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Tinteggiatura a calce

8.1

La pittura a calce era usata prevalentemente per tinteggiare grandi superfici sia esterne sia interne. Per questo motivo corretto denominarla tinteggiatura a calce anzich pittura, perch difficilmente veniva usata per dipingere figure e decorazioni. Al giorno d'oggi andata un po' in disuso per la poca durevolezza, viene usata ancora frequentemente per tinteggiature le superfici di scantinati e di edifici rurali. Per gli edifici residenziali, all'interno, ancora consigliabile negli ambienti umidi o dove si possono condensare i vapori di acqua come bagni e cucine, anche se in questi casi viene aggiunta al/a tinta un po' di col/a. Infatti altri tipi di pittura o rivestimenti non permeabili possono creare effetti di eccessiva condensa di vapore acqueo con conseguenti macchie nero-verdastre di muffa.
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Questo brutto inconveniente accentuato ai giorni nostri dall'uso dei sovraintonaci plastici stesi sul/a superficie estema che non fanno respirare iI muro. In commercio si trovano due tipi di calce idonei al/a tinteggiatura. 1/ grassel/o di calce. La calce idrata in fiore. Ambedue, come stato spiegato nel capitolo riguardante i leganti, sono calci aeree, che hanno la prerogativa di indurire soltanto con I'azione dell'aria.

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8.2

Tinteggiatura a calce

Le calci aeree quando vengono usate per la tinteggiatura fanno pochissima presa, perch I'azione dell'aria che trasforma la calce in carbonato di calcio, dovendo penetrare in strati sotti/i, minima. Ambedue le calci per essere usate nella tinteggiatura devono essere ridotte a LA TTE DI CALCE che non altro che grassello o calce idrata in polvere diluita con acqua fino ad ottenere una miscela densa come iI latte. buona norma lasciare riposare la miscela di latte di calce minimo 6-8 ore prima di usarla, per dar modo a tutte le molecole di polvere di calce di bagnarsi uniformemente evitando possibili scrostature dello strato dipinto. Mescolando la calce spenta con maggiore o minore quantita di acqua si ottenere:
1) GRASSELL O, poltig/ia bianca untuosa al tatto che si ottiene mescolando calce spenta e poca acqua.

2) LA TTE DI CALCE, sciroppo con densita simile allatte che si ottiene mescolando calce spenta e circa acqua. 3) ACQUA DI CALCE /impida come I'acqua, si ottiene mescolando calce spenta con molta acqua. L'acqua da usare nella miscela deve essere purissima, priva di sa/i, acidi o altro. L'acqua non pura col tempo guasta la compattezza della tinta, ma anche ritardarne iI prosciugamento e macchiarla. Senza arrivare all'uso di acqua distillata o di acqua piovana tiltrata, come nella pittura minerale, sarebbe consig/iabile usare I'acqua ad una temperatura compresa tra i 20 e 30C per facilitare I'impasto molecolare e la sollecitazione dell'essiccamento, che rende uniforme la tinta stesa sulla superficie.

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Credenze errate sulla pittura a calce

8.3

bene sfatare alcune credenze sulla calce e su alcune operazioni della tinteggiatura a calce, che qui di seguito: 1) Non yero che la calce spenta da lungo tempo sia resistente. Nessun tipo di calce, restando spenta o in pasta migliora la qua/it col tempo, prova ne sia che i muratori preferiscono, nel confezionare la malta, adoperare la calce fresca piuttosto che la calce conservata per lungo tempo. In particolar modo nel/'esecuzione dell'intonaco i vecchi muratori erano so/iti usare la calce spenta da pochi giorni per gli strati inferiori adesiva, e (rinzaffo ed arriccio), perch quella vecchia per il velo. La calce spenta da tempo ha solo la prerogativa di "tormentare meno i colori avendo meno azione caustica, ma nella pittura a calce per una tinteggiatura bianca sempre consigliabile la calce fresca. 2) Non vera che iI latte di calce steso su un intonaco fresco contribuisce ad una maggior presa successiva della tinta. Ha solo la prerogativa di bagnare I'intonaco fresco a vantaggio de/l'indurimento, ma nel contempo crea uno spessore che impedisce, seppure in minima parte, alla tinta finale di penetrare uniformemente nella superficie. La mano di latte data sul/'intonaco fresco serve per asportare con iI pennello la grana grossa e non fina dell'intonaco rendendolo fino, ma questo va bene per I'interno, non per levigato. Per I'esterno, soprattutto se non I'esterno infa tti le tinte a calce non hanno notoriamente la propriet di grande durevolezza, perci opportuno mantenere la grana grossa possibile, che ripara, per quanto possibile, la tinta a calce dalle intemperie e dagli attriti.

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8.4

Pittura a calce

Un tempo sul/a superficie vecchia, preparata e pu/ita, si era so/iti stendere una mano di latte di calce. Questo un errore perch, dato che la superficie del vecchio intonaco, stata raschiata eliminando la grana, lo strato di latte di calce impedisce al/a tinta vera l'immediato contatto indispensabi/e per la con la superficie che resistenza. Infatti gli strati successivi servono per ripulimento o perfezionamento del lavoro piuttosto che come strato coprente. Al/o scopo sarebbe opportuno, invece di passare una mano di latte di calce, lavare abbondantemente la superficie con acqua di calce, che si ottiene liquefacendo un po' di grassel/o con molta acqua. Solo dopo un po' di ore, quando la parte densa calata, si decanta I'acqua che si utilizza per neutralizzare le sostanze acide presenti nel/a superficie. Meglio ancora sarebbe usare al/ume di/uito con acqua nel rapporto di 1:5 - 1:6 o silicato nel rapporto di 1:8. Un tempo si stendeva uno strato di latte di calce sull'arriccio fresco prima di stendere i/ velo o sull'intonaco quando si voleva rifare I'ultimo strato di intonaco per la pittura ad affresco. Nelsecondo caso si operava nel seguente modo: 1) Si martellinava la superficie del vecchio intonaco. 2) Si spolverava la superficie. 3) Si stendeva una mano di latte di calce che doveva servire, oltre a bagnare la superficie, a neutralizzare i sali acidi che fuoriescono dal vecchio muro. La mano di latte di calce veniva stesa a volte ancor prima di martellinare l'intonaco soprattutto in caso di epidemie e pesti/enze per disinfettare la superficie. 4) Si stendeva poi iI velo.

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Influenza dei fattori climatici sulla calce

8.5

I fattori ambientali hanno la loro influenza. come si sa, su tutte le pitture; in particolare. sul/a pittura a calce provocano le seguenti conseguenze: freddo e umido. la tinta a calce Quando rimane per sempre bagnata come nel momento del/'applicazione. La tinta non riesce a penetrare nei pori del/a superficie e rimane come una sottile crosta indipendente. percio poco aderente. Non si normalizza neppure nel/a stagione buona. la superficie rimane poco o nul/a assorbente.
Se si insiste negli strati la tinta si scrosta facilmente perch i primi strati. come abbiamo accennato. non permettono al/a tinta finale di penetrare completamente nel/o spessore del/a superficie murale.

Infatti la calce spenta si rassoda combinandosi con iI carbonio dell'aria. Per questo si forma un carbonato di calcio che sviluppa umidita di qua salina. che dove stesa. raffredda facilmente la temperatura. favorendo iI congelamento del/'acqua presente nel/a tinta con le descritte. conseguenze Anche i colori a calce vanno conservati in luoghi chiusi con temperatura non inferiore ai 10-12' in recipienti di plastica dura. non di metal/o.

1/ sole e iI vento fanno asciugare velocemente gli strati di tinta. a vantaggio del/'uniformita del/a tinteggiatura. Si ricordi pero che. prima di stendere un ulteriore strato. conveniente bagnare la superficie spruzzando acqua a pioggerel/a. L'unico inconveniente che risente lo la tecnica a calce nel periodo caldo scrostamento degli strati sovrabbondanti. infatti in questi casi la tinta non riesce ad arrivare al/a superficie. perch asciuga celermente.

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8.6

Metodo di esecuzione della pittura a calce

Non si fissare con precisione iI numero di mani di calce da stendere sulla superficie interna ed estema.

Questo numero dipende dall'abilit del pittore. La pittura a calce, contrariamente a quello che si potrebbe pensare, presenta notevoli difficolt di esecuzione.

La tinta se data a pennello deve essere stesa con un grosso pennello, servendosi del movimento del solo braccio o meglio del polso. 11 corpo deve rimanere fermo e non deve assolutamente seguire iI movimento eseguito dal pennello. Se questo si verifica, iI peso del corpo preme sul pennello a scapito della uniformit della tinta.

11 pennello condotto naturalmente, sempre con lo stesso movimento, da destra a sinistra o dall'alto in basso.

GIi strati di tinta a pennello devono essere stesi incrociati, per esempio, la prima mano in orizzontale e la seconda mano in verlicale. GIi eventuali strati successivi devono essere sempre stesi alternativamente.

In generale la pittura a calce, stesa col pennello, non deve avere di tre strati, meglio due solamente, perch lo strato sottile si allontana iI pericolo di scrostature.

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Metodo di esecuzione della pittura a calce

8.7

Al giorno d'oggi la pittura a calce pu essere stesa a spruzzo, servendosi di una apposita pompa spruzzatrice, molto simi/e a quella che serve per irrorare le vigne, che permette di ottenere una pittura con maggiore uniformit ed omogeneit di tinta. Per avere anche una maggiore consistenza si deve operare su una superficie nuova, composta da intonaco assorbente e granuloso, con la esclusione della superficie a gesso. Si opera nella seguente maniera:

1) Bagnare abbondantemente la superficie dal giorno precedente con acqua di calce, lasciata preventivamente riposare a lungo. 2) Ribagnare molto i/ mattino, prima di iniziare la tinteggiatura, usando sempre acqua di calce.

3) Stendere uno strato di tinta molto di/uita, servendosi dello spruzzo.

4) Ribagnare con lo spruzzatore la superficie dipinta. Mantenere umida la superficie, permette alla tinta, prima che asciughi completamente per azione dell'aria, di penetrare nell'intonaco. Inoltre essendo di materiale affine ai componenti dell'intonaco si assimi/a con essi, per un processo di cristallizzazione, acquistando nel contempo una certa resistenza.
S) Stendere i/ secondo e ultimo strato di latte di calce servendosi dello spruzzo.

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8.8

Tinteggiatura a calce su vecchie superfici

La pittura a calce pu essere stesa direttamente, previa spazzolatura, su superfici dipinte ad affresco o con pittura minerale. Nel caso invece di vecchie tinteggiature a secco si deve operare ne/la seguente maniera:

1) Scrostare la vecchia pittura, dopo aver bagnato abbondantemente, servendosi di una spatola o di una brusca di acciaio.

2) Spolverare accuratamente la superficie con una scopa.

3) Neutralizzare la superficie con una mano di acido cloridrico o acido muriatico di/uito con acqua nel rapporto 1: 10. 4) Neutralizzare I'acido cloridrico o I'acido muriatico con una soluzione di a/lume di rocca con acqua nel rapporto 1:5 o 1:6.

5) Eguagliare la superficie servendosi del frattazzo di acciaio o di plastica dura con rappezzi di malta cosi composta: - 1 parte di calce. - 2 parti di polvere di marmo a grana media. Questo perch la superficie granulosa difende maggiormente la superficie dagli agenti atmosferici.

6) Bagnare abbondantemente la superficie la sera prima di dipingere.

7) Ribagnare i1 mattino prima di dipingere.

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Pittura a calce con colle e leganti

8.9

La pittura a calce, come stato spiegato, ha poca resistenza agli agenti atmosferici e al contatto. Quest'ultimo inconveniente dovuto soprattutto al fatto che, per iI noto processo fisico-chimico dovuto all'azione dell'aria, la calce diventa carbonato di calcio, che notoriamente pulverulento.
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Per ovviare a questi inconvenienti, sia della pulverulenza, sia della poca durevolezza soprattutto all'azione della acqua piovana incidente, si pu: - Intervenire sulla superficie con soluzioni impermeabilizzanti od isolanti. - Aggiungere al latte di calce, che in pratica una boiacca, i seguenti ingredienti: 1) INERTI che hanno la particolarita di non fare screpolare la superficie. 2) COLLANTI O LEGANTI, potenti della calce, che riescono ad inglobare; infatti le colle sono sostanze di peso molecolare elevato che agiscono come colloidi protettori. In pratica riempiono tutti gli spazi vuoti dell'impasto, avvolgendo le varie particelle della ca:lce e tenendole saldamente collegate. 3) OLl/ che vengono usa ti per rendere scorrevole la superficie e facile la tinteggiatura. Si possono anche miscelare assieme in opportune quantita tutti gli ingredienti elencati.

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8.10

GIi inerti nella pittura a calce

Abbiamo spiegato che gli inerti hanno lo scopo di non fare screpolare la pittura a calce, che, come si sa, composta da una boiacca denominata Latte di Calce. GIi inerti che si possono usare nella pittura a calce sono i seguenti: CARBONA TO DI CALCIO e GESSO. 11 Carbonato di Calcio, ricavato dalla frantumazione delle rocce calcaree naturali. La polvere di marmo da usare per la pittura deve essere finemente macinata e opportunamente lavata. In commercio vi sono vari tipi di carbonato di calcio che si differenziano per la grana e soprattutto per iI colore, prendendo nomi diversi: - Bianco di Spagna - Bianco di Champagne - Bianco di Meudon - Bianco di Bougival - Biancone Da analisi eseguite su particelle di intonaco superficiale e crosta di colore antica di secoli si verificato che, sotto il colore, la crosta formata in massima parte da carbonato di calcio, che, tra le altre caratteristiche, ha quella di isolare la coloritura dall'intonaco aumentando cosi la resistenza e I'impermeabilit Inoltre iI carbonato di calcio usato in polvere impalpabile aiuta iI colore a resistere al gelo, alla corrosione dei colori, agli effetti della umidita superficiale e agli sbalzi di temperatura. Tenendo conto che la tinta a calce non una malta e quindi deve essere fluida, per poter essere stesa a pennello, la quantita di polvere di marmo non deve superare iI 40%.

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11 gesso nella pittura a calce

8.11

1/ gesso un minerale costituito da so/fato di calcio biidrato esistente in natura. Dopo cottura viene ridotto in polvere e stemperato con acqua. Serve per cementare e stuccare. In relazione al/a temperatura di cottura e al/e diverse manipolazioni, iI gesso assume vari nomi con diversi campi di applicazione.

Alcuni gessi trovano impiego nel/a pittura ed anche nel/a pittura a calce. Non tutti i gessi usati per la pittura sono, dal punto di vista chimico, so/fati di calcio biidrato. Alcuni sono commercialmente chiamati gessi perch per I'aspetto, iI colore e la granulometria sono simili al gesso vera e proprio. I gessi che interessano al/a pittura a calce sono:
- iI Biaccone - iI Caolino

- la Creta
1/ BIACCONE, da non confondere con la biacca, che non usata perch fortemente tossica, essendo carbonato basico di piombo, prende anche iI nome di: Gesso fradicio o marcio Gesso da doratore Gesso da falegname

Usato da solo questo gesso non ha nessuna capacita cementante, nel/a pittura a calce si comporta come una carica.

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8.12

11 gesso e iI caolino nella pittura a calce

11 gesso da falegname o biaccone usato nella pittura a calce soprattutto in clima freddo e umido, nella seguente miscela, che ha la caratteristica, una volta asciutta, di avere una notevole resistenza: 100 parti di Calce 30 parti di Biaccone 2 parti di Olio di lino cotto 10 parti di Colla forte Essendo perci if biaccone, dal punto di vista consigliabife chimico, un solfato di calcio usarlo per intemi, anche se per I'estemo if solfato in parte impermeabilizzato dall'olio e soprattutto dalla colla. 11 CA OL/NO un silicato di alluminio bianco, in pratica un'argilla bianca molto pura, proveniente dalla decomposizione delle rocce di tipo granitico. Usata ben macinata questa argilla possiede una spiccata plasticita e si impasta benissimo con acqua e calce. Nella pittura a calce serve come carica per aumentare la bianchezza della tinta e per renderla piiJ coprente ed in parte piiJ impermeabife all'acqua. Con if caolino si ottiene una pittura molto vellutata, ma non molto adesiva, quindi, perch la calce non spolveri, bisogna aggiungere della colla.

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11 gesso nella pittura a calce

8.13

LA CRETA
La creta che si usa come carica nella pittura a calce non la creta comune dal colore grigio verde e molto usata dagli scultori, ma carbonato di calcio proveniente da giacimenti di conchiglie marine, gusci, ecc. ormai lungamente fossilizzati. La roccia frantumata, decantata ed essiccata una polvere bianca. In commercio conosciuta col nome di:

Gesso di Bologna Gesso di Marcellise (Verona) Gesso di Parigi Gesso di Firenze Per la composizione chimica questi gessi sono molto simili pur differenziandosi nel colore e soprattutto nella granulometria. Prendono la denominazione commerciale dal luogo di estrazione o dal capoluogo. Impastata con iI latte di calce la creta ha la caratteristica di rendere la tinta coprente e vellutata, non fa per aumentare iI candore del bianco. I bianchi presi in considerazione non possono sostituire completamente la calce, soprattutto per gli esterni, essendo materiali, che, usati da soli, danno una tinta facile ad alterarsi per qualunque tipo di umidita, una tinta insomma che perde di uniformita a causa di una bagnatura un po' insistente e che, a lungo andare, con facilita essare asportata dalla pioggia battente.

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8.14

Altri bianchi nella pittura a calce

Oltre ai bianchi descritti, si possono unire alJa calce anche altre cariche, sostanze solide, finemente disperse, che servono per dare alJa pittura aspetti parlico/ari, rendendo cosi la superficie opaca, velJutata, satinata e luminosa. Alcune cariche servono anche per aumentare il tono delJa tinta e soprattutto iI potere coprente. Altre vengono impiegate esclusivamente per iI basso costo alJo scopo di ottenere pitture a minor prezzo. I bianchi usati come cariche sono:

BIOSS/DO DI TITANIO. un colore di uso recente. Tra i bianchi iI stabile e una tinta molto candida. Quando unito alJa calce rende la pittura molto coprente e luminosa. Pu essere usato anche per tinte da usare all'esterno. L/TOPONE. una miscela di solfuro di zinco e solfato di bario. un bianco abbastanza stabile che sostituisce al giorno d'oggi la biacca. Serve soprattutto per conservare la purezza dei toni chiari e delicati. abbastanza coprente e pu, con qualche cautela, essere usato anche al/'esterno. BlANCO DI BARITE. un solfato di bario conosciuto anche nell'antiun colore poco coprente, serve per rendere la superficie opaca. usato solo per interni.

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Leganti nella pittura a calce

8.15

Abbiamo accennato come i leganti o collanti potenti della calce aerea riescano, se miscelati int;mamente, ad eliminare iI difetto dello spolvero della pittura. Le sostanze leganti che si possono unire alla calce sono: - LEGANTI PER MAL TE: Calce Idraulica Cemento - COLLE: Organiche Artificiali Sintetiche I leganti idonei alla malta, alla calce idraulica e al cemento possono essere miscelati con illatte di calce, solo per iI consumo della giornata, nella quantita di: 1 Kg. di calce idraulica e/o cemento 5 Kg. di calce spenta. La calce idraulica e iI cemento, miscelati con la calce aerea, rendono la pittura a calce particolarmente idonea per la tinteggiatura di facciate esterne. Per la cosiddetta imbiancatura opportuno usare calce idraulica bianca, quella rica vata dalla frantumazione e dalla cottura di rocce calcaree naturali, e di cemento bianco. Per tinte non bianche especialmente per tinte a forte intonazione si possono usare la calce idraulica ed iI cemento di colore grigio, quelli rica vati dalla cottura di materiali miscelati artificialmente. Logicamente la quantita di calce idraulica e di cemento va usata in piccole percentuali non solo per evitare iI fenomeno delle cavillature, ma anche per non alterare iI tono della tinta finale. Infatti questi leganti donano alla miscela un colore grigio di base. Evidentemente bisogna usare polveri colora te specifiche dell'affresco.

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8.16

Le colle nella pittura a calce

In genere quasi tutte le colle emulsionabili con I'acqua, sia antiche sia moderne, possono essere miscelate con la calce. La colla, opportunamente di/uita con I'acqua, pu soddisfare i/ compito di eliminare i/ difetto della pulverulenza della pittura a calce e contemporaneamente aumentare la resistenza della pittura. Si possono anche usare opportune soluzioni di colla da stendere sulla superficie dipinta. Questa soluzione per consigliata per I'interno e non per I'esterno. opportunamente si usano le colle per esterni, inglobandole al latte di calce. Infatti le colle sono sostanze di peso molecolare elevato che agiscono come colloidi protettori. La calce, in pratica, viene protetta dalla colla, quasi fosse un inerte, richiede per, in questo caso, un consumo notevole per raggiungere proprieta di assoluta resistenza al contatto. Troppa colla d'altra parte screpola la superficie dell'intonaco. Per questo conveniente aggiungere alla miscela di calce e colla delle cariche, degli inerti non pulverulenti. Non si pu stabilire con esattezza la quantita di colla che si usa nella miscela essendo le colle diverse per capacita adesive. In linea generale si pu fissare la quantita di colla in percentuale vicina al 10% della quantita di calce. buona regola per provare di volta in volta la quantita di colla necessaria.

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Classificazione delle colle nella pittura a calce

8.17

ANlMALI Colla Colla Colla Colla Forte di Ossa di Pelle di Pesce


01

VEGETALI Colla Colla Colla Colla di Farina d'Amido di Riso di Fecola

COllE NATURAll rica vate dalla macinazione e dalla cottura di sostanze animali

DERIVA TI DEL LATTE Latte bollito Latte coagulato Formaggi chiari Caseina

DERIVATI DELL'UOVO - Colla d'albume - Colla di rosso d'uovo

COllE ARTIFICIAL! rica vate dalla Cellulosa

I CELL UL OSA

CARBOSS/METlL-

I METILCELLULOSA

COllE SINTETICHE

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RESINE SINTETICHE

RESINE ACRILlCHE

POLlVINILMATERIE PLASTICHE ACETICHE

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8.18

Colla forte nella pittura e nella calce

Le colle animali come quelle vegetali son o di natura proteica quindi basiche, possono benissimo essere miscelate con la calce con la quale non interagiscono, essendo anche la calce basica. Le principali colle animali sono:
COLLA FORTE ricavata dalla mescolanza delle ossa, dei muscoli delle membrane, dei tendini della pelle di alcuni animali come bovini, caprini, cani, conigli ecc. Dopo la macerazione in latte di calce, le parti degli animali, devono essere lavate, quindi fatte bollire, si recupera poi la gelatina che si fa essiccare e si taglia a pezzi.

I prodotti commerciali si distinguono in due tipi: - colle forti - gelatina La colla forte prende iI nome di Colla Colla Caravella, Colla di Falegname, Colla Quadrona. I pezzi, di forma di lastra squadrata, sono opachi o quasi translucidi, di colore variabile dal bruno giallastro al giallo chiaro. Le gelatine sono rica vate sempre dalle materie animali sopra elencate, ma durante la lavorazione vengono assoggettate a trattamenti di: - depurazione - sbiancamento - Si pressano poi in fogli rettangolari sottili, trasparenti, quasi incolori, facilmente solubili in acqua calda e fredda.

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Calle animali nella pittura a calce

8.19

COLLA D'OSSA - Si ottiene cosi: si frantumano le ossa di buoi, cavalli ed altri animali. - Le ossa frantumate si fanno bollire in acqua in recipienti a pressione. - 11 liquido ottenuto si versa in stampi e si essicca. In commercio la colla d'ossa venduta in pezzi, o meno colorati, ma per essere adesiva deve essere usata in grande quantit Perde pero qualit in presenza di umidit COLLA DI PELLE. Si estrae da tagli di pelle, da pelli di gatto, di coniglio, di lepre, da ritagli di cuoio di guanti ecc. 11 procedimento di fabbricazione lo stesso che per la colla d'ossa, ma i materiali devono essere lavati e scelti per eliminare i residui di carne, sangue, peli ecc. quindi immersi in acqua di calce. una colla conosciuta fin dall'antichit venduta con iI nome di colla Lapin, in forme quadrate o rettangolari o meno trasparenti secondo iI trattamento usato. COLLA DI PESCE O ITTIOCOLLA. Si ricava dalle vesciche natatorie di alcuni pesci. La pregiata si ricava da alcune specie di storione. Queste vesciche, la vate, disseccate e private della pelle estema, formano la colla di pesce venduta in forma di trecce caratteristiche che possono essere arrotolate senza spaccarsi. La colla di pesce, eliminato qualsiasi pigmento esterno, si presenta trasparentissima ed chiamata Gelatina Pura. Messa in acqua fredda e lasciata riposare per alcuni giomi, si ingrossa, non si scioglie e lascia I'acqua pulita e pura. Questa colla ha una notevole resistenza all'umi-

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8.20

Preparazione delle colle animali

Per preparare una buona soluzione di colla animale, necessario per prima cosa far gonfiare iI prodotto commerciale, che si presenta in forme piiJ o meno squadrate e piiJ o meno colorate o trasparenti a seconda dei processi di purificazione. Si immerge la stecca di gelatina in un vaso di vetro o di ceramica, (evitare vasi di ferro che potrebbero macchiare la soluzione), con acqua pari a 3:4 volte iI peso della colla. Si lascia gonfiare per 10 o 12 ore, a volte perlino 48 ore. La colla non sufficientemente lasciata in acqua si scioglie male e forma dei grumi dannosi. Non si pu fissare, specificatamente per ogni colla, la quantita d'acqua da usare e iI tempo di ammollo. Possiamo solo fissare una regola generale, che essere per verificata di volta in volta, notando che maggior quantita d'acqua rende la colla meno adesiva, iI che non sempre male, e che iI periodo di ammollo maggiore per le gelatine, per le colle piiJ dure. Infatti, la gelatina, per essere idonea agli scopi pittorici, dopo 12 ore di ammollo in acqua fresca non deve ancora essere sciolta. Se si scioglie, la colla non idonea. gonfiata Dopo che la stecca di gelatina si senza spappolarsi, si decanta I'acqua non assorbita e si riscalda la massa rigonfiata, agitando continuamente fino a soluzione completa. Non conviene riscaldare a fuoco libero, perch difficile mantenere la temperatura nei Iimiti voluti ed evitare cosi la carbonizzazione di parte della colla. consigliabile riscaldare a bagnomaria, facendo bollire dell'acqua in una pentola e mettendo sopra alla pentola un vaso contente la colla gonfiata. In questo modo la temperatura non sorpassa i 65-70 C.

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Preparazione delle colle animali

8.21

La colla non deve essere mai portata all'ebollizione. Si bolle la colla solo nel caso si voglia far evaporare parte dell'acqua assorbita nella massa gelatinosa. In questo caso indispensabile mantenere la soluzione in continua agitazione con un mestolo, sollevando spesso un poco di soluzione e facendola ricadere a filo per esporre all'aria una maggiore superficie evaporante. Dopo aver sciolto la colla, meglio quella gelatinosa che non macchia la pittura, si pu verificarne l'idoneit, immergendo nella soluzione una cartina al tornasole, che non deve diventare di colore rasso. Le colle animali, cosi come le colle vegetali, lasciate raffreddare si coagulano, perci opportuno mantenerle sempre ad una temperatura di 40-50 C. Anticamente i pittori erano soliti mantenere i vasi di colla a bagnomaria e miscelavano illatte di calce con la colla solo in piccole quantit con tutti gli inconvenienti, non solo di perdita di tempo, ma anche di non uniformit della tinta. Per grandi superfici per impiegavano le colle liquide anche a temperatura ambiente, senza riscaldarle di continuo. Vi sono numerosi metodi antichi di preparazione delle colle liquide a freddo; la nota quella basata sull'azione solubilizzante della calce sulla colla e - Si stemperano 65 parti di calce forte; ma pu essere usata anche calce viva in 27 parti di acqua. - Si aggiunge poi la calce stemperata alla soluzione di colla, preparata nel modo usuale. - Si porta iI miscuglio all'ebollizione e vi si mantiene per almeno 1 ora. La soluzione ottenuta viene poi allungata con acqua per raggiungere l'idonea densit

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8.22

Additivi nelle colle animali

Le colle animal, cosi come le colle vegetal, sono colle proteiche, quindi facili ad alterarsi, siano esse allo stato lquido o allo stato normale. L'alterazione porta rapidamente alla formazione di muffe e batteri, e conseguentemente alla diminuzione delle proprieta adesive. In questo caso la superficie tinteggiata si macchia e si altera con conseguenze non reversibil. necessario perci assicurare la conservazione nel tempo di queste colle addizionando ad esse delle appropriate sostanze antisettiche, che, nella maggior parte dei casi, servono anche a non far coagulare la soluzione di colla. Volutamente tralasciamo gl additivi moderni come: Fenolo Eugenolo Betanaftolo Aldeide formica Infatti non sappiamo se hanno delle controindicazioni nella pittura a calce. Citiamo solamente gl additivi che erano usati anticamente: Acido Acetico (gl antichi usa vano aceto bianco puro) Acido Citrico (gl antichi usavano iIlmone) I Bisolfiti Acido Borico o Borace Acido Salcilico Questi due ultimi acidi vengono usati anche per la conservazione degl almenti. I vasi di colla devono essere ben tappati e naturalmente riparati dall'aria.

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Additivi delle colle animali

8.23

Vogliamo citare altri additivi che, oltre a mantenere liquide le colle animali, servono anche ad aumentare le qualt delle colle. Prima pero riteniamo utle fare alcune considerazioni sull'uso di materali "moderni" nelle ptture a calce e in generale nelle tecniche antiche. I materiali moderni possono essere miscelati alla calce purch non snaturino le caratteristiche specifiche della pttura a calce, che sono essenzialmente quelle della lucentezza e della trasparenza. Per esempio, /'uso di soluzioni slconiche o resine plastiche nella pttura a calce elimina sicuramente i difetti della pttura, cio la poca resistenza all'azione dell'acqua e al contatto, ma nel contempo snatura la caratteristica specifica della pttura a calce, formando una pttura completamente diversa, che non risponde minimamente ai semplici concetti di restauro. Percio /'uso di questi materiali "moderni" va preso in considerazione sempre con una certa cautela dopo contnue sperimentazioni ed eventualmente in piccole Fra i materiali che si possono prendere in considerazione citiamo /'ALLUME DI ROCCA che un sale di sapore astringente, trasparente, poco soluble che rende la colla meno sensible all'umidt e nel contempo dona forza e luminosit alle tinte. Le RESINE POLlVINlLACETlCHE, I cui prodotto commerciale I VINA VIL, da tutti conosciuto, hanno la essendo deriva te da//'acido acetico, di mantenere le colle animali liquide a temperatura ambiente. Le altre caratteristiche di queste resine saranno IIustrate quando parleremo dell'Acetato di Polivinle.

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8.24

Colle vegetali

Le colle vegetali sono essenzialmente a base di glutine. Sono meno adesive delle colle animali, ma non per questo meno idonee. Infatti molto spesso le colle troppo ricche fanno screpolare la tinta. Le colle vegetali sono consigliate soprattutto per gli interni, perch temono I'umidita, e quando si usano come inerti i cosidetti gessi. Le piiJ importanti sono: Colla di Farina Colla di Amido Colla di Riso Colla di Fecola La COLLA DI FARINA largamente conosciuta. La farina in polvere si ricava dalla macinazione dei cereali. La farina piiJ resistente quella di sega/a. La colla si prepara nel seguente modo:
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1) Si mette della farina in un vaso e si aggiunge I'acqua a poco a poco, continuando a miscelare finch si sciolta completamente. Non devono esserci grumi. 2) Si mette l'impasto a bagnomaria continuando a mescolare fino ad ottenere la densita voluta. In genere i/ segnale dell'avvenuta cottura dato dal diffondersi di un odore piiJ intenso. Un altro modo di preparare la colla di farina: 1) Si fa bollire a parte dell'acqua. 2) Si versa, quando bollente, della farina di/uita, preparata a parte in acqua fredda. 3) Si continua a mescolare fino all'inizio della bollitura. Per conservare la colla di farina si aggiunge dell'allume o, quando ancora tiepida, un po' di trementina, circa i/ 5%, sempre mescolando.

144

Colle vegetali

8.25

COLLA DI AMIDa. L'amido si ricava dal grano e da altri farinacei, si presenta in forma di polvere bianca granulata. La colla di amido si prepara in modo analogo alla colla di farina. L'amido a peso uguale dell'acqua deve essere prima miscelato a freddo e poi fatto bo/lire. Cosi si ottiene una colla trasparente. Si puo benissimo di/uire, secondo i casi, con acqua sia fredda sia calda. La colla cosi ottenuta molto resistente, non teme n i/ caldo n i/ freddo. Mescolata assieme alla calce e ad un po' di olio di lino una pittura di notevole resistenza all'umidita atmosferica e perlino alla pioggia. Dona altresi alla tinta un aspetto fresco, brillante e perlino di lucido rasato, si strofina uniformemente con uno straccio. COLLA DI RISO. Presenta molte qualita simili alla colla di amido, ad eccezione della resistenza che sempre minore. La colla di riso si ottiene operando nella stessa maniera della colla di farina, usando la farina di riso che si trova in commercio. La soluzione di acqua e farina di riso, sciolta dapprima a freddo, deve bollire per un minuto. Si ottiene una discreta colla anche con i chicchi di riso stracotti per lunga ebollizione, in piccole quantita di acqua, continuando a miscelare. COLLA DI FECOLA. ricavata dalla farina di patate. Si ottiene operando nella stessa maniera delle colle vegetali. Ha le stesse prerogative della colla di amido, tanto che spesse volte le due colle sono confuse fra di loro. Pero la colla di fecola col tempo perde un po' della sua resistenza. Queste due colle possono essere faci/mente trovate in commercio, e possono essere adoperate senza speciale preparazione, devono essere solamente di/uite con acqua fredda o calda.

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8.26

Cansideraziani sulle calle vegetali

Le colle vegetali non devono essere troppo dense, perch in questo caso, mischiate col colore sono troppo adesive e possono causare la screpolatura delle tinte. Tutte le colle vegetali, ma principalmente la colla di amido e di fecola ed in misura minore la colla di riso e volte detto, essere di farina, possono, come miscelate alla calce. Queste colle concorrono ad eliminare i difetti della calce, in particolare la poca resistenza al contatto, ed in piccola parte contribuiscono ad aumentare la resistenza all'umidit Queste colle, stese su una superficie dipinta a calce e ben essiccata, con una o mani di soluzione, in cui esse siano di/uite con abbastanza acqua, possono eliminare i/ difetto della poca resistenza al contatto. consigliabile usare questo metodo solo in interni e per tinteggiature con colori non molto forti, non in presenza di umidit e non su intonaci troppo lisci. Questo perch si potrebbero manifestare seguenti inconvenienti:
. .

1) La superficie con intonazione di colore troppo accesa, apparirebbe dopo la mano di colla, macchiata.

I
\

2) Potrebbe verificarsi lo scrostamento, perch una soluzione troppo adesiva stacca la tinta. 3) Su superfici troppo lisce la mano di colla non penetra nel manufatto e resta tutta in superficie causando la screpolatura della tinta.

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Derivati del latte

8.27

/llatte di mucca e i suoi derivati furono usati fin dall'antichita come co/le vere e proprie. /1 latte pu essere impastato benissimo con la calce ne/le seguenti proporzioni:

1 Kg. di calce in polvere 5 litri di latte Pu essere anche usato da solo o misto a co/le, stendendolo con un penne/lo su una superficie dipinta a calce per iI fissaggio de/la polvere. In questo caso, non solo fissa la polvere, ma anche efficace per indurire ed aumentare la resistenza de/lo strato di calce.

/llatte abbastanza alterabile nel tempo, perci deve essere mescolato con additivi particolari, come piccole dosi di:

Acido Salicilico Silicato di Potassa

In pratica, bisogna ottenere con vari metodi un latte a lunga conservazione, come quelli venduti in commercio. /llatte da usare per scopi pittorici deve essere bollito e privo de/le parti grasse. Questo per non macchiare la superficie dipinta e donare maggiore uniformita a/la tinta. /1 grasso sempre dannoso perch I'ossigeno lo ossida alterando cosi iI tono de/la tinta. I derivati dellatte, come lo Jogurt ed i formaggi chiari, possono essere impastati con la calce. Se stemperati ben bene danno risultati analoghi a quelli de/la caseina.

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8.28

La caseina

La CASEINA si ottiene dal/a coagulazione naturale dellatte, modernamente si produce con procedimenti chimici e viene venduta in polvere. La polvere di caseina si bagna con acqua e si' ottiene cosi una poltiglia gonfia come iI lievito. Questa poltiglia si diluisce con illatte di calce. La caseina al/o stato naturale si ottiene con vari procedimenti, tra i quali ne citiamo uno collatte: 1) Si fa bollire iI latte

e si filtra.

2) Si aggiunge un po' di aceto. 3) La caseina precipita e va in fondo sotto forma di una massa fioccosa bianca che viene raccolta sopra un setaccio a trama molto fine. 4) Si lava energicamente caseina. 5) Si fa seccare.

riprese la

Un altro metodo per ottenere la caseina seguente:

iI

1) Si fa bollire nell'acqua un po' di aceto bianco con un formaggio bianco. 2) Si lascia raffreddare. 3) La caseina precipita e viene raccolta in setaccio come spiegato. Un altro metodo ancora

iI seguente:

1) Mettere in un fazzoletto di lino un etto di formaggio bianco. 2) Sbriciolare iI formaggio avvolto nel fazzoletto in acqua calda per far uscire la parte acquosa. 3) Stendere questo formaggio sopra una carta assorbente e lasciarlo essiccare naturalmente. La caseina cosi ottenuta deve essere di 12 gr. per i 100 gr. di formaggio impiegato.

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La casena nella pttura a calce

8.29

La polvere d casena acqustata n negozo o fabbrcata n propro, come detto, pu essere mscelata al latte d calce. Per ottenere la mscelazone convene prma scoglere la casena n acqua con alcune gocce d aceto puro o lmone, meglo I'acdo acetco che serve anche per tenere n effcenza la casena per 3 o 4 gorn. consglable mescolare la casena anche con una emulsone d olo d lno cotto e acqua n proporzon d 2 part d casena e 1 parte d emulsone oppure scoglere nell'mpasto dal 4 al 7% d borace. Dopo aver scolto la casena n acqua, agtando lungo, s aggunge la calce spenta per ottenere llatte d calce. L'mpasto deve essere lascato rposare per qualche tempo prma d essere usato.

La quantta d casena crca I 10% d que/la de/la calce. S ottene un mpasto molto resstente all'umdta, che dervato dal fatto che la casena dscoglendos come casenato d sodo reagsce con /'drossdo d calco. S ottene cos un casenato d calco d buone propreta drofughe. Normalmente I'mpasto 1/2 Kg. d Casena 20 ltri di Latte di Calce che deve essere lascato rposare per qualche tempo. una tnta sempre densa e Questo mpasto vschosa che deve essere stesa sempre col penne/lo, ma con la pompa rroratrce. Aumentando la dose d casena, non troppo per perch potrebbe screpolare, s ottene una tnta lavable, con color brllant, ma che non pu essere rtoccata. La tnta molto durevole. cosi composto:

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8.30

La casena nella pttura a calce

Come spiegato, la tinta al/a caseina sempre densa e vischiosa e necessita di uno speciale procedimento di spalmatura che sempre a mano e mai a macchina. Si pu anche impermeabilizzare una superficie dipinta a calce, stendendo una miscela composta da: 2 parti di calce spenta 8 parti di caseina 90 parti di acqua Nel caso si voglia dipingere con colori al/a caseina iI ciclo di pitturazione iI seguente: 1) Pulire accuratamente la superficie con una scopa di saggina.

2) Se I'intonaco prevalentemente di calce, neutralizzare le eventuali parti in gesso uno strato di f/uosilicato di potassa a 10 o a 20
3) Lavare abbondantemente la superficie. 4) Preparare iI sottofondo con una sola mano di latte di calce. 5) Stendere la prima mano di tinta di calce al/a caseina. 6) Levigare la superficie con pietra pomice. Questa operazione consigliata soprattutto per I'interno. 7) Stendere la seconda mano di tinta di calce al/a caseina, ricordando che i pennelli usati nel/a tinteggiatura devono essere la va ti spessissimo, perch non si deteriorino subito.

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Colla d'uovo

8.31

L'uovo, oltre che dal guscio, iI quale non serve assolutamente come collante (eventualmente dal guscio d'uovo si rica vare un particolar colore bianco), composto dal tuorlo e dall'albume. Queste due parti o da sole o miste assieme servono come collanti nella pittura.

Chimicamente nel rosso d'uovo troviamo: Caseina Olio d'uovo Zolfo Alcool ecc.

Nel bianco d'uovo troviamo: Albumina

Tutte le sostanze sopra descritte hanno potere collante, tantoch fin dall'antichit le colle d'uovo sono state molto usa te. L'uovo stato lungamente preferito alle altre colle, soprattutto nella pittura a tempera, perch in genere tutte le colle d'uovo presentano una buona resistenza agli agenti atmosferici e all'umidita. L'uovo benissimo essere unito con la calce perch I'uovo basico come la calce, perci chimicamente non vi sono reazioni anomale. L'unico inconveniente riguarda I'eventuale cottura dell'albume con una calce troppo caustica.

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8.32

Rosso d'uovo

La colla di rosso d'uovo generalmente usata per lavori molto fini, principalmente se devono essere eseguiti all'esterno. La colla di rosso d'uovo stata generalmente usata soprattutto nella tempera ed ha avuto iI favore di tutti i pittori fino al Rinascimento, prima dell'uso dei colori ad olio. Infatti la tinta a rosso d'uovo senza dubbio la solida ed ha una bellezza incomparabile alle altre tinte a base di colla. 11 rosso d'uovo non stato molto usato nella antichit miscelato con la calce, soprattutto per ragioni economiche, anche se nelle vecchie ricette si raccomanda tutte le tinte a colla, anche quelle di rosso d'uovo, debbano contenere un po' di calce, perch la calce serve a sgrassare ed anche a favorire I'adesione. Ad ogni modo le tinte a colla d'uovo, fino dalla antichit si sono molto complicate in innumerevoli metodi, dando luogo a pitture murali che furono talvolta scambiate per pittura a fresco. In linea generale anche per iI rosso d'uovo nella pittura a calce possiamo dire che iI quantitativo non deve superare iI 10% di quello della calce, perch altrimenti la tinta diventerebbe troppo adesiva e tenderebbe a screpolare. Inoltre iI rosso d'uovo asciuga presto e questo serve a compensare la presa lenta della calce. 11 rosso d'uovo deve essere privo dell'albume. 11 Cennini dice di prendere in mano iI tuorlo d'uovo, pungerlo con un ago e lasciare colare iI rosso in modo che non vi sia goccia di albume, n pellicola. Raccomanda poi di servirsi di rossi d'uovo pallidi perch quelli troppo aranciati caldo, tendente danno un tono leggermente al rosso per i bianchi ed al verdognolo per gli azzurri, specialmente per I'oltremare.

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Rosso d'uovo

8.33

Per gli inconvenienti prima descritti conviene, soprattutto per le imbiancature, miscelare al/a calce e al carbonato di calcio Bianco Titanio o Litopone che hanno un buon potere coprente. GIi antichi consigliavano di agitare iI rosso d'uovo prima nell'alcool e poi di espor/o, in un vaso chiuso, al/a luce finch perdesse iI colore. Giorgio De Chirico nel suo Piccolo Trattato di Tecnica Pittorica descrive un altro metodo per rica vare iI rosso d'uovo: suggerisce di passare iI tuorlo da una del guscio all'altra, per liberarlo dall'albume e poi di forare tuorlo e guscio con uno spil/o e lasciar colare iI rasso in un recipiente. rendere imputrescibile /'uovo si possono usare in opportune quantita i seguenti additivi: Acido Fenico Formalina Borace Acido Salicilico Alcool Acido A cetico Acido Ossalico Per rendere meno essiccante la tinta al rosso d'uovo si possono miscelare: Alcool Acido Acetico Olio

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8.34

Rosso d'uovo

Anticamente si usava aggiungere al/'uovo del latte di fico. 11 Cennini precisa che un muro bisogna usare rosso d'uovo sciolto in un bicchierino d'acqua e latte di fico, ricorda inoltre che iI miscuglio, miscelato con i colori stemperati in acqua, serve per ritoccare gli affreschi: In pratica illatte di fico una specie di cautciu e Plinio osservava che "tiene della natura del/'aceto perch rappiglia iI latte. Oltre allatte di fico nel Medio Evo per rendere meno essiccante la tinta a rosso d'uovo si usa vano: 11 vino bianco per i toni chiari 11 vino rosso per i toni scuri La birra La bava di lumaca 11 latte di fico pero era preferito. Se si vuole conservare per un paio di mesi /'uovo, si opera nel seguente modo: 1) Si separa iI tuorlo dal/'albume. 2) Si sbatte iI rosso con uguale quantitativo di una soluzione satura di gomma arabica e acqua. 3) Si versa la miscela in strati sottili in piatti e si lascia essiccare al sole riparata dalla polvere da coperchi di vetro. 4) Si raccoglie la composizione essiccata in vasi di cristallo con coperchi di sughero.

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Chiara d'uovo o albume

8.35

La chiara d'uovo un'ottima sostanza utilissima per la pittura anche se meno adesiva del rosso d'uovo. L'uso dell'albume d'uovo fu tenuto in grande considerazione degli antichi e Plinio nel suo trattato lo raccomanda moltissimo. Infatti I'albume d'uovo ha proprieta adesive, dona trasparenza al/e tinte, serve inoltre per rendere impermeabile la superficie dipinta, che pu essere anche lucidata. La tinta con albume d'uovo, se passata col ferro da stiro caldo, solidifica in maniera tale che si pu lavare iI dipinto senza alcun danno. La chiara d'uovo deve essere sbattuta lasciata riposare per 12 ore. La spuma viene poi tolta ed iI liquido rimasto quel/o che serve per la pittura.

l/liquido cosi ricavato, diluito col 50% di acqua, serve per verniciare e impermeabilizzare la pittura a calce. L'albume deve essere steso in strati sottili, perch se steso in grossi spessori screpola. Come agente conservante si usa alcool o borace, si pu usare anche acido acetico, ma in questo caso in piccole quantita, perch potrebbe cuocere I'albume.

Se I'albume deve essere impastato con la calce, questa deve essere spenta da lungo tempo, perch altrimenti cuoce I'albume.

155

8.36

Chiara e rosso d'uovo

L 'uovo intero, composto da tuorlo e albume fu molto usato anticamente per le pitture murali. Bisogna precisare pero, che per ottenere una buona pittura consigliabile non usare I'uovo intero, ricavato cosi dal guscio, ma preparare iI rosso d'uovo come descritto precedentemente aggiungendovi poi illiquido rimasto sul fondo del recipiente, dove I'albume stato accuratamente sbattuto. La miscela di tuorlo ed albume infatti riunisce assieme le caratteristiche specifiche di entrambi i componenti. Bisogna pero tener conto che I'albume aumenta la trasparenza del colore ma diminuisce la potenza. Inoltre I'albume, misto ad una calce troppo forte, puo cuocersi, perdendo le sue qualita adesive.
Se usata con precauzione, la col/a d'uovo mista al/a calce una tinta molto resistente al/a umidita, con colori stabili e trasparenti.

Cercare di usare un uovo artificiale come descrive iI VIBERT nel/a SCIENZA DELLA PITTURA" alquanto difficile. Infatti dopo lunghe analisi Vibert credette che per ottenere artificialmente una sostanza uguale all'uovo bastasse addizionare: caseina, olio d'uovo, alcool ed albumina. Ma purtroppo i risultati da lui ottenuti non si avvicinano nemmeno lontanamente a quelli che si ottengono con I'uovo naturale.

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Colle artificiali

8.37

Le colle artificial, che interessano alla pittura a calce, sono gl Eteri di Cellulosa che sono ottenuti dalla reazione di un alcale con gl ossidrili contenuti nella cellulosa stessa. Tra questi eteri di cellulosa quelli che interessano la pittura sono quelli solubil in acqua e precisamente: Meti/cellulosa Carbossimetilcellulosa La METILCELLULOSA si presenta sotto I'aspetto di polvere o granuli bianchi i quali rigonfiano in acqua bollente e passano in soluzione col raffreddamento. Molti prodotti speciali venduti in commercio con varie denominazioni commerciali, come colla da tappezziere, sono solubili direttamente in acqua fredda e possono venire impiegati dopo solo 20-30 minuti dalla preparazione ottenuta con una energica agitazione. Fra le numerose in commercio opportuno scegliere quelle a bassa e media vischiosita, in modo da ottenere soluzioni ad alto contenuto di metilcellulosa e nello stesso tempo tluide. Piccole percentuali di meti/cellulosa di/uite nel latte di calce sono sufficienti per ottenere una tinta ben legata e lavorabi/e, che pu prestarsi, dopo essiccazione, ad essere lucidata. La meti/cellulosa pu sostituire degnamente le colle animal, col vantaggio di poter essere usata a freddo senza problemi di coagulamento. La metilcellulosa ha inoltre un elevatissimo potere emulsionante e stabilizzante per olii, vernici, cere, colle ecc. che possono essere introdotte assieme nella pittura a calce e venire uniformemente disperse ottenendo cosi di migliorare sensibi/mente la resistenza della pittura all'acqua e all'umidit

157

8.38

Colle artificiali

LA

NON COLA.!!!

La metilcel/ulosa ha inoltre la funzione di evitare la sedimentazione nel barattolo, la colatura del/a pittura lungo le pareti verticali e di inglobare meglio le cariche tipo carbonato di calcio, gessi, caolino ecc. e i pigmenti colorati. La metilcel/ulosa ha inoltre la caratteristica di poter essere miscelata assieme al/e col/e animali e al/e resine sintetiche, tipo le resine polivinilacetiche, senza nessuna azione anomala anzi contribuendo a migliorare le caratteristiche di ciascuna di esse. La CARBOSSIMETILCELLULOSA si aVVlcma, sotto molti aspetti, al/e caratteristiche descritte del/a metilcel/ulosa e si pu quindi impiegare in modo analogo aquesta nel/a pittura a calce. Le diversit principali rispetto al/a metilcel/ulosa si hanno nel/a maggior solubilit in acqua calda e fredda. Inoltre sono: schiumose stabilizzanti Meno emulsionanti

['

SOLIiBILE

CALDA, AcQtJA fRE

La carbossimetilcel/ulosa compatibile con la calce, con le emulsioni polivinilacetiche, con I'amido, con la caseina, con le varie col/e animali, con iI silicato di sodio e con la stessa metilcel/ulosa. Le soluzioni di carbossimetilcel/ulosa, nel/a proporzione di una parte ogni 20-25 parti di acqua, possono servire come strati impermeabilizzanti ed isolanti. La C.M.C., come la M.C., conferisce al/a pittura in genere ed a quel/a a calce in particolare, resistenza al/o sfregamento, ravviva i toni ed assicura in genere migliori risultati per quanto riguarda la stabilit del/e tinte.

158

Resine sintetiche

8.39

Fra le resine sintetiche che interessano la pittura a calce le importanti sono le RESINE POL/VIN/LACETICHE o ACETA TO DI POL/VIN/LE. Queste resine sono ottenute dalla polimerizzazione dell'acetato di vinile, che ricavato dalla sintesi dell'acetilene e dell'acido acetico con /'ausilio di speciali catalizzatori. GIi acetati di polivinile appartengono alla categoria delle resine termoplastiche, quelle che fondono all'azione del calore per poi ritornare allo stato primitivo al cessare del/'azione calorifica. GIi acetati di polivinile noti sono quelli che si presentano sotto forma di una emulsione che ha un aspetto simile al latte di cautciiJ e che viene impiegata tale e quale o dopo un procedimento di plastificazione. In genere I'impiego delle resine polivinilacetiche nella pittura a calce pu avvenire in due modi distinti: 1) Incorporando la resina alla calce durante la preparazione della tinta. 2) Impregnando la superficie dipinta con un'appropriata soluzione di resine. Nel caso si voglia impermeabilizzare una superficie dipinta a calce con una soluzione di resine di acetato di P. V. si deve ricordare che le soluzioni acquose sono quelle che servono maggiormente allo scopo. Infatti la soluzione acquosa penetra in maggior profondita nel manufatto, meglio di una soluzione ricca di resine che crea invece uno strato isolante.

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8.40

Resine polivinilacetiche

Ouando si vuole impermeabilizzare una superficie dipinta si pu fissare questa buona regola: piiJ conveniente dare piiJ mani di soluzione di acetato di polivinile molto allungata con acqua nel rapporto 1:10, piuttosto che una mano sola ricca di acetato. Oueste mani di soluzione vanno stese una dopo I'altra mentre iI primo strato non ancora del tutto asciutto per ottenere una idonea penetrazione nello strato dipinto. Si lascia essiccare lungamente all'aria, anche per completare la totale polimerizzazione della resina vinilica. Le soluzioni di resina polivinilacetica, oltre che per risolvere iI problema dell'impermeabilizzazione, vengono impiegate anche per aumentare la resistenza meccanica e la durezza superficiale dello strato dipinto.
Se si vuole incorporare la resina nel latte di calce si opera nella seguente maniera:

- Si diluisce la resina di Acetato di Polivinile con iI 50% di acqua e si agita poi piiJ volte energicamente per ottenere una omogenea soluzione. - Si miscela successivamente con iI latte di calce mescolando bene. La quantita di resina da emulsionare con illatte di calce non deve superare iI 10%. Con quantita maggiori si ottiene una superficie piiJ resistente, ma non trasparente, che snatura, da un punto di vista visivo, la tinta a calce.

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Resine polivinilacetiche

8.41

-------------------------

opportuno usare piccole quantita di resina, aggiungendo del/e sostanze additive le quali, oltre ad abbassare iI prezzo, concorrono a migliorare le caratteristiche finali del/a pittura. Tra queste sostanze che si amalgamano sia con le resine polivinilacetiche sia con la calce possiamo elencare: - le col/e animali - le col/e vegetali i derivati del latte la carbossimetilcel/ulosa la metilcel/ulosa in parte i derivati de/l'uovo.

Le emulsioni di acetato di polivinile in unione al/e col/e naturali agiscono su queste nel/a seguente maniera: - migliorano sensibilmente I'efficacia col/ante ed agglomerante. Inoltre prolungano enormemente la durata de/l'azione col/ante. - impediscono la rapida coagulazione e gelatinizzazione, essendo I'acetato derivato da/l'acido acetico. - aumentano sensibilmente la resistenza al/a umidita. Le col/e naturali normalmente devono essere mantenute a 40'-50'C, perch raffreddandosi si solidificano. Con I'impiego del/e resine polivinilacetiche intomo al 15/20% del/a soluzione di col/a, questa pu essere adoperata anche a freddo, con grande facilita di impiego.

161

8.42

Resine polivinilacetiche

Inoltre per conferire maggiore impermeabilita alla tinta si possono unire alle emulsioni polivinilacetiche dei sali o delle sostanze insolubilizzanti che agiscono sulla resina aumentando la resistenza agli agenti atmosferici. Queste sostanze vanno aggiunte in piccole percentuali, tali da non provocare la rottura delle dispersioni.

Fra questi sali che possono servire per la pittura a calce iI usato I'Allume di Rocca.

Un aspetto importante dell'impiego di sostanze modificanti come le resine polivinilacetiche in emulsione la reversibilita. le resine polivinilacetiche possono essere impiegate a loro volta per modificare le sostanze usate prima come modificanti delle resine.
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Un esempio ci viene dato dalle colle vegetali e dalle colle animali che possono essere impiegate come sostanze addensanti, capaci di abbassare iI costo dell'emulsione e di adattarla a particolari esigenze esecutive. Quando invece sono usate come colle, I'aggiunta della resina sintetica in emulsione migliora la loro adesivita, resistenza e f1essibilita. Tantoch una tinta a colla naturale integrata con resina difficilmente si screpola. Pertanto, anche nella pittura a calce, iI concetto essenziale dell'uso delle sostanze adesive dovrebbe essere quello di usare delle colle naturali e delle emulsioni polivinilacetiche, in maniera che la loro unione porti ad una compensazione delle relative manchevolezze, senza snaturare la trasparenza, prerogativa della pittura a calce.

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Conclusioni sulle colle nella pittura a calce

8.43

Concludendo I'argomento delle colle applicabili alla pittura a calce, dobbiamo ricordare che le colle non devono normalmente superare i/10% della quantita di calce. 11 quantitativo esatto da miscelare con la calce deve essere verificato di volta in volta secondo che l'intonaco sia o meno assorbente. Pertanto una colla mista, che pu eliminare i difetti della tinta a calce, la poca resistenza all'acqua e all'umidita ed al contatto, pu essere questa: Colla di pesce Metilcellulosa Resine Polivini/acetiche 5% della calce 3% della calce 2% della calce

La somma delle varie colle, come si vede non supera i/ 10% della calce, nella stagione fredda ed umida per opportuno aumentare proporzionalmente le dosi. Se si vuole aumentare la resistenza all'umidita si pu sciogliere nell'emulsione 1 % di Allume di Rocca. Questa colla va miscelata energicamente con i/ 5% di acqua e miscelata poi con i/latte di calce contenente i/ 40% di carbonato di calcio per I'esterno ed altri bianchi, denominati gessi, per I'interno. 11 carbonato di calcio ha lo scopo di rendere meno geliva la calce, di far corrodere meno i colori e di aumentare la resistenza all'azione dell'umidita della superficie e del clima.

163

8.44

Olo nella pittura a calce

L'olio un prodotto liquido di varia natura, untuoso, vischioso ed insolubile in acqua. GIi om usati nel/a tecnica pittorica sono gli olii siccativi o fissi e gli om essenziali o volatili. tratApprofondiremo I'argomento quando tata specificatamente la pittura a olio. Per la pittura a calce gli om che possono servire sono gli om siccativi o fissi, quelli che fanno parte del/e materie grasse, e di cui appunto le sostanze grasse costituiscono la base principale. Questi om hanno la proprieta di assorbire I'ossigeno ed applicati sopra una superficie si o meno lungo, in uno trasformano, in tempo strato solido ed elastico. volte accennato che i Greci e i Abbiamo Romani usavano bagnare l'intonaco ancora fresco con emulsioni varie di olio, per avere una superficie solida sul/a quale poi dipingevano con la tecnica a fresco. Anche al/a fine del 'lOO e agli inizi dell'BOO furono usati i cosiddetti "Mastici a olio o "Cementi oleosi incorporando nel/e malte opportune quantita d'olio. importanti che vengono I cosiddetti om Fissi usati nel/a pittura a calce, sono: Olio di lino Olio di papavero Olio di noce Olio di oliva, anche se in minor misura.

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Olio nella pittura a calce

8.45

L'olio trasferisce alla tinta a calce le seguenti caratteristiche: - rende phi scorrevole la superficie per gli strati successivi. - rende uniforme la tinta

I
I

I
I

- rende sollecito i/lavoro. risparmiando una mano su treo - rende sottili gli strati con la conseguenza di minor pericolo di screpolature. L'olio per. usato in grande quantita. pu anche togliere alla calce le sue capacita adesive. essendo questa impegnata a compiere la sua sgrassante sull'olio. con la conseguenza una tinta di molto minore durata e di poca resistenza al contatto. L'uso dell'olio va fatto sempre con una certa precauzione per evitare possibili screpolature della tinta. massimamente se bisogna dare ulteriori mani di tinta a colla. perch uno strato di tinta con troppo olio crea una pellicola isolante sulla quale la colla non aderisce. Se ci si verificasse. per eliminare I'azione repulsiva dell'olio. soprattutto dell'olio di oliva. (I'olio di lino attecchisce sempre) si opera nel seguente modo: 1) Si stende sopra allo strato troppo oleoso una mano composta di acqua caldissima mista a colla al 10% e a pochissimo gesso. che serve per accelerare la presa. 2) Si ricorre ad una mano di acqua ragia o surrogati. misti a pasta di calce di/uita con acqua di colla e gesso. 3) Si stende uno strato di alcool denaturato di/uito con acqua. si pu anche miscelare preparata. I'alcool con la tinta a colla

165

8.46

Olio nella pittura a calce

L 'olio viene miscelato al/a tinta a calce quando si deve dipingere su una superficie vecchia o mista, composta da intonaco vecchio e nuovo o da intonaco costituito da rappezzi di malta con leganti diversi. Normalmente si stemperano circa 200 gr di olio per ogni 15 Kg. di calce in pasta. Ouindi iI rapporto di 1,3% di olio, al massimo si pu arrivare al 2% di olio. Si deve agitare, mescolando continuamente ed energicamente, perch I'olio tende a gal/eggiare sopra I'acqua del/'impasto, essendo di peso specifico minore. Non si pu fissare un quantitativo esatto di olio da usare per ogni occasione, perch questo dipende da molteplici fattori: - GRADO DI ASSORBIMENTO che ha la parete su cui si deve dipingere, assorbimento che dipende a sua vo/ta da:

o meno vecchia - superficie assorbente).

vecchia

o meno - superficie composta da malta con sabbia (con sabbia la superficie assorbente).
- CLIMA. Infatti la tinta su superficie esposta al vento e al sole asciuga prima. - OUALlTA DELLA CALCE. e sopporta I'olio. la calce forte

L'olio viene quindi miscelato al/a calce e al/'acqua soprattutto per dare scorrevolezza al/a tinta e per risparmiare una mano su treo

166

Olio neNa pittura

a calce

8.47

L'olio che maggiori garanzie Folio di lino. ricavato dai frutti di una pianta erbacea (Linum Usitatissimum) originaria dell'Asia, ma coltivata in Italia. I semi di questi frutti contengono iI 22% di olio. Secondo due distinti processi di lavorazione abbiamo due tipi di olio di lino: - Olio di Lino Crudo - Olio di Lino Cotto OLIO DI LINO CRUDO. di colore gial/ognolo chiaro. Viene chiarificato e purificato con mezzi naturali esponendo Folio per lungo tempo al sole. L'olio di lino crudo, pur essendo di colore gial/ognolo, non inf/uisce con iI suo colore nemmeno sui bianchi. Le particolari proprieta grasse di quest'olio lo rendono il indicato nella macinazione dei colori ed inoltre solidificandosi offre una grande resistenza agli agenti atmosferici. OLIO DI LINO corro. Differisce da quel/o crudo per iI colore assai scuro. Si presenta perfettamente liquido, di odore forte ed amarissimo al gusto. Ha un potere essiccativo assai pronunciato, tanto da essere consigliato nella pittura a calce in clima umido e freddo. Deve essere scevro da ogni altro olio, tol/erata solo una bassissima percentuale di resinato. Disteso in strato sottile su lastra di vetro essicca in 24 ore. Per ragioni di economia, dato che con poco si ottiene molto, nel/a pittura a calce consigliato anche iI comune OLIO DI OLIVA. Anche gli altri olii possono essere usati sebbene con minor risultato rispetto all'olio di lino. Bisogna evitare assolutamente gli olii o fondi di olio che contengono sali o acidi, perch danneggiano /'uniformita del/a tinta, se non subito, con /'andar del tempo.

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8.48

Conclusioni sulla pittura a calce

Data !'importanza dell'argomento riteniamo opportuno ripetere i puntiessenziali che caratterizzano la pittura a calce. La pittura a calce ha come base la calce aerea ridotta a LA TTE DI CALCE, che si ottiene diluendo la calce con !'acqua. conveniente lasciare riposare l'impasto 6-8 ore prima di usarlo, per dar modo a tutte le molecole di calce di bagnarsi uniformemente.

DIFETTI La pittura a calce fa pochissima presa perch !'azione dell'aria, che trasforma la calce in carbonato di calcio, dovendo penetrare in strati sottili, minima. Inoltie iI latte di calce essendo in pratica una boiacca, una malta senza inerte, ha poca resistenza. D'altra parte iI carbonato di calcio per sua natura pulverulento; da questo i principali difetti della pittura a calce:
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- Poca resistenza al dilavamento dell'acqua - Poca resistenza al contatto

Inoltre, al giorno d'oggi, iI classico sistema a calce, a causa dell'inquinamento atmosferico, non garanzie di durata. In breve tempo si formano sull'intonaco colature di colore scuro o grigiastro dovute all'acqua piovana che rimuove la polvere aggressiva depositata sugli aggetti e sugli stipiti. Questa polvere, trascinata in basso dall'acqua forma sull'intonaco lunghe strisciate, non lavabili, che in breve tempo deteriorano la tinta.

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sulla pittura

a calce

8.49

Per ovviare agli inconvenienti sopra descritti, si deve operare, avendo sempre in mente di salvaguardare I'effetto di trasparenza del/a calce, aggiungendo dei materiali che permettano una maggior durata. In pratica bisogna ottenere una tinta idrorepel/ente o meglio lavabile che non risenta dell'azione del/a pioggia. Ino/tre bisogna ottenere una superficie liscia sul/a quale la pioggia scivoli via riuscendo nel contempo a lavare le dannose colature di polvere. La polvere infatti se trova superfici rugose si deposita saldamente ed inizia, una volta bagnata, la sua azione corrosiva, perch in pratica diventa una vera e propria malta aggressiva. Parlando del/a tecnica ad affresco stato messo in evidenza come iI velo di intonaco composto da calce e polvere di marmo, con o senza sabbia silicea nel rapporto fra legante ed inerti di 1:1o 1:2, secondo le caratteristiche adatto a resistere adesive del/a calce, sia iI al dilavamento dell'acqua piovana. Perci si pu introdurre nel/a boiacca di calce una certa quantita di inerte, per renderla simile possibile al/a malta. Se iI rapporto fra calce ed inerte intomo a 1:1 si deve stendere con iI frattazzo, e la pittura a calce diventa uno stucco vero e proprio. L'inerte da adoperare per I'estemo la polvere di marmo, con I'aggiunta di cariche di Bianco Titanio o Bianco di Zinco o Caolino, se la tinteggiatura deve risultare perfettamente bianca, poich la polvere di marmo tende sempre al gial/ognolo. Si possono anche mettere del/e percentuali di sabbia aumentando cosi la resistenza del/o stucco, ma in questo caso la tinta deve avere un colore diverso dal bianco, perch la sabbia abbassa iI tono.

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.

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8.50

Stucchi di calce

Nel preparare lo stucco di calce, si deve tener canto di questi particolari: 1) L'inerte da usare deve avere una granulometria malta fine, perch si possa ottenere una superficie liscia.
2) La polvere colorata deve resistere all'azione caustica della calce.
3) La calce deve essere spenta da lungo

tempo, per non corrodere i colori.


4) La miscela di calce

ORE

e carbonato di calcio deve essere stesa in spessori minimi per eliminare iI fenomeno del ritiro, essendo /'inerte in quantita inferiore alla calce.
Per la preparazione dello stucco si opera casi:
1) Si stempera la calce idrata in polvere con iI 40% di acqua e si lascia riposare come minimo 6-8 ore.

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2) Si stempera a parte la polvere colorata con la quantita opportuna di acqua e si lascia riposare come minimo 6-8 ore. 3) Si miscela energicamente la calce con iI colore.

6-8

senza la sabbia fina, e si lascia riposare per un certo periodo miscelando di tanto in tanto. POSSIBIU VARIANTI

4) Si introduce la polvere di marmo, con

Agli stucchi, principalmente se bianchi, per aumentare la resistenza agli agenti atmosferici si pu aggiungere cemento bianco. L'aggiunta va fatta nel rapporto di 1 parte di cemento e 5 parti di calce aerea, ma /'aggiunta va fatta solo per la miscela da adoperare nella giornata; si possono altresi miscelare nell'impasto olio e varie calle, come descriveremo ava nti.

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Stucchi di calce

8.51

Dovendo stendere lo stucco su una superficie vecchia, si devono compiere delle verifiche precauzionali. Dapprima si verifica la consistenza dell'intonaco. Si batte, col martello o col manico della cazzuola, la superficie: se I'intonaco resistente non si deve sentire nessun suono sordo. Se ci si verificasse opportuno scrostare la parte non legata alla struttura muraria. Si eseguono quindi dei rappezzi usando gli stessi ingredienti e la stessa granulometria del/'intonaco originale. Attendere minimo due settimane prima di stendere lo stucco, con le operazioni di seguito iIIustrate: 1) Si bagna la superficie con una soluzione di acido cloridrico di/uito 1:10 se I'intonaco di calce, con soluzioni potenti se l'intonaco di cemento. 2) Si lava abbondantemente la superficie con acqua. 3) Si spolvera accuratamente la superficie. 4) Si neutralizza I'azione del/'acido cloridrico con una soluzione di allume di/uito a 1:5 o 1:6. 5) Dopo 24 ore si bagna abbondantemente. 6) Si stende con i/ frattazzo di acciaio una prima mano di stucco con inerte medio. 7) Si stende, sempre col frattazzo, la seconda mano di stucco con inerte finissimo. Nel/'ultima mano si pu usare, per aumentare la lavorabilita, i/ 20% di gesso se all'interno o i/ 10% di colla se al/'esterno.

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8.52

Conclusioni sulla pittura a calce

I'aggiunta di inerte nefla calce si aggira sul 40% della quantita di calce, la soluzione si pu stendere col pennello.

La fase preparatoria simile aquella descritta per gli stucchi di calce, per bisogna avere I'avvertenza di:
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1) Usare I'inerte molto fine come iI carbonato di calce in polvere impalpabile per I'estemo, o i vari bianchi, comunemente denominati gessi, per /'interno. 2) Prima di usare la tinta a lasciata riposare per un po' di tempo, bisogna passarla attraverso un setaccio a trama fine per eliminare gli eventuali grumi, che possono rovinare I'uniformita della tinta.

La prima mano per I'estemo pu essere cosi composta: 100 parti di aalce idrata in polvere o grassello. 40 parti di acqua lasciata riposare per un po' di tempo. 40 parti di carbonato di calcio molto fine. 2 parti di olio di lino cotto (la seconda mano per non dovrebbe contenere olio). 5 parti di colla, la migliore sarebbe la colla di pesce, ma tende a screpolare la superficie, meglio usare la colla di caseina. 3 parti di metilcellulosa. 2 parti di resine polivinilacetiche.

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r---Conclusioni sulla pittura a calce


La tinta a calce si stende su un intonaco ben secco. Si ricorda che un intonaco regolarizza la sua presa in sei mesi se di calce, in un anno se di cemento.

8.53

Se si eseguono rappezzi su un intonaco vecchio opportuno prima di dipingere: fluatare", imbevere i rappezzi di fluosilicato di alluminio, magnesio e zinco. A ttendere prima di dipingere minimo 48 ore.
Per una tinta di intonazione forte, conviene neutralizzare I'azione, caustica del cemento. Pertanto per dipingere su un intonaco di cemento si opera nella seguente maniera: 1) Si lava la superficie con una soluzione molto forte di acido cloridrico diluito per ogni parte con tre di acqua. 2) Si lava abbondantemente con acqua. 3) Si spolvera accuratamente con scopa di saggina. 4) Si neutralizza con una soluzione di Allume di Rocca nel rapporto con I'acqua di 1:5 o 1:6. 5) Si stende una prima mano di tinta a calce con iI 2% di olio di lino e iI 10% di colla. 6) Si leviga la superficie con pietra pomice. Questa operazione consigliata soprattutto per /'interno, per I'estemo conveniente la grana grossa, che ripara iI calore della luce del sole. 7) Si stende la seconda mano di tinta, che non dovrebbe contenere I'olio.

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