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Croce Rossa Italiana Comitato Provinciale di Roma Il COMMISSARIO

Roma 21 nov 2012

COMUNICATO

Comunicato Convenzione C.R.I. ARES 118 Lazio Facciamo il punto, facciamo chiarezza. Definitivamente. Nella speranza di chiarire, definitivamente, i rapporti intercorrenti tra CRI e ARES 118, che hanno portato alla stipula della Convenzione in essere tra le parti e nella doverosa necessit di tutelare limmagine e lonorabilit dellente della Croce Rossa Italiana e di tutti gli appartenenti alla stessa, ci troviamo costretti a sottolineare quanto segue. In primo luogo, corre lobbligo di specificare, nonostante appaia ovvio, vista la natura pubblica della CRI, che risulta quantomeno offensivo equiparare la stessa, la quale per finalit e natura non persegue fine di lucro, a societ di privati, che hanno gestito quale attivit imprenditoriale, in questultimo anno, e continuano in parte a gestire, il servizio pubblico di emergenza sanitaria nel territorio della Regione Lazio per conto ARES 118. La scelta di affidare il servizio alla C.R.I. In data 30 settembre 2011, la C.R.I. restituiva le postazioni coperte fino a quel momento, a seguito della scadenza della convezione in essere gi dal maggio del 2011, rispetto alla quale CRI sollecitava, pi volte, la ridiscussione delle condizioni economiche, senza nessun riscontro da parte di Ares, se non proroghe mensili che non permettevano nessun aumento defficienza n di stabilit per il personale. A far data da quel momento, ARES sopperiva al venir meno della C.R.I. con laffidamento in appalto, attraverso una procedura urgente e temporanea, a societ private per la gestione delle postazioni, nelle more dellespletamento di una gara europea. Tale affidamento proseguito, senza lavvio di una gara europea, prevista per legge, sino a marzo 2012. Infatti, quando in data 6 marzo 2012, la CRI comunicava alla Regione la propria disponibilit alla sottoscrizione di un accordo strategico - operativo CRI- Regione/Ares, al fine di garantire la continuit del servizio stesso, tale procedura di gara non era neppure stata indetta.
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Ad ogni modo, la proposta di capitolato di gara presentata dallARES, prevedeva la copertura di numero 32 postazioni (36 ambulanze) per una base di gara di 20.350.000,00 euro. Tale capitolato, inoltre, prevedeva per la copertura delle postazioni per le ambulanze infermieristiche, un equipaggio composto da un infermiere ed un autista/barelliere (pag.14), per le ambulanze medicalizzate, un equipaggio composto da un medico, un infermiere ed un autista/barelliere (pag.14); in aperta violazione con la legge regionale n. 49 del 17/07/89. La Regione, a fine marzo 2012 convocava la CRI per discutere la possibilit di affidarle nuovamente la gestione del servizio su tutto il territorio della Regione e veniva cos siglato il Protocollo tra C.R.I., Regione Lazio e ARES con il quale veniva affidata la copertura di n. 45 ambulanze, 9 in pi rispetto al capitolato di gara predisposto da ARES 118, provviste di n. 1 infermiere, n. 1 barelliere, n. 1 autista, e medico (ove previsto) in conformit alla normativa regionale per un importo totale di 19.515.000, circa 835.000 euro in meno dellimporto previsto dal capitolato di gara. I costi CRI. Da quanto premesso, pertanto, risulta evidente che il servizio affidato a C.R.I. copre un numero superiore di postazioni, con personale in pi rispetto alloriginario capitolato predisposto da ARES, peraltro il minimo richiesto dalla normativa regionale, con la conseguenza che risulta errato, da un punto di vista logico nonch quantitativo, sostenere che ARES pagava i privati il 30-40% in meno rispetto a CRI o che avrebbe risparmiato procedendo essa stessa allappalto nei confronti dei privati, come sostenuto nellarticolo pubblicato l11/11/2012 su il Messaggero, partendo da una base di gara pi alta per un numero inferiore di postazioni. Per due ordini di motivi: in primo luogo, non possibile paragonare quanto affidato a C.R.I. da quanto originariamente previsto dal capitolato di ARES, per numero di postazioni e personale e ciononostante laffidamento a CRI risulta economicamente pi vantaggioso per lARES 118 rispetto allaffidamento alle societ private. In secondo luogo, volendo applicare per la copertura delle stesse postazioni con personale regolarmente contrattualizzato di diritto privato quello che avrebbe dovuto utilizzare una qualsiasi societ di diritto privato, nel rispetto della normativa di lavoro vigente e della contrattazione
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collettiva di riferimento (sanit privata), il costo sarebbe stato superiore per 4.689.180,00 euro, come da C.C.N.L., qualora applicato. Tanto ampliamente riscontrabile nelle premesse del testo stesso del Decreto Regione Lazio N. U00070 del 28/05/2012. Sulla realizzazione del servizio da parte di C.R.I. La Croce Rossa ha iniziato lo svolgimento del servizio il 1 agosto 2012, come da convenzione attuativa del protocollo dintesa, siglato con ARES. A far data da quel momento, ARES ha proceduto ad effettuare controlli sulle Ambulanze C.R.I., spesso al di fuori delle proprie competenze e al di fuori di quanto esplicitamente previsto nella convenzione stessa: la quale prevede la costituzione di un Tavolo Tecnico tra CRI e Ares e un Direttore dellesecuzione, che si interfaccia con il Rappresentante C.R.I. Tali strumenti avrebbero assicurato la qualit dei controlli, ma anche la possibilit di circostanziare eventuali denunce pervenute agli organi di stampa e non riscontrabili dallamministrazione C.R.I. Si preferisce soprassedere su frasi rilasciate da personale ARES durante le ispezioni, che si sarebbe abbandonato a valutazioni che poco avrebbe a che vedere con la loro funzione o, piuttosto, sulla discutibile performance di medici ARES che giudicano lusura delle gomme, con competenze tutte da dimostrare, ma che hanno dato subito la percezione alla CRI che ARES non fosse cos collaborativo, come ci si aspetterebbe tra due enti pubblici, nellinteresse di assicurare il miglior servizio per il cittadino. Inoltre, ad oggi lARES non ha provveduto ai pagamenti di cui allart. 12 della Convenzione attuativa, che prevede il versamento di un canone fisso dell80%, nonostante i solleciti inoltrati dalla Direzione Regionale CRI per ottenere tale pagamento, con ben tre note ad ogni scadenza mese, prot. n. 2762 dell 11/09/2012, prot. n.3338 del 03/10/2012 e n. 4400 del 7/11/2012. Il mancato versamento di tali importi, oltre a costituire un inadempimento contrattuale nei confronti della C.R.I., costituisce un motivo di grave criticit per la pratica realizzazione della convezione da parte della C.R.I., la quale non realizza utili da quegli importi, ma copre con gli stessi i costi effettivamente sostenuti per la tenuta della convezione stessa. Pertanto, risulta quantomeno anomalo e inopportuno che lARES da una parte proceda ad effettuare contestazioni e critiche alloperato C.R.I. senza peraltro avvalersi, formalmente, degli strumenti pur contrattualmente previsti e dallaltra venga meno alla propria prestazione
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principale, relativa al pagamento del servizio stesso, che espone la tenuta del servizio di emergenza sanitaria, affidato a CRI dallARES stessa, con gravi implicazioni in ordine alla responsabilit nella realizzazione dello stesso. Sul presunto subappalto CRI. Con riferimento al presunto subappalto della CRI, la CRI non ha subappaltato i servizi ad operatori privati, non utilizzando mezzi propri , come sostenuto e pubblicato dal Consigliere Regionale PD Montino, n, tantomeno ha subappaltato la gestione delle ambulanze, come sostenuto dallarticolo pubblicato su Il Messaggero in data 11 novembre 2012. Lart. 1 della Convenzione attuativa, sottoscritta tra CRI e ARES, prevede quale oggetto della convenzione, interventi di primo soccorso o di soccorso avanzato nellambito del servizio di soccorso sanitario in emergenza in area extra-ospedaliera e/o di auto medica Pertanto, le procedure aperte, indette da CRI per laffidamento di aspetti sanitari, legati alle esigenze della Convenzione, non consentono di integrare, neppure parzialmente, la violazione di quanto stabilito dallart. 5 della suddetta Convezione. Si fa, altres presente, che tale prassi, la stessa che CRI realizza dal 2006 anni nei propri rapporti con ARES, la medesima invalsa in quasi tutte le realt ospedaliere pubbliche del Lazio per il reperimento di personale sanitario. Inoltre, la precedente convezione tra CRI ed ARES prevedeva, quale allegato alla convezione stessa, esplicitamente, un elenco nominativo di personale che CRI avrebbe dovuto utilizzare per la copertura del servizio sanitario. Tale disposizione, avvallata e voluta da ARES 118, con una modalit che violava apertamente la normativa in materia di assunzioni pubbliche, non ha sollevato, per anni critiche da parte dellARES 118 nella gestione del servizio da parte della C.R.I.. Invero, a seguito della comunicazione, che non stata una lettera di fuoco dallavvocato dellARES, CRI ha chiesto ad ARES la convocazione di un tavolo tecnico, in unottica di collaborazione e trasparenza tra enti pubblici, ma senza riscontro alcuno. Invero, come CRI ha avuto modo di comunicare ad ARES, con la nota di risposta prot. n. CRI/CC/61944/2012 del 31/10/2012, lAzienda Regionale dispone di strumenti convenzionali, come lart. 19 della Convezione attuativa, che consentono la risoluzione in caso di subappalto ed pertanto nel pieno diritto, ove ne ravvisi gli estremi, di risolvere la convenzione in essere con
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CRI, invece di strumentalizzarne loperato, attraverso articoli denigratori, volti ad infangare, in maniera apparentemente immotivata, il nome e limmagine della CRI. Pertanto, qualora risulti che laffidamento del servizio a CRI non risulti economicamente conveniente per ARES rispetto alle societ private, a parit di condizioni di quantit e qualit del servizio, numero di postazioni, equipaggi di legge e costi, ARES ha il pieno potere di procedere a una risoluzione immediata con CRI.

Il ricorso ai privati da parte di ARES La scrivente Croce Rossa ha sin oggi soprasseduto circa le modalit di ricorso da parte dellARES a soggetti privati; modalit che sono state gi denunciate dalle stesse Organizzazioni Sindacali dellARES. Tali soggetti privati, infatti, sono balzati pi volte agli onori della cronaca, per le denunce e sequestri ricevuti da parte dei NAS a causa delle violazioni riscontrate o per i disservizi che hanno causato. Tutti ricorderanno le vicende delle ambulanze di un tale Ciro soccorso fermate dai vigli in piazza Repubblica o dellambulanza scomparsa tra i vicoli di Trastevere la scorsa estate. La qualit dei servizi offerti ai cittadini, lonorabilit della Croce Rossa, nonch il mero rispetto dellart 7.7 della Convenzione ci obbliga, a questo punto, a chiedere pubblicamente che venga fatta chiarezza sul ricorso dellARES alle ambulanze private nella Regione Lazio. Per primo, circa il subentro alla C.R.I. il 1 ottobre 2011, vogliamo evidenziare come laffidamento sia avvenuto con procedura durgenza e a carattere temporaneo, senza che si sia neppure avviata la gara sino al mese di marzo 2012, procedendo cos, di fatto, a rinnovi continui che hanno ampliamente superato il limite previsto per legge. Inoltre, varie agenzie hanno riportato nel tempo, che in questo periodo di subentro le ambulanze private sarebbero costate il 40% in meno. Tale dato appare assolutamente incompatibile con qualsiasi proiezione possibile, infatti, il costo di un regolare contratto a tutto il personale, sanitario e tecnico, la completa composizione dellequipaggio a bordo previsto per legge, nonch il corretto approvvigionamento dei mezzi non pu generare un tale ribasso. Infatti, fantasioso o turpe sarebbe pensare che le ambulanze private usino meno benzina o meno materiali sanitari delle ambulanze pubbliche. La C.R.I. recupera una quota sulle accise del carburante, ha contratti quadro con grandi imprese farmaceutiche che permettono un abbattimento dei costi sanitari eppure limprenditoria privata
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riesce a far costare unambulanza il 40% in meno. Forse qualche margine potrebbe essere dato dalla non applicazione a tutto il personale del contratto di sanit privata ma piuttosto del terziario, di noleggio con conducente o forse di qualche infermiere professionale con busta paga da infermiere generico. Rimane da chiedersi come mai, se per un anno queste ambulanze sono costate cos poco perch in fase di gara europea i prezzi sarebbero dovuti lievitare cos tanto? (ricordiamo i 20 milioni con 9 ambulanze in meno e senza una figura professionale a bordo dal valore di qualche milione deuro in pi). Per completezza e per avere un parametro minimo di riferimento, basti vedere i compensi delle societ private ai sensi della Deliberazione ARES sopraccitata. Tutto ci dando per scontato che i controlli siano avvenuti a verifica degli aspetti sopramenzionati, con lo stesso zelo con cui vengono svolti sullente pubblico C.R.I. Il secondo aspetto che merita attenzione circa il ricorso a mezzi aggiuntivi richiesti a soggetti privati, per altro in aperta violazione dellart 7.7 della convenzione stessa. LARES infatti, con sua Delibera ha previsto la Costituzione di un Elenco di soggetti attivabili per attivit di soccorso a chiamata che cita: l'inserimento dell'operatore nell'elenco non costituir nessun costo per l'Azienda in assenza di attivit di soccorso in emergenza da parte d quest'ultimo. Il ricorso ai soggetti dellelenco, da parte del Direttore della Centrale Operativa, avverr in via subordinata rispetto al ricorso alla CRI ed altre associazioni di volontariato. Pertanto, il ricorso a questi mezzi dovrebbe avvenire in caso di blocco barelle, o improvvise necessit di copertura territoriale per casi eccezionali o assenza mezzi ARES previsti. Circa il ricorso a mezzi privati a causa del blocco barelle sappiamo che nel solo primo trimestre 2012 lARES ha fatturato alla ASL RMB circa 628.000,00 euro per il ricorso a soggetti privati che sostituivano le ambulanze bloccate nei pronto soccorso. E da evidenziare che per il pagamento di tale somma, certamente giustificata dalla necessit, non sia comunque stata effettuata alcuna gara. Per completezza per si vorrebbero far notare le ricognizioni effettuate dalla Centrale Operativa ARES, che dimostrerebbero che il ricorso a soggetti privati, senza gara, ha assunto ormai un carattere continuativo e strutturale, anche non in presenza di blocco barelle, che vedrebbe circa 10 ambulanze cosiddette a spot venire attivate, anche con anticipo, e quindi prevedibili, giornalmente, anche di notte, ad integrazione del sistema ARES. Specificando che, in violazione di quanto previsto dalla delibera stessa dellARES, nonch dellart 7.7 della convenzione in essere, che prevede il ricorso prioritario alla C.R.I., lARES ricorre a soggetti privati per garantire la copertura del servizio demergenza continuativamente in alcune postazioni cruciali quali San Pietro, Piazza Venezia piuttosto che Via dei Romagnoli o Piazza della
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Cancelleria. Pensando certamente che sia un vantaggio per il cittadino poter contare su una maggiore copertura territoriale, ci si chiede come mai ARES non abbia provveduto ad una sua riorganizzazione interna o piuttosto ad inserire nel capitolato di gara anche questa postazioni. A queste si aggiungono le molteplici convenzioni strette sul territorio a livello provinciale con altri soggetti privati, anchesse non parte della convenzione gestita dalla C.R.I. Conclusioni Premesso che la Croce Rossa Italiana non intende tollerare oltre tale clima di intimidazione nonch denigratorio nei confronti della correttezza e delloperato di un Ente, che svolge quotidianamente la propria sfida umanitaria in molti settori della comunit e che, soprattutto, non persegue scopi di lucro, risulta doveroso il richiamo ai principi di imparzialit e buon andamento della pubblica amministrazione come previsti dallart. 97 della Costituzione, che dovrebbero informare sempre loperato di tutti gli enti pubblici, soprattutto laddove essi forniscono servizi diretti ai cittadini. In questo quadro, ci si aspetta che i rapporti intercorrenti fra soggetti pubblici siano caratterizzati da massima collaborazione e trasparenza, anche e soprattutto per la tutela ultima del cittadino. Gli attacchi pubblici e non, mossi alloperato della CRI, da quando lEnte ha ricevuto laffidamento del servizio dalla stessa Azienda Regionale che ha siglato laccordo, a fronte dellinadempimento in termini di corresponsione dei costi pattuiti da parte dell ARES stessa, costituiscono un elemento di grave danno nei confronti della Croce Rossa Italiana stessa e della sua immagine, che ha deciso di sobbarcarsi lonere della copertura del servizio sul territorio della Regione, con pieno spirito di servizio e abnegazione nei confronti dei cittadini e di un altro ente pubblico, di cui ausiliaria e con il quale, si auspica, condivide lo spirito di servizio nei confronti dei cittadini. Pertanto, qualora altri siano i motivi che muovono loperato dellARES, diversi da un atteggiamento di massima collaborazione con un altro ente pubblico, in quanto tali palesemente alieni alla Croce Rossa Italiana e ai propri scopi, la scrivente intende prendere le dovute distanze da tali aspetti, sottolineando che la natura stessa della Croce Rossa Italiana, che non persegue scopo di lucro, e sar sempre orientata al raggiungimento, con la massima buona fede e

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trasparenza della procedure, del supporto delle attivit in favore dei cittadini e non saranno tollerati oltre attacchi indiscriminati nei confronti di tale sacrosanto principio.

Il Commissario Flavio RONZI

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