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IL VILLAGGIO PREISTORICO DI NOLA Le vicende di uno scavo di 4000 anni fa

Lo scavo archeologico in genere visitabile la domenica mattina o su prenotazione. Per ulteriori informazioni e per visite in loco rivolgersi all'Associazione Meridies cliccando qui

LA STORIA DEL RITROVAMENTO La scoperta del villaggio del bronzo a Nola avvenuta mentre si stavano gettando le fondamenta per la costruzione di un supermercato. Affiorarono i resti di diverse capanne e moltissimi reperti ceramici. Il villaggio di Via Polveriera venne sigillato da un'eruzione del Vesuvio avvenuta nel corso dell'et del Bronzo Antico, fra il XIX ed il XVII secolo a.C. Gli scavi hanno messo in luce ben tre grosse capanne orientate in direzione NO-SE, al margine di
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ben tre grosse capanne orientate in direzione NO-SE, al margine di un'area nella quale erano presenti una vasta aia, alcuni forni, una gabbia in argilla e legno nella quale sono stati rinvenuti gli scheletri di 9 capre, tutte gravide. Vi era poi una sorta di stalla dove trovavano posto altri animali, come testimoniato dalle impronte degli zoccoli nel terreno. Le capanne avevano una forma a ferro di cavallo con apertura al centro di uno dei lati lunghi e struttura fatta di paletti di legno. L'interno era a due navate. La capanna pi lunga misura ben 15,60 x 4,60 m con un'altezza di 4,40 m. Le altre due capanne sono leggermente pi piccole. Nelle capanne sono stati ritrovati pi di 200 vasi alcuni dei quali contenevano cibo. Anche nei pressi del forno della capanna 4 sono stati ritrovati piatti, tazze, e vasi, di cui uno ancora sulla soglia. L'eccezionalit della scoperta sta anche nel fatto che, dopo la caduta di pomici dovuta all'eruzione, l'area venne seppellita da uno strato di fanghiglia cineritica che consolid le strutture delle capanne, conservandole in maniera eccezionale fino ad oggi. In questo modo stato possibile scavare per la prima volta delle capanne quasi integre verificando anche l'organizzazione degli spazi sociali del villaggio. Un risultato insomma molto simile a quello di Ercolano e Pompei, sebbene diversa sia stata la modalit di seppellimento. Un caso unico, insomma, che fa del villaggio di Nola una struttura senza eguali. Gli scavi potrebbero fornire ancora interessanti dati. Al di sotto delle capanne, un saggio effettuato ha mostrato la presenza del pavimento di una struttura preesistente, rasa al suolo per costruire le nuove capanne. E poco lontano da questo scavo, in localit Masseria Rossa, stato individuato un altro abitato successivo a questo, probabilmente il risultato del ritorno degli indigeni in queste zone dopo l'eruzione.

06/01/2008 PANNELLATURA DIDATTICA AL VILLAGGIO PREISTORICO LAssociazione Meridies comunica che, nellambito degli interventi di miglioramento della fruibilit turistica e della migliore leggibilit didattica dellarea archeologica del Villaggio Preistorico di Nola, dalla prossima apertura domenicale, prevista per il 13 gennaio dalle 10.00 alle 13.00 (domenica 6 gennaio il sito rester chiuso per la giornata festiva), sar possibile visitare larea con lausilio di una semplice e sintetica pannellatura composta da una decina di tabelle dove sono illustrate le modalit di rinvenimento, la tipologia costruttiva delle strutture capannicole, lagricoltura, lartigianato, le credenze religiose e la vita quotidiana. E stata realizzata anche una tabella in inglese per i turisti stranieri. Abbiamo creato questo semplice supporto informativo ha esordito Michele Napolitano di Meridies perch, in questo modo, i numerosi visitatori che vengono ad ammirare le capanne di 4.000 anni fa, avranno la possibilit di soffermarsi sui vari aspetti di questa affascinante comunit distrutta
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anni fa, avranno la possibilit di soffermarsi sui vari aspetti di questa affascinante comunit distrutta dalla tremenda eruzione detta delle Pomici di Avellino intorno al 1700 a.C. Questi pannelli fanno parte di una prima azione di abbellimento e di miglioramento della fruibilit del sito che prevedr altri interventi in seguito. Tale iniziativa stata realizzata con i nostri fondi e grazie alla collaborazione dellAssessorato ai BB.CC. della Provincia di Napoli diretto da Antonella Basilico e della Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta ed Andante Travel di Londra. Speriamo presto di poter rendere ancora pi bella larea e, magari, ricostruire una delle capanne in loco.

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05/10/2007 NUOVAMENTE FRUIBILE IL VILLAGGIO PROTOSTORICO DI NOLA stato liberato dalle erbacce e dalle acque sporche e domenica, dopo una pausa durata oltre quattro mesi, riaprir al pubblico. Per il villaggio della preistoria di via Polveriera riprende una stagione turistica bruscamente interrotta dalle condizioni di degrado in cui ha versato il sito. Con l'acqua di falda che aveva praticamente inondato i calchi delle capanne di quattromila anni fa ed il fitto fogliame ad ostruire la visuale dei preziosi reperti, non si sarebbe certo mostrata, ai tanti appassionati che accorrono in citt, la faccia migliore di un sito che gli esperti internazionali hanno definito la Pompei della preistoria. Restituiti dignit e decoro al complesso archeologico si torna, quindi, a metterlo in vetrina, tra la soddisfazione di tutti quelli che hanno collaborato per ripulirlo ed asciugarlo. Al lavoro, per oltre due settimane, sono stati gli operatori incaricati dalla Soprintendenza archeologica di Napoli e Caserta, quelli inviati dall'assessorato all'ambiente del comune di Nola ed i volontari dell'associazione Meridies che curano anche la visite guidate al sito. Decisivo anche l'intervento della Gori, la societ che si occupa della gestione del servizio idrico, che ha, infatti, provveduto ad installare un sistema di idrovore che hanno riportato il livello dell'acqua, proveniente dalla falda sotterranea, sotto la soglia ritenuta pericolosa per la staticit delle capanne. Siamo contenti di poter di nuovo dare la possibilit ai turisti e agli studiosi - ha sottolineato Angelo Amato de Serpis, presidente dei volontari di Meridies - di visitare l'area archeologica del Villaggio Preistorico di Nola. Durante la chiusura del sito abbiamo scelto di non disattendere le richieste dei tanti turisti stranieri interessati al complesso. Si riparte, dunque, con la consapevolezza che, nonostante i problemi, le capanne costituiranno ancora la meta selezionata da numerosi visitatori. D'altronde i numeri invitano all'ottimismo: in soli dieci mesi sono state registrate oltre dodicimila presenze. Un numero consistente se si considera che la promozione del complesso ancora affidata al tamtam dei volontari ed al passaparola di chi ha visto con i propri occhi l'eccezionale ritrovamento. Se le istituzioni ci daranno una mano - anticipa ancora Angelo Amato - siamo pronti a migliorare l'offerta turistica ed a collaborare con la soprintendenza per rendere il villaggio pi fruibile sotto il profilo didattico. Si pensa alla realizzazione di una recinzione costituita da panelli didattici ed alla simulazione di scavi archeologici per gli studenti. Tutto in ogni caso dipender anche dalla disponibilit dell'amministrazione comunale alla quale l'associazione lancia un appello. Noi speriamo che, come avvenuto con l'assessorato alle aree archeologiche della Provincia di Napoli, che si impegnato a darci una mano nella opera di tutela e fruizione del sito, anche il comune di Nola faccia la propria parte, perch il Villaggio Preistorico di Nola innanzitutto un patrimonio della citt, oltre che di tutta l'umanit conclude Angelo Amato. Mobilitazione, dunque, la parola d'ordine per la salvaguardia e la tutela di una struttura mentre si continua ad attendere lo stanziamento dei fondi necessari alla realizzazione del parco archeologico, che, oltre Nola, comprende anche San Paolo Belsito. Il progetto disegnato dalla soprintendenza, d'altra parte, alquanto ambizioso e mira a trasformare le aree in questione nel complesso pi importante del Meridione d'Italia.
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15/04/2007 ALLAGATO IL VILLAGGIO PROTOSTORICO DI NOLA Il villaggio della preistoria annega e chiude i battenti. Cancelli sbarrati, da domenica prossima, a turisti ed appassionati di archeologia. La falda acquifera che si sviluppa sotto l'area che accoglie l'insediamento dell'et del bronzo si innalzata nonostante le idrovore sistemate dalla Gori. Proprio come 4000 anni fa, quando le capanne degli avi dei nolani furono ingoiate da lava e fango, si torna a tremare per il destino dei reperti che hanno sopravvissuto alla violenza di un'eruzione vulcanica ed a quella di una potente alluvione. Nel fazzoletto di terra recintato di via Polveriera, l'acqua ha superato il limite delle passatoie sistemate per favorire l'accesso ai visitatori. Ma la soppressione degli appuntamenti settimanali con il prestigioso sito che sorge a Croce di papa a Nola, rappresenta solo il male minore di una condizione che vede in pericolo il destino di un insediamento dalla straordinaria valenza storica, scientifica e culturale. E si tenta di correre ai ripari. La soprintendenza archeologica ha disposto l'imminente arrivo di una squadra desperti che studier il fenomeno e valuter gli interventi da effettuare per evitare che i calchi delle capanne della preistoria si trasformino in una poltiglia di fango. Predisporremo un efficace sistema di pompe, come quello utilizzato a Pozzuoli ed a Cuma, che possa contenere il livello dell'acqua: Giuseppe Vecchio, responsabile della soprintendenza archeologica pensa ad una soluzione definitiva per arginare il rischio dallagamento nel villaggio della preistoria le cui cause, secondo l'archeologo sarebbero imputabili al dissesto idrogeologico forse favorito dall'innalzamento di una barriera in qualche punto della citt. D'altra parte quanto accaduto nelle ultime ore non rappresenta un'emergenza nuova. Lo testimoniano gli interventi d'urgenza dei vigili del fuoco e soprattutto gli sforzi compiuti per sistemare nell'insediamento un sistema aspirante per tenere sotto controllo il livello dell'acqua. Provvedimenti tampone che fino ad oggi hanno evitato il peggio ma che, viste le attuali condizioni del sito, si dimostrano insufficienti. Ci auguriamo che si agisca in tempi rapidi. Le capanne sono in serio pericolo dice preoccupato Angelo Amato De Serpis, presidente di Meridies, l'associazione i cui volontari si sono occupati di promuovere il villaggio attraverso le aperture settimanali e le visite organizzate di scolaresche e studiosi. In questi mesi - sottolinea ancora Amato De Serpis - abbiamo consentito a pi di 12.000 turisti di visitare il villaggio, questultimo problema , probabilmente, pi grande di noi. 01/09/2006 IL SITO ANCORA IN MANO AI PRIVATI E SCATTA L'ALLARME Lallarme era stato lanciato ieri dal nostro giornale: il villaggio preistorico, uno degli esempi meglio conservati risalenti allEt del Bronzo, non avrebbe riaperto. Il motivo? La mancanza di fondi per la gestione finora garantita da un gruppo di volontari. Ma la Provincia raccoglie lappello del presidente di Meridies e promette: impegneremo noi i fondi necessari a tenere aperto il sito archeologico. Ad
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Meridies e promette: impegneremo noi i fondi necessari a tenere aperto il sito archeologico. Ad assicurare impegno e risorse Antonella Basilico, assessore provinciale ai Beni culturali: Con il presidente Riccardo Di Palma creeremo le condizioni per assicurare l'apertura della struttura per questo scorcio del 2006 e per tutto il 2007. Quello della completa fruibilit dei beni culturali della provincia di Napoli - spiega ancora l'assessore Basilico - una delle priorit a cui tengo di pi. E a dirsi felice della soluzione prospettata il presidente dell'associazione culturale Meridies: Ci fa piacere che il nostro grido d'allarme - sottolinea Angelo Amato De Serpis - sia stato raccolto. La Provincia si impegnata a sostenere gli sforzi che costantemente mettiamo in campo per sottrarre le capanne dall'oblio. Speriamo che da ora in poi non ci si dimentichi pi di questo gioiello dellarcheologia. Domenica prossima le porte dell'area resteranno ancora chiuse ma non si esclude che tra quindici giorni le visite settimanali potranno riprendere. Marted intanto attesa la visita dell'assessore Basilico che ieri stesso ha avviato l'iter burocratico che concretizzer l'impegno assicurato dalla Provincia di Napoli. Tirato un sospiro di sollievo per la paventata chiusura ai visitatori del complesso archeologico resta l'apprensione per lo stato in cui versano i reperti. Se infatti le idrovore sistemate, grazie alla collaborazione della Gori (la societ che gestisce le risorse idriche in citt), hanno evitato che le capanne affondassero sotto i metri di acqua provenienti dalla falda acquifera circostante, resta il problema dei rivoli che stanno scavando veri e propri solchi intorno ai calchi delle abitazioni a forma di ferro di cavallo realizzate degli uomini della preistoria. Il nodo della conservazione di un tesoro che ha resistito all'eruzione vulcanica e alla successiva alluvione resta dunque ancora da sciogliere. Il progetto messo a punto dalla sovrintendenza archeologica di Napoli, oltre che alla valorizzazione guarda con attenzione anche alla salvaguardia dell'insediamento. Ma per questo bisogner attendere ancora. Tra qualche giorno incontrer il ministro Francesco Rutelli e, oltre che di Pompei e delle altre zone archeologiche pi famose della nostra regione, gli parler anche di Nola: da Venezia, dove si trova per impegni istituzionali legati alla Mostra del Cinema, Marco Di Lello, assessore ai Beni culturali della Campania, annuncia di voler investire l'esecutivo nazionale della valorizzazione del villaggio della preistoria. E intanto come procede l'iter per l'acquisizione dell'area che accoglie le capanne? Ormai fatta. Il sito sar definitivamente acquisito al patrimonio pubblico. Come mai trascorso tanto tempo dalla manifestazione di volont espressa dalla giunta regionale? Se sono trascorsi due anni dalla decisione di acquisire l'area in cui sorge il villaggio nolano perch, dopo la deliberazione della giunta regionale, sono sopraggiunti degli intoppi di carattere burocratico. A rallentare l'iter anche un contenzioso con l'ufficio erariale. L'impasse adesso per stata superata. Pur essendo importanti e prestigiosi i tesori di Nola, cos come tutti quelli che appartengono al patrimonio culturale minore, fanno costantemente i conti con la mancanza di progetti di sviluppo e finanziamenti. Perch? Il Nolano rientra a pieno titolo tra i territori da valorizzare. Non un caso se alla zona stato destinato uno dei 12 Pit. Un'iniziativa che abbiamo pensato 6 anni fa, in tempi non sospetti dunque. E allora perch non si decolla? Prima di far venire i turisti dobbiamo essere pronti. Tutti: Regione, Provincia e Comune. E poi c' il tema della gestione, non possiamo che essere grati ai volontari delle associazioni ma non questa la strada. Dobbiamo sederci intorno ad un tavolo e discutere del futuro.
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Le risorse economiche mancano e il villaggio della Preistoria di Nola chiude: l'eccezionale ritrovamento dell'et del bronzo, trascorsa la pausa estiva, non riaprir i battenti ai visitatori. Meridies, l'associazione di volontariato che fino ad oggi si occupata di promuovere il sito e di accogliere turisti e studiosi italiani e stranieri ha gettato la spugna: un'impresa troppo onerosa che ha bisogno del concorso delle istituzioni. Tra mille difficolt - incalza Angelo Amato De Serpis, presidente di Meridies - siamo riusciti a tenere alta l'attenzione sul sito e i risultati non sono mancati. Oggi per non siamo pi nelle condizioni di farlo. Ci abbiamo rimesso di tasca nostra e nonostante tutto siamo andati avanti tra l'indifferenza delle istituzioni. L'affondo duro e dura la decisione di cancellare, a un anno di distanza dal suo varo, l'iniziativa promozionale che prevedeva l'apertura settimanale al pubblico del parco archeologico. E il tutto nonostante le continue richieste. Come quelle giunte da parte di un gruppo di turisti londinesi, che oltre a Pompei ha scelto di visitare Nola, e di una delegazione di studiosi proveniente dall'universit di Monaco di Baviera. Insomma, a pi di quattro ani di distanza dal ritrovamento delle capanne abitate dagli uomini della preistoria, la strada per il recupero definitivo dell'area e per la realizzazione del pi grande parco preistorico del Meridione ancora tutta in salita. Eppure uno spiraglio sembra essersi aperto. Il fazzoletto di terra dentro il quale sono affiorati i reperti dovrebbe essere acquistato a breve dalla Regione. Il 3 agosto scorso, con oltre due anni di ritardo dallannuncio, la giunta guidata dal governatore Bassolino si impegnata a comprare definitivamente il sito. Il valore dell'acquisto pari a 750mila euro. Risorse che di fatto serviranno a sbloccare una situazione che fino ad oggi ha impedito alla sovrintendenza dei beni archeologici di realizzare il progetto di recupero e di rilancio del sito. Ma intanto, nell'attesa che si completi l'iter burocratico avviato a palazzo Santa Lucia, resta l'amaro in bocca per un cancello sbarrato che impedir agli amanti della storia e della cultura di ammirare uno dei tesori pi importanti preservati dal tempo e per le condizioni in cui versa attualmente il ritrovamento che, nonostante l'allestimento di una idrovora che lo ha posto al riparo dall'acqua proveniente dalla falda acquifera sottostante, continua a essere in pericolo. Il livello dell'acqua fortunatamente sceso - spiega Angelo Amato De Serpis - ma i rivoli che si formano intorno ai calchi delle capanne rischiano di minare la tenuta dei reperti. Sulla carta le premesse ci sono tutte. Le capanne di Nola e i ritrovamenti di San Paolo Belsito (dove furono rinvenuti gli scheletri di un uomo e una donna preistorici pietrificati dalla lava) sono destinate a diventare il parco archeologico pi importante del Sud. Il progetto, disegnato dalla sovrintendenza archeologica di Napoli e provincia, giace per in un cassetto perch una delle due aree interessate, quella di Nola appunto, ancora di propriet privata. L'idea in ogni caso, oltre alla salvaguardia del sito, prevede la realizzazione di strutture con funzioni didattiche scientifiche e di servizio, punti di ristoro e sala convegni. Prevista inoltre la creazione di un museo all'aperto che accoglier la ricostruzione fedele di una delle tre capanne rinvenute nel sito. Un salto indietro nel tempo dunque che non tralascer neanche l'ambiente che circonda i calchi delle capanne dove sar organizzato un orto sperimentale che permetter di verificare alcune tecniche utilizzate dagli agricoltori dell'Et del bronzo. Il sito costituir un importante punto di riferimento per gli studiosi che avranno la possibilit di mettere a punto nuove tecnologie di scavo e di restauro. (Fonte: IL MATTINO)
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18/02/2005 ANCHE REGIONE E COMUNE CHIEDONO LA TUTELA UNESCO PER IL SITO DI NOLA Con viva soddisfazione Meridies comunica che, la proposta avanzata alla Regione Campania ed al Comune di Nola di chiedere l'inserimento del Villaggio Preistorico di Nola (la Pompei della Preistoria) nell'elenco dei beni tutelati dall'UNESCO, stata positivamente accolta dai due organismi. La Regione Campania, grazie all'interessamento dell'Assessore ai BB.CC. On. Marco Di Lello, con nota (prpt. 4155/s.p. del 01.01.2005) ha richiesto alla Soprintendenza Archeologica di Napoli di attivare tutte le procedure idonee per procedere alla richiesta d'inserimento del sito nolano nella lista UNESCO. Il Comune di Nola, grazie all'interessamento del Sindaco Felice Napolitano e dell'Assessore ai BB.CC. Agnese Romano, in data 25.01.2005 (delibera di giunta n.16), ha emanato una delibera per la richiesta della candidatura UNESCO del villaggio di Nola. "L'eccezionale importanza del villaggio preistorico, impone una profusione di ogni impegno teso a valorizzare un bene cos importante - ha sottolineato l'Assessore ai BB.CC. On. Marco Di Lello -, per tali motivi aderisco all'invito dell'Associazione Meridies e faccio voti affinch la Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta voglia porre in essere quanto necessario per l'avvio dell'iter burocratico". "L'Amministrazione Comunale - ha inoltre ribadito l'Assessore ai BB.CC. Agnese Romano - ha accolto immediatamente la proposta di Meridies e la giunta ha adottato all'unanimit, su mia proposta, una delibera che impegna il Comune di Nola ad attivare tutti i canali necessari affinch tale iniziativa possa avere buon esito. Il Villaggio Preistorico di Nola un bene unico al mondo e sarebbe importante una tutela dell'UNESCO". "Siamo oltremodo soddisfatti per come la nostra iniziativa sia stata accolta dalla Regione Campania e dal Comune di Nola - ha sottolineato Angelo Amato de Serpis, presidente di Meridies - perch il Villaggio Preistorico di Nola un bene preziosissimo sia sotto il profilo turistico che archeologico. Avere la possibilit di preservare un villaggio dell'et del bronzo antico (18860-1680 a.C. circa), sepolto da un'eruzione vulcani e conservatosi in maniera straordinaria fino ad oggi come in nessuna parte del mondo, un evento eccezionale che merita tutta la tutela e la valorizzazione possibile. Ringraziamo la Regione Campania ed il Comune di Nola per aver immediatamente fatto propria la nostra iniziativa". 15/01/2005 CHIESTA LA TUTELA UNESCO PER IL SITO
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Includere il Villaggio Preistorico di Nola nella lista propositiva che la commissione interministeriale presenta ogni anno al Comitato per il patrimonio mondiale dell'Unesco. A chiederlo in una lettera al sindaco di Nola, Felice Napolitano, il presidente dell'associazione turistico-culturale Meridies, Angelo Amato de Serpis. Con la missiva, indirizzata anche al sovrintendente ai Beni archeologici di Napoli e Caserta, Paola Miniero, e all'assessore alla Tutela dei beni paesistico-ambientali della Regione Campania, Marco Di Lello, il presidente de Serpis chiede di valutare la possibilit di presentare, al presidente del gruppo di lavoro interministeriale per la lista del patrimonio mondiale dell'Unesco, Giuseppe Proietti (direttore generale per i Beni archeologici del ministero per i beni e le attivit culturali), la proposta di includere il villaggio preistorico di Nola nella prossima lista propositiva che la commissione presenta al Comitato per il patrimonio mondiale dell'Unesco. La richiesta trova piena motivazione nei criteri di valutazione che l'Unesco stesso predilige per la scelta dei siti da dichiarare patrimonio dell'Umanit spiegano dallassociazione Meridies -. Il villaggio di Nola caratterizzato da un'unicit tipologica (a livello mondiale), essendo il sito pi antico e meglio conservato sepolto da un'eruzione vulcanica. Lo stesso presidente de Serpis spiega come si tratti di una vera e propria Pompei della Preistoria, unica nel suo genere, che fotografa un preciso istante (cos come a Pompei) della vita quotidiana di un villaggio dell'Et del Bronzo. 05/01/2005 PARTONO I LAVORI PER IL PARCO ARCHEOLOGICO DI NOLA Ancora una buona notizia per il villaggio preistorico: stanno per iniziare i lavori per il Parco della preistoria. Larea di cinquantamila metri quadrati, insediamento primitivo con importanti ritrovamenti , sar delimitata, organizzata ed offerta alle comunit locali. Il via libera,anche stavolta, arrivato dalla Regione che ha stanziato un primo finanziamento di 1 milione e 600 euro per i lavori. La zona archeologica si estende fino a San Paolo Belsito e comprende le localit di Croce del Papa e La Vigna. Il progetto va avanti da anni, sostenuto da un ampio schieramento, ma stato contrassegnato da ricorsi e contenziosi sugli espropri. La decisione dellEnte di Santa Lucia,come previsto, riscuote il plauso di cittadini ed amministratori che la valutano come unaltro punto qualificante della futura Provincia. Soddisfatto anche lAssessore regionale ai Beni Culturali Marco Di Lello secondo cui la delibera rilancia lacquisizione al patrimonio pubblico di siti culturali della provincia di Napoli. 06/12/2004 LA REGIONE HA FINALMENTE ACQUISTATO IL SITO ARCHEOLOGICO

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Finalmente la Giunta Regionale della Campania, dopo mesi di attesa, nella seduta del 3 dicembre, ha approvato l'acquisto delle aree archeologiche del villaggio preistorico di Nola (785.949 euro) e della localit La Vigna di San Paolo Belsito (865.600 euro). Si tratta di un passo importante per la valorizzazione dei siti e per rendere operativi i progetti di parchi archeologici della preistoria. Archemail ed il Gruppo Archeologico Napoletano esprimono viva soddisfazione per quanto avvenuto. Parte il piano di valorizzazione di due zone archeologiche nel comprensorio nolano. La Giunta regionale approva l'acquisizione del complesso archeologico ubicato nelle localit La Vigna del comune di San Paolo Belsito e a Croce del Papa nel comune di Nola. Via libera, quindi, alla proposta del presidente, Antonio Bassolino, e dell'assessore regionale alla Tutela dei beni paesistico-ambientali, Marco Di Lello. Il provvedimento prevede lo stanziamento di 1.657.499,20 euro, di cui 865.600 per San Paolo Belsito e 785.949 per Nola. Saranno acquisiti al patrimonio pubblico 50.195 metri quadrati, di cui 44.800 relativi alla Vigna e 5.395 relativi a Croce del Papa spiega un comunicato di Palazzo Santa Lucia -. Le valutazioni economiche sono state eseguite dall'Agenzia del territorio su richiesta della Regione. L'intervento consente di sottrarre una rilevante zona paesaggistica di propriet di privati da processi di espansione edilizia. In parte dei terreni, infatti, era prevista la realizzazione di insediamenti edilizi: residenze, attrezzature e attivit terziarie. Il sito archeologico ritrovato a Croce di Nola risalirebbe allet del bronzo, mentre a San Paolo Belsito presente un complesso collinare nelle localit di Montesano, La Vigna e La Starza, dove si trovano insediamenti sepolti da uneruzione avvenuta circa 3500 anni fa. Durante gli scavi sono state riportate alla luce alcune testimonianze di un villaggio preistorico in unarea dove la Regione vuole creare un parco archeologico: uno degli otto Itinerari culturali dei Progetti integrati del Por Campania 2000-2006 denominato Valle dell'Antico Clanis (Antica terra di miti e di di) per il quale si prevede un investimento di 20.108.249,32 euro (tra risorse Por pari a 13.394.309,63 euro e risorse private pari a 6.713.939,69 euro). Il progetto propone la realizzazione di un itinerario culturale su di un territorio che, sullo sfondo naturalistico del Parco del Partenio, viene considerato come un unico parco archeologico a tema. L'avventura nel tempo proposta, va dalla preistoria al Medioevo. Sono, inoltre, previsti aiuti alle imprese nel settore alberghiero e dei servizi e la costituzione di un'agenzia di sviluppo del territorio. Sul fronte San Paolo Belsito-Nola l'azione congiunta di Regione e Soprintendenza per i beni archeologici di Napoli e Caserta scongiura il pericolo di nuovi insediamenti edilizi e consente di avviare un intervento, in un'area strategica, di valorizzazione delle tante testimonianze archeologiche ivi esistenti. L'acquisizione delle aree consente, inoltre, di attuare il progetto della Soprintendenza e dell'Assessorato regionale ai Beni culturali che punta alla creazione di un parco archeologico della Preistoria nell'ambito del Pit Valle dell'Antico Clanis. Gi negli scorsi mesi la Regione ha acquisito beni storici e archeologici, sottraendoli a una destinazione che contrastava con la programmazione regionale di tutela dei beni culturali, una filiera che in Campania tra la fonti principali per lo sviluppo dei territori interessati. Gi acquistati siti quali il complesso del Parco archeologico di Pausyllipon a Napoli, lo stadio di Antonino Pio a Pozzuoli e l'isolotto de Li Galli a Positano. Obiettivo: investire risorse nel campo dei beni culturali e ambientali, quale fonte su cui far leva per lo sviluppo sociale ed economico della regione. Per ampliare il patrimonio dei beni culturali campani sono stati investiti 4 milioni di euro. Di Lello ribadisce poi che il
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patrimonio dei beni culturali campani sono stati investiti 4 milioni di euro. Di Lello ribadisce poi che il complesso di Nola e San Paolo destinato a diventare uninteressante attrazione turistica cos da arricchire il patrimonio culturale della nostra regione. Questa ennesima procedura di acquisto vuole evitare che sui suoli dove insistono le testimonianze archeologiche vengano realizzati progetti incompatibili con la tutela e la valorizzazione dei beni culturali. 14/11/2004 ANCORA NESSUNA NOVITA' DALLA REGIONE Si era impegnata, con formale delibera, a finanziare l'acquisto dell'area dentro la quale sorge il villaggio dell'et del bronzo di Nola. Ma per il momento il proposito della Regione resta solo una buona intenzione. Dei soldi necessari a formalizzare l'operazione non vi traccia nel bilancio di previsione recentemente approvato. E questa per il momento l'unica certezza di una vicenda che si trascina ormai da troppo tempo. Da quando cio il Tribunale amministrativo della Campania intim l'acquisto del villaggio, pena la restituzione dell'area ai legittimi proprietari. Da allora sono trascorsi molti mesi ma tutto rimasto al palo. In assenza di una svolta rischiano di restare fermi tutti i progetti disegnati per lo sviluppo e la promozione delle capanne che, insieme alla Vigna, localit di San Paolo Belsito ricca di preziosi reperti, dovrebbero dare vita al pi grande parco archeologico del Mezzogiorno. L'impasse, oltre a sbarrare la strada all'imponente disegno, rischia di far perdere al villaggio nolano anche i finanziamenti del Pit Alto Clanio. Il danno e la beffa per un territorio che continua a credere nelle potenzialit del patrimonio storico ed artistico e nelle prospettive legate al rilancio del settore. Insomma chi si aspettava un'accelerata, in vista della realizzazione del parco archeologico rimasto deluso. L'ambizioso disegno, destinato a calamitare in zona l'interesse e l'attenzione di studiosi e turisti, sembra di nuovo infrangersi davanti alla burocrazia, alle difficolt economiche ed alla scarsa attenzione riservata all'area nolana. Per il momento l'idea di trasformare il Villaggio di 400 anni fa, cos come l'area archeologica di San Paolo Belsito, in un unico grande parco a tema, dalla valenza didattica e turistica resta solo un bel sogno. Ed etereo anche il proposito di restituire dignit all'Anfiteatro romano di via De Sena, le cui operazioni di scavo sono bloccate da anni, ovviamente per mancanza di fondi. Eppure le somme necessarie, almeno sulla carta non sembrano eccessive rispetto all'investimento prospettato. Secondo una stima effettuata dalla Soprintendenza archeologica, per l'acquisto delle due aree di Nola e di San Paolo occorrerebbero complessivamente un milione e 500mila euro. Un'inezia rispetto alle ricadute positive che avvantaggerebbero un territorio ormai in caduta libera. Secondo gli esperti, infatti, la realizzazione del parco archeologico calamiterebbe l'attenzione di turisti, scolaresche e studiosi. Nei luoghi della preistoria infatti prevista anche l'istituzione di corsi di restauro e di riproduzione delle antiche tecniche attraverso le quali gli abitanti delle capanne realizzavano ceramiche e utensili. Un punto di riferimento insomma oltre che un'attrazione turistica. E che la portata scientifica e culturale dei reperti custoditi in via Polveriera sia davvero eccezionale lo testimonia inoltre la presenza continua di gruppi di archeologi e di ricercatori. Nei giorni scorsi ad accendere i riflettori sulle capanne, purtroppo seminascoste dalle erbacce, sono state le telecamere della Bbc a Nola per un documentario sull'eruzione del Vesuvio.
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16/07/2004 SCOPERTA UNA NUOVA CAPANNA DEL BRONZO Nel cantiere dove avrebbe dovuto sorgere un palazzo spunta una capanna della preistoria. La zona, ricchissima di testimonianze archeologiche sempre la stessa: tra la Vigna e Montesano, a due passi dalla necropoli del bronzo antico. E adesso nessuno si sbilancia sul futuro dellarea: case e parcheggi o un nuovo sito su cui puntare... Una scoperta che di certo per il momento offre ulteriori e importanti spunti agli studiosi: i fori allineati e il corredo ceramico affiorati in superficie indicano che l gli avi dei nolani avevano ripreso a costruire dopo che, 4000 anni fa, l'eruzione del Vesuvio, detta della Pomici di Avellino, aveva raso al suolo i loro villaggi. La capanna sarebbe dunque di un'epoca immediatamente successiva al bronzo antico, l'et a cui invece riconducibile il villaggio di Croce di Papa a Nola. I reperti sono emersi nel corso di un sondaggio effettuato dalla Sovrintendenza in un'area considerata di interesse archeologico e sulla quale il Comune di San Paolo ha rilasciato una concessione edilizia per la realizzazione di un palazzo. Insomma, grazie alla necessaria operazione preliminare, gli archeologi si sono trovati cos di fronte alla sorprendente scoperta. Il settore dell'antica abitazione riportato alla luce coincide, secondo gli esperti, con una parte del perimetro esterno e con un vano interno della capanna. Il resto della costruzione si estenderebbe dunque nella zona che, secondo il progetto autorizzato dallamministrazione comunale, dovrebbe essere destinata ad accogliere il parcheggio dei condomini del palazzo. Di qui la necessit di estendere le operazioni di scavo per consentire il recupero delle altre suppellettili conservate nella capanna visto che la valenza scientifica della ricerca non sarebbe del certo da considerare marginale. L'approfondimento delle caratteristiche della struttura permetterebbe inoltre di conoscere anche le tecniche utilizzate per la costruzione degli insediamenti successivi all'eruzione del Vesuvio. Non a caso del resto il ritrovamento gi considerato come il trait-d'union tra i due periodi storici: il bronzo antico e il bronzo medio. Alla ragione culturale e scientifica che spinge per l'ampliamento dello scavo si somma poi anche la necessit della salvaguardia del reperto che, trovandosi appena a cinquanta centimetri dalla superficie, rischierebbe di essere distrutto nel corso della realizzazione dell'area di sosta. Intanto mentre gli operatori si interrogano sul da farsi, le impronte della capanna aprono di nuovo il fronte della questione del recupero e della tutela di un luogo che insieme a quello di Nola destinato a diventare un parco archeologico dalla significativa valenza didattica e turistica e dagli innumerevoli sbocchi economici. 24/04/2004 LA REGIONE ACQUISTERA' IL SITO ARCHEOLOGICO
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La Regione finanzier lacquisto del villaggio dellet del bronzo di Nola. La delibera, fortemente voluta dall'Assessore regionale ai Beni Culturali Marco Di Lello, stata approvata dalla Giunta di palazzo Santa Lucia e sancisce il primo passo verso la risoluzione di una questione che ha suscitato non poche polemiche. Una manifestazione di interesse che adesso apre ufficialmente la porta alle procedure necessarie per formalizzare lacquisizione dellarea dove sorgono le capanne di 4000 anni fa. E non solo. Con la stessa delibera la giunta ha espresso la volont di comprare anche il sito archeologico di San Paolo Belsito che insieme al villaggio di via Polveriera a Nola destinato a diventare uno dei parchi della preistoria pi importanti del Paese. A tirare un sospiro di sollievo il responsabile della Sovrintendenza archeologica, Giuseppe Vecchio secondo il quale la dichiarazione di intenti della Regione rappresenta un punto fermo per la creazione di strutture fondamentali per il rilancio della zona. Diamo atto - ha sottolineato ancora Vecchio - a Di Lello dellimpegno personale nei confronti del patrimonio dellarea. Al provvedimento di venerd adesso seguir lo stanziamento dei fondi e non da escludere che oltre alle risorse necessarie allacquisto non possano arrivare anche quelle per avviare i primi interventi di realizzazione parco, il cui progetto stato gi redatto dalla Sovrintendenza archeologica. Un disegno ambizioso, destinato a calamitare in zona linteresse di studiosi e turisti, che due mesi fa sembr infrangersi davanti ad una sentenza del Tar Campania che fece gridare allo scandalo unintera citt. Il tribunale amministrativo invit, infatti, la Sovrintendenza archeologica a consegnare le chiavi ai proprietari del fazzoletto di terra che ospita le capanne se, trascorsi 30 giorni, non avesse proceduto allacquisto. Un ultimatum che scaten reazioni a catena e polemiche diventate pi roventi con il passare dei giorni. Poi, praticamente, alla scadenza dei termini fissati dal Tar, lavvio delle trattative che hanno visto impegnati gli uffici della Sovrintendenza nel ruolo di intermediari nella procedura di acquisto, strada senza dubbio pi celere rispetto ad un esproprio che avrebbe di certo rinviato di anni anche la realizzazione del Parco archeologico. Tornato il sereno si attende ora lo stanziamento dei fondi ed intanto si calcolano i soldi necessari. Che, secondo una prima stima, ammonterebbero a 750mila euro per il villaggio di Nola ed 850 mila per La Vigna di San Paolo Belsito. 02/03/2004 PRIMI SVILUPPI DELLA VICENDA DOPO GLI APPELLI Sembra avviarsi ad una risoluzione la vicenda del mancato esproprio del terreno nel quale stato rinvenuto il villaggio dell'et del bronzo di Nola (Na), risalente a quasi 4000 anni fa. ll Tar Campania aveva concesso un mese di tempo al Ministero dei Beni Culturali ed alla competente Soprintendenza per ultimare lacquisizione del terreno, altrimenti lo stesso sarebbe tornato in mano ai legittimi proprietari. Lo scorso venerd si svolto un incontro sulla questione tra l'assessore regionale ai Beni
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proprietari. Lo scorso venerd si svolto un incontro sulla questione tra l'assessore regionale ai Beni Culturali Marco Di Lello, il sovrintendente regionale ai Beni Culturali Stefano De Caro e il segretario campano dei Ds Gianfranco Nappi. La Regione ha confermato l'impegno a reperire le risorse necessarie all'acquisizione del villaggio di Nola e dell'altra area archeologica di San Paolo Belsito, anch'essa mai espropriata. Le due aree infatti rientrano in un unico progetto che mira alla creazione di un parco archeologico destinato a diventare una delle maggiori attrazioni turistiche e culturali del territorio. L'assessore Di Lello ha fatto sapere che nei prossimi giorni sar perfezionato l'iter del finanziamento che ne consentir la realizzazione. 26/02/2004 LO SCAVO RISCHIA DI RIMANERE IN MANO AI PRIVATI Incredibile a dirsi, ma uno degli scavi archeologici che ha destato maggiore attenzione in tutto il mondo negli ultimi anni, rischia di rimanere in mano ai privati. E tutto questo perch non sono state completamente espletate le richieste per ottenere l'esproprio dell'area. Accade a Nola, dove poco pi di tre anni fa venne alla luce parte di un villaggio dell'et del bronzo, seppellito circa 4000 anni fa da un'eruzione del Vesuvio, proprio come accadr nel 79 d.C. a Pompei ed Ercolano. Sebbene vincolata, l'area non mai stata del tutto acquisita dal Ministero competente e cos i legittimi proprietari del terreno sono ricorsi al TAR della Campania. Ed effettivamente il Tar Campania ha verificato che il terreno non risulta al momento acquisito e pertanto ha concesso un mese di tempo al Ministero dei Beni Culturali ed alla competente Soprintendenza per ultimare lacquisizione del terreno. In caso contrario si dovr procedere alla restituzione del terreno alla Do.Vi srl, societ proprietaria dellarea. Il Tar ha motivato la sentenza, ritenendo valido il ricorso nei confronti della Soprintendenza, colpevole di occupare il sito senza il disbrigo delle pratiche per lacquisizione ed impedendo, di fatto, laccesso ai legittimi proprietari da oltre un anno. La procedura ovviamente arresta ogni progetto di realizzazione di un parco archeologico. Ora bisogna fare in fretta. Gi una locale associazione nolana, Meridies, ha inviato una protesta al Presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino. Ora preghiamo tutti i nostri lettori di attivarsi per invitare gli enti competenti a fare presto per il disbrigo delle pratiche. 23/11/2002 PROGETTO PER IL PARCO ARCHEOLOGICO Sar aperto a breve anche al pubblico il sito preistorico di Nola in localit Croce di Papa. Si stanno infatti portando avanti i lavori per la copertura del luogo in modo da creare un percorso che consenta di ammirare da vicino le capanne del villaggio dell'et del bronzo. L'incredibile numero di richieste di visita e l'interesse mostrato dal mondo scientifico ed archeologico per l'eccezionale scoperta ha spinto la Soprintendenza a trasformare l'area in una sorta di museo a cielo aperto. I visitatori potranno cos ammirare quello che stato definito da studiosi di fama mondiale come un "unicum". In
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potranno cos ammirare quello che stato definito da studiosi di fama mondiale come un "unicum". In tal modo sar anche possibile fornire una protezione non solo dalle aggressioni degli eventi atmosferici, ma anche dalla mano dell'uomo. E'ancora vivo, infatti, il ricordo della distruzione vandalica avvenuta lo scorso giugno di uno dei reperti pi interessanti rinvenuti nel villaggio, un piccolo forno. La visita al sito potr essere completata con la visita al museo archeologico di Nola dove ancora esposta la mostra dedicata ai ritrovamenti preistorici che negli ultimi anni si sono avuti nel territorio nolano. 13/06/2002 TEPPISTI IN AZIONE NELLO SCAVO DISTRUGGONO UN FORNO DI 4000 ANNI FA Era uno dei reperti pi belli rinvenuti nel villaggio di 4000 anni fa di Via Polveriera a Nola. All'interno della capanna 4, era stato rinvenuto un forno, addirittura con una brocca ancora all'interno. Nella notte fra l'11 ed il 12 giugno, uno o pi teppisti hanno scavalcato con facilit la leggera recinzione che circondava lo scavo e, senza che nessuno potesse accorgersi di quanto accadeva, hanno distrutto una testimonianza unica, per il solo gusto di distruggere. Infatti, se l'intento dei vandali fosse stato quello di asportare il reperto, avrebbero utilizzato un sistema adatto. Invece, si soltanto portato distruzione, sebbene in maniera mirata. Sarebbero infatti bastati pochi minuti a rovinare irrimediabilmente anche le altre strutture. I responsabili della Soprintendenza non sanno cosa pensare, addirittura si pensa ad una sorta di avvertimento. E cos dopo i numerosi intoppi burocratici e le controversie fra la Soprintendenza ed i proprietari del fondo dove si stava lavorando per costruire un supermercato, il destino dell'importantissimo ritrovamento sembra incerto. Da pi parti, infatti, era stato richiesto di lasciare i reperti l dove si trovavano al fine di organizzare un parco archeologico della preistoria che comprendesse anche il sito di San Paolo Belsito. Lo stesso responsabile della Soprintendenza, il dott. Giuseppe Vecchio, si era battuto affinch il villaggio restasse dov'era. Alla luce di quanto accaduto l'altra notte, grazie al gesto di uno o pi vigliacchi, tutto potrebbe cambiare. Questo il testo dell'appello da noi inviato in data 14/06/2002 al Sindaco di Nola: A nome della redazione del sito internet "Archemail, l'archeologia in Campania" e pensando di interpretare anche il pensiero dei nostri numerosi lettori italiani e di tutto il mondo, esprimiamo con viva forza la nostra solidariet per l'incredibile gesto vandalico compiuto da ignoti all'interno dello scavo di Via Polveriera a Nola. Ci che l'eruzione del Vesuvio, pur nella sua drammaticit e furia devastatrice, aveva preservato per oltre 4000 anni, stato invece distrutto in maniera vile ed ignobile da persone che hanno agito in maniera completamente sconsiderata e senza alcuna giustificazione.
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maniera completamente sconsiderata e senza alcuna giustificazione. Ma questo gesto non deve fermare l'attivit che la Soprintendenza e tutti gli enti ed associazioni del territorio compiono ogni giorno per valorizzare un territorio ricchissimo di testimonianze storiche ed archeologiche. Nola non pu e non deve essere ricordata soltanto per la Festa dei Gigli e per una citt che distrugge il proprio patrimonio culturale. Lasciarsi scoraggiare da quanto accaduto significherebbe avvalorare la volont di un piccolo nugolo di pazzi che non hanno rispetto n per la propria terra, n per le proprie origini. Chiediamo pertanto al Sig. Sindaco del Comune di Nola di attivarsi affinch sia garantita la necessaria vigilanza al sito in considerazione della sua altissima valenza archeologica, storica e scientifica. 15/03/2002 SCOPERTO LO SCHELETRO DI UN CANE Non riusc a trovare scampo all'eruzione che sigill il villaggio e cos cerc rifugio in una capanna. E gli archeologi che stanno scavando l'importante sito dell'et del bronzo alla periferia di Nola, hanno ritrovato il suo scheletro perfettamente intatto, accanto ad altri due piccoli scheletri di un topo e di una lucertola. Da tale rinvenimento si intuisce che l'intera area venne seppellita dai materiali vulcanici proprio come sarebbe accaduto nel 79 d.C. a Pompei ed Ercolano. Ma se alcuni animali sono stati sorpresi dalla furia dell'eruzione tanto da non aver dato loro modo di fuggire, che fine hanno fatto gli abitanti? Al momento non stato ritrovato ancora alcuno scheletro umano, forse perch gli uomini cercarono riparo in qualche altro luogo. Il proseguimento degli scavi appare pertanto di grossa importanza. Ed anche la realizzazione di un progettato museo della preistoria da realizzarsi nell'area nolana. 03/12/2001 PRIMI RITROVAMENTI Si sta scavando da qualche mese un'area archeologica protostorica alle porte di Nola. Si tratta di un villaggio dell'et del Bronzo antico dal quale stanno venendo alla luce importanti reperti e che, secondo le intenzioni, dovrebbe diventare un parco archeologico della preistoria accessibile al pubblico, dopo le necessarie sistemazioni. Gli scavi, condotti dalla Soprintendenza Archeologica coordinata da Giuseppe Vecchio e da Claude Albore Livadie, hanno consentito il recupero di un reperto unico al mondo: un copricapo decorato con piccole placche e lamine di osso (ricavato da zanne di cinghiale). Forse apparteneva al capotrib o allo "stregone". Nel terreno argilloso dello scavo gli archeologi hanno anche recuperato
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terreno argilloso dello scavo gli archeologi hanno anche recuperato le impronte di spighe di grano, di felce e di un brandello di tessuto vegetale. Un'altra importante testimonianza sulla quale non vi ancora una conferma certa sarebbe la presenza di un'intercapedine all'interno della parete di una capanna ove presente anche un forno, il che farebbe presumere che a quell'epoca gli uomini conoscevano gi il modo di riscaldare gli ambienti come successivamente avrebbero fatto i Romani nei loro impianti termali. Infine sono stati rinvenuti i resti di tredici capre, segno che il villaggio venne abbandonato all'improvviso a seguito di un'eruzione vulcanica, quella che dagli archeologi e dai vulcanologi detta delle "pomici di Avellino" (circa 1850 a.C.). Delle tre capanne scoperte, una dovrebbe essere ricostruita nel Museo archeologico di Nola, la seconda al Museo archeologico di Napoli e la terza dovrebbe restare sul luogo per costituire il nucleo centrale del parco archeologico della preistoria che si intende realizzare.

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