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Billy

all’interno
rassegna
cinematografica
film d’essai in Romagna rivista cinematografica romagnola
dal 9 al 22 marzo 9 marzo 2009 - Numero 2
raddoppia
16 pagine

Franco La Polla
il ricordo di un’allieva
Giulia non esce la sera Watchmen
The Wrestler The Reader
recensioni

Il Passatore (1947)
La Romagna alla Brazzi
La poetica del paesaggio

Puccini e la fanciulla
Paolo Benvenuti a Faenza
Giorni di luglio
Il film dei Mandra al San Luigi
réportage

L’Oscar...
...non fa il capolavoro

The Women
Billy Sostiene

Due Partite
esperimenti al femminile
9 marzo 2009 - Numero 2

BILLY passa a sedici pagine e oltre alle


consuete rubriche vi offre due reportage

Sommario dell’esordio dei Mandra a Forlì e del


passaggio di Paolo Benvenuti a Faenza, due
nuove rubriche affidate a Elisa Giovannetti
e Matteo Lolletti e un ricordo di Franco La
Polla, che ci ha lasciato in questi giorni.
Horror Politics #1 La parabola reazionaria p.2 Buone proiezioni a tutti.
Matteo Lolletti

La Prima di Puccini - Réportage 3 HorrorPolitics #1


Alessandro Merci e Chiara Tartagni di Matteo Lolletti

In Sala 6 La parabola reazionaria


the wrestler Gianluca Rivizzigno
watchmen Chiara Tartagni “11 settembre” e “guerra dei mondi”: espressioni
the reader - a voce alta Chiara Tartagni
giulia non esce la sera Alessandro Merci emblematiche. Non è infatti necessario specificare
che si tratta del 2001, esattamente come “guerra
Fuori Sala 7 dei mondi” porta già in sé una dicotomia.
mister smith va a washington Fabio Giambi Dicotomia che Spielberg fa propria: esistono due
la pazzia di re giorgio Francesco Garoia
towelhead Cecilia Benzoni
soli mondi, il nostro, pregno di quei valori positivi
il posto Fabio Giambi che riconosciamo come compiutamente occidentali,
e il loro, un lontano mondo extraterrestre (che non
vediamo mai), alieno all’interpretazione americana di
rassegna Cinematografica 8
Essai in Romagna 9 - 22 marzo 2009
libertà e civiltà. Spielberg opera un rovesciamento
semantico del concetto di alieno: se nei film
precedenti raccontava di positive diversità oggetto
Altre immagini 10 di colpevole ostilità umana, l’alieno della Guerra dei
this station is non operational Francesco Garoia Mondi è definitivamente negativo. Un parassita che si
ratman Ilario Gradassi
il vangelo secondo biff Cecilia Benzoni nutre del nostro sangue, che ha sempre vissuto con
art déco arte in italia 1919-1939 Alessandro Merci noi approfittandone (emerge dal sottosuolo, dalle
nostre radici), che comincia la sua distruzione dalle
A willing suspension of disbelief Un ricordo 11 basi proprie della nostra civiltà (la prima struttura a
di Franco La Polla crollare è una chiesa), e viene sconfitto dalla (nostra)
Elisa Zanetti natura, per una radicale inadattabilità alle nostre
condizioni “ambientali”. Metafore che alludono
Giorni di Luglio- Réportage 13
Luigi Palmirotta
a un’inconciliabilità di fondo e che, in maniera
reazionaria, ci confortano: non soccomberemo,
Atlante cinefilo della Romagna#1 14 perché l’alieno non può appropriarsi del nostro
Il Passatore di Duilio coletti (1947) mondo, che ha già in sé, nella sua intrinseca bontà,
di Elisa Giovannetti le sue difese.
Ma cos’è accaduto all’alieno buono di E.T. (1982)? Si
Billy Sostiene 16 è schiantato con due aerei sulle Torri gemelle. E non
Meglio Marco Polo Alessandro Merci
requiem for a dream Ilario Gradassi c’è bisogno di sostituire la parola alieno con straniero
la vittoria nel vento Cineclub forCine per capirlo.

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9 marzo 2009 - Numero 2

La Prima di Puccini
PAolo benvenuti al “sarti” di faenza ha presentato il suo film

S
La locandina del film
erata di gala
quella di lunedì
23 febbraio al
Cinema Italia di Faenza: lo
dice la fila alla cassa, e si
spiega con la temperatura
non polare che regna,
diversamente dal solito, nella
grande sala. Cinema gremito,
perfino i posti laterali delle
ultime file. Un’improvvisa
moltiplicazione dei cinefili
faentini? O l’anteprima
regionale dell’ultimo film di
Paolo Benvenuti, presentato
con favore di critiche e
strascico di polemiche legali
all’ultima Mostra del Cinema
di Venezia, che è riuscito ad
attirare pubblico fin dalle
lande più desolate della
bassa padana? Niente di tutto ciò; un’occhiata più Naldini ci dilettano con arie tratte dalla
attenta suggerisce la corretta risposta all’arcano Bohème, tra cui spicca, almeno al nostro orecchio
dilemma: il pubblico è costituito per l’80% da non troppo esperto, “Che gelida manina”:
genitori, amici e parenti dei bambini del coro di esecuzione potente e affascinante, subito
voci bianche che si esibirà prima della proiezione ricoperta di applausi. Si sente però che il pubblico
del film. non è lì per quello. È infatti quando sale sul palco
Pubblico tutt’altro che ideale, mi viene da il coro di voci bianche della scuola Sarti che gli
pensare, e gli esiti mi daranno ragione. astanti rasentano il delirio collettivo e le mura del
Prima del film, però, spazio alla musica: il cinema rischiano di crollare. Lo spettacolo è senza
soprano Monica Delli Carri e il tenore Fabiano dubbio pittoresco: sul palco non si vedono due

Il film vincitore del Sedicicor- Il personaggio avatar del È uscito il numero di marzo
to Film Festival 2008 Toyland Sedicicorto Film Festival della rivista elettronica Rap-
ha vinto l’oscar come miglior 2009 sarà la attrice e balleri- porto confidenziale con la
cortometraggio. na brasiliana Carmen Miran- prima parte di un dossier su
Complimenti alla giuria. da. A 90 anni dalla nascita. Gus Van Sant. Informatevi.
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La Prima di Puccini

La soprano Monica Delli Carri


persone di altezza americano («sì, proprio quei film senza capo né
uguale, o di uguale coda»), la necessità della ricerca prima del film, il
abbigliamento, le tributo che ogni suo film vuole pagare alla verità
divise scure delle storica.
bambine appena Infine Puccini, e la triste vicenda di Doria Manfredi,
uscite dall’asilo si solo accennata, perché a raccontarla c’è il film. Un
accompagnano ad film che sembra venuto da un altro pianeta, che
eleganti giacche poco o nulla ha a che fare con l’Italia del 2009, e
di pensionati e alla perfino con gli altri, perlopiù mediocri, film italiani
candide camicie presentati in concorso a Venezia («per me c’è
di emozionati solo il passato», confesserà non casualmente
preadolescenti. Benvenuti alla fine della proiezione).
Le voci, poi, sono Un film pittoricissimo, fatto di immagini, di silenzi,
armoniche quanto di luci, del frusciare delle gonne femminili nelle
i vestiti, e non è 2
stanze del palazzo, dell’ondeggiare dei canneti
facile capire cosa si stia ascoltando; per fortuna alla brezza che spira sul lago di Massaciuccoli. Un
o purtroppo, in pochi minuti l’esplosione di fuochi film senza dialoghi, un muto del XXI secolo, che si
artificiali ha termine e il coro, memore della lezione affida solo alle lettere scritte dai personaggi del
di Paganini, non ripete, con lieve disappunto dei dramma per raccontare la triste storia di Doria
presenti. Il coro della Scuola di musica “Sarti” di Faenza
Finalmente c’è spazio per
Benvenuti, e per il suo
dialogo con Andrea Bruni,
direttore artistico della
rassegna Lunedì cult movie,
che ospita l’evento: poche
parole, di lucida intelligenza.
La sua storia, i suoi inizi
come pittore, il legame con
Rossellini («l’inquadratura
giusta è una sola, quella
che dà più informazioni»),
la folgorazione del cinema
indipendente e sperimentale

Fino al 15 marzo in corso il


Lina Wertmüller lavora a un
Bergamo Film Meeting, il più
nuovo film. Mannaggia la
piccolo dei grandi festival
italiani. Rassegne dedicate miseria. Accanimento.
a Carol Reed e Claire Denis.
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La Prima di Puccini

Il dibattito col regista Paolo Benvenuti e il direttore artistico Andrea Bruni


sempre si riesce a seguire la
trama, la lentezza è a tratti
esasperante, soprattutto
considerata l’ora (la
proiezione è iniziata alle
22.20). Inoltre la scelta del
muto, anche se suggestiva,
gela la storia in un clima
di astrattezza metafisica.
Il pubblico deve avere ben
colto questi limiti, se appena
terminata la pellicola, si
affretta a uscire dalla sala
e a disertare il dialogo con
l’imbarazzato Benvenuti
(«il dibattito non è mica
Manfredi. Serva di casa Puccini, ingiustamente obbligatorio»). Eppure, nonostante una certa
accusata di avere una relazione col grande pesantezza, il film, elitario e raffinato quanti altri
musicista, è indotta al suicidio dall’ostracismo mai, lascia il segno e centra il bersaglio, incantando
e dalla crudeltà delle donne della famiglia. lo spettatore e ricordando che anche nell’Italia
Le le immagini sono pura goduria per i sensi, di oggi c’è spazio per qualcosa di diverso, per
tra citazioni di Lega e della pittura di interni qualcosa che se ne frega di ammiccare al pubblico
della scuola di Piacentina, e le musiche de La e dei consigli delle scuole di sceneggiatura.
Fanciulla del West dialogano sublimi coi suoni Insomma, anche se un cinema troppo d’immagine
del lago e dell’ambiente. Tuttavia il film non si come quello di Benvenuti rischia di privarsi del
limita a un esercizio di stile estetico, ma svolge gusto della narrazione, Puccini e la fanciulla resta
anche una funzione di denuncia, riportando a un film da consigliare, almeno a chi vuole fare
galla dopo un secolo la verità e riabilitando la un’esperienza visiva fuori dall’ordinario e ha la
figura della Manfredi, considerata dalla vulgata, pazienza necessaria per godere di certi piaceri.
e ancora dalla fiction con Alessio Boni che sarà BBBBB Serata
in tv a marzo, l’amante respinta di Puccini. BBB B Film
Dunque, un capolavoro? Non proprio. Il film ha
le sue imperfezioni e le sue incongruenze. Non Alessandro Merci e Chiara Tartagni

È disponibile nelle videote-


che Predappio in luce do- È finalmente uscito in dvd Sempre in dvd da catturare
cumentario di Marco Ber- Django film icona di Sergio Non pensarci di Gianni Za-
tozzi sul rapporto tra il mito Corbucci. L’edizione non è nasi e Era notte a Roma di
di Mussolini e la sua terra. un gran ché ma è necessa- Roberto Rossellini in doppio
Prodotto anche dal Comune rio nella dvdteca tipo. dvd.
di Predappio. 5
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In Sala
The Wrestler Watchmen
(2008) 109’ Darren Aronofsky (2009) 163’ Zack Snyder

Questo film è la riprova, se servisse, che per Tratto dall’unico graphic novel ad aver ottenuto il
fare un piccolo capolavoro non è necessa- premio Hugo come romanzo di fantascienza, il film
rio avere a disposizione un budget miliarda- di Snyder ci offre l’immagine di un’America solo ap-
rio e una storia sfavillante di effetti speciali. parentemente alternativa, rivelando la sua natura di
Bastano invece un attore ispiratissimo (un Mi- pellicola profondamente politica. E la figura del supe-
ckey Rourke ingiustamente non premiato reroe ne emerge irrimediabilmente macchiata dalle
con la statuetta affiancato da una Marisa To- peggiori deviazioni della natura umana. La passio-
mei convincente) e una miserabile quotidianità. ne del regista si mostra apertamente nelle scene di
Randy l’Ariete è tanto un vincente sul ring quanto un combattimento, ma anche nei dialoghi quasi perfetta-
perdente nella vita di tutti i giorni. Un giorno si trove- mente corrispondenti a quelli del fumetto di Moore e
rà a dover scegliere tra le due. Gibbons. Ottima colonna sonora e splendidi i lunghi
titoli di testa, che da soli varrebbero il biglietto. En-
tusiasmante.
BBBB Gianluca Rivizzigno BBBBB Chiara Tartagni

The Reader - A voce Alta Giulia non esce la sera


(2008) 124’ Stephen Daldry (2008) 195’ Giuseppe Piccioni

Tratto da A voce alta, libro semiautobiografico di Quando gli occhi più tristi del cinema italiano (Goli-
Bernard Schlink, il film si compone di due parti ben no) incontrano il sorriso più tenero e malinconico in
distinte. Nella prima, la più coinvolgente, prevale circolazione (Mastrandrea) non può non scoccare la
l’iniziazione erotica e sentimentale del protagonista, scintilla; può essere un fuoco labile e incerto, desti-
la cui carnalità è esibita ma non volgare. Nella nato a brillare e spegnersi ai bordi di una piscina,
seconda emerge il passato della donna che ha perché Giulia è prigioniera del suo passato e dei suoi
segnato la vita del ragazzo, e con esso gli inevitabili errori prima ancora che delle mura di una prigione,
dilemmi etici. La pellicola, insensatamente accusata e Guido lo è della sua professione di artista; può es-
di revisionismo, ci racconta invece un nuovo aspetto sere soltanto l’occasione perduta di una felicità in-
della “banalità del male”, in cui la vergogna vince travista; ma siamo certi che questa meteora non si
sull’istinto di sopravvivenza. E, merito non da poco, cancellerà facilmente dagli occhi dello spettatore: da
lo fa senza imporci un giudizio. Meritato Oscar a Kate vedere assolutamente, fino all’ultimo titolo di coda.
Winslet, affiancata da un Ralph Fiennes come sempre
sottilissimo.
BBB B Chiara Tartagni BBBBB Alessandro Merci

Parte da Roma il tour del Alla collina dei conigli di Forlì


L’Agis ha scritto a Berlusconi
fenomenale documentario riprendono i martedì cinefili
chiedendo aiuti per il settore
Cinema Universale d’Essai dedicati in questa sessione
e annunciando l’apocalisse
di Federico Micali. Arriverà, ai generi. Si comincia con lo
arriverà. per metà 2009.
slasher e il thriller nipponico.
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Fuori Sala
Mister Smith Va A Washington La pazzia di re Giorgio
(1939) 129’ Frank Capra (1995) 107’ Nicholas Hytner

In politica, l’arte del compromesso per eccellenza, è Rigido monarca inglese per oltre quarant’anni, ad un
mai possibile una cosa tanto desueta come l’utopia? certo punto re Giorgio comincia a dare i numeri (tec-
Questo film di Frank Capra, imbevuto dei valori de- nicamente, si ammala di porfiria). Scoppia la battaglia
mocratici e progressisti del New Deal rooseveltiano, tra il liberale e filo-americano principe del Galles (Ru-
vuole dare una risposta affermativa. È l’ottimo e an- pert Everett), che ne vorrebbe prendere il trono, e
cor giovanissimo James Stewart a incarnare la cari- il medico religioso conservatore (Ian Holm) che cer-
ca ideale del giovane capo boy-scout che, arrivato ca di curarlo con la complicità del Governo. Bella e
al Congresso dalla provincia, denuncia la corruzione leggera pellicola inglese ambientata nell’800, tra la
dei propri capipartito. La sua ingenuità lascia presto commedia e lo storico, dove brillano l’interpretazio-
spazio a una gran determinazione di proteggere la ne di Nigel Hawthorne (re Giorgio) e l’accuratezza
“cosa pubblica”, al punto che... Forse, di questi tem- dei costumi (premio Oscar 1995). Visto in poltrona,
pi, non ci fa male ricordarci degli ideali. il mio trono.

BBBBB Fabio Giambi BBBBB Francesco Garoia

Towelhead - Nothing is private Il Posto


(2007) 124’ Alan Ball (1961) 93’ Ermanno Olmi

È appena scoppiata la guerra del Golfo e Jasira, una Il posto del titolo è quello di lavoro, tanto ambi-
tredicenne araboamericana, esplora la sessualità ri- to oggi come allora. Siamo nel 1961, nell’Italia del
tagliandosi un suo spazio di libertà. «Niente è privato» boom economico, le grandi aziende di Milano sono in
e in effetti tutti i conflitti nel mondo della protagonista espansione. Così un ragazzino di provincia, figlio di
vengono portati all’estremo e all’esterno. La passio- operai, tenta e riesce nel fatidico salto ad impiegato.
ne per la masturbazione, l’attrazione per il porno e E all’esame conosce anche una ragazza molto cari-
per il vicino riservista che la molesta, la madre che na con cui dispiega tutta la propria ingenuità! Ma le
l’abbandona-la vezzeggia-la incolpa come fosse delusioni, nel grigio e triste ambito impiegatizio, sono
una bambola, il padre libanese che la vuole illibata e dietro l’angolo. Il primo e forse miglior film del giova-
doma, ma issa la bandiera americana e porta in casa ne documentarista Ermanno Olmi, girato con attori
bionde vistose. Storia originale, ricca di stimoli, pure semi-sconosciuti ma sinceri, di una freschezza, liricità
troppi per il formato-film: dal libro di Alicia Erian, Alan ed autenticità davvero intense.
Ball (Six Feet Under) avrebbe potuto ricavare una mi-
niserie più compiuta e meno costretta.
BBBBB Cecilia Benzoni BBBBB Fabio Giambi

Tra le uscite libresche segna- A Bologna, in cineteca, do-


La RaroVideo dedica un dvd
liamo Darwin e il cinema di menica 15 marzo alle 16.00
raccolta al maestro del sur-
Elena Canadelli e Sergio anteprima nazionale di Pon-
realismo Jan Svankmajer. Ne
Locati. Edizioni Le Mani, 16 yo sulla scogliera di Hayao
rimarrete sconvolti.
euro ben spesi. Miyazaki”.
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rassegna Cine
ALLA LUCE DEL SOLE (2004) 89’ Roberto Faenza martedì 10 marzo 21.00 CINEMA EUROPA Faenza
martedì 17 marzo 21.00 CINEMA SARTI Cervia
GRACE IS GONE (2007) 85’ James C. Strouse
L’AMORE GIOVANE (2006) 117’ Ethan Hawke venerdì 20 marzo 21.00 NUOVO CINEMA BAGNACAVALLO
martedì 17 marzo CINESOGNI Ravenna sabato 21 marzo 21.00 NUOVO CINEMA BAGNACAVALLO
APPALOOSA (2008) 114’ Ed Harris LE IENE (1992) 99’ Quentin Tarantino
venerdì 20 marzo SUPERCINEMA Santarcangelo lunedì 9 marzo 22.30 CINEMA SAFFI Forlì
mercoledì 18 marzo 21,15 SNAPORAZ Cattolica
AUSTRALIA (2008) 165’ Baz Luhrmann
lunedì 9 marzo 21.40 CINEMA SARTI D’ESSAI FAENZA IN BRUGES – LA COSCIENZA DELL’ASSASSINO (2008) 107’
Martin McDonagh
L’AVVENTURA (1960) 145’ Michelangelo Antonioni
lunedì 9 marzo 16.30 CINETECA DI RIMINI
martedì 17 marzo 21.30 TEATRO SOCJALE Piangipane

BASHÙ - IL PICCOLO STRANIERO (1989) 120’ Bahram Beizai INSTITUTE BENJAMENTA (1995) 105’ Timothy Quay, Stephen
sabato 14 marzo 15.30 INSIEME IN AZIONE CINEFORUM Quay
domenica 22 marzo 21.30 SCAGLIE Faenza
COME DIO COMANDA (2008) 103’ Gabriele Salvatores
venerdì 13 marzo 21.15 SUPERCINEMA Santarcangelo LOLITA (1962) 152’ Stanley Kubrick
lunedì 9 marzo 21.00 CINETECA DI RIMINI
CONTROL (2007) 119’ Anton Corbijn
giovedì 12 marzo 21.30 NOTORIUS Rimini UN MATRIMONIO ALL’INGLESE (2008) 96’ Stephan Elliott
martedì 17 marzo 21.15 SUPERCINEMA Santarcangelo
IL DIARIO DI UN CURATO DI CAMPAGNA (1951) 95’ Robert mercoledì 18 marzo 21.15 SUPERCINEMA Santarcangelo
Bresson
giovedì 12 marzo 21.00 SPIRITUALMENTE REALE L’OSPITE INATTESO (2007) 103’ Thomas Mc Carthy
martedì 10 marzo 21.30 TEATRO SOCJALE Paingipane
IL DOTTOR STRANAMORE, OVVERO: COME IMPARAI A NON giovedì 12 marzo 21.00 LUGOCINEMA
PREOCCUPARMI E AD AMARE LA BOMBA (1964) 93’ Stanley venerdì 20 marzo 20.45 CINERCIRCOLO CAPPUCCINI Imola
Kubrick sabato 21 marzo 20.45 CINERCIRCOLO CAPPUCCINI Imola
lunedì 16 marzo 21.00 CINETECA DI RIMINI
MAR NERO (2008) 95’ Federico Bondi
IL DUBBIO (2008) 104’ John Patrick Shanley martedì 10 marzo 21.00 CINETECA DI RIMINI
giovedì 12 marzo 21.00 CINEMA VERDI Forlimpopoli
lunedì 16 marzo 21.15 CINEFORUM RICCIONESE MEDLEY - BRANDELLI DI SCUOLA (2000) 75’ Gionata
martedì 17 marzo 21.15 CINEFORUM RICCIONESE Zarantonello
giovedì 12 marzo 21.00 LA PALAZZINA Imola
ELECTION (1999) 102’ Alexander Payne
domenica 22 marzo 16.00 CINEFORUM PD VILLE UNITE MEDUSE (2007) 78’ Shira Geffen, Etgar Keret
venerdì 13 marzo 21.00 NUOVO CINEMA BAGNACAVALLO
LA DUCHESSA (2008) 110’ Saul Dibb
sabato 14 marzo 21.00 NUOVO CINEMA BAGNACAVALLO
martedì 10 marzo ore 21 CINEMA VERDI Forlimpopoli
martedì 10 marzo ore 21.15 SUPERCINEMA Santarcangelo PA-RA-DA (2008) 100’ Marco Pontecorvo
mercoledì 11 marzo ore 21 CINEMA VERDI Forlimpopoli mercoledì 18 marzo 21.15 CINEMA JOLLY Castel San Pietro
mercoledì 11 marzo ore 21.15 SUPERCINEMA Santarcangelo
PARADISO + INFERNO (2006) 108’ Neil Armfield
LA FELICITÀ PORTA FORTUNA (2008) 118’ Mike Leigh domenica 15 marzo 16.00 CINEFORUM PD VILLE UNITE
martedì 10 marzo 21,15 CINEMA ASTRA Misano Adriatico
giovedì 19 marzo 21.30 NOTORIUS Rimini PORTE APERTE (1989) 108’ Gianni Amelio
martedì 17 marzo 17.00 CINEMA SAN BIAGIO Cesena
IL GIARDINO DEI LIMONI (2008) 106’ Eran Riklis
giovedì 12 marzo 21,00 METROFESTIVAL Gambettola IL PRIMO RESPIRO (2007) 99’ Gilles de Maistre
venerdì 13 marzo 21,00 METROFESTIVAL Gambettola martedì 17 marzo 21.00 CINETECA DI RIMINI
GONE BABY GONE (2007) 114’ Ben Affleck LA PROMESSA DELL’ASSASSINO (2007) 100’ David Cronenberg

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9 marzo 2009 - Numero 2

ematografica Essai in Romagna


9 - 22 marzo 2009

Martedì 17 marzo CINEMA EUROPA Faenza


sale e biglietti
PROFUMO - STORIA DI UN ASSASSINO (2006) 147’ Tom Tykwer
venerdì 20 marzo 21.00 NUOVO CINEMA BINARIO Cotignola

IL RABDOMANTE (2007) 85’ Fabrizio Cattani CINECLUB CLOSE-UP €5 abbonamento rassegna Cinema
venerdì 13 marzo 21.00 CINECLUB CLOSE UP Bellaria Astra viale Paolo Guidi 77/3 Bellaria
IL RAGGIO VERDE (1986) 98’ Eric Rohmer CINEFORUM RICCIONESE €5 Planet Cinema (sala 6) viale Virgilio
19 Riccione
venerdì 13 marzo 21.00 NUOVO CINEMA BINARIO Cotignola
CINEMA ASTRA €5 via D’Annunzio 20 Misano Adriatico
RIPRENDIMI (2008) 93’ Anna Negri CINEMA DON FIORENTINI €4,50 viale Marconi 31 Imola
lunedì 9 marzo 21.00 CINEMA SAN BIAGIO Cesena CINEMA EUROPA €4,50 via S. Antonino 4 Faenza
martedì 10 marzo 21.00 CINEMA SARTI Cervia
CINEMA JOLLY €4 via Matteotti 99 Castel San Pietro Terme
ROCCO E I SUOI FRATELLI (1960) 177’ Luchino Visconti CINEMA SAFFI €5 (intera serata) via dell’Appennino 480 Forlì
lunedì 16 marzo 16.30 CINETECA DI RIMINI CINEMA SAN BIAGIO €3 (ingresso libero il martedì
pomeriggio) via Aldini 22 Cesena
SANGUE E ARENA (1922) 108’ Fred Niblo
lunedì 9 marzo 20.30 CINEMA SAFFI Forlì CINEMA SARTI €3,50 via XX settembre 98/a Cervia
mercoledì 11 marzo 21,15 SNAPORAZ Cattolica SARTI D’ESSAI ingresso libero Cinema Sarti via Scaletta 10
Faenza
SE MI LASCI TI CANCELLO (2004) 108’ Michel Gondry CINEMA VERDI €5 Piazza A. Fratti Forlimpopoli
martedì 10 marzo 21.00 CINESOGNI Ravenna
CINEFORUM PD VILLE UNITE ingresso libero Sala della
SI PUÒ FARE (2008) 111’ Giulio Manfredonia Delegazione via Pistocchi 41 San Pietro in Vincoli (RA)
lunedì 16 marzo 21.00 CINEMA SAN BIAGIO Cesena CINESOGNI €3 Cinemacity (sala 12) via Bini 7 Ravenna
CINETECA DI RIMINI €4 lunedì 21.00, gratis 16.30 e
TEKKONKINKREET – SOLI CONTRO TUTTI (2006) 111’ Michael martedì via Gambalunga 27 Rimini
Arias
INSIEME IN AZIONE CINEFORUM ingresso libero piazzale
domenica 15 marzo 21.30 SCAGLIE Faenza Foro Boario 7 Forlì
TI AMERÒ SEMPRE (2008) 115’ Philippe Claudel LA PALAZZINA ingresso libero Via Quaini 14 Imola
lunedì 9 marzo 21.15 CINEFORUM RICCIONESE LUGOCINEMA €5 Cinema Giardino viale Orsini 19 Lugo
lunedì 9 marzo 21.00 CINEMA DON FIORENTINI Imola METROFESTIVAL €7 abbonamento rassegna Cinema
martedì 10 marzo 21.15 CINEFORUM RICCIONESE Metropol Corso Mazzini 51 Gambettola
TONY MANERO (2008) 98’ Pablo Larrain NOTORIUS €5,50 Cinema Tiberio viale Tiberio 59 Rimini
mercoledì 11 marzo 21.15 CINEMA JOLLY Castel San Pietro Terme NUOVO CINEMA €3,50 Ex convento San Francesco via Cadorna
lunedì 16 marzo 20.45-22.30 CINEMA SAFFI Forlì 14 Bagnacavallo
NUOVO CINEMA BINARIO ingresso con tessera PRIMOLA
VALZER CON BASHIR (2008) 90’ Ari Folman (€15) Teatro Binario c\o Stazione Ferroviaria di Cotignola
giovedì 19 marzo 21.00 LUGOCINEMA
SCAGLIE €5 tessera mensile ClanDestino viale Baccarini 21
IL VENTO FA IL SUO GIRO (2005) 110’ Giorgio Diritti Faenza
venerdì 20 marzo 21,00 CINECLUB CLOSE UP Bellaria SNAPORAZ €5 Piazza Mercato 15 Cattolica
SPIRITUALMENTE REALE ingresso libero Cinema Italia via
VICKY CRISTINA BARCELONA (2008) 96’ Woody Allen Cavina 9 Faenza
venerdì 13 marzo 20,45 CINERCIRCOLO CAPPUCCINI Imola
SUPERCINEMA €5 Piazza Marconi 1 Santarcangelo di Romagna
sabato 14 marzo 20,45 CINERCIRCOLO CAPPUCCINI Imola
martedì 17 marzo 21,15 CINEMA ASTRA Misano Adriatico TEATRO SOCJALE €5 (€10 con vino e cappelletti) via
Piangipane 153 Piangipane
VUOTI A RENDERE (2007) 100’ Jan Sverak
lunedì 16 marzo 21.00 CINEMA DON FIORENTINI Imola
martedì 17 marzo 21.00 CINEMA VERDI Forlimpopoli
giovedì 19 marzo 21.00 CINEMA VERDI Forlimpopoli

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9 marzo 2009 - Numero 2

Altre immagini
Art déco
This station is non operational Arte in Italia 1919-1939
Cd (2005) edizioni Fearless Records, €16,80 Rovigo, Palazzo Rove-
http://www.myspace.com/atdi rella, fino al 28 giugno
Oggi che vanno di moda i gruppi musicali emo (ragazzini sui vent’anni con piercing, http://www.studio-
tatuaggi e vestiti firmati come Lost e Avril Lavigne) sarebbe bello riscoprire le origini esseci.net/mostra.
di tale “corrente rock”, nata sotto idee completamente opposte. Una delle prime php?IDmostra=434
band emo sono gli ATDI: due messicani, un cubano, un cileno e un libanese (!) Art déco: subito la mente
ritrovatisi in Texas per suonare del punk rock pesante e melodico influenzato da Pink corre ai mobili, ai piatti,
Floyd, King Crimson e Smiths (bell’intruglio interculturale inframusicale). Scioltisi nel ai vasi e a tutto l’appa-
2000 all’apice del successo, ce li ricorda l’etichetta “Fearless Records” con questo rato delle arti decorative;
doppio cd. eppure non è stata solo
questo l’art déco, e ce lo
BBBBB Francesco Garoia ricorda la bella mostra di
RATMAN Rovigo, che per la prima
Fumetto, bimestrale, Panini Comics volta indaga le manifesta-
http://www.imd.it/rat-man/ zioni di questo stile nella
L’ultimo grande fumetto italiano ha raggiunto la settantesima uscita. La parodia di pittura e nella scultura
Batman con protagonista una scimmiomorfa con la maschera da topo è riuscita a italiana, tra gli ultimi ba-
incastonarsi nella carne del nostro quotidiano raccontandoci a modo suo il nostro gliori della grande stagio-
mondo di sogni impossibili, di richiami dall’infanzia e, parodie a parte, traccia un ori- ne liberty e l’esplodere
ginale percorso di crescita che racconta anche cose serie. L’albo doppio con la pa- dell’avanguardia futuri-
rodia di Rambo appena conclusa è uno dei momenti migliori e per i richiami all’opera sta.
e a un antimilitarismo senza retorica. Lettura consigliata davvero a tutti. Un viaggio tra nomi noti
(Casorati, Sironi, Cava-
glieri) e non, ricco di sor-
BBBB Ilario Gradassi
prese e di scoperte, che
Il Vangelo Secondo Biff non potrà non affascina-
Libro (2008) edizioni Elliot, €18,50 re anche il visitatore più
http://www.chrismoore.com/lamb.html esperto, e che ha il me-
Il migliore amico di Cristo, compagno di scalpello e di cammello, aspirante scemo rito indubbio di ricordare
del villaggio ed esploratore di bordelli scrive il suo vangelo. Levi detto Biff accom- alla critica diversi artisti
pagna il Nazareno in un viaggio lungo diciassette anni alla ricerca di se stesso. Una ingiustamente dimentica-
storia surreale e comica che parte da un alto interrogativo: il messia in quanto tale ti: tra tutti Cancelli e Ge-
può fare sesso? Rivale in amore, barzellettiere volgare, sparaboiate a fin di bene, renzani.
spalla e anima gemella (cattiva) di Cristo: Christopher Moore ci racconta la storia di
quell’amico grezzo, ma tanto umano di cui Gesù non avrebbe potuto fare a meno.
Cecilia Benzoni
BBB B
BBBB Alessandro Merci

Il regista taiwanese Ang Lee


Nelle sale dal 20 marzo For-
Nelle sale dal 13 marzo Gran sarà il presidente della giu-
tapasc di Marco Risi e Po-
Torino nuovo capolavoro di ria della 66esima Mostra del
nyo sulla scogliera di Miya-
Clint Eastwood. Cinema di Venezia (2-12 set-
zaki.
tembre 2009).
10
9 marzo 2009 - Numero 2

A willing suspension of disbelief


Un ricordo di franco la polla

N
on voglio ricordarlo come quel grande «Professore, spengo la luce se crede»; lui guarda
studioso di cinema, quella personalità me, sorride, guarda la finestra e «no grazie,
carismatica, quel critico autorevole che bisognerebbe se mai spegnere il sole». Cos’era
certamente era; per me era La Polla, Franco La Polla, con la sua parlata che pareva a
semplicemente; secondo piano, terzo ufficio a volte monotono, e invece era sempre profonda,
sinistra del Dipartimento di Lingue in via Cartoleria. accattivante e ben studiata, con le vocali allungate
La prima occasione di incontrarlo fu al mio terzo quando voleva sottolineare qualcosa di importante.
anno di Università, quando ero già un’aspirante
All’esame mi contestò, o meglio «non era molto
americanista col pallino per i nuovi media; il corso si
intitolava “Snatching the bodies, trekking the stars: Franco La Polla
la fantascienza americana dagli anni cinquanta ad
oggi”, e quel semestre è ancora tra i migliori ricordi
che ho della mia carriera di studente; da qualche
parte conservo ancora il monocromo dalla copertina
viola con tutti gli appunti. Arrivavamo trafelati alle
due del pomeriggio, con il panino o la pizza ancora
in bocca (ma lui, con gran classe, citò una volta la
parmigiana di melanzane) e ci godevamo due ore
di critica (letteraria o cinematografica che fosse)
seria. Perché così era Franco La Polla: serio; non
serioso, pedante o accademico, ma coinvolgente
e capace di argomentare e documentare le teorie
che proponeva. Non cominciava mai un discorso
con “bene” o “buongiorno”, ma riattaccava là
dove aveva lasciato il giorno o la settimana prima,
come se stesse riprendendo dopo una pausa
caffè. E nonostante questa sua grande serietà
professionale, non posso non ricordare i suoi
mezzi sorrisi, con due dita appoggiate alla tempia,
mentre ascoltava le domande o l’esposizione di
qualche studente o quel suo umorismo a volte
“british”, a volte macabro, a volte persino da teatro
dell’assurdo. Una volta, a lezione, era infastidito
da un riflesso e io, vicina all’interruttore, proposi:

Cinquanta anni fa vinse


Venticinque anni fa oscar Il giorno prima degli Oscar
l’oscar come miglior film
come miglior film per il lacri- sono stati assegnati i Razzies.
“Gigi” di Vincent Minelli.
moso “Voglia di Tenerezza”. Peggior film “The Love guru”
che ne portò a casa in tutto
Non che ci fosse molta con- filmaccio con un Mike Myers
nove. Invidioso, Danny Boy-
correnza. incontrollabile.
le?
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9 marzo 2009 - Numero 2

A willing suspension of disbelief

d’accordo», che tutti i robot fossero buoni per e segnato dalla malattia, conservava ancora la
definizione, per via dell’influenza delle tre leggi stessa signorilità, la stessa dignitosa compostezza,
di Asimov, «pensi a Terminator». Poi, però, lo stesso elegante cappello a tese larghe, da quel
sfogliando la seconda edizione di Foto di gruppo gran signore che era, e che per questo da tutti
con astronave, al capitolo sul tenente comandante era stimato. Per questo non mi ha stupito martedì
Data, mi sembrò di ritrovare qualcosa delle mie scorso alla commemorazione ufficiale, davanti alla
elucubrazioni, ovviamente rielaborate con il suo bara coperta da fiori bianchi, dalla toga d’ordinanza
stile informale ma elegante. C’era nell’introduzione e da un modellino dell’Enterprise, vedere una
un generico ringraziamento agli studenti del corso così varia umanità, e nessuno che fosse lì per
che avevano contribuito con le loro idee, e tanto circostanza: dai miei vecchi prof dell’Università,
mi bastò. Quando fu l’ora di chiedere la tesi, gli agli studenti del DAMS col capello lungo e il
presentai alcuni progetti offrendogli di scegliere piercing, a direttori di Dipartimento ed ex Rettori
quello che preferiva: lui li guarda, pensa un po’, con l’impermeabile e la ventiquattrore. E accanto
fa uno dei suoi “mmmh” a labbra in fuori e poi si a questi, alcune delle personalità di spicco del
lancia a commentare che «sì, Asimov era una scelta
panorama culturale italiano, come Roberto Benigni
molto tradizionale e c’erano altre tesi così, invece
e Alessandro Bergonzoni; non a caso, gente nemica
il progetto su Northern Exposure lo interessava,
degli accademismi più beceri, ma non per questo
anche perché, tra l’atro ne aveva parlato proprio la
improvvisati o superficiali, proprio come era il mio
settimana prima il professor Moses al convegno sulle
relatore.
nuove poetiche di Hollywood....». Quel pomeriggio, il
Vorrei sospendere ancora una volta la mia
mio nome finì appuntato in fondo a una lista con lo
stesso pennarello blu a punta grossa con cui firmava incredulità: davvero non ci sarà più una nuova
i libretti con la sua calligrafia lunga e distesa; e così, edizione di Foto di gruppo…?; davvero non
da “La Polla” diventò ancora più semplicemente “il compariranno più recensioni saggi articoli, dove FLP
mio relatore”, e nacque il progetto di tesi su Un bacchetta Spielberg e Jim Carrey? Non ci saranno
medico tra gli orsi che, per inciso, sta per compiere più retrospettive e convegni in collaborazione con
dieci anni. la Cineteca? No, non potremo più frequentare
Da allora l’ho incontrato poche volte: una fu alla corsi d’esame dal caratteristico titolo criptico, il
giornata introduttiva del corso di “Traduzione cappello nero a tese larghe non attraverserà più
multimediale per il cinema e la televisione” alla via Indipendenza; a me, ex studentella ventenne di
SSLiMIT di Forlì, dove non ci risparmiò il suo amato letteratura angloamericana, resta solo la grande
willing suspension of disbelief per spiegarci, come eredità culturale che Franco La Polla è stato capace
si fa con i bambini, che il rumore dei passi di tip-tap di lasciare, alla mia mente e al mio cuore. Long life
nei balletti di Fred Astaire era finto! Poi, di recente, and prosperity, professore; ora sei là dove nessun
sotto i portici in centro e in autobus a Bologna, dove uomo è mai giunto prima.
nonostante le mani che tremavano e il volto smagrito Elisa Zanetti

A Bologna dal 16 al 20 mar- Sempre alla Cineteca di La cineteca di Bologna


zo settimana in Cineteca Bologna domenica 22 alle inaugurerà durante il mese
dedicata al rapporto tra 16.00 passa una chicca, il di marzo in data ancora
Guy Debord e il cinema con film di animazione coreano imprecisata l’Archivio vide-
convegno, apparizioni di En- My beautiful girl, Mari. Vin- oludico. 800 videogiochi a
rico Ghezzi, deliri iconografi- citore del festival di Annecy
12 ci organizzati. 2002.
disposizione degli utenti.
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Giorni di Luglio
Cose che (non) accadono

N
Il film è stato presentato il 23 febbraio scorso al San Luigi di Forlì

ella vita di tutti gli uomini certe


cose possono accadere in qual-
siasi momento, a luglio per esem-
pio. Così come può accadere che un gruppo
di artisti metta in movimento quelle immagi-
ni, che solitamente nella loro vita da artista
trovano stabilità in una tela, imprimendole
movimento in una pellicola (pur trattando-
si di un supporto differente, la pellicola è
simbolica del cinema). Non mancano scorci
della città forlivese che sembrano dipinti
alla ricerca di una emozione da strappare
in sintonia con le atmosfere della trama che si dipa- più antiche e i muri con i lavori in corso, i car-
na muta poiché non vi sono parole didascaliche a toni di una casa durante un trasloco lento,
descrivere gli accadimenti, ma il compito di narrare le vedute ampie e silenziose delle colline. E il giro
la storia è lasciato alle sole immagini. Le scene in bici solitario, bizzarro, con una pala in spal-
rendono benissimo il contenuto e non si avverte la sullo sfondo di una comunità distratta e
l’assenza dei dialoghi. Il montaggio, il ritmo e le poco curiosa a ciò che diventerà la vera azio-
immagini rappresentano la struttura narrativa. Le ne su cui prenderà vita questo “noir metafisi-
parole sono assenti anche sul palco nella presenta- co” e intreccerà i destini dei personaggi lascian-
zione del medio metraggio, a causa della timidezza do aperto, con una pacifica rassegnazione,
dei registi Jacopo Flamigni (al quale appartiene an- l’ultimo anello al prossimo sconosciuto protagonista.
che il soggetto e la sceneggiatura), Matteo Sbara- Il corpo inanimato di un personaggio prende-
gli e del protagonista Daniele Angelini, che dice di rà vita, in una scena, attraverso le contor-
«non saper fare a parlare» ironicamente sottoline- sioni generate dal suo trasporto, in una ve-
ando la silenziosità del personaggio interpretato. ste ironica e pittorica contemporaneamente
Resta pertanto muto anche il commento e sospeso All’interno si inserisce la musica dei Palustre come
lo spazio alle interpretazioni alla fine della visione. fosse un videoclip del mediometraggio. Sarebbe
É una scelta del gruppo Mandra l’utilizzo del bianco e quasi possibile estrarlo e proporlo così com’è. Ap-
nero per rendere al massimo, coi piccoli mezzi a dispo- prezzabili anche le altre composizioni musicali ge-
sizione, una qualità di immagine più godibile, meno nerate dagli stessi componenti del gruppo Mandra.
“difettosa”. Le scene privilegiano i ciottoli delle strade È surreale, ma induce a riflettere e a carpire un

Per celebrare i 10 anni dal-


Al cinema san Biagio di Ce- Seraphine di Martin Provost
la scomparsa di Stanley Ku-
sena per CinemAnimaMen- ha dominato i Cesar conqui-
brick, avvenuta il 7 marzo
te ospiti il 9 marzo la regista stando sette statuette tra cui
1999, consigliamo di visitare
Anna Negri, lunedì 16 il regi- miglior film. Miglior film stra-
l’impressionante sito archi-
sta Giulio Manfredonia. niero Valzer con Bashir.
viokubrick.it. 13
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Giorni di Luglio

I Mandra sul set di Giorni di Luglio

messaggio personale, a interpretare i simboli. del gruppo Mandra appaia fresca e convincente.
È bizzarro, racconta una cosa che non acca-
de, ma accade invece che questa prima opera BBBBB Luigi Palmirotta

Atlante cinefilo della Romagna#1


di Elisa Giovannetti

Il Passatore di Duilio coletti (1947)

M
olti di noi frequentano nutrita negli anni da modelli con il suo contributo ha dato
il cosiddetto cinema narrativi ripetitivi, in cui il bene è il consistenza visiva a quel sistema
d’epoca a causa di una bene, e il male, lombrosianamente, di valori e luoghi comuni, nella loro
sorta di perversione c’è ma si vede prima. forma più maschilista e becera, a
di natura, che ci costringe a Duilio Coletti è un regista attivo fondazione delle magnifiche sorti
credere che nell’archeologia dagli anni trenta agli anni settanta cinematografiche e televisive di
dell’immaginario cinematografico del novecento, dirige film di questa nostra nobile nazione. Ha
siano da indagare le ragioni del impianto bozzettistico e attraversa diretto, tra gli altri, uno dei film che
declino della cultura occidentale, e differenti generi cinematografici; costituisce il contesto iconografico
il termine di partenza per una sua tra i suoi più famosi Il lupo della e l’immaginario visivo popolare del
redenzione. Più probabilmente è Sila (1949), Miss Italia (1950), mito del Passatore: Il passatore
un modo per avere scuse coerenti Wanda la peccatrice (1952). (1949). Se il cinema di Duilio
a concedersi di vedere un certo Regista della levatura dei Coletti non evidenzia in nessuna
cinema conciliante, che si accordi Matarazzo e dei Righelli, di cui forma una ricerca e un confronto
con la propria indole infantile, è aiuto agli inizi della carriera, con la realtà rappresentata in

Nella notte tra 22 e 23 feb- 01 distribution sta per offri-


A Berlino l’Orso d’oro è an- re in dvd 400 titoli Titanus di
braio consegna degli Oscar.
dato a La teta asustada co- difficile reperimento su parte
Unica consegna sicura il
produzione ispano peruvia- con Anima persa di Risi e La
premio per l’impegno uma-
na ancora senza distributore bugiarda di Comencini. Da
nitario all’immenso Jerry
italiana.
14 Lewis. leccarsi i baffi.
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Il Passatore di Duilio coletti (1947)

senso critico e dialettico (fatto che caso è la pianura semi lagunare espressivo e bellone, piatto
ci induce quasi subito a rinunciare della bassa romagna, fatta di luoghi come un lago svizzero, e
a cercare una strada qualunque metafisici e solitari, sembianza sorprendentemente inutile, e
per una sua riabilitazione), ci dello sconfinamento simbolico perde, anche in questo caso, ogni
interessa soffermarci e insistere tra il reale e l’immaginario della sembianza femminile. Il passo
sulla scandalosa inattendibilità e condizione umana. Preso atto è breve e terribile, anche se
il contrasto tra la messa in scena anche dell’impossibilità che non diretto, verso il baratro del
paesaggistica del film e i luoghi Duilio Coletti sia in qualche gallismo da riviera. Accade così che
della vita reale di Stefano Pelloni, forma felliniano, zavattiniano, una delle rare rappresentazioni
in arte il Passatore. antonioniano, zurliniano ante cinematografiche del maggior
All’inizio del film un cartello litteram, banalizzando, rivedendo mito della tradizione e della
stradale indica il confine tra le il film ci si continua a stupire che il cultura popolare romagnola,
Romagne e le Marche, e questo Passatore viva in montagna e non seppur falso e mistificato, offra
è quanto viene concesso alla in pianura. una raffigurazione paesaggistica
geografia reale della vicenda Il cinema popolare, anti completamente inosservata
storica. Per il resto Stefano Pelloni neorealista, degli anni quaranta e ridondante come la narice
vive e si muove all’interno di un dimostra certo poco interesse fremente di Rossano Brazzi.
generico paesaggio di montagna, alla documentazione e alla Ninchi, Cortese e Brazzi nel Passatore di Coletti
con piccoli centri arrampicati sui restituzione, se non realistica
crinali, boschi primitivi, ruscelli, almeno credibile della
luoghi ameni e indefiniti. Il vicenda storica, ma in questo
paesaggio è costruito attraverso caso così poca indulgenza
una organizzazione caotica della nei confronti delle possibilità
visione, da punti panoramici come espressive del paesaggio
bivi, ruscelli, querce in mezzo al rappresentato deve essere
bosco, viuzze lastricate di pietre; razionalizzata: è il paesaggio
creando percorsi asfittici di cui ad assumere per difetto le
non si da mai il punto di arrivo e caratteristiche dell’identità
di partenza, dove non è possibile del rappresentato, secondo il
percepire il senso della distanza, principio per cui «ogni visivo
riconoscere alcun confine e la linea è ricavato dal tangibile».
dell’orizzonte. Preso atto del fatto La Romagna di Duilio Coletti
che in un film di ambientazione assume pericolosamente
storico favolistica non si trovi le sembianze di un
nessuna concessione alla poetica Rossano Brazzi (interprete
del paesaggio reale, che in questo protagonista) forzatamente

Claudia Pandolfi ha esordito Mentre in occidente impaz- Nella notte tra il 13 e il 14


dietro la macchina da presa zivamo per Watchmen il marzo Fuori Orario su RaiTre
firmando la regia del video Giappone assisteva all’esor- propone in calce a “Morte
Vulcano tratto dall’album dio al cinema di Yattaman a Venezia” di Visconti il leg-
del compagno Roberto An- in forma umana. Roba da gendario documentario “Lu-
voler prendere un aereo per chino Visconti alla ricerca di
gelini. Chissà...
Tokyo. Tadzio”. Il via alle 6.20. 15
Billy Sostiene
Meglio Marco Polo
Un film low-budget, destinato a un mercato di nicchia fatto di polverose sale d’essai, sbanca Hollywood, porta a
casa otto Oscar e dimostra al mondo che è possibile farcela con pochi mezzi e trattando un tema scomodo come lo
sfruttamento dei bambini in India. Il sogno di tutti i cinefili che diventa realtà? La prova dell’attenzione di Hollywood
alla qualità più che al fasto? Potrebbe sembrare, se non si fosse visto questo The millionaire: una favoletta inconsi-
stente e quasi disarmante, assolutamente inverosimile, infarcita di tutti i cliché e i languori del genere, sentimentale
senza essere commovente: in una parola brutta, perfino nella locandina. Insomma, un’occasione sprecata; e i film
migliori (Milk, The reader, Il dubbio, L’ospite inatteso) che devono accontentarsi dei premi minori, o andarsene a
mani vuote. Ma si sa, l’Oscar non fa il capolavoro: tra qualche anno, giustizia sarà fatta.
Alessandro Merci

REQUIEM FOR A DREAM La Vittoria Nel Vento


Alla fine dell’epopea politica veltroniana non si può non Resa nota la classifica dei forCINE awards, la consultazio-
ricordare che si tratta dell’uomo politico nella cui vita ne popolare con cui il cineclub forCINE di Forlì ha scelto i
il cinema ha avuto un ruolo unico. Dalla campagna per migliori film usciti in Italia nel 2008. Ecco i premi assegnati.
impedire le interruzioni pubblicitarie televisive dei film, MIGLIOR FILM DI PARODIA Hancock MIGLIOR FILM MUSI-
ai primi film in vhs allegati al quotidiano L’Unità, di cui CALE Sweeney Todd MIGLIOR FILM “ARRIVA LA BUFERA”
era direttore. Da una generazione di giovani registi e Il Divo MIGLIOR FILM STORICO Persepolis MIGLIOR FILM
film che promosse nel periodo in cui presiedette il mini- ITALIANO Gomorra MIGLIOR FILM D’AUTORE Non è un
stero dei Beni Culturali, alla Festa del Cinema promossa paese per vecchi MIGLIOR FILM Into the wild. La classi-
a Roma quando era sindaco. Per non parlare dei film fica generale: 1.Into the wild 9,050 2.Persepolis 8,854
tratti recentemente da suoi lavori. Ma il bilancio è ama- 3.Wall-E 8,750 4.Non è un paese per vecchi 8,220 5.Go-
ro. Il voler tenere insieme il cinema alto e quello basso, morra 8,538. 6.Kung-fu Panda 7,875 7. Il Divo 7,813
De Niro e Alvaro Vitali, alla fine ha prodotto qualcosa di 8. La classe 7,550. 9.Sweeney Todd 7,500 10.American
simile a un pastone con pasta e riso. Nessuno ha voluto gangster 7,417. 11.Juno 7,375 12.Caos calmo 7,200.
finire il piatto. La classifica completa sul gruppo Facebook di forCine.

Ilario Gradassi Cineclub forCine

http://issuu.com/billy_magazine 9 marzo 2009


billy.rivistacinematografica@gmail.com Numero 2

da un idea di Ilario Gradassi, grafica ed editing di Cecilia Benzoni, articoli di France-


sco Garoia, Fabio Giambi, Elisa Giovannetti, Matteo Lolletti, Alessandro Merci, Luigi
rivista cinematografica romagnola Palmirotta, Gianluca Rivizzigno, Chiara Tartagni, Cecilia Benzoni, Ilario Gradassi.

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