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Decisione N.

4362 del 09 agosto 2013

IL COLLEGIO DI ROMA

composto dai Signori: Dott. Giuseppe Marziale Presidente

Avv. Bruno De Carolis

Membro designato dalla Banca d'Italia

Prof. Avv. Pietro Sirena Avv. Michele Maccarone

Membro designato dalla Banca d'Italia Membro designato Bancario e Finanziario dal Conciliatore

Prof. Avv Maddalena Rabitti

Membro designato dal C.N.C.U. [Estensore]

nella seduta del 16/05/2013 dopo aver esaminato: x il ricorso e la documentazione allegata; x le controdeduzioni dellintermediario e la relativa documentazione; x la relazione istruttoria della Segreteria tecnica, FATTO La ricorrente riferisce di avere stipulato, in data 16.06.2008, un contratto di prestito con delegazione di pagamento e di avere estinto il 6.08.2012 anticipatamente il prestito corrispondendo la somma di Euro 13.432,62. Con reclamo del 26.09.2012 la ricorrente contestava allIntermediario resistente di aver formulato il conteggio estintivo in base al TAN e non in base al TAEG che rappresenta il costo reale del prestito e chiedeva il rimborso di quanto pagato in eccedenza. Posto che lintermediario non riscontrava il reclamo, la ricorrente chiede allABF di condannare lintermediario al rimborso della somma corrisposta in eccedenza

quantificandola in Euro 2.112,00. Lintermediario eccepisce in primo luogo di non avere ricevuto il reclamo. Nel merito, premesso di essere subentrato alloriginario cessionario del credito a seguito di
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conferimento di ramo dazienda perfezionato con atto del 25.06.2012, afferma che il 16.06.2008 la ricorrente sottoscriveva con un intermediario finanziario - in qualit di mandatario della banca cessionaria alla quale la resistente subentrata - il contratto di finanziamento rimborsabile mediante delegazione a pagare su stipendio o salari n. 261295 per un montante lordo mutuato di Euro 25.440,00, con rata di Euro 212,00 e durata di 120 mesi e che loperazione era assistita da garanzia assicurativa sulla vita e sui rischi di impiego prestata da una compagnia di assicurazione. Che successivamente la ricorrente decideva di estinguere anticipatamente il finanziamento sulla base del conteggio estintivo formulato dalla resistente in data 9.08.2012; e che a seguito dellestinzione la ricorrente chiedeva la riformulazione del conteggio estintivo che tenesse conto - ai fini della determinazione dellimporto da rimborsare in sede di estinzione anticipata - del TAEG contrattualmente previsto in luogo del TAN applicato. Alla luce di ci, lIntermediario chiede allArbitro di dichiarare irricevibile il ricorso per mancanza di reclamo e, nel merito, chiede di respingere il ricorso in quanto infondato, dal momento che il conteggio per estinzione anticipata stato predisposto in conformit alle condizioni contrattuali a suo tempo sottoscritte dalla ricorrente.

DIRITTO

Il Collegio, in primo luogo, non accoglie la questione pregiudiziale sollevata dallintermediario relativa alla mancanza di reclamo. Come pi volte ha chiarito lABF (cfr. da ultimo Coll. Milano dec. n. 2851/2013) il ricorso allArbitro Bancario Finanziario deve essere preceduto da un reclamo preventivo allintermediario e ci non per soddisfare un mero presupposto di ordine formale ma per assicurare efficienza ed effettivit al procedimento dinanzi allArbitro Bancario Finanziario. Il corretto espletamento della fase di reclamo e il riconoscimento allintermediario di un minimo spatium deliberandi favoriscono la preliminare interlocuzione tra intermediario e cliente in modo da realizzare, quanto pi possibile, una composizione bonaria della controversia. Nel caso di specie, tuttavia, dalla documentazione prodotta dalle parti risultano due cartoline con ricevuta A/R, (la ricorrente ha in effetti presentato anche un altro ricorso per altro finanziamento contro lo stesso intermediario), recanti la medesima data di ricezione e indirizzate alla sede legale dellIntermediario convenuto e, di queste, una reca il timbro della societ capogruppo dellodierna convenuta mentre laltra anche il timbro
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dellintermediario resistente. Ci consente di affermare che il reclamo sia stato portato a conoscenza della finanziaria e, dunque, di superare la questione pregiudiziale. Quanto al merito, il Collegio, in primo luogo, tiene a precisare che la domanda non appare dal ricorrente formulata in modo puntuale. Egli ha chiesto, infatti, la restituzione delle somme non rimborsate in sede di conteggio estintivo da calcolarsi scontando il debito residuo, non in base al TAN, ma al TAEG, che incorpora gli oneri complessivi associati al finanziamento. Linfondatezza di tale richiesta, se intesa in senso rigidamente letterale, sarebbe evidente, non essendo revocabile in dubbio che: i) gli interessi non maturati da rimborsare in caso di estinzione anticipata vanno computati sulla base dello stesso saggio al quale fu accordato il mutuo, vale a dire il TAN, ossia il Tasso Annuo Nominale preso in considerazione per il calcolo di quelli gi maturati; ii) le altre spese versate anticipatamente devono essere restituite per la quota non ancora goduta in esito allestinzione anticipata del finanziamento. Tuttavia, le domande delle parti devono essere intese dal giudicante mettendo a fuoco, al di l delle espressioni impiegate, il loro contenuto sostanziale, ovverosia leffettiva volont coltivata dallistante in relazione alle finalit concretamente perseguite (Cass. 26 settembre 2011, n. 19360; 6 aprile 2006, n. 8107; 28 aprile 2004, n. 8128). Appare chiaro che nel caso di specie lintento della ricorrente sia rivolto a ottenere, a seguito dellestinzione anticipata, il rimborso dei sovraccosti sostenuti. Lestinzione del prestito peraltro avvenuta nel giugno 2012, per cui da ritenersi applicabile il disposto dellart. 125-sexies del TUB, introdotto dal D.lgs. n. 141/2010, in base al quale: Il consumatore pu rimborsare anticipatamente in qualsiasi momento, in tutto o in parte, limporto dovuto al finanziatore. In tal caso il consumatore ha diritto a una riduzione, dal finanziatore, del costo totale del credito, pari allimporto degli interessi e dei costi dovuti per la vita residua del contratto. N rileva che tale disposizione sia entrata in vigore in epoca successiva alla data di stipulazione del contratto, poich la legge nuova si applica alla disciplina dei rapporti (nel cui ambito si collocano anche le vicende estintive) che, pur avendo avuto origine sotto il vigore della legge abrogata, siano destinati a durare ulteriormente (Cass. 15 gennaio 1996, n. 267; 31 marzo 1983, n. 2351). A nulla, poi, varrebbe richiamarsi, in contrario, ad eventuali clausole contrattuali che escludano, in tutto o in parte, la ripetibilit dei costi in caso di estinzione anticipata: trattandosi di obbligo che trova fondamento in una norma derogabile solo in senso pi favorevole al cliente (art. 127, comma 1, TUB), a dette clausole non potrebbe infatti essere riconosciuto, a tali fini, alcun effetto.
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Lesame delle condizioni economiche previste dal contratto rivela la presenza di diverse voci di costo tra le quali quelle concernenti le: Commissioni bancarie spettanti alintermediario che ha erogato il prestito Commissioni di intermediazione spettanti allintermediario che ha stipulato il contratto in qualit di mandatario in nome per conto dellintermediario che ha erogato il prestito Somme corrisposte, in via anticipata per il pagamento dei premi assicurativi 751,40

3.661,60 919,05

Questo Collegio, sulla base di un orientamento ormai consolidato (cfr. Decisione n. 1128 del 13.4.2012 e Decisione n. 1799 del 8.9.2011), ha spesso ritenuto che: a) siano rimborsabili, per la parte non maturata, le commissioni bancarie cos come le commissioni dintermediazione e le somme versate, al momento della stipula del contratto per il pagamento anticipato del premio assicurativo; b) in assenza di una chiara ripartizione nel contratto tra oneri e costi up-front e recurring; lintero importo di ciascuna delle suddette voci debba essere preso in considerazione al fine della individuazione della quota parte da rimborsare c) limporto da rimborsare debba essere determinato, previa suddivisione dellammontare delle singole voci di costo, per il numero complessivo delle rate, in misura corrispondente allammontare complessivo delle rate non ancora scadute alla data di estinzione anticipata Il contratto esclude esplicitamente la rimborsabilit delle somme versate per il pagamento delle commissioni bancarie e di intermediazione e dei premi assicurativi (art. 5). Ma tale previsione, per quanto si detto, da ritenersi priva di effetto. Non vi dubbio che lonere economico del contratto di assicurazione, per il collegamento funzionale che lega tale contratto a quello di finanziamento, debba essere annoverato tra i costi del credito presi in considerazione dallart. 125-sexies, comma 1, TUB ai fini della determinazione del diritto di rimborso del cliente. Alla stessa conclusione deve pervenirsi, ma per un diverso ordine di considerazioni, per le somme versate in pagamento delle commissioni bancarie e di intermediazione, il cui ammontare complessivo di poco inferiore a quello degli interessi. La formulazione delle clausole contrattuali che ad esse si riferiscono non infatti sufficientemente chiara e non consente, pertanto, di individuare con la necessaria precisione le attivit che tali commissioni siano dirette a remunerare. Quelle di intermediazione, dirette a compensare la partecipazione della societ che intervenuta nella erogazione del prestito nella qualit di mandataria della societ resistente, sono
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genericamente riferite alla attivit istruttoria del prestito (art. 3 lett. b), oltre che ad alcune prestazioni secondarie specificamente menzionate (definizione dei relativi rapporti contabili e delega alla ricezione dellassegno corrispondente alla somma erogata) il cui (scarso) rilievo non potrebbe, di per s solo, giustificare la somma ( 3661,60, pari al 14% circa dellimporto lordo del finanziamento) che, per tal genere di commissioni, stata addebitata. Ma a compensare lattivit istruttoria, questa volta con diretto riferimento alla societ resistente, sono destinate anche le commissioni bancarie, richieste a copertura delle attivit preliminari e conclusive del prestito (art. 1.1, a). La formulazione adottata non consente di individuare, con la necessaria chiarezza, prestazioni idonee a fornire idoneo fondamento causale agli addebiti effettuati a carico della ricorrente. Deve pertanto ritenersi, come stato in altre occasioni ritenuto da questo Collegio, che le relative clausole siano nulle (dec. nn 267, 2359/11; n. 2853/12). Invero, la causa, quale elemento essenziale del contratto, deve essere intesa non ... come mera ed astratta funzione economico sociale del negozio bens come sintesi degli interessi reali che il contratto diretto a realizzare, e cio come funzione individuale del singolo, specifico contratto, a prescindere dal singolo stereotipo contrattuale astratto (Cass. 8 maggio 2006, n. 10490) E, conseguentemente, il contratto o la singola clausola possono essere dichiarati nulli sia per illiceit, sia per mancanza della causa anche quando si tratti di atti negoziali tipici (Cass. 13 febbraio 2009, n. 346; 8 aprile 2009, n. 8564). Le clausole in esame sono quindi, in quanto nulle, prive di effetto. Il necessario rispetto del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato impone, tuttavia, che il loro rimborso, in questa sede, non possa essere disposto per lintero, ma solo entro i limiti dellammontare complessivamente richiesto con il ricorso. Il Collegio condanna pertanto lintermediario a rimborsare alla ricorrente la somma di euro 2.112,00, con gli interessi, nella misura legale, dalla data del reclamo al saldo.

P.Q.M. Il Collegio accoglie il ricorso nei sensi di cui in motivazione. Dispone, inoltre, ai sensi della vigente normativa, che lintermediario corrisponda alla Banca dItalia la somma di Euro 200,00 (duecento/00) quale

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contributo alle spese della procedura e al ricorrente quella di Euro 20,00 (venti/00) quale rimborso della somma versata alla presentazione del ricorso. IL PRESIDENTE
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