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Civile Ord. Sez. 6 Num.

27619 Anno 2020


Presidente: AMENDOLA ADELAIDE
Relatore: CRICENTI GIUSEPPE
Data pubblicazione: 03/12/2020

Corte di Cassazione - copia non ufficiale


ORD INANZA

sul ricorso 1470-2019 proposto da:


ATRADIUS CREDITO Y CAUCION SA DE SEGUROS Y
REASEGUROS, in persona del Procuratore pro tempore,
elettivamente domiciliata in ROMA, VIA VITTORIA 10, presso lo
studio dell'avvocato GIANCARLO CASTAGNI, che la rappresenta e
difende unitamente all'avvocato FRANCESCO PAOLO LUISO;

- ricorrente -

contro
COMUNE DI BARI, in persona del Sindaco pro tempore,
elettivamente domiciliato in ROMA, VIA NIZZA 53, presso lo studio
dell'avvocato FABIO CAIAFFA, rappresentato e difeso dagli avvocati
EUGENIO MANGONE, ALESSANDRA BALDI;

- con troricorrente -

contro
GMC SRL IN LIQUIDAZIONE;

- intimata -

avverso la sentenza n. 1086/2018 della CORTE D'APPELLO di


BARI, depositata il 30/06/2018;
udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio non

Corte di Cassazione - copia non ufficiale


partecipata del 29/10/2020 dal Consigliere Relatore Dott. GIUSEPPE
CRICENTI.
FATTI DI CAUSA
La Atradius Credito y Caution, società che ha incorporato la Atradius
Credit Insurance, e che qui agisce quale avente causa della Società
Italiana Cauzioni, ha fornito garanzia al Comune di Bari circa
l'adempimento di obbligazioni di fare che, nei confronti del Comune,
erano state assunte dalla società GMC srl in liquidazione.
A seguito dell'inadempimento di GMC srl, il Comune di Bari ha
preteso l'esecuzione della garanzia da parte di Atradius, che si è
opposta, eccependo, per quanto riguarda questo ricorso, la
prescrizione del diritto a far valere la garanzia. Più precisamente,
Atradius ha eccepito la circostanza che l'interruzione della prescrizione
fatta valere nei confronti di GMC non poteva servire ad interromperla
anche nei suoi confronti, data l'autonomia tra il rapporto principale,
quello tra GMC ed il Comune di Bari, ed il rapporto di garanzia tra
quest'ultimo ed Atradius.
Il Tribunale ha respinto questa tesi ritenendo che la Uciessidne
prestata da Atradius nei confronti di GMC non fosse autonoma, ma
accessoria, con conseguente effetto nei confronti del garante della
interruzione della prescrizione fatta valere verso il garantito.
Questa interpretazione e qualificazione del contratto è stata ribadita
dalla corte di appello.

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Ora Atradius ricorre con un motivo, cui si oppone il Comune di Bari
con controricorso.

RAGIONI DELLA DECISIONE


1.- La ratio della decisione impugnata.

La corte di appello ritiene, anche sulla scorta degli argomenti forniti dal
Tribunale, che il contratto stipulato tra Atradius e Comune di Bari non

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sia un contratto autonomo di garanzia, bensì una fideiussione
accessoria, con la conseguenza che essa risente delle vicende del
rapporto garantito.

La corte di merito giunge a questa conclusione in primo luogo facendo


leva sull'argomento letterale, cui ricorre per valorizzare una espressione
contenuta nella premessa del contratto in cui si legge che il garante si
costituisce "fideiussore solidale" del garantito; in secondo luogo dalla
previsione del diritto di surroga del garante verso il debitore garantito.
2.- Atradius contesta questa ratio con un solo motivo di ricorso, con il

quale lamenta violazione dell'articolo 1311) c.c., ed anche dell'articolo


1362 c.c. per avere qualificato la corte di merito il contratto di garanzia
come accessorio anziché come autonomo, con la conseguenza di avere
quindi ritenuto applicabile la regola per cui l'interruzione della
prescrizione valida nei confronti del garantito si estende altresì al
garante.
La ricorrente ricorda come l'espressione contenuta nella fideiussione, e
su cui fa leva la corte di merito , ossia che Atradius si costituisce
"fideiussore solidale" è una espressione non vincolante per il giudice,
che invece deve ricavare la natura accessoria o autonoma del contratto
dalle clausole indicative di tale natura, come ad esempio, la previsione
di un pagamento a prima richiesta, l'esclusione del beneficio di
escussione, la stessa rinuncia del garante ad opporre al Comune di Bari
qualsiasi eccezione comprese quelle di cui all'articolo 1952 c.c.

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Il motivo è fondato.
Intanto va fatta una premessa, che serve a distinguere l'operazione con
cui si ricostruisce la volontà delle parti, ossia si stabilisce cosa hanno
previsto e voluto, che è attività interpretativa, dalla operazione con la
quale, una volta stabilito cosa le parti hanno voluto, si qualifica l'atto,
ossia si attribuisce alla pattuizione un nornen 11117.5 (appalto, vendita ecc.).

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La prima fase di questa operazione, ossia la ricostruzione della volontà
delle parti, cosa esse abbiano voluto dire e stipulare, consiste in un
accertamento di fatto che è rimesso alla discrezionalità del giudice di
merito e che è censurabile in Cassazione solo per difetto di
motivazione rilevante.
Invece, la seconda fase, quella della qualificazione dell'atto, e dunque
della sua riconduzione ad una fattispecie, è quaestio iuris, è una
questione non già di fatto ma di diritto, non si tratta di accertare un
fatto (il contenuto delle dichiarazioni di volontà) bensì di qualificarlo
riferendolo ad una fattispecie tipica, o se atipico, qualificandolo come
tale.
Questa attività è governata da regole giuridiche, prime tra tutte quelle
sulla interpretazione del contratto, il cui uso è dunque sindacabile in
Cassazione.
Questa Corte, a partire dalla decisione a sezioni unite n. 3947 del 2010
ha affermato che "l'inserimento in un contratto di fideiussione di una
clausola di pagamento "a prima richiesta e senza eccezioni" vale di per
sé a qualificare il negozio come contratto autonomo di garanzia (cd.
Garantievertrag), in quanto incompatibile con il principio di
accessorietà che caratterizza il contratto di fideiussione, salvo quando
vi sia un'evidente discrasia rispetto all'intero contenuto della
convenzione negoziale." ( regola n'affermata da Cass. 19736/ 2011;
Cass. 22233/ 2014; Cass. 18572/ 2018).

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Inoltre, la caratteristica dell'autonomia è propria della polizza
fideiussoria, figura atipica e distinta dalla fideiussione tipica: la
differenza tra le due figure sta nel fatto che con la polizza fideiussoria il
contraente si impegna ad una prestazione diversa da quella garantita, a
differenza della fideiussione tipica in cui invece il garante si impegna a
fornire al creditore la medesima prestazione cui era tenuto il debitore

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principale (Cass. 6177/ 2020).
Questa differenza di oggetto della prestazione tra la fideiussione e la
polizza fideiussoria rende quest'ultima non solo un contratto atipico,
ma anche dalla natura autonoma, rispetto al quale cioè non opera la
solidarietà tipica della fideiussione accessoria (Cass. sez. un. 3947/
2010).
Alla luce di tali criteri andava dunque ricercata la qualificazione
del contratto.
E va ribadito che questi criteri discretivi sono essi stessi frutto
dell'applicazione delle regole di interpretazione del contratto,
attraverso i quali questa Corte distingue tra contratto accessorio ed
autonomo di garanzia.
La corte di merito ha dato atto intanto che la prestazione cui si
obbligava Atradius era diversa da quello, garantita: la GMC si era
impegnata con il Comune di Bari ad una permuta, mentre Atradius
garantiva che, se inadempiuta questa prestazione, avrebbe corrisposto
una somma di denaro. Essendo dunque la prestazione del garante
diversa da quella del garantito, v' era un primo indice per qualificare il
contratto come polizza fideiussoria anziché come tipica fideiussione
(Cass. sez un. 3947/ 2010).
Inoltre, la corte dà atto dell'inserimento nel contratto della clausola del
"pagamento a prima richiesta" (p. 18); dà altresì atto dell'inserimento
nel contratto della clausola della esclusione del beneficio della

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preventiva escussione; la rinuncia di Atradius a qualsiasi eccezione,
comprese quelle previste dall'articolo 1952 c.c. (p.18).
Giusta la regola indicata da questa Corte secondo cui il pagamento a
prima richiesta e senza eccezioni rende autonoma l'obbligazione del
garante, salvo che quella clausola sia incompatibile con l'intero
contenuto del contratto, la corte di merito avrebbe dovuto dedurne la

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natura autonoma e non già accessoria quanto la clausola di
pagamento a prima richiesta non solo non è incompatibile con il
contenuto del contratto, ma vi concorda.
E cosi come la clausola del pagamento a prima richiesta va valutata alla
luce del contenuto contrattuale, onde verificarne la compatibilità, allo
stesso modo l'espressione per cui il garante si costituisce "fideiussore
solidale" andava valutata in relazione alle altre previsioni contrattuali,
non ultima la rinuncia alle eccezioni, che è di suo incompatibile con la
natura solidale dell'impegno ed è invece compatibile con quella
autonoma.
Ritiene poi la corte con un argomento del tutto errato che, poiché il
contratto autonomo di garanzia ha fatto apparizione nell'ordinamento
per via della citata decisione delle sezioni unite del 2010, proprio
perché quando il contratto è stato stipulato questa figura non era
ancora definita, non si può pensare che le parti l'abbiano voluta.
Va da sé che altro è la circostanza che le parti stipulino contratti con
un determinato effetto (e magari senza sapere a quale fattispecie
corrispondano) altro è il successivo inquadramento del contratto da
parte degli interpreti; ben potendo accadere , ed è anzi la norma, che
solo dopo diverso tempo dalla comparsa di un tipo sociale quel tipo
diventi anche giuridicamente tale; normalmente i tipi legali e quelli
giurisprudenziali sono niente altro che il recepimento di tipi sociali,

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usati dalle parti ben prima che gli interpreti (giurisprudenza compresa)
diano loro una qualificazione.
Infine, ed anche questo è argomento privo di rilievo, non si può
dedurre la natura accessoria del contratto di garanzia dalla previsione
del diritto di surroga dell'assicuratore, posto che è connaturale ad ogni
garanzia, sia essa autonoma o accessoria, la possibilità che il garante

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che abbia pagato si surroghi nei diritti del creditore verso il debitore.
In sostanza, la corte pur avendo tenuto un discorso astratto sui
criteri di interpretazione del contratto, e pur avendo dato rilievo a
quello letterale su quello logico, ha usato criteri meramente logici
(l'anteriorità della stipula rispetto alla comparsa del tipo; la previsione
della surroga come incompatibile logicamente con l'accessorietà; la
previsione della solidarietà quale sintomo della accessorietà stessa, e
cc), contro le stesse premesse del suo discorso, oltre che contro i criteri
di qualificazione sopra indicati.
Il ricorso va pertanto accolto.
P.Q.M.
La corte accoglie il ricorso. Cassa la sentenza impugnata e rinvia alla
Corte di Appello di Bari, in diversa composizione, anche per le spese.
Roma 29.10.2020
Il Presidente

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