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ISTITUTO SUPERIORE DON LORENZO MILANI

IL SORRISO, CURA DELLANIMA E DEL CORPO

Approfondimento interdisciplinare di
Kamilla Ferrarini Classe 5 B OSS

INDICE

Introduzione allargomento.3 Il significato di un sorriso ...5 Il sorriso come atto sacro ..6 Patch Adams e la depressione .8 Come agisce la comico-terapia sul paziente 10 Pirandello e lumorismo .. 15 Pirandello e il fascismo. La perdita e il recupero dei diritti inviolabili delluomo ....17 Freud e Il motto di spirito....19 Poesia di Padre J. Faber ..22 Note bibliografiche .....23

Introduzione allargomento
Mi capitato di recente di rivedere, dopo qualche tempo, il film Patch Adams. Vi si racconta di come il Dottor Hunter Adams abbia voluto integrare luso della comicit e della clowneria alla medicina tradizionale. Essendo io una persona poco sorridente e che difficilmente si lascia coinvolgere dallumorismo, ho trovato molto interessante il tipo di cura alla quale venivano sottoposti i pazienti di quellospedale. Ho deciso quindi, di approfondire questo argomento e di trattare il tema del sorriso come elemento centrale per la cura del corpo e dell'anima. Il sorriso proprio la "medicina" usata dalla comico-terapia ed lo strumento essenziale per "far rinascere" l'io interiore del paziente e sollecitarne l'auto-guarigione. Se consultiamo il vocabolario della lingua italiana troviamo una definizione di sorriso piuttosto "fredda": "un atteggiamento delle labbra in un riso silenzioso e misurato, espressione di sentimenti e reazioni varie e talvolta motivo di apprezzamento di qualit ". Questa definizione per non lascia trasparire tutti i possibili valori che un semplice sorriso pu nascondere. Si pu passare dal sorriso ingenuo e spontaneo di un bambino, al sorriso pi meditato e a volte sarcastico di un adulto, dovuto a regole di gentilezza o cortesia. A questo proposito molti autori tra cui filosofi, psicologi, letterati, si sono soffermati a riflettere sul sorriso; tra essi troviamo Freud e Pirandello. Partendo invece da un fatto di cronaca possiamo capire quanto il sorridere possa avere un effetto terapeutico. Negli anni Ottanta del Novecento, il caso di
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Norman Cousins fece scalpore negli Stati Uniti. Il noto giornalista scientifico venne colpito improvvisamente da una grave malattia alle articolazione, la spondilite anchilosante, che porta alla progressiva paralisi e poi alla morte. Decise di curarsi con un'insolita terapia: la visione quotidiana di film comici e l'assunzione di vitamina C. Nel giro di un anno guar completamente. Da quel momento, soprattutto negli USA e in Francia, clown e film comici sono entrati tra le "medicine alternative" in grado di stimolare il processo immunitario e potenziare l'autoguarigione. Negli ultimi tempi si sono svolti tre importanti convegni sul tema della comicit: ad Arosa nel 1997; a Basilea dove, con la collaborazione di 400 specialisti provenienti da tutto il mondo, si trattato il tema della humor therapy; infine a Bordighera il 51 Festival dell'Umorismo ha avuto la partecipazione diretta di Hunter Patch Adams. In Italia Jacopo Fo il promotore del riconoscimento della comico terapia e, nella Libera Universit di Alcatraz da lui fondata, considerata come vera e propria filosofia di vita e terapia da introdurre nelle strutture sanitarie.

Il significato di un sorriso
Chi non ride non una persona seria

(F. Chopin)

Sorridere una delle prime espressioni dell'uomo: il bambino appena nato, dopo i suoi primi gemiti di pianto, sorride alla madre e il sorriso di un bambino qualcosa di profondo che deriva dal suo pi intimo essere, segno di buona salute che rende la madre pi sicura e tranquilla. Il sorriso accompagna i primi mesi di vita del bambino ed una sua manifestazione pi o meno inconscia. Le ricerche di R. Spitz (psicologo austriaco nato a Vienna nel 1887 e morto a Denver 1974) hanno messo in evidenza che il bambino, nei primi due e tre mesi di vita, reagisce con il sorriso a movimenti e ombre che percepisce. Sul significato del primo sorriso le opinioni degli studiosi non sono del tutto concordi: c' chi lo vede come un fatto sociale, come espressione del primo legame interpersonale; c' chi invece lo ritiene solo un riflesso organico di soddisfazione che il bambino compie per imitazione in presenza dell'oggetto che gli elargisce benessere e soddisfa i suoi bisogni. Si tratta comunque di una tappa importante nel cammino che il piccolo compie che va da un indistinto sentimento di soddisfazione fino alla madre. Il sorriso ha quindi una funzione molto importante, in quanto influisce su chi lo fa e chi lo riceve.

Il sorriso implica il coinvolgimento di pi di sessanta muscoli, la modificazione della respirazione e l'attivazione di fasce muscolari che raramente vengono coinvolte. Questi benefici organici hanno sicuramente un risvolto positivo anche sul nostro cervello. Il sorridere sembra un gesto spontaneo, ma in realt esprime sempre una certa intenzionalit. L'atto del ridere pu diventare un vero e proprio atteggiamento nei confronti della vita, con il quale si crea un approccio nuovo, ma anche con il dolore e con la morte.

"Un cuore lieto fa bene al corpo, uno spirito abbattuto inaridisce le ossa (Proverbi).

Il sorriso come atto sacro

Il sorriso trova una collocazione anche nelle Sacre Scritture. Un chiaro esempio lo fornisce la storia di Abramo e Sara. Quest'ultima non era riuscita a dare un erede maschio al marito, ragion per cui era spesso triste e insoddisfatta. Un giorno Abramo incontr tre viandanti che gli predissero l'arrivo di un figlio
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maschio. Allo stupore di Abramo si un anche la risata di Sara che nascosta dietro la tenda aveva sentito la notizia e aveva realizzato come la cosa fosse impossibile a causa della sua et avanzata. Abramo le disse:" Tu hai riso! Era da tempo che non ti sentivo ridere cosi" . Quella risata cambi il suo stato emotivo, riattivando la scintilla vitale dentro di lei. Fu cosi che nove mesi dopo nacque Isacco. (Itzacc che letteralmente significa "figlio della risata" o "colui che ride"). Anche nel Medioevo viene dato ampio respiro al sorriso, basti pensare al personaggio di San Francesco d'Assisi che, per antonomasia, viene ricordato come il giullare di Dio. Questo nomignolo gli infatti stato attribuito in seguito a diversi episodi, nei quali manifest un atteggiamento comico: si dice che lo si poteva vedere mendicare in francese fingendo di suonare un violino o mettere in mano ai ricchi monetine. Ma S. Francesco divenne famoso soprattutto per i suoi dialoghi con gli animali e per la teatralizzazione della nativit attraverso la rappresentazione del Presepe. Tutto ci pu essere considerato strano se pensiamo che, secondo antiche tradizioni, il giullare rappresentava l'incarnazione del demonio. Il giullare era una figura d'esaltazione popolare, un vagabondo, un attore dotato non solo di grandi capacit teatrali ma anche in grado di attirare l'attenzione della folla, destreggiandosi se necessario con esercizi acrobatici. Potremmo definirlo un personaggio sciocco ma in realt dotato di una particolare capacit che gli permette di diventare portatore di una sapienza "altra" ovvero il saper mettere a

nudo le contraddizioni dell'uomo, del suo agire, delle consuetudini e della parola dei potenti.

"Attenzione , il buon umore pu essere pericoloso per la tua malattia "

Patch Adams e la depressione

"Good health is a laughing matter and that's nothing to sneeze at!" (Una buona salute si ottiene ridend o e non starnutendo)

questa la celebre frase di Hunter "Patch" Adams. Fondatore per eccellenza della comico-terapia. La sua decisione di divenire medico scaturisce quando adolescente, viene ricoverato in una clinica per malattie mentali a causa di una forte depressione.

La depressione una sindrome psichiatrica aspecifica che si divide in endogena ed esogena. Lendogena, derivante da un disturbo psicotico di origine somatica, provoca: senso di impotenza, inerzia, incapacit a provare piacere, profonda tristezza. Lesogena deriva da un disturbo nevrotico, condizionata dallambiente, spesso a causa di perdite, separazioni o distacchi. Provoca riduzioni di libido e motivazioni, tristezza, calo dumore. Per poter diagnosticare la depressione almeno due sono i sintomi rivelatori: umore depresso e diminuzione dellinteresse o del piacere per tutte o quasi le attivit. Altri sintomi associati sono: perdita o aumento di peso e/o appetito; insonnia o ipersonnia; rallentamento o agitazione psicomotoria; affaticamento o perdita di energia; autosvalutazione o sensi di colpa eccessivi; incapacit di pensare e di concentrarsi, indecisione; ricorrenti pensieri di morte o idee suicide. Durante il periodo di internazione, Patch Adams conosce Rudy, un uomo malato di mente con cui entra subito in sintonia, aiutandolo a superare i suoi deliri con divertenti giochi. in quel momento che Patch Adams si rende conto di come avrebbe voluto spendere la propria vita: aiutare gli altri unendo la propria passione per la medicina all'amore verso le persone che affrontano momenti di difficolt, soprattutto conseguenti a malattie gravi o ricoveri prolungati. La sua strategia creare un ambiente caldo, sereno, gioioso dove accogliere i pazienti, non freddo e asettico qual il classico ospedale. Secondo l'opinione di molti ricercatori, nei momenti di allegria il nostro organismo attiva una serie di reazioni chimiche stimolanti il sistema immunitario comportando effetti positivi sia per cuore che per polmoni.

Come agisce la comico-terapia

"Chi musone, triste e depresso non riesce a tener lontane le malattie"

Susumo Tonegawa (premio Nobel per la medicina 1987)

Spesso ingenuamente si pensa che il riso e il sorriso siano due termini coincidenti; ma in realt tra loro intercorrono diverse differenze. "Sorridere" deriva da sub-ridere (traducibile con "sotto ridere") ed indica sostanzialmente un riso di bassa intensit, che ci porta a sollevare gli angoli della bocca, senza mostrare i denti, illuminando il nostro viso. Possiamo parlare di "sorriso pieno" quando riusciamo ad aprire la bocca in modo da mettere in bella mostra i denti superiori e osservare la formazione di piccole rughe ai lati degli occhi. Tramite l'azione del sorriso possibile mettere in moto ben quindici muscoli facciali, i quali, uniti alla piacevole sensazione di serenit che attraversa il nostro corpo, producono un effetto benefico su tutto il nostro organismo. La "gelotologia" (dal greco gelos, riso) crede nella "cura" attraverso il buonumore e le emozioni positive che nascono tra paziente e medico stimolando le capacit di guarigione.
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In Italia tutto questo meglio conosciuto come "terapia del ridere " o comicoterapia, promossa in primis da Jacopo Fo. Il rapporto terapeutico tra clown e paziente nasce dalla empatia interumana che si sviluppa tra i due. Per il comico-terapeuta il centro di interesse la persona con le sue paure, i suoi sogni, i suoi timori e le sue difficolt: ci si deve prendere cura del paziente nella sua interezza e non solo dell'organo malato. Fare il clown negli ospedali aiuta a mettere in pratica una vera e propria filosofa di vita da attuare quotidianamente nel modo che si ritenga pi opportuno, in base ai bisogni delle persone che intendiamo aiutare. Per far questo necessario guardare oltre il problema apparente, per vederne le cause e scoprire che in ogni sintomo ci pu essere una spiegazione diversa da quella accademica ma sempre comunque valida. Ridere pu essere una medicina molto utile e talvolta pi efficace di molti farmaci. Esistono due tipi di comico-terapia: attiva e passiva. Quest'ultima quella classica, che si esaurisce nella semplice risata conseguente ad una gag o una barzelletta e termina quando finisce il momento comico. Il suo fine essenzialmente quello di rilassare il paziente ed animare la sua presenza in ospedale. Quella attiva invece, ha come obiettivo, oltre la risata come primo momento di condivisione, l'io guaritore. questo l'interruttore che permette di accendere le difese immunitarie del paziente e avviarne la guarigione. Risvegliare questo io interiore permette di assumere la capacit di prendersi cura del proprio

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corpo, della propria mente e del proprio cuore accendendo quella forza vitale che dentro di noi. Attraverso la PNEI (Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia), una neuro scienza che studia i rapporti che intercorrono tra la nostra psiche e il nostro sistema nervoso endocrino e immunitario, si pu dimostrare la connessione tra mente e corpo. La comico-terapia, agendo sul nostro umore, pu influenzare, o meglio, regolare il sistema nervoso centrale, ormonale e immunitario. La PNEI e la comico-terapia intercorrono insieme con l'unico obiettivo di migliorare le condizioni del paziente tramite l'attivazione dell'io interiore presente in ognuno di noi, una forza in grado di essere risvegliata tramite una serie di esercizi e una buona dose di consapevolezza che porta il paziente a lottare per difendere il proprio diritto di stare bene, mobilitando tutte le energie necessarie. Possiamo quindi parlare di "effetto placebo" che, secondo diversi studi medici, ha dimostrato come la sua influenza abbia un forte potere antidolorifico; si tratta di una forma di auto-convinzione contro la soggezione che spesso blocca la persona di fronte alla propria malattia. Attivare l'io guaritore implica una serie di esercizi: attraverso il respiro si eliminano le ansie, le tensioni e depressioni che ci disturbano; con la meditazione si pu aprire una "stanza interiore", uno spazio tutto per noi, per ascoltarci, accoglierci, incontrarci e capirci. Arrivati a questo punto, occorre entrare in contatto con il nostro corpo e cambiare il nostro modo di agire nell'affrontare i problemi o le sofferenze e, pi in generale, il nostro approccio alla vita: bisogna vederla come un'opportunit e non un dovere.

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Partendo da questo presupposto possibile prendere atto della propria consapevolezza: volersi bene diventando trasformatori e soprattutto trasmettitori di gioia attraverso la capacit di ridere. Un medico clown deve essere in grado di applicare questo esercizio prima di tutto a se stesso e successivamente al proprio paziente che, nel caso si trattasse di un bambino, dovr essere stimolato con giochi e attivit divertenti. Attraverso il clown, vestito come medico e quindi a pieno titolo Dottor Clown, viene attivato un rapporto di amicizia che genera uno scambio d'amore (amore in azione) che l'essenza della comico-terapia. Il clown deve giocare con i bambini, per suscitare in loro lo stupore. Esso aiuta ad eliminare il pregiudizio di ospedale come luogo freddo e grigio, aiutando quindi il soggetto a modificare il proprio stato emotivo. Lo strumento del dottor clown la risata, attivata in un palco teatrale divenuto per l'occasione l'ospedale stesso. Il rispetto del dolore deve andare di pari passo con la speranza di farcela, allontanando con dignit la sofferenza magari con un sorriso terapeuta bambini attivit energie spirituali, sulle labbra. Il lavoro di comico funzionale soprattutto per i che, impegnandosi proposte, in nelle

ludiche

investono

fisiche, intellettive, affettive e riempiendo del tempo che

altrimenti produrrebbe noia. Quest'ultima un'emozione negativa che pu essere

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dominata dall'immaginazione; il bambino viene quindi distratto e aiutato a non concentrarsi sulla malattia. Il dottor clown ha lo scopo di "guidare il bambino" verso la riattivazione e la scoperta di s, entrando nella dimensione della creativit. La musica, l'arte e la visualizzazione creativa sono tra le pi importanti terapie complementari alla medicina per la guarigione. La musica ha un ruolo primario: agisce sulle cellule cerebrali, rilassando e alimentando la nostra anima. Innumerevoli scuole psicologiche, dalle

psicoanalitiche alle cognitivo-comportamentiste fino alla Gestalt, spiegano come la musica, nei suoi vari generi, abbia il potere di farci viaggiare, di rilassarci ossia modificare il nostro stato emotivo. Cos anche il canto esprime i nostri stati d'animo, le nostre emozioni pi nascoste, calma la paura, l'ansiet e, attraverso vibrazioni, risana stati di insonnia, tensioni o malesseri. Il disegno aiuta a concentrarsi su altro estraniandosi per un istante dalla propria condizione di malato. Questo al paziente permette di uscire da schemi e contorni, liberando la propria immaginazione come meglio crede attraverso il foglio di carta. La visualizzazione creativa permette di riattivare lo stato emotivo attraverso la rielaborazione delle esperienze passate, tramite la visualizzazione di immagini che creino emozioni positive e

piacevoli in modo da influire in modo benefico sul corpo e sull'anima.


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Altrettanto importante il contatto fisico attraverso l'abbraccio: oltre a trasmettere solidariet, aiuta a sentirsi accolti, porta sollievo e libera dalle tensioni emotive che spesso sovraccaricano il nostro organismo.

Lumorismo di Pirandello
Il sorriso non soltanto un prezioso sostegno durante una malattia. Esso anche soggetto di ispirazione utilizzato per molti letterati italiani. Ne un esempio Luigi Pirandello (18671936), che attraverso il sorriso e pi in particolare l'umorismo, trova la chiave di lettura per affrontare l'amara con realt che pi ci

consapevolezza

circonda. Nella poetica pirandelliana, e in particolare nel saggio L'Umorismo (1908), l'autore ci offre una propria interpretazione della comicit approfondendo e analizzando il comportamento dell'uomo di fronte al reale. Dal comico si passa all'umorismo attraverso il momento della riflessione, dall'avvertimento del contrario suscitato dalla percezione di una realt diversa da quella che dovrebbe essere, si passa al sentimento del contrario, cio all'umorismo, che toglie il velo e mostra l'amara realt. Lo scrittore umorista deve far interagire "la fiamma del sentimento" con "l'acqua diaccia della riflessione", che ne analizza e ne critica freddamente gli slanci: l'accostamento di questi atteggiamenti opposti mette a nudo le
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incongruenze dell'esperienza quotidiana, le sfasature tra ci che appare e ci che . "Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di quale orribile manteca , e poi tutta goffamente imbellettata e parata dabiti giovanili. Mi metto a ridere. Avverto che quella vecchia signora il contrario di ci che una vecchia rispettabile signora dovrebbe essere . Ma se interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse nessun piacere a pararsi cos come un pappagallo, ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perch pietosamente s'inganna che, parata cos, nascondendo cos le rughe e le canizie, riesca a trattenere a s l'amore del marito molto pi giovane di lei, ecco che io non posso pi riderne come prima perch la riflessione mi fa andare oltre il primo avvertimento passando al sentimento del contrario". (La vecchia imbellettata) Qui sta la differenza tra comicit e umorismo: il comico l'avvertimento del contrario, mentre l'umorismo il sentimento del contrario. In questo modo il comico per Pirandello non certamente una terapia ma semplicemente il primo momento per prendere coscienza della realt amara che sta dietro le cose e accettarla poi in quanto tale. Non potendo quindi conoscere la verit a proposito del mondo esterno, Pirandello afferma come esistano tante realt che ciascuno si costruisce a modo suo, dal suo particolare punto di vista.

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Pirandello e il fascismo. La perdita e il recupero dei diritti inviolabili delluomo


Proprio la particolarit letteraria, intellettuale e caratteriale di Pirandello sono alla base dellepisodio pi discusso della sua vita: ladesione al fascismo. Nel 1924, nel pieno della bufera politica scatenata dallassassinio del deputato socialista Giacomo Matteotti, con un breve telegramma indirizzato a Mussolini, Pirandello dichiar di voler aderire come umile ed obbediente gregario al partito fascista. Lepisodio appare paradossale (e molto pirandelliano) perch avvenne nel momento di maggiore debolezza politica del regime, allorch le opposizioni sembravano sul punto di far cadere il governo. Pirandello divenne fascista per pi motivi: per il suo innato gusto dellandare controcorrente; per la sua radicata diffidenza verso i partiti politici tradizionali; per un bisogno di certezze, oltre le barriere del suo relativismo; infine e soprattutto, per il sogno di favorire cosi la nascita di un teatro di Stato, protetto e sovvenzionato dal regime. Le illusioni per caddero presto. Pirandello man mano si sottrasse allabbraccio del regime, viaggiando molto e risiedendo spesso allestero. Un primo segno di dissenso nei confronti del fascismo avvenne nel 1930 allaccademia dItalia, dove Pirandello pronunci un discorso commemorativo su Verga che suonava aspramente critico verso Dannunzio, allepoca lintellettuale fascista pi prestigioso. Quando nel 1934 gli fu assegnato il premio Nobel per la Letteratura, la critica ufficiale accolse con freddezza il riconoscimento. Lultimo dispetto giocato da Pirandello al regime fu il proprio funerale, che lui volle
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poverissimo. Di fronte alla volont del fascismo di celebrare le solenni esequie di stato dellautore italiano pi celebre al mondo, questi riprendeva intatta la sua libert, riaffermando la sua voglia di solitudine e di lontananza da tutto. Con questultimo atto Pirandello si riappropriato dei diritti inviolabili delluomo, tra cui lautodeterminazione, che i padri costituzionalisti hanno voluto fortemente sancire nellArt. 2 della Costituzione italiana: "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalit, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidariet politica,economica e sociale". Lidea di fondo che esistono dei diritti naturali, dei diritti cio che appartengono per natura alluomo e perci precedono lesistenza stessa dello Stato, che dunque non li crea ma, appunto, li deve riconoscere e soprattutto garantire concretamente, specialmente attraverso le leggi ordinarie. stato giustamente osservato che i diritti cosiddetti naturali sono, in realt, storicamente determinati. Dipende dalle circostanze storiche che vengano riconosciuti o che ne vengano riconosciuti alcuni piuttosto che altri. Anche per questo la Costituzione italiana allespressione diritti naturali preferisce quella meno problematica di diritti inviolabili, siano essi individuali che collettivi. Si pensi soprattutto a realt come la famiglia, la scuola, la fabbrica, lufficio, lospedale e in generale a tutti quei contesti sociali nei quali spendiamo molta parte del nostro tempo.

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Freud e Il motto di spirito


Unaltra vittima eccellente del periodo buio per i diritti inviolabili delluomo che sfocer con lavvento della Seconda Guerra Mondiale il padre della psicanalisi Sigmund Freud che, in quanto ebreo, fu perseguitato dalle leggi nei confronti dei Giudei volute da Hitler. Numerosi furono i tentativi di Freud di evitare le persecuzioni razziali dopo lannessione dellAustria alla Germania non volendo lasciare la sua casa di Vienna. Ma per salvare almeno la sua famiglia fu costretto a cedere al proprio orgoglio ed espatriare a Londra dove di l a poco sarebbe morto. Se per Pirandello, il sorriso amaro della vita aiuta l'uomo ad affrontare la realt che lo circonda con maggiore consapevolezza, per Freud l'umorismo trae la sua origine dall'inconscio. Freud lo analizza nel suo saggio: il Motto di spirito (e la sua relazione con l'inconscio) scritto nel 1905. Egli definisce il motto di spirito come "una riduzione delle inibizioni, che consente di liberare un una tensione del

psichica

ottenendo

alleviamento

dispendio psichico gi in atto e risparmio su quello in procinto di verificarsi". La barzelletta diviene quel meccanismo comunicativo che permette di esprimere apertamente fantasie e pulsioni sessuali, smorzandole e

mascherandole attraverso il complesso codice dei processi primari ovvero dei


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meccanismi comunicativi che contraddistinguono il linguaggio dell'inconscio, cos da coinvolgere emotivamente gli ascoltatori in modo non traumatico e aggressivo, cio senza cadere nella volgarit imbarazzante di un discorso esplicito e senza veli. Tutto ci senza che nessuno sia informato di ci che sta effettivamente passando attraverso il discorso. Il fatto di essere capiti e di spingere al riso implica che chi ci ascolta stato "toccato" nella sua sfera emotiva pi profonda. L'opera freudiana inizia descrivendo varie tipologie di motti di spirito. Tutte sono accomunate dal fatto che il riso viene suscitato non tanto dal significato delle parole quanto dal modo in cui vengono utilizzate. Freud compie un'ulteriore suddivisione tra i motti di spirito tendenziosi, ovvero quelli che suggeriscono un'idea ma non vengono sempre apprezzati per la poca sensibilit con la quale possono approcciarsi con l'interlocutore, e i motti non tendenziali o innocui, i quali sono finalizzati a loro stessi e sono per lo pi giochi di parole, controsensi o artifci stilistici. La sensazione che i motti di spirito procurano nell'ascoltatore di piacere ma anche in questo caso dobbiamo distinguere il piacere provocato da un motto di spirito tendenzioso da quello suscitato da un motto innocuo. Il primo deriva da un semplice soddisfacimento di una tendenza che altrimenti sarebbe rimasta insoddisfatta e ci avviene con il raggiungimento del piacere evitando il processo di rimozione. Questo tipo di piacere viene generato dal risparmio energetico richiesto per esempio da un'inibizione o da una repressione. Nel caso dei motti innocui il divertimento traspare maggiormente in quanto essi giocano su tecniche di controsensi o errori di ragionamento contrari, e attingono ad un piacere che ci precluso nella vita seria.
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Freud analizza poi il valore della dinamica sociale che questi motti muovono. Egli nota innanzitutto come nessuno si accontenti di fare un motto per s solo, ma prova l'urgenza di comunicarlo a pi persone possibili. L'autore del motto di spirito fornisce l'energia necessaria a togliere l'inibizione e l'ascoltatore libera tutta l'energia psichica provocata dal motto tramite il riso. Quest'ultimo serve da una parte come conferma all'autore della riuscita del suo lavoro di spirito e dall'altra ad aumentare il proprio piacere grazie agli effetti che il riso dell'ascoltatore produce: infatti evidente come il riso sia una delle manifestazioni pi contagiose degli stati psichici.

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A conclusione a questo breve trattato ho voluto inserire questa poesia. Non sono riuscita a trovare notizie biografiche sullautore ma al contrario e paradossalmente, la poesia diffusissima in rete e la si pu trovare in numerosi contesti. Secondo me riassume a pieno quello di cui fin qui ho parlato.

Il valore di un sorriso - P. John Faber


Donare un sorriso Rende felice il cuore. Arricchisce chi lo riceve Senza impoverire chi lo dona. Non dura che un istante, Ma il suo ricordo rimane a lungo. Nessuno cos ricco Da poterne fare a meno N cos povero da non poterlo donare. Il sorriso crea gioia in famiglia, Da sostegno nel lavoro Ed segno tangibile di amicizia. Un sorriso dona sollievo a chi stanco, Rinnova il coraggio nelle prove, E nella tristezza medicina. E poi se incontri chi non te lo offre, Sii generoso e porgigli il tuo: Nessuno ha tanto bisogno di un sorriso Come colui che non sa darlo.

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Bibliografia S. Fioravanti e L Spina, La terapia del ridere, Red studio redazionale, 199 M. Farn, Guarir dal ridere (La psico-biologia della battuta di spirito), Bollani Boringhieri, 1995 S. Freud, Il motto dello spirito (e la sua relazione con linconscio), Newton Copton, 1976 N. Bonomi, Angeli senza capelli (Esperienza di Comico-terapia nei reparti di Oncologia pediatrica), Starrylink Editrice, 2005

Sitografia www.pirandelloweb.com www.comicoterapia.it www.wikipedia.it

Filmografia Patch Adams (USA 1998), Regia di T. Shadyac, con Robin Williams

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