Sei sulla pagina 1di 20

1

GIUSEPPE ZAGO – PERCORSI DELLA PEDAGOGIA CONTEMPORANEA – SUPERSINTETISSIMA DI 6 AUTORI

GARDNER Howard

277-282
 Profilo Biografico. Gardner è uno psicologo nato nel 1943 negli Stati Uniti;
All’inizio della sua carriera si è occupato di studiare i bambini normali e sia quelli con capacità
superiori alla media; successivamente si è occupato anche degli adulti con lesioni cerebrali;
Gardner è diventato noto per la sua teoria sulle intelligenze multiple, argomento trattato ed
approfondito nel testo Formae Mentis ed in molti altri suoi libri successivi;
Negli ultimi anni Gardner ha condotto studi su alcune personalità famose che si sono distinte in
diversi campi analizzando il loro tipo di intelligenza e doti di leadership;
Si è anche occupato di strategie per migliorare le relazioni interpersonali sia in famiglia e sia
nell’ambito lavorativo;
 Avviamento alla lettura . L’idea per la quale Gardner è diventato famoso in tutto il mondo è stata
quella di affermare che l’uomo non è dotato di una intelligenza unica (generalmente definita come
“Intelligenza generale”) ma possiede un insieme di intelligenze che vengono indicate come
“intelligenze multiple”; Innanzi tutto definiamo il concetto di intelligenza: è la capacità di risolvere
i problemi e di conoscere la realtà; I normali test di intelligenza, che hanno preso avvio con lo
psicologo Svizzero Binet, sono in grado di misurare solo 2 tipi di intelligenze: intelligenza linguistica
e intelligenza logico-matematica, ma non gli altri tipi.
Per Gardner esistono 9 tipi di intelligenze che sono:
1) Intelligenza logico-matematica (già conosciuta)
2) Intelligenza linguistica (già conosciuta)
3) Intelligenza spaziale che riguarda la abilità di rappresentare gli oggetti percepiti;
4) Intelligenza musicale che è la particolare abilità in tutto ciò che concerne la musica;
5) Intelligenza cinestetica ossia la capacità di controllare in maniera efficace i movimenti del
propriocorpo; tanto per intenderci è l’intelligenza di cui sono dotati i ballerini;
6) Intelligenza interpersonale; chi è bravo a capire ed andare d’accordo con gli altri;
7) Intelligenza intrapersonale; chi sa leggere bene le proprie emozioni e stadi d’animo;
8) Intelligenza naturalistica; chi è abile in materia di ricerca naturalistica;
9) Intelligenza esistenziale; chi si destreggia bene con il pensiero astratto legato ai problemi
esistenziali, ossia in ultima analisi i filosofi;
Per completezza questi diversi tipi di intelligenza vengono anche definiti come potenziali
biopsicologici;
Le varie intelligenze non funzionano a compartimenti stagni ma sono sempre strettamente legate
tra loro;
Gardner parla anche di intelligenza come:
1. Caratteristica comune a tutti gli esseri umani; ossia tutti posseggono i 9 tipi di intelligenze
anche se con combinazioni diverse;
2. Modo per distinguere gli esseri umani nel senso che ciascuno di noi ha un suo mix di
intelligenze che è unico, e questo è un tratto che lo differenzia da tutti gli altri individui del
pianeta;
Ma come si sviluppano questi diversi tipi di intelligenza? Risposta: secondo Gardner si sviluppano
attraverso le richieste che l’ambiente fa agli individui e se una persona sviluppa un grado elevato di
un certo tipo di intelligenza è perché per sopravvivere aveva bisogno di essere particolarmente
efficace in un determinato settore; Gardner è comunque molto ottimista nel senso che ci dice che
ognuno ha la possibilità di sviluppare le diverse intelligenze a patto che abbia l’opportunità di
istruirsi ed avere qualcuno che lo incoraggi.
Secondo Gardner alcuni soggetti posseggono molti tipi di intelligenze mentre altri no; la ragione è
che queste intelligenze si sviluppano in base a fattori ereditari, culturali, educativi ed ambientali e
quindi tutto dipende dalla storia individuale di ciascuno.
2

Per completezza bisogna dire però che spesso, chi ha sviluppato una particolare intelligenza, è
generalmente carente negli altri tipi anche se questa non è una regola rigida; esempio un ingegnere
che ha difficoltà a relazionarsi con gli altri, è tutta intelligenza logico spaziale e niente intelligenza
interpersonale;
Ma come si applicano le teorie di Gardner in ambito scolastico? Ossia quando si può dire che un
docente è bravo? La risposta è che innanzi tutto compito dei docenti è quello di saper riconoscere
le inclinazioni naturali degli alunni e quindi cercare di potenziarle;
Gli insegnanti in ogni caso non devono soltanto impegnarsi a potenziare le due intelligenze
“classiche”, ossia linguistiche e matematiche, ma devono far si che gli allievi le possano
approfondire tutte e nove;
 Inoltre un consiglio che si può dare ai docenti è quello di abbandonare i metodi didattici
cosiddetti mimetici e ripetitivi a favore dei metodi trasformativi e cioè che si basano sulla
iniziativa personale e sulla ricerca dei problemi detta anche problem finding;
 La scuola deve abbandonare il metodo didattico finalizzato a rendere gli allievi uniformi, e
cioè insegnando a tutti le stesse cose, ma bisogna invece tener conto delle diversità dei
giovani e quindi personalizzare l’insegnamento alle attitudini ed agli interessi di ciascuno; in
sintesi significa avere una varietà di strategie didattiche;
 A questo proposito Gardner ci suggerisce che uno stesso argomento può essere presentato
in cinque modi diversi, come segue:
1) Approccio narrativo; significa presentare l’argomento attraverso storie e racconti;
2) Approccio quantitativo; qui si usa la matematica e quindi numeri, medie statistiche
e frequenze( quante volte accade un certo fatto …)
3) Approccio filosofico- concettuale - esistenziale; qui l’enfasi della didattica è posta
sulle verità ultime della esistenza e dell’agire dell’uomo;
4) Approccio esperienziale; che significa concentrarsi più sulla pratica e meno sulla
teoria;
5) Approccio cooperativo; significa che imparare insieme agli altri è più efficace e più
divertente.
Altro tema importante per Gardner è quello della formazione ai valori; le società si fondano su
valori condivisi e pertanto la scuola si deve fare carico di trasmetterli e spiegarli in maniera efficace.
Una società nichilista è destinata allo sfacelo; quindi è importante non solo nozioni, che sono
comunque indispensabili, ma anche l’educazione ai valori; E le intelligenze c’entrano? La risposta è
che esse sono lo strumento per stimolare in ciascun studente le capacità di riflettere sulla
società e su se stesso, che della società, è parte integrante;
3

PARTE ANTOLOGICA SU GARDNER

Intelligenze multiple e sistemi educativi pag 161


 Ho postulato che in tutti gli esseri umani sono capaci di almeno 7 modi diversi di conoscere il mondo e questi
modi li ho chiamati se sette intelligenze umane;
 Ogni intelligenza rappresenta un modo diverso di conoscere il mondo;
 Profilo delle intelligenze è i modi con cui questo intelligenze vengono chiamate in causa e combinate tra loro
per portare a termine i vari compiti e risolvere i vari problemi.

Differenziazioni intra/infra individuali pag 162


 Tutti gli esseri umani possiedono tutte queste 7 intelligenze e le combinano in maniera diversa;
 La diversa combinazione tra le diverse intelligenze creano una intelligenza unica che contraddistingue e
differenzia gli individui l’uno dall’altro.
 Inoltre una educazione costruita su una molteplicità di intelligenze può riuscire più solida ed efficace di una
costruita su due soltanto.

Intelligenze multiple e argomenti di studio pag 163


 Ci sono 5 modi diversi per affrontare un medesimo argomento di studio. Vedi sopra pag 2

Le abilità del bravo docente pag 164


 Vedi pagina precedente
4

DEWEY John

253 -257

 Profilo biografico . Nato un USA nel 1859 e morto nel 1952. E’ stato un filosofo, psicologo e
pedagogista;
L’obiettivo principale di Dewey fu quello di rinnovare l’educazione in modo da renderla più
aderente alle caratteristiche psicologiche degli allievi e per questo fondò la Laboratory School ossia
una Scuola Elementare Laboratorio che era annessa all’Università di Chicago dove insegnava;
Siamo intorno alla fine dell’Ottocento e in questo periodo Dewey pubblica due opere che sono le
pietre miliari di tutto il suo pensiero; Il mio credo pedagogico del 1897 e Scuola e società nei due
anni successivi (1899); Dewey è stato sempre un fervente sostenitore di due valori fondamentali:
libertà e la democrazia. Dal punto di vista filosofico Dewey subì una profonda influenza da parte del
pensiero hegeliano soprattutto per quanto riguarda il superamento del dualismo tra anima e
corpo, divino e umano e spirito e natura. Fin da giovane aderì al pragmatismo di cui i maggiori
esponenti erano James e Pierce; l’assunto fondamentale del Pragmatismo è che l’idea deve
produrre dei risultati concreti altrimenti è priva di significato; Dewey inaugura una nuova corrente
di pensiero definita Strumentalismo secondo la quale può essere ritenuto “vero solo ciò che
contribuisce al miglioramento di una situazione o alla soluzione di un problema” ; tutto deve essere
sottoposto alla verifica empirica. Il pensiero e la logica per Dewey hanno la funzione di aiutare a
risolvere in maniera efficace i problemi pratici che la vita ci pone;
Possiamo considera Dewey come un autore molto americano nel senso che il suo pensiero si è
sempre basato sulla concretezza e sulla praticità. Il suo pensiero inoltre ha esercitato una grossa
influenza in tutto il mondo occidentale, Italia compresa, soprattutto a partire dal secondo
dopoguerra; Sempre in Italia ha avuto anche degli oppositori da parte del pensiero pedagogico
cristiano che lo considerava troppo laico e sia dalla cultura marxista che lo considerava troppo
borghese.
 Avviamento alla lettura
Il fine dell’educazione Per Dewey è una educazione ulteriore ossia il “fine è un processo e non una
meta.” A questo proposito per Dewey l’esperienza acquisisce un particolare valore ed infatti ci dice
testualmente che “tutto dipende dalla qualità della esperienza che si è avuta”; ma attenzione non
tutte le esperienze sono ugualmente valide perché alcune favoriscono lo sviluppo mentre altre lo
inibiscono;
Caratteristiche della esperienza; una esperienza per essere efficace deve avere le seguenti
caratteristiche:
 Deve suscitare curiosità;
 Rafforzare l’iniziativa;
 Determinare desideri e propositi così intensi da far superare i momenti di difficoltà che
potrebbero far abbandonare al giovane il percorso formativo intrapreso;
Inoltre Dewey aggiunge che una attività formativa senza esperienza non ha significato e che ogni
esperienza non deve essere fine a se stessa ma deve gettare le basi per una nuova successiva
esperienza; per questo ribadisco che le esperienze da fare vanno scelte in modo tale che possano
favorire nuove esperienze in futuro, e non che le blocchino;
Se il fine della vita è vivere bene, il fine della educazione è lo sviluppo; quindi possiamo definire
l’educazione per Dewey come “un processo di riorganizzazione della esperienza capace di
arricchire il suo significato e migliorare la capacità di orientare il corso della esperienza successiva”.
Dewey fautore della democrazia. Secondo lui il migliore ambiente per favorire l’esperienza è quello
della società democratica perché essa è rispettosa dell’individuo e delle sue capacità per cui solo in
una società veramente democratica le persone hanno la possibilità di promuovere e valorizzare le
proprie capacità;
Critiche a Platone e Rousseau; Dewey critica entrambi perché Platone stabilisce il primato della
polis sull’individuo e Rousseau fa l’inverso ossia fa prevalere troppo i diritti individuali sulle regole
5

sociali; insomma per Dewey entrambi sono troppo estremisti in un modo e nell’altro; pertanto
bisogna trovare una mediazione tra queste due impostazioni estreme che è rappresentata dalla
società democratica.
Ancora sulla democrazia. La democrazia continua Dewey, è l’unica forma politica capace di
eliminare le barriere di razza, di ceto sociale e di nazionalità. Ma la democrazia non nasce da sola
ma si realizza attraverso una educazione attiva e progressiva; quindi bisogna porre l’accento su ciò
che significa educare alla democrazia;
Educazione attiva. Quando parliamo di educazione attiva ci riferiamo a quella capace di
promuovere le capacità dell’individuo, e di integrarlo in modo non conformistico nella società in cui
vive e renderlo artefice delle sue scelte individuali e sociali; Da tener sempre presente che lo
sviluppo individuale e sociale vanno di pari passo e sono imprescindibili; non c’è arricchimento
individuale che non avvantaggi anche la società nella quale viviamo. Tra l’individuo e il gruppo ci
deve essere sempre un continuo e reciproco scambio. Perche non dobbiamo mai dimenticare che il
fine è sempre quello di realizzare il bene comune.
Educazione progressiva significa che l’educazione deve procedere per gradi;
Approfondimento sull’Attivismo pedagogico.
E’ un metodo educativo proposto da John Dewey alla fine dell’Ottocento. Le caratteristiche dell’attivismo
sono:
- Importanza della psicologia per comprendere i processi di apprendimento;
- L’intelligenza del bambino va stimolata il più possibile attraverso esperienze pratiche svolte con i
laboratori (di cucina, giardinaggio, scultura, pittura ecc). Il bambino quando trova delle difficoltà che
il mondo gli pone deve mettere in atto delle strategie per risolvere e superare i problemi e questo
sviluppa la mente.
- Insegnante è più una guida piuttosto che colui che trasmette le conoscenze;
- Personalizzazione delle materie di studio in funzione agli interessi e bisogni del bambino;
- La scuola serve ad inserire il giovane nella società e quindi la scuola non è un qualcosa di separato
dalla vita di tutti i giorni; la scuola è vita.

Democrazia ed educazione sono sempre legate tra loro in maniera reciproca; l’educazione non è
mai un fatto individuale ma deve essere sempre vista in funzione del miglioramento della società e
la società deve sempre promuovere ed agevolare l’educazione dei suoi membri;
La scuola in questa ottica ha un compito importantissimo che non è quello di formare gli alunni in
maniera conformistica e secondo un modello unico e standard ma deve accogliere e valorizzare le
peculiarità e le capacità di ciascuno; la scuola infine deve sempre avere uno sguardo lungo inteso
come capacità di assicurare la continuazione di una società fondata sulla democrazia.

PARTE ANTOLOGICA vedi testo


Concetti Chiave Dewey

 Pragmatismo: ogni teoria o idea deve avere come finalità la risoluzione di problemi pratici;
 Strutturalismo: viene ritenuto come vero solo ciò che contribuisce al miglioramento di una situazione o soluzione di un
problema;
 Esperienza: per Dewey la chiave della educazione e dell’apprendimento è fondata sulla esperienza; ossia si impara
facendo esperienza che deve avere le seguenti caratteristiche:
 Non esaurirsi una volta fatta ma ogni esperienza deve preparare la strada per una nuova esperienza; per questo
è importante non fare esperienze troppo negative che bloccano l’allievo e pertanto non tutte le esperienze
sono valide e positive; le esperienze vanno progettate in maniera attenta ed oculata;
 L’esperienza deve suscitare curiosità e rafforzare l’iniziativa;
 Democrazia; Dewey è un fautore della democrazia perché è l’unica forma di governo in grado di garantire la migliore
possibilità per gli allievi di fare esperienza
 Funzioni della scuola:
 E’ favorire l’inserimento dei giovani nella società nella quale vivono;
 È nella scuola che si apprende cosa è la democrazia e quindi i giovani possono perpetuare la vita della
democrazia ossia far si che la società rimanga il più possibile democratica;
 Educazione attiva o attivismo: è una educazione basata sul fare ossia sulla esperienza concreta.
 Educazione progressiva: significa che l’educazione deve procedere per gradi.
6

MARITAIN Jacques

303-308

 Profilo biografico. Nato a Parigi nel 1882 e morto nel 1973. Dopo un periodo di vita inquieto si
convertì al cattolicesimo e si mise a studiare la filosofia e S. Tommaso; Maritain era convinto che
nel pensiero di Tommaso si potessero trovare le risposte valide per i problemi dell’uomo; la sua
opera più conosciuta è Umanesimo Integrale in cui sostiene che lo stato deve essere democratico
ed ispirato ai valori cristiani e quindi si schierava apertamente contro ogni tipo di sistema
totalitario. Ebbe delle esperienze come docente in varie università del mondo. Dopo la morte della
moglie Raissa si ritirò in un monastero dove visse fino alla morte avvenuta nel 1973.
 Avviamento alla lettura.
 Primato della persona ed umanesimo integrale . Maritain si pone come critico della
modernità; per esempio critica l’industrialismo emergente in quanto secondo lui avrebbe
portato ad un imbarbarimento della cultura, così tutta basata sul fare. Bisogna invece passare da
un umanesimo antropocentrico che significa che al centro di tutto c’è solo l’uomo ad un
umanesimo teocentrico quello in cui c’e Dio come punto di riferimento e che da significato alla
vita dell’uomo, nel senso che, non ci può essere la piena realizzazione dell’uomo senza Dio.
L’umanesimo parziale è per Maritain quello tutto centrato sulla tecnica, mentre l’umanesimo
integrale è quello capace di accogliere l’uomo nella sua totalità ossia nelle sue espressioni, nei
valori e nelle potenzialità di cui è dotato. Nuova cristianità. Maritain auspicava l’avvento di una
nuova cristianità molto diversa da quella medievale ossia basata sugli stessi principi cristiani ma
con una visione più moderna e vicina all’uomo. La democrazia come abbiamo già detto è il
sistema politico preferito ed auspicato da Maritain perché oltre a garantire le libertà politiche e
civili permette di assumere i valori cristiani come base e guida. Maritain vuole una democrazia
cristiana nella quale siano radicati i principi evangelici ed in particolare:
 che ogni uomo in quanto immagine di Dio abbia una dignità inalienabile;
 uguaglianza di tutti gli uomini,
 amore fraterno.
Marxismo. Di fronte al marxismo Maritain ha sempre detto che era necessario un dialogo aperto
e non di chiusura; quindi nessuna condanna del marxismo anzi bisogna avere un atteggiamento
accogliente e basato più su ciò che unisce rispetto a ciò che divide. Lo dicevo io che è un altro
catto-comunista!!
 La priorità del fine educativo. Per Maritain e, sulla stesa scia di Dewey, l’uomo
contemporaneo vive in una situazione conflittuale e problematica e quindi la formazione è
importante per fronteggiare le difficoltà della vita; Maritain non accetta però il
pragmatismo di Dewey perché esso tende ad escludere i valori e le verità universali. La
ricetta di Maritain invece è quella di mettere al centro l’uomo e poi da qui si può partire per
mettere in pratica le esperienze formative; quindi la critica che Maritain muove a Dewey è
quella di non aver considerato l’uomo come valore assoluto che viene prima di tutto.
Critica di Maritain alle scuole nuove e all’attivismo: la mancanza di autentici fini educativi
dovuta al persistere di un atteggiamento pragmatistico ed utilitaristico, al predominio dei
mezzi rispetto ai fini; il fine della educazione e di qualsiasi altra cosa è sempre per Maritain
l’uomo che viene prima di qualsiasi altro fine o obiettivo; ma cos’è l’uomo per Maritain?
Risposta: l’uomo è quanto segue:
 E’ un animale dotato di ragione, la cui suprema dignità consiste nell’intelletto;
 E’ un individuo libero, in personale relazione con Dio, e che deve sempre obbedire
alla legge di Dio;
 E’ una creatura peccatrice la cui perfezione suprema consiste nell’amore.
Se vogliamo riassumere tutto questo possiamo dire che l’Uomo è un animale ragionevole,
persona sociale e creatura ad immagine di Dio. Maritain riprende la visione dell’uomo
della tradizione greca per quanto riguarda la razionalità ed ebraica per quanto riguarda la
7

libertà. Non dimentichiamo che sono stati gli Ebrei ad avere questa concezione dell’uomo
come libero di fronte a Dio.
 Personalità e individualità L’uomo per Maritain (se ancora non lo abbiamo capito!) è dotato
di spiritualità che giustifica la sua libertà; spiegazione: l’uomo in quanto fatto a immagine e
somiglianza di Dio è capace di autocoscienza e di libertà e pertanto è responsabile del suo
destino.
Il fine della vita umana è per Maritain il ricongiungimento con il Dio creatore e non il
soddisfacimento egoistico dei bisogni e dei desideri. Detto in maniera più tecnica l’ordine
naturale deve trovare il suo compimento e superamento nell’ordine soprannaturale che è
Dio.
Concezione dell’uomo per Maritain: è la persona dotata di spiritualità la quale è la radice
della libertà; l’uomo è libero proprio grazie alla componente spirituale; è la sua vicinanza
con Dio, di cui è figlio e creatura a sua immagine e somiglianza, che rende l’uomo libero;
L’uomo per Maritain è composto da due poli:
1. la personalità che esprime la vita spirituale; è basata più sul bisogno di dare;
2. l’individualità che esprime la vita naturale; è basata più sul bisogno di avere.
Funzione dell’educazione. E’ sempre basata sulla concezione della integralità dell’uomo
che significa che l’Educazione ha la scopo di guidare l’uomo in uno sviluppo dinamico,
durante il quale egli possa formarsi in quanto persona ossia crescere nella libertà e
sviluppando le sue capacità e la sua dimensione spirituale; .
Altro compito importante dell’educazione è quello della trasmissione della eredità culturale
della nazione e della civiltà alle quali si appartiene.
Per riassumere la pedagogia di Maritain considera l’uomo nella sua dimensione integrale
che significa che l’individuo si deve sviluppare sotto ogni punto di vista e non soltanto in
alcuni aspetti; l’individuo deve crescere dal punto di vista fisico, psichico, sociale, spirituale
e soprannaturale.
 L’educazione liberale Maritain ha elaborato una proposta di Educazione liberale perché ha
come fine la libertà ed è rivolta a tutti gli uomini e donne indipendentemente dalla loro
condizione sociale e che possiede le seguenti caratteristiche:
 È orientata alla saggezza;
 Centrata sulle umanità
 Mirante a sviluppare la capacità di pensare con rettitudine e di godere della
bellezza e della verità;
 Finalizzata a formare la capacità di conoscenza, di giudizio e di virtù.
L’uomo non nasce libero dice Maritain, ma nasce libero di liberarsi; e questa libertà l’uomo
la ottiene attraverso l’interiorizzazione delle norme sociali, religiose e morali;
Formazione integrale della persona è la proposta educativa di Maritain fondata su un
Umanesimo Integrale che come abbiamo visto sopra significa considerare la persona sotto
tutte le dimensioni; ma nella formazione integrale della persona non può mancare il credo
cristiano in quanto l’uomo è figlio di Dio. Quindi per Maritain la formazione integrale è una
formazione che è basata sui valori del Vangelo. L’educazione non è un fatto che si possa
determinare dall’esterno né un atto che si risolva tutto dal di dentro dello sviluppo dello
spirito, ma è la relazione tra educatore ed educando ed il fine è promuovere la libertà
dell’educando.
L’autorità del maestro ha una funzione liberatrice ossia deve liberare le predisposizioni o
“buone energie” che già sono presenti in potenza nell’educando che possiamo riassumere
come:
 Amore della verità, del bene e della giustizia;
 Atteggiamento positivo nei confronti della vita;
 Il senso del lavoro ben fatto;
 Apertura alla collaborazione con gli altri;
Contenuti di studio. L’educazione liberale, secondo Maritain, deve essere basata su un
giusto equilibrio tra materie letterarie e scientifiche;
8

PARTE ANTOLOGICA SU MARITAIN


 L’educazione e i suoi significati pag 28.
 Educazione consiste principalmente nel formare l’Uomo e non solo come istruzione. Formare l’uomo
significa sviluppare tutte le sue potenzialità in modo da raggiungere la completezza. ( o Perferzione)
 Educazione per Maritain ha tre significati:1) processo per mezzo del quale l’uomo è condotto verso il
suo compimento; 2) formazione che gli adulti intraprendono verso la gioventù; 3) il lavoro delle
scuole e delle università;
 L’educazione come arte pag 29.
 Per Maritain l’educazione è un’ arte morale ossia una spinta dinamica verso un oggetto da realizzare;
in questo caso aggiungo il fine da raggiungere è quello di portare l’individuo alla sua completezza.
 Due gradi errori della educazione:
1. Dimenticanza del fine che è quello, come abbiamo già detto, di portare l’individuo alla sua
completezza;
2. Fuorviare il fine ossia non educare al fine di portare l’individuo alla sua completezza.
 Il fondamento cristiano della educazione pag 29
 Tutto il processo educativo deve essere ispirato ai valori cristiani di cui la nostra società è intrisa. La
cultura europea è profondamente fondata sui valori cristiani e questo riguarda anche coloro che si
professano atei.
 Alla domanda cosa è l’uomo Maritain si rifà alla tradizione greco/giudaica/cristiana;
 l’uomo è un animale dotato di ragione;
 l’uomo è un individuo libero in personale relazione con Dio;
 l’uomo è creatura peccatrice la cui massima perfezione consiste nell’amore.
 Individuo e persona: l’arte educativa di togliere e di potare pag 30
 Individuo è l’uomo preso dal punto di vista della natura mentre la persona è l’uomo preso dal punto
di vista spirituale. Concetto importantissimo: che persona ed individuo devono coesistere in ciascuno
di noi e non è possibile che siano separati; persona ed individuo rappresentano la completezza
dell’Uomo.
 Arte di potare: l’educazione è arte di togliere e potare nel senso che se è necessario vada a diminuire
la pesantezza della individualità d accrescere la personalità; è un’arte non facile!
 Il fine principale dell’educazione pag 69
 Il fine principale dell’educazione è per Maritain “aiutare un piccolo d’uomo a raggiungere la sua
piena formazione umana” ossia la sua completezza; gli altri scopi quali la trasmissione dei saperi e
delle competenze sono secondari;
 L’uomo è persona ossia ha una parte spirituale
 Che cos’è l’amore per Maritain: “donare se stesso agli altri che sono per lui degli altri se stesso.”
 Fine dell’educazione e aspirazioni della persona pag 69
 Scopo dell’educazione definito in maniera più precisa: guidare lo sviluppo dell’uomo affinché si formi
come persona umana completa; l’aspetto utilitario della educazione ossia i saperi che mettono in
grado di svolgere un lavoro e guadagnarsi la vita non deve essere disprezzato ma non può essere
l’unico scopo della educazione o lo scopo primario.
 Aspirazione alla libertà. Per Maritain la libertà non è il libero arbitrio, ma la libertà interiore e
spirituale.
 Il protagonista del processo educativo pag 108
 L’agente principale del processo educativo è l’educando; il maestro (o educatore) è l’agente
secondario.
 Le disposizioni fondamentali del giovane e il ruolo dell’educatore + Le disposizioni al lavoro ben fatto e alla
cooperazione pag 108-109
Le disposizioni fondamentali sono cinque come segue:
1. Amore della verità
2. Amore del bene e della giustizia
3. Semplicità e apertura nei riguardi dell’esistenza ossia cercare allontanare il più possibile l’egoismo e
l’orgoglio
4. Il senso del lavoro ben fatto che significa avere rispetto per il lavoro da fare;
5. Senso di cooperazione che significa avere la tendenza alla vita sociale e politica.
 Sfere educative e sfere extraeducative pag 198
 Le Sfere educative sono per Maritain la Famiglia, la Scuola, lo Stato e la Chiesa, ossia quelle
istituzioni che si sono sempre occupate di educazione. La famiglia è la sfera educativa più importante
9

e spesso è causa di traumi nei fanciulli ma non per questo bisogna eliminarla ma occorre solo
renderla più consapevole al fine di evitare questi aspetti spiacevoli;
 Sfera Extraeducativa è l’intero campo della attività umana come il mondo del lavoro, la sofferenza di
ogni giorno, le dure esperienze dell’amicizia e dell’amore, i costumi sociali, la legge, le arti, ecc. La
sfera extraeducativa esercita sull’uomo una azione più importante per il compimento della sua
educazione che non l’educazione stessa.
 L’associazionismo studentesco pag 199
 Importanza della creazione di gruppi e associazioni studentesche per supplire alle carenze educative
sia della famiglia e sia della scuola; Oh! da non dimenticare che queste associazioni devono avere
una forte ispirazione cristiana ed agire secondo i dettati del Vangelo.
 La scuola liberale per tutti pag 200
 Qui Maritain dice che la scuola deve essere per tutti ossia deve diventare di massa; tutti devono
andare a scuola sia coloro che faranno lavori manuali e sia coloro che faranno lavori intellettuali; sia
il lavoro manuale e sia quello intellettuale sono entrambi degli di stima e non ci deve essere una
supremazia dell’uno sull’altro ma sono su un piano paritario. Però Maritain afferma anche che il
lavoro intellettuale ha una natura più spirituale e di conseguenza un valore più alto di quello
manuale, ma questa differenza non è sufficiente a creare una gerarchia tra i due tipi di lavori che
devono stare in ogni caso sullo stesso piano in quanto a dignità e rispetto.
10

BRUNER S. Jerome

229-235

 Profilo biografico. Nato a New York nel 1915 e morto nel 2016. Di religione ebraica era figlio di
immigrati polacchi; si era laureato in psicologia ed ha insegnato in America ed Inghilterra. La sua
attività di studioso può essere divisa in tre momenti:
1. E’ uno dei fondatori della corrente psicologica del cognitivismo;
2. Studi psicopedagogici ed in questo campo le sue idee innovative gli valsero la notorietà in
tutto il mondo. Era il periodo della guerra fredda tra Usa e Urss e sembrava che l’Urss
avessero superato gli Stati Uniti in quanto erano riusciti per primi ad arrivare sulla luna; le
cause di questo arretramento furono addebitate alla scuola americana incapace di formare
i giovani in maniera adeguata. Questo fu affermato in un famoso convegno tenutosi a
Woods Hole nel 1959.
3. Studi di psicologia culturale nell’ultima marte della sua lunga vita, nei quali Bruner ha
approfondito la relazione tra sviluppo individuale e fattori culturali e sociali.
 Avviamento alla lettura
 Rinnovamento dell’educazione e ruolo della scuola ;
Critica all’attivismo e a Dewey. Bruner ritiene che l’attivismo di Dewey non si era
dimostrato capace di garantire una adeguata formazione del pensiero.
Pertanto Bruner propone la sua “ricetta” per il rinnovamento della scuola. I punti essenziali
sono i seguenti:
 Bruner voleva rinnovare la scuola americana ponendo un più stretto legame tra la
ricerca scientifica e pratica didattica; bisogna passare dalla spiegazione scolastica
alla spiegazione scientifica e questo significa appunto una maggiore vicinanza tra
scienza e scuola.
 Le materie di studio non sono un prodotto culturale da trasmettere, ma sono dei
modelli di pensiero da assumere.
 La scuola non ha solo la funzione di adattare i giovani alla società come pensava
Dewey, ma deve contenere prima di tutto strumenti di critica culturale e
promuovere negli alunni autonome capacità di ricerca.
 L’istruzione ha come funzione principale quella di sviluppare i processi cognitivi
degli allievi;
 La scuola rappresenta discontinuità rispetto alla vita sociale e la sua funzione;
principale è, come abbiamo detto sopra, promuovere lo sviluppo dell’intelligenza.
 In ogni materia di studio bisogna individuare le “idee organizzatrici” di cui è
composta. Ciò significa che compito della didattica è quello di individuare per ogni
disciplina le “strutture di fondo” che la sostengono.
 I programmi scolastici devono essere costantemente aggiornati.
 Fini e metodi
 Per Bruner uno dei difetti della scuola tradizionale è che non fornisce un metodo di
studio adeguato per affrontare le varie materie
 Un metodo didattico efficace è quello che indica in maniera precisa le regole per far
acquisire agli alunni conoscenze e abilità in modo stabile ed efficace.
 Bruner non si interessa tanto ai fini della educazione, che è un argomento che
riguarda più la politica, ma delle strategie per rendere l’apprendimento più
agevole;
 Quindi la scuola e l’educazione in generale non si devono preoccupare delle finalità
dell’educazione che è un compito proprio della politica, ma si devono occupare di
come far avvenire gli apprendimenti in maniera efficace. Quindi Bruner si sofferma
sullo studio dei metodi didattici.
 Due modi di pensare della mente Secondo Bruner la conoscenza si acquisisce in due modi
diversi che sono proprio due tipi di funzionamento cognitivo e sono:
11

 Pensiero paradigmatico o logico scientifico è quello basato sulla logica, la matematica,


le scienze e le tecnologie; è in sostanza il metodo scientifico basato su categorie di
causa ed effetto; E’ il mondo della certezza;
 Pensiero narrativo o sintagmatico invece può essere definito come un uso creativo
del modo di pensare perché non è sottoposto né a prove né a dimostrazioni;
stiamo parlando della narrativa attraverso la quale l’uomo può elaborare soluzioni
originali e soggettive ai diversi problemi sorti dall’esperienza. Il pensiero narrativo
ha sempre a che fare con delle possibilità anziché con stabili certezze; E’ il mondo
narrato al congiuntivo (che è il modo della incertezza e possibilità) e che permette
la creazione di mondi possibili attraverso continue interpretazioni della realtà.
Attraverso la narrativa costruiamo, ricostruiamo e reinventiamo la nostra vita. Il
pensiero narrativo è meno conosciuto rispetto al pensiero scientifico, e costituisce
una importante chiave di lettura sia per conoscere il mondo e sia per conoscere se
stessi.
Per concludere Bruner si auspica che la scuola possa diventare anche un “luogo di
narrazioni” e non solo di paradigmi.
12

PARTE ANTOLOGICA SU BRUNER

 Antinomie dell’educazione contemporanea pag 34


 Le antinomie sono delle coppie di verità che si contraddicono l’una con l’altra;
 Prima antinomia. Realizzazione individuale contro la conservazione della cultura; da un lato la
funzione della educazione di consentire alle persone di auto realizzarsi e dall’altro sempre funzione
della educazione è di riprodurre la cultura che comporta il rischio di stagnazione. Trovare una
soluzione di compromesso fra questi due poli non facile
 Seconda antinomia. Centralità del talento contro la centralità degli strumenti culturali; da una parte
si afferma che l’apprendimento avviene dentro la testa ossia è intrapsichico; dall’altra parte si
afferma che qualsiasi attività mentale è situata in un ambiente culturale che la supporta.
 Terza antinomia. Particolarismo contro universalismo. Riguarda la valutazione dei modi di pensare
ossia come devono essere giudicati ed in base a quali standard e da chi?
 Il progetto pedagogico tra società e politica pag 37
 Quando si formula una teoria pedagogica bisogna sempre tener presente l’ambiente politico,
economico e sociale del processo educativo.
 Il fine e il processo della educazione coincidono pag 76
 A qualsiasi cosa lo studente sia indirizzato, si deve fare in modo che egli la approfondisca abbastanza
per ricavare il senso che il potere mentale si accresce con l’approfondimento della conoscenza; in
sintesi Bruner ci vuole dire che un aspetto importantissimo della educazione serve per sviluppare la
mente degli allievi.
 Il processo educativo e il fine coincidono; ciò significa che il fine dell’istruzione è il sapere
organizzato e tale è anche il processo educativo.
 L’attività mentale del fanciullo e anche dell’adulto può sopportare solo una limitata quantità di
informazioni ossia massimo 7 cognizioni irrelate (sette discipline collegate tra loro) altrimenti si crea
sovraccarico mentale e confusione e amnesia.
 Trasformazioni socioculturali e scopi educativi pag 77
 Ogni generazione deve ridefinire la natura e la direzione e gli scopi della educazione a causa dei
cambiamenti che intercorrono per il passare del tempo.
 Vi sono 4 cambiamenti caratteristici del nostro tempo di cui bisogna tener conto se si riflette sulla
educazione:
1. La conoscenza sempre più approfondita della specie umana;
2. Accresciuta comprensione della natura dello sviluppo mentale;
3. Comprensione del processo educativo alquanto più chiara di quella che si aveva in
precedenza;
4. Rapidità dei cambiamenti nella società in cui viviamo che ci obbliga a ridefinire l’educazione
per le nuove generazioni.
 La separazione tra fini e mezzi pag 78
 Non è compito né degli psicologi e né dei pedagogisti decidere quali sono i scopi dell’educazione
perché questo aspetto riguarda la politica;
 Gli psicologi e pedagogisti si devono occupare invece di stabilire quali sono i procedimenti necessari
per ottenere che un individuo apprenda più agevolmente o che si liberi dall’ansietà che inibisce
l’apprendimento.
 Come l’insegnante vede gli allievi pag 115
 Bisogna fornire agli insegnanti e anche ai genitori la migliore teoria disponibile sulla mente;
 Spiegare quello che i bambini fanno non è più sufficiente perché bisogna capire cosa i bambini
pensano di fare.
 E’ importante che i bambini arrivino a riflettere sul loro pensiero ossia come i bambini pensano di
aver conseguito le loro conoscenze,
 I bambini come pensatori: lo sviluppo dello scambio intersoggettivo pag 116
 Il bambino non è un recipiente vuoto ma è qualcuno capace di ragionare, di fare senso, essi non
sono più visti come discenti ma come degli epistemologi.
 Le competenze Metacognitive pag 117
 La pedagogia moderna è sempre più dell’idea che il bambino debba essere consapevole dei suoi
processi di pensiero e quindi è importante che i docenti stimolino nei bambini le capacità
Metacognitive ossia a diventare più consapevole non solo della materia ma anche nei processi di
apprendimento; quindi bisogna fornire ai bambini oltre alle nozioni anche la teoria del
funzionamento della mente.
13

 Docente e allievo: il problema della autorità pag 117


 Qui si parla della relazione tra docente e allievo. Il modo con cui viene regolata tale relazione
influisce sulla natura dell’apprendimento e sul grado di sviluppo di una capacità autonoma da parte
di chi apprende.
 Per concludere la relazione tra chi istruisce e chi viene istruito non è mai priva di effetti
sull’apprendimento.
 Docente come modello di competenza pag 118
 Il docente per essere efficace deve proporsi agli allievi quale modello degno di competenza e degno
della loro stima;
 E’ importante che l’insegnante fornisca agli alunni un modello degno da imitare.
 Le idee organizzatrici delle discipline e il loro insegnamento pag 149
 Ogni disciplina è basata sulle “idee organizzatrici” sono “scoperte” che mirano a connettere e
semplificare l’esperienza:in fisica si è scoperta l’idea di forza, in chimica quella di combinazione, in
psicologia l’idea di motivazione, in letteratura quella di stile, e tutto questo finalizzato ad avere
strumenti per la comprensione.
 La storia della cultura è la storia dello sviluppo delle “grandi idee organizzatrici o strutturali” che ci
servono sia per aiutarci a comprendere e sia per fornirci gli strumenti per l’esperienza.
 Non è possibile “dominare” una materia e non basterebbe una vita intera se per dominare si intende
conoscere tutto di quella materia; e allora bisogna cercare di capire qual è la struttura logica di
quella materia e questo permetterà all’individuo di ricostruire i particolari; quindi è conoscendo la
struttura logica della materia che si può risalire ai particolari.
 Vantaggi della didattica strutturale pag 150
 La comprensione delle strutture rende più interessante una disciplina; questo vale non solo per le
discipline scientifiche ma anche per gli studi sociali e la letteratura.
 La memoria. Se vogliamo ricordare una nozione la dobbiamo inserire in un contesto strutturale.
Facciamo un esempio: uno scienziato non cerca di ricordarsi le distanze dei pianeti ma egli conserva
nella memoria la formula che gli permette di ricostruire quelle distanze;
 L’apprendimento strutturale ci assicura che la dimenticanza non è mai una dimenticanza totale e che
resta sempre qualcosa che ci permetterà di ricostruire i particolari quando ne abbiamo bisogno.
 Insegnamento strutturale e transfert
 Transfert. La didattica strutturare avvantaggia anche il transfer dell’addestramento che significa
trasferire ciò che si è imparato in una disciplina anche in un’altra disciplina;
 Costante riesame. Significa che ciò che abbiamo appreso nelle scuole elementari e secondarie deve
essere utilizzato per il proseguimento degli studi e non considerato come superato oppure sbagliato.
E questo aspetto sarà agevolato se si studiano le discipline attraverso le “idee organizzatrici”.
 L’apprendimento per scoperta pag 151
 Definizione di scoperta. Essa consiste in un riordinamento o in una trasformazione delle nozioni già
possedute in modo da consentire di spingersi più al di là di esse, verso nuovi concetti; In altre parole
scoprire significa trovare la struttura più adatta, il significato più profondo; quindi scoperta non è
trovare qualcosa dal nulla …
 L’apprendimento per scoperta da al fanciullo i seguenti vantaggi:
 Maggiore potenzialità intellettuale;
 Maggiore ricompensa psicologica;
 Migliore tecnica nell’indagine;
 Affinamento dei processi della memoria.
 Approccio costruttivista. L’apprendimento per scoperta spinge l’allievo a diventare “costruttivista”
ossia artefice della propria conoscenza o meglio per riportare le parole di Bruner “permette di
spingere l’allievo ad organizzare ciò che incontra non soltanto in modo da scoprirvi rapporti e
regolarità, ma anche da evitare la deriva in cerca di informazioni slegate.”
 Forme e rappresentazioni della conoscenza pag 152
 Ogni idea, e ogni problema e ogni campo del conoscere può essere rappresentato in tre modi diversi:
 Rappresentazione attiva, ossia attraverso un insieme di azioni atte al raggiungimento di un certo
risultato;
 Rappresentazione iconica, ossia attraverso le immagini
 Rappresentazione simbolica, ossia attraverso i simboli
 Progettare e valutare esperienze di apprendimento pag 152
 Affinché la valutazione dei risultati di apprendimento degli allievi sia proficua deve accompagnarsi ad
uno sforzo di insegnare in modo tale che la risposta dell’allievo a un particolare processo di
14

insegnamento possa venire valutata. Che significa questo? Riposta è che la valutazione non deve
solo esaminare la quantità di nozioni apprese ma soprattutto deve esaminar il “processo di
apprendimento” attraverso il quale il bambino riesce o non riesce a padroneggiare il materiale; cioè
il contenuto non si può considerare indipendente dal problema pedagogico ossia da come avviene il
processo di apprendimento nell’allievo.
 La scuola, ingresso nella vita della ragione pag 204
 La scuola è l’ingresso nella vita della ragione che significa che la scuola è vita e non preparazione alla
vita (come pensava Dewey); la scuola non deve limitarsi solo ad assicurare la continuità con la
società in cui si vive o con l’esperienza quotidiana. Quindi scuola finalizzata allo sviluppo della mente
e non solo per agevolare i giovani ad inserirsi nella società in cui vivono.
 La scuola è uno speciale tipo di vita accuratamente programmato al fine di sfruttare al massimo gli
anni in cui gli apprendimenti sono più facili;
 L’errore di Dewey pag 204
 Per Dewey la scuola doveva servire solo per agevolare l’inserimento dei giovani nella loro società;
per lui la scuola era una zona di passaggio tra la intimità della famiglia alla vita sociale;
 Bruner afferma che la scuola deve introdurre nuove prospettive ossia stabilisce una precisa
distinzione tra fanciullo e adulto nel senso che l’età della maturità richiede l’introduzione a nuovi
campi di esperienza, la scoperta e la esplorazione di nuovi misteri e la conquista di nuove forze.
 Processi culturali e trasformazioni scolastiche pag 204
 L’educazione per Bruner non è solo trasmissione di cultura ma è innanzi tutto formazione di un
potere e di una sensibilità mentale che consentano a ciascuno di procedere da solo alla ricerca di
costruirsi una personale cultura interiore.
 La scuola è la via che apre alla ragione ossia la scuola apre allo sviluppo mentale e non solo alla mera
trasmissione di nozioni e comportamenti.
 Il metodo di insegnamento utilizzato deve sempre atto a favorire e stimolare “l’autoapprendimento”
degli allievi.
 Pensiero logico scientifico e pensiero narrativo pag 205
 Bruner ribadisce l’importanza della “struttura di ogni disciplina”, il curriculum a spirale, il ruolo
dell’apprendimento per scoperta;
 Esistono due modi attraverso i quali gli esseri umani organizzano e gestiscono la loro conoscenza del
mondo:
 il pensiero logico scientifico che è specializzato per trattare “le cose fisiche”;
 il pensiero narrativo che è invece adatto per trattare delle persone e delle loro condizioni.
 Questi due tipi di pensiero sono presenti in tutte le culture anche se ciascuna cultura ne privilegia
l’uno oppure l’altro. Ci sono culture più scientifiche ed altre più narrative.
 La scuola e lo sviluppo del pensiero narrativo pag 206
 Abbiamo detto che la narrazione è adatta a trattare delle persone e quindi le arti narrative sono: la
canzone, il dramma, il romanzo, il teatro e simili
 La narrazione è uno strumento della mente capace di creare significato e per fare questo occorre,
leggerla, farla, analizzarla, sentirne l’utilità, discuterla.
 Bruner non intende sminuire l’utilità del pensiero scientifico ma spesso accade che il pensiero
scientifico appaia come freddo, noioso e disumano.
 Bruner dice che bisogna rivalutare il pensiero narrativo che ha la capacità di creare significati e di
veicolare anche i contenuti scientifici.
 Un sistema educativa valido deve aiutare chi cresce in una cultura a trovare una identità al suo
interno e solo la narrazione consente di “costruirsi una identità” e di trovare un posto nella propria
cultura.
 Pertanto le scuole devono coltivare la capacità narrativa e svilupparla in quanto è lo strumento
idoneo per costruire la propria identità.
15

MORIN Edgar

315-321

 Profilo biografico. Morin è nato in Francia nel 1921 ed è tuttora vivente. Il suo vero cognome è
Nahoum ed è di origine ebraica. E’ sociologo e filosofo; dalla fine degli anni Sessanta Morin si è
occupato di epistemologia e della definizione della complessità. Successivamente ha studiato il
fenomeno della Globalizzazione, fino a giungere negli ultimi anni a ricoprire l’incarico, conferitogli
dall’Unesco, di analizzare i processi di riforma in atto nei sistemi educativi contemporanei.
 Avviamento alla lettura
 L’orizzonte della società-Mondo e il paradigma della complessità . Morin definisce la nostra
epoca come era planetaria che per lui è iniziata con la scoperta dell’America a cui sono
seguite la colonizzazione di tutti i continenti da parte dei popoli occidentali conquistatori, la
diffusione della schiavitù e la occidentalizzazione del mondo e la intensificazione sempre
crescente degli scambi e delle interazioni fra le diverse parti del mondo. Poi a partire dal
Novecento in avanti si è assistito a varie decolonizzazioni e alla scomparsa della Unione
sovietica e questo ha portato ad un nuovo fenomeno definito come Globalizzazione,
intorno agli anni Novanta, che ha come caratteristiche quelle di: aver aperto un unico
mercato mondiale governato dalle leggi del liberalismo economico ed ha dato vita ad una
rete di comunicazioni sempre più vasta.
Oggi, ci dice Morin, viviamo nella complessità che significa che la realtà è formata da
elementi che risultano inseparabili come per esempio gli elementi economici, politici,
sociologici, psicologici, affettivi e culturali. In altre parole si potrebbe definire la complessità
come un forte legame che corre tra l’unità e la molteplicità.
I processi di mondializzazione, che sono un diretto effetto della globalizzazione, hanno reso
le vite di ciascuno di noi interdipendenti e tutti viviamo nell’ottica di una realtà unica che
Morin chiama Comunità di destino o anche società mondo. Tutto ciò significa che la società
odierna non ha più confini nazionali perché è diventata mondiale basti pensare alla
potenza di Internet che ha eliminato le distanze spazio/temporali. Questa società
globalizzata è spinta da quattro motori che sono: Scienza – tecnica - industria e mercato
che sono sempre di più interconnessi tra loro come appunto i quattro motori di un aereo.
Tutti gli uomini per effetto della globalizzazione convivono in un'unica realtà mondiale
ossia stiamo assistendo alla nascita della società-mondo che però ha anche aspetti negativi
quali il crearsi di nuovi conflitti come dimostrano gli antagonismi tra occidente ed oriente e
fra nord e sud, fra i popoli, culture, religioni e gruppi sociali.
La nascita di qualcosa di nuovo e ciò riguarda anche la globalizzazione, avviene sempre
tramite un processo di ordine-disordine- organizzazione i cui esiti sono imprevedibili.
Una nuova educazione. Secondo Morin alla luce di quanto detto occorre realizzare una
nuova educazione capace di fornire agli uomini e alle donne gli strumenti per affrontare il
futuro e questa riforma riguarda tre aspetti che sono: 1) modo di conoscere; 2) modo di
pensare; 3) modo di insegnare;

 Il pensiero complesso ; Morin critica l’impostazione tradizionale secondo la quale tutti i


processi si possono ricostruire partendo da alcuni elementi semplici da combinare tra loro,
perché questo modo di fare porta ad una eccessiva ipersemplificazione della conoscenza
che ci fa perdere di vista il problema nella sua complessità ed interezza.
La realtà per Morin è tutt’altro che semplice ma è addirittura infinitamente complessa e
questo aspetto dobbiamo averlo sempre presente se vogliamo in qualche modo avvicinarci
alla comprensione della realtà. Facciamo un esempio: l’uomo anche da adulto rimane
infantile ed adolescente, è sano ma anche nevrotico, sa produrre progresso ma anche
portare distruzione.
16

I problemi quindi vanno compresi e affrontati nella lo complessità attraverso un nuovo


metodo di indagine capace di collegare ciò che è disgiunto ed evitare in ogni caso la
parcellizzazione e frammentazione del sapere;
I tre principi per pensare la complessità , sono:
1. PRINCIPIO DIALOGICO che permette di mantenere la dualità in seno all’unità;
2. PRINCIPIO RICORSIVO ossia in un processo i prodotti e gli effetti sono contemporaneamente
cause e produttori di ciò che li riproduce. Quindi parliamo processi circolari e non lineari;
3. PRINCIPIO OLOGRAMMATICO secondo cui non solo una parte è nel tutto ma il tutto è nella
parte.
 Riformare l’insegnamento; abbiamo già detto che per affrontare il mondo della complessità
si devono anche ripensare i sistemi didattici e Morin a questo proposito introduce un
nuovo modello della conoscenza. Esso si basa sul principio che invece di dissolvere o
ridurre la realtà in saperi specialistici bisogna pensarla nella sua complessità e che,
piuttosto che frammentare e isolare le conoscenze, dobbiamo legarle e ricomporle. Per
Morin, per riprendere quanto detto da un noto pensatore del passato (Montaigne del
1500), è meglio una testa ben fatta rispetto ad una testa ben piena e questo significa che
non servono teste piene di nozioni, che pure sono importanti, ma servono teste nelle quali
siano presenti i criteri di selezione e di organizzazione che conferiscono ordine e significato
alle conoscenze accumulate. Oggigiorno bisogna avere teste dotate di capacità di collegare
i saperi tra loro per avere una visione il più possibile d’insieme.
Questo nuovo modello della conoscenza consentirebbe di rispondere al meglio alle sfide
della globalizzazione e della complessità in tutti i campi del sapere e della economia.
Inoltre aggiunge Morin bisogna anche superare la tradizionale distinzione tra cultura
umanistica e cultura scientifica che devono essere considerate insieme, appunto nell’ottica
della complessità. Sempre per lo stesso motivo bisogna eliminare anche la distinzione tra
le varie discipline scolastiche perché in realtà sono tutte collegate tra loro.
Nel suo modello della conoscenza Morin ci dice anche quali sono i sette saperi necessari
per la educazione del futuro. Essi sono:
1. Far conoscere che cosa è conoscenza; significa studiare i processi della conoscenza
2. Comprendere i problemi nella loro globalità e complessità e non frammentarli
3. Insegnare la condizione umana al fine di comprendere la propria identità e quella degli altri
4. Insegnare la storia dell’era planetaria che è iniziata con la scoperta dell’America; quindi
aggiungo i studiare la Storia Moderna.
5. Rivelare le incertezze, dubbi e problemi che ci possono essere nelle varie discipline ed
insegnare le strategie per superare le difficoltà
6. Formare alla comprensione delle altre persone al fine di ottenere pace e tolleranza;
7. Promuovere una etica planetaria ossia comune a tutti i popoli e che in ultima analisi si
chiama democrazia.
Questo nuovo modello educativo (o della conoscenza) deve anche essere in grado di
riportare al centro delle nostre preoccupazioni aspetti come l’etica e la solidarietà senza le
quali e impossibile ed impensabile poter affrontare le sfide che il futuro ci riserva.
17

PARTE ANTOLOGICA SU MORIN

 Era planetaria e sistemi formativi attuali pag 79


 L’Era planetaria inizia nel XV° secolo con la scoperta dell’America; è il periodo anche della rivoluzione
copernicana secondo la quale è la terra a girare intorno al sole e non viceversa come si era ritenuto
prima;
 L’era planetaria si è sviluppata attraverso la colonizzazione, la schiavitù, l’occidentalizzazione e la
moltiplicazione delle relazioni e interazioni tra le differenti parti del pineta.
 La Globalizzazione è un fenomeno iniziato a partire dagli anni Novanta e da vita ad un mercato
mondiale e ad una rete di comunicazioni estremamente ramificata su tutto il pianeta.
 I sistemi di insegnamento oggi sono inadeguati perché continuano a frazionare e separare le
conoscenze che invece dovrebbero essere collegate.
 Occorre quindi un nuovo modo di educare per l’era planetaria cosa che richiede la riforma del modo
di conoscere, la riforma del pensiero, la riforma dell’insegnamento.
 Pensare in modo complesso pag 80
 Il Pensiero complesso rompe con la dittatura del paradigma della semplificazione,
 Quindi si deve pensare tenendo in considerazione i problemi nella loro complessità ed interezza ed
evitando ogni semplificazione che ci porta fuori strada.
 Una triplice tragedia da affrontare in campo educativo pag 81
 Il pensiero complesso riconosce l’impossibilità al tempo stesso la necessità di una totalizzazione, di
una unificazione, di una sintesi; Deve di conseguenza, tendere in modo tragico alla totalizzazione,
all’unificazione, alla sintesi, mentre combatte la pretesa a questa totalità, a questa unità, a questa
sintesi, poiché ha pienamente e irrimediabilmente consapevolezza della incompiutezza di ogni
conoscenza di ogni pensiero e di ogni opera.
 La nuova missione dell’educatore pag 118
 L’insegnamento deve diventare una missione di trasmissione di strategie per la vita;
 Questa trasmissione richiede competenza, ma anche una tecnica ed un’arte.
 Richiede ciò che nessun manuale cita, ma che Platone sottolineava come condizione indispensabile a
qualsiasi insegnamento: l’eros, che è ad un tempo desiderio, piacere ed amore;
 Desiderio e piacere di trasmettere;
 Amore per la conoscenza
 Amore per gli allievi
 Laddove non c’è amore, ci sono solo problemi di carriera, di salario per l’insegnate e di noia per
l’allievo
18

AUSUBEL David P.

209-213

 Profilo biografico. Nacque a New York nel 1918 ed è morto nel 2008. E’ stato un psicologo
statunitense. Si è occupato dapprima di psicologia dello sviluppo e successivamente delle relazioni
tra sviluppo, apprendimento e metodi didattici, intesi come strategie più adeguate per
promuovere una acquisizione significativa dei contenuti scolastici. Ausubel ha una impostazione di
tipo cognitivista.
 Avviamento alla lettura.
 Tipologie dell’apprendimento. Questa volta sono stato più schematico.
Matrice cognitiva o struttura cognitiva è per Ausubel la struttura mentale del bambino così come
si è formata attraverso il contatto con i genitori e nell’ambiente di vita e che dà al bambino
conoscenze, capacità e abilità. La possiamo anche definire come il mondo interiore del bambino. Si
definisce:
 Matrice: perché definisce il primitivo mondo interiore del bambino;
 Cognitiva: perché riguarda la mente.
Processi di apprendimento per Ausubel sono: quei processi che permettono il passaggio di
determinati oggetti culturali alla matrice cognitiva del bambino.
 Primo stadio di apprendimento: è quando il bambino (o alunno) viene a contatto per la
prima volta con una nuova informazione.
Questo primo stadio di apprendimento può avvenire in due modi:
 Apprendimento per ricezione: se qualcuno mi fornisce le nuove informazioni; esempio il
docente mi spiega qualcosa ed io lo devo memorizzare;
 Apprendimento per scoperta: se le nuove informazioni me le sono procurate da solo
andandole a cercare anche con l’aiuto e suggerimenti da parte del docente o di altri;
NB. C’è da puntualizzare che, il fatto che un soggetto riceva determinate informazioni sia
perché gli sono state comunicate oppure perché le abbia trovate da solo, non garantisce in
modo automatico che l’apprendimento è avvenuto. Vedi più vanti.
 Secondo stadio di apprendimento: quando la nuova informazione viene assimilata, fatta
propria ossia incorporata nella matrice cognitiva.
Questo secondo stadio di apprendimento può essere di due modi:
 Apprendimento significativo: quando le nuove informazioni vengono incorporate nella
matrice cognitiva e quindi diventano significative per lui; vanno a far parte della matrice
cognitiva e quindi formano un tutt’uno con la matrice stessa;
NB. Ausubel afferma che non tutti gli apprendimenti fatti per scoperta sono
automaticamente significativi; diventano significativi solo se i nuovi dati vengono
incorporati nella matrice e quindi ci potrebbe essere anche il caso in cui i dati ricavati per
scoperta non vengano incorporati e quindi non vengano appresi.
 Apprendimento meccanico: i nuovi dati non vengono di fatto incorporati in maniera forte
nella matrice cognitiva e quindi rimangono come un corpo estraneo che prima o poi verrà
eliminato e quindi non si ha un vero apprendimento. Si ha solo un incorporamento
apparente e non effettivo. Nell’apprendimento meccanico manca la elaborazione dei
significati.
Ricapitolando possiamo dire che non tutti gli apprendimenti per scoperta sono
significativi e non tutti gli apprendimenti ricettivi sono meccanici.
Il “vero” apprendimento è allora l’apprendimento significativo, che quindi può avvenire
non solo per scoperta ma anche per ricezione, e che è favorito da tre aspetti:
a) I nuovi dati devono avere un significato logico per l’allievo; per esempio è
sicuramente diverso apprendere una serie di parole sconnesse e una serie di parole
che formano una frase di senso compiuto; le prime non si apprendono le seconde
si;
b) Riguarda le preconoscenze che l’alunno deve già possedere per acquisire le nuove
informazioni; queste preconoscenze rappresentano “l’appiglio” o “l’ancoraggio”
19

con il quale questi nuovi dati possono in qualche modo legare con la matrice
cognitiva.
c) Motivazione personale ad apprendere ossia è data dal piacere e dalla gratificazione
che lo studente riceve nell’apprendere i nuovi dati.
In sintesi: lo studente deve apprendere in maniera consapevole e non imparare a memoria
le nozioni solo per superare gli esami.

 Gli organizzatori anticipati e i metodi espositivi di insegnamento . Il docente può facilitare


l’apprendimento significativo degli allievi in due modi:
1. Conoscendo la matrice cognitiva di ciascun allievo; ossia il mondo interiore e le
capacità di base di ciascuno. NB di ciascun allievo!!
2. Utilizzando opportune strategie didattiche.
Organizzatori anticipati. Sono le preconoscenze necessarie per acquisire determinate
nuove informazioni; queste preconoscenze servono come punto di aggancio tra le nuove
informazioni e la matrice cognitiva. Pertanto è compito del docente valutare e se il caso
fornire queste preconoscenze agli allievi per facilitare il processo di apprendimento;
Ausubel non condivide con Bruner che l’unico modo efficace di apprendimento è quello per
scoperta; Per Ausubel quindi:
 l’apprendimento per scoperta non è necessariamente significativo;
 L’apprendimento per ricezione non è necessariamente meccanico.
 L’apprendimento significativo (che è quello più efficace) può avvenire in qualsiasi
modo.
Ausubel quindi rivaluta i metodi didattici tradizionali basati sulla spiegazione frontale e di
tipo espositivo ponendo l’accento però sul fatto che l’apprendimento per essere efficace
deve essere significativo di cui abbiamo parlato sopra. Quindi l’apprendimento può essere
sia per ricezione e sia per scoperta, ma ripeto quello che è importante che sia significativo
ossia abbia le caratteristiche sopra descritte. Riassumendo l’apprendimento significativo
può avvenire attraverso qualsiasi modalità di insegnamento.
Critiche ad Ausubel gli sono state mosse proprio per questo suo voler rivalutare il metodo
didattico tradizionale basato sulle lezioni frontali.
Per Ausubel l’apprendimento più realisticamente praticabile è senz’altro l’apprendimento
di tipo ricettivo ma che deve però essere significativo;
20

PARTE ANTOLOGICA SU AUSUBEL

 L’apprendimento significativo pag 159


 Non si deve confondere apprendimento significativo con l’apprendimento di un dato contenuto
significativo.
 Questo ci porta alla importante distinzione tra:
 Apprendimento mediante elaborazione del significato che è l’apprendimento significativo;
 Apprendimento meccanico di un compito che contiene delle parti aventi già un significato
definito.
 La differenza con l’apprendimento meccanico pag 159
 Apprendimento meccanico significa apprendere senza elaborare i significati.
 I metodi per l’assimilazione attiva pag 160
 Assimilazione attiva è caratterizzata da un approccio indipendente e critico alla comprensione delle
materie.
 Acquisizione di significati precisi e completi.
 E’ più facile che si abbia una comprensione globale e precisa se si è dapprima appresa l’idea centrale
unificatrice di una data disciplina.
 La motivazione cognitiva pag 160
 La motivazione cognitiva è il desiderio di conoscenza fine a se stesso;
 L’apprendimento di tipo significativo a differenza di altri modi di apprendere costituisce
automaticamente un premio in se stesso.
 L’impegno attivo dello studente pag 160
 Poiché la significatività è in gran parte un fatto personale, la si può ottenere solo se il singolo
desidera compiere uno sforzo attivo necessario ad integrare i nuovi dati.
 Apprendimento attivo significa: riformulare e tradurre in termini personali le nuove idee e riferirle
alla propria esperienza, alla propria storia personale ed al proprio sistema di idee.
 Sono gli allievi e non gli insegnanti che devono porsi più domande ed essere più interessati a
formulare i problemi; l’insegnante non può imparare per l’allievo né navigare, intellettualmente al
suo posto; l’insegnante può solo presentare i concetti il più significativamente possibile,
 Il vero lavoro di articolare le nuove idee e i nuovi dati può essere compiuto solo dall’allievo;
 Da ciò deriva che le idee che vengono imposte con la forza agli allievi o che vengono accettate
passivamente e acriticamente non possono essere significative nel vero senso del termine.

Potrebbero piacerti anche