elementi e poi sul bottone Tipi solai , quindi premendo sul bottone "Nuova" e specificando:

Carico permanente strutturale: 350 Carico permanente non strutturale: 150 Primo carico accidentale: 200 Secondo carico accidentale: 0 Terzo carico accidentale: 0 Ripartizione su aste terminali: 50 Coeff. di riduzione: 0.33 Altezza solaio: 0.24 Spessore cappa: 0.04 Criterio di progetto: 1 (Travetto) Commento: Solaio tipo premete il tasto "Applica"; definite un secondo tipo di solaio con Carico permanente strutturale 450, Ca- rico permanente non strutturale 50, Primo cari- co accidentale 400, Secondo carico accidentale 0, Terzo carico accidentale 0, Ripartizione su aste terminali 50, Coeff. di riduzione 0.33, Altez- za solaio 0.2, Spessore cappa 0.2, Criterio di progetto 1 (Travetto), Commento Solaio balcone e premete il tasto "Applica"; definite un terzo tipo di so- laio con Carico permanente strutturale 250, Cari- co permanente non strutturale 50, Primo carico accidentale 100, Secondo carico accidentale 0, Terzo carico accidentale 0, Ripartizione su aste terminali 50, Coeff. di riduzione 0.33, Altezza solaio 0.2, Spessore cappa 0.04, Criterio di progetto 1 (Travetto), Commento Solaio copertura e premete due volte il tasto "OK" per uscire dalle finestre di dialogo. Verificate come, nella casella di riepilogo a discesa "Tipologia" della sezione "Solaio" del pannello

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Verificate come, nella casella di riepilogo a discesa "Tipologia" della sezione "Solaio" del pannello 11
Verificate come, nella casella di riepilogo a discesa "Tipologia" della sezione "Solaio" del pannello 11

Proprietà correnti, il solaio appena definito sia stato automaticamente reso corrente. Seguendo le indicazioni riportate nel D.M. 14/01/08, nella definizione dei tipi di solai sono stati spe- cificati sia il valore del carico permanente strutturale sia quello non strutturale. Il progettista può comunque specificare anche solo il valore dei carichi permanenti strutturali inserendovi il carico permanente totale. Quest'ultimo modo di operare è utilizzabile soprattutto se si adottano altre nor- mative che non richiedono la diversificazione fra carichi permanenti strutturali e non strutturali. ModeSt permette di inserire i solai in diversi modi: selezionando i nodi di perimetro delle singole maglie oppure selezionando le aste che circondano le maglie da definire (vengono riconosciute au- tomaticamente tutte le maglie chiuse) o indicando un punto interno ad una maglia circondata da aste. Nella sezione "Solaio" del pannello Proprietà correnti impostate come angolo di orditura corrente 90 digitando il valore nella casella di testo "Orditura". Nella sezione "Solaio" del pannello Proprietà correnti rendete corrente il solaio 2 (Solaio balcone) selezionandolo dalla casella di riepilogo a discesa "Tipologia" ed inserite il solaio cliccando dal gruppo

cliccando all'interno dell'area delimi-

Inserimento della scheda Modellazione sul bottone Solai

tata dai nodi 102-103-117-118. Continuate ad inserire i solai rendendo corrente il solaio 1 (Solaio

ad inserire i solai rendendo corrente il solaio 1 (Solaio tipo) e cliccando sul bottone pianta

tipo) e cliccando sul bottone

pianta dell'edificio ad esclusione dello sbalzo. Nel pannello Selezioni impostate come tipo di selezione "Solai" e "Aggiungi alla selezione". Eliminate il solaio all'interno del vano ascensore cliccando dal gruppo Modifica della scheda Model- lazione sul bottone Elimina e quindi cliccate sul simbolo del solaio. Inserite i solai sul secondo impalcato copiando quelli del primo impalcato quindi selezionate i solai

del pannello Selezioni e descrivete una finestra che racchiuda la Selezioni e descrivete una finestra che racchiuda la

Selezioni e descrivete una finestra che racchiuda la del primo impalcato cliccando sul bottone del pannello
Selezioni e descrivete una finestra che racchiuda la del primo impalcato cliccando sul bottone del pannello

del primo impalcato cliccando sul bottone del pannello Selezioni e descrivendo una finestra che racchiuda tutti i solai tranne quello dello sbalzo. Attivate una scatola di visualizzazione più gran- de e posizionatevi in vista prospettica premendo rispettivamente sulla voce "Togli BOX" e sulla voce "Prospettiva" degli Strumenti di visualizzazione. Dal gruppo Modifica della scheda Modellazio- ne cliccate sul bottone Copia e indicate come punto di riferimento il nodo 101 e come secondo punto il nodo 201.

di riferimento il nodo 101 e come secondo punto il nodo 201. Deselezionate tutto cliccando sul
di riferimento il nodo 101 e come secondo punto il nodo 201. Deselezionate tutto cliccando sul

Deselezionate tutto cliccando sul bottone del pannello Selezioni. Posizionatevi sul piano di una falda della copertura premendo sulla voce "PQ" degli Strumenti di vi- sualizzazione e quindi cliccate sui nodi 305, 201 e 202. Attivate una finestra di visualizzazione più piccola e posizionatevi in vista piana premendo rispetti- vamente sulla voce "BOX sul piano" e sulla voce "Vista piana" degli Strumenti di visualizzazione.

"Vista piana" degli Strumenti di visualizzazione . Rendete corrente il solaio 3 (Solaio copertura) ed inserite

Rendete corrente il solaio 3 (Solaio copertura) ed inserite i solai cliccando sul bottone del pan- nello Selezioni. Attivate una scatola di visualizzazione più grande e posizionatevi in vista prospettica premendo ri- spettivamente sulla voce "Togli BOX" e sulla voce "Prospettiva" degli Strumenti di visualizzazio- ne. Posizionatevi sull'altro piano della falda della copertura premendo sulla voce "PQ" degli Strumenti di visualizzazione e quindi cliccate sui nodi 305, 306 e 210. Attivate una finestra di visualizzazione più piccola e posizionatevi in vista piana premendo rispetti- vamente sulla voce "BOX sul piano" e sulla voce "Vista piana" degli Strumenti di visualizzazione ed inserite i solai cliccando in un punto interno alla maglia circondata da aste. Attivate il disegno del numero dei solai cliccando dal gruppo Disegno della scheda Modellazione

cliccando dal gruppo Disegno della scheda Modellazione sul bottone Numeri proprietà e selezionando

sul bottone Numeri proprietà e selezionando "Numero" nella sezione "Solai". Numerate automaticamente i solai cliccando dal gruppo Modifica della scheda Modellazione sul

. Passiamo a definire le condizioni di carico elementari. Volendo analizzare la struttura con il metodo degli stati limite ricordiamo che il metodo degli stati li- mite prevede la classificazione dei carichi, l'applicazione di opportuni coefficienti amplificativi e la ca- talogazione nei confronti della sicurezza e della variabilità. Questo si effettua in ModeSt assegnando alle condizioni di carico elementari, oltre agli altri dati, una tipologia di carico dalla quale si preleva- no sia la tipologia che i relativi coefficienti amplificativi, il grado di sicurezza e, nel caso di carichi va- riabili, il tipo di variabilità.

bottone Numera

di sicurezza e, nel caso di carichi va- riabili, il tipo di variabilità. bottone Numera e

e poi sul bottone Solai

di sicurezza e, nel caso di carichi va- riabili, il tipo di variabilità. bottone Numera e

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Visualizzate l'elenco delle tipologie di carico cliccando dal gruppo Definizioni della scheda Carichi

sul bottone Tipi CCE ed osservate come ognuna di queste tipologie di carico sia caratterizzata dai coefficienti min. e max, da utilizzare nell'ottica di un aumento o diminuzione della sicurezza struttura- le, dai coefficienti 0, 1 e 2, per il calcolo dei vari stati limite di esercizio e dal coefficiente 0,s ne- cessario per l'analisi sismica della struttura. Definite la condizione di carico elementare n. 1 clic- cando dal gruppo Definizioni della scheda Carichi sul bottone CCE , quindi premete sul bottone "Nuova" e

specificate:

Tipo CCE: 2 (D.M. 08 Permanenti strutturali)

Sicurezza: a sfavore

Commento: p.p. e permanenti strutturali lasciando per gli altri parametri i valori di default, premete il tasto "OK" per uscire dalla finestra di dialo- go. In caso di analisi sismica la componente verticale di tutti i carichi genera automaticamente le componenti

di massa necessarie per l'analisi dinamica o per la de-

terminazione dei pesi di piano per l'analisi sismica sta-

tica. Al momento della definizione delle CCE occorre specificare quali siano le componenti da generare. Questo viene effettuato mediante i moltiplicatori che determinano quali delle 6 componenti di massa deb- bano essere generate. Normalmente vengono genera-

te masse in direzione X e Y e momento polare intorno

all'asse Z e quindi i valori dei coefficienti (mx, my, mz, jx, jy, jz) sono 1 1 0 0 0 1; se la condizione

di carico deve indurre anche azioni sismiche verticali occorrerà introdurre il valore 1 anche per la

componente Z e quindi i valori dei coefficienti saranno 1 1 1 0 0 1 (vedi Condizioni di carico ele- mentari sul manuale d'uso). Nel nostro caso, per poter applicare una componente sismica verticale solo allo sbalzo, è necessario separare i carichi permanenti ed accidentali che gravano su di esso da quelli che agiscono sui re- stanti solai ed attribuire, al momento dell'archiviazione dei carichi, un valore diverso da 0 al coeffi- ciente mz. Archiviate il peso proprio della struttura selezionando l'opzione nella colonna "Peso" e premete il ta- sto "OK" per uscire dalla finestra di dialogo. Calcolate i carichi permanenti strutturali derivanti dai solai di tipo 1 (Solaio tipo) e 3 (Solaio copertu- ra). A tal fine selezionate i solai cliccando sul bottone Avanzate del pannello Selezioni e nella fine- stra di dialogo selezionate nella colonna di sinistra la voce "Tipi" e nella colonna di destra, tenendo premuto il tasto Ctrl, selezionate le voci 1 (Solaio tipo) e 3 (Solaio copertura), premete il tasto "OK" per uscire dalla finestra di dialogo. Calcolate i carichi permanenti strutturali derivanti dai solai interni all'edificio cliccando dal gruppo

Automatici da solai della scheda Carichi sul bottone Permanente strutturale

. Nota: il calcolo dei carichi permanenti non strutturali di seguito riportato può essere omesso nel caso

strutturali di seguito riportato può essere omesso nel caso in cui nella definizione dei tipi di
strutturali di seguito riportato può essere omesso nel caso in cui nella definizione dei tipi di
strutturali di seguito riportato può essere omesso nel caso in cui nella definizione dei tipi di
strutturali di seguito riportato può essere omesso nel caso in cui nella definizione dei tipi di

in

cui nella definizione dei tipi di solai si è specificato solo il carico permanente strutturale inserendo-

vi

il carico permanente totale.

Definite la condizione di carico elementare n. 2 cliccando dal gruppo Definizioni della scheda Cari- chi sul bottone CCE , quindi premete sul bottone "Nuova" e specificate:

Tipo CCE: 1 (D.M. 08 Permanenti non strutturali) Sicurezza: a sfavore Commento: permanenti non strutturali lasciando per gli altri parametri i valori di default, premete due volte il tasto "OK" per uscire dalle fi- nestre di dialogo. Calcolate i carichi permanenti non strutturali derivanti dai solai di tipo 1 (Solaio tipo) e 3 (Solaio co- pertura) cliccando dal gruppo Automatici da solai della scheda Carichi sul bottone Permanente

non strutturale

. Definite la condizione di carico elementare n. 3 cliccando dal gruppo Definizioni della scheda Cari-

chi sul bottone CCE

Tipo CCE: 3 (D.M. 08 Variabili Categoria A Ambienti ad uso residenziale) Sicurezza: a sfavore

A Ambienti ad uso residenziale) Sicurezza : a sfavore , quindi premete sul bottone "Nuova" e
A Ambienti ad uso residenziale) Sicurezza : a sfavore , quindi premete sul bottone "Nuova" e

, quindi premete sul bottone "Nuova" e specificate:chi sul bottone CCE Tipo CCE : 3 (D.M. 08 Variabili Categoria A Ambienti ad uso

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Variabilità: di base Commento: accidentali lasciando per gli altri parametri i valori di default, premete due volte il tasto "OK" per uscire dalle fi- nestre di dialogo. Calcolate i carichi accidentali derivanti dai solai di tipo 1 (Solaio tipo) e 3 (Solaio copertu- ra) cliccando dal gruppo Automatici da solai della scheda Carichi sul bottone Accidentale 1 .

solai della scheda Carichi sul bottone Accidentale 1 . Deselezionate tutto cliccando sul bottone premendo sulla
solai della scheda Carichi sul bottone Accidentale 1 . Deselezionate tutto cliccando sul bottone premendo sulla

Deselezionate tutto cliccando sul bottone

premendo sulla voce "POIM 1 a 3.00" degli Strumenti di visualizzazione e ottimizzate il disegno

cliccando sul bottone

Definite la condizione di carico elementare n. 4 cliccando dal gruppo Definizioni della scheda Cari-

chi sul bottone CCE

Moltiplicatore della massa in dir. Z: 1 Tipo CCE: 2 (D.M. 08 Permanenti strutturali) Sicurezza: a sfavore Commento: permanenti strutturali sbalzo lasciando per gli altri parametri i valori di default, premete due volte il tasto "OK" per uscire dalle fi- nestre di dialogo.

del pannello Selezioni, posizionatevi sull'impalcato 1

del pannello Selezioni , posizionatevi sull'impalcato 1 nella Barra di accesso rapido . , quindi premete
del pannello Selezioni , posizionatevi sull'impalcato 1 nella Barra di accesso rapido . , quindi premete

nella Barra di accesso rapido.

, quindi premete sul bottone "Nuova" e specificate:

Calcolate il carico permanente strutturale relativo allo sbalzo cliccando sul solaio 106. Definite la condizione di carico elementare n. 5, confermando i valori di default e specificando: Mol- tiplicatore della massa in dir. Z: 1, Tipo CCE 1 (D.M. 08 Permanenti non strutturali), Sicurezza a sfavore, Commento permanenti non strutturali sbalzo; premete due volte il tasto "OK" per uscire dalle finestre di dialogo. Calcolate il carico permanente non strutturale relativo allo sbalzo cliccando sul solaio 106. Definite la condizione di carico elementare n. 6, confermando i valori di default e specificando: Mol- tiplicatore della massa in dir. Z 1, Tipo CCE 3 (D.M. 08 Variabili Categoria A Ambienti ad uso re- sidenziale), Sicurezza a sfavore, Variabilità di base, Commento accidentali sbalzo; premete due volte il tasto "OK" per uscire dalle finestre di dialogo. Calcolate il carico accidentale 1 relativo allo sbalzo cliccando sul solaio 106. Posizionatevi sull'impalcato 0 premendo sulla voce "POIM 0 a 0.00" degli Strumenti di visualizza- zione. Definite la condizione di carico elementare n. 7, con- fermando i valori di default e specificando: Tipo CCE 1 (D.M. 08 Permanenti non strutturali), Sicurezza a sfavore, Commento tamponature; premete due volte il tasto "OK" per uscire dalle finestre di dialogo. Definite una tipologia di carico asta cliccando dal gruppo Definizioni della scheda Carichi sul botto-

dal gruppo Definizioni della scheda Carichi sul botto- ne Tipi carichi e poi sul bottone Aste
dal gruppo Definizioni della scheda Carichi sul botto- ne Tipi carichi e poi sul bottone Aste

ne Tipi carichi e poi sul bottone Aste , quindi premete sul bottone "Nuovo" e specificate:

Carico uniformemente distribuito: Glob. Carico in dir. Z: 1000 Commento: Tamponature premete due volte il tasto "OK" per uscire dalle fine- stre di dialogo. Verificate come, nella casella di riepilogo a discesa re- lativa ai carichi delle "Aste" del pannello Proprietà correnti, il carico appena definito sia stato automati- camente reso corrente. Nel pannello Selezioni impostate come tipo di sele- zione "Aste" e "Aggiungi alla selezione", quindi, tenen- do premuto il tasto Shift, selezionate le aste 601, 605, 606 e 610. Posizionatevi sul primo impalcato premendo sulla voce "POIM 1 a 3.00" degli Strumenti di visua- lizzazione e, tenendo premuto il tasto Shift, selezionate le aste 101, 105, 106 e 110. Assegnate il carico alle aste perimetrali selezionando nel pannello Proprietà elementi selezionati dalla casella di riepilogo a discesa "1° Carico manuale" il carico 1 (Tamponature).

elementi selezionati dalla casella di riepilogo a discesa "1° Carico manuale" il carico 1 (Tamponature). 14

14

Salvate la struttura cliccando sul bottone

Salvate la struttura cliccando sul bottone nella Barra di accesso rapido . Calcolo struttura con metodo

nella Barra di accesso rapido.

Calcolo struttura con metodo FEM

Per svolgere le operazioni descritte nel presente paragrafo è indispensabile che sia stato completato quanto riportato in quello precedente e non siano state cambiate le impostazioni di default (vedi In- troduzione). Per continuare l'esercizio, è necessario che abbiate aperto il progetto ESEMPI (vedi Apertura di un progetto), reso corrente la struttura EDIF oppure quella fornita con l'installazione del programma EDICA (vedi Rendere corrente una struttura). Lanciate il calcolo della struttura con il metodo agli elementi finiti cliccando dal gruppo Calcolo della

agli elementi finiti cliccando dal gruppo Calcolo della scheda Analisi sul bottone FEM , si aprirà

scheda Analisi sul bottone FEM , si aprirà una finestra suddivisa in varie schede nelle quali esamineremo le opzioni più importanti evidenziando quali siano i parametri da modificare per effet- tuare il calcolo della struttura in esame.

Generali

In questa scheda viene richiesto di introdurre i parametri relativi alle modalità di esecuzione del cal- colo. Normativa

È possibile selezionare come svolgere il calcolo, sce-

gliendo tra il metodo delle Tensioni Ammissibili sia se- condo il D.M. del 14/02/92 sia secondo il D.M. del 14/01/08 o il metodo degli Stati Limite sia secondo il D.M. del 16/01/96 sia secondo il D.M. del 14/01/08. Nella struttura in esame selezionate "Stati limite D.M.

08".

Tipo di calcolo In funzione del metodo prescelto in Normativa si hanno varie opzioni, tra cui si può scegliere se svolge- re il calcolo statico senza forze sismiche o l'analisi si- smica statica o dinamica. Nella struttura in esame selezionate "Analisi sismica dinamica". Vincoli esterni Le opzioni qui presenti consentono di specificare quale sia il tipo di vincolo nodale da considerare nel caso di analisi sismica sia statica che dinamica della struttura.

Nel caso si utilizzi "Considera incastrate fondazioni per analisi sismiche" la struttura viene calcolata due volte:

sismiche" la struttura viene calcolata due volte: con i vincoli nodali assegnati in modellazione per i

con i vincoli nodali assegnati in modellazione per i soli carichi inseriti dall'utente e successivamente per le azioni sismiche incastrando i nodi appartenenti ad elementi della fondazione, in questo caso le sollecitazioni negli elementi di fondazione dovute al sisma saranno nulle. Nella struttura in esame lasciate le opzioni impostate per default. Generazione combinazioni In relazione alla normativa ed al tipo di calcolo e di analisi, ModeSt genera automaticamente le com- binazioni delle condizioni di carico elementare. L'analisi può essere di tipo lineare o non lineare con

la possibilità di attivare l'analisi del Buckling.

Nella struttura in esame lasciate le opzioni impostate per default. Piani rigidi Mediante le opzioni qui presenti è possibile stabilire se gli impalcati definiti devono comportarsi come piani infinitamente rigidi oppure se tutti i nodi devono essere considerati indipendenti l'uno dall'altro. ModeSt mette a disposizione del progettista varie soluzioni per la schematizzazione dei piani rigidi,

tra cui il metodo Master-Slave ed il metodo della controventatura solai, entrambi anche solo per for- ze sismiche così da poter considerare ad esempio l'azione contemporanea dei carichi termici e sismi-

ci senza dover procedere a più calcoli da combinare successivamente. Selezionando l'opzione "Avan-

zate" è possibile scegliere per ogni generico impalcato una diversa schematizzazione di piano rigido posizionandovi sulla relativa finestra e scegliendo la tipologia presente nella lista della casella di rie- pilogo a discesa. Ad esempio, quando ci troviamo in presenza di una copertura a falde inclinate e vogliamo considerare infinitamente rigidi gli impalcati della copertura, poiché il metodo Master-Slave

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non è applicabile agli impalcati inclinati (vedi Impalcati rigidi non orizzontali sul manuale d'uso) pos- siamo utilizzare, per schematizzare la copertura, il metodo della controventatura solai anche solo per forze sismiche. La struttura in esame è analoga al suddetto esempio quindi applichiamo il metodo Master-Slave agli impalcati orizzontali ed il metodo della controventatura solai a quello della copertura selezionando l'opzione "Avanzate" e specificando:

Imp. 3: Impalcato non rigido Selezione solai controventati: tip 3 lasciando per i restanti impalcati il Metodo Master-Slave. Recupero masse secondarie Le opzioni qui presenti consentono di specificare come devono essere trattate le masse o le forze che non siano automaticamente riferibili ad un impalcato come accade ad esempio per i nodi dei pianerottoli delle scale. Nella struttura in esame lasciate l'opzione impostata per default.

Dati struttura

In questa scheda viene richiesto di introdurre quei parametri che rappresentano dati, opzioni o in- terpretazioni di normativa e che vengono associati al calcolo della struttura. Per la struttura in esame specificate:

Zona sismica: Zona 2 Sito di costruzione: Prato, Via F. Ferrucci 203

e deselezionate lo stato limite d'esercizio "SLO-Pvr", lasciando invariati gli altri dati.

Dati di piano

In questa scheda vengono mostrati, per ogni impalcato, le dimensioni in pianta dell'edificio con le re-

lative eccentricità calcolate come previsto dal D.M. 08 e l'eccentricità totale. Questi valori concorrono

a specificare l'entità del momento torcente aggiuntivo per effetto dell'azione sismica. Assegnando

valori nulli alle dimensioni di quell'impalcato non viene applicato il momento torcente aggiuntivo. Nella struttura in esame assegnate valori nulli alle dimensioni del terzo impalcato.

Dati di calcolo

In questa scheda viene richiesto di introdurre i parametri inerenti al tipo calcolo e alla normativa se- lezionata. Nella struttura in esame specificate:

Tipologia edificio: c.a. o prefabbricato a telaio a più piani e più campate

e lasciate invariati gli altri dati.

Modi da calcolare

È possibile specificare il numero dei modi da calcolare, imponendo al programma di considerare un

modo per ogni massa o indicando il numero di modi di cui si richiede il calcolo. Nella struttura in esame lasciate l'opzione impostata per default. Modi da considerare Fra i modi calcolati, è possibile specificare il numero dei modi da considerare per il calcolo delle sol- lecitazioni dovute al sisma, imponendo al programma di considerare tutti i modi calcolati oppure in- dicando la percentuale di massa totale che si vuole movimentare o quella minima movimentata dal singolo modo.

Nella struttura in esame lasciate l'opzione impostata per default. Spettro di risposta

È possibile specificare lo spettro di risposta da utilizzare nell'analisi sismica.

Nel caso del D.M. 08 gli spettri di progetto, relativi ai vari stati limite selezionati nella scheda "Dati struttura", vengono calcolati automaticamente secondo le indicazioni dettate dalla normativa. Premendo sul bottone "Visualizza" è possibile visualizzare il diagramma dello spettro di progetto se- lezionato nella casella di riepilogo a discesa.

Ambienti

Nel caso in cui si esegua il calcolo della struttura secondo il metodo degli stati limite occorre definire gli ambienti di carico, concettualmente simili alle "Combinazioni di Carico" del metodo delle tensioni ammissibili, ma che più in generale definiscono le diverse situazioni di carico e quali stati limite valu- tare.

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Ambienti La tabella illustra gli ambienti di carico in cui le prime colonne rappresentano le CCE definite, quella con- trassegnata con F le azioni orizzontali convenzionali, quella contrassegnata con S le azioni sismiche e le successive gli stati limite che si intendono valutare. Puntualizziamo che non è possibile creare un ambien- te di carico in cui sono selezionate entrambe le colon- ne F e S, ossia le azioni orizzontali convenzionali e le azioni simiche, poiché il D.M. 08 prescrive che le azioni orizzontali convenzionali non devono essere combinate con le azioni sismiche. Per comprendere meglio il significato degli ambienti di carico, premete il tasto "Comb. teoriche" e visualizza- te le combinazioni teoriche delle condizioni di carico elementari che derivano dai vari ambienti. Esaminiamo ad esempio il primo ambiente di carico in cui sono state selezionate tutte le condizioni di carico elementari, l'azione sismica ed è stato specificato di calcolare lo stato limite ultimo. Da questo ambiente deriva una combinazione per lo stato limite ultimo, inoltre osserviamo che relativamente alle condizioni di carico elementari di tipo accidentale (CCE 3 e 6) è stato assegnato il corretto coefficiente 2 per lo stato limite ultimo. Le vere e proprie combinazioni di carico, nella classica forma numerica, verranno poi generate in automatico da ModeSt e saranno visualizzabili nella scheda "Combinazioni CCE". Premete il tasto "OK" per chiudere la finestra delle combinazioni teoriche. Accoppiamenti La tabella degli accoppiamenti delle condizioni di cari- co elementari è attiva solo quando i carichi variabili sono stati archiviati in più condizioni di carico elementari e classificati come ambigui, cioè sia di base che indipendenti. Tale circostanza può verifi- carsi nel caso di una struttura molto complessa, quando non è facile intuire a priori qual'è la classifi- cazione dei carichi che conduce alla maggior sicurezza strutturale, per cui nell'incertezza il progetti- sta può ricorrere all'opzione "ambigua" che in ModeSt consente di considerare entrambe le ipotesi.

che in ModeSt consente di considerare entrambe le ipotesi. Combinazioni In questa scheda potete visualizzare e
che in ModeSt consente di considerare entrambe le ipotesi. Combinazioni In questa scheda potete visualizzare e

Combinazioni

In questa scheda potete visualizzare e modificare le combinazioni di carico che ModeSt provvede au- tomaticamente a creare in virtù del tipo di normativa e del tipo di analisi. Definiti tutti i parametri, premete sul tasto "OK" per eseguire il calcolo della struttura. Per illustrare la tabella degli accoppiamenti dobbiamo modificare il tipo di variabilità in "ambigua" per le condizioni di carico ele- mentari 3 (accidentali) e 6 (accidentali sbalzo). Visualizzate l'elenco delle condizioni di ca- rico elementari cliccando dal gruppo Defi- nizioni della scheda Carichi sul botto- ne CCE e selezionate l'opzione "ambi- gua" per le condizioni di carico elementari 3 (accidentali) e 6 (accidentali sbalzo), premete il tasto "OK" per uscire dalla fine- stra di dialogo. Rilanciate il calcolo della struttura col me- todo FEM, confermando di voler salvare la geometria, e selezionate la scheda degli "Ambienti". Osservate che ora è possibile scegliere il

salvare la geometria, e selezionate la scheda degli "Ambienti". Osservate che ora è possibile scegliere il
salvare la geometria, e selezionate la scheda degli "Ambienti". Osservate che ora è possibile scegliere il
salvare la geometria, e selezionate la scheda degli "Ambienti". Osservate che ora è possibile scegliere il

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tipo di relazione esistente tra le condizioni di carico elementari variabili e classificate come ambigue,

e cioè se debbano essere accoppiate (ossia considerati sempre dello stesso tipo), disaccoppiate (cioè

considerati sempre di tipo diverso) o indifferente. Verificate anche come, al variare del tipo di accop-

piamento, nella scheda "Combinazioni" cambi il numero delle combinazioni di carico. Selezionate l'opzione "Accoppiate" perché in questo esempio i carichi accidentali rappresentano con- cettualmente una sola condizione di carico. Definiti tutti i parametri, premete il tasto "OK" per eseguire il calcolo.

Inserimento platea di fondazione

Le operazioni descritte in questo paragrafo sono eseguibili solo dagli utenti delle versioni Lite e Full

di ModeSt.

È inoltre indispensabile che sia stato completato quanto riportato nel paragrafo precedente e non

siano state cambiate le impostazioni di default (vedi Introduzione). Per continuare l'esercizio, è necessario che abbiate aperto il progetto ESEMPI (vedi Apertura di un progetto) e reso corrente la struttura EDIF (vedi Rendere corrente una struttura). Salvate la struttura nel progetto con un altro nome cliccando sul bottone del pannello Progetto, digitate EDIF_P e premete il tasto "Salva". Attivate il disegno del numero dei nodi e delle aste. Attivate anche una scatola di visualizzazione più piccola in vista piana, posizionatevi sull'impalcato 0 e disattivato la vista tridimensionale (vedi Inse- rimento travi di elevazione e vano ascensore). Nel pannello Selezioni impostate come tipo di selezione "Aste" e "Aggiungi alla selezione". Eliminate le travi di fondazione cliccando dal gruppo Modifica della scheda Modellazione sul botto-

dal gruppo Modifica della scheda Modellazione sul botto- ne Elimina e quindi selezionare tutte le aste
dal gruppo Modifica della scheda Modellazione sul botto- ne Elimina e quindi selezionare tutte le aste
dal gruppo Modifica della scheda Modellazione sul botto- ne Elimina e quindi selezionare tutte le aste

ne Elimina e quindi selezionare tutte le aste visibili cliccando sul bottone del pannello Sele- zioni. Definite un elemento bidimensionale cliccando dal gruppo Definizioni della scheda Modellazione

dal gruppo Definizioni della scheda Modellazione sul bottone Proprietà elementi e poi sul bottone Tipi

sul bottone Proprietà elementi e poi sul bottone Tipi muri/bidimensionali , quindi pre- mete sul bottone "Nuova" e specificate:

Spessore: 0.30 Tipologia: Winkler Coeff. di sottofondo: 2500000 Utilizzo: Soletta/Platea Criterio di progetto: 1 Materiale: 1 (Calcestruzzo) Commento: Platea

e premete due volte il tasto "OK" per uscire dalle finestre di dialogo.

Inserite gli elementi bidimensionali della platea cliccando dal gruppo Inserimento della scheda Mo-

dellazione sul bottone Bidi

a sinistra (nodo 1).

Allarghiamo la platea di 0.60 m cliccando dal gruppo Modifica della scheda Modellazione sul bot- tone Strumenti e poi sul bottone Ingrandisce bidimensionali e quindi cliccate bidimensio- nale della platea e specificate come Dimensione allargamento 0.60. Per ottenere dei risultati attendibili è buona regola meshare gli elementi bidimensionali, cioè suddi- viderli in elementi più piccoli. Dal gruppo Modifica della scheda Modellazione cliccate sul botto-

ne Mesh

valori 1 1 di default e selezionando la platea. Per approfondimenti sulla meshatura degli elementi bidimensionali si veda Approfondimenti - Co- me effettuare una mesh in modo corretto. Per procedere con la mesh anche degli elementi che costituiscono il vano ascensore, attivate una scatola di visualizzazione più grande e posizionatevi in vista prospettica premendo rispettivamente sulla voce "Togli BOX" e sulla voce "Prospettiva" degli Strumenti di visualizzazione. Nel pannello Selezioni impostate come tipo di selezione "Muri/Bidi" e "Aggiungi alla selezione" e se- lezionate tutti gli elementi bidimensionali appartenenti al nucleo cliccando sul bottone Avanzate del pannello Selezioni e nella finestra di dialogo selezionate nella colonna di sinistra la voce "Tipi" e nella colonna di destra selezionate la voce 1 (Ascensore); premete il tasto "OK" per uscire dalla fine- stra di dialogo. Meshate gli elementi verticali cliccando dal gruppo Modifica della scheda Modellazione sul botto-

e poi sul bottone Mesh avanzata muri/bidimensionali complessi , confermando i

, selezionando i nodi in senso antiorario partendo dal punto in basso

muri/bidimensionali complessi , confermando i , selezionando i nodi in senso antiorario partendo dal punto in
muri/bidimensionali complessi , confermando i , selezionando i nodi in senso antiorario partendo dal punto in
muri/bidimensionali complessi , confermando i , selezionando i nodi in senso antiorario partendo dal punto in
muri/bidimensionali complessi , confermando i , selezionando i nodi in senso antiorario partendo dal punto in
muri/bidimensionali complessi , confermando i , selezionando i nodi in senso antiorario partendo dal punto in
muri/bidimensionali complessi , confermando i , selezionando i nodi in senso antiorario partendo dal punto in

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ne Mesh e poi sul bottone Mesh semplificata muri/bidimensionali a 3 o 4 nodi in parti di lunghezza indicativa e specificando come dimensioni della mesh 1.20 1.20. Effettuate la numerazione automatica degli elementi bidimensionali cliccando dal gruppo Modifica della scheda Modellazione sul bottone Numera e poi sul bottone Muri/Bidimensionali . Salvate la struttura e lanciate il calcolo della struttura effettuando un'analisi sismica dinamica col metodo degli stati limite secondo il D.M. 08 (vedi Calcolo struttura con metodo FEM).

Definizione dei nuclei

Calcolo struttura con metodo FEM ). Definizione dei nuclei Le operazioni descritte in questo paragrafo sono
Calcolo struttura con metodo FEM ). Definizione dei nuclei Le operazioni descritte in questo paragrafo sono
Calcolo struttura con metodo FEM ). Definizione dei nuclei Le operazioni descritte in questo paragrafo sono
Calcolo struttura con metodo FEM ). Definizione dei nuclei Le operazioni descritte in questo paragrafo sono

Le operazioni descritte in questo paragrafo sono eseguibili solo dagli utenti delle versioni Lite e Full

di ModeSt.

È inoltre indispensabile che sia stato completato quanto riportato nel paragrafo precedente e non

siano state cambiate le impostazioni di default (vedi Introduzione). Per continuare l'esercizio, è necessario che abbiate aperto il progetto ESEMPI (vedi Apertura di un progetto), reso corrente la struttura EDIF_P oppure quella fornita con l'installazione del program- ma EDICA_P (vedi Rendere corrente una struttura). È altresì necessario che abbiate attivato una scatola di visualizzazione più grande in vista prospettica (vedi Inserimento nodi e pilastri usando un file DXF/DWG). Attivate la numerazione degli elementi bidimensionali cliccando dal gruppo Disegno della scheda

bidimensionali cliccando dal gruppo Disegno della scheda Modellazione sul bottone Numeri proprietà e selezionando

Modellazione sul bottone Numeri proprietà e selezionando "Numero" nella sezione "Mu- ri/Bidimensionali". Disattivate la vista tridimensionale premendo sulla voce "Unifilare" degli Strumenti di visualizza- zione. I nuclei vengono definiti automaticamente in funzione dell'utilizzo del muro/elemento bidimensionale e della numerazione dell'elemento stesso. Per evidenziare gli elementi che appartengono ad un nucleo e la suddivisione in livelli, attivate il di- segno dei livelli dei nuclei selezionando la voce "Livelli nucleo" nella sezione Muri/Bidimensionali del pannello Colorazioni. Disegnate il numero dei livelli dei nuclei cliccando dal gruppo Disegno della scheda Modellazione

cliccando dal gruppo Disegno della scheda Modellazione sul bottone Numeri proprietà e selezionando "Livelli

sul bottone Numeri proprietà e selezionando "Livelli nuclei" nella sezione "Mu- ri/Bidimensionali". Eventuali problemi di visualizzazio- ne possono essere risolti cliccando sul bottone nella Barra di ac- cesso rapido. L'appartenenza o l'accorpamento degli elementi bidimensionali o dei muri ad uno specifico nucleo viene stabilita assegnando agli elementi

lo stesso numero. Gli elementi bi-

dimensionali ed i muri con lo stesso numero sono correlati fra di loro a formare il nucleo in questione indi- pendentemente dalla loro posizione nello spazio e dalla loro reale con- nessione. Per non far considerare come nucleo alcuni elementi è suffi- ciente assegnare numero 0 o utiliz- zo "generico". Unite i nuclei definiti automatica- mente dal programma in tre nuclei corrispondenti alle tre pareti del vano ascensore. Nel pannello Selezioni impostate come tipo di selezione "Muri/Bidi" e "Aggiungi alla selezione". Se-

"Muri/Bidi" e "Aggiungi alla selezione". Se- lezionate i bidimensionali 202 e 302 cliccando sul bottone
"Muri/Bidi" e "Aggiungi alla selezione". Se- lezionate i bidimensionali 202 e 302 cliccando sul bottone
"Muri/Bidi" e "Aggiungi alla selezione". Se- lezionate i bidimensionali 202 e 302 cliccando sul bottone

lezionate i bidimensionali 202 e 302 cliccando sul bottone del pannello Selezioni e digitando nella linea di comando 202 302. Assegnate il numero 102 digitandolo nella casella di testo relativa a "Numero" del pannello Proprietà elementi selezionati. Ripetete l'operazione selezionando i bidimensionali 203 e 303 assegnandoli il numero 103 e comple-

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tate la procedura assegnando il numero 104 ai bidimensionali 204 e 304 fino ad arrivare al risultato riportato in figura.

Salvate la struttura cliccando sul bottone

in figura. Salvate la struttura cliccando sul bottone nella Barra di accesso rapido . Visualizzazione dei

nella Barra di accesso rapido.

Visualizzazione dei risultati

Per svolgere le operazioni descritte nel presente paragrafo è indispensabile che sia stato completato quanto riportato in quello precedente e non siano state cambiate le impostazioni di default (vedi In- troduzione).

Per continuare l'esercizio, è necessario che abbiate aperto il progetto ESEMPI (vedi Apertura di un

progetto), reso corrente la struttura EDIF oppure quella fornita con l'installazione del programma

EDICA (vedi Rendere corrente una struttura), attivato il disegno del numero dei nodi e delle aste (vedi Inserimento nodi e pilastri usando un file DXF/DWG) e disattivato la vista tridimen- sionale (vedi Inserimento travi di elevazione e vano ascensore).

Nel caso in cui utilizzate la struttura EDICA occorre che la struttura sia stata calcolata come indicato

in calcolo struttura con metodo FEM. Visualizzate la matrice delle combina- zioni di carico cliccando dal gruppo Combinazioni della scheda Analisi sul

dal gruppo Combinazioni della scheda Analisi sul bottone Modifica e notate che le combinazioni delle
dal gruppo Combinazioni della scheda Analisi sul bottone Modifica e notate che le combinazioni delle

bottone Modifica e notate che le combinazioni delle condizioni di carico elementari considerate nel calcolo sono

64 e sono relative allo stato limite ulti-

mo sismico (da CC 1 a CC 48), allo sta-

to

limite ultimo non sismico (da CC 49 a CC 52), allo stato limite elastico per combinazioni rare (da

CC

53 a CC 56), frequenti (da CC 57 a CC 60) e quasi permanenti (da CC 61 a CC 64); le forze oriz-

zontali convenzionali, come previsto dalla normativa, sono presenti solo nelle CC relative allo stato limite ultimo non sismico. Sottolineiamo che è possibile modificare la matrice delle combinazioni del- le condizioni di carico elementari, senza dover ripetere il calcolo della struttura, sia variando i valori

nelle celle della matrice sia eliminando o inserendo nuove combinazioni con i bottoni "Elimina" o "In- serisci". Premete il tasto "Annulla" per uscire dalla finestra di dialogo. Visualizzate le informazioni sui risultati cliccan-

do dal gruppo Valori della scheda Risultati sul

cliccan- do dal gruppo Valori della scheda Risultati sul bottone Numerici e poi sulla voce "Risul-
cliccan- do dal gruppo Valori della scheda Risultati sul bottone Numerici e poi sulla voce "Risul-
cliccan- do dal gruppo Valori della scheda Risultati sul bottone Numerici e poi sulla voce "Risul-

bottone Numerici e poi sulla voce "Risul-

tati analisi", selezionate il tipo di sollecitazione

"3 Modi calcolati" dalla finestra di riepilogo a di-

scesa e verificate che ModeSt ha calcolato per la struttura 9 modi di vibrare ed i modi contras-

segnati sono quelli necessari per movimentare almeno l'85% della massa totale, come specifi- cato nella scheda "Dati di calcolo" dei parametri

di calcolo (vedi calcolo struttura con metodo

FEM). Per ogni modo potete leggere il valore del periodo, la minima differenza percentuale dagli altri periodi e la percentuale delle masse partecipanti. Selezionando o deselezionando la cella nella colonna "Considerato" è possibile aggiungere o eliminare un modo di vibrare dall'elenco dei modi considerati nel calcolo au- tomatico. Premete sul tasto "Annulla" per uscire dalla fi- nestra di dialogo.

Visualizzate l'elenco delle masse su nodi ed im-

Visualizzate l'elenco delle masse su nodi ed im- palcati cliccando dal gruppo Valori della scheda

palcati cliccando dal gruppo Valori della scheda Risultati sul bottone Numerici e poi sulla vo-

ce "Masse sismiche"; nella tabella per ogni impalcato vengono visualizzati i dati relativi alle masse

20

con le coordinate del baricentro. Premete sul tasto "OK" per uscire dalla finestra di dialogo. Analizzate i risultati numerici relativi alle sollecitazioni nelle aste cliccando dal gruppo Valori della

scheda Risultati sul bottone Numerici

Valori della scheda Risultati sul bottone Numerici e poi sulla voce "Sollecitazioni aste" e quindi

e poi sulla voce "Sollecitazioni aste" e quindi seleziona-

sulla voce "Sollecitazioni aste" e quindi seleziona- te tutte le aste cliccando sul bottone Con il

te tutte le aste cliccando sul bottone

Con il tasto destro del mouse sulla colonna Tz effettuate un ordinamento in senso decre- scente per visualizzare l'asta su cui si ha il taglio massimo. Si fa notare che è possibile seleziona- re il tipo di risultati da visualiz- zare utilizzando il tasto "Opzio- ni". Sottolineiamo come ModeSt permetta di visualizzare con- temporaneamente, nella stessa finestra di modellazione i disegni dei carichi, dei risultati, ecc. (mappe o diagrammi). Posizionatevi sull'impalcato 1 premendo sulla voce "POIM 1 a 3.00" degli Strumenti di visualizzazione. Attivate una scatola di visualizzazione più piccola premendo sulla voce "BOX sul piano" degli Strumenti di visualizzazio- ne. Tutti i comandi che attendono una selezione possono essere usati selezionando gli elementi anche prima di lanciare il comando, a tal fine nel pannello Selezioni impostate come tipo di selezione

del pannello Selezioni.

impostate come tipo di selezione del pannello Selezioni . "Aste" e "Aggiungi alla selezione" e quindi
impostate come tipo di selezione del pannello Selezioni . "Aste" e "Aggiungi alla selezione" e quindi

"Aste" e "Aggiungi alla selezione" e quindi selezionare tutte le aste visibili cliccando sul bottone del pannello Selezioni. Disegnate il diagramma del momento flettente cliccando dal gruppo Disegno della scheda Risultati

cliccando dal gruppo Disegno della scheda Risultati sul bottone Momento flettente . Disattivate il disegno del

sul bottone Momento flettente . Disattivate il disegno del numero dei nodi e delle aste cliccando dal gruppo Disegno della scheda

e delle aste cliccando dal gruppo Disegno della scheda Modellazione sul bottone Numeri proprietà e selezionando

Modellazione sul bottone Numeri proprietà e selezionando la voce "Nessuna". Visualizzate i diagrammi per le varie combinazioni delle condizioni di carico elementari selezionando-

le dal pannello Parametri risultati nell'elenco dei "Risultati" della sezione "Sollecitazioni e risultati

correnti". Potete visualizzare anche i diagrammi relativi a un gruppo di risultati selezionando dall'e- lenco la sigla (SLO, SLD, SLV, SLC) oppure per tutte le combinazioni di condizioni di carico elemen- tari selezionando la sigla ALL. Facciamo notare che il pannello Legenda può essere spostato, trascinandolo con il mouse, come

una normale finestra di Windows e che il bottone consente di modificare il numero di gradazioni

di

vamente di indicare quale è il valore massimo o minimo da considerare nell'interpolazione della mappa o del diagramma a colori. Disattivate il disegno dei diagrammi dei momenti flettenti cliccando sul bottone nella Barra di accesso rapido e disegnate il diagramma del taglio cliccando dal gruppo Disegno della scheda Ri- sultati sul bottone Taglio .

nella Barra di accesso ra-

colore da usare per la rappresentazione della mappa mentre i bottoni e consentono rispetti-

della mappa mentre i bottoni e consentono rispetti- Disattivate il disegno dei diagrammi del taglio cliccando
della mappa mentre i bottoni e consentono rispetti- Disattivate il disegno dei diagrammi del taglio cliccando
della mappa mentre i bottoni e consentono rispetti- Disattivate il disegno dei diagrammi del taglio cliccando
della mappa mentre i bottoni e consentono rispetti- Disattivate il disegno dei diagrammi del taglio cliccando
della mappa mentre i bottoni e consentono rispetti- Disattivate il disegno dei diagrammi del taglio cliccando

Disattivate il disegno dei diagrammi del taglio cliccando sul bottone pido.

dei diagrammi del taglio cliccando sul bottone pido . Deselezionate tutto cliccando sul bottone sualizzazione più
dei diagrammi del taglio cliccando sul bottone pido . Deselezionate tutto cliccando sul bottone sualizzazione più

Deselezionate tutto cliccando sul bottone

sualizzazione più grande premendo rispettivamente sulla voce "Togli BOX" degli Strumenti di vi- sualizzazione.

del pannello Selezioni e attivate una scatola di vi-

21

Disegnate la deformata elastica della struttura cliccando dal gruppo Disegno della scheda Risultati sul bottone Def. elastica sele- zionando tutti i nodi cliccando sul

Def. elastica sele- zionando tutti i nodi cliccando sul bottone del pannello Selezio- ni . Attraverso
Def. elastica sele- zionando tutti i nodi cliccando sul bottone del pannello Selezio- ni . Attraverso
Def. elastica sele- zionando tutti i nodi cliccando sul bottone del pannello Selezio- ni . Attraverso

bottone del pannello Selezio-

ni. Attraverso il tasto destro in un pun- to vuoto della finestra di modella- zione selezionate Opzioni di di- segno per scegliere un fattore di scala che permetta una migliore rappresentazione della linea elasti- ca della struttura, assegnando, re- lativamente a Deformata, un valore del fattore di scala pari a 20, e premete il tasto "Applica" per vede-

re come varia il disegno in funzione

del parametro impostato. Premete il tasto "Ok" per uscire. Potete visualizzare il disegno della deformata elastica per le varie combinazioni delle condizioni di ca- rico elementari selezionandole in successione dal pannello Parametri risultati nell'elenco dei "Ri-

sultati" della sezione "Sollecitazioni e risultati correnti" oppure per tutte le combinazioni di condizioni

di carico elementari selezionando la sigla ALL.

Disattivate il disegno della deformata cliccando sul bottone nella Barra di accesso rapido e pas- sate a verificare l'entità dello spostamento relativo tra i nodi di testa e di piede delle aste verticali

selezionando

cliccando dal gruppo Disegno della scheda Risultati sul bottone Spost. relativi tutte le aste verticali cliccando sul

Spost. relativi tutte le aste verticali cliccando sul bottone del pannello Selezio- ni . È utile
Spost. relativi tutte le aste verticali cliccando sul bottone del pannello Selezio- ni . È utile
Spost. relativi tutte le aste verticali cliccando sul bottone del pannello Selezio- ni . È utile

bottone

bottone

del pannello Selezio-

ni.

È

utile rilevare che, se sono state

selezionate tutte le combinazioni di carico, viene effettuato l'inviluppo dei risultati e visualizzato lo spo- stamento relativo massimo; in caso contrario viene visualizzato lo spo- stamento relativo per il risultato corrente. Come prescritto dal D.M. 08, occor- re controllare che gli spostamenti relativi allo stato limite di danno (SLD) o per le costruzioni ricadenti nelle classi d'uso III e IV allo stato

limite di operatività (SLO) siano in- feriori ai limiti imposti dalla norma- tiva.

A questo scopo andiamo ad esaminare gli spostamenti della struttura per lo stato limite di danno

impostando come risultato corrente SLD selezionandolo dal pannello Parametri risultati nell'elenco dei "Risultati" della sezione "Sollecitazioni e risultati correnti". Disattivate il disegno degli spostamenti relativi cliccando sul bottone nella Barra di accesso ra- pido. Volendo visualizzare la deformata elastica relativa ai modi di vibrare rendete corrente il tipo di solle- citazione modale selezionandolo dal pannello Parametri risultati nell'elenco "Sollecitazioni" della sezione "Sollecitazioni e risultati correnti" e visualizzate la deformata elastica della struttura cliccan- do dal gruppo Disegno della scheda Risultati sul bottone Def. elastica selezionando tutti i nodi

sul bottone Def. elastica selezionando tutti i nodi cliccando sul bottone del pannello Selezioni .
sul bottone Def. elastica selezionando tutti i nodi cliccando sul bottone del pannello Selezioni .
sul bottone Def. elastica selezionando tutti i nodi cliccando sul bottone del pannello Selezioni .

cliccando sul bottone

del pannello Selezioni. Automaticamente ModeSt propone la deformata

22

elastica relativa al primo modo di vibrare della struttura. Per analizzare la deformata elastica relativa

agli altri modi di vibrare digitate RISC e specificate in successione 2, 3

APPROFONDIMENTI

fino a 9.

e specificate in successione 2, 3 A PPROFONDIMENTI fino a 9. Generazione di un serbatoio Una

Generazione di un serbatoio

Una volta lanciato ModeSt aprite il progetto ESEMPI (vedi Apertura di un progetto), inserite una nuova struttura (vedi Inserimento di una nuova struttura in un progetto) assegnandole il no- me SERBAT. Disattivate la vista tridimensionale premendo sulla voce "Tridimensionale" degli Strumenti di vi- sualizzazione. Selezionate l'opzione "Usa nodi esistenti/lucido" nella sezione Ricerca punti del pannello Parame- tri modellazione/Ms-Cad ed iniziate ad aggiungere i nodi che individuano il profilo della sezione del serbatoio cliccando dal gruppo Inserimento della scheda Modellazione sul bottone Nodi e indicando le coordinate: 0,0; 1,0; 10,0; 11,0. Posizionatevi a quota 5 premendo sulla voce "POQ" degli Strumenti di visualizzazione ed indican-

do la quota di 5 e continuate ad aggiungere i nodi specificando le coordinate: 10,0; 4,0. Proseguite

i nodi specificando le coordinate: 10,0; 4,0. Proseguite posizionandovi a quota 7 e aggiun- gete un

posizionandovi a quota 7 e aggiun- gete un nodo a coordinate 4,0. Attivate il disegno del numero dei nodi cliccando dal gruppo Disegno della scheda Modellazione sul

dal gruppo Disegno della scheda Modellazione sul bottone Numeri proprietà e selezionando "Numero"

bottone Numeri proprietà e

selezionando "Numero" nella sezio-

ne "Nodi".

Nella sezione "Aste" del pannello Proprietà correnti rendete cor- rente la sezione -1 selezionandola dalla casella di riepilogo a discesa "Sezione", aggiungete le aste clic- cando dal gruppo Inserimento della scheda Modellazione sul

dal gruppo Inserimento della scheda Modellazione sul bottone Aste selezionando i no- di 1-4, proseguendo in
dal gruppo Inserimento della scheda Modellazione sul bottone Aste selezionando i no- di 1-4, proseguendo in
dal gruppo Inserimento della scheda Modellazione sul bottone Aste selezionando i no- di 1-4, proseguendo in

bottone Aste selezionando i no-

di 1-4, proseguendo in alto con i

nodi 3-5, per poi continuare sele- zionando i nodi 5-6 e 6-7 fino ad ottenere la geometria rappresenta- ta in figura. Definite gli elementi bidimensionali che verranno utilizzati per le pareti e per la platea cliccando dal

gruppo Definizioni della scheda Modellazione sul bottone Proprietà elementi e poi sul bot- tone Tipi muri/bidimensionali , quindi premete sul bottone "Nuova" e specificate:

Spessore: 0.20 Tipologia: Flessionale Utilizzo: Parete Criterio di progetto: 1 Materiale: 1 (Calcestruzzo) Commento: Parete serbatoio e premete il tasto "Applica"; definite un secondo elemento bidimensionale con Spessore 0.30, Ti- pologia Winkler, Coefficiente di sottofondo 1500000, Utilizzo Soletta/Platea, Criterio di pro- getto 1, Materiale 1 (Calcestruzzo) e Commento Platea; premete due volte il tasto "OK" per usci- re dalle finestre di dialogo.

tasto "OK" per usci- re dalle finestre di dialogo. Disattivate il disegno del numero dei nodi

Disattivate il disegno del numero dei nodi e delle aste cliccando dal gruppo Disegno della scheda

Modellazione sul bottone Numeri proprietà

gruppo Disegno della scheda Modellazione sul bottone Numeri proprietà 23 e selezionando la voce "Nessuna".

23

e selezionando la voce "Nessuna".

Nella sezione "Muro/Bidimensionale" del pannello Proprietà correnti corrente l'elemento bidimen- sionale 1 (Parete serbatoio) selezionandolo dalla casella di riepilogo a discesa "Sezione". Generate il serbatoio cliccando dal gruppo Modifica della scheda Modellazione sul bottone Genera

specificando: Centro di generazione N 1,

Angolo 360, Numero di divisioni 36, Quantità da sommare al numero dei nodi 0 e selezionate

Quantità da sommare al numero dei nodi 0 e selezionate e poi sul bottone Genera polare

e poi sul bottone Genera polare bidimensionali

selezionate e poi sul bottone Genera polare bidimensionali tutte le aste cliccando sul bottone illustrato in
selezionate e poi sul bottone Genera polare bidimensionali tutte le aste cliccando sul bottone illustrato in

tutte le aste cliccando sul bottone

illustrato in figura. Nel pannello Selezioni impostate come tipo di selezione "Muri/Bidi" e "Aggiungi alla selezione".

del pannello Selezioni. Si otterrà un serbatoio come quello

pannello Selezioni . Si otterrà un serbatoio come quello Selezionate tutti i bidimensionali a quota Z=0

Selezionate tutti i bidimensionali a quota Z=0 cliccando sul bottone del pannello Selezioni e cliccando su un nodo della base del serbatoio. Nel pannello Proprietà correnti selezionate dalla casella di riepilogo a discesa "Tipologia" il tipo 2 (Platea). Aggiungete agli elementi bidimen- sionali già selezionati anche gli altri bidimensionali cliccando sul bottone

anche gli altri bidimensionali cliccando sul bottone del pannello Selezioni . Effettuate una meshatura del ser-
anche gli altri bidimensionali cliccando sul bottone del pannello Selezioni . Effettuate una meshatura del ser-

del pannello Selezioni . Effettuate una meshatura del ser- batoio cliccando dal gruppo Modifi- ca della scheda Selezioni. Effettuate una meshatura del ser- batoio cliccando dal gruppo Modifi- ca della scheda Modellazione sul

bottone Mesh

Mesh

ri/bidimensionali a 3 o 4 nodi in parti di lunghezza indicativa e specificando come dimensioni del- la mesh 1.20 1.20. Definite la condizione di carico ele- mentare n. 1 cliccando dal gruppo Definizioni della scheda Carichi sul bottone CCE , quindi premete sul bottone "Nuova" e specifi- cate:

Tipo CCE: 1 (D.M. 08 Permanenti non strutturali) Sicurezza: a sfavore Commento: Carico idrostatico lasciando per gli altri parametri i valori di default, premete il tasto "OK" per uscire dalla finestra di dialogo. Definite un carico per gli elementi bidimensionali cliccando dal gruppo Definizioni della scheda Ca-

cliccando dal gruppo Definizioni della scheda Ca- e poi sul bottone semplificata mu- richi sul bottone

e poi sul bottone

semplificata mu-

della scheda Ca- e poi sul bottone semplificata mu- richi sul bottone Tipi carichi e poi
della scheda Ca- e poi sul bottone semplificata mu- richi sul bottone Tipi carichi e poi

richi sul bottone Tipi carichi e poi sul bottone Muri/Bidimensionali , quindi premete sul bottone "Nuovo" e specificate:

Carico uniformemente distribuito: Carico idrostatico

Carico uniformemente distribuito : Carico idrostatico Z di inizio carico : 0 Z di fine carico

Z

di inizio carico: 0

Z

di fine carico: 5

Carico iniziale in dir. Y: -5000 Carico finale in dir. Y: 0 Commento: Carico idrostatico premete due volte il tasto "OK" per uscire dalle finestre di dialogo.

il tasto "OK" per uscire dalle finestre di dialogo. Deselezionate tutto cliccando sul bottone del pannello

Deselezionate tutto cliccando sul bottone del pannello Selezioni, selezionate gli elementi bidi- mensionali cliccando sul bottone Avanzate del pannello Selezioni e nella finestra di dialogo sele- zionate nella colonna di sinistra la voce "Tipi" e nella colonna di destra la voce 1 (Parete serbatoio), premete il tasto "OK" per uscire dalla finestra di dialogo. Nei serbatoi soggetti alla spinta dell'acqua in cui si vogliono valutare correttamente anche le trazioni nella soletta di fondo nasce il problema del vincolo dei nodi. Bloccare infatti gli spostamenti X Y dei nodi del fondo implica la perdita degli sforzi normali nella soletta/platea. Se il serbatoio è a simmetria radiale e non soggetto a carichi asimmetrici (spinte sismiche) è possibi- le risolvere il problema vincolando in direzione X-Y-RZ solo il nodo centrale del fondo che per sim- metria resta fermo in ogni caso. In casi più complessi una soluzione può essere quella di vincolare i

24

nodi del fondo con un vincolo elastico nelle direzioni X-Y-RZ con una costante sufficiente a non ren- dere labile la struttura ma abbastanza bassa da non fungere da ritegno reciproco per i nodi. Sotto la spinta dei carichi orizzontali la struttura avrà ovviamente un moto di corpo rigido che andrà trascu- rato, ma il calcolo delle tensioni nel fondo viene garantito. Occorreranno probabilmente alcuni tenta- tivi per trovare il corretto valore delle costanti elastiche.

Poiché il serbatoio nell'esempio è assialsimmetrico con carichi assialsimmetrici è sufficiente vincolare

il nodo centrale della platea di fondazione bloccando gli spostamenti lungo X, Y e la rotazione intorno

a Z.

Deselezionate tutto cliccando sul bottone

intorno a Z. Deselezionate tutto cliccando sul bottone del pannello Selezioni e impostate come tipo di

del pannello Selezioni e impostate come tipo di sele-

del pannello Selezioni e impostate come tipo di sele- del pannel- lo Selezioni e quindi nel

del pannel-

lo Selezioni e quindi nel pannello Proprietà elementi selezionati selezionate dalla casella di riepi- logo a discesa "Vincolo" il vincolo nodale 3 (El. sew 110001).

zione "Nodi" e "Aggiungi alla selezione". Selezionate il nodo 1 cliccando sul bottone

Uso e modifica del sistema di riferimento

Durante la modellazione della struttura è possibile sostituire il sistema di riferimento globale con un

sistema di riferimento stabilito dall'utente. Questo permette di inserire con estrema facilità strutture

o parti di strutture con allineamenti particolari.

Esaminiamo alcuni casi in cui l'uso del sistema di riferimento utente semplifica l'inserimento dei dati. 1° caso: struttura con allineamenti particolari Prendiamo in esame la struttura indicata nella figura 1 e supponiamo di dover inserire tre pilastri lungo l'allineamento tra i nodi 17 e 25 perpendicolarmente ai nodi 24, 28 e 30.

Vista in pianta della strut- tura in esame.

24, 28 e 30. Vista in pianta della strut- tura in esame. Figura 1 Definiamo un

Figura 1

Definiamo un sistema di riferimento utente con origine nel nodo 17, l'asse X coincidente con la diret- trice tra i nodi 17 e 25 e l'asse Y tra i nodi 17 e 23; a tale scopo clicchiamo dal gruppo Modifica del-

la scheda Modellazione sul bottone Rif. utente

Origine del sistema di riferimento

Indicare la direzione dell'asse X

Indicare la direzione dell'asse Y

dell'asse X Indicare la direzione dell'asse Y e poi sul bottone Definisci specificando: selezioniamo il

e poi sul bottone Definisci

la direzione dell'asse Y e poi sul bottone Definisci specificando: selezioniamo il nodo 17 selezioniamo il

specificando:

selezioniamo il nodo 17

selezioniamo il nodo 25

selezioniamo il nodo 23

25

La figura mostra il nuovo sistema di riferimento atti- vato.

La figura mostra il nuovo sistema di riferimento atti- vato. Figura 2 Nel pannello Selezioni impostiamo

Figura 2

Nel pannello Selezioni impostiamo come tipo di selezione "Nodi" e nella sezione Ricerca punti del pannello Parametri modellazione/Ms-Cad deselezioniamo l'opzione "Usa nodi esistenti/lucido", selezioniamo l'opzione "Griglia" ed impostiamo "Dim. griglia" pari a 3.00. Generiamo i tre nodi dei pilastri copiando il nodo 17, a tal fine clicchiamo dal gruppo Modifica della scheda Modellazione sul bottone Copia selezioniamo il nodo 17 e, muovendosi lungo l'asse X, clicchiamo per 3 volte in corrispondenza dei punti della griglia distanti 3.00, 6.00 e 9.00 m dal nodo 17. Nella figura 3 è visualizzato il risultato di tale operazione.

figura 3 è visualizzato il risultato di tale operazione. Vengono creati i nodi 43, 44 e

Vengono creati i nodi 43, 44 e 45 con un delta X pari a 3 m.

Vengono creati i nodi 43, 44 e 45 con un delta X pari a 3 m.

Figura 3

Per modificare la posizione dei nodi appena generati in modo che, in base al nuovo sistema di riferi- mento, la loro coordinata X coincida con quella dei nodi 24, 28 e 30 selezioniamo il nodo 45 cliccan- do su di esso, clicchiamo dal pannello Proprietà elementi selezionati sulla riga "X" e quindi sul menu a discesa clicchiamo sulla voce "Copia da un nodo" e selezioniamo il nodo 30. Ripetiamo l'operazione per i nodi 44 e 43 fino ad ottenere un risultato come quello indicato nella fi- gura 4.

26

I nodi 43, 44 e 45 risultano avere l'ascissa voluta.

I nodi 43, 44 e 45 risultano avere l'ascissa voluta. Figura 4 Tale sistema potrà essere

Figura 4

Tale sistema potrà essere attivato o disattivato cliccando dal gruppo Modifica della scheda Model- lazione sul bottone Rif. utente e poi rispettivamente sul bottone Attiva o Disattiva , in quest'ultimo caso sarà ristabilito il sistema di riferimento globale. 2° caso: modellazione di un elemento curvo su una copertura inclinata Passiamo ora ad esaminare com'è possibile modellare elementi curvi su piani comunque disposti nel- lo spazio utilizzando il sistema di riferimento utente e le generazioni polari degli elementi. Il risultato da ottenere è illustrato nella figura 5.

Il risultato da ottenere è illustrato nella figura 5. La struttura in esame è una copertura
Il risultato da ottenere è illustrato nella figura 5. La struttura in esame è una copertura
Il risultato da ottenere è illustrato nella figura 5. La struttura in esame è una copertura

La struttura in esame è una copertura inclinata con una cupola al centro della stessa.

copertura inclinata con una cupola al centro della stessa. Figura 5 Partendo dalla struttura illustrata nella

Figura 5

Partendo dalla struttura illustrata nella figura 6, vediamo come modellare la cupola sul piano inclina- to.

27

La vista in pianta del piano inclinato rappresentata in figura è stata ottenuta con un piano qualunque (PQ) passante per tre nodi e con una scatola di visualizza- zione piccola (BOX sul pia- no).

una scatola di visualizza- zione piccola (BOX sul pia- no). Figura 6 Iniziamo col definire un

Figura 6

Iniziamo col definire un sistema di riferimento utente cliccando dal gruppo Modifica della scheda

, che ci permetterà di gene-

Modellazione sul bottone Rif. utente

rare polarmente alcuni nodi sul piano XZ, come illustrato nella figura 7:

Origine del sistema di riferimento

Indicare la direzione dell'asse X

Indicare la direzione dell'asse Y

dell'asse X Indicare la direzione dell'asse Y e poi sul bottone Definisci selezioniamo il nodo 23

e poi sul bottone Definisci

la direzione dell'asse Y e poi sul bottone Definisci selezioniamo il nodo 23 selezioniamo il nodo

selezioniamo il nodo 23

selezioniamo il nodo 20

selezioniamo il nodo 69

Il comando ha permesso di posizionare il piano XZ, del sistema di riferimento utente, coincidente con il piano della copertura incli- nata.

coincidente con il piano della copertura incli- nata. Figura 7 Procediamo ora alla copia polare del

Figura 7

Procediamo ora alla copia polare del nodo 2 cliccando dal gruppo Modifica della scheda Modella-

2 cliccando dal gruppo Modifica della scheda Modella- zione sul bottone Genera e poi sul bottone

zione sul bottone Genera e poi sul bottone Copia polare nodi

sul bottone Genera e poi sul bottone Copia polare nodi specificando: Centro di generazione selezioniamo il

specificando:

Centro di generazione

selezioniamo il nodo 1

Angolo

-90

Numero di divisioni

9

Quantità da sommare al numero dei nodi

0

Selezionare i nodi

selezioniamo il nodo 2

Il risultato ottenuto è quello illustrato nella figura 8.

28

Vista in pianta della sezio- ne effettuata con un piano verticale per Y (PVY) pas- sante per il nodo 2 e con una scatola di visualizza- zione piccola (BOX sul pia- no).

una scatola di visualizza- zione piccola (BOX sul pia- no). Figura 8 Dopo aver reso corrente

Figura 8

Dopo aver reso corrente la sezione da utilizzare per il congiungimento dei nodi appena generati, ag- giungiamo le aste cliccando dal gruppo Inserimento della scheda Modellazione sul bottone Aste

quindi selezionando i nodi 2-77, 77-78, 78-79 e continuando fino al nodo 85 per ottenere il ri- sultato illustrato nella figura 9.

85 per ottenere il ri- sultato illustrato nella figura 9. e In questo modo abbiamo creato

e

In questo modo abbiamo creato il profilo da utilizza- re per generare la cupola.

creato il profilo da utilizza- re per generare la cupola. Figura 9 Definiamo un nuovo sistema

Figura 9

Definiamo un nuovo sistema di riferimento utente con l'origine degli assi coinci- dente con il nodo 23, l'asse X coincidente con l'allineamento tra i nodi 23 e 20 e l'asse Y coincidente con l'allineamento tra i nodi 23 e 22 come illustrato nella fi- gura. Nel pannello Selezioni impostiamo come tipo di selezione "Aste" e "Ag- giungi alla selezione" e selezioniamo tutte le aste tra i nodi 2 e 85 precedente- mente inserite cliccando su di esse. Procediamo ora alla generazione della cupola cliccando dal gruppo Modifica della scheda Modellazione sul bottone Genera

Modifica della scheda Modellazione sul bottone Genera e poi sul bottone Genera polare asta specificando: Centro

e poi sul bottone Genera polare asta

sul bottone Genera e poi sul bottone Genera polare asta specificando: Centro di generazione selezioniamo il

specificando:

Genera e poi sul bottone Genera polare asta specificando: Centro di generazione selezioniamo il nodo 1

Centro di generazione

selezioniamo il nodo 1

Angolo

360

Numero di divisioni

20

Quantità da sommare al numero dei nodi

0

Quantità da sommare al numero delle aste

0

29

In questo modo otterremo il risultato illustrato nella figura 10.

Vista prospettica della mo- dellazione dei meridiani della cupola.

prospettica della mo- dellazione dei meridiani della cupola. Figura 10 Per concludere possiamo procedere agli eventuali

Figura 10

Per concludere possiamo procedere agli eventuali collegamenti orizzontali dei nodi alle varie quote come illustrato nella figura 11.

Completamento della strut- tura con l'inserimento dei collegamenti orizzontali nella cupola.

l'inserimento dei collegamenti orizzontali nella cupola. Figura 11 Come effettuare una mesh in modo corretto Prima

Figura 11

Come effettuare una mesh in modo corretto

Prima di passare ad illustrare le fasi e gli accorgimenti da seguire per effettuare la mesh degli ele- menti bidimensionali occorre soffermarsi su alcuni concetti del metodo agli elementi finiti. Tale metodo consiste nel sostituire il modello continuo della struttura con un modello discreto utiliz- zando elementi finiti monodimensionali (asta) e bidimensionali. L'operazione di costruzione del mo- dello discreto viene detta modellazione della struttura. Il metodo agli elementi finiti si basa quindi su un'approssimazione e di conseguenza la soluzione non è mai "esatta" in senso analitico e dipende da come il continuo è stato discretizzato. La capacità di approssimare la soluzione teorica, nel senso di avvicinarsi, si dice "convergenza". Nel caso di elementi asta la soluzione discretizzata converge a quella analitica, mentre nel caso di elementi bidimensionali la convergenza è influenzata dalla "mesh", per cui la discretizzazione influi- sce sulla qualità della soluzione che dipende anche dalla "forma" dell'elemento bidimensionale. La dimensione della mesh ovviamente è in funzione della grandezza dell'oggetto da discretizzare e dell'approssimazione che si vuole ottenere. La bontà di una meshatura può essere dedotta dal diver-

30

so valore assunto dagli sforzi in elementi contigui. Se infatti si ha una forte variazione degli sforzi in elementi contigui vuol dire che la mesh adottata non riesce a cogliere la variazione di sforzo e quindi occorre raffinare la mesh, mentre se le differenze sono contenute significa che si è sufficientemente approssimato il risultato. Le osservazioni suddette possono spingere ad effettuare subito me- shature molto fitte, invece di fare più analisi della stessa struttura con mesh sempre più fitte in modo tale da studiare la convergenza verso un risultato, così da comprendere sia la qualità della mesh adottata sia l'attendibilità dei risultati. Se infatti due mesh di diversa raffinatezza conducono a risultati simili, vuol dire che si è sufficien- temente approssimato il risultato. La qualità dei risultati dipende anche dalla forma dell'elemento bidi- mensionale che, nel caso di elementi quadrangolari, non deve essere distorta ma deve tendere il più possibile a quella rettangolare con un rapporto fra i lati massimo pari a due. Infatti una forma molto di- storta dell'elemento impedisce l'esecuzione del calcolo agli elementi finiti. Facciamo osservare che la presenza di elementi molto distorti viene segnalata anche dal controllo congruenza dati di ModeSt. Per quanto riguarda gli elementi triangolari, questi non riescono a cogliere le differenze di sforzo. Nonostante la scarsa sensibilità degli elementi triangolari, sono usati per consentire la transizione da zone con mesh molto fitta a zone con mesh molto rada ed in molti casi in cui è praticamente impos- sibile, principalmente a causa di vincoli di carattere geometrico, utilizzare una mesh costituita esclu- sivamente da elementi quadrangolari. Quindi è consigliabile ricorrere a mesh con elementi quanto più possibile quadrangolari ed usare gli elementi triangolari in zone in cui non si hanno elevate differenze di sforzo. Purtroppo non esistono delle regole precise che possono guidarci nella meshatura degli elementi bi- dimensionali ma troviamo nella letteratura solo alcune indicazioni su dov'è opportuno infittire la mesh e cioè nei punti in cui si suppone si abbia una concentrazione di tensione (ad esempio lo spigo- lo di un'apertura, il punto di attacco di un pilastro alla platea, ecc.) oppure nelle zone in cui si vuole effettuare uno studio più dettagliato. Vogliamo sottolineare che quando si modella un elemento strutturale in cui le tre dimensioni sono equivalenti (elemento cubiforme) l'utilizzo degli elementi bidimensionali è inopportuno. Cerchiamo adesso di fornire alcuni consigli su come inserire gli elementi bidimensionali e come effet- tuare la meshatura. Elenchiamo i principali accorgimenti da seguire:

1. L'inserimento di macro elementi di forma il più possibile rettangolare (eventualmente aggiungen- do dei nodi ausiliari) porta ad avere meshature più regolari. Prendiamo ad esempio in esame la fondazione di una struttura nella quale dobbiamo inserire una platea tra i nodi 7, 8, 5, 3 e 24 (fi- gura 1).

inserire una platea tra i nodi 7, 8, 5, 3 e 24 (fi- gura 1). Vista

Vista piana della fondazio- ne della struttura in esa- me.

Vista piana della fondazio- ne della struttura in esa- me. Figura 1 Generalmente l'utente è portato

Figura 1

Generalmente l'utente è portato ad inserire due elementi bidimensionali (cliccando dal gruppo Inse-

31

rimento della scheda Modellazione sul bottone Bidi ) selezionando i nodi 7, 8, 5 e

rimento della scheda Modellazione sul bottone Bidi ) selezionando i nodi 7, 8, 5 e 3, 24, 7, 5 come rappresentato in figura 2.

Vista piana degli elementi bidimensionali inseriti.

2. Vista piana degli elementi bidimensionali inseriti. Figura 2 Effettuando la mesh cliccando dal gruppo Modifica

Figura 2

Effettuando la mesh cliccando dal gruppo Modifica della scheda Modellazione sul bottone Mesh e poi sul bottone Mesh semplificata muri/bidimensionali a 3 o 4 nodi in parti di lunghez- za indicativa e specificando come dimensioni della mesh 1 1 si generano degli elementi bidi- mensionali con una forma irregolare come evidenziato dalla figura 3.

con una forma irregolare come evidenziato dalla figura 3. Mesh degli elementi bidi- mensionali. Figura 3
con una forma irregolare come evidenziato dalla figura 3. Mesh degli elementi bidi- mensionali. Figura 3

Mesh degli elementi bidi- mensionali.

dalla figura 3. Mesh degli elementi bidi- mensionali. Figura 3 Invece l'inserimento di un nodo ausiliario,

Figura 3

Invece l'inserimento di un nodo ausiliario, spezzando in due parti l'asta tra i nodi 7 e 24 (cliccando dal gruppo Modifica della scheda Modellazione sul bottone Spezza e poi sul bottone Spezza

aste in n parti

7, 8, 5, -949 e 3, 24, -949, 5 (figura 5).

) come evidenziato nella figura 4, ci permetterà di inserire due elementi tra i nodi

-949 e 3, 24, -949, 5 (figura 5). ) come evidenziato nella figura 4, ci permetterà
-949 e 3, 24, -949, 5 (figura 5). ) come evidenziato nella figura 4, ci permetterà

32

Creazione del nodo ausilia- rio -949 spezzando l'asta in 2 parti.

Vista degli elementi bidi- mensionali inseriti.

in 2 parti. Vista degli elementi bidi- mensionali inseriti. Figura 4 Figura 5 Meshando adesso i

Figura 4

Vista degli elementi bidi- mensionali inseriti. Figura 4 Figura 5 Meshando adesso i due elementi si

Figura 5

Meshando adesso i due elementi si otterrà una meshatura più regolare (figura 6).

33

Mesh degli elementi bidi- mensionali con forma più regolare.

Mesh degli elementi bidi- mensionali con forma più regolare. Figura 6 2. Dopo avere effettuato la

Figura 6

2. Dopo avere effettuato la mesh è opportuno controllare che non siano state introdotte delle di- scontinuità. Si fa notare che questa anomalia viene individuata dal controllo congruenza dati. La discontinuità si ha quando un nodo appartenente ad un elemento bidimensionale giace su un lato

di

un elemento adiacente, per esempio questo si può verificare quando il numero di suddivisioni

di

due elementi adiacenti è diverso (figura 7a) oppure quando, pur essendo uguale il numero del-

le

suddivisioni, gli elementi hanno uno scostamento (figura 7b).

gli elementi hanno uno scostamento (figura 7b). Figura 7a Figura 7b 3. Non è consigliabile selezionare

Figura 7a

gli elementi hanno uno scostamento (figura 7b). Figura 7a Figura 7b 3. Non è consigliabile selezionare

Figura 7b

3. Non è consigliabile selezionare tutti gli elementi bidimensionali quando si effettua la mesh, so- prattutto quando la geometria degli elementi da meshare è complessa, in quanto si creano delle discontinuità. Infatti anche se il calcolo viene eseguito, la modellazione è comunque errata poiché

si sono introdotte delle discontinuità che conducono ad errori nei risultati e nella progettazione

delle armature. Quindi è preferibile effettuare la mesh selezionando singoli elementi così da os- servare la meshatura effettuata e decidere quale degli elementi adiacenti meshare. Prendiamo ad esempio la platea di fondazione rappresentata nella figura 8 dove sono già stati inseriti gli ele- menti bidimensionali.

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Platea

meshare.

di

fondazione

da

Platea meshare. di fondazione da Figura 8 Effettuando la mesh di tutti gli elementi della platea

Figura 8

Effettuando la mesh di tutti gli elementi della platea di fondazione cliccando dal gruppo Modifica della scheda Modellazione sul bottone Mesh e poi sul bottone Mesh semplificata mu-

ri/bidimensionali a 3 o 4 nodi in parti di lunghezza indicativa ni della mesh 1 1 si ha il risultato della figura 9.

specificando come dimensio-

ha il risultato della figura 9. specificando come dimensio- Platea di fondazione me- shata. Figura 9
ha il risultato della figura 9. specificando come dimensio- Platea di fondazione me- shata. Figura 9

Platea di fondazione me- shata.

specificando come dimensio- Platea di fondazione me- shata. Figura 9 Come potete osservare dalla figura 9

Figura 9

Come potete osservare dalla figura 9 si sono create delle discontinuità. Mentre se effettuiamo la mesh selezionando in sequenza gli elementi (figura 8) 615, 614, 609, 610, 653, 613, 635, 634, 652, 651, 636, 654, 639, 640, ecc. otteniamo la meshatura rappresentata nella figura 10, nella quale so- no state ridotte le discontinuità.

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Platea di fondazione me- shata in modo manuale.

Platea di fondazione me- shata in modo manuale. Figura 10 4. Quando si effettua la mesh

Figura 10

4. Quando si effettua la mesh non vengono collegati i nodi interni se non casualmente. Per risolvere questa incongruenza è consigliabile usare il comando che consente di sostituire un nodo con un altro modificando le incidenze degli elementi. Prendiamo ad esempio il caso rappresentato in figu- ra 11 nel quale la mesh degli elementi bidimensionali non ha collegato i nodi 3, 4 e 5 al piede dei pilastri.

Vista prospettica ingrandita della zona in esame.

pilastri. Vista prospettica ingrandita della zona in esame.   Figura 11 Cliccando dal gruppo Modifica della
 

Figura 11

Cliccando dal gruppo Modifica della scheda Modellazione sul bottone Sost. nodo

Cliccando dal gruppo Modifica della scheda Modellazione sul bottone Sost. nodo selezionando

selezionando

il nodo -13 e successivamente il nodo 3. Continuando selezionando le coppie di nodi -27, 4 e -37, 5 si risolve l'incongruenza come evidenziato in figura 12.

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Vista prospettica ingrandita della zona in esame con ri- soluzione delle incongruen- ze.

della zona in esame con ri- soluzione delle incongruen- ze. Figura 12 5. Nei punti in

Figura 12

5. Nei punti in cui si ha una concentrazione delle tensioni, come abbiamo già evidenziato, è oppor- tuno raffinare la mesh. Ad esempio nella struttura precedente è consigliabile raffinare la mesh in- torno ai nodi di piede dei pilastri; questa operazione è possibile effettuarla cliccando dal gruppo Modifica della scheda Modellazione sul bottone Mesh e poi sul bottone Raffina mesh bi- dimensionali a 3 o 4 nodi selezionando i 3, 4 e 5 fino ad ottenere il risultato della figura 13.

i 3, 4 e 5 fino ad ottenere il risultato della figura 13. Vista prospettica della
i 3, 4 e 5 fino ad ottenere il risultato della figura 13. Vista prospettica della

Vista prospettica della zone

in cui

si è raffinato la

mesh.

della zone in cui si è raffinato la mesh. Figura 13 Concetto e definizione di nucleo

Figura 13

Concetto e definizione di nucleo

All'interno di ModeSt è possibile raggruppare logicamente fra loro un insieme di elementi bidimen- sionali in modo da formare un nucleo. Un nucleo è definito come un insieme di muri o elementi bi- dimensionali, verticali, che abbiano tutti il sistema di riferimento locale con l'asse X parallelo al piano coordinato XY e l'asse Z parallelo all'asse coordinato Z. Se nel nucleo sono presenti più orizzonta- menti ("fasce" orizzontali derivanti dalla discretizzazione (mesh) o semplicemente muri sovrapposti), il nucleo viene automaticamente suddiviso in livelli ed il progetto delle armature considererà la di- versa configurazione geometrica ai diversi livelli. Con un'accorta discretizzazione è quindi possibile schematizzare aperture, cambiamenti geometrici, ecc. in quanto le procedure di progettazione armatura operano un'integrazione delle sollecitazioni per ognuno dei livelli presenti nel nucleo ed effettuano le verifiche considerando il nucleo come un'u- nica sezione.

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Facciamo notare che la definizione del nucleo serve solo per il progetto delle armature ed è inin- fluente ai fini del calcolo agli elementi finiti quindi può essere effettuata indifferentemente prima o dopo il calcolo della struttura. Passiamo ora ad illustrare le fasi e gli accorgimenti da seguire nel caso in cui si voglia progettare au- tomaticamente o interattivamente un nucleo irrigidente inserito all'interno di una struttura come quella indicata nella figura 1.

Il vano ascensore è stato modellato utilizzando dei muri e successivamente di- scretizzati in elementi bi- dimensionali cliccando dal gruppo Modifica della scheda Modellazione sul

bottone Mesh

bottone Mesh semplifica- ta muri/bidimensionali a 3 o 4 nodi in parti di lunghezza indicativa . Questo procedimento è consigliato poiché in que- sto modo si è certi che i muri/elementi bidimensio- nali abbiano tutti l'asse Z locale parallelo ed equiver- so all'asse Z globale.

e poi sul

bidimensio- nali abbiano tutti l'asse Z locale parallelo ed equiver- so all'asse Z globale. e poi
bidimensio- nali abbiano tutti l'asse Z locale parallelo ed equiver- so all'asse Z globale. e poi
parallelo ed equiver- so all'asse Z globale. e poi sul Figura 1 Per evidenziare le configurazioni

Figura 1

Per evidenziare le configurazioni correte o errate si utilizzeranno le definizioni di "metodo corretto" e "metodo incorretto" che si devono intendere applicate solo al nucleo in quanto le modellazioni ripor- tate negli esempi sono comunque corrette ai fini del calcolo agli elementi finiti. Prima di assegnare un nucleo ad un insieme di muri o elementi bidimensionali occorre evidenziare i seguenti accorgimenti:

1. Nel definire il nucleo si dovrebbe sempre rispettare la logica dei piani dell'edificio; generalmente è incorretto assegnare l'appartenenza ad un solo nucleo a tutti gli elementi, da terra a cielo, in tal caso ModeSt non differenzia le armature da piano a piano in relazione alla diminuzione delle sol- lecitazioni o ad eventuali rastremazioni.

Metodo generalmente incorretto

Metodo generalmente corretto

generalmente incorretto Metodo generalmente corretto Nucleo definito da terra a cielo. 2. Le terne locali degli
generalmente incorretto Metodo generalmente corretto Nucleo definito da terra a cielo. 2. Le terne locali degli

Nucleo definito da terra a cielo.

2. Le terne locali degli elementi che costituiscono il nucleo devono avere l'asse Z equiverso all'asse Z globale.

Nucleo definito da impalcato a impalcato.

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Metodo incorretto

Metodo corretto

Metodo incorretto Metodo corretto Alcuni elementi bidimensionali hanno l'asse locale Tutti gli elementi
Metodo incorretto Metodo corretto Alcuni elementi bidimensionali hanno l'asse locale Tutti gli elementi

Alcuni elementi bidimensionali hanno l'asse locale Tutti gli elementi bidimensionali hanno l'asse lo-

Z non equiverso all'asse globale Z.

cale Z equiverso all'asse globale Z.

3. Non devono essere presenti elementi distorti ad esclusione dell'ultimo livello.

Metodo incorretto

Metodo corretto

dell'ultimo livello. Metodo incorretto Metodo corretto L'elemento bidimensionale evidenziato ha una Gli
dell'ultimo livello. Metodo incorretto Metodo corretto L'elemento bidimensionale evidenziato ha una Gli

L'elemento bidimensionale evidenziato ha una Gli elementi bidimensionali hanno una forma re- forma distorta poiché il lato inferiore non è oriz- golare. zontale.

Metodo incorretto

Metodo corretto

oriz- golare. zontale. Metodo incorretto Metodo corretto Gli elementi bidimensionali evidenziati sono di- Solo gli
oriz- golare. zontale. Metodo incorretto Metodo corretto Gli elementi bidimensionali evidenziati sono di- Solo gli

Gli elementi bidimensionali evidenziati sono di- Solo gli elementi bidimensionali appartenenti

all'ultimo livello sono distorti (lato superiore non orizzontale).

4. È sbagliato definire come nucleo le cosiddette "pareti di scantinato", in quanto il loro comporta- mento non è sicuramente quello di una grande sezione inflessa per la quale valgono le ipotesi del- la scienza delle costruzioni.

storti e non appartengono all'ultimo livello.

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Metodo incorretto

Metodo incorretto Passiamo ora ad esaminare le fasi da seguire per la definizione del nucleo: 1.

Passiamo ora ad esaminare le fasi da seguire per la definizione del nucleo:

1. Posizioniamoci su un piano passante per uno dei lati del nostro nucleo e definiamo una scatola di visualizzazione, digitando BOX nella linea di comando, tale da includere solo gli elementi interes- sati come indicato in figura 2.

Con un piano verticale per X (voce "PVX" degli Strumenti di visualiz- zazione) passante per il nodo 1221 è stata attiva- ta una scatola di visualiz- zazione di 2 mt (BOX 2

.1).

ta una scatola di visualiz- zazione di 2 mt ( BOX 2 .1). Figura 2 2.

Figura 2

2. Attiviamo una vista piana premendo sulla voce "Vista piana" degli Strumenti di visualizzazione (figura 3).

40

Questa visualizzazione permetterà di selezionare gli elementi interessati con una finestra in vista piana.

gli elementi interessati con una finestra in vista piana. Figura 3 3. Nel pannello Selezioni impostiamo

Figura 3

3. Nel pannello Selezioni impostiamo come tipo di selezione "Muri/Bidi" e "Sostituisci alla selezione". Selezioniamo i bidimensionali presenti fra un

Selezioniamo i bidimensionali presenti fra un piano e l'altro cliccando sul bottone del pannello

piano e l'altro cliccando sul bottone del pannello Selezioni e asse- gniamo il numero digitandolo nella casella di testo relativa a "Numero" del pannello Proprietà elementi selezionati. Per le fasi successive di armatura sia automatica che interattiva si veda ri- spettivamente i paragrafi Progettazione automatica armature e Pro- gettazione interattiva armature nuclei e pareti irrigidenti.

interattiva armature nuclei e pareti irrigidenti . Rigidezza torsionale elementi bidimensionali Con questo

Rigidezza torsionale elementi bidimensionali

Con questo esempio si vuole evidenziare il diverso comportamento dei solutori nel calcolo di elemen- ti bidimensionali soggetti a momenti flettenti con asse momento ortogonale al piano dell'elemento. Si ricorda che generalmente l'elemento finito bidimensionale piano non reagisce a momenti di que- sto tipo. Alcuni solutori inseriscono comunque nella matrice di rigidezza dell'elemento dei valori fittizi per il corrispondente grado di libertà. Apriamo il progetto ESEMPI (vedi Apertura di un progetto) e rendiamo corrente la struttura ES1 (vedi Rendere corrente una struttura). Si consiglia di inserire i comandi così come sono riportati, osservando i messaggi di ModeSt e i cam- biamenti nella rappresentazione grafica. Posizioniamoci su un piano verticale passante per Y=0 premendo sulla voce "PVY" degli Strumenti di visualizzazione e specificando 0 come coordinata. Posizioniamoci in vista piana e disattiviamo la vista tridimensionale premendo rispettivamente sulla voce "Vista piana" e "Unifilare" degli Strumenti di visualizzazione. Attiviamo il disegno del numero dei nodi cliccando dal gruppo Disegno della scheda Modellazione

cliccando dal gruppo Disegno della scheda Modellazione sul bottone Numeri proprietà e selezionando

sul bottone Numeri proprietà e selezionando "Numero" nella sezione "Nodi". Si tratta di una parete (incastrata al piede) schematizzata con elementi finiti bidimensionali alla qua- le è collegata una mensola. La mesh è stata infittita in corrispondenza dell'attacco con la trave per ottenere una maggior precisione di calcolo.

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Come si può notare la struttura è caricata con un carico uniformemente distribuito sulla trave

Come si può notare la struttura è caricata con un carico uniformemente distribuito sulla trave (5000 daN/ml).

La struttura è stata calcolata utilizzando diversi solutori ed i risultati sono stati successivamente

combinati mediante l'opzione Combina i risultati di due calcoli

mediante l'opzione Combina i risultati di due calcoli eseguibile dal menu che si ot- tiene cliccando

eseguibile dal menu che si ot-

i risultati di due calcoli eseguibile dal menu che si ot- tiene cliccando sul bottone del

tiene cliccando sul bottone del menu dell'applicazione , in modo da permettere un più agevole raffronto fra questi. In particolare si ha:

CC

1: Calcolo effettuato con SAP2000 ver. 14.2.3

CC

2: Calcolo effettuato con XFINEST ver. 2010 (elemento ISOSHELL)

CC

3: Calcolo effettuato con XFINEST ver. 2010 (elemento QF46)

La freccia teorica della mensola incastrata è f=1.5 cm la quale andrebbe leggermente incrementata per considerare la rotazione della testa della parete soggetta a momento. Visualizziamo gli sposta-

della parete soggetta a momento. Visualizziamo gli sposta- menti del nodo 103 cliccando dal gruppo Valori

menti del nodo 103 cliccando dal gruppo Valori della scheda Risultati sul bottone Numerici e

poi sulla voce "Spostamenti nodi" e quindi specificando il numero del nodo. Nei vari casi si ottiene

invece dal calcolo:

SAP2000

-16.33 cm

XFINEST (I)

-199310000 cm (la mensola è labile)

XFINEST (Q)

-20.35 cm

differenze che possono essere notate anche graficamente:

cm (la mensola è labile) XFINEST (Q) -20.35 cm differenze che possono essere notate anche graficamente:

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Attiviamo il disegno della deformata cliccando dal gruppo Disegno della scheda Risultati sul botto-

dal gruppo Disegno della scheda Risultati sul botto- ne Def. nodale selezionando tutti i nodi cliccando
dal gruppo Disegno della scheda Risultati sul botto- ne Def. nodale selezionando tutti i nodi cliccando

ne Def. nodale selezionando tutti i nodi cliccando sul bottone del pannello Selezioni. Visualizziamo il primo risultato selezionandolo dal pannello Parametri risultati nell'elenco dei "Ri- sultati" della sezione "Sollecitazioni e risultati correnti". Visualizziamo il secondo risultato e si noti la notevole deformazione dell'elemento d'angolo. Visualizziamo il terzo risultato e si noti la notevole deformazione dell'elemento d'angolo. Disattiviamo il disegno della deformata cliccando sul bottone nella Barra di accesso rapido. Visualizziamo le sollecitazioni delle aste cliccando dal gruppo Valori della scheda Risultati sul bot-

tone Numerici

Valori della scheda Risultati sul bot- tone Numerici e poi sulla voce "Sollecitazioni aste" e quindi
Valori della scheda Risultati sul bot- tone Numerici e poi sulla voce "Sollecitazioni aste" e quindi

e poi sulla voce "Sollecitazioni aste" e quindi selezioniamo tutte le aste cliccan-

aste" e quindi selezioniamo tutte le aste cliccan- do sul bottone del pannello Selezioni . Le

do sul bottone del pannello Selezioni. Le sollecitazioni nella mensola sono comunque esatte per tutti i solutori. SAP2000 sembrerebbe il più preciso in termini di deformazioni, ma occorre considerare anche cosa accade all'interno della parete. Attiviamo il disegno delle tensioni in direzione Z sulle facce normali a Z negli elementi bidimensionali

Z sulle facce normali a Z negli elementi bidimensionali cliccando dal gruppo Mappe della scheda Risultati

cliccando dal gruppo Mappe della scheda Risultati sul bottone Tensioni normali

bottone Tensione normale in dir. Z su facce con normale Z

e poi sul

selezionando tutti gli elementi

con normale Z e poi sul selezionando tutti gli elementi bidimensionale cliccando sul bottone del pannello
con normale Z e poi sul selezionando tutti gli elementi bidimensionale cliccando sul bottone del pannello

bidimensionale cliccando sul bottone del pannello Selezioni. Attraverso il tasto destro in un punto vuoto della finestra di modellazione selezioniamo Opzioni di disegno e scegliamo dall'elenco "Tipo media sollec. bidim." il tipo di mappa "globale - locale" in mo- do da permettere un raffronto fra i vari solutori. Visualizziamo i vari risultati selezionandoli dal pannello Parametri risultati nell'elenco dei "Risulta- ti" della sezione "Sollecitazioni e risultati correnti". Come si può notare si hanno due "famiglie" di risultati di cui la prima è costituita dai calcoli effettuati con SAP2000 e XFINEST con elemento QF46. In questi casi si ha una maggiore rigidezza dell'ele- mento, ma con un rapido esaurimento dell'effetto del momento d'incastro ed una concentrazione "locale" delle tensioni. Questo è dovuto alla diversa formulazione matematica dell'elemento. Attraverso il tasto destro in un punto vuoto della finestra di modellazione selezioniamo Opzioni di disegno e scegliamo dall'elenco "Tipo media sollec. bidim." il tipo di mappa "locale" per confrontare

i valori medi di tensione negli elementi.

Visualizziamo i vari risultati selezionandoli dal pannello Parametri risultati nell'elenco dei "Risulta-

ti" della sezione "Sollecitazioni e risultati correnti", ottenendo i seguenti valori (in daN/cmq):

Szz max

Szz min

SAP2000

152.13

-125.42

XFINEST (I)

2.90

-26.06

XFINEST (Q)

47.67

-90.29

Anche dai valori numerici riportati si riconoscono le "famiglie" citate, ma per tutti i solutori si può comunque notare come la tensione passi bruscamente dal valore massimo al valore minimo nei due elementi adiacenti situati nell'angolo di attacco con la trave, sintomo questo di come la soluzione non sia numericamente affidabile. Un ulteriore controllo può essere effettuato considerando la tensione (in daN/cmq) nei nodi d'angolo al piede della parete (nodo 1 dell'elemento 1 e nodo 2 dell'elemento 7):

nodo 1

nodo 2

SAP2000

10.55

-15.37

XFINEST (I)

2.90

-7.51

XFINEST (Q)

10.75

-19.87

Anche in questo si ha conferma della diversa formulazione degli elementi.

I risultati migliorano molto se si prolunga sulla testa della parete la trave a mensola.

Rendiamo corrente la struttura ES1A (vedi Rendere corrente una struttura). Posizioniamoci su un piano verticale passante per Y=0 premendo sulla voce "PVY" degli Strumenti di visualizzazione e specificando 0 come coordinata. Posizioniamoci in vista piana e disattiviamo la vista tridimensionale premendo rispettivamente sulla voce "Vista piana" e "Unifilare" degli Strumenti di visualizzazione.

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