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CAMERA OSCURA

RITOCCO O SPUNTINATURA
Il termine ritocco evoca altri tempi, vecchi ambienti in cui non mancava mai chi si occupava della ricostruzione, del rifacimento di parti di immagini, quando il formato delle fototessere era il 6.5x9cm. Gi, perch prima dellavvento della Polaroid, della foto immediata per intenderci, il professionista faceva le sue riprese in studio - con macchine di solito gigantesche, ma provviste di riduttori su quel formato, riservando le lastre pi grandi a foto di maggior impegno. Era il periodo che precedeva la II Guerra Mondiale, il lampeggiatore elettronico era un oggetto di uso ancora militare, i fotografi dovevano affidarsi al sole se cera e se bastava ovvero alle pericolose misture a base di magnesio, capaci di prestazioni pirotecniche, anche come rumore. La qualit delle emulsioni di allora non consentiva eccessive finezze, le immagini erano spesso tendenzialmente contrastate e si suppliva, appunto, con il ritocco, un lavoro di grande pazienza. Il ritoccatore, uno specialista diverso dal fotografo vero e proprio, spalmava con il polpastrello del pollice la mattoleina, una soluzione diluita di gommalacca in alcool, sul retro della lastra, sulla parte vetro, e lasciava che lalcool evaporasse. Il sottile strato di resina, che restava sulla lastra, permetteva ladesione degli infiniti puntini a matita, con cui lo specialista del ritocco ricostruiva pazientemente le parti del soggetto che unilluminazione un po primitiva non avenon deve pi modellare le superfici, ma solo tappare dei forellini o raschiare dei puntini neri. Non pi ritocco, ma spuntinatura, eliminazione dei puntini, bianchi o neri che siano; quelli bianchi sono di solito prodotti dalla polvere, o da particelle aderenti alla gelatina, provenienti da bagni con impurezze solide; quelli neri possono venire da punti non sviluppati, perch mascherati da microbollicine daria rimaste aderenti allemulsione. Meglio prevenire che curare, naturalmente: unaccurata pulizia del negativo e del portanegativi pu eliminare gran parte della polvere, e quindi dei puntini bianchi; la polvere viene quasi sempre attratta dalle cariche elettriche che si generano specie se lambiente un po troppo secco; si rimedia allinconveniente inumidendo laria, nebulizzandovi un po dacqua. Per i punti neri, bene verificare la limpidezza dei bagni, filtrandoli se necessario, per eliminare le particelle sospese; le bollicine daria aderenti allemulsione vengono eliminate battendo con una certa energia la tank sul banco di lavoro, subito dopo aver introdotto il primo bagno. Nonostante tutte queste precauzioni, per difficile fare a meno della spuntinatura. La pratica abbastanza semplice, ma bisogna prenderci la mano. Sulle carte non lucide, quelle matt e semimatt, possibile operare con una matita morbida e molto appuntita; i puntini bianchi verranno riempiti con leggeri tocchi, uno alla

va reso in modo soddisfacente. Una via di mezzo fra il tecnico e lartista, un bravo ritoccatore era una necessit assoluta per uno studio fotografico che aspirasse ad una robusta clientela. Questa tecnica ebbe lunga vita, se ancora negli anni 70 si trovavano in commercio pellicole rigide non pi il vetro, ma lacetilcellulosa a discreto spessore il cui dorso era trattato in modo da permettere lintervento con la matita, senza pi la mattoleina. Lo sviluppo di nuovi materiali sensibili, ma soprattutto le ben pi raffinate tecniche di illuminazione, rendono obsoleto il ritocco e lo confinano fra le tante tecniche che il progresso continua a divorare.

Eliminare i puntini bianchi e neri


Resta per la necessit di eliminare i pochi, o tanti, puntini bianchi o neri che la polvere o il negativo continua a produrre sulle stampe; non si tratta pi di ricostruire, la tecnica pi semplice, loperatore

I ferri del mestiere dello spuntinatore. Un piattino di maiolica, su cui si stempera in un paio di gocce dacqua un po di china solida, e un pennellino. La preparazione dellinchiostro la stessa usata dai popoli dellestremo oriente, per scrivere con il pennello. Dalla macchia madre possibile ottenere tante macchioline derivate, aggiungendo piccolissime quantit dacqua, fino a raggiungere il tono di grigio voluto. Il pennellino deve essere scelto con cura; una volta bagnato e successivamente scrollato, deve essere perfettamente a punta unica, e non mostrare peli separati.

Presso un buon negozio di prodotti per belle arti sono reperibili flaconi contenenti coloranti usati per la spuntinatura. Dalla sinistra: nero n. 9, per fotografie matt o semimatt; nero n. 29, per fotografie lucide. Gli altri tre flaconi servono per la spuntinatura delle fotocolor: rosso n. 27, giallo n. 26 e blu n. 28. Anche in questo caso, il colore verr applicato solo dopo opportuna diluizione e dopo aver ottenuto il tono desiderato, eventualmente miscelando opportunamente i colori.

La spuntinatura si pu fare anche con una matita molto ben appuntita con carta smerigliata - ma solo su carta matt o semimatt, su cui la matita fa presa. Dalla sinistra: un pezzetto di carta smerigliata, un mozzicone di matita, uno sgarzino e un tubetto di rosso coprente, usato per mascherare ampie zone del negativo, pennellando sul retro della pellicola, non sulla parte emulsionata. volta; eventuali sbavature potranno essere eliminate con una comune gomma. Le carte lucide su cui la matita non fa presa, non scrive - richiedono invece colori liquidi, sul tipo dellinchiostro di china per le stampe in b/n, o altri coloranti solubili per le stampe a colori; gli inchiostri vanno stesi con un pennellino molto particolare, reperibile nei negozi di materiali per belle arti. Occorre diluire il colore fino ad ottenere un tono uguale a quello della zona che circonda il puntino da riempire; si intinge il pennellino nel liquido e si verifica il tono e la densit su una carta bianca con piccoli puntini uno accanto allaltro. Una volta constatato che il tono quello giusto, si proceder a riempire il puntino bianco dellimmagine, sempre puntinando con il pennellino, senza fretta. Non affatto necessario completare loperazione al primo colpo; anzi meglio attendere lasciugatura dei primi puntini di correzione, prima di completare lopera. Un consiglio: meglio esercitarsi a lungo su stampe di scarsa importanza, prima di affrontare compiti impegnativi; una volta iniziato il riempimento di un puntino bianco, non si riesce a rimuovere il colore nero, grigio, o colorato che sia - gi collocato. Nello stesso modo si procede per leliminazione dei puntini neri, questa volta non con il pennellino, ma con lo sgarzino, un raschietto di forma particolare una specie di pennino da innestare su un portapenne - facilmente reperibile in una qualsiasi cartoleria. Lattrezzo va preparato, indurendolo con la tempra, e successivamente affilato, perch possa esercitare la sua funzione. Lo si tiene, con una pinzetta, sulla fiamma del gas

Un ritratto semispuntinato. Si simulata la polvere con un pizzico di farina di mais sparsa sulla carta prima dellesposizione. Spolverata la farina, si proceduto al trattamento convenzionale. Successivamente stata spuntinata a matita solo la parte sinistra dellimmagine. Conosco parecchi spuntinatori che avrebbero saputo far molto meglio, ma spero di essere riuscito a dare lidea dellefficacia della spuntinatura. fino ad arroventarlo e lo si tuffa immediatamente in olio da auto; lo sgarzino assumer un bel colore blu; val la pena ripetere loperazione. Si passa poi allaffilatura, possibilmente su pietra da affilare - o su carta smerigliata molto fine - operando sulla parte triangolare, fino ad avere bordi effettivamente taglienti e una punta molto aguzza. E infatti la punta che deve operare sui punti neri, in modo delicato, raschiando via leccesso di nero; non facile, e anche in questo caso necessario esercitarsi, magari su provini, prima di fare un buco su una stampa importante. Il non facile trucco del successo quello dei pittori macchiaioli: togliere quel tanto di nero che dia al puntino lo stesso tono di grigio della zona circostante. G.B