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Doratura a Missione

La doratura a missione è la tecnica più facile da eseguire, per farla si utilizza un mastice
speciale (la missione appunto) il quale una volta dato, asciugando, rimane appiccicoso per un
determinato lasso di tempo nel quale è possibile attaccare sopra la foglia d'oro.
Vediamo come si deve procedere:
Innanzitutto è importante, come al solito, che la superficie da dorare sia perfettamente liscia,
pertanto scarteggiatela accuratamente con grana fine.
Anticamente prima di incollare la foglia oro si stendeva una pasta di argilla ferrosa, chiamata
bolo. Esiste tutt'ora in commercio nei seguenti colori: giallo, nero, rosso. Nel caso della
doratura a missione è possibile sostituire il bolo con del colore acrilico che imiti la tonalità
del vero bolo. Questa preparazione serve da base per dare un colore di fondo alla superficie
in modo da far risaltare meglio il colore oro e dargli una tonalità particolare. Anche dopo
aver steso il color bolo, vero o imitazione che sia, è sempre meglio dare una scarteggiatina
con grana finissima (400).
A questo punto si spennella la missione su tutta la superficie da dorare.
In commercio esistono vari tipi di missioni solubili sia con alcool (missione a spirito) sia con
acqua ( missione all'acqua), ognuna di queste ha caratteristiche diverse pertanto la cosa
migliore è come al solito fare delle prove e procedere per tentativi. Ognuna di queste
missioni ha un suo tempo di asciugatura consigliato sull'etichetta, in genere quindici minuti.
Trascorso questo tempo si procede ad appiccicare i fogli di oro.
La doratura a missione si esegue normalmente con l'oro falso (in gergo orone), prima di tutto
perché l'oro vero ha caratteristiche tali che vengono esaltate solo con la doratura a guazzo,
poi perché trattandosi di una tecnica più economica non sarebbe conveniente utilizzare una
materia prima così costosa. Ad ogni modo per i più pignoli è possibile comunque trovare
presso i restauratori i fogli di oro zecchino.
L' orone si appiccica sull'oggetto da dorare con l'aiuto di un pennello che battutto di punta ci
aiuta a spingere la foglia nelle parti più difficili da raggiugere con le dita, poi si spolvera bene
il tutto.
A questo punto l'oro deve essere fermato, io utilizzo la gommalacca, primo perché
anticamente era così che facevano, e secondo perché in effetti non esiste un'altra vernice che
riesca a dare un colore così bello e caldo.
Una volta asciutta la gommalacca, si può dare a piacere una leggera scarteggiatina con la
grana finissima in modo da dare un aspetto consumato e vecchio all'oggetto dorato. Ed è qui
che entra in gioco veramente il colore del fondo con cui avete preparato la superficie da
dorare. Infatti eseguendo con delicatezza la scarteggiatina, insistendo di più in certi punti e di
meno in altri si fa trasparire in modo irregolare il colore del bolo sottostante e si dà così una
tonalità particolare all'oro.
La preparazione del supporto da dorare, almeno sino ad un certo punto, è identica per tutte e due
le tecniche.
Se si procede con la doratura a missione si stenderanno sul gesso 2 mani di acrilico giallo o
color mattone per imitare il bolo; una volta asciutto, si leviga la superficie. Ora si può
applicare la missione, che è un collante sintetico già usato nell'ottocento. La missione va stesa
in modo uniforme evitando colature che trasparirebbero una volta applicato l'oro. La missione
deve essere lasciata asciugare per il periodo prestabilito (ne esistono con diversi tempi di
asciugatura: dai 15 minuti alle 24 ore) in un luogo privo di polvere, quindi si è pronti per
applicare l'oro.
Nel 90% dei casi quando si dora a missione si utilizza l'oro falso, si prendono quindi le foglie e
le si tagliano con l'apposito coltello nella misura più indicata per l'oggetto da dorare. La foglia
di oro falso si può applicare anche con le mani, o la si può far scorrere su di un cartone per
adagiarla in tutte le modanature della cornice. Non bisogna preoccuparsi di eventuali lacune nella
doratura, perché è possibile rappezzarle in seguito. Quando si è coperta tutta la superficie con le
foglie, si passa un batuffolo di cotone esercitando una leggera pressione per far aderire
meglio l'oro. Una volta terminata la doratura è necessario far riposare per qualche minuto il
manufatto. Ora, se si desidera ottenere una doratura piena, è sufficiente passare una mano di
gommalacca liquida per fissare l'oro; se invece si desidera ottenere una doratura dal sapore
più vecchio la si può antichizzare con della paglietta in modo da spelare leggermente l'oro,
fissarlo poi con della gommalacca e sporcare il tutto con della cera mischiata a pigmenti o
terre del colore desiderato.