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Vi propongo ora alcuni settaggi classici legati ai generi musicali, ricordate sempre che una piccola

variazione provoca un grande sconvolgimento quindi… obbligo di sperimentazione.

JAZZ STYLE: 888000000


888000060
888000007
858000000
BASSI CON LA SINISTRA: 808000000
858000000
FULL ORGAN: 888888888
ACCOMP. CON SINISTRA: 008400000
008600003
008000000
008670003
ROCK: 888800000
888800008
MORBIDO: 800000000
804000000
804000003
FUNKY: 800000008
COMPING: 865000467
GOSPEL: 000800005
000777000
000080004
008885004
BLOCK CORD: 800006886

Solo: 828005200 3thd, leslie fast/slow

Molto interessante per gli assoli blues, funky e ballad

In primis direi il settaggio 8888


nel caso ancora non ci sentissimo, allora procediamo con alzare il gain ed abbassare il primo drawbar.
(5888)

un altro timbro diffusissimo e tipicamente rockeggiante si può ottenere grazie al quinto drawbar che ci
dona un suono ancora più brillante e spesso. (88885)
questo set particolare è tra i miei preferiti. si sposa molto bene col vibrato V1 e può essere utilizzato per
qualche assolo.

Inoltre, ho trovato molto utile il settaggio 888552222, molto brillante e bello anche nei soli con la
percussione.

se suonate con un secondo manuale, attenzione a non regolare volumi troppo alti, che possono invadere
il suono del primo manuale. se fate un assolo ed alzate il volume si sentirà troppo quello che fate con la
mano sinistra, diventando troppo invadenti.

Nel caso, tenetevi pronti due set: uno più morbido e poco invadente (io tengo 4088) mentre per il suono
più pieno e corposo di cui potreste aver bisogno, un timbro sempre consono da lower manual ma più
forte. (io tengo un 56666) faccio riferimento al discorso qui sotto dicendo che io solitamente nel secondo
manuale disattivo chorus e vibrato.

Infatti, per quanto riguarda la questione Vibrato, Chorus, Off, On, posso dire che più il suono più è
compatto più è incisivo. la massima incisività si ottiene con gain alto, quindi saturazione elevata e
chorus off.
A volte ottengo risultati simili con chorus C1 ma con la saturazione alta rischiate di fare sentire troppo il
rate dell'inviluppo. questo quando vale quando si accompagna.

condivido in pieno questo ultimo settaggio 888552222: lo uso più volte anche modificato in un
888654222, che riempie, ma proprio tanto
Io se voglio fare rock uso spesso 888866 oppure 6886.
facciamo un elenco dei settaggi per i brani dei Pink Floyd con l' Hammond.

questo il primo:

Breathe - Wurly
Hammond 888 8123 45 - Leslie in fast .

The wall: (another brick in the wall parte 2)

Hammond 888 0000 00 - leslie slow.


Aggiungo Shine on Crazy : 877220000 chorus I, slow,senza perc.
888842000 is Pink Floyd's Rick Wright classic preset with some distortion
Brain Damage: 524413626

Vibrato Spento, poco riverbero.

DRAWBAR REGISTRATIONS
Power Three, tema con variazioni

ultimo aggiornamento: MAGGIO 2002

888 e sei zeri, ovvero un buon 60% di storia dell’Hammond nel jazz, nel blues ecc. L’uovo di Colombo,
un’idea semplice e geniale, forse il suono più ‘hammond’ dell’Hammond, bello con il chorus o senza,
con la percussione ma anche senza purché reso rotondo dal leslie. C’è qualcosa di mistico in quella
formula: 8 è il segno dell’infinito ed è ripetuto tre volte. Un infinito trinitario. Divagazioni
numerologiche a parte, qual è il suo segreto? Unire il 16’ che dà profondità con l’8’ che dà corpo – o se
preferite, struttura – e la quinta (5 1/3’) che aggiunge ‘nasalità’ e spicco. In realtà, il ‘power three’
rimanda a classiche combinazioni di registri d’organo a canne per suonare la melodia del solo, quelle in
cui si univano la fondamentale, l’ottava (questa non sempre) e un registro in quinta come il Flauto in XII
o Nazardo. Niente di nuovo in assoluto ma la riscoperta, magari casuale e inconsapevole, di una perla
organistica e la sua ‘stilizzazione’ moderna.

Due strade per variare

Così com’è, il power three è perfetto e i tre ingredienti (profondità, corpo e nasalità) sono in assoluto
equilibrio. E’ però interessante lavorare sulle sfumature e decomporre quell’equilibrio, esaltando di volta
in volta la profondità o la nasalità – mentre credo non sia consigliabile porre in primo piano il ‘corpo’,
cioè l’8’, perchè il risultato è appesantito e piatto – .
Lavorando sul power three, dunque, si può andare sostanzialmente in due direzioni: partire dal 16’ tutto
fuori e aggiungere IN MISURA MINORE la sequenza 5 1/3’ – 8’, IN MODO CHE LA QUINTA
PREVALGA SULL’8’; oppure fare una scaletta, una specie di mezzo reed, partendo da un 16’ a metà
corsa o giù di lì e aggiungendo il 5 1/3’ e l’8’, anche in questo caso con la quinta più forte dell’ottava
(non dovrei chiamare così l’8’, normalmente ritenuto la fondamentale, ma su questo dirò appresso...).
Nel primo caso, il timbro sarà particolarmente limpido e adatto a creare atmosfere ‘meditative’ – dunque
molto al jazz – , e tenderà ad una certa esilità sulle acute; nel secondo, dato che la parte del leone la fa la
quinta, si avranno sonorità aggressive e taglienti, decisamente rockettare, ma un po’ deboli sulle medio-
basse; debolezza compensabile con l’overdrive che ingrossa il suono. In ambedue i casi, poi, la gamma
delle ‘nuances’ ottenibili aumenta inserendo a vari livelli il 4’.

Qualche esempio. PRIMO CASO: 862 ecc., oppure 8624 (o 5) ecc. più percussione 3nd soft-fast. 884
ecc. oppure 8844, percussione come sopra. Sono due varianti che restano nell’ambito del power three
classico, con un colore più morbido e scuro. L’884, mi segnala Pipinamiao (Massimo Lucchi), deriva in
realtà da un semplice 880 ecc. che ha nobili origini (non ricordo chi lo usava: Massimo, dillo tu) ed era
suonato con la percussione sulla seconda armonica: brillante, limpido e sottile sulle acute. Un discorso a
parte merita, secondo me, 8333 ecc. con percussione 2nd soft-long: sonorità ‘pianistica’ e luminosa, una
vocazione speciale per il fraseggio con acciaccature, sorprendente suonando musica brasiliana. Per
accentuare al massimo il carattere pianistico, osare la percussione su normal. Ammette alcune varianti:
8555, più forte, con la classica percussione 3nd soft-fast (anche 855 senza 4’); 8633, una via di mezzo
tra la ‘matrice’ 8333 e il tipo 8624 (percussione 3nd soft-fast)...

SECONDO CASO: 586 ecc. o 386 ecc., percussione 2nd soft-fast, overdrive. Oppure 5864 ecc., senza
percussione ma con un bel click a tutto sputo.

E per finire, un settaggio che non è un power three ma può sostituirlo validamente in ambiti jazz sospesi
e cool: è il lunare 80 608 0000, con la solita percussione 3nd soft-fast. Magari non è una mia scoperta,
non lo so, ma a me sembra un gran suono. E per soprammercato, chi ha un ‘cinque ottave’ provi a
riprodurre il power three un’ottava sopra (00888...) e aggiunga la percussione sulla terza armonica: è
come suonare 888 con percus su 5 1/3’ !!! Ne riparliamo...

P.S.: perché 5 1/3’ prima di 8’?

Chi non si è chiesto perché Laurens Hammond decise di infilare il 5 1/3’ prima dell’8’ e non dopo, come
vorrebbero – Enrico Cosimi docet – le regole dell’armonia complementare? Non so se si abbiano
testimonianze storiche sul punto, e se esistono prego chi ne è al corrente di informarci. Io mi sono fatto
quest’idea: l’Hammond è nato come surrogato dell’organo a canne. Nella tradizione organaria più antica
si considera registro di Principale il più grave: in base a ciò, il “Principale” dell’Hammond è il 16’, l’8’ è
l’Ottava, il 5 1/3’ la Duodecima (per usare la terminologia italiana antica) eccetera. Ma nell’organaria
tardo-ottocentesca diviene comune la prassi (che ha precedenti antichi) di definire Principale l’8’ anche
in presenza del 16’, chiamando quest’ultimo Sub-ottava (in Italia è frequente la dicitura “Principale
profondo”). Laurens, che inventa la sua creatura negli anni Trenta, in pieno apogeo dell’organo
eclettico-sinfonico, sta all’idea che la fondamentale sia l’8’. A questo punto, poiché all’organaria
tradizionale ripugna la quinta della fondamentale (tale è 5 1/3’ se si considera 8’ fondamentale) – e in
effetti 5 1/3’ è raro negli organi a canne di ogni epoca, se non come dodicesimo grado rispetto ad un
principale di 16’ -, Laurens relega 5 1/3’ nell’artificioso ambito delle subottave. E questo, secondo me, è
l’unico appunto che si possa muovere all’organo Hammond. La verità è che l’Hammond è uno
strumento in 16’ e la collocazione della quinta grave, oltre che illogica, può risultare scomoda. Anche se
già odo il grido degli hammondofili: 16-5 1/3-8, Laurens ce l’ha dato e guai a chi lo tocca!!! Si vive
anche di tradizioni, e in fondo la penso così anch’io.

Un’ottava sopra: l’altra faccia del p.th.

Si diceva della possibilità di replicare 888 un’ottava sopra, partendo da 8’. Obiezione: e chi ce lo fa fare?
Tanto più, si dirà, che da do 5 in poi è off-limits: ci si può al massimo arbitrare una partita e fischiare i
fuorigioco. E poi si perde l’ottava bassa (per quello che serve nel solo). Insomma, due ottave di meno.
Vero. Ma il bello comincia con la percussione: 00888 e la percussione 2nd è come suonare 888 con una
percussione su 8’, con 3nd come 888 con una percussione su 5 1/3’. In termini hammondistici, si può in
pratica fraseggiare con l’ausilio della percussione sulla prima armonica o sulla seconda subottava. Con
quale risultato? Quando tra drawbars e percussione l’intervallo armonico si restringe, la percussione
cambia volto: si fonde di più con il timbro organistico e la sonorità complessiva diviene rarefatta.
Prendendo i setting proposti sopra e reimpostandoli da 8’ in su con gli intervalli equivalenti,
aggiungendo la percussione si ha grosso modo lo stesso suono in versione, per così dire, notturna. Ad
esempio, se invece di 8333 + 2nd imposto 008333 + 2nd, o invece di 8555 + 3nd 008555 + 3nd, il
timbro è ancor più ‘da meditazione’. Si apre così un versante del suono Hammond in cui non mancano le
possibilità di ricerca.

Meglio crudo

Primo dato di un certo interesse: questa versione del power three un’ottava sopra dà forse il meglio
senza leslie e senza chorus, allo stato naturale e crudo. L’ideale, dunque, è avere un leslie che va anche
in stazionario, o un 122 con gli spinotti dello slow disinseriti, o un A100 con i suoi coni integrati nel
mobile, o un clone amplificato con un combo e con la simulazione rotary disinserita. Rispettata questa
precondizione (ovviamente non tassativa, specialmente per il chorus), suggerisco a chi fa jazz di settare
una ‘tripletta’ in base di 8’, aggiungere la percussione sulla 2^ e accennare “’Round midnight”:
Thelonius Monk drizzerà le orecchie dal suo angolo di paradiso. E vedete cosa succede con scale e
arpeggi hard bop, cool, modali ecc.: Larry Young ci troverebbe il suo perché.

E sommando gli acuti...

Altro risvolto degno di nota: nelle combinazioni in cui al power three si sommano i drawbars acuti (1
3/5’ e/o 1 1/3’), la percussione può starci ma si ha la sensazione che ‘stacchi’ troppo. Partendo invece da
00888, o dalle relative varianti, questo non accade. L’impasto timbrico è più compatto e si capisce
perché: in realtà, 1 1/3’ sta a 8’ come 2 2/3’ a 16’; dunque le frequenze sono più vicine (occhio: 1 3/5’,
invece, che è l’unica terza, non ha equivalenti a frequenze più basse; e questa è un’altra esclusiva
dell’impostazione da 8’). E ci risiamo: non basta allora sfruttare l’abbinamento [16’-5 1/3’-8’] + 2 2/3’?
Ma qui parliamo di percussione: se su 008880080 inserisco 2nd, questa batte su una frequenza che è gia
presente tra i drawbars, nella versione classica da 16’ no. Per capirci meglio, traduciamo il settaggio in
base di 16’, senza dimenticare che stiamo compensando l’innalzamento generale di un’ottava suonando
un’ottava sotto: abbiamo a che fare con un virtuale 888080000 con percussione su 5 1/3’. Chiaro?
Armoniche più vicine, percussione ‘dentro’ il setting. E chi ha un clone che non disattiva l’ultimo
drawbar all’inserimento della percussione, può provare anche con 1’.

Non solo per orecchie delicate

Tutto questo discorso sembrerebbe materia esclusiva da jazzisti. Non è esatto: nella ricerca timbrica,
immagino siate d’accordo, si deve osare. E allora, rockettari, udite: provate a fare 00888 + 3nd con
l’overdrive, jammate e tirate le conclusioni. A me risulta un feeling interessante, rarefatto e aggressivo
insieme, che crea un clima di attesa. Qualcosa ci si può fare. Magari, non esagerando con l’overdrive,
l’attacco di “Child in time”. La proposta è sacrilega? E allora lasciate perdere gli esperimenti con i
cimeli storici e azzardate 0888. Esatto: 5 1/3’-8’-4’. Un’ottava sopra, equivale a 16’-10 1/3’-8’, cioè
proprio a quell’amalgama ‘fondamentale più quinta’ da cui la tradizione organistica rifugge come dal
demonio, perché è stridente, aspro, cattivissimo. Ma voi non avete simili remore, anzi...

Gospel: 88 8000 008

Blues: 88 8800 000


88 5324 588

Rod Argent (Argent) 88 0000 000

Brian Auger: 88 8110 000 2nd Percussion, C3 Vibrato


Tom Coster (Santana) 88 8800 000

Jesse Crawford Setting 80 0800 000


(theatre organ sound)

ELP (Keith Emerson) 88 8000 000

Joey De Francesco 88 8400 080


83 8000 000 C3 Vibrato

Booker T Jones: 88 8630 000 2nd Percussion


Green Onions 1st chorus 88 8800 000
2nd chorus 80 8800 008

John Lord: 88 8000 000 2nd Percussion

Procol Harum: 80 0808 000

Jimmy Smith: 88 8000 000 3rd Percussion, C3 Vibrato

Steve Winwood: 84 8848 448


88 8888 888

Drawbars
Sono tiranti a barra situati nella parte alta dello strumento, subito al di sopra del
manuale superiore e sono, nei modelli maggior come il B3 , C3, A 100 , RT3
ecc. , disposti in quattro gruppi uguali fra loro, ognuno composto da 9
drawbars.A questi si aggiunge una coppia di drawbars dedicati al controllo
timbrico dei bassi (pedaliera). In ogni gruppo di nove Drawbars i primi due da
sinistra sono di color bruno, i rimanenti sono: o di colore bianco,(c.d.
armoniche "consonanti", perchè producono, su diverse ottave, la stessa nota -Do-
del primo Drawbar bruno) , o di colore nero ( armoniche dissonanti ).

Ricordiamo che l'organo Hammond nacque come "clone" elettrico dell'organo a


canne, dunque il primo riferimento delle varie armoniche controllate dai
drawbars era al piedaggio delle canne degli organi classici.

Nella tabella sotto trovate la correlazione dei nove drawbars ai piedaggi classici
(16' = primo draw. a sin.) :

NOTA
DRAWBAR-piedaggio
GENERATA
16' DO sub un'ottava sotto il Do centrale
5 1/3' SOL una quinta giusta sopra Do sub
8' DO Do centrale
4' DO2 un'ottava sopra
2 2/3' SOL2 un'ottava sopra il Sol
2' DO3 due ottave sopra il Do centr.
1 3/5' MI una terza magg.sopra Do3
1 1/3' SOL3 un'ottava sopra il Sol2
1' DO4 tre ottave sopra il Do centr.

Si possono distinguere all'interno dei nove Drawbars ( Tonebars ) tre gruppi :

1) SUB ( i primi due da sinistra )

2) FOUNDATION ( i quattro centrali )

3) BRILLIANCE ( gli ultimi tre di destra ) .

Questo suggerisce la funzione musicale dei Tonebars, che è quella di aggiungere


armoniche sempre più acute andando da sinistra verso destra. Ma perchè quattro
gruppi uguali ? Cominciamo col dire che ad ognuna delle due tastiere sono
dedicati due gruppi, e che solo uno di questi è attivo in un dato momento ( è
possibile richiamare il gruppo attivo con un apposito tasto preset, precisamente il
"Bbem" per il set di sinistra, ed il "B" per il set di destra in ogni manuale) .

Quindi il singolo gruppo di nove Drawbars è da considerarsi "l'unità di base", e


in un dato momento solo quel gruppo scolpisce il suono di ognuna delle due
tastiere. Estraendo il Drawbar si incrementa progressivamente ( da 1 a 8 ) il
volume dell'armonica corrispondente, la quale armonica, sommandosi a quella
degli altri Drawbars estratti ( quelli completamente inseriti restano muti) , creerà
un particolare profilo sonoro:

vi sono nientemeno che 253 milioni di combinazioni ( = suoni ) differenti


possibili in ogni set di nove drawbars !

Nota 1 : In alcuni modelli, come le console B3 , C3 , A100 , l'attivazione della


percussione ammutolisce l'ultimo Drawbar , mentre in altri, come le spinette
serie M100 , ammutolisce il penultimo.

Nota 2 : I Drawbars con corsa "a scatti" , tipici degli Hammond di prima
generazione, furono sostituiti nel 1953 dai c.d. "Smooth Drawbars" , piu' "fluidi"
nello scorrimento.

E' soprattutto al particolare assetto dei Drawbars , unito alla scelta delle
impostazioni di percussione e Vibrato/Chorus che si deve il suono personale che
ha caratterizzato e caratterizza ciascun musicista. Non c'è da meravigliarsi che
da molti artisti questo assetto sia gelosamente custodito come un segreto.

Nella tabella sotto sono riportate le impostazioni di Drawbars più usate nelle
incisioni, con valori numerici ( da 0 = Drawbar completamente inserito a 8 =
tacca di estrazione massima) per ciascun elemento del gruppo . Si riportano
anche le impostazioni note di alcuni grandi organisti :
Drawbars cocktails :
DRAWBAR
NOTE
S
c.d. "Power Three" , classica timbrica
"jazz solo" : Jimmy Smith, John
Patton, J. McGriff ma anche Keith
Emersonn ecc. Spesso, come nel caso
di Jimmy Smith, unita alla 3rd Perc. e
88 8000 000
Vib/Chorus C3

sicuramente la "voce" Hammond piu'


usata e forse abusata, particolarmente
in ambito Jazz
88 0000 000 Rod Argent
80 0800 000 Jesse Crawford (theatre organ sound)
88 8110 000 Brian Auger (2nd Perc. Chorus C3)
Booker T.Jones, Tom Coster, Rock
88 8800 000
Pads
88 8400 000 Joey De Francesco
68 8600 000 Matthew Fischer (WSOP-Procol Harum)
80 0000 888 Errol Garner style
80 0800 005 sonorità rarefatta
80 5000 038 Suono "whistle" , Country Ballads
88 0070 080 Blues (Leslie fast)
88 8800 003 Rythmic Blues,Gospel
67 8000 035 Rhytmic parts (Leslie slow/fast)
80 8808 008 Oje como va?
Impostazione nota come "Full
88 8888 888 Drawbars"-suono imponente nei
passaggi Leslie slow/fast/slow
00 5320 000 Church
88 8000 808 Church
B3 Factory Preset ( ottava a colori invertiti )
Upper Lower
Preset Pedal
Manual Manual
C# 005320000 004545440 06
D 004432000 004423220 05
D# 008740000 007373430 25
E 004544222 004544220 35
F 005403000 006644322 53
F# 004675000 005642200 44
G 00564300 006845433 35
G# 006876540 008030000 45
A 327645222 427866244 76

Senz’indugio, partiamo…aprendo il nostro VB3 e posizionandoci in configurazione di partenza:


drawbars chiusi, percussione azzerata, chorus e vibrato scanner disattivati. Insomma così:

Iniziamo dal primo preset, adatto a rompere il ghiaccio (…ma proprio a frantumarlo, a disintegrarlo):
Full Organ With Leslie! Questa è la configurazione che Joey usa per il primo set di drawbars relativo al
manuale superiore, richiamabile mediante il Bb nero (assegnato alla lettera A sull’interfaccia del VB3).

Come suona? Un po’ di pazienza e alla fine assaggeremo il tutto….

Andiamo avanti, la configurazione associata al B (tasto B sul VB3) nero, sempre sul manuale superiore,
è quella classica utilizzata, tra l’altro, da Jimmy Smith: Power Three, percussione
ON/SOFT/FAST/THIRD e chorus C3. All’occorrenza Leslie con rotazione fast.
Voliamo sulla configurazione dei pedali, utilizzati per il walkin bass’ e con il solo tirante 16′ aperto, per
passare al manuale inferiore. Per il primo set di drawbars richiamabile mediante il Bb, Joey propende
ugualmente per un power three con chorus e percussione arricchito con il tirante 4′ aperto a metà.

Quella nella figura superiore è la configurazione tipicamente utilizzata da Joey sulle ballads.L’ultima
configurazione, adottata da Joey per il set di drawbars controllabile mediante il B, per il manuale
inferiore, è quella che prevede i drawbars 16′ e 8′ aperti al massimo e il drawbar 5 1/3′ aperto fino a 3.
Tale configurazione si presta particolarmente bene per un walkin’ bass pieno e corposo.

Quanto spiegato compone il setup di base di Defrancesco. Abbiamo poi delle configurazioni particolari
che Joey richiama per alcune tipologie di soli e per creare alcuni effetti curiosi alternando le mani tra
manuale superiore e quello inferiore, come lo squabblin’. Vedremo più avanti cos’è.

Due configurazioni molto usate da Joey sul manuale superiore e sul B (sul Bb mantiene sempre la Full
Organ), per i suoi soli sono:

• Power Four con percussione e chorus.


• Power Three con 1′ al massimo, senza percussione.

Quest’ultimo settaggio si presta molto bene per soli in brani blues/shuffle. Da notare, per questo
settaggio, che la percussione produrrebbe la stessa armonica del tirante 1′, annullandone il suono. Ecco
perché viene posta ad OFF. Il VB3, con la percussione attivata, addirittura non produce alcun suono in
corrispondenza di questo tirante aperto (provare per credere). Basta disattivarla e torna l’armonica…

Andiamo avanti con una delle mie preferite:

• primo drawbar e ultimi 4 drawbars aperti al massimo con percussione a OFF, per il motivo di
sopra e Leslie con rotazione fast. Joey adotta un’altra variante, tra l’altro molto usata anche da
Jimmy Smith: percussione al posto del tirante 1′.

A questo punto possiamo dire cos’è lo SQUABBLIN’: è un effetto molto carino che si ottiene suonando
sul manuale superiore l’ultima configurazione presentata e sul manuale inferiore la configurazione sul B.
Eseguendo un fraseggio sul manuale superiore, arrivando sulle note alte con un bell’accordo, passando
rapidamente al manuale inferiore con lo stesso accordo ed effettuando uno sliding verso il basso si
ottiene una sorta di QUIQUAWWWWW (perdonate l’onomatopea), che Joey chiama appunto
squabblin‘. Sembra davvero che il B-3 stia pronunciando la parola wow!!
L’ultimo settaggio, sempre da usare sul manuale superiore comandato dal B, è di una banalità
sconcertante: tutti i tiranti a OFF e solo la percussione attivata. Si ottiene un suono con attacco e
decadimento immediati (grazie all’impulso scatenato dalla percussione) che ricorda quasi un piano
elettrico. Joey lo usa spesso per aprire i suoi brani eseguendo il tema, per poi lasciarsi andare con il
ruggito dei tiranti e del Leslie sui soli. Un esempio è dato da “Fly me to the moon“, sentite che roba: