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Lucilio e la satira

Gaio Lucilio nacque a Suessa Aurunca da una ricca famiglia appartenente allordine equestre.
Fu contemporaneo di Scipione Emiliano e gli sopravvisse per pi di venticinque anni,
morendo nel 102 A.C. La data di nascita, che san Gerolamo, il grande dotto cristiano del IVV secolo d. C., pone nel 148 a. C., solleva notevoli perplessit; ma anche i tentativi di alcuni
studiosi di spostarla al 180 o al 168 a. C. non appaiono del tutto soddisfacenti.
Scrisse infatti trenta libri di Satire; di esse ci sono pervenuti circa 1370 versi, sotto delle
Satire forma di frammenti, per lo pi brevissimi (il pi lungo di 13 versi).
Con Lucilio la satira, genere letterario dorigine latina, non derivato dalla letteratura greca,
assume per la prima volta una fisionomia pi precisa: suoi tratti specifici divengono, sul
piano formale, luso dellesametro, su quello dei contenuti e del tono, il carattere soggettivo e
autobiografico, lattacco personale e luso del ridicolo come arma di un aggressivo
moralismo.
La tematica delle Satire
In ci che rimane della produzione di Lucilio troviamo attestata una vasta gamma di
argomenti; in essi troviamo una tematica molto variegata unattenzione divertita e spiritosa
per gli aspetti pi comuni e quotidiani della vita.
La tematica erotica
Ampiamente trattato era il settore delleros e del sesso. Ci stato tramandato che il libro XVI
era dedicato a una donna, di nome Collyra: questa notizia sembra istituire un significativo
rapporto con le successive esperienze, nel I secolo a. C., dei neteroi e degli elegiaci.
Affinit con la commedia: Alcuni gruppi di frammenti ci riconducono al mondo della
commedia, prospettando situazioni topiche, come il rapimento di una fanciulla, o un festino
fra amanti.
Temi tratti dalla sfera della vita quotidiana: Una quantit di frammenti dimostra un
notevole interesse per gli aspetti pi concreti del vivere quotidiano, facendo riferimento con
puntigliosa esattezza e competenza ad oggetti di uso comune, a pratiche e abitudini correnti, a
particolari dei mestieri e delle tecniche pi varie. Anche le occasioni sociali e mondane della
Roma contemporanea attirano lattenzione della satira luciliana. Fra queste la pi importante
la cena, che compare pi volte nellopera del nostro autore.
Fatti di cronaca: (un processo) Altri frammenti attestano la narrazione, condotta allinsegna
di un arguto e spiritoso realismo, di eventi sportivi (un combattimento fra gladiatori) e di altri
fatti di cronaca che avevano destato scalpore. Il libro Il, uno dei pi famosi, presentava con
notevole verve un processo che opponeva Tito Albucio a Quinto Mucio Scevola lAugure.
Altrove, del resto, la vena moralistica di Lucilio si manifesta proprio nellosservazione della
vita pubblica (La vita politica: guerra di tutti contro tutti):
ora invece, dalla mattina alla notte, di festa e non di festa, lintero popolo e i senatori, nello
stesso identico modo, tutti ad agitarsi nel foro, a non andarsene mai;
si dedicano tutti a una sola e identica occupazione e arte:
poter darla a intendere con circospezione, combattere con linganno, gareggiare in lusinghe,
fingersi persone per bene, tendere tranelli, come se fossero tutti nemici di tutti.
Questo potente e cupo quadro di corruzione veniva probabilmente contrapposto a Definizione
della virt una descrizione del buon tempo antico, in cui dominava incontrastata la virt. E
proprio alla virtus dedicato un altro passo:
Virt, o Albino, lessere capaci di dare il giusto prezzo alle cose in mezzo a cui ci
troviamo, fra cui viviamo; virt sapere ci che per un uomo comporti ogni cosa; virt

sapere che cosa per un uomo sia retto, utile, bello, che cosa sia bene; e poi che cosa sia male,
che cosa non utile, vergognoso, brutto; virt sapere qual il limite e la misura nel cercare il
guadagno; virt lessere capaci di attribuire alle ricchezze il loro prezzo; virt dare agli
onori ci che effettivamente ad essi si deve, essere nemico e avversario delle persone e dei
comportamenti cattivi e, al contrario, essere difensore delle persone e dei comportamenti
buoni; di questi far gran conto, a questi voler bene, con questi vivere in amicizia; inoltre
mettere al primo posto gli interessi della patria, quindi quelli dei genitori, al terzo poi e
ultimo posto i nostri.
Caratteristiche della poesia di Lucilio
Complessit tematica: Con essa il nostro autore mostra anche un punto di contatto specifico
nelluso delle favole (che sar poi ripreso da Orazio): restano infatti tracce della storia della
volpe e del leone malato. Alla variet e alla complessit tematica si devono associare, per
individuare compiutamente le caratteristiche della poesia luciliana, altri elementi che
emergono chiaramente dai frammenti.
Attacchi personali: limpegno morale si traduce in un atteggiamento da censore e spinge il
poeta a bollare i viziosi e i corrotti per nome. Questo modo di procedere diviene tanto pi
significativo quanto pi illustre la vittima scelta dal poeta.
Parodia letteraria: Il meccanismo su cui si basa linvenzione di Lucilio la parodia letteraria.
Carattere soggettivo: Un altro aspetto importante della poesia luciliana anchesso, come
laggressivit, sottolineato da Orazio il carattere soggettivo di molti componimenti. Il
poeta, che spesso, come abbiamo visto, si atteggia a spettatore e narratore dei casi trattati,
sceglie talora di raccontare in prima persona e crea un personaggio (che potremmo chiamare
il satirico) in cui trasfonde alcuni tratti del suo carattere. Il libro III, per esempio, si
presentava come il resoconto poetico, rivolto a un amico, di un viaggio che lautore aveva
compiuto da Roma alla Sicilia (di qui il titolo di Iter Siculum con cui il componimento viene
designato). Gli scarsi e brevissimi frammenti ci permettono di cogliere soltanto le linee
generali dello svolgimento di un tema che fu poi ripreso e variato da Orazio nel suo Iter
Brundisinum.
Possiamo infatti individuare uno schema che inserisce una serie di episodi e di aneddoti
(come un combattimento di gladiatori o la misera cena in una taverna) su un asse portante
costituito dal motivo del viaggio: la funzione del satirico (che, come si gi osservato, narra
in prima persona) sembra consistere soprattutto nellessere il punto di riferimento e di
coordinamento dei casi narrati.
Un altro spunto scopertamente autobiografico si deduce da un frammento del libro V: una
grave malattia ha portato vicino alla morte Lucilio, che si visto abbandonato da un amico,
da cui non ha ricevuto neppure una visita di cortesia. In unepistola poetica (forma che sar
poi ampiamente impiegata da Orazio) il satirico esprime perci la delusione e il risentimento
per il tradimento dei pi elementari doveri dell amicizia.
Lo Spirito: Anche nelle satire di tipo soggettivo il poeta mostra di saper sfruttare abilmente
le possibilit di intrattenere piacevolmente il lettore. Lo spirito infatti un elemento primario
della poesia del nostro autore, che del resto era cos conscio della sua importanza da definire
le sue composizioni come un ludus (gioco, scherzo). Esso largamente diffuso e a seconda
delle circostanze si presenta come facezia, beffa o scherno. Diversi sono anche i mezzi e le
tecniche con cui viene perseguito, come il ricorso a situazioni paradossali, luso della
parodia, il riferimento a fatti e personaggi famosi e proverbiali, la battuta, il doppio senso, il
gioco di parole.
La lingua, lo stile, la poetica
Stile non elevato, ricco di grecismi: Assai frequenti sono i termini tecnici, atti a definire
esattamente gli oggetti e i particolari della realt quotidiana. Rileviamo anche una presenza
consistente di grecismi e di vocaboli greci di uso corrente. Il livello linguistico adottato

dunque quello del sermo, del parlare comune, del resto il poeta stesso in parecchi frammenti
definisce i suoi comportamenti appunto sermones (e il medesimo termine sar usato da
Orazio per le sue satire). Questa competenza si riflette nellelaborazione delle Satire, che
rifiutano per principio la magniloquenza dei generi alti per attestarsi su un livello di stile
medio, non elevato, non senza assumere tuttavia, qualora largomento lo richieda, un tono pi
sostenuto.
Da alcuni frammenti e da una testimonianza di Cicerone risulta innanzitutto che Lucilio
destinava la sua poesia a un pubblico ben definito, di lettori n troppo ignoranti n troppo
colti.
Lucilio prende decisamente le distanze dai generi elevati, e non esita a deridere apertamente i
poeti tragici latini (Ennio, Pacuvio e Accio), attaccandone sia i personaggi, sia la forma, sia i
contenuti.
Rifiuto del fantastico e dellinverosimile: Sotto i colpi demohitori della critica lucihiana
(che sfrutta gli effetti di grottesche iperboli) anche il patrimonio mitologico si sfalda,
riducendosi a una raccolta di favole puerili.
Ladesione alla realt: ladesione al reale si esprime in Lucilio anzitutto in negativo, col
rifiuto di contenuti inverosimili, nonch di argomenti troppo solenni ed eccezionali. La novit
e loriginalit della poesia luciliana consistono appunto nel suo carattere realistico, cio
nellapertura a tutto ci che avviene (o pu avvenire) nella vita quotidiana, in quellampio
settore dei mores da cui il poeta trae spunto sia a fini moralistici sia in vista di
unelaborazione brillante e spiritosa dei fatti osservati e descritti.
ORAZIO
Nasce a Venosa nel 65 a. C.
Combatte a Filippi
NeI 38 a.C. entra nel circolo di Mecenate
Satire ed Epdi: 41-30
a.C.
Epistole: 23-20 a.C.
Muore nell8 a. C.
La poetica della satira
Il fatto che il genere satirico non avesse un diretto corrispondente nella letteratura greca
indusse Orazio ad una riflessione critica e ad unelaborazione concettuale che gli permisero
di precisare e dillustrare le caratteristiche contenutistiche e formali di questo genere
tipicamente romano.
Satire argomento letterario: In questi componimenti Orazio presenta Lucilio come
liniziatore del genere della satira nella letteratura latina, ma cerca di nobilitare la satira
ricollegandola alla commedia greca, e precisamente alla fase pi antica di essa (detta
archia), di cui cita in apertura del carme i tre pi celebri rappresentanti.
Lattacco personale e il moralismo: Come si vede, Orazio rileva limportante differenza
formale tra i due generi costituita dallimpiego di metri diversi (egli eredita infatti da Lucilio
luso dellesametro, che non rientra fra i metri della commedia), ma punta su un aspetto
comune alla commedia antica e alla satira luciliana: la consuetudine di attaccare direttamente
e personalmente gli avversari. Lucilio viene presentato dunque come un moralista
intransigente ed aggressivo, sempre pronto, come quegli antichi poeti greci, a colpire con
larma del riso i viziosi suoi contemporanei.
compresenza di serio e di comico:Un altro tratto distintivo della satira, che sintreccia e si
fonde con il moralismo e che presente anche nella commedia, viene indicato da Orazio

nello spirito; esso si traduce nella capacit di trattare temi moralmente impegnativi in modo
arguto e divertente. La commistione di argomenti e di toni gravi e scherzosi, la compresenza
e lalternanza del serio e del comico, erano caratteristiche anche di unaltra forma letteraria
(che in queste satire non viene citata), la ditriba, in cui si esprimeva la predicazione cinicostoica e da cui i sermones oraziani, come vedremo, sono ampiamente influenzati.
Limpostazione soggettiva consente allautore di esprimere direttamente, parlando in prima
persona, le proprie opinioni e i propri giudizi.
Professione di modestia:
infatti non diresti che sia sufficiente
saper costruire un verso, n riterresti che sia poeta chi,
come me, compone scritti piuttosto vicini alla conversazione.
Satira =sermo: Orazio afferma di scrivere sermoni propiora: laccostamento della satira al
sermo (da intendere qui non come prosa ma come conversazione, in riferimento ai modi
del parlare comune) rinvia ancora una volta alla commedia (che attinge anchessa i suoi
argomenti alla vita quotidiana e che usa uno stile colloquiale), ma anche coerente con le
posizioni di Lucilio, che aveva chiamato anchegli i suoi componimenti sermones. La satira
rinuncia infatti deliberatamente ai modi della letteratura sublime, e sceglie un livello
linguistico e stilistico adeguato ai temi trattati, non elevato, ma vicino alluso della lingua
parlata.
Lucilio criticato per la forma: applicando il principio del labor limae, ossia della necessit
di unaccurata elaborazione stilistica (principio che si collega con la componente
alessandrina, ben viva nei poeti augustei: egli afferma che Lucilio scorreva fangoso e lo
biasima per la prolissit e per la scarsa cura dello stile.
Rapporti con il pubblico: Il nostro autore afferma che la sua produzione riservata a pochi
intimi e riprende lidea di una poesia riservata a un pubblico ristretto, indicando
esplicitamente i suoi destinatari in Mecenate, Virgilio, Vario, Asinio Pollione, Messalla
Corvino e in pochi altri scrittori e critici letterari: si affaccia qui la concezione, tipicamente
alessandrina, di unarte aristocratica, destinata a una cerchia limitata e scelta di veri
intenditori.
Alto grado di coscienza critica: Orazio riflette sullopera lucihiana e, mentre indica
nellantico poeta il capostipite del genere satirico, procede ad unopera di vera e propria
fondazione teorica del genere stesso, mettendolo in rapporto con una forma letteraria greca
(la commedia) e fissandone i tratti caratterizzanti in un combattivo ed anche aggressivo
moralismo, nella mescolanza di serio e di faceto, nellimpostazione soggettiva.
Caratteri delle Satire oraziane
Parte dallio per trattare temi generali: Limpostazione soggettiva non si traduce in Orazio
in semplice autobiografia, cio in una pura registrazione ed esposizione di sentimenti e fatti
personali, ma si presenta piuttosto come disponibilit a rivelare aspetti significativi dellio
interiore (gusti, convinzioni, idee) per sviluppare da essi considerazioni di portata pi ampia
e di validit pi generale.
Lattacco personale non rilevante visto che ci si occupa non tanto dei viziosi quanto dei vizi
di cui le singole persone forniscono esempi concreti.
Spirito e arguzia.
Vasta gamma di argomenti: Intonazione personale, riflessione morale, gusto per
lintrattenimento sono dunque le componenti principali della satira oraziana: essi concorrono
a definire una vasta gamma di argomenti che abbracciano la quotidianit nelle sue diverse
manifestazioni.
Satire narrative
e satire discorsive: La prima prende le mosse da un fatto o un
aneddoto, che viene raccontato in modo diffuso e brillante, mirando soprattutto a intrattenere

il lettore. Iter Brundisinum compiuto da Orazio nellanno 37 a. C. in compagnia di alcuni


amici, fra cui Mecenate e Virgilio. Anche questa volta lautore prende spunto da Lucilio, che
nel suo III libro aveva esposto una vicenda analoga: il cosiddetto Iter Siculum.
I, 9: il seccatore
I, 7: un processo
I, 8: una scena di stregoneria
Satire discorsive: Il secondo tipo di satira, che abbiamo definito discorsiva, non
incentrato su un fatto o un episodio, ma svolge una serie di argomentazioni e di riflessioni.
Affinit con la ditriba: punti di contatto la tecnica dello spudoghloion (lett. seriocomico), ossia della commistione di facezie echi argomenti seri; introduzione di un
interlocutore fittizio che, presentando obiezioni e osservazioni, porge la battuta al satirico.
I, 4: la rievocazione dellinfanzia e delleducazione ricevuta dal padre
I, 6: lo schema discorsivo applicato ai casi personali
Le idee morali: Le satire oraziane, e specialmente quelle discorsive, presuppongono un
sostrato di concetti morali che forniscono un costante termine di riferimento. Il poeta stesso,
nelle Epistole, afferma la sua adesione allepicureismo, e non difficile cogliere tracce di
questa filosofia nelle sue opere. Tuttavia le principali idee ispiratrici dei Sermones non sono
specifiche ed esclusive di questa dottrina, ma sono concetti generali e diffusi, condivisi da
quasi tutte le correnti filosofiche. Si tratta dei princfpi designati dagli antichi con i termini
greci metri6tes(senso della misura) e autdrkeia(autosufficienza).
Il
personaggio: egli si presenta non tanto come un saggio che assume verso gli altri
latteggiamento del maestro, quanto come un individuo che ricerca la verit innanzitutto per se stesso, mosso da
unesigenza di miglioramento spirituale.

sorridente autoironia.
Livello linguistico e stilistico non elevato.
La callida iunctura: La brevitas Questa apparente facilit e semplicit in realt il frutto di
unarte sorvegliata e consumata, in cui vige il principio della brevitas, che mediante un
severo autocontrollo della forma tende alleliminazione di quanto superfluo e ridondante, e
alla riduzione e concentrazione dei mezzi espressivi. Fra questi assumono particolare
importanza la studiata ed elaborata disposizione delle parole nella frase e un procedimento
che sar poi teorizzato nellArs poetica come callida iunctura, cio unaccorta e originale
associazione di termini, un nesso ingegnoso, capace di trarre effetti nuovi da materiali
linguistici comuni.
Le Epistole
Continuit con le Satire.
Epicureo
Lathe biogas: vivi nascosto
Fugacit del tempo
Stile medio e colloquiale
Persio
Visse dal 34 al 62
Fu allievo dello stoico Anneo Cornuto
Sei satire

La poetica della satira


Lopera di Persio comprende sei satire, per un totale di circa 650 esametri, e un componimento costituito da 14 coliambi (il coliambo una variante del trimetro giambico), in cui
Persio parla della propria poesia.
Polemica contro la cultura contemporanea: Viene posta in ridicolo la moda delle recitationes,
le pubbliche letture di poesia cos care ai Romani del tempo.
Poesia effeminata e bassamente edonistica.
Arte priva di consistenza morale: Larte dunque ridotta ad oggetto di piacere e
dintrattenimento, e risulta priva di qualsiasi consistenza morale: in queste condizioni il suo
valore inevitabilmente assai scarso. La massima squisitezza formale non infatti
sufficiente, in assenza di contenuti adeguati: labilit dello scrittore non vale a compensare la
vacuit o, peggio, limmoralit degli argomenti e degli atteggiamenti, che secondo Persio
squalificano irrimediabilmente lopera darte. Dunque mentre Orazio aveva insistito sulla
necessit di elaborare accuratamente lo stile, Persio, nella sua polemica contro la poesia
contemporanea, svolta in nome di una profonda e sentita istanza morale, pone in guardia
contro i rischi di una raffinatezza fine a se stessa, vuota di contenuti e intrinsecamente
immorale.
Si pone sulla linea di Orazio e Lucilio: La liceit della satira dunque dimostrata dagli
esempi di Lucilio e di Orazio, che vengono colti nelle loro caratteristiche essenziali. Persio
presenta il primo secondo lo stereotipo del poeta aggressivo, ricordando due delle sue principali vittime, Lentulo Lupo e Mucio Scevola, e assimilando la sua mordacit alla ferocia di un
cane. Il secondo viene fissato nel sorridente e ironico moralismo che uno dei suoi caratteri
pi tipici.
Tu segui il parlar della gente in toga, accorto nei nessi acuti, tornito nella tua voce misurata,
esperto a incidere
i costumi malsani e a inchiodare la colpa con uno scherzo fine. Prendi di qui ci che scrivi:
lascia a Micene
le mense con sopra teste e piedi e occupati dei nostri pranzi plebei.
Affermando di voler seguire il parlar di chi porta la toga, cio la lingua dei cittadini romani
(di cui la toga era il costume nazionale), egli enuncia la sua scelta di adeguarsi al livello
stilistico del sermo, sulle orme di Lucilio e di Orazio: prende dunque anchegli come punto di
riferimento la conversazione urbana e si propone uno stile programmaticamente non elevato,
ma neppure sciatto.
Cura lelaborazione formale.
La realt oggetto della satira sono i mores(comportamenti umani).
Il
satirico come un medico che cura le malattie morali.
Le satire di Persio
Com gi emerso in sede di poetica, uno degli aspetti fondamentali dellopera di Persio la
forte tensione morale che la sostiene. Essa esclude dallorizzonte del nostro autore tutto un
settore della tradizione satirica luciliana ed oraziana: la satira narrativa, dedicata
principalmente allintrattenimento del lettore. Persio, al contrario, si propone sempre un fine
didascalico ed etico; il suo atteggiamento quello di un direttore di coscienza che con i suoi
discorsi intende correggere e guarire i vizi dei suoi interlocutori.
2~ satira: le preghiere
3~ satira: importanza degli studi filosofici
4~ satira: conosci te stesso
5~ satira: Cornuto

La Iibertas stoica: Egli chiarisce poi lidea di libertas, e stoicamente fa consistere la libert
nel vivere secondo ragione: di conseguenza, lunico veramente libero il sapiente.
6~ satira: il poeta a Luni
Il
senso della misura (metriotes)
Confluiscono temi diatribici.
Il forte impegno morale: determina anche un altro aspetto caratteristico della satira di
Persio: il prevalere di un atteggiamento negativo, fortemente critico. Nella sua ansia di
correggere, egli non tanto si sofferma a proporre persuasivamente il giusto modo di agire,
quanto insiste a smascherare azioni e comportamenti falsi e corrotti, coprendoli di ridicolo e
provocando disgusto e ripugnanza: vuole insomma portare il marcio allo scoperto.
Forma e stile delle satire
Nessi logici sottintesi: Il nostro poeta dissolve il tessuto argomentativo dei suoi
componimenti, lasciando impliciti e sottintesi i nessi logici che costituiscono il filo del
ragionamento, e affidando al lettore il compito di ricostruirli.
Impasto linguistico vario e composito: Questa tecnica compositiva trova perfetta
rispondenza nella lingua e nello stile. Abbiamo gi visto come in sede di poetica Persio
scegliesse per la sua opera il livello del sermo. Limpasto linguistico delle satire mostra,
rispetto al modello oraziano, una maggior apertura non solo verso vocaboli ed espressioni
colloquiali (come bellus in luogo di pulcher, o il diminutivo vetulus, da cui litaliano
vecchio, in luogo di vetus), ma anche verso termini volgari e gergali (come aqualiculus,
ventre da maiale, obba, boccale, ebullire, crepare), verso grecismi e barbarismi,
neologismi, persino parole infantili o onomatopeiche (come pappare, mangiare, o
scloppus, schiocco).
Ricerca di effetti nuovi e inconsueti: Di questa tendenza sono strumenti il ricorso a
metafore ardite (talora brevissime e fulminanti: sartago loquendi, frittura di parole), il
rinnovamento di
frasi fatte (invece del banale Falern,um concoqure, smaltire il falerno, troviamo
Falernum despumare, far svaporare il falerno), la simpatia per formulazioni dense e
pregnanti e per costruzioni inusuali.
La iunctura acris: Il precetto oraziano viene da Persio interpretato in modo originale: la
iunctura (non pi solo callida, accorta, ma acris, acuta, incisiva) diventa
unassociazione di parole imprevista, capace di colpire, scuotere e sorprendere il lettore. Essa
viene realizzata generalmente unendo termini usati in senso proprio con altri usati in senso
figurato (metaforico o metonimico), come per esempio verba togae, <(le parole di quelli in
toga (dove toga indica per metonimia i Romani), pallerttes mores, costumi pallidi, nel
senso di costumi malati, saliva Mercurialis, <lacquolina di Mercurio, cio lacquolina
in bocca per lavidit di guadagno.
Stile impervio: Abbiamo dunque uno stile impervio e personalissimo in cui coesistono
inclinazioni e difficile apparentemente divergenti: da una parte ladesione al parlar comune
che evita ogni pretenziosa elevatezza, dallaltra la volont e la capacit di manipolare la
lingua, creando relazioni inedite fra le parole e riducendo lo scarto fra uso proprio e traslato
del linguaggio. Tale stile, che risulta attuale perch simile a taluni procedimenti della poesia
moderna, rivolto in Persio a cogliere nuovi rapporti allinterno della realt, proponendo al
lettore una visione insolita, provocatoria, spesso urtante della vita. Esso risulta, in ultima
analisi, unarma potente per smascherare ipocrisia e corruzione in nome del verum..

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