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Vendetta privata e vendetta pubblica

Alessandra Pigliaru, Il sangue privato. Vendetta e onore in Scipione Maffei, Pietro Verri e Cesare Beccaria. Saonara, Il Prato 2012, pp. 141, 15,00, ISB !"#$##$%&&%$1"5$!. Recensione di Giovanni Damele Il breve saggio firmato da Alessandra Pigliaru prende in considerazione i temi dellonore (e delle sue offese) e della vendetta (in primo luogo privata ma anche, come vedremo, pubblica), cos come affrontati da tre autori centrali dellilluminismo italiano! "cipione #affei, Pietro $erri e %esare &eccaria' (a trattazione ) in realt*, in gran parte, centrata sul #affei e sulla sua critica alla +scienza, cavalleresca' "u --. pagine di testo, escluse prefazione, postfazione e apparati, /0 sono infatti dedicate al #affei e ai temi dellonore (aristocratico) e della vendetta (o del duello)' (e restanti 0/ sono e1uamente divise tra lanalisi dellonore (soprattutto) e della vendetta nelle opere del $erri e del &eccaria, con alcune, inevitabili, considerazioni sulla tortura e la pena di morte e sulla relazione tra vendetta privata e vendetta pubblica' 1. Lonore e la vendetta Il tema dellonore e, in subordine, 1uello della vendetta, sono dun1ue affrontati anzitutto dal punto di vista dellonore cavalleresco ossia, come chiaramente anticipa il prefatore, di un mondo nel 1uale +laristocrazia percepiva la propria specificit*, il proprio particolare ed esclusivo essere nel mondo, a giustificazione di una precisa gerarchia sociale, 2p' 34' Del resto, non avrebbe potuto essere altrimenti, considerati gli autori e le opere prese in considerazione! si pensi, a titolo desempio, alla pagina sul duello del Dei delitti e delle pene' 5ppure, ancor di pi6, si pensi alla critica illuminista di "cipione #affei, che apre e d* il tono al saggio, e si concentra, ) ancora il prefatore a ricordarlo, +sullonore inteso come valore esclusivo della classe nobiliare, 2p' 34' (a critica del #affei si fonda, infatti, sulla svalutazione del peso dell opinione, ovvero di una fama che ) fuori dal controllo dellindividuo, e lo distrae dallintegrit* dei costumi, 1uesta s fondamento del vero +onore,' (a contrapposizione ) insomma tra un +onore, tutto dipendente dallopinione degli altri, e un +onore, in 1uanto +onest*,, essenzialmente in foro interno 2pp' 7787/4' 9e consegue una coerente svalutazione, da parte del #affei (e in polemica con gli autori cavallereschi rinascimentali e barocchi, a partire dal Possevino), del duello come specie della vendetta, come tentativo di ricon1uistare un onore tutto esteriore, mentre il vero onore (interno) non pu: essere perso con lingiuria n;, di conseguenza, ricon1uistato con il duello 2pp' /<8/74' (intera successione di ingiuria, risentimento e duello (vendetta) sarebbe 1uindi basata su un malinteso senso dellonore, interpretato appunto come 1ualcosa che si fonda (solo) sulla reputazione e non (anche) sulla virt6 e sullonest* 2pp' /=8/04' >in 1ui, e nelle pagine successive del $erri e del &eccaria, che riprendono e precisano i temi del #affei, lanalisi dellautrice ), essenzialmente, incentrata su una teoria delle passioni, che giustamente si ricollega, anche, alle radici aristoteliche, riportando ampi passi non solo dall?tica 9icomachea ma anche, e molto a proposito, dalla Retorica' #olto a proposito perch; ) proprio nella Retorica, dove le passioni sono studiate in 1uanto funzionali alla persuasione, che il loro carattere esteriore, legato allopinione e alla reputazione, viene in risalto'

< 2. La vendetta e la tortura Pi6 problematico, perch; il testo ) sul tema pi6 ellittico e largomentazione, anche in ragione del punto di vista scelto, meno sviluppata, ) il rapporto tra lanalisi dellonore come passione e come +valore esclusivo della classe nobiliare, e il tema della vendetta in quanto tale che affiora dallanalisi della relazione tra vendetta privata e vendetta pubblica, cui lautrice dedica le dense pagine finali' Desta interesse infatti laffermazione secondo cui +la storia della vendetta in Italia si intreccia rovinosamente con 1uella della tortura, 2p' @@4' I punti di riferimento sono 1ui, ovviamente, il &eccaria e il $erri delle Osservazioni sulla tortura' "econdo lautrice, infatti, +lattenzione nei confronti della tortura 2'''4 divenne il nodo capitale attraverso cui spiegare e ragionare su legalit* e diritto,' ? ci: perch; la tortura +assume 2'''4 il carattere della liceit* arbitraria in virt6 della presunta ma necessaria verit* 2'''4' In nome e per conto della verit*, le pratiche della tortura divennero ci: che il modello culturale degli Antichi legittimava nella vendetta, 2p' @34' (a tortura, 1ui definita, insieme alla pena di morte, +lonta della vendetta pubblica, 2p' -.@4, si configurerebbe 1uindi come una +metamorfosi passionale della vendetta e dellonore che da una dimensione privata assurge a una pubblica e lecita dimensione legislativa, 2p' -.34' Ragion per cui, la vendetta +non fa pi6 digerire la collera, ma diventa +saldo strumento punitivo in un progetto confortato dallo "tato, 2p' -.A4' (e idee di onore e di vendetta subirebbero cos un mutamento o +torsione, sia +sul piano inerente la storia delle passioni,, sia, soprattutto, +su 1uello pi6 controverso delle leggi 2p' ---4' (a vendetta, divenuta ora un +dispositivo purgante in mano al potere statale,, continuerebbe ad esistere come +un impeto passionale,, ma +avocato alla soppressione e al controllo dellaltro, e +mascherato da senso di giustizia ed e1uit*,' Data la scelta di accostare al #affei i due grandi protagonisti dellilluminismo lombardo, il tema della tortura, centrale nella riflessione di entrambi, non poteva non essere preso in considerazione' ? non poteva che inserirsi nel saggio dal punto di vista della diade vendetta pubblica B vendetta privata' Parlando della tortura, tuttavia, sarebbe necessario prendere le mosse dalla distinzione tra la tortura come +prova, (ovvero mezzo per giungere alla confessione), la tortura come punizione e la tortura come (per usare le parole del &eccaria) +metafisica purgazione dellinfamia,' Riecheggiano 1ui le pagine delle Lezioni sul processo penale di >rancesco %arnelutti, sulla tortura come mezzo per cercare non +la convinzione in s;, ma la +convinzione dellimputato,' "econdo il giurista friulano, infatti, la pratica della tortura errava proprio nellaffidare la +funzione di penitenza, alla +sofferenza fisica,, mentre +il pentimento ) un atto di libert*, anzi la pi6 genuina manifestazione della libert*,' Cn errore grave, ma, ed ) 1ui che le riflessioni del %arnelutti si sposano con i temi dellilluminismo penale, comun1ue meno grave delluso della tortura come modo per cercare la confessione con +mezzi coercitivi, e al solo scopo di ottenere una prova' Perch; in 1uesto secondo caso, la pratica della tortura, oltre ad andare contro la lettera della legge, perverte, prima che la concezione stessa della +prova, in uno stato di diritto, il ruolo dellDimputato come il pi6 privilegiato tra i testimoni, e che 1uindi come tale andrebbe trattato 2%arnelutti -A/A! p' <704' 7' La vendetta e la pena "ul piano poi del confronto tra vendetta pubblica e vendetta privata, che coinvolge non solo la tortura, ma anche la pena di morte (e, in fondo, perch; non la pena in generaleE), il discorso, per essere completo, deve necessariamente superare la scelta preliminare compiuta dallautrice di trattare il tema dellonore come +passione cavalleresca, e affrontare il tema dellonore, dellingiuria, della vendetta in s' "olo cos si pu: comprendere 1uella contraddizione che rimarca

7 &eccaria fra le leggi civili +gelose custodi pi6 dogni altra cosa del corpo e dei beni di ciascun cittadino, e le leggi +di ci: che chiamasi onore, che vi preferisce lopinione, 2p' A04 e che si inserisce in 1uel processo, giustamente evidenziato dallautore della postfazione, di +genesi dello "tato, basata sullattribuzione a 1uestultimo della +titolarit* esclusiva della giustizia penale, 2pp' -<<8-<74' "i tratta, sotto 1uestaspetto, del punto centrale, ovvero dellopposizione tra +la titolarit* esclusiva della giustizia penale, e la vendetta (sono ancora parole del postfatore) +come elemento riparatore, teoricamente capace di ripristinare un e1uilibrio perduto in seguito a unoffesa, e che +caratterizza la vita di comunit* nelle 1uali lelemento dellonore ) 2'''4 essenziale ai fini dellappartenenza, 2p' -<74' (a vita, si badi bene, di una comunit*, che pu: anche andare al di l* dellappartenenza a un ceto o riguardare pi6 di un ceto' Ricordava del resto 5svaldo Raggio, nel suo libro sullo +stato genovese visto dalla >ontanabuona,, come +il codice culturale delle comunit*, i cui riferimenti positivo e negativo erano 2'''4 la reputazione e linfamia, fosse condiviso, come scriveva lemissario genovese Gio >rancesco "pinola a met* "eicento, sia dai +contadini idioti, sia dalle +persone di miglior conditione, 2Raggio -AA.! p' /4' Il che dava vita a +reti di potere locale definite da 2'''4 relazioni e solidariet*,, che si contrapponevano allautorit* statuale 2p' @4' ?d ) proprio in 1ueste reti che si inseriscono i codici (pi6 o meno formalizzati) che legano lonore allingiuria e alla vendetta, codici configurabili (giusta la lezione di "anti Romano o di Antonio Pigliaru) come veri e propri +ordinamenti opzionali,, ossia (1ui Antonio Pigliaru ) davvero fondamentale) sistemi di +regolarit* sociale della vendetta, 2Pigliaru <..@! p' @74, per cui la vendetta stessa viene disciplinata +come un fatto che non riguarda solo le parti ma tutta la comunit* in 1uanto ente o unit* o organizzazione sociale, 2Pigliaru <..@! --08--@n4' ?d ) giungendo a 1uesto punto che si comprende la concorrenza tra le molte possibili vendette private, in 1uanto anzitutto +vendette comunitarie,, e lunica +vendetta pubblica,' Il fatto che, come chiaramente riconosce lautrice, non sia dia +un fuori della giustizia,, che non si +dia una duplicazione di due distinti ordinamenti, come +accadeva per la coesistenza di leggi del principe e leggi barbare, non ) 1ualcosa che caratterizza lo +scandalo, della tortura e della pena di morte, ma ) la chiave dellesclusivit* dellordinamento giuridico statale' "i tratta, in altre parole, di 1uel movimento (gi* in atto ai tempi degli autori analizzati) che Pietro %osta ha 1ualificato come un graduale allontanarsi +dalla giustizia negoziata e comunitaria della prima esperienza medievale per approdare a unorganizzazione burocratica e gerarchica della funzione giurisdizionale, 2%osta <..@! p' =4' (a discontinuit* del pensiero penale illuminista si poneva allora in un progetto riformatore della legislazione penale, per cui 1uestultima doveva risolversi in una +sistematica riduzione, della +violenza non necessaria, tanto dello "tato 1uanto dei criminali, 2%osta <..@! p' A4, in un +distacco, da una +rappresentazione ridondante, scenografica ed Feccessiva della pena, e in una +riduzione del penale nei limiti della ragione, 2-.4' ? in 1uesto 1uadro si veda, sullo stesso numero dei +Guaderni fiorentini,, il riferimento di Giorgia Alessi all Ordonnance criminelle imposta da >ilippo II e dal duca dAlba ai Paesi &assi spagnoli nel -=@., il cui impeto razionalizzatore interveniva anche nel senso di stroncare con forza le pratiche della vendetta e della pace privata 2Alessi <..@! p' ==4' Ancor pi6 interessante appare, da 1uesto punto di vista, lanalisi che lautrice fa delle Osservazioni del $erri, emblematica di 1uello che definisce, estendendo lanalisi +patetica, o +passionale, al campo penale, +istinto vendicativo, dello "tato, ovvero la +costruzione di un nemico che, a differenza delle contese cavalleresche, doveva avere un carattere di pubblico riconoscimento,' ? tuttavia, la stessa critica del #affei si appuntava sul fatto che, nelle contese cavalleresche, il punto era lonore in quanto opinione pubblica' Huttavia, secondo lautrice, +nelle vendette private 2'''4 si assisteva ad uno scontro connotato da un codice donore ma pur sempre

/ fuori della giustizia,, laddove per +giustizia, lautrice intende, si direbbe, +ordinamento giuridico,' In 1uesto senso, forse, va letta la locuzione +pubblico riconoscimento, utilizzata dallautrice' 5ccorre notare, per:, almeno due cose' In primo luogo che, seguendo la lezione di Antonio Pigliaru, lassenza su 1uesto piano di un +ordinamento giuridico, appare discutibile' Inoltre, che il fatto che tali vendette avvenissero al di fuori del sistema giuridico +ufficiale, non significa che non fossero pubbliche' Di nuovo, la critica del #affei, tutta incentrata sulla dimensione dellopinione, dovrebbe bastare a mostrarlo' Il carattere di +pubblicit*, sarebbe allora da riferire, secondo lautrice, alla platea +assai pi6 vasta, della +messa in scena del processo in1uisitorio moderno, (il 1uale, in gran parte segreto, spostava in realt* il momento scenografico dal momento stesso del processo al supplizio), platea che determinava +ragioni pi6 grandi e alte da condividere,' (a semplice +opinione, che reggeva il codice donore assumeva +nella legge della tortura, aspetti +ben pi6 in1uietanti, giacch; +la punizione 2'''4 doveva essere esemplare e sostenuta dalla legalit*' 2pp' --A8-<.4' %on la tortura e la pena di morte, secondo lautrice, le idee di vendetta e di onore assumono una torsione legata al modo in cui la modernit* si ) +affidata 8 contemporaneamente 8 alle leggi e a ci: che nella pratica ne smentisce il senso di giustizia, 2p' -<-4, poich; non era +sufficiente la sola vendetta, 1uella che si lava con il sangue e che una volta per tutte mette a tacere la collera che lha prodotta,' Gui torna forse il problema di un certo strabismo verso un ideale +cavalleresco, di vendetta, che spiega 1uel carattere +definitivo, attribuito alla vendetta, mentre nella postfazione si cita giustamente un passo della Arendt, da The Human ondition, che vede nella vendetta la reazione contro unoffesa originale, reazione che +lungi dal porre un termine alle conseguenze del primo errore, lega ognuno al processo, permettendo alla reazione a catena implicita in ogni azione di imboccare un corso sfrenato, 2pp' -</8-<=4' (o dimostra ancor di pi6 proprio lultimo articolo del +codice della vendetta barbaricina, del Pigliaru, per il 1uale +la stessa azione posta in essere a titolo di vendetta, costituisce a sua volta nuovo motivo di vendetta da parte di chi ne ) stato colpitoI specie se condotta in misura non proporzionata e non adeguata ovvero sleale, 2Pigliaru <..@! p' --.4' Ragion per cui il +codice barbaricino, era s un codice, secondo Antonio Pigliaru, ma un +codice di guerra,, poich; si precludeva (a meno di esiti disastrosi, che obbligavano alle transazioni) una soluzione definitiva della catena delle vendette' "pettava alla ragione, come ricorda giustamente la postfazione, fermare la naturale predisposizione alla vendetta, resistendo alla tentazione di ricercare una personale vendetta e rivolgendosi ai magistrati o al principe, cio) al potere sovrano (per dirla con il #affei)' !. La vendetta e il diritto penale ? 1ui veniamo allultimo punto che rimane in sospeso nel testo, e merita un approfondimento' Perch; 1uella rinuncia alla tentazione di ricercare una personale vendetta, cui si sostituisce lappello al potere sovrano, 1uel movimento che innesca luscita dalle molte +giustizie, comunitarie verso un +sistema giuridico, centralizzato, ) proprio basato su uninterpretazione della pena (della pena in generale) come vendetta pubblica, da sostituirsi alla vendetta privata' "u 1uesto valgono le riflessioni di Ren; Girard 2Girard -AA@! p' 7<4, laddove nota che per indicare latto di chi +si fa giustizia da s;, si usa spesso la locuzione +vendetta privata,, lasciando implicita lesistenza di unaltra +vendetta,, 1uella gestita dallo "tato, che ) appunto vendetta pubblica' ? "alvatore "atta parlava di un +originario e tuttavia permanente nucleo di vendetta dal 1uale si ) svolta la giustizia, 2"atta -AA/! p' <04' Insomma, 1uella +metamorfosi passionale della vendetta e dellonore che da una dimensione privata assurge a una pubblica e lecita dimensione legislativa,, di cui parla lautrice

= 2p' -.34 ancora legandola al tema della tortura e dalla pena di morte, potrebbe essere alla radice stessa del diritto penale' Alla radice di una idea della pena (retributiva) chiaramente opposta allutilitarismo di &eccaria, ma come 1uestDultimo basata, come ha sottolineato Pietro %osta, su un riferimento al soggetto +moderno,! proprietario, razionale e autonomo 2%osta <..@! p' <74' Autonomo, anche, rispetto alle appartenenze comunitarie' In altre parole, che si interpreti la pena (in s;, non un particolare tipo di pena) come +vendetta pubblica,, legata alla +vendetta privata, sul piano simbolico e passionale ma anche contrapposta ad essa per la sua capacit* di disinnescare la reazione a catena delle vendette successive, o da un punto di vista +utilitaristico,, il confronto, al di l* della stessa lettera degli autori presi in esame, non ) con il duello +idealizzato, della +falsa scienza cavalleresca,, ma con la vendetta intesa come, per usare le parole del postfatore, +naturale predisposizione, di ogni (vera o presunta) vittima' J in 1uestultima, e ancor pi6 tragica, dimensione che la vendetta entra nella storia del diritto penale' Indice Prefazione, a cura di "ebastiano Ghisu &revi note preliminari I' %onversazioni erudite' "cipione #affei tra onore e vendetta -' (onore degli onesti <' Del duello 7' $endetta iungiuria e risentimento 7'-' Dellira funesta' #affei lettore di "eneca II' ?siti illuministici' $endetta e onore tra Pietro $erri e %esare &eccaria -' Hra vendetta e beneficio <' 5nore e ambizione! i discorsi morali di Pietro $erri 7' (eggi dellonore' (a lettura di %esare &eccaria e il dibattito europeo /' "e la legge tutela il proprio onore' 5vvero della vendetta pubblica =' (a tortura nel secolo dei lumi' 9ote italiane Postfazione, a cura di Paolo %arta &ibliografia delle opere consultate

'i(eri)enti Bibliogra(ici Alessi, Giorga, <..@! Tra rito e norma. La le"alit# prima della le""e , in +Guaderni fiorentini,, 70, pp' /78@A %arnelutti, >rancesco, -A/08-A/A! Lezioni sul processo penale, / v', ?dizioni dellAteneo, Roma %osta, Pietro, <..@! $a"ina introduttiva, in +Guaderni fiorentini,, 70, pp' -87A Girard, Ren;, -AA@! La violenza e il sacro, Adelphi, #ilano Pigliaru, Antonio, <..@! %l codice della vendetta barbaricina , Il #aestrale, 9uoro Raggio, 5svaldo -AA.! &aide e parentele, ?inaudi, Horino "atta, "alvatore, -AA/! %l mistero del processo, Adelphi, #ilano