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Universit di L'Aquila

Facolt di Ingegneria
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n
i
c
a
Appunti dalle Lezioni di
Fisica Tecnica Ambientale
Fondamenti di Acustica Applicata
Capitolo 3:
La propagazione negli ambienti connati
Prof. F. Marcotullio
A.A. 2011 - 2012
Indice
Avvertenze ii
Testi consigliati iii
3 La propagazione negli ambienti connati 1
3.1 Lassorbimento del suono . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1
3.1.1 Materiali fonoassorbenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2
3.2 Il fenomeno della riverberazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8
3.3 Il tempo di riverberazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12
3.3.1 Valori ottimali del tempo di riverberazione . . . . . . . . 16
3.4 Cenni sulla progettazione acustica di una sala . . . . . . . . . . . 17
3.4.1 Forma e dimensioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18
3.4.2 Tempo di riverberazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21
3.4.3 Livello sonoro . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21
3.4.4 Rumore di fondo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22
i
Avvertenze
La presente dispensa didattica rivolta agli allievi dei Corsi di Fisica Tecnica
Ambientale (Corsi di Laurea in Ingegneria Ambiente e Territorio e Civile) e
costituisce la raccolta completa degli argomenti svolti in aula.
Disporre della dispensa tuttavia non esime n dai doverosi approfondimenti
sui testi consigliati, n soprattutto dalla frequenza delle lezioni e delle esercita-
zioni.
Saranno graditi suggerimenti nonch la segnalazione di errori ed inesattezze.
ii
Testi consigliati
Testi consigliati in lingua italiana:
1. Moncada Lo Giudice G., Santoboni S., Masson SpA, Milano, 1997
2. Cirillo E., Acustica Applicata, McGraw-Hill Libri Italia srl, Milano 1997
3. Rocco L., Fondamenti di Acustica Ambientale, Alinea Editrice, Firenze
1984
Testi consigliati in lingua inglese:
1. Beranek Leo L., McGraw-Hill, New York 1954
iii
Capitolo 3
La propagazione negli
ambienti connati
3.1 Lassorbimento del suono
Quando unonda sonora che si propaga in un mezzo omogeneo 1 incontra la
supercie di separazione del mezzo 1 con un mezzo 2 dierente dal primo (tipico
il caso della supercie di separazione tra laria e una parete), una parte E
r
dellenergia sonora incidente E
i
viene rinviata nel mezzo 1. Dellenergia sonora
residua E
i
E
r
, la porzione E
a
viene trasformata in calore a causa di fenomeni
dissipativi mentre la porzione E
t
viene trasmessa nellambiente limitrofo. Si
denisce coeciente di assorbimento acustico apparente il rapporto:
a =
E
a
+E
t
E
i
Il coeciente a adimensionale e varia tra 0 e 1; quando a = 1 non si ha ries-
sione e tutto va come se londa sonora incidesse, di fatto, su una nestra aperta.
Esso varia con la frequenza del suono incidente, dallangolo di incidenza e dal-
la conformazione del materiale sia in supercie che internamente. Per quanto
riguarda la variazione con la frequenza prassi fornire, per una caratterizzazione
completa del materiale, almeno i valori di a per bande di ottava ovvero, per una
migliore approssimazione, per bande a terzi dottava. Per quanto riguarda la
direzionalit si usa riferirsi a coecienti di assorbimento per campo sonoro dif-
fuso. Per quanto riguarda la dipendenza di a dalle caratteristiche del materiale
interessato dallonda si rimanda ai punti successivi.
Vale la pena di precisare che lassorbimento di una certa supercie dipende
non solo dal suo coeciente di assorbimento, ma anche dalla sua estensione.
Ne deriva che lassorbimento A di una supercie di area S ad una assegnata
frequenza dato dal prodotto:
A = a () S
Il numero di unit assorbenti A ha le dimensioni di unarea (m
2
) e misura in m
2
di nestra aperta (a = 1) ovvero, pi spesso, in sabin. Nel caso pi generale la
supercie di area S interessata dallonda sonora pu essere non omogenea nel
1
CAPITOLO 3. LA PROPAGAZIONE NEGLI AMBIENTI CONFINATI 2
frequenza (Hz) 125 250 500 1000 2000 4000
a 0.01 0.01 0.02 0.02 0.03 0.03
Tabella 3.1: Coeciente di assorbimento per parete intonacata in funzione della
frequenza
senso che formata da N superci diverse ciascuna caratterizzata da un proprio
coeciente di assorbimento a
i
(). In questo caso lassorbimento totale ovvero
il numero di unit assorbenti di S si ottiene secondo la:
A = a
1
S
1
+a
2
S
2
+. . . +a
N
S
N
=
N

i=1
a
i
S
i
In maniera del tutto analoga lassorbimento totale viene anche espresso come:
A = a
m
() S
nella quale il coeciente medio di assorbimento a
m
() dato dalla:
a
m
() =

N
i=1
a
i
() S
i
S
ossia ottenuto dalla media pesata dei coecienti di assorbimento a
i
() assu-
mendo come pesi le aree delle rispettive superci.
3.1.1 Materiali fonoassorbenti
Gli elementi perimetrali di un ambiente, quali una parete o un sotto into-
nacati o un pavimento rivestito di marmo o piastrelle, costituiscono strutture
che, per la loro elevata rigidezza e per le caratteristiche della relativa nitura
superciale, presentano coecienti di assorbimento modesti a tutte le frequenze
(vedi Tab.3.1). Il pi delle volte, al contrario, necessario che le superci che
delimitano un ambiente presentino un coeciente di assorbimento sensibilmen-
te pi alto allo scopo di controllare e/o eliminare eetti sonori indesiderati. Lo
scopo si raggiunge rivestendo le strutture perimetrali con materiali di caratteri-
stiche opportune opportunamente disposti. Si parla genericamente di materiali
fonoassorbenti. A seconda delle modalit con cui la potenza sonora viene as-
sorbita, si distinguer tra: (a) assorbimento per porosit; (b) assorbimento per
risonanza di membrana (pannelli vibranti); (c) assorbimento per risonanza di
cavit (risonatori). In conseguenza della natura dei materiali impiegati, del loro
spessore e delle modalit di posa in opera si pu ottenere, nei confronti del-
le frequenze proprie dello spettro udibile, un assorbimento acustico fortemente
dierenziato come viene mostrato nel seguito.
Materiali porosi I materiali porosi presentano una struttura solida caratte-
rizzata dalla presenza di canalicoli di varie dimensioni ed orientamento i quali
sono in comunicazione con laria ambiente. Tali canalicoli, inoltre, possono pre-
sentarsi in numero elevato ma di ridotta sezione (Fig.3.1,a) ovvero in numero
relativamente pi ridotto ma con sezione sensibilmente pi ampia (Fig.3.1,b).
CAPITOLO 3. LA PROPAGAZIONE NEGLI AMBIENTI CONFINATI 3
(a) (b)
Figura 3.1: Struttura di un tipico materiale poroso
Ci inuenza la resistenza che laria incontra ad attraversare il materiale e co-
stituisce, unitamente alla porosit
1
una caratteristica dei materiali porosi detta
resistenza al usso.
La Fig.3.2,a mostra il caso tipico di un materiale poroso di spessore s adagia-
to su una supercie che supporremo innitamente rigida per semplicit (E
t
= 0).
Allorch londa incide sulla supercie di un materiale poroso, parte dellenergia
sonora si propaga dallaria ambiente a quella contenuta nei pori e qui la parte
dellenergia acustica non riessa (E
a
= E
i
E
r
) viene convertita in calore a
causa della resistenza viscosa che le particelle di aria incontrano sulle le pareti
dei canalicoli e la misura in cui tale trasformazione avviene dipende, a parit di
ogni altra condizione, dalla struttura del materiale e dal suo spessore.
S
i
i
r
r
E
E
E
(a) (b) (c)
E
a a
E E
Figura 3.2: Materiali porosi in opera
Strutture porose compatte quali quelle di Fig.3.1,a presentano una elevata
resistenza al usso e quindi un elevato coeciente di riessione. Ci comporta
un valore ridotto dellenergia sonora E
i
E
r
la quale, se lo spessore suciente,
viene completamente assorbita (vedi Fig.3.2,b).
La porzione riessa pu essere ridotta facendo ricorso ad un materiale poroso
poco compatto come quello di di Fig.3.1,b il quale presenta, al contrario del pre-
cedente, una bassa resistenza al usso. Tuttavia, a causa della bassa resistenza
viscosa che laria incontra nei canalicoli, lenergia non riessa pu essere assorbi-
ta solo se si aumenta in modo signicativo lo spessore s del materiale (Fig.3.2,c).
Infatti, se lo spessore non suciente, la potenza non assorbita viene riessa
1
La paorosit rappresenta il rapporto percentuale tra il volume dei pori e il volume totale
del materiale.
CAPITOLO 3. LA PROPAGAZIONE NEGLI AMBIENTI CONFINATI 4
dalla parete rigida che supporta il materiale poroso e rinviata in ambiente dove
pu interferire in maniera signicativa con londa di prima riessione.
(a)
l/4
l/4
(b)
Figura 3.3: Materiali porosi in opera
La Fig.3.3,a mostra linuenza dello spessore del materiale sullassorbimento
per incidenza normale ancora nel caso di materiale poroso su una supercie
rigida. La particolare condizione al contorno (w = 0 alla parete) fa s che la
velocit di oscillazione in corrispondenza della supercie del materiale poroso
dipenda sia dallo spessore s che dalla frequenza dellonda. Infatti, la massima
velocit di oscillazione si presenta per spessori dello strato poroso s pari a:
s =

4
ovvero per
s

= j 0.25
con j dispari. Per j pari, invece, la velocit assume valore nullo ed altrettanto
vale per lassorbimento. Nel caso di incidenza obliqua il legame tra lo spessore
ottimale e la frequenza si modica per cui nel caso di campo sonoro diuso che
meglio approssima le situazioni di pratico interesse prassi collocare il massimo
dellassorbimento in corrispondenza di spessori s dellordine di

6


8
e quindi
a frequenze
0
dellordine di
1
6

1
8
di
c
s
. Mentre per frequenze >
0
esiste
sempre uno spessore a cui corrisponde la velocit di oscillazione massima, per
frequenze inferiori a
0
il coeciente di assorbimento diminuisce drasticamente
come mostra la Fig.3.4. Pertanto, se non si vuole ricorrere alluso di spessori
proibitivi sia per costo che per ingombro (valori accettabili sono dellordine di
qualche centimetro) la frequenza limite
0
dicilmente pu scendere al di sotto
di 1000 Hz.
Un abbassamento di questo limite senza agire sullo spessore di materiale si
pu ottenere distanziando lo strato poroso dalla parete in modo tale da collocar-
ne la supercie esterna in posizione ottimale (


8
per campo sonoro diuso)
come mostra la 3.3,b. Ci tuttavia sconsigliabile nei casi in cui il materiale
poroso non presenta adeguate caratteristiche meccaniche (si pensi ad esempio a
materassini di bra di vetro, lana minerale e assimilati) mentre nel caso di pan-
nelli autoportanti (di legno compensato ad esempio) il montaggio ad una certa
distanza dalla parete muta il meccanismo dellassorbimento (pannello vibrante).
Concludiamo con alcune considerazioni rigurdanti la posa in opera di ma-
teriali porosi. I materiali porosi compatti vengono il pi delle volte posti in
opera a vista per cui pu presentarsi lesigenza, per un corretto inserimento nel
contesto architettonico, di un trattamento superciale. Ci deve essere fatto
con prudenza se non si vuole compromettere in maniera considerevole lassorbi-
mento evitando comunque lapplicazione di prodotti che creino strati superciali
CAPITOLO 3. LA PROPAGAZIONE NEGLI AMBIENTI CONFINATI 5
0.0
125
a
s
250 500
frequenza (Hz)
1000 2000 4000
0.2
0.4
0.6
0.8
1.0
Figura 3.4: Inuenza delle modalit di posa in opera di materiali porosi sulle
frequenze assorbite
s
d
Figura 3.5: Schema di un tipico pannello vibrante
compatti capaci di otturare i pori. I materiali porosi non compatti non possono
essere posti in opera a vista in quanto la loro supercie, generalmente soce,
pu essere facilmente danneggiata; inoltre non si presta ad essere colorata n pu
essere mantenuta pulita. A ci si pu ovviare proteggendo lo strato soce con
materiale rigido forato in modo tale da permettere il passaggio dellonda sono-
ra senza compromettere in modo signicativo leetto assorbente del materiale
sottostante.
Pannelli vibranti Un pannello di spessore s di materiale non poroso posto
in opera ad una certa distanza da una parete rigida (vedi Fig.3.5) costituisce,
nei confronti di unonda acustica incidente, un pannello vibrante. Lo spessore s
del pannello varia da alcuni millimetri al centimetro o poco pi, mentre quello
d dellintercapedine di unordine di grandezza pi grande (ossia da qualche
centimetro alla decina di centimetri o poco pi).
Allorch londa sonora incide sul pannello questo viene posto in vibrazione e
la porzione E
a
dellenergia acustica incidente E
i
viene trasformata in calore ad
opera degli attriti interni del pannello e dei suoi supporti oltre che dagli eetti
di attrito o viscosi delleventuale materiale disposto allinterno dellintercapedi-
ne. Lassorbimento massimo si ottiene nei riguardi di unonda acustica la cui
frequenza uguaglia quella di risonanza
0
del pannello vibrante; questultima,
CAPITOLO 3. LA PROPAGAZIONE NEGLI AMBIENTI CONFINATI 6
0.0
125
a
250 500
frequenza (Hz)
1000 2000 4000
0.2
0.4
0.6
Con materiale assorbente
Senza materiale assorbente
Figura 3.6: Frequenze assorbite ad opera di un pannello vibrante
se la lunghezza donda incidente grande rispetto alle dimensioni della cavit,
si pu stimare mediante la:

0
=
60

d m
(3.1)
nella quale m rappresenta la massa per m
2
(
kg
m
2
) del pannello vibrante e d lo
spessore dellintercapedine in metri (Fig.3.5). Cos, il valore della frequenza a
cui si verica il massimo dellassorbimento nei casi usuali (pannello di legno
spesso 1 cm, m 8 kg/m
2
ed intercapedine di 5 cm) pu essere collocata
intorno a 100 Hz e quindi si pu pensare di ricorrere a pannelli vibranti se si
vuole ecacemente assorbire frequenze che vanno dal limite inferiore della banda
udibile (qualche decina di Hz) no a 200 300 Hz (vedi Fig.3.6). Notiamo che
per assorbire queste bande di frequenza sarebbero necessari spessori proibitivi
di materiali porosi.
Sia lassorbimento acustico che la larghezza della banda entro cui si pre-
sentano valori sucientemente elevati del coeciente di assorbimento, possono
essere incrementati ponendo materiali fonoassorbenti porosi nellintercapedine
daria (vedi Fig.3.6).
I materiali correntemente impiegati per i pannelli vibranti sono legno com-
pensato, strutture di bre di legno e simili.
L
V
S
c
Figura 3.7: Struttura di un risonatore acustico
Risonatori La Fig.3.7 mostra la tipica struttura di un risonatore acustico.
Esso costituito, essenzialmente, da una cavit rigida di volume V che posta
in comunicazione con lambiente mediante unapertura lunga e stretta dove gli
CAPITOLO 3. LA PROPAGAZIONE NEGLI AMBIENTI CONFINATI 7
eetti di attrito e viscosi sono particolarmente pronunciati, detta collo del riso-
natore, di sezione spesso circolare di area S
c
e profondit L. Allorch unonda
acustica incide sul risonatore, laria contenuta nel collo di massa M =
0
S
c
L
viene messa in vibrazione ed una parte dellenergia sonora trasportata dallon-
da viene dissipata per eetto viscoso. Se il collo abbastanza pi stretto della
cavit e il risonatore piccolo in confronto con la lunghezza donda del suono
incidente, la frequenza di risonanza a cui si verica il massimo dellassorbimento
pu essere calcolata mediante la:

0
=
c
2
_
S
c
L
e
V
(3.2)
nella quale, per il caso specico di collo circolare di diametro D, L
e
= L+0.8D
dove 0.8D rappresenta la cosiddetta correzione di bocca. I risonatori acustici
sono molto impiegati nelle applicazioni acustiche per la facilit con cui possono
essere variati i parametri che ne determinano la frequenza di risonanza la quale,
comunque, si colloca nellintervallo che va da qualche decina no a qualche
centinaio di Hz e comunque senzaltro al di sotto di 1 kHz.
V
S
c
L
Figura 3.8: Struttura di un tipico pannello forato
Nella pratica lassorbimento per risonanza di cavit si ottiene mediante i
cosiddetti pannelli forati risonanti-assorbenti i quali sono costituiti da un elevato
numero di risonatori acustici. La struttura quella mostrata in Fig. 3.8; essa
consiste in un pannello rigido, sul quale sono praticati un gran numero di fori, e
che viene posto in opera ad una certa distanza d da una parete rigida. Se i fori
sono N, tutti uguali e ugualmente distanziati, allora la percentuale di foratura
:
p =
NS
c
S
100 (%)
da cui:
S
c
=
pS
100N
Inoltre, del volume totale della cavit S d m
3
, la porzione che spetta a ciascun
foro data da:
V =
S d
N
Con tali posizioni la (3.2) diventa:

0
= 5.4
_
p
d L
e
CAPITOLO 3. LA PROPAGAZIONE NEGLI AMBIENTI CONFINATI 8
Figura 3.9: Collo del risonatore in forma di fenditura
(Hz) 125 250 500 1000 2000 4000
Tappeto pesante su cemento 0.02 0.06 0.14 0.37 0.60 0.65
Tappeto pesante su gomma 0.08 0.24 0.57 0.69 0.71 0.73
Tendaggio leggero 0.03 0.05 0.10 0.15 0.25 0.30
Tendaggio pesante drappeggiato 0.50 0.50 0.70 0.90 0.90 0.90
Sedia in legno o metallo 0.01 0.01 0.02 0.03 0.05 0.05
Poltrona imbottita 0.10 0.30 0.35 0.45 0.50 0.40
Persona seduta o in piedi 0.15 0.30 0.50 0.55 0.60 0.50
Tabella 3.2: Coecienti di assorbimento per alcuni elementi di arredo
In luogo dei fori si pu anche fare uso di fenditure, ad esempio mediante una
struttura a doghe, larghe alcuni centimetri e distanziate di 2 - 3 centimetri
(Fig.3.9).
Concludiamo avvertendo che molti elementi di arredo presenti negli am-
bienti mostrano coecienti di assorbimento signicativi in particolari campi di
frequenze. Alcuni esempi sono riportati in Tab.3.2.
3.2 Il fenomeno della riverberazione
Si aronta ora il caso di propagazione del suono in ambienti connati. Se ci si
riferisce agli ambienti in cui luomo svolge le proprie attivit, essi presentano
dimensioni in genere molto pi grandi della lunghezza donda. La presenza delle
pareti in primo luogo, ma anche la presenza di arredi, persone, nestre, stucchi,
... inuisce fortemente sulle modalit di propagazione del suono e, quindi, sulla
qualit dellascolto ed in denitiva sulla qualit acustica dellambiente stesso.
Se si considera lo schema di Fig.3.10 si vede come un ascoltatore U venga
interessato da onde sonore provenienti direttamente dalla sorgente S (ovvero dal
campo sonoro diretto, le cui caratteristiche sono state studiate in precedenza) e
dalle onde che, emesse dalla sorgente, sono riesse dalle pareti una, due , ... n
volte prima di raggiungere lascoltatore. Queste onde riesse, che contribuisco-
no via via ad accrescere la densit di energia sonora nellambiente considerato
portandola a valori superiori a quella ottenibile dalla stessa sorgente in campo
CAPITOLO 3. LA PROPAGAZIONE NEGLI AMBIENTI CONFINATI 9
S
U
Figura 3.10: Campo sonoro diretto e campo sonoro riverberato
libero, costituiscono il campo sonoro riverberato. La densit di energia sonora
cresce no a quando lenergia sonora assorbita dalle strutture perimetrali non
uguagliano quella emessa dalla sorgente in un assegnato intervallo di tempo. In
questa circostanza la densit di energia assume un valore costante nel tempo
e tanto pi elevato quanto pi basso il numero delle unit assorbenti. Nelle
condizioni di regime cos raggiunte il campo sonoro diretto e quello riverberato
(che possiamo assumere costante in ogni punto o, come si dice, perfettamen-
te riverberante) contribuiscono allascolto in misura diversa nei dierenti punti
della sala. In eetti, se si tiene conto che il campo sonoro diretto, trascuran-
do gli eetti di assorbimento dellaria, diminuisce in ragione di 6 dB per ogni
raddoppio della distanza, il livello sonoro risultante in funzione della distanza
dalla sorgente si ottiene componendo i livelli secondo quanto visto nellAcustica
Fisica:
L
p
= 10 lg
10
_
10
L
p,d
10
+ 10
L
p,r
10
_
Figura 3.11: Somma del campo sonoro diretto e riverberato in funzione della
distanza dalla sorgente
Applicando lequazione precedente in punti posti a distanza via via crescente
dalla sorgente si ottiene un andamento del tipo riportato in Fig.3.11 dalla quale
CAPITOLO 3. LA PROPAGAZIONE NEGLI AMBIENTI CONFINATI 10
W
D
t
t
t
t
D
0
0
a
a
c
c
d
d b
b
0
t
0
t
0
t +t
0
Figura 3.12: Eetto della riverberazione
si osserva che il campo sonoro diretto risulta importante solo nelle vicinanze
della sorgente, mentre nei punti pi lontani lascolto garantito dal campo
sonoro riverberato.
Quabdo la sorgente sonora viene disattivata, la densit di energia sonora
diminuisce annullandosi in un tempo che tanto pi breve quanto pi elevato
il numero delle unit assorbenti.
I fenomeni transitori dovuti alla riverberazione caratterizzano in maniera
determinante il comportamento acustico di una sala e la relativa conoscenza
contribuisce in modo signicativo ad una corretta progettazione della sala stessa.
Immaginiamo, ad un certo istante (t = 0), di attivare la sorgente sonora
di Fig.3.10 che possiamo supporre, per semplicit, di potenza costante W e di
mantenerla attiva per un tempo t
0
. Il suono prodotto dalla sorgente raggiun-
ge luditore in tempi che dipendono dalla lunghezza del cammino percorso. Il
percorso pi breve che il suono deve percorrere per raggiungere luditore pari
alla lunghezza del segmento S U: sar quindi londa diretta a raggiungere
per prima luditore dapo un tempo t

= (S U)/c. Cos, per un intervallo di


tempo pari a t

la densit di energia sonora in corrispondenza delluditore risul-


ter nulla nonostante la sorgente sia attiva. Allistante t

la densit di energia
sonora subir un incremento (segmento ab di Fig.3.12) e si manterr a questo
valore no allistante t

allorch luditore raggiunto dallonda di prima ries-


sione che, tra tutte, caratterizzata dal percorso pi breve. Di conseguenza la
densit di energia sonora subir un nuovo incremento che sar necessariamente
pi contenuto di quello prodotto dallonda diretta. Ci dovuto al fatto che
londa di prima riessione ha subito una riduzione dellenergia trasportata in
conseguenza dellassorbimento subito. Ulteriori incrementi sono prodotti dalle
onde di prima riessione caratterizzati dai percorsi via via pi lunghi. Oltre alle
onde di prima riessione luditore sar raggiunto anche dalle onde di seconda,
CAPITOLO 3. LA PROPAGAZIONE NEGLI AMBIENTI CONFINATI 11
1
1
2 1+2
2
P(t)
(a) (b)
D(t)
t t
Figura 3.13: Eetto della riverberazione su pi segnali successivi
terza, ... n-esima riessione le quali, avendo subito assorbimenti multipli, pro-
ducono incrementi della densit di energia sonora in U via via pi contenuti.
Per quanto detto nora si comprende che la densit di energia sonora non potr
crescere indenitamente, ma si porter ad un valore di regime e si manterr a
questo valore no allistante t
0
in cui la sorgente sar disattivata. Partendo da
questo istante luditore sar raggiunto dallonda diretta per un tempo pari a
t

= (S U)/c nonostante la sorgente abbia smesso di funzionare. Allistante


t
0
+t

la densit di energia sonora subir un primo decremento a

= a b e
successivamente decrementi pi contenuti conseguenti al decadere degli apporti
delle onde di prima, seconda, ... n-esima riessione. Si osserva, in altre parole,
un fenomeno transitorio di estinsione che porta a zero la densit di energia so-
nora localizzata in A. Questo fenomeno di estinzione denominato coda sonora.
Sebbene il fenomeno sia nettamente pi complesso (alla riessione si accompa-
gnano fenomeni di diusione del suono pi o meno marcati oltre a fenomeni
di risonanza che intervengono quando la frequenza del suono coincide con una
delle frequenze proprie dellambiente), la descrizione schematica e qualitativa
che se ne appena data consente di trarre alcune importanti considerazioni di
carattere generale:
la densit di energia sonora si porta ad una valore di regime non istanta-
neamente, ma gradualmente nel tempo;
tale valore di regime pi elevato di quello raggiunto se fosse presente il
solo campo diretto;
quando la sorgente smette di funzionare la densit di energia sonora in
un punto non si annulla istantaneamente, ma decresce gradualmente nel
tempo (transitorio di estinzione o coda sonora).
Allo scopo di comprendere come queste caratteristiche della riverberazione in-
uiscano sulla qualit acustica di una ambiente, si consideri che i suoni pi
comuni, musica e parlato, sono costituiti da una successione di segnali di bre-
ve durata e di livelli sonori dierenti intervallati dal silenzio. Per avere un
buon ascolto tali segnali debbono essere distintamente percepiti ossia debbono
raggiungere lascoltatore senza subire fenomeni che ne alterino le caratteristiche.
Si consideri il caso schematico di un suono costituito da due distinti segnali
acustici (Fig.3.13,a), ciascuno caratterizzato da valori diversi di potenza e dura-
ta. A causa della riverberazione la densit di energia sonora, in corrispondenza
CAPITOLO 3. LA PROPAGAZIONE NEGLI AMBIENTI CONFINATI 12
n
dS
r
q
P
O
Figura 3.14: Elemento di supercie assorbente
dellascolatore, subir certamente un transitorio di attacco ed uno di estinzione
i quali possono essere separati o meno da un regime stazionario. Pu accadere
che lintervallo di tempo che separa i due segnali breve rispetto alla durata
della coda sonora del primo, cosicch il transitorio di estinzione si sovrappone
a quello di accrescimento e di regime del secondo segnale. Il secondo segnale,
quindi, pu subire un mascheramento pi o meno marcato da parte della coda
sonora del segnale che lo precede compromettendo in modo pi o meno marcato
lintelligibilit del messaggio proveniente dalla sorgente (Fig.3.13,b).
Queste semplici considerazioni aiutano a comprendere come la durata della
coda sonora (caratteristica del locale) possa avere una inuenza diversa sul
messaggio sonoro ed in denitiva sulla qualit acustica di un ambiente destinato
ad un particolare uso (sala da concerto, sala per conferenze). E per tale motivo
che in acustica ambientale la qualit acustica di una sala viene collegata alla
durata convenzionale della coda sonora o tempo di riverberazione. Il tempo di
riverberazione denito come il tempo necessario anch la densit di energia
sonora si parti dal valore di regime D
0
che aveva al momento della disattivazione
della sorgente ad una valore pari a 10
6
D
0
ovvero il tempo necessario perch il
livello di pressione sonora presente in un punto allistante di disattivazione della
sorgente diminuisca di 60 dB. La riduzione di 60 dB suggerita dal fatto che se
il livello sonoro iniziale quello corrispondente ad un suono di media intensit,
lorecchio non percepisce pi la coda sonora (sebbene essa continui) quando il
relativo livello sonoro sia diminuito rispetto a quello iniziale di 60 dB.
3.3 Il tempo di riverberazione
Per il calcolo del tempo di riverberazione si supporr che:
le superci che delimitano lambiente siano perfettamente diondenti
2
;
la densit di energia sonora sia la stessa in ogni punto dellambiente.
Ci premesso, siano assegnate le caratteristiche geometriche ed acustiche del-
lambiente quali il volume V, le aree delle superci che lo delimitano e, per
2
Questo certamente vero quando asperit presenti sulle superci sono pi grandi della
lunghezza donda del suono
CAPITOLO 3. LA PROPAGAZIONE NEGLI AMBIENTI CONFINATI 13
j
j
J
J
n
d
d
r
J r sin
j
J d d J r sin
2
Figura 3.15: Intorno di P
ciscuna di esse, il relativo coeciente medio di assorbimento acustico. Conside-
riamo ora la generica supercie assorbente e su di essa consideriamo un punto
O, la normale n ad S in O e lintorno dS di O. Consideriamo poi un punto P
generico preso allinterno della sala distante r da O; langolo formato dalla
congiungente O P con la normale. Il punto P vede dS sotto langolo solido
(vedi Fig.3.14):
d =
dS cos
r
2
Se D la densit di energia sonora presente in P (e per le ipotesi precedenti
presente in ogni punto della sala), DdV lenergia sonora localizzata nellin-
torno dV di P. Inoltre per un campo sonoro diuso lenergia sonora localizzata
nellangolo solido unitario con vertice in P pari a:
DdV
4
essendo 4 steradianti langolo solido sotteso da una sfera centrata il P. E
pertanto:
dE =
DdV
4
d =
Dcos
4r
2
dV dS (3.3)
lenergia sonora che incide su dS. La Fig.3.15 mostra che lintorno dV di P in
coordinate sferiche (r, , ) espresso dalla:
dV = (r sind) (rd) dr = r
2
sin dddr
Sostituendo la precedente nella (3.3) si ottiene:
dE =
DdSA
4
sin cos dddr
e per unit di supercie:
dE
dS
=
D
4
sin cos dddr
Inoltre si pu porre dr = cdt con c la velocit del suono per cui lenergia sonora
che incide sullunit di area nellunit di tempo :
d

E
dS
=
Dc
4
sin cos dd
CAPITOLO 3. LA PROPAGAZIONE NEGLI AMBIENTI CONFINATI 14
Se la precedente si integra sullintero semispazio che sovrasta la supercie S si
ricava lenergia sonora che incide sullunit di area nellunit di tempo:

E
1
=
Dc
4

2
0
d

2
0
sin cos d
ed in denitiva
3
:

E
1
=
Dc
4
Lenergia che incide nellunit di tempo sullintera supercie S quindi:

E
S
=
DcS
4
(3.4)
e quella assorbita nellunit di tempo:

E
a
=
DcS
4
a
m
con a
m
il coeciente medio di assorbimento dellintera supercie. Nota la po-
tenza assorbita nellunit di tempo e data quella emessa nella stessa unit di
tempo dalla sorgente di potenza

P si pu operare un bilancio energetico della
sala secondo due ipotesi:
assorbimento continuo come suggerito da Sabine;
assorbimento discontinuo come suggerito da Eyring.
Assorbimento continuo Si pu esprimere il bilancio energetico della sala
aermando che: la potenza sonora

Pdt emessa dalla sorgente nel tempo dt, di-
minuita di quella che nello stesso intervallo di tempo viene assorbita
_
DcS
4
a
m
dt
_
procura un incremento pari a d (V D) dellenergia sonora localizzata nella sala.
In formule:

Pdt
DcS
4
a
m
dt = d (V D) = V dD
essendo costante il volume della sala. Riordinando e separando le variabili si
ha:
V
dD

P
DcS
4
a
m
= dt (3.5)
Lequazione precedente pu essere integrata per ottenere dierenti interessanti
risultati. Se si pone z =

P
DcS
4
a
m
si ha che dz =
cSam
4
dD da cui dD =

4dz
cSam
. Sostituendo nella (3.5) si ottiene la:

4V
cSa
m
dz
z
= dt
e quindi:

4V
cSa
m
ln z = t +cost
3
Infatti:

2
0
d

2
0
sin cos d =
CAPITOLO 3. LA PROPAGAZIONE NEGLI AMBIENTI CONFINATI 15
Ricordando lespressione di z, in denitiva si ottiene la:

4V
cSa
m
ln
_

P
DcS
4
a
m
_
= t +cost (3.6)
Il risultato appena ottenuto permette di ricavare la legge con cui la densit di
energia della sala varia nel tempo in diverse condizioni di interesse.
1. Legge di accrescimento della densit di energia sonora durante il transi-
torio di attacco. Si ottiene considerando che per t = 0 (istante iniziale) si
ha che D = 0. Se si tiene conto della condizione iniziale appena ssata, la
costante di integrazione presente nella (3.6) vale:
cost =
4V
cSa
m
ln

P
e quindi:

4V
cSa
m
ln
_

P
DcS
4
a
m

P
_
= t
ovvero:
D =
4

P
cSa
m
_
1 e

cSam
4V
t
_
(3.7)
che rappresenta il risultato cercato.
2. Densit di energia a regime raggiunto. Il valore D
0
della densit di energia
una volta che il regime stazionario stato raggiunto si ottiene dalla (3.7)
per t . Si ha:
D
0
=
4

P
cSa
m
(3.8)
3. Tempo di riverberazione. Il transitorio di estinzione inizia (t = 0) quan-
do D = D
0
. Inoltre,

P = 0 durante lintero transitorio di estinzione.
Imponendo queste condizioni alla (3.6) si ricava che:

4V
cSa
m
ln
_

D
0
cS
4
a
m
_
= cost
e quindi la stessa (3.6) fornisce:

4V
cSa
m
ln
_
D
D
0
_
= t
Poich il tempo di riverberazione quello necessario perch
D
D0
= 10
6
si
ricava dalla precedente che:
t
60
=
4V
cSa
m
ln
_
10
6
_
=
0.16V
Sa
m
(3.9)
avendo posto c = 344
m
s
(velocit del suono in aria alle condizioni am-
biente).
CAPITOLO 3. LA PROPAGAZIONE NEGLI AMBIENTI CONFINATI 16
Il tempo di riverberazione appena ottenuto con lipotesi di assorbimento con-
tinuo presenta alcune incongruenze. Si osserva infatti che nellipotesi limite di
superci perfettamente assorbenti, non dovrebbe esistere coda sonora e, quindi,
t
60
= 0. La formula di Sabine, al contrario, fornisce, nelle particolari circostanze
appena ipotizzate, un valore diverso da zero bench piccolo. Generalizzando si
pu dire che la (3.9) sovrastima il tempo di riverberazione nei casi di sale for-
temente assorbenti. Una analoga incongruenza mostrata dalla (3.8) la quale,
per a
m
= 1, fornisce un valore diverso da zero. Le limitazioni or ora eviden-
ziate hanno spinto a ricercare un modello per la riverberazione di validit pi
generale. Un risultato in tal senso stato ottenuto abbandonando lipotesi di as-
sorbimento continuo a favore dellipotesi di assorbimento discontinuo suggerito
da Eyring.
Assorbimento discontinuo Ricordando che lenergia incidente nellunit di
tempo sullintera supercie S data dalla (3.4), il tempo necessario perch tutta
lenergia circolante nella sala (pari a DV) incida sulla supercie (per poi essere
in parte riessa) dato dal rapporto:

t =
DV

E
S
=
4DV
DcS
=
4V
cS
Il numero di riessioni che lenergia sonora subisce nel corso della durata con-
venzionale della coda sonora :
n =
t
60

t
=
cS
4V
t
60
ed pari a
D
D0
= 10
6
il rapporto tra la densit di energia sonora D dopo n
riessioni rispetto a quella D
0
presente allinizio del transitorio di estinzione.
Ora, la densit di energia dopo il primo rinvio vale D = D
0
(1 a
m
), dopo
il secondo rinvio D = D
0
(1 a
m
)
2
, dopo ln-simo rinvio D = D
0
(1 a
m
)
n
ovvero:
D
D
0
= 10
6
= (1 a
m
)
cS
4V
t60
da cui si ricava che:
t
60
= 13.81
4V
cS ln (1 a
m
)
=
0.16V
S |ln (1 a
m
)|
(3.10)
Si vede subito che t
60
fornito dalla (3.10) assume valore nullo quando a
m
= 1 .
Va detto tuttavia che per i casi di pratico interesse gli scostamenti tra i tempi di
riverberazione ricavati adottando il primo o il secondo approccio sono modesti
anche tenuto conto delle ipotesi adottate e del carattere convenzionale della
grandezza.
3.3.1 Valori ottimali del tempo di riverberazione
Il valore del tempo di riverberazione ottimale per un ambiente ricavato dalle-
sperienza. Esso cresce con il volume della sala, dipende dalla frequenza (dalla
frequenza dipendono in eetti i coecienti di assorbimento acustico) ed di-
verso, a parit di ogni altra condizione, per lascolto della parola e della musica
come mostra chiaramente la Tab.3.3. Per destinazioni dierenti dallascolto
CAPITOLO 3. LA PROPAGAZIONE NEGLI AMBIENTI CONFINATI 17
Tabella 3.3: Tempi di riverberazione ottimali ( = 500 Hz)
Volume (m
3
) t
60
(secondi)
musica parola
1000 0.99 - 1.25 0.75 - 0.92
2500 1.10 - 1.45 0.83 - 1.02
5000 1.25 - 1.65 0.92 - 1.12
10000 1.40 - 1.85 0.99 - 1.21
15000 1.50 - 2.00 1.04 - 1.27
20000 1.55 - 2.10 1.08 - 1.32
25000 1.60 - 2.15 1.12 - 1.38
10
0
0.5
1.0
1.5
2.0
2.5
3.0
100 200 500 1000 2000 5000
Volume della sala (m )
3
T
e
m
p
o

d
i

r
i
v
e
r
b
e
r
a
z
i
o
n
e

a

5
0
0

H
z

(
s
)
10000 20000 50
Chiese
Musica dorgano
Sale da concerto
Studi radio -
televisivi
Cinematografi
Auditorium
Figura 3.16: Tempi di riverberazione ottimali per varie tipologie di ambienti.
della parola e della musica, i tempi di riverberazione ottimali sono riportati in
Fig.3.16. I dati di Tab.3.3 e di Fig.3.16 si riferiscono alla frequenza di 500 Hz ed
in genere questi dati sono sucienti per la progettazione acustica in gran parte
dei casi pratici. Qualora fosse richiesta una analisi pi dettagliata, necessario
una verica dei tempi di riverberazione anche in altri campi di frequenza. Allo
scopo pu essere utile il graco di Fig.3.17.
Per ulteriori approfondimenti si rimanda ai testi consigliati.
3.4 Cenni sulla progettazione acustica di una sala
Il progetto acustico di una sala deve essere sviluppato contemporameamente a
quello architettonico, impiantistico, strutturale, in quanto risulta generalmen-
te dicile e costoso, se non impossibile, rimediare ad errori di impostazione
attraverso successivi interventi di correzione acustica.
I principali elementi da tenere in debito conto per ottenere un ambiente
acusticamente valido sono:
CAPITOLO 3. LA PROPAGAZIONE NEGLI AMBIENTI CONFINATI 18
0
Frequenza (Hz)
500 1000 2000 5000 10000
50
100
100
150
200
200
P
e
r
c
e
n
t
u
a
l
e

d
e
l

v
a
l
o
r
e

a

5
0
0

H
z
Figura 3.17: Variazione del tempo di riverberazione ottimale con la frequenza
(campo tratteggiato).
una forma geometrica opportuna e dimensioni appropriate;
un tempo di riverberazione ottimale per la specica detinazione;
un livello sonoro suciente per un ascolto senza sforzi in ogni punto della
sala;
assenza di rumori di fondo o, comunque, un livello del rumore di fondo
modesto se paragonato a quello del suono utile.
3.4.1 Forma e dimensioni
U
U
S
S
Figura 3.18: Proli di pareti e sotti da evitare
I principali difetti acustici connessi alla forma e alle dimensioni riguardano
la focalizzazione del suono ed i fenomeni di eco.
Talune forme delle pareti o, pi spesso, del sotto (vedi Fig.3.18) portano
a concentrare le onde riesse in una piccola regione della sala con il risultato di
CAPITOLO 3. LA PROPAGAZIONE NEGLI AMBIENTI CONFINATI 19
un campo sonoro riverberato disuniforme; ci comporta che, via via che ci si al-
lontana dalla sorgente, si evidenziano zone caratterizzate da livelli sonori elevati
a scapito di altre zone in cui i livelli sonori possono risultare nettamente insu-
cienti. Se superci di questo tipo sono preesistenti, una soluzione per eliminarne
o almeno mitigarne gli eetti negativi consiste nel modicarne il prolo creando
irregolarit superciali di dimensioni tali da rendere la supercie diondente
4
nei riguardi della banda di frequenze tipiche della particolare destinazione della
sala.
U
S
P
Figura 3.19: Fenomeno delleco
Il fenomeno delleco (Fig.3.19) si manifesta quando il suono diretto e quello
riesso sono di livello paragonabile e raggiungono lascoltatore con un tempo
di ritardo superiore a 70 - 100 ms. In questa circostanza lascoltatore percepi-
sce i due suoni come distinti e, quindi, il secondo come ripetizione del primo.
Al contrario, per tempi di ritardo inferiori a 1/20 di secondo il suono riesso
viene percepito come raorzamento del primo. Da quanto appena detto di-
scende che se si vuole evitare il fenomeno delleco necessario che la dierenza
tra la lunghezza del percorso del suono riesso e di quello diretto non debba
superare 340
1
20
= 17 metri. Poich leco rappresenta un difetto inaccettabile
per un ambiente acusticamente corretto, i possibili rimedi alla violazione dei
limiti imposti dalla relazione appena scritta, consistono nel rendere diondente
la supere (o le superci) responsabile delleco modicandone opportunamen-
te il prolo. Una seconda soluzione, da aancare alla precedente qualora ne
ricorrano le condizioni, quella di rendere la stessa supercie assorbente.
Da evitare sono ambienti di forma parallelepipeda o che, comunque, presen-
tino due pareti parallele tra loro. Infatti queste pareti, in presenza di suoni di
breve durata, possono dare origine al fenomeno degli echi multipli che si so-
vrappongono al suono utile con eetti sullascolto estremamante dannosi. Par-
ticolare attenzione deve essere posta nella realizzazione delle cosiddette gallerie
consistenti in un ulteriore piano da aggiungere alla platea nel tentativo di incre-
mentare il numero di posti a sedere (vedi Fig.3.20). E opportuno, in questi casi,
evitare superci della galleria troppo estese o profonde. Inoltre utile evitare
parallelismi tra le superci della galleria e quelle della platea e del sotto.
Da evitare che lascolto venga compromesso dalleetto di schermo prodotto
dal pubblico presente tra la sorgente e luditore. Allo scopo le poltrone vengono
disposte ad altezze crescenti via via che ci allontana dalla sorgente garantendo
4
Una supercie riette il suono in modo diuso quando presenta asperit grandi riapetto
alla lunghezza donda.
CAPITOLO 3. LA PROPAGAZIONE NEGLI AMBIENTI CONFINATI 20
Figura 3.20: Platea e galleria
S
U
Figura 3.21: Parete di fondo e sotto
oltre allascolto, anche una visione corretta. In alternativa, si pu anche proce-
dere al elevare la sorgente (sonora e luminosa) come correntemente si usa nelle
sale cinematograche e nei teatri.
Particolare attenzione deve essere posta nella realizzazione delle pareti late-
rali e del sotto. In particolare:
la parete posta alle spalle della sorgente deve essere riettente. In tal mo-
do, essendo la parete prossima alla sorgente, le onde riesse contribuiranno
ad elevare il livello del suono utile (Fig.3.21).
Allo stesso ne pu essere destinata la porzione del sotto pi prossima
alla sorgente sagomandone opportunamente la supercie al ne di rinfor-
zare il suono nelle zone della sala pi lontane dalla sorgente (Fig.3.21).
Anche la parte restante del sotto deve essere trattata per renderla riet-
tente e con un prolo che contribuisca ad una distribuzione uniforme dei
livelli sonori in ogni punto della sala.
La parete di fondo deve essere resa diondente e/o assorbente allo scopo
di evitare fenomeni di eco se le dimensioni della sala li prevedano. Se
ci non , la supercie pu anche essere resa riettente, ma sagomata in
CAPITOLO 3. LA PROPAGAZIONE NEGLI AMBIENTI CONFINATI 21
modo tale da rinforzare il suono solo nella regione pi prossima alla parete
stessa.
3.4.2 Tempo di riverberazione
Il valore del tempo di riverberazione deve essere assunto uguale a quello ritenu-
to ottimale per la destinazione duso della sala alle singole bande di frequenza
(vedi Sez.3.3.1). Ci si ottiene applicando un numero congruo di unit assor-
benti sulle superci dellambiente compatibilmente con lesigenza di disporre,
come gi ricordato, di superci diondenti e riettenti allo scopo di rinforzare
il campo sonoro nei punti pi lontani dalla sorgente. In genere, la prima parete
candidata ad accogliere i materiali fonoassorbenti per la correzione del tempo
di riverberazione la parete di fondo. Poi, sempre partendo dal fondo, si pren-
deranno in considerazione le pareti laterali e quelle parti di sotto giudicate
non idonee a fungere da specchi acustici. In questa fase occorre valutare anche
lopportunit di modicare il prolo delle superci delle pareti da trattare nel
tentativo di favorire la diusione del suono. Allo stesso tempo la sagomatura
dei pannelli fonoassorbenti aumentano la supercie assorbente utile.
materiale fonoassorbente
poltrona
occupata
poltrona
libera
Figura 3.22: Assorbimento del pubblico
Una considerazione a parte merita leetto fonoassorbente dovuto alla pre-
senza degli ascoltatori. Infatti lassorbimento del pubblico tuttaltro che tra-
scurabile se si tiene conto che ciascuna persona contribuisce con circa 0.5 unit
assorbenti a 500 Hz. Ne deriva che il tempo di riverberazione cambia sensibil-
mente tra la condizione di sala vuota e piena e quindi necessario riservare al
calcolo del tempo di riverberazione una qualche attenzione. In linea di principio
si pu dire che nei casi meno impegnativi si pu valutare il tempo di riverbera-
zione per condizioni intermedie. Nelle sale in cui richiesta una qualit acustica
elevata si possono impiegare poltrone che presentano superci fortemente assor-
benti disposte in zone che restano coperte quando sono occupate e scoperte nel
caso contrario (vedi Fig.3.22). In questo modo il tempo di riverberazione per
sala vuota e piena rimane pressoch lo stesso.
3.4.3 Livello sonoro
Il livello sonoro, come gi anticipato, varia da punto a punto nella sala. Se si
vuole evitare uno sforzo di attenzione troppo elevato, necessario che venga
raggiunto un livello sonoro di almeno 65 dB. Ci pu essere ottenuto creando
un campo sonoro riverberato che rinforzi adeguatamente quello diretto. Allo
CAPITOLO 3. LA PROPAGAZIONE NEGLI AMBIENTI CONFINATI 22
Sorgente Volume della sala (m
3
)
Oratore 3000
Oratore addestrato 6000
Cantante o solista musicale 10 000
Orchestra sinfonica 20 000
Tabella 3.4: Volume della sala per dierenti sorgenti sonore
scopo bisogna limitare il numero delle unit assorbenti. Se si vuole assicurare
comunque il valore ottimale del tempo di riverberazione, ad una diminuzione
delle unit assorbenti deve fare riscontro la diminuzione del volume. Esiste
perci, per una assegnata destinazione della sala e per una assegnata sorgente,
un volume da non superare se non si vuole compromettere la qualit dellascolto
sia in termini di t
60
che in termini di livello sonoro minimo. Dati in tal senso sono
riportati nella Tab.3.4. Se il volume della sala supera sensibilmente questi valori,
lascolto pu diventare dicoltoso per cui deve essere considerata lopportunit
di ricorrere ad un sistema di amplicazione.
3.4.4 Rumore di fondo
In un ambiente acusticamente valido sono da evitare suoni disturbanti di pro-
venienza sia interna, quali ad esempio quelli prodotti dagli impianti di clima-
tizzazione, sia esterna. Per tale motivo, oltre a curare la progettazione degli
impianti, utile scegliere lubicazione della sala in luoghi poco rumorosi, ovvero
progettare le strutture dellinvolucro in modo tale da assicurare un congruo iso-
lamento acustico. Per una valutazione quantitativa degli eetti del rumore di
fondo, utile sia misurarne il livello, sia determinarne lo spettro in frequenza.
In genere, si ritiene accettabile un rumore di fondo che, a sala vuota, non superi
i 35 dB.