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primi passi-3

Mordenzatura
di fondo
Finitura a cera
Finitura a gommalacca
Il metodo misto

Francesco Poggi

RestauRo fai da te
primi passi-3

i bricolini

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SET servizi editoria tecnica - www.redita.it - red@redita.it

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Indice
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4 - Mordenzatura di fondo
5 - MORDENTE NOCE
6 - MISCELARE I MORDENTI
11 - GLI SBIANCANTI
12 - Finitura a cera
13 - PREPARARE LA CERA
14 - LA CERA CARNAUBA
17 - COME USARE GLI OLI
18 - FINITURE DIVERSE
19 - LE CERE PRONTE
20 - IL PROBLEMA DEL PORO
22 - Finitura a gommalacca
24 - PREPARARE LA GOMMALACCA
25 - CON IL PENNELLO
27 - IL TAMPONE
29 - CHIUDERE IL PORO
31 - STENDERE LA GOMMALACCA
33 - IL METODO MISTO

Mordenzatura
di fondo
Ripristinare la corretta tonalit del legno
il primo passo di una buona finitura

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Mordente noce

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l legno riportato a vivo dopo la


sverniciatura (o eventuali parti aggiunte in legno nuovo) va mordenzato per ripristinare laspetto originario
del mobile. La colorazione del legno
andrebbe effettuata solo se strettamente necessario, cio quando la
sverniciatura, magari un poco energica, ha decolorato il legno schiarendo
il mobile in modo rilevante.
Pu anche capitare che il mobile sia
stato trattato con una vernice mordenzata per cui la sverniciatura riporta il mobile al colore naturale del legno.
In ogni caso, quando sono state applicate delle parti aggiuntive al posto di
quelle rovinate, necessario procedere a una colorazione per raccordare le
parti nuove con quelle preesistenti.
Le parti da colorare devono essere
perfettamente pulite e nellambiente
di lavoro non deve essere presente

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Gli esperti prediligono lutilizzo di questo colorante costituito da una sostanza in cristalli che
si scioglie in acqua (1 etto per 1 litro dacqua),
che conferisce al legno una colorazione noce
molto bella, di intensit variabile a seconda della diluizione. Il mordente noce pu essere applicato a tampone o a pennello (necessario per
i piccoli ritocchi). Aggiungendo al mordente
noce una quantit opportuna di anilina rossa si
ottiene il cosiddetto mordente mogano.

I materiali che si utilizzano per colorare il legno: alcool etilico a 95 , ammoniaca, olio di lino cotto, acqua ossigenata, aniline allalcool e allacqua, mordenti base, ossidi, terre colorate, filtri di carta, guanti, cotone,
stracci, spugna.

Miscelare i mordenti
I mordenti classici partono dalle tinte fondamentali che sono il color Noce, Mogano, Ebano. Le proporzioni della soluzioni si dosano a
seconda dellintensit di colore che si vuole ottenere.
Non per facilissimo ottenere le varie sfumature che vogliamo:
- Noce chiaro: diluire la composizione base in
acqua (sciogliere un paio di manciate di granuli
in mezzo litro dacqua in ebollizione).
- Noce scuro: diminuire la quantit dacqua
nella composizione base.
- Noce rossiccio: aggiungere alla composizione
base un poco di mogano.
- Mogano chiaro: aumentare le dosi dacqua
nella composizione base
- Mogano scuro: diminuire la quantit dacqua nella composizione base.
- Mogano con riflessi bruni: alla composizione
base aggiungere un poco di noce
- Ciliegio: Noce Base pi Mogano Base

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polvere. Per questo motivo bene


non effettuare un trattamento di colorazione in uno spazio in cui avete
svolto lavorazioni che hanno prodotto polvere; per lo stesso motivo non
eseguitele prima che il colore sia perfettamente asciutto. Non rispettando
tali regole si potrebbe essere costretti
a ripetere tutta loperazione.
Prima di decidere in che modo tingere la superficie del mobile bisogna decidere quale tipo di finitura verr
adottata per evitare problemi di incompatibilit tra tinta e finitura.
Esaminiamo, quindi, quali sono i coloranti-mordenti da utilizzare
Aniline
Sono i coloranti di gran lunga pi impiegati nel restauro. Vengono vendute sotto forma di polverine oppure come liquidi pronti alluso che vanno
diluiti sino al raggiungimento della
tonalit desiderata.
Sono prodotte in una vasta gamma di
colori che, opportunamente combinati, danno luogo alle tonalit intermedie. A seconda del solvente che
esigono si distinguono aniline allalcool e allacqua (ma vi sono anche alla nitro e allolio).
Le differenze di utilizzo sono diverse.
Lanilina allacqua esige pi passaggi
sul legno per tinteggiarlo a dovere.
Ne consegue che il legno si bagna

Preparare e applicare i mordenti


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1 - Si scioglie il mordente in acqua bollente. Con un pennellino o un bastoncino si mescola


frequentemente per ridurre il
tempo di soluzione.
2 - Laggiunta di poca ammoniaca favorisce luniformit del
colore. Indossare una mascherina durante questa operazione
per proteggersi dai vapori.
3 - Si controlla la tonalit ottenuta facendo alcune prove in
una zona poco in vista del mobile. Se non va bene, diluire il
mordente o aggiungerne altro.
4 - Si filtra il mordente per ottenere una tinta pi fluida e priva
di eventuali grumi non sciolti.
Si utilizzano i classici filtri di
carta per alimenti.
5 - Il mordente si applica sul legno ben pulito con una spugnetta imbevuta e leggermente
strizzata per non colare sul legno. Non esercitare una forte
pressione.
6 - Per uniformare la tinta
bene effettuare passate incrociate lungo vena e trasversalmente ad essa. Guardare controluce il risultato per individuare eventuali chiaroscuri.
7 - Conviene preparare un
mordente lievemente pi chiaro
del risultato che si vuole ottenere: con applicazioni successive
la superficie raggiunge la tonalit che si desidera .

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Con le terre colorate

1 - Le terre colorate si sbriciolano molto finemente


in un mortaio.
2 - bene polverizzarle per facilitare lo scioglimento in acqua (che avviene con difficolt). Si aggiunge acqua e si scalda sul fornello elettrico. Mescolare energicamente controllando che tutta la
terra si sciolga per bene.

3 - Il composto va filtrato utilizzando filtri di carta


che trattengono parti grossolane non sciolte. Loperazione di filtraggio lenta perch le terre tendono
a chiudere i pori del filtro.
4 - Il colorante si stende sul legno con una spugnetta. Quando asciutto si pu procedere con unulteriore stesura.

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Terre colorate
Sono polveri naturali disponibili in
vari colori (terra di Siena, terra dombra, terra rossa, ocra gialla, nerofumo,
ecc.). Vanno sciolte in acqua calda e
poi il preparato va filtrato per eliminare ogni impurit. Si applicano con
una spugnetta.
Le terre colorate si usano anche per
colorare la cera (a caldo), la gommalacca e la colla.

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Colorare le parti aggiunte


Il problema consiste nellottenere una
tonalit cromatica identica a quella
del legno delle parti preesistenti. Dopo aver carteggiato accuratamente la
parte da trattare, preparate una soluzione di terre colorate e acqua calda.
La tonalit giusta va cercata effettuando successive diluizioni ed esperimenti su un pezzo di legno simile a
quello da trattare, in questo modo riuscirete a rendere il legno nuovo simile
a quello del mobile da restaurare. In
generale non conviene realizzare un
colore definitivo.
meglio raggiungere la tonalit desiderata del legno con due applicazioni
successive. Con la prima si realizza un
fondo cromatico giallino o rossic-

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Colorare un mobile sverniciato


Per colorare un mobile che stato
sverniciato conviene utilizzare una
anilina. Pulite con accuratezza il legno da mordenzare altrimenti rischiereste di avere un assorbimento non
uniforme del colorante.
Applicate quindi il mordente con un
pennello. Ricordate che le radiche so-

no pi sensibili alleffetto colorante


dei diversi pigmenti. In questi casi lavorate con coloranti pi diluiti.

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molto e ci potrebbe causare piccole


deformazioni e comunque necessario attendere che tutto si asciughi alla
perfezione prima di procedere con la
verniciatura. Per quanto riguarda la
diluizione del colorante non esistono
regole particolari, conviene effettuare
diverse prove su un pezzo di legno simile a quello del mobile da trattare fino a ottenere il risultato desiderato.
bene preparare tutta la quantit che
si ritiene necessaria in modo che il
suo colore sia ben uniforme.
Le aniline allalcool cedono molto rapidamente il colore al legno, asciugano rapidissimamente, ma proprio questo fatto provoca una difficolt maggiore nellapplicazione in quanto bisogna fare attenzione a non ripassare
su una parte gi colorata pi che su altre per non avere differenze di tonalit. possibile anche sciogliere le aniline ad alcool nella gommalacca: ci
permette di fissare il colore sul legno
in maniera pi stabile.

cio, con la seconda si raggiunge il colore desiderato. un procedimento


pi lungo ma pi affidabile.
Nella prima fase applicate il preparato
con una spugna in modo da creare il
fondo su cui andr applicata la colorazione definitiva. Durante lapplicazione seguite le venature del legno e cercate di evitare le sovrapposizioni, che
creano zone di colore pi scuro.
Se ci dovesse accadere ugualmente,
eliminate il colorante in eccesso con

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un panno asciutto e pulito. Nel caso


in cui dobbiate trattare legno che presenta venature molto scure alternate
a zone piuttosto chiare e desideriate
attenuare il contrasto, potete applicare il colorante con un pennello unicamente sulle parti chiare.
A questo punto potete passare alla seconda fase della colorazione applicando sul legno un colorante che porti il
legno nuovo ad apparire il pi possibile identico a quello del mobile.

Gli sbiancanti
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1 - La candeggina tamponata su una zona scura contribuisce a decolorarla senza macchiare, a sua volta, il legno.
2 - La zona trattata con la candeggina pu essere sfumata e raccordata al resto della superficie con una applicazione di acqua ossigenata.

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Se il legno deve essere schiarito in alcuni


punti, prima della colorazione potete applicare sulla sua superficie della candeggina diluita Ipoclorito di sodio in concentrazione al 12%. Prima delluso questa va
ulteriormente diluita in proporzione variabile (1:1, 1:3). Ovviamente una maggiore diluizione ha un potere sbiancante inferiore, ma si evita quella colorazione giallastra che pu lasciare una candeggina pi
concentrata. Questo composto non altera
in modo sostanziale il colore del legno.
Dopo il trattamento utilizzate lacqua ossigenata concentrata (120 volumi) in modo
da scolorire pi gradualmente il legno del
mobile permettendo un migliore raccordo
cromatico al resto della superficie. Dopo il
trattamento lavate il legno con acqua e lasciatelo asciugare completamente.
Esistono altre sostanze sbiancanti:
Acido Ossalico: un acido organico
(molto tossico) da diluire in acqua o alcool. Se usato a caldo il suo potere decolorante aumenta. Dopo il trattamento il legno deve essere accuratamente lavato.
Idrosolfito di Sodio: si usa in soluzione
acquosa la 10% che ne potenzia gli effetti.
Anche in questo caso, dopo il trattamento
il legno va lavato.
Permanganato di potassio: un sale
violetto solubile in acqua. un potente
sbiancante, ma di uso poco pratico. Infatti
lapplicazione sul legno, lascia incrostazioni saline che vanno poi rimosse con acido
cloridrico. necessario poi lavare abbondantemente con acqua.
Si tratta di un prodotto da lasciare ai professionisti esperti!

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Finitura
a cera
la finitura pi antica e pi diffusa
e ha il grande pregio di essere di facile esecuzione

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Preparare la cera

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La cera ottenuta dalla sola fusione con acqua


calda e senza aggiunta di altre sostanze assume
il nome di "cera vergine".
Mantiene un leggero e gradevole odore aromatico, facilmente modellabile alla temperatura
indotta dal semplice calore della mano. Pu essere ulteriormente purificata mediante riscaldamento in acqua e utilizzata per costruire
candele, lubrificare cassetti e finestre, o lucidare il legno.
Come le cere derivate dal petrolio, pu essere
ammorbidita diluendola con olio vegetale per
renderla pi malleabile a temperatura ambiente, per cui pu essere usata nella creazione di
modelli per sculture e gioielli da utilizzare nel
processo di fusione a cera persa.
La cera per finitura si pu facilmente preparare
sciogliendo a bagnomaria circa 1 etto di cera.
La preparazione della cera piuttosto semplice, ma richiede un poco di attenzione. Ecco come procedere:
Sciogliete a bagnomaria un etto di cera: quando fusa va prontamente tolta dal fuoco (per
evitare che si incendi) e mescolata con circa
mezzo litro di essenza di trementina.

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ella fase finale del restauro lutilizzo della cera consente di ottenere una ricca patina protettiva. La finitura a cera consigliabile quando
un mobile era, in origine, trattato con
questo materiale e si desidera mantenere le sue caratteristiche. La cera si
applica dopo averla adeguatamente
preparata o utilizzando un prodotto
gi pronto per luso.
Lapplicazione si pu effettuare con il
pennello, con la spazzola a setole morbide ma anche con il tampone.
Questultimo sistema, per, da riservarsi a mobili che presentano ampi
piani lisci e continui, senza modanature, incisioni o rilievi, in quanto il
tampone non si adatterebbe bene.
In ogni caso la cera va stesa su tutta la
superficie del mobile senza lasciare alcuna parte scoperta e senza creare accumuli. La cera non viene assorbita
dalla superficie e non nutre quindi il
legno come molti pensano, invece d
una certa protezione alla superficie,
un aspetto gradevole ed una finitura
lucente, pi facile da spolverare di
quella opaca.
Se il pigmento della cera pi scuro
delloggetto che deve essere trattato,
essa scurir la superficie. Se si usa un
materiale di colore pi chiaro su mobili scuri, fare attenzione che non ne
rimangano dei residui negli interstizi
perch saranno molto evidenti quan-

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La cera carnauba

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Si ricava da un tipo di palma del Brasile, dove la pianta cresce spontanea. Le foglie vengono raccolte durante la stagione secca,
quando sono ancora chiuse e avvolte da un
sottile strato di cera. Questa viene asportata, fusa e messa in commercio sotto forma di
pani.
La cera carnauba la pi dura cera vegetale
conosciuta. Scarsamente solubile a freddo e
viene principalmente utilizzata per innalzare
il punto di fusione delle altre cere.
Per le sue ottime caratteristiche fisiche, essa
trova largo impiego in diversi settori.
Grazie alla durezza e alla maggiore durata
della brillantezza, apprezzata soprattutto
come costituente di cere per mobili, ma viene anche adoperata per rifinire e lucidare il
cuoio.

do la cera si secca.
Non conviene usare le cere spray, n
quelle contenenti silicone. Questi
prodotti lucidano istantaneamente
ma vi sono numerose controindicazioni al loro uso: la pellicola non copre i graffi ed altri danni superficiali
quanto la cera classica; con le cere
spray il solvente usato pu danneggiare la superficie lucida e pu inoltre
rendere la superficie scivolosa.

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La cera vergine
La cera vergine (o cera dapi) si presenta in pani di colore variabile che
vanno dal giallo chiaro al bruno. Esistono vari tipi di cera dapi (a seconda
del paese di provenienza), quella ita-

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Materiali e mezzi necessari


per la finitura a cera: fornello
elettrico, barattolo, olio paglierino, olio di lino cotto, cera dapi, essenza di trementina, cera gi pronta, paglietta
dacciaio, pennelli di varia
misura, spazzola, stracci.

liana di un bel colore giallo carico


con un gradevole profumo di miele.
Non tutte sono uguali: ne esistono di
diverse qualit, tra le migliori vi sono
quelle prodotte in Romagna e in Toscana. Lideale sarebbe acquistarla direttamente da un apicoltore (quella
che si trova in commercio a volte risulta tagliata con la paraffina).
La cera deve essere opportunamente
preparata per poter ottenere la miscela (detta anche encaustico) da applicare sui mobili. Se non si ha la possibilit di preparare lencaustico da soli, esistono in commercio prodotti gi
pronti per luso.

Si stende la cera a pennello su tutta la superficie da


trattare. Stendere solo una mano per non eccedere
nel quantitativo distribuito.

Per migliorare leffetto e favorire lassorbimento si


passa con una spazzola facendo attenzione a non
asportare la cera gi applicata.

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Finitura a cera dapi


La patinatura a cera lideale rifinitura per i mobili cos detti di alta epoca,
su buona parte dei mobili in massello
e su i mobili rustici di arte povera di
ogni epoca.
Stendete il composto con un pennello sulla superficie del mobile, distribuendolo uniformemente con una
spazzola.
opportuno non eccedere nel quantitativo di cera: se viene applicata in
strato troppo spesso, il solvente contenuto evaporer prima che si sia finito di lucidare e la superficie ne risulter imbrattata e si dovr poi lavorare a
lungo per togliere le tracce.
Se il mobile ha la patina rovinata

Applicare la cera

Dopo 12 ore dalla prima passata si lucida con un


panno di lana pulito. Lintervento va ripetuto pi
volte, in funzione dellassorbimento del legno.

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Eliminare leccesso
Per togliere la cera residua il migliore
rimedio consiste nelluso della essenza
di trementina, che il medesimo solvente che si usa per diluire la cera.
Leffetto migliora, riscaldando rigorosamente a bagno maria e moderatamente, lessenza di trementina. Occorre avere molta precauzione nelluso caldo della sostanza perch fortemente incendiaria ed il contatto
con fiamma libera pu essere veramente molto pericoloso.

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Colore e patina
Se vi lesigenza di donare una velatura di colore al mobile, aggiungete
alla cera, una piccola quantit di terra
dombra bruciata o terra di siena naturale o bruciata. Sui mobili che hanno
la patina originale ben conservata

consigliabile utilizzare una speciale


cera: la cera carnauba che va fusa insieme alla cera dapi ed utile per rendere meno oleosa e pi asciutta la superficie. La dose 500 grammi di cera
carnauba per un etto di cera dapi.

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necessario applicare due mani di cera


intervallate da 12 ore per consentire
lassorbimento. Dopo 12 ore lucidate
con un panno di lana pulito ed una
spazzola da scarpe. Lintervento, va ripetuto pi volte, in funzione del grado
di assorbimento del legno. Quando il
composto si raffredda possibile riutilizzarlo ugualmente senza scaldarlo.

GLI OLI
Gli oli da usare nel restauro sono essenzialmente due: lolio di lino cotto e
lolio paglierino.
Olio di lino cotto
Veniva usato al posto della vernice,
per mobili costruiti in legno dolce ma
anche per gli esterni (serramenti in
legno). E utile anche per creare una
mano di fondo perch dona una tonalit calda al legno e quando
asciutto vi si pu applicare la gommalacca. Prima di usarlo su di un mobile,
fate delle prove su pezzi di scarto della

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Come usare gli oli


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1 - Lolio di lino cotto applicato a pennello nutre il


legno ma deve essere completamente assorbito prima di eseguire una finitura a gommalacca.
2 - Per facilitare la penetrazione di un olio in un
legno poco poroso conviene strofinare la parte trattata con una spatola a setole morbide.
3 - Gli oli possono essere opportunamente colorati
con ossidi o terre preparati come nella preparazione della cera.Le tonalit vanno testate prima
delluso.
4 - Per favorire la penetrazione di un olio denso si
pi tamponare ripetutamente la superficie con un
pennello a setole corte o con una spazzola.

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Vernici nitro
La vernice nitro un prodotto moderno, molto
utilizzato dai professionisti ma poco adatto
allamatore. Si pu colorare con le apposite
aniline nitro e si applica soprattutto a spruzzo.
Una volta applicata la vernice nitro a finire si
pu rendere la superficie brillante con nitro a
tampone o gommalacca, sempre a tampone.

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Colofonia
Detta anche pece greca un derivato della
distillazione dellessenza di trementina. Solida,
si scioglie in alcool o nella trementina. Serve
per preparare vernici di bassa qualit.

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Sandracca
La sandracca una resina vegetale disponibile
in pezzetti solidi color ambra e solubili in alcool. La si usa soprattutto sciolta insieme alla
gommalacca in modo da ottenere una copertura maggiormente brillante e dura.

Esistono altre sostanze utili per la finitura del


mobile.

medesima essenza per rendervi conto


delleffetto che produce e per imparare ad usarlo. Il suo utilizzo, inoltre,
andrebbe limitato a legni teneri e porosi. Lolio di lino cotto pu essere
colorato con le terre e gli ossidi.
Olio paglierino
E un olio di origine vegetale, chiamato paglierino per il colore giallo chiaro e la particolare trasparenza. E un
olio versatile, usato in molti campi.
La triplice con olio paglierino
Nel restauro si usa in fase di pulitura
del mobile costituendo, assieme ad alcool e trementina, la soluzione cosiddetta triplice. Si impiega anche dopo la sverniciatura perch spesso accade che il legno si mostri sfibrato:
lolio paglierino pu essere efficacemente usato per ravvivare e "nutrire"
il legno. Viene usata per scurire il legno, che assume tonalit calde e piacevoli. Dopo aver passato lolio bene aspettare almeno un giorno (per
dargli il tempo di essere assorbito) prima di intervenire con altri prodotti.
Viene infine usata nella procedura
della lucidatura a tampone con gommalacca svolgendo un doppio ruolo:
di lubrifica il tampone permettendo
un pi facile scorrimento sul legno e
contribuisce a conferire lucentezza al
legno. Va usata con parsimonia, in
quanto se utilizzata in eccesso ostacola lassorbimento della gommalacca.

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Finiture diverse

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Le cere pronte

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Sono reperibili in commercio numerose versioni


di finiture a cera gi pronte,che possono essere
applicate direttamente sul mobile, dopo la mordenzatura.
Questi prodotti accelerano notevolmente il lavoro ma non offrono una finitura del medesimo
livello ottenuto con il metodo tradizionale.

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IL PROBLEMA DEL PORO
La fase di verniciatura del legno, specialmente
con la gommalacca o con altre finiture molto lucide, impone di risolvere, preliminarmente, il cosiddetto problema del poro aperto.
La superficie del legno ricca di microscopiche
aperture (i pori appunto) fatte a forma di cratere, con i bordi pi o meno irregolari e di dimensioni variabili.
evidente che, applicando una finitura come la
gommalacca, essa non risulter perfettamente
piana e quindi ben brillante, ma ricca di microscopiche discontinuit e piccolissimi avvallamenti, che ridurranno di molto la brillantezza finale.
Ne consegue che necessario, se il legno ha i pori
aperti, chiuderli nel modo migliore.
Il legno col poro aperto
Il legno di un mobile sverniciato pu avere i pori
aperti o parzialmente chiusi a seconda del tipo di
sverniciatura adottata, del tipo di legno e dellepoca del mobile. In particolare se la sverniciatura
stata effettuata con metodi meccanici (carta
abrasiva, levigatrice o raschietti) o con soda caustica si avr come risultato finale la completa
apertura del poro.
Presenta pori completamente aperti anche il legno
rimasto a lungo in un ambiente umido. Se invece
la sverniciatura stata effettuata con uno sverniciatore chimico il poro del legno risulter semichiuso e si potr procedere alla verniciatura senza
dover effettuare lavorazioni di chiusura del poro.
Se avete dovuto realizzare parti nuove per riparare il mobile ricordate che questo legno avr i pori
aperti.
La grandezza dei pori presenti sul legno varia a
seconda dellessenza: in generale pi grandi sono
i pori pi difficoltoso sar chiuderli.

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Per questo motivo verniciare un legno con pori pi
grandi richieder un tempo pi lungo rispetto a
quello richiesto da un legno con pori piccoli.
Sono legni a poro grande labete, il pioppo, il cirmolo, la betulla, il tiglio, ecc. Sono invece particolarmente compatti lebano, il palissandro, lulivo,
il legno di rosa, ecc. Il legno ha i pori completamente aperti se stato applicato un colorante ad
acqua, ha invece i pori parzialmente chiusi se stata utilizzata gommalacca colorata.
Chiudere i pori
Per chiudere i pori sono reperibili in commercio vari prodotti da applicare sul legno con il pennello,
prima di passarvi sopra la paglietta dacciaio fine.
Ma si pu approntare una soluzione estremamente
valida con una ricetta casalinga nella seguente
maniera: sciogliete 50 g di gommalacca in un litro
di alcool e filtratela accuratamente.
Quando la soluzione pronta bagnatevi il pennello
in modo che si imbeva bene. Eseguite poi delle passate parallele, nel senso delle venature, cercando di
non sovrapporle.
Quando arrivate ai bordi del piano uscitene rapidamente per evitare che la vernice vi si accumuli.
Con questo sistema applicate due o tre passate sul
legno.Potete passare sulla superficie la paglietta fine di acciaio prima di applicare unultima passata.

PORO APERTO
(sezione del legno)

PORO SEMICHIUSO
(sezione del legno)

PORO CHIUSO
(sezione del legno)

Turapori alla nitro


Il turapori alla nitro presenta il vantaggio di chiudere molto rapidamente i pori del legno.
disponibile pronto per luso e pu essere diluito
con diluente nitro. Il grado di diluizione varia in
base al tipo di legno e se lapplicazione verr eseguita a pennello o a spruzzo.
Quando il turapori nitro asciutto, va lisciato con
paglietta dacciaio fine per ottenere una superficie
perfettamente liscia. Il fondo nitro pu essere verniciato con vernice alla gommalacca, con la cera e
con tutti i tipi di vernice nitro.

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Finitura
a gommalacca
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Ideale per i mobili di una certa qualit in quanto dona


ad essi una particolare brillantezza e un aspetto pregiato

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a gommalacca una resina organica secreta da un piccolo insetto,


Tachardia lacca (ma ha diversi altri nomi), della famiglia della Cocciniglie,
che vive nel subcontinente indiano e
regioni limitrofe.
La gommalacca veniva usata in Occidente fin dal '600, ma il suo utilizzo
come vernice per mobili si diffuse ampiamente agli inizi dell'800, quando
rimpiazz quasi completamente gli altri metodi, a cera o con oli.
Rimase la finitura pi diffusa fino agli
anni '20 e '30, quando fu parzialmente
sostituita dalla lacca alla nitrocellulosa. Questa finitura dona alla superficie, un aspetto di particolare lucentezza e al tatto il legno risulta asciutto
ma vellutato; inoltre evidenzia le venature e le fiammature del legno do-

nandogli un notevole effetto estetico.


I mobili rustici costruiti in abete, olmo, castagno o rovere che dalla loro
costruzione non hanno goduto di
grandi cure (e hanno naturalmente i
pori aperti dopo la sverniciatura e la
carteggiatura) possono essere rifiniti
con il metodo misto (vedere pi
avanti): si verniciano con gommalacca a pennello, poi si rifiniscono con
cera dapi. I mobili pi pregiati, costruiti generalmente in noce o altre
essenze di qualit, vanno trattati col
metodo a tampone.
La preparazione
Esistono tipi differenti di gommalacca: la buona qualit si pu riconoscere
dalle scaglie grandi di colore chiaro e
dalla limitata quantit di residuo che

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I materiali necessari per la preparazione della gommalacca e


la chiusura del poro che la precede: alcool etilico, paglietta
dacciaio, barattoli di vetro, filtri di carta, paglietta di lana,
gommalacca in scaglie, stracci
di lino e lana, polvere di pomice. La gommalacca si acquista
in scaglie. poco costosa, ma
va preparata nelle quantit necessarie per lutilizzo previsto.
Si conserva allasciutto.

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Preparare la gommalacca
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Questo ebook appartiene

1 - In un barattolo di vetro si inseriscono le scaglie di gommalacca: non bisogna prepararne molta di pi


di quella che si prevede di utilizzare: la gommalacca dura ma pu anche asciugare.
2 - Si versa nel barattolo di vetro alcool etilico a 95. La proporzione gommalacca/alcool dipende dal tipo
di utilizzo. Vedere il testo per le giuste diluizioni.
3 - Si agita il barattolo per favorire lo scioglimento iniziale della gommalacca. Si lascia riposare per 1 giorno, perch ci vuole un certo tempo per sciogliersi completamente nellalcool.
4 - Si filtra la soluzione per eliminare impurit presenti. Conviene far decantare ancora la gommalacca
per qualche giorno. Prima dellutilizzo agitare leggermente il contenitore.

24

Questo

lascia quando arriva alla completa soluzione. La preparazione molto semplice. Le scaglie di gommalacca vanno immesse in un contenitore (meglio se di vetro) e mescolate con
unadeguata quantit di alcool a 95.
Le proporzioni dipendono dalluso
che si deve fare della gommalacca:
Chiusura dei pori: 1 etto in 2 litri di
alcool;
Lucidatura: 1 etto in 1 litro di alcool;
Brillantatura: 1 etto in 2 litri di alcool;
Si lascia in soluzione per almeno un
giorno e poi si filtra. Per un risultato
migliore sarebbe bene lasciar riposare
ancora qualche giorno il preparato e
poi filtrarlo ancora. A questo punto la
gommalacca pronta.
Esistono due modi di applicare la
gommalacca: a pennello o a tampone.
La scelta del metodo dipende dal mobile che dovete finire e dal tipo di finitura che desiderate ottenere.

Con il pennello
1

1 - Lapplicazione a pennello si effettua con una


prima mano di soluzione abbastanza concentrata.
2 - A legno asciutto si effettua la pagliettatura
completa per spianare il pelo del legno eventualmente alzato.
3 - Se la superficie ricca di incavi possibile applicare la gommalacca con un pennellino piatto di
piccole dimensioni.

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1 - Dopo aver pulito il legno dal polverino prodotto


dalla paglietta dacciaio si applica una seconda mano. La superficie acquista una notevole brillantezza.
2 - La prima mano pu essere seguita da altre mani
di gommalacca. Anche la pagliettatura pu essere
ripetuta. Attenzione a non far diventare troppo
scura la superficie trattata.

Il tampone un mezzo di applicazione


delle vernici (ma anche delle cere liquide) molto antico e, per certi versi,
insuperabile, grazie alla sua capacit
(se ben utilizzato) di applicare sottilissimi strati di vernice.

Preparare il tampone
Il tampone costituito da un cuscinetto, ottenuto con una pezzuola di
lana non colorata che ne costituisce
"lanima", avvolta in una tela bianca
di cotone e lino. La grandezza del
tampone, dipende dalla superficie che
si deve lucidare. Sar pi piccolo per
superfici intagliate o piccole fasce e
frontalini di cassetti, pi grande per
piani di tavolo o di com.

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Fasi della finitura


l lavoro si articola in tre differenti fasi:
1) Pomiciatura che ha lo scopo di
chiudere i pori del legno
2) Lucidatura vera e propria
3) Brillantatura o lucidatura finale

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Il tampone
Il tampone un mezzo di applicazione delle vernici
(ma anche delle cere liquide) molto antico e, per certi
versi, insuperabile, grazie alla sua capacit (se ben utilizzato) di applicare sottilissimi strati di vernice.
1 - Per ottenere un tampone di medie dimensioni prendete un batuffolo di cotone (o di feltro) grande quanto
una mela e poggiatelo al centro di una pezzuola di cotone da 15x15 cm.
2 - Piegate verso il centro i quattro angoli della pezzuola in modo da inglobare il cotone formando un sacchetto.
3 - Piegate i bordi allindietro e poggiate il sacchetto al
centro di una tela di lino da 25 x 25 cm.Formate
quindi un nuovo sacchetto.
4 - Il tessuti con cui si formano i sacchetti devono essere di colore chiaro, in quanto, se fossero colorati, a
contatto con lalcool della gommalacca potrebbero
macchiare il legno. Le caratteristiche del tampone variano a seconda dellimpiego cui destinato: le sue dimensioni sono determinate in relazione alla superficie
da lavorare: per un tavolo ampio conviene usare un
grosso tampone in modo da effettuare un numero inferiore di passate, se invece dovete trattare superfici piccole, preparate un tampone piuttosto piccolo. Il tampone, tra una fase di lavorazione e unaltra, pu essere conservato chiudendolo ermeticamente in un barattolo.

Questo

27

Applicazione della gommalacca


Dopo la fase di pomiciatura con la
quale si preparato il fondo, necessario lasciare passare almeno un paio
di giorni prima di iniziare con la fase
di lucidatura questo per permettere alla gommalacca data precedentemente
di asciugarsi in modo definitivo: diversamente il passaggio del nuovo
tampone rimuoverebbe la pomice dai
pori. La gommalacca da utilizzarsi
per la rifinitura dei mobili impiallacciati o lastronati o comunque di pregevole fattura. Per i mobili in massello
o rustici, dove non si addice una superficie brillante ma piuttosto satinata, il tipo di lucidatura pi idonea, come si detto, quella a cera o del
metodo misto. La lucidatura esige una
certa abilit desecuzione che si acqui-

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ok

o
eb

28

finch non rimangano tracce di pomice in superficie per non correre il rischio di ritrovarsi con delle macchie
biancastre a fine lucidatura.
Il procedimento va ripetuto per alcuni giorni fino a che, guardando in
controluce il piano, non lo si veda
completamente liscio. Sar comunque la natura del legno pi o meno
poroso a determinare la quantit di
mani necessarie. Questa operazione,
per cos dire preliminare, non va affatto sottovalutata al fine di ottenere un
buon risultato finale.

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Pomiciatura
Ha lo scopo di otturare i pori del legno per rendere pi liscia la superficie:
un legno nuovo o sverniciato e carteggiato ha i pori aperti che riflettendo in modo non omogeneo la luce
sulla superficie da leffetto di una lucidatura non perfetta.
Questa fase va sicuramente eseguita
nelle parti che sono state reintegrate
con legno nuovo.
Le parti originali che non sono state
sverniciate non necessitano di questa
prima fase in quanto dovrebbero avere il poro gi chiuso.
La concentrazione della gommalacca
usata in questa fase abbastanza diluita, infatti di 2 litri di alcool con 1 etto di gommalacca.
La polvere di pomice va "spolverata"
sulla superficie (non va messa sul tampone), e col tampone occorre sottoporla ad una energica frizione al fine
di farla penetrare nei pori. La polvere
si bagna di gommalacca, penetra nei
pori e li chiude come una sorta di
stucco (vedere sequenza all pag. successiva).
Nel passare il tampone, occorre imprimere a questo molta forza: se il
tampone fa fatica a scorrere, conviene
effettuare alcune passate con gommalacca molto diluita senza aggiungere
pomice sulla superficie.
Bisogna prestare molta attenzione af-

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Chiudere il poro

Questo ebook appartiene a\nMartin


a Benussi

Per questa operazione preliminare si usa la finissima polvere di pomice di origine vulcanica costituita prevalentemente da silice (SiO2). L si utilizza per la chiusura dei pori del legno nella preparazione del fondo della lucidatura a tampone.
Questo procedimento evita la fioritura dopo la
fase di lucidatura.
1 - In una vecchia padella si brucia la polvere
di pomice.
2 - La polvere di pomice va spolverata su tutta
la superficie con un pennello o con una spazzola. Verificare che la polvere sia penetrata omogeneamente in tutte la cavit della superficie.
3 - Con il tampone imbevuto di gommalacca si
friziona energicamente. La polvere di pomice si
bagna di gommalacca, penetra nei pori e li chiude come una sorta di stucco.

29

Questo

30

re ed il colore del legno, dando a questo laspetto lucido che vogliamo ottenere. Una soluzione densa di gommalacca porta a formare in meno tempo
lo strato lucido, ma molto meglio
usare una soluzione pi diluita, dedicando pi tempo per stendere pi mani che formeranno una pellicola pi
aderente al legno.
In questa operazione non bisogna assolutamente avere fretta, per ottenere
un lavoro veramente soddisfacente
occorre lasciare trascorrere, tra una
mano e laltra un paio di giorni in modo di permettere alla gommalacca di
indurire meglio.
Dopo aver bagnato bene il tampone,
come descritto precedentemente, lo si
strizza in modo che non sgoccioli si
inizia a lucidare seguendo le venature
del legno, senza ripassare dove si ap-

ebook app
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M
artina Be

sisce solo con tanta pratica.


Per la lucidatura va senzaltro usato
un tampone nuovo: non usate quello
impiegato per la pomiciatura.
La gommalacca si versa in una ciotola
larga in modo da poter immergervi
completamente la pezzuola di lana.
Una volta inzuppata bene, la si strizza
con una mano, mentre nellaltra si
tiene aperto il telo di lino. Quando la
pezzuola di lana ben strizzata la si
mette al centro del telo di lino e si
raccolgono i quattro lembi torcendoli
e ottenendo cos il tampone pronto
per luso. Lapplicazione si effettua
stendendo la gommalacca sul legno
con luso del tampone: lalcool contenuto nella soluzione evaporando lascia solo un sottilissimo strato di gommalacca che al contatto con laria indurisce mettendo in risalto le venatu-

Stendere la gommalacca
1

Ques

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1 - Si bagna il batuffolo di lana


(senza inzupparlo troppo), lo
si strizza leggermente e lo si
colloca al centro della pezzuola
lino, ricomponendo il tampone.
2 - Si lucida sempre seguendo
le venature del legno. Ci
molto importante per ottenere
un risultato omogeneo e privo
di contrasti evidenti. Attenzione a non ripassare dove si appena lucidato.
3 - Quando il tampone comincia ad asciugarsi, opponendo
una certa resistenza, lo si fa
scivolare via velocemente da
uno spigolo, senza alzarlo dal
piano per evitare delle bruciature.
4 - Le passate del tampone devono essere parallele con movimenti avanti-indietro senza
interruzioni. E importante che
su tutta la lunghezza venga distribuita una uguale quantit
di gommalacca.
5 - Un successivo passaggio
con il tampone si effettua compiendo dei movimenti ad otto
che uniformano la finitura. Si
parte da un lato della superficie
e si procede, senza sosta, fino
al lato opposto.
6 - Una passata finale si realizza effettuando movimenti circolari che vanno dal bordo della superficie fino al centro.

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pena applicato e senza mai fermarsi


sulla superficie. Se la superficie da lucidare ampia, si inizia da una parte e
sistematicamente ci si porta su lato
opposto per poi ritornare sullaltro lato continuando in modo ininterrotto
la lucidatura. Solo quando il tampone
comincia ad asciugarsi opponendo
una certa resistenza, allora lo si fa scivolare via velocemente da uno spigolo, senza alzarlo dal piano per evitare
bruciature (succede quando col
tampone si asporta della gommalacca
non ancora asciugata bene).
Nella mano successiva, si cambia movimento, disegnando degli otto: si
parte da un lato della superficie e si
procede, senza sosta fino al lato opposto. Quando il tampone asciutto, si
ricarica nuovamente di gommalacca,
poi si ricomincia cambiando ancora
movimento, questa volta si effettua
col tampone una serie di cerchi. Nella progressione delle diverse mani,
conviene usare gommalacca sempre
pi diluita: tre o quattro mani sono
sufficienti per ottenere un buon lavoro.

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Brillantatura
loperazione finale, pi delicata e
pi difficoltosa, ma anche quella
che dar pi soddisfazione, perch
perfezioner il vostro lavoro.
Lo scopo quello di eliminare i segni

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di tampone, le imperfezioni della vernice ed eventuali tracce di olio.


Per eseguirla occorre fare un nuovo
tampone con una tela molto fine ed
bagnarlo con una concentrazione di
gommalacca molto diluita: 1 etto in 2
litri di alcool. Poi lo si passa sulla superficie molto velocemente nel senso
della venatura esercitando una pressione molto leggera. Al termine si otterr una superficie molto brillante e
uniforme.
Il metodo misto
Prevede una lucidatura a cera da effettuarsi su un fondo preparato a gommalacca. Questo tipo di trattamento
pu essere eseguito su mobili che, originariamente, non avevano una finitura a cera, ma che si desidera che acquistino, una volta ultimati, quellaspetto semilucido e satinato che la
cera riesce a conferire cos berne. Possono essere trattati in questo modo
anche i mobili rustici costruiti con legno dolce. La gommalacca potr poi
essere applicata a pennello o a tampone. Nel caso si usi il tampone si eseguiranno le fasi di chiusura dei pori e
lucidatura (descritte in precedenza)
tenendo presente che in questa lavorazione se la gommalacca viene applicata pennello, la concentrazione dovr essere maggiore: 300 g per litro di
alcool. Nellapplicazione a pennello

Il metodo misto
1 - Utilizzando un pennello
piatto a setole morbide si stende
la gommalacca facendo attenzione a non provocare colature
lungo i bordi.
2 - Quando la gommalacca
ben asciutta, si passa tutta la
superficie con la paglietta dacciaio al fine di renderla uniformemente opaca e liscia.
3 - Ora si pu applicare la cera
con un pennello. Distribuirla
uniformemente su tutta la superficie in una o pi mani a seconda del risultato ottenuto.
4 - Appena la cera asciutta, si
lucida la superficie con un panno di lana possibilmente scaldato in modo da favorirne la scorrevolezza sul legno.

se ne usa uno piatto a setole morbide


al fine di non lasciare striature e si deve porre attenzione affinch non vi
siano colature lungo i bordi. Le pennellate vanno date nel senso della venatura del legno. Se si dovessero verificare delle gocciolature, occorre raccoglierle e distribuirle perch una volta asciutte sarebbe pi complicato rimuoverle. Quando la gommalacca
(applicata a pennello o a tampone)
sar bene asciutta, si passano tutte le
superfici con lana dacciaio finissima
al fine di renderle uniformemente

opache e lisce. La polvere formatasi si


deve asportare con un pennello e
aspirapolvere. Fatto questo si passa ad
una seconda mano di gommalacca come fatto prima salvo diluire maggiormente la concentrazione. Asciutta la
seconda mano si proceder nuovamente a ripassare tutta la superficie
con lana di acciaio. A questo punto si
applica la cera con un tampone o con
un pennello avendo cura di distribuirla uniformemente su tutta la superficie. Quando la cera asciutta, si procede a lucidarla con un panno di lana.

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RestauRo fai da te
primi passi
DELLA MEDESIMA COLLANA:

RESTAURO FAI DA TE primi passi - 1 La pulizia


Togliere le macchie
Quadri e decorazioni
Le colle da usare
I mobili impiallacciati

RESTAURO FAI DA TE primi passi - 2 Eliminare i tarli


Sverniciare e carteggiare
Ritoccare i difetti del mobile

RESTAURO FAI DA TE primi passi - 4

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Esempi di restauro
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e
Le cornici dorate
o
Le imbottiture
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i bricolini
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